18 agosto 2026

Camp Miasma

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Jane Schoenbrun
Genere: Psicologico, Erotico

★★★ 😳

Giovane regista deve fare nuovo capitolo di uno slasher storico ma finisce sempre piu in un onirica riflessione sulla sua sessualità repressa. Uno Psico/Erotico che utilizza la meta-narrativa intorno al genere slasher per ribaltare le convenzioni e gli stilemi oppressivi in qualcosa di piu aperto e libero verso le pulsioni sessuali, infatti il genere da sempre è stato letto in chiave conservatore e bigotta che salvava chi era vergine (o quasi) e puniva con violenza i giovani che pensavano al sesso. E qua funziona Hannah Einbinder che super caruccia appare timidona all inizio ma diventa sempre piu bona e sexy, bella l'iconografia del killer con la maschera cubica, sono assurdi e ridicoli gli omicidi con esagerati fiumi e spruzzi di sangue, mi piacciono gli sfondi eterei e irreali che creano un'atmosfera magica, fa ridere il momento quando chiede il wi-fi, vengono i meta-brividi quando la Anderson parla del suo primo orgasmo, ottimo come lei si inventa le origini del killer in videoconferenza ribaltando ancora di piu la meta-narrazione in un gioco di specchi incrociati dove è il killer affamato il padrone e creatore dell universo quasi il simbolo dell cinema e della pulsione erotica. Ma per quanto ci sono molte cose che ho apprezzato sono stufo di questo tipo di meta-narrazioni che rimandano sempre a qualche altra saga o franchise e rifiutano la sincerità di una semplice nuova storia, ho trovato pessime le citazioni consapevoli a wes craven e agli stilemi degli horror che vengono usati senza vero amore per il genere e solo come pretesto per parlare d'altro, piu di un momento è fatto in modo spocchiosamente concettuale e teorico solo per il gusto di esserlo, Gillian Anderson esagera troppo a fare la femme fatale ammiccante e sa di finto e forzato, l'umorismo scemo stempera la tensione e rende tutto una grande farsa grottesca quando avrei preferito del vero e serio orrore onirico che entrava nei traumi piu repressi della mente e poi non capisco a quale pubblico il film sta cercando di parlare perché gli Slasher sono un genere morto da quasi 30 anni e la libertà sessuale è diventata una ovvietà per qualunque giovane. Nell insieme è un idea meta-erotica che ammiro per come ribalta e fonde l'uccisione filmica degli iconici killer alla libertà di un orgasmo senza inibizioni ma secondo me la trama non funziona perché non ha immediatezza e vive di troppe sovrastrutture cosi come il discorso è inutilmente articolato con uno stile di regia che si compiace troppo in modo vanitoso.

7 luglio 2026

Galaxy Quest

Recensione Film
Anno: 1999
Regia: Dean Parisot
Genere: Commedia, Sci.fi

★★★ 😁

Attori di una vecchia serie tv di fantascienza sono scambiati per eroi da degli alieni e finiscono per vivere una vera avventura nello spazio. Simpatica commedia che prende l'idea dei Tre Amigos per fare un dolce omaggio a Star Trek e allo storico fandom dei Trekkies, il cast è eccellente e mi piace come viene dato spazio a tutti i personaggi che devono vincere le loro insicurezze, sono uno spasso gli alieni ingenui e stupidotti che fanno versi e si muovono come foche, la sceneggiatura è quasi perfetta e il ritmo narrativo non sbaglia un colpo, stupendo quando ti aspetti il comodo teletrasporto ma invece vengono avvolti da gelatina e sparati nello spazio in modo traumatico, molto bello l'aspetto dei cattivi che mischia bene i classici klingoniani ai pupazzoni scemi dei power rangers, c'è il giusto fascino alla presentazione della nave e arrivano sinceri brividi quando partono per la prima volta, apprezzo come si sente buona tensione è non è solo una stupidata dopo l'altra, ci sono toccanti emozioni alla tortura del povero Mathesar e viene quasi da piangere quando sono costretti a dirgli la verità, fa sorridere il personaggio di Alan Rickman che si crede un vero attore e odia la frase tormentone ma poi scalda il cuore quando la dice con sentimento in un momento drammatico o è bello il ruolo di Sam Rockwell che è una presa per il culo delle magliette rosse sacrificabili e per tutto il film aspetti il momento in cui morirà male. Peccato invece per l'uso di una computer grafica datata e sono molto brutti da guardare i mostricciattoli in CG ma anche il gigante di pietra non è proprio bellissimo, per quanto tutto sia molto simpatico tecnicamente il film non eccelle in nulla e anche il messaggio metanarrativo è troppo ristretto e se non si conosce un briciolo star trek si perde gran parte del senso di quello che vuole essere la storia. A parte questo resta un ottimo omaggio non solo ad un franchise ma all idea stessa di un fandom e la storia spiega come l'amore e l'ossessione ingenua dei FAN può rendere reale e tangibile quella magia che neanche gli attori sono in grado di capire, al giorno d'oggi le major hanno cinicamente fatto di tutto per mungere fino all osso i vari franchise puntando su un falso senso di nostalgia per poi distruggere, rovinare l'essenza originale e attaccare con cattiveria i veri Fan che li sostenevano mentre questo film spiega quanto autore e pubblico siano connessi insieme e non può esistere l'uno senza l'altro, l'arte quando cattura e appassiona si eleva dal semplice intrattenimento per diventare veramente speciale, un qualcosa di reale e concreto che riesce ad unire e arricchire le vite di molte persone.

