21 agosto 2025

C'è Ancora Domani

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Paola Cortellesi
Genere: Dramma storico

★★★ 😐

Nell Italia del dopoguerra una donna soffre per colpa di un marito abusivo. Film che convince grazie al suo stile energico che usa musiche e momenti onirici per svecchiare e alleggerire il peso di un dramma storico femminista che sottolinea il tragico sessismo dell epoca. E il modo con cui si approccia ai suoi temi non è per nulla sottile e si apre fin da subito con uno schiaffone in faccia presentato quasi in modo ironico, ma poi continuano gli abusi, gli insulti, le violenze fisiche e verbali di un marito bastardo che non ha alcuna qualità positiva, si sente bene come la povera donna soffre e accetta tristemente la sua condizione esistenziale e ha valore come la figlia si arrabbia con lei e la sprona a reagire. Le scelte musicali del film funzionano piuttosto bene, interessante è un momento dove le violenze del marito si mischiano ad un ballo passionale come ad indicare le ambiguità di una relazione tossica, odiosissimo il nonno malato ultimo residuo di una disgustosa epoca, mi è piaciuta molto la tensione alla cena dove cercano di fare bella figura e il colpo di scena finale è abbastanza simbolico e funziona ad andare oltre l'egoismo e spiegare l'importanza di un cambiamento nella società verso una vera libertà. Ma non ho amato la fotografia e il bianco e nero utilizzato che è piu un brutto nero e grigio, Il rapporto con il soldato è stupidissimo e forzato, non ha senso che un padre cosi violento abbia figli cosi indisciplinati e per quanto il messaggio sia pieno di valore io non riesco proprio a digerire quella cosa del Bar, cioè capisco la metafora onirica di voler distruggere i matrimoni per convenienze del passato ma nella narrativa mi devi spiegare perchè rovinare cosi brutalmente la vita di altre persone, anche come è presentato il gesto è sbagliato, di colpo ha un "intuizione/paura" che la figlia potrebbe finire nella sua stessa situazione e senza prove decide di pianificare un atto criminale assurdo, e poi perché non prendersela con il marito abusivo? Cosi distruggendo la vita di un altra famiglia lei perde completamente ogni mia simpatia e il messaggione impegnato contro la violenza e per libertà diventa piu debole e va a farsi benedire. Alla fine apprezzo lo stile e il modo agressivo di ribadire il suo messaggio femminista per arrivare a tutti ma il suo urlare in modo poco sottile la storica voglia di libertà lo rende anche tristemente un film fin troppo retorico e ruffiano per i miei gusti.

21 luglio 2023

Oppenheimer

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Christopher Nolan

Genere: BioPic, Drama

★★★★★ 😅

Biopic che narra la storia del famoso padre della bomba atomica. Un film prolisso, pesante, molto serio e drammatico che si porta dietro con solennità il peso enorme dell'invenzione che ha concluso la seconda guerra mondiale ma ha anche acceso la pericolosa era atomica, e qua Christopher Nolan ripropone il suo solito stile riconoscibile fatto di infiniti montaggi incrociati e una costante tensione ansiogena da thriller spionistico che non fa mai respirare le scene, un continuo crescendo di montaggi veloci, qualche parola in camera e un cambio di ambientazione, poi ancora altre paroline e cambia nuovamente la scena tutto ripetuto cosi per tre estenuanti ore di tanti dialoghi seriosi che sfiorano molto spesso il polpettone moralizzante. Eppure nonostante lo stramaledetto montaggio iperattivo di Nolan il film riesce a colpire nei punti chiave ed è impossibile non amare le sensazioni che riesce a trasmettere, dall'angoscia esistenzialista dello studio dello spaventoso cosmo, la tensione per una mela avvelenata, l'erotismo delle tette di Florence Pugh che introducono la famosa frase del distruttore dei mondi e aiutano ad associare sesso, desiderio e morte alla bomba, belli i veloci flash delle scintille e fuochi durante la progettazione, la scena del Test nel deserto è fantastica con un ottimo bilanciamento di fascinazione e inquietudine e amo come vengono mostrate le sensazioni intime del protagonista da quel memorabile momento onirico di nudità davanti a tutti per simboleggiare l'umiliazione e vergogna ma anche quando assalito dal senso di colpa viene dissociato dall esultanza di chi ha intorno e arrivano dei puri momenti horror sensoriali. Un film pieno di grandi interpretazioni con interazioni di personaggi calde e sentite, ci sono vari cameo a sorpresa e mostra anche le forti paranoie anticomuniste del periodo che evolvono sempre piu in una specie di legal drama dove per invidie varie Oppenheimer viene interrogato e messo a processo sull essere o meno comunista, uno sviluppo che funziona per descrivere la complessità del personaggio ma non mi è piaciuto come il conflitto è presentato fin troppo a senso unico e viene trasformato in una vittima di paranoie ingiuste e infondate nonostante il film stesso spiega che nella nuova era atomica il mondo è piu pericoloso di prima e non ci si può fidare di nessuno, specie chi è stato amico di cosi tanti comunisti, poi Nolan fa il solito giochino delle linee temporali non lineari e la cosa mi ha irritato parecchio, specie all inizio ho fatto fatica a capirle e non condivido la scelta di mettere tutta la prospettiva del personaggio di Strauss in bianco e nero che di solito si associa al passato ma qui l'assenza del colore non fa altro che confondere ancora di piu le acque. Comunque nell insieme è decisamente il film piu maturo di Nolan, convince per come si smarca dai noiosi biopic storici e riesce a rendere spettacolare, intenso ed ansiogeno questo evento storico e apprezzo come piu che piangere delle false e retoriche lacrime di coccodrillo per Hiroshima si sforza di far capire l'importanza e il peso della rivoluzione della bomba atomica che ha iniziato quella reazione a catena di distruzione totale che non sembra mai piu fermarsi.

