Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Dean DeBlois
Genere: Fantasy, Per Ragazzi
★★★ 😏
Figlio di cacciatore di draghi cerca l'approvazione del padre ma finisce per fare amicizia con un drago speciale. Remake del film animato Dreamworks che nel complesso risulta molto fedele forse grazie al fatto che è diretto da uno dei registi originali, cosi i temi e i personaggi non vengono snaturati come nei remake Disney e la storia dall animo progressista mostra bene le difficoltà del protagonista di adattarsi alla cultura guerrafondaia e piena di pregiudizio del padre fino a che l'incontro simbiotico e la vera conoscenza del nemico aiuterà a capire i problemi di entrambi e a migliorare e sviluppare l'intera comunità. E qua i draghi fanno abbastanza paura e sono belli da vedere, Gerard Butler ovviamente funziona nel ruolo di padre guerriero macista, belle le scene d'incomprensione, le delusioni, gli imbarazzi e il non riuscire a parlare sinceramente al figlio e colpiscono anche i momenti piu emotivi verso il finale, poi il gruppo di giovani è strambo e scemo al punto giusto e funziona anche il bullo per come tragicamente viene ignorato dal padre, Sdentato è sempre irresistibile con i suoi occhioni e atteggiamenti da gattone, l'iconica scena del tocco della testa e il primo volo sono ricreate bene, ed è una goduria vedere il drago ciccione, quello infuocato e la maestosità del gigantesco Alpha. Ovviamente restano i problemi e i difetti di adattare qualcosa di animato in live action e si perdono tutte le espressività dei personaggi originali, la computer grafica non è all altezza e si nota molto il distacco tra attori e gli sfondi, lo stile realistico appiattisce tanti momenti e situazioni comiche e anche sul lato della regia ogni scena risulta inferiore con inquadrature piu pigre e una fotografia davvero brutta e desaturata che fa piuttosto cagare, specie nel fumoso finale tutto diventa troppo grigio digitale. E di solito non gli do peso ma questa volta mi ha distratto il forzato multiculturalismo e ogni tanto tra i vichinghi spuntano attori africani messi li solo per fare ipocrite quote di minoranza che servono solo a far sentire bene i "virtuosi" bianchi visto che non hanno vero spazio o ruoli narrativi e non mi è piaciuta l'attrice che interpreta Astrid che non sembra per nulla la ragazza forte e determinata che dovrebbe essere e sono davvero brutti i suoi finti capelli tanto che sembra abbia un mocio per lavare i pavimenti in testa. Nell complesso c'è troppa mediocrità e molti effetti digitali non mi sono piaciuti ma resta la forte traccia e il cuore dell'originale e cosi il film riesce comunque ad essere un divertente e piacevole fantasy per ragazzi.
23 dicembre 2025
10 dicembre 2025
Il Petroliere
Recensione FIlm
Anno: 2007
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: Dramma, Storico
★★★★★ 😀
Nei primi del '900 duro Imprenditore cerca il petrolio ma deve scontrarsi con un viscido predicatore e le difficoltà di essere padre. Potente dramma sugli albori del capitalismo americano con al centro una delle piu grandi interpretazioni di tutti i tempi, Daniel Day-Lewis è un totale mostro e rende reale ed autentica tutta la rabbia e l'aggressività del personaggio, sempre serio ed impaziente sembra volere solo arricchirsi, fanno ridere i suoi sguardi di disgusto verso gli altri, un bullo determinato e arrogante che odia avere punti deboli e incarna un tipo di dedizione al lavoro macista e malata, è un uomo senza fede e morali in un eterna competizione con il mondo dove sono tutti rivali, non si fida di nessuno e truffa il piu possibile ma ha anche un animo piuttosto complesso e sembra davvero credere di stare portando prosperità economica e benessere alla comunità, è bello come si interessa per la bimba che viene picchiata dal padre e ha dei sinceri sentimenti d'amore per il figlio che cerca piu volte di sopprimere mentendo a se stesso. C'è poi il rapporto conflittuale con il viscido predicatore interpretato bene da Paul Dano che per fare un contrasto appare come un ragazzo debole ed odioso, e mi piace come cerca in tutti i modi di sfruttare la situazione per favorire lui e la sua chiesa mostrando come l'avidità è anche tra chi gestisce e domina le comunità in uno scontro di poteri che rappresenta l'insofferenza del mondo economico per il potere religioso ma la lotta ha un inevitabile vincitore e segna il cambio verso l'era moderna dove si venera oramai solo il dio denaro e amo la fantastica scena dell battesimo in chiesa per come l'arrogante protagonista è costretto a sottomettersi e umiliarsi ed il bello è che comunque anche nella forzatura la fede ha un ruolo morale importante e l'uomo urlando i suoi errori in pubblico si ritrova ad ammettere a se stesso le sue colpe di padre e questo lo riavvicina al figlio abbandonato ma il risentimento verso questo tipo di viscida religione lo porterà ad allontanarsi ancora e inaridirsi sempre piu. Tutto ha ottime musiche di tensione e il film parte fin da subito magnificamente con lo scavo nel deserto senza dialoghi che spiega bene la solitudine e la determinazione disperata del protagonista in cerca di fortuna al limite dell autolesionismo, poi mi piace l'immagine di una pozza di petrolio nero come il male che sgorga dalla terra e c'è un chiaro battesimo satanico per il povero bambino, brutali sono le morti sul lavoro, stupendo è il momento dello scoppio e quando prende fuoco il pozzo, iconica l'immagine di lui con la pipa soddisfatto, è molto interessante il rapporto pieno di risentimento e sospetto per il fratello ed è bella l'inquadratura sulla spiaggia dove uno è in ombra e l'altro in luce, è davvero toccante come si conclude il rapporto con il figlio e la rabbiosa scena finale nella sala da bowling è un magnifico e graffiante sfogo di vittoria per un vecchio uomo inaridito come il terreno che ha prosciugato che si è arricchito e ha ottenuto quello che voleva ma anche impoverito nello spirito e ha perso ogni briciolo di umanità, insomma per questo There Will Be Blood è uno dei piu grandi e importanti film mai fatti che merita assolutamente di essere visto.
Anno: 2007
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: Dramma, Storico
★★★★★ 😀
Nei primi del '900 duro Imprenditore cerca il petrolio ma deve scontrarsi con un viscido predicatore e le difficoltà di essere padre. Potente dramma sugli albori del capitalismo americano con al centro una delle piu grandi interpretazioni di tutti i tempi, Daniel Day-Lewis è un totale mostro e rende reale ed autentica tutta la rabbia e l'aggressività del personaggio, sempre serio ed impaziente sembra volere solo arricchirsi, fanno ridere i suoi sguardi di disgusto verso gli altri, un bullo determinato e arrogante che odia avere punti deboli e incarna un tipo di dedizione al lavoro macista e malata, è un uomo senza fede e morali in un eterna competizione con il mondo dove sono tutti rivali, non si fida di nessuno e truffa il piu possibile ma ha anche un animo piuttosto complesso e sembra davvero credere di stare portando prosperità economica e benessere alla comunità, è bello come si interessa per la bimba che viene picchiata dal padre e ha dei sinceri sentimenti d'amore per il figlio che cerca piu volte di sopprimere mentendo a se stesso. C'è poi il rapporto conflittuale con il viscido predicatore interpretato bene da Paul Dano che per fare un contrasto appare come un ragazzo debole ed odioso, e mi piace come cerca in tutti i modi di sfruttare la situazione per favorire lui e la sua chiesa mostrando come l'avidità è anche tra chi gestisce e domina le comunità in uno scontro di poteri che rappresenta l'insofferenza del mondo economico per il potere religioso ma la lotta ha un inevitabile vincitore e segna il cambio verso l'era moderna dove si venera oramai solo il dio denaro e amo la fantastica scena dell battesimo in chiesa per come l'arrogante protagonista è costretto a sottomettersi e umiliarsi ed il bello è che comunque anche nella forzatura la fede ha un ruolo morale importante e l'uomo urlando i suoi errori in pubblico si ritrova ad ammettere a se stesso le sue colpe di padre e questo lo riavvicina al figlio abbandonato ma il risentimento verso questo tipo di viscida religione lo porterà ad allontanarsi ancora e inaridirsi sempre piu. Tutto ha ottime musiche di tensione e il film parte fin da subito magnificamente con lo scavo nel deserto senza dialoghi che spiega bene la solitudine e la determinazione disperata del protagonista in cerca di fortuna al limite dell autolesionismo, poi mi piace l'immagine di una pozza di petrolio nero come il male che sgorga dalla terra e c'è un chiaro battesimo satanico per il povero bambino, brutali sono le morti sul lavoro, stupendo è il momento dello scoppio e quando prende fuoco il pozzo, iconica l'immagine di lui con la pipa soddisfatto, è molto interessante il rapporto pieno di risentimento e sospetto per il fratello ed è bella l'inquadratura sulla spiaggia dove uno è in ombra e l'altro in luce, è davvero toccante come si conclude il rapporto con il figlio e la rabbiosa scena finale nella sala da bowling è un magnifico e graffiante sfogo di vittoria per un vecchio uomo inaridito come il terreno che ha prosciugato che si è arricchito e ha ottenuto quello che voleva ma anche impoverito nello spirito e ha perso ogni briciolo di umanità, insomma per questo There Will Be Blood è uno dei piu grandi e importanti film mai fatti che merita assolutamente di essere visto.
