8 dicembre 2025

Wake up Dead Man

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Rian Johnson
Genere: Thriller, Mistery

★★★★ 😏

Giovane Prete viene mandato in una piccola parrocchia dove domina un severo parroco che finisce per essere misteriosamente ucciso. Torna Rian Johnson con il Terzo capitolo della serie investigativa di Benoit Blanc che gioca sempre con il mistero alla Agatha Christie per parlare e far riflettere sui grandi temi, nel primo Knives out c'era un discorso su eredità e immigrazione, il secondo parlava un po' goffamente del valore dell arte e di appropiazione culturale mentre questo terzo capitolo parla chiaramente di Politica e Religione, un tema a sorpresa esplorato bene e anche in modo piuttosto maturo rispetto ai precedenti e il film riesce a spiegare il potere di cattivi maestri che urlano e sbraitano dai pulpiti, delimita i pericoli ma anche la forza della rabbia e separa nettamente quel tipo di fede distruttiva ed egoista che vuole solo arricchirsi rispetto a quella piu onesta e compassionevole che pensa alle anime perdute. Anche in questo film il cast funziona e il variegato gruppo si rafforza a vicenda, Daniel Craig continua ad essere uno spasso come detective dandy, Glenn Close fa un interpretazione molto sentita, Josh Brolin è incredibile nel ruolo di questo prete volgare e rabbioso che domina e giudica tutti ma quello che piu risalta dell intero film è Josh O'Connor che è il cuore della storia ed è interessante come ha un passato e animo violento da pugile che cerca di sopprimere, bello il suo senso di colpa costante e tocca l'animo la sua sincera voglia di aiutare e confortare gli altri esattamente come un prete dovrebbe sempre fare, specie mi ha colpito molto la scena dove parla al telefono in modo simpatico ma poi di colpo la conversazione si fa piu seria e tragica. Certo è un altro assurdo delitto impossibile con rivelazioni molto forzate e poco credibili ma questa volta non mi hanno dato tanto fastidio, nei precedenti si sentiva il peso della scrittura che voleva essere furba e geniale a tutti i costi mentre qua le rivelazioni funzionano a livello tematico, mi piace l'ambiguità del protagonista che potrebbe essere lui il colpevole, fa ridere la foto paragonata nel pub, intriga il momento del miracolo, le luci divine dalle finestre hanno una forza spirituale importante, è esplorato bene il concetto di confessione, piena di significato la storia dietro al tesoro simbolo dell potere della fede e pesa molto l'assenza di quella croce nell chiesa dove resta solo un ombra. Nell insieme per me è il Migliore della trilogia, avevo paura che Rian Johnson attaccasse in modo cinico e immaturo la religione cristiana ma invece offre un messaggio pieno di speranza che unisce credenti e non credenti in un discorso piu serio sull valore della compassione e della moralità.

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2 gennaio 2025

Heretic

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Scott Beck, Bryan Woods
Genere: Thriller, Horror

★★★★ 😇

Due ragazze mormoni si recano a casa di un uomo misterioso. Ottimo Thriller/Horror che presenta una grande tensione e inquietudine ed è molto bello come la discussione con quest'uomo dall apparenza cordiale si fa sempre piu nera e profonda, la regia gioca bene con le sensazioni e mi piace come aumenta la percezione di disagio nei discorsi, dal citare la poligamia, una moglie fantasma che non sembra arrivare mai, la ricerca della Vera Religione, la sua assenza che è piu inquietante che la sua presenza, spaventosissima l'ombra nera nel corridoio, amo lo sgocciolare continuo, questo senso di claustrofobia e di essere in trappola come topi, quella scelta bastarda delle due porte da quiz show, il citare il monopoly, il dover tirare il tappeto e le tante cose assurde che continuano ad accadere. Ma la cosa piu bella ed unica del film è come diventa estremamente filosofico e la situazione si rivela un grande dibattito sulla fede e il ruolo delle religioni, in quest epoca moderna sempre piu cinica e disillusa si è perso il senso e il valore della fede e apprezzo che invece di essere il solito filmetto cliché che attacca in modo immaturo la religione il film va in tutte le direzioni e costruisce delle serie argomentazioni che sono a favore e contro, cosi l'antagonista folle che si crede colto ma fa le citazioni pop incarna il pensiero disilluso della società moderna e le giovani ragazze con tutte le loro contraddizioni di mormoni e donne che guardano porno e sono promiscue mantengono comunque il valore e lo spirito sincero di fede intima e personale. I tre attori principali sono fantastici, le ragazze sono tenere e dolci come agnellini al macello ma riescono anche ad essere toste e controbattere mentre Hugh Grant è incredibile come cattivone e riesce a raggelare con la sua falsa cortesia iniziale, quasi convince con il suo ateismo e le teorie dei miti e le religioni per poi confondere con i suoi malvagi piani da egomaniaco sociopatico. Certo la situazione nella casa non è proprio originalissima e sa di gia visto, l'ultima parte perde molta tensione e cade nella solita stupidera horror, Il cattivo parla fin troppo e tutto il film non è altro che uno spiegone di cosa crede, cosa ha fatto, o cosa voleva fare ma nell insieme è riuscito a catturarmi e piu di un momento è da puro brivido, non sai mai cosa aspettarti e lo spettatore come le protagoniste è prigioniero in questa folle discussione sulla fede.

