18 settembre 2026

Resident Evil (2026)

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Zach Cregger
Genere: Horror, Commedia

★★★ 😳

Corriere deve consegnare importante materiale medico all'ospedale di Raccoon City ma incontrerà mostruose difficoltà lungo la strada. Zach Cregger ispirato alla famosa saga di videogiochi crea un'originale avventura horror che spaventa e fa ridere provando a giostrare toni seri a quelli piu leggeri, e nonostante il protagonista sia un grande minchione la prima parte per me funziona molto bene per come azzecca perfettamente l'omaggio verso i giochi survival horror alla qualità da grande cinema ed è buona la tensione per l'incidente nella neve, mi piace l'incontro con il poliziotto, la prima tesa sparatoria, il cane, l'arrivo nella casa, il fucile, i lucchetti, i corpi che si uniscono, la bambina nella roulotte, il ciccione nelle fogne, sono tutti grandi momenti che prendono gli stilemi delle strutture videoludiche fatte a livelli da attraversare ma eseguite in modo originale e senza quel becero fanservice che si nasconde dietro le vuote citazioni che non hanno nulla da offrire. Ma mi fa rabbia che quello che all inizio è un leggero umorismo di un uomo in crisi che fa battute per stemperare l'ansia diventa sempre piu un'umorismo pesante e marcato che tramuta tutto in un una grassa parodia, in questo modo il film svacca sempre di piu fino a prendere per il culo se stesso e l'idea di essere ispirato ai videogiochi, i mostri? la tensione? il virus? il dramma? è tutta una farsa che non ha alcuna importanza, in quest'epoca post-moderna il dramma sincero è impossibile da fare e tutto deve essere per forza una farsa grottesca consapevole. All inizio il protagonista immaturo non riesce ad avere il coraggio di diventare padre creando un conflitto serio con la fidanzata ma la storia invece di costuire un significativo arco di crescita che lo porta sulla strada della maturità responsabile decide di prendere in giro tutto e tutti, compresi gli spettatori, e con una pessima ironia dice banalmente che il protagonista non merita nulla ed è solo un bamboccione scemo ed egoista che ama i videogiochi. Un finale kamikaze che vorrebbe essere una grande sadica mossa autoriale in stile Raimi ma per me uccide l'intero film che se rimaneva un po' piu serio aveva il potenziale di superare le stupidate Trash che i film di Anderson ci avevano offerto, ma invece per assurdo... tutto si chiude con una cagata ancora piu Trash che mostra gente stupida fare cose ancora piu stupide, Bho, mezzo film è riuscito, l'altro mezzo massima delusione.

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Resident Evil - La Saga

15 settembre 2026

The Invite - Il Piacere è Tutto Nostro

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Olivia Wilde
Genere: Commedia, Sentimentale

★★★ 😏

Moglie invita a cena gli odiosi vicini all insaputa del marito e nascono vari conflitti e tensioni. Commedia sentimentale che gioca molto su gelosia, incomunicabilità e nervosismo creando tante interazioni simpatiche e sincere in un confonto tra una coppia felice e una triste, specie mi è piaciuto il personaggio di Seth Rogen che è pieno di un grande sarcasmo passivo/aggressivo molto divertente. Il film inizia con la giusta energia grazie ad una bella sigla ritmata montata bene, poi ci sono dialoghi taglienti, inquadrature studiate e del bel ritmo musicale che accompagna e aggiunge umorismo alle scene ed è sempre una goduria vedere la coppia litigare e offrire grossi momenti di imbarazzo ai loro ospiti. Anche Olivia Wilde funziona a mostrare l'ingenuo e disperato fascino e la voglia di trasgressione verso questi odiosi vicini in apparenza felici interpretati bene da Penélope Cruz e Edward Norton ma poi ad un certo punto il film crolla per offrire della pessima ironia su orgie e scambi di coppia che secondo me allontana troppo dal vero problema sentimentale dei due che centra poco con la sessualità repressa e non mi piace che non si esplorano bene gli scheletri e i difetti dei vicini sempre troppo perfettini, per fortuna verso il finale il film abbandona l'elogio ai Fetish e si ricorda di essere serio ritornando su binari piu profondi e ho apprezzato le frustrazioni e le infelicità dei due che vengono a galla in una effettiva terapia di coppia. Nel complesso la tecnica e le interpretazioni mi sono piaciute, amo sempre le storie teatrali tutte in una location, alcuni dialoghi funzionano molto bene ma è un peccato che ad un certo punto il film spinge sul banale e goliardico fascino delle orgie piu su quanto sia importante comunicare in una relazione.

21 agosto 2026

Dick Tracy

Recensione Film
Anno: 1990
Regia: Warren Betty
Genere: Gangster, Noir

★★ 😒

Detective che veste di giallo cerca di fermare dei folli gangster che dominano la città. Basato sull omonimo fumetto il film è una straordinaria esplosione di stile che richiama il batman di Burton grazie alla colonna di Elfman, un ottima fotografia di Vittorio Storaro piena di colori accesi con tanti rossi e verdi e delle protesi sui criminali che appaiono tutti assurdi e deformi sottolineando la mostruosità del crimine. Un approccio stilistico che ammiro molto tecnicamente ma a parte lo stile visivo il film è molto fiacco e non riesce mai a catturare, Warren Beatty è un cane a recitare e non trasmete il giusto carisma che dovrebbe avere questa forte icona, Al Pacino è una pessima parodia di un boss mafioso e stanca presto per come sbraita e urla sempre, Madonna è molto irritante come attrice, non è capace di fare la femme fatale e tristemente il film le da sempre piu spazio con un brutto triangolo amoroso, la storia dell'orfanello adottato affossa la narrazione, la lotta contro i criminali non è mai soddisfacente e i deboli montaggi musicali invece di arricchire il film lo asciugano molto. Comunque mi è piaciuto Dustin Hoffman che fa tipo che biascica le parole, si soffre per la povera fidanzata di Tracy che ha una relazione con un vero idiota, gasa il momento della sparatoria esplosiva per le strade e l'arrivo di un misterioso antagonista senza volto dalla voce inquietante ha acceso il mio interesse per come sembrava una vera minaccia fino a poi essere rovinato anche lui quando si scopre chi è, Insomma le faccione assurde e la stupenda fotografia colorata all inizio colpiscono ma piu va avanti e piu ci si rende conto che il film ha solo quello da offrire, tutto vuole essere un comico e giocoso gangster noir per ragazzi ma è un film indeciso sul suo target e resta troppo serio senza essere capace di offrire comicità, vera gioia o divertimento, cosi tutto questo stile viene sprecato e invece di essere un grande omaggio al genere noir ne diventa quasi un'insulto.

