Recensione Film
Anno: 1985
Regia: Lewis Teague
Genere: Avventura, Commedia
★★ 😳
La scrittrice Joan Wilder parte per un avventura in medioriente invitata da misterioso principe arabo. Un sequel frettoloso e pasticciato che fatica a ricreare lo stesso senso di avventura e romanticismo del primo ed esagera in troppe stupidate, all inizio mi ha dato molto fastidio come lei insoddisfatta abbandona subito il fidanzato come nulla fosse per buttarsi tra le braccia di questo strano riccone arabo, una rottura che forse poteva funzionare se l'antagonista aveva un briciolo di fascino e carisma ma è un baffone schifoso e fin da subito si capisce che è il cattivo, riappare Danny DeVito ma è usato ancora una volta come pessima spalla comica e qua è proprio un clown insopportabile che appare ogni tanto solo per irritare con le sue gag idiote, il saggio Al-Julhara è invece piu simpatico e per fortuna la chimica tra i due protagonisti si sente ancora ma Michael Douglas non è piu lo stesso personaggio e fa praticamente se stesso senza sforzarsi. La storia presenta il classico dittatore del popolo da sconfiggere ma appare estremamente ingenua e involontariamente razzista tanto che tratta gli arabi come dei deficenti e poi di colpo finiscono in Africa senza motivo e il protagonista deve lottare per la sua donna in duello tribale e sessista senza contare tutto il climax finale che non ho neanche bene capito cosa succede con magia, fachiri, giocolieri, predicatori, fiamme e discorsi alle masse. Ma devo dire che nonostante tutto questo macello la relazione tra i due ha ancora un po' di sentimento e il film prova a divertire come la folle fuga dentro il Jet F-16, un grande set-piece di pura azione comica con missili, caos e distruzione che forse non è eseguito benissimo ma per me ha ispirato tanti futuri blockbuster come il Jet di True lies ma anche il Carroarmato di Goldeneye, stessa cosa per il momento sul treno rosso che forse per molti non vuol dire niente ma è palesemente l'ispirazione per il treno di Uncharted 2, uno dei migliori momenti della storia dei videogiochi. Alla fine è difficile dargli la sufficenza per come è un grosso pasticcio che le prova tutte per intrattenere, la storia d'amore è un disastro con lei che lo lascia cosi facilmente e non capisco come lui possa perdonarla, la trama è senza senso, l'avventura non si sente, la comicità è pigra e tutto appare molto piatto e insipido.
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Romancing The Stone (1984)
22 aprile 2024
21 marzo 2024
Lawrence d'Arabia
Recensione Film
Anno: 1962
Regia: David Lean
Genere: Avventura, Guerra
★★★★★ 😅
Nei primi del novecento un soldato inglese parte in missione per il deserto e diventa leader della rivolta araba contro i turchi. Film colossal basato sulle imprese di Thomas Edward Lawrence che riesce a mischiare benissimo l'avventura esotica alle cupe ombre della guerra, il tutto ha una fotografia pazzesca ed è visivamente ai massimi livelli, amo i colori caldi, i piani lunghissimi, lo spirito western, l'uso delle comparse con centinaia di persone a cavallo e le ambientazioni desertiche che sono piene di varietà e cambiano sempre con sabbia, dune, rocce, sassi e vaste lande desolate, un deserto che appare immenso, infinito, spaventoso ma affascinante nella sua crudeltà. La colonna sonora orchestrale è un ottima sinfonia ed diventata negli anni quasi il suono del deserto, il famoso taglio di montaggio ad impatto dell fiammifero spento è uno di quei momenti da storia del cinema, da brividi l'inquadratura dove appare per la prima volta Omar Sharif all centro dell orizzonte, bellissima la decisione di tornare indietro per salvare un disperso con un deserto dal sole minaccioso che diventa di colori puri con il cielo azzurrissimo e il deserto bianco, mi piacciono i duri sacrifici che è costretto a fare il protagonista, bello quando torna alla base e chiede con orgoglio una limonata e tutto il momento della prigionia è pieno di sottotesto da stupro senza dirlo apertamente. Certo sono tre ore e mezza con tanto di pausa d'intermezzo che rendono il film lunghissimo e decisamente pesante, non è una visione facile anche per il suo ambiguo protagonista che giostra sentimenti opposti in continuazione ma che riescono a descrivere un interessante complessità umana, Lawrence è giovane, ribelle, arrogante, saccente, masochista e sadico, sogna il pericolo, unisce dentro di se il maschile e il femminile, da grande valore alla vita umana ma ha una cieca determinazione per la sua missione che lo porta a fare qualsiasi cosa, viene affascinato dal deserto e matura un identità spaccata ed è sia un servo fedele dell inghilterra che un guerriero che vuole davvero la liberazione del mondo arabo, cede alla vanità, alla follia, al delirio, crede nelle sue stesse menzogne, insomma diventa sempre piu una contraddizione paradossale ma funziona perchè lo si vede comunque soffrire questo percorso, trema, piange i morti, cade nell apatia, prova a rialzarsi, vede l'ironia delle cose, sogna una qualche libertà al suo ruolo ma non può far altro che esserne schiavo, e l'iniziare il film con tutti che si chiedono chi era davvero lascia ancora di piu la domanda sul chi sia stato come persona offrendo molta profondità. Nell insieme è visivamente un film incredibile dalla produzione gigantesca, ti fa prima innamorare del suo deserto e poi colpisce sempre piu duro con la cruda realtà della guerra che sfrutta e corrompe.