4 aprile 2025
Adolescence
Recensione Serie Tv
Anno: 2025
Regia: Philip Barantini
Genere: Dramma
Episodi: 4
★★★ 😟
Ragazzo adolescente commette crimine violento e le persone intorno a lui cercano di capire le motivazioni di questo folle gesto. Miniserie drammatica che esplora i turbamenti adolescenziali attraverso quattro lunghe pianosequenze per costruire quattro racconti di vita intorno a questo disagio umano e devo dire che il primo episodio mi è piaciuto per come descrive l'ansia e il dramma dell arresto a sorpresa con il ragazzo che nega tutto spaventato e il padre che diventa disperato per quello che sta succedendo, intenso anche il terzo episodio con un profondo dialogo con una psicologa e devo dire che il giovane attore riesce a cavarsela ma è sopratutto Stephen Graham quello che brilla di piu e offre bene delle sofferenti e toccanti emozioni di un genitore che si ritrova un enorme dolore e senso di colpa in famiglia. Ma per quanto si ammirano i temi, le interpretazioni sentite e le complicate pianosequenze tutto non è riuscito a convincermi pienamente e gia dal secondo episodio a scuola la serie inizia ad apparire fin troppo finta e forzata fino a distrarmi, mi ha dato fastidio che i personaggi si muovono come su binari e manca un senso di realtà, qua ogni dialogo è legnoso e forzato, ogni movimento frettoloso e schiavo della tecnica di pianosequenza che vanitosa ammira se stessa e non è a servizio della storia di un femminicidio fino a distruggere l'immersione invece che costruirla. Tutto è presentato in modo molto pesante ma visto che è un minore non si farà neanche poi tanti anni di carcere, Il dramma arriva senza sottigliezza e fin troppo melodrammatico, l'esplorazione delle motivazioni di questa rabbia giovanile verso le donne è totalmente superficiale e mai davvero profonda, anche il casting per me è sbagliato e il giovane sembra troppo perfettino dalla faccia pulita per essere un ragazzo disagiato con problemi relazionali. Cosi la storia parte bene ma scende sempre piu in qualità e al quarto episodio la vicenda si inabissa in una palude di dramma umano e lacrimoni che ama commiserarsi e piangersi addosso sugli errori fatti dai genitori e dalla società invece che parlare di quanto è marcia e violenta la natura umana.
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Boling Point
La Pianosequenza
Anno: 2025
Regia: Philip Barantini
Genere: Dramma
Episodi: 4
★★★ 😟
Ragazzo adolescente commette crimine violento e le persone intorno a lui cercano di capire le motivazioni di questo folle gesto. Miniserie drammatica che esplora i turbamenti adolescenziali attraverso quattro lunghe pianosequenze per costruire quattro racconti di vita intorno a questo disagio umano e devo dire che il primo episodio mi è piaciuto per come descrive l'ansia e il dramma dell arresto a sorpresa con il ragazzo che nega tutto spaventato e il padre che diventa disperato per quello che sta succedendo, intenso anche il terzo episodio con un profondo dialogo con una psicologa e devo dire che il giovane attore riesce a cavarsela ma è sopratutto Stephen Graham quello che brilla di piu e offre bene delle sofferenti e toccanti emozioni di un genitore che si ritrova un enorme dolore e senso di colpa in famiglia. Ma per quanto si ammirano i temi, le interpretazioni sentite e le complicate pianosequenze tutto non è riuscito a convincermi pienamente e gia dal secondo episodio a scuola la serie inizia ad apparire fin troppo finta e forzata fino a distrarmi, mi ha dato fastidio che i personaggi si muovono come su binari e manca un senso di realtà, qua ogni dialogo è legnoso e forzato, ogni movimento frettoloso e schiavo della tecnica di pianosequenza che vanitosa ammira se stessa e non è a servizio della storia di un femminicidio fino a distruggere l'immersione invece che costruirla. Tutto è presentato in modo molto pesante ma visto che è un minore non si farà neanche poi tanti anni di carcere, Il dramma arriva senza sottigliezza e fin troppo melodrammatico, l'esplorazione delle motivazioni di questa rabbia giovanile verso le donne è totalmente superficiale e mai davvero profonda, anche il casting per me è sbagliato e il giovane sembra troppo perfettino dalla faccia pulita per essere un ragazzo disagiato con problemi relazionali. Cosi la storia parte bene ma scende sempre piu in qualità e al quarto episodio la vicenda si inabissa in una palude di dramma umano e lacrimoni che ama commiserarsi e piangersi addosso sugli errori fatti dai genitori e dalla società invece che parlare di quanto è marcia e violenta la natura umana.
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La Pianosequenza
4 maggio 2024
Rocky 5
Recensione Film
Anno: 1990
Regia: John G. Avildsen
Genere: Dramma, Sportivo
★★ 😳
Rocky si ritira dall mondo della boxe e prova a fare il maestro allenando un allievo promettente. Quinto capitolo che fa di tutto per tornare allo spirito iniziale e allontanarsi dalla deriva esagerata che ha preso il quarto capitolo cosi ritorna il regista del primo, si rimette gli stessi vestiti, le stesse ambientazioni originali, torna povero, umile, tontolone, insomma tutto è una chiaro e deciso cambio di rotta per recuperare l'anima della saga persa lungo la strada. E ammiro il ritorno alle radici cosi come il coraggio di allontanarsi dalla solita formula collaudata e andare addirittura contro le aspettative del pubblico tanto da non mettere Rocky sul ring, mi piace anche il dramma dei rischi per la sua salute che questa volta sono una problema inevitabile che lo mette in ginocchio mostrando dei limiti umani per il personaggio. La storia ha qualcosa d'interessante per come mette in parallelo il rapporto con il figlio con quello dell allievo e cerca di parlare di eredità e valori da trasmettere, Rocky non potendo piu combattere cede all egoismo per restare ancora nel mondo della boxe ma cosi trascura il figlio che finisce su una cattiva strada e quando l'allievo si rivela non all altezza dei suoi insegnamenti e viene tentato dal diavolo Duke (ispirato al famoso procuratore Don king) Rocky capisce l'importanza di fare il padre dimostrando al figlio in una rissa da bar il suo disprezzo per avidità e ingratitudine. Ma nonostante il film ha tante cose che ammiro resta pesante da guardare, il ritmo è soporifero, mi irritano molto i problemi adolescenziali del figlio che è geloso e vuole le attenzioni del papà quando quello prova a lavorare e seguire le sue passioni, l'allievo Tommy è fin troppo un bamboccione deficente per essere un personaggio interessante, l'utilizzo della musica RAP mi fa cagare e stona con il tono della serie, ridicolo come alla fine il prete spunta dal nulla per benedire Rocky, la scena dei giornalisti che insultano il campione è assurda e inverosimile visto che di solito sono sempre leccaculo, la perdita di tutti i soldi per colpa di Paulie è una cosa che accade in modo molto forzato e repentino, odio che rinuncia a sfruttare la sua popolarità e fare pubblicità per tirarsi fuori dai problemi e anche il ritorno dei vestiti e delle ambientazioni storiche sembra un modo molto ruffiano per agrapparsi alla qualità del primo e giocare a tutti i costi con la nostalgia dei fan, specie il tirare fuori il povero Mickey dal cilindro in un flashback sembra una mossa fatta solo per strappare lacrimoni. Alla fine è bello come chiude il cerchio del viaggio umano di Rocky tornando all punto di partenza ma l'esecuzione non mi piace, tutto è molto scialbo, non convince ne il dramma ne lo spettacolo, tecnicamente è mediocre e della saga per me resta quello piu pesante da riguardare.
