Recensione Film
Anno: 1986
Regia: Martin Scorsese
Genere: Thriller, Sportivo
★★ 😳
Eddie Felson nota un giovane di talento e decide di partire con lui in un viaggio per fare soldi con le scommesse sul biliardo. Martin Scorsese fa un seguito di The Hustler che sembra costruire una relazione difficile tra giovane dal grande potenziale e anziano mentore ma poi si sposta per un messaggio sull valore della competizione e dell onesta sfida sportiva. Paul Newman funziona nel ruolo di saggio esperto e mi piace come appare sicuro di sé nei suoi piani e truffe per alzare le scommesse, all inizio anche la ragazza Carmen è interessante come personaggio visto il suo carattere forte e che decide lei al posto del fidanzato bamboccione, carina la tensione del trio quando si accende la gelosia ed è bello che Eddie rifiuta in modo maturo i flirt della giovane che si mostra in modo provocante, poi è decisamente memorabile l'inquadratura con il macchinario con le lenti per fare gli occhiali o quella con il riflesso sulla palla da biliardo e mi è piaciuto come si sente il dolore emotivo quando si scopre che non ha vinto in modo onesto. Ma per quanto ci sono cose carine il film è piuttosto piatto e fatica ad impressionare, la regia è molto generica e con poco stile, Tom Cruise era fin troppo giovane ed inesperto e non convince come attore, rispetto all originale questo film non riesce a creare il fascino per il biliardo e troppo spesso i giochi sono noiose truffe e montaggi veloci di palle che sbattono, per essere un sequel centra poco con quanto accaduto nel primo e non capisco bene come dopo un ora di pipponi e rimproveri sul valore della rinuncia criticando la vanità e la voglia dei giovani di avere tutto e subito di colpo Eddie contraddice se stesso e decide di voler provare se vale ancora qualcosa, e dire che "nella vita i soldi non sono tutto e che ci sono vittorie personali che non hanno prezzo" poteva funzionare se il conflitto con il giovane era presentato meglio ma cosi rende Eddie solo stramaledettamente ipocrita, e non aiuta che il film si chiude in modo insoddisfacente proprio sul piu bello promettendo una sfida finale che non viene mostrata. Nell insieme fa piacere vedere la classe e l'eleganza del Paul Newman maturo ma il film è troppo debole e non riesce ad essere abbastanza interessante.
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The Hustler (1961)
9 gennaio 2026
6 gennaio 2026
The Hustler - Lo Spaccone
Recensione Film
Anno: 1961
Regia: Robert Rossen
Genere: Dramma, sportivo
★★★★ 😲
Ragazzo di talento gioca d'azzardo a biliardo ma non è capace di accettare la sconfitta e questo lo rende un eterno perdente. Un semplice ma profondo dramma sportivo che immerge bene nelle sale da biliardo fatte di fumo e alcool con un protagonista schiavo del suo ego che soffre di una tragica ludopatia patologica che distrugge la sua vita, la composizione delle inquadrature è buona con questi biliardi circondati da tante persone, il senso di competizione e agonismo si sente bene e il film rende il biliardo un gioco interessante, molto bello ed intenso è il primo scontro contro Minnesota Fats che diventa leggendario per come dura 25 ore ininterrotte, appare davvero dolce e toccante la relazione sentimentale con la ragazza per come nasce e si sviluppa per disperazione reciproca dei due che annegano in litri di alcool per soffocare i loro dolori e si avvicinano e allontanano piu volte in belle scene molto sentite, mi piace il momento del pestaggio per come lui mostra arroganza e poi viene schiacciato ad una finestra in una grande inquadratura, il giovane Paul Newman è pieno di fascino e convince mentre George C. Scott è un personaggio che diventa sempre piu viscido e odioso, tutto si sviluppa in un discorso sull'avidità e il denaro con un finale che arriva molto amaro per come bastona ancora di piu il protagonista per fargli imparare cosa significa perdere per davvero.
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The Color of Money (1986)
Anno: 1961
Regia: Robert Rossen
Genere: Dramma, sportivo
★★★★ 😲
Ragazzo di talento gioca d'azzardo a biliardo ma non è capace di accettare la sconfitta e questo lo rende un eterno perdente. Un semplice ma profondo dramma sportivo che immerge bene nelle sale da biliardo fatte di fumo e alcool con un protagonista schiavo del suo ego che soffre di una tragica ludopatia patologica che distrugge la sua vita, la composizione delle inquadrature è buona con questi biliardi circondati da tante persone, il senso di competizione e agonismo si sente bene e il film rende il biliardo un gioco interessante, molto bello ed intenso è il primo scontro contro Minnesota Fats che diventa leggendario per come dura 25 ore ininterrotte, appare davvero dolce e toccante la relazione sentimentale con la ragazza per come nasce e si sviluppa per disperazione reciproca dei due che annegano in litri di alcool per soffocare i loro dolori e si avvicinano e allontanano piu volte in belle scene molto sentite, mi piace il momento del pestaggio per come lui mostra arroganza e poi viene schiacciato ad una finestra in una grande inquadratura, il giovane Paul Newman è pieno di fascino e convince mentre George C. Scott è un personaggio che diventa sempre piu viscido e odioso, tutto si sviluppa in un discorso sull'avidità e il denaro con un finale che arriva molto amaro per come bastona ancora di piu il protagonista per fargli imparare cosa significa perdere per davvero.
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The Color of Money (1986)
Tags:
4stelle,
Bianco&Nero,
Dramma,
Film,
Sport
26 luglio 2025
Un Tipo Imprevedibile 2
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Kyle Newacheck
Genere: Commedia, Sportivo
★★ 😧
Happy Gilmore diventa alcolizzato depresso e torna a giocare a golf per pagare la scuola di danza alla figlia. Dopo trent'anni Adam Sandler torna in un sequel nostalgico molto forzato che offre tanto umorismo urlato ma fatica a divertire sul serio, tutto parte con un reset frettoloso del personaggio e non mi è piaciuto il modo stupido con cui viene presentata la morte della moglie solo per creare una frivola ferita emotiva senza vero dramma, i figli aggressivi e volgari sono insopportabili e non fanno per niente ridere anzi fanno tristezza per come rappresentano la parte peggiore e tossica dei giovani, le continue battute sulla vecchiaia stancano presto, le clip dal film originale sono un modo pigro per riconnettersi all primo, il problemi economici e il pagare le lezioni di danza alla figlia non ha la stessa forza motivazionale di pagare la casa della nonna e non spinge bene la trama in avanti, la colorata passerella di cameo e amici di Sandler è sempre piu un pesante rumore di fondo, l'antagonista di Benny Safdie per me non funziona per come è fastidioso e nella seconda parte il torneo di golf diventa uno stupido show televisivo moderno che perde ogni senso di rischio e sfida rendendo il film piuttosto inguardabile. Di tutta questa fuffa mi ha fatto piacere rivedere Christopher McDonald nel ruolo dell ex antagonista e ho apprezzato il percorso del protagonista di vincere la sua dipendenza dall alcool e diventare sobrio ma non basta se poi tutto è la fiera della stupidaggine e non c'è niente che appare sincero, il primo film funzionava perchè il protagonista era un sempliciotto che si intrometteva nel serio mondo del golf mentre qua sono tutti scemi e la stupidaggine generale appiattisce e stempera ogni momento comico.
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Happy Gilmore (1996)
Anno: 2025
Regia: Kyle Newacheck
Genere: Commedia, Sportivo
★★ 😧
Happy Gilmore diventa alcolizzato depresso e torna a giocare a golf per pagare la scuola di danza alla figlia. Dopo trent'anni Adam Sandler torna in un sequel nostalgico molto forzato che offre tanto umorismo urlato ma fatica a divertire sul serio, tutto parte con un reset frettoloso del personaggio e non mi è piaciuto il modo stupido con cui viene presentata la morte della moglie solo per creare una frivola ferita emotiva senza vero dramma, i figli aggressivi e volgari sono insopportabili e non fanno per niente ridere anzi fanno tristezza per come rappresentano la parte peggiore e tossica dei giovani, le continue battute sulla vecchiaia stancano presto, le clip dal film originale sono un modo pigro per riconnettersi all primo, il problemi economici e il pagare le lezioni di danza alla figlia non ha la stessa forza motivazionale di pagare la casa della nonna e non spinge bene la trama in avanti, la colorata passerella di cameo e amici di Sandler è sempre piu un pesante rumore di fondo, l'antagonista di Benny Safdie per me non funziona per come è fastidioso e nella seconda parte il torneo di golf diventa uno stupido show televisivo moderno che perde ogni senso di rischio e sfida rendendo il film piuttosto inguardabile. Di tutta questa fuffa mi ha fatto piacere rivedere Christopher McDonald nel ruolo dell ex antagonista e ho apprezzato il percorso del protagonista di vincere la sua dipendenza dall alcool e diventare sobrio ma non basta se poi tutto è la fiera della stupidaggine e non c'è niente che appare sincero, il primo film funzionava perchè il protagonista era un sempliciotto che si intrometteva nel serio mondo del golf mentre qua sono tutti scemi e la stupidaggine generale appiattisce e stempera ogni momento comico.
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Happy Gilmore (1996)
2 luglio 2025
Happy Gilmore - Un Tipo Imprevedibile
Recensione Film
Anno: 1996
Regia: Dennis Dugan
Genere: Commedia Sportiva
★★★ 😊
Giocatore di hockey fallito si butta nel Golf per fare soldi e salvare la casa della nonna. Leggerissima commedia sportiva con Adam Sandler che nella sua semplicità riesce ad essere piena di charme e mette facilmente il buon umore, il protagonista è praticamente un bambinone e c'è molto un umorismo infantile piuttosto grezzo ma mi piace come il suo naturale talento verso il golf non basta e il percorso per migliorarsi non è affatto facile e per vincere davvero deve lottare e superare il suo piu grande difetto che è la sua rabbia e propensione facile all'irrascibilità, e tutti nella vita abbiamo dovuto lottare per mantenere la calma e trovare la giusta concentrazione nel caos quotidiano e questo rende molte delle situazioni del film facilmente empatizzabili con il pubblico oltre al fatto che c'è un chiaro scontro e riscatto di classi sociali visto che lui all inizio ha fatto tutti i lavori della working class. Adam Sandler non è certo un grande attore ma qua se la cava bene a reggere i momenti piu comici del film, poi è molto bravo Carl Weathers come ridicolo mentore con una fintissima mano di legno e fa molto ridere la storia del coccodrillo o come si chiude tutta la sua vicenda, buona la simpatica nonnina tormentata da un cattivissimo infermiere Ben stiller baffone, simpatico il gigante amico e il barbone muto che gli fa da caddy, e il film non sarebbe la stessa cosa senza Christopher McDonald che fa un grande antagonista sempre piu odioso e viscido. Visivamente è un film molto standard per gli anni 90 ma la pulizia grafica della pellicola resta ottima e fa impallidire le plastiche produzioni digitali moderne, mi piacciono i Pov della palla da golf che sfreccia in aria, lo scherzone dell appuntamento quando annaffiano i campi, molto bella la luce atmosferica e romantica sulla pista di ghiaccio e fa sorridere come si chiude con il povero inserviente che canta triste la canzone di sottofondo, assurde le visioni comiche-erotiche del posto felice, e anche l'idea di indossare una maglia da hockey su un campo da golf è piuttosto potente e iconica nella sua semplicità. Nell insieme è vero che l'infantilismo del protagonista può diventare facilmente odioso ma nel complesso le sfide sportive appassionano, il percorso narrativo ed emotivo funziona e tutto risulta in una bella commedia che si riguarda sempre con piacere.
