5 novembre 2026
Wildwood - I Segreti del Bosco Proibito
Anno: 2026
Studio: Laika
Regia: Travis Knight
Genere: Fantasy, Avventura
★★★★ 😖
Ragazza si inoltra nella misteriosa foresta proibita per salvare il fratellino rapito. Avventura fantasy in stop-motion della Laika che è piena di cuore e passione e sono piacevoli gli scontri con i soldati coyote, fascinoso e terrificante è lo stormo di corvi, sono carini i vari animali, bello il volo sull'aqulia, l'epica musica crea la giusta enfasi, le scene d'azione sono molto dinamiche, mi piacciono le gabbie appese della prigione, simpatici sono i vari banditi, si sente la voglia della protagonista di salvare il fratellino cosi come funziona la malvagia antagonista strega che non riesce a superare la perdita del figlio. Tutto molto bello quindi ma sinceramente il film ha fatto fatica a catturarmi, il ritmo è altalenante, ci sono almeno tre lunghi spiegoni forzati, molte cose mi son sembrate piuttosto generiche, la comunità della foresta fatta di animali antropomorfi, uccelli parlanti, burocrazia e odiosi nobili è un insieme di varie cose appiccicate male e non da un idea di mondo coeso, la protagonista è piuttosto bruttina e non ha una personalità memorabile, non mi piace come l'amico Curtis si ritrova per gran parte del film separato da lei cosi non viene sviluppato nel modo giusto il rapporto tra i due ragazzi principali, l'idea dell automa meccanico mi aveva intrigato all inizo ma i temi di fantascienza vengono abbandonati velocemente e stona molto l'arrivo della solita battagliona finale da blockbuster che sembra inserita solo per fare vuoto spettacolo. A parte questo resta un film animato tecnicamente eccezionale che offre piu di un grande momento, mi piace l'uso del vento e dell edera, rispetto ai prodotti disney apprezzo la voglia di osare con fucili, sangue e decapitazioni, il solo disperato pianto del fratellino è straziante e impensabile in un film commerciale normale, soddisfa il climax finale contro la strega e la chiusura della storia per quanto semplice dona al tutto il sapore di un nuovo classico.
30 ottobre 2026
Sospesi Nel Tempo
Anno: 1996
Regia: Peter Jackson
Genere: Thriller, Supernatural
★★★★ 😁
Truffatore che spaventa la gente con i suoi amici fantasmi deve fermare un misterioso spirito assassino. Thriller sovrannaturale di Peter Jackson che sbarca ad hollywood e riesce a bilanciare molto bene toni leggeri da cartoon a quelli piu seri ed intensi con una bella tensione per fermare questi tragici omicidi, fin da subito colpiscono i goffi alleati del protagonista che sono dei fantasmi realizzati molto bene e sembrano davvero intangibili per come attraversano mura e pavimenti ma allo stesso tempo sono mutevoli ed è bello come si trasformano, gli esplode la faccia o si stacca la mascella al vecchio cowboy, è carino il tocco di regia della camera che li attraversa, simpatico il cameo del sergente di full Metal Jacket ed è interessante come nella scena del ristorante quasi si fa il verso al film GHOST con la moglie che invece di soffrire chiede al marito appena morto dove sono finiti i soldi. Poi è memorabile l'idea dei numeri spirituali sulla fronte delle vittime, la figura del mietitore è abbastanza spaventosa e inqueta sopratutto per come riesce ad uccidere anche i fantasmi, è presentato con ironia ma è un momento da brividi quando il tipo assiste al suo stesso funerale, cade dentro la bara e chiede aiuto mentre viene sepolto, la mitologia degli spiriti è semplice ma quel fascio di luce è comunque molto evocativo, Michael J. Fox fa una delle sue piu grandi interpretazioni ed è incredibile come diventa serio quando si consegna alla polizia e viene interrogato dove appare totalmente distrutto a livello emotivo, colpisce il dramma della moglie morta e che l'ultimo litigio è stato per la costruzione di uno stupido campetto da basket, Jeffrey Combs è straordinario come viscido agente dell FBI pieno di follia e traumi malati, appassiona sempre piu la corsa per fermare lo spirito assassino, mi piace come il protagonista rischia tutto e si congela per fermarlo, bella la rivelazione dell ultimo atto ed è una goduria quando attraversano il vecchio ospedale e appaiono le visioni della mattanza horror che è successa in passato. Insomma il film è scritto e diretto molto bene ed è pieno di cose grandiose da ammirare, unico vero difetto è forse per la computer grafica dello spirito che oramai appare piuttosto datata, specie quando entra e nuota nei muri è evidente che questi effetti hanno una vecchia CG ma per l'epoca il film era tecnicamente eccezionale e ancora oggi è un ottimo thriller con i fantasmi che mischia alla perfezione toni leggeri con quelli piu seri.
5 ottobre 2026
La Croce di Ferro
Anno: 1977
Regia: Sam Peckinpah
Genere: Guerra, Dramma
★★★★ 😏
Disilluso sergente Nazista si scontra sempre piu con il suo odioso capitano durante la battaglia contro i Russi. Dramma di Guerra molto sporco e marcio che cinicamente mostra quanto la Guerra sia una caotica follia dove gli uomini sono bambinoni che giocano a morire, creano legami emotivi fasulli, lottano per inutili medaglie d'onore e per una Patria che di certo non merita il loro eroismo, Peckinpah usa anche qua i suoi caratteristici slow-mo discontinui che funzionano bene ad enfatizzare la violenza brutale e a parte dei momenti stealth l'azione è sempre addosso ai personaggi che la subiscono attraverso esplosioni, schiacciati da un caos sensoriale che li circonda come un continuo rumore di fondo. James Coburn con il suo volto vissuto guida bene la storia e fa un pazzo che ama la guerra e subisce il vuoto fascino del cameratismo ma odia le autorità, mi piace come decide di non uccidere un ragazzino russo e prova a salvarlo, si sente molto la claustrofobia chiusi in bunker e trincee, il film brilla nel montaggio per creare sensazioni ed è molto bello il montaggio sensoriale all ospedale dove confuso ha visioni che lo distaccano dalla realtà, mi piace che l'incontro sentimentale con l'infermiera è presentato in modo calmo e romantico perché l'unico momento di vera Vita in mezzo a questa stupida follia e cosi si sente meglio il grave errore del protagonista che rifiuta la pace per tornare a fare la guerra, bello come il capitano aristocratico è odioso e fa cose sempre piu viscide per avere quell inutile medaglia, la situazione con le soldatesse russe ribadisce quanto i maschi lasciati liberi sono solo degli animali, quell "eseguivo solo gli ordini" ha un altro significato visto che sono tutti nazisti e il tradimento finale è molto catartico e viene proprio la voglia di insubordinazione e sparare a tutti i vari gradi di comando. Un film di certo non semplice da vedere perché la storia non ha una narrativa lineare ma vuole piu immergere lo spettatore in questo ambiente militare, ed è peccato che finisce in modo un po' insoddisfacente e non ha una chiusura perfetta, capisco le folli risate e il ritornare alla musichetta infantile della sigla ma il film meritava un qualcosa di piu potente come immagine finale, mentre invece le diapositive e la citazione a Brecht sembrano qualcosa di forzato e sbrigativo forse perché era finito il budget. Nell insieme è comunque un grande film in pieno stile anni 70 che nonostante gli slow-mo, le esplosioni e la violenza riesce a smiticizzare la guerra, non la feticizza e non la rende mai spettacolare anzi senza retorica la mostra per quello che è, una vera merda.