31 ottobre 2024

Omen - L'origine del Presagio

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Arkasha Stevenson
Genere: Horror, Sovrannaturale

★★★ 😅

Suora arriva in orfanotrofio italiano dove accadono misteriosi eventi. Prequel dell Omen di Richard Donner che tecnicamente non è male con buona atmosfera, buone inquadrature, momenti onirici interessanti, piace sempre la presenza di Ralph Ineson con la sua voce gracchiante, bella la citazione a possession quando si muove indemoniata ed è carino l'ultimo atto alla rosemary's baby, mi piacciono gli artigli demoniaci che appaiono, mi ha sorpreso per intensità la scena dove lei guarda il parto di una donna urlante/drogata e l'attrice protagonista se la cava bene, Nell Tiger Free è l'elemento che brilla di piu e le sue espressioni di dolcezza e terrore funzionano a guidare la storia. Non mi ha fatto impazzire invece il solito attacco al cattolicesimo che al giorno d'oggi è la cosa piu pigra e codarda che può fare un horror, cosi adesso la Chiesa è cattiva e in una mega supercazzola senza senso sono loro a voler l'anticristo perché gli studenti protestano e la gente perde la Fede che va alimentata con la paura, si sente che tutto il film è costruito con sensibilità moderne che attaccano le rigide regole autoritarie che circondano la Chiesa con la suora che va in discoteca (why??) ci sono palesi toni saffici e l'abuso di una ragazza problematica che viene legata e punita. Nonostante poi il film ha una regia ricercata cede alle cazzatine come il solito cliché del camion che arriva dal nulla ad ammazzare uno che sta parlando, la fotografia è troppo giallo piscio, tutto si dilunga inutilmente, gli slowmotion sono indulgenti e compiaciuti, lei che deve imparare l'italiano è un gag ripetuta piu volte, il finale è un altra mossa codarda che crea famigliola felice, la rivelazione principale è una delle cose piu telefonate del mondo e il film cerca a tutti i costi di fare fanservice e ricollegarsi al primo ma io mi ricordo bene che la madre era uno sciacallo e quindi tutto è un grande forzato retcon, ma è anche patetico tirare fuori una fotografia del povero Gregory Peck e sottolineare con enfasi il nome di DAMIAN in modo imbarazzante. Nel insieme non è un brutto horror e qualche cosa funziona ma lo apprezzo piu per l'esecuzione tecnica che per la storia.

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The Omen (1976)

17 ottobre 2024

The Omen - Il Presagio

Recensione Film
Anno: 1976
Regia: Richard Donner
Genere: Horror, Thriller

★★★ 😌

Diplomatico americano scambia il figlio morto con un altro ma intorno a lui iniziano ad accadere misteriosi orribili eventi. Thriller Satanico che costruisce un intrigo sovrannaturale intorno all'arrivo dell anticristo cercando di trasformare un padre amorevole in un assassino e alcune cose funzionano come la musica solenne molto enfatica che crea la giusta tensione, mi piace quell folle suicidio che spacca l'atmosfera della festa, l'assurdo impalamento del prete pazzo, l'uso dei cani per inquietare, il makeup del frate bruciato, le fotografie che annunciano le tragedie ed è divertente quella decapitazione che arriva a caso. Ma ho forti dubbi sulla storia che per me cede troppo alle fantasticherie sovrannaturali e perde profondità lungo la strada, Infatti sarebbe stato molto piu profondo un film piu ambiguo che giocava con i sospetti e il dubbio e non si capiva se era davvero il figlio del demonio con la caduta nella religione e nella follia paranoica di un padre che leggeva male una serie di coincidenze, mentre cosi fin dall inizio è ovvio e palese il percorso della storia diventando una piatta indagine senza veri misteri. Non aiuta anche il bimbo al centro di tutto che recita male ed è quasi ignorato dalla regia e diventa irritante come il protagonista rifiuta piu volte la chiamata ad agire nonostante ha visto di continuo cose sospette, poi l'enfasi sul numero 666 fa solo ridere, la musica solenne per quanto buona alla fine esagera fin troppo nell avvolgere le scene e diventa poco sottile o non mi piace che mentre l'amata moglie è ferita e in pericolo in ospedale lui parte e si mette a fare viaggi in giro per il mondo in cerca di stupidi indizi. Comunque alla fine il film funziona come interessante intrigo satanico e l'intensità attoriale di Gregory Peck eleva bene il dramma della storia.