Anno: 1996
Regia: Dennis Dugan
Genere: Commedia Sportiva
★★★ 😊
Giocatore di hockey fallito si butta nel Golf per fare soldi e salvare la casa della nonna. Leggerissima commedia sportiva con Adam Sandler che nella sua semplicità riesce ad essere piena di charme e mette facilmente il buon umore, il protagonista è praticamente un bambinone e c'è molto un umorismo infantile piuttosto grezzo ma mi piace come il suo naturale talento verso il golf non basta e il percorso per migliorarsi non è affatto facile e per vincere davvero deve lottare e superare il suo piu grande difetto che è la sua rabbia e propensione facile all'irrascibilità, e tutti nella vita abbiamo dovuto lottare per mantenere la calma e trovare la giusta concentrazione nel caos quotidiano e questo rende molte delle situazioni del film facilmente empatizzabili con il pubblico oltre al fatto che c'è un chiaro scontro e riscatto di classi sociali visto che lui all inizio ha fatto tutti i lavori della working class. Adam Sandler non è certo un grande attore ma qua se la cava bene a reggere i momenti piu comici del film, poi è molto bravo Carl Weathers come ridicolo mentore con una fintissima mano di legno e fa molto ridere la storia del coccodrillo o come si chiude tutta la sua vicenda, buona la simpatica nonnina tormentata da un cattivissimo infermiere Ben stiller baffone, simpatico il gigante amico e il barbone muto che gli fa da caddy, e il film non sarebbe la stessa cosa senza Christopher McDonald che fa un grande antagonista sempre piu odioso e viscido. Visivamente è un film molto standard per gli anni 90 ma la pulizia grafica della pellicola resta ottima e fa impallidire le plastiche produzioni digitali moderne, mi piacciono i Pov della palla da golf che sfreccia in aria, lo scherzone dell appuntamento quando annaffiano i campi, molto bella la luce atmosferica e romantica sulla pista di ghiaccio e fa sorridere come si chiude con il povero inserviente che canta triste la canzone di sottofondo, assurde le visioni comiche-erotiche del posto felice, e anche l'idea di indossare una maglia da hockey su un campo da golf è piuttosto potente e iconica nella sua semplicità. Nell insieme è vero che l'infantilismo del protagonista può diventare facilmente odioso ma nel complesso le sfide sportive appassionano, il percorso narrativo ed emotivo funziona e tutto risulta in una bella commedia che si riguarda sempre con piacere.
30 giugno 2025
F1: Il Film
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Joseph Kosinski
Genere: Sportivo
★★★ 😑
Per fare un favore ad amico e provare di valere ancora qualcosa un pilota anziano va a gareggiare per la F1. Film sportivo che segue uno schema classico ma collaudato, cè il protagonista difficile dalla testa calda, ci sono i conflitti, le incomprensioni, le sconfitte, i vari incidenti che fermano il percorso e le inevitabili vittorie, la regia è carina e funzionano i momenti di tensione o mi piace come vengono mostrati i vari dettagli e punti di vista della macchina con inquadrature dentro, di lato, davanti e dietro l'abitacolo, bello e fascinoso l'uso dei fuochi d'artificio, la F1 è piuttosto noiosa ma il film riesce un minimo a renderla appassionante e simpatiche sono le varie tattiche utilizzate con l'uso furbo degli incidenti e pit stop, e anche se tutto è molto superficiale e cliché cè qualche dettaglio profondo come la carta da gioco simbolica o dei momenti di riflessione in solitudine. Peccato che per quanto decente il film non eccelle davvero in nulla e risulta anche piuttosto mediocre, Brad Pitt è un personaggio vuoto e tutto il suo ruolo è sorretto dal suo solito sorriso piacione, Javier Bardem serve solo a fare espressioni e faccette di reazione agli eventi, la storia è scritta male e dovrebbe essere incentrata sul passaggio generazionale e il rapporto tra il giovane e l'esperto ma è una dinamica che non convince davvero, gli incidenti che accadono sono troppi e sempre piu al limite dell assurdo e dopo Top gun 2 tutto il pippone del vecchio guerriero orgoglioso che non vuole mollare la battaglia perchè incapace di arrendersi ha stancato e anche qua sa di pura vanità di un attore che ha raggiunto i sessanta. Nell insieme è un film sportivo adatto a tutti gli amanti dei motori e della F1 ma tolte alcune riprese c'è davvero poco di memorabile.
Anno: 2025
Regia: Joseph Kosinski
Genere: Sportivo
★★★ 😑
Per fare un favore ad amico e provare di valere ancora qualcosa un pilota anziano va a gareggiare per la F1. Film sportivo che segue uno schema classico ma collaudato, cè il protagonista difficile dalla testa calda, ci sono i conflitti, le incomprensioni, le sconfitte, i vari incidenti che fermano il percorso e le inevitabili vittorie, la regia è carina e funzionano i momenti di tensione o mi piace come vengono mostrati i vari dettagli e punti di vista della macchina con inquadrature dentro, di lato, davanti e dietro l'abitacolo, bello e fascinoso l'uso dei fuochi d'artificio, la F1 è piuttosto noiosa ma il film riesce un minimo a renderla appassionante e simpatiche sono le varie tattiche utilizzate con l'uso furbo degli incidenti e pit stop, e anche se tutto è molto superficiale e cliché cè qualche dettaglio profondo come la carta da gioco simbolica o dei momenti di riflessione in solitudine. Peccato che per quanto decente il film non eccelle davvero in nulla e risulta anche piuttosto mediocre, Brad Pitt è un personaggio vuoto e tutto il suo ruolo è sorretto dal suo solito sorriso piacione, Javier Bardem serve solo a fare espressioni e faccette di reazione agli eventi, la storia è scritta male e dovrebbe essere incentrata sul passaggio generazionale e il rapporto tra il giovane e l'esperto ma è una dinamica che non convince davvero, gli incidenti che accadono sono troppi e sempre piu al limite dell assurdo e dopo Top gun 2 tutto il pippone del vecchio guerriero orgoglioso che non vuole mollare la battaglia perchè incapace di arrendersi ha stancato e anche qua sa di pura vanità di un attore che ha raggiunto i sessanta. Nell insieme è un film sportivo adatto a tutti gli amanti dei motori e della F1 ma tolte alcune riprese c'è davvero poco di memorabile.
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Automobili,
Film,
Sport
10 settembre 2024
Teen Wolf - Voglia di Vincere
Recensione Film
Anno: 1985
Regia: Rod Daniel
Genere: Commedia, Sportivo
★★ 😖
Ragazzo scopre di essere un licantropo e cerca di sfruttare le sue nuove capacità. Commedia scolastica anni 80 che gioca con la licantropia per parlare con leggerezza degli impulsi della pubertà e seppur sembra una scimmia pelosa funziona quando si trasforma in uomo lupo perché la mostruosità viene trattata con ironia e cosi lui diventa una celebrità cool e piena di fascino. E il giovane Michael J. Fox se la cava come ragazzo imbranato, mi piace l'allenatore della squadra che se ne frega di tutto, bello il momento quando spaventa il negoziante con gli occhi rossi, l'amico esuberante è cosi odiosamente scemo che fa il giro e diventa simpatico, le scene e i montaggi di basket usano musiche ritmate e non sono male, il rapporto con il padre diventa anche toccante e cè momento da spiderman e dice letteralmente "da grandi poteri derivano grandi responsabilità", visivamente l'uomo lupo in tuta da basket e con gli occhiali da sole sono immagini iconiche e memorabili e la partita finale intrattiene perché funziona sempre la solita storia di vincere le insicurezze e le sfide personali. Ma per quanto caruccio è un po' una grande stupidata che gioca con la powerfantasy del super potere, offre un noioso triangolo amoroso che si diverte a creare gelosie e la storia non sembra neanche sapere cosa vuole dire perché all inizio il diventare lupo davanti a tutti è una liberazione che abbraccia la sua vera identità fregandosene dell aspetto esteriore ma per costruire un confuso arco narrativo si forza il messaggio che non bisogna seguire la natura e il proprio istinto bestiale e che tutta la licantropia era una maschera adolescenziale di arroganza che va sopressa per vincere in modo onesto, messaggione molto moralista e bacchettone che in una storia sulla pubertà come questa finisce per reprimere sessualità e impulsi in modo sbagliato. Poi odio che dopo che il padre fa tutto un discorsone sul fatto che vive da anni il doloroso rimorso di aver spaventato un tipo poi finisce per ritornare a spaventare lo stesso tipo ridendo sotto i baffi, la prima trasformazione in lupo non è minimamente paragonabile ad altri film sui licantropi, la scene di festa e di ballo tra giovani mi annoiano molto, tutto il finale zuccheroso con gli slowmotion e gli abbracci sa molto di generico e cliché ma sopratutto odio come il film ruota tutto sull ironica trasformazione in licantropo per poi rifiutarla in modo stupido per fare una banalissima morale sugli impulsi.
Anno: 1985
Regia: Rod Daniel
Genere: Commedia, Sportivo
★★ 😖
Ragazzo scopre di essere un licantropo e cerca di sfruttare le sue nuove capacità. Commedia scolastica anni 80 che gioca con la licantropia per parlare con leggerezza degli impulsi della pubertà e seppur sembra una scimmia pelosa funziona quando si trasforma in uomo lupo perché la mostruosità viene trattata con ironia e cosi lui diventa una celebrità cool e piena di fascino. E il giovane Michael J. Fox se la cava come ragazzo imbranato, mi piace l'allenatore della squadra che se ne frega di tutto, bello il momento quando spaventa il negoziante con gli occhi rossi, l'amico esuberante è cosi odiosamente scemo che fa il giro e diventa simpatico, le scene e i montaggi di basket usano musiche ritmate e non sono male, il rapporto con il padre diventa anche toccante e cè momento da spiderman e dice letteralmente "da grandi poteri derivano grandi responsabilità", visivamente l'uomo lupo in tuta da basket e con gli occhiali da sole sono immagini iconiche e memorabili e la partita finale intrattiene perché funziona sempre la solita storia di vincere le insicurezze e le sfide personali. Ma per quanto caruccio è un po' una grande stupidata che gioca con la powerfantasy del super potere, offre un noioso triangolo amoroso che si diverte a creare gelosie e la storia non sembra neanche sapere cosa vuole dire perché all inizio il diventare lupo davanti a tutti è una liberazione che abbraccia la sua vera identità fregandosene dell aspetto esteriore ma per costruire un confuso arco narrativo si forza il messaggio che non bisogna seguire la natura e il proprio istinto bestiale e che tutta la licantropia era una maschera adolescenziale di arroganza che va sopressa per vincere in modo onesto, messaggione molto moralista e bacchettone che in una storia sulla pubertà come questa finisce per reprimere sessualità e impulsi in modo sbagliato. Poi odio che dopo che il padre fa tutto un discorsone sul fatto che vive da anni il doloroso rimorso di aver spaventato un tipo poi finisce per ritornare a spaventare lo stesso tipo ridendo sotto i baffi, la prima trasformazione in lupo non è minimamente paragonabile ad altri film sui licantropi, la scene di festa e di ballo tra giovani mi annoiano molto, tutto il finale zuccheroso con gli slowmotion e gli abbracci sa molto di generico e cliché ma sopratutto odio come il film ruota tutto sull ironica trasformazione in licantropo per poi rifiutarla in modo stupido per fare una banalissima morale sugli impulsi.