Anno: 1962
Regia: David Lean
Genere: Avventura, Guerra
★★★★★ 😅
Nei primi del novecento un soldato inglese parte in missione per il deserto e diventa leader della rivolta araba contro i turchi. Film colossal basato sulle imprese di Thomas Edward Lawrence che riesce a mischiare benissimo l'avventura esotica alle cupe ombre della guerra, il tutto ha una fotografia pazzesca ed è visivamente ai massimi livelli, amo i colori caldi, i piani lunghissimi, lo spirito western, l'uso delle comparse con centinaia di persone a cavallo e le ambientazioni desertiche che sono piene di varietà e cambiano sempre con sabbia, dune, rocce, sassi e vaste lande desolate, un deserto che appare immenso, infinito, spaventoso ma affascinante nella sua crudeltà. La colonna sonora orchestrale è un ottima sinfonia ed diventata negli anni quasi il suono del deserto, il famoso taglio di montaggio ad impatto dell fiammifero spento è uno di quei momenti da storia del cinema, da brividi l'inquadratura dove appare per la prima volta Omar Sharif all centro dell orizzonte, bellissima la decisione di tornare indietro per salvare un disperso con un deserto dal sole minaccioso che diventa di colori puri con il cielo azzurrissimo e il deserto bianco, mi piacciono i duri sacrifici che è costretto a fare il protagonista, bello quando torna alla base e chiede con orgoglio una limonata e tutto il momento della prigionia è pieno di sottotesto da stupro senza dirlo apertamente. Certo sono tre ore e mezza con tanto di pausa d'intermezzo che rendono il film lunghissimo e decisamente pesante, non è una visione facile anche per il suo ambiguo protagonista che giostra sentimenti opposti in continuazione ma che riescono a descrivere un interessante complessità umana, Lawrence è giovane, ribelle, arrogante, saccente, masochista e sadico, sogna il pericolo, unisce dentro di se il maschile e il femminile, da grande valore alla vita umana ma ha una cieca determinazione per la sua missione che lo porta a fare qualsiasi cosa, viene affascinato dal deserto e matura un identità spaccata ed è sia un servo fedele dell inghilterra che un guerriero che vuole davvero la liberazione del mondo arabo, cede alla vanità, alla follia, al delirio, crede nelle sue stesse menzogne, insomma diventa sempre piu una contraddizione paradossale ma funziona perchè lo si vede comunque soffrire questo percorso, trema, piange i morti, cade nell apatia, prova a rialzarsi, vede l'ironia delle cose, sogna una qualche libertà al suo ruolo ma non può far altro che esserne schiavo, e l'iniziare il film con tutti che si chiedono chi era davvero lascia ancora di piu la domanda sul chi sia stato come persona offrendo molta profondità. Nell insieme è visivamente un film incredibile dalla produzione gigantesca, ti fa prima innamorare del suo deserto e poi colpisce sempre piu duro con la cruda realtà della guerra che sfrutta e corrompe.