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26 dicembre 2025

Sentimental Value

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Joachim Trier
Genere: Dramma Familiare

★★★ 😳

Padre regista cerca di farsi perdonare dalla figlia attrice offrendole un ruolo nel suo ultimo film. Pacato e intimo dramma che scava nei problemi e traumi in famiglia nati da incomprensioni e difficoltà a comunicare e tutto ha una natura meta-narrativa visto che il padre per riuscire a spiegarsi e a chiedere scusa alle figlie scrive un film dove mette insieme tutte le emozioni e le storie della sua vita, e mi piace molto come inizia narrando la storia della loro casa simbolo delle radici familiari che ha ospitato nelle sue stanze tante gioie e dolori, bellissima poi la scena di panico prima dello spettacolo per come trasmette davvero tanta ansia, ottimo quello spezzone di film della bambina sul treno che piange, guida bene la storia Renate Reinsve che fa una figlia piena di rabbia e Stellan Skarsgård convince nell essere un difficile padre che vive l'eterno dolore di una madre suicida e resta nella mente l'immagine evocativa di quella stanzetta dove la madre si è tolta la vita. Ma per quanto sia un solido dramma nordico tutto scorre in modo fin troppo lento e dopo un grande inizio il film diventa soporifero e si crogiola in vuoti momenti pieni di noia, il ruolo di Elle Fanning è molto superfluo e sembra un lungo cameo, il guardare indietro fino alla guerra sembra un modo ruffiano per allacciarsi a del vero dramma visto che questo non fa altro che parlare di registi e attori e da un senso fin troppo altoborghese e ho sentito la macanza di veri litigi e problemi di tutti i giorni e poi quell'inquadratura dei volti che mutano e diventano una cosa sola è tanto affascinante quanto pretenziosa nell esprimere la connessione dei vari traumi. Nell insieme è un interessante dramma sui problemi in famiglia ma gli manca qualcosa in piu per essere davvero memorabile oltre al fatto che il suo usare il potere del meta-cinema per spiegarsi mi è sembrato indebolire il valore del dramma piu che rafforzarlo e invece che ricreare quel dolore su un palcoscenico tutto avrebbe dovuto finire con un bel sano, onesto ed emotivo dialogo tra padre e figlia visto che non sono mai riusciti a parlarsi davvero.

11 ottobre 2025

Sotto Shock

Recensione Film
Anno: 1989
Regia: Wes Craven
Genere: Thriller, Supernatural

★★★ 😊

Ragazzo deve fermare folle serial killer che ottiene poteri sovrannaturali. Fanta-Thriller di Wes Craven che mette al centro una battaglia contro un fascinoso antagonista che è cosi over the top che è praticamente un supervillain da fumetto interpretato molto bene da un ottimo Mitch Pileggi (lo Skinner di x-files), buone le canzoni rock di Alice cooper e Megadeth, da carattere al killer il suo essere zoppo e trascinare una gamba, intrigano e creano mistero i sogni del protagonista e la sua strana connessione con l'assassino, mi piace il rapporto complicato con il padre poliziotto, molto bella l'entrata nell covo pieno di televisiori accesi dove lui aspetta nascosto in agguato, c'è una marea di gente ammazzata in modo violento che rende tutto piuttosto teso ed è memorabile l'immagine del poliziotto morto sull automobile bloccato in un espressione di dolore o è un bel momento quando la guardia nel carcere ha il labbro strappato. Chiaramente qua si è provato a far nascere un altro iconico mostro come Freddy krueger ma il progetto non è riuscito del tutto, verso la metà il film crolla e gioca male con la gimmick dell impossessare i corpi offrendo situazioni troppo generiche, specie è ridicolo quando il protagonista si mette ad inseguire in modo ambiguo una bambina ed è stucchevole e noioso quando spuntano pure i fantasmi, il ciondolo magico e il potere dell amore per vincere l'odio, gli effetti speciali utilizzati sono poco convincenti rendendo alcune inquadrature davvero brutte e l'attore che fa il protagonista non è all altezza dell antagonista e si sente un grande divario tra i due. Poi per fortuna nel atto finale il film si rialza per creatività ed energia e come accade in altri film di Craven anche questo diventa META testuale e lo scontro dentro e fuori la televisione presenta un discorso e critica sull'influenza della TV dell epoca ritenuta la causa di tutti i problemi dei giovani. Una battaglia finale dal potenziale interessante come idea ma l'esecuzione resta fin troppo ridicola e dai toni molto grotteschi, saltando tra i canali diventa una gigantesca farsa da cartone animato ed è sempre piu difficile prendere lo spietato killer sul serio, cosi nell insieme è un Thriller piuttosto pasticciato e goffo che non sempre funziona ma ho amato la bastardaggine dell'antagonista e la sua esagerazione sovrannaturale mi ha comunque intrattenuto.