Tags:
Film,
licantropi,
Scolastico,
Sport,
Teen Movie
11 maggio 2024
Challengers
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Luca Guadagnino
Genere: Sentimentale, Sportivo, Erotico
★★★★ 😥
Due amici tennisti da anni litigano per una donna in un complicato triangolo amoroso. Film sentimentale pieno di stile e ritmo che costruisce bene i tre personaggi principali con chiare motivazioni e conflitti, cosi Patrick è caduto in disgrazia e senza piu un soldo vuole una rivincita personale, Art ha ottenuto il successo ma in fase calante vuole ritirarsi e Tashi, il personaggio di Zendaya che è in disperata ricerca di avere controllo sui due dopo il grave incidente che l'ha fatta allontanare dal tennis. All inizio si sente bene il gelo della coppia, mi piace come appare disperato Patrick che deve dormire scomodo in macchina, il momento threesome nella stanza quando loro erano ancora giovani e tontoloni è intimo e sincero al punto giusto, il percorso di crescita è interessante, mi è piaciuta la tensione del duello finale e come Art capisce la situazione e la regia riesce ad offrire un certo stile con split-screen, pov dei tennisti e addirittura della palla in campo, inquadrature dal basso su un pavimento trasparente, slowmo o musica dance che parte, si ferma e poi riparte in un grande montaggio ritmato. Nonostante le qualità tecnica la struttura non mi ha convinto con continui flashback fastidiosi, ho apprezzato l'uso della musica ma resta davvero una merda con un tunz tunz irritante e uso di cori bianchi da chiesa molto ridicoli, poi sono un grande fan dell'erotismo ma qua non mi è piaciuto minimamente come è sparato in faccia ad ogni scena senza alcun tipo di sottigliezza, la regia ti mostra i corpi nudi, la bottliglia, la banana, il churro, lo spogliatoglio, il muscolo, la sauna, il sudore, lo sguardo intenso, il togliersi le maglie, gli abbracci sentiti e fare allusioni sessuali esplicite dei due amici che fanno i gay Ingenui in continuazione. Non si possono guardare anche le facce da schiaffi dei due attori che appaiono troppo deficenti e c'è poi il fatto che non mi piace il personaggio di Zendaya, lei è al centro della storia saltando continuamente nelle braccia di uno e dell altro e Guadagnino dandole potere fa di tutto per allontanarsi dall classico problema del triangolo dove la donna diventa l'oggetto della contesa tra i due maschi ma comunque lei resta il trofeo e l'oggetto della sfida sportiva maschile e in piu appare come una vera stronza bastarda che li mette contro spaccando l'amicizia e li manipola in continuazione, cosi questa non è una storia d'amore e di passioni ma è la storia di tre Vanità egoiste che litigano, si separano e poi lottano per trovare un qualche tipo di compromesso che li tenga insieme.
Anno: 2024
Regia: Luca Guadagnino
Genere: Sentimentale, Sportivo, Erotico
★★★★ 😥
Due amici tennisti da anni litigano per una donna in un complicato triangolo amoroso. Film sentimentale pieno di stile e ritmo che costruisce bene i tre personaggi principali con chiare motivazioni e conflitti, cosi Patrick è caduto in disgrazia e senza piu un soldo vuole una rivincita personale, Art ha ottenuto il successo ma in fase calante vuole ritirarsi e Tashi, il personaggio di Zendaya che è in disperata ricerca di avere controllo sui due dopo il grave incidente che l'ha fatta allontanare dal tennis. All inizio si sente bene il gelo della coppia, mi piace come appare disperato Patrick che deve dormire scomodo in macchina, il momento threesome nella stanza quando loro erano ancora giovani e tontoloni è intimo e sincero al punto giusto, il percorso di crescita è interessante, mi è piaciuta la tensione del duello finale e come Art capisce la situazione e la regia riesce ad offrire un certo stile con split-screen, pov dei tennisti e addirittura della palla in campo, inquadrature dal basso su un pavimento trasparente, slowmo o musica dance che parte, si ferma e poi riparte in un grande montaggio ritmato. Nonostante le qualità tecnica la struttura non mi ha convinto con continui flashback fastidiosi, ho apprezzato l'uso della musica ma resta davvero una merda con un tunz tunz irritante e uso di cori bianchi da chiesa molto ridicoli, poi sono un grande fan dell'erotismo ma qua non mi è piaciuto minimamente come è sparato in faccia ad ogni scena senza alcun tipo di sottigliezza, la regia ti mostra i corpi nudi, la bottliglia, la banana, il churro, lo spogliatoglio, il muscolo, la sauna, il sudore, lo sguardo intenso, il togliersi le maglie, gli abbracci sentiti e fare allusioni sessuali esplicite dei due amici che fanno i gay Ingenui in continuazione. Non si possono guardare anche le facce da schiaffi dei due attori che appaiono troppo deficenti e c'è poi il fatto che non mi piace il personaggio di Zendaya, lei è al centro della storia saltando continuamente nelle braccia di uno e dell altro e Guadagnino dandole potere fa di tutto per allontanarsi dall classico problema del triangolo dove la donna diventa l'oggetto della contesa tra i due maschi ma comunque lei resta il trofeo e l'oggetto della sfida sportiva maschile e in piu appare come una vera stronza bastarda che li mette contro spaccando l'amicizia e li manipola in continuazione, cosi questa non è una storia d'amore e di passioni ma è la storia di tre Vanità egoiste che litigano, si separano e poi lottano per trovare un qualche tipo di compromesso che li tenga insieme.
9 maggio 2024
Creed - Nato per Combattere
Recensione Film
Anno: 2015
Regia: Ryan Coogler
Genere: Sportivo, dramma
★★★★ 😏
Il figlio illegittimo di Apollo vuole fare il pugile e chiede a Rocky di allenarlo. Settimo capitolo della saga che prova il reboot e incredibilmente il passaggio di testimone riesce piuttosto bene, tutto è girato e scritto in modo competente, l'introduzione con i bambini in prigione è profonda, carine e originali le statistiche degli avversari che appaiono a schermo, buone le pianosequenze che creano lunghi respiri sul ring per aumentare la tensione, interessante quel duellare l'immagine del padre davanti al proiettore in una lotta simbolica e rancorosa con un ombra mai conosciuta, bello come lo scontro con Leo viene costruito con il padre del ragazzo pieno di risentimento e gelosia perché Rocky non lo ha aiutato, simpatico quel momento di ansia dove gli scappa la cacca prima dell icontro, amo la lunga entrata nell arena in pianosequenza con la mano sulla spalla e colpisce al cuore quel "devo provare di non essere un errore" che arriva nel combattimento finale. Ma sopratutto mi piace come viene dato molto spazio a Rocky che a differenza di altre saghe ottiene il giusto rispetto e diventa un ottimo mentore e padre surrogato per Adonis, Stallone qua è Strepitoso e da il meglio di se come attore, fa sorridere, è tonto, simpatico, l'allenamento di un allievo richiama quello del quinto capitolo ma questa volta si costruisce un bel rapporto tra i due, e quando arriva quella notizia drammatica con quel rifiuto e quel "se lotto io devi lottare anche tu" si sentono vere e sincere emozioni. Insomma è un bel film ma non significa che non abbia dei problemi, specie la relazione amorosa con Tessa Thompson mi annoia per come appare molto generica e senza spessore tanto che non ha alcun ruolo nella storia, il montaggio con le motociclette che gli vanno intorno in slowmo non è cosi tanto epico come crede di essere, Michael B. Jordan funziona nel fisico ma meno in recitazione e lo stesso Adonis come personaggio è strano e paradossale per come è sia Povero che Ricco, vuole un futuro ma aveva il lavoro sicuro, senza un nome ma figlio di una celebrità, pieno di ambizione ma ha tutto facile senza vere difficoltà, è un ragazzo difficile della strada dal passato criminale pronto alla rissa ma è anche calmo, gentile e dai modi educati, è scritto come se fosse tutto e il contrario di tutto e per questo si fa fatica ad immedesimarsi in lui. Nel complesso Creed è un buon film che un passo alla volta omaggia la serie con il giusto rispetto, costruisce una sfida per vincere e meritarsi l'eredità del passato mischiando bene dramma e combattimenti.
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Anno: 2015
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Rocky 5
Recensione Film
Anno: 1990
Regia: John G. Avildsen
Genere: Dramma, Sportivo
★★ 😳
Rocky si ritira dall mondo della boxe e prova a fare il maestro allenando un allievo promettente. Quinto capitolo che fa di tutto per tornare allo spirito iniziale e allontanarsi dalla deriva esagerata che ha preso il quarto capitolo cosi ritorna il regista del primo, si rimette gli stessi vestiti, le stesse ambientazioni originali, torna povero, umile, tontolone, insomma tutto è una chiaro e deciso cambio di rotta per recuperare l'anima della saga persa lungo la strada. E ammiro il ritorno alle radici cosi come il coraggio di allontanarsi dalla solita formula collaudata e andare addirittura contro le aspettative del pubblico tanto da non mettere Rocky sul ring, mi piace anche il dramma dei rischi per la sua salute che questa volta sono una problema inevitabile che lo mette in ginocchio mostrando dei limiti umani per il personaggio. La storia ha qualcosa d'interessante per come mette in parallelo il rapporto con il figlio con quello dell allievo e cerca di parlare di eredità e valori da trasmettere, Rocky non potendo piu combattere cede all egoismo per restare ancora nel mondo della boxe ma cosi trascura il figlio che finisce su una cattiva strada e quando l'allievo si rivela non all altezza dei suoi insegnamenti e viene tentato dal diavolo Duke (ispirato al famoso procuratore Don king) Rocky capisce l'importanza di fare il padre dimostrando al figlio in una rissa da bar il suo disprezzo per avidità e ingratitudine. Ma nonostante il film ha tante cose che ammiro resta pesante da guardare, il ritmo è soporifero, mi irritano molto i problemi adolescenziali del figlio che è geloso e vuole le attenzioni del papà quando quello prova a lavorare e seguire le sue passioni, l'allievo Tommy è fin troppo un bamboccione deficente per essere un personaggio interessante, l'utilizzo della musica RAP mi fa cagare e stona con il tono della serie, ridicolo come alla fine il prete spunta dal nulla per benedire Rocky, la scena dei giornalisti che insultano il campione è assurda e inverosimile visto che di solito sono sempre leccaculo, la perdita di tutti i soldi per colpa di Paulie è una cosa che accade in modo molto forzato e repentino, odio che rinuncia a sfruttare la sua popolarità e fare pubblicità per tirarsi fuori dai problemi e anche il ritorno dei vestiti e delle ambientazioni storiche sembra un modo molto ruffiano per agrapparsi alla qualità del primo e giocare a tutti i costi con la nostalgia dei fan, specie il tirare fuori il povero Mickey dal cilindro in un flashback sembra una mossa fatta solo per strappare lacrimoni. Alla fine è bello come chiude il cerchio del viaggio umano di Rocky tornando all punto di partenza ma l'esecuzione non mi piace, tutto è molto scialbo, non convince ne il dramma ne lo spettacolo, tecnicamente è mediocre e della saga per me resta quello piu pesante da riguardare.
