Recensione Film
Anno: 1946
Regia: Frank Capra
Genere: Dramma di Natale
★★★★★ 😏
Angelo viene incaricato di salvare un uomo e ripercorre la sua vita fatta di tanti sacrifici. Dramma di Natale di Frank Capra divenuto un grande classico per come riesce bene a trasmettere il valore dell altruismo e della bontà d'animo rispetto alla avidità e al pessimismo, colpisce infatti che il protagonista perde l'udito per salvare il fratello, che prende violenti schiaffi per aver aiutato il povero droghiere confuso dalla morte del figlio, toccante è la rinuncia a studiare e del sogno di viaggiare per tenere in piedi la cooperativa e gli ideali del padre, bello che usa i soldi del viaggio di nozze per salvare tutto dalla bancarotta e come si impegna per supportare la comunità piu disagiata a comprare casa con prestiti e mutui. James Stewart guida benissimo la storia e riesce con facilità a trasmettere una semplicità molto spontanea, e nonostante gli anni passati il film non è minimamente invecchiato e tutto appare ancora freschissimo e pieno di trovate visive interessanti a partire dall'idea dell rappresentare le divinità come stelle e galassie, colpisce lo sguardo sofferente del droghiere e come viene inquadrato prigioniero tra gli scaffali, tutta la scena del ballo è grandiosa per come il protagonista viene soffocato dalle persone, poi balla felice e lo scherzo con l'apertura della piscina invece di essere vendicativo si tramuta comunque in un momento di gioia per tutta la gente, fa sorridere il flirt dei due amanti e come lei finisce nuda in un cespuglio, grandiosa tutta la scena al telefono dove i due trovano la speranza di potersi amare, mi piace come l'antagonista satanico tenta il protagonista offrendogli del denaro mettendolo su una sedia piu bassa, spettacolare è la gelida neve che cade, bella l'idea what if che mostra quanto l'interà città può diventare corrottà in stile las vegas, stupende le immagini quando entrano nella casa abbandonata con il faro dell taxi che fa un incredibile uso del controluce e arriva un primissimo piano del volto disperato di James Stewart pieno di impatto per come guarda dritto in camera quasi sfondando il quarto muro. Ma nonostante le qualità della storia secondo me l'angelo ci mette troppo ad arrivare, appare troppo forzato il dramma principale su una busta di soldi data per sbaglio all antagonista dallo zio scemo, il cambio di carattere da uomo buono che ha sempre superato i problemi a depresso fallito che tratta male i figli e pensa al suicidio è troppo frettoloso, è ridicolo che per evitare che si getti dal ponte l'angelo lo fa gettare comunque dal ponte, nell ultimo atto il protagonista non è molto sveglio e ci mette troppo tempo a capire la situazione, l'avido antagonista non ha davvero una chiusura come personaggio e il volemose bene finale per quanto toccante è molto facile da fare quando il protagonista ha comunque una casa, una grande famiglia e una dolce comunità accogliente e il vero ottimismo di Natale sarebbe stato trovare il sorriso e la forza di vivere anche quando tutto va male. Nell insieme il film è cosi pieno di buoni sentimenti e gesti d'amore che merita il suo stato di culto, la regia convince e sorprende in piu punti e tutto funziona per il suo sguardo Cristiano verso le comunità unite e non corrotte dalla pura avidità.
12 dicembre 2025
10 dicembre 2025
Il Petroliere
Recensione FIlm
Anno: 2007
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: Dramma, Storico
★★★★★ 😀
Nei primi del '900 duro Imprenditore cerca il petrolio ma deve scontrarsi con un viscido predicatore e le difficoltà di essere padre. Potente dramma sugli albori del capitalismo americano con al centro una delle piu grandi interpretazioni di tutti i tempi, Daniel Day-Lewis è un totale mostro e rende reale ed autentica tutta la rabbia e l'aggressività del personaggio, sempre serio ed impaziente sembra volere solo arricchirsi, fanno ridere i suoi sguardi di disgusto verso gli altri, un bullo determinato e arrogante che odia avere punti deboli e incarna un tipo di dedizione al lavoro macista e malata, è un uomo senza fede e morali in un eterna competizione con il mondo dove sono tutti rivali, non si fida di nessuno e truffa il piu possibile ma ha anche un animo piuttosto complesso e sembra davvero credere di stare portando prosperità economica e benessere alla comunità, è bello come si interessa per la bimba che viene picchiata dal padre e ha dei sinceri sentimenti d'amore per il figlio che cerca piu volte di sopprimere mentendo a se stesso. C'è poi il rapporto conflittuale con il viscido predicatore interpretato bene da Paul Dano che per fare un contrasto appare come un ragazzo debole ed odioso, e mi piace come cerca in tutti i modi di sfruttare la situazione per favorire lui e la sua chiesa mostrando come l'avidità è anche tra chi gestisce e domina le comunità in uno scontro di poteri che rappresenta l'insofferenza del mondo economico per il potere religioso ma la lotta ha un inevitabile vincitore e segna il cambio verso l'era moderna dove si venera oramai solo il dio denaro e amo la fantastica scena dell battesimo in chiesa per come l'arrogante protagonista è costretto a sottomettersi e umiliarsi ed il bello è che comunque anche nella forzatura la fede ha un ruolo morale importante e l'uomo urlando i suoi errori in pubblico si ritrova ad ammettere a se stesso le sue colpe di padre e questo lo riavvicina al figlio abbandonato ma il risentimento verso questo tipo di viscida religione lo porterà ad allontanarsi ancora e inaridirsi sempre piu. Tutto ha ottime musiche di tensione e il film parte fin da subito magnificamente con lo scavo nel deserto senza dialoghi che spiega bene la solitudine e la determinazione disperata del protagonista in cerca di fortuna al limite dell autolesionismo, poi mi piace l'immagine di una pozza di petrolio nero come il male che sgorga dalla terra e c'è un chiaro battesimo satanico per il povero bambino, brutali sono le morti sul lavoro, stupendo è il momento dello scoppio e quando prende fuoco il pozzo, iconica l'immagine di lui con la pipa soddisfatto, è molto interessante il rapporto pieno di risentimento e sospetto per il fratello ed è bella l'inquadratura sulla spiaggia dove uno è in ombra e l'altro in luce, è davvero toccante come si conclude il rapporto con il figlio e la rabbiosa scena finale nella sala da bowling è un magnifico e graffiante sfogo di vittoria per un vecchio uomo inaridito come il terreno che ha prosciugato che si è arricchito e ha ottenuto quello che voleva ma anche impoverito nello spirito e ha perso ogni briciolo di umanità, insomma per questo There Will Be Blood è uno dei piu grandi e importanti film mai fatti che merita assolutamente di essere visto.
Anno: 2007
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: Dramma, Storico
★★★★★ 😀
Nei primi del '900 duro Imprenditore cerca il petrolio ma deve scontrarsi con un viscido predicatore e le difficoltà di essere padre. Potente dramma sugli albori del capitalismo americano con al centro una delle piu grandi interpretazioni di tutti i tempi, Daniel Day-Lewis è un totale mostro e rende reale ed autentica tutta la rabbia e l'aggressività del personaggio, sempre serio ed impaziente sembra volere solo arricchirsi, fanno ridere i suoi sguardi di disgusto verso gli altri, un bullo determinato e arrogante che odia avere punti deboli e incarna un tipo di dedizione al lavoro macista e malata, è un uomo senza fede e morali in un eterna competizione con il mondo dove sono tutti rivali, non si fida di nessuno e truffa il piu possibile ma ha anche un animo piuttosto complesso e sembra davvero credere di stare portando prosperità economica e benessere alla comunità, è bello come si interessa per la bimba che viene picchiata dal padre e ha dei sinceri sentimenti d'amore per il figlio che cerca piu volte di sopprimere mentendo a se stesso. C'è poi il rapporto conflittuale con il viscido predicatore interpretato bene da Paul Dano che per fare un contrasto appare come un ragazzo debole ed odioso, e mi piace come cerca in tutti i modi di sfruttare la situazione per favorire lui e la sua chiesa mostrando come l'avidità è anche tra chi gestisce e domina le comunità in uno scontro di poteri che rappresenta l'insofferenza del mondo economico per il potere religioso ma la lotta ha un inevitabile vincitore e segna il cambio verso l'era moderna dove si venera oramai solo il dio denaro e amo la fantastica scena dell battesimo in chiesa per come l'arrogante protagonista è costretto a sottomettersi e umiliarsi ed il bello è che comunque anche nella forzatura la fede ha un ruolo morale importante e l'uomo urlando i suoi errori in pubblico si ritrova ad ammettere a se stesso le sue colpe di padre e questo lo riavvicina al figlio abbandonato ma il risentimento verso questo tipo di viscida religione lo porterà ad allontanarsi ancora e inaridirsi sempre piu. Tutto ha ottime musiche di tensione e il film parte fin da subito magnificamente con lo scavo nel deserto senza dialoghi che spiega bene la solitudine e la determinazione disperata del protagonista in cerca di fortuna al limite dell autolesionismo, poi mi piace l'immagine di una pozza di petrolio nero come il male che sgorga dalla terra e c'è un chiaro battesimo satanico per il povero bambino, brutali sono le morti sul lavoro, stupendo è il momento dello scoppio e quando prende fuoco il pozzo, iconica l'immagine di lui con la pipa soddisfatto, è molto interessante il rapporto pieno di risentimento e sospetto per il fratello ed è bella l'inquadratura sulla spiaggia dove uno è in ombra e l'altro in luce, è davvero toccante come si conclude il rapporto con il figlio e la rabbiosa scena finale nella sala da bowling è un magnifico e graffiante sfogo di vittoria per un vecchio uomo inaridito come il terreno che ha prosciugato che si è arricchito e ha ottenuto quello che voleva ma anche impoverito nello spirito e ha perso ogni briciolo di umanità, insomma per questo There Will Be Blood è uno dei piu grandi e importanti film mai fatti che merita assolutamente di essere visto.
18 agosto 2025
Grand Budapest Hotel
Recensione Film
Anno: 2014
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia, Thriller
★★★★★ 😍
Scrittore intervista vecchio proprietario del Grand budapest Hotel che narra la sua storia e quella del suo mentore. Esplosione massima dell'eccentrico stile di Wes Anderson che pieno di energia non sbaglia una virgola e il film riesce a divertire, intrigare, stupire, commuovere e creare un amaro senso di nostalgia per qualcosa che non c'è piu. Mi piace molto come la narrazione è suddivisa in livelli temporali e di formato creando vari strati di meta-narrazione che offrono un magico senso di vicina/lontananza con questi eventi, dolce è il canto jodel in sottofondo, la fotografia è stupenda e il gioco di colori è incredibile, bello che il rapporto tra Gustave e il giovane zero diventa sempre di piu una grande amicizia, simpaticissime tutte le scene in prigione, Adrien Brody è buon antagonista ma ancora di piu è il suo braccio armato Willem Dafoe che è un cane bastardo assassino davvero piacevole da guardare, amo il triplo pugno in faccia, quando lancia il gatto dalla finestra, bellissime sono quelle dita tranciate dalla porta e super comica è l'assurda scalta verso il monastero fino all inseguimento finale sulla slitta. Al centro di tutto c'è un ottimo Ralph Fiennes e il suo Gustave è un grandissimo personaggio per come è simbolo stesso di uno charme d'altri tempi, mi piace perchè non è affatto un santo e il suo comico amore per le donne anziane è qualcosa di piuttosto ambiguo moralmente ma per come si approccia agli altri in modo cosi educato e con tanta umanità diventa inevitabilmente un uomo da ammirare, uno degli ultimi detentori di quel barlume di civiltà in un mondo sempre piu violento e brutale, non a caso il tragico sottotesto dell intera storia è l'arrivo della seconda guerra mondiale e dei nazisti che hanno tolto ogni colore al mondo. Cosi lo stile giocoso di Wes Anderson fatto di gag, comicità e messa in scena ricercata si unisce perfettamente ad uno sguardo triste e amaro verso il passato e quel vuoto che ti lascia dentro dopo tutte le varie risate lo rende di sicuro un grande film.
Anno: 2014
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia, Thriller
★★★★★ 😍
Scrittore intervista vecchio proprietario del Grand budapest Hotel che narra la sua storia e quella del suo mentore. Esplosione massima dell'eccentrico stile di Wes Anderson che pieno di energia non sbaglia una virgola e il film riesce a divertire, intrigare, stupire, commuovere e creare un amaro senso di nostalgia per qualcosa che non c'è piu. Mi piace molto come la narrazione è suddivisa in livelli temporali e di formato creando vari strati di meta-narrazione che offrono un magico senso di vicina/lontananza con questi eventi, dolce è il canto jodel in sottofondo, la fotografia è stupenda e il gioco di colori è incredibile, bello che il rapporto tra Gustave e il giovane zero diventa sempre di piu una grande amicizia, simpaticissime tutte le scene in prigione, Adrien Brody è buon antagonista ma ancora di piu è il suo braccio armato Willem Dafoe che è un cane bastardo assassino davvero piacevole da guardare, amo il triplo pugno in faccia, quando lancia il gatto dalla finestra, bellissime sono quelle dita tranciate dalla porta e super comica è l'assurda scalta verso il monastero fino all inseguimento finale sulla slitta. Al centro di tutto c'è un ottimo Ralph Fiennes e il suo Gustave è un grandissimo personaggio per come è simbolo stesso di uno charme d'altri tempi, mi piace perchè non è affatto un santo e il suo comico amore per le donne anziane è qualcosa di piuttosto ambiguo moralmente ma per come si approccia agli altri in modo cosi educato e con tanta umanità diventa inevitabilmente un uomo da ammirare, uno degli ultimi detentori di quel barlume di civiltà in un mondo sempre piu violento e brutale, non a caso il tragico sottotesto dell intera storia è l'arrivo della seconda guerra mondiale e dei nazisti che hanno tolto ogni colore al mondo. Cosi lo stile giocoso di Wes Anderson fatto di gag, comicità e messa in scena ricercata si unisce perfettamente ad uno sguardo triste e amaro verso il passato e quel vuoto che ti lascia dentro dopo tutte le varie risate lo rende di sicuro un grande film.
