11 novembre 2025

Keoma

Recensione Film
Anno: 1976
Regia: Enzo G. Castellari
Genere: Western

★★ 😥

Dopo la guerra civile un cowboy dalle origini indiane torna nel paese dove è nato e cerca di salvare una donna incinta. Western pieno di stile che dal punto di vista tecnico è grandioso, mi piacciono le inquadrature attraverso porte dell inizio, bello il riflesso del sole su un lago, i buchi che si formano di un bersaglio, ottima l'inquadratura delle quattro dita per quattro nemici, interessante quando torna a casa e vede il passato in tempo reale, bellissimo il cross-cut finale che unisce il teso scontro alle urla della donna che partorisce, ci sono buone sparatorie, la regia usa slow-motion enfatici alla Peckinpah che uniti alle canzoni in sottofondo danno un senso artistico interessante e precursore dei videoclip musicali (specie mi piace il momento quando viene trascinato nella pozzanghera), è anche fascinoso il look da hippy di Franco Nero barbuto e quando viene crocifisso palesemente richiama una figura cristologica, l'apparizione della vecchia in un gelido vento è ispirata a Macbeth e simboleggia il rapporto con la morte e la storia con il suo pregiudizio marcato vuole richiamare le tensioni razziali. Ma sono molto combattuto perché nonostante tutte queste qualità il film mi ha fatto schifo, la tecnica non basta se poi tutto è solo un esercizio di stile vanitoso per differenziarsi dal resto, la storia è molto approssimativa e non riesce ad appassionare, funzionerà il look ma Franco nero è un corpo morto senza personalità, il rapporto con la donna incinta è inesistente e i due non si parlano neanche davvero e alla fine sembra pure che se ne frega del neonato, il fatto che i nemici sono i fratelli cattivi che lo bullizzavano da piccolo e sono gelosi del padre per me è una cosa troppo ridicola e infantile che distrugge l'intero conflitto, vuole essere un film contro il razzismo ma non ne ha veramente la capacità e finisce solo per essere banale e pretenzioso, mi hanno irritato i costanti flashback di lui bambino cosi come le canzoni che arrivano di continuo sono proprio imbarrazzanti e vogliono con serietà sottolineare il dramma del protagonista ma i testi sono cosi banali e ridicoli che finiscono per rovinare questi momenti. Nell insieme è un western tecnicamente eccellente che va ammirato per come usa slowmotion, flashback e canzoni per provare un approccio atipico e sperimentale ma tutto questo stile non è riuscito a colpirmi e ad un certo punto mi sono proprio rotto le balle.

9 novembre 2025

Quién sabe?

Recensione Film
Anno: 1967
Regia: Damiano Damiani
Genere: Western

★★★ 😏

Americano si unisce a rozzi ribelli messicani per fare una montagna di soldi. Western ambientato durante la rivoluzione messicana che parla dell potere del denaro e della sua capacità di distrugge e corrompere qualsiasi ideale, tutto immerge bene lo spettatore nell popolo messicano con tante comparse e facce autentiche, divertono le varie mattanze contro i soldati, sono buone le dinamiche del gruppo, Klaus Kinski fa un folle prete rivoluzionario piuttosto memorabile e Gian Maria Volonté è straordinario nel ruolo di tonto ma energico ribelle e ogni inquadratura della sua faccia aumenta la qualità dell film. Mi piace molto come inizia con l'assalto al treno per come c'è una buona tensione per la situazione dell'ufficiale legato sui binari, si ribaltano le dinamiche di potere e dalla fucilazione di ribelli si passa alla fucilazione dei soldati, intrigano le misteriose motivazioni dell americano che chiaramente si infiltra nel gruppo per un motivo segreto, divertono poi gli assalti ai fortini per rubare le armi, carina la festa con i fuochi d'artificio e le maschere, ci sono piccoli sguardi al popolo di puro umanismo sociale, è interessante la tensione alla casa dell riccone con la moglie disperata, l'amicizia con l'americano porta il rivoluzionario Chuncho verso l'egoismo e sempre piu dalla parte degli oppressori che degli oppressi fino a trasformarsi in un patto satanico di avidità e l'inspiegabile gesto finale d'istinto chiude bene tutto il discorso sul denaro. Ma per quanto ammiro l'esecuzione che ricerca una maestosa epicità il film è piuttosto caotico e rozzo con una parte centrale che fatica a convincere, il giovane Lou Castel non è all altezza di Volonté e fatica a stargli dietro, e le continue mattanze di soldati alla lunga stancano e in mezzo a questo polverone di violenza pieno di sparatorie non vengono spiegate nel modo migliore le motivazioni e gli ideali di questa rivoluzione.