Anno: 1990
Regia: John G. Avildsen
Genere: Dramma, Sportivo
★★ 😳
Rocky si ritira dall mondo della boxe e prova a fare il maestro allenando un allievo promettente. Quinto capitolo che fa di tutto per tornare allo spirito iniziale e allontanarsi dalla deriva esagerata che ha preso il quarto capitolo cosi ritorna il regista del primo, si rimette gli stessi vestiti, le stesse ambientazioni originali, torna povero, umile, tontolone, insomma tutto è una chiaro e deciso cambio di rotta per recuperare l'anima della saga persa lungo la strada. E ammiro il ritorno alle radici cosi come il coraggio di allontanarsi dalla solita formula collaudata e andare addirittura contro le aspettative del pubblico tanto da non mettere Rocky sul ring, mi piace anche il dramma dei rischi per la sua salute che questa volta sono una problema inevitabile che lo mette in ginocchio mostrando dei limiti umani per il personaggio. La storia ha qualcosa d'interessante per come mette in parallelo il rapporto con il figlio con quello dell allievo e cerca di parlare di eredità e valori da trasmettere, Rocky non potendo piu combattere cede all egoismo per restare ancora nel mondo della boxe ma cosi trascura il figlio che finisce su una cattiva strada e quando l'allievo si rivela non all altezza dei suoi insegnamenti e viene tentato dal diavolo Duke (ispirato al famoso procuratore Don king) Rocky capisce l'importanza di fare il padre dimostrando al figlio in una rissa da bar il suo disprezzo per avidità e ingratitudine. Ma nonostante il film ha tante cose che ammiro resta pesante da guardare, il ritmo è soporifero, mi irritano molto i problemi adolescenziali del figlio che è geloso e vuole le attenzioni del papà quando quello prova a lavorare e seguire le sue passioni, l'allievo Tommy è fin troppo un bamboccione deficente per essere un personaggio interessante, l'utilizzo della musica RAP mi fa cagare e stona con il tono della serie, ridicolo come alla fine il prete spunta dal nulla per benedire Rocky, la scena dei giornalisti che insultano il campione è assurda e inverosimile visto che di solito sono sempre leccaculo, la perdita di tutti i soldi per colpa di Paulie è una cosa che accade in modo molto forzato e repentino, odio che rinuncia a sfruttare la sua popolarità e fare pubblicità per tirarsi fuori dai problemi e anche il ritorno dei vestiti e delle ambientazioni storiche sembra un modo molto ruffiano per agrapparsi alla qualità del primo e giocare a tutti i costi con la nostalgia dei fan, specie il tirare fuori il povero Mickey dal cilindro in un flashback sembra una mossa fatta solo per strappare lacrimoni. Alla fine è bello come chiude il cerchio del viaggio umano di Rocky tornando all punto di partenza ma l'esecuzione non mi piace, tutto è molto scialbo, non convince ne il dramma ne lo spettacolo, tecnicamente è mediocre e della saga per me resta quello piu pesante da riguardare.
3 maggio 2024
Rocky 4
Recensione Film
Anno: 1985
Regia: Sylvester Stallone
Genere: Sportivo, Musical
★★★ 😂
Rocky deve vendicare l'amico e affrontare super guerriero sovietico. Quarto capitolo della saga che esplode in super tamarraggine anni 80 dove i toni sono ridicoli e da puro wrestling, la storia è fumettosa e non fa altro che presentare il cattivo per poi affrontarlo e piu che un vero film sono sei montaggi musicali fusi insieme ispirati al boom di MTV. Ma nonostante le tante critiche che si possono fare nel suo essere un film degli eccessi raggiunge una forte e unica impronta stilistica che ammiro molto ed è sempre una goduria guardare i montaggi ritmati, adoro i tanti lensflare, Drago è uno dei migliori antagonisti del cinema per come appare freddo, spaventoso ed invincibile, belli sono i flashback drammatici quando lui è in lamborghini sotto le note di "there is no easy way out", mi piacciono gli allenamenti in parallelo dove Rocky fa il boscaiolo nella neve per rappresentare l'umanità mentre Drago viene allenato scientificamente come una arida macchina, ci sono frasi indimenticabili con quell "ti spiezo in due" del doppiaggio italiano ma anche quel "non fa male, non fa male", il duello finale è una goduria super epica pieno di spettacolo e arrivano i brividi quando lui riesce a ferire Drago e parte un altro montaggio musicale per segnare la rimonta, e per quanto assurdo il monologo finale sulla possibilità di cambiare ha per certi versi iniziato la fine della guerra fredda e preparato alla caduta del muro di berlino. Ovviamente è un film di Propaganda, ma lo è in modo spudorato per come parte con l'immagine del guantone americano che esplode contro il guantone sovietico, Rocky è il capitan america che da il pugno ad Hitler, incarna l'individualismo dell ideale americano contro l'apparato politico sovietico, quando scappa dagli agenti del KGB per scalare la montagna è un momento simbolo della voglia di libertà mentre Drago è uno schiavo, è una marionetta Frankenstein che appartiene al partito e la vera vittoria di Rocky è quando risveglia in Drago il suo individualismo e decide di lottare per se stesso e non per i sovietici. E vanno bene le critiche sul fatto che sia un film Fazioso e Reganiano ma io ammiro che comunque prende posizione in modo cosi spudorato e critica il fottuto comunismo sovietico, molti dimenticano o non sanno quanto è stato una merda l'ideologia comunista e quanta gente per anni ha pensato fosse il paradiso, cosi un film commerciale che nel 85 ha le palle per dire basta, è ora di cambiare, ottiene tutto il mio rispetto. Nel 2021 Stallone ha montato una nuova versione dove da piu spazio ad Apollo, tolto lo stupido robot, i bambini alla tv, Gorbaciov non applaude piu e vengono stemperate alcune esagerazioni, ed è interessante guardare anche il documentario durante questo processo (cè su youtube) dove Stallone spiega che l'ispirazione gli è venuta dalla vera storia di Joe Luis contro un nazista e da uomo maturo riflette che avrebbe diretto il film in modo diverso come ad esempio rimpiange la decisione su Apollo. Nell insieme Rocky 4 è uno dei film piu iconici e rappresentativi degli anni 80, è ridicolo, scemo, assurdo, si ride in continuazione, è orgogliosamente occidentale e patriottico ma lo si ama anche per questo.
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Rocky 1 (1976)
Rocky 2 (1979)
Rocky 3 (1982)
Anno: 1985
Regia: Sylvester Stallone
Genere: Sportivo, Musical
★★★ 😂
Rocky deve vendicare l'amico e affrontare super guerriero sovietico. Quarto capitolo della saga che esplode in super tamarraggine anni 80 dove i toni sono ridicoli e da puro wrestling, la storia è fumettosa e non fa altro che presentare il cattivo per poi affrontarlo e piu che un vero film sono sei montaggi musicali fusi insieme ispirati al boom di MTV. Ma nonostante le tante critiche che si possono fare nel suo essere un film degli eccessi raggiunge una forte e unica impronta stilistica che ammiro molto ed è sempre una goduria guardare i montaggi ritmati, adoro i tanti lensflare, Drago è uno dei migliori antagonisti del cinema per come appare freddo, spaventoso ed invincibile, belli sono i flashback drammatici quando lui è in lamborghini sotto le note di "there is no easy way out", mi piacciono gli allenamenti in parallelo dove Rocky fa il boscaiolo nella neve per rappresentare l'umanità mentre Drago viene allenato scientificamente come una arida macchina, ci sono frasi indimenticabili con quell "ti spiezo in due" del doppiaggio italiano ma anche quel "non fa male, non fa male", il duello finale è una goduria super epica pieno di spettacolo e arrivano i brividi quando lui riesce a ferire Drago e parte un altro montaggio musicale per segnare la rimonta, e per quanto assurdo il monologo finale sulla possibilità di cambiare ha per certi versi iniziato la fine della guerra fredda e preparato alla caduta del muro di berlino. Ovviamente è un film di Propaganda, ma lo è in modo spudorato per come parte con l'immagine del guantone americano che esplode contro il guantone sovietico, Rocky è il capitan america che da il pugno ad Hitler, incarna l'individualismo dell ideale americano contro l'apparato politico sovietico, quando scappa dagli agenti del KGB per scalare la montagna è un momento simbolo della voglia di libertà mentre Drago è uno schiavo, è una marionetta Frankenstein che appartiene al partito e la vera vittoria di Rocky è quando risveglia in Drago il suo individualismo e decide di lottare per se stesso e non per i sovietici. E vanno bene le critiche sul fatto che sia un film Fazioso e Reganiano ma io ammiro che comunque prende posizione in modo cosi spudorato e critica il fottuto comunismo sovietico, molti dimenticano o non sanno quanto è stato una merda l'ideologia comunista e quanta gente per anni ha pensato fosse il paradiso, cosi un film commerciale che nel 85 ha le palle per dire basta, è ora di cambiare, ottiene tutto il mio rispetto. Nel 2021 Stallone ha montato una nuova versione dove da piu spazio ad Apollo, tolto lo stupido robot, i bambini alla tv, Gorbaciov non applaude piu e vengono stemperate alcune esagerazioni, ed è interessante guardare anche il documentario durante questo processo (cè su youtube) dove Stallone spiega che l'ispirazione gli è venuta dalla vera storia di Joe Luis contro un nazista e da uomo maturo riflette che avrebbe diretto il film in modo diverso come ad esempio rimpiange la decisione su Apollo. Nell insieme Rocky 4 è uno dei film piu iconici e rappresentativi degli anni 80, è ridicolo, scemo, assurdo, si ride in continuazione, è orgogliosamente occidentale e patriottico ma lo si ama anche per questo.