27 settembre 2026
Ultimo Tango a Parigi
Anno: 1972
Regia: Bernardo Bertolucci
Genere: Dramma, Erotico
★★★★ 😥
Uomo sofferente inizia relazione con una giovane attrice ma resta distante e rifiuta di parlare del passato. Dramma Erotico che fu un grande successo commerciale e anche bersaglio di feroci critiche e censura per il suo approccio ribelle e aggressivo sulla sessualità, la storia trasforma un vuoto appartamento di Parigi in una magica zona di confort e libertà dove i due amanti possono sfogare le loro voglie fisiche e mentali lontani dal mondo esterno e dalla loro individualità immersi in una teorica bolla primordiale di vero "amore passionale" ma tutti siamo schiavi del passato perché è ciò che ci caratterizza e inevitabilmente riesce ad entrare sempre piu nella relazione fino a distruggerla. Sul lato Tecnico mi piace come la musica crea enfasi romantica dentro l'appartamento, la fotografia di Storaro gioca bene con il caldo giallo interiore con il freddo dell esterno, sono ottime tutte le inquadrature che separano i personaggi in tagli e cornici, fin dal suo urlo iniziale sotto il ponte si sente bene la rabbia del personaggio di Paul che non si da pace per la morte della moglie, mi piacciono le tensioni con la suocera, pieno di risentimento l'incontro con l'amante dove si gioca con il doppio indossando lo stesso accappatoio ed è davvero intensa la scena davanti al cadavere pieno di fiori dove lui tira fuori tutto l'amore e l'odio che ha dentro con un monologo molto sentito e sincero. Poi stupenda e dolcissima è Maria Schneider e sono erotiche le sue scene in topless, bello quando alza la gonna in ascensore o quando lui le fa il bagno con un erotismo pacato che non cerca il fetish e l'attenzione dei corpi ma tutto è mostrato con naturalezza e per questo sono molto belli i momenti di complicità tra i due fatti di giochi e battibecchi da bambini. Un peccato che nonostante alcune grandi scene drammatiche qua Marlon Brando non mi convince del tutto e ogni tanto appare annoiato e biascica le parole, poi capisco l'elemento Meta-Narrativo e personale di Bertolucci che con il personaggio del giovane esuberante regista (interpretato non a caso da Jean-Pierre Léaud) cerca di prendere in giro lo spirito sempliciotto della Nouvelle Vague tradita dall attorone hollywoodiano ma sinceramente tutte le scene con il fidanzato sono noiosette, pretenziose e allontanano troppo dal vero dramma, e infine c'è la famosa e controversa scena del Burro che tralasciando il fatto che nella realtà la stessa attrice si è sentita violata secondo me è anche realizzata male e invece di essere un momento intenso e passionale arriva brutale e forzato che mette molto a disagio con lei che piange disperata e urla di fermarsi e mi fa rabbia che nella scena successiva appare tranquilla come se nulla fosse successo. Comunque il tutto rappresenta senza falsa retorica quanto l'amore, il sesso e la passione siano connesse al dolore e alla morte, anche nell intimità dell appartamento restano molto distanti con Paul chiuso nella sua ricerca della figura della moglie scomparsa e Jeann quella del padre militare assente e con un freddo pessimismo realista viene mostrato che il conoscersi non è romanticizzato come qualcosa di positivo ma può solo finire in tragedia, durante la gara di tango al di fuori del sogno erotico tutto è piu squallido e triste e il finale del film per me mostra bene quanto l'illusione carnale dei due amanti sia fallimentare e non ci sia possibilità di una vera connessione mentale.
4 settembre 2026
Batman Begins
Anno: 2005
Regia: Christopher Nolan
Genere: Azione, Cinefumetto
★★★★ 😊
Un giovane Bruce Wayne si addestra in Asia e inizia la sua carriera da supereroe per proteggere Gotham. Christopher Nolan rilegge in chiave da action/thriller realistico la storia di Origini di Batman omaggiando e prendendo sul serio un fumetto come nessuno aveva mai fatto prima, l'omicidio dei genitori è veloce e brutale e trasmette tutto il trauma del bambino, l'addestramento con i ninja è pieno di fascino e spiega bene le motivazioni di Bruce combattuto tra Giustizia e voglia di Vendetta, le riflessioni sui traumi e la paura hanno grande senso tematico ed è un bel momento psicologico quando entra nella caverna dei suoi incubi e abbraccia lo stormo di pipistrelli, si sorride alle interazioni con Lucius Fox che gli offre vari gadget, esalta quando finalmente indossa il costume e spaventa i criminali, bello come richiama i pipistrelli in pieno stile Anno Uno, un godimento assoluto l'inseguimento sui tetti con la batmobile Tumbler mentre un simpatico poliziotto incredulo commenta ogni cosa, colpiscono le immagini horror che offre la tossina come un batman da incubo tutto marcio o lo Spaventapasseri a cavallo che sputa fuoco, amo come Bruce si finge ubriaco e caccia tutti alla festa per salvarli, fa sorridere la goffagine di Gordon nel pilotare la batmobile, arriva l'esaltazione per quel teaser finale con la carta di joker e mi piacciono molto anche le frasi che tornano piu volte e restano nella mente come quel "perché Cadiamo?" "non ho detto grazie, e non lo dovrai mai dire" o vengono i brividi quando ripete a Rachel "non è tanto chi sei, ma quello che fai che ti qualifica". Un grande cast di supporto che funziona e arricchisce di molto il film, Michael Caine è un fedele Alfred, Liam Neeson fa bene il determinato fanatico, si ama facilmente il Gordon di Gary Oldman, è un piacere l'aiuto di Morgan Freeman, Cillian Murphy è un folle spaventapasseri, Rutger Hauer è giustamente odioso per come vuole rubare l'azienda di famiglia, Katie Holmes mantiene la bussola morale e il ricordo di giustizia sociale dei genitori, poi la musica piena di tamburi di Hans Zimmer è davvero iconica e il montaggio in un crescendo ritmico verso il climax finale diventerà sempre piu uno dei marchi stilistici piu importanti del cinema di Nolan. Un peccato che le scene d'azione sono fin troppo mosse e montate velocemente, non mi piace molto l'effetto zoom sfuocato e vibrante della tossina e nonostante ci sia una scrittura che rende giustizia al personaggio il film ha grossi bruchi di logica che lo rovinano alla radice, quando Bruce rifiuta di uccidere un criminale per unirsi alla Lega la sua ribellione fa scoppiare tutto e ammazza una marea di persone, compreso il tipo che ha rifiutato di uccidere, Ra's è all inizio un interessante antagonista simbolo degli estremismi di destra che odiano il crimine ma poi crolla e diventa ridicolo quando dice che è lui che ha corrotto e controlla Gotham, libera i criminali assassini per le strade ed è assurdo che c'era la Lega dietro la crisi economica che ha aumentato la povertà e il crimine e poi arriva l'irritante ipocrisia finale di Batman che per mantenere l'ovvia superiorità morale dice "non ti uccido ma neanche ti salvo" che è comunque omicido, un atteggiamento ipocrita e poco sincero che rovina l'immagine eroica di Batman e a questo punto era meglio ucciderlo direttamente.
