19 ottobre 2026

Jeepers Creepers 2

Recensione Film
Anno: 2003
Regia: Victor Salva
Genere: Horror, Monster movie

★★★ 😋

Gruppo di giovani vengono bloccati dentro un Autubus per essere mangiati da misteriosa creatura alata. Sequel che espande la mitologia dietro all Creeper con tanta tensione e spettacolo per intrattenere con leggerezza, e mi piace molto l'introduzione dove la creatura si finge uno spaventapasseri e si porta via un ragazzino presentando la voglia di vendetta del padre interpretato da un ottimo Ray Wise, specie amo il grosso primo piano del suo sguardo sconvolto che zoomma sui suoi occhi sofferenti, bella la sua fredda determinazione di costruire un arma e cacciare la bestia per vendetta, l'idea dei giovani bloccati in un autubus è abbastanza memorabile e ci sono buoni brividi mentre gli adulti vengono mangiati per primi, intrigano le visioni della ragazza che servono in modo conveniente per fare spiegoni ma aiutano ad espandere la mitologia e a connettersi con il primo film, a differenza di tanti altri horror qua i ragazzi non sono mai insopportabili ed è bello come il tipo razzista per paura accende discussioni e conflitti molto accesi con una recitazione di tutti piuttosto convincente, assurdo e spettacolare come gli infilzano la faccia, fa ridere ma anche paura come devono passare sotto la sua ala, quel cambio di testa è inquietantissimo e realizzato molto bene sottolineando la natura mostruosa dell essere che ruba parti del corpo, epica l'apertura alare davanti alla luce e per me il finale è perfetto nel presentare l'iconicità della bestia da horror e a descrivere l'immenso dolore e voglia di vendetta di un padre che ha perso un figlio. Di certo queste aggiunte alla mitologia non sono per nulla originali e il nutrirsi della paura dei giovani e il tornare ogni 23 anni è palesemente scopiazzato dai 27 anni di IT/Pennywise, le stelle d'osso richiamano un po' predator, l'idea dell arpione è certamente presa dallo squalo e quando annusa l'autubus e fa i ridicoli ammiccamenti sessuali richiama molto al caro Freddy Krueger, poi a differenza del primo questo vuole essere molto piu spettacolare e da blockbuster e specie nell ultima parte i toni horror si fanno sempre di deboli per far posto all'azione caciarona, ma a parte questo ammiro l'esecuzione che non sbaglia un colpo e ha il giusto ritmo e tensione, per certi versi è il tipo di horror che piace a me con il suo concreto e palpabile rischio di morte e una grande voglia di cacciare la bestia, e capisco le critiche alla vita del regista ma il film riesce davvero ad intrattenere e per questo lo ritengo molto sottovalutato.

