Recensione Film
Anno: 1961
Regia: Cy Endfield
Genere: Avventura, Fantastico
★★ 😳
Cinque prigioneri scappano con una mongolfiera e finiscono su un isola misteriosa. Basato sull'omonimo romanzo di Jules Verne il film prova ad essere un'esotica avventura di sopravvivenza in un ambiente ostile ma a parte qualche effetto visivo speciale il tutto fatica ad colpire sul serio, la narrativa crolla sempre piu su se stessa senza riuscire a dire nulla di memorabile e andando avanti si perde sempre piu l'interesse. Un peccato perché l'inizio attaccati alla mongolfiera sotto la pioggia ha una buona tensione, intriga l'esplorazione dell isola, il vulcano e i detriti mentre l'isola crolla non sono male e sono fantastici i mostri giganti in stopmotion di Ray Harryhausen, specie è bello il granchione e ho amato la scena horror delle api giganti visto che arrivano veri brividi quando la coppia di giovani viene imprigionata in una cella. Ma il film non sa bene cosa essere e l'isola non è per nulla misteriosa, vengono presentate dinamiche di potere e delle tensioni tra personaggi che poi si perdono lungo la strada, anche l'arrivo delle femmine nel gruppo non funziona e mi aspettavo piu conflitti e tensioni ma stranamente tutti calmano i bollori, brutto anche come ragiscono in modo innaturale ai mostri giganti trattati come qualcosa di normale, gli effetti speciali hanno dello charme ma alcuni fanno davvero schifo come un inquadratura di gabbiani appiccicati male nell immagine e gli sfondi dipinti sanno troppo di finto. C'è poi la riapparizione di Nemo che sembrava promettere qualcosa d'interessante ma vive solo di carisma e del suo nome importante e nel concreto non fa una mazza, anzi il suo arrivo distrugge le personalità di tutto il gruppo che diventa sottomesso e schiavo di questo ingombrante personaggio. Nell insieme il film fatica a trasporre gli eventi del libro e nonostante qualche mostro gigante tutto appare molto superficiale e senza spessore.
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20.000 Leghe sotto i mari (1954)
5 agosto 2026
4 agosto 2026
Small Soldiers
Recensione Film
Anno: 1998
Regia: Joe Dante
Genere: Fantascienza, per Ragazzi
★★★ 😏
Ragazzo deve affrontare pericolosi giocattoli costruiti con avanzati chip militari. Leggera avventura per giovanissimi che rende reali e tangibili le fantasie di guerra che avevamo da bambini, il cast non è male dai due creatori scemi, il riccone arrogante, l'autista joe, i genitori dal carattere opposto, la dolce Kirsten Dunst e anche il protagonista se la cava a guidare la storia, poi è fighissmo Chip Hazard con tutto il suo esercito di folli soldati, buona la musica che rende epici gli scontri, stupendo il momento delle Barbie frankenstein, uno spasso quando si mettono a guidare i letali veicoli che hanno creato, buono l'assalto della casa con tante fiamme ed esplosioni e nonostante sia tutta una commedia mi piace come la regia riesce a costruire dei seri momenti di tensione e si sente bene il pericolo di questi soldatini. Ma per quanto ci siano tante cose che funzionano è un peccato che i Gorgonauti siano troppo noiosi rispetto ai fighi soldati, dovrebbero essere "i buoni e giusti" da tifare ma fanno piuttosto schifo e a parte il design non hanno alcun fascino e non fanno praticamente nulla di importante, anzi sono passivi e si nascondono per gran parte del film, specie il loro leader Archer mi ha irritato per come è patetico, senza vita, assonnato e appare il piu pupazzoso di tutti, c'è poi il fatto che la computer grafica utilizzata è piuttosto datata e che per quanto il film cerca di essere anticorporativo il tutto resta una palese mossa di marketing per vendere questi giocattoloni sulla scia da quanto fatto dalla pixar con Toy Story. Nell insieme non c'è niente di profondo o interessante ma è comunque un delizioso film per ragazzi che intrattiene con tanto charme mostrando una piccola guerra tra giocattoli nel cortile di casa.
