8 novembre 2025

I Giorni dell'Ira

Recensione Film
Anno: 1967
Regia: Tonino Valerii
Genere: Western

★★★★ 😁

Ragazzo maltrattato dalla sua città incontra fascinoso pistolero e gli chiede di diventare suo allievo. Un Western di formazione che mostra una bella crescita di un giovane in questo spietato mondo, tutto è scritto davvero bene e ogni scena convince, mi piace come Scott fa i lavori piu umili e viene trattato male dalla sua comunità senza un vero motivo ma solo per il divario sociale e nasce cosi in lui la voglia di rivalsa, l'arrivo di Lee Van Cleef è super epico e possiede un fascino magnetico, mi piace come spara ad un uomo ed è sicuro di vincere il processo perché era legittima difesa, bello come la musica enfatizza la sua cavalcata epica mentre il ragazzo che lo insegue con un mulo ha musica comica, ottima la tensione con wild jack, una goduria sono tutte le regole che il ragazzo deve imparare e si sente la sua crescita attraverso un bel cambio di vestiti con Giuliano Gemma che se la cava a mostrarlo sempre piu duro e disilluso. Anche visivamente il film offre ottime immagini come quell veloce sparo tra le gambe, super brutale quando Talby viene trascinato dai cavalli e ha tutto il petto insanguinato, fantastica quell'inquadratura del cadavere in mezzo alla strada con tutta la gente intorno e la pistola a terra in bella vista, spettacolare è il duello sui cavalli in corsa dove devono caricare velocemente i fucili ed incredibile l'incendio del Saloon con fiamme infernali davvero pazzesche. Ma è sopratutto la storia che funziona perché qua il mentore e l'antagonista sono la stessa cosa e anche noi spettatori subiamo il fascino da pistolero esperto di Lee Van Cleef fino a scoprire che è solo un altro criminale avido e farabutto che pensa solo a se stesso cosi si sviluppa un bel contrasto morale che deve essere risolto dal giovane, e invece del solito volemose bene moderno per fortuna il finale soddisfa pienamente e mi piace come il ragazzo segue quelle regole che ha imparato per poi gettare via la pistola schifato e riabbracciare il vecchio barbone simbolo dell'umiltà delle sue origini.

24 agosto 2025

Rushmore

Recensione Film
Anno: 1998
Regia: Wes Anderson

Genere: Storia di formazione

★★★ 😊

Eccentrico adolescente si innamora perdutamente di una maestra e rischia di essere cacciato dalla sua prestigiosa scuola perchè ha pessimi voti. Storia di Formazione piuttosto interessante non solo per il percorso del suo giovane protagonista che impara a superare il suo ego ma anche per come Wes Anderson forma e plasma il suo stile, buona la sceneggiatura che è decisamente scritta meglio di Bottle Rocket e ruota su un giovane ragazzo molto atipico che è pieno di voglia di fare ma ha tanti limiti e pochi talenti con il suo piu grande difetto che è la vanitosa e narcisistica voglia di impressionare tutti come mostrato dal sogno iniziale dove risolve un problema di matematica impossibile. E funzionano tutti i rapporti come quello con il preside di Brian Cox che lo detesta, con l'amichetto c'è una bella unione e poi drammatica spaccatura, toccante come si sviluppa quello con il dolce padre barbiere per come si vergogna di lui per poi abbracciare le sue origini, buona l'amicizia con Bill Murray che esplode in una guerra di gelosia sempre piu viscerale e funziona anche la storia d'amore con la maestra che vista la differenza di età poteva risultare inquietante ma l'ossessione del giovane è punita bene e la donna si comporta in modo giusto e corretto come un adulto. Il film offre vari momenti divertenti ed è molto simpatico il montaggio iniziale dove frequenta tutti i club possibili, mi piace lo scherzo delle api con slow-mo enfatico, simpatica la visita all ospedale con un Bill Murray totalmente sfatto che beve e si fuma due sigarette alla volta e la recita teatrale finale è quasi la dichiarazione d'intenti dell intero cinema di Wes Anderson per come la messa in scena della giungla è esagerata e assurda e lo spettacolo diventa un grande momento di ludica gioia. Certamente il protagonista è piuttosto odioso e specie all inizio si fa fatica ad immedesimarsi in lui, non è il tipico personaggio che amano i giovani e anche a livello sociale vive in una via di mezzo e non è un figlio di ricchi ma non è neanche vicino al mondo popolare, comunque nonostante questo nell insieme è un film piuttosto grazioso che mostra bene il percorso di crescita di un ragazzo alla disperata ricerca della sua strada nel mondo e visto che è molto personale e autobiografico è anche un film essenziale per capire l'intero cinema di Wes Anderson.

