Recensione Film
Anno: 1990
Regia: Warren Betty
Genere: Gangster, Noir
★★ 😒
Detective che veste di giallo cerca di fermare dei folli gangster che dominano la città. Basato sull omonimo fumetto il film è una straordinaria esplosione di stile che richiama il batman di Burton grazie alla colonna di Elfman, un ottima fotografia di Vittorio Storaro piena di colori accesi con tanti rossi e verdi e delle protesi sui criminali che appaiono tutti assurdi e deformi sottolineando la mostruosità del crimine. Un approccio stilistico che ammiro molto tecnicamente ma a parte lo stile visivo il film è molto fiacco e non riesce mai a catturare, Warren Beatty è un cane a recitare e non trasmete il giusto carisma che dovrebbe avere questa forte icona, Al Pacino è una pessima parodia di un boss mafioso e stanca presto per come sbraita e urla sempre, Madonna è molto irritante come attrice, non è capace di fare la femme fatale e tristemente il film le da sempre piu spazio con un brutto triangolo amoroso, la storia dell'orfanello adottato affossa la narrazione, la lotta contro i criminali non è mai soddisfacente e i deboli montaggi musicali invece di arricchire il film lo asciugano molto. Comunque mi è piaciuto Dustin Hoffman che fa tipo che biascica le parole, si soffre per la povera fidanzata di Tracy che ha una relazione con un vero idiota, gasa il momento della sparatoria esplosiva per le strade e l'arrivo di un misterioso antagonista senza volto dalla voce inquietante ha acceso il mio interesse per come sembrava una vera minaccia fino a poi essere rovinato anche lui quando si scopre chi è, Insomma le faccione assurde e la stupenda fotografia colorata all inizio colpiscono ma piu va avanti e piu ci si rende conto che il film ha solo quello da offrire, tutto vuole essere un comico e giocoso gangster noir per ragazzi ma è un film indeciso sul suo target e resta troppo serio senza essere capace di offrire comicità, vera gioia o divertimento, cosi tutto questo stile viene sprecato e invece di essere un grande omaggio al genere noir ne diventa quasi un'insulto.
21 agosto 2026
29 agosto 2025
Casinò
Recensione Film
Anno: 1995
Regia: Martin Scorsese
Genere: Gangster Movie
★★★★ 😁
Due gangster narrano delle loro imprese criminali a Las Vegas tra gli anni 70 e 80. Scorsese torna nella malavita e costruisce una gigantesca giostra piena di energia che descrive con tanta ironia nera i crimini e la follia di questo mondo, attraverso due narrazioni parallele conosciamo due facce del sistema mafioso con Sam un severo boss di un Casinò che cerca di essere il piu legale possibile e Nicky che è una violenta mina vagante impossibile da controllare e ovviamente i due inizieranno a odiarsi e non sopportarsi. Voci fuoricampo che offrono montaggi descrittivi pieni di energia con sempre ottima musica in sottofondo, tutti i dialoghi sono nevrotici e taglienti al punto giusto, bello scoprire le dinamiche di potere dentro e fuori il casinò, il flusso di soldi verso i capi al nord, come controllano e puniscono chi bara, Robert De Niro e Joe Pesci sono entrambi grandiosi, le scene con Nicky hanno sempre grandi momenti di violenza, assurde sono le camicie colorate di Sam e fa ridere come è cosi testardo e perfezionista che finisce nei guai perchè licenzia un raccomandato, bella l'inquadratura di riflesso negli occhiali nel deserto ed è divertente vedere come l'impero inizia a crollare e sono braccati dagli agenti dell FBI. Al centro di tutto c'è anche la relazione sentimentale con il controverso personaggio di Ginger interpretato da Sharon Stone, una donna piena di problemi e sofferenze interiori che vive un esistenza tragica ma secondo me il film non la tratta benissimo, rispetto ai due sanguinari gangster criminali è assurdo che lei è quella che ne esce peggio e appare come una pessima madre, una pessima moglie, che pensa solo ai soldi, si droga, lega la figlia, tradisce tutti, urla in modo isterico, tutte azioni che danno ragione al marito geloso e abusivo e non costruiscono minimamente la sua prospettiva tormentata, capisco che sono tutti pieni di difetti ma c'è un chiaro maschilismo di fondo e per equilibrare il film avrei almeno aggiunto la voce fuoricampo di Ginger che spiegava il suo punto di vista. Il film poi è lunghissimo e anche piuttosto estenuante da riguardare, e dopo tutto questo grande circo di follia criminale il finale arriva anche piuttosto insoddisfacente e giuro non capisco il senso di quella cosa della bomba in auto visto che rovina la chiusura dell cerchio, comunque nell insieme è un film pieno di carisma e comicità e di sicuro merita un posto tra i migliori film di gangster mai fatti.
Anno: 1995
Regia: Martin Scorsese
Genere: Gangster Movie
★★★★ 😁
Due gangster narrano delle loro imprese criminali a Las Vegas tra gli anni 70 e 80. Scorsese torna nella malavita e costruisce una gigantesca giostra piena di energia che descrive con tanta ironia nera i crimini e la follia di questo mondo, attraverso due narrazioni parallele conosciamo due facce del sistema mafioso con Sam un severo boss di un Casinò che cerca di essere il piu legale possibile e Nicky che è una violenta mina vagante impossibile da controllare e ovviamente i due inizieranno a odiarsi e non sopportarsi. Voci fuoricampo che offrono montaggi descrittivi pieni di energia con sempre ottima musica in sottofondo, tutti i dialoghi sono nevrotici e taglienti al punto giusto, bello scoprire le dinamiche di potere dentro e fuori il casinò, il flusso di soldi verso i capi al nord, come controllano e puniscono chi bara, Robert De Niro e Joe Pesci sono entrambi grandiosi, le scene con Nicky hanno sempre grandi momenti di violenza, assurde sono le camicie colorate di Sam e fa ridere come è cosi testardo e perfezionista che finisce nei guai perchè licenzia un raccomandato, bella l'inquadratura di riflesso negli occhiali nel deserto ed è divertente vedere come l'impero inizia a crollare e sono braccati dagli agenti dell FBI. Al centro di tutto c'è anche la relazione sentimentale con il controverso personaggio di Ginger interpretato da Sharon Stone, una donna piena di problemi e sofferenze interiori che vive un esistenza tragica ma secondo me il film non la tratta benissimo, rispetto ai due sanguinari gangster criminali è assurdo che lei è quella che ne esce peggio e appare come una pessima madre, una pessima moglie, che pensa solo ai soldi, si droga, lega la figlia, tradisce tutti, urla in modo isterico, tutte azioni che danno ragione al marito geloso e abusivo e non costruiscono minimamente la sua prospettiva tormentata, capisco che sono tutti pieni di difetti ma c'è un chiaro maschilismo di fondo e per equilibrare il film avrei almeno aggiunto la voce fuoricampo di Ginger che spiegava il suo punto di vista. Il film poi è lunghissimo e anche piuttosto estenuante da riguardare, e dopo tutto questo grande circo di follia criminale il finale arriva anche piuttosto insoddisfacente e giuro non capisco il senso di quella cosa della bomba in auto visto che rovina la chiusura dell cerchio, comunque nell insieme è un film pieno di carisma e comicità e di sicuro merita un posto tra i migliori film di gangster mai fatti.
Tags:
4stelle,
Dark-Comedy,
Film,
Gangster
14 novembre 2024
The Penguin
Recensione Serie Tv
Anno: 2024
Showrunner: Lauren LeFranc
Genere: Gangster, Thriller, Drama
Episodi: 8
★★★★ 😁
Oswald Cobblepot incontra ladruncolo e insieme tentano di scalare i vertici criminali. Sequel/Spin-off del The Batman di Matt Reeves che continua le vicende del Pinguino di Colin Farell e a sorpresa la serie è davvero scritta bene e scava nel dramma e nei rapporti con una certa maturità anche piu del film principale. Oltre al Pinguino la serie si concentra su un ladruncolo impacciato di nome Victor e su Sofia, la figlia del boss Falcone, e all inizio avevo dei dubbi su questi due personaggi che sembravano inseriti per le solite quote progressiste ma lentamente i loro percorsi riescono convincere ed è bello quando Victor si trova ad un bivio e deve scegliere quale vita seguire e se prendere quell autobus con la fidanzata o funziona il quarto episodio che si concentra sul tragico passato di Sofia che finisce nel manicomio di Arkham. Funzionano i tanti montaggi musicali alla scorsese, si sentono le citazioni ai Sopranos, mi piace la fascinosa droga presa dai funghi che è molto "fumettosa" come idea e cè poi Colin Farrel che è un mostro di bravura e merita ogni premio possibile per come riesce a rendere questo mascherone cosi reale ed essere un bastardo ma anche pieno di umanità comprensibile, si soffre per le sue sconfitte e si è felici per le sue vittorie, amo come è instintivo e irrascibile, colpisce il drammatico rapporto con la madre malata, tostissima quella promessa che le fa e poi non mantiene per averla accanto quasi come fosse prigioniera, incredibile la rivelazione di come sono morti i fratelli, mi è piaciuto lo scontro di potere con Salvatore Maroni interpretato dal grande Clancy Brown e il finale mi ha soddisfatto pienamente per come arriva nero e cattivissimo tanto da tradire e imbrogliare persino lo spettatore che stava empatizzando con il protagonista, cosi questa serie non cade nell solito errore di trasformare i cattivi dei fumetti in antieroi ma mostra il Pinguino per quello che è realmente, un malvagio sociopatico egoista con chiari problemi mentali che non ha morali, mente sempre e sfrutta chiunque per ottenere quello che vuole. Qualche difettuccio l'ho notato e la serie ripete troppo spesso le situazioni, l'ascesa criminale di Sofia mi è apparsa un po' forzata e come boss criminale non mi ha convinto del tutto, lo psicologo pervertito è insulso come personaggio, la fuga di prigione di Maroni mi è apparsa assurda, le altre gang criminali sono patetiche per come fanno le belle statuine e subiscono passivamente i complotti degli altri, ci sono troppe riunioni, monologhi e discorsoni importanti e poi Il Pinguino si salva sempre da morte certa e piu volte lo catturano invece di ucciderlo all istante. Comunque alla fine la serie mi ha convinto pienamente, è una bella storia di gangster che offre anche qualche momento toccante e poi visto che nel film di Reeves il Pinguino era quasi una macchietta comica apprezzo molto come è stato approfondito e sviluppato questo famoso super cattivo di Batman.
