14 agosto 2026

Blob - Fluido Mortale

Recensione Film
Anno: 1958
Regia: Irvin S. Yeaworth Jr
Genere: Monster movie

★★★ 😏

Ragazzo deve affrontare un mostro alieno gelatinoso. Leggero monster movie degli anni '50 che con pochi mezzi riesce a creare la giusta tensione e impressionare sul serio creando un grande e unico mostro, infatti l'idea del blob nella sua semplicità è davvero geniale e presenta un mostro inquietante che non puoi attaccare con armi convenzionali, non si può ferire o distruggere ma puoi solo scappare e il suo diventare sempre piu grosso aumenta la gravità della sua minaccia. A guidare il tutto c'è un giovane Steve McQueen che se la cava e mostra le giuste inquietudini e insicurezze, bravo anche il capo della polizia, la musica crea una buona tensione, mi piace la scoperta della piccola meteora e come il blob si attacca alla mano del povero vecchietto, colpisce l'assalto al dottore visto alla finestra che crea un bel panico nel protagonista, carino l'attacco al meccanico da puro slasher, mi piacciono le inquadrature che mostrano il blob farsi liquido e passare sotto la porta o attraversola grata, ha la giusta enfasi l'esplorazione al buio del negozio abbandonato, bello quando sembrano spacciati prigionieri nell locale e funziona tantissimo l'attacco al cinema con un elemento di meta-narrazione dove la creatura invade lo spazio sicuro degli spettatori ed è una goduria tutta la gente che va nel panico e urla disperata. Un film con una storia semplice ma che vuole parlare del conflitto generazionale tra giovani e adulti con il povero protagonista che avverte le autorità piu volte ma non viene mai creduto, un tema di valore che vuole unire e far dialogare la società divisa in lotta contro un essere che vuole omologare e ingoiare tutti ma che appesantisce la tensione da horror e sopratutto nella parte centrale si sente che tutto scorre lento, non ha senso come i coetanei gli credono subito e diventano sempre piu ridondanti tutte le scene di lui che non viene creduto. Gli effetti speciali poi sono posticci e poco credibli ma comunque resta un film pieno di charme che presenta una creatura stra-iconica, mi piace la risoluzione finale con la scoperta del punto debole e ha sempre piu valore quel punto di domanda finale visto che al giorno d'oggi si apre anche una lettura ambientalista sul pericolo dello scioglimento dei ghiacci.

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9 agosto 2026

Il Pianeta Proibito

Recensione Film
Anno: 1956
Regia: Fred M. Wilcox
Genere: Fantascienza, Mistero

★★★ 😏

Soldati vanno su un pianeta dove un professore è misteriosamente l'unico sopravvissuto di una missione spaziale. Storico film di fantascienza che ha ispirato la struttura delle avventure di Star Trek e per quanto sia una storia semplice, molto legnosa e teatrale tutto riesce ad avere il giusto charme grazie a buoni effetti speciali ed un approccio serio e sincero che presenta le vicende con il giusto intrigo e mistero. Qua sorprende e funziona molto bene il giovanissimo Leslie Nielsen come autorevole comandante, mi piacciono le fanta-procedure militari all inizio, appena appare Il robottone Robbie è fin da subito una figura iconica che spaventa e affascina, il professore è misterioso al punto giusto, sua figlia in minigonna distrae per quanto è sexy, affascinano le spiegazioni sulle tecnologie dell'antica civiltà krell con un incredibile e visionario tour guidato dentro la loro mega struttura, l'attacco del mostro invisibile offre buona tensione ed è da brividi quando gli sparano in modo massiccio con i laser e si riesce a vedere la sua figura animata, e poi il finale funziona a offrire la giusta morale attaccando le ambizioni e pericoli della mente umana. Certo è un film molto datato e ci mette un bel po' a diventare interessante, per essere ambientato nel futuro i soldati mi sono sembrati piuttosto tonti e stupidotti, non mi piace il design dell'astronave a forma di generico disco volante, pessimo quando i due personaggi si contendono l'amore della ragazza che è un personaggio insulso e serve solo a mostrare le cosce, il colpo di scena è facilmente intuibile e per quanto ci siano belle visuali è un film registicamente molto piatto e apprezzo piu le idee che la loro esecuzione, ma nel complesso merita di sicuro di essere una colonna storica per il genere e resta un'avventura di fantascienza piuttosto piacevole.

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7 luglio 2026

Galaxy Quest

Recensione Film
Anno: 1999
Regia: Dean Parisot
Genere: Commedia, Sci.fi

★★★ 😁

Attori di una vecchia serie tv di fantascienza sono scambiati per eroi da degli alieni e finiscono per vivere una vera avventura nello spazio. Simpatica commedia che prende l'idea dei Tre Amigos per fare un dolce omaggio a Star Trek e allo storico fandom dei Trekkies, il cast è eccellente e mi piace come viene dato spazio a tutti i personaggi che devono vincere le loro insicurezze, sono uno spasso gli alieni ingenui e stupidotti che fanno versi e si muovono come foche, la sceneggiatura è quasi perfetta e il ritmo narrativo non sbaglia un colpo, stupendo quando ti aspetti il comodo teletrasporto ma invece vengono avvolti da gelatina e sparati nello spazio in modo traumatico, molto bello l'aspetto dei cattivi che mischia bene i classici klingoniani ai pupazzoni scemi dei power rangers, c'è il giusto fascino alla presentazione della nave e arrivano sinceri brividi quando partono per la prima volta, apprezzo come si sente buona tensione è non è solo una stupidata dopo l'altra, ci sono toccanti emozioni alla tortura del povero Mathesar e viene quasi da piangere quando sono costretti a dirgli la verità, fa sorridere il personaggio di Alan Rickman che si crede un vero attore e odia la frase tormentone ma poi scalda il cuore quando la dice con sentimento in un momento drammatico o è bello il ruolo di Sam Rockwell che è una presa per il culo delle magliette rosse sacrificabili e per tutto il film aspetti il momento in cui morirà male. Peccato invece per l'uso di una computer grafica datata e sono molto brutti da guardare i mostricciattoli in CG ma anche il gigante di pietra non è proprio bellissimo, per quanto tutto sia molto simpatico tecnicamente il film non eccelle in nulla e anche il messaggio metanarrativo è troppo ristretto e se non si conosce un briciolo star trek si perde gran parte del senso di quello che vuole essere la storia. A parte questo resta un ottimo omaggio non solo ad un franchise ma all idea stessa di un fandom e la storia spiega come l'amore e l'ossessione ingenua dei FAN può rendere reale e tangibile quella magia che neanche gli attori sono in grado di capire, al giorno d'oggi le major hanno cinicamente fatto di tutto per mungere fino all osso i vari franchise puntando su un falso senso di nostalgia per poi distruggere, rovinare l'essenza originale e attaccare con cattiveria i veri Fan che li sostenevano mentre questo film spiega quanto autore e pubblico siano connessi insieme e non può esistere l'uno senza l'altro, l'arte quando cattura e appassiona si eleva dal semplice intrattenimento per diventare veramente speciale, un qualcosa di reale e concreto che riesce ad unire e arricchire le vite di molte persone.

