Recensione Serie Tv
Anno: 2024
Showrunner: Justin Marks
Genere: Dramma, Storico
Episodi: 10
★★★★ 😏
Nell 1600 un pirata inglese finisce prigioniero in Giappone e viene usato come pedina strategica da un nobile in guerra. Nuova serie tv basata sull romanzo di James Clavell che ti fa respirare Il Giappone feudale con tutte le usanze e le spietate regole dell epoca, tutto è pieno di qualità e convincono gli attori principali, parte benissimo con il disperato arrivo dell estroverso protagonista che cerca in tutti i modi di sopravvivere in un mondo ostile, mi piacciono le tensioni tra i cinque lord del consiglio che governano il regno nell attesa che l'erede si faccia adulto, belle le antipatie con i portoghesi cristiani che vogliono mantenere il potere nel paese, colpiscono le rigide regole d'onore e la folle usanza di fare harakiri, ho amato tutti gli intrighi e i tradimenti, grande importanza viene data alla ruolo della lingua e della traduzione con il personaggio di Marika nel mezzo che diventa sempre piu centrale nella storia dando vita ad un bel legame sentimentale e convince la profondità del personaggio di lord Toranaga che è un Leader in crisi che si ritrova a fare difficili decisioni. Ma per quanto questo dramma di guerra sia pieno di spessore il ritmo è piuttosto lento e non riesce sempre a catturare, non ho digerito come la serie gira un po' nelle stesse ambientazioni e va avanti e indietro tra Osaka e Ajiro, molto finti e brutti i vari terremoti, non aiuta ad immergersi il fatto che è tutta parlata in giapponese e per il 80% del tempo bisogna leggere i sottotitoli, la fotografia non brilla per come è poco colorata e ci sono poi delle morti frettolose che non mi sono piaciute, a parte questo resta piena di momenti interessanti e mi sono piaciuti tutti i conflitti con il marito geloso di Marika, si sorride alla testardagine del protagonista, bello come è schifato quando viene giustiziato brutalmente il giardiniere per aver disubbedito ma poi si scopre che è stata una decisione strategica per nascondere una spia e nel complesso apprezzo come lo scontro di culture mostra i loro difetti e tanto pregiudizio e atteggiamenti razzisti ma anche elogia bene il valore della Vita occidentale e dell Onore giapponese. Cosi è una serie drammatica un po' lenta e pesante ma riesce a descrivere bene il dramma e i conflitti tra personaggi e ti immerge alla perfezione in questo periodio storico.
19 febbraio 2024
Blue Eye Samurai
Recensione Serie Animata
Anno: 2023
Showrunner: Michael Green, Amber Noizumi
Genere: Azione, Samurai
Episodi: 8
★★★★ 😏
Una ragazza samurai dal sangue misto gira il Giappone vestita da uomo e cerca la sua vendetta. Serie animata franco/americana ambientata nel Giappone feudale che riesce a convincere grazie ad una semplice storia di vendetta, tanti duelli, mattanze con la katana e una buona regia evocativa, tutto realizzato con una computer grafica economica con alcuni movimenti dei personaggi legnosi e dei modelli pupazzosi poco dettagliati ma nel complesso lo stile artistico e la composizione fotografica rende tutto piacevole e le animazioni diventano fantastiche nelle scene d'azione che sono anche sanguinarie e violente. E mi piace che la storia riesce ad essere femminista senza risultare pesante e mette al centro una donna forte capace di azioni incredibili da ammirare ma c'è anche il coraggio di mostrarla sofferente, piena di dubbi o che fa azioni moralmente discutibili e sconvolgenti, cosi come funzionano i personaggi secondari come il maestro fabbro cieco che le forgia la spada, il pacioccone senza mani che diventa suo "allievo" o l'arrogante Taigen che parte in cerca di una rivincita ma poi ha un bell arco di crescita. La serie è Piena di fantastiche battaglie e duelli ed ha un grande tono da fumetto, ci sono bei montaggi sonori che richiamano a Kill Bill, mi piace la pioggia di frecce del terzo episodio, amo la tragedia del quarto episodio, interessante la narrazione in stile kabuki del quinto episodio ma sopratutto è una goduria il sesto episodio con la sua incredibile infiltrazione in un castello ed ammiro come la serie riesce ad offrire momenti piuttosto seri e adulti che parlano del mondo brutale dell epoca tanto che c'è a sorpresa molto sesso e nudità esplicite (anche maschili!) Un Peccato che l'antagonista principale è cosi cattivo che appare fin troppo cliché, i costanti flashback sulle origini della protagonista possono stancare e il percorso parallelo di ribellione e indipendenza del personaggio di Akemi rallenta la storia ma nell insieme la regia è ottima, sono otto grandi episodi pieni di qualità, con tanta azione ma anche con la giusta tensione e peso drammatico, cosi è una serie straconsigliata, riesce a stupire e sorprendere, merita assolutamente di essere vista e spero tanto nelle prossime stagioni.