18 agosto 2026

Camp Miasma

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Jane Schoenbrun
Genere: Psicologico, Erotico

★★★ 😳

Giovane regista deve fare nuovo capitolo di uno slasher storico ma finisce sempre piu in un onirica riflessione sulla sua sessualità repressa. Uno Psico/Erotico che utilizza la meta-narrativa intorno al genere slasher per ribaltare le convenzioni e gli stilemi oppressivi in qualcosa di piu aperto e libero verso le pulsioni sessuali, infatti il genere da sempre è stato letto in chiave conservatore e bigotta che salvava chi era vergine (o quasi) e puniva con violenza i giovani che pensavano al sesso. E qua funziona Hannah Einbinder che super caruccia appare timidona all inizio ma diventa sempre piu bona e sexy, bella l'iconografia del killer con la maschera cubica, sono assurdi e ridicoli gli omicidi con esagerati fiumi e spruzzi di sangue, mi piacciono gli sfondi eterei e irreali che creano un'atmosfera magica, fa ridere il momento quando chiede il wi-fi, vengono i meta-brividi quando la Anderson parla del suo primo orgasmo, ottimo come lei si inventa le origini del killer in videoconferenza ribaltando ancora di piu la meta-narrazione in un gioco di specchi incrociati dove è il killer affamato il padrone e creatore dell universo quasi il simbolo dell cinema e della pulsione erotica. Ma per quanto ci sono molte cose che ho apprezzato sono stufo di questo tipo di meta-narrazioni che rimandano sempre a qualche altra saga o franchise e rifiutano la sincerità di una semplice nuova storia, ho trovato pessime le citazioni consapevoli a wes craven e agli stilemi degli horror che vengono usati senza vero amore per il genere e solo come pretesto per parlare d'altro, piu di un momento è fatto in modo spocchiosamente concettuale e teorico solo per il gusto di esserlo, Gillian Anderson esagera troppo a fare la femme fatale ammiccante e sa di finto e forzato, l'umorismo scemo stempera la tensione e rende tutto una grande farsa grottesca quando avrei preferito del vero e serio orrore onirico che entrava nei traumi piu repressi della mente e poi non capisco a quale pubblico il film sta cercando di parlare perché gli Slasher sono un genere morto da quasi 30 anni e la libertà sessuale è diventata una ovvietà per qualunque giovane. Nell insieme è un idea meta-erotica che ammiro per come ribalta e fonde l'uccisione filmica degli iconici killer alla libertà di un orgasmo senza inibizioni ma secondo me la trama non funziona perché non ha immediatezza e vive di troppe sovrastrutture cosi come il discorso è inutilmente articolato con uno stile di regia che si compiace troppo in modo vanitoso.

1 agosto 2026

20.000 Leghe sotto i Mari

Recensione Film
Anno: 1954
Regia: Richard Fleischer
Genere: Avventura

★★★ 😖

Tre persone finiscono prigioniere del Nautilus, un sommergibile creduto mostro che da la caccia a navi da guerra. Film basato sull'omonimo libro di Jules Verne che offre abbastanza intrattenimento grazie ad un'avventura sotto i mari e un bell intrigo dietro la misteriosa figura del capitano Nemo, tecnicamente convince e la fotografia fa un buon uso dei gruppi, mi piacciono i modellini utilizzati per il sommergibile e gli assalti esplosivi delle navi, funziona l'aspetto dell Nautilus a forma di pesce ed è bello il design dei suoi interni che non esagera in arredamento ma sembra una credibile nave di metallo. Buona anche la finestra a forma di iride per vedere il fondo marino, mi piace la visita al reattore nucleare che da energia al tutto, l'idea di suonare l'organo che richiama al fantasma dell opera, James Mason convince come capitano Nemo e offre il giusto spessore e profondità al ruolo, l'uso della foca come animale domestico sa molto di mossa corporativa da film Disney ma comunque fa piacere vederla e viene pure da sorridere che si salva nel finale e c'è poi la fascinosa battaglia contro il calamaro gigante che per l'epoca era abbastanza spettacolare e ancora oggi è una delle cose per cui questo film viene ricordato. Nonostante questo il ritmo è un po' legnoso e come avventura fatica a catturare, le lunghe scene di passeggiate sottomarine con gli scafandri mi annoiano, nella parte centrale il sommergibile diventa sempre piu stretto e si soffre dello stesso senso di prigionia che hanno i protagonisti cosi come non ho amato le gag comiche del personaggio di Kirk Douglas per come creano chiari sbalzi di tono visto che esagera in esuberanza per catturare un tipo di pubblico piu giovane e spensierato. Comunque tutto viene bilanciato bene dai caratteri opposti dell professore accademico e dal capitano Nemo che è un pessimista in guerra contro l'umanità intera, cosi attraverso la prospettiva dei prigionieri vediamo un uomo pieno d'odio e contraddizioni, che si è isolato dal mondo, che è diventato disilluso e digustato dagli esseri umani e ci sono belle interazioni filosofiche sulla speranza e sul destino dell mondo che riflettono anche il pensiero sfiduciato della guerra fredda appena iniziata.