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Batman - Scheda personaggio
2 settembre 2026
Batman - Il Ritorno
Anno: 1992
Regia: Tim Burton
Genere: Cinefumetto
★★★★ 😁
Batman ritorna durante le festività di Natale e deve affrontare il mostruoso Pinguino e la sensuale Catwoman. Sequel dove Tim Buron ci mette ancora piu del suo stile e delle sue sensibilità verso i Freaks e tutto scorre molto meglio del primo e mi piace la fascinosa fotografia, amo l'introduzione dove i genitori ricchi schifati gettano nell fiume il figlio deforme e sotto le stupende note di Elfman si vede un viaggio tra le fogne che è quasi l'antitesi delle origini eroiche di superman, mi piace l'attacco dei criminali del circo che spuntano dal pacco regalo, è orgasmico registicamente come il segnale viene riflesso dentro la casa di Bruce e lui si alza richiamato all azione, la morte e resurrezione di Selina è di forte impatto e si sente tutto il suo disagio da segretaria impacciata che vive una vita misera e sottomissiva e poi scoppia bene la ribelle voglia di liberazione quando distrugge i peluche, i colori rosa o tutti i simboli di donna addomesticata, il Max Shrek di Christopher Walken è un vero farabutto da odiare e intriga la sua alleanza criminale con il Pinguino, la candidatura a sindaco è assurda ma anche un ottima satira alle follie della politica reale e mi piace come lui manipola l'opinione pubblica sfruttando in modo cinico la sua storia di reietto abbandonato. Qua apprezzo molto che il sesso non viene nascosto per questioni commerciali come accade nei cinefumetti "maturi" di oggi e Burton non si vergogna di mostrare l'orrido e il sessuale, con coraggio presenta un bellissimo cattivo ripugnante, è grasso, brutto, con le dita palmate, i denti marci e sempre in calore, cosi come Catwoman è una zombie goth in latex piena di rabbia e risentimento che prova a essere una dominatrice in un mondo dominato dai maschi, sono personaggi marci, sporchi, pieni di libido che non riescono a gestire la loro sofferenza e i loro desideri, il film mostra bene la tragedia di questi Freaks rifiutati dalla società e come sono destinati ad essere soli per sempre, il Pinguino alla fine non è capace di superare la sua diversità, ci prova fingendo di essere un politico ma poi ribadisce di essere con orgoglio un mostro e cosi Selina nonostante prova ad essere una donna forte ed indipendente resta fragile dentro ed è distrutta dalla sua voglia di vendetta e da una rabbia interiore che la separa da un possibile vero amore. Certo anche in questo Batman uccide senza tanti rimorsi e addirittura fa un bel sorrisone quando fa saltare in aria un cattivo, non si sa come e perché i gatti resuscitano Selina, non capisco come i tipi del circo siano capaci di hackerare la batmobile e sembra che siano state tagliate delle scene perché l'attacco finale con i pinguini fa ridere e arriva un po' dal nulla, infatti è strano che Batman sia gia pronto a fermarli con delle contromisure. A parte questo Batman Returns è un film che amo piu del primo per come possiede una toccante atmosfera natalizia piena di malinconia e offre una dolce empatia per questi reietti, la morte del pinguino mi tocca sempre il cuore, mi piace il momento quando Bruce si strappa la maschera e prova disperato a convincerela a non gettare la sua vita e amo moltissimo il finale dove Alfred dice sinceramente "buon natale" e Bruce ricambia l'augurio dedicando un dolce pensiero verso la sofferenza di Selina.
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Batman (1989)
Batman - Scheda Personaggio
1 settembre 2026
Batman
Anno: 1989
Regia: Tim Burton
Genere: Cinefumetto, Noir
★★★★ 😊
Giornalista indaga su un misterioso uomo pipistrello mentre il criminale Jack Napier si tramuta nel folle Joker. Primo film di Batman dove Tim Burton riesce nel difficile compito di far dimenticare a tutti la ridicola serie tv con Adam West per riportare l'immagine del supereroe alle cupe atmosfere che aveva il fumetto negli anni 80, tutto il cast è eccellente e brilla ovviamente Jack Nicholson ma brillano anche gli attori nei ruoli secondari dall poliziotto corrotto, il giornalista, il commissario, lo scagnozzo Bob o è perfetto l'attore che fa Alfred per come offre una dolce relazione con Bruce fatta di consigli e frasi non dette. Poi fin da subito colpisce la stupenda ed evocativa colonna sonora di Danny Elfman che trasmette la giusta epicità, mi piace molto l'approccio teatrale con una fumosa Gotham noir piena di statue art deco che gioca di luci ed ombre, Burton si concentra bene sull iconografia dell eroe e funziona l'introduzione che attraversa tutto il logo, mi piacciono le scene nella batcaverna con un Bruce davanti al computer con gli occhiali, memorabile è la scena dove Joker chiede lo specchio e lo spacca ridendo, veramente malvagio come tratta la fidanzata, macabro come fulmina il gangster e scherza sul suo cadavere, assurdo quando spuntano i mimi e lui uccide con una penna, uno spasso l'entrata vandalica del museo dove joker diventa follia artistica incarnando lo spirito ribelle e distruttivo dell postmodernismo che rovina l'arte classica, bello come invade lo spazio di conforto della televisione e fa ridere come spaventa i conduttori ad usare prodotti di bellezza, funziona la relazione con Vicky Vale che scava nella vita di Bruce e svela le fragilità dell'uomo dietro la maschera, la batmobile fa sognare con quel sistema di armatura, Il climax alla parata gasa molto con il fantastico arrivo del batwing e la scalata della torre del campanile è il giusto confronto finale in una grande ambientazione gotica. Ma nonostante le tante qualità il ritmo è piuttosto legnoso e si sente la divisione netta tra le scene, il costume nero ha fascino ma sembra fin troppo finto e di gomma, i movimenti nelle scene d'azione sono molto limitati dai fili e dal costume, stupidissimo quando joker tira fuori dalle mutande un pistolone che abbatte il batwing con un solo colpo, non mi piace che Joker uccide il fedele Bob senza motivo (odio questo cliché) capisco il senso di rendere la sfida piu personale e fondere Joe Chill con Joker ma quest'idea di parallelismi rovina una parte importante delle origini di Batman cosi come il fatto che lui uccide senza problemi è un tradimento di quello che è davvero la figura eroica del personaggio. Nell insieme resta uno storico cinefumetto che bilancia bene i toni seri con quelli piu giocosi ma sopratutto ha il merito di essere riuscito a dimostrare a tutti quanto può essere davvero figa e affascinante la figura di Batman se realizzata bene.