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30 giugno 2026

Labyrinth - Dove è Tutto Possibile

Recensione Film
Anno: 1986
Regia: Jim Henson
Genere: Avventura, Fantastico

★★★ 😏

Ragazza deve attraversare labirinto fantastico per salvare il fratellino rapito dal re dei Goblin. Visionaria fanta-avventura piena di pupazzi del grande Jim Henson (autore dei muppets) che dal punto di vista estetico offre un immaginario stupendo con creature reali e tangibili che non sono invecchiate per nulla, e amo il look di questi goblin pestiferi, bellissimo il muschio pieno di occhi, il verme blu parlante che porta verso la cattiva strada, convince sempre di piu il nano Gogol che cerca di aiutare la ragazza andando contro i suoi ordini, ci si innamora dell troll peloso Ludo per come è un tenerone, molto simpatico il nobile cavaliere volpe Didymus che cavalca un cane, incredibile il buco pieno di mani parlanti, assurda la lotta contro il gigante di ferro, intrigano le trappole e i vari enigmi, belle le porte parlanti, mi piace la palude puzzolente e il mare di spazzatura dove incontra la strega dei rifiuti, super caotica e giocosa la battaglia con i goblin ed è bellissima l'ambientazione finale dentro le scale di Escher. Quello che invece non mi piace del film è il personaggio di Bowie che non funziona come antagonista minaccioso ma neanche come stravagante giullare, veste malissimo con inguardabile tutina attillata che ha il pacco in bella vista ed è una figura odiosa e senza spessore che vive solo dietro alla carriera del cantante e non riesce a trasmettere davvero nulla d'interessante, poi il film ogni tanto prova timidamente ad essere un Musical ma sono canzoni molto piatte con momenti che perdono il sapore da fiaba e si avvicinano troppo ai generici videoclip anni 80. Comunque la folle avventura riesce bene a costruire un percorso di crescita per la ragazza che impara a guardare oltre le apparenze, a distinguere le bugie dalla la verità, ha significato il rifiuto delle vecchie bambole e lo spaccare l'illusione della frivola festa da ballo fino ad accettare il peso delle responsabilità ed occuparsi del fratellino, cosi è un film zoppiccante a causa di Bowie ma resta pieno di magia e ammiro l'immenso lavoro che c'è stato per creare e dare vita a queste fantastiche creature.

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The Dark Crystal (1982)

25 giugno 2026

Tron

Recensione Film
Anno: 1982
Regia: Steven Lisberger
Genere: Fantascienza, Avventura

★★ 😳

Hacker finisce digitalizzato dentro i server di una società informatica e insieme al programma Tron parte in un avventura per fermare il dittatore cattivo. Visionaria avventura di fantascienza che dal punto di vista estetico era avanti anni luce con un incredibile e unica estetica al Neon, folli ambientazioni astratte e un rivoluzionario uso della computer grafica. Oltre a questo il film fu un grande precursore della fantascienza e ha il merito di essere uno dei primissimi a parlare di un viaggio dentro un mondo digitale e ha portato al grande pubblico il fascino dell vivere in prima persona i videogiochi, l'idea della realtà virtuale, mostra dei programmi senzienti e il pericolo di Intelligenze artificiali che controllano le aziende, c'è poi un uso di scenografie totalmente distaccate dagli attori che ha anticipato di almeno 30 anni l'era digitale del cinema e seppur la computer grafica 3D appare molto datata è incredibile cosa sono riusciti a fare nell 82 e mi piacciono le moto con le scie, i carroarmati e le strane navicelle. Ma nonostante le qualità visive è un film affossato dalla sua stessa ambizione e non riesce ad immergere nel modo migliore lo spettatore in questo strano mondo, parte malissimo con goffi e confusi spiegoni sulla situazione, i costumi con quegli elmetti sono fin troppo ridicoli, il faccione dell MCP è stupidissimo, pessimo come viene digitalizzato a gambe all aria, la battaglia mortale con le palline è molto imbarazzante, la storia sembra indecisa su quale sia il protagonista tra l'eroico guerriero Tron o il personaggio di Jeff Bridges che non fa poi molto, si accenna lievemente ad un rapporto mistico tra programmi e gli utenti divini loro creatori ma niente viene davvero esplorato, si capisce poco di questo universo digitale e mi sarebbe piaciuto capire come funziona nel dettaglio questa società (visto poi che appaiono stranamente delle prostitute) le ambientazioni sanno sempre piu di finto e la lotta contro il cattivone non riesce ad essere interessante con un confronto finale molto deludente. Nell insieme è un film di culto che ammiro molto sul piano estetico ma non riesce proprio a catturarmi a livello narrativo, i personaggi, le sfide, la fuga, le battaglie, tutto scorre piatto ed è incapace di far divertire sul serio, le immagini offrono un trip tecno-psichedelico molto interessante ma gli manca la forza di essere davvero un buon film.

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21 maggio 2026

Highlander

Recensione Film
Anno: 1986
Regia: Russell Mulcahy
Genere: Azione, Thriller, Fantastico

