1 novembre 2025

Together

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Michael Shanks
Genere: Sentimentale, Horror

★★★ 😋

Coppia va a vivere insieme in una nuova casa ma nascono problemi nel loro rapporto. Horror sentimentale sul matrimonio che mostra bene l'angoscia e la paura di essere legati ad una sola persona per tutta vita con un attrazione magnetica e spaventosa che simboleggia bene la potenza dell amore e quanto questo legame non sia solo qualcosa di positivo ma offre sentimenti dolorosi e contrastanti. Tecnicamente è fatto bene ed è pieno di belle atmosfere cupe, mi piace l'introduzione con i cani, la misteriosa caverna è fascinosa ed è carina quell'immagine onirica di vederla respirare come un polmone, ottima la scena della doccia che mostra la violenza magnetica nella separazione, fantastiche sono le tensioni dei corpi che vengono tirati e piegati in pose dolorose, molto toccante e profonda la storia sulla puzza dei topi morti che si ricollega al rapporto difficile con i genitori del protagonista e c'è qualche gustosa scena da body horror. Dave Franco e Alison Briee guidano bene la storia, tra i due c'è buona chimica e funzionano nei momenti piu intensi e nelle crisi di coppia, e poi apprezzo che è un film sfacciatamente sull amore che viene elogiato nel modo piu sincero possibile senza alcuna vergogna spiegando bene che per funzionare necessita di un vero sacrificio che vada oltre l'egoismo dei singoli, per fortuna questa storia non diventa un altro scontro tra maschi e femmine e non c'è il solito cinismo sulle coppie e i rapporti personali, e persino il culto segreto non è il solito gruppo satanico cliché ma è un culto sull unione di mente e corpo. Certo non è per nulla un film sottile e si capisce fin da subito di cosa vuole parlare, i soliti incubi e jumpscare sono un po' banali, il suo lato super romantico potrebbe non piacere a quelli che amano solo sangue e violenza e ci sono dei momenti che risultano volutamente comici ma anche se non è un titolo imperdibile a me è piaciuto molto per come sviluppa bene la sua idea, mostra con forza la brutale e dolorosa potenza di un serio legame affettivo e rende reali e fisiche tutte le paure e le angoscie dello stare insieme.

29 ottobre 2024

The Substance

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Coralie Fargeat
Genere: Horror, Fantascienza, Grottesco

★★★★★ 😵

Attrice di mezz'età si sente vecchia e tenta procedura misteriosa per riavere fama e successo. Irriverente Horror di fantascienza che attacca in modo spietato le insicurezze, la vanità e la voglia di apparire eternamente giovani e crea un rapporto simbiotico tra i Corpi che richiama alla connessione piena di risentimento tra le diverse generazioni, il rapporto difficile con i genitori e con il nostro corpo che subisce le conseguenze degli errori fatti in gioventù. La regia ha ritmo, intrattiene ed è molto ispirata ma per graffiare usa tante esagarazioni senza alcuna misura con idee visive geniali ma un momento può volare altissimo e un altro in modo basso e volgare, al centro di tutto c'è Il corpo e quindi ci sono tante nudità ed erotismo con momenti molto sexy e bollenti e il film punta sopratutto sul culo di Margaret Qualley in modo ossessivo, culo culo culo sparato ironicamente in faccia per sottolineare quanto patetico è il desiderio della carne o il potere del sesso e della bellezza fisica. E visto che si vedono continuamente donne o attrici che rovinano il loro il corpo con digustosi ritocchini, botox e impianti, mi è piaciuto molto come il film diventa sempre piu spietato e cattivo contro chi odia il suo corpo e usando un iperbola dopo l'altra attacca brutalmente queste Vanità autodistruttive e cosi la voglia di apparire perfetti, le insicurezze e i risentimenti dell'Ego diventano disgustosi, delle aberrazioni grottesche e assurde che colpiscono al cuore del problema. Ottima anche la fotografia che è super laccata e resta nella mente il bagno bianco o quell lungo corridoio arancione, bello l'uovo iniziale per spiegare in modo chiaro l'idea di partenza, mi piace il Kit con le istruzioni da seguire, gli occhi che si sdoppiano, il momento del ricucire, la siringa dentro ferita piena di pus, il pollo tirato fuori, la faccia spappolata sul vetro, potente la crisi isterica quando si trucca, mi è dispiaciuto sinceramente per Fred, si sente vero dolore nell momento della gamba da sbloccare o i pezzi che si staccano, Dennis Quaid è odioso al punto giusto, Margaret Qualley è stupenda e Demi Moore funziona sempre di piu. Alla fine esagera molto e calca la mano nei suoi messaggi con un finale che si dilunga anche troppo ma è cosi ironico, cattivo e grottesco che riesce a convincere pienamente.