3 marzo 2024
Mad Max: Fury Road
Recensione Film
Anno: 2015
Regia: George Miller
Genere: Azione
★★★★★ 😍😍😍
Max viene fatto prigioniero e aiuta una donna che si è ribellata ad un'odioso Leader. Il quarto capitolo della saga di Mad max è un fantastico turbine d'azione e frenesia dove il film è una lunga difesa di assalti su strada in una struttura circolare da circuito automobilistico che lo rende molto riguardabile. Ed è innegabile il cuore femminista dell film, in un mondo morto, arido e distrutto Max è tormentato dai rimorsi e dai fantasmi fino a perdere la sanità e diventare un animale che pensa solo a sopravvivere, cosi tutto è nelle mani di uomini come Immortan Joe, simbolo di dittatura patriarcale che sfrutta, domina e gestisce le risorse rimaste, offre ai giovani malati e disperati uno scopo di vita con il sogno religioso di un paradiso, munge letteralmente le donne come mucche e ha come tesoro in cassaforte un harem di giovani mogli che devono dargli degli eredi sani, e quando Max si ritrova suo malgrado ad aiutare la parte femminile del mondo lui ritrova lentamente se stesso, abbraccia il suo ruolo di "donatore universale", rivela e ricorda il suo nome e rifiuta la gloria del potere maschile. Per certi versi questo è il primo di tanti blockbuster che hanno spinto su temi femministi, un epoca molto triste dove tutti i franchise piu popolari sono stati distrutti in nome di un falso femminismo vendicativo contro i maschi con un odioso sessismo al contrario, ma in questo film la differenza è che la Furiosa di Charlize Theron è un ottimo personaggio forte e determinato ma anche pieno di fragilità e sofferenza, senza l'aiuto di Max lei non sarebbe riuscita nella sua impresa, la fuga ribelle verso l'utopia Femminista che rifiuta i maschi si rivela senza speranza e la vera indipendenza e cambiamento viene ottenuto solo lottando insieme e guadagnandosi il reciproco rispetto. Per questo il finale è perfetto e mi piace tantissimo quello sguardo d'intesa dall alto verso il basso che dice piu di mille parole, cosi come amo il personaggio di Nux, Nicholas Hoult è ottimo e ha un grande arco di crescita e il rifiuto della follia machista per abbraciare il femminile diventa simbolo di rinascita e toccante è il sorriso della vecchia con la borsa di semi per il futuro, certo è un grande spettacolo che può apparire fin troppo caotico e non sono un grande fan dei colori cosi saturati dove tutto è arancione e la notte appare forzatamente blu ma l'esagerazione stilistica è parte integrante dell film e fantastici sono gli arrembaggi pirateschi, gli arpioni, le lance esplosive, lo sputare la benzina nel motore, i tamburi, il chitarrista, la tempesta nucleare, la musica energetica, il montaggio ritmato, è incredibile quanto il film sia semplice nella struttura ma cosi ricco di dettagli ed emozioni tutto in meno di due ore! Miller ha fatto un vero miracolo e questo è decisamente un grande classico.
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Furiosa (2024)
Mad Max
Mad Max 2
Mad Max 3
Mad Max - The Game
Anno: 2015
Regia: George Miller
Genere: Azione
★★★★★ 😍😍😍
Max viene fatto prigioniero e aiuta una donna che si è ribellata ad un'odioso Leader. Il quarto capitolo della saga di Mad max è un fantastico turbine d'azione e frenesia dove il film è una lunga difesa di assalti su strada in una struttura circolare da circuito automobilistico che lo rende molto riguardabile. Ed è innegabile il cuore femminista dell film, in un mondo morto, arido e distrutto Max è tormentato dai rimorsi e dai fantasmi fino a perdere la sanità e diventare un animale che pensa solo a sopravvivere, cosi tutto è nelle mani di uomini come Immortan Joe, simbolo di dittatura patriarcale che sfrutta, domina e gestisce le risorse rimaste, offre ai giovani malati e disperati uno scopo di vita con il sogno religioso di un paradiso, munge letteralmente le donne come mucche e ha come tesoro in cassaforte un harem di giovani mogli che devono dargli degli eredi sani, e quando Max si ritrova suo malgrado ad aiutare la parte femminile del mondo lui ritrova lentamente se stesso, abbraccia il suo ruolo di "donatore universale", rivela e ricorda il suo nome e rifiuta la gloria del potere maschile. Per certi versi questo è il primo di tanti blockbuster che hanno spinto su temi femministi, un epoca molto triste dove tutti i franchise piu popolari sono stati distrutti in nome di un falso femminismo vendicativo contro i maschi con un odioso sessismo al contrario, ma in questo film la differenza è che la Furiosa di Charlize Theron è un ottimo personaggio