19 dicembre 2024
Anora
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Sean Baker
Genere: Sentimentale, Erotico
★★★★★ 😋
Spogliarellista inizia relazione con un giovane ricco russo ma il rapporto diventa sempre piu difficile. Film sentimentale che sorprende per come parte a mille con tanto erotismo fatto di sesso, sesso e ancora sesso oltre ad un eterna festa da ricchi in tanti frammenti di vita di lusso come quelli odiosi e pieni di vanità che si trovano su Instagram e poi di colpo il film cambia completamente tono e diventa quasi una commedia grottesca con goffi scagnozzi e un sempre piu acceso caos sensoriale dove tutti si urlano addosso persi in una città al crepuscolo. Qua Mikey Madison è una bomba sexy stupenda e sensuale ma è incredibile come piu il film va avanti e piu lei riesce a brillare anche come attrice e senti tutte le frustrazioni, la rabbia, la confusione o la totale disperazione di una ragazza che si prostituisce in cerca del sogno da Cenerentola, di fare il colpo grosso e sistemarsi a vita ma allo stesso tempo il personaggio mantiene una certa ambiguità umana e non sembra fare tutto solo per denaro, e mi sono piaciuti i momenti di orgoglio e rabbia molto sinceri dove lei ha chiaramente il cuore spezzato e rifiuta di accettare il compromesso. La regia è pulita e riesce benissimo a gestire i toni erotici, sentimentali, comici e drammatici e i personaggi sono cosi veri che quasi non ti accorgi piu di guardare un film, ma il bello è che dopo tutta questa follia e disperazione caotica arriva un finale potentissimo pieno di silenzi e sentimento che ho amato molto, anche perché in quella macchina sotto la neve cadono le maschere e i pregiudizi, si rompe quel arido rapporto di transazione tra maschi e femmine fatto di piacere e denaro e restano solo delle persone umane che desiderano, soffrono e sono piene di difetti.
Anno: 2024
Regia: Sean Baker
Genere: Sentimentale, Erotico
★★★★★ 😋
Spogliarellista inizia relazione con un giovane ricco russo ma il rapporto diventa sempre piu difficile. Film sentimentale che sorprende per come parte a mille con tanto erotismo fatto di sesso, sesso e ancora sesso oltre ad un eterna festa da ricchi in tanti frammenti di vita di lusso come quelli odiosi e pieni di vanità che si trovano su Instagram e poi di colpo il film cambia completamente tono e diventa quasi una commedia grottesca con goffi scagnozzi e un sempre piu acceso caos sensoriale dove tutti si urlano addosso persi in una città al crepuscolo. Qua Mikey Madison è una bomba sexy stupenda e sensuale ma è incredibile come piu il film va avanti e piu lei riesce a brillare anche come attrice e senti tutte le frustrazioni, la rabbia, la confusione o la totale disperazione di una ragazza che si prostituisce in cerca del sogno da Cenerentola, di fare il colpo grosso e sistemarsi a vita ma allo stesso tempo il personaggio mantiene una certa ambiguità umana e non sembra fare tutto solo per denaro, e mi sono piaciuti i momenti di orgoglio e rabbia molto sinceri dove lei ha chiaramente il cuore spezzato e rifiuta di accettare il compromesso. La regia è pulita e riesce benissimo a gestire i toni erotici, sentimentali, comici e drammatici e i personaggi sono cosi veri che quasi non ti accorgi piu di guardare un film, ma il bello è che dopo tutta questa follia e disperazione caotica arriva un finale potentissimo pieno di silenzi e sentimento che ho amato molto, anche perché in quella macchina sotto la neve cadono le maschere e i pregiudizi, si rompe quel arido rapporto di transazione tra maschi e femmine fatto di piacere e denaro e restano solo delle persone umane che desiderano, soffrono e sono piene di difetti.
Tags:
5stelle,
Erotico,
Loved,
Sentimentale
29 ottobre 2024
The Substance
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Coralie Fargeat
Genere: Horror, Fantascienza, Grottesco
★★★★★ 😵
Attrice di mezz'età si sente vecchia e tenta procedura misteriosa per riavere fama e successo. Irriverente Horror di fantascienza che attacca in modo spietato le insicurezze, la vanità e la voglia di apparire eternamente giovani e crea un rapporto simbiotico tra i Corpi che richiama alla connessione piena di risentimento tra le diverse generazioni, il rapporto difficile con i genitori e con il nostro corpo che subisce le conseguenze degli errori fatti in gioventù. La regia ha ritmo, intrattiene ed è molto ispirata ma per graffiare usa tante esagarazioni senza alcuna misura con idee visive geniali ma un momento può volare altissimo e un altro in modo basso e volgare, al centro di tutto c'è Il corpo e quindi ci sono tante nudità ed erotismo con momenti molto sexy e bollenti e il film punta sopratutto sul culo di Margaret Qualley in modo ossessivo, culo culo culo sparato ironicamente in faccia per sottolineare quanto patetico è il desiderio della carne o il potere del sesso e della bellezza fisica. E visto che si vedono continuamente donne o attrici che rovinano il loro il corpo con digustosi ritocchini, botox e impianti, mi è piaciuto molto come il film diventa sempre piu spietato e cattivo contro chi odia il suo corpo e usando un iperbola dopo l'altra attacca brutalmente queste Vanità autodistruttive e cosi la voglia di apparire perfetti, le insicurezze e i risentimenti dell'Ego diventano disgustosi, delle aberrazioni grottesche e assurde che colpiscono al cuore del problema. Ottima anche la fotografia che è super laccata e resta nella mente il bagno bianco o quell lungo corridoio arancione, bello l'uovo iniziale per spiegare in modo chiaro l'idea di partenza, mi piace il Kit con le istruzioni da seguire, gli occhi che si sdoppiano, il momento del ricucire, la siringa dentro ferita piena di pus, il pollo tirato fuori, la faccia spappolata sul vetro, potente la crisi isterica quando si trucca, mi è dispiaciuto sinceramente per Fred, si sente vero dolore nell momento della gamba da sbloccare o i pezzi che si staccano, Dennis Quaid è odioso al punto giusto, Margaret Qualley è stupenda e Demi Moore funziona sempre di piu. Alla fine esagera molto e calca la mano nei suoi messaggi con un finale che si dilunga anche troppo ma è cosi ironico, cattivo e grottesco che riesce a convincere pienamente.
Anno: 2024
Regia: Coralie Fargeat
Genere: Horror, Fantascienza, Grottesco
★★★★★ 😵
Attrice di mezz'età si sente vecchia e tenta procedura misteriosa per riavere fama e successo. Irriverente Horror di fantascienza che attacca in modo spietato le insicurezze, la vanità e la voglia di apparire eternamente giovani e crea un rapporto simbiotico tra i Corpi che richiama alla connessione piena di risentimento tra le diverse generazioni, il rapporto difficile con i genitori e con il nostro corpo che subisce le conseguenze degli errori fatti in gioventù. La regia ha ritmo, intrattiene ed è molto ispirata ma per graffiare usa tante esagarazioni senza alcuna misura con idee visive geniali ma un momento può volare altissimo e un altro in modo basso e volgare, al centro di tutto c'è Il corpo e quindi ci sono tante nudità ed erotismo con momenti molto sexy e bollenti e il film punta sopratutto sul culo di Margaret Qualley in modo ossessivo, culo culo culo sparato ironicamente in faccia per sottolineare quanto patetico è il desiderio della carne o il potere del sesso e della bellezza fisica. E visto che si vedono continuamente donne o attrici che rovinano il loro il corpo con digustosi ritocchini, botox e impianti, mi è piaciuto molto come il film diventa sempre piu spietato e cattivo contro chi odia il suo corpo e usando un iperbola dopo l'altra attacca brutalmente queste Vanità autodistruttive e cosi la voglia di apparire perfetti, le insicurezze e i risentimenti dell'Ego diventano disgustosi, delle aberrazioni grottesche e assurde che colpiscono al cuore del problema. Ottima anche la fotografia che è super laccata e resta nella mente il bagno bianco o quell lungo corridoio arancione, bello l'uovo iniziale per spiegare in modo chiaro l'idea di partenza, mi piace il Kit con le istruzioni da seguire, gli occhi che si sdoppiano, il momento del ricucire, la siringa dentro ferita piena di pus, il pollo tirato fuori, la faccia spappolata sul vetro, potente la crisi isterica quando si trucca, mi è dispiaciuto sinceramente per Fred, si sente vero dolore nell momento della gamba da sbloccare o i pezzi che si staccano, Dennis Quaid è odioso al punto giusto, Margaret Qualley è stupenda e Demi Moore funziona sempre di piu. Alla fine esagera molto e calca la mano nei suoi messaggi con un finale che si dilunga anche troppo ma è cosi ironico, cattivo e grottesco che riesce a convincere pienamente.
14 luglio 2024
Jaws - Lo Squalo
Recensione Film
Anno: 1975
Regia: Steven Spielberg
Genere: Thriller, Monster movie
★★★★★ 😁
Capo della polizia di un isola deve fermare un super squalo assassino. Storico Cult del cinema che unisce magnificamente vari generi con un po' di thriller, horror, slasher, avventura, caccia del mostrone da b-movie che diventa una sfida simbolica contro il classico Drago per vincere le insicurezze psicologiche. Tutto il film infatti ruota sulla mascolinità e le paure e fragilità del maschio in crisi, il personaggio di Martin Brody è un poliziotto e padre di famiglia che fatica a gestire il peso delle responsabilità, ha paura dell acqua, è fuggito dall opprimente città e vive con una costante ansia per il futuro incarnata nello squalo che nuota sotto la superficie della sua mente e lo scontro tra il rozzo cacciatore Quint simbolo di mascolinità tossica e l'accademico matt simbolo di un approccio piu scientifico e razionale alla vita sono le due parti del maschile che il protagonista deve riuscire a riconciliare. E il tutto è un film praticamente perfetto, funziona la tensione costruita, il conflitto con il sindaco che vuole tenere le spiagge aperte, l'antagonista viene presentato nel modo migliore con tante suggestioni e per tutta la prima parte lo si mostra pochissimo, poi tutta la seconda parte sulla barca è incredibile e diventa una grande caccia all ultimo respiro. E non sarebbe lo stesso film senza le musiche di John Williams che accompagnano e segnalano la vicinanza dello squalo ma anche la regia del giovane Spielberg è incredibile e ancora oggi molto raffinata e mi piace il dolly zoom sulla spiaggia all apparizione dello squalo, l'autopsia dove non si vede niente, come appare Quint rigando la lavagna, lo sguardo delle foto delle vittime di squali, la scena con il figlio che lo imita che è piena di amore e tenerezza, il cartellone pasticciato con la ragazza che chiede aiuto, il momento in cui protagonista vede da vicino lo squalo e si caga addosso e dice la famosa frase "ci serve una barca piu grossa", piena di intimità la notte dove parlano delle loro cicatrici e si ubriacano, bello l'utilizzo dei barili gialli, amo come lo squalo prende una marea di colpi, tagli e proiettili ma sembra invincibile, e il finale è preparato bene ed è catartico al punto giusto senza strafare chiudendosi anche in modo dolce e pacato. Insomma lo squalo resta un film immortale che nella semplicità di una lotta contro il mostro sviluppa la sua forza e il suo enorme successo commerciale ha cambiato per sempre il cinema d'intrattenimento.