Anno: 2023
Showrunner: Michael Green, Amber Noizumi
Genere: Azione, Samurai
Episodi: 8
★★★★ 😏
Una ragazza samurai dal sangue misto gira il Giappone vestita da uomo e cerca la sua vendetta. Serie animata franco/americana ambientata nel Giappone feudale che riesce a convincere grazie ad una semplice storia di vendetta, tanti duelli, mattanze con la katana e una buona regia evocativa, tutto realizzato con una computer grafica economica con alcuni movimenti dei personaggi legnosi e dei modelli pupazzosi poco dettagliati ma nel complesso lo stile artistico e la composizione fotografica rende tutto piacevole e le animazioni diventano fantastiche nelle scene d'azione che sono anche sanguinarie e violente. E mi piace che la storia riesce ad essere femminista senza risultare pesante e mette al centro una donna forte capace di azioni incredibili da ammirare ma c'è anche il coraggio di mostrarla sofferente, piena di dubbi o che fa azioni moralmente discutibili e sconvolgenti, cosi come funzionano i personaggi secondari come il maestro fabbro cieco che le forgia la spada, il pacioccone senza mani che diventa suo "allievo" o l'arrogante Taigen che parte in cerca di una rivincita ma poi ha un bell arco di crescita. La serie è Piena di fantastiche battaglie e duelli ed ha un grande tono da fumetto, ci sono bei montaggi sonori che richiamano a Kill Bill, mi piace la pioggia di frecce del terzo episodio, amo la tragedia del quarto episodio, interessante la narrazione in stile kabuki del quinto episodio ma sopratutto è una goduria il sesto episodio con la sua incredibile infiltrazione in un castello ed ammiro come la serie riesce ad offrire momenti piuttosto seri e adulti che parlano del mondo brutale dell epoca tanto che c'è a sorpresa molto sesso e nudità esplicite (anche maschili!) Un Peccato che l'antagonista principale è cosi cattivo che appare fin troppo cliché, i costanti flashback sulle origini della protagonista possono stancare e il percorso parallelo di ribellione e indipendenza del personaggio di Akemi rallenta la storia ma nell insieme la regia è ottima, sono otto grandi episodi pieni di qualità, con tanta azione ma anche con la giusta tensione e peso drammatico, cosi è una serie straconsigliata, riesce a stupire e sorprendere, merita assolutamente di essere vista e spero tanto nelle prossime stagioni.