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Rocky 1 (1976)
Rocky 2 (1979)
Rocky 3 (1982)
2 maggio 2024
Rocky 3
Recensione Film
Anno: 1982
Regia: Sylvester Stallone
Genere: Sportivo
★★★ 😳
Rocky si gode il successo ma la sfida di un nuovo pugile cambierà tutto. Terzo capitolo della saga che si butta in pieno negli esagerati anni 80 e la poetica umana dei primi fa il posto a toni molto piu commerciali, ma bellissimo è il montaggio iniziale sotto le leggendarie note di Eye of the Tiger dove si mostra Rocky combattere e vivere come una celebrità mentre in parallelo l'antagonista Clubber Lang pieno di ambizione si allena duramente per raggiungere la vetta, commovente è il rapporto con Mickey, bello come Apollo lo aiuta negli allenamenti sviluppando una grande amicizia e lo scontro finale è epico al punto giusto con le provocazioni, gli insulti, le epiche schivate e l'orchestra che impazzisce e va a ritmo con i pugni. Anche la storia ha qualcosa d'interessante per come è META e autoriale e continua a riflettere la carriera di Stallone che ottenuto fama e successo si ritrova imborghesito e senza piu la passione di un tempo con la ricchezza, la posizione comoda e di conforto lo hanno reso piu debole e la paura di perdere tutto lo paralizza, poi mi piace come all inizio Paulie odia ed è geloso dell'icona commerciale di Rocky e spacca il flipper anticipando come lo stesso Rocky avrà disgusto per la sua icona e farà praticamente la stessa cosa lanciando il casco contro la statua. Ma per quanto sia un film divertente è anche pieno di stupidera anni 80 che non mi fa impazzire, il pessimo scontro di wrestling con Hulk Hogan è simbolico per come svilisce l'universo di Rocky ad un grande e scemo circo per il pubblico, Stallone recita oramai se stesso e non è piu lo stesso amabile tontolone dei primi, molti apprezzano la scena della spiaggia dove Adrian gli urla di smettere di essere triste e depresso ma per quanto bella questo urlare è un modo di esporre i sentimenti molto volgare e poco sottile, le mezze magliettine anni 80 che arrivano sopra l'ombelico sono inguardabili, le inquadrature dove sono sulla spiaggia non sono male ma gli slowmotion sulle loro facce sceme appaiono troppo ridicole, oramai lo schema di montaggi, vittorie e sconfitte diventa fin troppo formulaico e l'antagonista funziona ma è poco piu di una figurina di carta e non ha alcuno spessore anzi il suo atteggiarsi da bullo di periferia abbassa il livello di scontro a poco piu di una rissa da bar. A parte questo il terzo Rocky continua a divertire, Eye of the Tiger resterà per sempre una delle musiche piu motivazionali di tutti i tempi e senza i sequel quel freeze frame finale sarebbe stato un ottima chiusura della trilogia.
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Rocky (1976)
Rocky 2 (1979)
Anno: 1982
Regia: Sylvester Stallone
Genere: Sportivo
★★★ 😳
Rocky si gode il successo ma la sfida di un nuovo pugile cambierà tutto. Terzo capitolo della saga che si butta in pieno negli esagerati anni 80 e la poetica umana dei primi fa il posto a toni molto piu commerciali, ma bellissimo è il montaggio iniziale sotto le leggendarie note di Eye of the Tiger dove si mostra Rocky combattere e vivere come una celebrità mentre in parallelo l'antagonista Clubber Lang pieno di ambizione si allena duramente per raggiungere la vetta, commovente è il rapporto con Mickey, bello come Apollo lo aiuta negli allenamenti sviluppando una grande amicizia e lo scontro finale è epico al punto giusto con le provocazioni, gli insulti, le epiche schivate e l'orchestra che impazzisce e va a ritmo con i pugni. Anche la storia ha qualcosa d'interessante per come è META e autoriale e continua a riflettere la carriera di Stallone che ottenuto fama e successo si ritrova imborghesito e senza piu la passione di un tempo con la ricchezza, la posizione comoda e di conforto lo hanno reso piu debole e la paura di perdere tutto lo paralizza, poi mi piace come all inizio Paulie odia ed è geloso dell'icona commerciale di Rocky e spacca il flipper anticipando come lo stesso Rocky avrà disgusto per la sua icona e farà praticamente la stessa cosa lanciando il casco contro la statua. Ma per quanto sia un film divertente è anche pieno di stupidera anni 80 che non mi fa impazzire, il pessimo scontro di wrestling con Hulk Hogan è simbolico per come svilisce l'universo di Rocky ad un grande e scemo circo per il pubblico, Stallone recita oramai se stesso e non è piu lo stesso amabile tontolone dei primi, molti apprezzano la scena della spiaggia dove Adrian gli urla di smettere di essere triste e depresso ma per quanto bella questo urlare è un modo di esporre i sentimenti molto volgare e poco sottile, le mezze magliettine anni 80 che arrivano sopra l'ombelico sono inguardabili, le inquadrature dove sono sulla spiaggia non sono male ma gli slowmotion sulle loro facce sceme appaiono troppo ridicole, oramai lo schema di montaggi, vittorie e sconfitte diventa fin troppo formulaico e l'antagonista funziona ma è poco piu di una figurina di carta e non ha alcuno spessore anzi il suo atteggiarsi da bullo di periferia abbassa il livello di scontro a poco piu di una rissa da bar. A parte questo il terzo Rocky continua a divertire, Eye of the Tiger resterà per sempre una delle musiche piu motivazionali di tutti i tempi e senza i sequel quel freeze frame finale sarebbe stato un ottima chiusura della trilogia.
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Rocky (1976)
Rocky 2 (1979)
1 maggio 2024
Rocky 2
Recensione Film
Anno: 1979
Regia: Sylvester Stallone
Genere: Sportivo, Dramma
★★★ 😏
Rocky cerca un vita normale fuori dal ring ma alla fine cede alla rivincita con Apollo. Secondo Film della serie diretto dallo stesso Stallone che forte del successo del primo autocelebra il suo personaggio offrendo molto piu spettacolo, ed è Interessante come evolve la vita di Rocky che deve trovare un vero lavoro per mantenere la sua famiglia, bello come viene umiliato perché non sa leggere e cosi si avvicina alla lettura e come si affida alla fede per trovare conforto spirituale, fa ridere l'allenamento inseguendo le galline, gasa molto il montaggio dove corre per la città insieme a centinaia di bambini e la battaglia finale emoziona al punto giusto con tanti pugni in testa e un bell uso dello slow-mo su teste bagnate per enfatizzare i colpi. Fa piacere il ritorno del vecchio Mickey che simpaticissimo ha piu spazio come allenatore e funziona molto bene anche Apollo che viene caratterizzato meglio e si mostra quanto è stata grande per lui la sconfitta fino a costruire una seria voglia di rivincita che lo rende ancora un pericoloso antagonista. Ma nonostante sia un film godibile qualcosa si perde sul lato della sincerità, il budget è piu alto ma manca tutta la grezza poetica dell primo e il dramma presentato appare lento, forzato e pretestuoso, apprezzo quello che si vuole fare all inizio ma il non riuscire a trovare lavoro non ha senso se poi tutta la città è dalla sua parte, pessima è la questione del coma improvviso per strappare lacrimoni, non mi piace come è gestita la crisi della coppia con tutto quell dialogo spazzatura del "tu fai la donna, lasciami fare l'uomo" e Adrian che cambia idea senza una chiara spiegazione se non quella di far felice il pubblico che vuole le botte. Comunque anche se non arriva ai livelli artistici del precedente la ripetizione della formula funziona e costruisce facile su solide fondamenta, Rocky resta un buon protagonista e l'appassionante duello finale riesce a divertire e a far dimenticare quasi tutti problemi del film.
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Rocky (1976)
Anno: 1979
Regia: Sylvester Stallone
Genere: Sportivo, Dramma
★★★ 😏
Rocky cerca un vita normale fuori dal ring ma alla fine cede alla rivincita con Apollo. Secondo Film della serie diretto dallo stesso Stallone che forte del successo del primo autocelebra il suo personaggio offrendo molto piu spettacolo, ed è Interessante come evolve la vita di Rocky che deve trovare un vero lavoro per mantenere la sua famiglia, bello come viene umiliato perché non sa leggere e cosi si avvicina alla lettura e come si affida alla fede per trovare conforto spirituale, fa ridere l'allenamento inseguendo le galline, gasa molto il montaggio dove corre per la città insieme a centinaia di bambini e la battaglia finale emoziona al punto giusto con tanti pugni in testa e un bell uso dello slow-mo su teste bagnate per enfatizzare i colpi. Fa piacere il ritorno del vecchio Mickey che simpaticissimo ha piu spazio come allenatore e funziona molto bene anche Apollo che viene caratterizzato meglio e si mostra quanto è stata grande per lui la sconfitta fino a costruire una seria voglia di rivincita che lo rende ancora un pericoloso antagonista. Ma nonostante sia un film godibile qualcosa si perde sul lato della sincerità, il budget è piu alto ma manca tutta la grezza poetica dell primo e il dramma presentato appare lento, forzato e pretestuoso, apprezzo quello che si vuole fare all inizio ma il non riuscire a trovare lavoro non ha senso se poi tutta la città è dalla sua parte, pessima è la questione del coma improvviso per strappare lacrimoni, non mi piace come è gestita la crisi della coppia con tutto quell dialogo spazzatura del "tu fai la donna, lasciami fare l'uomo" e Adrian che cambia idea senza una chiara spiegazione se non quella di far felice il pubblico che vuole le botte. Comunque anche se non arriva ai livelli artistici del precedente la ripetizione della formula funziona e costruisce facile su solide fondamenta, Rocky resta un buon protagonista e l'appassionante duello finale riesce a divertire e a far dimenticare quasi tutti problemi del film.
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Rocky (1976)
21 agosto 2023
Gran Turismo
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Neill Blomkamp
Genere: Sportivo
★★★ 😏
Giovane esperto di videogiochi sogna le corse d'auto e ha la possibilità di realizzare i suoi sogni. Basato su una storia vera questo film sportivo è un grande omaggio alla famosa serie di videogiochi playstation e al marchio Sony, tutto è molto generico e segue uno schema visto e rivisto mille volte nei film sportivi con allenamenti, sfide, gelosie, voglia di rivalsa e montaggi vari ma persino l'idea di esperto di videogiochi buttato nel mondo reale è un qualcosa che sa di gia visto in altre storie come Last starfighter. Triste vedere Neill Blomkamp ridotto a fare questi film e qua ci prova riempiendo il film di inquadrature di auto da tutti gli angoli e offre qualche idea carina come visuali di realtà aumentata o una dove la macchina si scompone ma manca di vero stile e a fatica si allontana dal plastico prodotto commerciale tanto che a tratti sembra solo un lungo e arido spot pubblicitario, poi il protagonista manca di carisma e appare anonimo, i montaggi sono troppo frenetici, le interazioni dei personaggi troppo frettolose e arrivano abbracci sentiti che pretendono il momento emotivo anche quando manca una vera costruzione dei rapporti. Ma nel complesso seppur molto cliché il tutto nella sua mediocrità funziona, la storia con il suo salto tra virtuale e dura realtà piena di rischi offre bene il sogno delle competizioni sportive agli amanti dei motori e con il suo insieme di vittorie e sconfitte riesce ad intrattenere bene, sopratutto mi è piaciuto un momento di grave sconfitta drammatica anche piuttosto graffiante che andava secondo me esplorato meglio visto è accaduto per davvero, poi mi è piaciuto il padre del protagonista che ha totalmente ragione e cerca all inizio di ripetergli quanto il suo sogno sia pura follia ed è interessante il personaggio di Orlando Bloom per come è uno strano giullare ambiguo ma la vera cosa che salva il film dalla solita cagatella sportiva è David Harbour che con la sua interpretazione si mangia tutti, lui da solo regge l'intera baracca con il suo ruolo di mentore duro, passionale, spietato, pieno di saggezza, amore paterno e speranza e addirittura accende nello spettatore l'amore per le corse e la voglia di vincere piu del protagonista stesso. Insomma non è niente di eccezionale, ci sono tanti film migliori sulle corse d'auto ma seppur molto generico e modesto riesce ad offrire i giusti sogni di gloria adolescenziali.
