Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Sam Raimi
Genere: Thriller, Dark comedy
★★ 😌
Un'Impiegata trattata male finisce su isola deserta con il suo capo e le dinamiche di potere si invertono. Sam Raimi torna con un leggero thriller che parte da un sogno di vendetta di una donna che vuole dimostrare ai maschi il suo vero valore non apprezzato ma poi con ironia e cinismo tutto finisce per descrivere la generale follia umana troppo attaccata a vanità e voglia di dominare. E funzionano sempre i suoi tocchi stilistici assurdi come all inizio in ufficio sono belli i dettagli ravvicinati degli occhi e delle labbra per sottolineare il peso del disgusto del cibo, l'incidente aereo è di una goduria pazzesca per come esagera in violenza, ho amato il cinghiale demoniaco e come viene impalato in una marea di sangue in puro stile horror, molto disgustoso quel momento quando il tipo mangia l'insetto, fa sorridere l'entrata nella caverna con la camera che attraversa delle ragnatele e le stupidate in generale intrattengono. Il problema è che il film vive solo di questi piccoli tocchi di stile e manca di un vero corpo, cosi dopo un buon inizio il film si sgonfia e delude perché non riesce a offrire niente di davvero interessante, come thriller risulta debole e non ho mai sentito vera tensione tra questi due protagonisti che si odiano a morte, cosi come la commedia nera irriverente sembra piuttosto timida e senza mordente tanto che scappa dai temi sociali che voleva discutere, poi l'ambientazione su un isola è un qualcosa che sa troppo di gia visto, tra i due non c'è chimica ed è pessimo quando tra di loro si prova a creare romanticismo e della tensione erotica, tutti gli attori non mi hanno convinto e recitano troppo sopra le righe, i litigi diventano sempre piu imbarazzanti e patetici, la risoluzione al conflitto mi ha fatto cagare e non ho apprezzato quell occhiolino finale che arriva forzato e cerca in modo ruffiano la nostra complicità per questa stupida follia. Nell'insieme volevo amarlo ma mi lasciato piuttosto freddo, apprezzo quelle due o tre scene da puro Raimi che ci ricorda ancora una volta quanto erano belli gli originali Evil Dead ma per il resto è un film piuttosto debole che nella seconda parte smette pure di far ridere e non sa neanche bene cosa vuole dire su femminismo e vendetta sociale.
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9 febbraio 2026
9 dicembre 2025
Kinds of Kindness
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Yorgos Lanthimos
Genere: Dark-Comedy, Surreale
★★★★ 😲
Antologia di tre folli storie che parlano di relazioni tossiche e il disperato bisogno di appartenere ed essere amati. Yorgos Lanthimos torna all suo stile narrativo surreale che scherza con i comportamenti umani mostrando quanto possono diventare assurdi e disumani, nella prima storia un uomo è totalmente schiavo del suo capo che domina la sua vita fino al piu piccolo dettaglio, un rapporto patologico con il lavoro che lo costringe ad una vita miserabile ma quando cerca di ribellarsi e rifiutare i suoi ordini va in totale crisi e non è capace di cambiare vita, sente la competizione degli altri e accetta il compromesso morale pur di tornare a sentirsi accettato, la seconda storia mostra un poliziotto che non riconosce piu la moglie e la trova diversa, si entra nelle sue paranoie e nella tragedia di una relazione abusiva di un uomo egoista che ha un immagine fissa della moglie e non accetta il cambiamento fino a costringere la compagna a dolorosi ricatti emotivi, e nella terza storia una donna cerca il messia e la salvezza in un culto religioso ossessionato dalla purezza fisica ma non si rende conto di essere sfruttata dalla voglia sociale di appartenere che la porta in una strada autodistruttiva. Ma come accade spesso nelle antologie alcuni elementi funzionano meglio di altri e non hanno la stessa qualità, e nonostante Emma Stone, Jesse Plemons e Willem Dafoe siano ottimi le tre storie usano gli stessi attori in ruoli diversi e questo approccio finisce per confondere e sminuire le singole prospettive, cosi come non mi convince l'utilizzo ironico dell misterioso personaggio di RMF che fa da testimone e vittima per collegare le vicende ma è una figura simbolo fin troppo passiva e superflua e secondo me per unire tutto avrebbe funzionato meglio un approccio narrativo intrecciato alla pulp fiction. Detto questo tecnicamente il film è eccellente, ogni inquadratura funziona, mi piace molto l'uso della musica con questi cori solenni e note gelide di pianoforte, si sorride alla disperazione omoerotica per il capo, ha senso l'ossessione per le imprese degli altri e il collezionare cimeli sportivi, bello il gesto autolesionista di spaccarsi il piede per rimorchiare, folle come si mettono a guardare l'orgia tra amici per ricordare la moglie scomparsa, fa sorridere il mondo dominato dai cani simbolo di fedeltà, mi piace l'associazione tra amore e cibo con delle richieste fisiche brutali, perfetta quell'inquadratura finale che mischia la morte individuale sulla sedia ad un abbraccio felice sulla porta, disturba tutto quello che fa il marito bastardo, l'ipocrisia per la purezza sessuale del culto religioso richiama un certo pensiero maschilista verso la verginità femminile cosi come il bere le lacrime dei leader ed essere ossessionati da reputazione e perfezione mi ricorda molto il mondo dei social alla instagram. Nell insieme non è di certo un film facile e l'assurdità può confondere ma piu ci penso e piu il film ha valore, sotto l'ironia surreale si mostrano delle dinamiche nerissime, gli eventi sono stratificati, spingono alla riflessione e sono pieni di profondità nel descrivere la paura della solitudine, l'eterna voglia vanitosa dell Ego di essere amato, quella disperazione tragica di avere un ruolo e contare qualcosa per gli altri.