21 settembre 2023

Le Crociate - Kingdom of Heaven

Recensione Film
Anno: 2005
Regia: Ridley Scott

Genere: Guerra, Azione

★★★ 😪

Fabbro diventa nobile cavaliere e parte in terra santa per espiare i suoi peccati e difendere Gerusalemme. Epico Filmone medievale di Ridley Scott che dal punto di vista della produzione è ottimo, le spade, il sangue, i costumi, i cavalli, le masse di eserciti, le battaglie, tutto impeccabile come solo lui sa fare, ma per quanto la messa in scena sia molto bella il film è troppo noioso e fatica a catturare, l'edizione estesa dura piu di tre ore e perde piu volte tempo in scene prolisse e ridondanti, specie gli intrighi di palazzo sono di una noia boia e nonostante i cavalieri e gli eserciti c'è il serio rischio di addormentarsi nella parte centrale quando il protagonista flirta con Eva Green. Il cast è eccelente ma tutti vengono sfruttati male, all inizio presenta un ottimo gruppo di cavalieri guidati da Liam Neeson con anche un figoso vichingo ma poi per una scelta assurda vengono uccisi tutti velocemente senza motivo quando la loro presenza di supporto avrebbe arricchito di molto il film, anche Jeremy Irons è perfetto come esperto cavaliere ma poi se ne via come un codardo risultando in un ruolo totalmente inutile, Buono invece Saladino, memorabile è il Re mascherato lebbroso di Edward Norton e Orlando Bloom come protagonista se la cava anche se non trascina mai davvero il film e reagisce troppo agli eventi poi non amo il suo personaggio che agisce come un adolescente, è amato da tutti senza motivo, ha una fortuna sfacciata, vomita onore e giustizia in modo innaturale e odio che appena diventa cavaliere sembra si sia scordato della moglie e figlia morta che era la sua motivazione iniziale. Il film parla molto di Dio e Fede e visto l'epoca in cui è uscito chiaramente sfrutta le crociate per parlare delle tensioni post undici settembre e le guerre in medio oriente con tanto cinismo verso le guerre sante nate per avidità e stupidi ideali religiosi ma c'è una contraddizione di fondo e con la sua feticizzazione della guerra e dei cavalieri crociati non sa bene se elogiare la difesa armata contro i musulmani o criticarla veramente, anche il tono è pasticciato e a volte il film si crede un blockbusterone con musica enfatica tamarra e stupidi discorsoni motivazionali alle truppe e poi subito dopo ecco arrivare una forzata musica sacra in cerca di dramma sulla violenza mostrata, non ho amato i cattivoni scemi che vogliono fare una guerra suicida senza motivazioni chiare, molto brutti da vedere gli slowmotion in stutter, certe transizioni di scena sono troppo frettolose e deludono anche le scene d'azione montate in modo frenetico, molti scontri importanti vengono saltati per convenienza e persino la difesa finale di Geruslemme per quanto violenta delude e manca di disperazione e vera forza drammatica. Cosi nonostante i cavalieri fighi e un ambientazione storica molto fascinosa il film risulta in un grosso polpettone indigesto, lo spettacolo medievale non cattura come dovrebbe e le riflessioni su religione e guerra sono vaghe e non abbastanza approfondite.

20 aprile 2023

L'Esorcista del Papa

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Julius Avery
Genere: Horror, Supernatural

★★ 😖

Negli anni 80 un famoso esorcista va in Spagna per liberare un bimbo da un potente demone. Ennesimo figlio spirituale dell Esorcista di Friedkin che come un remake segue piu o meno la stessa traccia ma ci aggiunge sempre piu della stupidera trash fino ad un finale super esagerato molto caciarone che con il suo spettacolo horror fatto di tuoni, lampi, impiccagioni, scintille, vomito nero, lampadari che cadono, madonne, sangue e computer grafica cerca in modo patetico di cattuare le sensibilità del pubblico dei blockuster moderni. Un peccato perché l'esorcismo iniziale convince con quell idea del maiale da uccidere, Franco Nero è un ottimo papa, narrativamente funziona la riunione per licenziare il protagonista ritenuto un obsoleto ciarlatano e a me Russell Crowe è piaciuto, guida bene la storia e fa un esorcista sagace che mischia la cieca fede in Dio a rimorsi per errori passati, bello il suo aspetto paffuto che va in contrasto con gli esorcisti dei film sempre magri e scavati, simpatico il suo strano uso dell italiano in originale e mi piace anche il suo iconico muoversi in Vespa (anche se è ridicolo che si è fatto in moto un viaggio di 40 ore da Roma alla Spagna). Altro problema del film è come tutto si prende cosi tanto sul serio, anche per colpa delle parodie lo sfiorare e toccare il ridicolo è sempre un rischio fin dal primo esorcista ma questo film non riesce a raggiungere mai le vette emotive dell originale, sbaglia i toni e non si sente l'intenzione di mostrare un autentico e Sincero dramma umano che mostra l'incontro con il Male assoluto ma anzi per come sono esagerate le scene horror si percepisce solo la voglia di creare vuoto spettacolo, che per carità il film poteva anche funzionare come esagerata commedia horror con il simpatico prete che va a caccia di demoni ma serviva fin dall inizio un Tono piu leggero e meno serioso. Nel complesso è una pessima scopiazzatura di un classico che esagera in un finale troppo scemo ma devo ammettere che nel suo piccolo mi ha divertito