19 settembre 2024

Zombie Contro Zombie

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Shinichiro Ueda
Genere: Commedia, Horror, Meta

★★★ 😑

Regista riprende film sugli zombie ma le cose vanno molto male. Leggera commedia giapponese che ruota sull fascino della pianosequenza offrendo prima un grezzo film improvvisato pieno di limiti e difetti per poi mostrarti con ironia il perché accadevano questi difetti aprendo la prospettiva allo spettatore su quanto complesso sia il lavoro dietro la macchina da presa in un simpatico triplo gioco Meta-narrativo. Per questo è un film per chi ama il cinema e fa ridere il regista spietato ed esuberante che grida "actionn!" anche davanti alla morte, gli zombie che si muovono in modo assurdo, interessanti sono i movimenti di camera senza tagli, come l'improvvisazione porta i dialoghi verso le stupidate, il modo con cui viene eseguito il sangue e la violenza off-screen, le assurde pause e ripetizioni per allungare il brodo e fantastico è il movimento di gru finale che alza la telecamera. Ma per quanto sia caruccio e simpatico è un po' una mezza strunzata e gia dopo venti minuti mi ero rotto le balle, la ragazza che urla in continuazione in modo falso e forzato è insopportabile e non aiuta che il tema della storia sia proprio la ricerca di mostrare vere emozioni, poi quando inizia la seconda parte mi mancava l'energia vitale della prima, la storia si guarda l'ombelico in modo autoreferenziale e diventa fin troppo lo standard giapponese e gli elementi comici sono davvero banali e si affidano su cose generiche come l'attore famoso che fa il divo, la figlia e moglie esuberanti, il solito ubriacone o un tipo scemo che ha la diarrea. Nel complesso a parte qualche sorriso non mi ha fatto impazzire ma è un film simpatico che funziona da lettera d'amore al cinema per come ti fa pensare a quello che accade dietro alla macchina da presa.

25 luglio 2024

Deadpool e Wolverine

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Shawn Levy
Genere: Cinefumetto, azione

★★ 😏

Deadpool cerca di diventare a tutti gli effetti un supereroe scontrandosi con la TVA e con una versione di wolverine. Terzo capitolo della serie che introduce il personaggio nel MCU facendolo lottare tra i resti e i rimasugli dei vecchi film che non erano della Disney espandendo in modo interessante la META narrazione cinematografica della Marvel, cosi ecco che nella spazzatura spuntano tanti cameo di vecchi personaggi abbandonati senza piu un universo alle spalle e brilla di sicuro il rapporto di amicizia con un Wolverine reinterpretato ancora una volta da Hugh Jackman che se la cava piuttosto bene e ha due monologhi molto forti e sentiti. Tutto è una grande stupidata fumettosa che diverte e ci sono almeno due o tre gag davvero divertenti, mi piace la vestizione iniziale, la parrucca, il montaggio dei wolverine, la violenza estrema, lo scontro in auto, il cane con la lingua di fuori o le varie mani nella nella testa della cattiva che sono davvero inquietanti. Ma per quanto sia piuttosto simpatico è un film che non riesce davvero ad andare da nessuna parte, la storia è scialba e banale anche per lo standard dei cinefumetti, si presentano ancora nuove regole al multiverso con tutta la cosa delle ancore temporali che è totalmente senza senso, le coreografie appaiono troppo plastiche e in computer grafica, wolverine sembra spesso fuoriposto e spaesato dalla follia scema che lo circonda, viene svilito e dissacrato tutto il peso e valore del Logan di Mangold con una cattiveria gratuita, il melodramma che cerca ogni tanto di offrire appare forzato e poco efficace e anche se prova sempre ad essere ironico e consapevole con un infinita quantità di battute non riesce mai davvero ad essere onesto e graffiante visto che piu che attaccare questo tipo di narrazioni le ribadisce buttandoti addosso infinite varianti e vuote citazioni che non servono ad una mazza riproponendo il solito problema di sti cavoli di multiversi ipercitazionisti incapaci di raccontare una storia autoconclusiva e lineare. Alla fine è una grande cazzatona che mette bene insieme due forti icone e per questo si guarda con piacere ma sotto le tante facili ironie c'è tristemente troppa mediocrità e per me il primo deadpool resta quello piu onesto e sincero.

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23 marzo 2024

Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco

Recensione Film
Anno: 1974
Regia: Mel Brooks
Genere: Western, Parodia

★★★ 😏

Nel vecchio West un cattivone fa diventare Sheriffo un nero per portare caos in una cittadina. Irriverente Parodia western che mette con coraggio le tensioni razziali al centro di tutto giocando con il fatto che era molto raro vedere cowboy neri al cinema, e la narrativa funziona per come non nasconde il razzismo ma anzi lo mostra in modo chiaro e aperto con tanti insulti e reazioni disgustate della gente, un modo di far ridere che può rischiare di sembrare anch'esso razzista (specie nel politicamente corretto di oggi) ma mostrare l'intolleranza per quello che è serve per non ignorare il problema con vuoti moralismi di censura e per far capire davvero le grandi differenze dei punti di vista con la cittadina scema da salvare che simboleggia lo stesso pubblico attaccato dal razzismo dei fondamentalisti che deve essere difeso e deve imparare ad abracciare le minoranze. Essendo poi una commedia di Mel Brooks ci sono anche tante battute assurde piu o meno riuscite, come la sella firmata Gucci, veloci rotture del quarto muro dove si parla direttamente al pubblico, il protagonista che si prende in ostaggio da solo, il boia medievale che impicca uno a cavallo, fantastiche le mucche al saloon, il governatore scemo che si fa la segretaria tettona, mi piace il personaggio di Mongo per quanto è forzuto e cartoonesco tanto che viene battuto con scena che palesemente cita Bugs bunny, bello e carismatico Gene Wilder che è veloce a livelli assurdi citando le famose velocità dei pistoleri nei western o c'è tutto un balletto musicale lunghissimo con Madeline Kahn ma lo si perdona per come lei è super sexy con delle calze da urlo. E il film si chiude in modo perfetto con una grande battaglia che esplode ed esonda oltre le finte pareti del Western, una gigantesca zuffa meta-narrativa che invade la stessa Hollywood e vuole ribadire che l'intolleranza è una questione reale e non può essere limitata ad un particolare genere, cosi nell insieme è un simpaticissimo film che con ironia e coraggio parla delle divisioni in modo onesto e sincero cercando di far riflettere su questo eterno problema.