Anno: 1975
Regia: Steven Spielberg
Genere: Thriller, Monster movie
★★★★★ 😁
Capo della polizia di un isola deve fermare un super squalo assassino. Storico Cult del cinema che unisce magnificamente vari generi con un po' di thriller, horror, slasher, avventura, caccia del mostrone da b-movie che diventa una sfida simbolica contro il classico Drago per vincere le insicurezze psicologiche. Tutto il film infatti ruota sulla mascolinità e le paure e fragilità del maschio in crisi, il personaggio di Martin Brody è un poliziotto e padre di famiglia che fatica a gestire il peso delle responsabilità, ha paura dell acqua, è fuggito dall opprimente città e vive con una costante ansia per il futuro incarnata nello squalo che nuota sotto la superficie della sua mente e lo scontro tra il rozzo cacciatore Quint simbolo di mascolinità tossica e l'accademico matt simbolo di un approccio piu scientifico e razionale alla vita sono le due parti del maschile che il protagonista deve riuscire a riconciliare. E il tutto è un film praticamente perfetto, funziona la tensione costruita, il conflitto con il sindaco che vuole tenere le spiagge aperte, l'antagonista viene presentato nel modo migliore con tante suggestioni e per tutta la prima parte lo si mostra pochissimo, poi tutta la seconda parte sulla barca è incredibile e diventa una grande caccia all ultimo respiro. E non sarebbe lo stesso film senza le musiche di John Williams che accompagnano e segnalano la vicinanza dello squalo ma anche la regia del giovane Spielberg è incredibile e ancora oggi molto raffinata e mi piace il dolly zoom sulla spiaggia all apparizione dello squalo, l'autopsia dove non si vede niente, come appare Quint rigando la lavagna, lo sguardo delle foto delle vittime di squali, la scena con il figlio che lo imita che è piena di amore e tenerezza, il cartellone pasticciato con la ragazza che chiede aiuto, il momento in cui protagonista vede da vicino lo squalo e si caga addosso e dice la famosa frase "ci serve una barca piu grossa", piena di intimità la notte dove parlano delle loro cicatrici e si ubriacano, bello l'utilizzo dei barili gialli, amo come lo squalo prende una marea di colpi, tagli e proiettili ma sembra invincibile, e il finale è preparato bene ed è catartico al punto giusto senza strafare chiudendosi anche in modo dolce e pacato. Insomma lo squalo resta un film immortale che nella semplicità di una lotta contro il mostro sviluppa la sua forza e il suo enorme successo commerciale ha cambiato per sempre il cinema d'intrattenimento.
Tags:
5stelle,
Cult,
Loved,
Mare,
Monster movie
30 aprile 2024
Rocky
Recensione Film
Anno: 1976
Regia: John G. Avildsen
Genere: Dramma, Sentimentale, Sportivo
★★★★★ 😍
Rocky è uno di quei film perfetti che per me rappresentano l'idea stessa di cinema per come riesce a mischiare insieme tanti elementi diversi, la storia è una fiaba moderna ma anche un dramma, un film sentimentale, sportivo, motivazionale, un percorso di riscatto, una rivincità contro il mondo e contro se stessi, tutto è profondamente esistenziale e mostra quanto sia duro e doloroso vivere e restare a galla mentre si nuota in un mare di emozioni negative. Resta incredibile come Stallone ha scritto e ha fatto di tutto per avere la parte rendendo la storia molto autobiografica e quello che amo del film è come trasmette un forte senso di umiltà, attraverso un ottimo uso del sonoro ci sono grandi silenzi, echi, dialoghi grezzi, rabbiosi, reali, vissuti, e quando di colpo arrivano quelle dolci note di pianoforte creano una forte empatia per il protagonista che triste e solo cammina lungo la sua strada. Rocky è un pugile fallito che non ha un futuro e nessuno ha mai creduto in lui ma comunque ha un cuore buono, ama le sue tartarughine, pesta i debitori per un mafioso locale e viene sgridato perché non riesce a spaccare le dita alla gente, lo prendono in giro perché gli piace Adrian, bello il momento quando davanti ad un negozio riconosce una ragazza e la riaccompagna a casa per aiutarla e dagli consigli di vita ma lei lo tratta solo male, e adoro tutta quella scena quando caccia l'allenatore Mickey perché lo ha sempre ignorato e gli urla addosso tutta la sua rabbia e rancore che covava dentro per poi tornare da lui e perdonarlo in un dolcissimo campo lungo. E al centro del film c'è lo stupendo rapporto con la timida Adrian che scalda il cuore per come entrambi hanno bisogno dell altro, ma con il sogno d'amore c'è il fratello Paulie che rappresenta l'incubo di tutti i vizi umani, è un uomo marcio, ubriacone, avido, bastardo, è il simbolo di ogni marito e padre abusivo, lui è "la famiglia maledetta" quell'infanzia difficile da cui non puoi sfuggire, cosi Paulie è un personaggio essenziale a dipingere queste umili origini popolari e mostra come Rocky potrebbe diventare se continuerà a fallire come uomo. E poi arriva il sogno impossibile di un opportunità e mi piace il contrasto dell campione divino Apollo che prende la sfida alla leggera pensando che sia solo uno show pubblicitario mentre Rocky da tutto se stesso, si allena nel sangue al mattatoio e c'è l'iconico montaggio che ha fatto la storia con quella corsa per Philadelphia fino alla leggendaria salita della scalinata davanti al museo che è un momento stupendo anche grazie alla fantastica musica di Bill Conti, ma è anche da brividi la visita all arena vuota e silenziosa prima dell incontro e la decisione importante che non importa vincere, basta riuscire a resistere, basta non farsi abbattere da questa vita, perché la vera vittoria è dimostrare di essere all altezza, di riuscire ad rialzarsi sempre, a sopportare ogni colpo, ogni ferita, ogni dolore, allora cosi si è davvero capaci di amare se stessi e gli altri, ed ecco perché quel "ti amo" finale è cosi imporante.
Anno: 1976
Regia: John G. Avildsen
Genere: Dramma, Sentimentale, Sportivo
★★★★★ 😍
Rocky è uno di quei film perfetti che per me rappresentano l'idea stessa di cinema per come riesce a mischiare insieme tanti elementi diversi, la storia è una fiaba moderna ma anche un dramma, un film sentimentale, sportivo, motivazionale, un percorso di riscatto, una rivincità contro il mondo e contro se stessi, tutto è profondamente esistenziale e mostra quanto sia duro e doloroso vivere e restare a galla mentre si nuota in un mare di emozioni negative. Resta incredibile come Stallone ha scritto e ha fatto di tutto per avere la parte rendendo la storia molto autobiografica e quello che amo del film è come trasmette un forte senso di umiltà, attraverso un ottimo uso del sonoro ci sono grandi silenzi, echi, dialoghi grezzi, rabbiosi, reali, vissuti, e quando di colpo arrivano quelle dolci note di pianoforte creano una forte empatia per il protagonista che triste e solo cammina lungo la sua strada. Rocky è un pugile fallito che non ha un futuro e nessuno ha mai creduto in lui ma comunque ha un cuore buono, ama le sue tartarughine, pesta i debitori per un mafioso locale e viene sgridato perché non riesce a spaccare le dita alla gente, lo prendono in giro perché gli piace Adrian, bello il momento quando davanti ad un negozio riconosce una ragazza e la riaccompagna a casa per aiutarla e dagli consigli di vita ma lei lo tratta solo male, e adoro tutta quella scena quando caccia l'allenatore Mickey perché lo ha sempre ignorato e gli urla addosso tutta la sua rabbia e rancore che covava dentro per poi tornare da lui e perdonarlo in un dolcissimo campo lungo. E al centro del film c'è lo stupendo rapporto con la timida Adrian che scalda il cuore per come entrambi hanno bisogno dell altro, ma con il sogno d'amore c'è il fratello Paulie che rappresenta l'incubo di tutti i vizi umani, è un uomo marcio, ubriacone, avido, bastardo, è il simbolo di ogni marito e padre abusivo, lui è "la famiglia maledetta" quell'infanzia difficile da cui non puoi sfuggire, cosi Paulie è un personaggio essenziale a dipingere queste umili origini popolari e mostra come Rocky potrebbe diventare se continuerà a fallire come uomo. E poi arriva il sogno impossibile di un opportunità e mi piace il contrasto dell campione divino Apollo che prende la sfida alla leggera pensando che sia solo uno show pubblicitario mentre Rocky da tutto se stesso, si allena nel sangue al mattatoio e c'è l'iconico montaggio che ha fatto la storia con quella corsa per Philadelphia fino alla leggendaria salita della scalinata davanti al museo che è un momento stupendo anche grazie alla fantastica musica di Bill Conti, ma è anche da brividi la visita all arena vuota e silenziosa prima dell incontro e la decisione importante che non importa vincere, basta riuscire a resistere, basta non farsi abbattere da questa vita, perché la vera vittoria è dimostrare di essere all altezza, di riuscire ad rialzarsi sempre, a sopportare ogni colpo, ogni ferita, ogni dolore, allora cosi si è davvero capaci di amare se stessi e gli altri, ed ecco perché quel "ti amo" finale è cosi imporante.
21 marzo 2024
Lawrence d'Arabia
Recensione Film
Anno: 1962
Regia: David Lean
Genere: Avventura, Guerra
★★★★★ 😅
Nei primi del novecento un soldato inglese parte in missione per il deserto e diventa leader della rivolta araba contro i turchi. Film colossal basato sulle imprese di Thomas Edward Lawrence che riesce a mischiare benissimo l'avventura esotica alle cupe ombre della guerra, il tutto ha una fotografia pazzesca ed è visivamente ai massimi livelli, amo i colori caldi, i piani lunghissimi, lo spirito western, l'uso delle comparse con centinaia di persone a cavallo e le ambientazioni desertiche che sono piene di varietà e cambiano sempre con sabbia, dune, rocce, sassi e vaste lande desolate, un deserto che appare immenso, infinito, spaventoso ma affascinante nella sua crudeltà. La colonna sonora orchestrale è un ottima sinfonia ed diventata negli anni quasi il suono del deserto, il famoso taglio di montaggio ad impatto dell fiammifero spento è uno di quei momenti da storia del cinema, da brividi l'inquadratura dove appare per la prima volta Omar Sharif all centro dell orizzonte, bellissima la decisione di tornare indietro per salvare un disperso con un deserto dal sole minaccioso che diventa di colori puri con il cielo azzurrissimo e il deserto bianco, mi piacciono i duri sacrifici che è costretto a fare il protagonista, bello quando torna alla base e chiede con orgoglio una limonata e tutto il momento della prigionia è pieno di sottotesto da stupro senza dirlo apertamente. Certo sono tre ore e mezza con tanto di pausa d'intermezzo che rendono il film lunghissimo e decisamente pesante, non è una visione facile anche per il suo ambiguo protagonista che giostra sentimenti opposti in continuazione ma che riescono a descrivere un interessante complessità umana, Lawrence è giovane, ribelle, arrogante, saccente, masochista e sadico, sogna il pericolo, unisce dentro di se il maschile e il femminile, da grande valore alla vita umana ma ha una cieca determinazione per la sua missione che lo porta a fare qualsiasi cosa, viene affascinato dal deserto e matura un identità spaccata ed è sia un servo fedele dell inghilterra che un guerriero che vuole davvero la liberazione del mondo arabo, cede alla vanità, alla follia, al delirio, crede nelle sue stesse menzogne, insomma diventa sempre piu una contraddizione paradossale ma funziona perchè lo si vede comunque soffrire questo percorso, trema, piange i morti, cade nell apatia, prova a rialzarsi, vede l'ironia delle cose, sogna una qualche libertà al suo ruolo ma non può far altro che esserne schiavo, e l'iniziare il film con tutti che si chiedono chi era davvero lascia ancora di piu la domanda sul chi sia stato come persona offrendo molta profondità. Nell insieme è visivamente un film incredibile dalla produzione gigantesca, ti fa prima innamorare del suo deserto e poi colpisce sempre piu duro con la cruda realtà della guerra che sfrutta e corrompe.
Anno: 1962
Regia: David Lean
Genere: Avventura, Guerra
★★★★★ 😅
Nei primi del novecento un soldato inglese parte in missione per il deserto e diventa leader della rivolta araba contro i turchi. Film colossal basato sulle imprese di Thomas Edward Lawrence che riesce a mischiare benissimo l'avventura esotica alle cupe ombre della guerra, il tutto ha una fotografia pazzesca ed è visivamente ai massimi livelli, amo i colori caldi, i piani lunghissimi, lo spirito western, l'uso delle comparse con centinaia di persone a cavallo e le ambientazioni desertiche che sono piene di varietà e cambiano sempre con sabbia, dune, rocce, sassi e vaste lande desolate, un deserto che appare immenso, infinito, spaventoso ma affascinante nella sua crudeltà. La colonna sonora orchestrale è un ottima sinfonia ed diventata negli anni quasi il suono del deserto, il famoso taglio di montaggio ad impatto dell fiammifero spento è uno di quei momenti da storia del cinema, da brividi l'inquadratura dove appare per la prima volta Omar Sharif all centro dell orizzonte, bellissima la decisione di tornare indietro per salvare un disperso con un deserto dal sole minaccioso che diventa di colori puri con il cielo azzurrissimo e il deserto bianco, mi piacciono i duri sacrifici che è costretto a fare il protagonista, bello quando torna alla base e chiede con orgoglio una limonata e tutto il momento della prigionia è pieno di sottotesto da stupro senza dirlo apertamente. Certo sono tre ore e mezza con tanto di pausa d'intermezzo che rendono il film lunghissimo e decisamente pesante, non è una visione facile anche per il suo ambiguo protagonista che giostra sentimenti opposti in continuazione ma che riescono a descrivere un interessante complessità umana, Lawrence è giovane, ribelle, arrogante, saccente, masochista e sadico, sogna il pericolo, unisce dentro di se il maschile e il femminile, da grande valore alla vita umana ma ha una cieca determinazione per la sua missione che lo porta a fare qualsiasi cosa, viene affascinato dal deserto e matura un identità spaccata ed è sia un servo fedele dell inghilterra che un guerriero che vuole davvero la liberazione del mondo arabo, cede alla vanità, alla follia, al delirio, crede nelle sue stesse menzogne, insomma diventa sempre piu una contraddizione paradossale ma funziona perchè lo si vede comunque soffrire questo percorso, trema, piange i morti, cade nell apatia, prova a rialzarsi, vede l'ironia delle cose, sogna una qualche libertà al suo ruolo ma non può far altro che esserne schiavo, e l'iniziare il film con tutti che si chiedono chi era davvero lascia ancora di piu la domanda sul chi sia stato come persona offrendo molta profondità. Nell insieme è visivamente un film incredibile dalla produzione gigantesca, ti fa prima innamorare del suo deserto e poi colpisce sempre piu duro con la cruda realtà della guerra che sfrutta e corrompe.