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The Batman (2022)
Anno: 2024
Showrunner: Lauren LeFranc
Genere: Gangster, Thriller, Drama
Episodi: 8
★★★★ 😁
Oswald Cobblepot incontra ladruncolo e insieme tentano di scalare i vertici criminali. Sequel/Spin-off del The Batman di Matt Reeves che continua le vicende del Pinguino di Colin Farell e a sorpresa la serie è davvero scritta bene e scava nel dramma e nei rapporti con una certa maturità anche piu del film principale. Oltre al Pinguino la serie si concentra su un ladruncolo impacciato di nome Victor e su Sofia, la figlia del boss Falcone, e all inizio avevo dei dubbi su questi due personaggi che sembravano inseriti per le solite quote progressiste ma lentamente i loro percorsi riescono convincere ed è bello quando Victor si trova ad un bivio e deve scegliere quale vita seguire e se prendere quell autobus con la fidanzata o funziona il quarto episodio che si concentra sul tragico passato di Sofia che finisce nel manicomio di Arkham. Funzionano i tanti montaggi musicali alla scorsese, si sentono le citazioni ai Sopranos, mi piace la fascinosa droga presa dai funghi che è molto "fumettosa" come idea e cè poi Colin Farrel che è un mostro di bravura e merita ogni premio possibile per come riesce a rendere questo mascherone cosi reale ed essere un bastardo ma anche pieno di umanità comprensibile, si soffre per le sue sconfitte e si è felici per le sue vittorie, amo come è instintivo e irrascibile, colpisce il drammatico rapporto con la madre malata, tostissima quella promessa che le fa e poi non mantiene per averla accanto quasi come fosse prigioniera, incredibile la rivelazione di come sono morti i fratelli, mi è piaciuto lo scontro di potere con Salvatore Maroni interpretato dal grande Clancy Brown e il finale mi ha soddisfatto pienamente per come arriva nero e cattivissimo tanto da tradire e imbrogliare persino lo spettatore che stava empatizzando con il protagonista, cosi questa serie non cade nell solito errore di trasformare i cattivi dei fumetti in antieroi ma mostra il Pinguino per quello che è realmente, un malvagio sociopatico egoista con chiari problemi mentali che non ha morali, mente sempre e sfrutta chiunque per ottenere quello che vuole. Qualche difettuccio l'ho notato e la serie ripete troppo spesso le situazioni, l'ascesa criminale di Sofia mi è apparsa un po' forzata e come boss criminale non mi ha convinto del tutto, lo psicologo pervertito è insulso come personaggio, la fuga di prigione di Maroni mi è apparsa assurda, le altre gang criminali sono patetiche per come fanno le belle statuine e subiscono passivamente i complotti degli altri, ci sono troppe riunioni, monologhi e discorsoni importanti e poi Il Pinguino si salva sempre da morte certa e piu volte lo catturano invece di ucciderlo all istante. Comunque alla fine la serie mi ha convinto pienamente, è una bella storia di gangster che offre anche qualche momento toccante e poi visto che nel film di Reeves il Pinguino era quasi una macchietta comica apprezzo molto come è stato approfondito e sviluppato questo famoso super cattivo di Batman.
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The Batman (2022)
19 febbraio 2023
Tulsa King
Recensione Serie Tv
Anno: 2022
Showrunner: Taylor Sheridan
Genere: Gangster, Crime
Episodi: 9
★★★ 😊
Vecchio Mafioso esce di prigione e viene esiliato dai suoi colleghi nella città di Tulsa dove prova a ricostruire il suo impero criminale. Stallone si butta in una serie televisiva e nonostante i suoi 75 anni risulta ancora molto fresco e guida bene questa leggera storia di Gangster, mi piace come lui è carismatico e domina la scena comprando, minacciando e corrompendo tutti, funzionano i rapporti con i personaggi secondari che lo aiutano formando sempre piu una grande famiglia allargata, buoni i conflitti con i Mafiosi di new York e con i Motociclisti locali che creano due interessanti gruppi di antagonisti da battere, mi piacciono quei piccoli momenti di riflessione e rimorso come il rapporto con il fratello e con la figlia e il tutto ha il giusto mix di momenti leggeri e pesanti che fanno scorrere bene gli episodi. Certo come serie non è imperdibile, anzi tecnicamente è piuttosto mediocre, poi è vero che Stallone è carismatico ma le ha sempre tutte vinte in modo poco credibile, in ogni situazione, in ogni momento ne esce come un vincente strafigo e ha una fortuna sfacciata incredibile, per come minaccia apertamente i mafiosi o i suoi avversari dovrebbe essere morto almeno dieci volte, cosi come non ho amato le assurde coincidenze che appaiono come andare a letto per puro caso con un agente federale o che a Tulsa c'è un suo ex collega che lo riconosce subito. Nel complesso è una serie simpatica che forte del suo leader carismatico gioca a fare i Gangster in modo leggero senza creare niente di particolarmente profondo.
Anno: 2022
Showrunner: Taylor Sheridan
Genere: Gangster, Crime
Episodi: 9
★★★ 😊
Vecchio Mafioso esce di prigione e viene esiliato dai suoi colleghi nella città di Tulsa dove prova a ricostruire il suo impero criminale. Stallone si butta in una serie televisiva e nonostante i suoi 75 anni risulta ancora molto fresco e guida bene questa leggera storia di Gangster, mi piace come lui è carismatico e domina la scena comprando, minacciando e corrompendo tutti, funzionano i rapporti con i personaggi secondari che lo aiutano formando sempre piu una grande famiglia allargata, buoni i conflitti con i Mafiosi di new York e con i Motociclisti locali che creano due interessanti gruppi di antagonisti da battere, mi piacciono quei piccoli momenti di riflessione e rimorso come il rapporto con il fratello e con la figlia e il tutto ha il giusto mix di momenti leggeri e pesanti che fanno scorrere bene gli episodi. Certo come serie non è imperdibile, anzi tecnicamente è piuttosto mediocre, poi è vero che Stallone è carismatico ma le ha sempre tutte vinte in modo poco credibile, in ogni situazione, in ogni momento ne esce come un vincente strafigo e ha una fortuna sfacciata incredibile, per come minaccia apertamente i mafiosi o i suoi avversari dovrebbe essere morto almeno dieci volte, cosi come non ho amato le assurde coincidenze che appaiono come andare a letto per puro caso con un agente federale o che a Tulsa c'è un suo ex collega che lo riconosce subito. Nel complesso è una serie simpatica che forte del suo leader carismatico gioca a fare i Gangster in modo leggero senza creare niente di particolarmente profondo.
3 gennaio 2023
The Outfit
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Graham Moore
Genere: Thriller
★★★ 😳
Un timido Sarto si trova prigioniero nel suo negozio in una lunga notte di tensione. Semplice Thriller in una location guidato da un buon Mark Rylance che con toni pacati cerca di destreggiarsi nel pericoloso mondo dei gangster, inizia bene presentando la vita quotidiana del sarto, poi intriga una cucitura dolorosa e il tutto ha un un certo fascino grazie al gioco di tensione, i vari misteri, una dolce musica jazz in sottofondo e a come vengono descritte le varie procedure per fare i vestiti. Amo i thriller e il film ha uno stile teatrale che intrattiene bene grazie anche a vari conflitti e situazioni pericolose interessanti ma piu va avanti e piu accadono cose che mi lasciano forti dubbi, tutto è troppo verboso ed è un continuo fare spiegoni uno dopo l'altro, c'è un grave ferito sul punto di morire e una scena dopo si rialza come nulla fosse successo (anzi accade due volte sta cosa), arrivano telefonate a caso che salvano la situazione, un personaggio che dovrebbe scappare invece torna senza alcun motivo e poi ci sono troppi colpi di scena che si credono furbi e geniali ma in realtà fanno cagare e rovinano la storia andando anche in contraddizione con quanto presentato. Insomma mi piace l'idea di partenza di un umile sarto che con mosse d'astuzia deve sopravvivere alle minaccie di violenti gangster ma lo sviluppo non mi è piaciuto per niente e le stupide rivelazioni fanno acqua da tutte le parti.
Anno: 2022
Regia: Graham Moore
Genere: Thriller
★★★ 😳
Un timido Sarto si trova prigioniero nel suo negozio in una lunga notte di tensione. Semplice Thriller in una location guidato da un buon Mark Rylance che con toni pacati cerca di destreggiarsi nel pericoloso mondo dei gangster, inizia bene presentando la vita quotidiana del sarto, poi intriga una cucitura dolorosa e il tutto ha un un certo fascino grazie al gioco di tensione, i vari misteri, una dolce musica jazz in sottofondo e a come vengono descritte le varie procedure per fare i vestiti. Amo i thriller e il film ha uno stile teatrale che intrattiene bene grazie anche a vari conflitti e situazioni pericolose interessanti ma piu va avanti e piu accadono cose che mi lasciano forti dubbi, tutto è troppo verboso ed è un continuo fare spiegoni uno dopo l'altro, c'è un grave ferito sul punto di morire e una scena dopo si rialza come nulla fosse successo (anzi accade due volte sta cosa), arrivano telefonate a caso che salvano la situazione, un personaggio che dovrebbe scappare invece torna senza alcun motivo e poi ci sono troppi colpi di scena che si credono furbi e geniali ma in realtà fanno cagare e rovinano la storia andando anche in contraddizione con quanto presentato. Insomma mi piace l'idea di partenza di un umile sarto che con mosse d'astuzia deve sopravvivere alle minaccie di violenti gangster ma lo sviluppo non mi è piaciuto per niente e le stupide rivelazioni fanno acqua da tutte le parti.
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Thriller,
unalocation
3 novembre 2021
TOP FILM DI GANGSTER
I Film di Gangster mostrano le vite e i conflitti dei criminali, percorsi ribelli amorali, di violenza e Sangue contro le regole civili che portano ai soldi e al potere ma anche all autodistruzione e all inevitabile punizione per i loro crimini. Sono Mondi spietati, di fratellanza e tradimenti che affascinano per come vince il piu forte e il piu determinato e offrono prospettive ambigue molto interessanti per come mettono al centro degli antieroi immorali.
1. Il PADRINO (1972)
2. CITY OF GOD (2002)
3. C'era Una Volta in America (1984)
4. IL PADRINO: Parte II (1974)
5. Quei Bravi Ragazzi (1990)
6. Carlito's Way (1993)
7. Scarface (1983)
8. Le Iene (1992)
9. Pulp Fiction 1994
10. NEW WORLD (2013)
11. La Haine (1995)
12. Casino (1995)
13. Il Profeta (2009)
14. The Departed (2006)
15. Non è un Paese per Vecchi (2007)
16. Heat - La sfida (1995)
17. Rififi (1955)
18. Le Cercle Rouge - I Senza Nome (1970)
19. Bonnie and Clyde (1967)
20. A History of Violence (2005)
21. Touch of Evil (1958)
22. The Warriors (1979)
23. The Testament of Dr. Mabuse 1933
1. Il PADRINO (1972)
2. CITY OF GOD (2002)
3. C'era Una Volta in America (1984)
4. IL PADRINO: Parte II (1974)
5. Quei Bravi Ragazzi (1990)
6. Carlito's Way (1993)
7. Scarface (1983)
8. Le Iene (1992)
9. Pulp Fiction 1994
10. NEW WORLD (2013)
11. La Haine (1995)
12. Casino (1995)
13. Il Profeta (2009)
14. The Departed (2006)
15. Non è un Paese per Vecchi (2007)
16. Heat - La sfida (1995)
17. Rififi (1955)
18. Le Cercle Rouge - I Senza Nome (1970)
19. Bonnie and Clyde (1967)
20. A History of Violence (2005)
21. Touch of Evil (1958)
22. The Warriors (1979)
23. The Testament of Dr. Mabuse 1933
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Gangster,
Liste,
Listexgenere
6 settembre 2021
No Sudden Move
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Steven Soderbergh
Genere: Gangster, Thriller
★★★ 😐
Negli anni 50 due criminali devono fare un lavoretto veloce che diventa un qualcosa di piu complicato. Un Gangster Thriller semplice e asciutto che si lascia guardare, non ha grossi cali di qualità ma neanche nessun grande momento memorabile o stile particolare e cosi finisce per essere un prodotto medio fatto bene ma che non soddisfa come dovrebbe. Don Cheadle e Benicio del Toro guidano egregiamente la storia e anche le altre comparsate sono brave nei loro piccoli ruoli, sotto una dolce musica il ritmo è molto rilassato nonostante i vari momenti di tensione, comunque l'inizio nella casa mi è piaciuto con una tensione palpabile tra gli ostaggi, poi la caccia al documento Macguffin è interessante e sono piuttosto piacevoli i continui intrecci di amanti, accordi, tradimenti e controaccordi che i personaggi si fanno per uscire vincenti. La fotografia utilizza troppi grandangoli che distraggono spesso per come schiacciano l'immagine ai bordi ma è di base un film piuttosto competente ed è un Peccato che risulti cosi insipido e mediocre, colpa sopratutto di un finale troppo debole, è quel tipo di risoluzione che vuole essere cinica e spietata mostrando che alla fine vincono sempre i potenti e quelli pieni di denaro ma poi nell esecuzione pratica non ha la forza e il coraggio di graffiare e sviluppa questo discorso soltanto in modo inconcludente creando una giustificata insoddisfazione nello spettatore.