★★★★ 😁

Scozzese immortale deve affrontare il suo piu grande nemico per ottenere il potere assoluto. Action/thriller che reinventa le storie di vampiri con la fascinosa idea di un lungo torneo ad eliminazione tra magici immortali che si duellano con le spade, e fin da subito colpisce la grandissima colonna sonora dei Queen che arricchisce ogni momento da come si apre con "Princes of The Universe" o è toccante il montaggio di vita con la moglie che invecchia in "who wants to live forever", e stupisce anche sul lato tecnico ed è molto bello come vola la camera sopra l'arena, mi piace il fascino del duello nel parcheggio, il riflesso negli occhiali, la tensione per recuperare la spada sotto la macchina, l'acqua dell sistema antincendio, le orgasmiche scene del quickening piene di energia e fulmini, fa ridere il montaggio dei duelli settecenteschi ubriachi che fa il verso a quelli di Duellist/Barry Lyndon, gasa molto l'epica battaglia finale sull insegna rossa e colpiscono le continue ed originali transizioni che portano nella stupenda l'ambientazione nel passato in Scozia. Qualche difetto tecnico il film lo possiede con coreografie un po' approssimative e degli effetti sonori datati, cosi come amo il look di Macleod con impermiabile e katana ma Christopher Lambert non è proprio il massimo in recitazione e ha anche un pessimo accento franco-scozzese in originale ma è supportato da un carismatico Sean Connery che gli fa da mentore e poi il Kruger di Clancy Brown è un incredibilie e bastardo antagonista che si ama odiare, mi piace la sua armatura a teschio e graffia il look punk metallaro con le spillette che gli tengono la cicatrice sul collo, pieno di aura come arriva all hotel in stile terminator, bellissimo quando monta la spada come un fucile, memorabile il duello sulla torre che crolla contro Ramirez, assurdo quando si presenta arrogante in chiesa leccando e mostrando la lingua o la folle corsa in auto mentre investe i pedoni ridendo con gusto. Apprezzo poi che il film si prende sul serio e non è una semplice storiella adolescenziale ma costruisce una bella mitologia e intrigo per queste regole degli immortali e funziona come mostra il dramma di vivere per centinaia di anni con la tragedia del protagonista che viene cacciato brutalmente dall suo clan, che vive una vita solitaria e che è costretto a vedere le persone che ama invecchiare, ma anche bello il velato rapporto paterno con la segretaria che ha salvato quarant'anni prima durante la seconda guerra mondiale. Alla fine Highlander è una semplice idea ma è eseguita bene, tutto ha la giusta dose di tensione e spettacolo con la frase "ne resterà uno solo" che resta facile nella mente ed è per questo che il film è diventato uno dei cult massimi degli anni 80.

16 maggio 2026

I Dominatori dell'Universo

Recensione Film
Anno: 1987
Regia: Gary Goddard
Genere: Avventura, Sci/Fantasy

★★★ 😖

Skeletor si impadronisce dell castello di Grayskull ed HeMan finisce sulla Terra con i suoi amici. Film sci/fantasy basato sui famosi giocattoli e cartoni degli anni '80 che è pieno di difetti e limiti ma riesce ad essere cosi pieno di charme che è impossibile volergli male, trovo bellissimi i vari look dei costumi, Gwildor è un pupazzoso e simpatico gnomo, fascinosa la sacerdotessa con la corona di cristalli, Evil-lyn è molto sensuale, mi piace il gruppo di mercenari cattivi specie adoro lo spadaccino pirata Blade e ammiro lo Skeletor di Frank Langella che è davvero teatrale e spaventoso oltre a dare dignità a quella che era poco piu di una macchietta comica nei cartoni. Apprezzo anche la colonna sonora che seppur generica eleva ogni scena e si sentono i brividi quando si attiva la chiave dimensionale, poi funzionano i soldati in armatura nera, spettacolari sono le tante battaglie con i laser e scintille, godo sempre a vedere i fulmini disegnati a mano ed è stupenda la frusta laser, mi piace quel momento brutale quando mettono il collare di costrizione al ragazzo, bello come evil-lyn fa un illusione e si finge la madre morta per avere la chiave macguffin, mi piace quanto è pacchiano Skeletor quando diventa tutto d'oro con una corona assurda e lo scontro finale è minimalista ed epico al punto giusto per come spegne tutte le luci e i due sono illuminati solo da un faro. Certo la fanafara iniziale è palesemente scopiazzata da quella di Superman cosi come sono evidenti i richiami a star wars, il ruoli dei giovani ragazzi e dell tonto detective rallentano la narrazione, ridicolo l'inseguimento sull pattino volante, triste vedere HeMan sparare i laser e usare poco la spada ma sopratutto che è un protagonista debole e assente, Dolph Lundgren non riesce a guidare la storia e a trasmettere abbastanza carisma ed energia. E posso capire la delusione per i fan dell originale visto che il film snatura e tradisce molto le atmosfere di quell folle mondo fantastico, anche se per me l'errore piu grave è stato quello di mandare tutti noiosamente sulla Terra nella parte centrale perché l'ambentazione urbana distrugge molto l'epica e il senso di avventura, invece di mostrare sparatorie in un magazzino e rifugiarsi in un generico negozio musicale il film aveva bisogno di piu ambientazioni naturali come foreste, paludi e deserti rocciosi. Comunque anche se all epoca è stato un gigantesco flop il tutto per me funziona come leggera avventura per ragazzi, possiede e ha contribuito a creare l'iconica estetica luccicante anni 80 e senza pretese trasmette bene semplici e calde emozioni.

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12 dicembre 2025

La Vita è Meravigliosa

Recensione Film
Anno: 1946
Regia: Frank Capra
Genere: Dramma di Natale

★★★★★ 😏

Angelo viene incaricato di salvare un uomo e ripercorre la sua vita fatta di tanti sacrifici. Dramma di Natale di Frank Capra divenuto un grande classico per come riesce bene a trasmettere il valore dell altruismo e della bontà d'animo rispetto alla avidità e al pessimismo, colpisce infatti che il protagonista perde l'udito per salvare il fratello, che prende violenti schiaffi per aver aiutato il povero droghiere confuso dalla morte del figlio, toccante è la rinuncia a studiare e del sogno di viaggiare per tenere in piedi la cooperativa e gli ideali del padre, bello che usa i soldi del viaggio di nozze per salvare tutto dalla bancarotta e come si impegna per supportare la comunità piu disagiata a comprare casa con prestiti e mutui. James Stewart guida benissimo la storia e riesce con facilità a trasmettere una semplicità molto spontanea, e nonostante gli anni passati il film non è minimamente invecchiato e tutto appare ancora freschissimo e pieno di trovate visive interessanti a partire dall'idea dell rappresentare le divinità come stelle e galassie, colpisce lo sguardo sofferente del droghiere e come viene inquadrato prigioniero tra gli scaffali, tutta la scena del ballo è grandiosa per come il protagonista viene soffocato dalle persone, poi balla felice e lo scherzo con l'apertura della piscina invece di essere vendicativo si tramuta comunque in un momento di gioia per tutta la gente, fa sorridere il flirt dei due amanti e come lei finisce nuda in un cespuglio, grandiosa tutta la scena al telefono dove i due trovano la speranza di potersi amare, mi piace come l'antagonista satanico tenta il protagonista offrendogli del denaro mettendolo su una sedia piu bassa, spettacolare è la gelida neve che cade, bella l'idea what if che mostra quanto l'interà città può diventare corrottà in stile las vegas, stupende le immagini quando entrano nella casa abbandonata con il faro dell taxi che fa un incredibile uso del controluce e arriva un primissimo piano del volto disperato di James Stewart pieno di impatto per come guarda dritto in camera quasi sfondando il quarto muro. Ma nonostante le qualità della storia secondo me l'angelo ci mette troppo ad arrivare, appare troppo forzato il dramma principale su una busta di soldi data per sbaglio all antagonista dallo zio scemo, il cambio di carattere da uomo buono che ha sempre superato i problemi a depresso fallito che tratta male i figli e pensa al suicidio è troppo frettoloso, è ridicolo che per evitare che si getti dal ponte l'angelo lo fa gettare comunque dal ponte, nell ultimo atto il protagonista non è molto sveglio e ci mette troppo tempo a capire la situazione, l'avido antagonista non ha davvero una chiusura come personaggio e il volemose bene finale per quanto toccante è molto facile da fare quando il protagonista ha comunque una casa, una grande famiglia e una dolce comunità accogliente e il vero ottimismo di Natale sarebbe stato trovare il sorriso e la forza di vivere anche quando tutto va male. Nell insieme il film è cosi pieno di buoni sentimenti e gesti d'amore che merita il suo stato di culto, la regia convince e sorprende in piu punti e tutto funziona per il suo sguardo Cristiano verso le comunità unite e non corrotte dalla pura avidità.