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18 ottobre 2026

Jeepers Creepers - Il Canto del Diavolo

Recensione Film
Anno 2001
Regia: Victor Salva
Genere: Horror, Thriller

★★★ 😁

Mentre sono in viaggio due ragazzi si imbattono in un misterioso ed inquietante uomo che inizia a perseguitarli. Semplice horror che non inventa niente di nuovo con il solito mostro assassino nella campagna americana ma tutto è realizzato piuttosto bene e offre un paio di deliziosi momenti di tensione che sono una vera goduria, mi piacciono i protagonisti ed è ben sviluppato il loro legame tra fratello e sorella con dolci battibecchi all inizio e poi sincere preoccupazioni reciproche, sono fantastiche le tante espressioni di spavento che fa Justin Long, mi piace la tensione su strada ispirata dal Duel di Spielberg, bella l'inquietudine trasmessa nel vedere i corpi buttati nel pozzo, aghiacciante quando ci cade dentro e trova il corpo del tizio e tutti quelli imbambolati nel soffitto, si sente bene il suo trauma e come è sconvolto per quello che ha visto, intriga il rapporto con la sensitiva, è buona la figura del mostro sempre piu demoniaco, amo molto la fotografia che usa silhouette e una luce backlight che rende i contorni degli attori definiti anche al buio qualcosa che al giorno d'oggi i film non sembrano essere piu capaci di fare ossessionati da pigre color correction digitali, stupenda l'inquadratura del mostro che strappa la lingua alla testa mozzata, mi piace come la ragazza mostra di avere le palle quando lo investe con l'auto piu volte ed è pieno di tensione l'assalto finale alla stazione di polizia. Ma per quanto ci siano molte cose carine dispiace che tutto parte da una enorme forzatura e non è per niente credibile che i due ragazzi invece che andarsene di corsa spaventati decidono come dei babbei di andare a guardare dentro il pozzo dell serial killer, loro stessi ammettono l'errore dicendo che è "un cosa che fanno solo negli horror" ma essere consapevoli non risolve i problemi anzi li rende solo piu evidenti e capisco che il finale con quegli occhi vuole punire questa curiosità malata ma non aggiusta un inizio cosi irritante, c'è poi la problematica del regista andato in carcere per abusi su minori che è una controversia esterna al film ma essendo lui il vero mostro è una cosa che inevitabilmente va tenuta conto e aggiunge riflessioni sull eterno dibattito nel distringue le opere dagli artisti. Comunque nell insieme è un horror semplice ma abbastanza divertente, la regia funziona e con pochi mezzi riesce ad offrire una bella tensione e ammiro come riesce a presentare un nuovo mostro originale pieno di fascino.

17 ottobre 2026

Candyman (2021)

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Nia DaCosta
Genere: Horror

★★★ 😫

Ricco artista scopre il mito di Candyman e viene sempre piu corrotto da questo spirito vendicativo. Quarto film del franchise che vuole fare da reboot alla serie per presentarlo ad una nuova generazione di spettatori e funziona l'intro negli anni '70 con un ragazzino che vede la figura uscire da un buco nel muro, è molto bella la fotografia ricercata con tanti campi lunghi e inquadrature artistiche, sono graziose le storie narrate attraverso ombre con marionette di carta, le scene di sangue hanno il giusto senso di spettacolo come la coppia attaccata alla galleria d'arte dall'entità invisibile o la mattanza delle ragazze in bagno vista dal riflesso di uno specchietto, inquieta e disgusta la mano infetta del protagonista che diventa sempre piu marcia e putrida, stupendi e graffianti i quadri dell orrore che dipinge verso la fine che vanno in contrasto alle generiche robe pop che faceva all inizio per arrufianarsi i critici e apprezzo come la storia non presenta la prospettiva dell'ennesima bionda ma mette al centro un artista che soffre e vive sulla sua pelle i problemi della comunità nera. Ma nonostante vuole essere un reboot tutto si lega troppo all originale e alcuni passaggi possono confondere chi non l'ha visto, il ritmo è molto lento e si muove come un elefante, a parte l'uomo della lavanderia interpretato da Colman Domingo tutti i personaggi sono piatti e arrivano tanti sbadigli ogni volta che parlano, le scene animate con le marionette sono fin troppo graziose per questo tipo di serio horror, la storia vuole parlare dei problemi della strada ma tutto va in contrasto con gli scenari presentati e si resta in una marea di ambienti altoborghesi con una fotografia fin troppo bella e ricercata che da un senso di finto e artificioso e per quanto capisco l'attacco alla polizia brutale simbolo del potere odiato dalle comunità nere non mi piace come il film finisce per elogiare la violenza contro le autorità e penso che sia sbagliato e riduttivo trasformare Candyman in una specie di supereroe del popolo da richiamare per risolvere le ingiustizie. Alla fine è un bel po' pretenzioso e si prende molto sul serio ma tecnicamente è piuttosto valido e per come espande la mitologia con l'idea dell alveare funziona bene come sequel.