16 ottobre 2023
Ghost of Tsushima
Recensione VIdeogioco
Anno: 2020
Studio: Sucker Punch
Genere: Azione, Openworld
★★★ 😏 (e il finale 😍)
Nobile samurai diventa un assassino per difendere la sua isola dall invasione dei Mongoli. Ghost of Tsushima è un buon openword d'azione che ti fa vivere in prima persona la vita di un samurai/ninja nel giappone feudale, tutto è molto ispirato agli assassin creed e ai soliti openworld ma questo è fatto bene senza diventare irritante con un approccio minimalista e spirituale dove bisogna seguire il vento per andare al prossimo obbiettivo e si devono seguire uccellini gialli o volpi per trovare degli extra. Apprezzo molto che la storia ha una presentazione da film e riesce ad essere seria e toccante senza quell umorismo stupido moderno, il sistema di combattimento è solido e funzionale con quattro stili di lama e contrattacchi piu una serie di gadget utilissimi, le sidequest fanno capire bene le prospettive dei personaggi secondari e il dramma dell invasione si sviluppa in modo soddisfacente. Poi il gioco visivamente è pazzesco con vedute mozzafiato piene di colori ed è bellissimo vedere il fogliame, i fiori e l'erba muoversi contro il vento, epici sono i duelli uno contro uno, bello come i movimenti si espandono quando sblocchi il rampino, mi è piaciuta molto l'introduzione con quel massacro iniziale ma anche bella la tragica morte della governante, il dramma del monaco che deve uccidere il fratello ferito, l'amico ronin che tradisce, le allucinazioni e lo scontro con l'aquila sull isola di iki, la discesa a fantasma ninja del protagonista e funziona il rapporto con lo Zio che segue ciecamente il codice d'onore dei samurai fino ad estreme conseguenze. Peccato che per quanto sia tecnicamente solido il sistema di openworld non è tanto diverso dagli altri e alla lunga mi ha annoiato perché tutto è troppo vasto e ripetuto, specie arrivati all secondo e terzo atto nella neve si sente molta fatica a proseguire, ed era bella l'idea del seguire il vento ma poi diventa tedioso e si finisce comunque per seguire gli indicatori sulla mappa cosi come seguire le volpi era simpatico ma all ennesima volpe da seguire la cosa stanca velocemente. Non amo poi come il gioco sia cosi macchinoso e lento nelle interazioni e nei cambi di scena, cerca continuamente un approccio poetico con momenti di riflessioni e preghiera ma nel concreto sono situazioni che appaiono aride di emozioni e rallentano molto lo scorrere del gioco cosi come odio che non riuscivo a saltare i filmati, sono lentissimi i dialoghi delle secondarie che sono tutte in campo lungo per risparmiare animazioni, salire e scendere le montagne è stranamente poco intuitivo, odio le tante sezioni stealth forzate che fanno game over appena ti scoprono, brutti e fuori contesto i momenti dove bisogna sparare con una torretta di frecce esplosive, irritante che il protagonista viene catturato due volte dai cattivi e si salva da morte certa, pessimo l'antagonista principale Kahn che è generico e indistinguibile dai soliti cattivoni, non mi piace che per la maggior parte delle missioni di gioco si affrontano sempre i soliti villaggi e fortini pieni di orde di nemici, stancante salvare i soliti tre ostaggi con le mani legate e la relazione centrale con il personaggio di Yuna non mi ha mai convinto e mi è sembrata molto fredda e forzata. Nel complesso per essere un gioco americano azzecca alla perfezione il tono e la poetica classica giapponese, l'isola IKI è un buon contenuto bonus che aggiunge una nuova bellissima area piena di sfide e storie personali interessanti, tecnicamente è stupendo, il finale con quella scelta difficile mi piace molto ed è bello che sia cosi pieno di azione, dramma e sentimento.