3 marzo 2024
Mad Max: Fury Road
Recensione Film
Anno: 2015
Regia: George Miller
Genere: Azione
★★★★★ 😍😍😍
Max viene fatto prigioniero e aiuta una donna che si è ribellata ad un'odioso Leader. Il quarto capitolo della saga di Mad max è un fantastico turbine d'azione e frenesia dove il film è una lunga difesa di assalti su strada in una struttura circolare da circuito automobilistico che lo rende molto riguardabile. Ed è innegabile il cuore femminista dell film, in un mondo morto, arido e distrutto Max è tormentato dai rimorsi e dai fantasmi fino a perdere la sanità e diventare un animale che pensa solo a sopravvivere, cosi tutto è nelle mani di uomini come Immortan Joe, simbolo di dittatura patriarcale che sfrutta, domina e gestisce le risorse rimaste, offre ai giovani malati e disperati uno scopo di vita con il sogno religioso di un paradiso, munge letteralmente le donne come mucche e ha come tesoro in cassaforte un harem di giovani mogli che devono dargli degli eredi sani, e quando Max si ritrova suo malgrado ad aiutare la parte femminile del mondo lui ritrova lentamente se stesso, abbraccia il suo ruolo di "donatore universale", rivela e ricorda il suo nome e rifiuta la gloria del potere maschile. Per certi versi questo è il primo di tanti blockbuster che hanno spinto su temi femministi, un epoca molto triste dove tutti i franchise piu popolari sono stati distrutti in nome di un falso femminismo vendicativo contro i maschi con un odioso sessismo al contrario, ma in questo film la differenza è che la Furiosa di Charlize Theron è un ottimo personaggio forte e determinato ma anche pieno di fragilità e sofferenza, senza l'aiuto di Max lei non sarebbe riuscita nella sua impresa, la fuga ribelle verso l'utopia Femminista che rifiuta i maschi si rivela senza speranza e la vera indipendenza e cambiamento viene ottenuto solo lottando insieme e guadagnandosi il reciproco rispetto. Per questo il finale è perfetto e mi piace tantissimo quello sguardo d'intesa dall alto verso il basso che dice piu di mille parole, cosi come amo il personaggio di Nux, Nicholas Hoult è ottimo e ha un grande arco di crescita e il rifiuto della follia machista per abbraciare il femminile diventa simbolo di rinascita e toccante è il sorriso della vecchia con la borsa di semi per il futuro, certo è un grande spettacolo che può apparire fin troppo caotico e non sono un grande fan dei colori cosi saturati dove tutto è arancione e la notte appare forzatamente blu ma l'esagerazione stilistica è parte integrante dell film e fantastici sono gli arrembaggi pirateschi, gli arpioni, le lance esplosive, lo sputare la benzina nel motore, i tamburi, il chitarrista, la tempesta nucleare, la musica energetica, il montaggio ritmato, è incredibile quanto il film sia semplice nella struttura ma cosi ricco di dettagli ed emozioni tutto in meno di due ore! Miller ha fatto un vero miracolo e questo è decisamente un grande classico.
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Furiosa (2024)
Mad Max
Mad Max 2
Mad Max 3
Mad Max - The Game
Anno: 2015
Regia: George Miller
Genere: Azione
★★★★★ 😍😍😍
Max viene fatto prigioniero e aiuta una donna che si è ribellata ad un'odioso Leader. Il quarto capitolo della saga di Mad max è un fantastico turbine d'azione e frenesia dove il film è una lunga difesa di assalti su strada in una struttura circolare da circuito automobilistico che lo rende molto riguardabile. Ed è innegabile il cuore femminista dell film, in un mondo morto, arido e distrutto Max è tormentato dai rimorsi e dai fantasmi fino a perdere la sanità e diventare un animale che pensa solo a sopravvivere, cosi tutto è nelle mani di uomini come Immortan Joe, simbolo di dittatura patriarcale che sfrutta, domina e gestisce le risorse rimaste, offre ai giovani malati e disperati uno scopo di vita con il sogno religioso di un paradiso, munge letteralmente le donne come mucche e ha come tesoro in cassaforte un harem di giovani mogli che devono dargli degli eredi sani, e quando Max si ritrova suo malgrado ad aiutare la parte femminile del mondo lui ritrova lentamente se stesso, abbraccia il suo ruolo di "donatore universale", rivela e ricorda il suo nome e rifiuta la gloria del potere maschile. Per certi versi questo è il primo di tanti blockbuster che hanno spinto su temi femministi, un epoca molto triste dove tutti i franchise piu popolari sono stati distrutti in nome di un falso femminismo vendicativo contro i maschi con un odioso sessismo al contrario, ma in questo film la differenza è che la Furiosa di Charlize Theron è un ottimo personaggio forte e determinato ma anche pieno di fragilità e sofferenza, senza l'aiuto di Max lei non sarebbe riuscita nella sua impresa, la fuga ribelle verso l'utopia Femminista che rifiuta i maschi si rivela senza speranza e la vera indipendenza e cambiamento viene ottenuto solo lottando insieme e guadagnandosi il reciproco rispetto. Per questo il finale è perfetto e mi piace tantissimo quello sguardo d'intesa dall alto verso il basso che dice piu di mille parole, cosi come amo il personaggio di Nux, Nicholas Hoult è ottimo e ha un grande arco di crescita e il rifiuto della follia machista per abbraciare il femminile diventa simbolo di rinascita e toccante è il sorriso della vecchia con la borsa di semi per il futuro, certo è un grande spettacolo che può apparire fin troppo caotico e non sono un grande fan dei colori cosi saturati dove tutto è arancione e la notte appare forzatamente blu ma l'esagerazione stilistica è parte integrante dell film e fantastici sono gli arrembaggi pirateschi, gli arpioni, le lance esplosive, lo sputare la benzina nel motore, i tamburi, il chitarrista, la tempesta nucleare, la musica energetica, il montaggio ritmato, è incredibile quanto il film sia semplice nella struttura ma cosi ricco di dettagli ed emozioni tutto in meno di due ore! Miller ha fatto un vero miracolo e questo è decisamente un grande classico.
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Mad Max
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Tags:
5stelle,
Australia,
Azione,
Blockbuster,
Deserto,
Femminismo,
Loved,
Post-Apocalittico,
Tamarro
21 luglio 2023
Oppenheimer
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Christopher Nolan
Genere: BioPic, Drama
★★★★★ 😅
Biopic che narra la storia del famoso padre della bomba atomica. Un film prolisso, pesante, molto serio e drammatico che si porta dietro con solennità il peso enorme dell'invenzione che ha concluso la seconda guerra mondiale ma ha anche acceso la pericolosa era atomica, e qua Christopher Nolan ripropone il suo solito stile riconoscibile fatto di infiniti montaggi incrociati e una costante tensione ansiogena da thriller spionistico che non fa mai respirare le scene, un continuo crescendo di montaggi veloci, qualche parola in camera e un cambio di ambientazione, poi ancora altre paroline e cambia nuovamente la scena tutto ripetuto cosi per tre estenuanti ore di tanti dialoghi seriosi che sfiorano molto spesso il polpettone moralizzante. Eppure nonostante lo stramaledetto montaggio iperattivo di Nolan il film riesce a colpire nei punti chiave ed è impossibile non amare le sensazioni che riesce a trasmettere, dall'angoscia esistenzialista dello studio dello spaventoso cosmo, la tensione per una mela avvelenata, l'erotismo delle tette di Florence Pugh che introducono la famosa frase del distruttore dei mondi e aiutano ad associare sesso, desiderio e morte alla bomba, belli i veloci flash delle scintille e fuochi durante la progettazione, la scena del Test nel deserto è fantastica con un ottimo bilanciamento di fascinazione e inquietudine e amo come vengono mostrate le sensazioni intime del protagonista da quel memorabile momento onirico di nudità davanti a tutti per simboleggiare l'umiliazione e vergogna ma anche quando assalito dal senso di colpa viene dissociato dall esultanza di chi ha intorno e arrivano dei puri momenti horror sensoriali. Un film pieno di grandi interpretazioni con interazioni di personaggi calde e sentite, ci sono vari cameo a sorpresa e mostra anche le forti paranoie anticomuniste del periodo che evolvono sempre piu in una specie di legal drama dove per invidie varie Oppenheimer viene interrogato e messo a processo sull essere o meno comunista, uno sviluppo che funziona per descrivere la complessità del personaggio ma non mi è piaciuto come il conflitto è presentato fin troppo a senso unico e viene trasformato in una vittima di paranoie ingiuste e infondate nonostante il film stesso spiega che nella nuova era atomica il mondo è piu pericoloso di prima e non ci si può fidare di nessuno, specie chi è stato amico di cosi tanti comunisti, poi Nolan fa il solito giochino delle linee temporali non lineari e la cosa mi ha irritato parecchio, specie all inizio ho fatto fatica a capirle e non condivido la scelta di mettere tutta la prospettiva del personaggio di Strauss in bianco e nero che di solito si associa al passato ma qui l'assenza del colore non fa altro che confondere ancora di piu le acque. Comunque nell insieme è decisamente il film piu maturo di Nolan, convince per come si smarca dai noiosi biopic storici e riesce a rendere spettacolare, intenso ed ansiogeno questo evento storico e apprezzo come piu che piangere delle false e retoriche lacrime di coccodrillo per Hiroshima si sforza di far capire l'importanza e il peso della rivoluzione della bomba atomica che ha iniziato quella reazione a catena di distruzione totale che non sembra mai piu fermarsi.
Anno: 2023
Regia: Christopher Nolan
Genere: BioPic, Drama
★★★★★ 😅
Biopic che narra la storia del famoso padre della bomba atomica. Un film prolisso, pesante, molto serio e drammatico che si porta dietro con solennità il peso enorme dell'invenzione che ha concluso la seconda guerra mondiale ma ha anche acceso la pericolosa era atomica, e qua Christopher Nolan ripropone il suo solito stile riconoscibile fatto di infiniti montaggi incrociati e una costante tensione ansiogena da thriller spionistico che non fa mai respirare le scene, un continuo crescendo di montaggi veloci, qualche parola in camera e un cambio di ambientazione, poi ancora altre paroline e cambia nuovamente la scena tutto ripetuto cosi per tre estenuanti ore di tanti dialoghi seriosi che sfiorano molto spesso il polpettone moralizzante. Eppure nonostante lo stramaledetto montaggio iperattivo di Nolan il film riesce a colpire nei punti chiave ed è impossibile non amare le sensazioni che riesce a trasmettere, dall'angoscia esistenzialista dello studio dello spaventoso cosmo, la tensione per una mela avvelenata, l'erotismo delle tette di Florence Pugh che introducono la famosa frase del distruttore dei mondi e aiutano ad associare sesso, desiderio e morte alla bomba, belli i veloci flash delle scintille e fuochi durante la progettazione, la scena del Test nel deserto è fantastica con un ottimo bilanciamento di fascinazione e inquietudine e amo come vengono mostrate le sensazioni intime del protagonista da quel memorabile momento onirico di nudità davanti a tutti per simboleggiare l'umiliazione e vergogna ma anche quando assalito dal senso di colpa viene dissociato dall esultanza di chi ha intorno e arrivano dei puri momenti horror sensoriali. Un film pieno di grandi interpretazioni con interazioni di personaggi calde e sentite, ci sono vari cameo a sorpresa e mostra anche le forti paranoie anticomuniste del periodo che evolvono sempre piu in una specie di legal drama dove per invidie varie Oppenheimer viene interrogato e messo a processo sull essere o meno comunista, uno sviluppo che funziona per descrivere la complessità del personaggio ma non mi è piaciuto come il conflitto è presentato fin troppo a senso unico e viene trasformato in una vittima di paranoie ingiuste e infondate nonostante il film stesso spiega che nella nuova era atomica il mondo è piu pericoloso di prima e non ci si può fidare di nessuno, specie chi è stato amico di cosi tanti comunisti, poi Nolan fa il solito giochino delle linee temporali non lineari e la cosa mi ha irritato parecchio, specie all inizio ho fatto fatica a capirle e non condivido la scelta di mettere tutta la prospettiva del personaggio di Strauss in bianco e nero che di solito si associa al passato ma qui l'assenza del colore non fa altro che confondere ancora di piu le acque. Comunque nell insieme è decisamente il film piu maturo di Nolan, convince per come si smarca dai noiosi biopic storici e riesce a rendere spettacolare, intenso ed ansiogeno questo evento storico e apprezzo come piu che piangere delle false e retoriche lacrime di coccodrillo per Hiroshima si sforza di far capire l'importanza e il peso della rivoluzione della bomba atomica che ha iniziato quella reazione a catena di distruzione totale che non sembra mai piu fermarsi.