Anno: 2024
Regia: Yorgos Lanthimos
Genere: Dark-Comedy, Surreale
★★★★ 😲
Antologia di tre folli storie che parlano di relazioni tossiche e il disperato bisogno di appartenere ed essere amati. Yorgos Lanthimos torna all suo stile narrativo surreale che scherza con i comportamenti umani mostrando quanto possono diventare assurdi e disumani, nella prima storia un uomo è totalmente schiavo del suo capo che domina la sua vita fino al piu piccolo dettaglio, un rapporto patologico con il lavoro che lo costringe ad una vita miserabile ma quando cerca di ribellarsi e rifiutare i suoi ordini va in totale crisi e non è capace di cambiare vita, sente la competizione degli altri e accetta il compromesso morale pur di tornare a sentirsi accettato, la seconda storia mostra un poliziotto che non riconosce piu la moglie e la trova diversa, si entra nelle sue paranoie e nella tragedia di una relazione abusiva di un uomo egoista che ha un immagine fissa della moglie e non accetta il cambiamento fino a costringere la compagna a dolorosi ricatti emotivi, e nella terza storia una donna cerca il messia e la salvezza in un culto religioso ossessionato dalla purezza fisica ma non si rende conto di essere sfruttata dalla voglia sociale di appartenere che la porta in una strada autodistruttiva. Ma come accade spesso nelle antologie alcuni elementi funzionano meglio di altri e non hanno la stessa qualità, e nonostante Emma Stone, Jesse Plemons e Willem Dafoe siano ottimi le tre storie usano gli stessi attori in ruoli diversi e questo approccio finisce per confondere e sminuire le singole prospettive, cosi come non mi convince l'utilizzo ironico dell misterioso personaggio di RMF che fa da testimone e vittima per collegare le vicende ma è una figura simbolo fin troppo passiva e superflua e secondo me per unire tutto avrebbe funzionato meglio un approccio narrativo intrecciato alla pulp fiction. Detto questo tecnicamente il film è eccellente, ogni inquadratura funziona, mi piace molto l'uso della musica con questi cori solenni e note gelide di pianoforte, si sorride alla disperazione omoerotica per il capo, ha senso l'ossessione per le imprese degli altri e il collezionare cimeli sportivi, bello il gesto autolesionista di spaccarsi il piede per rimorchiare, folle come si mettono a guardare l'orgia tra amici per ricordare la moglie scomparsa, fa sorridere il mondo dominato dai cani simbolo di fedeltà, mi piace l'associazione tra amore e cibo con delle richieste fisiche brutali, perfetta quell'inquadratura finale che mischia la morte individuale sulla sedia ad un abbraccio felice sulla porta, disturba tutto quello che fa il marito bastardo, l'ipocrisia per la purezza sessuale del culto religioso richiama un certo pensiero maschilista verso la verginità femminile cosi come il bere le lacrime dei leader ed essere ossessionati da reputazione e perfezione mi ricorda molto il mondo dei social alla instagram. Nell insieme non è di certo un film facile e l'assurdità può confondere ma piu ci penso e piu il film ha valore, sotto l'ironia surreale si mostrano delle dinamiche nerissime, gli eventi sono stratificati, spingono alla riflessione e sono pieni di profondità nel descrivere la paura della solitudine, l'eterna voglia vanitosa dell Ego di essere amato, quella disperazione tragica di avere un ruolo e contare qualcosa per gli altri.
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4stelle,
Antologia,
Dark-Comedy,
Film,
Surreale
28 novembre 2025
No Other Choice
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Park Chan-wook
Genere: Thriller, Tragi/Commedia
★★★★ 😊
Uomo perde il lavoro e per non cambiare vita fa di tutto per trovarne un altro simile. Tragi/commedia thriller che mostra quanto può essere ridicola la testardagine e l'incapacità di un uomo di reinventarsi e cambiare professione cosi come c'è un chiaro percorso di disumanizzazione in un mondo del lavoro sempre piu competitivo ed automatizzato che licenzia e taglia i rami secchi fino al buio della totale cancellazione dell essere umano. Un film che mischia bene la tensione drammatica di una famiglia in crisi economica a puri momenti comici e grotteschi che fanno davvero ridere, poi tutto è visivamente stupendo con un grande uso di colori saturati, belle le composizioni e le tante interessanti dissolvenze artistiche, Park Chan-wook si riconferma uno dei piu grandi registi in circolazione ed è fantastica l'atmosfera fin troppo felice dell inizio con addirittura i cani che si uniscono all abbraccio di famiglia, mi piace il colloquio pieno di tensione con una luce abbagliante in piena faccia, ridicola la terapia di gruppo dei licenziati con tutti che si toccano le tempie, amo la scena del vaso alzato con l'acqua che gli cade in testa, bello il momento dell guanto da forno, assurda la dinamica del disoccupato depresso e di sua moglie, grandiosa la telefonata che mette in parallelo i due personaggi ed è completamente folle il piano che ha in mente il protagonista ma ha un senso che lui simbolicamente si ritrova a dover affrontare e distruggere altre versioni di se stesso. Lee Byung-hun è ottimo a guidare il tutto e riesce bene ad essere goffo, patetico e disperato, mi piace come mosso dall ansia si scrive le cose da dire sulla mano perché non riesce a mantenere un discorso, interessante che ha i baffi solo quando lavora, bella la sua gelosia malata nata dall insicurezza maschile con quel voler annusare le mutande, il dente dolorante segna il costante nervosismo e la sua insofferenza per essere stato costretto a smettere di bere alcool e funzionano i tanti dubbi e ripensamenti sul suo piano che lo rendono molto umano. Ma sotto le goffagini e le scene comiche il film funziona perché è la storia di una famiglia che perde l'anima e si corrompe per restare a galla e mantenere il suo stato sociale, ed è molto toccante il rapporto con la figlia che ha problemi mentali, soffre per l'assenza dei cani e suona il violoncello, il figlio che ha visto l'orrore in casa e cerca di ignorarlo e quello con la moglie che capisce la verità ma decide di restare in silenzio.
Anno: 2025
Regia: Park Chan-wook
Genere: Thriller, Tragi/Commedia
★★★★ 😊
Uomo perde il lavoro e per non cambiare vita fa di tutto per trovarne un altro simile. Tragi/commedia thriller che mostra quanto può essere ridicola la testardagine e l'incapacità di un uomo di reinventarsi e cambiare professione cosi come c'è un chiaro percorso di disumanizzazione in un mondo del lavoro sempre piu competitivo ed automatizzato che licenzia e taglia i rami secchi fino al buio della totale cancellazione dell essere umano. Un film che mischia bene la tensione drammatica di una famiglia in crisi economica a puri momenti comici e grotteschi che fanno davvero ridere, poi tutto è visivamente stupendo con un grande uso di colori saturati, belle le composizioni e le tante interessanti dissolvenze artistiche, Park Chan-wook si riconferma uno dei piu grandi registi in circolazione ed è fantastica l'atmosfera fin troppo felice dell inizio con addirittura i cani che si uniscono all abbraccio di famiglia, mi piace il colloquio pieno di tensione con una luce abbagliante in piena faccia, ridicola la terapia di gruppo dei licenziati con tutti che si toccano le tempie, amo la scena del vaso alzato con l'acqua che gli cade in testa, bello il momento dell guanto da forno, assurda la dinamica del disoccupato depresso e di sua moglie, grandiosa la telefonata che mette in parallelo i due personaggi ed è completamente folle il piano che ha in mente il protagonista ma ha un senso che lui simbolicamente si ritrova a dover affrontare e distruggere altre versioni di se stesso. Lee Byung-hun è ottimo a guidare il tutto e riesce bene ad essere goffo, patetico e disperato, mi piace come mosso dall ansia si scrive le cose da dire sulla mano perché non riesce a mantenere un discorso, interessante che ha i baffi solo quando lavora, bella la sua gelosia malata nata dall insicurezza maschile con quel voler annusare le mutande, il dente dolorante segna il costante nervosismo e la sua insofferenza per essere stato costretto a smettere di bere alcool e funzionano i tanti dubbi e ripensamenti sul suo piano che lo rendono molto umano. Ma sotto le goffagini e le scene comiche il film funziona perché è la storia di una famiglia che perde l'anima e si corrompe per restare a galla e mantenere il suo stato sociale, ed è molto toccante il rapporto con la figlia che ha problemi mentali, soffre per l'assenza dei cani e suona il violoncello, il figlio che ha visto l'orrore in casa e cerca di ignorarlo e quello con la moglie che capisce la verità ma decide di restare in silenzio.