forte e determinato ma anche pieno di fragilità e sofferenza, senza l'aiuto di Max lei non sarebbe riuscita nella sua impresa, la fuga ribelle verso l'utopia Femminista che rifiuta i maschi si rivela senza speranza e la vera indipendenza e cambiamento viene ottenuto solo lottando insieme e guadagnandosi il reciproco rispetto. Per questo il finale è perfetto e mi piace tantissimo quello sguardo d'intesa dall alto verso il basso che dice piu di mille parole, cosi come amo il personaggio di Nux, Nicholas Hoult è ottimo e ha un grande arco di crescita e il rifiuto della follia machista per abbraciare il femminile diventa simbolo di rinascita e toccante è il sorriso della vecchia con la borsa di semi per il futuro, certo è un grande spettacolo che può apparire fin troppo caotico e non sono un grande fan dei colori cosi saturati dove tutto è arancione e la notte appare forzatamente blu ma l'esagerazione stilistica è parte integrante dell film e fantastici sono gli arrembaggi pirateschi, gli arpioni, le lance esplosive, lo sputare la benzina nel motore, i tamburi, il chitarrista, la tempesta nucleare, la musica energetica, il montaggio ritmato, è incredibile quanto il film sia semplice nella struttura ma cosi ricco di dettagli ed emozioni tutto in meno di due ore! Miller ha fatto un vero miracolo e questo è decisamente un grande classico.
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Mad Max
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Tamarro
29 febbraio 2024
Dune - Part 2
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Fantasy, Fantascienza
★★★ 😫
Paul Atreides vive nel deserto con i fremen per diventare il messia tanto atteso e avere la sua vendetta. Una seconda parte che mi ha deluso per come perde troppo tempo nel deserto con una storia di formazione lenta e pesante e poi si chiude tutto in modo frettoloso con una timida rivalsa finale, un peccato perchè la regia funziona nei dettagli, apprezzo lo stile artistico scelto e mi piacciono le strane maschere, i costumi, il design della tecnologia, evocativi sono i colpi dei tamburi per richiamare i vermoni, è bello rivedere il barone, sempre fighissimi gli Harkonnen pelati, funziona il duello finale o tutto il fascinoso scontro nell arena in puro bianco e nero. Ma come inizia è davvero indigeribile, il film non fa nulla per immergerti in questo mondo e l'approccio narrativo è molto pretenzioso con tante parole sussurrate e montaggi da trailer che distruggono il flusso delle scene, odio poi questo deserto desaturato sempre polveroso, nebbioso e claustrofobico, è visivamente inaccessibile come la storia stessa che continua a respingere, parla del classico percorso dell eroe fatto di prove e sfide per simboleggiare la crescita di un ragazzo ad uomo maturo ma non trasmette alcuna gioia e viene data una forzata importanza e peso drammatico a ogni cosa fino a diventare controproducente, come il fatto che la malvagità degli Harkonnen diventa ancora piu ridicola e macchiettistica con Dave Bautista troppo esagerato come un cartone animato e Austin Butler che taglia la gola a tutti in modo assurdo. E tutti gli attori mi sono sembrati sottotono rispetto al primo, sarà un problema mio ma Timothée Chalamet proprio non mi convince, il personaggio della madre di Rebecca Ferguson era forte nel primo ma qua è completamente rovinato e diventa religiosa sottomessa, Christopher Walken è un pessimo imperatore demente rincoglionito, bello rivedere Josh Brolin ma fa pochissimo e odio come Javier Bardem è totalmente diverso dal primo, ha perso ogni carisma ed è anche lui anestetizzato e sottomesso a questo cavolo di Messia. Dopo due ore di noia boia nel nebbioso deserto il film si decide a mostrare qualcosa d'interessante ma arriva una risoluzione molto patetica con soldati che praticamente stanno fermi a guardare l'eroe vincere senza quasi combattere, e per come è presentata non ho sopportato tutta sta cosa del messia coloniale che vede il futuro, ha le parole magiche, il sangue perfetto ed è il migliore leader religioso della pseudo religione islamica che vuole la guerra santa, Villeneuve prova timidamente a controbattere l'idea di cieca religione dittatoriale con il personaggio di Zendaya ma lei appare troppo odiosa e la risoluzione a questo conflitto non c'è anzi il film si chiude in modo aperto e insoddisfacente. Nell insieme apprezzo l'epicità della produzione e c'è tanto da ammirare anche in questa seconda parte ma per me tutto è un grosso polpettone adolescenziale che con pretenziosità finge di essere maturo e avere un messaggio profondo.