30 dicembre 2022

Crimes of the Future

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: David Cronenberg

Genere: Fantascienza, Horror

★★★ 😲

In un futuro prossimo una coppia compie delle intime chirurgie come forma d'arte. Cronenberg torna al body horror che lo ha reso celebre in questo nero film di fantascienza che omaggia la sua carriera ma soprattuto rende onore al termine "cronenberghiano" senza risultare in una facile parodia ruffiana dei suoi primi lavori, mi piace molto l'atmosfera minimalista e ricercata di un denso futuro fatto di ambienti spogli e industriali con una fotografia marrone che fa sembrare il film come uscito da un altra epoca, il design di queste bio-tecnologie poi è ottimo nel suo essere semplice ed inquietante, non solo nella forma ma anche nei movimenti che siano strane sedie scheletriche o tavoli operatori emanano una forte inquietudine psicologica incarnata sopratutto dal personaggio di Viggo Mortensen che nel suo debole e malato corpo porta i costanti dolori di un'artista in continua trasformazione e mutazione verso il futuro. Un Film sofisticato, sussurrato e molto concettuale, parla del processo creativo di un artista, del rapporto tra Arte e Corpo, di influenze interiori ed esteriori e l'impatto con la plastica modernità, con dentro tanto sesso e traumi psicologici repressi, Léa Seydoux appare bellissima e la regia giocando con le ferite e le viscere mostra belle scene molto sensuali ma anche di un certo impatto grafico che suscitano un misto di fascino e disgusto. Ma nonostante la buona presentazione il film finisce per essere fin troppo astratto con molti dialoghi legnosi e una trama troppo preoccupata a parlare di Arte che narrare una godibile storia, specie il finale arriva piuttosto frettoloso e non mi ha soddisfatto abbastanza, resta comunque un film unico, offre un'esperienza strana, fascinosa e piena di classe, imperdibile per tutti i fan di Cronenberg e per chi ama qualcosa di cupo e disturbante.

25 luglio 2022

MEN

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Alex Garland
Genere: Arthouse, Horror

★★★ 😨

Donna affitta una villa per passare un po' di tempo in tranquillità ma si imbatte in strane presenze. Un Arthouse Horror molto atmosferico e psicologico che ha un buon uso del sonoro come ad esempio una bella scena in un tunnel dove si gioca con gli echi, c'è una fotografia piuttosto discreta, buona tensione paranoica e un esagerazione finale super viscerale, è cosi assurda e disgustosa che di sicuro resta nella mente anche se viene da urlare Ok bello ma ora BASTA! Basta! noo bastaaaaaa! aaaaah che schifooo! Peccato che nonostante un ottimo climax nel complesso il film non mi ha convinto perché si nasconde facile dietro all atmosfera da brividi e alle tante confuse metafore come la mela di Eva o gli uomini nudi, tutto è fin troppo lento e noioso nella prima parte, la protagonista è troppo passiva e non fa quasi niente, i dialoghi sono pessimi e tutto si sviluppa in modo ridicolo con elementi surreali piuttosto stupidi, poi ha Uno dei difetti cardine dei film arthouse che è quando il conflitto interiore si mangia il conflitto estoriore, alla fine lo spettatore non ha niente di fisico e materiale per cui tifare e il film va avanti per conto suo sviluppandosi sempre piu in una gigantesca supercazzola psicologica. E in teoria è bello e profondo il percorso della protagonista che è una figurativa guerra interiore per vincere il senso di colpa dato dall ex marito egoista e bastardo che le ha lasciato un idea distorta delle figure maschili ma per come è inquadrata la storia, anche dal suo stupido titolo, il tutto diventa anche sessista e misadrico, invece di attaccare i veri e piu disgustosi difetti dei maschi si attaccano solo degli spauracchi, in modo sterile e vuoto per tutto il film si costruiscono e attaccano dei fantocci maschili vuoti di vera profondità che centrano poco o nulla con la mascolinità tossica, il padrone di casa, il poliziotto, il prete, il bambino, sono figure piatte e senza spessore mentre l'ex marito è quello che meritava l'attacco piu brutale e doveva essere la sua figura quella piu antagonista di tutte ma non viene fatto fino alla fine per confondere inutilmente lo spettatore. Nel complesso ammiro la voglia di colpire e shokkare con dello straordinario body horror ma il film perde troppo tempo giocando con stupide metafore e non esplora nel concreto il dramma di cui doveva davvero parlare.

31 ottobre 2021

Titane

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Julia Ducournau
Genere: Dramma

★★★★ 😅

Ragazza difficile trova nuova figura paterna che l'aiuta a cambiare vita. Un Film Arthouse che da vita ad una viscerale metafora transgender offrendo scene surreali, violente, confusionare, un esagerazione di sottotesto che si mangia ogni tipo di narrazione logica, piu di una volta viene da chiedersi Wtf? perché i personaggi si comportano cosi? perché succede questo? cosa diavolo sta facendo in macchina? come si arriva a questo punto? ma nessuno si accorge di questa cosa? niente a senso nel testo perché tutto vive schiavo del suo simbolismo verso il gigantesco metaforone di trasformazione identitario. La regia è ottima, pochissimi dialoghi e tanta atmosfera, parte con un erotismo femminile esagerato per un chiaro motivo, usa bene i simboli dell automobile-macchina e del fuoco nel rapporto conflittuale con il proprio corpo e ha la forza di osare con nudità, erotismo, violenza e body horror ma ha anche la capacità di rallentare verso rapporti piu umani e sinceri, specie dopo un inizio esplosivo e rabbioso contro tutti il film è molto piu pacato di quello che si poteva pensare con al centro un ottimo rapporto con questo pompiere sofferente che è la colonna centrale dell intera storia, l'uomo è l'antitesi del padre assente e incarna un percorso di Accettazione in ogni sua forma, Psicologica, sociale e collettiva, una mano aperta, una fede e amore cieco verso il diverso che aiuta chi soffre a fare il traumatico passaggio dal mondo Femminile a quello maschile (o viceversa) un viaggio pieno di vergogna, confusione, sofferenza, paura di essere scoperti, autolesionismo e tanto gonfio malessere nero da buttare fuori. Insomma spesso esagera in cerca di facile shock ed è troppo simbolico per i miei gusti ma è un piacere cercare di decodificare il significato delle varie scene e per il suo duro percorso di trasformazione non è affatto male come film Lgbt.