Anno: 1998
Regia: Joe Dante
Genere: Fantascienza, per Ragazzi
★★★ 😏
Ragazzo deve affrontare pericolosi giocattoli costruiti con avanzati chip militari. Leggera avventura per giovanissimi che rende reali e tangibili le fantasie di guerra che avevamo da bambini, il cast non è male dai due creatori scemi, il riccone arrogante, l'autista joe, i genitori dal carattere opposto, la dolce Kirsten Dunst e anche il protagonista se la cava a guidare la storia, poi è fighissmo Chip Hazard con tutto il suo esercito di folli soldati, buona la musica che rende epici gli scontri, stupendo il momento delle Barbie frankenstein, uno spasso quando si mettono a guidare i letali veicoli che hanno creato, buono l'assalto della casa con tante fiamme ed esplosioni e nonostante sia tutta una commedia mi piace come la regia riesce a costruire dei seri momenti di tensione e si sente bene il pericolo di questi soldatini. Ma per quanto ci siano tante cose che funzionano è un peccato che i Gorgonauti siano troppo noiosi rispetto ai fighi soldati, dovrebbero essere "i buoni e giusti" da tifare ma fanno piuttosto schifo e a parte il design non hanno alcun fascino e non fanno praticamente nulla di importante, anzi sono passivi e si nascondono per gran parte del film, specie il loro leader Archer mi ha irritato per come è patetico, senza vita, assonnato e appare il piu pupazzoso di tutti, c'è poi il fatto che la computer grafica utilizzata è piuttosto datata e che per quanto il film cerca di essere anticorporativo il tutto resta una palese mossa di marketing per vendere questi giocattoloni sulla scia da quanto fatto dalla pixar con Toy Story. Nell insieme non c'è niente di profondo o interessante ma è comunque un delizioso film per ragazzi che intrattiene con tanto charme mostrando una piccola guerra tra giocattoli nel cortile di casa.
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2 agosto 2026
TOP VIDEOGIOCHI DEL 2012
Nel 2012 è uscito Dishonored che è un interessante gioco stealth, Borderlands 2 è il primo grande looter-shooter, Dragon's Dogma è un singolare approccio al fantasy, Far Cry 3 perfeziona la formula openworld ubisoft, lo strategico Fire Emblem Awakening aumenta di molto la popolarità dell franchise e colpisce emotivamente il dramma del gioco di Walking Dead. Deludono invece Mass Effect 3 e Assassin Creed 3 con dei finali di saga non all altezza, Diablo 3 ha avuto molti problemi all uscita e solo grazie a tanti aggiornamenti e riuscito a diventare decente, irrita come Soul Calibur 5 toglie gran parte del cast originale, Halo 4 ha deluso molti dei fan storici, Max Payne 3 ha un ottimo gameplay ma i montaggi della narrativa fanno venire il mal di testa e tristemente Resident Evil 6 si rivela un totale disastro. Tra le piccole perle è interessante il gioco stealth 2D Mark of the Ninja, resta nella mente l'esagerazione tamarra di Asura's Wrath, sorprende la poetica esperienza di Journey, Spec Ops: the Line ha un gameplay generico ma riesce a decostruire l'intero genere degli shooter militari dell epoca ed è pazzesca la follia violenta di Hot Line Miami che ha delle ottime musiche ipnotiche.
