24 ottobre 2026

Venerdi 13 - La Saga

La saga di Friday the 13th (in italia Venerdi 13) è una popolare serie di film horror/slasher con al centro la mitica e spaventosa figura di Jason Voorhees, un'inarrestabile e gigantesco assassino assetato di sangue che indossa una maschera da Hockey, un personaggio diventato velocemente un'icona horror che insieme a Micheal Myers di Halloween e Freddy Krueger di Nightmare hanno sviluppato il genere slasher negli anni 80. Tutto nasce con il primo Friday the 13Th che era un semplice thriller sanguinario intorno ad un lago dove giovani ragazzi venivano uccisi da una misteriosa figura, poi nel secondo capitolo Jason appare per davvero ma con un sacco in testa ed è solo nel terzo film che ottiene l'iconica maschera, poi per rinnovare la formula si è provato dare la maschera ad un altra persona ma questa mossa ha deluso i fan e cosi Jason viene resuscitato e trasformato sempre piu in una demoniaca creatura sovrannaturale fino al decimo capitolo dove con ironia finisce addirittura nello spazio quasi simboleggiando la crisi creativa della saga che aveva esaurito tutte le idee. Per fortuna nel 2003 c'è stato l'attesissimo epico scontro con Freddy che è stata la degna e spettacolare chiusura dell'intero genere e nel 2009 hanno provato a fare un remake che non ha avuto molto successo e cosi per ben 17 anni il franchise era ritenuto morto e sepolto fino a che nel 2026 è spuntata la serie prequel "Camp Crystal" che si concentra sulla madre di Jason e chissà forse in futuro rivedremo un suo vero ritorno.


Jason è una delle piu grandi icone horror

E la formula dei venerdi 13 è una delle piu semplici del mondo, si parte con un veloce riassunto del film precedente, poi si presenta un gruppo di giovani ragazzi che per qualche motivo vanno in campeggio intorno al Lago Crystal, Si mostra qualche tetta o nudo gratuito, Jason resuscita o si libera e torna a lavorare mettendosi a sterminare i giovani nei modi piu brutali possibili fino allo scontro finale dove qualcuno riesce a sopravvivere e a batterlo. Ma il punto della serie non è tanto costruire una normale storia quanto offrire uno leggero spettacolo di ludica violenza  volutamente senza vera profondità, per certi versi è Jason il vero protagonista per cui tifano gli spettatori mentre i giovani sono solo gli ostacoli da abbattere per arrivare al finale, ecco perché in questi film i ragazzi appaiono spesso odiosi, irritanti, superficiali e pensano solo a fare l'amore, se fossero piu approfonditi e tridimensionali il dramma della loro morte si sentirebbe maggiormente e Jason perderebbe molto del suo fascino di Icona e diventerebbe solo un noioso mostro.

LA VIOLENZA DI JASON CREA UN LUDICO SPETTACOLO PER IL PUBBLICO CHE TIFA PER LUI

21 ottobre 2026

Le Colline Hanno gli Occhi 2

Recensione Film
Anno: 1984
Regia: Wes Craven
Genere: Horror, Slasher

★ 😒

Gruppo di ragazzi parte verso il deserto per fare gara di motocross ma vengono attaccati dai pazzi cannibali del primo film. Un Pigro sequel che riesce a rovinare l'idea semplice di un assalto nel deserto offrendo tanta noia boia, e tutto partiva anche bene con uno dei protagonisti del primo film che spiegava ad uno psicologo i suoi dolorosi traumi da superare ma poi lui sparisce e si sta troppo con questi generici ragazzi che scherzano e se la prendono comoda mentre non si sente mai il rischio e la tensione per degli antagonisti molto deboli che non hanno un briciolo di presenza scenica. Il primo nei suoi limiti aveva tanta grinta e voglia di graffiare lo spettatore ma questo è solo un generico compitino slasher senza personalità, sono pessimi gli spezzoni flashback che riciclano le scene del primo film per allungare il brodo, odio come nessuno si preoccupa per la minaccia dei cannibali assassini anzi i giovani scherzano e li affrontano sottovalutando il rischio e rovinando ancora di piu la tensione percepita, trovo stupidissimo in questo contesto far vedere un inseguimento di moto con il cannibale che non si sa come sa guidarla senza problemi, quando cala la notte non si vede una mazza e le varie mattanze sanguinarie sono troppo scure per essere apprezzate, l'ambientazione della miniera poteva essere esplorata meglio ed era interessante che il personaggio di Rachel oramai civilizzata doveva di nuovo affrontare la famiglia di selvaggi da cui era scappata ma non c'è alcuna voglia di sviluppare questa idea drammatica e lo stesso personaggio viene sprecato velocemente. Unica cosa davvero carina è la tensione della cieca quando scopre che tutti i suoi amici sono morti, una bella idea di orrore per una non vedente che funziona abbastanza ma comunque è stata fatta meglio in tanti altri film e quindi nell insieme questo sequel è altamente soporifero, un grosso e inutile spreco di tempo tanto che lo stesso Wes Craven aveva ammesso che è uno dei peggiori della sua carriera.