Anno: 1990
Regia: John G. Avildsen
Genere: Dramma, Sportivo
★★ 😳
Rocky si ritira dall mondo della boxe e prova a fare il maestro allenando un allievo promettente. Quinto capitolo che fa di tutto per tornare allo spirito iniziale e allontanarsi dalla deriva esagerata che ha preso il quarto capitolo cosi ritorna il regista del primo, si rimette gli stessi vestiti, le stesse ambientazioni originali, torna povero, umile, tontolone, insomma tutto è una chiaro e deciso cambio di rotta per recuperare l'anima della saga persa lungo la strada. E ammiro il ritorno alle radici cosi come il coraggio di allontanarsi dalla solita formula collaudata e andare addirittura contro le aspettative del pubblico tanto da non mettere Rocky sul ring, mi piace anche il dramma dei rischi per la sua salute che questa volta sono una problema inevitabile che lo mette in ginocchio mostrando dei limiti umani per il personaggio. La storia ha qualcosa d'interessante per come mette in parallelo il rapporto con il figlio con quello dell allievo e cerca di parlare di eredità e valori da trasmettere, Rocky non potendo piu combattere cede all egoismo per restare ancora nel mondo della boxe ma cosi trascura il figlio che finisce su una cattiva strada e quando l'allievo si rivela non all altezza dei suoi insegnamenti e viene tentato dal diavolo Duke (ispirato al famoso procuratore Don king) Rocky capisce l'importanza di fare il padre dimostrando al figlio in una rissa da bar il suo disprezzo per avidità e ingratitudine. Ma nonostante il film ha tante cose che ammiro resta pesante da guardare, il ritmo è soporifero, mi irritano molto i problemi adolescenziali del figlio che è geloso e vuole le attenzioni del papà quando quello prova a lavorare e seguire le sue passioni, l'allievo Tommy è fin troppo un bamboccione deficente per essere un personaggio interessante, l'utilizzo della musica RAP mi fa cagare e stona con il tono della serie, ridicolo come alla fine il prete spunta dal nulla per benedire Rocky, la scena dei giornalisti che insultano il campione è assurda e inverosimile visto che di solito sono sempre leccaculo, la perdita di tutti i soldi per colpa di Paulie è una cosa che accade in modo molto forzato e repentino, odio che rinuncia a sfruttare la sua popolarità e fare pubblicità per tirarsi fuori dai problemi e anche il ritorno dei vestiti e delle ambientazioni storiche sembra un modo molto ruffiano per agrapparsi alla qualità del primo e giocare a tutti i costi con la nostalgia dei fan, specie il tirare fuori il povero Mickey dal cilindro in un flashback sembra una mossa fatta solo per strappare lacrimoni. Alla fine è bello come chiude il cerchio del viaggio umano di Rocky tornando all punto di partenza ma l'esecuzione non mi piace, tutto è molto scialbo, non convince ne il dramma ne lo spettacolo, tecnicamente è mediocre e della saga per me resta quello piu pesante da riguardare.
21 dicembre 2022
Aftersun
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Charlotte Wells
Genere: Drama
★★ 😥
Negli anni 90 padre e figlia passano insieme le vacanze in un villaggio turistico. Dramma nostalgico che attraverso i filmati rovinati di una vecchia videocamera digitale mostra il ricordo di un padre che in apparenza era bravissimo, un simpaticone felice ma in realtà nascondeva nell profondo demoni e sofferenze interiori, e nonostante questa buona idea di partenza il film non mi è piaciuto, ci sono momenti carini grazie alla tenerezza della giovane protagonista ma anche fin troppo slice of life con frammenti di vita di questa vacanza che costruiscono casuali sensazioni contrastanti piu che una storia di formazione completa. Il tutto è anche profondamente ambiguo con una strana relazione intima tra padre e figlia che per come sono legati come due amanti può apparire piuttosto inquietante e perversa e non aiuta che il montaggio offre un aura densa per tutto il film che promette sempre che accada qualcosa di davvero grave. Alla fine mi piace il framing narrativo che crea un tragico sguardo di riflessione e ricerca verso un passato ormai distante ed immutabile ma non ho apprezzato l'esecuzione, troppo casuale, ambigua e sfilacciata.
Anno: 2022
Regia: Charlotte Wells
Genere: Drama
★★ 😥
Negli anni 90 padre e figlia passano insieme le vacanze in un villaggio turistico. Dramma nostalgico che attraverso i filmati rovinati di una vecchia videocamera digitale mostra il ricordo di un padre che in apparenza era bravissimo, un simpaticone felice ma in realtà nascondeva nell profondo demoni e sofferenze interiori, e nonostante questa buona idea di partenza il film non mi è piaciuto, ci sono momenti carini grazie alla tenerezza della giovane protagonista ma anche fin troppo slice of life con frammenti di vita di questa vacanza che costruiscono casuali sensazioni contrastanti piu che una storia di formazione completa. Il tutto è anche profondamente ambiguo con una strana relazione intima tra padre e figlia che per come sono legati come due amanti può apparire piuttosto inquietante e perversa e non aiuta che il montaggio offre un aura densa per tutto il film che promette sempre che accada qualcosa di davvero grave. Alla fine mi piace il framing narrativo che crea un tragico sguardo di riflessione e ricerca verso un passato ormai distante ed immutabile ma non ho apprezzato l'esecuzione, troppo casuale, ambigua e sfilacciata.
7 dicembre 2022
Strange World - Un Mondo Misterioso
Recensione Film Animato
Anno: 2022
Studio: Disney
Regia: Don Hall
Genere: Avventura
★★★ 😳
Una Famiglia vive lunga avventura alla scoperta di magica e misteriosa terra. Leggero Film animato che da vita alle incomprensioni generazionali tra padre, figlio e nipote costruendo un rapporto simbiotico tra territorio e famiglia spingendo molto sulla coesione sociale con palesi messaggi progressisti e multiculturali molto forzati ma nel complesso non è un brutto film sopratutto grazie alle sue visuali mozzafiato che vogliono stupire e affascinare in continuazione. Qua vediamo tantissime creature strane, pterodattili luccicanti, mostri tentacolari, ambientazioni aliene misteriose ed intriganti con intensi colori accesi e psichedelici, mi piace l'inizio per come omaggia le avventure delle riviste Pulp, c'è molto lo spirito di Jules Verne, bellissimo il look della città retrofuturistica, simpatico l'animaletto blu che fa da mascotte, insomma visivamente è molto ricco, uno spettacolo da non perdere per come offre davvero qualcosa di artisticamente unico. Peccato che nonostante il grande spettacolo a volte queste visuali sembrano fin troppo mosse effimere per farti dire wow ma la storia non colpisce come dovrebbe, manca di una chiara direzione e ogni tanto arriva anche la noia, in modo palese dice che non ha antagonisti e cattivi principali perché vuole andare contro i padri che non ascoltano e contro il machismo tossico del nonno ma poi lo esalta di continuo come figura da ammirare e non riesce a decidere cosa dire nello specifico se non appunto un generico volemose bene Disney.
Anno: 2022
Studio: Disney
Regia: Don Hall
Genere: Avventura
★★★ 😳
Una Famiglia vive lunga avventura alla scoperta di magica e misteriosa terra. Leggero Film animato che da vita alle incomprensioni generazionali tra padre, figlio e nipote costruendo un rapporto simbiotico tra territorio e famiglia spingendo molto sulla coesione sociale con palesi messaggi progressisti e multiculturali molto forzati ma nel complesso non è un brutto film sopratutto grazie alle sue visuali mozzafiato che vogliono stupire e affascinare in continuazione. Qua vediamo tantissime creature strane, pterodattili luccicanti, mostri tentacolari, ambientazioni aliene misteriose ed intriganti con intensi colori accesi e psichedelici, mi piace l'inizio per come omaggia le avventure delle riviste Pulp, c'è molto lo spirito di Jules Verne, bellissimo il look della città retrofuturistica, simpatico l'animaletto blu che fa da mascotte, insomma visivamente è molto ricco, uno spettacolo da non perdere per come offre davvero qualcosa di artisticamente unico. Peccato che nonostante il grande spettacolo a volte queste visuali sembrano fin troppo mosse effimere per farti dire wow ma la storia non colpisce come dovrebbe, manca di una chiara direzione e ogni tanto arriva anche la noia, in modo palese dice che non ha antagonisti e cattivi principali perché vuole andare contro i padri che non ascoltano e contro il machismo tossico del nonno ma poi lo esalta di continuo come figura da ammirare e non riesce a decidere cosa dire nello specifico se non appunto un generico volemose bene Disney.