28 luglio 2026

The Odyssey

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Christopher Nolan
Genere: Dramma, Epico

★★★★ 😖

Re Ulisse deve tornare a casa per liberare il suo regno dagli odiosi pretendenti al trono. L'Odissea di Nolan vuole essere un epica moderna che mischia il blockbuster all'introspezione piu intima sulle conseguenze della Guerra ma nonostante i picchi di qualità e spettacolo nell'insieme non riesce a bilanciare nel modo giusto i vari toni e l'esagerata lunghezza lo fa apparire fin troppo pesante e compiaciuto. Ma tutto è pieno di grandi momenti e sono una goduria le scene dell'orrore davanti a Polifemo e Circe, molto bella l'iconografia di Agamennone mostrato con il suo grande ed imponente Elmo, fascinoso l'uso del sonoro e dei battiti per creare epicità, colpisce l'apparizione dei cavalieri giganti, ottimo il canto delle sirene con Ulisse che urla disperato, mi piace tantissimo il cavallo spiaggiato e come è mostrato l'inferno di viverci dentro, poi anche il cast secondario è buono e mi è piaciuto Tom Holland come figlio Telemaco, Anne Hathaway è una buona Penelope sofferente, le visioni di Zendaya sono un po' fastidiose ma poi hanno un loro senso nel finale, Robert Pattinson è viscido e odioso al punto giusto, Himesh Patel è un amabile vicecapitano, si soffre per il povero cane maltrattato e John Leguizamo è un bravo vecchio aiutante cieco. Ma le tante qualità del film sono stemperate da piccoli e grandi difetti che continuano a rovinare quanto mostrato, il montaggio crea scene troppo frettolose o troppo lente, molte scene sono ridondanti e ripetono piu volte le stesse cose, tutto è presentato con troppa pretenziosità e perde la semplicità classica, Matt Damon non convince come attore protagonista e non trasmette bene il peso del suo lungo viaggio, capisco l'idea di rendere tutto un'ambiguo racconto nel racconto dove la verità si perde nella leggenda e che Nolan ha reso un suo marchio stilistico le narrative non Lineari ma secondo me il film avrebbe funzionato meglio in modo lineare e non c'era bisogno di questo intreccio con noiosi racconti di quanto è accaduto in passato, specie non mi sono piaciute tutte le parti di Calypso con Ulisse smemorato che fa spiegoni di quello che gli è accaduto per come spezzano l'idea di avventura, anche gli elementi mitologici sembrano aggiunti quasi per obbligo e vanno in contrasto con il tono realistico presentato, i momenti da thriller del terzo atto fanno ridere e non mi è piaciuta la mattanza finale che invece di essere una chiusura chirurgica prova ad essere una scena tamarra d'action movie e sbrodola troppo risultando molto pasticciata. Comunque nonostante questi problemi funziona bene il senso di colpa di Ulisse e il tema centrale sulla legge universale dell accoglienza che insieme danno il giusto peso narrativo all intera storia che così risulta in una grande, grassa e spettacolare epica piena di tanti alti e bassi.

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Troy (2004)

6 luglio 2026

Crime 101 - La strada del crimine

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Bart Layton
Genere: Thriller

★★★ 😖

Metodico ladro di gioielli inizia ad avere dubbi sul suo lavoro mentre poliziotto indaga su di lui. Thriller californiano abbastanza carino grazie ad una solida regia e delle atmosfere urbane che ricordano i film di Michael Mann, e mi piace la ruvidezza della rapina iniziale e quella con il bambino che piange, bello l'inseguimento della moto, intriga la cospirazione con la polizia corrotta, c'è un buon contrasto tra la perfezione maniacale del protagonista con la vita a pezzi del buon Mark Ruffalo, funziona il rapporto con l'interesse amoroso, brava Halle Berry, fa piacere vedere il vecchio Nick Nolte e funziona Barry Keoghan che è davvero un viscido criminale che si ama odiare. La narrazione invece non riesce a catturare del tutto per colpa di un ritmo altalenante con troppi momenti morti e scene di raccordo allungate a dismisura, per quanto Chris Hemsworth se la cava la sua recitazione seriosa non convince e approccia il suo personaggio in modo troppo freddo senza alcun tipo di carisma e direi l'intero film manca di carattere e non ci sono scene davvero memorabili, tutto sa di generico thriller che fa quello che deve fare ma non ha idee o momenti chiave che ti restano nella mente. Comunque nonostante i piccoli difetti ho apprezzato il finale che gioca la carta del sentimento e riesce a trasmettere dolci emozioni che mi hanno convinto.

22 giugno 2026

Hokum

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Damian McCarthy
Genere: Horror