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16 ottobre 2026

Street Fighter

Recensione Film
Anno: 2026
Regia. Kitao Sakurai
Genere: Arti marziali, Fantastico

★★ 😬

Ryu e Ken partecipano al secondo torneo mondiale per superare le loro incomprensioni e battere il malvagio Bison. Dopo piu di 30 anni dal film con Van Damme questo prova a riportare al cinema gli eroi del famoso picchiaduro ma nonostante gli assurdi costumi e qualche simpatico dettaglio il tutto si rivela un disastro di toni e stile incapace di costruire qualcosa di davvero piacevole da guardare. E fin da subito colpiscono le belle animazioni dei flashback che presentano in stile Anime questo universo in modo perfetto, un qualcosa che all inizio ho apprezzato ma poi viene la voglia che l'intero film sia animato cosi visto che i flashback continuano a tornare in modo intrusivo spezzando sempre di piu l'immersione e creando un netto distacco con le ridicole scene reali che hanno troppo il sapore di Fan-movie amatoriale con mosse speciali fintissime ed esagerati slow-mo enfatici che fanno davvero cagare. Dovrebbe essere un film incentrato sui combattimenti ma fanno quasi tutti schifo, finiscono con un colpone scemo e non durano mai piu di 40 secondi, pessimo lo scontro nella sauna con honda pieno di fumo e manate digitali, la lotta in discoteca è un ammasso di caos senza senso, troppo veloce la battaglia tra ken e Barlog, lo scontro tra amici sotto la pioggia e persino l'epico duello finale si rivela una grande delusione. Di base è una storia semplicissima di un torneo ma nonostante i tanti spiegoni la sceneggiatura fatica a presentarla nel modo migliore e con una marea di inutili citazioni finge di essere dedicato ai fan del franchise ma poi rovina l'essenza di personaggi chiave come Bison che da carismatico e potente dittatore diventa un patetico bamboccione o Ryu che da sempre è il simbolo dell eterno guerriero vagabondo che accetta qualsiasi sfida e invece in questa storia si rifiuta di lottare perché ha paura, poi ritorna anche qua il solito umorismo scemo da blockbuster moderno che aggiunge stupidaggini e musichette che non fanno minimamente ridere, fanno cagare le battutine sessuali, Guile che è attratto da vega, veramente disgustoso il collega pervertito di chun-li, il dito medio a caso, le annusate ai piedi senza senso e non capisco perché ambientare tutto negli anni '90 visto che appaiono sempre fuori posto le musiche che vogliono buttarti in questo periodo a tutti i costi. Devo dire però che è abbastanza sviluppata la bromance tra Ryu e Ken, Chun-li è davvero sexy, Dan come manager comico funziona, il ritorno di Blanka mi è piaciuto per come offre delle frasi piene di cuore e Akuma è uno spirito malvagio cosi tamarro che fa la sua sporca figura ma non bastano queste cose se poi le battaglie digitali fanno tutte cagare e il film non riesce neanche a concludere in modo decente la storia e ha un'irritante finale che delude molto per come rinuncia alla risoluzione e rimanda tutto ad un futuro sequel.