27 febbraio 2023
Vertigo - La Donna che Visse due Volte
Recensione Film
Anno: 1958
Regia: Alfred Hitchcock
Genere: Thriller, Sentimentale
★★★★★ 😮
Detective che soffre di vertigini riceve l'incarico di indagare sulla moglie di un riccone. Thriller sentimentale dai forti temi psicologici per come la storia rappresenta uno scontro tra fantasie e realtà, qua la paura di cadere è associata all termine inglese di innamorarsi "falling in love" e infatti l'amore muore facilmente quando non si superano le paure di una fine, le ossessioni freudiane e le relazioni del passato ma anche quando si cerca forzatamente di trasformare il partner nell'immagine erotica ideale che si ha in testa. Il tutto è un film pacato con la buona musica di Bernard Herrmann che riesce ad essere solenne e romantica ed è pieno di inquadrature da cartolina di sanfrancisco ma ci sono anche grandi tocchi di stile sperimentali a partire dall'uso dei colori con un incredibile contrasto tra il rosso della passione e un inquietante verde smeraldo acceso, belli i titoli di testa dove parte con delle labbra enormi per poi concentrarsi su uno sguardo rosso iponotico, ci sono gli iconici dolly zoom delle scale, fantastico il bacio con le onde che si infrangono sulla scogliera, l'inquadratura dei capelli al museo, la silhouette in controluce, intrigano gli indizi che spingono verso il sovrannaturale e poi impossibile non apprezzare la sequenza onirica che è un qualcosa di cosi folle, astratto e assurdo che segna una netta divisione tra la prima e la seconda parte. Bellissima Kim Novak che all inizio appare eterea, di una bellezza gelida e magnetica ma funziona anche quando si rivela piu umana, con rimorsi, paure e desiderio di essere amata che emergono dietro la maschera che ha addosso e funziona tantissismo James Stewart che da semplice detective cade in un ossessione sempre piu malata fino a diventare un vero bastardo, il voler a tutti i costi Ricostruire la donna dei suoi sogni è una violenza che mette a disagio e mostra chiaramente cosa significa amare in modo egoista. Forse il film è un po' lento e ci sono troppi pedinamenti in auto che appaiono ridondanti ma servono a mostrare questa lunga discesa nell ossessione e cosi nel complesso Vertigo resta ancora oggi uno dei migliori film di tutti i tempi, con le sue sorprese fonde molto bene intrigo e sentimento e funziona la sua matura e profonda descrizione del desiderio passionale dove troppo spesso si soffre e si rimane delusi perché si cerca la stessa persona negli altri.
Anno: 1958
Regia: Alfred Hitchcock
Genere: Thriller, Sentimentale
★★★★★ 😮
Detective che soffre di vertigini riceve l'incarico di indagare sulla moglie di un riccone. Thriller sentimentale dai forti temi psicologici per come la storia rappresenta uno scontro tra fantasie e realtà, qua la paura di cadere è associata all termine inglese di innamorarsi "falling in love" e infatti l'amore muore facilmente quando non si superano le paure di una fine, le ossessioni freudiane e le relazioni del passato ma anche quando si cerca forzatamente di trasformare il partner nell'immagine erotica ideale che si ha in testa. Il tutto è un film pacato con la buona musica di Bernard Herrmann che riesce ad essere solenne e romantica ed è pieno di inquadrature da cartolina di sanfrancisco ma ci sono anche grandi tocchi di stile sperimentali a partire dall'uso dei colori con un incredibile contrasto tra il rosso della passione e un inquietante verde smeraldo acceso, belli i titoli di testa dove parte con delle labbra enormi per poi concentrarsi su uno sguardo rosso iponotico, ci sono gli iconici dolly zoom delle scale, fantastico il bacio con le onde che si infrangono sulla scogliera, l'inquadratura dei capelli al museo, la silhouette in controluce, intrigano gli indizi che spingono verso il sovrannaturale e poi impossibile non apprezzare la sequenza onirica che è un qualcosa di cosi folle, astratto e assurdo che segna una netta divisione tra la prima e la seconda parte. Bellissima Kim Novak che all inizio appare eterea, di una bellezza gelida e magnetica ma funziona anche quando si rivela piu umana, con rimorsi, paure e desiderio di essere amata che emergono dietro la maschera che ha addosso e funziona tantissismo James Stewart che da semplice detective cade in un ossessione sempre piu malata fino a diventare un vero bastardo, il voler a tutti i costi Ricostruire la donna dei suoi sogni è una violenza che mette a disagio e mostra chiaramente cosa significa amare in modo egoista. Forse il film è un po' lento e ci sono troppi pedinamenti in auto che appaiono ridondanti ma servono a mostrare questa lunga discesa nell ossessione e cosi nel complesso Vertigo resta ancora oggi uno dei migliori film di tutti i tempi, con le sue sorprese fonde molto bene intrigo e sentimento e funziona la sua matura e profonda descrizione del desiderio passionale dove troppo spesso si soffre e si rimane delusi perché si cerca la stessa persona negli altri.
Tags:
5stelle,
Film,
Psicologico,
Sentimentale,
Thriller
25 gennaio 2023
Il Laureato
Recensione Film
Anno: 1967
Regia: Mike Nichols
Genere: Sentimentale, Erotico
★★★★★ 😰
Neolaureato allo sbando inizia complicata relazione con donna adulta. Storico film che mischia erotismo e sentimento per parlare di un chiaro conflitto generazionale, registicamente è ottimo fin dall inizio con lui che arriva trascinato come una valigia all areoporto, schiacciato dai genitori in un acquario e sprofondato in una piscina di famiglia, bello il quadro di un clown triste quando deve partecipare alla festa, come si sente isolato a fondopiscina con la tuta da sub, POV di maschera e respiratore, fanno ridere tutte le situazioni di lui che si vergogna alle provocazioni della signora Robinson, mi piace il gioco di luci ed ombre con personaggi che vanno in totale oscurità per segnalare lo stato emotivo, ottimo l'erotismo come l'iconica inquadratura tra le gambe ma anche le tette dello spogliarello che fanno piangere Elaine, mi piacciono le fluide transizioni dentro e fuori la camera di albergo con il protagonista che finalmente riesce a galleggiare e godersi la vita per la prima volta e bellissimo come da un solo sguardo viene rivelata la scottante verità. Amo poi le disperate corse finali in macchina che segnano un chiaro passaggio del protagonista da ragazzo senza scopo a uno estremamente folle e deciso, il rivoluzionario uso delle musiche pop di Simon e Garfunkel fa da tessuto connettivo alle scene e le arricchisce creando una nuova esperienza audiovisiva, e poi c'è il finale che è di una potenza estrema, uno dei piu belli che abbia mai visto, dopo l'euforia, dentro quell autubus arriva l'agghiacciante consapevolezza di aver fatto una scelta irreversibile e torna come all inizio "the sound of silence" cosi in superficie sembra la vittoria totale del romanticismo piu estremo, la classica corsa all altare da romanzo rosa ma nel sottotesto è amarissimo, i giovani sono schiacciati dalle influenze degli adulti e vorrebbero ribellarsi ma anche questa ribellione in apparenza romantica non è altro che una schiavitù e cosi mossi dalle passioni si agisce di impulso e si finisce esattamente dentro i binari della vita come hanno fatto quei genitori tanto odiati.
Anno: 1967
Regia: Mike Nichols
Genere: Sentimentale, Erotico
★★★★★ 😰
Neolaureato allo sbando inizia complicata relazione con donna adulta. Storico film che mischia erotismo e sentimento per parlare di un chiaro conflitto generazionale, registicamente è ottimo fin dall inizio con lui che arriva trascinato come una valigia all areoporto, schiacciato dai genitori in un acquario e sprofondato in una piscina di famiglia, bello il quadro di un clown triste quando deve partecipare alla festa, come si sente isolato a fondopiscina con la tuta da sub, POV di maschera e respiratore, fanno ridere tutte le situazioni di lui che si vergogna alle provocazioni della signora Robinson, mi piace il gioco di luci ed ombre con personaggi che vanno in totale oscurità per segnalare lo stato emotivo, ottimo l'erotismo come l'iconica inquadratura tra le gambe ma anche le tette dello spogliarello che fanno piangere Elaine, mi piacciono le fluide transizioni dentro e fuori la camera di albergo con il protagonista che finalmente riesce a galleggiare e godersi la vita per la prima volta e bellissimo come da un solo sguardo viene rivelata la scottante verità. Amo poi le disperate corse finali in macchina che segnano un chiaro passaggio del protagonista da ragazzo senza scopo a uno estremamente folle e deciso, il rivoluzionario uso delle musiche pop di Simon e Garfunkel fa da tessuto connettivo alle scene e le arricchisce creando una nuova esperienza audiovisiva, e poi c'è il finale che è di una potenza estrema, uno dei piu belli che abbia mai visto, dopo l'euforia, dentro quell autubus arriva l'agghiacciante consapevolezza di aver fatto una scelta irreversibile e torna come all inizio "the sound of silence" cosi in superficie sembra la vittoria totale del romanticismo piu estremo, la classica corsa all altare da romanzo rosa ma nel sottotesto è amarissimo, i giovani sono schiacciati dalle influenze degli adulti e vorrebbero ribellarsi ma anche questa ribellione in apparenza romantica non è altro che una schiavitù e cosi mossi dalle passioni si agisce di impulso e si finisce esattamente dentro i binari della vita come hanno fatto quei genitori tanto odiati.
Tags:
5stelle,
Erotico,
Film,
Sentimentale
23 gennaio 2023
District 9
Recensione Film
Anno: 2009
Regia: Neill Blomkamp
Genere: Fantascienza, Azione
★★★★★ 👾
Astronave arriva a Johannesburg e un milione di rifugiati Alieni vengono messi per anni in una baraccopoli. District 9 è un film che parte dall'apartheid sudafricana e dai problemi dell immigrazione per sviluppare un'onesta e sincera storia di fantascienza sulle tensioni razziali che spiega il problema senza cercare di fare pesanti moralismi sull accoglienza, ecco cosi che gli alieni sono disgustosi, ripugnanti, vivono nella spazzatura, sono odiati e umiliati dalla gente, alimentano la criminalità con tutti che vogliono sfruttarli, e la comprensione e un vero contatto umano potrà nascere solo quando l'uomo comune si troverà nella loro stessa condizione. E dal punto di vista registico è fenomenale, è un blockbusterone ma ha un anima da film indipendente e senti la passione che ci hanno messo nel design dei gamberoni che sono brutti ma hanno degli occhioni tenerissimi, o anche il design delle armi, la tecnologia semi-organica, come fanno le uova, il mech in stile anime, l'astronave in lontananza è iconica e fantastici sono gli elementi da body horror, gli esperimenti raccapriccianti, tutti gli effetti visivi sono ancora oggi piuttosto buoni e si amalgamano bene con un idea di reale, vissuto e sporco. Un film guidato benissimo da Sharlto Copley che riesce ad essere teneramente bastardo all inizio per come tratta male con pregiudizio gli alieni ma mostra sempre piu una candida innocenza che colpisce, amo le sue espressioni di disperazione e di sofferenza, il suo stato nevrotico e di completo shock al suo percorso umano di cambiamento, è davvero una grande interpretazione e il toccante rapporto con la moglie aggiunge molto cuore alla vicenda. La storia è poi narrata come fosse un documentario ed è uno stile che serve un po' a mascherare limiti di regia ma secondo me presenta bene gli eventi come reali senza cadere troppo nell fantastico oltre al fatto che è un approccio unico che lo rende diverso da tanti altri, mi piace anche il finale che resta molto ambiguo, poteva essere un banale "abbiamo sconfitto il razzismo! apriamo i confini volemose bene ora!" ma invece il problema resta, non si risolve magicamente, c'è solo una vaga promessa e un fiore nato dalla spazzatura che simboleggia la speranza che le cose possano cambiare. Nel complesso per essere un primo film è un mezzo miracolo, funziona l'idea che descrive problemi seri e reali, funziona l'approccio da documentario che intriga, funziona l'azione, funzionano le incredibili e spettacolari visuali, funziona l'arco del personaggio che è intimo e toccante, funziona il finale aperto che non ha facili moralismi, riguardandolo oggi resta un ottimo film eseguito magnificamente e dispiace che Blomkamp non sia mai piu riuscito a raggiungere questa qualità.