22 aprile 2021

Quella Notte a Miami

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Regina King
Genere: Storico, Sociale

★★★ 😏

Nel '64 Cassius Clay dopo essere diventato campione del mondo a soli 22 anni incontra Malcolm X e altri due amici in una stanza di un Motel. Basato su un opera teatrale il film riunisce il meglio del meglio della comunità afroamericana dell epoca per approfondire le tematiche della lotta di integrazione e rispetto dei neri, e il tutto poteva essere il solito polpettone didascalico tritamaroni che elogia le figure storiche come miti incredibili pieni di virtù e saggezza ma invece funziona perché li tratta da normali esseri umani, cosi ha un caldo e sincero approccio scanzonato che mostra dei semplici amici che si incontrono e discutono normalmente quale sia la strada da prendere, tutto mostrato con romanticismo e della buona energia positiva e proprio per questo motivo funziona e mi ha anche commosso nel finale senza facili forzature o pipponi sull orgoglio nero. La discussione tra amici parte semplice e rilassata ma quando arrivano i primi atriti diventa anche molto interessante e profonda per come tutti si mettono in contrasto con la visione di Malcolm x che vuole queste figure di successo come "armi" per una guerra culturale, si spiega che il disimpegno politico è buono per il singolo ma è un atteggiamento anche egoista che non aiuta davvero la comunità, cosi arte, spettacolo e sport dovrebbero unirsi insieme per aiutare la causa. Tecnicamente il film è molto semplice e non brilla certo in regia ma tutti gli attori mi sono sembrati molto bravi e in parte, ma è decisamente la scrittura la cosa piu bella del film, i dialoghi sono davvero scritti bene e scorrono senza problemi, dal razzista che prima elogia e lecca il giocatore di football per poi non farlo entrare in casa, la sentita telefonata di Malcolm alla moglie e figlia, l'essere costretti a mangiare il gelato bianco alla vaniglia, la discussione e gelosia sulla musica di Bob Dylan che è piu impegnata delle canzonette, e poi c'è quella incredibile scena madre del concerto a Boston! è davvero un semplice film che funziona nel suo avere un grande cuore verso l'impegno politico e sociale.

19 aprile 2021

Judas and the Black Messiah

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Shaka King
Genere: Bio-pic, Thriller

★★★ 😐

Negli anni 60 un ragazzo è costretto dall FBI ad infiltrarsi nelle pantere nere. Bio-pic drama che attraverso gli occhi di un infiltrato si esplorano le tensioni tra l'FBI e il gruppo terroristico-rivoluzionario delle pantere nere, pericoloso gruppo estremista che minacciava rivoluzione armata e violenta delle comunità nere usando la facile retorica comunista e le storiche insofferenze e tensioni razziali della segregazione. E il film prova ad essere imparziale all inizio ma è chiaro che il messaggio tende a favore di questi stupidi rivoluzionari, il protagonista è associato allo schiavismo e Fred Hapton sempre visto e inquadrato come un santo, che ama la moglie incinta e letteralmente paragonato a Gesu Cristo, i suoi lunghi monologhi pieni di vuota retorica mostrati come parole piene di valore, "power to the people" sembra chissà quale frase incredibile, no,no, mi spiace, io non ci casco e odio questo ruffiano revisionismo reverenzilale dei neri verso le loro figure storiche che nascondono la realtà oggettiva, non era chiaramente un santo, era un razzista xenofobo che ha acceso ancora di piu i problemi razziali e non li ha spenti, non ha importanza se la tua causa è buona e giusta e dai da mangiare ai poveri, quando crei tensioni sociali e istighi in modo militare la lotta armata contro la democrazia allora quasi te lo meriti un proiettile in testa, puoi chiamarli maiali, mostrarmeli razzisti e ciccioni quanto vuoi quelli dell FBI ma io starò sempre con la polizia se inneggiate all odio sociale ad ogni frase, se vi organizzate militarmente, se imbracciate mitra e inneggiate solo alla morte e distruzione, non è cosi che si fa l'integrazione! Insomma parlare delle ambiguità di una comunità unita è difficile e la regia non è del tutto capace di farlo, a parte questi problemi di faziosità il film mostra bene le classiche tensioni da infiltrato e nel complesso funziona come film storico, un po' niosetto e blando quando parlano troppo ma scorre bene e gli attori sono piuttosto bravi nelle loro parti, e mi piace che nel finale arriva anche quell amarezza, confusione e quell senso di colpa in stile assassinio di Jesse James.