10 febbraio 2024

Wayne's World - Fusi di Testa

Recensione Film
Anno: 1992
Regia: Penelope Spheeris
Genere: Commedia

★★ 😐

Due Tonti Amici fanno uno show amatoriale in uno scantinato e vengono contattati da un odioso produttore Televisivo. Leggera commedia anni '90 che è diventata film di culto per come offre tanto disimpegno giovanile e abbraccia molto la sotto-cultura dei perdenti nerd metallari, e nel suo piccolo il film è simpatico e pieno di gag comiche e riesce a giocare furbamente con la rottura del quarto muro per creare un rapporto di complicità con lo spettatore, Mike Myers se la cava e il personaggio di Garth è cosi ansiogeno e scemotto che suscita sempre simpatia, Tia Carrere è una bellissima bomba sexy da paura ed è fantastica come cantante rock, bella la scena in auto mentre cantano Bohemian Rhapsody e sono carini i cameo di Alice Cooper e di Robert Patrick che fa il T1000 un anno dopo terminator 2. Ma per quanto sia Simpatico il film non è riuscito piu di tanto a colpirmi per colpa del solito triangolo amoroso e di una piatta storia che cerca all inizio di mostare come lo spirito indipendente dello show (e quindi per riflesso della musica rock) viene corrotto e distrutto dall'arido mondo commerciale ma poi nel finale tutto viene buttato in caciara con il solito gioco META narrativo che con cinico nichilismo dice che niente di quello che abbiamo visto ha vera importanza, le rotture del quarto muro cosi non hanno vero peso e anzi diventano irritanti come l'ironica ammissione palese degli sponsor del film come pepsi, pizzahut e doritos sparati dritti in faccia con un insulto mascherato da battuta consapevole, anche le tante citazioni alla televisione e alla cultura pop dell epoca sanno molto di datato e ristretto agli stati uniti e a quel periodo storico particolare. Nell insieme di questi rocckettari strafatti e intontiti non me ne frega davvero nulla, tutto è una commedia generazionale mediocre che è amata da chi è cresciuto con questi personaggi ma a parte l'elemento META e un atmosfera scanzonata non c'è davvero niente di interessante.

20 gennaio 2024

Asteroid City

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia

★★★ 😑😑

Fotografo finisce con i figli in una cittadina del deserto dove si tiene una festival di astronomia giovanile. Ennesima Commedia di Wes Anderson che ripropone il suo unico stile di regia molto riconoscibile e qua esplode in un multi-meta discorso a piu livelli sull senso della vita e sul ruolo dell arte dove il film è un opera televisiva che narra di un opera teatrale che prende vita in un colorato mondo magico anni 50 dove gli attori sono quasi consapevoli di stare recitando. Wes Anderson come sempre è tecnicamente ai massimi livelli, il film è pieno di dettagli, i movimenti di macchina sono perfetti e ritmati, i dialoghi hanno spessore e significati nascosti, le gag sono sottili e intelligenti, c'è piu di un momento magico e assurdo, la fotografia e la messa in scena sono ottime, il cast di attori è ricchissimo e tutti riescono nel loro piccolo a brillare, ma per quanto apprezzo questa stratificata esplorazione di meta-narrazione dove realtà e finzione si mescolano e gli attori sono influenzati dai loro ruoli (e viceversa) nel complesso il film mi ha annoiato molto e mi è sembrato perdere troppo tempo in simpatiche vignette che girano intorno a vari temi senza approfondirne nessuno. È Chiaro che nel profondo si cerca di trasmettere un grande senso di esistenzialismo umano e come nella realtà tutti non hanno risposte alle loro domande e cercano confusi un significato a quello che stanno facendo ma cosi la storia si inaridisce e gli attori sono prigionieri nel deserto teatrale e finiscono per cazzeggiare in modo noioso, con le costanti rotture del quarto muro che fanno diventare il film sempre piu una grande supercazzola fatta di tante piccole scenette carine che creano un simpatico diorama retrò ma è una bellissima scatola vuota e si apprezza piu la forma stilistica che il contenuto visto che la storia fallisce a dire qualcosa di memorabile perché troppo interessata a riflettersi allo specchio ribadendo e giustificando piu volte il suo voler essere solo una grande Meta-Narrazione.