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Batman - Scheda personaggio
28 luglio 2026
The Odyssey
Anno: 2026
Regia: Christopher Nolan
Genere: Dramma, Epico
★★★★ 😖
Re Ulisse deve tornare a casa per liberare il suo regno dagli odiosi pretendenti al trono. L'Odissea di Nolan vuole essere un epica moderna che mischia il blockbuster all'introspezione piu intima sulle conseguenze della Guerra ma nonostante i picchi di qualità e spettacolo nell'insieme non riesce a bilanciare nel modo giusto i vari toni e l'esagerata lunghezza lo fa apparire fin troppo pesante e compiaciuto. Ma tutto è pieno di grandi momenti e sono una goduria le scene dell'orrore davanti a Polifemo e Circe, molto bella l'iconografia di Agamennone mostrato con il suo grande ed imponente Elmo, fascinoso l'uso del sonoro e dei battiti per creare epicità, colpisce l'apparizione dei cavalieri giganti, ottimo il canto delle sirene con Ulisse che urla disperato, mi piace tantissimo il cavallo spiaggiato e come è mostrato l'inferno di viverci dentro, poi anche il cast secondario è buono e mi è piaciuto Tom Holland come figlio Telemaco, Anne Hathaway è una buona Penelope sofferente, le visioni di Zendaya sono un po' fastidiose ma poi hanno un loro senso nel finale, Robert Pattinson è viscido e odioso al punto giusto, Himesh Patel è un amabile vicecapitano, si soffre per il povero cane maltrattato e John Leguizamo è un bravo vecchio aiutante cieco. Ma le tante qualità del film sono stemperate da piccoli e grandi difetti che continuano a rovinare quanto mostrato, il montaggio crea scene troppo frettolose o troppo lente, molte scene sono ridondanti e ripetono piu volte le stesse cose, tutto è presentato con troppa pretenziosità e perde la semplicità classica, Matt Damon non convince come attore protagonista e non trasmette bene il peso del suo lungo viaggio, capisco l'idea di rendere tutto un'ambiguo racconto nel racconto dove la verità si perde nella leggenda e che Nolan ha reso un suo marchio stilistico le narrative non Lineari ma secondo me il film avrebbe funzionato meglio in modo lineare e non c'era bisogno di questo intreccio con noiosi racconti di quanto è accaduto in passato, specie non mi sono piaciute tutte le parti di Calypso con Ulisse smemorato che fa spiegoni di quello che gli è accaduto per come spezzano l'idea di avventura, anche gli elementi mitologici sembrano aggiunti quasi per obbligo e vanno in contrasto con il tono realistico presentato, i momenti da thriller del terzo atto fanno ridere e non mi è piaciuta la mattanza finale che invece di essere una chiusura chirurgica prova ad essere una scena tamarra d'action movie e sbrodola troppo risultando molto pasticciata. Comunque nonostante questi problemi funziona bene il senso di colpa di Ulisse e il tema centrale sulla legge universale dell accoglienza che insieme danno il giusto peso narrativo all intera storia che così risulta in una grande, grassa e spettacolare epica piena di tanti alti e bassi.
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Troy (2004)
4 luglio 2026
Shōgun
Anno: 2024
Showrunner: Justin Marks
Genere: Dramma, Storico
Episodi: 10
★★★★ 😏
Nell 1600 un pirata inglese finisce prigioniero in Giappone e viene usato come pedina strategica da un nobile in guerra. Nuova serie tv basata sull romanzo di James Clavell che ti fa respirare Il Giappone feudale con tutte le usanze e le spietate regole dell epoca, tutto è pieno di qualità e convincono gli attori principali, parte benissimo con il disperato arrivo dell estroverso protagonista che cerca in tutti i modi di sopravvivere in un mondo ostile, mi piacciono le tensioni tra i cinque lord del consiglio che governano il regno nell attesa che l'erede si faccia adulto, belle le antipatie con i portoghesi cristiani che vogliono mantenere il potere nel paese, colpiscono le rigide regole d'onore e la folle usanza di fare harakiri, ho amato tutti gli intrighi e i tradimenti, grande importanza viene data alla ruolo della lingua e della traduzione con il personaggio di Marika nel mezzo che diventa sempre piu centrale nella storia dando vita ad un bel legame sentimentale e convince la profondità del personaggio di lord Toranaga che è un Leader in crisi che si ritrova a fare difficili decisioni. Ma per quanto questo dramma di guerra sia pieno di spessore il ritmo è piuttosto lento e non riesce sempre a catturare, non ho digerito come la serie gira un po' nelle stesse ambientazioni e va avanti e indietro tra Osaka e Ajiro, molto finti e brutti i vari terremoti, non aiuta ad immergersi il fatto che è tutta parlata in giapponese e per il 80% del tempo bisogna leggere i sottotitoli, la fotografia non brilla per come è poco colorata e ci sono poi delle morti frettolose che non mi sono piaciute, a parte questo resta piena di momenti interessanti e mi sono piaciuti tutti i conflitti con il marito geloso di Marika, si sorride alla testardagine del protagonista, bello come è schifato quando viene giustiziato brutalmente il giardiniere per aver disubbedito ma poi si scopre che è stata una decisione strategica per nascondere una spia e nel complesso apprezzo come lo scontro di culture mostra i loro difetti e tanto pregiudizio e atteggiamenti razzisti ma anche elogia bene il valore della Vita occidentale e dell Onore giapponese. Cosi è una serie drammatica un po' lenta e pesante ma riesce a descrivere bene il dramma e i conflitti tra personaggi e ti immerge alla perfezione in questo periodio storico.