★★ 😴💤

Scrittore depresso va in un hotel infestato per finire il suo libro. Lentissimo Horror che prova un approccio pacato e sottile ma i livelli di pretenziosità sono altissimi e tutto funziona solo sulla carta visto che l'esecuzione non riesce mai a convincere o a catturare. La fotografia fa letteralmente cagare ed è forse uno dei film piu scuri che abbia mai visto e in piu di una scena non si vede una mazza, l'approccio lento e alternativo che vuole allontanarsi dal cinema mainstream va in totale contrasto con l'uso dei piu beceri e volgari jump scare con i mostri che appaiono di colpo in modo irritante, la storia non può essere piu generica possibile e c'è il solito odioso ed autoreferenziale elemento META alla Stephen King dello scrittore che deve vincere i soliti traumi di famiglia, la regia non riesce a costruire nessun fascino per questo hotel e per i misteri al suo intero, i dialoghi sono molto soporiferi e hanno una legnosità amatoriale, Adam Scott non riesce a guidare emotivamente gli eventi e come attore risulta stanco e senza energie, il mostro coniglio mi ha fatto ridere piu che spaventare e quando il film prova ad creare atmosfera e tensione passeggiando per queste cantine buie piu che i brividi ho sentito solo tanta noia. Ma nonostante tutte queste critiche è innegabile che il film si apre e si chiude magnificamente con quelle scene nel deserto, una storia nella storia sul sacrificio che simboleggia il percorso verso la speranza dell cinico scrittore e chiudono il film cosi bene che secondo me offrono l'illusione che tutto sia della stessa qualità, ma nel concreto mi sono davvero rotto i coglioni per come è pieno di momenti di bonaccia assoluta dove non accade nulla, qua non ci sono minimamente personaggi, suggestioni o eventi interessanti e anche se finge in tutti i modi di essere profondo lo ritengo un horror molto vuoto e dimenticabile.

21 giugno 2026

The Drama

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Kristoffer Borgli
Genere: Sentimentale, Commedia

★★★ 😏

Uomo va in crisi perché scopre prima del matrimonio che la sua fidanzata ha un oscuro segreto. Film sentimentale che in modo tragicomico mostra bene le fragilità e le insicurezze nell amore con al centro verità scottanti e segreti difficili da accettare, mi piace come non è la solita commedia romantica zuccherosa e ci sono spigolature e atriti interessanti andando oltre la superfice della parola amore e i due devono affrontare le ombre che hanno dentro, poi si presenta un buon dilemma morale visto che al centro c'è un intenzione orribile ma che non si è compiuta davvero, è carino all inizio come i due narrano agli amici la storia del loro rapporto, bello il momento nello studio fotografico per come non riescono piu a sorridere sinceramente, funziona bene l'esplosiva tensione al matrimoio e sopratutto mi è piaciuto molto il montaggio per come usa il sonoro e tagli veloci di eventi passati e futuri per entrare nella mente e diventare pensieri intrusivi e taglienti. Ma nonostante le qualità gli attori non mi hanno particolamente colpito, il conflitto è un po' forzato e non capisco perché l'amica si comporta in maniera cosi da stronza, ci sono un paio di scene di vomito che non ho mai amato per come lo suscitano nello spettatore e non mi è piaciuto che nella seconda parte il personaggio di Zendaya sparisce totalmente e diventa solo un ostacolo narrativo, cosi invece di approfondire la sua prospettiva, i sensi di colpa, i suoi problemi di vita e il suo difficile percorso di crescita tutto si concentra troppo su quanto è patetico il protagonista nell avere dei dubbi diventando il solito film moderno che con sadismo ama prendere in giro le insicurezze del maschio. Alla fine comunque il film costruisce bene un'universale crisi di coppia e apprezzo che apre una riflessione sui sentimenti e mostra cosa significa amare per davvero una persona accettando e perdonando tutti i suoi difetti.

17 giugno 2026

Disclosure Day

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Steven Spielberg
Genere: Sci-Thriller

★★★ 😳

Metereologa ottiene poteri speciali e degli agenti governativi danno la caccia ad un traditore che ha rubato informazioni importanti sugli Alieni. Spielberg torna a parlare del mito degli Alieni che ha contribuito a creare con un thriller di fantascienza molto generico con i soliti agenti del governo cattivi e i soliti inseguimenti, l'inizio in mediares non mi è piaciuto e fatica a catturare, molto stupide e ridicole sono tutte le scene di onniscenza con Emily Blunt che riesce a manipolare la gente entrando nei loro ricordi, ho sempre apprezzato la fotografia di Kamiński ma qua esagera con lucine e lensflare al limite dell assurdo, gli animali in computer grafica sono fintissimi, mi ha irritato come gli agenti sono incompetenti, è pessimo il momento comico della casa invisibile ed è molto forzato il fatto che per qualche motivo i video non possono essere divulgati su internet. Tutto vuole elogiare il potere dei buoni sentimenti e dell Empatia valorizzando quanto sia potente e pacifica la Verità interiore tenuta nascosta, ecco perché la gente si commuove alle parole della Blunt che legge nel loro cuore e il finale vuole fare un chiaro parallelo con i brutali e toccanti filmati di vittime che si vedono durante le cronache di guerra, e in un mondo sempre piu cinico apprezzo quando si spinge con sincerità sui valori umani facendo un grosso appello a non cedere all'Apatia ma odio la subdola retorica di chi vuole costruire un falso senso di colpa nel pubblico e per quanto si sforza di farli apparire buoni il film stesso mi fa dubitare di questi Alieni che rapiscono e traumatizzano dei bambini per oscuri motivi e hanno tecnologie pericolose che fanno entrare nella mente manipolando la percezione, ecco cosi che tutto il messaggio di accoglienza cieca appare molto ingenuo, stucchevole e ridicolo, ogni nazione vorrebbe il potere della loro tecnologia e pensare che divulgare la verità al mondo sia un bene assoluto che ferma le guerre è piuttosto stupido cosi come dubito anche dei "buoni" protagonisti che sono troppo compromessi e manipolati mentalmente da una forza esterna che nutre un chiaro rancore verso gli umani. Comunque anche se la sceneggiatura è pessima la regia di Spielberg è sempre ottima e amo i suoi movimenti di camera, i vari personaggi sono poco sviluppati ma mi è piaciuto molto Colin Firth ed è davvero ottima la scena di tensione dove entra e manipola la mente della ragazza che a fatica cerca di resistere con la forza della fede, è pieno di nostalgia il ritorno alla casa d'infanzia, i filmati di primo contatto seppur ridicoli fanno comunque venire qualche brivido e c'è molto che fa felici i fan dell cospirazionismo da X-files. Nell insieme speravo fosse un degno seguito spirituale di Incontri ravvicinati ma si rivela solo un generico fanta-thriller che vive di vuota retorica sui poveri alieni trattati male e che finisce in uno stucchevole pippone alla tv che spinge forzamente alla commozione collettiva per creare un grande, ridicolo e gigantesco Volemose Bene.