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Le Colline hanno gli Occhi (1977)

20 ottobre 2026

Le Colline Hanno gli Occhi

Recensione Film
Anno: 1977
Regia: Wes Craven
Genere: Thriller, Horror

★★ 😳

Famiglia si perde nel deserto del Nevada e vengono attaccati da pazzi Cannibali. Sporco e polveroso Thriller di Wes Craven che nella sua semplicità intrattiene con tanta violenza, urla e disperazione ma a parte questa graffiante energia ribelle che ama sadicamente far soffrire i protagonisti il film fatica ad impressionare sul serio per colpa dell evidente basso budget ed un lato tecnico piuttosto amatoriale. Per come è montato risulta davvero brutto il modo in cui il padre fa l'incidente e va fuoristrada con una forzatura innaturale, il ritmo è pieno di una marea di tempi morti dove non accade nulla, non era male l'idea di far scontrare nel deserto una normale famiglia di città con una di pazzi selvaggi ma questi antagonisti sono sempre piu patetici e non incutono vero timore, i loro costumi sono ridicoli, ho odiato che usano pistole, binocoli e radio distruggendo l'idea di selvaggi lontani dalla civiltà, è senza senso rapire il bambino che è una cattiveria gratuita fin troppo esagerata per farteli odiare di piu e si arriva all atto finale che è un vuoto sfogo rabbioso dei ragazzi verso i selvaggi che perdono sempre piu spessore diventando dei cartoni animati che devono solo subire. Certo un po' di tesa atmosfera si sente e il film funziona sopratutto di notte quando minacciano la famiglia nell ombra, attaccano e bruciano il povero padre e assaltano il camper, carino l'uso dei pastori tedeschi, il tipo con il naso tagliato e il pelatozzo a loro modo sono un briciolo memorabili, bella la lotta con il coltello, è spettacolare l'esplosione trappola con il gas e mi piace come la ragazza dei selvaggi mostra di avere ancora un briciolo di umanità da salvare. Nell insieme si sente la tanta energia creativa e la voglia di graffiare con questa storia di violenza e disperazione nel deserto ma tutto risulta debole e non convince per come è un film troppo acerbo e pasticciato con grandi limiti tecnici che non riescono veramente ad elevare le idee di tensione presentate.