1. Hotline Miami
2. Dishonored
3. The Walking Dead
4. Borderlands 2
5. Far Cry 3
6. Dragon's Dogma
7. Fire Emblem Awakening
8. Journey
9. Diablo III
10. Mass Effect 3
11. The House in Fata Morgana
12. Max Payne 3
13. Call of Duty: Black Ops II
14. Mark of the Ninja
15. Spec Ops: The Line
16. Zero Escape: Virtue's Last Reward
17. Forza Horizon
18. Tekken Tag Tournament 2
19. Asura's Wrath
20. Kid Icarus: Uprising
21. Assassin's Creed III
22. Yakuza 5
1. Hotline Miami
2. Dishonored
3. The Walking Dead
4. Borderlands 2
5. Far Cry 3
6. Dragon's Dogma
7. Fire Emblem Awakening
8. Journey
9. Diablo III
10. Mass Effect 3
11. The House in Fata Morgana
12. Max Payne 3
13. Call of Duty: Black Ops II
14. Mark of the Ninja
15. Spec Ops: The Line
16. Zero Escape: Virtue's Last Reward
17. Forza Horizon
18. Tekken Tag Tournament 2
19. Asura's Wrath
20. Kid Icarus: Uprising
21. Assassin's Creed III
22. Yakuza 5
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1 agosto 2026
20.000 Leghe sotto i Mari
Recensione Film
Anno: 1954
Regia: Richard Fleischer
Genere: Avventura
★★★ 😖
Tre persone finiscono prigioniere del Nautilus, un sommergibile creduto mostro che da la caccia a navi da guerra. Film basato sull'omonimo libro di Jules Verne che offre abbastanza intrattenimento grazie ad un'avventura sotto i mari e un bell intrigo dietro la misteriosa figura del capitano Nemo, tecnicamente convince e la fotografia fa un buon uso dei gruppi, mi piacciono i modellini utilizzati per il sommergibile e gli assalti esplosivi delle navi, funziona l'aspetto dell Nautilus a forma di pesce ed è bello il design dei suoi interni che non esagera in arredamento ma sembra una credibile nave di metallo. Buona anche la finestra a forma di iride per vedere il fondo marino, mi piace la visita al reattore nucleare che da energia al tutto, l'idea di suonare l'organo che richiama al fantasma dell opera, James Mason convince come capitano Nemo e offre il giusto spessore e profondità al ruolo, l'uso della foca come animale domestico sa molto di mossa corporativa da film Disney ma comunque fa piacere vederla e viene pure da sorridere che si salva nel finale e c'è poi la fascinosa battaglia contro il calamaro gigante che per l'epoca era abbastanza spettacolare e ancora oggi è una delle cose per cui questo film viene ricordato. Nonostante questo il ritmo è un po' legnoso e come avventura fatica a catturare, le lunghe scene di passeggiate sottomarine con gli scafandri mi annoiano, nella parte centrale il sommergibile diventa sempre piu stretto e si soffre dello stesso senso di prigionia che hanno i protagonisti cosi come non ho amato le gag comiche del persoanggio di Kirk Douglas per come creano chiari sbalzi di tono visto che esagera in esuberanza per catturare un tipo di pubblico piu giovane e spensierato. Comunque tutto viene bilanciato bene dai caratteri opposti dell professore accademico e dal capitano Nemo che è un pessimista in guerra contro l'umanità intera, cosi attraverso la prospettiva dei prigionieri vediamo un uomo pieno d'odio e contraddizioni, che si è isolato dal mondo, che è diventato disilluso e digustato dagli esseri umani e ci sono belle interazioni filosofiche sulla speranza e sul destino dell mondo che riflettono anche il pensiero sfiduciato della guerra fredda appena iniziata.
Anno: 1954
Regia: Richard Fleischer
Genere: Avventura
★★★ 😖
Tre persone finiscono prigioniere del Nautilus, un sommergibile creduto mostro che da la caccia a navi da guerra. Film basato sull'omonimo libro di Jules Verne che offre abbastanza intrattenimento grazie ad un'avventura sotto i mari e un bell intrigo dietro la misteriosa figura del capitano Nemo, tecnicamente convince e la fotografia fa un buon uso dei gruppi, mi piacciono i modellini utilizzati per il sommergibile e gli assalti esplosivi delle navi, funziona l'aspetto dell Nautilus a forma di pesce ed è bello il design dei suoi interni che non esagera in arredamento ma sembra una credibile nave di metallo. Buona anche la finestra a forma di iride per vedere il fondo marino, mi piace la visita al reattore nucleare che da energia al tutto, l'idea di suonare l'organo che richiama al fantasma dell opera, James Mason convince come capitano Nemo e offre il giusto spessore e profondità al ruolo, l'uso della foca come animale domestico sa molto di mossa corporativa da film Disney ma comunque fa piacere vederla e viene pure da sorridere che si salva nel finale e c'è poi la fascinosa battaglia contro il calamaro gigante che per l'epoca era abbastanza spettacolare e ancora oggi è una delle cose per cui questo film viene ricordato. Nonostante questo il ritmo è un po' legnoso e come avventura fatica a catturare, le lunghe scene di passeggiate sottomarine con gli scafandri mi annoiano, nella parte centrale il sommergibile diventa sempre piu stretto e si soffre dello stesso senso di prigionia che hanno i protagonisti cosi come non ho amato le gag comiche del persoanggio di Kirk Douglas per come creano chiari sbalzi di tono visto che esagera in esuberanza per catturare un tipo di pubblico piu giovane e spensierato. Comunque tutto viene bilanciato bene dai caratteri opposti dell professore accademico e dal capitano Nemo che è un pessimista in guerra contro l'umanità intera, cosi attraverso la prospettiva dei prigionieri vediamo un uomo pieno d'odio e contraddizioni, che si è isolato dal mondo, che è diventato disilluso e digustato dagli esseri umani e ci sono belle interazioni filosofiche sulla speranza e sul destino dell mondo che riflettono anche il pensiero sfiduciato della guerra fredda appena iniziata.