Anno: 2023
Regia: Neill Blomkamp
Genere: Sportivo
★★★ 😏
Giovane esperto di videogiochi sogna le corse d'auto e ha la possibilità di realizzare i suoi sogni. Basato su una storia vera questo film sportivo è un grande omaggio alla famosa serie di videogiochi playstation e al marchio Sony, tutto è molto generico e segue uno schema visto e rivisto mille volte nei film sportivi con allenamenti, sfide, gelosie, voglia di rivalsa e montaggi vari ma persino l'idea di esperto di videogiochi buttato nel mondo reale è un qualcosa che sa di gia visto in altre storie come Last starfighter. Triste vedere Neill Blomkamp ridotto a fare questi film e qua ci prova riempiendo il film di inquadrature di auto da tutti gli angoli e offre qualche idea carina come visuali di realtà aumentata o una dove la macchina si scompone ma manca di vero stile e a fatica si allontana dal plastico prodotto commerciale tanto che a tratti sembra solo un lungo e arido spot pubblicitario, poi il protagonista manca di carisma e appare anonimo, i montaggi sono troppo frenetici, le interazioni dei personaggi troppo frettolose e arrivano abbracci sentiti che pretendono il momento emotivo anche quando manca una vera costruzione dei rapporti. Ma nel complesso seppur molto cliché il tutto nella sua mediocrità funziona, la storia con il suo salto tra virtuale e dura realtà piena di rischi offre bene il sogno delle competizioni sportive agli amanti dei motori e con il suo insieme di vittorie e sconfitte riesce ad intrattenere bene, sopratutto mi è piaciuto un momento di grave sconfitta drammatica anche piuttosto graffiante che andava secondo me esplorato meglio visto è accaduto per davvero, poi mi è piaciuto il padre del protagonista che ha totalmente ragione e cerca all inizio di ripetergli quanto il suo sogno sia pura follia ed è interessante il personaggio di Orlando Bloom per come è uno strano giullare ambiguo ma la vera cosa che salva il film dalla solita cagatella sportiva è David Harbour che con la sua interpretazione si mangia tutti, lui da solo regge l'intera baracca con il suo ruolo di mentore duro, passionale, spietato, pieno di saggezza, amore paterno e speranza e addirittura accende nello spettatore l'amore per le corse e la voglia di vincere piu del protagonista stesso. Insomma non è niente di eccezionale, ci sono tanti film migliori sulle corse d'auto ma seppur molto generico e modesto riesce ad offrire i giusti sogni di gloria adolescenziali.
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5 marzo 2023
Creed 3
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Michael B. Jordan
Genere: Sportivo, Azione
★★ 😳
Esce dal carcere vecchio amico di Adonis che diventa sempre piu antagonista e problematico. Terzo film di questo Sequel/spinoff della saga di Rocky che prova a costruire una rivalità accesa che dovrebbe simboleggiare il passato criminale del protagonista da vincere ora che ha messo la testa a posto ma tutto è molto frettoloso e approssimativo, il film segue lo schema della saga senza passione e piu di una volta arriva la noia e lo sbadiglio quando parte il melodramma noiosissimo con lente scene blabla in famiglia dove si usa forzatamente la figlia muta in dialoghi a gesti sottotitoliati per accumolare punti di virtuosismo ma cosi invece di creare un bel rapporto fatto di azioni e carezze la figlia si finisce per odiarla. Ancora una volta poi Michael B. Jordan non mi ha convinto, non funziona come protagonista e non mi sembra per nulla credibile come esperto pugile per come fa troppo il fighetto e manca di carattere, Jonathan Majors invece ci prova ed è piu credibile come tonto galeotto mezzo scemo appena uscito dal carcere ma se all inizio provano a caratterizzare il suo rancore e voglia di rivalsa poi viene sprecato e nella seconda parte diventa arrogante e cattivo in modo cliché. Per fortuna quando salgono sul ring un po' di spettacolo arriva e sono carini gli slowmotion utilizzati per mirare a precise parti del corpo o mi è piaciuto un momento astratto dove il pubblico sparisce e spunta una gabbia sulla schiena, peccato che tutto è registicamente acerbo, si sente molto che questo è il primo film di Jordan e non ha le capacità per costruire veri momenti emozionanti, sembra quasi che voleva rifare il film Warrior ma non ne aveva il talento cosi tutto arriva piatto, scene, dialoghi e musica non colpiscono, ci sono cose che dubito siano legali nel mondo della Boxe e i duelli sono piu risse in pubblico che eventi sportivi, poi il finale fa cagare per come è frettoloso e banale con rancori perdonati in modo stupido e sono scoppiato a ridere quando mi sono accorto che alla fine lui veste di bianco e l'antagonista di nero, persino i guantoni! non ci volevo credere per quanto fosse didascalico. Nel complesso è un film molto mediocre che non ha vero cuore, la mancanza del vecchio Stallone come mentore si sente e per come sfocia nel tamarro e nel melodrama scemo sembra molto una copia tarocca della saga di Rocky.
Anno: 2023
Regia: Michael B. Jordan
Genere: Sportivo, Azione
★★ 😳
Esce dal carcere vecchio amico di Adonis che diventa sempre piu antagonista e problematico. Terzo film di questo Sequel/spinoff della saga di Rocky che prova a costruire una rivalità accesa che dovrebbe simboleggiare il passato criminale del protagonista da vincere ora che ha messo la testa a posto ma tutto è molto frettoloso e approssimativo, il film segue lo schema della saga senza passione e piu di una volta arriva la noia e lo sbadiglio quando parte il melodramma noiosissimo con lente scene blabla in famiglia dove si usa forzatamente la figlia muta in dialoghi a gesti sottotitoliati per accumolare punti di virtuosismo ma cosi invece di creare un bel rapporto fatto di azioni e carezze la figlia si finisce per odiarla. Ancora una volta poi Michael B. Jordan non mi ha convinto, non funziona come protagonista e non mi sembra per nulla credibile come esperto pugile per come fa troppo il fighetto e manca di carattere, Jonathan Majors invece ci prova ed è piu credibile come tonto galeotto mezzo scemo appena uscito dal carcere ma se all inizio provano a caratterizzare il suo rancore e voglia di rivalsa poi viene sprecato e nella seconda parte diventa arrogante e cattivo in modo cliché. Per fortuna quando salgono sul ring un po' di spettacolo arriva e sono carini gli slowmotion utilizzati per mirare a precise parti del corpo o mi è piaciuto un momento astratto dove il pubblico sparisce e spunta una gabbia sulla schiena, peccato che tutto è registicamente acerbo, si sente molto che questo è il primo film di Jordan e non ha le capacità per costruire veri momenti emozionanti, sembra quasi che voleva rifare il film Warrior ma non ne aveva il talento cosi tutto arriva piatto, scene, dialoghi e musica non colpiscono, ci sono cose che dubito siano legali nel mondo della Boxe e i duelli sono piu risse in pubblico che eventi sportivi, poi il finale fa cagare per come è frettoloso e banale con rancori perdonati in modo stupido e sono scoppiato a ridere quando mi sono accorto che alla fine lui veste di bianco e l'antagonista di nero, persino i guantoni! non ci volevo credere per quanto fosse didascalico. Nel complesso è un film molto mediocre che non ha vero cuore, la mancanza del vecchio Stallone come mentore si sente e per come sfocia nel tamarro e nel melodrama scemo sembra molto una copia tarocca della saga di Rocky.
28 febbraio 2023
Hustle
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Jeremiah Zagar
Genere: Sportivo
★★★ 😑
Talent Scout di basket trova giovane promessa spagnola e rischia tutto per portarlo nell NBA. Semplice film sportivo che segue schemi piuttosto collaudati senza offrire niente di interessante dal punto di vista narrativo o tecnico, è la solita storia di allenamento di un giovane che aiuta anche l'adulto ad avere il suo riscatto e per questo sa molto di gia visto mille volte tanto che richiama spesso ai Rocky con i suoi montaggi di allenamento e per assurdo mi è venuto anche in mente l'allenatore nel pallone. Buone comunque le scene di basket eseguite da professionisti che mostrano le loro straordinarie capacità, carini i vari cameo e sopratutto brilla il giovane giocatore spagnolo Juancho Hernangómez che si presta a fare l'attore e ci mette tutto il fisico e il corpo per trascinare l'emotività di un ragazzo della strada che non deve perdere l'occasione di una vita, per questo funzionano gli scontri piu intensi sul campo da gioco dove rischia tutto, e mi piace come si sottolinea che non bastano le capacità fisiche ma per vincere bisogna anche avere la forza mentale per sopportare il trash talk e gli insulti piu intimi e personali. Un peccato che il film si rivela troppo mediocre, non ha idee, guizzi di regia, elementi comici o drammatici, si perde completamente nel finale non sapendo bene come chiudere la storia, e poi Adam Sandler ci prova a guidare il tutto con una sincero amore per questo sport ma a parte fare le faccette e continui commenti ad ogni situazione aggiunge poco o nulla al film e chiunque sarebbe stato meglio nel ruolo di mentore. Nel complesso è una decente storia sportiva per gli amanti del basket ma manca di identità e autentica forza narrativa cosi risulta piuttosto mediocre e dimenticabile.
Anno: 2022
Regia: Jeremiah Zagar
Genere: Sportivo
★★★ 😑
Talent Scout di basket trova giovane promessa spagnola e rischia tutto per portarlo nell NBA. Semplice film sportivo che segue schemi piuttosto collaudati senza offrire niente di interessante dal punto di vista narrativo o tecnico, è la solita storia di allenamento di un giovane che aiuta anche l'adulto ad avere il suo riscatto e per questo sa molto di gia visto mille volte tanto che richiama spesso ai Rocky con i suoi montaggi di allenamento e per assurdo mi è venuto anche in mente l'allenatore nel pallone. Buone comunque le scene di basket eseguite da professionisti che mostrano le loro straordinarie capacità, carini i vari cameo e sopratutto brilla il giovane giocatore spagnolo Juancho Hernangómez che si presta a fare l'attore e ci mette tutto il fisico e il corpo per trascinare l'emotività di un ragazzo della strada che non deve perdere l'occasione di una vita, per questo funzionano gli scontri piu intensi sul campo da gioco dove rischia tutto, e mi piace come si sottolinea che non bastano le capacità fisiche ma per vincere bisogna anche avere la forza mentale per sopportare il trash talk e gli insulti piu intimi e personali. Un peccato che il film si rivela troppo mediocre, non ha idee, guizzi di regia, elementi comici o drammatici, si perde completamente nel finale non sapendo bene come chiudere la storia, e poi Adam Sandler ci prova a guidare il tutto con una sincero amore per questo sport ma a parte fare le faccette e continui commenti ad ogni situazione aggiunge poco o nulla al film e chiunque sarebbe stato meglio nel ruolo di mentore. Nel complesso è una decente storia sportiva per gli amanti del basket ma manca di identità e autentica forza narrativa cosi risulta piuttosto mediocre e dimenticabile.