Tags:
4stelle,
Corea,
Dark-Comedy,
Film,
Thriller
1 ottobre 2025
Una Battaglia dopo L'altra
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: Thriller, Commedia
★★★ 😨
La figlia di Terroristi di Sinistra scopre la verità sulle sue origini mentre un perverso colonnello le da la caccia. Un Thriller comico che gioca con le iperbole e gli estremismi per parlare delle tensioni politiche americane mischiando senza problemi i toni seri con quelli piu assurdi, tutto tecnicamente è ottimo dalla messa in scena al montaggio e mi piace come Anderson costruisce la tensione sensoriale usando un tipo di musica nevrotica, Di Caprio intrattiene nel fare goffo hippy scemo, Benicio del Toro è un grande leader locale amato da tutti e Sean Penn è la vera star del film per come fa un incredibile e viscido uomo pieno di sentimenti contrastanti che lo rendono marcio fino al midollo. Buono il prologo dove succedono una marea di cose, la sessualità perversa all inizio è molto strana ma segna bene il forte desiderio carnale del militare e la voglia di dominare della terrorista, fa ridere la questione delle password e dei codici dimenticati, il super club razzista di Natale è una trovata simpatica per non mettere il solito gruppo di incappucciati, mi piacciono gli interrogatori di un soldato per come sono semplici ma pieni di brutali minacce e poi nel deserto è piacevole come le strade di tutti si incrociano con ridicole situazioni di sangue in stile Fratelli Coen. Ma nonostante sia un film che fa sorridere non mi piace minimamente il messaggio politico che vuole trasmettere e nel sottotesto c'è troppa pericolosa retorica che ispira veri terroristi, certo l'ironia li prende in giro ma questi "rivoluzionari" che mettono bombe sono comunque presentati con dello stupido e ingenuo romanticismo, tra tutti la madre è forse il piu farabutto per come ha un fanatismo folle e cieco, vuole la lotta armata, tradisce, si scopa il nemico, uccide innocenti e abbandona la figlia e il compagno, Lei è peggio di Lockjaw e il film non ha minimamente il coraggio di criticarla apertamente e anzi il finale quasi la perdona e la assolve da tutti i suoi schifosi peccati con una stupida letterina, poi odio che non c'è nessuna riconciliazione con il personaggio di DiCaprio che viene abbandonato brutalmente e accetta tutto in modo patetico, brutto come è forzato il tradimento del cacciatore di taglie e la figlia è la solita lettura moderna di una ragazza perfetta e brava in tutto per funzionare davvero come personaggio. Mi aspettavo un finale che criticasse gli errori dei genitori con la ragazza che trovava la giusta strada nel mondo ma invece anche lei viene contagiata dal loro virus e tutto si chiude con la speranza che i giovani continuino questa astratta e ideologica rivoluzione violenta, nell insieme è un simpatico e folle thriller fatto molto bene che attaccando i soliti razzisti si arruffiana facilmente le persone di sinistra ma per me conta solo la forza della scrittura e qua i personaggi, gli archi narrativi e le morali presentate sono pieni di problemi.
Anno: 2025
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: Thriller, Commedia
★★★ 😨
La figlia di Terroristi di Sinistra scopre la verità sulle sue origini mentre un perverso colonnello le da la caccia. Un Thriller comico che gioca con le iperbole e gli estremismi per parlare delle tensioni politiche americane mischiando senza problemi i toni seri con quelli piu assurdi, tutto tecnicamente è ottimo dalla messa in scena al montaggio e mi piace come Anderson costruisce la tensione sensoriale usando un tipo di musica nevrotica, Di Caprio intrattiene nel fare goffo hippy scemo, Benicio del Toro è un grande leader locale amato da tutti e Sean Penn è la vera star del film per come fa un incredibile e viscido uomo pieno di sentimenti contrastanti che lo rendono marcio fino al midollo. Buono il prologo dove succedono una marea di cose, la sessualità perversa all inizio è molto strana ma segna bene il forte desiderio carnale del militare e la voglia di dominare della terrorista, fa ridere la questione delle password e dei codici dimenticati, il super club razzista di Natale è una trovata simpatica per non mettere il solito gruppo di incappucciati, mi piacciono gli interrogatori di un soldato per come sono semplici ma pieni di brutali minacce e poi nel deserto è piacevole come le strade di tutti si incrociano con ridicole situazioni di sangue in stile Fratelli Coen. Ma nonostante sia un film che fa sorridere non mi piace minimamente il messaggio politico che vuole trasmettere e nel sottotesto c'è troppa pericolosa retorica che ispira veri terroristi, certo l'ironia li prende in giro ma questi "rivoluzionari" che mettono bombe sono comunque presentati con dello stupido e ingenuo romanticismo, tra tutti la madre è forse il piu farabutto per come ha un fanatismo folle e cieco, vuole la lotta armata, tradisce, si scopa il nemico, uccide innocenti e abbandona la figlia e il compagno, Lei è peggio di Lockjaw e il film non ha minimamente il coraggio di criticarla apertamente e anzi il finale quasi la perdona e la assolve da tutti i suoi schifosi peccati con una stupida letterina, poi odio che non c'è nessuna riconciliazione con il personaggio di DiCaprio che viene abbandonato brutalmente e accetta tutto in modo patetico, brutto come è forzato il tradimento del cacciatore di taglie e la figlia è la solita lettura moderna di una ragazza perfetta e brava in tutto per funzionare davvero come personaggio. Mi aspettavo un finale che criticasse gli errori dei genitori con la ragazza che trovava la giusta strada nel mondo ma invece anche lei viene contagiata dal loro virus e tutto si chiude con la speranza che i giovani continuino questa astratta e ideologica rivoluzione violenta, nell insieme è un simpatico e folle thriller fatto molto bene che attaccando i soliti razzisti si arruffiana facilmente le persone di sinistra ma per me conta solo la forza della scrittura e qua i personaggi, gli archi narrativi e le morali presentate sono pieni di problemi.