Tags:
Animazione,
Avventura,
Dad Movie,
Disney
15 novembre 2022
God of War: Ragnarok
Recensione Videogioco
Anno: 2022
Studio: Santa Monica
Genere: Azione, Avventura
★★★★ 😊
Kratos e il figlio Atreus partono in un avventura per fermare Odino. Seconda parte di questo salto del franchise nella mitolgia norrea che continua ed evolve il gameplay e la storia della prima parte creando un solido percorso di cambiamento di Kratos che diventa sempre piu un padre comprensivo, sensibile e giusto rispetto alla cieca, ribelle e vendicativa macchina di morte dei primi giochi. Il god of war del 2018 aveva qualche momento davvero potente come il ritorno a prendere le lame ma era un esperienza spezzettata male in continue digressioni e battaglie ripetitive contro stamaledetti Troll e anche questo sequel non ha di certo un ritmo perfetto per come dura troppo e continua a saltare da una missione all altra in modo frammentato ma ho apprezzato di piu la varietà di situazioni, i tanti boss diversi come lupi, mostri e lucertoloni, i personaggi secondari con cui interagire, la base di partenza per le avventure, il sistema di teletrasporto è migliorato e meno macchinoso, scalare o muoversi è piu fluido ed usare lo slittino è piu divertente che girare solo in barca. Mi piace poi che tutto quanto presentato nel primo viene rafforzato da questo sequel come i dipinti mitologici o le ambientazioni rivisitate in chiave invernale, Molto emozionante la scalata del muro di Asgard e questa volta mi ha convinto molto di piu la tecnica di mostrare tutti i filmati in una lunga fluida pianosequenza senza tagli di montaggio con una regia che ti immerge nell azione e nella tensione. E fa piacere rivedere Mimir che è sempre uno spasso da ascoltare, buono come hanno sviluppato i fratelli Brock e Sindir che diventano piu di semplici spalle comiche, appare un enorme Thor molto figo come personaggio con delle battaglie contro di lui super Epiche con quel fantastico ed iconico fulmine congelato, Heimdall funziona per come è odiosissimo mentre Tyr mi ha deluso con una rivelazione stupida e Odino è un furbacchione che parte bene ma poi impazzisce senza motivo per una maschera e non funziona come antagonista principale diventando troppo generico, ma anche Atreus non mi piace per come viene forzato come protagonista in varie sezioni e per come fa il solito ragazzino buono e giusto alla Disney e lo stesso Kratos per quanto fatto benissimo non mi fa impazzire per come è passivo, silenzioso e fa il padre brontolone distaccato che non ascolta e litiga con il figlio ma è inevitabile che questa evoluzione lo mette in situazioni piu emotive e profonde rispetto al Kratos sempre incazzato, specie colpisce vederlo ancora soffrire la morte della seconda moglie, belli e toccanti i suoi flashback quando dorme, le scelte che fa per andare contro all sentimento di vendetta, il come costruisce il rapporto con Freya, toccante quando chiede scusa al figlio e quando si vengono incontro con una promessa, questo Kratos trasmette bene il peso di un uomo pieno di rimpianti e cicatrici interiori. Nel complesso restano i dubbi che avevo verso il primo con una telecamera troppo ravvicinata, il ritmo di gioco è troppo episodico e il finale è molto frettoloso e insoddisfacente ma questo Ragnarok è comunque un incredibile esperienza narrativa, un ottimo sequel che migliora, sviluppa e completa ogni cosa fatta in precedenza e poi quel monolgo finale che c'è nel DLC Valhalla è la chiusura perfetta di questo percorso di maturazione di Kratos e uno dei migliori momenti in assoluto che abbia mai visto in un videogioco.
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God of war (2018)
Anno: 2022
Studio: Santa Monica
Genere: Azione, Avventura
★★★★ 😊
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Tags:
4stelle,
Actiongame,
Dad Movie,
Videogiochi
10 febbraio 2022
Una Famiglia Vincente - King Richard
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Reinaldo Marcus Green
Genere: Sportivo, Bio-pic
★★★★ 😊
Padre sognatore allena con determinazione le figlie per trasformarle in campionesse di Tennis. Biopic sportivo che mostra l'impegno e la costanza folle del padre delle sorelle Williams che ha scommesso la vita della sua famiglia in un sogno cieco di successo, e il tutto è un film caldo, con un bel gruppo familiare unito e compatto, c'è tanta bella energia positiva, tanto ottimismo e voglia di fare che viene trasmessa dalla storia, Will Smith convince, la buona sceneggiatura ti fa entrare nella prospettiva del padre che parte da umili origini di un ghetto per elevarsi nel mondo alto boghese del tennis e anche la regia è solida nonostante sia quel tipo di film che non cerca di essere appariscente con inquadrature particolari. E mi intriga molto questo padre perche è una figura piuttosto controversa che rasenta molto quella di un autoritario padre padrone che riempie di aspettative e forti pressioni tossiche i figli, pure il messaggio di fondo del "seguire quello che dice tuo padre" va contro tantissime storie moderne che invitano a ribellarsi e fare quello che si vuole tradendo le aspettative dei genitori, ma proprio questo lato Conservatore della storia è da ammirare per come sia un inno al virtuosismo e alla disciplina personale, e poi vengono comunque esplorati bene tutti i difetti, le Egomanie e le vanità del personaggio. Il film scorre bene, simpatica la ricerca di un Coach per le ragazze, di come si allenano al parco con i gangster che rompono le scatole, mi piacciono molto i momenti delle offerte di contratto e la follia di non farle giocare nei tornei giovanili per tre anni facendo impazzire il povero coach che ha tirato fuori i soldi, Insomma è davvero un buon film, certo essendo un bio-pic e film sportivo spuntano alcuni dei classici cliché del genere che rendono tutto un po' generico ma mi piace il forte calore ottimista che insegna a credere nelle potenzialità dei figli, come vengono spronate le cinque figlie a migliorarsi sempre, non solo nello sport ma anche nella vita, restare umili, mai arrendersi, mai abbattersi, è una storia di un successo e determinazione che con semplicità ribadisce quanto sia importante credere e avere fiducia, un grande messaggio di fede per i piu piccoli ma anche per quei genitori senza speranza.
Anno: 2021
Regia: Reinaldo Marcus Green
Genere: Sportivo, Bio-pic
★★★★ 😊
Padre sognatore allena con determinazione le figlie per trasformarle in campionesse di Tennis. Biopic sportivo che mostra l'impegno e la costanza folle del padre delle sorelle Williams che ha scommesso la vita della sua famiglia in un sogno cieco di successo, e il tutto è un film caldo, con un bel gruppo familiare unito e compatto, c'è tanta bella energia positiva, tanto ottimismo e voglia di fare che viene trasmessa dalla storia, Will Smith convince, la buona sceneggiatura ti fa entrare nella prospettiva del padre che parte da umili origini di un ghetto per elevarsi nel mondo alto boghese del tennis e anche la regia è solida nonostante sia quel tipo di film che non cerca di essere appariscente con inquadrature particolari. E mi intriga molto questo padre perche è una figura piuttosto controversa che rasenta molto quella di un autoritario padre padrone che riempie di aspettative e forti pressioni tossiche i figli, pure il messaggio di fondo del "seguire quello che dice tuo padre" va contro tantissime storie moderne che invitano a ribellarsi e fare quello che si vuole tradendo le aspettative dei genitori, ma proprio questo lato Conservatore della storia è da ammirare per come sia un inno al virtuosismo e alla disciplina personale, e poi vengono comunque esplorati bene tutti i difetti, le Egomanie e le vanità del personaggio. Il film scorre bene, simpatica la ricerca di un Coach per le ragazze, di come si allenano al parco con i gangster che rompono le scatole, mi piacciono molto i momenti delle offerte di contratto e la follia di non farle giocare nei tornei giovanili per tre anni facendo impazzire il povero coach che ha tirato fuori i soldi, Insomma è davvero un buon film, certo essendo un bio-pic e film sportivo spuntano alcuni dei classici cliché del genere che rendono tutto un po' generico ma mi piace il forte calore ottimista che insegna a credere nelle potenzialità dei figli, come vengono spronate le cinque figlie a migliorarsi sempre, non solo nello sport ma anche nella vita, restare umili, mai arrendersi, mai abbattersi, è una storia di un successo e determinazione che con semplicità ribadisce quanto sia importante credere e avere fiducia, un grande messaggio di fede per i piu piccoli ma anche per quei genitori senza speranza.
16 luglio 2021
Space Jam a New legacy
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Malcolm D. Lee
Genere: X Ragazzi, Sport
★★ 😨
LeBron James finisce nei server della Warner e si allea con looney toons per salvare suo figlio. Sequel spirituale dello Space Jam con Micheal Jordan e il tutto è un esagerato film per ragazzini che tra una gag scema e l'altra parla del rapporto difficile tra padri e figli. Parte un po' zoppicando con recitazione blanda e qualche cringiata ma iniziava davvero a piacermi nella parte animata in 2D dove leBron e Bugs bunny saltano da una situazione all altra in modo velocissimo e spassoso, le animazioni in 2D che richiamano i classici sono una gioia per gli occhi e scaldano sinceramente il cuore, ad un certo punto mi era venuto da pensare "wow è meglio dell originale" per come Lebron animato funzionava e si amalgavama meglio dell jordan in carne ed ossa appiccicato al greenscreen, ma poi tristemente parte la partita di Basket e il film abbraccia la diarrea visiva totale in computer grafica e l'orgia di cringiate una dopo l'altra mi ha fatto davvero schifo, questo è il film esemplare per mostrare la differenza stilistica e di toni tra il 2D e il 3D, i Loney toons in Computer grafica sono orribili e inguardabili, sembrano pupazzoni spelacchiati presi al mercatino, perdono ogni charme ed espressività delle versioni a due dimensioni cosi come la fotografia calda piena di colori diventa una diarrea al neon insopportabile. Il cattivo interpretato da Don Cheadle scemo non mi è proprio piaciuto cosi come i super giocatori fanno rimpiangere i grandiosi Monstars dell originale con una battaglia finale che distrugge ogni tipo di regole diventando una vuota gara a chi bara meglio, Oltre a questa orgia di cagate imbarazzanti il film soffre dello stesso problema citazionista/corporativo di ready player one dove le citazioni e i cameo raggiungono livelli troppo assurdi e forzati, qua ce ne sono a centinaia! buona fortuna a trovarle tutte dai flinstones ai film di batman, e per carità presi singolarmente alcuni sono anche simpatici e inaspettati se non si conoscono le propietà Warner ma dio cane durante la partita mettere tutti quei cameo insieme è una distrazione troppo grande e una furbissima operazione di marketing per rafforzare il valore industriale di chi possiede queste IP, per non parlare dei Personaggi di arancia meccanica buttati li a caso mentre Guai a mettere Pepé la puzzola che va bannato a vita! Alla fine per colpa di tutte queste cringiate questo nuovo space Jam digitale è una cagatella per bimbi moderni, ridatece Micheal jordan (quello vero) perché preferisco l'originale.