20 giugno 2026
Widow's Bay
Anno: 2026
Showrunner: Katie Dippold
Genere: Horror, Commedia
Episodi: 10
★★★★ 😀
Sindaco di una piccola comunità su un isola cerca di attrarre nuovi turisti ma il posto è maledetto e accadono da secoli eventi inquietanti. Ottima Serie Tv Horror che gioca in modo grandioso con gli elementi piu seri e quelli piu comici per creare un grande mix di emozioni che riescono a funzionare molto bene, cosi all inizio si ride alla codardia patetica del protagonista ma allo stesso tempo si inizia sempre di piu ad entrare nella sua prospettiva e quando vengono i veri momenti horror fanno raggelare il sangue e riescono a spaventare sul serio. La premessa iniziale mi ha ricordato Lo Squalo di Spielberg con il sindaco che non voleva chiudere le spiaggie ma poi diventa evidente che è tutto una grande lettera d'amore all genere dell horror e c'è la nebbia di Carpenter, il secondo episodio richiama molto a stephen King per come deve passare una notte in un hotel maledetto, e poi fantasmi, presenze, spiriti malvagi, sabba satanici, patti demoniaci, misteri inquietanti, maledizioni di sangue, ad un certo punto si guarda ad un albero genealogico come l'ultimo final destination, nel sesto si torna indietro nel tempo per citare gli Horror in costume, nel settimo ci sono interazioni tragicomiche con uno zombie immortale e addirittura nel ottavo episodio si cita palesemente Halloween e il genere degli slasher in modo simpatico. Il cast principale è eccellente e tutti brillano molto bene offrendo situazioni sempre piu assurde, funziona moltissimo il sindaco intepretato da Matthew Rhys che guida con forza la storia per come è pieno di traumi e insicurezza ma fa di tutto per proteggere il figlio, buono anche il vecchio pescatore Wyck che lo sprona a credere all impossibile ed è uno spasso l'assistente Patricia per come è eccentrica e complessata, ho apprezzato anche come la serie rivela i suoi misteri senza diventare irritante e nonostante vuole sempre divertire la comicità non è patetica ma resta sottile e ricercata oltre al fatto che non dimentica mai l'elemento drammatico e accade piu di una scena profonda che mi ha davvero toccato a livello emotivo. Nel complesso è davvero una bella serie e la ritengo una delle piu belle degli ultimi anni, straconsigliata agli amanti dell horror ed è piena di cosi tanti dettagli e tocchi geniali che merita di essere vista e rivista per cogliere tutto quello che si è perso alla prima visione.
11 giugno 2026
Backrooms
Anno: 2026
Regia: Kane Parsons
Genere: Horror, Psicologico
★★★★ 😮
Uomo scopre un labirinto misterioso nell grande magazzino dove lavora. Il giovanissimo Kane Parsons porta al cinema il suo lavoro di corti su youtube e crea un Horror Psicologico che utilizza molto bene gli atmosferici spazi vuoti con architetture sempre piu assurde per parlare di isolamento e traumi, un ottimo set design che mostra gialle e spoglie ambientazioni che lasciano un forte senso di disagio, si sente bene la vastità e il vuoto che schiacciano l'individuo e gli elementi architettonici di assurdismo riflettono la confusione di una vita moderna senza piu certezze. Ed è un film semplice e poco costoso ma riesce comunque ad avere una stupenda fotografia che gioca con le luci, gli interni, i campi lunghi e gli spazi chiusi, carino l'approccio con camera anni 90 in stile Blair Witch, d'impatto il montaggio della distruzione della casa d'infanzia, inquietano quegli strani interruttori che appaiono nel quadro della luce, mi piace molto la scoperta del portale, bello che ad un certo punto c'è un chiaro tocco lynchiano, stupendo come è utilizzato il sonoro che costruisce una sottile angoscia, intriga scoprire i misteri di questo labirinto e l'esplorazione fa venire onesti e sinceri brividi che non ricorrono ai soliti trucchetti dei banali horror. Tutto è fatto davvero bene ma forse il finale si dilunga un po' troppo con il mistero degli scienziati messo li solo per allungare il brodo ma sopratutto le scelte dei personaggi mi sono sembrate piuttosto forzate e non mi ha convinto come il protagonista vuole esplorare questo pericoloso labirinto invece di scappare spaventato, non ha senso come riesce a trascinare facilmente anche altre persone, sente che ci sono delle presenze e non si porta minimamente un arma ed è davvero pessimo il momento quando si calano con il filo come degli idioti. Comunque il film convince pienamente per come invece di vivere solo della gimmick delle "stanze inquietanti" riesce a restare sui personaggi e costruisce un bel percorso nelle loro ferite e nei traumi, l'uomo disperato si sente un fallito ma non è in grado di superare i suoi difetti mentre la psicologa è troppo legata al dolore della madre malata e cosi questa introspezione porta dentro inquietanti spazi interni che offrono solo echi deformi di passati gia morti.
21 maggio 2026
Highlander
Anno: 1986
Regia: Russell Mulcahy
Genere: Azione, Thriller, Fantastico
★★★★ 😁
Scozzese immortale deve affrontare il suo piu grande nemico per ottenere il potere assoluto. Action/thriller che reinventa le storie di vampiri con la fascinosa idea di un lungo torneo ad eliminazione tra magici immortali che si duellano con le spade, e fin da subito colpisce la grandissima colonna sonora dei Queen che arricchisce ogni momento da come si apre con "Princes of The Universe" o è toccante il montaggio di vita con la moglie che invecchia in "who wants to live forever", e stupisce anche sul lato tecnico ed è molto bello come vola la camera sopra l'arena, mi piace il fascino del duello nel parcheggio, il riflesso negli occhiali, la tensione per recuperare la spada sotto la macchina, l'acqua dell sistema antincendio, le orgasmiche scene del quickening piene di energia e fulmini, fa ridere il montaggio dei duelli settecenteschi ubriachi che fa il verso a quelli di Duellist/Barry Lyndon, gasa molto l'epica battaglia finale sull insegna rossa e colpiscono le continue ed originali transizioni che portano nella stupenda l'ambientazione nel passato in Scozia. Qualche difetto tecnico il film lo possiede con coreografie un po' approssimative e degli effetti sonori datati, cosi come amo il look di Macleod con impermiabile e katana ma Christopher Lambert non è proprio il massimo in recitazione e ha anche un pessimo accento franco-scozzese in originale ma è supportato da un carismatico Sean Connery che gli fa da mentore e poi il Kruger di Clancy Brown è un incredibilie e bastardo antagonista che si ama odiare, mi piace la sua armatura a teschio e graffia il look punk metallaro con le spillette che gli tengono la cicatrice sul collo, pieno di aura come arriva all hotel in stile terminator, bellissimo quando monta la spada come un fucile, memorabile il duello sulla torre che crolla contro Ramirez, assurdo quando si presenta arrogante in chiesa leccando e mostrando la lingua o la folle corsa in auto mentre investe i pedoni ridendo con gusto. Apprezzo poi che il film si prende sul serio e non è una semplice storiella adolescenziale ma costruisce una bella mitologia e intrigo per queste regole degli immortali e funziona come mostra il dramma di vivere per centinaia di anni con la tragedia del protagonista che viene cacciato brutalmente dall suo clan, che vive una vita solitaria e che è costretto a vedere le persone che ama invecchiare, ma anche bello il velato rapporto paterno con la segretaria che ha salvato quarant'anni prima durante la seconda guerra mondiale. Alla fine Highlander è una semplice idea ma è eseguita bene, tutto ha la giusta dose di tensione e spettacolo con la frase "ne resterà uno solo" che resta facile nella mente ed è per questo che il film è diventato uno dei cult massimi degli anni 80.