8 novembre 2025

I Giorni dell'Ira

Recensione Film
Anno: 1967
Regia: Tonino Valerii
Genere: Western

★★★★ 😁

Ragazzo maltrattato dalla sua città incontra fascinoso pistolero e gli chiede di diventare suo allievo. Un Western di formazione che mostra una bella crescita di un giovane in questo spietato mondo, tutto è scritto davvero bene e ogni scena convince, mi piace come Scott fa i lavori piu umili e viene trattato male dalla sua comunità senza un vero motivo ma solo per il divario sociale e nasce cosi in lui la voglia di rivalsa, l'arrivo di Lee Van Cleef è super epico e possiede un fascino magnetico, mi piace come spara ad un uomo ed è sicuro di vincere il processo perché era legittima difesa, bello come la musica enfatizza la sua cavalcata epica mentre il ragazzo che lo insegue con un mulo ha musica comica, ottima la tensione con wild jack, una goduria sono tutte le regole che il ragazzo deve imparare e si sente la sua crescita attraverso un bel cambio di vestiti con Giuliano Gemma che se la cava a mostrarlo sempre piu duro e disilluso. Anche visivamente il film offre ottime immagini come quell veloce sparo tra le gambe, super brutale quando Talby viene trascinato dai cavalli e ha tutto il petto insanguinato, fantastica quell'inquadratura del cadavere in mezzo alla strada con tutta la gente intorno e la pistola a terra in bella vista, spettacolare è il duello sui cavalli in corsa dove devono caricare velocemente i fucili ed incredibile l'incendio del Saloon con fiamme infernali davvero pazzesche. Ma è sopratutto la storia che funziona perché qua il mentore e l'antagonista sono la stessa cosa e anche noi spettatori subiamo il fascino da pistolero esperto di Lee Van Cleef fino a scoprire che è solo un altro criminale avido e farabutto che pensa solo a se stesso cosi si sviluppa un bel contrasto morale che deve essere risolto dal giovane, e invece del solito volemose bene moderno per fortuna il finale soddisfa pienamente e mi piace come il ragazzo segue quelle regole che ha imparato per poi gettare via la pistola schifato e riabbracciare il vecchio barbone simbolo dell'umiltà delle sue origini.

6 novembre 2025

La Resa dei Conti

Recensione Film
Anno: 1967
Regia: Sergio Sollima
Genere: Western

★★★ 😏

Famoso cacciatore di taglie viene incaricato di catturare un criminale messicano. Western Italiano guidato dal grandissimo Lee Van Cleef che vestito di nero appare duro e spietato al punto giusto e anche Tomas Milian ha carisma nel fare estroverso e furbo messicano che scappa sempre dai problemi, buona la fotografia che colpisce per i suoi panorami naturali e un ottima composizione delle immagini, mi piace all inizio come appare il cadavere impiccato, carina la tensione dal barbiere o la corsa per salvare la ragazza che gioca in riva al fiume, arrivati al ranch sono belle le dinamiche di potere di una donna che vuole avere tanti uomini a suo comando, fa ridere la rissa al bordello per come gli mettono tutti le mani in faccia, memorabile è il barone austriaco, ci sono buone sparatorie e poi tutto ha le musiche di Ennio Morricone che offrono abbastanza energia, specie la canzone iniziale è piena di grinta ed è gasante tutta la musica della caccia con i cani e della cavalcata sulla montagna nel climax finale. Ma nonostante le qualità è inevitabile il paragone con i film di Leone e questo sembra una copia minore che scimmiotta quello stile senza riuscire a graffiare davvero, Il protagonista è si fascinoso e figo ma dovrebbe essere anche esperto cacciatore e invece appare molto ingenuo, fa errori grossolani e si fa fregare piu volte, alcuni passaggi narrativi sono frettolosi e sembra come se alcune scene sono state tagliate, non si sa come il protagonista resiste a dei colpi di pistola dritti in petto senza nessun problema, arrivati in Messico il ritmo crolla, la caccia per catturare il messicano Cuchillo fallisce sempre e lui per me è molto odioso mentre il film vuole renderlo a tutti i costi un personaggio simpatico da amare ma non aiuta presentarlo come stupratore assassino di bambine e ho trovato irritante la sua esuberanza e non vedevo l'ora di vederlo morto ma delude che la storia si ribalta con il solito colpo di scena contro i ricchi che sono i veri cattivi per come è un risvolto che arriva tardi e non riesce a creare un buon conflitto con i veri antagonisti. Nell insieme è un decente titolo che grazie alla sue ottime visuali trasmette bene fascino del genere e ha contribuito a sviluppare il filone degli "spaghetti western".

11 luglio 2025

i Tre Amigos

Recensione Film
Anno 1986
Regia: John Landis
Genere: Commedia, Western

★★★ 😖

Per un ingenuo errore tre attori devono salvare un villaggio messicano dai banditi locali. Leggera commedia western che omaggia le convenzioni del genere e nella sua semplicità è eseguita bene e funziona benissimo il trio di Chevy Chase, Steve Martin e Martin Short e appena appaiono diventano fin da subito iconici, insieme vestiti da mariachi riescono a suscitare uno strano fascino e charme nonostante siano tre ridicoli e goffi attori, poi aprezzo molto come la messa in scena si prende sul serio e questo mondo western è piuttosto autentico e credibile con grandi ambientazioni, costumi bellissimi e amo le facce sporche e marcie dei banditi che sembrano usciti fuori da un classico western del passato. Ed è sempre piacevole vedere e scoprire come lo strano trio deve gestire e cavarsela da questa assurda e pericolosa situazione con momenti molto strani e imbarazzanti, la scena del saloon strappa piu di una risata, la traversata del deserto è totalmente assurda con animali parlanti e un cavaliere invisibile, buona la presenza dei letali tedeschi, il duello con il fan è piuttosto interessante e teso per come viene presentato, mi piace molto il carisma dell'antagonista El Guapo e il suo vice che sono due veri e propri bastardi e alla fine è molto geniale e furba l'idea di come riescono a difendere il villaggio. Oltre a questo il film ha anche un livello di lettura Meta narrativo perché la fantasia e realtà si mescolano e gli attori si immedesimano cosi tanto nella loro parte fino ad impersonarla completamente e alla fine il film diventa come uno degli altri film che ha reso popolari i tre amigos e cosi anche noi spettatori come gli ingenui messicani ci siamo cascati a pensare che i tre possano diventare veri eroi. Non tutto è scritto benissimo e i tre si salvano da morte certa piu volte in modo molto facile e conveniente, il cespuglio canterino è forse troppo stupida e magica come scena, la gag delle catene da tirare sembra non finire mai e non mi ha molto convinto come i tre da codardi paurosi decidono di colpo senza spiegazioni di rischiare la vita, ma a parte questo resta una simpatica e leggera commedia nata da tanto amore per il western.