10 febbraio 2022
Una Famiglia Vincente - King Richard
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Reinaldo Marcus Green
Genere: Sportivo, Bio-pic
★★★★ 😊
Padre sognatore allena con determinazione le figlie per trasformarle in campionesse di Tennis. Biopic sportivo che mostra l'impegno e la costanza folle del padre delle sorelle Williams che ha scommesso la vita della sua famiglia in un sogno cieco di successo, e il tutto è un film caldo, con un bel gruppo familiare unito e compatto, c'è tanta bella energia positiva, tanto ottimismo e voglia di fare che viene trasmessa dalla storia, Will Smith convince, la buona sceneggiatura ti fa entrare nella prospettiva del padre che parte da umili origini di un ghetto per elevarsi nel mondo alto boghese del tennis e anche la regia è solida nonostante sia quel tipo di film che non cerca di essere appariscente con inquadrature particolari. E mi intriga molto questo padre perche è una figura piuttosto controversa che rasenta molto quella di un autoritario padre padrone che riempie di aspettative e forti pressioni tossiche i figli, pure il messaggio di fondo del "seguire quello che dice tuo padre" va contro tantissime storie moderne che invitano a ribellarsi e fare quello che si vuole tradendo le aspettative dei genitori, ma proprio questo lato Conservatore della storia è da ammirare per come sia un inno al virtuosismo e alla disciplina personale, e poi vengono comunque esplorati bene tutti i difetti, le Egomanie e le vanità del personaggio. Il film scorre bene, simpatica la ricerca di un Coach per le ragazze, di come si allenano al parco con i gangster che rompono le scatole, mi piacciono molto i momenti delle offerte di contratto e la follia di non farle giocare nei tornei giovanili per tre anni facendo impazzire il povero coach che ha tirato fuori i soldi, Insomma è davvero un buon film, certo essendo un bio-pic e film sportivo spuntano alcuni dei classici cliché del genere che rendono tutto un po' generico ma mi piace il forte calore ottimista che insegna a credere nelle potenzialità dei figli, come vengono spronate le cinque figlie a migliorarsi sempre, non solo nello sport ma anche nella vita, restare umili, mai arrendersi, mai abbattersi, è una storia di un successo e determinazione che con semplicità ribadisce quanto sia importante credere e avere fiducia, un grande messaggio di fede per i piu piccoli ma anche per quei genitori senza speranza.
Anno: 2021
Regia: Reinaldo Marcus Green
Genere: Sportivo, Bio-pic
★★★★ 😊
Padre sognatore allena con determinazione le figlie per trasformarle in campionesse di Tennis. Biopic sportivo che mostra l'impegno e la costanza folle del padre delle sorelle Williams che ha scommesso la vita della sua famiglia in un sogno cieco di successo, e il tutto è un film caldo, con un bel gruppo familiare unito e compatto, c'è tanta bella energia positiva, tanto ottimismo e voglia di fare che viene trasmessa dalla storia, Will Smith convince, la buona sceneggiatura ti fa entrare nella prospettiva del padre che parte da umili origini di un ghetto per elevarsi nel mondo alto boghese del tennis e anche la regia è solida nonostante sia quel tipo di film che non cerca di essere appariscente con inquadrature particolari. E mi intriga molto questo padre perche è una figura piuttosto controversa che rasenta molto quella di un autoritario padre padrone che riempie di aspettative e forti pressioni tossiche i figli, pure il messaggio di fondo del "seguire quello che dice tuo padre" va contro tantissime storie moderne che invitano a ribellarsi e fare quello che si vuole tradendo le aspettative dei genitori, ma proprio questo lato Conservatore della storia è da ammirare per come sia un inno al virtuosismo e alla disciplina personale, e poi vengono comunque esplorati bene tutti i difetti, le Egomanie e le vanità del personaggio. Il film scorre bene, simpatica la ricerca di un Coach per le ragazze, di come si allenano al parco con i gangster che rompono le scatole, mi piacciono molto i momenti delle offerte di contratto e la follia di non farle giocare nei tornei giovanili per tre anni facendo impazzire il povero coach che ha tirato fuori i soldi, Insomma è davvero un buon film, certo essendo un bio-pic e film sportivo spuntano alcuni dei classici cliché del genere che rendono tutto un po' generico ma mi piace il forte calore ottimista che insegna a credere nelle potenzialità dei figli, come vengono spronate le cinque figlie a migliorarsi sempre, non solo nello sport ma anche nella vita, restare umili, mai arrendersi, mai abbattersi, è una storia di un successo e determinazione che con semplicità ribadisce quanto sia importante credere e avere fiducia, un grande messaggio di fede per i piu piccoli ma anche per quei genitori senza speranza.
18 dicembre 2021
La Vetta degli Dei
Recensione Film Animato
Anno: 2021
Regia: Patrick Imbert
Genere: Filosofico, Sportivo
★★★ 😮
Giornalista Indaga ed esplora il mondo dell alpinismo. Film animato francese basato sul omonimo manga di Jiro Taniguchi e piu che una storia sportiva il film offre un viaggio spirituale e filosofico che riflette sull senso della vita e sulla forza che ci spinge ad andare avanti, la tecnica di animazione è molto semplice, statica e minimalista ma i disegni sono buoni e gli sfondi sono pazzeschi mostrando questi enormi ghiacciai e queste montagne gelide che rendono piccolissimi i personaggi, le scene piu belle del film sono proprio quando si esplorano queste pericolose montagne dove una mossa sbagliata porta a morte certa in scalate sempre piu in bilico sull abisso, e si percepisce il freddo boia, l'ossigeno rarefatto, la vista annebbiata, le tormente, le corde tese nel vuoto, ci sono alcuni momenti onirici che non ti aspetti, difficoltà memorabili oppure c'è tutto un momento di scalata in solitaria senza dialoghi che è davvero bello. Per questi motivi il film ha tanti picchi di qualità molto profondi e sprituali aiutati da una bella musica emozionante ma non riesce ad avere quel colpo di coda in piu che lo poteva rendere davvero memorabile, mostra il freddo ma è anche un film freddo, si parla di passione e determinazione ma i due protagonisti restano distanti e anche a fine film non li conosci davvero e non ti restano nel cuore, i dialoghi sono molto legnosi e impersonali manco fossero dei robot, questi personaggi si prendono troppo sul serio e non si sente cuore e umanità nei rapporti, dubito fortemente che i veri alpinisti non si mettano ogni tanto a scherzare e mostrare un po' di serenità per alleviare la tensione. Nel complesso è un buon film animato per adulti che riflette sullo scopo dell alpinismo ma sopratutto sul senso di questa gelida nostra vita.
Anno: 2021
Regia: Patrick Imbert
Genere: Filosofico, Sportivo
★★★ 😮
Giornalista Indaga ed esplora il mondo dell alpinismo. Film animato francese basato sul omonimo manga di Jiro Taniguchi e piu che una storia sportiva il film offre un viaggio spirituale e filosofico che riflette sull senso della vita e sulla forza che ci spinge ad andare avanti, la tecnica di animazione è molto semplice, statica e minimalista ma i disegni sono buoni e gli sfondi sono pazzeschi mostrando questi enormi ghiacciai e queste montagne gelide che rendono piccolissimi i personaggi, le scene piu belle del film sono proprio quando si esplorano queste pericolose montagne dove una mossa sbagliata porta a morte certa in scalate sempre piu in bilico sull abisso, e si percepisce il freddo boia, l'ossigeno rarefatto, la vista annebbiata, le tormente, le corde tese nel vuoto, ci sono alcuni momenti onirici che non ti aspetti, difficoltà memorabili oppure c'è tutto un momento di scalata in solitaria senza dialoghi che è davvero bello. Per questi motivi il film ha tanti picchi di qualità molto profondi e sprituali aiutati da una bella musica emozionante ma non riesce ad avere quel colpo di coda in piu che lo poteva rendere davvero memorabile, mostra il freddo ma è anche un film freddo, si parla di passione e determinazione ma i due protagonisti restano distanti e anche a fine film non li conosci davvero e non ti restano nel cuore, i dialoghi sono molto legnosi e impersonali manco fossero dei robot, questi personaggi si prendono troppo sul serio e non si sente cuore e umanità nei rapporti, dubito fortemente che i veri alpinisti non si mettano ogni tanto a scherzare e mostrare un po' di serenità per alleviare la tensione. Nel complesso è un buon film animato per adulti che riflette sullo scopo dell alpinismo ma sopratutto sul senso di questa gelida nostra vita.
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Sport
16 luglio 2021
Space Jam a New legacy
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Malcolm D. Lee
Genere: X Ragazzi, Sport
★★ 😨
LeBron James finisce nei server della Warner e si allea con looney toons per salvare suo figlio. Sequel spirituale dello Space Jam con Micheal Jordan e il tutto è un esagerato film per ragazzini che tra una gag scema e l'altra parla del rapporto difficile tra padri e figli. Parte un po' zoppicando con recitazione blanda e qualche cringiata ma iniziava davvero a piacermi nella parte animata in 2D dove leBron e Bugs bunny saltano da una situazione all altra in modo velocissimo e spassoso, le animazioni in 2D che richiamano i classici sono una gioia per gli occhi e scaldano sinceramente il cuore, ad un certo punto mi era venuto da pensare "wow è meglio dell originale" per come Lebron animato funzionava e si amalgavama meglio dell jordan in carne ed ossa appiccicato al greenscreen, ma poi tristemente parte la partita di Basket e il film abbraccia la diarrea visiva totale in computer grafica e l'orgia di cringiate una dopo l'altra mi ha fatto davvero schifo, questo è il film esemplare per mostrare la differenza stilistica e di toni tra il 2D e il 3D, i Loney toons in Computer grafica sono orribili e inguardabili, sembrano pupazzoni spelacchiati presi al mercatino, perdono ogni charme ed espressività delle versioni a due dimensioni cosi come la fotografia calda piena di colori diventa una diarrea al neon insopportabile. Il cattivo interpretato da Don Cheadle scemo non mi è proprio piaciuto cosi come i super giocatori fanno rimpiangere i grandiosi Monstars dell originale con una battaglia finale che distrugge ogni tipo di regole diventando una vuota gara a chi bara meglio, Oltre a questa orgia di cagate imbarazzanti il film soffre dello stesso problema citazionista/corporativo di ready player one dove le citazioni e i cameo raggiungono livelli troppo assurdi e forzati, qua ce ne sono a centinaia! buona fortuna a trovarle tutte dai flinstones ai film di batman, e per carità presi singolarmente alcuni sono anche simpatici e inaspettati se non si conoscono le propietà Warner ma dio cane durante la partita mettere tutti quei cameo insieme è una distrazione troppo grande e una furbissima operazione di marketing per rafforzare il valore industriale di chi possiede queste IP, per non parlare dei Personaggi di arancia meccanica buttati li a caso mentre Guai a mettere Pepé la puzzola che va bannato a vita! Alla fine per colpa di tutte queste cringiate questo nuovo space Jam digitale è una cagatella per bimbi moderni, ridatece Micheal jordan (quello vero) perché preferisco l'originale.