19 ottobre 2026

Jeepers Creepers 2

Recensione Film
Anno: 2003
Regia: Victor Salva
Genere: Horror, Monster movie

★★★ 😋

Gruppo di giovani vengono bloccati dentro un Autubus per essere mangiati da misteriosa creatura alata. Sequel che espande la mitologia dietro all Creeper con tanta tensione e spettacolo per intrattenere con leggerezza, e mi piace molto l'introduzione dove la creatura si finge uno spaventapasseri e si porta via un ragazzino presentando la voglia di vendetta del padre interpretato da un ottimo Ray Wise, specie amo il grosso primo piano del suo sguardo sconvolto che zoomma sui suoi occhi sofferenti, bella la sua fredda determinazione di costruire un arma e cacciare la bestia per vendetta, l'idea dei giovani bloccati in un autubus è abbastanza memorabile e ci sono buoni brividi mentre gli adulti vengono mangiati per primi, intrigano le visioni della ragazza che servono in modo conveniente per fare spiegoni ma aiutano ad espandere la mitologia e a connettersi con il primo film, a differenza di tanti altri horror qua i ragazzi non sono mai insopportabili ed è bello come il tipo razzista per paura accende discussioni e conflitti molto accesi con una recitazione di tutti piuttosto convincente, assurdo e spettacolare come gli infilzano la faccia, fa ridere ma anche paura come devono passare sotto la sua ala, quel cambio di testa è inquietantissimo e realizzato molto bene sottolineando la natura mostruosa dell essere che ruba parti del corpo, epica l'apertura alare davanti alla luce e per me il finale è perfetto nel presentare l'iconicità della bestia da horror e a descrivere l'immenso dolore e voglia di vendetta di un padre che ha perso un figlio. Di certo queste aggiunte alla mitologia non sono per nulla originali e il nutrirsi della paura dei giovani e il tornare ogni 23 anni è palesemente scopiazzato dai 27 anni di IT/Pennywise, le stelle d'osso richiamano un po' predator, l'idea dell arpione è certamente presa dallo squalo e quando annusa l'autubus e fa i ridicoli ammiccamenti sessuali richiama molto al caro Freddy Krueger, poi a differenza del primo questo vuole essere molto piu spettacolare e da blockbuster e specie nell ultima parte i toni horror si fanno sempre di deboli per far posto all'azione caciarona, ma a parte questo ammiro l'esecuzione che non sbaglia un colpo e ha il giusto ritmo e tensione, per certi versi è il tipo di horror che piace a me con il suo concreto e palpabile rischio di morte e una grande voglia di cacciare la bestia, e capisco le critiche alla vita del regista ma il film riesce davvero ad intrattenere e per questo lo ritengo molto sottovalutato.

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Jeepers Creepers - Il Canto del Diavolo

Recensione Film
Anno 2001
Regia: Victor Salva
Genere: Horror, Thriller

★★★ 😁

Mentre sono in viaggio due ragazzi si imbattono in un misterioso ed inquietante uomo che inizia a perseguitarli. Semplice horror che non inventa niente di nuovo con il solito mostro assassino nella campagna americana ma tutto è realizzato piuttosto bene e offre un paio di deliziosi momenti di tensione che sono una vera goduria, mi piacciono i protagonisti ed è ben sviluppato il loro legame tra fratello e sorella con dolci battibecchi all inizio e poi sincere preoccupazioni reciproche, sono fantastiche le tante espressioni di spavento che fa Justin Long, mi piace la tensione su strada ispirata dal Duel di Spielberg, bella l'inquietudine trasmessa nel vedere i corpi buttati nel pozzo, aghiacciante quando ci cade dentro e trova il corpo del tizio e tutti quelli imbambolati nel soffitto, si sente bene il suo trauma e come è sconvolto per quello che ha visto, intriga il rapporto con la sensitiva, è buona la figura del mostro sempre piu demoniaco, amo molto la fotografia che usa silhouette e una luce backlight che rende i contorni degli attori definiti anche al buio qualcosa che al giorno d'oggi i film non sembrano essere piu capaci di fare ossessionati da pigre color correction digitali, stupenda l'inquadratura del mostro che strappa la lingua alla testa mozzata, mi piace come la ragazza mostra di avere le palle quando lo investe con l'auto piu volte ed è pieno di tensione l'assalto finale alla stazione di polizia. Ma per quanto ci siano molte cose carine dispiace che tutto parte da una enorme forzatura e non è per niente credibile che i due ragazzi invece che andarsene di corsa spaventati decidono come dei babbei di andare a guardare dentro il pozzo dell serial killer, loro stessi ammettono l'errore dicendo che è "un cosa che fanno solo negli horror" ma essere consapevoli non risolve i problemi anzi li rende solo piu evidenti e capisco che il finale con quegli occhi vuole punire questa curiosità malata ma non aggiusta un inizio cosi irritante, c'è poi la problematica del regista andato in carcere per abusi su minori che è una controversia esterna al film ma essendo lui il vero mostro è una cosa che inevitabilmente va tenuta conto e aggiunge riflessioni sull eterno dibattito nel distringue le opere dagli artisti. Comunque nell insieme è un horror semplice ma abbastanza divertente, la regia funziona e con pochi mezzi riesce ad offrire una bella tensione e ammiro come riesce a presentare un nuovo mostro originale pieno di fascino.