Anno: 2020
Studio: Sucker Punch
Genere: Azione, Openworld
★★★ 😏 (e il finale 😍)
Nobile samurai diventa un assassino per difendere la sua isola dall invasione dei Mongoli. Ghost of Tsushima è un buon openword d'azione che ti fa vivere in prima persona la vita di un samurai/ninja nel giappone feudale, tutto è molto ispirato agli assassin creed e ai soliti openworld ma questo è fatto bene senza diventare irritante con un approccio minimalista e spirituale dove bisogna seguire il vento per andare al prossimo obbiettivo e si devono seguire uccellini gialli o volpi per trovare degli extra. Apprezzo molto che la storia ha una presentazione da film e riesce ad essere seria e toccante senza quell umorismo stupido moderno, il sistema di combattimento è solido e funzionale con quattro stili di lama e contrattacchi piu una serie di gadget utilissimi, le sidequest fanno capire bene le prospettive dei personaggi secondari e il dramma dell invasione si sviluppa in modo soddisfacente. Poi il gioco visivamente è pazzesco con vedute mozzafiato piene di colori ed è bellissimo vedere il fogliame, i fiori e l'erba muoversi contro il vento, epici sono i duelli uno contro uno, bello come i movimenti si espandono quando sblocchi il rampino, mi è piaciuta molto l'introduzione con quel massacro iniziale ma anche bella la tragica morte della governante, il dramma del monaco che deve uccidere il fratello ferito, l'amico ronin che tradisce, le allucinazioni e lo scontro con l'aquila sull isola di iki, la discesa a fantasma ninja del protagonista e funziona il rapporto con lo Zio che segue ciecamente il codice d'onore dei samurai fino ad estreme conseguenze. Peccato che per quanto sia tecnicamente solido il sistema di openworld non è tanto diverso dagli altri e alla lunga mi ha annoiato perché tutto è troppo vasto e ripetuto, specie arrivati all secondo e terzo atto nella neve si sente molta fatica a proseguire, ed era bella l'idea del seguire il vento ma poi diventa tedioso e si finisce comunque per seguire gli indicatori sulla mappa cosi come seguire le volpi era simpatico ma all ennesima volpe da seguire la cosa stanca velocemente. Non amo poi come il gioco sia cosi macchinoso e lento nelle interazioni e nei cambi di scena, cerca continuamente un approccio poetico con momenti di riflessioni e preghiera ma nel concreto sono situazioni che appaiono aride di emozioni e rallentano molto lo scorrere del gioco cosi come odio che non riuscivo a saltare i filmati, sono lentissimi i dialoghi delle secondarie che sono tutte in campo lungo per risparmiare animazioni, salire e scendere le montagne è stranamente poco intuitivo, odio le tante sezioni stealth forzate che fanno game over appena ti scoprono, brutti e fuori contesto i momenti dove bisogna sparare con una torretta di frecce esplosive, irritante che il protagonista viene catturato due volte dai cattivi e si salva da morte certa, pessimo l'antagonista principale Kahn che è generico e indistinguibile dai soliti cattivoni, non mi piace che per la maggior parte delle missioni di gioco si affrontano sempre i soliti villaggi e fortini pieni di orde di nemici, stancante salvare i soliti tre ostaggi con le mani legate e la relazione centrale con il personaggio di Yuna non mi ha mai convinto e mi è sembrata molto fredda e forzata. Nel complesso per essere un gioco americano azzecca alla perfezione il tono e la poetica classica giapponese, l'isola IKI è un buon contenuto bonus che aggiunge una nuova bellissima area piena di sfide e storie personali interessanti, tecnicamente è stupendo, il finale con quella scelta difficile mi piace molto ed è bello che sia cosi pieno di azione, dramma e sentimento.
Tags:
Jidaigeki,
Openworld,
Videogiochi
18 agosto 2017
Sanjuro
Recensione Film
Anno: 1962
Regia: Akira Kurosawa (+)
Genere: Thriller, Chambara
★★★★ 😏
Il Grande (immenso?) Toshiro Mifune è un saggio Ronin che aiuta una banda di samurai a salvare il loro padrone. Un thriller Jidaigeki dove Ritroviamo il classico stile di Kurosawa, regia solida che non butta un primo piano e dove tutto fluisce come acqua in larghe Inquadratue di gruppo che mostrano i giovani samurai ruotare come satelliti intorno a Mifune elevandolo a figura mitica da ammirare. Infatti Attraverso il protagonista Il film elogia la virtù della Ragione criticando il desiderio di sangue degli sciocchi samurai inesperti, e di conseguenza per transizione si criticano anche i desideri e le aspettative di violenza dello spettatore. Mifune è la Potenza della Saggezza, rappresenta quasi lo spirito del buonsenso e piu volte critica aspramente i giovani, li invita alla calma, al riflettere, rimarca che solo attraverso la strategia e l'attesa si può riuscire ad avere successo evitando un inutile spargimento di sangue, diventa un attacco mirato allo stupido Onore del Guerriero, Si attacca quella cultura della violenza, dell attaccare senza riflettere, del sacrificio e del Sangue che richiama altro Sangue, e dopo una lunga partita a scacchi arriva l'ottimo finale, il tempo si congela in attimi che sembrano eterni, la Pressione aumenta e quando il tempo torna a Fluire tutto esplode in un esagerazione che enfatizza la gravità di una morte, tutti esultiamo tranne Mifune che irritato ci prende a schiaffi e ci ricorda che non abbiamo capito niente del valore della vita umana e dei pericoli dell cosidetto eroismo.