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Dark-Comedy,
Film,
Politico,
Thriller
29 agosto 2025
Casinò
Recensione Film
Anno: 1995
Regia: Martin Scorsese
Genere: Gangster Movie
★★★★ 😁
Due gangster narrano delle loro imprese criminali a Las Vegas tra gli anni 70 e 80. Scorsese torna nella malavita e costruisce una gigantesca giostra piena di energia che descrive con tanta ironia nera i crimini e la follia di questo mondo, attraverso due narrazioni parallele conosciamo due facce del sistema mafioso con Sam un severo boss di un Casinò che cerca di essere il piu legale possibile e Nicky che è una violenta mina vagante impossibile da controllare e ovviamente i due inizieranno a odiarsi e non sopportarsi. Voci fuoricampo che offrono montaggi descrittivi pieni di energia con sempre ottima musica in sottofondo, tutti i dialoghi sono nevrotici e taglienti al punto giusto, bello scoprire le dinamiche di potere dentro e fuori il casinò, il flusso di soldi verso i capi al nord, come controllano e puniscono chi bara, Robert De Niro e Joe Pesci sono entrambi grandiosi, le scene con Nicky hanno sempre grandi momenti di violenza, assurde sono le camicie colorate di Sam e fa ridere come è cosi testardo e perfezionista che finisce nei guai perchè licenzia un raccomandato, bella l'inquadratura di riflesso negli occhiali nel deserto ed è divertente vedere come l'impero inizia a crollare e sono braccati dagli agenti dell FBI. Al centro di tutto c'è anche la relazione sentimentale con il controverso personaggio di Ginger interpretato da Sharon Stone, una donna piena di problemi e sofferenze interiori che vive un esistenza tragica ma secondo me il film non la tratta benissimo, rispetto ai due sanguinari gangster criminali è assurdo che lei è quella che ne esce peggio e appare come una pessima madre, una pessima moglie, che pensa solo ai soldi, si droga, lega la figlia, tradisce tutti, urla in modo isterico, tutte azioni che danno ragione al marito geloso e abusivo e non costruiscono minimamente la sua prospettiva tormentata, capisco che sono tutti pieni di difetti ma c'è un chiaro maschilismo di fondo e per equilibrare il film avrei almeno aggiunto la voce fuoricampo di Ginger che spiegava il suo punto di vista. Il film poi è lunghissimo e anche piuttosto estenuante da riguardare, e dopo tutto questo grande circo di follia criminale il finale arriva anche piuttosto insoddisfacente e giuro non capisco il senso di quella cosa della bomba in auto visto che rovina la chiusura dell cerchio, comunque nell insieme è un film pieno di carisma e comicità e di sicuro merita un posto tra i migliori film di gangster mai fatti.
Anno: 1995
Regia: Martin Scorsese
Genere: Gangster Movie
★★★★ 😁
Due gangster narrano delle loro imprese criminali a Las Vegas tra gli anni 70 e 80. Scorsese torna nella malavita e costruisce una gigantesca giostra piena di energia che descrive con tanta ironia nera i crimini e la follia di questo mondo, attraverso due narrazioni parallele conosciamo due facce del sistema mafioso con Sam un severo boss di un Casinò che cerca di essere il piu legale possibile e Nicky che è una violenta mina vagante impossibile da controllare e ovviamente i due inizieranno a odiarsi e non sopportarsi. Voci fuoricampo che offrono montaggi descrittivi pieni di energia con sempre ottima musica in sottofondo, tutti i dialoghi sono nevrotici e taglienti al punto giusto, bello scoprire le dinamiche di potere dentro e fuori il casinò, il flusso di soldi verso i capi al nord, come controllano e puniscono chi bara, Robert De Niro e Joe Pesci sono entrambi grandiosi, le scene con Nicky hanno sempre grandi momenti di violenza, assurde sono le camicie colorate di Sam e fa ridere come è cosi testardo e perfezionista che finisce nei guai perchè licenzia un raccomandato, bella l'inquadratura di riflesso negli occhiali nel deserto ed è divertente vedere come l'impero inizia a crollare e sono braccati dagli agenti dell FBI. Al centro di tutto c'è anche la relazione sentimentale con il controverso personaggio di Ginger interpretato da Sharon Stone, una donna piena di problemi e sofferenze interiori che vive un esistenza tragica ma secondo me il film non la tratta benissimo, rispetto ai due sanguinari gangster criminali è assurdo che lei è quella che ne esce peggio e appare come una pessima madre, una pessima moglie, che pensa solo ai soldi, si droga, lega la figlia, tradisce tutti, urla in modo isterico, tutte azioni che danno ragione al marito geloso e abusivo e non costruiscono minimamente la sua prospettiva tormentata, capisco che sono tutti pieni di difetti ma c'è un chiaro maschilismo di fondo e per equilibrare il film avrei almeno aggiunto la voce fuoricampo di Ginger che spiegava il suo punto di vista. Il film poi è lunghissimo e anche piuttosto estenuante da riguardare, e dopo tutto questo grande circo di follia criminale il finale arriva anche piuttosto insoddisfacente e giuro non capisco il senso di quella cosa della bomba in auto visto che rovina la chiusura dell cerchio, comunque nell insieme è un film pieno di carisma e comicità e di sicuro merita un posto tra i migliori film di gangster mai fatti.
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4stelle,
Dark-Comedy,
Film,
Gangster
6 giugno 2024
Smiling Friends
Recensione Serie Animata
Anno: 2020
Autori: Zach Hadel e Michael Cusack
Genere: Commedia Nera, Surreale
Episodi: 27
★★★ 😵
Quattro Amici colorati lavorano in una casa sorridente e finiscono sempre per fare strane e pazze avventure per far felice la gente. Smiling Friends è una folle serie animata dove accadono cose a caso con una narrativa che gioca con le aspettative e le convenzioni per ribaltare sempre la situazione, cosi quando provano ad aiutare qualcuno finiscono per danneggiarlo, chi appare in un modo si rivela un altro, il boss è sempre piu inquietante e perverso, le buone intenzioni vengono punite e le cattive premiate, le insicurezze dei maschi moderni sono prese in giro e non ci sono veri archi di crescita. Un cartone marcio, sporco, punk, che ti mostra cattiveria, violenza, personaggi sformati e dalla faccia inquietante, oppure per destabilizzare lo spettatore di colpo spuntano esseri animati in stop-motion, in vecchio 3D da ps1 o addirittura gente in carne ed ossa, per questo si ammira la grande energia artistica e sperimentale che riesce ad offrire, e seppur gioca molto sul nonsense gli episodi riescono spesso ad avere delle tematiche diverse che a loro modo vengono esplorate senza facili moralismi. Cosi si sorride quando indagano su un omicidio, l'episodio horror dove appare mostro in foresta, la visita a mondo fantasy, charlie che finisce all inferno e incontra il diavolo, l'aiutare il lurido presidente ad essere rieletto, l'odissea di Allan per delle graffette, l'incontro con gli alieni, il pupazzo di neve che non vuole morire e va in crisi esistenziale, il viaggio di rinascita dell uomo rana, il folle uomo talpa che li rapisce, tutto è un turbine di ridicole cazzate che diverte ma per quanto gli episodi da dieci minuti scorrono veloci e sia pieno di tanta follia comica nel complesso non riesco ad apprezzare completamente lo show e mi appare sempre pieno di situazioni confuse e dimenticabili, la follia che accade è geniale e c'è molta varietà ma per colpa di questa voglia di essere alternativo a tutti i costi e di ribaltare sempre le convenzioni tutto risulta spesso un caotico frullato casuale e alla lunga stanca la continua e cinica rottura delle aspettative oltre al fatto che non aiutano le conclusioni degli episodi che sono molto spesso frettolose e insoddisfacenti, ma a parte i miei dubbi la serie offre cosi tanta follia anarchica che di sicuro merita di essere vista.