23 marzo 2024

Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco

Recensione Film
Anno: 1974
Regia: Mel Brooks
Genere: Western, Parodia

★★★ 😏

Nel vecchio West un cattivone fa diventare Sheriffo un nero per portare caos in una cittadina. Irriverente Parodia western che mette con coraggio le tensioni razziali al centro di tutto giocando con il fatto che era molto raro vedere cowboy neri al cinema, e la narrativa funziona per come non nasconde il razzismo ma anzi lo mostra in modo chiaro e aperto con tanti insulti e reazioni disgustate della gente, un modo di far ridere che può rischiare di sembrare anch'esso razzista (specie nel politicamente corretto di oggi) ma mostrare l'intolleranza per quello che è serve per non ignorare il problema con vuoti moralismi di censura e per far capire davvero le grandi differenze dei punti di vista con la cittadina scema da salvare che simboleggia lo stesso pubblico attaccato dal razzismo dei fondamentalisti che deve essere difeso e deve imparare ad abracciare le minoranze. Essendo poi una commedia di Mel Brooks ci sono anche tante battute assurde piu o meno riuscite, come la sella firmata Gucci, veloci rotture del quarto muro dove si parla direttamente al pubblico, il protagonista che si prende in ostaggio da solo, il boia medievale che impicca uno a cavallo, fantastiche le mucche al saloon, il governatore scemo che si fa la segretaria tettona, mi piace il personaggio di Mongo per quanto è forzuto e cartoonesco tanto che viene battuto con scena che palesemente cita Bugs bunny, bello e carismatico Gene Wilder che è veloce a livelli assurdi citando le famose velocità dei pistoleri nei western o c'è tutto un balletto musicale lunghissimo con Madeline Kahn ma lo si perdona per come lei è super sexy con delle calze da urlo. E il film si chiude in modo perfetto con una grande battaglia che esplode ed esonda oltre le finte pareti del Western, una gigantesca zuffa meta-narrativa che invade la stessa Hollywood e vuole ribadire che l'intolleranza è una questione reale e non può essere limitata ad un particolare genere, cosi nell insieme è un simpaticissimo film che con ironia e coraggio parla delle divisioni in modo onesto e sincero cercando di far riflettere su questo eterno problema.

22 gennaio 2023

Ritorno al Futuro Parte 3

Recensione Film
Anno: 1990
Regia: Robert Zemeckis
Genere: Western, Avventura

★★★ 😳

Marty viaggia nel vecchio vecchio west per salvare il suo amico Doc Brown. Terzo e ultimo film della saga che seppur non ai livelli dei primi due chiude bene la trilogia che diventa nel complesso una grande e indimenticabile avventura, e visto che sono stati scritti e girati insieme funzionano gli elementi di trama introdotti nel secondo che hanno il loro payoff in questo come la lezione morale di non accettare le provocazioni, buone le citazioni e omaggi a Sergio Leone e Clint Eastwood, fa sempre molto piacere vedere interagire i due simpatici protagonisti con la loro alchimia vincente, mi piace il colore dell acqua scurissimo, il macchinario enorme per fare i cubetti di ghiaccio, la banda che non si sa come ruota gli strumenti, il bandito scemo Buford canepazzo, è spassosissima tutta la gag dell intruglio risvegliamorti, e mi piace molto il climax finale per come è energico e pieno di tensione. Ma nonostante i pregi il film stona un po' rispetto ai primi due per colpa dell'ambientazione western che non è malissimo ma neanche cosi interessante rispetto ad altri film del genere ed è un peccato che di fantascienza e viaggi nel tempo questa volta cè davvero poco, poi non mi fa impazzire la storia d'amore tra Doc Brown e Clara che poteva funzionare se eseguita bene ma tutto è presentato in modo fin troppo romantico e zuccheroso, una relazione velocissima, sono subito innamorati, lei come personaggio è perfettino irreale, il melodramma è forzato visto che lui può benissimo tornare quando vuole avendo una macchina del tempo e invece di amarla lo spettatore è quasi spronato ad odiarla per come in un certo senso spacca il rapporto di amicizia tra Marty e Doc. Il finale comunque mi piace molto, è pieno di calore e nostalgia oltre ad infiocchettare bene questa fantastica avventura immortale che incredibilmente si è salvata dall virus di pigri remake/reboot.

13 gennaio 2023

Tremors 4

Recensione Film
Anno: 2004
Regia: SS. Wilson
Genere: Monster movie, Western

★★★ 😉

Nel vecchio west appaiono strane creature intorno ad una miniera e il propietario si mette ad indagare. Il quarto capitolo di questo franchise fa una mossa furba e torna indietro nel tempo diventando un leggero western con i mostri, cosi funziona da prequel spirituale e può essere benissimo visto senza vedere tutti gli altri, il cast multiculturale è buono, mi piace il fascinoso pistolero in nero che arriva ad aiutare e in piu si gioca con le aspettative e si mostrano le origini dell'antenato di Burt che parte da riccone altolocato che non sa usare armi con anche un bel arco di crescita che lo rende piu onorevole e piu abile nell uso delle armi. Per carità non è di certo un buon film, è fatto in estrema economia e tutto è molto blando e noiosetto, ma dopo due sequel spazzatura pieni di esagerazione comica e stupide evoluzioni sceme in computer grafica fa piacere tornare a della vera tensione e paura con un serio rischio palpabile, mi piacciono gli effetti visivi che sono piu convincenti con le creature che tornano ad avere un certo fascino cosi come ambientare tutto nel west toglie tutti quegli aiuti tecnologici come il radar o le macchinine radiocomandate che rendevano troppo facile scovare e uccidere le creature. Quindi seppur sia un blando e mediocre titolo per il mercato homevideo apprezzo molto la voglia di ambientarlo nel west e anche come la storia è approcciata in maniera sincera non diventando un altra pigra trashata tamarra.