16 giugno 2026

Pecore sotto Copertura

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Kyle Balda
Genere: Investigativo, Commedia

★★★ 😏

Gruppo di pecore si mette al lavoro per indagare su un omicidio. Simpatico investigativo per famiglie con delle pecore parlanti che pieno di gag mette facilmente il buon umore ma con leggerezza tocca anche tematiche profonde, e mi piace molto l'atmosfera della piccola provincia inglese piena di fascino, fanno sorridere le interazioni con le pecore piu tonte e il cast funziona con un colorato insieme di personaggi, bravo e paterno è Hugh Jackman come pastore, uno spasso il Poliziotto imbranato che grazie all aiuto delle pecore diventa sempre piu furbo, fa ridere il macellaio ossessionato dalla carne, funziona la pecora Intelligente Lily appassionata di Gialli e memorabile è il solitario Sebastian. Certo la computer grafica non convince del tutto e non è perfetta, l'indagine è un po' troppo generica e schematica e alcune scenette comiche puntano molto verso i piu piccini ma il film riesce a toccare il cuore per come con leggerezza parla di esistenzialismo e mortalità e quando dicono che le pecore diventano nuvole mi piange sempre il cuore cosi come funziona il messaggio a non dimenticare e va anche contro il pregiudizio e colpisce la tenerezza della piccola caprettina nata in inverno e odiata da tutti per questo. Nell insieme è una piccola ma deliziosa indagine per famiglie che vuole far ridere e scaldare il cuore toccando con leggerezza temi importanti.

15 giugno 2026

Return to Silent Hill

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Christophe Gans
Genere: Horror, Psicologico

★★ 😩

Uomo torna nella misteriosa Silent Hill in cerca della fidanzata scomparsa. Film basato sull secondo storico Silent Hill che prova ad essere fedele alla storia originale ma la regia non è all altezza e le modifiche alla narrativa rovinano in gran parte il senso drammatico che ha reso di culto quel videogioco. Comunque i riferimenti alla saga mi sono piaciuti come l'uso della radio e della torcia, funziona sempre l'idea di esplorare un ambiente urbano abbandonato e nebbioso che si tramuta ogni tanto in un completo inferno pieno di demoni, inquietano gli strani zombie che vomitano acido, mi è piaciuto lo sciame di insetti dall volto umano, bello rivedere il piramid head e le infermiere sexy, stupendamente mostruosa è la donna ragno, mi piace la bimba con la bambola deforme, restano nella mente quelle quattro braccia che scendono dal soffitto, bello come si crea tensione e spavento per la figura del letto di un malato, i vari personaggi incontrati hanno tutti un certo senso narrativo, intriga abbastanza il mistero su cosa sia successo a Mary che frequentava un culto di satanisti e ci sono varie immagini e atmosfere orrorifiche interessanti. Un peccato che la fotografia del film faccia cagare e tutto appare troppo digitale, le ambientazioni e la città sono fintissime e niente appare reale e tangibile, bruttissimo vedere la cenere in 3D che cade, l'approccio della regia è molto amatoriale e sembra quasi un Fan-movie per come cerca di scimmiottare male i momenti del videogioco senza creare la giusta sottigliezza, tutto è didascalico e deve essere detto ad alta voce a prova di idiota (imbarazzanti quei quattro nomi sulla lapide), l'uso del sonoro è spazzatura ed esagera in rumori molesti, il montaggio è un disastro e ho odiato il momento epilettico davanti alla tv o quando ruota la camera nell'ascensore, gli attori recitano piuttosto male e non mi piacciono i troppi flashback che spezzano l'avventura in un labirinto dell'orrore. Ma il problema piu grande di tutti è come la rivelazione avviene nel modo peggiore possibile spaccando l'idea stessa di horror psicologico, tutta la scena con la psicologa andava tagliata perché sminuisce e appiattisce la metafora dell inferno personale del protagonista, cosi viene rovinato il senso di sovrannaturale e si distrugge completamente l'immersione narrativa, per funzionare queste storie devono vivere di minimalismo e suggestioni con alcune verità che non devono essere mai dette, il film cerca verso la fine il serio e toccante dramma ma non riesce a raggiungerlo perché ha presentato tutto nel modo piu piatto e generico possibile e anche la scena finale mi ha fatto molto arrabbiare perché c'è la tragica chiusura perfetta con la macchina dentro il lago ma poi arriva un altra inutile scena per aggiungere uno "pseudo lieto fine romantico" palesemente fasullo messo li per codardia dalla paura di non accontentare il pubblico piu generalista con un finale veramente amaro e graffiante. Nell insieme è di sicuro una trasposizione inferiore all originale ma non penso sia cosi malvagio come dicono i fan piu fondamentalisti e mi sono piaciute molte delle immagini horror che riesce ad offrire

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Silent Hill - Il Film (2006)