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Verne
30 luglio 2026
Spider-man: Brand New Day
Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Destin Daniel Cretton
Genere: Cinefumetto
★★★ 😖
Peter cerca di fermare entità che si impossessa della gente ma soffre la mancanza di una vita privata dopo che gli altri si sono dimenticati di lui. Quarto Spider-man di Tom Holland che continua il percorso di maturazione verso l'età adulta parlando di isolamento e diversità, e ho apprezzato il tono piu serio e introspettivo che segna un momento di crisi umano, è carino il montaggio iniziale contro i vari nemici che richiama varie copertine storiche, si sente bene il senso di isolamento della sua misera vita e il guardare i video di instagram di gente piu felice rispecchia bene il senso di solitudine moderna che hanno molti, mi piace l'inquadratura dell occhio dentro la maschera che simboleggia il suo essere prigioniero nel suo ruolo, le scene di volo tra i palazzi e l'inseguimento del tank non sono male, i vari slowmotion enfatici sono abbastanza spettacolari e non mi hanno dato fastidio, funziona il nuovo costume che cita quelli passati ma anche perché è pieno di imperfezioni apparendo piu umile e sincero, apprezzo che finalmente si vede scorpion in azione, il ritorno di hulk è gradito e sorprende sempre di piu il ruolo di supporto del Punisher con un amicizia che si rivela la cosa piu bella del film. Ma per quanto apprezzo le idee che vuole dire come film fatica a catturare, il ritmo non è dei migliori e c'è piu di un momento che arriva noiosetto, arrivano molte scene pesanti e melodrammatiche da serie tv, preferivo piu sottigliezza ma invece c'è troppa enfasi sul drammone di Mary Jane smemorata, completa spazzatura è il cameo di yelena nella sauna, la trama offre la solita storia di uomini cattivi che trattano male chi ha i superpoteri che sa di gia visto mille volte, bello il ritorno del vero Hulk ma sembra forzatamente aggiunto solo per alzare i livelli di spettacolo cosi come i ninja che non hanno alcuna personalità, la mutazione di Peter ha senso tematico sulla difficile situazione che sta vivendo ma non c'è coraggio horror di renderlo davvero mostruoso e alla fine è poco piu di una convenienza per dargli nuovi poteri e per quanto sia toccante come Peter riesce a convincere l'antagonista con i suoi ricordi non mi piace quella frase del "non sei un assassina" visto che lei si è dimostrata molto crudele e non ha fatto altro che tentare di uccidere una marea di persone dal povero tizio investito fino a MJ gettata dal palazzo. Nell insieme è un altra piacevole avventura dell uomo ragno adatta ai fan del personaggio ma nel concreto non mi ha detto molto, le morali sono pasticciate, il dramma senza spessore, i toni seri deludono chi vuole qualcosa di piu leggero e tutto funziona piu come un altro tassello di un quadro piu grande visto che come film singolo fatica a stare in piedi da solo.