Anno: 2009
Regia: Neill Blomkamp
Genere: Fantascienza, Azione
★★★★★ 👾
Astronave arriva a Johannesburg e un milione di rifugiati Alieni vengono messi per anni in una baraccopoli. District 9 è un film che parte dall'apartheid sudafricana e dai problemi dell immigrazione per sviluppare un'onesta e sincera storia di fantascienza sulle tensioni razziali che spiega il problema senza cercare di fare pesanti moralismi sull accoglienza, ecco cosi che gli alieni sono disgustosi, ripugnanti, vivono nella spazzatura, sono odiati e umiliati dalla gente, alimentano la criminalità con tutti che vogliono sfruttarli, e la comprensione e un vero contatto umano potrà nascere solo quando l'uomo comune si troverà nella loro stessa condizione. E dal punto di vista registico è fenomenale, è un blockbusterone ma ha un anima da film indipendente e senti la passione che ci hanno messo nel design dei gamberoni che sono brutti ma hanno degli occhioni tenerissimi, o anche il design delle armi, la tecnologia semi-organica, come fanno le uova, il mech in stile anime, l'astronave in lontananza è iconica e fantastici sono gli elementi da body horror, gli esperimenti raccapriccianti, tutti gli effetti visivi sono ancora oggi piuttosto buoni e si amalgamano bene con un idea di reale, vissuto e sporco. Un film guidato benissimo da Sharlto Copley che riesce ad essere teneramente bastardo all inizio per come tratta male con pregiudizio gli alieni ma mostra sempre piu una candida innocenza che colpisce, amo le sue espressioni di disperazione e di sofferenza, il suo stato nevrotico e di completo shock al suo percorso umano di cambiamento, è davvero una grande interpretazione e il toccante rapporto con la moglie aggiunge molto cuore alla vicenda. La storia è poi narrata come fosse un documentario ed è uno stile che serve un po' a mascherare limiti di regia ma secondo me presenta bene gli eventi come reali senza cadere troppo nell fantastico oltre al fatto che è un approccio unico che lo rende diverso da tanti altri, mi piace anche il finale che resta molto ambiguo, poteva essere un banale "abbiamo sconfitto il razzismo! apriamo i confini volemose bene ora!" ma invece il problema resta, non si risolve magicamente, c'è solo una vaga promessa e un fiore nato dalla spazzatura che simboleggia la speranza che le cose possano cambiare. Nel complesso per essere un primo film è un mezzo miracolo, funziona l'idea che descrive problemi seri e reali, funziona l'approccio da documentario che intriga, funziona l'azione, funzionano le incredibili e spettacolari visuali, funziona l'arco del personaggio che è intimo e toccante, funziona il finale aperto che non ha facili moralismi, riguardandolo oggi resta un ottimo film eseguito magnificamente e dispiace che Blomkamp non sia mai piu riuscito a raggiungere questa qualità.
Tags:
5stelle,
Alieni,
Blockbuster,
Fantascienza,
Foundfootage,
Loved,
sudafrica
19 gennaio 2023
Psycho
Recensione Film
Anno: 1960
Regia: Alfred Hitchcock
Genere: Thriller
★★★★★ 😲
Gruppo di persone indaga su un misterioso Motel accanto ad un inquietante Villa. Gelido ed iconico Thriller che ha fatto la storia e ispirato tanti altri autori ma sopratutto resta ancora oggi un solido film che con pacatezza scava nella tensione per poi esplodere in forti e acuti momenti dell orrore, parte fin da subito con l'ottima musica di Bernard Herrmann che crea una continua spirale ipnotica che diventa di colpo delle agghiaccianti urla di violino, poi la storia per spiegare l'eccezionale parte da un comune sentimento di colpa e peccato criminale come la tensione e paura per dei soldi rubati con l'indugiare della camera sulla busta, il senso di ansia, il faccione imponente di un poliziotto con gli occhiali da sole, lui che la segue e che appare in lontananza creando costante angoscia e una forte voglia di fuggire che poi diventa un discorso sulle prigionie mentali e repressioni psicologiche, anche l'indugiare piu avanti sulla pulizia della stanza dall peccato commesso è un importante momento di riflessione che visualizza il calmo e metodico sentimento di repressione con la voglia di cancellare tutto e nascondere. Amo per questo la scena dove la macchina nella palude sembra non sprofondare che lascia veri brividi, ma anche la salita e la discesa dalle scale, quel coniglio triste nella stanza, il momento voyeur, il gufo impagliato nell ufficio, la mano davanti alla bocca, l'orma del corpo nel letto, la sedia che gira con la lampada che si muove e l'ottima inquadratura finale con la coperta sulla schiena, Dei personaggi buono lo sguardo preoccupato di Marion quando è in macchina e il detective che sembra Mussolini ma gli altri sono un po' anonimi e tra tutti quello che di sicuro brilla è la smilza figura di Norman Bates, uno dei primi bamboccioni del cinema schiacciato dalla difficile relazione con l'imponente madre che pieno di ansia sociale finge a fatica costante gentilezza e voglia di connettersi agli altri, Anthony Perkins lo interpreta in modo pazzesco e mi piacciono tutti i momenti di dialogo pieni di tensione, funziona molto vederlo aprirsi sinceramente ma anche stare sulla difensiva e farsi improvvisamente piu serio o quando gli escono fuori sorrisetti inquietanti. C'è poi la geniale scena della doccia che è una costruzione di montaggio cosi famosa e perfetta da essere presente in ogni libro di cinema ma data la sua natura iconica tristemente molti si approcciano al film gia sapendo cosa accadrà e questo per certi versi rovina l'esperienza, anche il fatto che ha ispirato molti film successivi lo può far apprire basico e datato rispetto a quelli piu violenti e sanguinari usciti in seguito e poi nel finale arriva un mega lungo spiegone didascalico fatto per il pubblico degli anni 60 che rovina in parte la sottigliezza della storia ma nel complesso Psycho è una colonna fondante del cinema che con pochi mezzi ed estrema chirurgia usa la tensione e le azioni dei personaggi per scavare nella psiche di chi è prigioniero dentro se stesso.
Anno: 1960
Regia: Alfred Hitchcock
Genere: Thriller
★★★★★ 😲
Gruppo di persone indaga su un misterioso Motel accanto ad un inquietante Villa. Gelido ed iconico Thriller che ha fatto la storia e ispirato tanti altri autori ma sopratutto resta ancora oggi un solido film che con pacatezza scava nella tensione per poi esplodere in forti e acuti momenti dell orrore, parte fin da subito con l'ottima musica di Bernard Herrmann che crea una continua spirale ipnotica che diventa di colpo delle agghiaccianti urla di violino, poi la storia per spiegare l'eccezionale parte da un comune sentimento di colpa e peccato criminale come la tensione e paura per dei soldi rubati con l'indugiare della camera sulla busta, il senso di ansia, il faccione imponente di un poliziotto con gli occhiali da sole, lui che la segue e che appare in lontananza creando costante angoscia e una forte voglia di fuggire che poi diventa un discorso sulle prigionie mentali e repressioni psicologiche, anche l'indugiare piu avanti sulla pulizia della stanza dall peccato commesso è un importante momento di riflessione che visualizza il calmo e metodico sentimento di repressione con la voglia di cancellare tutto e nascondere. Amo per questo la scena dove la macchina nella palude sembra non sprofondare che lascia veri brividi, ma anche la salita e la discesa dalle scale, quel coniglio triste nella stanza, il momento voyeur, il gufo impagliato nell ufficio, la mano davanti alla bocca, l'orma del corpo nel letto, la sedia che gira con la lampada che si muove e l'ottima inquadratura finale con la coperta sulla schiena, Dei personaggi buono lo sguardo preoccupato di Marion quando è in macchina e il detective che sembra Mussolini ma gli altri sono un po' anonimi e tra tutti quello che di sicuro brilla è la smilza figura di Norman Bates, uno dei primi bamboccioni del cinema schiacciato dalla difficile relazione con l'imponente madre che pieno di ansia sociale finge a fatica costante gentilezza e voglia di connettersi agli altri, Anthony Perkins lo interpreta in modo pazzesco e mi piacciono tutti i momenti di dialogo pieni di tensione, funziona molto vederlo aprirsi sinceramente ma anche stare sulla difensiva e farsi improvvisamente piu serio o quando gli escono fuori sorrisetti inquietanti. C'è poi la geniale scena della doccia che è una costruzione di montaggio cosi famosa e perfetta da essere presente in ogni libro di cinema ma data la sua natura iconica tristemente molti si approcciano al film gia sapendo cosa accadrà e questo per certi versi rovina l'esperienza, anche il fatto che ha ispirato molti film successivi lo può far apprire basico e datato rispetto a quelli piu violenti e sanguinari usciti in seguito e poi nel finale arriva un mega lungo spiegone didascalico fatto per il pubblico degli anni 60 che rovina in parte la sottigliezza della storia ma nel complesso Psycho è una colonna fondante del cinema che con pochi mezzi ed estrema chirurgia usa la tensione e le azioni dei personaggi per scavare nella psiche di chi è prigioniero dentro se stesso.
Tags:
5stelle,
Bianco&Nero,
Film,
Thriller
16 gennaio 2023
Rambo
Recensione Film
Anno: 1982
Regia: Ted Kotcheff
Genere: Thriller, Azione
★★★★★ 😁
Veterano vagabondo scappa all arresto e nasce una caccia all uomo disperata. Il primo Rambo è un ottimo thriller che mischia benissimo l'avventura, l'azione e il dramma creando un conflitto sempre piu intenso, qua amo lo sheriffo stronzo che arrogante e pieno di orgoglio causa tutta la situazione e non vuole arrendersi continuando una caccia che è una vera e propria guerra simbolica tra due mondi ma allo stesso tempo non è un antagonista stereotipato e si notano segni di rimorso, paura e umanità per le scelte che ha fatto, mi piacciono poi le discussioni con il bravo generale che è una figura paterna fiera di aver creato un macchina di morte perfetta ma anche lui fatica a capire Rambo come essere umano. Toccante la notizia che scopre all inizio, mi piace come Rambo prima accetta passivamente di essere cacciato ma poi ha un esplosione di orgoglio, si tira su il colletto e decide di disubbedire, tragico come all arresto viene torturato doppiamente con i flashback del vietnam, bello l'inseguimento pieno di salti con la moto citando La Grande fuga, pieno di tensione la situazione con l'elicottero, da brividi come i poliziotti vengono cacciati e capolavoro il momento con il coltello alla gola. Insomma è un buon film ma poteva essere soltanto quello se il finale risultava scontato e banale magari esaltando le eccezionali capacità del protagonista, invece il finale è immenso per come ha il coraggio di abbassarlo a livello umano e di tirare fuori il viscido e sporco trauma represso, il nome Rambo è diventato un aggettivo e icona di machismo e anche i sequel non hanno aiutato ma il finale del primo film è l'antitesi dell uomo forte, NON È FINITO NIENTE! in un incredibile monologo sconclusionato che appare quasi improvvisato il perfetto soldato tira fuori il caos che ha di dentro e si scopre che è solo un ragazzo traumatizzato dalla perdita dei suoi amici, vaga solo in un mondo che odia il vietnam e i soldati, Stallone non è un grandissimo attore certo ma nel finale riesce a mostrare un innocente semplicità che nessun attore di teatro riuscirebbe a catturare, è un finale catartico ed estemamente commovente e come noi lo stesso colonnello ne è sorpreso cosi capisce e abbraccia il tema centrale della storia verso i veterani.
Anno: 1982
Regia: Ted Kotcheff
Genere: Thriller, Azione
★★★★★ 😁
Veterano vagabondo scappa all arresto e nasce una caccia all uomo disperata. Il primo Rambo è un ottimo thriller che mischia benissimo l'avventura, l'azione e il dramma creando un conflitto sempre piu intenso, qua amo lo sheriffo stronzo che arrogante e pieno di orgoglio causa tutta la situazione e non vuole arrendersi continuando una caccia che è una vera e propria guerra simbolica tra due mondi ma allo stesso tempo non è un antagonista stereotipato e si notano segni di rimorso, paura e umanità per le scelte che ha fatto, mi piacciono poi le discussioni con il bravo generale che è una figura paterna fiera di aver creato un macchina di morte perfetta ma anche lui fatica a capire Rambo come essere umano. Toccante la notizia che scopre all inizio, mi piace come Rambo prima accetta passivamente di essere cacciato ma poi ha un esplosione di orgoglio, si tira su il colletto e decide di disubbedire, tragico come all arresto viene torturato doppiamente con i flashback del vietnam, bello l'inseguimento pieno di salti con la moto citando La Grande fuga, pieno di tensione la situazione con l'elicottero, da brividi come i poliziotti vengono cacciati e capolavoro il momento con il coltello alla gola. Insomma è un buon film ma poteva essere soltanto quello se il finale risultava scontato e banale magari esaltando le eccezionali capacità del protagonista, invece il finale è immenso per come ha il coraggio di abbassarlo a livello umano e di tirare fuori il viscido e sporco trauma represso, il nome Rambo è diventato un aggettivo e icona di machismo e anche i sequel non hanno aiutato ma il finale del primo film è l'antitesi dell uomo forte, NON È FINITO NIENTE! in un incredibile monologo sconclusionato che appare quasi improvvisato il perfetto soldato tira fuori il caos che ha di dentro e si scopre che è solo un ragazzo traumatizzato dalla perdita dei suoi amici, vaga solo in un mondo che odia il vietnam e i soldati, Stallone non è un grandissimo attore certo ma nel finale riesce a mostrare un innocente semplicità che nessun attore di teatro riuscirebbe a catturare, è un finale catartico ed estemamente commovente e come noi lo stesso colonnello ne è sorpreso cosi capisce e abbraccia il tema centrale della storia verso i veterani.
