Recensione Film
Anno: 1972
Regia: Bernardo Bertolucci
Genere: Dramma, Erotico
★★★★ 😥
Uomo sofferente inizia relazione con una giovane attrice ma resta distante e rifiuta di parlare del passato. Dramma Erotico che fu un grande successo commerciale e anche bersaglio di feroci critiche e censura per il suo approccio ribelle e aggressivo sulla sessualità, la storia trasforma un vuoto appartamento di Parigi in una magica zona di confort e libertà dove i due amanti possono sfogare le loro voglie fisiche e mentali lontani dal mondo esterno e dalla loro individualità immersi in una teorica bolla primordiale di vero "amore passionale" ma tutti siamo schiavi del passato perché è ciò che ci caratterizza e inevitabilmente riesce ad entrare sempre piu nella relazione fino a distruggerla. Sul lato Tecnico mi piace come la musica crea enfasi romantica dentro l'appartamento, la fotografia di Storaro gioca bene con il caldo giallo interiore con il freddo dell esterno, sono ottime tutte le inquadrature che separano i personaggi in tagli e cornici, fin dal suo urlo iniziale sotto il ponte si sente bene la rabbia del personaggio di Paul che non si da pace per la morte della moglie, mi piacciono le tensioni con la suocera, pieno di risentimento l'incontro con l'amante dove si gioca con il doppio indossando lo stesso accappatoio ed è davvero intensa la scena davanti al cadavere pieno di fiori dove lui tira fuori tutto l'amore e l'odio che ha dentro con un monologo molto sentito e sincero. Poi stupenda e dolcissima è Maria Schneider e sono erotiche le sue scene in topless, bello quando alza la gonna in ascensore o quando lui le fa il bagno con un erotismo pacato che non cerca il fetish e l'attenzione dei corpi ma tutto è mostrato con naturalezza e per questo sono molto belli i momenti di complicità tra i due fatti di giochi e battibecchi da bambini. Un peccato che nonostante alcune grandi scene drammatiche qua Marlon Brando non mi convince del tutto e ogni tanto appare annoiato e biascica le parole, poi capisco l'elemento Meta-Narrativo e personale di Bertolucci che con il personaggio del giovane esuberante regista (interpretato non a caso da Jean-Pierre Léaud) cerca di prendere in giro lo spirito sempliciotto della Nouvelle Vague tradita dall attorone hollywoodiano ma sinceramente tutte le scene con il fidanzato sono noiosette, pretenziose e allontanano troppo dal vero dramma, e infine c'è la famosa e controversa scena del Burro che tralasciando il fatto che nella realtà la stessa attrice si è sentita violata secondo me è anche realizzata male e invece di essere un momento intenso e passionale arriva brutale e forzato che mette molto a disagio con lei che piange disperata e urla di fermarsi e mi fa rabbia che nella scena successiva appare tranquilla come se nulla fosse successo. Comunque il tutto rappresenta senza falsa retorica quanto l'amore, il sesso e la passione siano connesse al dolore e alla morte, anche nell intimità dell appartamento restano molto distanti con Paul chiuso nella sua ricerca della figura della moglie scomparsa e Jeann quella del padre militare assente e con un freddo pessimismo realista viene mostrato che il conoscersi non è romanticizzato come qualcosa di positivo ma può sono finire in tragedia, durante la gara di tango al di fuori del sogno erotico tutto è piu squallido e triste e il finale del film per me mostra bene quanto l'illusione carnale dei due amanti sia fallimentare e non ci sia possibilità di una vera connessione mentale.

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