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Spider-Man: No way Home (2021)
MCU - La saga
Anno: 2026
Regia: Destin Daniel Cretton
Genere: Cinefumetto
★★★ 😖
Peter cerca di fermare entità che si impossessa della gente ma soffre la mancanza di una vita privata dopo che gli altri si sono dimenticati di lui. Quarto Spider-man di Tom Holland che continua il percorso di maturazione verso l'età adulta parlando di isolamento e diversità, e ho apprezzato il tono piu serio e introspettivo che segna un momento di crisi umano, è carino il montaggio iniziale contro i vari nemici che richiama varie copertine storiche, si sente bene il senso di isolamento della sua misera vita e il guardare i video di instagram di gente piu felice rispecchia bene il senso di solitudine moderna che hanno molti, mi piace l'inquadratura dell occhio dentro la maschera che simboleggia il suo essere prigioniero nel suo ruolo, le scene di volo tra i palazzi e l'inseguimento del tank non sono male, i vari slowmotion enfatici sono abbastanza spettacolari e non mi hanno dato fastidio, funziona il nuovo costume che cita quelli passati ma anche perché è pieno di imperfezioni apparendo piu umile e sincero, apprezzo che finalmente si vede scorpion in azione, il ritorno di hulk è gradito e sorprende sempre di piu il ruolo di supporto del Punisher con un amicizia che si rivela la cosa piu bella del film. Ma per quanto apprezzo le idee che vuole dire come film fatica a catturare, il ritmo non è dei migliori e c'è piu di un momento che arriva noiosetto, arrivano molte scene pesanti e melodrammatiche da serie tv, preferivo piu sottigliezza ma invece c'è troppa enfasi sul drammone di Mary Jane smemorata, completa spazzatura è il cameo di yelena nella sauna, la trama offre la solita storia di uomini cattivi che trattano male chi ha i superpoteri che sa di gia visto mille volte, bello il ritorno del vero Hulk ma sembra forzatamente aggiunto solo per alzare i livelli di spettacolo cosi come i ninja che non hanno alcuna personalità, la mutazione di Peter ha senso tematico sulla difficile situazione che sta vivendo ma non c'è coraggio horror di renderlo davvero mostruoso e alla fine è poco piu di una convenienza per dargli nuovi poteri e per quanto sia toccante come Peter riesce a convincere l'antagonista con i suoi ricordi non mi piace quella frase del "non sei un assassina" visto che lei si è dimostrata molto crudele e non ha fatto altro che tentare di uccidere una marea di persone dal povero tizio investito fino a MJ gettata dal palazzo. Nell insieme è un altra piacevole avventura dell uomo ragno adatta ai fan del personaggio ma nel concreto non mi ha detto molto, le morali sono pasticciate, il dramma senza spessore, i toni seri deludono chi vuole qualcosa di piu leggero e tutto funziona piu come un altro tassello di un quadro piu grande visto che come film singolo fatica a stare in piedi da solo.
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Punisher,
Spider-man
28 luglio 2026
The Odyssey
Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Christopher Nolan
Genere: Dramma, Epico
★★★★ 😖
Re Ulisse deve tornare a casa per liberare il suo regno dagli odiosi pretendenti al trono. L'Odissea di Nolan vuole essere un epica moderna che mischia il blockbuster all'introspezione piu intima sulle conseguenze della Guerra ma nonostante i picchi di qualità e spettacolo nell'insieme non riesce a bilanciare nel modo giusto i vari toni e l'esagerata lunghezza lo fa apparire fin troppo pesante e compiaciuto. Ma tutto è pieno di grandi momenti e sono una goduria le scene dell'orrore davanti a Polifemo e Circe, molto bella l'iconografia di Agamennone mostrato con il suo grande ed imponente Elmo, fascinoso l'uso del sonoro e dei battiti per creare epicità, colpisce l'apparizione dei cavalieri giganti, ottimo il canto delle sirene con Ulisse che urla disperato, mi piace tantissimo il cavallo spiaggiato e come è mostrato l'inferno di viverci dentro, poi anche il cast secondario è buono e mi è piaciuto Tom Holland come figlio Telemaco, Anne Hathaway è una buona Penelope sofferente, le visioni di Zendaya sono un po' fastidiose ma poi hanno un loro senso nel finale, Robert Pattinson è viscido e odioso al punto giusto, Himesh Patel è un amabile vicecapitano, si soffre per il povero cane maltrattato e John Leguizamo è un bravo vecchio aiutante cieco. Ma le tante qualità del film sono stemperate da piccoli e grandi difetti che continuano a rovinare quanto mostrato, il montaggio crea scene troppo frettolose o troppo lente, molte scene sono ridondanti e ripetono piu volte le stesse cose, tutto è presentato con troppa pretenziosità e perde la semplicità classica, Matt Damon non convince come attore protagonista e non trasmette bene il peso del suo lungo viaggio, capisco l'idea di rendere tutto un'ambiguo racconto nel racconto dove la verità si perde nella leggenda e che Nolan ha reso un suo marchio stilistico le narrative non Lineari ma secondo me il film avrebbe funzionato meglio in modo lineare e non c'era bisogno di questo intreccio con noiosi racconti di quanto è accaduto in passato, specie non mi sono piaciute tutte le parti di Calypso con Ulisse smemorato che fa spiegoni di quello che gli è accaduto per come spezzano l'idea di avventura, anche gli elementi mitologici sembrano aggiunti quasi per obbligo e vanno in contrasto con il tono realistico presentato, i momenti da thriller del terzo atto fanno ridere e non mi è piaciuta la mattanza finale che invece di essere una chiusura chirurgica prova ad essere una scena tamarra d'action movie e sbrodola troppo risultando molto pasticciata. Comunque nonostante questi problemi funziona bene il senso di colpa di Ulisse e il tema centrale sulla legge universale dell accoglienza che insieme danno il giusto peso narrativo all intera storia che così risulta in una grande, grassa e spettacolare epica piena di tanti alti e bassi.