Anno: 2021
Regia: Steven Soderbergh
Genere: Gangster, Thriller
★★★ 😐
Negli anni 50 due criminali devono fare un lavoretto veloce che diventa un qualcosa di piu complicato. Un Gangster Thriller semplice e asciutto che si lascia guardare, non ha grossi cali di qualità ma neanche nessun grande momento memorabile o stile particolare e cosi finisce per essere un prodotto medio fatto bene ma che non soddisfa come dovrebbe. Don Cheadle e Benicio del Toro guidano egregiamente la storia e anche le altre comparsate sono brave nei loro piccoli ruoli, sotto una dolce musica il ritmo è molto rilassato nonostante i vari momenti di tensione, comunque l'inizio nella casa mi è piaciuto con una tensione palpabile tra gli ostaggi, poi la caccia al documento Macguffin è interessante e sono piuttosto piacevoli i continui intrecci di amanti, accordi, tradimenti e controaccordi che i personaggi si fanno per uscire vincenti. La fotografia utilizza troppi grandangoli che distraggono spesso per come schiacciano l'immagine ai bordi ma è di base un film piuttosto competente ed è un Peccato che risulti cosi insipido e mediocre, colpa sopratutto di un finale troppo debole, è quel tipo di risoluzione che vuole essere cinica e spietata mostrando che alla fine vincono sempre i potenti e quelli pieni di denaro ma poi nell esecuzione pratica non ha la forza e il coraggio di graffiare e sviluppa questo discorso soltanto in modo inconcludente creando una giustificata insoddisfazione nello spettatore.
6 giugno 2021
I Senza Nome
Recensione Film
Anno:1970
Regia: Jean-Pierre Melville
Genere: Thriller, Crime, Heist
Titolo Originale: Le Cercle Rogue
★★★★ 😪
Due criminali si incontrano per caso e provano a fare una rapina. Freddo e lento Thriller che si sofferma in modo asciutto e preciso sulla grande tensione del momento ma nell insieme la storia ci mette un bel po' a decollare con un ritmo da lumaca piuttosto esasperante. il cast è buono seppur sottotono e poco utilizzato, Alain Delon torna con il suo impermiabile iconico e un insopportabile atteggiamento distaccato e Gian Maria Volontè brilla all inizio quando nervosamente deve scappare dalla polizia come un animale braccato per poi scomparire nell piu completo anonimato nel secondo tempo, e anche il commissario che segue l'indagine manca di carattere e non domina mai la scena. Cosi questo film per quanto fatto bene in piu punti non è riuscito ad appassionarmi, amo i thriller ma l'approccio cosi lento e distaccato manca di autentico carattere e la narrativa sembra fare quasi una lista asettica di eventi criminali che accadono dimenticando lo spettatore, i tanti bei momenti di tensione mostrati sembrano scivolare addosso e mancano di intensità quasi buttati via, sono comunque descritti in maniera dettagliata e proprio da questa lentezza nasce una buona tensione che convince, sempre nel singolo momento e nella singola scena, ma mai nell insieme.
Anno:1970
Regia: Jean-Pierre Melville
Genere: Thriller, Crime, Heist
Titolo Originale: Le Cercle Rogue
★★★★ 😪
Due criminali si incontrano per caso e provano a fare una rapina. Freddo e lento Thriller che si sofferma in modo asciutto e preciso sulla grande tensione del momento ma nell insieme la storia ci mette un bel po' a decollare con un ritmo da lumaca piuttosto esasperante. il cast è buono seppur sottotono e poco utilizzato, Alain Delon torna con il suo impermiabile iconico e un insopportabile atteggiamento distaccato e Gian Maria Volontè brilla all inizio quando nervosamente deve scappare dalla polizia come un animale braccato per poi scomparire nell piu completo anonimato nel secondo tempo, e anche il commissario che segue l'indagine manca di carattere e non domina mai la scena. Cosi questo film per quanto fatto bene in piu punti non è riuscito ad appassionarmi, amo i thriller ma l'approccio cosi lento e distaccato manca di autentico carattere e la narrativa sembra fare quasi una lista asettica di eventi criminali che accadono dimenticando lo spettatore, i tanti bei momenti di tensione mostrati sembrano scivolare addosso e mancano di intensità quasi buttati via, sono comunque descritti in maniera dettagliata e proprio da questa lentezza nasce una buona tensione che convince, sempre nel singolo momento e nella singola scena, ma mai nell insieme.
30 gennaio 2021
The Godfather part III
Recensione Film
Anno: 1990
Regia: Francis Ford Coppola
Genere: Dramma, Gangster Movie
★★★ 😩
Terzo capitolo della saga del Padrino che prova a redimere il personaggio di Micheal Corleone ormai vecchio e stanco. Un Infausto sequel che dopo 20 anni continua una storia che si era gia chiusa in maniera perfetta, questo film per giustificarsi doveva offrire qualcosa di incredibile e potente simile anche di poco alla qualità degli originali ma tristemente non riesce neanche a sorreggersi da solo come film e fa acqua da tutte le parti, la storia va per inerzia come uno sceneggiato televisivo qualsiasi e non ha alcun mordende narrativo, se i primi due erano un capolavoro di ritmo offrendo conflitti potenti in una scena piu bella dell altra questo è un disastro da ogni punto di vista, non si sente la tensione nelle scene violente, non si sente la profondità del dramma, la recitazione di tutti è sotto la media, le inquadrature pigre e svogliate e mancano vere idee visive, i costumi e il set desing sono generici, siamo praticamente in un altro mondo in termini di produzione e stile. La storia poi cerca in tutti i modi di redimere Michael mostrandolo pentito, malato, pieno di rimorsi, desideroso di lasciare il mondo del crimine per elevarsi a ricco imprenditore, ma questo costante gioco all impietosimento non funziona mai, anzi sembra una mossa forzata e fuori carattere, i veri mafiosi come Micheal non hanno rimorsi ma giustificano ogni errore legittimando quelle difficili scelte passate per non soffrire, tutto cosi sembra forzato per facile drammone con la sorella fedelissima e persino la moglie ad un certo punto lo perdona senza motivo. Andy Garcia è l'unico che sembra crederci davvero, porta carisma, energia e voglia di fare ma gli vengono sempre tappate le ali e fatica a tenere in piedi questo pietoso teatrino del dolore, poi la relazione incestuosa tra cugini potevano anche evitarla ma capisco il senso, un peccato per gli intrighi e cospirazioni in Vaticano intorno alla morte di papa Giovanni paolo primo perché potevano funzionare se fatti meglio e cosi come è non funziona il passaggio di testimone verso un altro padrino piu giovane. Qua le quasi tre ore si sentono tutte e la noia arriva spesso, il ritmo è cosi pessimo che finisce per essere un deludente mezzo disastro, recentemente è stato rimontato ma a parte qualche sfobiciata di ritmo la nuova versione è peggiore perché rovina e smerda completamente l'inquadratura finale che a me piaceva molto, metterci l'aforisma del cavolo e tagliando la morte effettiva di Micheal rovina ancora di piu un film che aveva gia dei seri problemi, non è certo malissimo, quell disperato "Adesso che credevo di esserne uscito, mi trascinano di nuovo dentro!" è un urlo disperato memorabile, la tragedia finale mi piace molto con degli urli di dolore e un melodramma esagerato che funziona a chiudere il cerchio di violenza, ma la verità è che è un film che nasce gia vecchio per come non ha idea di quello che doveva dire, in un epoca dove Scorsese esplodeva in stile e la Mafia in Italia esplodeva per davvero Coppola si mette a fare facili moralismi e lacrimoni da coccodrillo che non colpiscono neanche di striscio.
Anno: 1990
Regia: Francis Ford Coppola
Genere: Dramma, Gangster Movie
★★★ 😩
Terzo capitolo della saga del Padrino che prova a redimere il personaggio di Micheal Corleone ormai vecchio e stanco. Un Infausto sequel che dopo 20 anni continua una storia che si era gia chiusa in maniera perfetta, questo film per giustificarsi doveva offrire qualcosa di incredibile e potente simile anche di poco alla qualità degli originali ma tristemente non riesce neanche a sorreggersi da solo come film e fa acqua da tutte le parti, la storia va per inerzia come uno sceneggiato televisivo qualsiasi e non ha alcun mordende narrativo, se i primi due erano un capolavoro di ritmo offrendo conflitti potenti in una scena piu bella dell altra questo è un disastro da ogni punto di vista, non si sente la tensione nelle scene violente, non si sente la profondità del dramma, la recitazione di tutti è sotto la media, le inquadrature pigre e svogliate e mancano vere idee visive, i costumi e il set desing sono generici, siamo praticamente in un altro mondo in termini di produzione e stile. La storia poi cerca in tutti i modi di redimere Michael mostrandolo pentito, malato, pieno di rimorsi, desideroso di lasciare il mondo del crimine per elevarsi a ricco imprenditore, ma questo costante gioco all impietosimento non funziona mai, anzi sembra una mossa forzata e fuori carattere, i veri mafiosi come Micheal non hanno rimorsi ma giustificano ogni errore legittimando quelle difficili scelte passate per non soffrire, tutto cosi sembra forzato per facile drammone con la sorella fedelissima e persino la moglie ad un certo punto lo perdona senza motivo. Andy Garcia è l'unico che sembra crederci davvero, porta carisma, energia e voglia di fare ma gli vengono sempre tappate le ali e fatica a tenere in piedi questo pietoso teatrino del dolore, poi la relazione incestuosa tra cugini potevano anche evitarla ma capisco il senso, un peccato per gli intrighi e cospirazioni in Vaticano intorno alla morte di papa Giovanni paolo primo perché potevano funzionare se fatti meglio e cosi come è non funziona il passaggio di testimone verso un altro padrino piu giovane. Qua le quasi tre ore si sentono tutte e la noia arriva spesso, il ritmo è cosi pessimo che finisce per essere un deludente mezzo disastro, recentemente è stato rimontato ma a parte qualche sfobiciata di ritmo la nuova versione è peggiore perché rovina e smerda completamente l'inquadratura finale che a me piaceva molto, metterci l'aforisma del cavolo e tagliando la morte effettiva di Micheal rovina ancora di piu un film che aveva gia dei seri problemi, non è certo malissimo, quell disperato "Adesso che credevo di esserne uscito, mi trascinano di nuovo dentro!" è un urlo disperato memorabile, la tragedia finale mi piace molto con degli urli di dolore e un melodramma esagerato che funziona a chiudere il cerchio di violenza, ma la verità è che è un film che nasce gia vecchio per come non ha idea di quello che doveva dire, in un epoca dove Scorsese esplodeva in stile e la Mafia in Italia esplodeva per davvero Coppola si mette a fare facili moralismi e lacrimoni da coccodrillo che non colpiscono neanche di striscio.