12 giugno 2026

Obsession

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Curry Barker
Genere: Horror

★★★ 😕

Ragazzo esprime desiderio per far innamorare la tipa che gli piace ma le cose degenerano velocemente. Un horror sentimentale che mostra quanto una relazione tossica a senso unico può diventare un incubo distruggendo quell pericoloso sogno di co-dipendenza che molti hanno ancora dell Amore romantico, e mi piace il senso di tragedia di una ragazza prigioniera di un comando forzato portandola sempre piu alla follia psicotica, molto belli sono i sorrisi congelati e come la fotografia la mette in ombra per sottolineare il suo lato piu minaccioso ed apprezzo come la gelosia, il suo urlare e sbraitare in modo infantile richama effettivamente a molti atteggiamenti di chi è emotivamente immaturo. La storia ha il classico messaggio di "attento a cosa desideri" e visto che il piu delle volte sono gli uomini ad essere appiccicosi e possessivi tutto è un ottimo modo per ribaltare le parti e spiegare ai maschi cosa significa vivere e gestire uno stalker e partner tossico, poi il film gioca in modo interessante su due prospettive e da un lato ti mette nei panni del debole protagonista che si trova impotente e a disagio nel gestire questa relazione folle e dall altro spunta l'inquietante consapevolezza che la ragazza è prigioniera, abusata e vittima di un desiderio satanico e per questo i migliori momenti del film sono proprio quando lui si rivela un bastardo e la vera Nikki esce fuori disperata cercando di chiedere aiuto in tutti i modi. Ma secondo me le due prospettive sono troppo equilibrate e il protagonista è trattato troppo bene e non viene punito abbastanza per le sue scelte egoiste, ho trovato molto innaturale come è subito disturbato e rifiuta l'amore che ha sempre sognato alimentando la rabbia della ragazza che esagera in modo irrazionale per fare spettacolo, stupidissimo come lei mette tutto quel nastro adesivo alla porta, pessima la cosa del panino che non ha senso logico, mi ha fatto davvero schifo il momento dei soldi che spuntano dal nulla e che questi pericolosi elementi magici sono buttati a caso senza spiegazioni come se fossero normali oggetti usati da tutti e nonostante una buona atmosfera la regia delude per come calca la mano per offrire banali momenti shock e forzata violenza sanguinaria fino ad un finale sempre piu urlato e caotico che perde tutto il filo del discorso per fare il solito pasticcio da generico horror. Insomma attraverso questa follia mostra bene delle dinamiche sentimentali riconoscibili che piu o meno tutti hanno vissuto e chiaramente il protagonista è colpevole di tutto ma per me il film non riesce davvero a prendere posizione contro di lui e resta fin troppo dalla sua parte offrendo anche nel finale un empatia che non si meritava, cosi invece di far riflettere o inquietare sui pericoli dell'attaccamento morboso e delle relazioni tossiche finisce solo per far ridere all'immaturità e alla bipolarità isterica della ragazza.

11 giugno 2026

Backrooms

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Kane Parsons
Genere: Horror, Psicologico

★★★★ 😮

Uomo scopre un labirinto misterioso nell grande magazzino dove lavora. Il giovanissimo Kane Parsons porta al cinema il suo lavoro di corti su youtube e crea un Horror Psicologico che utilizza molto bene gli atmosferici spazi vuoti con architetture sempre piu assurde per parlare di isolamento e traumi, un ottimo set design che mostra gialle e spoglie ambientazioni che lasciano un forte senso di disagio, si sente bene la vastità e il vuoto che schiacciano l'individuo e gli elementi architettonici di assurdismo riflettono la confusione di una vita moderna senza piu certezze. Ed è un film semplice e poco costoso ma riesce comunque ad avere una stupenda fotografia che gioca con le luci, gli interni, i campi lunghi e gli spazi chiusi, carino l'approccio con camera anni 90 in stile Blair Witch, d'impatto il montaggio della distruzione della casa d'infanzia, inquietano quegli strani interruttori che appaiono nel quadro della luce, mi piace molto la scoperta del portale, bello che ad un certo punto c'è un chiaro tocco lynchiano, stupendo come è utilizzato il sonoro che costruisce una sottile angoscia, intriga scoprire i misteri di questo labirinto e l'esplorazione fa venire onesti e sinceri brividi che non ricorrono ai soliti trucchetti dei banali horror. Tutto è fatto davvero bene ma forse il finale si dilunga un po' troppo con il mistero degli scienziati messo li solo per allungare il brodo ma sopratutto le scelte dei personaggi mi sono sembrate piuttosto forzate e non mi ha convinto come il protagonista vuole esplorare questo pericoloso labirinto invece di scappare spaventato, non ha senso come riesce a trascinare facilmente anche altre persone, sente che ci sono delle presenze e non si porta minimamente un arma ed è davvero pessimo il momento quando si calano con il filo come degli idioti. Comunque il film convince pienamente per come invece di vivere solo della gimmick delle "stanze inquietanti" riesce a restare sui personaggi e costruisce un bel percorso nelle loro ferite e nei traumi, l'uomo disperato si sente un fallito ma non è in grado di superare i suoi difetti mentre la psicologa è troppo legata al dolore della madre malata e cosi questa introspezione porta dentro inquietanti spazi interni che offrono solo echi deformi di passati gia morti.

10 giugno 2026

Scary Movie 6

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Michael Tiddes
Genere: Parodia, Slasher