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Troy (2004)
Anno: 2026
Regia: Christopher Nolan
Genere: Dramma, Epico
★★★★ 😖
Re Ulisse deve tornare a casa per liberare il suo regno dagli odiosi pretendenti al trono. L'Odissea di Nolan vuole essere un epica moderna che mischia il blockbuster all'introspezione piu intima sulle conseguenze della Guerra ma nonostante i picchi di qualità e spettacolo nell'insieme non riesce a bilanciare nel modo giusto i vari toni e l'esagerata lunghezza lo fa apparire fin troppo pesante e compiaciuto. Ma tutto è pieno di grandi momenti e sono una goduria le scene dell'orrore davanti a Polifemo e Circe, molto bella l'iconografia di Agamennone mostrato con il suo grande ed imponente Elmo, fascinoso l'uso del sonoro e dei battiti per creare epicità, colpisce l'apparizione dei cavalieri giganti, ottimo il canto delle sirene con Ulisse che urla disperato, mi piace tantissimo il cavallo spiaggiato e come è mostrato l'inferno di viverci dentro, poi anche il cast secondario è buono e mi è piaciuto Tom Holland come figlio Telemaco, Anne Hathaway è una buona Penelope sofferente, le visioni di Zendaya sono un po' fastidiose ma poi hanno un loro senso nel finale, Robert Pattinson è viscido e odioso al punto giusto, Himesh Patel è un amabile vicecapitano, si soffre per il povero cane maltrattato e John Leguizamo è un bravo vecchio aiutante cieco. Ma le tante qualità del film sono stemperate da piccoli e grandi difetti che continuano a rovinare quanto mostrato, il montaggio crea scene troppo frettolose o troppo lente, molte scene sono ridondanti e ripetono piu volte le stesse cose, tutto è presentato con troppa pretenziosità e perde la semplicità classica, Matt Damon non convince come attore protagonista e non trasmette bene il peso del suo lungo viaggio, capisco l'idea di rendere tutto un'ambiguo racconto nel racconto dove la verità si perde nella leggenda e che Nolan ha reso un suo marchio stilistico le narrative non Lineari ma secondo me il film avrebbe funzionato meglio in modo lineare e non c'era bisogno di questo intreccio con noiosi racconti di quanto è accaduto in passato, specie non mi sono piaciute tutte le parti di Calypso con Ulisse smemorato che fa spiegoni di quello che gli è accaduto per come spezzano l'idea di avventura, anche gli elementi mitologici sembrano aggiunti quasi per obbligo e vanno in contrasto con il tono realistico presentato, i momenti da thriller del terzo atto fanno ridere e non mi è piaciuta la mattanza finale che invece di essere una chiusura chirurgica prova ad essere una scena tamarra d'action movie e sbrodola troppo risultando molto pasticciata. Comunque nonostante questi problemi funziona bene il senso di colpa di Ulisse e il tema centrale sulla legge universale dell accoglienza che insieme danno il giusto peso narrativo all intera storia che così risulta in una grande, grassa e spettacolare epica piena di tanti alti e bassi.