25 luglio 2023

Barbie

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Greta Gerwig
Genere: Commedia

★★★ 😳

Barbie vive nel suo mondo plastico ma va in crisi esistenziale e parte per capire cosa vuole davvero. Basato sulla popolare bambola il film è un'eccentrica commedia che prova ad essere troppe cose, una sofisticata riflessione femminista sui ruoli di genere, un film di culto, un omaggio nostalgico ad un vecchio giocattolo, un'avventura fiabesca per ragazzine e un prodotto postmoderno consapevole, ma nessuno di questi approcci riesce a funzionare davvero e cosi il tutto resta piuttosto debole e mediocre. Registicamente non mi ha detto molto, certo le coloratissime scenografie sono ottime, mi piace la citazione a 2001 all inizio, toccante un momento quando le scende una lacrima colpita dalla cruda realtà e il classico incontro con il creatore ha un certo fascino mistico ma anche questa volta Margot Robbie come attrice non mi ha proprio convinto, pure Ryan Gosling è pessimo ma per come fa l'idiota tifavo per lui nonostante diventa sempre piu un egocentrico antagonista. Come commedia non mi ha fatto mai davvero ridere, troppo ridicolo e scemo all inizio e poi fin troppo pieno di Allusioni meta testuali molto pigre, le piu giovani si annoieranno presto con troppi dialoghi per adulti, gli elementi musical e surreali sono carini ma anche fiacchi e buttati un po' a caso senza stile e usati per ridicolizzare i maschi piu che le femmine, la riflessione femminista con i soliti ribaltamenti di ruoli vuole essere moderna ma è la fiera delle banalità in ogni sua forma, un modo patetico e forzato di parlare di emancipazione della donna e scontro con il maschi che finisce per non dire nulla di davvero importante e comunque ogni messaggio di valore va in contrasto con il fatto che tutto è nel profondo una pubblicità in favore del Marchio Barbie, il film può fingere di dire quello che vuole ma non attacca mai veramente il brand di cui fa parte, non decostruisce la bambola, non può spaccarla, distruggerla, renderla sovversiva in nessun modo, la storia per come punto su punto attacca ogni critica mossa negli anni alla figura di Barbie e si focalizza su una madre e figlia che riaccendono l'amore per il brand non fa altro che elogiare l'icona in modo corporativo, cosi ogni battuta metatestuale è solo falsamente consapevole e serve per nascondere il vero scopo del film che è quello di superare la crisi identitaria della bambola, farla tornare di nuovo POP e far galleggiare questo vecchio marchio pieno di stereotipi nella modernità ipercritica di oggi. Insomma nel complesso il tutto è una colorata pubblicità pseudo-femminista piena di quell'odiosa ironia auto-consapevole moderna che distrugge ogni tipo di sincerità, cosi finge all inizio di ridicolizzare l'idilliaco mondo plastico commerciale pieno di falsità, inequità e contraddizioni dove niente è reale ma poi ci ripensa, attacca in modo sessista l'egocentrismo maschile ignorando quello femminile e con follia ribadisce quanto pieno di valore sia il vecchio falso universo rosa di Barbie.

10 giugno 2023

Regole #47

QUALSIASI COSA VOLUTAMENTE BRUTTA E INSODDISFACENTE RISULTERÀ COMUNQUE BRUTTA E INSODDISFACENTE

Molti autori amano nascondere i loro errori dietro la scusa delll'intenzionalità sovversiva o decostruttiva ma nessuna sovralettura META o pretenziosità delle intenzioni per giocare con le aspettative del pubblico potranno mai sostituire l'immediatezza dei sentimenti e la mancanza di forti strutture portanti che sorregono una storia, cosi in narrativa qualsiasi cosa che non funziona e che viene descritto come "volutamente brutto" è semplicemente Brutto

5 gennaio 2023

Il Talento di Mister C

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Tom Gormican
Genere: Commedia, Azione, Thriller

★★★ 😊

Durante una crisi artistica Nicolas Cage fa amicizia con un suo grande Fan. Leggera commedia Meta che gioca con l'immagine e la carriera dell famoso attore per scherzare sull mondo del cinema, Nicolas Cage è oramai una figura leggendaria per come incarna il sogno dell piccolo attore medio che ha avuto successo nonostante non abbia un particolare talento drammatico se non per i suoi assurdi e passionali overacting e per questo lo si ama con sincerità. Qua mi sono piaciute molto le scene quando affronta il suo stesso da giovane in giacca da pelle, come urla il suo nome, come cambia carattere impersonando una versione piu sicura di se o la scena con Sergio è uno spasso, poi è ottima la relazione con Pedro Pascal che cresce in un toccante rapporto di amicizia, fantastico tutto quel momento dove sono in paranoia, come si scambiano le scarpe o quando devono saltare il muretto con grande melodramma. Ma nonostante la simpatia generale resta una vanitosa operazione postmoderna di un attore che celebra se stesso e non viene esplorato davvero nulla dei suo veri difetti, per fartelo piacere il film crea una versione fasulla della famosa ricca celebrità che è totalmente Irreale e non c'è nulla dei suoi problemi con il fisco, di tutti i soldi buttati in acquisti stupidi, delle sue tante mogli o dei suoi comportamenti piu eccentrici, e non aiuta che il personaggio di Pedro Pascal è palesemente il regista/scrittore che narra della sua passione di guidare un attore famoso in un gioco meta narrativo e spionistico piuttosto vuoto e stucchevole. E da con-air a face/off le tante Citazioni ad altri film divertono con piacere, peccato che nel finale il gioco alla citazione lo trasforma troppo in un blando filmetto d'azione ma nel complesso seppur molto effimero e autoreferenziale il tutto è un simpatica commedia che diverte e fa ridere con leggerezza.