★★ 😳

Il Killer Ghost Face ritorna e minaccia le figlie di Cindy Campbell. Sesto capitolo della saga che dopo piu di 13 anni torna in grande stile con gli autori originali, e tutto è una semplice parodia di Scream 5 piu una manciata di varie citazioni ma il vero cuore del film è il piacere di ritrovare il gruppo storico di personaggi ed è bello rivedere in questi ruoli Anna Faris, Regina Hall, Ray che continua le sue repressioni, Doofy sempre piu scemo o lo strafatto Shorty, poi simpatico all inizio vedere in sottofondo l'ottovolante di final destination, mi piacciono le varie gag all razzismo e come nella metropolitana viene presa in giro la cultura woke, mi ha fatto ridere il momento in streaming, carina la scena d'azione alla john wick, ha un certo spessore narrativo il rapporto conflittuale tra madre e figlia e poi dovrebbe essere una parodia ma è incredibile come riesce a fare un discorso META-cinematografico meglio degli ultimi Scream prendendo in giro il fatto che il fidanzato è fin troppo sospetto e nel twistone finale si ribadisce l'errore di puntare su una nuova generazione di giovani che è solo un modo per alienare il pubblico. Ma nonostante sia pienamente uno scary movie degno di questo nome resta una stupidata che vive troppo di sterili citazioni, il film ti butta addosso pigramante allusioni a The Substance, Smile, Terrifier, Weapons o Sinners in un insieme di blandi Sketch appiccicati male che faticano ad impressionare sul serio, ad un certo punto stavo apprezzando la parodia di Get Out ma viene rovinata da come diventa una merdosa citazione K-pop demon hunters che arriva a caso e non centra una mazza con gli horror, l'introduzione con Teyana Taylor mi ha fatto piuttosto schifo cosi come non mi è piaciuto che anche questo film come tanti altri franchise diventa pesantemente autoreferenziale con troppe inutili citazioni ai film precedenti. Comunque visto il suo approccio giocoso lo trovo difficile da odiare, apprezzo il ritorno di questo tipo di commedie e se non si hanno pretese il tutto riesce ad offrire un po' di sana e piacevole scemenza.

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28 maggio 2026

Finché Morte non ci Separi 2

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
Genere: Thriller, Grottesco

★★★ 😏

Grace è costretta a fare con la sorella una seconda caccia mortale contro altro gruppo di ricchi satanisti. Seguito che ripropone le idee e lo stesso tono grottesco che gioca con la violenza e i morti ammazzati, e come accade nei peggiori sequel all'inizio si sente molto la forzatura narrativa di ritrovarsi nella stessa situazione, l'umorismo è carino ma non è abbastanza assurdo e surreale per far spegnere il cervello e cosi viene l'irritazione per come nessuno degli antagonisti usa la logica e prende sul serio questa importante lotta per il dominio del mondo, alcuni temi femministi sono buttati a caso e il film prova male a redimere alcune antagoniste cosi come è un errore voler elogiare la forza e determinazione di Grace ma ha un armatura di trama assurda e vince solo perché i cattivi sono dei grandissimi idioti incompetenti. Ma a parte questi problemi tutto si lascia guardare con piacere, fa sempre piacere rivedere Cronenberg come attore in un cameo, Samara Weaving funziona ancora bene e amo tutte le sue espressioni da quelle piu rassegnate a quelle piu determinate, buono il rapporto complicato con la sorella, fantastiche tutte le regole burocratiche dei satanisti presentante dall grande avvocato di Elijah Wood, fa un certo effetto l'antagonista che indossa una maschera di metallo e ho apprezzato la voglia di fare stile del film con un buon uso di musiche e canzoni. Alla fine la reiterazione fa perdere molta della freschezza del primo e resta una gigantesca e sanguinaria stupidata che non si prende sul serio ma comunque tutto è abbastanza divertente per intrattenere quanto basta.

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12 maggio 2026

Il Diavolo Veste Prada 2

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: David Frankel
Genere: Commedia

★ 😐💤

Andy viene licenziata e torna a lavorare per Miranda alla redazione di Runway. Vent'anni dopo il primo arriva un forzato seguito che gioca sul sicuro della nostalgia e riunisce in modo pigro i personaggi ma non ha nessuna idea interessante, un peccato perché gli attori sono ancora tutti in formissima, Anne Hathaway resta molto bella, Meryl Streep ha ancora tanto fascino da dura boss cosi come fa piacere rivedere i ruoli di Emily Blunt e Stanley Tucci, c'è poi la visita a Milano che mi ha fatto piacere con tanto di discorsone davanti all'ultima cena di Leonardo o camminata triste in una galleria completamente vuota. Ma il film è davvero un guscio vuoto che non ha niente da dire se non incassare facile sulle spalle della fama del primo film, il tema centrale sul valore del vero giornalismo è pieno di falsa retorica e luoghi comuni molto patetici, i conflitti sono pretestuosi e fanno subito gli amiconi e tutti gli archi narrativi si annullano e regrediscono con i personaggi che mi sono apparsi totalmente fuori carattere, anche sul lato tecnico il film è molto blando e sembra una serie Tv, il ritmo è soporifero e a tratti di una noia mortale e appaiono ridicole le mosse per aggiungere glamour per avvicinare il film al mondo della moda come la comparsata di vecchie modelle e di Lady gaga buttata li a caso per fare felici le casalinghe. Nell insieme è il classico forzato sequel zombie che riunisce i vecchi personaggi senza sapere bene cosa dire, il primo si centrava tutto sul conflitto tra il mondo dei Casual e quello dell'alta Moda mentre questo con orgoglio è solo un vuota riunione di vecchi amici che amano i vestiti firmati.

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7 aprile 2026

L'Ultima Missione: Project Hail Mary

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Phil Lord, Christopher Miller
Genere: Fantascienza, Commedia