17 ottobre 2026

Candyman (2021)

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Nia DaCosta
Genere: Horror

★★★ 😫

Ricco artista scopre il mito di Candyman e viene sempre piu corrotto da questo spirito vendicativo. Quarto film del franchise che vuole fare da reboot alla serie per presentarlo ad una nuova generazione di spettatori e funziona l'intro negli anni '70 con un ragazzino che vede la figura uscire da un buco nel muro, è molto bella la fotografia ricercata con tanti campi lunghi e inquadrature artistiche, sono graziose le storie narrate attraverso ombre con marionette di carta, le scene di sangue hanno il giusto senso di spettacolo come la coppia attaccata alla galleria d'arte dall'entità invisibile o la mattanza delle ragazze in bagno vista dal riflesso di uno specchietto, inquieta e disgusta la mano infetta del protagonista che diventa sempre piu marcia e putrida, stupendi e graffianti i quadri dell orrore che dipinge verso la fine che vanno in contrasto alle generiche robe pop che faceva all inizio per arrufianarsi i critici e apprezzo come la storia non presenta la prospettiva dell'ennesima bionda ma mette al centro un artista che soffre e vive sulla sua pelle i problemi della comunità nera. Ma nonostante vuole essere un reboot tutto si lega troppo all originale e alcuni passaggi possono confondere chi non l'ha visto, il ritmo è molto lento e si muove come un elefante, a parte l'uomo della lavanderia interpretato da Colman Domingo tutti i personaggi sono piatti e arrivano tanti sbadigli ogni volta che parlano, le scene animate con le marionette sono fin troppo graziose per questo tipo di serio horror, la storia vuole parlare dei problemi della strada ma tutto va in contrasto con gli scenari presentati e si resta in una marea di ambienti altoborghesi con una fotografia fin troppo bella e ricercata che da un senso di finto e artificioso e per quanto capisco l'attacco alla polizia brutale simbolo del potere odiato dalle comunità nere non mi piace come il film finisce per elogiare la violenza contro le autorità e penso che sia sbagliato e riduttivo trasformare Candyman in una specie di supereroe del popolo da richiamare per risolvere le ingiustizie. Alla fine è un bel po' pretenzioso e si prende molto sul serio ma tecnicamente è piuttosto valido e per come espande la mitologia con l'idea dell alveare funziona bene come sequel.

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Candyman (1992)

16 ottobre 2026

Street Fighter

Recensione Film
Anno: 2026
Regia. Kitao Sakurai
Genere: Arti marziali, Fantastico