Anno: 2020
Autori: Zach Hadel e Michael Cusack
Genere: Commedia Nera, Surreale
Episodi: 27
★★★ 😵
Quattro Amici colorati lavorano in una casa sorridente e finiscono sempre per fare strane e pazze avventure per far felice la gente. Smiling Friends è una folle serie animata dove accadono cose a caso con una narrativa che gioca con le aspettative e le convenzioni per ribaltare sempre la situazione, cosi quando provano ad aiutare qualcuno finiscono per danneggiarlo, chi appare in un modo si rivela un altro, il boss è sempre piu inquietante e perverso, le buone intenzioni vengono punite e le cattive premiate, le insicurezze dei maschi moderni sono prese in giro e non ci sono veri archi di crescita. Un cartone marcio, sporco, punk, che ti mostra cattiveria, violenza, personaggi sformati e dalla faccia inquietante, oppure per destabilizzare lo spettatore di colpo spuntano esseri animati in stop-motion, in vecchio 3D da ps1 o addirittura gente in carne ed ossa, per questo si ammira la grande energia artistica e sperimentale che riesce ad offrire, e seppur gioca molto sul nonsense gli episodi riescono spesso ad avere delle tematiche diverse che a loro modo vengono esplorate senza facili moralismi. Cosi si sorride quando indagano su un omicidio, l'episodio horror dove appare mostro in foresta, la visita a mondo fantasy, charlie che finisce all inferno e incontra il diavolo, l'aiutare il lurido presidente ad essere rieletto, l'odissea di Allan per delle graffette, l'incontro con gli alieni, il pupazzo di neve che non vuole morire e va in crisi esistenziale, il viaggio di rinascita dell uomo rana, il folle uomo talpa che li rapisce, tutto è un turbine di ridicole cazzate che diverte ma per quanto gli episodi da dieci minuti scorrono veloci e sia pieno di tanta follia comica nel complesso non riesco ad apprezzare completamente lo show e mi appare sempre pieno di situazioni confuse e dimenticabili, la follia che accade è geniale e c'è molta varietà ma per colpa di questa voglia di essere alternativo a tutti i costi e di ribaltare sempre le convenzioni tutto risulta spesso un caotico frullato casuale e alla lunga stanca la continua e cinica rottura delle aspettative oltre al fatto che non aiutano le conclusioni degli episodi che sono molto spesso frettolose e insoddisfacenti, ma a parte i miei dubbi la serie offre cosi tanta follia anarchica che di sicuro merita di essere vista.
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Cartoni,
Dark-Comedy,
Surreale
13 dicembre 2022
Gli Spiriti dell Isola
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Martin McDonagh
Genere: Dramma, Commedia nera
★★★★ 😁
Su un isola irlandese un pastore cerca di capire perché il suo piu grande amico ha deciso di non parlagli piu. Ottima Tragi-Commedia che mostra due uomini molto testardi creare una situazione passivo-agressiva sempre piu assurda ma che parla di grossi e profondi problemi esistenziali e filosofici per come da vita all conflitto umano tra la semplicità di vita popolare e l'ambizione artistica, cambiare abitudini è difficile, in tutti noi è presente la paura di sprecare il tempo che ci rimane da vivere e il problema aumenta nell epoca dei social di oggi dove siamo pieni di distrazioni effimere che necessitano di un sacrificio anche egoista per potersi staccare da amici e conoscenti e dedicarsi ad una cosa specifica che ci renda felici, senza contare che ambientato in Irlanda c'è sempre il sottotesto della divisione tra il nord e il sud. La regia è molto quadrata ma funziona bene, i dialoghi sono duri e sagaci, l'isola è bellissima con la simbologia cristiana di croci e madonne che è sempre piu oppressiva, bello l'uso di animali e come vivono stretti con i personaggi, mi piace la sorella per come cerca di portare un po' di ragione in questa folle storia, buoni anche il prete, il poliziotto bastardo, lo scemo del villaggio che nasconde tanto cuore, la vecchia inquietante quasi simbolo allegorico di morte e poi c'è Colin Farrell che è spettacolare nel fare questo tonto pastore ossessivo e senti con intensità il suo cuore spezzato dalla strana situazione. Insomma Martin McDonagh si conferma un grande regista e la storia con la sua ironia tagliente mi ha appassionato dall inizio alla fine.
Anno: 2022
Regia: Martin McDonagh
Genere: Dramma, Commedia nera
★★★★ 😁
Su un isola irlandese un pastore cerca di capire perché il suo piu grande amico ha deciso di non parlagli piu. Ottima Tragi-Commedia che mostra due uomini molto testardi creare una situazione passivo-agressiva sempre piu assurda ma che parla di grossi e profondi problemi esistenziali e filosofici per come da vita all conflitto umano tra la semplicità di vita popolare e l'ambizione artistica, cambiare abitudini è difficile, in tutti noi è presente la paura di sprecare il tempo che ci rimane da vivere e il problema aumenta nell epoca dei social di oggi dove siamo pieni di distrazioni effimere che necessitano di un sacrificio anche egoista per potersi staccare da amici e conoscenti e dedicarsi ad una cosa specifica che ci renda felici, senza contare che ambientato in Irlanda c'è sempre il sottotesto della divisione tra il nord e il sud. La regia è molto quadrata ma funziona bene, i dialoghi sono duri e sagaci, l'isola è bellissima con la simbologia cristiana di croci e madonne che è sempre piu oppressiva, bello l'uso di animali e come vivono stretti con i personaggi, mi piace la sorella per come cerca di portare un po' di ragione in questa folle storia, buoni anche il prete, il poliziotto bastardo, lo scemo del villaggio che nasconde tanto cuore, la vecchia inquietante quasi simbolo allegorico di morte e poi c'è Colin Farrell che è spettacolare nel fare questo tonto pastore ossessivo e senti con intensità il suo cuore spezzato dalla strana situazione. Insomma Martin McDonagh si conferma un grande regista e la storia con la sua ironia tagliente mi ha appassionato dall inizio alla fine.
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4stelle,
Dark-Comedy,
Dramma,
Esistenziale,
Film,
Irlanda
24 gennaio 2022
Drag Me To Hell
Recensione Film
Anno: 2009
Regia: Sam Raimi
Genere: Horror, Commedia Nera
★★★ 😳
Ragazza che lavora in banca viene maledetta da vecchia zingara perché non le ha rinnovato il muto. Irriverente Commedia Horror che piena di energia le prova tutte per intrattenere, digustare, spaventare e strappare una risata ma il ritmo è completamente pasticciato con sbalzi di tono troppo netti dentro ogni scena, tutto sembra normale e di colpo parte follia con vomito in faccia e odiosi jumpscare e poi nuovamente di colpo tutto torna alla normalità come se nulla fosse davvero successo, normalità e jumpscare, ancora e poi ancora in modo cliché, e questa schizofrenia diventa sempre piu noiosa e ridondante e non costruisce una vera ed interessante discesa infernale nella follia e nell orrore. Certo lo stile di Raimi è riconoscibile ed è sempre difficile volergli male, i venti atmosferici, le angolature storte, la facce pazze da strega, lo slapstick, la mosca nel naso, roba assurda come il braccio in bocca, l'incudine in testa, le morsicate al mento, i fiumi di sangue vomitato e l'umorismo nero sul cadavere della vecchia sono idee carine se prese singolarmente ma nell insieme finiscono per essere cose fin troppo esagerate e ridicole, cosi non si ride grazie al film ma si ride del film e dell suo umorismo stucchevole disperato ad intrattenere. E poi cè la storia che non ha assolutamente senso, la protagonista per me non ha fatto nulla di male e come personaggio è buona ed empatica fin dall inizio, quindi l'intero film che la perseguita e la colpevolizza per la sua scelta è semplicemente scritto male e si soregge solo su una facile e banale retorica contro le banche cattive, e per mandare questo messaggio contro le banche e l'egoismo sociale lei doveva partire come un'arrogante bastarda che odiava i poveri e gli anziani o comunque tentare di salvarsi in tutti i modi scavalcando gli altri nel modo piu mostruoso ed egoista possibile mentre cosi la punizione morale non funziona e rende il finale inutilmente sadico e piuttosto insoddisfacente. Nel complesso è un film che strappa due risate buttando in faccia allo spettatore tante follie grottesche ma l'alchimia tra la commedia e l'orrore non è perfetta con un costante ritorno alla normalità che sminusice, distacca e rende patetiche tutte le follie presentate.