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Space Jam
Anno: 2021
Regia: Malcolm D. Lee
Genere: X Ragazzi, Sport
★★ 😨
LeBron James finisce nei server della Warner e si allea con looney toons per salvare suo figlio. Sequel spirituale dello Space Jam con Micheal Jordan e il tutto è un esagerato film per ragazzini che tra una gag scema e l'altra parla del rapporto difficile tra padri e figli. Parte un po' zoppicando con recitazione blanda e qualche cringiata ma iniziava davvero a piacermi nella parte animata in 2D dove leBron e Bugs bunny saltano da una situazione all altra in modo velocissimo e spassoso, le animazioni in 2D che richiamano i classici sono una gioia per gli occhi e scaldano sinceramente il cuore, ad un certo punto mi era venuto da pensare "wow è meglio dell originale" per come Lebron animato funzionava e si amalgavama meglio dell jordan in carne ed ossa appiccicato al greenscreen, ma poi tristemente parte la partita di Basket e il film abbraccia la diarrea visiva totale in computer grafica e l'orgia di cringiate una dopo l'altra mi ha fatto davvero schifo, questo è il film esemplare per mostrare la differenza stilistica e di toni tra il 2D e il 3D, i Loney toons in Computer grafica sono orribili e inguardabili, sembrano pupazzoni spelacchiati presi al mercatino, perdono ogni charme ed espressività delle versioni a due dimensioni cosi come la fotografia calda piena di colori diventa una diarrea al neon insopportabile. Il cattivo interpretato da Don Cheadle scemo non mi è proprio piaciuto cosi come i super giocatori fanno rimpiangere i grandiosi Monstars dell originale con una battaglia finale che distrugge ogni tipo di regole diventando una vuota gara a chi bara meglio, Oltre a questa orgia di cagate imbarazzanti il film soffre dello stesso problema citazionista/corporativo di ready player one dove le citazioni e i cameo raggiungono livelli troppo assurdi e forzati, qua ce ne sono a centinaia! buona fortuna a trovarle tutte dai flinstones ai film di batman, e per carità presi singolarmente alcuni sono anche simpatici e inaspettati se non si conoscono le propietà Warner ma dio cane durante la partita mettere tutti quei cameo insieme è una distrazione troppo grande e una furbissima operazione di marketing per rafforzare il valore industriale di chi possiede queste IP, per non parlare dei Personaggi di arancia meccanica buttati li a caso mentre Guai a mettere Pepé la puzzola che va bannato a vita! Alla fine per colpa di tutte queste cringiate questo nuovo space Jam digitale è una cagatella per bimbi moderni, ridatece Micheal jordan (quello vero) perché preferisco l'originale.
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Space Jam
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16 maggio 2021
The Last Dance
Recensione Docu-Serie
Anno: 2020
Regia: Jason Hehir
Genere: Documentario, sportivo,
Episodi: 10
★★★★ 😀
Documentario in dieci parti che ripercorre la carriera di Micheal Jordan nei Chicago Bulls partendo dall ultima stagione del 98 chiamata "l'Ultimo ballo". Grazie all ottima struttura narrativa gli episodi fanno sempre appassionare con il loro insieme di battaglie all ultimo sangue, di vittorie e sconfitte, di tanti nemici battuti lungo la strada ma sopratutto mi piace che non è solo una celebrazione di Jordan ma si elogia l'intera mitica squadra fatta di personalità forti come il paterno e comprensivo allenatore Phil Jackson, il fiero Scottie Pippen o il ribelle Dennis Rodman. Grazie al suo talento Micheal jordan all epoca divenne figura commerciale bomba che ha elevato e popolarizzato l'NBA a livello mondiale e per questo si è fatto tanti nemici che tentavano di abbatterlo ma si accennano anche alle sue ombre come il fatto che amava il gioco d'azzardo a livelli patologici, il suo malato agonismo, la sua vanità, con una personalità egoistica e vendicativa, la sua solitudine e difficoltà a stare sempre al centro dell'attenzione, la misteriosa morte del padre, la strana e folle scelta di lasciare tutto per andare a giocare a baseball e di come era un esperto nell insulto e trattava male tutti i suoi compagni per spingerli a dare sempre il meglio. Nel complesso il documentario va contro la dirigenza dei Bulls e dice che è stato un errore aver sciolto quella squadra dopo la sesta vittoria con il solito proverbio "squadra che vince non si cambia" e la straordinaria carriera di Jordan ribadisce che per vincere bisogna sempre dare il 100% costantemente, anche nei momenti piu difficili, anche se stanchi, distrutti, con i piedi sanguinanti, anche se sbeffeggiato da rivali o ex compagni di squadra, se si è ammalati, avvelenati, fuoriforma, in svantaggio, dare sempre il massimo ed esigere il massimo dagli altri a costo di apparire odioso, solo cosi si diventa e dimostra a tutti di essere un vincente.
Anno: 2020
Regia: Jason Hehir
Genere: Documentario, sportivo,
Episodi: 10
★★★★ 😀
Documentario in dieci parti che ripercorre la carriera di Micheal Jordan nei Chicago Bulls partendo dall ultima stagione del 98 chiamata "l'Ultimo ballo". Grazie all ottima struttura narrativa gli episodi fanno sempre appassionare con il loro insieme di battaglie all ultimo sangue, di vittorie e sconfitte, di tanti nemici battuti lungo la strada ma sopratutto mi piace che non è solo una celebrazione di Jordan ma si elogia l'intera mitica squadra fatta di personalità forti come il paterno e comprensivo allenatore Phil Jackson, il fiero Scottie Pippen o il ribelle Dennis Rodman. Grazie al suo talento Micheal jordan all epoca divenne figura commerciale bomba che ha elevato e popolarizzato l'NBA a livello mondiale e per questo si è fatto tanti nemici che tentavano di abbatterlo ma si accennano anche alle sue ombre come il fatto che amava il gioco d'azzardo a livelli patologici, il suo malato agonismo, la sua vanità, con una personalità egoistica e vendicativa, la sua solitudine e difficoltà a stare sempre al centro dell'attenzione, la misteriosa morte del padre, la strana e folle scelta di lasciare tutto per andare a giocare a baseball e di come era un esperto nell insulto e trattava male tutti i suoi compagni per spingerli a dare sempre il meglio. Nel complesso il documentario va contro la dirigenza dei Bulls e dice che è stato un errore aver sciolto quella squadra dopo la sesta vittoria con il solito proverbio "squadra che vince non si cambia" e la straordinaria carriera di Jordan ribadisce che per vincere bisogna sempre dare il 100% costantemente, anche nei momenti piu difficili, anche se stanchi, distrutti, con i piedi sanguinanti, anche se sbeffeggiato da rivali o ex compagni di squadra, se si è ammalati, avvelenati, fuoriforma, in svantaggio, dare sempre il massimo ed esigere il massimo dagli altri a costo di apparire odioso, solo cosi si diventa e dimostra a tutti di essere un vincente.
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Sport
25 aprile 2021
Tokyo Drift
Recensione Film
Anno: 2006
Regia: Justin Lin
Genere: Corse, sport
★★★ 😏
Ragazzo difficile finisce a Tokyo dove si immerge nelle corse clandestine locali. Il terzo capitolo della saga di Fast and Furious è decisamente un netto passo in avanti in termini di qualità, si capisce fin da subito che la regia è migliorata ma anche la storia è scritta meglio dei precedenti con un viaggio dell eroe chiaro dove il protagonista si immerge in un nuovo mondo difficile e per vincere le sue difficoltà deve impegnarsi sul serio imparando nuove abilità. Bella la gara iniziale nel quartiere in costruzione, amo quel assurdo sorriso insanguinato e fiero che fa alla stazione di polizia, una volta a Tokyo il senso di spaesamento da straniero è costruito bene, mi piace la pericolosissima gara nel parcheggio e come distrugge la macchina perché non sa fare le derapate, buoni Han e il rivale che funzionano nei loro ruoli cosi come il complicato rapporto del protagonista con il padre è piuttosto profondo. Ma Nonostante questi pregi resta un filmetto molto generico che si dimentica facilmente, l'attore principale è si meglio di Paul Walker ma non si avvicina minimamente ad un adolescente, sembra avere 30 anni! e nei momenti piu frenetici la regia non è all altezza come l'inseguimento per le strade o la gara finale al buio che sono scene montate male dove non si capisce niente, poi è molto retrogado il fatto che le gare sono sempre lotte per vincere la ragazza-trofeo di turno, ragazze oggetto che si mettono addirittura volontariamente al centro della contesa oggettificandosi da sole in modo ridicolo per vedere chi è il maschio piu bravo a pilotare le macchine manco fossimo nel regno animale. Comunque Per certi versi è il migliore dei Fast and Furious perché il piu puro, si concentra tutto sull sogno romantico delle corse clandestine senza cagate e stupidate varie, niente NOS, niente rapine, salti e stunts assurdi da circo verso la luna, nei suoi limiti è un film con i piedi ben piantati nella realtà ed è l'apice artistico del idea originale.
Anno: 2006
Regia: Justin Lin
Genere: Corse, sport
★★★ 😏
Ragazzo difficile finisce a Tokyo dove si immerge nelle corse clandestine locali. Il terzo capitolo della saga di Fast and Furious è decisamente un netto passo in avanti in termini di qualità, si capisce fin da subito che la regia è migliorata ma anche la storia è scritta meglio dei precedenti con un viaggio dell eroe chiaro dove il protagonista si immerge in un nuovo mondo difficile e per vincere le sue difficoltà deve impegnarsi sul serio imparando nuove abilità. Bella la gara iniziale nel quartiere in costruzione, amo quel assurdo sorriso insanguinato e fiero che fa alla stazione di polizia, una volta a Tokyo il senso di spaesamento da straniero è costruito bene, mi piace la pericolosissima gara nel parcheggio e come distrugge la macchina perché non sa fare le derapate, buoni Han e il rivale che funzionano nei loro ruoli cosi come il complicato rapporto del protagonista con il padre è piuttosto profondo. Ma Nonostante questi pregi resta un filmetto molto generico che si dimentica facilmente, l'attore principale è si meglio di Paul Walker ma non si avvicina minimamente ad un adolescente, sembra avere 30 anni! e nei momenti piu frenetici la regia non è all altezza come l'inseguimento per le strade o la gara finale al buio che sono scene montate male dove non si capisce niente, poi è molto retrogado il fatto che le gare sono sempre lotte per vincere la ragazza-trofeo di turno, ragazze oggetto che si mettono addirittura volontariamente al centro della contesa oggettificandosi da sole in modo ridicolo per vedere chi è il maschio piu bravo a pilotare le macchine manco fossimo nel regno animale. Comunque Per certi versi è il migliore dei Fast and Furious perché il piu puro, si concentra tutto sull sogno romantico delle corse clandestine senza cagate e stupidate varie, niente NOS, niente rapine, salti e stunts assurdi da circo verso la luna, nei suoi limiti è un film con i piedi ben piantati nella realtà ed è l'apice artistico del idea originale.
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