13 ottobre 2022

She-Hulk - La Serie

Recensione Serie tv
Anno: 2022
Showrunner: Jessica Gao
Genere: Commedia, Giudiziario
Episodi: 9

★★ 😳

La cugina di Hulk viene contagiata da lui e si trova a gestire la sua nuova vita da super Avvocato con questi poteri speciali. Ennesima miniserie DisneyPlus che presenta un altro personaggio marvel in questo mondo, e il tutto prova ad essere una leggera e spensierata commedia giudiziaria in chiave superoistica che punta ad un chiaro pubblico femminile parlando delle difficoltà della donna moderna schiacciata tra carriera e vita privata, e devo dire che al suo interno c'è qualche momento interessante come lo scontro con Hulk nel primo episodio, le buone apparizioni di Wong e Daredevil, o Le interazioni con un Abominio addomesticato, ma la scrittura è troppo pessima e tristemente è una commedia che non fa molto ridere, vuole essere leggera e scanzonata ma gli episodi sembrano frettolosi e poco incisivi, non riesce a costruire un solido arco di crescita e cambiamento per la protagonista troppo arrogante e gioca poi con il Sessismo attaccando e provocando ogni genere di maschio ma il suo scherzare sopra i maschi con troppa cattiveria finisce per far sembrare la serie stessa come la vera sessista e per assurdo fa involontariamente apparire le donne superficiali e frivole usando vecchi stereotipi offensivi. La computer grafica non convince con una She-hulk molto pupazzosa a tratti inguardabile, l'attrice protagonista mi appare antipatica e completamente sbagliata nel ruolo di simpatica e furba avvocatessa, come antagonista Titania appare dal nulla piu volte e non viene mai sviluppata davvero e c'è poi l'elemento META-Narrativo come nel fumetto con rottura di quarta parete dove la protagonista si rivolge direttamente agli spettatori, meccanismo narrativo che è simpatico se gestito bene come in Deadpool ma in questo caso è sfruttato male e non porta mai a grandi momenti se non un forzato e patetico attacco ai fan maschilisti o nel finale con tutto un imbarazzante salto "nella realtà" dove nasce una discussione con l'algoritmo robotico degli studi Marvel che è un chiaro e patetico modo per giustificare tutti i difetti e i limiti di questa serie facendo una ruffiana autocritica. Nel complesso è un altra vuota serie DPlus, aveva degli spunti interessanti e volevo apprezzarla di piu ma non mi è piaciuto come è stato mostrato il personaggio cosi come è molto sgradevole il suo tono comico che è fin troppo frivolo, pasticciato e pieno di problemi.

28 settembre 2022

Rick and Morty

Recensione Serie Animata
Anno: 2013
Autori: Justin Roiland e Dan Harmon
Genere: Fantascienza, Commedia
Episodi: 81

★★★★★ 😵

Arrogante nonno scienziato trascina nipote e famiglia in folli ed irriverenti avventure fantascientifiche. Rick e Morty è di sicuro una delle piu importanti serie animate mai fatte, prende i protagonisti di ritorno al futuro e l'irriverenza sdoganata dai Simpson e Futurama e la spara a mille in un tritacarne di follia comica e di fantascienza, con fascinose tecnologie, mostri alieni e pianeti diversi tantissime sono le situazioni divertenti che mischiano l'assurdo con il grottesco piu estremo spaccando ogni legge morale e fisica. Una serie ludica e giocosa ma anche molto cattiva, nichilista, super cinica e Postmoderna piena di tantissime citazioni da film e che rompe spesso il quarto muro con una META narrativa che parla di se stessa creando un dialogo tra scrittori e spettatori come quando criticano e mettono in scena varie tecniche narrative o quando sottolineano il contrasto tra avventure singole autoconclusive ed episodi che espandono la macrotrama, cosi la scrittura appare sempre originale, geniale, brillante ma anche un po' troppo forzata e innaturale, piu vanno avanti le stagioni e piu la serie cerca sempre di superarsi in stupidate e questa costante ricerca di sorprendere lo spettatore per "spararla sempre piu grossa" finisce a volte per far perdere un po' di cuore e sincerità alle storie. Ma nonostante questo la serie è un imperdibile orgia di gag offrendo sempre un piatto ricchissimo pieno di memorabili situazioni assurde e Iconici episodi come Il viaggio nella Cittadella piena di varianti di Rick, L'affrontare i robocloni impazziti, la ribellione del cane, Rick che diventa un Cetriolo, tutta la storia dietro Persouccello, intriga il Morty malvagio, Le Avventure di vita virtuale di Morty, tutto il caos con I miguardi/meesek, la televisione multiversale, il telecomando che fa salvataggi di vita, e poi funziona sempre la dinamica di contrasto tra la geniale ottusità di Rick e la normalità della sua famiglia ed è interessante scoprire il suo misterioso passato che lo ha reso cosi bastardo ed egoista che non crede piu in niente. Nel Complesso cè qualche inevitabile calo e qualche episodio appare sottotono ma Rick è Morty resta una bomba di energia artistica, ha passione, irriverenza, un pazzesco design dei mostri e delle tecnologie e cosi offre tanto divertimento sia per gli adulti che per i giovanissimi.

