Recensione Film
Anno: 1946
Regia: Frank Capra
Genere: Dramma di Natale
★★★★★ 😏
Angelo viene incaricato di salvare un uomo e ripercorre la sua vita fatta di tanti sacrifici. Dramma di Natale di Frank Capra divenuto un grande classico per come riesce bene a trasmettere il valore dell altruismo e della bontà d'animo rispetto alla avidità e al pessimismo, colpisce infatti che il protagonista perde l'udito per salvare il fratello, che prende violenti schiaffi per aver aiutato il povero droghiere confuso dalla morte del figlio, toccante è la rinuncia a studiare e del sogno di viaggiare per tenere in piedi la cooperativa e gli ideali del padre, bello che usa i soldi del viaggio di nozze per salvare tutto dalla bancarotta e come si impegna per supportare la comunità piu disagiata a comprare casa con prestiti e mutui. James Stewart guida benissimo la storia e riesce con facilità a trasmettere una semplicità molto spontanea, e nonostante gli anni passati il film non è minimamente invecchiato e tutto appare ancora freschissimo e pieno di trovate visive interessanti a partire dall'idea dell rappresentare le divinità come stelle e galassie, colpisce lo sguardo sofferente del droghiere e come viene inquadrato prigioniero tra gli scaffali, tutta la scena del ballo è grandiosa per come il protagonista viene soffocato dalle persone, poi balla felice e lo scherzo con l'apertura della piscina invece di essere vendicativo si tramuta comunque in un momento di gioia per tutta la gente, fa sorridere il flirt dei due amanti e come lei finisce nuda in un cespuglio, grandiosa tutta la scena al telefono dove i due trovano la speranza di potersi amare, mi piace come l'antagonista satanico tenta il protagonista offrendogli del denaro mettendolo su una sedia piu bassa, spettacolare è la gelida neve che cade, bella l'idea what if che mostra quanto l'interà città può diventare corrottà in stile las vegas, stupende le immagini quando entrano nella casa abbandonata con il faro dell taxi che fa un incredibile uso del controluce e arriva un primissimo piano del volto disperato di James Stewart pieno di impatto per come guarda dritto in camera quasi sfondando il quarto muro. Ma nonostante le qualità della storia secondo me l'angelo ci mette troppo ad arrivare, appare troppo forzato il dramma principale su una busta di soldi data per sbaglio all antagonista dallo zio scemo, il cambio di carattere da uomo buono che ha sempre superato i problemi a depresso fallito che tratta male i figli e pensa al suicidio è troppo frettoloso, è ridicolo che per evitare che si getti dal ponte l'angelo lo fa gettare comunque dal ponte, nell ultimo atto il protagonista non è molto sveglio e ci mette troppo tempo a capire la situazione, l'avido antagonista non ha davvero una chiusura come personaggio e il volemose bene finale per quanto toccante è molto facile da fare quando il protagonista ha comunque una casa, una grande famiglia e una dolce comunità accogliente e il vero ottimismo di Natale sarebbe stato trovare il sorriso e la forza di vivere anche quando tutto va male. Nell insieme il film è cosi pieno di buoni sentimenti e gesti d'amore che merita il suo stato di culto, la regia convince e sorprende in piu punti e tutto funziona per il suo sguardo Cristiano verso le comunità unite e non corrotte dalla pura avidità.

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