15 maggio 2026
Devil May Cry - La serie
Anno: 2025
Studio: MIR
Showrunner: Hadi Shankar
Genere: Azione, Supernatural
Episodi: 16
★★★★ 😎
Esuberante mercenario mezzosangue che veste di rosso incontra soldatessa e insieme difendono la Terra dalle minacce dei Demoni. Serie animata basata sulla famosa saga di videogiochi e il tutto è una goduria pazzesca pieno di azione e violenza, lo stile della serie funziona ed è tamarro e rockettaro come il videogioco con un incredibile quantità di canzoni su licenza nu-metal anni 2000, nella prima stagione mi è piaciuto fin da subito l'antagonista BianConiglio per spietatezza e presenza scenica, molto buono il personaggio di Lady per come è tosta e spacca culi a tutti, fanno sorridere le varie citazioni al mondo Capcom, stupendo è l'episodio sei per come mette in parallelo artisticamente e senza dialoghi le tragiche origini dell'antagonista a quelle di Lady e mi ha divertito lo scontro finale quando il conigilo diventa boss da videogioco enorme. Lo studio coreano MIR è sempre una garanzia e le animazioni 2D delle battaglie sono piene di energia con i disegni dei volti che sono al pari dei migliori anime mai fatti ma tristemente i demoni sono realizzati in 3D e questo abbassa la qualità generale, lascia qualche dubbio la voglia di fare discorsone impegnato e criticare le politiche americane con la chiara associazione dei demoni ai profughi immigrati che suona piuttosto strano cosi come all inizio ho mal digerito il troppo spazio dedicato al personaggio di Lady perché lasciava il carismatico Dante sempre in ombra ma nella seconda stagione tutto viene equilibrato meglio con l'aggiunta anche di Vergil che è perfetto e di una figaggine pazzesca in ogni scena che appare. Incredibile anche come la serie aggiusta la trama dell infausto DMC2 e mi è piaciuto molto l'antagonista Arius che si è reincarnato piu volte e vuole risvegliare il caos demoniaco sulla Terra fino a diventare mostrone kajuu assurdo che succhia la vita alla gente, pieno di fascino è scoprire tutta la mitologia dietro a Sparda e alle origini di Mundus che regna in modo spietato l'inferno, gasano gli scontri tra fratelli e mi sono piaciuti tutti i flashback sul passato dei due legati dall amore per la madre, colpisce il ricordo del giovanissimo Vergil torturato è cresciuto nella sofferenza per diventare piu forte, uno spasso il demone giullare, sono buoni i personaggi secondari di contorno e persino William Bainess che sembrava generico militare cattivo alla fine mi è piaciuto per come voleva sinceramente difendere la Terra ma viene accecato dal suo fondamentalismo religioso. Insomma la serie ha stile, energia, dramma, tanta azione e divertimento, per me migliora anche di molto le confuse trame dei videogiochi e rende piu godibili e autentici questi iconici personaggi, cosi non vedo l'ora di vedere la terza stagione e come abbatteranno definitivamente Mundus.
7 aprile 2026
L'Ultima Missione: Project Hail Mary
Anno: 2026
Regia: Phil Lord, Christopher Miller
Genere: Fantascienza, Commedia
★★★★ 😏
Goffo Insegnante di scuola si ritrova in missione spaziale per salvare l'universo da un misterioso fenomeno che sta infettando le stelle. Simpatica commedia di fantascienza che riesce a convincere per come bilancia toni seri e drammatici al solito umorismo moderno strafottente, Ryan Gosling se la cava nel guidare praticamente da solo l'intera avventura, partendo da smemorato intriga il mistero su cosa è successo, affascina l'indagine su questa infezione aliena, funziona il rapporto con la fredda Eva che ha un carattere totalmente opposto al protagonista, bello l'incontro nel tunnel, fanno sorridere i vari tentativi di comunicare anche con strani balli, colpiscono i vari sacrifici e scalda davvero il cuore come si sviluppa l'amicizia principale del film. Certo l'umorismo Millennial è molto marcato e stempera fin troppo la serietà della storia con la solita vergogna di raggiungere una vera sincerità emotiva sommersa da molte gag e battute forzate e ho mal sopportato le citazioni a caso alla cultura pop da Rocky ai Beatles, poi il film si dilunga nell ultima parte, il momento karaoke non mi ha fatto impazzire, il finale mi è apparso scontato e facilone e resta il dubbio sul perché mandare solo tre persone in una missione cosi dannatamente importante. Ma nonostante questi problemi mi è piaciuto il suo approccio da prodotto Sci-fi pop per giovani e come sia pieno di ottimismo e amore per la scienza, la messa in scena convince, al giorno d'oggi è da ammirare come la creatura è fatta con un vera marionetta e anche se i tanti flashback iniziavano a stancare la rivelazione finale sul perché si trovava sull astronave ricontestualizza bene ogni sua azione eroica e costringe a credere seriamente nel futuro e sopratutto in noi stessi.
1 marzo 2026
A Knight of the Seven Kingdoms
Anno: 2026
Showrunner: Ira Parker
Genere: Dramma, Medievale
Episodi: 6
★★★★ 😏
Dopo la morte del suo mentore un cavaliere fa amicizia con un bimbo e va ad un Torneo per cercare di farsi un nome. Altro prequel/Spin-off di Game of Thrones sempre basato sui racconti di George RR Martin ma questa è un avventura medievale piu classica dei soliti intrighi di palazzo fantasy e concentrandosi su un solo punto di vista tutto riesce ad essere piu facile da capire, all inizio c'è anche dell umorismo cinico che sembra quasi fare il verso alla serietà delle altre serie madri rifiutando la classica sigla con vomito e scoreggie ma lentamente l'ironia fa il posto a vere emozioni sincere elogiando l'onore e i valori di un vero cavaliere e vengono davvero i brividi quando alla fine del quarto parte la sigla storica per l'inizio del duello. Gli attori sono tutti bravissimi e mi è piaciuto come Dunk è un grande e grosso tontolone che poi riesce a mostrare il suo grande cuore e forte determinazione quando rischia la vita, memorabili sono i flashback del maestro cavaliere ubriacone che nonostante sia stato pieno di difetti resta una figura importante che ha insegnato molto al protagonista, bravo il bimbetto pelato, il cattivo Targaryen è odiosissimo e ha un armatura molto figa, la nebbiosa scena del combattimento principale è super brutale e disperata, triste scoprire cosa è successo all amica d'infanzia, bella l'immagine finale del maestro fantasma a cavallo che se ne va via e nell insieme tutte le interazioni mi hanno molto convinto. C'è gia in programma una seconda stagione che esplorerà meglio il rapporto tra il Dunk e il suo speciale scudiero quindi c'è sempre tempo per rovinare il tutto ma per il momento questi primi sei episodi mi sono davvero piaciuti e offrono tutto il fascino e la durezza del medioevo mostrando un bel percorso di crescita di un vero e onorevole cavaliere.