23 gennaio 2022

Dies Irae

Recensione Film
Anno: 1943
Regia: Carl Theodor Dreyer
Genere: Dramma, Religioso

★★★ 😪😫

Nel 1600 la giovane moglie di un Pastore inizia relazione peccaminosa con il figliastro mentre il marito è distrutto dal senso di colpa perché ha mandato al rogo una donna. Lento ed Intimo dramma che ruota sulla religione, il peccato e il senso di colpa dove l'amore libero nasce e si sviluppa tra le pieghe del peccato cristiano e tutti gli uomini sono schiavi e prigionieri nel loro modo di pensare retrogado impauriti e spaventati dall potere della giustizia divina, visivamente è molto minimalista e teatrale ma ci sono ottimi primi piani che mostrano bellissimi sguardi come è toccante quello spaventato della povera donna all inizio ma anche la protagonista è molto bella e mostra una purezza angelica che nasconde un lato piu oscuro. Tutto è molto raffinato e poetico con un atmosfera interessante ma nel complesso Il film mi è sembrato fin troppo soporifero, è molto statico, lento e introspettivo e non mi ha impressionato piu di tanto, dovrebbe essere una vera tragedia e una dimostrazione del potere della paura di Dio e della fede ma sono elementi ribaditi a parole e non attraverso le visuali, funziona il quadro nero che dipinge il ruolo della donna schiacciato da questa società retrogada ma alla fine manca vera forza ribelle e quello che dice sull adulterio e la religione è fin troppo conservatore e sembra quasi ribadire che la ribellone e il peccato vanno giustamente puniti.

8 gennaio 2022

Hellbound

Recensione Serie Tv
Anno: 2021
Autore: Yeon Sang-ho
Genere: Supernatural, Thriller, Religioso
Episodi: 6

★★★ 😌

Tre strani grossi mostroni appaiono ad uccidere delle persone e questo crea un culto religioso che pensa sia una volontà divinia che colpisce solo chi se lo merita. Serie tv coreana che è uno strano thriller sovrannaturale che parla di dottrina, Peccato e senso di Colpa usando la metafora dei mostroni come concetto simili ai cani infernali hellhound per simboleggiare il potere della giustizia di Dio, cosi in un mondo dove la gente sembra venire punita effettivamente per come si comporta nasce folle culto fanatico ipocrita che si alimenta e sfrutta la voglia di sangue e il senso di colpa della gente per creare una dittuatura teocratica che gestisce e si alimenta delle tragedie personali. E la serie è piuttosto interessante, mi piace come il culto fanatico viene mostrato sempre piu forte con un leader carismatico sempre piu odioso per come manipola questa magica situazione assurda, e mi piacciono i momenti di gruppo come quando assistono con le maschere alla sentenza di una donna o la scena della folla inferocita che massacra addirittura una povera vecchia malata! ma è un peccato che il tutto ha un mix di toni strano che oscilla tra l'adolescenziale e il maturo, I mostroni in Computer grafica sono troppo esagerati, stupidotti e ridicoli mentre gli argomenti che tratta sono anche piuttosto seri e profondi, di sicuro questi mostroni sovrannaturali e questi fantasmi sono un modo per fare shock e catturare il grande pubblico ma l'esecuzione non mi ha convinto e  potevano essere creati in maniera meno stupidotta e piu inquietante per essere piu in linea con il tono serio della narrativa. Altro problema è che al quarto episodio la serie cambia protagonista con un timeskip che rompe la prospettiva del bravo detective per narrare la storia di un altro personaggio padre di famiglia, questo cambio di prospettiva non mi è proprio piaciuto e toglie molta immersione alla storia. Nel complesso apprezzo la riflessione sulla religione, il fanatismo e le dinamiche di massa dove la gente punta sempre il dito contro gli altri cercando di dare un senso alle inequità della vita ma i troppi difetti nell esecuzione rovinano le qualità e il valore dei temi che cercava di presentare.

8 dicembre 2021

Benedetta

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Paul Verhoeven
Genere: Erotico, Dramma, Medievale

★★★ 😵

Nel medioevo due suore iniziano turbolenta relazione amorosa ma la religione le continua a separare. Dramma saffico religioso che confonde e ti offre molte sensazioni contrastanti, ti aspetti un classico elogio LGBT in salsa erotica che condanna i dogmi della chiesa e inneggia il libero amore ma il costante fanatismo della protagonista va in contrasto piu volte con questo obbiettivo, le visioni che ha sono grottesche e assurde, piu volte si comporta da schizofrenica malata di mente, urla, si tormenta, di colpo sbratia indemoniata, noi spettatori veniamo piu volte interdetti da una protagonista completamente accecata dalla sua follia, una fede conflittuale che le serve per giustificarsi e giustificare il suo desiderio di peccato in un mondo dominato dalla religione, piu volte proviamo a tifare per questa relazione ma veniamo tagliati fuori dalla storia, questo perché Verhoeven è un furbacchione e impacchetta in superficie un film per i critici moderni di oggi che amano progressismo e temi del genere buttandoci qualche nudo ogni tanto ma poi nella sostanza ribalta la frittata e colpisce duro contro ogni tipo di arruffianamento. Visivamente è un film semplice ma piuttosto solido, ad un certo punto appare una meteora fintissima ma il look realista del film convince, buona anche la recitazione di tutti, dalle due brave protagoniste, grandissima Charlotte Rampling che riesce a tagliare con i suoi duri sguardi pieni di giudizio e Lambert Wilson è un ottimo arcivescovo ipocrita. Di sicuro è un film complicato, traballa di continuo oscillando tra il sincero classicismo drammatico da Giovanna d'arco alla farsa grottesca nichilista che prende in giro tutto, è uno strano misto che non è nè carne nè pesce, ma apprezzo comunque il coraggio di attaccare tutti e tutto.