Anno: 2009
Regia: Sam Raimi
Genere: Horror, Commedia Nera
★★★ 😳
Ragazza che lavora in banca viene maledetta da vecchia zingara perché non le ha rinnovato il muto. Irriverente Commedia Horror che piena di energia le prova tutte per intrattenere, digustare, spaventare e strappare una risata ma il ritmo è completamente pasticciato con sbalzi di tono troppo netti dentro ogni scena, tutto sembra normale e di colpo parte follia con vomito in faccia e odiosi jumpscare e poi nuovamente di colpo tutto torna alla normalità come se nulla fosse davvero successo, normalità e jumpscare, ancora e poi ancora in modo cliché, e questa schizofrenia diventa sempre piu noiosa e ridondante e non costruisce una vera ed interessante discesa infernale nella follia e nell orrore. Certo lo stile di Raimi è riconoscibile ed è sempre difficile volergli male, i venti atmosferici, le angolature storte, la facce pazze da strega, lo slapstick, la mosca nel naso, roba assurda come il braccio in bocca, l'incudine in testa, le morsicate al mento, i fiumi di sangue vomitato e l'umorismo nero sul cadavere della vecchia sono idee carine se prese singolarmente ma nell insieme finiscono per essere cose fin troppo esagerate e ridicole, cosi non si ride grazie al film ma si ride del film e dell suo umorismo stucchevole disperato ad intrattenere. E poi cè la storia che non ha assolutamente senso, la protagonista per me non ha fatto nulla di male e come personaggio è buona ed empatica fin dall inizio, quindi l'intero film che la perseguita e la colpevolizza per la sua scelta è semplicemente scritto male e si soregge solo su una facile e banale retorica contro le banche cattive, e per mandare questo messaggio contro le banche e l'egoismo sociale lei doveva partire come un'arrogante bastarda che odiava i poveri e gli anziani o comunque tentare di salvarsi in tutti i modi scavalcando gli altri nel modo piu mostruoso ed egoista possibile mentre cosi la punizione morale non funziona e rende il finale inutilmente sadico e piuttosto insoddisfacente. Nel complesso è un film che strappa due risate buttando in faccia allo spettatore tante follie grottesche ma l'alchimia tra la commedia e l'orrore non è perfetta con un costante ritorno alla normalità che sminusice, distacca e rende patetiche tutte le follie presentate.
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Dark-Comedy,
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Horror
21 ottobre 2020
The Boys
Recensione Serie tv
Anno: 2019
Showrunner: Eric Kripke
Genere: Satirico, commedia nera
Episodi: 40
★★★ 😰
In un mondo dove i supereroi sono odiose celebrità che agiscono al di sopra di ogni legge un goffo ragazzo per vendetta si unisce ad una banda di ribelli che cerca di fermare i sette supereroi piu influenti d'America capitanati da Homelander (Patriota) un immatura, vanitosa e malata versione del classico Superman. Tratto dal fumetto di Garth Ennis the Boys è una serie volgare, violenta ed Ironica che ribalta e decostruisce l'idea classica del superoismo facendo un palese verso ad hollywood, alle arroganti politiche imperialiste americane, ai rapporti corporativi tra aziende e politica, all culto delle celebrità, alla ipocrita moda del politicamente corretto e alla cultura degli influencer dei social media, ma in generale parla di Propaganda Moderna e di come la massa viene ancora oggi costantemente nutrita di bugie e falsità per essere manipolata e controllata con l'informazione e l'opinione pubblica che sono sempre i veri tesori contesi dai protagonisti. Una serie che poteva essere brillante e carismatica ma tristemente non riesce mai a raggiungere le sue grandi potenzialità, molte scene appaiono piatte, le cose sono ripetute due o tre volte con la solita esposizione televisiva, la regia non convince, il ritmo è spezzettato e ridondante, i personaggi secondari sono poco interessanti e i temi presentati non sono per niente sottili e sono martellati in testa allo spettatore senza alcuna raffinatezza per un gigantesco minestrone di Politica e cultura Pop che finisce per svilire il pensiero critico ad una vuota e volgare barzelletta satirica. A parte questo la serie riesce comunque a Divertire con tanto Cinismo e umorismo nero, è piena di sesso, sbudellamenti e violenza gratuita molto tamarra, uno spasso l'arrivo di Stormfront e Soldierboy, il Butcher di Carl Urban è pieno di fascino e la serie trova il tempo di presentare storie d'amore romantiche come il francesino e Kimiko o la coppia di protagonisti Hughie/Starlight che rappresentano quella candida purezza classica che ha ancora cuore e onestà nonostante fatica a vivere in questa società di Lupi. E la serie non sarebbe nulla se non ci fosse Homelander, è lui la star dello show e ogni volta che appare funziona, praticamente questo è "l'Homelander Show", amo le facce assurde che fa, l'ossessione materna per il latte, le esplosioni di violenza o la magistrale scena dell aereo lo rendono il migliore superman oscuro che sia mai stato fatto, lui è un essere cosi profondamente bastardo, immaturo e vanitoso che non può che rappresentare la parte piu nera di una nazione, in lui c'è ogni politico, ogni celebrità, ogni attore o cantante che ama essere venerato e gode di avere potere sugli altri, Homelander non è un semplice cattivo, è una bestia umana creata dall ego e dai Media che incarna tutto cio che c'è di sbagliato in chi è famoso ed ha potere. Nel complesso è una serie superoistica piuttosto interessante ma è un peccato che la qualità tecnica sia molto scadante, tutto cede troppo alla volgarità gratuita e i suoi messaggi critici sono presentati in modo cosi ovvio e palese che diventano fin troppo stucchevoli.