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The Hustler - Lo Spaccone
Anno: 1961
Regia: Robert Rossen
Genere: Dramma, sportivo
★★★★ 😲
Ragazzo di talento gioca d'azzardo a biliardo ma non è capace di accettare la sconfitta e questo lo rende un eterno perdente. Un semplice ma profondo dramma sportivo che immerge bene nelle sale da biliardo fatte di fumo e alcool con un protagonista schiavo del suo ego che soffre di una tragica ludopatia patologica che distrugge la sua vita, la composizione delle inquadrature è buona con questi biliardi circondati da tante persone, il senso di competizione e agonismo si sente bene e il film rende il biliardo un gioco interessante, molto bello ed intenso è il primo scontro contro Minnesota Fats che diventa leggendario per come dura 25 ore ininterrotte, appare davvero dolce e toccante la relazione sentimentale con la ragazza per come nasce e si sviluppa per disperazione reciproca dei due che annegano in litri di alcool per soffocare i loro dolori e si avvicinano e allontanano piu volte in belle scene molto sentite, mi piace il momento del pestaggio per come lui mostra arroganza e poi viene schiacciato ad una finestra in una grande inquadratura, il giovane Paul Newman è pieno di fascino e convince mentre George C. Scott è un personaggio che diventa sempre piu viscido e odioso, tutto si sviluppa in un discorso sull'avidità e il denaro con un finale che arriva molto amaro per come bastona ancora di piu il protagonista per fargli imparare cosa significa perdere per davvero.
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Pluribus
Recensione Serie Tv
Anno: 2025
Showrunner: Vince Gilligan
Genere: Dramma, Fantascienza
Episodi: 9
★★★★ 😮
Il mondo viene infettato da una sostanza aliena una Scrittrice immune interagisce con gli infetti divenuti un'unica entità collettiva. Il Creatore di Breaking Bad torna con un sofisticato dramma di Fantascienza che mette al centro il conflitto con un entità globale che distrugge l'idea stessa di individualità umana, ispirandosi molto agli ultracorpi degli anni 50 la storia riesce ad essere universale e fare una critica al mondo contemporaneo di Internet, dello shopping online e delle Intelligenze artificiali che offrendo comodità rendono il valore del lavoro e le interazioni umane sempre piu aride e fasulle, e siccome questi alieni sono in apparenza gentili, sorridono sempre, non dicono le bugie, fanno gli ambientalisti, sono vegetariani e fingono di apprezzare la natura c'è anche una coraggiosa critica all ipocrisia del politicamente corretto che vuole massificare ed omologare i pensieri. Visivamente è una serie eccezionale e ha una fotografia ricercata meglio di tantissimi film, mi piace che piu che puntare sull grande spettacolo lo show punta all minimalismo e al senso di isolamento, tutto poi è guidato benissimo da Rhea Seehorn che fa un personaggio molto umano ma anche scontroso e arrogante pieno di difetti, si sorride a come regisce irritata agli eventi, bello il frustrante problema morale che non può arrabbiarsi troppo perché causa una strage ed è interessante come lentamente viene corrotta e ricattata dalla falsa gentilezza degli alieni che le offrono tutto quello che vuole al telefono ma è in realtà un modo subdolo per costruire un bisogno e una dipendenza emotiva. E Il primo episodio è straordinario e si sente tutta la tensione horror per questa infezione misteriosa che accade, molto intrigante scoprire e segnare sulla lavagna le varie regole e come funziona questa coscienza collettiva che unisce tutte le menti, belli i goffi tentativi di ribellione per salvare il mondo, l'incontro con il gruppo di sopravvissuti mette tristezza per come nessuno ha la forza di reagire e vivono in modo passivo ignorando la fine dell umanità, ed amo tantissimo il personaggio di Manousos che invece rifiuta tutte le comodità offerte dagli alieni malvagi perché è un uomo di principio e pensa che ogni cosa va meritata e quello che è offerto è stato rubato agli altri. Una serie di Grande qualità quindi ma forse tutto scorre troppo lento e chi è impaziente potrebbe non apprezzare questi ritmi diluiti pretendendo subito una facile conclusione ma per me nel complesso è decisamente una delle migliori serie degli ultimi anni per come diverte, spaventa e fa riflettere offrendo profondi dilemmi morali sull mondo di oggi sempre piu connesso e sopratutto mi piace come ribadisce l'importanza e il valore universale della libertà dell individuo rispetto all essere assimilati in chiusi gruppi sociali che hanno da sempre creato dittature e cieche ideologie.
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I Diari della Motocicletta
Anno: 2004
Regia: Walter Salles
Genere: on the Road, Dramma
★★★★ 😉
Due ragazzi decidono di partire per un lungo viaggio in moto percorrendo tutto il sudamerica. Film On the Road che mostra il viaggio che ha fatto Ernesto "Che" Guevara insieme al suo amico e piu che parlare di quello che farà il noto rivoluzionario il film vuole descrivere dei normali giovani che partono in libertà per divertirsi ma ovviamente essendo la figura di Guevara piuttosto leggendaria c'è il rischio di santificare e miticizzare le origini del personaggio e qua il fatto che non dice mai bugie e vuole sempre aiutare i poveri e malati può sembrare una visione molto romantica dell uomo ma secondo me la storia funziona perché va oltre il solito Biopic celebrativo per narrare un universale percorso umano di crescita che avviene senza pesanti e forzate morali ideologiche. E mi piace lo stile di narrazione con lettere alla madre e pensieri intimi, diverte il contrasto dei due amici con Ernesto chiuso e pensieroso mentre Alberto è estroverso e pensa sempre a scopare, ci si affeziona alla mitica moto "poderosa", fanno sorridere le varie cadute e i problemi economici, sono belli i panorami naturali che attraversano, poi il viaggio da essere goliardico diventa sempre piu profondo e colpisce l'incontro con i minatori sfruttati, in Perù si interessano alla condizione degli indios e la tappa alla colonia di lebbrosi apre sinceramente il cuore dei due ragazzi e colpisce quel rifiuto di mettere i guanti fino al gesto simbolico di Ernesto di nuotare tra le due sponde del fiume che indica la voglia ribelle di spaccare le divisioni sociali del mondo. Ma sul lato tecnico non cè niente di eccezionale e sarebbe semplicemente un film carino se non fosse per il potentissimo finale che ti resta dentro per tutta la vita, dopo quel addio ai malati tra le nebbie arriva il saluto dei due amici e viene detto "io non sono piu Io, qualcosa è cambiato dentro di me" e sotto la straordinaria musica di Gustavo Santaolalla parte un bellissimo montaggio di volti umani che crea un album di ricordi fatto di persone autentiche che commuove e ti lascia un grande senso di nostalgia e umanità vissuta. Cosi attraverso la leggerezza e la voglia divertirsi di normali ragazzi il film racconta bene un grande viaggio di maturazione che accende anche in noi spettatori un profonda coscienza sociale.