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Troy (2004)
7 luglio 2026
Galaxy Quest
Recensione Film
Anno: 1999
Regia: Dean Parisot
Genere: Commedia, Sci.fi
★★★ 😁
Attori di una vecchia serie tv di fantascienza sono scambiati per eroi da degli alieni e finiscono per vivere una vera avventura nello spazio. Simpatica commedia che prende l'idea dei Tre Amigos per fare un dolce omaggio a Star Trek e allo storico fandom dei Trekkies, il cast è eccellente e mi piace come viene dato spazio a tutti i personaggi che devono vincere le loro insicurezze, sono uno spasso gli alieni ingenui e stupidotti che fanno versi e si muovono come foche, la sceneggiatura è quasi perfetta e il ritmo narrativo non sbaglia un colpo, stupendo quando ti aspetti il comodo teletrasporto ma invece vengono avvolti da gelatina e sparati nello spazio in modo traumatico, molto bello l'aspetto dei cattivi che mischia bene i classici klingoniani ai pupazzoni scemi dei power rangers, c'è il giusto fascino alla presentazione della nave e arrivano sinceri brividi quando partono per la prima volta, apprezzo come si sente buona tensione è non è solo una stupidata dopo l'altra, ci sono toccanti emozioni alla tortura del povero Mathesar e viene quasi da piangere quando sono costretti a dirgli la verità, fa sorridere il personaggio di Alan Rickman che si crede un vero attore e odia la frase tormentone ma poi scalda il cuore quando la dice con sentimento in un momento drammatico o è bello il ruolo di Sam Rockwell che è una presa per il culo delle magliette rosse sacrificabili e per tutto il film aspetti il momento in cui morirà male. Peccato invece per l'uso di una computer grafica datata e sono molto brutti da guardare i mostricciattoli in CG ma anche il gigante di pietra non è proprio bellissimo, per quanto tutto sia molto simpatico tecnicamente il film non eccelle in nulla e anche il messaggio metanarrativo è troppo ristretto e se non si conosce un briciolo star trek si perde gran parte del senso di quello che vuole essere la storia. A parte questo resta un ottimo omaggio non solo ad un franchise ma all idea stessa di un fandom e la storia spiega come l'amore e l'ossessione ingenua dei FAN può rendere reale e tangibile quella magia che neanche gli attori sono in grado di capire, al giorno d'oggi le major hanno cinicamente fatto di tutto per mungere fino all osso i vari franchise puntando su un falso senso di nostalgia per poi distruggere, rovinare l'essenza originale e attaccare con cattiveria i veri Fan che li sostenevano mentre questo film spiega quanto autore e pubblico siano connessi insieme e non può esistere l'uno senza l'altro, l'arte quando cattura e appassiona si eleva dal semplice intrattenimento per diventare veramente speciale, un qualcosa di reale e concreto che riesce ad unire e arricchire le vite di molte persone.
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i Tre Amigos (1986)
Star Trek - Il Franchise
Anno: 1999
Regia: Dean Parisot
Genere: Commedia, Sci.fi
★★★ 😁
Attori di una vecchia serie tv di fantascienza sono scambiati per eroi da degli alieni e finiscono per vivere una vera avventura nello spazio. Simpatica commedia che prende l'idea dei Tre Amigos per fare un dolce omaggio a Star Trek e allo storico fandom dei Trekkies, il cast è eccellente e mi piace come viene dato spazio a tutti i personaggi che devono vincere le loro insicurezze, sono uno spasso gli alieni ingenui e stupidotti che fanno versi e si muovono come foche, la sceneggiatura è quasi perfetta e il ritmo narrativo non sbaglia un colpo, stupendo quando ti aspetti il comodo teletrasporto ma invece vengono avvolti da gelatina e sparati nello spazio in modo traumatico, molto bello l'aspetto dei cattivi che mischia bene i classici klingoniani ai pupazzoni scemi dei power rangers, c'è il giusto fascino alla presentazione della nave e arrivano sinceri brividi quando partono per la prima volta, apprezzo come si sente buona tensione è non è solo una stupidata dopo l'altra, ci sono toccanti emozioni alla tortura del povero Mathesar e viene quasi da piangere quando sono costretti a dirgli la verità, fa sorridere il personaggio di Alan Rickman che si crede un vero attore e odia la frase tormentone ma poi scalda il cuore quando la dice con sentimento in un momento drammatico o è bello il ruolo di Sam Rockwell che è una presa per il culo delle magliette rosse sacrificabili e per tutto il film aspetti il momento in cui morirà male. Peccato invece per l'uso di una computer grafica datata e sono molto brutti da guardare i mostricciattoli in CG ma anche il gigante di pietra non è proprio bellissimo, per quanto tutto sia molto simpatico tecnicamente il film non eccelle in nulla e anche il messaggio metanarrativo è troppo ristretto e se non si conosce un briciolo star trek si perde gran parte del senso di quello che vuole essere la storia. A parte questo resta un ottimo omaggio non solo ad un franchise ma all idea stessa di un fandom e la storia spiega come l'amore e l'ossessione ingenua dei FAN può rendere reale e tangibile quella magia che neanche gli attori sono in grado di capire, al giorno d'oggi le major hanno cinicamente fatto di tutto per mungere fino all osso i vari franchise puntando su un falso senso di nostalgia per poi distruggere, rovinare l'essenza originale e attaccare con cattiveria i veri Fan che li sostenevano mentre questo film spiega quanto autore e pubblico siano connessi insieme e non può esistere l'uno senza l'altro, l'arte quando cattura e appassiona si eleva dal semplice intrattenimento per diventare veramente speciale, un qualcosa di reale e concreto che riesce ad unire e arricchire le vite di molte persone.