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Space Jam
Anno: 2021
Regia: Malcolm D. Lee
Genere: X Ragazzi, Sport
★★ 😨
LeBron James finisce nei server della Warner e si allea con looney toons per salvare suo figlio. Sequel spirituale dello Space Jam con Micheal Jordan e il tutto è un esagerato film per ragazzini che tra una gag scema e l'altra parla del rapporto difficile tra padri e figli. Parte un po' zoppicando con recitazione blanda e qualche cringiata ma iniziava davvero a piacermi nella parte animata in 2D dove leBron e Bugs bunny saltano da una situazione all altra in modo velocissimo e spassoso, le animazioni in 2D che richiamano i classici sono una gioia per gli occhi e scaldano sinceramente il cuore, ad un certo punto mi era venuto da pensare "wow è meglio dell originale" per come Lebron animato funzionava e si amalgavama meglio dell jordan in carne ed ossa appiccicato al greenscreen, ma poi tristemente parte la partita di Basket e il film abbraccia la diarrea visiva totale in computer grafica e l'orgia di cringiate una dopo l'altra mi ha fatto davvero schifo, questo è il film esemplare per mostrare la differenza stilistica e di toni tra il 2D e il 3D, i Loney toons in Computer grafica sono orribili e inguardabili, sembrano pupazzoni spelacchiati presi al mercatino, perdono ogni charme ed espressività delle versioni a due dimensioni cosi come la fotografia calda piena di colori diventa una diarrea al neon insopportabile. Il cattivo interpretato da Don Cheadle scemo non mi è proprio piaciuto cosi come i super giocatori fanno rimpiangere i grandiosi Monstars dell originale con una battaglia finale che distrugge ogni tipo di regole diventando una vuota gara a chi bara meglio, Oltre a questa orgia di cagate imbarazzanti il film soffre dello stesso problema citazionista/corporativo di ready player one dove le citazioni e i cameo raggiungono livelli troppo assurdi e forzati, qua ce ne sono a centinaia! buona fortuna a trovarle tutte dai flinstones ai film di batman, e per carità presi singolarmente alcuni sono anche simpatici e inaspettati se non si conoscono le propietà Warner ma dio cane durante la partita mettere tutti quei cameo insieme è una distrazione troppo grande e una furbissima operazione di marketing per rafforzare il valore industriale di chi possiede queste IP, per non parlare dei Personaggi di arancia meccanica buttati li a caso mentre Guai a mettere Pepé la puzzola che va bannato a vita! Alla fine per colpa di tutte queste cringiate questo nuovo space Jam digitale è una cagatella per bimbi moderni, ridatece Micheal jordan (quello vero) perché preferisco l'originale.
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Space Jam
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16 aprile 2021
The Father - Nulla è Come Sembra
Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Florian Zeller
Genere: Dramma
★★★★ 😢
Un uomo anziano sempre piu demente lotta con la realtà per capire cosa sta succedendo. Dramma domestico che esplora la malattia dell anzianità e la perdita della memoria attraverso gli occhi del malato stesso, infatti con quest approccio quasi surreale e onirico noi spettatori capiamo meglio della stessa figlia la tragedia che sta vivendo, vediamo in prima persona la confusione del protagonista che si trova confuso a viaggiare tra lo spazio e il tempo mischiando volti, eventi, scene e situazioni, ed in questo cortocircuito narrativo nascono cosi scene tragiche dove il passato non esiste e va continuamente spiegato ma anche momenti inquetanti come quando appaiono estranei misteriosi in casa o c'è una cena che inizia e finisce nello stesso modo in un drammatico loop di dolore e litigi familiari. Un personaggio in eterna confusione quindi che gira sempre con un gigantesco punto di domanda sulla testa e sopratutto che salta continuamente di umore, Anthony Hopkins è molto bravo a renderlo spaesato, orgoglioso, paranoico, arrogante, infantile, allegro e triste, con gli occhi bassi o spalancati perduto in se stesso e nella sua condizione, cosi come è brava Olivia Colman che con estrema pazienza soffre e subisce cercando di aiutare il padre divisa tra lavoro, badanti e compagni difficili. Nel complesso è un tragico dramma che ci ricorda quanto l'ultima tappa della nostra vita sarà una vera merda.
Anno: 2020
Regia: Florian Zeller
Genere: Dramma
★★★★ 😢
Un uomo anziano sempre piu demente lotta con la realtà per capire cosa sta succedendo. Dramma domestico che esplora la malattia dell anzianità e la perdita della memoria attraverso gli occhi del malato stesso, infatti con quest approccio quasi surreale e onirico noi spettatori capiamo meglio della stessa figlia la tragedia che sta vivendo, vediamo in prima persona la confusione del protagonista che si trova confuso a viaggiare tra lo spazio e il tempo mischiando volti, eventi, scene e situazioni, ed in questo cortocircuito narrativo nascono cosi scene tragiche dove il passato non esiste e va continuamente spiegato ma anche momenti inquetanti come quando appaiono estranei misteriosi in casa o c'è una cena che inizia e finisce nello stesso modo in un drammatico loop di dolore e litigi familiari. Un personaggio in eterna confusione quindi che gira sempre con un gigantesco punto di domanda sulla testa e sopratutto che salta continuamente di umore, Anthony Hopkins è molto bravo a renderlo spaesato, orgoglioso, paranoico, arrogante, infantile, allegro e triste, con gli occhi bassi o spalancati perduto in se stesso e nella sua condizione, cosi come è brava Olivia Colman che con estrema pazienza soffre e subisce cercando di aiutare il padre divisa tra lavoro, badanti e compagni difficili. Nel complesso è un tragico dramma che ci ricorda quanto l'ultima tappa della nostra vita sarà una vera merda.