17 agosto 2025

Moonrise Kingdom - una Fuga d'Amore

Recensione Film
Anno: 2012
Regia: Wes Anderson

Genere: Commedia, Sentimentale

★★★★ 😁

Ragazzini scappano in una fuga romantica e gli adulti li inseguono. Deliziosa commedia sentimentale che offre una semplice avventura ribelle che tutti avremmo voluto vivere da piccolini, mi piace molto l'ambientazione dell isola fatta di tanti panorami naturali che fanno respirare rispetto al solito cinema di Wes Anderson fatto solo di ambienti artificiali, è simpatico tutto lo spazio dedicato agli scout trattati come onorevole corpo militare, funziona molto bene il narratore che spiega il pericolo della tempesta in arrivo, belli gli split-screen delle conversazioni radio che visualizzano vere divisioni, il cast è buono e apprezzo gli sforzi da poliziotto di Bruce Willis e la fatica che fa come capo scout Edward Norton, è un bel parallelo generazionale la triste storia di amanti degli adulti messa in contrasto con l'ingenuo e sognante amore dei giovani, assurdo come vengono braccati dagli scout con armi in pugno come fossero fuggitivi e sconvolge la fine del povero snoopy. E il rapporto tra i due protagonisti lo trovo molto dolce, loro vivono un primo amore puro ed innocente ma anche nel totale peccato, il loro incontro in teatro è magico per come spacca il confine tra spettatore e attore, mi piace il montaggio dell loro rapporto epistolare e che trovano un legame attraverso le loro sofferenze adolescenziali, nelle interazioni si sente tutta la loro inesperienza ma anche tanta ingenua determinazione romantica e per questo si tifa per vederli insieme ed è molto bello quel momento intmo sulla spiaggia del peccato dove soli simbolicamente perdono la verginità. La regia è buona, il ritmo convince e la fotografia pure ma è un film forse troppo pieno di giallo, amo le prime due parti ma il terzo atto mi appare piu debole e confuso e tra inondazioni bibliche, salti impossibili e fulmini che cadono in testa le assurdità diventano troppe ma nell insieme tutto mi trasmette un forte senso di nostalgia e sa di classico, è un elogio dell infanzia e una piccola grande storia d'amore da tenere nel cuore.

14 gennaio 2025

Look Back

Recensione Film Animato
Anno: 2024
Regia: Kiyotaka Oshiyama
Genere: Storia di formazione, Dramma

★★★ 😏

Ragazzina che ama fare fumetti amatoriali incontra altra ragazza con la passione per l'arte e nasce grande amicizia. Dolce e toccante storia di formazione animata che parla dell amore e della grande passione per disegnare e fare arte, tecnicamente è molto approssimativo e ci sono parecchie inquadrature e immagini statiche (specie sono troppe quelle di spalle dove lavorano alla scrivania) ma quelle poche animazioni che appaiono sono essenziali e funzionano a trasmettere una forte e concreta umanità che colpisce molto bene. Simpaticissimo e macabro il fumetto d'apertura che prende vita in disegni grezzi ma pieni di carattere, bello come la protagonista parte altezzosa e sicura delle sue capacità e poi viene completamente distrutta psicologicamente dall talento della collega e questo senso di inferiorità diventa un ossessione malata e la sprona a migliorarsi, capolavoro di emozioni la scena dopo l'incontro quando si mette a correre e saltellare felice in modo scemotto sotto la pioggia o l'amicizia tra le due diventa sempre piu intima e sono molto teneri i loro imbarazzi e le loro mani unite con un pizzico di elemento saffico. Ovviamente era prevedibile che la storia spinge verso i lacrimoni e il melodramma ma l'autore Fujimoto con furbizia ribalta la prospettiva e cerca di allontanarsi dai cliché per sorprendere e confondere un attimo e poi trasformare il tutto in una storia sulla motivazione e il coraggio di non smettere mai di fare Arte con le quattro vignette bianche da riempire che diventano il simbolo del vuoto da riempire, il collegamento emotivo con la fantasia e con quello che è stato e si è perso lungo la strada. Tutto dura un oretta ed è piu un corto allungato che un completo film ma nel complesso è emotivamente molto ricco e piuttosto toccante.

3 dicembre 2024

My Old Ass

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Megan Park
Genere: Storia di formazione, Sentimentale

★★★ 😖

Ragazza adolescente incontra la sua versione adulta che prova a dargli consigli sul futuro. Zuccherosa storia di formazione che offre magiche atmosfere e caldi sentimenti intorno ad un lago per descrivere la fine dell innocenza prima della maturità, la protagonista è molto simpatica e si ama facilmente, molto dolci sono i rapporti con le amiche e la famiglia, buoni i simbolici viaggi con la barca, carini i suoi dubbi e turbamenti sessuali e la fotografia convince con le sue luci estive e le scene piene d'intimità. L'elemento da viaggio nel tempo con i funghi non è per niente spiegato ma mi piace l'idea di confrontarsi con la propria versione adulta visto che nel profondo è simbolicamente un rapporto fisico con le paure verso il futuro della giovane e allo stesso tempo trasforma e ribalta l'intero tono zuccheroso del film in una chiave di lettura piu amara dove in realtà è la versione adulta che ripensa e rivive tutti questi bei momenti vissuti e non può far altro che accettare amaramente che è qualcosa di gia passato che non tornerà mai piu. Non mi è piaciuto invece come lei è fin troppo bella e perfetta per essere una reale adolescente e non aiuta l'attrice che accentua le espressioni come se fosse uscita da una serie Disney, Il ritmo non è perfetto e alla lunga tutto queste scene smielate possono annoiare, il momento che cita Justin Biber è imbarazzante e fa cagare, la retorica di abbracciare la mamma, i familiari e gli amori giovanili è fin troppo forzata e melodrammatica per colpire onestamente, la storia vuole forzare la lacrima a tutti i costi e Aubrey Plaza è l'elemento piu debole del film per come è usata troppo poco quasi non avevano il budget per pagarla in piu scene. Nell insieme è una calda e smielata riflessione sulla primavera della vita che nel bene o nel male va vissuta e ricordata fino in fondo perché tristemente tutto è destinato a finire.