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Tremors
Tremors 2

17 novembre 2021

Unforgiven - Gli Spietati

Recensione Film
Anno: 1992
Regia: Clint Eastwood
Genere: Western, Dramma

★★★★ 😏

Un Vecchio ex criminale parte in un ultima avventura nel vecchio west per raccimolare un po' di soldi. Clint Eastwood dirige e interpreta quello che si può definire come il discorso di chiusura definitiva sul genere, un western crepuscolare e maturo che dipinge una visione nera sull intero genere abbattendo tutti i miti e fascini di cui è portatore, la stessa presenza di Eastwood crea un discorso di chiusura META con un personaggio che non è piu il mitico cowboy duro e infallibiile di un tempo ma è solo un vecchio contadino depresso, cade da cavallo, sbaglia mira, non beve piu, si ripete piu volte che non c'è alcuna bellezza o fascino nell togliere la vita ad un essere umano con gli echi di fantasmi del passato che risuonano ancora nella mente. Un Film maturo anche per come è ambiguo moralmente, l'ottimo Gene Hackman fa uno sheriffo super bastardo marcio quanto tutti gli altri ma diventa sempre piu chiaro che ha ragione lui e vuole solo proteggere la sua città da violenti fuorilegge, allo stesso modo capisci la voglia di vendetta delle prostitute con l'umiliazione che hanno subito e si percepisce anche tutta la sofferenza interiore del protagonista che si ritrova a tradire gli ideali della moglie morta per tornare allo stile di vita del passato. Insomma è un Western Drammatico cupo e nero, che omaggia il passato ma decostruisce il ludico mito di fantasia dell genere con un forte senso di tragedia umanista.

13 novembre 2021

Read Dead Redemption 2

Recensione Videogioco
Anno: 2018
Studio: Rockstar Games
Genere: Western, Dramma
Gameplay: Openworld, TPS

★★★★ 😰

Agli inizi del novecento una banda di fuorilegge viaggia in cerca di una Fortuna sempre piu sfuggente. Questo sequel del famoso Openworld Rockstar del 2010 in realtà è un episodio Zero, un prequel che spiega meglio le origini della banda di Dutch, attraverso gli occhi di Arthur Morgan noi giocatori conosciamo sempre piu questi personaggi che sono praticamente una famiglia itinerante, di capitolo in capitolo il gruppo si sposta in varie regioni simbloleggiando il viaggio dei coloni pellegrini americani che partirono per conquistare il West, un viaggio criminale che diventa sempre piu un vagare alla cieca a fare continui furti e rapine dietro un leader troppo preoccupato a sopravvivere che offrire un solido futuro al suo gruppo, Dutch è al centro dell intera storia e simbolo di un epoca senza regole che sta scomparendo, è un personaggio molto carismatico e anche molto Ambiguo, un pessimo padre che si rivela sempre piu egoista e continua a fare false promesse e a lasciare indietro gli altri, cosi il conflitto di lealtà che nasce dentro Arthur diventa molto interessante e piu la disillusione dal sogno di libertà svanisce piu diventa evidente cosa significa davvero essere un vero Cowboy e un vero uomo che pensa alla sua famiglia. La storia principale inizia lenta ma fascinosa nella neve che sembra proprio un film, offre tanti elementi western piacevoli con divertenti rapine ma anche molti momenti piu rilassati e da Slice of Life, si gioca a poker, ci si ubriaca, si piazza la dinamite, si pianifica una rapina in banca, si catturano ricercati, si riscuotono vari debiti, bello festeggiare intorno al fuoco con la gang, mi ha gasato tantissimo un assalto di gruppo ad una villa, ma anche mungere le mucche, spalare il letame, costruire una casa da zero e mi piace sopratutto un evento dove si scopre che un personaggio ha la tubercolosi, è una singola cosa ma cambia davvero tutto l'impianto narrativo e ho iniziato a giocare in modo meno brutale. Tecnicamente il gioco è molto buono, la mappa è vastissima e sopratutto molto varia, montagne innevate, valli, roccie, paludi, boschi, laghi, foreste, deserti, città, ed è pieno di animali, la componente di caccia è stata migliorata e diventa una fetta importante dell esperienza di gioco vista la grandissima varietà di animali da cacciare, ci sono poi una quantità infinita di collezionabili, mi piace che la mappa si completa esplorandola ed è bello sfogliare il diario dove Arthur disegna quello che vede. Oltre le quest secondarie la rockstar ha migliorato tantissimo gli incontri casuali che si fanno lungo la strada e arricchiscono molto l'esperienza openworld, si possono trovare banditi, gente in difficoltà, normali persone che si riposano, è davvero un meccanismo di gioco che mi piace molto e rende ogni viaggio sempre pieno di sorprese e imprevisti, una volta ho trovato per caso dei banditi che stavano rapinando un treno, una donna in difficoltà, un uomo morso da un serpente, un tipo che ha trovato una pepita d'oro, uno ucciso dal suo cavallo, delle persone rapite da salvare, dei ladri che cercavano di aprire una cassaforte con la dinamite, carcerati evasi, sono entrato in una casa e c'era una strana coppia inquietante che mi ha invitato a cena, e tutte queste situazioni randomiche offrono piccoli ma interessanti scelte morali su come approcciarli, puoi reagire e fare il bastardo oppure essere eroico, ed è Interessante anche come è sviluppato il sistema delle cavalcature, con cavalli con cui affezionarsi che possono anche morire spezzandoti il cuore, infatti il primo cavallo nero che ho avuto mi è morto per sbaglio e ci sono rimasto malissimo. Ma nonostante la grande Narrativa e Le grandi meccaniche del gioco ci sono troppi elementi tediosi che mi hanno irritato molto, è un gioco tristemente poco immediato, l'nizio è lentissimo, muovere il personaggio è un agonia, ogni azione è rallentata, aprire i cassetti o raccogliere gli oggetti non è mai stato cosi odioso perché bisogna sempre tenere premuto il tasto e posizionarsi nel modo migliore, il sistema di fame e resistenza è fatto male e finisci sempre senza energie anche se ti abbuffi di cibo, specie odio come i cavalli perdono subito la resistenza e fare un viaggio a cavallo è sempre piu snervante anche usando dieci tonici, odio ogni volta che la storia ti fa guidare un Carretto, i CARRI SONO LENTISSIMI!!! e ci sono troppe sezioni narrative dove si è costretti a controllarli, ma in generale odio le sezioni forzate che ti rallentano, poi Cacciare diventa un incubo il piu delle volte visto che le animazioni per scuoiare gli animali non possono essere saltate e le pelli piu grosse si possono trasportare solo una alla volta sul cavallo. Anche la narrativa per quanto fatta molto bene mi lascia dei dubbi, sembra un ammasso di eventi casuali a tema western, ci sono le rapine, gli assalti e le sparatorie ma manca di coesione, l'ho sentito sopratutto nel capitolo 5 dove per caso vivi un esperienza esotica piena di sparatorie che sembra completamente slegata da tutto il resto, anche Arthur come protagonista non mi ha fatto impazzire e a volte sembra essere solo un tontolone idiota, il finale è certo Grandioso ma non mi è piaciuto che il gioco si rifiuta di finire e si trascina a fatica in due altri Epiloghi lunghissimi ed estenutanti che servono per ricollegarsi agli eventi del primo, è un gioco fin troppo dispersivo con una storia troppo lunga che tristemente allunga il brodo e non sa chiudersi in bellezza. Nel complesso nonostante le macchinosità e legnosità che lo rendono grosso come un pachiderma RDR 2 arricchisce la storia del primo capitolo in piu punti e lo supera decisamente dal punto di vista tecnico, è un esperienza nella natura da vivere che mischia le classiche sparatorie ludiche a un dramma maturo e adulto sulla decadenza del vecchio west.