★★ 😬

Ryu e Ken partecipano al secondo torneo mondiale per superare le loro incomprensioni e battere il malvagio Bison. Dopo piu di 30 anni dal film con Van Damme questo prova a riportare al cinema gli eroi del famoso picchiaduro ma nonostante gli assurdi costumi e qualche simpatico dettaglio il tutto si rivela un disastro di toni e stile incapace di costruire qualcosa di davvero piacevole da guardare. E fin da subito colpiscono le belle animazioni dei flashback che presentano in stile Anime questo universo in modo perfetto, un qualcosa che all inizio ho apprezzato ma poi viene la voglia che l'intero film sia animato cosi visto che i flashback continuano a tornare in modo intrusivo spezzando sempre di piu l'immersione e creando un netto distacco con le ridicole scene reali che hanno troppo il sapore di Fan-movie amatoriale con mosse speciali fintissime ed esagerati slow-mo enfatici che fanno davvero cagare. Dovrebbe essere un film incentrato sui combattimenti ma fanno quasi tutti schifo, finiscono con un colpone scemo e non durano mai piu di 40 secondi, pessimo lo scontro nella sauna con honda pieno di fumo e manate digitali, la lotta in discoteca è un ammasso di caos senza senso, troppo veloce la battaglia tra ken e Barlog, lo scontro tra amici sotto la pioggia e persino l'epico duello finale si rivela una grande delusione. Di base è una storia semplicissima di un torneo ma nonostante i tanti spiegoni la sceneggiatura fatica a presentarla nel modo migliore e con una marea di inutili citazioni finge di essere dedicato ai fan del franchise ma poi rovina l'essenza di personaggi chiave come Bison che da carismatico e potente dittatore diventa un patetico bamboccione o Ryu che da sempre è il simbolo dell eterno guerriero vagabondo che accetta qualsiasi sfida e invece in questa storia si rifiuta di lottare perché ha paura, poi ritorna anche qua il solito umorismo scemo da blockbuster moderno che aggiunge stupidaggini e musichette che non fanno minimamente ridere, fanno cagare le battutine sessuali, Guile che è attratto da vega, veramente disgustoso il collega pervertito di chun-li, il dito medio a caso, le annusate ai piedi senza senso e non capisco perché ambientare tutto negli anni '90 visto che appaiono sempre fuori posto le musiche che vogliono buttarti in questo periodo a tutti i costi. Devo dire però che è abbastanza sviluppata la bromance tra Ryu e Ken, Chun-li è davvero sexy, Dan come manager comico funziona, il ritorno di Blanka mi è piaciuto per come offre delle frasi piene di cuore e Akuma è uno spirito malvagio cosi tamarro che fa la sua sporca figura ma non bastano queste cose se poi le battaglie digitali fanno tutte cagare e il film non riesce neanche a concludere in modo decente la storia e ha un'irritante finale che delude molto per come rinuncia alla risoluzione e rimanda tutto ad un futuro sequel.

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15 ottobre 2026

Candyman 3 - Il Giorno della Morte

Recensione Film
Anno: 1999
Regia: Turi Meyer
Genere: Horror, Supernatural

★ 😩

Una discendente di Candyman organizza mostra d'arte per onorare la sua memoria ma lui riappare per fare una strage. Terzo capitolo della saga fatto con pigrizia ed estrema economia che è solo un insieme di morti ammazzati senza uno straccio di storia, la recitazione è completamente spazzatura e la fotografia è cosi laccata che sembra esattamente quella dei Porno del periodo, è non è un esagerazione ma è proprio lo stile del film che è in perenne eccitazione e presenta una sbagliata atmosfera sensuale piuttosto che di orrore, i costumi, le luci, le comparse e sopratutto l'attrice protagonista pare uscita da playboy e in ogni situazione non riesce mai ad essere credibile, poi ci sono tante nudità gratuite e addirittura il fantasma della madre appare nuda per sminuire un momento drammatico o è ridicolo quando viene catturata e le mettono una ballgag, tutto questo danneggia molto la tensione con la figura di Candyman che ha sempre avuto un sottotesto erotico ma qua diventa fin troppo di cattivo gusto. Certo Tony Todd resta una garanzia e l'unico vero motivo per vedere qusta terza parte, l'uso di api in alcune scene non è male, mi è piaciuta l'inquadratura simbolica della goccia nell uovo che diventa un ape, per come la ragazza resta chiusa dentro è abbastanza tesa l'uccisione del poliziotto in auto ed è carino come il film usando il giorno dei morti messicano prova ad avvicinare il simbolo di Candyman verso altre minoranze americane. Ma tutto è fatto in modo cosi approssimativo e incompetente che niente riesce a costruire un briciolo di senso tematico, il montaggio è atroce e ho odiato i flash bianchissimi che ripetutti velocemente diventano accecanti, noiose tutte le relazioni con i piatti personaggi, pessimi gli atriti con la polizia, brutto il momento con i punk folli che vengono trucidati velocemente, mi irrita che nei precedenti i graffiti di Candyman creavano una profonda inquietudine nel solo guardarli mentre qua si da grande enfasi per un bruttissimo quadro di lui vestito di rosso che non suscita minimamente le stesse emozioni, anzi sembra fuori carattere vedere Candyman vestito elegante pronto per la caccia alla volpe. Nell insieme è un horror trash senza alcuna qualità, un disastroso terzo capitolo che se visto con ironia può anche divertire ma dispiace molto come viene rovinato tutto il fascino di Candyman costruito con fatica nei primi due film.

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