7 ottobre 2021

Midnight Mass

Recensione serie Tv
Anno: 2021
Autore: Mike Flagan
Genere: Dramma, Religioso, Horror
Episodi: 7

★★★★ 😅

Ragazzo esce di Prigione e torna nella sua isola dove è nato ma misteriosi eventi accendono il fanatismo nella comunità. Midnight Mass è una matura serie tv che parla di Fede e senso di colpa attraverso una lenta atmosfera Horror, tecnicamente è ai massimi livelli, Mike Flagan ormai è un esperto dell orrore e scrive e dirige in modo magistrale, non si può chiedere di meglio, è una serie che trasuda qualità, non cerca l'effimero e il superficiale shock ma scava nel profondo dell anima per riflettere su che cosa è la Fede a 360 gradi, mostra perché si crede in Dio, perché si prega, qual è il ruolo di una comunità, cosa è il peccato, la morte, cosa bisogna fare per vincere il senso di colpa, la depressione, la dipendenza da droge e alcool, come andare avanti nonstante una perdita, tutti temi esplorati bene e soprattuto presentati in modo sincero. E La forza della serie è proprio questo suo rispetto verso la religione che non è presentata con il solito Ateo Cinismo postmoderno, ma anzi c'è una profonda e Calda sincerità nelle parole e nei sentimenti di ognuno, Sincerità intervallata da scene dell orrore che incarnano il lato oscuro della Fede, quel Fanatismo che piega a suo volere le sacre scritture e stringe in una morsa oppressiva quest isola, la fede può essere la Salvezza dell anima che accoglie tutti ma anche un opprimente prigione che vuole Schiavizzare l'uomo. Il gruppo di personaggi piace sempre di piu ma è innegabile che il Prete al centro della storia brilla piu di tutti, è il fulcro dell intera vicenda e incarna quel religioso faro di luci e ombre che affascina, abbaglia e sconvolge, il prete è una forte autorità, detentore di un potere immenso ma allo stesso tempo è un essere molto Patetico, fragile che sbaglia ed è in balia delle sue debolezze, attraverso la metafora sovrannaturale la Fede è un mostro dalle due facce che vuole annullare le identità personali, infettare e corrompere tutti per distruggere gli stessi principi cardine di partenza. Una serie che Nonostante le tante qualità non offre certo una visione facile, la lentezza si sente spesso ed è piena di monologhi, intensi, sentiti, magnetici, ma restano tanti monologhi che appesantiscono grossi episodi lunghi un ora, poi all inizio si è intrigati dalla misteriosa atmosfera cercando di capire dove vuole andare a parare la storia ma quando poi arrivano le rivelazioni sovrannaturali sono fin troppo aperte e chiare e non mi ha tanto convinto, a volte è meglio non spiegare tutti i misteri e penso che qua il male assoluto andava celato meglio e lasciato nell ombra perché cosi apertamente scoperto appare fin troppo stupidotto e danneggia un po' l'intera serietà che la serie cercava di raggiungere. Nel complesso è una grande riflessione e conflitto sulla Fede che non cede al solito ateismo ribelle adolescenziale ma dipinge un piu bilanciato quadro sul ruolo delle comunità religiose e i problemi che si hanno vivendo.

13 ottobre 2018

Apostle

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Gareth Evans
Genere: Thriller Storico, Horror, Religioso
★★★★ 😇

Uomo si infiltra in una setta che vive su un isola per salvare la sorella rapita. Un crudo Thriller in costume che Esplora la religione e l'idelogia Politica mostrando come anche nelle intenzioni o idee piu pure si annida il pericolo della strumentalizzazione, fedi che diventano macchine, strumenti di controllo per spremere il sangue dei popoli. Il mistero intriga, la tensione funziona e Il dramma diverte aiutato sopratutto dal peroido storico che dona Peso e serietà ad ogni Evento. Non sono un fan di Dan Stevens come attore, in The guest e Legion mi stava molto antipatico ma qua ci prova e la sua interpretazione mi è sembrata molto sentita, resta comunque una spanna sotto a tutti gli altri personaggi, specie Mark Lewis Jones che ad un certo punto quasi a sorpresa si impadronisce del film e mostra le palle a tutti. Iniziavo dubbioso visti gli evidenti limiti di budget dove gli sfondi sembravano finti ma l'esperienza è stata elettrizzante, fin dai titoli di testa ci sono tantissimi momenti evocativi e potenti, un grande uso del sonoro e inquadrature precise e originali, certo la camera è un po' mossa, il mix di generi può non piacere, il ritmo è lento, piu di una volta si gioca con dei salvataggi impossibili e tutto sommato non è poi cosi profondo, ma nel complesso l'idea è sviluppata molto bene, le allegorie funzionano e mi è davvero piaciuto il suo approccio sanguinario e violento.