Anno: 1962
Regia: Akira Kurosawa (+)
Genere: Thriller, Chambara
★★★★ 😏
Il Grande (immenso?) Toshiro Mifune è un saggio Ronin che aiuta una banda di samurai a salvare il loro padrone. Un thriller Jidaigeki dove Ritroviamo il classico stile di Kurosawa, regia solida che non butta un primo piano e dove tutto fluisce come acqua in larghe Inquadratue di gruppo che mostrano i giovani samurai ruotare come satelliti intorno a Mifune elevandolo a figura mitica da ammirare. Infatti Attraverso il protagonista Il film elogia la virtù della Ragione criticando il desiderio di sangue degli sciocchi samurai inesperti, e di conseguenza per transizione si criticano anche i desideri e le aspettative di violenza dello spettatore. Mifune è la Potenza della Saggezza, rappresenta quasi lo spirito del buonsenso e piu volte critica aspramente i giovani, li invita alla calma, al riflettere, rimarca che solo attraverso la strategia e l'attesa si può riuscire ad avere successo evitando un inutile spargimento di sangue, diventa un attacco mirato allo stupido Onore del Guerriero, Si attacca quella cultura della violenza, dell attaccare senza riflettere, del sacrificio e del Sangue che richiama altro Sangue, e dopo una lunga partita a scacchi arriva l'ottimo finale, il tempo si congela in attimi che sembrano eterni, la Pressione aumenta e quando il tempo torna a Fluire tutto esplode in un esagerazione che enfatizza la gravità di una morte, tutti esultiamo tranne Mifune che irritato ci prende a schiaffi e ci ricorda che non abbiamo capito niente del valore della vita umana e dei pericoli dell cosidetto eroismo.
19 maggio 2017
L'intendente Sansho
Recensione Film
Anno: 1954
Regia: Kenji Mizoguchi
Genere: Dramma, Politico, Jidaigeki
★★★★ 😢
Governatore troppo Buono viene Esiliato e la sua famiglia ridotta in schiavitù. Un dramma politico straziante che cerca di elogiare gli importanti valori della compassione e uguaglianza tra gli uomini. Ci viene mostrato un mondo medievale dove i potenti trattano la povera gente come animali da possedere e sfruttare, graffiano cosi le scene dove vediamo la sofferenza degli schiavi e la voglia di libertà punita severamente come quando vengono marchiati con il fuoco. Il tutto scorre un po' lento, a tratti pesante con un melodramma anche esagerato ma la tecnica è buona, Inquadrature lunghe e Ampie, composizioni di gruppo ricercate, alcune scene dominate dal silenzio e che sottolineano la solitudine del dolore vissuto dei personaggi (Le scene legate all'acqua sono davvero toccanti). Il percorso del protagonista lo porterà sempre piu verso una rivoluzione sociale seguendo l'ideale di Pietà del padre anche a costo di sacrifici e forti tensioni politiche, viene mostrato quindi che l'autorità deve essere sempre giusta e dalla parte del piu debole perché Un uomo senza pietà non è umano e diventa soltanto una bestia.