19 ottobre 2025

Frankenstein Jr

Recensione Film
Anno: 1974
Regia: Mel Brooks
Genere: Commedia, Horror

★★★★ 😀

Il Nipote del Dr Frankenstein parte per il castello del nonno e finisce per creare un'altra creatura. Parodia comica di Mel Brooks che fa un grande omaggio agli storici film della Universal ma allo stesso tempo resta molto classico nella forma con un grande bianco e nero e una storia piuttosto godibile senza conoscere quei film e cosi invece di distruggere l'iconografia del passato la rafforza e quasi funziona come capitolo finale di quella saga. Tutto è guidato da uno straordinario Gene Wilder che riesce a saltare benissimo in diverse emozioni e può apparire come un patetico codardo, un freddo e cinico dottore o pure grida come un matto esaltato mosso da pura follia creativa, poi è uno spasso l'Igor di Marty Feldman che con i suoi occhi storti e le sue espressioni furbette e complici verso lo spettatore strappa sempre una risata e anche Peter Boyle non è male come mostro e riesce ad avere una presenza scenica imponente ma apparire ridicolo con i suoi strani versi. E mi piace come inizia mostrando nel fascinoso castello una bara che si apre e qualcuno strappa una scatola da uno scheletro, la lezione del dottore è assurda con lui che da le ginocchiate nelle palle di un povero vecchietto, bello come lascia la fidanzata alla stazione in una situazione romantica da noir ma lei lo schifa in tutti i modi possibili e non vuole essere toccata e finiscono per salutarsi con i gomiti, simpatica la gag dei cavalli che nitriscono ogni volta che si nomina la governante Frau Blücher, è un momento iconico quando urla quel "si può fare!", bello come parte odiando e cambiando il suo nome ma finisce per accettarlo, memorabile quel "potrebbe piovere", fa ridere il salutare il poliziotto con la mano del cadavere ed ottimo il monologo folle e sincero quando il mostro viene elevato al cielo. E Tutto è un minestrone comico dei vari film dell universal ed è piacevole rivedere il cervello scambiato dal primo, l'uso degli aquiloni, l'incontro con la bambina che si salva, dal secondo c'è l'idea del violino che doma la creatura, l'amicizia con il cieco e la pettinatura della moglie, mentre dal terzo c'è l'idea dell eredità, l'ispettore con la mano di legno e pure quella scena delle freccette, ed è interessante come la storia volendo essere irriverente verso la tragedia horror finisce per diventare molto sincera e umana, infatti la risoluzione al problema del figlio-mostro avviene non domandolo o facendolo ballare come un cane ammaestrato ma solo attraverso un vero sacrificio da parte del suo padre-creatore che deve rinunciare al suo gigantesco Ego e perdere parte di se stesso per avvicinarsi alla diversità e creare vero amore nel mondo. Insomma resta un grande film comico che non è invecchiato di un giorno, il suo sincero omaggio ai Cult lo ha fatto diventare anch'esso un grande cult che ha quasi reso gli originali obsoleti.

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13 ottobre 2025

La Moglie di Frankenstein

Recensione Film
Anno: 1935
Regia: James Whale
Genere: Horror, Fantascienza

★★★ 😮

Appare uno scienziato ancora piu folle che vuole lavorare con Frankenstein per creare una moglie per il Mostro. Sequel che continua e sviluppa bene la storia offrendo alcuni momenti davvero riusciti, specie amo molto l'incontro con il violinista cieco per come si sviluppa in poco tempo una grande amicizia che fa crescere e maturare il mostro, il violinista essendo cieco non è superficiale come gli altri e vede l'anima piu umana e sensibile della creatura che apprezza l'arte, il buon cibo e il fumo cosi come la creatura riesce finalmente ad avere un contatto non aggressivo e impara il linguaggio e cosa significa non essere solo, ed è magnifico e pieno di sincerità cristiana il momento quando il vecchio prega e ringrazia felice Dio di avergli mandato un amico e la creatura addirittura si commuove e si mette a piangere. Anche il dottor Pretorius mi piace molto per come è viscido e inquietante con atteggiamenti che lo associano molto al diavolo e all morte, bello come manipola la creatura e ricatta Henry, è spietato il modo con cui recuperano un cuore funzionante, buono l'uso di tamburi per simboleggiare il battito del cuore e la scena dell esperimento per dare vita alla creatura è girata molto meglio del precedente con un bel montaggio e buona tensione. Decisamente è un bel film e molti lo considerano anche meglio del primo ma piu o meno è lo stessa cosa solo che gli eventi accadono in modo speculare dove all inizio il mostro è braccato e alla fine accade l'esperimento, poi odio la scena degli uomini in bottiglia per come stona con tutto il resto e viene da chiedersi cosa sono e come cavolo li ha fatti, la frase "è viva, è viva" puzza di volgare fanservice e strizza troppo l'occhio all iconica frase del film precedente, ancora una volta le responsabilità del dottor Frankenstein vengono trascurate e presentando un dottore ancora piu folle non si fa altro che perdonarlo per le sue azioni e ha addirittura pure un lietofine e per qualche assurdo motivo si salva e non viene ucciso. Ma nel complesso il film funziona per come sviluppa la figura della Creatura che diventa ancora piu tragica e profonda, è un essere che cresce e capisce meglio la sua condizione di Diverso e inizia a desiderare un amico e un'amore per sfuggire dalla piu totale solitudine ma il destino è crudele e sadico e viene rifiutato ancora una volta e questo lo porta alla triste voglia di farla finita, distruggere se stesso e il luogo della sua nascita.