5 agosto 2018

Disobedience

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Sebastián Lelio
Genere: Dramma, Sentimentale
★★ 😖

Alla morte del padre una donna torna nella sua chiusa comunità ebraica e ritrova la sua vecchia amante. Dramma sentimentale che parla di ribellione e obbedienza a quelle regole sociali che servono alle comunità per vivere o sopravvivere. Visivamente è un po' piatto con una fotografia fredda e insipida ma All inizio parte bene e mostra in modo interessante le ansie della donna che non ha alcuna voglia di tornare a casa cosi come funzionano un po' tutte le interpretazioni dei tre protagonisti, mi piacciono i cori ebraici utilizzati che aumentano il dramma e in generale come viene dipinta questa monolitica ma odiosa comunità Ebraica, un ortodossia che sembra completamente antiquata e obsoleta ma tristemente è ancora oggi viva e vegeta, poi ci mette un ora a mostrare un attesissima scena di sesso lesbo che a sorpresa è molto Casta e pudica ma nel suo essere semplice e non esagerata è riuscita a convincermi, decisamente la chimica tra le due protagoniste si sente e funziona. Insomma Il film mi è piaciuto ma il problema è che tutto è estremamente Lento e si prende troppo sul serio, un dramma forzato difficile da digerire che non ha stile o energia e nel terzo atto la storia si incarta e non sembra avere neanche una chiara direzione, le indecisioni di tutti diventano insopportabili e il ritmo introspettivo è troppo sadico e frantuma i maroni dello spettatore. Un peccato perché di base la storia mi piace, in superficie è una semplice storia di libertà sentimentale ma in realtà il triangolo amoroso serve per fare un analisi sulla Fede e il libero arbitrio suggerendo che l'unica soluzione a questo eterno conflitto è una forma di rispetto reciproco tra il conservatorismo e il progressismo, un messaggio però sviluppato male e che finisce per essere fin troppo edulcorato e zuccheroso con un perdono facilone e ridicolo.

31 luglio 2018

First Reformed - La Creazione a Rischio

Recensione Film
Anno: 2017
Regia:Paul Schrader
Genere: Dramma, Religioso
★★★★★ 😢

Ethan Hawke è pastore di una piccola chiesa turistica che vive un momento difficile della sua vita. Ed è un altro bel film drammatico che sadicamente ci ricorda quanto la vita faccia schifo e per noi non sembra davvero esserci nessuna speranza, tante riflessioni in voce fuoricampo, pochissime musiche, formato quadrato, tutto è molto asciutto e minimalista, inquadrature fisse, distanti, inchiodate al suolo, si percepisce sempre una forte desolazione nella vita di quest uomo, specialmente nella sua abitazione ultra spoglia, una dolorosa vita in solitudine senza preghiere, e cosi il paragone con taxidriver c'è, è chiaro e diventa piuttosto evidente ma invece di cercare l'eccesso il tutto è modesto, molto sobrio e intimo, essendo il protagonista un pastore le inquietudini moderne verso un mondo sempre piu corrotto, cinico e disilluso sono dipinte in modo piu sentito e conflittuale, uno sbilanciarsi verso l'introspezione del protagonista che è spesso un errore nelle storie e quindi potrebbe non piacere a tutti ma qua riesce a funzionare piuttosto bene. Paul Schrader è un tipo strano, è un uomo adulto di settant'anni ma sembra non essere mai uscito dall adolescenza, il film cosi diventa vera arte perché rispecchia questo suo paradosso, si mostra una profonda e pacata serietà che cerca di contenere e nascondere una passionata e incontenibile voglia di ribellarsi contro tutto e tutti, Il dialogo iniziale con il marito della donna è fantastico e ipnotizzante, un bellissimo duello verbale onnipresente in ogni discussione del mondo tra una faticosa e costruttiva Speranza e il piu velenoso dei pessimismi che riesce ad essere cosi autentico e sincero da convincere e raggelare il sangue. E il film poteva benissimo finire con quel dialogo e sarebbe comunque riuscito a soddisfarmi, Invece la storia va avanti e mette sempre piu in difficoltà il povero protagonista in un percorso di sofferenza che a mio parere non descrive semplicemente una generica perdita della Fede in Dio ma ci vedo piu una rappresentazione di un viscerale conflitto interiore per vincere ogni cinismo moderno e riuscire nonostante tutto a continuare ad essere un Idealista, a credere nell futuro e in un umanità sempre piu corrotta.