23 giugno 2024

Inside Out 2

Recensione Film Animato
Anno: 2024
Studio: Pixar

Regia: Kelsey Mann
Genere: Fantastico, di formazione

★★★ 😳

Nuove emozioni arrivano a sconvolgere la mente dentro la giovane Riley. Sequel che ripropone la stessa formula collaudata con la stessa ottima tecnica Pixar ma per quanto si sforza di essere interessante e profondo il tutto non è riuscito a catturarmi e a tratti è arrivata pure la noia. Un peccato perché funziona l'idea di mettere come antagonista principale l'Ansia arancione che finisce per sopprimere le altre emozioni e dominare la vita della giovane che rifiuta la sua identità e cerca l'approvazione di chi ammira ma a parte il concetto principale tutto il film è molto fiacco e non mi sono piaciute queste nuove emozioni come personaggi, parlando di psicologia di adolescenti gli autori sono stati codardi a non aggiungere anche l'elemento della sessualità e cosi per assurdo il film sembra piu infantile e frivolo dell originale, l'universo mentale non ha mai regole chiare e succede tutto a caso in base alla convenienza, il cameo del personaggio dai videogiochi è pessimo con quel rotolare che non fa per niente ridere e poi c'è l'uso di un personaggio marsupio disegnato in 2D che sembra una disperata mossa per stare al passo con i tempi per rincorrere l'energia stilistica di spider-verse ma questa presenza mi è appparsa forzata e stona parecchio con il tono generale del film. Certo le visuali pixar sono sempre ottime, le animazioni piene di energia, diverte la folle avventura, buono il climax con l'attacco di panico e il classico abbraccione di gruppo pieno di sentimento riesce anche a commuovere ma resta quella sensazione che al film manchi quel qualcosa in piu che lo renda davvero memorabile, insomma non è un brutto sequel ma per me è molto inferiore all'originale.

18 agosto 2023

Are You There god? its Me Margaret

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Kelly Fremon Craig
Genere: Storia Di Formazione

★★ 😪

Negli anni 70 una giovane ragazzina deve crescere e scegliere quale religione seguire. Storia di formazione molto classica con i soliti imbarazzi, prime cotte, baci, gelosie, il gioco della bottiglia, le amichette sceme e ingenuità tipiche del periodo, la storia ha una struttura da diaro personale con lei che parla direttamente a Dio dei suoi dubbi e problemi ma tutto scorre lento e poco memorabile con un classico stile da slice of life che cerca di dipingere nel complesso la pre-adolescenza. Mi è piaciuta Rachel McAdams che fa una buona madre piena di turbamenti e la bimba attrice non è male, poi strappa di certo un sorriso la voglia delle ragazze di avere un seno piu grosso o il desiderio di avere il ciclo per essere come le altre ma questa voglia di omologazione fisica e di crescere a tutti i costi è presentata in maniera troppo ossessiva e appare forzata e poco sincera senza contare il fatto che puntare sull elemento fisico invece che su quello di crescita personale e spirituale è un messaggio totalmente sbagliato che guarda unicamente al corpo e sottolinea che una donna è formata solo da questi eventi spostando l'attenzione su una vera crescita emotiva della giovane. Altro problema è Il conflitto di religione dei nonni tra cristianesimo ed ebraismo che è un altro elemento per me sviluppato male, lei si trova tra due mondi e deve fare una scelta importante per la sua vita ma il film alla fine diventa codardo e gioca facile dando la colpa agli adulti e decide di non scegliere rendendo l'intero framing narrativo del parlare con Dio totalmente inutile con quella bugia del "tanto io non ci credo". Nel complesso è una storia di formazione che offre toni caldi e nostalgici ma tutto è piuttosto scialbo e poco profondo perché mancano quegli importanti elementi narrativi che costruiscono un forte e significativo percorso di crescita.

11 marzo 2023

Del Toro's Pinocchio

Recensione Film Animato
Anno: 2022
Regia: Guillermo del Toro, Mark Gustafson
Genere: Storia di formazione, fantastico