29 gennaio 2021
The Godfather part II
Recensione Film
Anno: 1974
Regia: Francis Ford Coppola
Genere: Gangster movie, Dramma
Titolo ITA: Il Padrino parte 2
★★★★★ 😅
Continua la saga dei Corleone con questo Sequel/Prequel che espande la storia in una tragica epica di nascita e decadenza. Fare un secondo film cosi ambizioso e complesso solo due anni dopo il primo è stata di sicuramente un impresa titanica, sopratutto per l'epoca quando i sequel erano considerati poco piu di spazzatura per fare soldi facili, e questa voglia di andare non solo avanti ma anche indietro nel tempo creando quasi due film in uno è un idea rischiosissima per come spacca continuamente la storia in due parti e stacca l'immersione dello spettatore verso i due protagonisti, ma nonostante ci sia una certa pesantezza e densità narrativa le quasi tre ore e mezza sono divise piuttosto bene e l'intreccio risulta coeso e funzionale tanto che arricchisce di molto tutto quanto presentato nel primo film. La dualità temporale del percorso di padre e figlio porta un associazione tra le origini umili e modeste di un immigrato italiano che si crea la sua fortuna e la decadenza di un impero che crolla per colpa di arroganza e superbia, Micheal perde ogni qualità positiva e in questo film è sempre piu una vera merda, un padre padrone che vuole controllare tutti e tratta male moglie e sorella, che non si fida di nessuno, isolato e perso nel suo ruolo di capo, lontano dalla gente e dalle comunità, completamente corrotto dall idea piu malata di Business selvaggio, nella sua villa al lago è ormai estraneo alle sue origini italiane e sempre piu integrato nell Capitalismo senza Dio made in USA. Anche questo è una bomba tecnica e anzi lo supera a livelli di produzione come nelle scene piene di gente a Cuba o nel quartiere italiano, Al Pacino si conferma ottimo e va in parallelo con giovanissimo De Niro fondando leggendaria coppia d'oro di attori italoamericani, nella parte sequel mi piace la rivalità con il vecchio Roth, la disgustosa ipocrisia del senatore razzista che si ritrova a fare super retorico discorsone politico che elogia gli italo americani, il viaggio a Cuba per spartirsi la Torta per poi scappare a gambe levate durante la rivoluzione, il processo ispirato a fatti reali e come viene risolto, i litigi con la moglie e ovviamente il tragico conflitto con Fredo, ma forse la parte prequel è anche meglio per come nobilita e da cuore alla vita degli immigrati italiani con uno sguardo sincero e profondo, dall arrivo a Ellis island prigionieri per la quarantena fino alla vita nel quartiere con la festa di san Rocco traspare un idea nostalgica di umanità che non era presente nell originale troppo occupato a mostrare il fascino dei gangster, certo ci sono le origini criminali di Vito ma nello sfondo traspare una ricca storia di vita, il valore della comunità italiana è molto marcato diventando una fotografia storica, un vero elogio sincero a questo passato. Parlando di nascita e morte lo spessore narrativo offre anche piu livelli di lettura, cè la perdita della fede e i valori cristiani che portano alla corruzione morale e a quel decadimento della famiglia tradizionale che sfalda i rapporti piu stretti, c'è capitalismo e socialismo in netto contrasto come si vede a Cuba, C'è l'idea di Sacrificio per un fine e a quale prezzo si raggiungono certi risultati, infatti Il decadimento non è economico o di potere ma è la famiglia stessa che crolla, proprio quell unica cosa al centro di tutto che doveva tenere in piedi il resto. Insomma anche questo è un grande film leggendario che ha fatto la storia, alcuni pensano addirittura sia meglio dell originale, pensiero legittimo ma ritengo che il primo sia leggermente superiore visto che il secondo ha un intreccio narrativo piu complesso, una storia piu satura, pesante e macchinosa che lascia la componente thriller per far posto ad un tragico dramma.
Anno: 1974
Regia: Francis Ford Coppola
Genere: Gangster movie, Dramma
Titolo ITA: Il Padrino parte 2
★★★★★ 😅
Continua la saga dei Corleone con questo Sequel/Prequel che espande la storia in una tragica epica di nascita e decadenza. Fare un secondo film cosi ambizioso e complesso solo due anni dopo il primo è stata di sicuramente un impresa titanica, sopratutto per l'epoca quando i sequel erano considerati poco piu di spazzatura per fare soldi facili, e questa voglia di andare non solo avanti ma anche indietro nel tempo creando quasi due film in uno è un idea rischiosissima per come spacca continuamente la storia in due parti e stacca l'immersione dello spettatore verso i due protagonisti, ma nonostante ci sia una certa pesantezza e densità narrativa le quasi tre ore e mezza sono divise piuttosto bene e l'intreccio risulta coeso e funzionale tanto che arricchisce di molto tutto quanto presentato nel primo film. La dualità temporale del percorso di padre e figlio porta un associazione tra le origini umili e modeste di un immigrato italiano che si crea la sua fortuna e la decadenza di un impero che crolla per colpa di arroganza e superbia, Micheal perde ogni qualità positiva e in questo film è sempre piu una vera merda, un padre padrone che vuole controllare tutti e tratta male moglie e sorella, che non si fida di nessuno, isolato e perso nel suo ruolo di capo, lontano dalla gente e dalle comunità, completamente corrotto dall idea piu malata di Business selvaggio, nella sua villa al lago è ormai estraneo alle sue origini italiane e sempre piu integrato nell Capitalismo senza Dio made in USA. Anche questo è una bomba tecnica e anzi lo supera a livelli di produzione come nelle scene piene di gente a Cuba o nel quartiere italiano, Al Pacino si conferma ottimo e va in parallelo con giovanissimo De Niro fondando leggendaria coppia d'oro di attori italoamericani, nella parte sequel mi piace la rivalità con il vecchio Roth, la disgustosa ipocrisia del senatore razzista che si ritrova a fare super retorico discorsone politico che elogia gli italo americani, il viaggio a Cuba per spartirsi la Torta per poi scappare a gambe levate durante la rivoluzione, il processo ispirato a fatti reali e come viene risolto, i litigi con la moglie e ovviamente il tragico conflitto con Fredo, ma forse la parte prequel è anche meglio per come nobilita e da cuore alla vita degli immigrati italiani con uno sguardo sincero e profondo, dall arrivo a Ellis island prigionieri per la quarantena fino alla vita nel quartiere con la festa di san Rocco traspare un idea nostalgica di umanità che non era presente nell originale troppo occupato a mostrare il fascino dei gangster, certo ci sono le origini criminali di Vito ma nello sfondo traspare una ricca storia di vita, il valore della comunità italiana è molto marcato diventando una fotografia storica, un vero elogio sincero a questo passato. Parlando di nascita e morte lo spessore narrativo offre anche piu livelli di lettura, cè la perdita della fede e i valori cristiani che portano alla corruzione morale e a quel decadimento della famiglia tradizionale che sfalda i rapporti piu stretti, c'è capitalismo e socialismo in netto contrasto come si vede a Cuba, C'è l'idea di Sacrificio per un fine e a quale prezzo si raggiungono certi risultati, infatti Il decadimento non è economico o di potere ma è la famiglia stessa che crolla, proprio quell unica cosa al centro di tutto che doveva tenere in piedi il resto. Insomma anche questo è un grande film leggendario che ha fatto la storia, alcuni pensano addirittura sia meglio dell originale, pensiero legittimo ma ritengo che il primo sia leggermente superiore visto che il secondo ha un intreccio narrativo piu complesso, una storia piu satura, pesante e macchinosa che lascia la componente thriller per far posto ad un tragico dramma.
28 gennaio 2021
The Godfather
Recensione Film
Anno: 1972
Regia: Francis Ford Coppola
Genere: Gangster movie, Thriller
Titolo ITA: IL PADRINO
★★★★★ 😲
Figlio di Boss mafioso entra sempre piu nelle attività della famiglia. Il Padrino è senza ombra di dubbio uno dei migliori film di tutti i tempi, non è un esplosione di stile e virtuosismi registici ma è una solida e monolitica narrazione che non sbaglia un colpo, ogni singola scena, ogni singola virgola è perfetta tanto da diventare l'apice narrativo che ogni altro film vorrebbe raggiungere. Fin da subito si viene immersi in un mondo criminale dai due volti contradittori, c'è la festa, la famiglia, il matrimonio alla luce del sole e ci sono gli accordi, i favori, il business nell ombra della casa, tutto si fa in nome della Famiglia, il padrino è presentato come un'autorità feudale, un Re che ha il potere di fare giustizia la dove ha fallito la legge ma in cambio vuole fedeltà e sottomissione, quel Rispetto e debito cieco per aumentare la sua influenza e potere, perché in realtà piu che la famiglia è il Potere quello che davvero conta e li mantiene in vita. Attraverso Micheal e la sua fidanzata vediamo introdotti in questo mondo estraneo ma lentamente lui ne viene travolto, quasi destinato da un passaggio ciclico di testimone generazionale, ma c'è un cambiamento rispetto al passato, Vito Corleone è una figura affascinante e carismatica nella sua estrema ambiguità, viene mostrato sempre come uomo giusto, responsabile, pacato, rappresenta gli uomini d'onore del passato, quel crimine organizzato che è sopravvissuto grazie a delle morali, dei limiti, delle leggi da non infrangere, ma nel futuro l'idea di onore muore per far posto alla spietatezza del piu forte, e la famiglia da proteggere è solo una menzogna perché in realtà si lavora solo per mantenere vivi interessi e gli affari. Visivamente la fotografia è ottima, non solo per i magnifici chiaroscuri dei volti che donano profondità al dramma ma anche per questa luce dorata che avvolge i personaggi, la regia non esagera mai in virtuosismi stilitici ma ogni momento dura il giusto ed è sapientemente dosato, ci sono effettivamente tante dissolvenze ma il piu delle volte sono perfette associazioni di idee come Vito che chiude gli occhi pensando al figlio in Sicilia, lo stile non vuole essere appariscente ma cerca la natura classica del racconto, si mostra chi è questa famiglia, cosa sono capaci di fare e quali sono i loro limiti per poi mostrarli in crisi, la scena dell ospedale vuoto è ottima per come riesce a creare tensione con i suoi echi e silenzi, con il panettiere e i suoi fiori che arrivano come unico aiuto disperato, stessa cosa per l'incontro al ristorante, un esplosione di tensione che cresce sempre piu fino a degli incredibili sguardi nevrotici sovrastati dal rumore di una metro che passa. E va avanti cosi dove ogni scena sembra migliore dell altra, questo non è di certo il primo Gangster movie, ma è il primo che sembra approcciarsi alla malavita in modo serio e realistico descrivendo persone e non personaggi, è quasi il primo a mostrare davvero che cos'è la mafia, quel "io non amo la violenza, sono un businessman" descrive pefettamente la mentalità mafiosa fatta di potere ed interessi, l'incontro con i Capi delle cinque famiglie è un altro momento incredibile per come raggiungono un accordo di pace con velate minacce e insulti, il film è profondo perché mostra non solo la violenza fisica dei mafiosi ma anche la spietatezza della vita criminale, essere in questo mondo è una continua guerra, un continuo guardarsi le spalle dove tutti possono tradire, ogni mossa va studiata come un eterna partita a scacchi. Ovviamente il Cast è leggendario da Marlon Brando, Robert Duvall, Al Pacino, fino ai personaggi minori secondari, tutti perfetti, credibili e in parte, ci sono Poi le arance che indicano Morte, Il contrasto con l'innocenza dei bambini che si ripete spesso, La frase dell "offerta che non si può rifiutare" che ironicamente si ripete cosi tante volte per essere memorabile e segnare nella mente dello spettatore l'idea forte di Minaccia, e poi ci sono donne picchiate a cinghiate, forzate a matrimoni con la lupara, cadute innocenti sotto il fuoco incrociato, rese vedove ed estromesse da ogni attività dei maschi, c'è il battesimo finale con la rinuncia/accettazione del demonio che è una delle piu belle scene in montaggio incrociato di tutti i tempi e dopo tutto questo come se non bastasse c'è la scena finale della porta che è la chiusura perfetta a questo viaggio, siamo entrati in questo mondo, ci siamo affezionati all onorevole boss mafioso che amava i suoi figli, appassionati alla crescita e maturazione di Micheal e poi avviene lo stacco e restiamo fuori, ora pienamente consapevoli di cosa accade in quella stanza.