29 giugno 2018

Maria Maddalena

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Garth Davis
Genere: Religioso, Dramma
★★★ 😇

Dramma Religioso che si concentra sulla figura di Maria Maddalena. Ed è esattamente quello che uno si immagina pensando ad un film moderno su questo personaggio, non ha vere sorprese oltre al fatto che alcuni degli apostoli sono neri (specialmente Pietro distrae) ed è un peccato che Joaquin Phoenix qua non mi ha convinto ma Il dramma funziona bene e mi è piaciuto sopratutto perché non cerca di mitizzare in modo epico Gesù e gli eventi del vangelo ma costruisce invece una prospettiva piu intima e Modesta alla fede, attraverso gli occhi di Maria Vediamo un Gesù confuso, spaventato, che si inchina a fare i miracoli, schiacciato dalla folla e dal suo destino, l'ultima cena ad esempio la fanno tutti seduti a terra, c'è insomma una forte umiltà umana che si perde sempre quando si parla dell inconografia religiosa, buono anche vedere un Pietro arrogante che è schiacciato dai suoi sogni di rivalsa e un Giuda schiacciato dal comprensibile dolore della morte dei suoi cari. Spesso alla figura della Maddalena viene attribuito il ruolo della prostituta del gruppo ma il film la dipinge in modo piu rispettoso e femminista, un anima perduta che cerca la sua strada, schiacciata dai voleri della famiglia e la società dell epoca, che viene affascinata da Gesù e i suoi insegnamenti, diventa cosi un membro importante degli apostoli dando le basi per uno sguardo piu femminile al nascente culto, è molto bello il dialogo finale con quel "ci hai indebolito", i maschi pensano alla rivoluzione e vogliono potere per vincere e dominare ma lei si mostra Caritatevole e preoccupata verso ultimi e bisognosi, con l'idea che solo partendo dal basso si può creare il regno promesso dal profeta, ed è forse per questo che è l'unica che non perde la Fede alla morte di Gesù. Insomma buono, lento, sussurrato, poca azione e tanti dialoghi ma ci sono alcuni momenti che toccano con sincerità, il film è decisamente molto spirituale ma per quanto fatto bene è essenzialmente innocuo e dimenticabile.

24 maggio 2018

La Passione di Giovanna d'Arco

Recensione Film
Anno: 1928
Regia: Carl Theodor Dreyer
Genere: Bio-Pic, Dramma
★★★★★ 😇

Bio-Pic che ripercorre i tragici eventi del processo a senso unico di Giovanna D'arco. ll tutto si concentra sulla sofferenza della protagonista schiacciata dalle accuse e alle pressioni degli inquisitori che per questioni politiche vogliono piegare la fede e l'anima della povera adolescente francese. L'elemento piu caratteristico del film è il fatto che è quasi interamente composto da Primi e Primissimi Piani, un intimità piena di tanti faccioni sia degli aguzzini che della vittima, un tipo di inquadratura che crea una connessione diretta trasmettendo emozioni potenti ma di norma sarebbe bene non esagerare con i close-up perché è una forzatura registica che piu si usa e piu perde forza desensibilizzando lo spettatore, in questo film però la percezione della realtà è ribaltata e cosi le inquadrature strette sono alla base del film, raramente si respira con inquadrature piu aperte, cosi dentro il quadro si crea una soffocante prigione virtuale per lo spettatore, noi insieme alla protagonista siamo prigionieri nel primo piano e nella situazione tragica, senza via di scampo, non si può sfuggire in nessun modo alla tortura psicologica che sta subendo, come lei siamo costantemente sotto pressione e sotto accusa. Ed è chiaro che l'interpretazione della Falconetti diventa Chiave e centrale, lei è bravissima nel mostrare la sofferenza, Il dolore, la confusione, il dubbio, la disperazione e anche certo la completa follia della fede che sacrifica la Vita per un ideale d'appartenenza. Bello come all inizio si mostra decisa, con occhi spalancati e aperti ma lacrima dopo lacrima e accusa dopo accusa la povera ragazza non riesce a resistere alle brutali torture psicologiche, per Certi Versi lo si potrebbe definire come una specie di Torture Porn d'annata, un opprimente martirio estenuante da vedere, ma il dramma del film è concreto, si soffre con lei all inganno, al taglio dei capelli, alle prese in giro e al ricatto dell abiura, si odiano gli arroganti giudici e si prova sia sollievo che tristezza in quella forzata firma per avere salva la vita, cosi l'intero film diventa l'esempio perfetto di una potente ed efficace narrativa in soggettiva e ovviamene uno dei piu importanti Film muti che siano mai stati realizzati.