★★★ 😳

Vecchio falegname costruisce un burattino di legno ribelle. Ennesima rivisitazione del Pinocchio di Collodi che affascina per come il tutto è un delizioso film animato pieno di cuore fatto con un'adorabile stop-motion, ottimo il design dei personaggi come l'aspetto snodabile di Pinocchio pieno di chiodi ma anche fantastico come appaiono gli incredibili spiriti di vita e morte che sembrano sfingi dagli occhi blu, poi è dolce il piccolo borgo italiano all inizio con la chiesa rotta e mi è piaciuto sopratutto il rapporto paterno con Geppetto, il dramma della perdita del figlio ed elaborazione del lutto si sente molto bene all inizio e getta le basi per un difficile rapporto con questa nuova creatura che dovrebbe sostituirlo. In parte ho apprezzato anche la mossa di ambientare la storia nell epoca fascista mettendo in contrasto lo spirito di libertà di Pinocchio con i valori autoritari dell epoca ma cosi facendo si snatura il senso della storia originale per mandare un insulso messaggio moderno sull continuare ad essere se stessi, invece Pinocchio dovrebbe parlare di Cambiare per crescere, bisogna studiare, migliorarsi, non cedere ai giochi, ai vizi e alla ingenuità per non finire asini schiavi sfruttati da qualcun altro ma invece questo film accecato dal suo virtuosismo di fare una banale critica al fascismo fallisce nell aspetto piu pedagogico dell opera e la storia di formazione non viene sviluppata nel modo migliore. Ci sono dentro tanti deliziosi momenti come le gag con il grillo o il gabbiano che si siede sulla mina ma il film non è mai riuscito a prendermi, le canzoni non mi sono proprio piaciute e nel climax finale la tensione con il pescecane non si sente minimamente per colpa di una pessima musichetta infantile, Anche gli elementi horror tanto cari a Del Toro sembrano fuori posto e non si respirano per nulla atmosfere da fiaba nera, il vero gatto e la volpe sono assenti, questa versione di mangiafoco non fa paura, lo spaventoso paese dei balocchi diventa un noioso campo militare, brutto il ripetitivo morire del personaggio e quel finale esistenzialista che non centra nulla con il tema centrale dell opera. Alla fine la stop-motion si ama sempre ed è tecnicamente un piccolo gioiellino ma non è per nulla il Pinocchio "definitivo" per colpa di una storia di formazione confusa che si vergogna di attaccare i difetti del protagonista e non riesce a parlare del valore di crescere e migliorarsi

24 febbraio 2023

The Quiet Girl

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Colm Bairéad
Genere: Dramma, di Formazione

★★★ 😍

Ragazzina timida e introversa viene lasciata per un estate da una coppia di parenti. Tenero e grazioso film pieno di calore e amore che offre piu di una volta emozioni sincere, la ragazza protagonista è molto brava e mi piace che non si comporta come un'attrice ma agisce come una normale ragazza un po' tonta e insicura che fa fatica a comunicare, cosi lei è molto graziosa e sembra un povero cucciolo abbandonato regalando sempre tanta tenerezza ed empatia, un personaggio che vive un esistenza solitaria, isolata e persa in una grande famiglia che la tratta male e l'arrivo in questa nuova casa le fa scoprire per la prima volta cos'è l'amore e cosa significa essere davvero amati e questo non può che commuovere e toccare in modo profondo il cuore dello spettatore. il film è pieno di dettagli e silenzi, gli abbracci, i momenti intimi, un biscotto sul tavolo, una birra condivisa, i treni sulla carta da parati, Bellissima la fotografia naturale, il verde della natura e l'atmosfera calda e confortevole di questa casa paradisiaca, poi mi piacciono le inquadrature che attraversano le porte creando buone cornici e funzionano gli slowmotion che appaiono ogni tanto per segnare vari momenti emotivi di svolta, bello anche come si sviluppa il rapporto con questa coppia di genitori surrogati dove prima è la donna piena di amore da offrire a prendersi cura della bimba e poi è il marito che deve aprirsi di piu con lei spiegando le ragioni di entrambi. Tutto è molto semplice e dopo i primi minuti si ripetono in continuazione le stesse dinamiche di accettazione e accoglienza ma nel complesso è un film tenerissimo che capisce i tuoi problemi e pieno di affetto ti coccola e ti immerge nel piu puro e autentico amore familiare.

12 dicembre 2022

The Fabelmans

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Steven Spielberg

Genere: Autobiografico, di formazione
★★★ 😖

Ragazzo scopre la passione per il cinema e cresce viaggiando per l'America con qualche problema in famiglia. Film Autobiografico di Steven Spielberg che parla di se stesso e delle sue origini ma sopratutto parla di come il cinema è una grande bugia, una magica illusione che altera e maschera la realtà per costruire favole che affascinano e plasmano il pubblico, e dal punto di vista registico è piuttosto buono, Spielberg è un maestro esperto e colpisce la calda atmosfera in famiglia, molto bello all inizio come il bambino viene colpito e totalmente affascinato dall incidente del treno e cerca di riprodurlo con i trenini, bellissima e significativa l'inquadratura del ragazzino che ha la proiezione nell palmo delle sue mani, pieni di cuore i momenti accompagnati da note di pianoforte, toccante la scena in campeggio con la madre che balla in modo disperato e sensuale, nostalgici i filmini con il super 8, sorprende il cameo di David Lynch, simpatici i film amatoriali con i coetanei e strappa qualche risata la scena di una ragazza piena di immagini di Gesù. Il tutto è anche un'auto celebrazione della sua carriera e per chi ha l'occhio attento noterà che il film è pieno zeppo di citazioni e omaggi alle sue passate opere, dalla scimmietta di indiana jones a il tornado della guerra dei mondi, ma al centro della storia c'è anche la crisi dei suoi genitori e Spielberg si focalizza sul rapporto con la madre che è una figura complessa per come appare buona, confusa, disperata, sola e triste, sentimenti difficili che il giovane regista fatica a tirare fuori e sublima nelle sue opere come mostrato nell filmino privato o nella scena del soldato. Insomma tecnicamente non gli si può dire niente ma nel complesso mi è apparso piuttosto generico e dimenticabile, i film autobiografici per non diventare solo vuote, vanitose e ruffiane autocelebrazioni di chi ha avuto enorme successo dovrebbero mettere a nudo i personaggi e mostrare tutti difetti e le parti piu scomode del loro carattere, i grandi come Fellini, Truffaut, Bergman ci sono riusciti creando storie veramente intime e memorabili, mentre questo film resta comunque in superfice e sembra molto finto, non ha davvero il coraggio di mettersi a nudo anzi si spersonalizza e rifiuta di parlare davvero del protagonista, ma anche come leggera storia di formazione non mi ha convinto del tutto per come salta dal melodramma piu pesante e noioso ad una simpatica leggerezza comica interessante come il grande incontro della scena finale.