Anno: 2019
Showrunner: Eric Kripke
Genere: Satirico, commedia nera
Episodi: 40
★★★ 😰
In un mondo dove i supereroi sono odiose celebrità che agiscono al di sopra di ogni legge un goffo ragazzo per vendetta si unisce ad una banda di ribelli che cerca di fermare i sette supereroi piu influenti d'America capitanati da Homelander (Patriota) un immatura, vanitosa e malata versione del classico Superman. Tratto dal fumetto di Garth Ennis the Boys è una serie volgare, violenta ed Ironica che ribalta e decostruisce l'idea classica del superoismo facendo un palese verso ad hollywood, alle arroganti politiche imperialiste americane, ai rapporti corporativi tra aziende e politica, all culto delle celebrità, alla ipocrita moda del politicamente corretto e alla cultura degli influencer dei social media, ma in generale parla di Propaganda Moderna e di come la massa viene ancora oggi costantemente nutrita di bugie e falsità per essere manipolata e controllata con l'informazione e l'opinione pubblica che sono sempre i veri tesori contesi dai protagonisti. Una serie che poteva essere brillante e carismatica ma tristemente non riesce mai a raggiungere le sue grandi potenzialità, molte scene appaiono piatte, le cose sono ripetute due o tre volte con la solita esposizione televisiva, la regia non convince, il ritmo è spezzettato e ridondante, i personaggi secondari sono poco interessanti e i temi presentati non sono per niente sottili e sono martellati in testa allo spettatore senza alcuna raffinatezza per un gigantesco minestrone di Politica e cultura Pop che finisce per svilire il pensiero critico ad una vuota e volgare barzelletta satirica. A parte questo la serie riesce comunque a Divertire con tanto Cinismo e umorismo nero, è piena di sesso, sbudellamenti e violenza gratuita molto tamarra, uno spasso l'arrivo di Stormfront e Soldierboy, il Butcher di Carl Urban è pieno di fascino e la serie trova il tempo di presentare storie d'amore romantiche come il francesino e Kimiko o la coppia di protagonisti Hughie/Starlight che rappresentano quella candida purezza classica che ha ancora cuore e onestà nonostante fatica a vivere in questa società di Lupi. E la serie non sarebbe nulla se non ci fosse Homelander, è lui la star dello show e ogni volta che appare funziona, praticamente questo è "l'Homelander Show", amo le facce assurde che fa, l'ossessione materna per il latte, le esplosioni di violenza o la magistrale scena dell aereo lo rendono il migliore superman oscuro che sia mai stato fatto, lui è un essere cosi profondamente bastardo, immaturo e vanitoso che non può che rappresentare la parte piu nera di una nazione, in lui c'è ogni politico, ogni celebrità, ogni attore o cantante che ama essere venerato e gode di avere potere sugli altri, Homelander non è un semplice cattivo, è una bestia umana creata dall ego e dai Media che incarna tutto cio che c'è di sbagliato in chi è famoso ed ha potere. Nel complesso è una serie superoistica piuttosto interessante ma è un peccato che la qualità tecnica sia molto scadante, tutto cede troppo alla volgarità gratuita e i suoi messaggi critici sono presentati in modo cosi ovvio e palese che diventano fin troppo stucchevoli.
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21 aprile 2020
Better Call Saul
Anno: 2015-2022
Showrunner:Vince Gilligan & Peter Gould
Genere: Dramma, Dark Comedy, Thriller
Episodi: 63
★★★★ 😷
L'avvocato James Mcgill ama vincere e cerca sempre di farla franca mentendo e compiendo varie truffe. Breaking Bad è stata una bomba, una serie leggendaria che riusciva a bilanciare umorismo col dramma, ad alzare sempre la tensione a livelli altissimi con i protagonisti che affrontavano e vincevano sfide criminali sempre piu dure, e quindi Ero scettico all idea di un prequel/spin-off ma Better Call Saul si è dimostrata poco a poco una serie all Altezza dell originale, con il suo approccio lento e metodico forse non è della stessa potenza narrativa ma è di sicuro della stessa qualità tecnica e merita assolutamente di essere vista anche per come sviluppa e chiude meglio il discorso sul crimine. Per Certi versi è anche una serie meno esplosiva e piu matura, Saul non è Walter, le loro strade verso la corruzione sono parallele ma diverse, cosi si scopre che Saul in realtà si chiama Jimmy, un truffatore che è diventato avvocato per compiacere/vendicarsi del Fratello autoritario, ed è Proprio questo rapporto sentimentale di amore-odio con il fratello il punto focale del personaggio, un fratello che come un difficile Genitore è ipercritico e non è mai riuscito a perdonare i suoi difetti Morali che scavalcano ogni tipo di legge. Oltre a Saul Rivedremo anche qualche faccia nota da tra cui il vecchio MIKE che è difatto il secondo protagonista della serie, un personaggio che si ama sempre per come brilla in capacità ed esperienza, e ci si commuove davanti al suo drammatico passato, a come poco a poco è diventato il braccio destro di Gus Fring e alle scelte difficili che dovrà fare. Il problema principale della serie è però proprio la sua natura da Prequel che spinge ad inevitabili paragoni, a forzati fan-service, a citazioni su cose che accadranno in futuro e sopratutto l'essere prequel rinchiude la storia in una scatola e la imprigiona in eventi poco Definitivi, sappiamo gia cosa accadrà, sappiamo gia come si concluderanno i percorsi di tutti e quindi passano le stagioni ma sembra sempre che la serie non vada da nessuna parte e non accada niente di importante, è solo un impressione ovviamente perché accadono una marea di cose ma nelle prime stagioni resta questa sensazione che la trama scorre lenta come una lumaca e giri sempre intorno alle ORIGINI di Saul e soci, un peccato perché sarebbe stato molto piu interessante vedere il simpatico avvocato Saul all opera invece di vedere come è nata la sua Maschera. E proprio parlando di maschere è ormai chiaro come le due serie parlando di lavori disonesti mostrano un estremo desiderio anarchico che spinge ad indossare delle MASCHERE, delle PERSONE, nuove identità che si creano e indossano per sentirsi meglio e nascondere traumi e sensi di inferiorità, molti sono ancora convinti che Walter sia diventato ad un certo punto Heisenberg ma in reatà non è mai stato cosi, queste serie parlano non di trasformazioni o evoluzioni ma di Fughe autodistruttive, un nascondersi dietro ad una identità che li faccia sentire liberi da se stessi e dalle regole del mondo, ecco cosi che Jimmy crea Saul, Hank Schrader faceva il gradasso per nascondere la sua paura della morte, Gus si nasconde e chiude nell ombra per nascondere la sua esplosiva rabbia vendicativa o Mike che è una persona ragionevole ma fa lo spietato, e cosi funzionano bene i nuovi personaggi come KIM che prova ad essere comprensiva nonostante paga le amoralità di Jimmy fino ad esserne corrotta o Nacho che è costretto forzatamente alla vita da gangster e le prova tutte per uscirne fuori. La serie sorprende e paga la pazienza dello spettatore migliorando di qualità ad ogni stagione, la tensione presentata con l'arrivo di Lalo unita ai conflitti sentimentali con Kim sono sempre piu intensi e mozzafiato da guardare, il tutto è rafforzato da una solida regia, ottime interpretazioni e una bella fotografia piena di tanti gialli, offre decine di momenti Fantastici ed episodi memorabili come uno in un deserto, quindi nel complesso Better call saul è molto buona, chiude il discorso iniziato con breaking bad facendo felici i Fan e sfida il pubblico con ritmi e toni piu lenti cercando una diversa Profondità che sembra un po' noiosa e ridondante all inizio ma piu che nello spettacolo scava bene nei caratteri dei personaggi e questa direzione matura la rende sicuramente un prodotto televisivo da ammirare.