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12 ottobre 2025

L'Alba dei Morti Dementi

Recensione Film
Anno: 2004
Regia: Edgar Wright
Genere: Commedia, horror

★★★★ 😁

Shaun viene lasciato dalla fidanzata e deve affrontare con l'amico un'apocalisse zombie. Commedia Horror piena di stile ed energia che gioca e rende divertenti gli zombie senza banalizzarli grazie ad un'umorismo che non sminuisce la gravità e il pericolo della situazione ma nasce dall'ingenua stupidità dei protagonisti, ed è bello come tutta la prima parte presenta lentamente l'arrivo degli zombi sottolineando come i tonti protagonisti sono distratti non accorgendosi dei tanti segnali e c'è anche un parallelo con la routine letargica di Shaun che lo rende uno zombie per il suo vivere la vita in modo passivo. E la fresca regia di Edgar Wright usa tante idee che funzionano come i veloci montaggi di transizione come quando prendono le birre, fascinosi sono i movimenti di camera in whip pan che danno ritmo e creano veloci sguardi dinamici, mi piace la pianosequenza ripetuta dell attraversare la strada per entrare nell negozio, belle le mani insanguinate sul vetro, fa davvero ridere l'incontro con i due zombie nel giardino e come gli lanciano contro i vinili, mi piace l'inquadratura attraverso il buco dello zombie, simpatici sono i vari piani immaginati per recuperare la madre, assurdo quando incontrano lungo la strada un altro identico gruppo parallelo di sopravvissuti, fa ridere che si fingono zombie, bella l'accensione della luce alla finestra, geniale lo standoff messicano con le bottiglie rotte, il bastonare a tempo il propietario dell pub sulle note di "Dont stop me now" dei Queen, mi piace l'idea visiva del bancone incendiato o sono gustose le sanguinarie citazioni ai film di Romero. E piu che parlare degli zombie il film in fondo è la storia sulla maturazione di un uomo che deve svegliarsi, spaccare la sua zona di conforto, crescere, prendere in mano la sua vita, diventare responsabile e staccarsi il piu possibile dall amicizia tossica con l'amico idiota Ed che è il simbolo stesso di questa immaturità che lo trascina sempre verso il basso, una grande amicizia che non deve per forza morire e nel simpatico finale si mostra come basta un compromesso per essere contentua, molto buono anche lo sviluppo della relazione con il patrigno che da odiato viene accettato come un vero padre e anche il legame con la madre diventa piuttosto toccante. Nell insieme è un ottimo film che è diventato fin da subito un classico per come rilegge e reinventa in modo cosi divertente il genere zombie, Wright dimostra di essere un grande regista che riesce ad ottenere il massimo spendendo il minimo, tutto è scritto benissimo e non ha veri veri difetti.

8 ottobre 2025

Frankenstein

Recensione Film
Anno: 1931
Regia: James Whale
Genere: Fantascienza, Horror

★★★★ 😏

Scienziato ribelle usa i cadaveri per dare vita ad un nuovo essere mostruoso. Storico film basato sull omonimo romanzo di Mary Shelley che grazie all corpo e al volto di Boris Karloff è diventato l'immagine piu iconica della creatura, un titolo cosi importante e seminale che ha dato vita e popolarizzato molte idee ormai di base come lo scienziato pazzo, l'aiutante gobbo, la folla inferocita con le torce, la domanda su chi è il vero mostro, e non c'era nel libro l'idea di utilizzare il potere dei fulmini cosi come il look con i bulloni sul collo e la fronte spaziosa. Un mostro che è anche uno dei primi Zombie e esseri artificiali e Il film prova a delineare una moralità nella scienza mostrando Il peccato e l'arroganza folle di Victor di sentirsi Dio e creare una nuova vita cercando di battere la morte, nasce cosi una creatura adulta ma immatura totalmente figlia del peccato, ha un potere che non sa controllare e ogni sua azione porta alla morte e alla distruzione in una condizione esistenziale tragica che lo rende un Diverso, un freak rifiutato dalla comunità che rabbiosa si unisce tutta con forza per distruggerlo e strappargli quella vita che non merita. Ed è carino come tutto è presentato come un opera teatrale e si avverte il pubblico dei temi trattati, mi piace il look della torre laboratorio, fa ridere lo scambio di cervelli per sbaglio, intriga la notte tempestosa dell esperimento davanti ai testimoni, quell urlare "è vivo, è vivo!" è un momento iconico, la scena dei fiori con la bambina è molto tragica, il povero padre distrutto dal dolore con lei in braccio che gira per la festa è un immagine molto potente e poi è fascinoso tutto il climax finale sulle montagne e nel mulino che prende fuoco. Ma nonostante il film funziona non mi piace la chiusura finale che mostra il padre che brinda felice che il figlio ha messo la testa a posto, le scene con la fidanzata e intorno al matrimonio mi annoiano e non mi torna la dinamica del genitore che chiede vendetta, se lui non era presente come fa a sapere che è stato il mostro? anche i temi presentati sono poco sviluppati e appiattiscono molto i concetti e il dramma del libro originale, sopratutto non mi piace che non ci sono vere interazioni e dialoghi tra creatore e la sua creatura, non viene mostrata la colpa, il senso di rimorso e il dubbio del dottore che viene annullato nella seconda parte diventando solo un altro membro della folla mentre lui dovrebbe restare al centro della storia perché è il vero personaggio principale pieno di responsabilità che deve soffrire e pagare le conseguenze delle sue azioni contro natura. Nell insieme è giustamente un grande cult e uno storico film che funziona grazie alla sua chiarezza e semplicità e merita grande rispetto e riverenza per come ha offerto al grande pubblico una delle piu potenti e immortali icone dell orrore.