4 maggio 2020
Bambi 2
Recensione Film Animato
Anno: 2006
Regia: Brian Pimental
Genere: Storia di formazione
★★ 😏
Il giovane Bambi deve passare l'inverno con il suo distaccato e poco affettivo padre che vuole lasciarlo presto. Intra-Sequel del Super classicone Disney che a quasi 65 anni di distanza dal primo arriva deciamente troppo tardi per poter interessare il pubblico moderno, ma devo dire che tutto sommato il film mi ha sorpreso, visivamente è carino e nonostante la mediocrità narrativa che lo rende piuttosto noioso il tutto non è poi cosi male, anzi fosse uscito negli anni 50 avrebbe meritato anche una stelletta in piu, mi sono piaciuti i toni classici e contemplativi verso la natura, i ritmi lenti e sempliciotti dove si gioca tra ragazzi, e davvero bello è il difficile rapporto con un padre che non ama questo ruolo e pretende un figlio piu forte ed indipendente, e qua la voce di Patrick Stewart è perfetta e dona autorità al fiero personaggio che come la neve piano piano si scioglie. Buono anche il percorso di crescita del ragazzo che è molto vecchia scuola Boomer e cosi per diventare veri maschi il giovane dovrà dimostarare forza e coraggio. Poi il ritmo sarà anche noioso ed è pieno di cose frivole e bambinesche ma la premessa drammatica di un orfano di madre che deve superare un momento difficile può funzionare per i piu giovanissimi ad approcciarsi al lutto e mi ha davvero colpito il domandare rassegnato del ragazzo "Lei non tornera mai piu vero?" e quella secco "No" del padre
Anno: 2006
Regia: Brian Pimental
Genere: Storia di formazione
★★ 😏
Il giovane Bambi deve passare l'inverno con il suo distaccato e poco affettivo padre che vuole lasciarlo presto. Intra-Sequel del Super classicone Disney che a quasi 65 anni di distanza dal primo arriva deciamente troppo tardi per poter interessare il pubblico moderno, ma devo dire che tutto sommato il film mi ha sorpreso, visivamente è carino e nonostante la mediocrità narrativa che lo rende piuttosto noioso il tutto non è poi cosi male, anzi fosse uscito negli anni 50 avrebbe meritato anche una stelletta in piu, mi sono piaciuti i toni classici e contemplativi verso la natura, i ritmi lenti e sempliciotti dove si gioca tra ragazzi, e davvero bello è il difficile rapporto con un padre che non ama questo ruolo e pretende un figlio piu forte ed indipendente, e qua la voce di Patrick Stewart è perfetta e dona autorità al fiero personaggio che come la neve piano piano si scioglie. Buono anche il percorso di crescita del ragazzo che è molto vecchia scuola Boomer e cosi per diventare veri maschi il giovane dovrà dimostarare forza e coraggio. Poi il ritmo sarà anche noioso ed è pieno di cose frivole e bambinesche ma la premessa drammatica di un orfano di madre che deve superare un momento difficile può funzionare per i piu giovanissimi ad approcciarsi al lutto e mi ha davvero colpito il domandare rassegnato del ragazzo "Lei non tornera mai piu vero?" e quella secco "No" del padre
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Di Formazione,
Disney
7 gennaio 2019
Beautiful Boy
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Felix van Groeningen
Genere: Dramma, Dad Movie
★★★ 😳
Un Giornalista ha un figlio Drogato che lo fa disperare. Caldo dramma sulla tossicodipendenza che scava con romanticismo nel Fallimento dei Genitori incapaci di poter salvare i loro figli dai loro demoni. Il film ha una bella fotografia e un buon utilizzo della musica ma questo è sia un bene che un male, Tutto appare troppo bello per essere un dramma, la casa dove abitano è enorme, il giardino è un paradiso, c'è ricchezza sfarzosa, mentre si parla di una tragedia familiare si mostra la magnificenza del sole, la complessità degli alberi, la bellezza della vita, il divertimento, la gioia, tutto è troppo pulito e laccato, viene da chiedersi ma dove diavolo è l'inferno? dove è il piscio? dove è il vomito? perché vengono costantemente utilizzate musiche enfatiche e ispiranti anche quando il ragazzo fa errori imperdonabili? quello che manca è vero schifo e miseria, manca la voglia di inginocchiarsi e immergersi nella melma che è il mondo interiore ed esteriore dei drogati, non si vuole veramente attaccare questo maledetto ragazzo e lo si perdona sempre perché "poverino è colpa della malattia lui non centra", anche l'aspetto dei personaggi non mi convince, mancano occhiaie, facce nere distrutte dal dolore, il ragazzo si fa di Meth e dovrebbe essere uno scheletro con i denti tutti marci ma invece guai a farlo apparire brutto! Comunque nonostante i miei dubbi su questo stile patinato il tutto è fatto piuttosto bene e per quanto invasiva la variegata musica utilizzata è un fiume sinfonico che trasmette belle emozioni, i tanti abbracci colpiscono e Steve Carrell mi è piaciuto, lui è decisamente piu bravo quando fa ruoli drammatici e qua si sente la sua impotenza e rassegnazione nell avere un igrato figlio bastardo. Quindi in sostanza è un bel film che descrive bene la tragica prospettiva dei genitori ma poteva essere molto di piu se avesse avuto il coraggio di sporcarsi parlando di droga.
Anno: 2018
Regia: Felix van Groeningen
Genere: Dramma, Dad Movie
★★★ 😳
Un Giornalista ha un figlio Drogato che lo fa disperare. Caldo dramma sulla tossicodipendenza che scava con romanticismo nel Fallimento dei Genitori incapaci di poter salvare i loro figli dai loro demoni. Il film ha una bella fotografia e un buon utilizzo della musica ma questo è sia un bene che un male, Tutto appare troppo bello per essere un dramma, la casa dove abitano è enorme, il giardino è un paradiso, c'è ricchezza sfarzosa, mentre si parla di una tragedia familiare si mostra la magnificenza del sole, la complessità degli alberi, la bellezza della vita, il divertimento, la gioia, tutto è troppo pulito e laccato, viene da chiedersi ma dove diavolo è l'inferno? dove è il piscio? dove è il vomito? perché vengono costantemente utilizzate musiche enfatiche e ispiranti anche quando il ragazzo fa errori imperdonabili? quello che manca è vero schifo e miseria, manca la voglia di inginocchiarsi e immergersi nella melma che è il mondo interiore ed esteriore dei drogati, non si vuole veramente attaccare questo maledetto ragazzo e lo si perdona sempre perché "poverino è colpa della malattia lui non centra", anche l'aspetto dei personaggi non mi convince, mancano occhiaie, facce nere distrutte dal dolore, il ragazzo si fa di Meth e dovrebbe essere uno scheletro con i denti tutti marci ma invece guai a farlo apparire brutto! Comunque nonostante i miei dubbi su questo stile patinato il tutto è fatto piuttosto bene e per quanto invasiva la variegata musica utilizzata è un fiume sinfonico che trasmette belle emozioni, i tanti abbracci colpiscono e Steve Carrell mi è piaciuto, lui è decisamente piu bravo quando fa ruoli drammatici e qua si sente la sua impotenza e rassegnazione nell avere un igrato figlio bastardo. Quindi in sostanza è un bel film che descrive bene la tragica prospettiva dei genitori ma poteva essere molto di piu se avesse avuto il coraggio di sporcarsi parlando di droga.
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Dramma,
Film
1 ottobre 2018
Senza Lasciare Traccia
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Debra Granik
Genere: on the Road, Dramma
★★★ 😮
Padre e Figlia vivono nella foresta evitando il piu possibile il mondo esterno. Un caldo e intimo dramma on the road che parla della ricerca di una propria invidualità e indipendenza dalle influenze dei Genitori e della Società. Brava la ragazza attrice che appare candida e pura come un cerbiatto e bravo Ben Foster a dipingere un asociale padre tormentato dal passato e perennemente in fuga dai suoi fantasmi. L'uomo immergendosi nell magnifico e pericoloso Verde della natura rifiuta la tecnologia e il concetto di civiltà ma anche il valore delle Radici, di una Casa, di una stabilità economica e sopratutto mentale, cosi la storia descrive i problemi e le difficoltà di vivere e seguire le strade di genitori che amano i loro figli ma che sono pieni di paranoia e diffidenza verso il mondo esterno. Ed è un film pieno di verde, cosi tanta natura che quando si torna alla normalità è quasi un trauma sia per loro che per lo spettatore, cosi nasce dentro di noi un profondo amore e attaccamento per la natura e in generale per uno stile di vita meno effimero e piu profondo, insomma Il tutto è una solida e toccante esperienza che nella sua semplicità funziona nel mostrare le differenze dei percorsi dei padri e quelli dei figli.
Anno: 2018
Regia: Debra Granik
Genere: on the Road, Dramma
★★★ 😮
Padre e Figlia vivono nella foresta evitando il piu possibile il mondo esterno. Un caldo e intimo dramma on the road che parla della ricerca di una propria invidualità e indipendenza dalle influenze dei Genitori e della Società. Brava la ragazza attrice che appare candida e pura come un cerbiatto e bravo Ben Foster a dipingere un asociale padre tormentato dal passato e perennemente in fuga dai suoi fantasmi. L'uomo immergendosi nell magnifico e pericoloso Verde della natura rifiuta la tecnologia e il concetto di civiltà ma anche il valore delle Radici, di una Casa, di una stabilità economica e sopratutto mentale, cosi la storia descrive i problemi e le difficoltà di vivere e seguire le strade di genitori che amano i loro figli ma che sono pieni di paranoia e diffidenza verso il mondo esterno. Ed è un film pieno di verde, cosi tanta natura che quando si torna alla normalità è quasi un trauma sia per loro che per lo spettatore, cosi nasce dentro di noi un profondo amore e attaccamento per la natura e in generale per uno stile di vita meno effimero e piu profondo, insomma Il tutto è una solida e toccante esperienza che nella sua semplicità funziona nel mostrare le differenze dei percorsi dei padri e quelli dei figli.
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Film,
Forest Movie,
OnTheRoad
17 maggio 2018
In Viaggio con Pippo
Recensione Film Animato
Anno: 1995
Regia: Kevin Lima, Paul Brizzi
Genere: Avventura, On The road, Dad Movie
Titolo Originale: A Goofy Movie
★★★ 😏
Pippo e suo figlio Max partono per un avventura On the road che li aiuterà a superare le loro differenze ed incomprensioni. Basato sulla serie animata Goof Troop questo film è un viaggio con papà che diverte e ha molta energia anni 90, forse anche datata ma che dona al tutto un atmosfera calda e nostalgica. Vediamo cosi tante roccambolesche situazioni spassose e interessanti, particolare è memorabile la visita ad una disneyland di Hillbillies ossessionati dai Ratti in una specie di autosatira, l'incontro con il bigfoot che rappresenta il peso che divide i due protagonisti e l'avventurosa pesca finale che riunisce i due. Buoni quindi i momenti singoli ma nel compelsso la storia è piuttosto prevedibile, sappiamo fin da subito che padre e figlio riusciranno a superare le loro differenze e il conflitto risulta debole ma il vero difetto secondo me sono le parti musicali, a mio parere gli elementi da musical rovinano il film invece che arricchirlo e sembrano aggiunte solo perché "è un film disney".