10 dicembre 2022
Skyrim
Recensione Videogioco
Anno: 2011
Studio: Bethesda
Genere: Rpg, Openworld
Storia: Fantasy
★★★★★ 😁
Un Prigioniero evita la morte e dopo aver scoperto di avere un antico potere partirà in un avventura nel freddo nord a caccia di draghi per fermare un malvagio dio Drago. Il quinto capitolo della serie di Elder Scrolls fu una bomba che ha rivoluzionato per sempre il genere degli openworld, sviluppa quanto fatto con Oblivion e Fallout 3 ed offre una grandissima e ricca esperienza in un ricco mondo digitale. Skyrim è viva, dettagliata, vasta ma non noiosamente enorme come tanti altri openworld, tutti i regni intorno alle nove città sono piuttosto distinti ed è un piacere visitarli e scoprirli, memorabili sono i giganti nella vallata di Whiterun, passare sotto l'arco di pietra dove si trova Solitude, esplorare il gelido nord o l'autunnale sud, scalare la montagna dei barbagrigia o affrontare i selvaggi rinnegati intorno a Markarth, poi come da tradizione bethesda gli NPC hanno nomi, personalità, delle routine, è una gioia trovare ed imbattersi in nuove quest secondarie come quelle dei demoni Daedra o delle fazioni della gilda dei Ladri, dell'accademia dei maghi, i compagni, gli assassini o i Vampiri, ma anche fare quest secondarie per poter comprare una casa, sposarsi e adottare figli, è un mondo fantasy ricco, pieno di storie da scoprire e decine di libri da leggere, con al centro la guerra civile tra Ulfric e gli Imperiali che arrichisce questo mondo ed è interessante cercare di capire chi ha ragione e chi ha torto per come sono entrambi manovrati dai subdoli Elfi Thalmor. Il Successo del gioco è dovuto anche ad un gameplay migliorato rispetto al passato e il sistema di battaglia è piuttosto appagante, trovare nuovi urli da usare è una goduria, usare sia armi che magie con entrambe le mani è intuitivo e funziona bene, certo non è il sistema di combattimento piu raffinato del mondo ma è abbastanza decente, poi i doungeon che siano rovine naniche, caverne o miniere sono molto variegati e offrono sempre sempre un qualche tesoro. Ma con tutte queste qualità è un peccato che Skyrim sia pieno di tanti difetti che lo rendono molto sbilanciato, sopratutto gli elementi da gioco di ruolo traballano come il fatto che la scelta della razza non serve a nulla, le quest sono molto lineari e poco interessanti e quasi tutte un generico "fai questo e prendi quello" raramente danno la possibilità di scegliere e plasmare narrativamente il proprio personaggio che è una grande prostituta che va con tutti e non ha forti scelte morali coerenti, specie fare un percorso egoista o malvagio è molto difficile e il gioco ti costringe sempre a fare l'eroe, la difficoltà è molto sbilanciata con un sistema di crafting che se usato bene ti rende invincibile ma ogni tanto spuntano nemici impossibili da battere che ti uccidono all istante, il menù a croce è poco intuitivo, mettere un cesto in testa ai negozianti ti permette di rubare con facilità, il viaggio veloce rovina molto l'esperienza di gioco e piu che un avventura ci ritrova spesso a teletrasportarsi di continuo da un punto all altro della mappa inseguendo un noiosa bussola. Insomma skyrim è pieno di problemi e punta piu alla quantità che alla qualità ma resta un gelido mondo aperto che ti offre il sogno di essere un eroe fantasy che uccide epicamente i draghi, ti immerge in una magica esperienza da vivere e rivivere per centinaia di ore e per questo resta ancora oggi uno dei migliori Openworld mai fatti, è immersivo, appagante, unico e memorabile, oltre ad essere decisamente uno dei piu importanti giochi della settima generazione.
Anno: 2011
Studio: Bethesda
Genere: Rpg, Openworld
Storia: Fantasy
★★★★★ 😁
Un Prigioniero evita la morte e dopo aver scoperto di avere un antico potere partirà in un avventura nel freddo nord a caccia di draghi per fermare un malvagio dio Drago. Il quinto capitolo della serie di Elder Scrolls fu una bomba che ha rivoluzionato per sempre il genere degli openworld, sviluppa quanto fatto con Oblivion e Fallout 3 ed offre una grandissima e ricca esperienza in un ricco mondo digitale. Skyrim è viva, dettagliata, vasta ma non noiosamente enorme come tanti altri openworld, tutti i regni intorno alle nove città sono piuttosto distinti ed è un piacere visitarli e scoprirli, memorabili sono i giganti nella vallata di Whiterun, passare sotto l'arco di pietra dove si trova Solitude, esplorare il gelido nord o l'autunnale sud, scalare la montagna dei barbagrigia o affrontare i selvaggi rinnegati intorno a Markarth, poi come da tradizione bethesda gli NPC hanno nomi, personalità, delle routine, è una gioia trovare ed imbattersi in nuove quest secondarie come quelle dei demoni Daedra o delle fazioni della gilda dei Ladri, dell'accademia dei maghi, i compagni, gli assassini o i Vampiri, ma anche fare quest secondarie per poter comprare una casa, sposarsi e adottare figli, è un mondo fantasy ricco, pieno di storie da scoprire e decine di libri da leggere, con al centro la guerra civile tra Ulfric e gli Imperiali che arrichisce questo mondo ed è interessante cercare di capire chi ha ragione e chi ha torto per come sono entrambi manovrati dai subdoli Elfi Thalmor. Il Successo del gioco è dovuto anche ad un gameplay migliorato rispetto al passato e il sistema di battaglia è piuttosto appagante, trovare nuovi urli da usare è una goduria, usare sia armi che magie con entrambe le mani è intuitivo e funziona bene, certo non è il sistema di combattimento piu raffinato del mondo ma è abbastanza decente, poi i doungeon che siano rovine naniche, caverne o miniere sono molto variegati e offrono sempre sempre un qualche tesoro. Ma con tutte queste qualità è un peccato che Skyrim sia pieno di tanti difetti che lo rendono molto sbilanciato, sopratutto gli elementi da gioco di ruolo traballano come il fatto che la scelta della razza non serve a nulla, le quest sono molto lineari e poco interessanti e quasi tutte un generico "fai questo e prendi quello" raramente danno la possibilità di scegliere e plasmare narrativamente il proprio personaggio che è una grande prostituta che va con tutti e non ha forti scelte morali coerenti, specie fare un percorso egoista o malvagio è molto difficile e il gioco ti costringe sempre a fare l'eroe, la difficoltà è molto sbilanciata con un sistema di crafting che se usato bene ti rende invincibile ma ogni tanto spuntano nemici impossibili da battere che ti uccidono all istante, il menù a croce è poco intuitivo, mettere un cesto in testa ai negozianti ti permette di rubare con facilità, il viaggio veloce rovina molto l'esperienza di gioco e piu che un avventura ci ritrova spesso a teletrasportarsi di continuo da un punto all altro della mappa inseguendo un noiosa bussola. Insomma skyrim è pieno di problemi e punta piu alla quantità che alla qualità ma resta un gelido mondo aperto che ti offre il sogno di essere un eroe fantasy che uccide epicamente i draghi, ti immerge in una magica esperienza da vivere e rivivere per centinaia di ore e per questo resta ancora oggi uno dei migliori Openworld mai fatti, è immersivo, appagante, unico e memorabile, oltre ad essere decisamente uno dei piu importanti giochi della settima generazione.
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5stelle,
Fantasy,
Openworld,
Rpg,
Videogiochi
31 ottobre 2022
Cyberpunk: Edgerunners
Recensione Anime
Anno: 2022
Studio: Trigger
Genere: Fantascienza, cyberpunk
Episodi: 10
★★★★★ 😝
Ragazzo si fa impianto cibernetico ed entra in una gang di Cyberpunk. Serie animata dello studio Trigger basato sull omonimo videogioco che mi ha sorpreso per come riesce ad essere piena di energia e stile oltre ad essere sia straordinaria visivamente che toccante e sincera dal punto di visto della storia, sopratutto l'uso dei colori è pazzesco ed è senza ombra di dubbio uno degli anime moderni piu belli che abbia mai visto, le tavole sono piene di ombreggiature e fusioni di incredibili colori al neon che tagliano e danno spessore ai personaggi in modo orgasmico, cosi tutto questo mondo fantascientifico acquista uno stile unico e pieno di carattere con appartamenti gelidi, luci della città, metropolitane alienanti, pub, deserti, salti in un internet labirintico e oniriche visioni della Luna. Bello poi come si moltiplica quando usa i suoi poteri di velocità, mi piace molto la sigla dei franz ferdinand ad inizio di ogni episodio cosi come le tante musiche che arricchiscono i vari momenti della storia di crescita di questo ragazzo sbandato che cade sempre di piu nell abisso tecno-criminale, un percorso nel crimine avventuruoso, tragico e romantico che elogia gli ultimi e che parla anche bene dell dramma della droga con questi Impianti cibernetici che allontanano sempre piu dalla natura umana, portano inevitabilmente alla follia e rendono chi li usa dei mostri pazzoidi incontrollabili. Tutta la gang qua è memorabile con David e il suo giubbotto giallo, l'energica piccola Rebecca, la grossa figura parterna che è Maine o l'affascinante Lucy, e quando succede qualcosa a questi personaggi stai proprio male fisicamente, la serie è molto violenta e spietata, c'è sangue, nudità e morti ammazzati in modo brutale ma anche molto cuore e Il rapporto sentimentale con Lucy riesce ad essere un fuoco caldo in questo freddo e gelido mondo futuristico fatto di metallo dove dominano solo gli le avide ricche corporazioni. Lo studio Trigger è da sempre uno dei piu interessanti studi di animazione giapponese grazie all suo stile, la sua esegerazione e la sua voglia di stupire e intrattenere anche a costo di mostrare animazioni un po' frettolose e fatte in economia e in questa serie ci sono tutti i suoi pregi ma anche tutti i suoi difetti e non sempre le animazioni convincono, comunque nonostante molta legnosità delle inquadrature dove i personaggi sono fermi a parlare le tante visuali sono disegnate cosi bene che si chiude facilmente un occhio e il ritmo della regia riesce con facilità ad immergere nella sua magica atmosfera techo-noir. Nel complesso è il lavoro piu maturo dello studio, una serie profonda, spettacolare e stupenda anche per come in soli dieci episodi riesce a costruire una solida e graffiante narrativa di fantastcienza.
Anno: 2022
Studio: Trigger
Genere: Fantascienza, cyberpunk
Episodi: 10
★★★★★ 😝
Ragazzo si fa impianto cibernetico ed entra in una gang di Cyberpunk. Serie animata dello studio Trigger basato sull omonimo videogioco che mi ha sorpreso per come riesce ad essere piena di energia e stile oltre ad essere sia straordinaria visivamente che toccante e sincera dal punto di visto della storia, sopratutto l'uso dei colori è pazzesco ed è senza ombra di dubbio uno degli anime moderni piu belli che abbia mai visto, le tavole sono piene di ombreggiature e fusioni di incredibili colori al neon che tagliano e danno spessore ai personaggi in modo orgasmico, cosi tutto questo mondo fantascientifico acquista uno stile unico e pieno di carattere con appartamenti gelidi, luci della città, metropolitane alienanti, pub, deserti, salti in un internet labirintico e oniriche visioni della Luna. Bello poi come si moltiplica quando usa i suoi poteri di velocità, mi piace molto la sigla dei franz ferdinand ad inizio di ogni episodio cosi come le tante musiche che arricchiscono i vari momenti della storia di crescita di questo ragazzo sbandato che cade sempre di piu nell abisso tecno-criminale, un percorso nel crimine avventuruoso, tragico e romantico che elogia gli ultimi e che parla anche bene dell dramma della droga con questi Impianti cibernetici che allontanano sempre piu dalla natura umana, portano inevitabilmente alla follia e rendono chi li usa dei mostri pazzoidi incontrollabili. Tutta la gang qua è memorabile con David e il suo giubbotto giallo, l'energica piccola Rebecca, la grossa figura parterna che è Maine o l'affascinante Lucy, e quando succede qualcosa a questi personaggi stai proprio male fisicamente, la serie è molto violenta e spietata, c'è sangue, nudità e morti ammazzati in modo brutale ma anche molto cuore e Il rapporto sentimentale con Lucy riesce ad essere un fuoco caldo in questo freddo e gelido mondo futuristico fatto di metallo dove dominano solo gli le avide ricche corporazioni. Lo studio Trigger è da sempre uno dei piu interessanti studi di animazione giapponese grazie all suo stile, la sua esegerazione e la sua voglia di stupire e intrattenere anche a costo di mostrare animazioni un po' frettolose e fatte in economia e in questa serie ci sono tutti i suoi pregi ma anche tutti i suoi difetti e non sempre le animazioni convincono, comunque nonostante molta legnosità delle inquadrature dove i personaggi sono fermi a parlare le tante visuali sono disegnate cosi bene che si chiude facilmente un occhio e il ritmo della regia riesce con facilità ad immergere nella sua magica atmosfera techo-noir. Nel complesso è il lavoro piu maturo dello studio, una serie profonda, spettacolare e stupenda anche per come in soli dieci episodi riesce a costruire una solida e graffiante narrativa di fantastcienza.