30 marzo 2018

Secret Sunshine

Recensione Film
Anno: 2007
Regia: Lee Chang-Dong
Genere: Dramma, Religioso
★★★★ 😌

Dramma umano che si concentra su una donna e la sua battaglia con la Vita. Film asciuttissimo, non esagera in stile anzi è moderatamente distaccato con una camera che segue e dirige l'interesse della protagonista e costruisce piano piano il suo punto di vista e il suo difficile percorso spirituale. Una delicata narrativa realista che unita ad un incidente inizale piuttosto tardivo può appesantire l'inizio della visione, diciamo che i primi 40 minuti richiedono molta pazienza perché servono a presentare le basi per quello che vuole dire il film che è in pratica una tormentata storia d'Amore tra la protagonista e Dio. Tra urla, canti e preghiere Lei è molto Brava a mostrare il suo tormento interiore e bravo anche il leggendario Song Kang-ho che con la sua faccia pacioccona si ama sempre, il suo personaggio è anche piuttosto interessante, uno spasimante/Stalker che la segue ovunque e non si capisce bene se è un personaggio positivo o negativo, lui rappresenta sia il tonto uomo comune che si avvicina alla fede e anche lo spettatore con la sua empatia, un interesse per la protagonista che è invadente ed egoista ma allo stesso tempo è sincero perché come noi è testimone di quello che sta provando la povera donna, ecco quindi che in lui c'è una profonda ambiguità di interessi che riflettono l'ambiguo approccio opportunista che ha l'umanità con gli altri e con la religione, dove diversi scopi privati si intrecciano e tramutano in maschere, menzogne e illusioni collettive per lottare insieme e dare pace a questi dolorosi tormenti dell anima che abbiamo tutti. Una guerra con la divinità che diventa battaglia esistenziale, psicologica e nevrotica, la donna ad un certo punto sembra spaccare il quarto muro e odiare il film stesso, un rancore verso la sua stessa esistenza di pedina, di attrice, di vittima solitaria di una storia gia scritta.

24 febbraio 2017

SILENCE

Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Martin Scorsese (+)
Genere: Dramma, Avventura, Politico
★★★★ 😥

Due padri gesuiti partono per il Giappone in cerca del loro maestro increduli che abbia tradito. Film potente ma sussurrato, un viaggio di torture, sia fisiche ma sopratutto psicologiche con praticamente Niente musica e tanti momenti contemplativi, si mostra l’umanità condannata ad essere schiacciata da un eterno silenzio di un dio che non c’è o non vuole rispondere alle nostre sofferenze, un Rapporto tra uomo e divino doloroso e straziante, dolore che è alla base del cristianesimo che nasce e si è sviluppato nella persecuzione, nel martirio e nel valore del sacrificio. Pesante, ma la pesantezza è giustificata dalla forza del messaggio, il lento e ridondante ritmo è necessario per scavare e rendere serio il discorso che si sta costurendo, si parla di religione, di persecuzione religiosa e quindi il valore assoluto della libertà di culto, uno dei diritti universali dell uomo, nel film vediamo la violenza di una politica senza diritti dove si è costretti a dover scegliere tra essere liberi e morire per quello in cui si crede (che sia religione o credo politico) o essere schiavi e sopravvivere nella prigionia ideologica. Oltre a questo la struttura alla cuore di tenebra sottolinea anche una critica al colonialismo e all'arroganza dei missionari gesuiti, esportare la fede è controverso perché è difatto esportare conflitto, un invasione culturale che ovviamente crea divisioni interne e rompe gli equilibri politici e culturali di un paese, da un lato si predica pace e amore e dall'altro si è ben consapevoli di creare differenze sociali profonde che creano odio. il film quindi parla della differenza tra Fede e Religione, mostra come la religione sia pericolosa, un potere politico ed ideologico, non a caso molte delle scene di tortura richiamano in modo opposto 1984 di Orwell, l'inquisizione non attacca la Fede ma cerca di estirpare la Religione, perché una fede intima e personale è innoqua e non è pericolosa politicamente quanto la religione che come un ideologia vive di simboli, icone, gesti, di rituali che uniscono in modo pericoloso le persone e creano una vera e netta differenza sociale. Si elogia e critica la religione allo stesso tempo, si mostra il martirio sia come qualcosa di romantico che di molto stupido, è una storia di sconfitta ma anche di vittoria, si sente bene il conflitto e il senso di colpa del protagonista, buono il personaggio di Kichijiro che incarna la meschinità dell'uomo comune e il tumulto della fede, e gli unici dubbi che ho notato sono sulla superflua struttura epistolare e L'interpretazione di Garfield che non mi ha convinto, non credo di essere l'unico a pensare che uno scambio di ruoli con Adam Driver avrebbe alzato ancora di piu la qualità dell intero film.

5 settembre 2016

Saint Young Men

Recensione Film
Anno: 2013
Regia: Noriko Takao
Genere: Commedia, Slice of Life

★★★ 😇

Gesù e Budda si prendono una vacanza e convivono in un appartamento a Tokyo, una commedia leggera e situazionale senza una vera e propria storia, i due vagano per la città come dei turisti godendosi la normalità. Una comicità religiosa non piu di tanto dissacrante o critica, anzi si Elogiano i valori delle due religioni in chiave umoristica ma devo ammettere che qualche sorriso il film riesce a strapparlo, tra l'altro sono una palese coppia di fatto e non credo di essere malizioso nel pensare che ci sia del tenero tra i due.