28 agosto 2022

Scream 5

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Matt Bettinelli Olpin, Tyler Gillett
Genere: Thriller, Slasher

★★ 😳

Torna un altro Killer mascherato imitatore a tormentare la cittadina di Woodsboro. Quinto capitolo della saga che senza piu Wes Craven prova a sopravviere da sola e diciamo che scopiazzando tutto dal passato piu o meno ci riesce a catturare lo spirito della serie, cosi c'è la telefonata inquietante all inizio, le mattanze, le citazioni agli altri horror contemporanei, alle regole meta-narrative, ai trend del momento, il costruire la sfiducia verso tutti che potrebbero essere i killer e c'è pure il finale scemo super esagerato. Ma nonostante il film sia un buon omaggio a quanto fatto in precedenza nel complesso non è riuscito a convincermi, l'elemento di autoironia metanarrativa l'ho trovato piu insopportabile del solito e serve solo a giustificare e nascondere di essere un "requel" come gli altri, la regia è troppo spesso mediocre con questi primi piani di faccioni che parlano e parlano di sentimenti con lacrimoni in modo melodrammatico neanche fosse una soap opera, non mi è piaciuto che la ragazza del primo assalto sopravvive, cosi fin da subito si fa apparire il killer come un incompetente, odio tantissimo come hanno trattato un certo personaggio che era l'unico che mi importava ma lo hanno calpestato e sputato senza pietà, la nuova protagonista non funziona e le stupide visioni che ha non servono a niente, mi è piaciuto il momento "benvenuti nel terzo atto" ma poi il finale è una completa cagata trash, scopiazza male l'originale e cerca di continuo di offrire stupidate tamarre sempre piu sceme. Insomma nel bene o nel male è un quinto capitolo non poi tanto diverso dagli altri e l'esagerazione può anche intrattenere e divertire ma la scrittura e la tecnica non mi hanno convinto e ormai la formula appare stanca e senza idee rimettendo ancora una volta i personaggi in un Tragico Loop dove devono rivivere continuamente gli eventi del primo film.

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Scream 6

27 agosto 2022

Scream 4

Recensione Film
Anno: 2011
Regia: Wes Craven
Genere: Thriller, Horror

★★★ 😖

Riappare un altro killer mascherato e tornano ad indagare Sidney, Dewey e Gale. Undici anni dopo l'ultimo arriva un quarto film della saga sempre diretto da Wes Craven e devo dire che questo mi ha convinto piu degli altri sequel, parte in modo fantastico con una folle intruduzione multipla pazzesca che è cosi ironicamente subdola che vale da sola la visione, poi fa piacere vedere Dewey come sheriffo e dopo arriva un bel omicidio violento e sanguinario che wtf, è super esagerato per questa serie con i muri tutti sporchi di sangue e le budella di fuori ma prorpio per questa violenza atipica è una scena d'impatto che accende la tensione e l'intrigo. Lo sviluppo del film invece è una reiterazione della solita formula slasher con l'elemento autocitazionista consapevole ma tutto è guardabile e fatto bene, i giovani sono tutti fanatici amanti del cinema e quindi tutti sospettabili, gli altri omicidi sono carini con coltellate molto intense e sessuali ma c'è anche spazio per qualche elemento comico e fa ridere la discussione META delle nuove presunte regole degli horror moderni oppure bella una sottile critica ai pessimi remake quando una ragazza azzecca una domanda del killer elencando velocemente tutti gli ultimi remake degli horror che sono tantissimi. Nel complesso è la solita minestra riscaldata che vive sulle spalle del primo, si dilunga un po' troppo e cede alla solita stupidera finale ma si vede che si sono impegnati e quindi questo sequel risulta piacevole, diverte e si lascia guardare senza problemi.

26 agosto 2022

Scream 3

Recensione Film
Anno: 2000
Regia: Wes Creaven
Genere: Thriller

★ 😦

Riappare un altro Killer mascherato che tormenta le riprese dell'ultimo film della serie Stab. Terzo film della saga che non sembra piu avere niente da dire, C'è troppo parlato, la regia è molto mediocre, non c'è una sola scena memorabile, gli omicidi sono fatti con enorme pigrizia, tutto l'intrigo da murder mistery è scritto malissimo ed è estremamente noioso, non c'è ritmo, non c'è pathos, si fatica ad empatizzare con i protagonisti, vuole anche questo essere un ironico film meta-narrativo per come è ambientato in un set di hollywood ma a parte qualche stupida battutina con gli attori non ha alcun idea da sviluppare, insomma è praticamente un film zombie che parte gia morto e si muove seguendo ciecamente la formula dei precedenti. Devo dire che era carino un momento di tensione dove il cast di attori si disperava a leggere in fretta la sceneggiatura per capire chi era la prossima vittima ma tutta la scena viene rovinata con una stupida gigantesca esplosione tamarra, cosi come era interessante l'idea che il killer questa volta possedeva un macchinario fantascientifico che muta e cambia la voce per poter essere e fingersi chiunque, sia maschio che femmina, ma a parte nella scena iniziale è una tecnologia poco sfruttata cosi come il cercare maldestramente di chiudere la trilogia ritornando al passato di Sidney appare forzato e non mi ha soddisfatto. Quindi questo terzo capitolo di scream non mi è proprio piaciuto, è un film vuoto, noioso e stanco che va avanti per inerzia.