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Dune - Part 1 (2021)
Anno: 2024
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Fantasy, Fantascienza
★★★ 😫
Paul Atreides vive nel deserto con i fremen per diventare il messia tanto atteso e avere la sua vendetta. Una seconda parte che mi ha deluso per come perde troppo tempo nel deserto con una storia di formazione lenta e pesante e poi si chiude tutto in modo frettoloso con una timida rivalsa finale, un peccato perchè la regia funziona nei dettagli, apprezzo lo stile artistico scelto e mi piacciono le strane maschere, i costumi, il design della tecnologia, evocativi sono i colpi dei tamburi per richiamare i vermoni, è bello rivedere il barone, sempre fighissimi gli Harkonnen pelati, funziona il duello finale o tutto il fascinoso scontro nell arena in puro bianco e nero. Ma come inizia è davvero indigeribile, il film non fa nulla per immergerti in questo mondo e l'approccio narrativo è molto pretenzioso con tante parole sussurrate e montaggi da trailer che distruggono il flusso delle scene, odio poi questo deserto desaturato sempre polveroso, nebbioso e claustrofobico, è visivamente inaccessibile come la storia stessa che continua a respingere, parla del classico percorso dell eroe fatto di prove e sfide per simboleggiare la crescita di un ragazzo ad uomo maturo ma non trasmette alcuna gioia e viene data una forzata importanza e peso drammatico a ogni cosa fino a diventare controproducente, come il fatto che la malvagità degli Harkonnen diventa ancora piu ridicola e macchiettistica con Dave Bautista troppo esagerato come un cartone animato e Austin Butler che taglia la gola a tutti in modo assurdo. E tutti gli attori mi sono sembrati sottotono rispetto al primo, sarà un problema mio ma Timothée Chalamet proprio non mi convince, il personaggio della madre di Rebecca Ferguson era forte nel primo ma qua è completamente rovinato e diventa religiosa sottomessa, Christopher Walken è un pessimo imperatore demente rincoglionito, bello rivedere Josh Brolin ma fa pochissimo e odio come Javier Bardem è totalmente diverso dal primo, ha perso ogni carisma ed è anche lui anestetizzato e sottomesso a questo cavolo di Messia. Dopo due ore di noia boia nel nebbioso deserto il film si decide a mostrare qualcosa d'interessante ma arriva una risoluzione molto patetica con soldati che praticamente stanno fermi a guardare l'eroe vincere senza quasi combattere, e per come è presentata non ho sopportato tutta sta cosa del messia coloniale che vede il futuro, ha le parole magiche, il sangue perfetto ed è il migliore leader religioso della pseudo religione islamica che vuole la guerra santa, Villeneuve prova timidamente a controbattere l'idea di cieca religione dittatoriale con il personaggio di Zendaya ma lei appare troppo odiosa e la risoluzione a questo conflitto non c'è anzi il film si chiude in modo aperto e insoddisfacente. Nell insieme apprezzo l'epicità della produzione e c'è tanto da ammirare anche in questa seconda parte ma per me tutto è un grosso polpettone adolescenziale che con pretenziosità finge di essere maturo e avere un messaggio profondo.