19 luglio 2021

I Magnifici 7 - Remake

Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Antoine Fuqua
Genere: Western, Azione

★★★ 😏

Gruppo di cowboy viene riunito per salvare villaggio in pericolo. Remake del classicone western che nonostante sia un leggero prodotto di intrattenimento nel complesso mi ha divertito, il cast è variegato e piu progressista possibile tanto che viene aggiunto al gruppo pure un ottavo membro donna, Pratt è simpatico, D'onofrio tenero, il cinese e l'indiano sono letali, il vecchio Denzel è un po' legnoso ma guida bene il gruppo e una spanna sopra tutti cè Ethan Hawke con il suo bagaglio di dolorosi fantasmi da portarsi dietro. Molto bello l'inizio intorno alla chiesa bruciata che presenta bene la minaccia dell antagonista che poi tristemente non viene sviluppato bene e resta il solito gnerico cattivone, ma le interazioni del gruppo sono sempre piu belle, si respira aria piena di testosterone e voglia di avventura e l'attesa battaglia finale è una ludica giostra di sparatorie piuttosto rilassante. Certo neanche questo si avvicinerà mai alla grandezza dei sette samurai di Kurosawa, come quasi ogni western moderno deve poi inchinarsi ai soliti cliché, convenzioni e citazioni al passato e cosi tutto quando mostrato sa di vecchio e gia visto, le motivazioni di alcuni personaggi non convincono e sembrano aggiungersi alla missione suicida per caso o peggio noia, la fotografia è fin troppo satura e il bang bang finale non è diretto proprio benissimo con Pratt che ad un certo punto sembra avere l'invincibilità attivata, ma sinceramente nell suo essere modesto e generico mi sono divertito a guardarlo, è stata una bella goduria, e anzi mi sono divertito piu vedendo questo che quella roba noiosa del 1960 che di davvero memorabile aveva solo la colonna sonora.

Guarda anche: I Magnifici Sette (1960)

13 luglio 2021

Django Unchained

Recensione Film
Anno: 2012
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Western, Revenge

★★★★ 😎

Un ex schiavo parte per liberare sua moglie grazie all aiuto di un cacciatore di taglie tedesco. Primo western di Tarantino che offre la sua solita energia stilistica ma c'è anche un impegno progressista concreto con una guerra contro il razzismo mostrata apertamente e non usata solo per facile bandiera di virtuosità. Infatti il film non è solo un vuoto e immaturo omaggio agli spaghetti western ma è un revenge fantasy sugli abusi della segregazione razziale che mostra senza vergogna quanto era inconcepibile per quel periodo l'idea di un uomo nero del tutto libero, e ad ogni incontro e ogni conflitto che viene mostrato nasce in noi e nei protagonisti una concreta rabbia umanista per questi tipi di abusi e ingiustizie, una rabbia che ribolle sempre piu nelle vene e deve essere soffocata a fatica creando buoni momenti di tensione thriller fino ad esplodere piu volte in maniera orgasmica. Quindi c'è sicuramente umorismo e tanta voglia di esagerare con super sparatorie splatter ridicole ma il film funziona perché azzecca i momenti piu seri come le drammatiche scene di violenza alla moglie di Django o i continui e piu o meno velati insulti razzisti. Jamie Foxx se la cava, Leonardo DiCaprio è ok, molto buona la patetica servile meschinità del personaggio di Samuel L. Jackson mentre Christoph Waltz è perfetto per il suo charme, eleganza e per la sua spietata morale che possiede. Mi piace l'inizio con le scritte grosse in rosso e quella coperta di oppressione che cade in modo trionfale, il modo ironico con cui Schultz ammazza le sue taglie mettendosi sempre a rischio come se giocasse d'azzardo con la sua vita, l'immagine dell cotone bianco insanguinato, la riunone dei razzisti scemi incappucciati, Walkz che si alza apparendo dal nulla nell inquadratura per complimentarsi in una scena mentre django sparava ad un pupazzo di neve, la sottile veloce rottura del quarto muro dicendo in camera che bisogna sporcarsi le mani per parlare di questi temi, e tutta la tensione da infiltrato funziona bene con quel momento iconico della stretta di mano che è per me il momento piu bello del film. Nel complesso è un divertente western con un forte tema antirazzista, ma è un peccato che c'è qualche sbavatura che indebolisce il tutto, il piano per salvare la moglie è troppo complicato e non ha alcun vero senso, dura troppo e mi da fastidio la macchinosità del'ultima parte, quando sembra essere arrivato al climax finale si interrompre bruscamente e arrivano quei 20 minuti di troppo che rallentano tutto solo per inserire un inutile cameo di Tarantino stesso che voleva fare il botto, in piu non capisco proprio perché la moglie resta prigioniera nel ruolo di "damigella in pericolo" che subisce sempre quando anche lei nel finale poteva avere facilmente una sua vendetta catartica.