9 dicembre 2025
Kinds of Kindness
Anno: 2024
Regia: Yorgos Lanthimos
Genere: Dark-Comedy, Surreale
★★★★ 😲
Antologia di tre folli storie che parlano di relazioni tossiche e il disperato bisogno di appartenere ed essere amati. Yorgos Lanthimos torna all suo stile narrativo surreale che scherza con i comportamenti umani mostrando quanto possono diventare assurdi e disumani, nella prima storia un uomo è totalmente schiavo del suo capo che domina la sua vita fino al piu piccolo dettaglio, un rapporto patologico con il lavoro che lo costringe ad una vita miserabile ma quando cerca di ribellarsi e rifiutare i suoi ordini va in totale crisi e non è capace di cambiare vita, sente la competizione degli altri e accetta il compromesso morale pur di tornare a sentirsi accettato, la seconda storia mostra un poliziotto che non riconosce piu la moglie e la trova diversa, si entra nelle sue paranoie e nella tragedia di una relazione abusiva di un uomo egoista che ha un immagine fissa della moglie e non accetta il cambiamento fino a costringere la compagna a dolorosi ricatti emotivi, e nella terza storia una donna cerca il messia e la salvezza in un culto religioso ossessionato dalla purezza fisica ma non si rende conto di essere sfruttata dalla voglia sociale di appartenere che la porta in una strada autodistruttiva. Ma come accade spesso nelle antologie alcuni elementi funzionano meglio di altri e non hanno la stessa qualità, e nonostante Emma Stone, Jesse Plemons e Willem Dafoe siano ottimi le tre storie usano gli stessi attori in ruoli diversi e questo approccio finisce per confondere e sminuire le singole prospettive, cosi come non mi convince l'utilizzo ironico dell misterioso personaggio di RMF che fa da testimone e vittima per collegare le vicende ma è una figura simbolo fin troppo passiva e superflua e secondo me per unire tutto avrebbe funzionato meglio un approccio narrativo intrecciato alla pulp fiction. Detto questo tecnicamente il film è eccellente, ogni inquadratura funziona, mi piace molto l'uso della musica con questi cori solenni e note gelide di pianoforte, si sorride alla disperazione omoerotica per il capo, ha senso l'ossessione per le imprese degli altri e il collezionare cimeli sportivi, bello il gesto autolesionista di spaccarsi il piede per rimorchiare, folle come si mettono a guardare l'orgia tra amici per ricordare la moglie scomparsa, fa sorridere il mondo dominato dai cani simbolo di fedeltà, mi piace l'associazione tra amore e cibo con delle richieste fisiche brutali, perfetta quell'inquadratura finale che mischia la morte individuale sulla sedia ad un abbraccio felice sulla porta, disturba tutto quello che fa il marito bastardo, l'ipocrisia per la purezza sessuale del culto religioso richiama un certo pensiero maschilista verso la verginità femminile cosi come il bere le lacrime dei leader ed essere ossessionati da reputazione e perfezione mi ricorda molto il mondo dei social alla instagram. Nell insieme non è di certo un film facile e l'assurdità può confondere ma piu ci penso e piu il film ha valore, sotto l'ironia surreale si mostrano delle dinamiche nerissime, gli eventi sono stratificati, spingono alla riflessione e sono pieni di profondità nel descrivere la paura della solitudine, l'eterna voglia vanitosa dell Ego di essere amato, quella disperazione tragica di avere un ruolo e contare qualcosa per gli altri.
8 dicembre 2025
Wake up Dead Man
Anno: 2025
Regia: Rian Johnson
Genere: Thriller, Mistery
★★★★ 😏
Giovane Prete viene mandato in una piccola parrocchia dove domina un severo parroco che finisce per essere misteriosamente ucciso. Torna Rian Johnson con il Terzo capitolo della serie investigativa di Benoit Blanc che gioca sempre con il mistero alla Agatha Christie per parlare e far riflettere sui grandi temi, nel primo Knives out c'era un discorso su eredità e immigrazione, il secondo parlava un po' goffamente del valore dell arte e di appropiazione culturale mentre questo terzo capitolo parla chiaramente di Politica e Religione, un tema a sorpresa esplorato bene e anche in modo piuttosto maturo rispetto ai precedenti e il film riesce a spiegare il potere di cattivi maestri che urlano e sbraitano dai pulpiti, delimita i pericoli ma anche la forza della rabbia e separa nettamente quel tipo di fede distruttiva ed egoista che vuole solo arricchirsi rispetto a quella piu onesta e compassionevole che pensa alle anime perdute. Anche in questo film il cast funziona e il variegato gruppo si rafforza a vicenda, Daniel Craig continua ad essere uno spasso come detective dandy, Glenn Close fa un interpretazione molto sentita, Josh Brolin è incredibile nel ruolo di questo prete volgare e rabbioso che domina e giudica tutti ma quello che piu risalta dell intero film è Josh O'Connor che è il cuore della storia ed è interessante come ha un passato e animo violento da pugile che cerca di sopprimere, bello il suo senso di colpa costante e tocca l'animo la sua sincera voglia di aiutare e confortare gli altri esattamente come un prete dovrebbe sempre fare, specie mi ha colpito molto la scena dove parla al telefono in modo simpatico ma poi di colpo la conversazione si fa piu seria e tragica. Certo è un altro assurdo delitto impossibile con rivelazioni molto forzate e poco credibili ma questa volta non mi hanno dato tanto fastidio, nei precedenti si sentiva il peso della scrittura che voleva essere furba e geniale a tutti i costi mentre qua le rivelazioni funzionano a livello tematico, mi piace l'ambiguità del protagonista che potrebbe essere lui il colpevole, fa ridere la foto paragonata nel pub, intriga il momento del miracolo, le luci divine dalle finestre hanno una forza spirituale importante, è esplorato bene il concetto di confessione, piena di significato la storia dietro al tesoro simbolo dell potere della fede e pesa molto l'assenza di quella croce nell chiesa dove resta solo un ombra. Nell insieme per me è il Migliore della trilogia, avevo paura che Rian Johnson attaccasse in modo cinico e immaturo la religione cristiana ma invece offre un messaggio pieno di speranza che unisce credenti e non credenti in un discorso piu serio sull valore della compassione e della moralità.
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