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Film
23 ottobre 2017
Mad Max - Beyond Thunderdome
Recensione Film
Anno: 1985
Regia: George Miller, George Ogilvie
Genere: Avventura, Post apocalittico
Titolo ITA: Mad Max 3- Oltre La Sfera del Tuono
★★ 😳
Il terzo film di mad max è e resterà per sempre una vera delusione, perché la messa in scena c'è, i costumi e le ambientazioni funzionano, il mondo post apocalittico è sempre piu affascinante e piu vicino al fantasy, si presenta pure un antagonista femminile e una trama progressista ma tolto il suo aspetto esteriore il ritmo è pessimo e c'è davvero poco che funziona. Qualcosa si è decisamente perso tra le pieghe di hollywood, e non è solo il fatto che il target demografico si è abbassato verso le famiglie, infatti siamo anche lontani dalla cattiveria di un indiana jones qualsiasi, qua la regia è troppo generica, non ha energia e ogni scena appare piatta e svogliata, con i suoi tre atti disgiunti il film fa di tutto per farsi odiare, il primo atto ruota intorno allo scontro politico tra due fazioni, e posso capire perché molti amano la battaglia mortale nell arena ma di epico ha solo l'idea e non l'esecuzione, non c'è tensione, non c'è pathos, i salti con gli elastici non fanno altro che sfiorare il ridicolo e tutto ha questa odiosa falsa atmosfera da show televisivo (c'è pure la ruota della fortuna) nel secondo atto invece si finisce letteralmente tra i bimbi sperduti di peter pan, incredulo è Max e incredulo è lo spettatore, è chiaro che rappresentano i semi della speranza per un futuro migliore ma la metafora viene marcata in modo esagerato e soprattutto Irritante, i bambini selvaggi sono la chiave dell intero film ma vengono presentati nel modo peggiore, oltre alla candida purezza dell oasi non hanno abbastanza qualità che li differenziano dal resto del mondo marcio, non si crea o costruisce nessun vero rapporto tra loro e max, anzi alla fine lui sembra ben felice di lasciarli. E ci ritroviamo ad un ora e dieci di film con un protagonista che non ha ne un obbiettivo ne uno scopo, il ritmo si fa sempre piu lento e sprofonda sempre piu in una lenta traversata nel deserto. il terzo atto ci prova a ricatturare interesse usando la carta dell'azione ma fa tutto in maniera frettolosa con un inseguimento che appare la brutta e svogliata copia di quello del film precedente, La Turner si rivela un Antagonista molto deludente che annichilsce il misero conflitto con una risata, io avrei messo l'Oasi al centro di tutto, con la sua acqua pura che diventava il macguffin principale, solo cosi la salvaguardia dei bambini diventava priorità e accendeva un vero conflitto tra Max e l'antagonista, mentre qua conflitto e tema generale sbandando e la storia crolla un po' su se stessa.
Anno: 1985
Regia: George Miller, George Ogilvie
Genere: Avventura, Post apocalittico
Titolo ITA: Mad Max 3- Oltre La Sfera del Tuono
★★ 😳
Il terzo film di mad max è e resterà per sempre una vera delusione, perché la messa in scena c'è, i costumi e le ambientazioni funzionano, il mondo post apocalittico è sempre piu affascinante e piu vicino al fantasy, si presenta pure un antagonista femminile e una trama progressista ma tolto il suo aspetto esteriore il ritmo è pessimo e c'è davvero poco che funziona. Qualcosa si è decisamente perso tra le pieghe di hollywood, e non è solo il fatto che il target demografico si è abbassato verso le famiglie, infatti siamo anche lontani dalla cattiveria di un indiana jones qualsiasi, qua la regia è troppo generica, non ha energia e ogni scena appare piatta e svogliata, con i suoi tre atti disgiunti il film fa di tutto per farsi odiare, il primo atto ruota intorno allo scontro politico tra due fazioni, e posso capire perché molti amano la battaglia mortale nell arena ma di epico ha solo l'idea e non l'esecuzione, non c'è tensione, non c'è pathos, i salti con gli elastici non fanno altro che sfiorare il ridicolo e tutto ha questa odiosa falsa atmosfera da show televisivo (c'è pure la ruota della fortuna) nel secondo atto invece si finisce letteralmente tra i bimbi sperduti di peter pan, incredulo è Max e incredulo è lo spettatore, è chiaro che rappresentano i semi della speranza per un futuro migliore ma la metafora viene marcata in modo esagerato e soprattutto Irritante, i bambini selvaggi sono la chiave dell intero film ma vengono presentati nel modo peggiore, oltre alla candida purezza dell oasi non hanno abbastanza qualità che li differenziano dal resto del mondo marcio, non si crea o costruisce nessun vero rapporto tra loro e max, anzi alla fine lui sembra ben felice di lasciarli. E ci ritroviamo ad un ora e dieci di film con un protagonista che non ha ne un obbiettivo ne uno scopo, il ritmo si fa sempre piu lento e sprofonda sempre piu in una lenta traversata nel deserto. il terzo atto ci prova a ricatturare interesse usando la carta dell'azione ma fa tutto in maniera frettolosa con un inseguimento che appare la brutta e svogliata copia di quello del film precedente, La Turner si rivela un Antagonista molto deludente che annichilsce il misero conflitto con una risata, io avrei messo l'Oasi al centro di tutto, con la sua acqua pura che diventava il macguffin principale, solo cosi la salvaguardia dei bambini diventava priorità e accendeva un vero conflitto tra Max e l'antagonista, mentre qua conflitto e tema generale sbandando e la storia crolla un po' su se stessa.
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