17 giugno 2021

Mucche Alla Riscossa

Recensione Film Animato
Anno: 2004
Studio: Disney (+)
Regia: Will Finn, John Sanford
Genere:Avventura, commedia, western

★★ 😩

Tre mucche partono in un viaggio per salvare la loro fattoria da un cattivone. Film Animato Disney in 2D che con coraggio prova un Western atipico mettendo come protagoniste praticamente tre donne di mezz'età, ma il coraggio dell idea non basta se non è supportato da un esecuzione all altezza e qua si sente tutta la crisi di questo periodo "post rinascimento" , Il film è blando e mediocre, ci mette troppo a decollare e annoia in piu punti, le canzoncine sono svogliate, e la storia è incapace di far appassionare a livello umano mostrando invece le solite gag con gli animali. Mi sembra quasi uno spreco di talento, i disegni minimalisti sono carini, Le animazioni 2D non sono male e gli sfondi sono ottimi dando vita a bellissimi campi lunghi di questa fantastica ambientazione western, poi il film si rialza nel climax finale rocambolesco pieno di gag e situazioni divertenti. Ma per come si evolve il tutto non riesce mai a superare la mediocrità di cui è prigioniero, non è brutto ma è molto insipido, è pieno di umorismo ma è vuoto di carattere o vera energia artistica, tristemente è un film poco interessante e che non ha davvero niente di memorabile.

1 settembre 2020

Il Grande Silenzio

Recensione Film
Anno: 1968
Regia: Sergio Corbucci
Genere: Western

★★★★ 😨

Nel gelido Utah i Cacciatori di taglie stanno diventando sempre piu violenti e qualcuno dovrebbe fermarli. Western italiano che immerso nella neve, il gelo ed il freddo rappresenta un idea atmosferica di morte, si vede un mondo spietato dove l'unico valore della vita è l'arido profitto e la Legge diventa solo una regola del gioco da aggirare. Infatti qua i famosi Bounty Killer non hanno niente di romantico o eroico e mi è piaciuto come i personaggi non sono criminali ma agiscono sempre sul filo della legalità sfruttandola a piacimento come l'uso della "legittima difesa" che diventa solo una scusa per facili omicidi. Tecnicamente Il film è piuttosto buono, ha un grande antagonista memorabile, un ambientazione nella neve riconoscibile, ci sono piacevoli momenti di tensione, una pacata scena romantica che diventa calda e intensa e mi ha sorpreso come il patetico sheriffo evolve come personaggio, ma il ritmo a volte è fin troppo lento, il doppiaggio italiano è un po' fatto con il culo e non ho sopportato i tantissimi campi lunghi di gente a cavallo nella neve, ce ne sono almeno il doppio del necessario e appaiono piuttosto ridondanti. C'è poi la colonna sonora di Morricone che è si buona e molto atmosferica ma non mi ha convinto del tutto, Comunque la qualità del film è nel suo approccio al Tragico e selvaggio west, all inizio in apparenza sembra la solita solfa cliché western, c'è l'eroe figo che spara veloce, il viscido cattivo, la bella vedova che vuole vendetta, ma poi nel complesso la storia si sviluppa e vuole dire qualcos'altro, ha un messaggio piu amaro e cupo, il Grande Silenzio è il protagonista Muto ma il titolo è ambiguo e si riferisce sopratutto alla morte, le stragi, il sangue, e nel Gelo il film offre la sensazione di una generale mancanza di umanità.

30 agosto 2020

The Searchers

Recensione Film
Anno: 1956
Regia: John Ford (+)
Genere: Western, OnTheRoad, Revenge
Titolo ITA: Sentieri Selvaggi