Anno: 1972
Regia: Francis Ford Coppola
Genere: Gangster movie, Thriller
Titolo ITA: IL PADRINO
★★★★★ 😲
Figlio di Boss mafioso entra sempre piu nelle attività della famiglia. Il Padrino è senza ombra di dubbio uno dei migliori film di tutti i tempi, non è un esplosione di stile e virtuosismi registici ma è una solida e monolitica narrazione che non sbaglia un colpo, ogni singola scena, ogni singola virgola è perfetta tanto da diventare l'apice narrativo che ogni altro film vorrebbe raggiungere. Fin da subito si viene immersi in un mondo criminale dai due volti contradittori, c'è la festa, la famiglia, il matrimonio alla luce del sole e ci sono gli accordi, i favori, il business nell ombra della casa, tutto si fa in nome della Famiglia, il padrino è presentato come un'autorità feudale, un Re che ha il potere di fare giustizia la dove ha fallito la legge ma in cambio vuole fedeltà e sottomissione, quel Rispetto e debito cieco per aumentare la sua influenza e potere, perché in realtà piu che la famiglia è il Potere quello che davvero conta e li mantiene in vita. Attraverso Micheal e la sua fidanzata vediamo introdotti in questo mondo estraneo ma lentamente lui ne viene travolto, quasi destinato da un passaggio ciclico di testimone generazionale, ma c'è un cambiamento rispetto al passato, Vito Corleone è una figura affascinante e carismatica nella sua estrema ambiguità, viene mostrato sempre come uomo giusto, responsabile, pacato, rappresenta gli uomini d'onore del passato, quel crimine organizzato che è sopravvissuto grazie a delle morali, dei limiti, delle leggi da non infrangere, ma nel futuro l'idea di onore muore per far posto alla spietatezza del piu forte, e la famiglia da proteggere è solo una menzogna perché in realtà si lavora solo per mantenere vivi interessi e gli affari. Visivamente la fotografia è ottima, non solo per i magnifici chiaroscuri dei volti che donano profondità al dramma ma anche per questa luce dorata che avvolge i personaggi, la regia non esagera mai in virtuosismi stilitici ma ogni momento dura il giusto ed è sapientemente dosato, ci sono effettivamente tante dissolvenze ma il piu delle volte sono perfette associazioni di idee come Vito che chiude gli occhi pensando al figlio in Sicilia, lo stile non vuole essere appariscente ma cerca la natura classica del racconto, si mostra chi è questa famiglia, cosa sono capaci di fare e quali sono i loro limiti per poi mostrarli in crisi, la scena dell ospedale vuoto è ottima per come riesce a creare tensione con i suoi echi e silenzi, con il panettiere e i suoi fiori che arrivano come unico aiuto disperato, stessa cosa per l'incontro al ristorante, un esplosione di tensione che cresce sempre piu fino a degli incredibili sguardi nevrotici sovrastati dal rumore di una metro che passa. E va avanti cosi dove ogni scena sembra migliore dell altra, questo non è di certo il primo Gangster movie, ma è il primo che sembra approcciarsi alla malavita in modo serio e realistico descrivendo persone e non personaggi, è quasi il primo a mostrare davvero che cos'è la mafia, quel "io non amo la violenza, sono un businessman" descrive pefettamente la mentalità mafiosa fatta di potere ed interessi, l'incontro con i Capi delle cinque famiglie è un altro momento incredibile per come raggiungono un accordo di pace con velate minacce e insulti, il film è profondo perché mostra non solo la violenza fisica dei mafiosi ma anche la spietatezza della vita criminale, essere in questo mondo è una continua guerra, un continuo guardarsi le spalle dove tutti possono tradire, ogni mossa va studiata come un eterna partita a scacchi. Ovviamente il Cast è leggendario da Marlon Brando, Robert Duvall, Al Pacino, fino ai personaggi minori secondari, tutti perfetti, credibili e in parte, ci sono Poi le arance che indicano Morte, Il contrasto con l'innocenza dei bambini che si ripete spesso, La frase dell "offerta che non si può rifiutare" che ironicamente si ripete cosi tante volte per essere memorabile e segnare nella mente dello spettatore l'idea forte di Minaccia, e poi ci sono donne picchiate a cinghiate, forzate a matrimoni con la lupara, cadute innocenti sotto il fuoco incrociato, rese vedove ed estromesse da ogni attività dei maschi, c'è il battesimo finale con la rinuncia/accettazione del demonio che è una delle piu belle scene in montaggio incrociato di tutti i tempi e dopo tutto questo come se non bastasse c'è la scena finale della porta che è la chiusura perfetta a questo viaggio, siamo entrati in questo mondo, ci siamo affezionati all onorevole boss mafioso che amava i suoi figli, appassionati alla crescita e maturazione di Micheal e poi avviene lo stacco e restiamo fuori, ora pienamente consapevoli di cosa accade in quella stanza.
8 agosto 2020
Gomorra - La Serie
Recensione Serie tv
Anno: 2014-2021
Showrunner: Stefano Sollima, R. Saviano
Genere: Gangster, Thriller, Dramma
Episodi: 58
★★★★ 😁
La Famiglia di Criminali dei Savastano vive un momento di crisi e il figlio Gennaro per sopravvivere sarà costretto a crescere in fretta e diventare uno spietato Boss come suo padre. La serie tv di Gomorra mi ha fin da subito sorpreso per qualità, è una delle pochissime serie tv italiane che non ha nulla da invidiare alle produzioni americane sia per contenuti che per tecnica, il dramma è molto buono e il taglio Realista-Urbano funziona bene a descrivere il graffiante e spietato mondo del crimine, anche perché la maggior parte degli eventi mostrati è una sublimazione di tante situazioni accadute per davvero in Italia. La serie brilla per varietà e mi piace molto come cambia spesso il punto di vista, non parla solo di "quanto è bella la violenza" ma descrive a 360 gradi il difficile territorio, mostra il degrado dei quartieri popolari, il dramma degli ultimi e abusati o di chi non ha lavoro, le zone di spaccio, le guerre di clan, il pensiero di chi sogna una rivalsa attraverso il crimine e poi la serie vola in alto e abbandona il territorio di Napoli per costruire un discorso piu ampio sugli investimenti del crimine nell italia e nell mondo. Amo quando gli episodi si concentrano sulla prospettiva di personaggi singoli perché cosi si arricchisce il discorso mostrando le situazioni difficili da diversi punti di vista, tra tutti Il personaggio di Patrizia mi è davvero piaciuto, ma di base tutto ruota intorno alla carismatica figura di Genny e alla sua rivalità/Bromance con il suo amico/mentore/rivale Ciro, insieme si incontrano e si scontrano tentando di costruire un impero del crimine, questi due personaggi sono il cuore dello show e diventano vere e proprie icone malavitose, i loro percorsi non sono per niente eroici e commettono le piu grandi atrocità possibili, piu di una volta li ho odiati molto per quello che fanno ma la serie riesce sempre a farti stare dalla loro parte. Per questo motivo si potrebbe dire che è una serie "diseducativa" e che celebra troppo la vita criminale rischiando di ispirare i piu giovani, un rischio concreto certo ma le storie mostrate mi sono sempre sembrate profonde e mai banali celebrazioni della violenza, in piu la voglia di spiegare con la fiction le dinamiche Reali della strada è solo da ammirare, in generale il piu grande favore che si può fare alla criminalità è ignorarla, girarsi dall altra parte e non parlarne affatto, qua guardando questa serie si conosce il crimine, si impara il napoletano, il gergo, le dinamiche, i pensieri, le logiche della strada. E' un peccato che la serie verso la fine ha spinto troppo sulla bromance fanservice tra Ciro e Genny con un ultima stagione dove il loro rapporto di amore/Odio diventa incomprensibile e schizofrenico con tante forzature e un volemose bene stupidissimo, in particolar modo il finale mi è apparso banale e frettoloso, arriva qualcosa di inevitabile ma mostrato in modo molto insoddisfacente, ricondurre tutto all amore e all amicizia eterna è una vera cagata che svilisce la pericolosità del mondo del crimine. Ma a parte un finale molto insipido Gomorra resta una serie imperdibile e uno dei migliori prodotti italiani degli ultimi anni, anche piu del film di Garrone è una serie che colpisce il cuore dello spettatore in modo memorabile, ti fa capire questo mondo difficile, intrattiene, esalta e istruisce in modo chiaro, ha forse si qualche difettuccio narrativo ma nel complesso è solidissima, e insieme allo spinoff dell Immortale (link) o altri titoli come la pranza dei bambini (link) o ZeroZero (link) diventa impossibile fingersi ignoranti e dire che il crimine organizzato sia una cosa lontana e che non ci tocca minimamente.
Anno: 2014-2021
Showrunner: Stefano Sollima, R. Saviano
Genere: Gangster, Thriller, Dramma
Episodi: 58
★★★★ 😁
La Famiglia di Criminali dei Savastano vive un momento di crisi e il figlio Gennaro per sopravvivere sarà costretto a crescere in fretta e diventare uno spietato Boss come suo padre. La serie tv di Gomorra mi ha fin da subito sorpreso per qualità, è una delle pochissime serie tv italiane che non ha nulla da invidiare alle produzioni americane sia per contenuti che per tecnica, il dramma è molto buono e il taglio Realista-Urbano funziona bene a descrivere il graffiante e spietato mondo del crimine, anche perché la maggior parte degli eventi mostrati è una sublimazione di tante situazioni accadute per davvero in Italia. La serie brilla per varietà e mi piace molto come cambia spesso il punto di vista, non parla solo di "quanto è bella la violenza" ma descrive a 360 gradi il difficile territorio, mostra il degrado dei quartieri popolari, il dramma degli ultimi e abusati o di chi non ha lavoro, le zone di spaccio, le guerre di clan, il pensiero di chi sogna una rivalsa attraverso il crimine e poi la serie vola in alto e abbandona il territorio di Napoli per costruire un discorso piu ampio sugli investimenti del crimine nell italia e nell mondo. Amo quando gli episodi si concentrano sulla prospettiva di personaggi singoli perché cosi si arricchisce il discorso mostrando le situazioni difficili da diversi punti di vista, tra tutti Il personaggio di Patrizia mi è davvero piaciuto, ma di base tutto ruota intorno alla carismatica figura di Genny e alla sua rivalità/Bromance con il suo amico/mentore/rivale Ciro, insieme si incontrano e si scontrano tentando di costruire un impero del crimine, questi due personaggi sono il cuore dello show e diventano vere e proprie icone malavitose, i loro percorsi non sono per niente eroici e commettono le piu grandi atrocità possibili, piu di una volta li ho odiati molto per quello che fanno ma la serie riesce sempre a farti stare dalla loro parte. Per questo motivo si potrebbe dire che è una serie "diseducativa" e che celebra troppo la vita criminale rischiando di ispirare i piu giovani, un rischio concreto certo ma le storie mostrate mi sono sempre sembrate profonde e mai banali celebrazioni della violenza, in piu la voglia di spiegare con la fiction le dinamiche Reali della strada è solo da ammirare, in generale il piu grande favore che si può fare alla criminalità è ignorarla, girarsi dall altra parte e non parlarne affatto, qua guardando questa serie si conosce il crimine, si impara il napoletano, il gergo, le dinamiche, i pensieri, le logiche della strada. E' un peccato che la serie verso la fine ha spinto troppo sulla bromance fanservice tra Ciro e Genny con un ultima stagione dove il loro rapporto di amore/Odio diventa incomprensibile e schizofrenico con tante forzature e un volemose bene stupidissimo, in particolar modo il finale mi è apparso banale e frettoloso, arriva qualcosa di inevitabile ma mostrato in modo molto insoddisfacente, ricondurre tutto all amore e all amicizia eterna è una vera cagata che svilisce la pericolosità del mondo del crimine. Ma a parte un finale molto insipido Gomorra resta una serie imperdibile e uno dei migliori prodotti italiani degli ultimi anni, anche piu del film di Garrone è una serie che colpisce il cuore dello spettatore in modo memorabile, ti fa capire questo mondo difficile, intrattiene, esalta e istruisce in modo chiaro, ha forse si qualche difettuccio narrativo ma nel complesso è solidissima, e insieme allo spinoff dell Immortale (link) o altri titoli come la pranza dei bambini (link) o ZeroZero (link) diventa impossibile fingersi ignoranti e dire che il crimine organizzato sia una cosa lontana e che non ci tocca minimamente.