★★★ 😏

Goffo Insegnante di scuola si ritrova in missione spaziale per salvare l'universo da un misterioso fenomeno che sta infettando le stelle. Simpatica commedia di fantascienza che riesce a convincere per come bilancia toni seri e drammatici al solito umorismo moderno strafottente, Ryan Gosling se la cava nel guidare praticamente da solo l'intera avventura, partendo da smemorato intriga il mistero su cosa è successo, affascina l'indagine su questa infezione aliena, funziona il rapporto con la fredda Eva che ha un carattere totalmente opposto al protagonista, bello l'incontro nel tunnel, fanno sorridere i vari tentativi di comunicare anche con strani balli, colpiscono i vari sacrifici e scalda davvero il cuore come si sviluppa l'amicizia principale del film. Certo l'umorismo Millennial è molto marcato e stempera fin troppo la serietà della storia con la solita vergogna di raggiungere una vera sincerità emotiva sommersa da molte gag e battute forzate e ho mal sopportato le citazioni a caso alla cultura pop da Rocky ai Beatles, poi il film si dilunga nell ultima parte, il momento karaoke non mi ha fatto impazzire, il finale mi è apparso scontato e facilone e resta il dubbio sul perché mandare solo tre persone in una missione cosi dannatamente importante. Ma nonostante questi problemi mi è piaciuto il suo approccio da prodotto Sci-fi pop per giovani e come sia pieno di ottimismo e amore per la scienza, la messa in scena convince, al giorno d'oggi è da ammirare come la creatura è fatta con un vera marionetta e anche se i tanti flashback iniziavano a stancare la rivelazione finale sul perché si trovava sull astronave ricontestualizza bene ogni sua azione eroica e costringe a credere seriamente nel futuro e sopratutto in noi stessi.

13 marzo 2026

Hamnet - Nel Nome del Figlio

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Chloé Zhao
Genere: Dramma, Storico

★★★ 😐

William Shakespeare si innamora e con la moglie vive una grande tragedia. Pacato e poetico dramma storico che ti immerge all inizio nella natura e nel romanticismo che viene strangolato sempre di piu dal buio spaventoso della morte, Jessie Buckley e Paul Mescal guidano benissimo la storia e trasmettono una grande sofferenza sia fisica che emotiva, convince la messa in scena e si respira bene il periodo storico che appare credibile e reale, mi piace la fotografia e come il vestito rosso sangue di Agnes va in contrasto con lo stupendo verde della natura, sono carini i vari elementi mistici e sprituali di lei che è figlia della foresta e ha quasi poteri sensitivi, fantastiche sono le tensioni con il padre e come umilia il giovane Shakespeare, ho amato quando va in crisi sulla scrivania ubriaco, bello il teatrino delle ombre, ottime sono le urla strazianti e i parti pieni di dolore, buona la musica e i cori bianchi, inquietanti quegli sguardi ai buchi neri e l'intera atmosfera ha molto il sapore di un esperienza onirica/mistica in stile Malick. Il problema è che dopo una prima parte davvero riuscita invece di essere solo un film ispirato sulla vita del famoso autore vuole a tutti i costi essere un pseudo-biopic che esalta il grande talento e il potere terapeutico delle sue opere, nell ultima parte si va in teatro e con il solito gioco meta-testuale di gente che non sa esprimersi in modo diretto tutto perde la sincerità di una drammatica esplorazione del lutto di coppia e diventa un banale elogio ad Amleto. Un peccato perché la prima parte piena di vita, dolore e morte mi era piaciuta per come era sentita e umana con dell esistenzialismo del tutto sincero ma la seconda parte si crogiola troppo nella commiserazione e nello spettacolo del dolore fino a diventare una frivola sceneggiata sul potere dell arte che guarisce tutto, e non aiuta minimamente il fatto che il film si chiude con le note cliché strappalacrime di Max Richter che è gia stra-abusato all infinito in tanti film come Shutter island o Arrival. Nell insieme seppur un drammone pesante è tecnicamente fatto bene, ha due ottimi attori e una bella atmosfera ma non ho apprezzato che invece di concentrarsi sulla comune tragedia umana finisce per cedere all'ingombrante figura dello storico artista da venerare perchè molto famoso.

9 febbraio 2026

Send Help

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Sam Raimi
Genere: Thriller, Dark comedy

★★ 😌

Un'Impiegata trattata male finisce su isola deserta con il suo capo e le dinamiche di potere si invertono. Sam Raimi torna con un leggero thriller che parte da un sogno di vendetta di una donna che vuole dimostrare ai maschi il suo vero valore non apprezzato ma poi con ironia e cinismo tutto finisce per descrivere la generale follia umana troppo attaccata a vanità e voglia di dominare. E funzionano sempre i suoi tocchi stilistici assurdi come all inizio in ufficio sono belli i dettagli ravvicinati degli occhi e delle labbra per sottolineare il peso del disgusto del cibo, l'incidente aereo è di una goduria pazzesca per come esagera in violenza, ho amato il cinghiale demoniaco e come viene impalato in una marea di sangue in puro stile horror, molto disgustoso quel momento quando il tipo mangia l'insetto, fa sorridere l'entrata nella caverna con la camera che attraversa delle ragnatele e le stupidate in generale intrattengono. Il problema è che il film vive solo di questi piccoli tocchi di stile e manca di un vero corpo, cosi dopo un buon inizio il film si sgonfia e delude perché non riesce a offrire niente di davvero interessante, come thriller risulta debole e non ho mai sentito vera tensione tra questi due protagonisti che si odiano a morte, cosi come la commedia nera irriverente sembra piuttosto timida e senza mordente tanto che scappa dai temi sociali che voleva discutere, poi l'ambientazione su un isola è un qualcosa che sa troppo di gia visto, tra i due non c'è chimica ed è pessimo quando tra di loro si prova a creare romanticismo e della tensione erotica, tutti gli attori non mi hanno convinto e recitano troppo sopra le righe, i litigi diventano sempre piu imbarazzanti e patetici, la risoluzione al conflitto mi ha fatto cagare e non ho apprezzato quell occhiolino finale che arriva forzato e cerca in modo ruffiano la nostra complicità per questa stupida follia. Nell'insieme volevo amarlo ma mi lasciato piuttosto freddo, apprezzo quelle due o tre scene da puro Raimi che ci ricorda ancora una volta quanto erano belli gli originali Evil Dead ma per il resto è un film piuttosto debole che nella seconda parte smette pure di far ridere e non sa neanche bene cosa vuole dire su femminismo e vendetta sociale.

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