28 settembre 2022
Rick and Morty
Recensione Serie Animata
Anno: 2013
Autori: Justin Roiland e Dan Harmon
Genere: Fantascienza, Commedia
Episodi: 81
★★★★★ 😵
Arrogante nonno scienziato trascina nipote e famiglia in folli ed irriverenti avventure fantascientifiche. Rick e Morty è di sicuro una delle piu importanti serie animate mai fatte, prende i protagonisti di ritorno al futuro e l'irriverenza sdoganata dai Simpson e Futurama e la spara a mille in un tritacarne di follia comica e di fantascienza, con fascinose tecnologie, mostri alieni e pianeti diversi tantissime sono le situazioni divertenti che mischiano l'assurdo con il grottesco piu estremo spaccando ogni legge morale e fisica. Una serie ludica e giocosa ma anche molto cattiva, nichilista, super cinica e Postmoderna piena di tantissime citazioni da film e che rompe spesso il quarto muro con una META narrativa che parla di se stessa creando un dialogo tra scrittori e spettatori come quando criticano e mettono in scena varie tecniche narrative o quando sottolineano il contrasto tra avventure singole autoconclusive ed episodi che espandono la macrotrama, cosi la scrittura appare sempre originale, geniale, brillante ma anche un po' troppo forzata e innaturale, piu vanno avanti le stagioni e piu la serie cerca sempre di superarsi in stupidate e questa costante ricerca di sorprendere lo spettatore per "spararla sempre piu grossa" finisce a volte per far perdere un po' di cuore e sincerità alle storie. Ma nonostante questo la serie è un imperdibile orgia di gag offrendo sempre un piatto ricchissimo pieno di memorabili situazioni assurde e Iconici episodi come Il viaggio nella Cittadella piena di varianti di Rick, L'affrontare i robocloni impazziti, la ribellione del cane, Rick che diventa un Cetriolo, tutta la storia dietro Persouccello, intriga il Morty malvagio, Le Avventure di vita virtuale di Morty, tutto il caos con I miguardi/meesek, la televisione multiversale, il telecomando che fa salvataggi di vita, e poi funziona sempre la dinamica di contrasto tra la geniale ottusità di Rick e la normalità della sua famiglia ed è interessante scoprire il suo misterioso passato che lo ha reso cosi bastardo ed egoista che non crede piu in niente. Nel Complesso cè qualche inevitabile calo e qualche episodio appare sottotono ma Rick è Morty resta una bomba di energia artistica, ha passione, irriverenza, un pazzesco design dei mostri e delle tecnologie e cosi offre tanto divertimento sia per gli adulti che per i giovanissimi.
Anno: 2013
Autori: Justin Roiland e Dan Harmon
Genere: Fantascienza, Commedia
Episodi: 81
★★★★★ 😵
Arrogante nonno scienziato trascina nipote e famiglia in folli ed irriverenti avventure fantascientifiche. Rick e Morty è di sicuro una delle piu importanti serie animate mai fatte, prende i protagonisti di ritorno al futuro e l'irriverenza sdoganata dai Simpson e Futurama e la spara a mille in un tritacarne di follia comica e di fantascienza, con fascinose tecnologie, mostri alieni e pianeti diversi tantissime sono le situazioni divertenti che mischiano l'assurdo con il grottesco piu estremo spaccando ogni legge morale e fisica. Una serie ludica e giocosa ma anche molto cattiva, nichilista, super cinica e Postmoderna piena di tantissime citazioni da film e che rompe spesso il quarto muro con una META narrativa che parla di se stessa creando un dialogo tra scrittori e spettatori come quando criticano e mettono in scena varie tecniche narrative o quando sottolineano il contrasto tra avventure singole autoconclusive ed episodi che espandono la macrotrama, cosi la scrittura appare sempre originale, geniale, brillante ma anche un po' troppo forzata e innaturale, piu vanno avanti le stagioni e piu la serie cerca sempre di superarsi in stupidate e questa costante ricerca di sorprendere lo spettatore per "spararla sempre piu grossa" finisce a volte per far perdere un po' di cuore e sincerità alle storie. Ma nonostante questo la serie è un imperdibile orgia di gag offrendo sempre un piatto ricchissimo pieno di memorabili situazioni assurde e Iconici episodi come Il viaggio nella Cittadella piena di varianti di Rick, L'affrontare i robocloni impazziti, la ribellione del cane, Rick che diventa un Cetriolo, tutta la storia dietro Persouccello, intriga il Morty malvagio, Le Avventure di vita virtuale di Morty, tutto il caos con I miguardi/meesek, la televisione multiversale, il telecomando che fa salvataggi di vita, e poi funziona sempre la dinamica di contrasto tra la geniale ottusità di Rick e la normalità della sua famiglia ed è interessante scoprire il suo misterioso passato che lo ha reso cosi bastardo ed egoista che non crede piu in niente. Nel Complesso cè qualche inevitabile calo e qualche episodio appare sottotono ma Rick è Morty resta una bomba di energia artistica, ha passione, irriverenza, un pazzesco design dei mostri e delle tecnologie e cosi offre tanto divertimento sia per gli adulti che per i giovanissimi.
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5stelle,
Cartoni,
Fantascienza,
Meta,
Multiverso
31 agosto 2022
Alien
Recensione Film
Anno: 1979
Regia: Ridley Scott
Genere: Horror, Fantascienza
★★★★★ 😲
La ciurma dell astronave cargo Nostromo viene svegliata per indagare su un presunto segnale di SOS. Imperdibile cult di fantascienza che con la sua lenta tensione e le sue atmosfere horror ha fatto la storia del cinema, e vista la sua popolartità è facile dire che è un capolavoro ma lo è davvero, il design dei set della nave è ottimo con questa tecnologia vecchia, umida e sporca, ottima è la fotografia che da spessore al dramma con l'utilizzo di luci ed ombre molto realiste con un buio sempre molto chiaro e netto, la storia è semplice ma è approcciata con un tono lento ed inesorabile che trasmette continui brividi ed è accompagnata da una regia magistrale con tanti respiri lunghi e riflessivi, cosi diventa poetico il risveglio iniziale del gruppo, molto teso l'atterraggio sul pianeta, tutta l'esplorazione è piena di mistero e intrigo, poi belli i conflitti con Ash e tra il capitano e Ripley, e ad ogni risvolto narrativo si rimane impietriti, sconvolti, isolati dall terrore attraversando lentamente questi fumosi corridoi dove tutto è amplificato dall sonoro che associa il silenzio al rumore, ottimi quelli ambientali come il respiro, il tichettio di catene, il fumo, l'allarme o i bip dei computer e c'è poi l'iconico Alien ideato dal leggendario e perverso HR Giger che è sempre un esperienza fantastica da vedere e conoscere, appare per neanche 4 minuti ma l'impatto è amplificato proprio grazie alla sua presenza fantasma. Spettacolare come si attraversa il relitto della misteriosa nave aliena, vedere le uova, Ash tutto in bianco, bello come si dilunga la scena in cerca del gatto, l'attraversare i condotti di areazione con il lanciafiamme dove le porte si chiudono a iride, figoso il design del meccanismo di autodistruzione, e mi piace poi che la storia in superficie è un avventura sci.fi che sfocia nell orrore biologico ma nel sottotesto c'è anche un elemento di critica allo sfruttamento del lavoro dove i dipendenti non contano niente e vista la natura violenta e sessuale dell Alieno c'è anche un simbolico e spaventoso approccio allo stupro. Insomma è un film da vedere e rivedere, Visivamente stupendo, Registicamente perfetto, Artisticamente iconico, Alien è un Capolavoro che merita di stare tra i piu grandi film di tutti i tempi.
Anno: 1979
Regia: Ridley Scott
Genere: Horror, Fantascienza
★★★★★ 😲
La ciurma dell astronave cargo Nostromo viene svegliata per indagare su un presunto segnale di SOS. Imperdibile cult di fantascienza che con la sua lenta tensione e le sue atmosfere horror ha fatto la storia del cinema, e vista la sua popolartità è facile dire che è un capolavoro ma lo è davvero, il design dei set della nave è ottimo con questa tecnologia vecchia, umida e sporca, ottima è la fotografia che da spessore al dramma con l'utilizzo di luci ed ombre molto realiste con un buio sempre molto chiaro e netto, la storia è semplice ma è approcciata con un tono lento ed inesorabile che trasmette continui brividi ed è accompagnata da una regia magistrale con tanti respiri lunghi e riflessivi, cosi diventa poetico il risveglio iniziale del gruppo, molto teso l'atterraggio sul pianeta, tutta l'esplorazione è piena di mistero e intrigo, poi belli i conflitti con Ash e tra il capitano e Ripley, e ad ogni risvolto narrativo si rimane impietriti, sconvolti, isolati dall terrore attraversando lentamente questi fumosi corridoi dove tutto è amplificato dall sonoro che associa il silenzio al rumore, ottimi quelli ambientali come il respiro, il tichettio di catene, il fumo, l'allarme o i bip dei computer e c'è poi l'iconico Alien ideato dal leggendario e perverso HR Giger che è sempre un esperienza fantastica da vedere e conoscere, appare per neanche 4 minuti ma l'impatto è amplificato proprio grazie alla sua presenza fantasma. Spettacolare come si attraversa il relitto della misteriosa nave aliena, vedere le uova, Ash tutto in bianco, bello come si dilunga la scena in cerca del gatto, l'attraversare i condotti di areazione con il lanciafiamme dove le porte si chiudono a iride, figoso il design del meccanismo di autodistruzione, e mi piace poi che la storia in superficie è un avventura sci.fi che sfocia nell orrore biologico ma nel sottotesto c'è anche un elemento di critica allo sfruttamento del lavoro dove i dipendenti non contano niente e vista la natura violenta e sessuale dell Alieno c'è anche un simbolico e spaventoso approccio allo stupro. Insomma è un film da vedere e rivedere, Visivamente stupendo, Registicamente perfetto, Artisticamente iconico, Alien è un Capolavoro che merita di stare tra i piu grandi film di tutti i tempi.
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5stelle,
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Fantascienza,
Film,
Horror,
Monster movie
1 luglio 2022
Stand By Me - Ricordo di un Estate
Recensione Film
Anno: 1986
Regia: Rob Reiner
Genere: Storia di formazione, Dramma
★★★★★ 😄
Negli anni 50 quattro ragazzi partono in un viaggio alla scoperta di un cadavere. Basato su un racconto di Stephen King questo film è una storia di formazione molto semplice e lineare che non ha grandi virtuosismi tecnici o registici ma nella sua semplicità narrativa è un film perfetto per come in un viaggio estivo racchiude l'addio all infanzia e una triste nostalgica malinconia per il tempo che passa con un percorso di vita seguendo delle rotaie di treno verso l'dea stessa della morte che simboleggia la consapevolezza della nostra mortalità che arriva in adolescenza. La forza del film è anche come vengono presentati questi ragazzi che sono innocenti ma ribelli, giovani che vogliono fare i grandi, fumano, si punzecchiano e insultano in modo volgare per rafforzare il senso di amicizia e si sente il loro legame quando si salvano a vicenda dai pericoli o quando capiscono i loro traumi e problemi con padri assenti o violenti, cosi oltre all incontro con la morte la storia mostra questi giovani davanti all incertezza del futuro con il rischio e le paure di crescere diventando corrotti come gli adulti, e l'aspetto tragico e nostalgico che viene dato alla storia è arricchito dal fatto che tutto è gia passato, perso nei ricordi di un uomo adulto che riflette su qualcosa che è gia morto. La recitazione dei ragazzi forse non è perfetta, il gruppo di bulli poco approfondito e la storia della gara di torte è un po' esagerata ma mi piacciono le scene dove i ragazzi affrontano disperati il treno che passa con una voglia di rischiare la vita irresponsabile e suicida, amo le tante iconiche inquadrature di gruppo sopra queste rotaie, poi l'arrivo al cadavere riesce ad essere spaventoso, agghiacciante e poetico senza strafare, ma il momento che lo rende un capolavoro è il finale con quel saluto in dissolvenza a tradimento e quella amarissima chiusura su quel tipo di amicizia che si aveva da giovani che non tornerà mai piu.
Anno: 1986
Regia: Rob Reiner
Genere: Storia di formazione, Dramma
★★★★★ 😄
Negli anni 50 quattro ragazzi partono in un viaggio alla scoperta di un cadavere. Basato su un racconto di Stephen King questo film è una storia di formazione molto semplice e lineare che non ha grandi virtuosismi tecnici o registici ma nella sua semplicità narrativa è un film perfetto per come in un viaggio estivo racchiude l'addio all infanzia e una triste nostalgica malinconia per il tempo che passa con un percorso di vita seguendo delle rotaie di treno verso l'dea stessa della morte che simboleggia la consapevolezza della nostra mortalità che arriva in adolescenza. La forza del film è anche come vengono presentati questi ragazzi che sono innocenti ma ribelli, giovani che vogliono fare i grandi, fumano, si punzecchiano e insultano in modo volgare per rafforzare il senso di amicizia e si sente il loro legame quando si salvano a vicenda dai pericoli o quando capiscono i loro traumi e problemi con padri assenti o violenti, cosi oltre all incontro con la morte la storia mostra questi giovani davanti all incertezza del futuro con il rischio e le paure di crescere diventando corrotti come gli adulti, e l'aspetto tragico e nostalgico che viene dato alla storia è arricchito dal fatto che tutto è gia passato, perso nei ricordi di un uomo adulto che riflette su qualcosa che è gia morto. La recitazione dei ragazzi forse non è perfetta, il gruppo di bulli poco approfondito e la storia della gara di torte è un po' esagerata ma mi piacciono le scene dove i ragazzi affrontano disperati il treno che passa con una voglia di rischiare la vita irresponsabile e suicida, amo le tante iconiche inquadrature di gruppo sopra queste rotaie, poi l'arrivo al cadavere riesce ad essere spaventoso, agghiacciante e poetico senza strafare, ma il momento che lo rende un capolavoro è il finale con quel saluto in dissolvenza a tradimento e quella amarissima chiusura su quel tipo di amicizia che si aveva da giovani che non tornerà mai piu.
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