7 agosto 2020
Ozark
Recensione Serie tv
Anno: 2017-2020
Showrunner: Jason Bateman
Genere: Crime, Dramma, Thriller
Episodi: 30 - Stagioni: 3
★★★ 😳
Per salvare la sua vita e quella della sua famiglia un consulente finanziario si offre di riciclare il denaro sporco ad un cartello messicano, cosi si trasferiscono in un posto sperduto del Missouri per investire in varie attività e rovinare la vita a molte persone. Ozark è una serie thriller che punta sul rapporto demoniaco tra un famiglia borghese e il mondo del crimine ispirandosi molto a i successi di breaking bad e i Sopranos, i protagonisti in costante minaccia di morte faticano a restare a galla sommersi da una marea di problemi da risolvere per mantenere gli accordi e riuscire nell loro "business", per questo ci sono tanti momenti di tensione interessanti ma nel complesso la scrittura non arriva all altezza delle storiche serie da cui si ispira e molto spesso la tensione e il dramma appaiono piatti, ridondanti e poco incisivi. Le critiche al capitalismo selvaggio o il conflitto di potere coniugale funzionano bene ma Il problema non è il senso di quello che si vuole dire ma è piu nell'esecuzione frettolosa, qua i personaggi fanno troppe idiozie incomprensibili e non sembrano reagire razionalmente alla violenza e ai rischi delle situazioni in cui si trovano, molte delle scelte che fanno mi sono apparse forzate, assurde, illogiche, azioni create solo per alimentare nuovi conflitti e nuovo dramma che si risolve poi con il solito magico accordo, ma sopratutto la cosa che piu non sopporto di questo show è come viene mostrata e presentata la Violenza, qua la morte è sempre svilita per un banale effetto shok, un personaggio secondario ha dei problemi con la madre e quella di colpo viene investita da un camion che passava di la, un marito è in disaccordo con la moglie? lui la spinge per sbaglio e la uccide, due tipi sono uccisi fulminati in modo ridicolo o ancora c'è un agente importante che viene ucciso di colpo e buttato nel fiume in modo stupidissimo e frettoloso, e sempre cosi, la violenza è ridicola, irreale, senza spessore, utilizzata come arma per fare vuoto dramma e non mi è mai apparsa matura o significativa, e a differenza di Breaking Bad o Fargo qua non c'è alcun umorismo nero, tutto è approciato in modo serio e cupo, ma proprio per questo motivo i costanti eccessi di violenza a sorpresa sembrano banali e patetici, insomma ci sono troppe morti sbrigative che mi hanno molto irritato. C'è poi per tutto lo show un Insopportabile Filtro BLU/VERDE che da molto fastidio, è un modo pigro di fare Atmosfera con un click, la color correction qua è atroce, l'uso del blu non è minimamente paragonabile al fantastico Giallo usato in breaking bad/better call saul o al Rosso di Handmaiden's tale, e qua I protagonisti non sono certo molto amabili, sono freddi, calcolatori, rozzi, egoisti, ignorantoni ma la prima stagione comunque nel complesso mi è piaciuta, è una serie dalla buona premessa con un idea iniziale che intriga, un protagonista messo alle strette che è costretto a fare accordi e investire in varie imprese è un allegoria capitalista interessante, è divertente vederli acquisire e gestire Pub, stripclub, un Casinò, si mostrano le ambiguità e le pieghe di chi fa affari sulle spalle della povera gente e specie mi ha colpito la tragedia dietro ad un povero Pastore che voleva costruire una chiesa, mi piace che questa famiglia di protagonisti è talmente ipocrita da sentirsi comunque innocente, si atteggiano sempre come "normali" ma rovinano le vite di tutti quelli che incontrano, nella seconda stagione i conflitti si fanno un po' troppo piatti e ho faticato a proseguire con ritmi lenti e dialoghi noiosi e la terza stagione sembra simile con un noioso duello tra marito e moglie ma si rialza con l'arrivo dei problemi dello "zio bipolare" che porta dramma, caos e una follia morale che scombussola l'illegalità della coppia. Alla fine comunque è una serie carina, gli episodi sono lenti e ho faticato a proseguire ma la costante minaccia di morte sui protagonisti funziona, un peccato che l'esecuzione lascia molto a desiderare e spesso la presentazione della violenza e del dramma non mi hanno convinto.
Anno: 2017-2020
Showrunner: Jason Bateman
Genere: Crime, Dramma, Thriller
Episodi: 30 - Stagioni: 3
★★★ 😳
Per salvare la sua vita e quella della sua famiglia un consulente finanziario si offre di riciclare il denaro sporco ad un cartello messicano, cosi si trasferiscono in un posto sperduto del Missouri per investire in varie attività e rovinare la vita a molte persone. Ozark è una serie thriller che punta sul rapporto demoniaco tra un famiglia borghese e il mondo del crimine ispirandosi molto a i successi di breaking bad e i Sopranos, i protagonisti in costante minaccia di morte faticano a restare a galla sommersi da una marea di problemi da risolvere per mantenere gli accordi e riuscire nell loro "business", per questo ci sono tanti momenti di tensione interessanti ma nel complesso la scrittura non arriva all altezza delle storiche serie da cui si ispira e molto spesso la tensione e il dramma appaiono piatti, ridondanti e poco incisivi. Le critiche al capitalismo selvaggio o il conflitto di potere coniugale funzionano bene ma Il problema non è il senso di quello che si vuole dire ma è piu nell'esecuzione frettolosa, qua i personaggi fanno troppe idiozie incomprensibili e non sembrano reagire razionalmente alla violenza e ai rischi delle situazioni in cui si trovano, molte delle scelte che fanno mi sono apparse forzate, assurde, illogiche, azioni create solo per alimentare nuovi conflitti e nuovo dramma che si risolve poi con il solito magico accordo, ma sopratutto la cosa che piu non sopporto di questo show è come viene mostrata e presentata la Violenza, qua la morte è sempre svilita per un banale effetto shok, un personaggio secondario ha dei problemi con la madre e quella di colpo viene investita da un camion che passava di la, un marito è in disaccordo con la moglie? lui la spinge per sbaglio e la uccide, due tipi sono uccisi fulminati in modo ridicolo o ancora c'è un agente importante che viene ucciso di colpo e buttato nel fiume in modo stupidissimo e frettoloso, e sempre cosi, la violenza è ridicola, irreale, senza spessore, utilizzata come arma per fare vuoto dramma e non mi è mai apparsa matura o significativa, e a differenza di Breaking Bad o Fargo qua non c'è alcun umorismo nero, tutto è approciato in modo serio e cupo, ma proprio per questo motivo i costanti eccessi di violenza a sorpresa sembrano banali e patetici, insomma ci sono troppe morti sbrigative che mi hanno molto irritato. C'è poi per tutto lo show un Insopportabile Filtro BLU/VERDE che da molto fastidio, è un modo pigro di fare Atmosfera con un click, la color correction qua è atroce, l'uso del blu non è minimamente paragonabile al fantastico Giallo usato in breaking bad/better call saul o al Rosso di Handmaiden's tale, e qua I protagonisti non sono certo molto amabili, sono freddi, calcolatori, rozzi, egoisti, ignorantoni ma la prima stagione comunque nel complesso mi è piaciuta, è una serie dalla buona premessa con un idea iniziale che intriga, un protagonista messo alle strette che è costretto a fare accordi e investire in varie imprese è un allegoria capitalista interessante, è divertente vederli acquisire e gestire Pub, stripclub, un Casinò, si mostrano le ambiguità e le pieghe di chi fa affari sulle spalle della povera gente e specie mi ha colpito la tragedia dietro ad un povero Pastore che voleva costruire una chiesa, mi piace che questa famiglia di protagonisti è talmente ipocrita da sentirsi comunque innocente, si atteggiano sempre come "normali" ma rovinano le vite di tutti quelli che incontrano, nella seconda stagione i conflitti si fanno un po' troppo piatti e ho faticato a proseguire con ritmi lenti e dialoghi noiosi e la terza stagione sembra simile con un noioso duello tra marito e moglie ma si rialza con l'arrivo dei problemi dello "zio bipolare" che porta dramma, caos e una follia morale che scombussola l'illegalità della coppia. Alla fine comunque è una serie carina, gli episodi sono lenti e ho faticato a proseguire ma la costante minaccia di morte sui protagonisti funziona, un peccato che l'esecuzione lascia molto a desiderare e spesso la presentazione della violenza e del dramma non mi hanno convinto.
17 marzo 2020
L'immortale
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Marco D'amore
Genere: Gangster, Dramma, thriller
★★★ 😑
Film Spin-off della serie Gomorra che mostra le origini e l'ennesima resurrezione del personaggio di Ciro dopo la quarta stagione. Nonostante qualche inquadratura lunga e un esplosione a caso il tutto fatica ad uscire fuori dagli schemi da serie tv e si sente poco il sapore filmico, manca sopratutto il ritmo e troppe sono le pause, le mezze parole, le scene veloci e gli intermezzi pseudo pubblicitari schiavi di una pesante impostazione seriale, oltre al fatto che chi non ha visto la serie non capirà una mazza del conflitto interiore di Ciro, tra l'altro odio questa mossa di resuscitarlo, la sua fine era per certi versi perfetta e odio come il film sorvola su quello che ha fatto alla sua famiglia per giocare facile sulla stupida bromance fanservice con Gennaro. Ma a parte questo il film funziona come uno speciale per i fan e probabilmente funge da anello di collegamento per l'inevitabile quinta stagione, il tutto è poi la solita giostra di potere tra criminali dove ci si allea per poi tradire per poi allearsi e poi tradire un altra volta ma il passato di Ciro negli anni 80 mi è piaciuto ed è interessante come la storia collega il suo passato con il presente, il conflitto con il mentore/padre Bruno funziona cosi come il rapporto con le figure femminili mezze amanti e mezze madri. Alla fine è un altro piacevole elemento della vasta operazione intorno a Gomorra e Ciro piu che personaggio diventa un effettiva Icona, nella sua tragica immortalità appare come un interno testimone di questo duro mondo criminale.