1 luglio 2022

Stand By Me - Ricordo di un Estate

Recensione Film
Anno: 1986
Regia: Rob Reiner
Genere: Storia di formazione, Dramma

★★★★★ 😄

Negli anni 50 quattro ragazzi partono in un viaggio alla scoperta di un cadavere. Basato su un racconto di Stephen King questo film è una storia di formazione molto semplice e lineare che non ha grandi virtuosismi tecnici o registici ma nella sua semplicità narrativa è un film perfetto per come in un viaggio estivo racchiude l'addio all infanzia e una triste nostalgica malinconia per il tempo che passa con un percorso di vita seguendo delle rotaie di treno verso l'dea stessa della morte che simboleggia la consapevolezza della nostra mortalità che arriva in adolescenza. La forza del film è anche come vengono presentati questi ragazzi che sono innocenti ma ribelli, giovani che vogliono fare i grandi, fumano, si punzecchiano e insultano in modo volgare per rafforzare il senso di amicizia e si sente il loro legame quando si salvano a vicenda dai pericoli o quando capiscono i loro traumi e problemi con padri assenti o violenti, cosi oltre all incontro con la morte la storia mostra questi giovani davanti all incertezza del futuro con il rischio e le paure di crescere diventando corrotti come gli adulti, e l'aspetto tragico e nostalgico che viene dato alla storia è arricchito dal fatto che tutto è gia passato, perso nei ricordi di un uomo adulto che riflette su qualcosa che è gia morto. La recitazione dei ragazzi forse non è perfetta, il gruppo di bulli poco approfondito e la storia della gara di torte è un po' esagerata ma mi piacciono le scene dove i ragazzi affrontano disperati il treno che passa con una voglia di rischiare la vita irresponsabile e suicida,  amo le tante iconiche inquadrature di gruppo sopra queste rotaie, poi l'arrivo al cadavere riesce ad essere spaventoso, agghiacciante e poetico senza strafare, ma il momento che lo rende un capolavoro è il finale con quel saluto in dissolvenza a tradimento e quella amarissima chiusura su quel tipo di amicizia che si aveva da giovani che non tornerà mai piu.

30 marzo 2022

Turning Red

Recensione Film Animato
Anno: 2022
Studio: Pixar
Regia: Domee Shi
Genere: Storia di formazione

★★ 😏

Esuberante ragazzina si trasforma di colpo in un mostro peloso e va nel panico. Film animato Pixar che visualizza in modo comico e leggero i classici turbamenti adolescenziali, le prime cotte, gli imbarazzi, la rabbia repressa, i problemi di peso, i conflitti con i genitori e la voglia di ribellione dalle tradizioni, tutto inglobato molto bene nell metaforone di trasformazione fisica che costruisce una simpatica storia di formazione per ragazzine che vivono questa fase complicata della loro vita. Ma per quanto caruccio Il problema del film è il suo essere fin troppo semplice e banale, i messaggi e i temi descritti non sono solo ovvi ma vengono anche spiegati in modo troppo didascalico e poco sottile, cosi la storia trattata perde di maturità e finisce per parlare solo ad uno specifico pubblico, oltre a questo non ho apprezzato lo stile artistico utilizzato che appare molto pigro con il solito aspetto 3D economico dei personaggi che sembrano bambolotti di plastica, le animazioni non sono all altezza dello studio pixar e persino la fotografia per quanto sia piena di colori pastello è una spanna sotto la qualità di questo studio. Comunque nonostante la mediocrità generale il film diverte con le sue gag all inizio quando si manifesta il problema, fa ridere l'isteria delle ragazze per la boyband anni 2000 e mi è piaciuto il rapporto con l'ingombrante figura della madre oppressiva. Insomma è un film piuttosto caruccio e simpatico da guardare ma nel complesso è tecnicamente piuttosto blando e la storia risulta fin troppo superficiale e poco memorabile.