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i Tre Amigos (1986)
Star Trek - Il Franchise
Tags:
Blockbuster,
Commedia,
Cult,
Fantascienza,
Meta,
StarTrek
6 luglio 2026
Crime 101 - La strada del crimine
Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Bart Layton
Genere: Thriller
★★★ 😖
Metodico ladro di gioielli inizia ad avere dubbi sul suo lavoro mentre poliziotto indaga su di lui. Thriller californiano abbastanza carino grazie ad una solida regia e delle atmosfere urbane che ricordano i film di Michael Mann, e mi piace la ruvidezza della rapina iniziale e quella con il bambino che piange, bello l'inseguimento della moto, intriga la cospirazione con la polizia corrotta, c'è un buon contrasto tra la perfezione maniacale del protagonista con la vita a pezzi del buon Mark Ruffalo, funziona il rapporto con l'interesse amoroso, brava Halle Berry, fa piacere vedere il vecchio Nick Nolte e funziona Barry Keoghan che è davvero un viscido criminale che si ama odiare. La narrazione invece non riesce a catturare del tutto per colpa di un ritmo altalenante con troppi momenti morti e scene di raccordo allungate a dismisura, per quanto Chris Hemsworth se la cava la sua recitazione seriosa non convince e approccia il suo personaggio in modo troppo freddo senza alcun tipo di carisma e direi l'intero film manca di carattere e non ci sono scene davvero memorabili, tutto sa di generico thriller che fa quello che deve fare ma non ha idee o momenti chiave che ti restano nella mente. Comunque nonostante i piccoli difetti ho apprezzato il finale che gioca la carta del sentimento e riesce a trasmettere dolci emozioni che mi hanno convinto.
Anno: 2026
Regia: Bart Layton
Genere: Thriller
★★★ 😖
Metodico ladro di gioielli inizia ad avere dubbi sul suo lavoro mentre poliziotto indaga su di lui. Thriller californiano abbastanza carino grazie ad una solida regia e delle atmosfere urbane che ricordano i film di Michael Mann, e mi piace la ruvidezza della rapina iniziale e quella con il bambino che piange, bello l'inseguimento della moto, intriga la cospirazione con la polizia corrotta, c'è un buon contrasto tra la perfezione maniacale del protagonista con la vita a pezzi del buon Mark Ruffalo, funziona il rapporto con l'interesse amoroso, brava Halle Berry, fa piacere vedere il vecchio Nick Nolte e funziona Barry Keoghan che è davvero un viscido criminale che si ama odiare. La narrazione invece non riesce a catturare del tutto per colpa di un ritmo altalenante con troppi momenti morti e scene di raccordo allungate a dismisura, per quanto Chris Hemsworth se la cava la sua recitazione seriosa non convince e approccia il suo personaggio in modo troppo freddo senza alcun tipo di carisma e direi l'intero film manca di carattere e non ci sono scene davvero memorabili, tutto sa di generico thriller che fa quello che deve fare ma non ha idee o momenti chiave che ti restano nella mente. Comunque nonostante i piccoli difetti ho apprezzato il finale che gioca la carta del sentimento e riesce a trasmettere dolci emozioni che mi hanno convinto.
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