Anno: 1954
Regia: Kenji Mizoguchi
Genere: Dramma, Politico, Jidaigeki
★★★★ 😢
Governatore troppo Buono viene Esiliato e la sua famiglia ridotta in schiavitù. Un dramma politico straziante che cerca di elogiare gli importanti valori della compassione e uguaglianza tra gli uomini. Ci viene mostrato un mondo medievale dove i potenti trattano la povera gente come animali da possedere e sfruttare, graffiano cosi le scene dove vediamo la sofferenza degli schiavi e la voglia di libertà punita severamente come quando vengono marchiati con il fuoco. Il tutto scorre un po' lento, a tratti pesante con un melodramma anche esagerato ma la tecnica è buona, Inquadrature lunghe e Ampie, composizioni di gruppo ricercate, alcune scene dominate dal silenzio e che sottolineano la solitudine del dolore vissuto dei personaggi (Le scene legate all'acqua sono davvero toccanti). Il percorso del protagonista lo porterà sempre piu verso una rivoluzione sociale seguendo l'ideale di Pietà del padre anche a costo di sacrifici e forti tensioni politiche, viene mostrato quindi che l'autorità deve essere sempre giusta e dalla parte del piu debole perché Un uomo senza pietà non è umano e diventa soltanto una bestia.
6 febbraio 2017
Il Trono di Sangue
Recensione Film
Anno: 1957
Regia: Akira Kurosawa (+)
Genere: Dramma, Jidaigeki,
Titolo Originale: Kumonosu-jō
★★★★ 😱
Kurosawa propone una Versione Jidaigeki del Macbeth di Shakespeare. In Un Mare di atmosferica Nebbia la storia si concentra sul dramma di un protagonista perduto dentro il limbo del suo destino, si muove Prigioniero di se stesso e di una profezia maledetta fatta di sangue e tradimenti. Ottima la messa in scena, le comparse, i costumi, le scenografie, l'uso dei cavalli, l'incontro con lo spirito è memorabile, cosi come l'apparizione del fantasma che rappresenta il suo rimorso o la mitica scena finale delle frecce che è puro oro e sottolinea in modo fantastico la sua eterna prigionia. Un Film cupo, tetro, molto teatrale e dai ritmi piuttosto lenti, forse troppo lento, ogni scena dura il doppio del normale per scavare piu in profondità nella poesia del momento a discapito del ritmo, ci sono poi troppe transizioni a tenda orizzontali che sono un classico del regista ma qua non mi hanno convinto. Rimane un buon film su un uomo ambizioso che lotta contro l'inevitabilità del proprio Destino.
Anno: 1957
Regia: Akira Kurosawa (+)
Genere: Dramma, Jidaigeki,
Titolo Originale: Kumonosu-jō
★★★★ 😱
Kurosawa propone una Versione Jidaigeki del Macbeth di Shakespeare. In Un Mare di atmosferica Nebbia la storia si concentra sul dramma di un protagonista perduto dentro il limbo del suo destino, si muove Prigioniero di se stesso e di una profezia maledetta fatta di sangue e tradimenti. Ottima la messa in scena, le comparse, i costumi, le scenografie, l'uso dei cavalli, l'incontro con lo spirito è memorabile, cosi come l'apparizione del fantasma che rappresenta il suo rimorso o la mitica scena finale delle frecce che è puro oro e sottolinea in modo fantastico la sua eterna prigionia. Un Film cupo, tetro, molto teatrale e dai ritmi piuttosto lenti, forse troppo lento, ogni scena dura il doppio del normale per scavare piu in profondità nella poesia del momento a discapito del ritmo, ci sono poi troppe transizioni a tenda orizzontali che sono un classico del regista ma qua non mi hanno convinto. Rimane un buon film su un uomo ambizioso che lotta contro l'inevitabilità del proprio Destino.
Tags:
4stelle,
Bianco&Nero,
Film,
Giappone,
Jidaigeki,
Shakespeare
Iscriviti a:
Post (Atom)