13 febbraio 2022

I Segni del Cuore

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Siân Heder
Genere: Storia Di Formazione
Titolo Originale: CODA

★★★ 😏

Giovane ragazza sogna di fare la cantante ma lei è indispensabile per la sua famiglia sorda. Calda storia di formazione che esplora il mondo della sordità attraverso la prospettiva di una bellissima ragazza piena di vita che fa da ponte tra due mondi e collega due realtà che faticano a comunicare, e oltre ai soliti pregiudizi e le difficoltà pratiche dei portatori di handicap mi sono piaciuti i silenziosi conflitti familiari che la separano ancora di piu da questa famiglia mentre lei cerca di trovare una difficile indipendenza. Mi è piaciuto il padre barbuto un po' eccentrico, la brava e dura madre ma è la protagonista quella che conquista fin da subito, è bellissima, dolcissima, tenera,  timida, solare e canta magnificamente come una principessa Disney, una ragazza irresistibile che eleva con la sua sola presenza la qualità dell intero film. Visto il tema trattato Il tutto è pieno di molti dialoghi in lingua dei segni che appesantiscono un po' la visione anche perché si dilungano con sottotiloli e potevano essere discorsi piu brevi e lasciati fatti intendere dal solo linguaggio visuale, il rapporto con il fratello non ha molto senso con lui che si comporta da stronzo ingrato all inizio e poi magicamente diventa buono nel finale, la storia sentimentale con un ragazzo è graziosa ma molto abbozzata e messa in secondo piano e poi tutto si sviluppa sempre piu in maniera fin troppo zuccherosa e mielosa con cosi tanta dolcezza che raggiunge quasi la nausea. Ma resta comunque una storia che tocca il cuore per come visualizza questa voglia di indipendenza conflittuale e questo distacco tra chi può sentire e chi no, il non potere percepire la bellezza della musica è simbolo e di questa tragica separazione di prospettive ed è molto bella la scena a teatro, il finale o quando il padre le dice "canta per me" dove mi sono subito scese le lacrime per intensità tragica e drammatica del momento, quindi è di base una semplice storia di formazione e conflitti in famiglia come tante altre ma viene arricchita dal messaggio di puro amore verso i portatori di questo handicap.

10 gennaio 2022

È Stata la Mano di Dio

Recensione Film

Anno: 2021
Regia: Paolo Sorrentino
Genere: Dramma, biografico

★★★★ 😏

Negli anni 80 a Napoli un giovane ragazzo sogna l'arrivo di Maradona ed è attratto dalla seducente Zia. Storia di formazione autobiografica dove Sorrentino mette tutto se stesso descrivendo le sue esperienze e le ispirazioni partendo da un quadro familiare simpatico e grottesco con le classiche stravaganze e singolari facce felliniane per poi interrompersi brutalmente contro il muro della cruda realtà, un cambio di stile in corsa e a tradimento che apprezzo tantissimo ed eleva il film dalla vuota autocelebrazione compiaciuta in un vero e profondo percorso di crescita e riflessione personale. Un film nettamente diviso a metà quindi, c'è la calda e ridicola famiglia piena di contraddizioni come genitori tanto uniti quanto divisi, vicini tanto odiosi e presi per il culo quanto parte della famiglia, volgarità, scherzi e calde donne in sovrappeso che di colpo spariscono e diventano amara solitudine dove si vaga senza meta in cerca di un posto nel mondo, si parla di un conflitto tra dramma e commedia, il reale e il fantastico, tra la zia che esplode in erotismo e l'amara prima volta tragicomica, il sogno iconico di Maradona simbolo locale e generazionale che si infrange con il diventare adulti e assistere ad una vittoria che fa esultare tutti tranne il protagonista, cosi Sorrentino spiega (e anche giustifica) la sua esagerata cifra stilistica che guarda molto all estetica e al simbolismo piu che al realismo, c'è il sogno onirico e fasullo del cinema contro la realtà da evadere, dentro il film costruisce un rapporto con se stesso, il suo presente, il suo passato, il suo cinema, lo spettatore e i critici che hanno notato i suoi troppi eccessi visivi. Ma sopratutto è un film sorprendente per come ti entra sottopelle e riesce a toccare il cuore con vero dramma, quella scena del "fatemeli vedere" è agghiacciante con un ottimo uso di spazi e dell eco, bello quel citare il rumore Tuf Tuf dei motoscafi che colpisce quando detto ad un amico (e bello che torna anche nei titoli di coda dopo la canzone), Tutto esplode nel colore azzurro simbolo della città e il continuo tuffarsi in mare è elemento ricorrente di trasformazione e cambiamento, cosi come significativo l'incontro con il maestro di vita Capuano che incarna meglio di chiunque altro la critica e gli dice l'emblematico e misterioso consiglio "non ti disunire" che è quasi l'antitesi del "non farti fottere dalla nostalgia" di Cinema paradiso. Insomma un film che funziona alla grande, avevo paura che Sorrentino si masturbasse con vuote belle visuali ripetendo per due ore quanto amasse Maradona e Fellini ma riesce ad andare oltre, a mettersi a nudo e mostrare il cuore che nascondeva dietro tutto il suo stile.