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4 ottobre 2025

Carrie - lo Sguardo di Satana

Recensione Film
Anno: 1976
Regia: Brian De Palma
Genere: Horror, Scolastico

★★★★ 😮

Ragazza timida viene odiata cosi tanto dai compagni che organizzano crudele scherzo al ballo scolastico. Basato sull omonimo libro di Stephen King il film è una tragica storia di formazione che finisce nel sangue mischiando il bullismo all oppressivo fondamentalismo religioso, ed è molto interessante come De Palma presenta la storia alternandola con due diversi toni, uno romantico e sincero con slowmotion, musiche calde e accoglienti che ti fanno entrare nella candida prospettiva della ragazza e un altro tono piu ribelle e irriverente che ti rende complice dello scherzo e gioca in modo sadico con lo spettatore nel mettere in scena la crudele trappola. E il climax al ballo è di una goduria pazzesca per come è costruito con tanti momenti romantici insieme al ragazzo che quasi sembrano sinceri, bello come la camera si alza e ti mostra il minaccioso secchio, e poi tutto rallenta all inverosimilie per alzare la tensione e in un gioco di sguardi la compagna nota il cavo e la professoressa nota lei e forse c'è la speranza che tutto può essere fermato ma accade il disastro e si finisce in un iconico inferno di rabbia e fiamme tutto diviso in splitscreen per amplificare l'idea di trappola mortale, una vendetta power fantasy molto catartica per tutti i bullizzati del mondo ma è anche tragica e violenta e richiama molto alle tante stragi scolastiche americane con armi da fuoco, e il triste ritorno sprofondando nella casa della folle madre fondamentalista è la totale sconfitta della ragazza che sognava l'indipendenza e la libertà, cosi la tragedia è anche come la scuola, i coetanei e le istituzioni falliscono nel salvare da questo tipo di follie religiose. Un film davvero graffiante e memorabile grazie anche a Sissy Spacek che è perfetta nella parte per come appare ingenua e persa, carine sono le inquadrature in split diopter, fa sorridere che i poteri sono accompagnati dai violini di Psycho e mi piace quel parallelo cristologico con la madre anche se lei è fin troppo esagerata e sfiora sempre il ridicolo con i suoi monologhi religiosi assurdi a lume di candela, tutto si concentra molto su quello che accadrà nel climax finale ma cosi la parte centrale appare debole con scene che risultano moscie, specie quelle con John Travolta sono piuttosto dimenticabili e all inizio De Palma esagera in perversione e spara almeno 6 nudi frontali di studentesse minorenni facilmente evitabili.

4 agosto 2025

Il Diavolo Veste Prada

Recensione Film
Anno: 2006
Regia: David Frankel
Genere: Commedia

★★★ 😑

Ragazza va a fare l'assistente per una spietata donna a capo di importante rivista di moda. Commedia che mostra l'immersione di una giovane ingenua in mondo del lavoro spietato e viene corrotta da questa carriera senza sentimenti, al centro di tutto c'è l'importante figura di Miranda Priestly che come una imperatrice guida il giornale con pugno di ferro criticando tutti. Il cast è buono ed è brava Anne Hathaway che appare tenerona al punto giusto, Meryl Streep riesce ad essere un pezzo di ghiaccio senza emozioni e anche a far intravedere un briciolo di cuore, Emily Blunt è una segretaria piena di fragilità e Stanley Tucci è praticamente il cuore emotivo del film ed è un ottimo personaggio di supporto. E di base le situazioni presentate sono carine, fanno sorridere i giudizi su come si veste la protagonista, si sente l'entrata in un vero altro mondo fatto di regole diverse dalle persone normali, mi piace come l'appuntamento con il padre viene completamente rovinato da questo ansiogeno lavoro ed è molto toccante la relazione con il fidanzato che va sempre piu in frantumi. Ma tecnicamente è un film piuttosto medio e a parte l'uso di musiche pop in sottofondo non c'è niente di davvero interessante, la fotografia è davvero anonima, il momento d'investimento di Emily per me è registicamente sbagliato perchè l'incidente è metafora dell essere stata sostituita in modo brutale e quindi doveva avvenire all arrivo della notizia al telefono e non subito dopo e nel complesso il film mantiene un iprocrisia di fondo perchè vuole criticare l'effimero mondo della moda che giudica tutti in base a stupidi vestiti e vuoti marchi commerciali gonfiati di prezzo ma nel concreto ne fa un costante elogio, la protagonista viene affascinata e letteralmente iniziata a questo mondo e incarna l'ideale futura consumatrice, il suo rifiuto finale per una ridicola questione morale è frettoloso e senza spessore narrativo visto che comunque il personaggio di Miranda è trattato bene ed è vista come un mentore e maestra di vita, il film volente o nolente è una pubblicità, non solo di Prada ma della stupida ideologia che una firma e un marchio famoso su un abbigliamento facciano la differenza, alimenta in modo criminale l'illusione che i vestiti siano un valore che arricchisce chi li possiede e ci spende soldi.

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24 ottobre 2024

L'invasione degli Ultracorpi

Recensione Film
Anno: 1956
Regia: Don Siegel
Genere: Horror, Fantascienza

★★★ 😋

Dottore scopre misteriosa cospirazione nella sua cittadina. Classico horror degli anni 50 che ha la forte idea della sostituzione di massa che è abbastanza universale da simboleggiare tante cose come la Paranoia da Guerra Fredda e la paura del Comunismo dilagante che elimina le libertà dell individuo distruggendo emozioni, sogni e passioni ma anche la caccia alle streghe del maccartismo e del pensiero unico Fascista che vuole omologare tutti e schiacciare il diverso. Quindi è uno dei primi e piu importanti film sulle Ideologie per come mostra una battaglia contro una società sempre piu oppressiva che divide in Noi e Loro e resta nella mente l'immagine dei bacelli pianta schiumosi che crescono nella serra, Kevin McCarthy è molto bravo e guida bene la storia, mi piace il senso di paranoia crescente con questa sensazione difficile da spiegare di parenti e amici che sono uguali ma diversi, bella l'analisi del corpo, l'idea dei semi e che l'infezione si sviluppa attraverso le coltivazioni contadine, funziona la fuga disperata alla fine e mi piace il momento pieno di tensione quando si nascondono sotto le assi della miniera o la falsa speranza che la musica porti la salvezza. Un vero peccato che il film ha un finale ottimista voluto dallo studio e chiaramente si capisce che tutto voleva finire molto piu amaro e nero con quell urlo disperato in autostrada del "voi siete i prossimi!" che sarebbe stata una chiusura perfetta, poi per quanto apprezzo la storia come film tecnicamente non è niente di eccezionale, la scoperta del corpo arriva anche forzata tanto che il protagonista non reagisce normalmente ad uno strano cadavere sull tavolo dell amico ed è assurdo come viene convinto facilmente dallo psichiatra che erano tutte fantasie della mente, ma nell insieme resta un classicone cult che rende vive e reali le paure del collettivismo.