★★★★★ 😊

John Wayne e Nipote partono per un lungo viaggio nel selvaggio West in bilico tra la ricerca di una calda speranza o di un arida vendetta. Classicone Western che parla di mondi separati difficili da unire, ponti, Porte, razze, filosofie di vita che separano il Deserto dalla Civiltà, la solitudine dalla famiglia, l'ordine umano dal Caos. La recitazione resta impostata e teatrale ma incredibili sono i campi lunghi mozzafiato della monument valley, ottimo tutto quel momento quando sono circondati dagli indiani e le linee di cavalli vanno in parallelo all orizzonte creando inquadrature perfette che aggiungono tensione e costruiscono un bello scontro in riva al fiume, tensione poi creata in modo fantastico prima dell tragico attacco degli indiani che non viene neanche mostrato, basta il nervosismo dei genitori, l'urlo disperato della sorella che capisce la situazione e la povera bimba davanti ad una tomba a creare la sensazione di morte che li colpirà a breve. Il Tutto parte come un Revenge movie ma in realtà il rapporto tra i due protagonisti rappresenta un viaggio spirituale e religioso in cerca di un futuro da questo caos selvaggio, e Il film non è per niente un polpettone serioso e trova spazio per siparietti comici che mostrano un simpatico personaggio un po' tonto, un singolare prete sheriffo o le scene che scherzano sull amore a distanza tra due giovani amanti che sfocia in un epica scazzottata per il cuore di una donna, brilla comunque la profonda Ambiguità del personaggio di John Wayne, un veterano esperto, dal passato oscuro, cinico, disilluso, arrogante, che cade sempre piu nella voglia di cieca vendetta che traccia quel solco razzista che divide in Noi e Loro, ma nonostante questo non sono d'accordo con chi lo ritiene un personaggio negativo, le sue azioni, i suoi pensieri sono totalmente giustificati e razionali, mi piace il suo perdere la fede nella missione di salvataggio e il suo odio che travalica persino la morte, cosi addirittura nel climax finale non si capisce piu fino a che punto potrebbe spingersi per avere la sua vendetta. E proprio per queste ambuguità l'inquadratura finale è perfetta, mentre gli altri trovano una chiusura dalla tragedia a lui viene negato il paradiso e la serenità della civiltà, messo in disparte resta solo, quasi imbarazzato e perduto davanti alla porta che non riesce ad attraversare, il suo posto e il suo ruolo è quello di camminare solo in questo deserto.

3 maggio 2019

I Magnifici Sette

Recensione Film
Anno: 1960
Regia: John Sturges
Genere: Western, Azione
★★★ 😐

I Banditi Minacciano un villaggio di contadini e allora loro chiedono aiuto a sette Cowboy. Remake del sette samurai di Kurosawa che reimmagina tutto nel selvaggio west, e visto che l'estern e il western hanno elementi piuttosto simili la cosa poteva funzionare ma il film abbandona completamente ogni briciolo di elemento drammatico per offrire agli americani la classica giostra western senza un briciolo di profondità. Piu o meno il film intrattiene, Memorabile è l'avventuruosa colonna sonora e il grande cast di attori ma il paragone con l'originale è impietoso, ogni inquadratura è statica come un macigno, gli ambienti sono generici e non c'è vento, pioggia, fuoco o fango, Fa ridere che il giappone medievale è piu sporco del deserto americano, qua i contadini sono pulitissimi e pettinati bene e non sembrano stare poi cosi male. Anche i famosi attori deludono in realtà perché fanno le belle statuine prigioniere nella loro espressione da duri ma si nota spesso che la recitazione generale è piuttosto pessima. la storia segue il film originale con frasi spesso identiche ma non hanno forza perché manca il contesto, Non capisco perché questo remake cancella tutto il dramma sulla mancanza di cibo dei contadini, sulle loro paure e contraddizioni, cosi si perde il conflittuale rapporto con loro ma anche il valore eroico del sacrifico e dell unità nazionale, e non capisco perché anche gli antagonisti non sembrano una grande minaccia, non si sente la gravità dello scontro finale, il peso delle perdite, le tattiche di guerra per ammazzare i banditi uno ad uno diventano un "costruiamo un muretto e poi spariamo alla cieca in piazza", incredibile come gli spari nel film di kurosawa siano molto piu spaventosi e letali di quelli di questo film. Insomma alla fine questo remake è ok ma è solo un altro retorico elogio all eroismo di frontiera, dove si diventa uomini "veri" sparando, cercando fortuna e gloria, messaggio che viene rappresentato bene dall odioso ragazzo inesperto che vuole fare il cowboy che è la fusione di due diversi personaggi dell originale, grave errore perché cosi si perde pure il Grande Kikuchyo di Mifune e tutto il significato di un personaggio giullare che con esuberante follia si prendeva gioco di tutti ma rappresentava anche il punto di incontro tra due diverse classi sociali.

Guarda anche: I Magnifici 7 - Remake

22 dicembre 2018

I Fratelli Sister

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Jacques Audiard
Genere: Dramma, Western
★★★ 😑

I Famosi fratelli Sorelle ricevono l'incarico di uccidere/torturare un Tizio. Dramma Western che descrive due uomini dal cognome femminile intrappolati in un eterna spirale di violenza maschile, I due fratelli sono complementari e due facce del classico Cowboy tipo, uno è rozzo, ubriacone e violento mentre l'altro è piu Eroico, emotivo e sentimentale, insieme tra continue tensioni cercano di lasciarsi il doloroso passato alle spalle in cerca di una perduta serenità. Il film è fatto piuttosto bene e possiede piu di un bel momento, specie le classiche sparatorie funzionano sempre ma non mancano anche momenti piu toccanti e introspettivi, un peccato che il film sia ogni tanto noiosetto a causa di un ritmo non perfetto e una storia che sembra perdersi un po' per strada. Il cast è buono, c'è il leggendario Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal(che ha una stupenda barba e dei capelli troppo perfetti per il selvaggio west) e c'è John C. Reilly che è chiaramente il protagonista del film ma la sua interpretazione non mi è piaciuta, il suo personaggio dovrebbe essere sia un tenero pacioccone che uno duro cowboy ma questa sua bipolarità non funziona e quando fa il serio non appare del tutto credibile. Non c'è Abbastanza chimica tra i due fratelli e avrei voluto piu scene che costruiscano il loro legame, cè poi qualche momento d'esposizione di troppo e un approccio al dramma troppo pacato per colpire, la regia non ha la forza di graffiare, manca energia e spessore, tutto arriva troppo Soft e pacato e cosi alcune scene serie e drammatiche sembrano quasi involontariamente tragicomiche ma alla fine dei conti il film non è malissimo, è soltanto un po' scialbo.