29 dicembre 2020

Water Lilies

Recensione Film
Anno: 2007
Regia: Céline Sciamma
Genere: Sentimentale

★★★ 😳

Giovanissima ragazza inizia un intima amicizia con una tipa piu matura che fa danza acquatica. Un Sentimentale Erotico adolescenziale che parte piuttosto perverso con infinite scene allusorie piu o meno esplicite verso queste ragazzine minorenni negli spogliatoi ma per assurdo piu il film diventa esplicito e parla di sessualità piu la perversione e i vari male-gaze si attenuano per sviluppare una storia sentimentale di formazione piuttosto sentita e sincera. Qua si parla dell addio all infanzia con una disperata voglia delle ragazzine di crescere che spinge verso i pericoli di usare ed essere usati, la ragazza è atratta dall'apparente "maturità" di questa maledetta Floriane che è fin da subito un chiaro gigantesco puttanone egoista ma allo stesso tempo è un personaggio ambiguo e come la protagonista non riesci mai a capirla e comprenderla del tutto, ma ci è? ci fa? se ne frega? mente o non mente? e piu il rapporto diventa intimo piu si mostra quanto è doloroso essere usati, pieni di speranza e ingenuità ci credi, si perdona, ancora e ancora si perdona fino a che il cuore non si spacca in modo irreparabile. il film tutto sommato funziona, belle le coreografie di ballo acquatico, i silenziosi momenti di dolore e gelosia della giovane e interessante il rapporto con l'amica piu timida che fa quasi da parallelo opposto alla storia principale, ho apprezzato il prendere di nascosto la spazzatura con tanto di mela simbolo di peccato, il bacio sul vetro e il fatto che è un mondo di ragazzi senza alcuna traccia di genitori, un peccato per il chiaro alone di perversione che aleggia per l'intero film, non voglio fare stupidi moralismi ma visto che si parlava di minori penso che si poteva decisamente parlare di sessualità, desideri e scoperte con piu stile e raffinatezza.

10 maggio 2020

Pinocchio 2019

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Matteo Garrone
Genere: Fantastico, storia di formazione
★★ 😫

Un Povero falegname crea un burattino che parte per un viaggio di formazione per crescere e maturare. Ennesima rivisitazione del Pinocchio di Collodi fatta dal grande Matteo Garrone che con il suo tono da realistica fiaba nera barocca ci prova in tutti i modi a convincere ma non ci riesce per colpa di un ritmo davvero troppo soporifero. Ed è difficile voler male al film, la fotografia, i costumi, gli attori, gli effetti visivi, tutto trasmette un fascino unico, a me Benigni qua è piaciuto, cosi come Proietti, la lumaca, il giudice scimmia, Ceccherini che fa la volpe o l'inquietante Tonno che dio santissimo che paura stammi lontano! è un film che ha di sicuro un Cuore vivo e pulsante, si ispira anche al cartone ma non è un arida trasposizione Disney in live action, un vero peccato quindi che manca di vera energia, la colonna sonora è una musichetta ignobile che non funziona, il montaggio è televisivo, i movimenti di camera inesistenti e molte inquadrature sono si belle visivamente ma anche troppo impostate e innaturali, dire che è un film "legnoso" è una battuta banale ma tristemente molto vera, anche sul piano narrativo l'adattamento non convince limitandosi a saltare punto su punto gli eventi famosi ma non si sente il conflitto cardine tra il Dovere e il Piacere, si perde tra le pieghe della storia la tragedia di Geppetto che è quella di un padre che ha dato tutto per un figlio traditore, ll grillo parlante che dovrebbe essere l'inascoltata voce della ragione qua è un odioso nano che spunta dalle pareti e Lucignolo, il simbolo storico della ribellione giovanile appare e sparisce troppo velocemente per essere ricordato. La storia di Pinocchio dovrebbe insegnare ai piu piccoli i pericoli di lngenuità e Ignoranza, insegnare la differenza tra un lavoro da schiavo e quello di un uomo libero, ma dispiace che visti i ritmi e i toni questo film è chiaramente destinato ad un pubblico adulto, ho sbadigliato parecchio e dubito che un bambino possa apprezzarlo o anche solo arrivare sveglio al finale.

4 maggio 2020

Bambi 2

Recensione Film Animato
Anno: 2006
Regia: Brian Pimental
Genere: Storia di formazione
★★ 😏

Il giovane Bambi deve passare l'inverno con il suo distaccato e poco affettivo padre che vuole lasciarlo presto. Intra-Sequel del Super classicone Disney che a quasi 65 anni di distanza dal primo arriva deciamente troppo tardi per poter interessare il pubblico moderno, ma devo dire che tutto sommato il film mi ha sorpreso, visivamente è carino e nonostante la mediocrità narrativa che lo rende piuttosto noioso il tutto non è poi cosi male, anzi fosse uscito negli anni 50 avrebbe meritato anche una stelletta in piu, mi sono piaciuti i toni classici e contemplativi verso la natura, i ritmi lenti e sempliciotti dove si gioca tra ragazzi, e davvero bello è il difficile rapporto con un padre che non ama questo ruolo e pretende un figlio piu forte ed indipendente, e qua la voce di Patrick Stewart è perfetta e dona autorità al fiero personaggio che come la neve piano piano si scioglie. Buono anche il percorso di crescita del ragazzo che è molto vecchia scuola Boomer e cosi per diventare veri maschi il giovane dovrà dimostarare forza e coraggio. Poi il ritmo sarà anche noioso ed è pieno di cose frivole e bambinesche ma la premessa drammatica di un orfano di madre che deve superare un momento difficile può funzionare per i piu giovanissimi ad approcciarsi al lutto e mi ha davvero colpito il domandare rassegnato del ragazzo "Lei non tornera mai piu vero?" e quella secco "No" del padre

4 febbraio 2020

Piccole Donne

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Greta Gerwig
Genere: Dramma, Storia di formazione
★★★ 😖