11 ottobre 2024

Gremlins

Recensione Film
Anno: 1984
Regia: Joe Dante
Genere: Monster movie, Per Ragazzi

★★★★ 😏

Padre regala animaletto magico al figlio ma la regola è quella di non dargli da mangiare dopo mezzanotte o saranno guai. Monster movie per ragazzi che inventa questi mostricciattoli iconici irresistibili, e mi piace il fascino esotico del negozio cinese all inizio, Phoebe Cates è bellissima, Gizmo è un pupazzino super Puccioso e irresistibile, inquietano le uova/bozzolo alla Alien, c'è buona e seria tensione quando la madre deve lottare da sola contro i gremlin, simpatico il caos che combinano in città, mi piacciono le varianti e come cedono edonisticamente allo sballo piu totale, bello il momento del cinema dove tutti come deficenti guardano Biancaneve simboleggiando i comportamenti della massa scema, fantastico Gizmo sulla macchinina è ed è divertente la battaglia contro il cattivone dal ciuffo bianco che tira fuori addirittura una motosega. La storia ambientata a natale cerca di avere temi educativi e parla del ruolo della responsabilità necessaria per crescere con un classico divario tra il bene della civiltà e il male caotico dei gremlins che rappresentano i lati incivili e volgari dell umanità nel suo complesso cosi le accuse e letture di razzismo del film per me sono ingiustificate, mentre non mi piace il pippone moralista del Cinese alla fine visto che lui ha venduto al primo sconosciuto il Mogwai senza tanti problemi, non mi è piaciuto come viene trattata la "donna scrooge" lanciata sadicamente dall elevatore, la storia di come è morto nel camino il padre di Kate arriva a caso ed è fin troppo macabra, le invenzioni difettose del padre non hanno il giusto payoff narrativo e finiscono per essere patetiche gag, il protagonista è fin troppo adulto per i toni di questa storia tanto che è molto strano che il padre gli regala un animaletto cosi come puzza molto vedere le scuole aperte nelle vacanze di natale. A parte questo Gremlins è ritmato bene, ha le giuste atmosfere e si fa amare facilmente come una fiaba moderna e un piccolo grande Cult.

8 ottobre 2024

Re-Animator

Recensione Film
Anno: 1985
Regia: Stuart Gordon
Genere: Horror, Fantascienza

★★★ 😵

Dottore inventa siero speciale che fa resuscitare i morti e trascina altro dottore in folli esperimenti. Esagerato e ridicolo horror pieno di charme e follia zombie che lo ha reso un Cult ma per quanto all inizio la rilettura moderna alla Frankenstein è carina poi diventa la fiera delle super cazzola e nulla ha piu senso, si sente molto il low budget e girano sempre gli stessi ambienti senza nessuna scena in esterni, la musica scopiazza in modo palese quella di Psycho, Barbara Crampton è bella ma la si mostra nuda in pessimo momento erotico con il mostro che la lecca in modo disgustoso tanto per fare shock facile, mi ha dato molto fastidio come si abbandona ogni coerenza e uno zombie si muove senza testa, ha strani piani folli e riesce ancora a controllare il suo corpo magicamente e lo scontro finale è un ammasso di caos stupidissimo e da cartone animato. Comunque mi piace l'idea visiva del siero fosforescente, belli i conflitti morali che vengono presentati, il primo scontro con lo zombie colpisce per come è abbastanza violento, la tragedia della figlia che vede il padre ridotto a folle creatura mi piace e l'uso del sangue e degli effetti non sono affatto male con gli zombie che convincono nel loro aspetto. Cosi nell insieme è una divertente giostra horror che piena di creatività gioca con i nonmorti fino all'assurdo ma è un peccato che il suo evolversi sempre piu in una stupidera cartoonesca non mi ha convinto del tutto.

14 luglio 2024

Jaws - Lo Squalo

Recensione Film
Anno: 1975
Regia: Steven Spielberg

Genere: Thriller, Monster movie

★★★★★ 😁

Capo della polizia di un isola deve fermare un super squalo assassino. Storico Cult del cinema che unisce magnificamente vari generi con un po' di thriller, horror, slasher, avventura, caccia del mostrone da b-movie che diventa una sfida simbolica contro il classico Drago per vincere le insicurezze psicologiche. Tutto il film infatti ruota sulla mascolinità e le paure e fragilità del maschio in crisi, il personaggio di Martin Brody è un poliziotto e padre di famiglia che fatica a gestire il peso delle responsabilità, ha paura dell acqua, è fuggito dall opprimente città e vive con una costante ansia per il futuro incarnata nello squalo che nuota sotto la superficie della sua mente e lo scontro tra il rozzo cacciatore Quint simbolo di mascolinità tossica e l'accademico matt simbolo di un approccio piu scientifico e razionale alla vita sono le due parti del maschile che il protagonista deve riuscire a riconciliare. E il tutto è un film praticamente perfetto, funziona la tensione costruita, il conflitto con il sindaco che vuole tenere le spiagge aperte, l'antagonista viene presentato nel modo migliore con tante suggestioni e per tutta la prima parte lo si mostra pochissimo, poi tutta la seconda parte sulla barca è incredibile e diventa una grande caccia all ultimo respiro. E non sarebbe lo stesso film senza le musiche di John Williams che accompagnano e segnalano la vicinanza dello squalo ma anche la regia del giovane Spielberg è incredibile e ancora oggi molto raffinata e mi piace il dolly zoom sulla spiaggia all apparizione dello squalo, l'autopsia dove non si vede niente, come appare Quint rigando la lavagna, lo sguardo delle foto delle vittime di squali, la scena con il figlio che lo imita che è piena di amore e tenerezza, il cartellone pasticciato con la ragazza che chiede aiuto, il momento in cui protagonista vede da vicino lo squalo e si caga addosso e dice la famosa frase "ci serve una barca piu grossa", piena di intimità la notte dove parlano delle loro cicatrici e si ubriacano, bello l'utilizzo dei barili gialli, amo come lo squalo prende una marea di colpi, tagli e proiettili ma sembra invincibile, e il finale è preparato bene ed è catartico al punto giusto senza strafare chiudendosi anche in modo dolce e pacato. Insomma lo squalo resta un film immortale che nella semplicità di una lotta contro il mostro sviluppa la sua forza e il suo enorme successo commerciale ha cambiato per sempre il cinema d'intrattenimento.