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15 ottobre 2026

Candyman 3 - Il Giorno della Morte

Recensione Film
Anno: 1999
Regia: Turi Meyer
Genere: Horror, Supernatural

★ 😩

Una discendente di Candyman organizza mostra d'arte per onorare la sua memoria ma lui riappare per fare una strage. Terzo capitolo della saga fatto con pigrizia ed estrema economia che è solo un insieme di morti ammazzati senza uno straccio di storia, la recitazione è completamente spazzatura e la fotografia è cosi laccata che sembra esattamente quella dei Porno del periodo, è non è un esagerazione ma è proprio lo stile del film che è in perenne eccitazione e presenta una sbagliata atmosfera sensuale piuttosto che di orrore, i costumi, le luci, le comparse e sopratutto l'attrice protagonista pare uscita da playboy e in ogni situazione non riesce mai ad essere credibile, poi ci sono tante nudità gratuite e addirittura il fantasma della madre appare nuda per sminuire un momento drammatico o è ridicolo quando viene catturata e le mettono una ballgag, tutto questo danneggia molto la tensione con la figura di Candyman che ha sempre avuto un sottotesto erotico ma qua diventa fin troppo di cattivo gusto. Certo Tony Todd resta una garanzia e l'unico vero motivo per vedere qusta terza parte, l'uso di api in alcune scene non è male, mi è piaciuta l'inquadratura simbolica della goccia nell uovo che diventa un ape, per come la ragazza resta chiusa dentro è abbastanza tesa l'uccisione del poliziotto in auto ed è carino come il film usando il giorno dei morti messicano prova ad avvicinare il simbolo di Candyman verso altre minoranze americane. Ma tutto è fatto in modo cosi approssimativo e incompetente che niente riesce a costruire un briciolo di senso tematico, il montaggio è atroce e ho odiato i flash bianchissimi che ripetutti velocemente diventano accecanti, noiose tutte le relazioni con i piatti personaggi, pessimi gli atriti con la polizia, brutto il momento con i punk folli che vengono trucidati velocemente, mi irrita che nei precedenti i graffiti di Candyman creavano una profonda inquietudine nel solo guardarli mentre qua si da grande enfasi per un bruttissimo quadro di lui vestito di rosso che non suscita minimamente le stesse emozioni, anzi sembra fuori carattere vedere Candyman vestito elegante pronto per la caccia alla volpe. Nell insieme è un horror trash senza alcuna qualità, un disastroso terzo capitolo che se visto con ironia può anche divertire ma dispiace molto come viene rovinato tutto il fascino di Candyman costruito con fatica nei primi due film.

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Recensione Film
Anno: 1995
Regia: Bill Condon
Genere: Horror

★★★ 😑

A New Orleans un'Insegnante scopre il mito di Candyman legato ai segreti della sua famiglia. Sequel che si concentra sulle origini dello spirito vendicativo che continua bene il fascino per questa figura iconica ma ci sono pochi momenti davvero memorabili e i temi sulla riconciliazione verso il passato coloniale sono cosi pieni di retorica scolastica che faticano ad impressionare sul serio. Comunque fa piacere il ritorno di Tony Todd che con il suo carisma regge quasi da solo il film, funziona l'ambientazione di New Orleans con il fascino del carnevale e della cultura locale, mi piace il personaggio del prete che presenta un sentimento cristiano di perdono che va in contrasto alla voglia di sangue di Candyman, è fascinoso il disegno sul muro con i teschi, bello quando la protagonista lo graffia ed escono le api dalla ferita, fa ridere la fine che fa il poliziotto ed è carino lo scontro finale nel fango con tutto il flashback nel passato. Peccato che il film non riesce ad essere interessante come l'originale, scorre lentissimo, ci sono i soliti fastidiosi jumpscare, non si sente la giusta tensione e paura, molti recitano malissimo e alla fine l'effetto visivo di lui che si rompe come uno specchio è davvero brutto da vedere, poi capisco le buone intenzioni degli autori ma la storia per come è impostata è per certi versi problematica e piu che parlare della cultura afroamericana sembra concentrarsi sull vanitoso senso di colpa di una ricca donna bianca e secondo me rendere Candyman solo il simbolo della schiavitù appiattisce il valore sociale di quello che potrebbe rappresentare come mito urbano. Nel complesso risulta un bel po' blando e dimenticabile ma tecnicamente non è cosi male e resta forte la figura di candyman.