La giovane Josephine sogna di fare la scrittrice e ci narra la sua semplice vita insieme alle sue sorelle. Tratto dal famoso romanzo di Louisa May Alcott il film è un dolce e tenero dramma in costume pieno di Estrogeni e conflitti tra Cuore e Femminismo che fanno piacere ma nonostante il tutto sia presentato in modo piuttosto solido non è riuscito a convincermi pienamente, buono il cast ma le protagoniste appaiono fin troppo adulte per il loro ruolo di confuse adolescenti del ottocento, in piu la loro vaga età rovina gravemente la continuity con pasticciati flashback che arrivano in maniera confusionaria e spezzano una narrazione che avrebbe funzionato molto meglio in modo lineare (odio sempre questi errori di intreccio). Qua ci sono i classici Battibecchi, le gelosie e le atmosfere dolceamare tra sorelle che fanno sempre piacere, bello vederle insieme, abracciate, felici di ritrovare il padre e la madre con momenti di profonda sincerità, ricchi di una seplicità magica che scalda il cuore, mentre non sopporto i soliti conflitti amorosi dello "sposami, si ma non posso, vorrei ma non riesco" lui ama lei che ama lui che ama un altra che poi neanche il film stesso sembra crederci davvero offrendo ruffiano finale meta-narrativo che accontenta il pubblico pur ribadendo che è pura finzione artificiale e viva l'emancipazione femminista yeahh! Non penso che sia un brutto film, ma appare fin troppo come il solito generico film tv del pomeriggio da dimenticare velocemente, l'arco di crescita e maturazione delle ragazze dovrebbe essere il cuore centrale del film ma è un qualcosa di tralasciato che non si sente minimamente, un vero peccato che tutto questa calda semplicità che si vuole trasmettere manca di una forte intensità drammatica

20 ottobre 2019

JoJo Rabbit

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Taika Waititi
Genere: Commedia, Dramma, Shoah
★★★★ 😊

Un bambino vive nella germania nazista e ha come amico immaginario nientemeno che Adolf Hitler. Una tenerissima commedia/storia di formazione contro ogni razzismo che scalda il cuore con temi non certo nuovi ma che qui sono trattati piuttosto bene e non suonano fasulli o bolliti. E dispiace che siamo ancora in un epoca dove scherzare sul nazismo viene considerata una mossa coraggiosa quando dovrebbe essere una banale normalità, ma comunque il film ha ritmo, è girato bene e convince sempre di piu, le interpretazioni sono tutte ottime, i bimbi sono fantastici, la Johansson fa una madre perfetta che tutti vorrebbero avere, Sam Rockwell è come sempre grandioso e pure l'adolf di Waititi oscilla bene tra il macchiettistico e l'inquietante super Ego culturale. Il film azzecca sopratutto il tono giocoso e bambinesco che ti immerge nell ottica di un esuberante bambino che sbaglia ma che non sa di sbagliare, cosi anche l'errore dell antisemitismo indottrinato dalla propaganda viene spiegato meglio e non è trattato subito con facili moralismi del politicamente corretto, e si ride spesso, è un film pieno di gag , ovviamente alcune funzionano, altre sono stupidissime ma nell insieme questo continuo scherzare sul nazismo non sfocia mai nel effimera presa in giro su un icona storica ma anzi è un film che fa commuovere sinceramente piu e piu volte, e tra tenere risate e pianti si costruisce in modo onesto e sincero il forte messaggio di Vaffa che si urla nel finale.

20 gennaio 2019

We The Animals

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Jeremiah Zagar
Genere: Storia di formazione, Arthouse, Dramma
★★★ 😌

Ragazzo di Nove anni vive selvaggio insieme ai suoi fratelli mentre i loro genitori non sanno decidere se si amano o si odiano (maledetti). Poetica storia di formazione Arthouse piena di primi piani, camera a mano, musica enfatica e una regia sussurrata che gioca con le sensazioni e le emozioni, è una gioia vedere i ragazzi agire come animali Randagi correndo tra la foresta e ai bordi della civiltà, e graziosi sono i disegni e scarabocchi del giovane che ogni tanto prendono vita e si animano. Tutto è bello da vedere e sentire, in apparenza sembrerebbe un grande film ma piu ci penso e piu il tutto è solo tenero fumo negli occhi, il film ha un struttura forte ma viene rovinato da una visione poco sincera dell infanzia costruita da un adulto che sta proiettando forzatamente se stesso e la sua visione del mondo, odio infatti come si mischia l'infanzia e l'adolescenza, mancano figure autoritarie, mancano divisioni e scelte morali chiare, non amo questa idea anarchica della vita e non mi piace come il povero bambino viene strumentalizzato per fare uno stupido messaggio progressita da quattro soldi, tutti questi primi piani sulle tenere faccine di questi ragazzi si rivelano cosi solo un modo per intenerire in modo effimero, la magia e complessità dell infanzia è strumentalizzata e non ha vero spessore, il dramma dietro al conflitto con i genitori non riesce ad apparire autentico cosi come la difficoltà di crescere da soli non viene approfondità nel giusto modo. Insomma è un film costruito bene ma scritto male, non dico che sia brutto ma poteva essere molto di piu di un pretenzioso metaforone sull omosessualità, che vabbe vaffanculo eh, ma lui ha solo nove anni!