Anno: 1995
Regia: Kevin Lima, Paul Brizzi
Genere: Avventura, On The road, Dad Movie
Titolo Originale: A Goofy Movie
★★★ 😏
Pippo e suo figlio Max partono per un avventura On the road che li aiuterà a superare le loro differenze ed incomprensioni. Basato sulla serie animata Goof Troop questo film è un viaggio con papà che diverte e ha molta energia anni 90, forse anche datata ma che dona al tutto un atmosfera calda e nostalgica. Vediamo cosi tante roccambolesche situazioni spassose e interessanti, particolare è memorabile la visita ad una disneyland di Hillbillies ossessionati dai Ratti in una specie di autosatira, l'incontro con il bigfoot che rappresenta il peso che divide i due protagonisti e l'avventurosa pesca finale che riunisce i due. Buoni quindi i momenti singoli ma nel compelsso la storia è piuttosto prevedibile, sappiamo fin da subito che padre e figlio riusciranno a superare le loro differenze e il conflitto risulta debole ma il vero difetto secondo me sono le parti musicali, a mio parere gli elementi da musical rovinano il film invece che arricchirlo e sembrano aggiunte solo perché "è un film disney".
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Disney,
OnTheRoad
31 dicembre 2017
Codice Criminale
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Adam Smith
Genere: Crime, Dramma
Titolo Originale: Trespass Against Us
★★★ 😳
Fassbender è "Zingaro" ladro che sogna di portare via la sua famiglia dallo stile di vita del padre Autoritario. Un Crime Drama interessante, fotografia limpida, tante inquadrature strette e musica tragica, nella prima parte ci sono pure due o tre inseguimenti d'auto per dare un po' di brio ed energia ad un ritmo che finisce comunque per risultare lento e riflessivo. Lo scontro tra genitori e le Autorità è chiaramente alla base del film, Fassbander si trova schiacciato tra Polizia e il Padre ignorante che è convinto che la terra sia piatta perché cosi gli è stato insegnato, il protagonista quindi lotta per spaccare la catena di ignoranza familiare e tramandare al figlio l'importanza e il valore di un istruzione, un conflitto che si fa sempre piu intenso e pesante, mi aspettavo un forte e potente conclusione e invece... parte sentimentalismo alla Disney che rovina il finale del film e lascia lo spettatore con l'amaro in bocca. A parte questo diciamo che il film funziona, mi piace soprattuto la fotografia romantica e l'utilizzo simbolico della vernice ma bisognava costruire meglio il rapporto tra padre e figlio, il personaggio di Fassbander meritava piu approfondimento perché non si capiscono fino in fondo le sue motivazioni e perché diavolo vuole cambiare all improvviso la sua vita.
Anno: 2016
Regia: Adam Smith
Genere: Crime, Dramma
Titolo Originale: Trespass Against Us
★★★ 😳
Fassbender è "Zingaro" ladro che sogna di portare via la sua famiglia dallo stile di vita del padre Autoritario. Un Crime Drama interessante, fotografia limpida, tante inquadrature strette e musica tragica, nella prima parte ci sono pure due o tre inseguimenti d'auto per dare un po' di brio ed energia ad un ritmo che finisce comunque per risultare lento e riflessivo. Lo scontro tra genitori e le Autorità è chiaramente alla base del film, Fassbander si trova schiacciato tra Polizia e il Padre ignorante che è convinto che la terra sia piatta perché cosi gli è stato insegnato, il protagonista quindi lotta per spaccare la catena di ignoranza familiare e tramandare al figlio l'importanza e il valore di un istruzione, un conflitto che si fa sempre piu intenso e pesante, mi aspettavo un forte e potente conclusione e invece... parte sentimentalismo alla Disney che rovina il finale del film e lascia lo spettatore con l'amaro in bocca. A parte questo diciamo che il film funziona, mi piace soprattuto la fotografia romantica e l'utilizzo simbolico della vernice ma bisognava costruire meglio il rapporto tra padre e figlio, il personaggio di Fassbander meritava piu approfondimento perché non si capiscono fino in fondo le sue motivazioni e perché diavolo vuole cambiare all improvviso la sua vita.
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27 dicembre 2017
Alla Ricerca di Nemo
Recensione Film Animato
Anno: 2003
Studio: Pixar
Regia: Andrew Stanton
Genere: Avventura, Sentimentale, Commedia
★★★★★ 😝
Il pesce pagliaccio Marlin attraversa il pericoloso oceano per salvare suo figlio Nemo. La Pixar raggiunge l'apice narrativo con un Avventura strutturalmente perfetta piena di vere sfide e difficoltà che insegnano ad un padre apprensivo quanto importante sia lasciare i figli liberi di vivere la loro vita. Ambientato in un mare fantastico con una acqua straordinaria e una barriera corallina super colorata, il film ha della musiche dal sapore sinfonico che colpiscono e commuovono aggiungendo epica all avventura, una storia di salvataggio che ricorda Toy story 2 ma i percorsi di crescita dei protagonisti sono nettamente piu importanti, qua ogni singolo momento è pieno di significato e una lezione preziosa per i protagonisti, Marlin affronta i suoi piu grandi difetti e le sue piu grandi paure, la Smemorata Dory funziona come compagna d'avventure perché è il suo esatto opposto, non solo nel colore ma nel pensiero, lei vive solo il presente, non ha memoria, non ha preoccupazioni, lei pensa solo a vivere, a "nuotare", a farsi trascinare dalla corrente, è in un costante stato di "Hakuna matata", mentre lui è quasi un drogato di paura, non riesce a resistere, vive aggrappato alla perdità del passato e ha il costante timore di perdere anche Nemo, ha un delirio di controllo che tappa le ali a suo figlio, il suo rapporto con Nemo è cosi molto Egoista, è un Amore Oggettificato che serve per proteggerlo dalla paura dell abbandono. Nemo invece impara dalla sua ribellione paterna perdendo la libertà, paga in prima persona e nonostante sia portatore di un handicap impara che deve farcerla da solo e avere fiducia in se stesso superando i suoi limiti, la Pixar cosi è riuscita a parlare con cuore e sincerità, non c'è un odore di operazione commerciale, non c'è giocattolo o peluche da vendere, non c'è fascia di pubblico da soddisfare, è un perfetto film d'animazione per tutti, e il saluto finale di Marlin risulta estremamente commovente e significativo perché è in realtà un profondo quanto triste Addio.
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Anno: 2003
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Regia: Andrew Stanton
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★★★★★ 😝
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19 settembre 2017
After the storm
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Hirokazu Kore'eda
Genere: Dramma
Titolo ITA: Ritratto di Famiglia con Tempesta
★★★★ 😙
La famiglia, la crisi e una leggera tempesta simbolica. Un Tenero e delicato dramma (non è slice of life!) che serenamente descrive un uomo nell occhio di una difficile e complicata elaborazione del lutto, gli uomini non sanno amare nel presente, amano solo ciò che hanno perduto e vediamo il protagonista in una piena crisi esistenziale, perduto nel rancore verso gli altri, nel gioco d'azzardo e nell'autocommiserazione, senza soldi ruba dalla madre e vende i tradimenti degli altri, si sente ed è un fallito in un mondo dove il denaro e lo stato sociale sono tutto. Crescere non è facile e il percorso per diventare chi si sarebbe voluto dura tutta una vita, per lui l'accettare la fine del suo matrimonio significa anche Vincere il proprio ego e accettare i suoi errori e i suoi limiti come uomo, in piu la perdita della moglie accende anche il tormentato rapporto con il padre morto e questo pensiero lo costringe a fare i conti con le sua incapacità artistiche e di genitore. Il film grazie al suo tono delicato crea un vivo tessuto modesto che non esagera mai, la fotografia desaturata rétro è molto anni 90, la musica fatta di poche note di piano e qualche fischio, le inquadrature sono tutte studiate ma mai appariscenti, la recitazione è sottile ma di spessore, infatti ottimo è lui (una specie di Mastandrea giapponese) ma anche ottima la tenera madre anziana, delusa dal figlio ma ancora piena di speranza lo annaffia con cura ogni giorno. E il film finisce con un ultimo atto che è semplicemente perfetto, cattura con un apparente naturalezza la difficile intimità di un umida festa familiare sotto la pioggia, una sussurrata ultima cena nel ventre materno di una famiglia spaccata, divisa dal passato ma unita per il bene del figlio, Dopo la Tempesta si raccoglie la speranza che resta e in una semplice quanto toccante scena finale si voltano e si dicono addio.