25 agosto 2022

Scream 2

Recensione Film
Anno: 1997
Regia: Wes Creaven
Genere: Thriller, Horror

★★ 😐

Due anni dopo gli eventi del primo film appare un altro killer mascherato a tormentare Sidney e i suoi amici. Sequel frettoloso che ripercorre le stesse strade del primo non riuscendo ad offrire niente di nuovo con una storia schematica che è la copia carbone dell originale, e seppur banale e mediocre il film poteva funzionare se aveva una buona regia, qualche scena memorabile o evento interessante ma invece il tutto è una reiterazione pigra della stessa formula fatta anche peggio. E se nel primo c'era un omaggio ironico agli horror del passato tristemente ora la serie diventa troppo autoreferenziale e parla solo di se stessa masturbandosi in modo pigro e irritante, cosi si apre con una scena meta-narrativa al cinema che non fa altro che vantarsi del successo del primo film, per giustificarsi viene discusso il valore dei sequel e sono citati tutti i sequel piu riusciti della storia e viene pure detto con arroganza che ci vuole piu sangue e violenza per avere sequel di successo, tutto un meta-discorso che non va da nessuna parte se non guardarsi in modo patetico allo specchio. Apprezzo comunque il ritorno della Giornalista e di Dewey che con la loro calda relazione rendono sopportabile le solite cagate da giovani studenti hollywoodiani, il momento dove il killer è svenuto in macchina ha un briciolo di tensione che funziona e giocando con i vari sospettati il dubbio su chi sia davvero il killer ti fa tenere incollato fino alla fine, cosi nel complesso è un sequel molto mediocre ma si lascia guardare senza problemi.

23 agosto 2022

Scream

Recensione Film
Anno: 1996
Regia: Wes Craven
Genere: Thriller, Slasher

★★★★ 😳

Misterioso killer mascherato uccide dopo aver molestato le sue vittime al telefono. Scream è uno slasher consapevole di esserlo che per sfuggire ai cliché e offrire qualcosa di nuovo al pubblico omaggia e cita i classici horror e ribadisce ad alta voce tutte le regole e convenzioni del genere diventando uno dei esempi piu lampanti di ironia postmoderna al cinema dove il film ride e spinge a ridere del genere di cui lui stesso fa parte prendendosi in giro da solo anche a livelli autolesionisti. E con questo approccio il rischio di diventare solo una becera parodia è sempre dietro l'angolo ma Tutto funziona perché c'è un buon equilibrio con la serietà, cosi sotto lo strato di ironia c'è un solido giallo fatto di drammi personali, omicidi brutali, buoni personaggi e un bel mistero su chi si nasconde dietro la maschera che è ridicola ma incute sempre un certo timore, oltre a questo la regia rafforza i momenti di tensione che vengono approcciati in maniera onesta e sincera, tutta la scena iniziale con Drew Barrymore è ottima ed un crescendo di tensione sempre piu intenso, le telefonate non sono mai ironiche ma anzi inquietano e costruiscono il brivido, il dramma personale della protagonista che ha la madre morta è toccante e palpabile come quando si arrabbia con la giornalista o quanto dicono cattiverie su di lei, molto piacevole la relazione tra il simpatico poliziotto Dewey e la giornalista e mi piace molto il finale dove tutti sono pieni zeppi di sangue ed esagerano in recitazione facendo i matti. Cosi Scream con questo misto tra serietà e ironia piu che prendere in giro lo Slasher ne diventa un solido omaggio tanto che è oggi uno dei titoli piu importanti e memorabili del genere.

21 agosto 2022

Nightmare - Nuovo Incubo

Recensione Film
Anno: 1994
Regia: Wes Craven
Genere: Horror, Meta

★★★ 😏

L'attrice del primo Nightmare diventa sempre piu paranoica cercando di proteggere il figlio da misteriose presenze. Wes Craven torna nel Settimo capitolo di questa saga che omaggia e chiude definitivamente l'icona di Freddy Krueger con una META narrazione che mischia e collega il cinema alla realtà, con un tono piu serio e drammatico rispetto ai sequel la storia riesce a offrire autentici brividi che nascono dall inquietudine che il film abbia avuto un impatto sulla realtà in un salto tra piani di esistenza, cosi sogno e finzione sono in netto collegamento e si fondono sempre di piu, ad esempio fantastico vedere l'attore che faceva il padre di Nancy apparire per aiutare la protagonista e persino Robert Englund è inquietante nel fare se stesso dopo che per tanti film ci siamo abituati al suo aspetto mostruoso. Qua la buona regia dosa bene la tensione e riesce a far percepire l'inquietudine e disperazione della protagonista che si trova incredula ad affrontare realmente il mostro dei film, spaventata non solo per la sua incolumità ma sopratutto quella del figlio, cosi oltre ad omaggiare la saga in modo autoreferenziale la narrazione META diventa anche riflessione sull impatto che le storie horror hanno sui piu piccoli mettendo in scena i dubbi degli adulti dell epoca verso un franchise molto popolare tra i giovanissimi e nel bel finale si mostra che gli horror come le fiabe nere sono importanti e servono a formare i ragazzi. Certo la recitazione del bimbo forse non è perfetta, il film si dilunga troppo, il nuovo look di Freddy non mi piace con un pessimo impermiabile e un brutto artiglio d'osso e lo scontro finale spacca l'approccio serio e torna alle stupidate con lingua lunga e bocca aperta in modo ridicolo ma nel complesso il film convince e mi piace l'epica musica orchestrale, i costanti terremoti, il muro che si spacca come un graffio, la visita all obitorio, la caduta dentro la bara, la traversata dell autostrada e le varie citazioni ai passati film. Insomma L'approccio Meta-narrativo non è dicerto originale e io non sono mai un fan di quando viene inserito solo per fare facile profondità artistica per giustificare la sua stessa esistenza ma devo dire che qua funziona piuttosto bene per come l'autoreferenzialità non dimentica di intrattenere con una tensione sempre molto palpabile.


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