15 marzo 2021

First Cow

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Kelly Reichardt
Genere: Dramma storico

★★★ 😏

Nell povero Oregon di metà ottocento due amici iniziano a cucinare dei dolcetti rubando del latte ad un riccone. Lento dramma storico molto pacato e sottile che parla con semplicità di colonialismo e sfruttamento del territorio attraverso l'ovvia metafora della mucca, Cosi il Mungere e rubare agli altri per fare profitto diventa un profondo discorso sulle ambiguità del capitalismo che premia il lavoro degli altri piu che l'origine della materia prima e quindi il furto è presentato sia come un male, un vero e proprio peccato divino ma è anche una nobile opportunità di progresso e una rischiosa fonte di nuova richezza. Tutto è molto caldo e magico, ha un'atmosfera rilassante e ha un ottima messa in scena piena di vestiti sporchi e pentole vecchie che rende credibile questo periodo storico, si è come magicamente perduti in questa foresta in riva al fiume a cucinare a lume di candela, poi il rapporto tra i due amici protagonisti è molto buono, con poco si crea un forte legame che pur non diventando esplicito si potrebbe definire amoroso, è una vera coppia di fatto che trascina bene la storia. Nel complesso non è affatto male, è un semplice bel film ma è un peccato che è forse fin troppo lento per i miei gusti, sarà che è una storia molto riflessiva che vuole creare la giusta atmosfera per immergerti nel periodo storico ma questa mancanza di mordente e ritmo lo rende piuttosto pesante da digerire, buoni i temi centrali e come sono sviluppati ma non ci sono scene o personaggi particolarmente memorabili, quindi per quanto sia fatto bene ricade in quella categoria di film carini ma che fatico a consigliare.

4 gennaio 2021

Il Processo ai Chicago 7

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Aaron Sorkin
Genere: Dramma Legale, Politico, storico
TItolo Orig: The Trial of the Chicago 7

★★★★ 😋

Gruppo di attivisti devono difendersi in un processo dall'accusa di aver fomentato una rivolta contro la polizia. Court drama storico che attraverso il variegato gruppo di personaggi incapsula l'intero panorama politico e sociale del epoca di Nixon, un ampio spettro politico che mi è piaciuto molto, c'è il giovane hippie ribelle, l'idealista di sinistra, il membro delle pantere nere, l'autoritario giudice insofferente, il politico che vuole vendetta, il fazioso procuratore, l'agente dell Fbi, normali padri di famiglia, è tutto un intero arco di personaggi che la pensano in modo diverso ma che nell insieme costruiscono un allegorico conflitto parlamentare sul intera sitazione americana. E sinceramente penso che entrambi i gruppi sono in qualche modo colpevoli, senza scomodare Pasolini ammetto di non essere per le rivoluzioni e le sommosse di strada, violenze contro la polizia del tutto inutili e controproducenti, cosi come la guerra in vietnam è stata molto piu di una semplice guerra sbagliata come te la raccontano i film, ma è innegabile che la forza di un ideale progressista travalica l'ingenuità di chi cerca di seguirlo, cosi la retorica antisistema mostrata qua è ambigua e anche sbagliata ma ha al suo interno una sincera energia pacifista e per i diritti civili che merita rispetto, come mostrato piu volte con il personaggio nero quando le ingiustizie di uno stato diventano cosi palesi e insopportabili la rabbia e l'indigniazione umana diventa incontrollabile e travalica quell idea di Rispetto per le Autorità necessario alla normale dialettica democratica. In piu tutto scorre benissimo, Montaggio, musica e ritmo serrato donano al film il sapore di classicone, ci sono bellissimi conflitti, ogni personaggio funziona, Sacha Baron Cohen è un clown carismatico e poi il giudice è cosi bastardo, cosi ingiusto, cosi figlio di..un altra epoca che diventa una vera icona di ingiustizia, lui è decisamente un grande antagonista e una delle cose piu memorabili dell intero film, ed è inutile fare sempre i cinici, la retorica non è un male assoluto e il finale funziona a descrivere l'arco del personaggio di Eddie Redmayne che è il tipico attivista politico pieno di passione che vuole fare le cose seguendo regole e leggi e non vuole radicalizzarsi ma anche nella politica reale ci deve essere un limite di sopportazione, una soglia dove le ingiustizie dell'autorità devono essere messe in discussione.