22 maggio 2024

The Karate Kid

Recensione Film
Anno: 1984
Regia: John G. Avildsen
Genere: di Formazione, per Ragazzi

★★★ 😏

Ragazzo si trasferisce in California e segue gli insegnamenti di un saggio maestro per battere dei bulli esperti di karate. Super Cult degli anni 80 che nella sua semplicità è riuscito ad entrare nel cuore di tutti i giovani che lo hanno visto all epoca, ed è praticamente un Rocky per ragazzi tanto che prende lo stesso regista e ci mette un simpatico maestro asiatico che ricorda molto lo Yoda dell'Impero colpisce Ancora. Mi piace il viaggio iniziale dalla grigia città alla verde California, interessante che lui è affezionato alla sua bicicletta mentre gli altri hanno le moto segnando il divario di classe, tutte le scene con la madre hanno grande spessore ed è bello come lei cerca di essere sempre esuberante nonostante sia una madre sola, come si preoccupa per l'occhio nero e che va a prenderlo all appuntamento facendo figuraccia perchè non parte la macchina e devono spingerla davanti ai genitori ricchi di lei, e il rapporto amoroso con la ragazza è molto smielato con tante scene di coppia ripetitive dove si fanno gli occhi dolci ma funziona che si piacciono fin da subito e il conflitto è esterno e nasce dall vincere la violenza dell suo ex ragazzo e la paura del protagonista di essere bullizzato continuamente. C'è poi il rapporto centrale con il maestro Miyagi che è assolutamente incredibile e scalda il cuore, amo come tiene cura ai suoi bonsai, fa ridere che prova a catturare le mosche con le bacchette, come riesce ad essere gentile ma anche subdolo e proprio per questo il momento del "passa la cera e togli la cera" è iconico perchè è un addestramento che fa lavorare il protagonista simboleggiando i primi lavori che compiono i giovani cosi l'impegno per migliorarsi non è solo un lavoro egoistico ma anche sociale, e mi piace tantissimo quando il protagonista crede di essere stato sfruttato ma arriva la rivelazione che ogni lavoro è stato importante per imparare delle tecniche di difesa e vengono i brividi quando Miyagi urla lanciandogli addosso i pugni e lui incredibilmente riesce a pararli tutti. Sul lato tecnico è di certo un film modesto e non ha una grande regia ma qualche piccolo momento è visivamente interessante come il fatto che alla festa di halloween veste come una tenda che lo avvolge perchè ha paura mentre gli antagonisti sono scheletri demoniaci, pieno di tensione è l'incontro al dojo con i due maestri che trovano un'accordo e mi piace l'allenamento sulla spiaggia con un mare che appare dorato e amo il caldo lensflare del sole quando si addestra a tirare i pugni, il cast poi è eccellente, Ralph Macchio e Pat Morita funzionano ma anche il Johnny Lawrence di William Zabka è un ottimo rivale e Martin Kove è un grande maestro spietato. Certo forse di vero karate non c'è niente e per assurdo gli antagonisti appaiono piu esperti, le lezioncine di Miyagi sono filosofia astratta new age, la trama piu che semplice è proprio banale, il fregare le mani magicamente per far passare il dolore stona con il realismo presentato e il finale arriva molto frettoloso e insoddisfacente dove tutto viene chiuso in fretta e furia. Ma karate kid funziona nonostante questi problemi, cattura i giovanissimi senza effetti speciali, fantascienza o strani mostri, il torneo finale diverte e la storia di formazione offre anche un momento davvero toccante quando il maestro ubriaco ripensa alla moglie incinta morta e Daniel capendo il suo dolore si inchina con rispetto.

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30 aprile 2024

Rocky

Recensione Film
Anno: 1976
Regia: John G. Avildsen
Genere: Dramma, Sentimentale, Sportivo

★★★★★ 😍

Rocky è uno di quei film perfetti che per me rappresentano l'idea stessa di cinema per come riesce a mischiare insieme tanti elementi diversi, la storia è una fiaba moderna ma anche un dramma, un film sentimentale, sportivo, motivazionale, un percorso di riscatto, una rivincità contro il mondo e contro se stessi, tutto è profondamente esistenziale e mostra quanto sia duro e doloroso vivere e restare a galla mentre si nuota in un mare di emozioni negative. Resta incredibile come Stallone ha scritto e ha fatto di tutto per avere la parte rendendo la storia molto autobiografica e quello che amo del film è come trasmette un forte senso di umiltà, attraverso un ottimo uso del sonoro ci sono grandi silenzi, echi, dialoghi grezzi, rabbiosi, reali, vissuti, e quando di colpo arrivano quelle dolci note di pianoforte creano una forte empatia per il protagonista che triste e solo cammina lungo la sua strada. Rocky è un pugile fallito che non ha un futuro e nessuno ha mai creduto in lui ma comunque ha un cuore buono, ama le sue tartarughine, pesta i debitori per un mafioso locale e viene sgridato perché non riesce a spaccare le dita alla gente, lo prendono in giro perché gli piace Adrian, bello il momento quando davanti ad un negozio riconosce una ragazza e la riaccompagna a casa per aiutarla e dagli consigli di vita ma lei lo tratta solo male, e adoro tutta quella scena quando caccia l'allenatore Mickey perché lo ha sempre ignorato e gli urla addosso tutta la sua rabbia e rancore che covava dentro per poi tornare da lui e perdonarlo in un dolcissimo campo lungo. E al centro del film c'è lo stupendo rapporto con la timida Adrian che scalda il cuore per come entrambi hanno bisogno dell altro, ma con il sogno d'amore c'è il fratello Paulie che rappresenta l'incubo di tutti i vizi umani, è un uomo marcio, ubriacone, avido, bastardo, è il simbolo di ogni marito e padre abusivo, lui è "la famiglia maledetta" quell'infanzia difficile da cui non puoi sfuggire, cosi Paulie è un personaggio essenziale a dipingere queste umili origini popolari e mostra come Rocky potrebbe diventare se continuerà a fallire come uomo. E poi arriva il sogno impossibile di un opportunità e mi piace il contrasto dell campione divino Apollo che prende la sfida alla leggera pensando che sia solo uno show pubblicitario mentre Rocky da tutto se stesso, si allena nel sangue al mattatoio e c'è l'iconico montaggio che ha fatto la storia con quella corsa per Philadelphia fino alla leggendaria salita della scalinata davanti al museo che è un momento stupendo anche grazie alla fantastica musica di Bill Conti, ma è anche da brividi la visita all arena vuota e silenziosa prima dell incontro e la decisione importante che non importa vincere, basta riuscire a resistere, basta non farsi abbattere da questa vita, perché la vera vittoria è dimostrare di essere all altezza, di riuscire ad rialzarsi sempre, a sopportare ogni colpo, ogni ferita, ogni dolore, allora cosi si è davvero capaci di amare se stessi e gli altri, ed ecco perché quel "ti amo" finale è cosi imporante.