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13 ottobre 2026

Psycho 3

Recensione Film
Anno: 1986
Regia: Anthony Perkins
Genere: Slasher, Thriller

★★ 😐

Norman Bates accoglie nel suo motel una suora in fuga e riparte la sua follia omicida. Terzo capitolo diretto dallo stesso Perkins che prova a continuare l'esplorazione dei conflitti e delle follie mentali di Norman intervallati da violenti momenti slasher per fare spettacolo ma tutto manca di stile e risulta in un piatto thriller piuttosto soporifero. Qualche cosa carina c'è come l'inizio che cita palesemente Vertigo, digustoso il suo mangiare mentre impaglia un uccellino, mi piace il viaggio iniziale in macchina e la suora funziona da simbolo di sofferenza e redenzione cristiana mentre il tipo odioso richiama un idea satanica di peccato, fa ridere la tensione quando lo sheriffo succhia ignaro il ghiaccio sporco di sangue, bello come viene sottolineata la fatica di Norman di rupilire i disastri che commette la sua parte malvagia e tutte le scene dove parla con la madre morta hanno sempre un fascino macabro. Ma il film scorre lentissimo e non sviluppa nel modo migliore la relazione sentimentale con la suora depressa, è bello come la trova nella vasca e la salva invece di ucciderla ma poi il loro rapporto d'amore non colpisce come dovrebbe e l'elemento tragico è sviluppato in modo debole, frettoloso e forzato, fa ridere il secondo retcon della zia che aggiunge ancora piu confusione su chi sia la vera madre, poi forse perché distratto dalla regia qua Anthony Perkins recita davvero male e gli omicidi slasher sono crudeli e poco memorabili. Insomma è un terzo capitolo che si lascia guardare visto che continua e chiude il percorso di Norman ma nel concreto risulta totalmente superfluo per come ribadisce fino alla nausea le stesse cose dette nei precedenti.

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Recensione Film
Anno: 1984
Regia: Russell Mulcahy
Genere: Monster Movie, Horror

★★ 😕

Nel deserto australiano un uomo ha la vita rovinata da un gigantesco Cinghiale assassino e vuole vendetta. Monster Movie australiano che ha l'ottima idea di una caccia al cinghiale nel deserto e una stupenda e fascinosa fotografia ma il film ha un pessimo ritmo, la regia non sa mai decidersi se offrire toni seri o comici e i risvolti di trama deludono sempre di piu cosi tutto si rivela piuttosto insoddisfacente. Un peccato perché il surreale inizio è davvero potente e mi piace come il cinghiale rovina la vita del tizio distruggendogli la casa, la recitazione dell attore colpisce emotivamente ed è triste che non viene creduto al processo, poi per quel poco che si vede il cinghialone è realizzato piuttosto bene e fa la sua sporca figura, è ottima la fotografia fatta dallo stesso di Mad Max 2 e mi piace quanto è fatiscente questa periferia australiana, colpisce la terra rossa, il sudicio bar, il fumo, la nebbia, il tramonto, la pozza di fango con i maiali, le luci dei fari al buio, bella la carcassa di auto su un albero, ad un certo punto si vaga perduti nel deserto di sale e arrivano miraggi e visioni fantastiche interessanti con uno scheletro che prende vita. Ma il film continua a sabotarsi da solo e ogni tanto spunta un'umorismo scemo che prende in giro l'idea stessa del cinghiale stemperando la tensione, odio come abbandona la prospettiva del vecchio cacciatore che vuole vendetta e sposta l'attenzione su una giornalista americana e poi sul noioso marito, è frustrante che invece di concentrarsi su quanto è pericoloso il cinghiale perde tempo a mostrare due odiosi bifolichi locali che sono trattati come i veri antagonisti del film ma sono cosi scemi ed esagerati che diventano sempre piu irritanti da guardare. Nell insieme la sudicia atmosfera australiana funziona, ammiro l'esecuzione piena di folle energia creativa ma la storia del film è un disastro e rovina l'idea molto semplice di un cinghiale assassino da fermare, tutto prova a salvarsi con la spettacolare battagliona finale in pieno stile horror ma per quanto sia guardabile resta un senso di insoddisfazione perché doveva essere il vecchio cacciatore a battere la bestia e sono stati molto codardi nell mettere l'americano senza personalità al centro di tutto, un personaggio che trovo distante e che non funziona mai come protagonista, e con il pessimo e forzato bacio finale il film vuole anche presentare una relazione sentimentale mai sviluppata che rovina il rapporto con la moglie e invece di essere catartico offre ancora di piu un deludente senso di vuoto .