Anno: 2016
Regia: Hirokazu Kore'eda
Genere: Dramma
Titolo ITA: Ritratto di Famiglia con Tempesta
★★★★ 😙
La famiglia, la crisi e una leggera tempesta simbolica. Un Tenero e delicato dramma (non è slice of life!) che serenamente descrive un uomo nell occhio di una difficile e complicata elaborazione del lutto, gli uomini non sanno amare nel presente, amano solo ciò che hanno perduto e vediamo il protagonista in una piena crisi esistenziale, perduto nel rancore verso gli altri, nel gioco d'azzardo e nell'autocommiserazione, senza soldi ruba dalla madre e vende i tradimenti degli altri, si sente ed è un fallito in un mondo dove il denaro e lo stato sociale sono tutto. Crescere non è facile e il percorso per diventare chi si sarebbe voluto dura tutta una vita, per lui l'accettare la fine del suo matrimonio significa anche Vincere il proprio ego e accettare i suoi errori e i suoi limiti come uomo, in piu la perdita della moglie accende anche il tormentato rapporto con il padre morto e questo pensiero lo costringe a fare i conti con le sua incapacità artistiche e di genitore. Il film grazie al suo tono delicato crea un vivo tessuto modesto che non esagera mai, la fotografia desaturata rétro è molto anni 90, la musica fatta di poche note di piano e qualche fischio, le inquadrature sono tutte studiate ma mai appariscenti, la recitazione è sottile ma di spessore, infatti ottimo è lui (una specie di Mastandrea giapponese) ma anche ottima la tenera madre anziana, delusa dal figlio ma ancora piena di speranza lo annaffia con cura ogni giorno. E il film finisce con un ultimo atto che è semplicemente perfetto, cattura con un apparente naturalezza la difficile intimità di un umida festa familiare sotto la pioggia, una sussurrata ultima cena nel ventre materno di una famiglia spaccata, divisa dal passato ma unita per il bene del figlio, Dopo la Tempesta si raccoglie la speranza che resta e in una semplice quanto toccante scena finale si voltano e si dicono addio.
13 maggio 2017
Starred Up - Il Ribelle
Recensione Film
Anno: 2013
Regia: David Mackenzie
Genere: Dramma, Prison Movie
★★★★ 😮
In questo prison movie un Giovane criminale viene trasferito nella Prigione inseme agli adulti dove si trova anche suo padre. Il film è solido come un diamante, la fotografia usa un forte contrasto tra il giallo e blu, le interpretazioni sono ottime cosi come la regia, Poche parole che lasciano parlare invece le tante immagini, viviamo il carcere duro che diventa ancora piu duro mischiato ai problemi familiari e psicologici del protagonista, una rabbia viscerale, violenta, incontrollabile che infetta tutti quelli che tocca, un animale in gabbia che non vuole essere domato o sottomettersi alle leggi degli altri, tutti sono nemici e ogni offesa merita un reazione violenta per non rischiare di essere o apparire un debole. Tanti bei momenti che rendono il film Tosto, Duro, autentico, colpisce in pieno petto a pugni chiusi, il Machismo estremo, le tensioni che esplodono per una parola o sguardo sbagliato, anche la dove dovrebbe esserci una speranza per controllare la rabbia basta un niente per far tornare tutti allo stato di animali, ogni relazione diventa complessa e complicata e ancora di piu il rapporto con il padre che simboleggia il difficile e ambiguo ruolo della società nei confronti del carcerere, un voler aiutare e punire allo stesso tempo.
Anno: 2013
Regia: David Mackenzie
Genere: Dramma, Prison Movie
★★★★ 😮
In questo prison movie un Giovane criminale viene trasferito nella Prigione inseme agli adulti dove si trova anche suo padre. Il film è solido come un diamante, la fotografia usa un forte contrasto tra il giallo e blu, le interpretazioni sono ottime cosi come la regia, Poche parole che lasciano parlare invece le tante immagini, viviamo il carcere duro che diventa ancora piu duro mischiato ai problemi familiari e psicologici del protagonista, una rabbia viscerale, violenta, incontrollabile che infetta tutti quelli che tocca, un animale in gabbia che non vuole essere domato o sottomettersi alle leggi degli altri, tutti sono nemici e ogni offesa merita un reazione violenta per non rischiare di essere o apparire un debole. Tanti bei momenti che rendono il film Tosto, Duro, autentico, colpisce in pieno petto a pugni chiusi, il Machismo estremo, le tensioni che esplodono per una parola o sguardo sbagliato, anche la dove dovrebbe esserci una speranza per controllare la rabbia basta un niente per far tornare tutti allo stato di animali, ogni relazione diventa complessa e complicata e ancora di piu il rapporto con il padre che simboleggia il difficile e ambiguo ruolo della società nei confronti del carcerere, un voler aiutare e punire allo stesso tempo.
20 marzo 2017
Quel Treno Per Yuma
Recensione Film
Anno: 2007
Regia: James Mangold
Genere: Western, Azione
★★★★ 😀💗
Di Western Belli ce ne sono davvero tanti, ma questo Remake mi ha stranamente colpito nel cuore. Il Leggendario bandito Ben Wade (con la sua mitica pistola!) viene per caso catturato e un gruppo di persone si forma per assicurarlo alla Giustizia. Il tutto si tramuta una bella allegoria sull ruolo di genitore, che lotta e fa sacrifici ogni giorno per lasciare un eredità morale ai propri figli, il punto non è semplicemente mostrare un duello bene contro male, ma è creare un vero dialogo tra le due parti, con una battaglia per il futuro, far capire che oltre alla fama e il denaro facile c'è qualcosa di piu importante, di piu significativo, la battaglia è riuscire a spiegare ai giovani quanto onorevole sia il sacrificio e il lavoro che deve essere il vero esempio da tramandare in un mondo dove la via dell arrogante e del prepotente sembra la piu affascinante. Uno dei pochi titoli in cui amo il doppiaggio in italiano che alza anche la qualità del film, Ottimo Bale ma ancora piu ottimo Crowe e perfetto è Ben foster, ci sono dei sbalzi di ritmo ma la tensione è un crescendo continuo con una fantastica colonna sonora che cresce fino ad un climax Finale che pietrifica, senza ombra di dubbio uno dei migliori finali che abbia mai visto.
Anno: 2007
Regia: James Mangold
Genere: Western, Azione
★★★★ 😀💗
Di Western Belli ce ne sono davvero tanti, ma questo Remake mi ha stranamente colpito nel cuore. Il Leggendario bandito Ben Wade (con la sua mitica pistola!) viene per caso catturato e un gruppo di persone si forma per assicurarlo alla Giustizia. Il tutto si tramuta una bella allegoria sull ruolo di genitore, che lotta e fa sacrifici ogni giorno per lasciare un eredità morale ai propri figli, il punto non è semplicemente mostrare un duello bene contro male, ma è creare un vero dialogo tra le due parti, con una battaglia per il futuro, far capire che oltre alla fama e il denaro facile c'è qualcosa di piu importante, di piu significativo, la battaglia è riuscire a spiegare ai giovani quanto onorevole sia il sacrificio e il lavoro che deve essere il vero esempio da tramandare in un mondo dove la via dell arrogante e del prepotente sembra la piu affascinante. Uno dei pochi titoli in cui amo il doppiaggio in italiano che alza anche la qualità del film, Ottimo Bale ma ancora piu ottimo Crowe e perfetto è Ben foster, ci sono dei sbalzi di ritmo ma la tensione è un crescendo continuo con una fantastica colonna sonora che cresce fino ad un climax Finale che pietrifica, senza ombra di dubbio uno dei migliori finali che abbia mai visto.
26 dicembre 2016
Vi Presento Toni Erdmann
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Maren Ade
Genere: Commedia, Dramma, Sentimentale
★★★ 😌
Un padre fuori di testa e burlone visita la figlia stacanovista, lui forzatamente si inserisce nella sua vita cercando di salvarla dalla Prigione della carriera e delle formalità, cerca di farle ricordare quanto l'umorismo sia importante ma finisce spesso per trattarla come una bambina e sminuire in modo immaturo i suoi problemi. Uno strano mix di commedia e dramma con un bel po' di surrealismo che ruota sul rapporto tra i due e su quale sia il giusto approccio alla vita, le scene hanno grandi respiri, si gioca sull attesa e sulla riflessione, tanto stress represso e tanti silenzi imbarazzanti che suscitano sia sorrisi che anche un mare di tristezza. Ottime le interpretazioni dei due attori, il film ha potenti e memorabili scene di qualità dove il simbolismo esplode in bizzarri eccessi anche se il tutto non riesce ad essere coeso, ci sono grossi cali di ritmo che lo rendono pesante come un mattone.
Anno: 2016
Regia: Maren Ade
Genere: Commedia, Dramma, Sentimentale
★★★ 😌
Un padre fuori di testa e burlone visita la figlia stacanovista, lui forzatamente si inserisce nella sua vita cercando di salvarla dalla Prigione della carriera e delle formalità, cerca di farle ricordare quanto l'umorismo sia importante ma finisce spesso per trattarla come una bambina e sminuire in modo immaturo i suoi problemi. Uno strano mix di commedia e dramma con un bel po' di surrealismo che ruota sul rapporto tra i due e su quale sia il giusto approccio alla vita, le scene hanno grandi respiri, si gioca sull attesa e sulla riflessione, tanto stress represso e tanti silenzi imbarazzanti che suscitano sia sorrisi che anche un mare di tristezza. Ottime le interpretazioni dei due attori, il film ha potenti e memorabili scene di qualità dove il simbolismo esplode in bizzarri eccessi anche se il tutto non riesce ad essere coeso, ci sono grossi cali di ritmo che lo rendono pesante come un mattone.
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