Guarda anche: Gomorra - La Serie
Anno: 2019
Regia: Marco D'amore
Genere: Gangster, Dramma, thriller
★★★ 😑
Film Spin-off della serie Gomorra che mostra le origini e l'ennesima resurrezione del personaggio di Ciro dopo la quarta stagione. Nonostante qualche inquadratura lunga e un esplosione a caso il tutto fatica ad uscire fuori dagli schemi da serie tv e si sente poco il sapore filmico, manca sopratutto il ritmo e troppe sono le pause, le mezze parole, le scene veloci e gli intermezzi pseudo pubblicitari schiavi di una pesante impostazione seriale, oltre al fatto che chi non ha visto la serie non capirà una mazza del conflitto interiore di Ciro, tra l'altro odio questa mossa di resuscitarlo, la sua fine era per certi versi perfetta e odio come il film sorvola su quello che ha fatto alla sua famiglia per giocare facile sulla stupida bromance fanservice con Gennaro. Ma a parte questo il film funziona come uno speciale per i fan e probabilmente funge da anello di collegamento per l'inevitabile quinta stagione, il tutto è poi la solita giostra di potere tra criminali dove ci si allea per poi tradire per poi allearsi e poi tradire un altra volta ma il passato di Ciro negli anni 80 mi è piaciuto ed è interessante come la storia collega il suo passato con il presente, il conflitto con il mentore/padre Bruno funziona cosi come il rapporto con le figure femminili mezze amanti e mezze madri. Alla fine è un altro piacevole elemento della vasta operazione intorno a Gomorra e Ciro piu che personaggio diventa un effettiva Icona, nella sua tragica immortalità appare come un interno testimone di questo duro mondo criminale.
Guarda anche: Gomorra - La Serie
4 marzo 2020
ZeroZeroZero
Recensione Serie tv
Anno: 2020
Showrunner: Stefano Sollima, L. Fasoli, M.Katz
Genere: Gangster, crime, Ontheroad,drama
Episodi: 8
★★★ 😳
Tre storie interconnesse che ruotano sul Traffico di Droga dal Messico fino all Italia, Un soldato Messicano che entra con forza nel mondo del crimine, un giovane boss calabrese che cerca di sabotare il potere del Nonno e due Ragazzi americani che cercano di consegnare un difficile carico di droga. Tratta dal libro di Roberto Saviano la serie è un crime-drama interessante ma imperfetto, le prime due storie sono Molto buone, piene di momenti di tensione gangster, mentre il difficile viaggio on-the-road dei due ragazzi non mi ha convinto, è uno sterile dramma di due ricchi viziati che stona con il resto degli eventi, ho odiato come viene sprecato molto tempo del racconto alla malattia di uno dei due che non centra nulla con il traffico di droga e serve solo a buttare nel calderone Forzato dramma esistenziale. A parte questo la qualità tecnica è molto buona e sopra la media, le inquadrature sono ricercate e la recitazione non è male, specialmente le parti in Messico sono fantastiche e ho amato il freddo protagonista militare, spunta poi una struttura a FLASHBACK POV un po' strana, ogni tanto tutto va in slow-motion, si torna indietro e viene mostrata un altra prospettiva degli eventi, una mossa interessante narrativamente e che da carattere e originalità alla serie, si gioca un po' sul mistero di cosa ha fatto l'altro personaggio e non mi da tanto fastidio, il problema è che è una mossa che viene ripetuta spesso e funziona solo le prime volte, all ennesimo slow-motion con musichetta viene da sospirare perché la progressione naturale della storia si ferma per ri-utilizzare questo trucchetto narrativo. Alla fine è comunque una bella serie da vedere, ha il sapore internazionale ma restano le radici Italiane ed è quasi da considerare come una costola-spinoff dell intero discorso sul crimine fatto in GOMORRA.
Anno: 2020
Showrunner: Stefano Sollima, L. Fasoli, M.Katz
Genere: Gangster, crime, Ontheroad,drama
Episodi: 8
★★★ 😳
Tre storie interconnesse che ruotano sul Traffico di Droga dal Messico fino all Italia, Un soldato Messicano che entra con forza nel mondo del crimine, un giovane boss calabrese che cerca di sabotare il potere del Nonno e due Ragazzi americani che cercano di consegnare un difficile carico di droga. Tratta dal libro di Roberto Saviano la serie è un crime-drama interessante ma imperfetto, le prime due storie sono Molto buone, piene di momenti di tensione gangster, mentre il difficile viaggio on-the-road dei due ragazzi non mi ha convinto, è uno sterile dramma di due ricchi viziati che stona con il resto degli eventi, ho odiato come viene sprecato molto tempo del racconto alla malattia di uno dei due che non centra nulla con il traffico di droga e serve solo a buttare nel calderone Forzato dramma esistenziale. A parte questo la qualità tecnica è molto buona e sopra la media, le inquadrature sono ricercate e la recitazione non è male, specialmente le parti in Messico sono fantastiche e ho amato il freddo protagonista militare, spunta poi una struttura a FLASHBACK POV un po' strana, ogni tanto tutto va in slow-motion, si torna indietro e viene mostrata un altra prospettiva degli eventi, una mossa interessante narrativamente e che da carattere e originalità alla serie, si gioca un po' sul mistero di cosa ha fatto l'altro personaggio e non mi da tanto fastidio, il problema è che è una mossa che viene ripetuta spesso e funziona solo le prime volte, all ennesimo slow-motion con musichetta viene da sospirare perché la progressione naturale della storia si ferma per ri-utilizzare questo trucchetto narrativo. Alla fine è comunque una bella serie da vedere, ha il sapore internazionale ma restano le radici Italiane ed è quasi da considerare come una costola-spinoff dell intero discorso sul crimine fatto in GOMORRA.
27 novembre 2019
The Irishman
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Martin Scorsese (+)
Genere: Gangster movie, Dramma
★★★ 😐
Un vecchio criminale ad un passo dalla morte ci racconta la sua carriera e le sue amicizie in mezzo ai mafiosi. Dopo tanto tempo Scorsese torna ad un gangster movie nostalgico che parla dei rimorsi e degli errori di una vita intera, si ritrovano ottimi elementi ormai divenuti classici in Goodfellas e Casino ma tre ore e mezza sono troppe, il ritmo è pesante e non riesce ad appassionare come avrei voluto, il film infatti se la prende molto comoda cercando il mood e l'atmosfera di una grande epoca ormai passata ma diventa tristemente troppo didascalico e ridondante, ecco la voce fuoricampo che spiega gli eventi storici, ecco inutili personaggi secondari che meritano solo di essere uccisi ed ecco i soliti litigi tra mafiosi che si risolvono ovviamente con l'ennesima violenza random a piacimento in una giostra dove alla fine il vero boss si rivela il tempo che passa. Certo fa piacere il ritorno di Joe Pesci, De Niro e Pacino, che insieme a Scorsese fanno quattro mostri sacri leggendari da venerare, l'esperienza e la tecnica c'è tutta ma il film spesso fa sbadigliare e meriterebbe piu di una sforbiciata, il protagonista manca di forti motivazioni e momenti difficili da superare, il dramma dipinto intorno alla figlia che non gli parla piu è il piu banale che ci possa mai essere, Non mi piace come vengono spezzettate le linee narrative, nonostante le pianosequenze in pov è un film che manca di dinamismo ed energia, il tutto ha un carattere troppo impostato e legnoso ed è impossibile ignorare la computer grafica che li """ringiovanisce""" con una tecnica che appiccica male delle facce digitali a dei corpi vecchi con risultati che oscillano tra il quasi accettabile al totalmente ridicolo, Insomma alla fine è un piacevole film (auto)celebrativo con tre o quattro momenti interessanti (sopratutto nel finale) ma vive sulle spalle di altri successi e si sente troppo il peso degli anni che tutti si portano addosso.
Anno: 2019
Regia: Martin Scorsese (+)
Genere: Gangster movie, Dramma
★★★ 😐
Un vecchio criminale ad un passo dalla morte ci racconta la sua carriera e le sue amicizie in mezzo ai mafiosi. Dopo tanto tempo Scorsese torna ad un gangster movie nostalgico che parla dei rimorsi e degli errori di una vita intera, si ritrovano ottimi elementi ormai divenuti classici in Goodfellas e Casino ma tre ore e mezza sono troppe, il ritmo è pesante e non riesce ad appassionare come avrei voluto, il film infatti se la prende molto comoda cercando il mood e l'atmosfera di una grande epoca ormai passata ma diventa tristemente troppo didascalico e ridondante, ecco la voce fuoricampo che spiega gli eventi storici, ecco inutili personaggi secondari che meritano solo di essere uccisi ed ecco i soliti litigi tra mafiosi che si risolvono ovviamente con l'ennesima violenza random a piacimento in una giostra dove alla fine il vero boss si rivela il tempo che passa. Certo fa piacere il ritorno di Joe Pesci, De Niro e Pacino, che insieme a Scorsese fanno quattro mostri sacri leggendari da venerare, l'esperienza e la tecnica c'è tutta ma il film spesso fa sbadigliare e meriterebbe piu di una sforbiciata, il protagonista manca di forti motivazioni e momenti difficili da superare, il dramma dipinto intorno alla figlia che non gli parla piu è il piu banale che ci possa mai essere, Non mi piace come vengono spezzettate le linee narrative, nonostante le pianosequenze in pov è un film che manca di dinamismo ed energia, il tutto ha un carattere troppo impostato e legnoso ed è impossibile ignorare la computer grafica che li """ringiovanisce""" con una tecnica che appiccica male delle facce digitali a dei corpi vecchi con risultati che oscillano tra il quasi accettabile al totalmente ridicolo, Insomma alla fine è un piacevole film (auto)celebrativo con tre o quattro momenti interessanti (sopratutto nel finale) ma vive sulle spalle di altri successi e si sente troppo il peso degli anni che tutti si portano addosso.
25 settembre 2019
Il Traditore
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Marco Bellocchio
Genere: Biopic, Gangster movie
★★★★ 😎
Biopic che descrive la controversa figura di Tommaso Buscetta, storico collaboratore di giustizia. E Nonostante qualche sbavatura e leggerezza di regia dove il film inciampa rovinosamente il tutto è decisamente riuscito, in special modo potenti sono le scene del maxiprocesso con battibecchi che sono una goduria da vedere cosi come funzionano anche i momenti di solitudine del protagonista o quelli dove appare Giovanni Falcone. Il film riesce a descrivere la prospettiva di un uomo braccato, messo all angolo da una guerra tra clan e costretto ad una vendetta trasversale ma lascia spazio anche a tanti punti di domanda su quello che fino alla fine è stato con orgoglio un "uomo d'onore". In questo modo il tutto è piu di un semplice biopic che fa il pigro compitino scolastico e riesce ad essere qualcosa di piu profondo che descrive dal interno questo mondo criminale, ed è un peccato che manca un solido contesto a tutta la vicenda, per noi italiani tutto si può capire facilmente ma per chi non conosce i fatti storici il film rischia di non essere capito perché manca la totale chiarezza e da solo fatica a descrivere quegli anni difficili. Cè poi l'interpretazione di Favino che è un po' altalenante, a volte è ottimo mentre in altre sembra macchiettistico, anche come lo invecchiano non mi convince, a volte sembra invecchiare credibilmente e a volte il personaggio appare troppo giovane o non invecchiare mai! Comunque il film mi è piaciuto, memorabile quel contatore di morti in sovrainpressione, la strage di Capaci in prima persona e quella storia/leggenda di un padre che ha usato il figlio come scudo per una vita intera.
Anno: 2019
Regia: Marco Bellocchio
Genere: Biopic, Gangster movie
★★★★ 😎
Biopic che descrive la controversa figura di Tommaso Buscetta, storico collaboratore di giustizia. E Nonostante qualche sbavatura e leggerezza di regia dove il film inciampa rovinosamente il tutto è decisamente riuscito, in special modo potenti sono le scene del maxiprocesso con battibecchi che sono una goduria da vedere cosi come funzionano anche i momenti di solitudine del protagonista o quelli dove appare Giovanni Falcone. Il film riesce a descrivere la prospettiva di un uomo braccato, messo all angolo da una guerra tra clan e costretto ad una vendetta trasversale ma lascia spazio anche a tanti punti di domanda su quello che fino alla fine è stato con orgoglio un "uomo d'onore". In questo modo il tutto è piu di un semplice biopic che fa il pigro compitino scolastico e riesce ad essere qualcosa di piu profondo che descrive dal interno questo mondo criminale, ed è un peccato che manca un solido contesto a tutta la vicenda, per noi italiani tutto si può capire facilmente ma per chi non conosce i fatti storici il film rischia di non essere capito perché manca la totale chiarezza e da solo fatica a descrivere quegli anni difficili. Cè poi l'interpretazione di Favino che è un po' altalenante, a volte è ottimo mentre in altre sembra macchiettistico, anche come lo invecchiano non mi convince, a volte sembra invecchiare credibilmente e a volte il personaggio appare troppo giovane o non invecchiare mai! Comunque il film mi è piaciuto, memorabile quel contatore di morti in sovrainpressione, la strage di Capaci in prima persona e quella storia/leggenda di un padre che ha usato il figlio come scudo per una vita intera.