1 dicembre 2018

The Ballad of Buster Scruggs

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Joel & Ethan Coen (+)
Genere: Western, Dark Comedy
★★★★ 😇

Antologia di sei storie western che attraverso una comicità nera riflettono sulla natura ciclica della Vita e della Morte. Tornano i Coen in grande stile con un titolo divertente e piuttosto piacevole che omaggia Il genere sia in modo classico che in modo moderno, infatti tante sono le citazioni Meta che associano l'evoluzione dei Western al ciclo della vita, ma nonostante in apparenza regna il cinismo ogni storia offre allo spettatore un valore Morale da preferire rispetto ad un altro, cosi l'arroganza e il crimine paga... o forse no, l'arte è solo un altro modo per poter guadagnare ma anche un tragico mezzo per esprimere la propria condizione umana, la natura è terra fertile da conquisare con il duro lavoro ma l'uomo non deve mai tradire l'equilibrio con essa, si mostra l'importanza della fede nei momenti di crisi e infine si descrive la paurosa prospettiva della morte stessa, con la vita che è un viaggio che non offre nessun chiaro significato. Molto bello l'approccio narrativo "da libro" quasi in stile Classico disney, spuntano ogni tanto due o tre canzoni piacevoli da sentire, La recitazione di tutti è Ottima, sia dei protagonisti che dei personaggi secondari, anche un cameo di pochi secondi ha quella faccia o espressione esilarante che colpisce, i panorami ti mostrano il west a 360 gradi saltando da un film all altro, cosi ecco la bellezza del deserto del new mexico, la monument valley, i panorami rigogliosi pieni di verde o le magiche montagne innevate, tutti paesaggi fantastici da vedere e respirare. Ovviamente essendo un antologia c'è sempre il rischio che qualche episodio sia superiore a qualcun altro, qua io ho visto un crescendo di qualità per la prima ora con la storia del minatore che è la mia preferita, ma poi la seconda ora crolla e tutto diventa troppo prolisso e non all altezza dei primi episodi, anzi l'episodio della ragazza l'ho quasi odiato, un peccato perché fino a quel punto il film era praticamente perfetto, certo c'è qualche montaggio frettoloso e l'angioletto alla looney toons potevano realizzarlo meglio ma per il resto la prima parte l'ho davvero amata e piu che un antologia avrei voluto un intero film intorno alle pazze avventure di Buster scruggs, del minatore Tom waits e del pasticcione James franco, comunque nel complesso è un solido pacchetto, sento che molti avrebbero preferito una serie ma secondo me la struttura filmica resta la piu potente, sopratutto in questo caso dove la somma è superiore al valore delle singole parti.

10 febbraio 2018

Hostiles - Ostili

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Scott Cooper
Genere: Dramma, Western, Politico
★★★ 😌

Capitano nordista riceve l'incarico di accompagnare Capo "Indiano" alla sua riserva. Un western Drammatico che si prende molto sul serio con un atmosfera cupa e densa che cerca di descrivere il senso di colpa e ll lungo viaggio di espiazione dei bianchi verso i nativi americani, ogni momento ha un peso e una solennità da via crucis con un messaggio che viene saturato fino al limite e il forzato dramma finisce per sfiorare l'operazione vanità, ogni volta che la musica si alza e il ritmo rallenta il film sembra vantarsi di quanto bella e progressiva sia tutta questa storia spostando l'attenzione del razzismo sempre a favore dei bianchi virtuosi. Christian Bale baffuto funziona, l'attore quando fa un ruolo serio piace sempre, cosi come bella e brava è Rosamund Pike, specie nell ottima introduzione piena di tensione, e Fa piacere anche rivedere Ben Foster che non guasta mai. Il Lungo e lento viaggio è decisamente pesante con momenti molto introspettivi e riflessivi, ha Belle panoramiche e interessanti dissolvenze ma i dialoghi appaiono piatti e piuttosto legnosi, la camera letteralmente si inchioda ogni volta che i personaggi parlano e questa pigrizia di regia finisce per rendere queste scene dialogate decisamente poco interessanti, tutti sono imbronciati e tristi e si fa fatica a restare svegli. Comunque tolta la parte centrale e il forzato messaggio il film inizia molto bene e pure il finale mi è piaciuto molto, invece che elogiare vendetta, virilità o coraggio si fa un discorso piu ampio su un Eroismo che nasce dalla voglia di una Giustizia storica e umana.

5 gennaio 2018

TOP FILM WESTERN

Il Genere Western è uno dei generi storici del cinema americano che ha esaltato il Mito della frontiera, delle figure leggendarie di Banditi, Cowboy, Cacciatori di taglie e pistoleri che duellano con le mitiche pistole contro Sceriffi o Indiani nel bel mezzo della città o in maestosi deserti.



1. C'era una VOlta Il West (1968)
2. McCabe & Mrs. Miller (1971)
3. The Man Who Shot Liberty Valance (1962)
4. Il Buono, IL Brutto, Il Cattivo (1966)
5. The Wild Bunch (1969)
6. Rio Bravo (1959)
7. The Searchers (1956)
8. The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (2007)
9. High Noon (1952)
10. Unforgiven (1992)
11. Butch Cassidy and the Sundance Kid (1969)
12. Per qualche Dollaro in Piu (1965)
13. The Ox-Bow Incident (1943)
14. Red River (1948)
15. My Darling Clementine (1946)
16. Johnny Guitar (1954)
17. Lonesome Dove (1989)
18. Giu La Testa (1971)
19. Bring Me the Head of Alfredo Garcia (1974)
20. El Topo (1970)