13 febbraio 2019
La Paranza dei Bambini
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Claudio Giovannesi
Genere: Gangster, Storia di formazione
★★★ 😖
Quindicenne ambizioso entra nel mondo criminale per Soldi e Onore. Storia di (De)Formazione che è praticamente un chiaro Teen-Gomorra, in modo piuttosto asciutto mostra bene la prospettiva di questi ragazzi ribelli che attraverso il potere della violenza vogliono scalare a qualsiasi costo il muro della loro classe sociale, Buono l'inzio con questo stradicare l'albero di natale sacro per poi brucialo in modo sabbatico all altare della gloria satanica, mi piace il soffermarsi su i prezzi, i vestiti troppo costosi, il Lusso, gli orologi, un idea di desiderio oggettiva, chiara, pratica, che puoi ottenere, come una porta o amore che non puoi accedere se non hai 500 euro, e buono come la camera è sempre sui personaggi, si resta nei vicoli, nelle stradine, girando sui motorini, c'è una forte anima realista ma l'atmosfera è scanzonata e poco pesante. Tristemente nonostante le buone intenzioni il film delude a livello di profondità, non aspettavo di certo un capolavoro come City of God ma anche sul piano narrativo sembra acerbo e inconcludente, mi fai un film corale e poi concentri tutto solo sull protagonista che è tra l'altro super generico e blando? è il classico tipo dalla faccia pulita pensato per far immedesimare il grande pubblico, dove sono gli altri personaggi??? gli altri caratteri piu rozzi e singolari a malapena vengono mostrati, chiami il film con un titolo orribile come "la paranza dei bambini" e poi non spieghi la fottuta analogia dei piccoli pesci catturati perché attirati dalle luci delle lampare?! mi devo leggere wikipedia per capire questa cosa??? ma dai!!! l'analogia se è chiave doveva vivere nel film! Ma Il vero problema spunta solo nel terzo atto quando la divertente scalata al successo si ferma di colpo e la storia inizia a fare posto a piatte riflessioni moralizzanti, parlare del fascino del male è pericoloso e controverso e il rischio di emulazione è elevato, ancora di piu quando si parla di giovani ma il film doveva avere le palle e mostrare fino in fondo quanto il crimine sia affascinante, e dopo due atti che ci prova timidamente ecco i soliti sguardi persi nel vuoto, le lacrime, la riflessione forzata, le armi prese dai bambini, il fratellino simbolo dell innocenza perduta! (sigh) e arriva un finale debolissimo e insoddisfacente che mostra il "povero" protagonista prigioniero dell triste destino che ha scelto, un finale deludente e dal sapore molto Televisivo.
Anno: 2019
Regia: Claudio Giovannesi
Genere: Gangster, Storia di formazione
★★★ 😖
Quindicenne ambizioso entra nel mondo criminale per Soldi e Onore. Storia di (De)Formazione che è praticamente un chiaro Teen-Gomorra, in modo piuttosto asciutto mostra bene la prospettiva di questi ragazzi ribelli che attraverso il potere della violenza vogliono scalare a qualsiasi costo il muro della loro classe sociale, Buono l'inzio con questo stradicare l'albero di natale sacro per poi brucialo in modo sabbatico all altare della gloria satanica, mi piace il soffermarsi su i prezzi, i vestiti troppo costosi, il Lusso, gli orologi, un idea di desiderio oggettiva, chiara, pratica, che puoi ottenere, come una porta o amore che non puoi accedere se non hai 500 euro, e buono come la camera è sempre sui personaggi, si resta nei vicoli, nelle stradine, girando sui motorini, c'è una forte anima realista ma l'atmosfera è scanzonata e poco pesante. Tristemente nonostante le buone intenzioni il film delude a livello di profondità, non aspettavo di certo un capolavoro come City of God ma anche sul piano narrativo sembra acerbo e inconcludente, mi fai un film corale e poi concentri tutto solo sull protagonista che è tra l'altro super generico e blando? è il classico tipo dalla faccia pulita pensato per far immedesimare il grande pubblico, dove sono gli altri personaggi??? gli altri caratteri piu rozzi e singolari a malapena vengono mostrati, chiami il film con un titolo orribile come "la paranza dei bambini" e poi non spieghi la fottuta analogia dei piccoli pesci catturati perché attirati dalle luci delle lampare?! mi devo leggere wikipedia per capire questa cosa??? ma dai!!! l'analogia se è chiave doveva vivere nel film! Ma Il vero problema spunta solo nel terzo atto quando la divertente scalata al successo si ferma di colpo e la storia inizia a fare posto a piatte riflessioni moralizzanti, parlare del fascino del male è pericoloso e controverso e il rischio di emulazione è elevato, ancora di piu quando si parla di giovani ma il film doveva avere le palle e mostrare fino in fondo quanto il crimine sia affascinante, e dopo due atti che ci prova timidamente ecco i soliti sguardi persi nel vuoto, le lacrime, la riflessione forzata, le armi prese dai bambini, il fratellino simbolo dell innocenza perduta! (sigh) e arriva un finale debolissimo e insoddisfacente che mostra il "povero" protagonista prigioniero dell triste destino che ha scelto, un finale deludente e dal sapore molto Televisivo.
28 giugno 2018
Gotti
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Kevin Connoly
Genere: Gangster Movie, Bio-Pic
★★ 😐
Biopic che mostra la vita del Boss mafioso John Gotti. Attesissimo perché avevo sentito che era il peggior film del 2018 ma in realtà non è poi cosi male, il film anzi funziona e Travolta è piuttosto decente e regge bene il personaggio, qua troviamo ovviamente tante parolacce, infiniti dialoghi, complotti, tradimenti e omicidi vari, tutti elementi cliché del genere ma il vero problema è la struttura narrativa poco interessante che si limita a fare una sterile cronaca degli eventi senza riuscire ad intrattenere o creare empatia nei personaggi. Il tono pesantemente distaccato da Docu-Fiction è cosi il vero tallone d'achille che distrugge l'intero film e ogni possibile interesse per lo spettatore, ormai siamo abituati a dei gangster movie iper stilizzati alla Scorsese e questa asciuttezza registica appare molto noiosa, anzi diventa goffa e fuori posto quando prova ad accendere l'interesse con qualche musica ritmata o narrativa anticonvenzionale che spacca il quarto muro. In fin dei conti però c'è di peggio, certo annoia da morire e non vedi l'ora che finisca ma come ho detto se si guarda piu come una docu-ficion che come un gangster movie il film di base funziona, il personaggio è descritto piuttosto bene e Travolta lo rende addirittura memorabile.
Anno: 2018
Regia: Kevin Connoly
Genere: Gangster Movie, Bio-Pic
★★ 😐
Biopic che mostra la vita del Boss mafioso John Gotti. Attesissimo perché avevo sentito che era il peggior film del 2018 ma in realtà non è poi cosi male, il film anzi funziona e Travolta è piuttosto decente e regge bene il personaggio, qua troviamo ovviamente tante parolacce, infiniti dialoghi, complotti, tradimenti e omicidi vari, tutti elementi cliché del genere ma il vero problema è la struttura narrativa poco interessante che si limita a fare una sterile cronaca degli eventi senza riuscire ad intrattenere o creare empatia nei personaggi. Il tono pesantemente distaccato da Docu-Fiction è cosi il vero tallone d'achille che distrugge l'intero film e ogni possibile interesse per lo spettatore, ormai siamo abituati a dei gangster movie iper stilizzati alla Scorsese e questa asciuttezza registica appare molto noiosa, anzi diventa goffa e fuori posto quando prova ad accendere l'interesse con qualche musica ritmata o narrativa anticonvenzionale che spacca il quarto muro. In fin dei conti però c'è di peggio, certo annoia da morire e non vedi l'ora che finisca ma come ho detto se si guarda piu come una docu-ficion che come un gangster movie il film di base funziona, il personaggio è descritto piuttosto bene e Travolta lo rende addirittura memorabile.
12 maggio 2018
Nameless Gangster
Recensione Film
Anno: 2012
Regia:Yoon Jong-bin
Genere: Gangster movie, Thriller
★★★ 😏
Goffo ufficiale corrotto inizia a sognare di diventare un Mafioso ma non ne ha minimamente la stoffa. Un serio gangster movie ma con quel briciolo di ironia e satira sociale tipicamente coreana, all inizio non parte benissimo, i personaggi sono tutti delle merde e manca un forte allaccio emotivo con una trama non lineare piuttosto confusa ma appena i personaggi si assestano e si instaura il rapporto d'interesse tra i due protagonisti il film inizia a decollare con un secondo tempo davvero riuscito. Buoni gli attori con protagonista il leggendario Choi Min-sik (oldboy) che riesce ad entrare perfettamente nei complessi e paradossali panni di un arrogante, litigioso, ubriacone bastardo che è profondamente patetico nel desiderio di sentirsi superiore a tutti, ma pur non avendo mai avuto le Palle da gangster (i figurativi proiettili) grazie ai suoi contatti e alla corruzione politica acquista un potere cosi grande che lo rende utile e indispensabile al duro mondo criminale. E con il suo arco narrativo il film sembra voler dire che la corruzione è difatto una mafia invisibile tra le pieghe dello stato, una famiglia criminale accettata e normalizzata da una comunità corrotta e clientelare. Non è proprio un film che consiglierei, ci sono tanti e troppi dialoghi fossilizzati da una regia pigra ma comunque tra giochi di potere, manganellate, minacce di morte e tradimenti qualcosa di interessante c'è.
Anno: 2012
Regia:Yoon Jong-bin
Genere: Gangster movie, Thriller
★★★ 😏
Goffo ufficiale corrotto inizia a sognare di diventare un Mafioso ma non ne ha minimamente la stoffa. Un serio gangster movie ma con quel briciolo di ironia e satira sociale tipicamente coreana, all inizio non parte benissimo, i personaggi sono tutti delle merde e manca un forte allaccio emotivo con una trama non lineare piuttosto confusa ma appena i personaggi si assestano e si instaura il rapporto d'interesse tra i due protagonisti il film inizia a decollare con un secondo tempo davvero riuscito. Buoni gli attori con protagonista il leggendario Choi Min-sik (oldboy) che riesce ad entrare perfettamente nei complessi e paradossali panni di un arrogante, litigioso, ubriacone bastardo che è profondamente patetico nel desiderio di sentirsi superiore a tutti, ma pur non avendo mai avuto le Palle da gangster (i figurativi proiettili) grazie ai suoi contatti e alla corruzione politica acquista un potere cosi grande che lo rende utile e indispensabile al duro mondo criminale. E con il suo arco narrativo il film sembra voler dire che la corruzione è difatto una mafia invisibile tra le pieghe dello stato, una famiglia criminale accettata e normalizzata da una comunità corrotta e clientelare. Non è proprio un film che consiglierei, ci sono tanti e troppi dialoghi fossilizzati da una regia pigra ma comunque tra giochi di potere, manganellate, minacce di morte e tradimenti qualcosa di interessante c'è.
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