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El Camino
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4stelle,
Dark-Comedy,
Prequel,
Serie Tv
30 marzo 2020
Finché Morte non ci Separi
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
Genere: Thriller, Commedia nera
★★★ 😖
Dopo la cerimonia di nozze una povera ragazza viene costretta dal ricco neo marito a "Giocare" alla tradizionale caccia di famiglia. Una specie di thriller grottesco che parte con un interessante premessa che in una notte racchiude metaforicamente tutta l'esperienza di un matrimonio fallimentare, all inizio diverte vedere la povera giovane ignara di quello che le sta per accadere e piu avanti c'è abbastanza violenza, sangue e tensione per intrattenere con gusto, ma Il problema del film è che non sembra mai avere una chiara direzione e non sa bene quello che vuole essere, l'umorismo c'è ma non è mai incisivo e all ennesima stupidata mostrata lo spettatore non può che irritarsi, la tensione c'è ma non è mai viscerale e potente, i momenti horror e di violenza sembrano svogliati e aggiunti male tanto per rientrare di poco pure nei canoni di quel genere. Questo è un film dalla storia semplice che necessitava di una chiara idea di Stile per funzionare ma la regia è blanda e il ritmo crolla piu volte, i buchi di logica sono infiniti con personaggi inconsistenti che mancano di spessore, cambiano idea troppo velocemente e non sopporto come il film cerca costantemente e in modo patetico di far ridere sulla loro inefficenza come killer, cosi si rovina in gran parte la tensione presentata e ogni tipo di conflitto finisce sempre in una piatta farsa senza senso. Oltre a questo c'è una generica musica Stock hollywoodiana, la fotografia dentro la casa ha sempre un insopportabile filtro giallo e il tema centrale contro le tradizioni dei ricchi è ruffiano da fare schifo visto che le famiglie dei poveri sono ugualmente odiose e legate alle tradizioni, insomma è un esperienza survival che mi è piaciuta, sopratutto grazie all interpretazione sentita della protagonista che salva da sola il film dalla completa stupidata mega galattica ma la comicità presentata non funziona mai come dovrebbe.
Anno: 2019
Regia: Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett
Genere: Thriller, Commedia nera
★★★ 😖
Dopo la cerimonia di nozze una povera ragazza viene costretta dal ricco neo marito a "Giocare" alla tradizionale caccia di famiglia. Una specie di thriller grottesco che parte con un interessante premessa che in una notte racchiude metaforicamente tutta l'esperienza di un matrimonio fallimentare, all inizio diverte vedere la povera giovane ignara di quello che le sta per accadere e piu avanti c'è abbastanza violenza, sangue e tensione per intrattenere con gusto, ma Il problema del film è che non sembra mai avere una chiara direzione e non sa bene quello che vuole essere, l'umorismo c'è ma non è mai incisivo e all ennesima stupidata mostrata lo spettatore non può che irritarsi, la tensione c'è ma non è mai viscerale e potente, i momenti horror e di violenza sembrano svogliati e aggiunti male tanto per rientrare di poco pure nei canoni di quel genere. Questo è un film dalla storia semplice che necessitava di una chiara idea di Stile per funzionare ma la regia è blanda e il ritmo crolla piu volte, i buchi di logica sono infiniti con personaggi inconsistenti che mancano di spessore, cambiano idea troppo velocemente e non sopporto come il film cerca costantemente e in modo patetico di far ridere sulla loro inefficenza come killer, cosi si rovina in gran parte la tensione presentata e ogni tipo di conflitto finisce sempre in una piatta farsa senza senso. Oltre a questo c'è una generica musica Stock hollywoodiana, la fotografia dentro la casa ha sempre un insopportabile filtro giallo e il tema centrale contro le tradizioni dei ricchi è ruffiano da fare schifo visto che le famiglie dei poveri sono ugualmente odiose e legate alle tradizioni, insomma è un esperienza survival che mi è piaciuta, sopratutto grazie all interpretazione sentita della protagonista che salva da sola il film dalla completa stupidata mega galattica ma la comicità presentata non funziona mai come dovrebbe.
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Film,
Grottesco,
Thriller
5 marzo 2020
Bojack Horseman
Recensione Serie Animata
Anno: 2014-2020
Autore: Raphael Bob-Waksberg
Genere: Dramedy, dark-comedy, Esistenziale
Episodi: 76
★★★★ 😷
In mondo pieno di Animali antropomorfi Bojack è un attore fallito che ha avuto successo in una vecchia Sit-com anni 90 ma entrato in una profonda crisi esistenziale vive prigioniero nella sua mega villa tra alcool, sesso e droga in cerca di vincere l'odio che ha per se stesso e riempire quel infinito vuoto nella sua vita. La serie è una Dramedy interessante che in superfice sembra fare una parodia delle sit-com zuccherose del passato ma in realtà utilizza Hollywood e lo Showbiz americano come lo sfondo ideale per parlare della post-modernità orfana di Dio dove i valori sono morti e la Disillusione regna quando ci si rende conto che Nulla di quello che facciamo ha veramente un significato. Il protagonista affogando nel Nichilismo e nell odio per se stesso vede la realtà come cruda, spietata e Effimera, la vita non ha un senso e allora facciamo di tutto per non pensarci, per non impazzire troppo e autodistruggerci, cosi Bojack rifiuta doveri, la famiglia, le responsabilità e cade continuamente nel Vizio sprecando la sua vita mentre gli altri cercano di soffocare questo stesso vuoto interiore sommergendosi nel lavoro e nell amore, provano a tenersi occupati e tenere occupata la mente nella speranza di Non pensare Troppo a quanto inutili e insignificanti siamo rispetto alle stelle. Ecco cosi che in ogni episodio Il contrasto tematico tra la Tragica e amara Realtà e Il zuccheroso falso Sogno che offriva la Televisione acquista significato e profondità, quindi una serie animata Matura e profonda che abbraccia le inquietudini di oggi ma che non dimentica di offrire ogni tanto uno spiraglio di Speranza per le nostre vite, la sigla di apertura e chiusura è fantastica con quella caduta in piscina, il protagonista è un amabile Bastardo e almeno ogni stagione arrivano due o tre Episodi bomba pazzeschi, episodi Assurdi, tragici e onirici che sono tra i migliori mai visti in una serie tv, ma devo ammettere Nonostante I tanti ma tanti pregi ci sono troppi episodi noiosi dove i personagi parlano e parlano di stupidate poco interessanti, il dramma dolce amaro funziona ma la commedia per niente, troppe sono le pigre citazioni Pop, all inizio le gag sugli animali erano carine ma dopo poco le battute iniziano a stancare, è Ottimo tutto quello che riguarda Bojack, i suoi errori, i suoi Traumi e la sua famiglia, non si vede l'ora si scoprire cosa gli succederà, ma le trame dei personaggi secondari non mi hanno mai fatto impazzire, sono del rumore di fondo che allunga spesso il brodo, l'odioso cane giallo, Todd e la gatta rosa, sono tutti personaggi che offrono un infinita quantità di sottotrame che si mangiano gli episodi e la mia poca pazienza, (forse solo Diane funziona) senza contare che la serie non fa altro che Crogiolarsi nel Dramma fino a diventare quasi stucchevole, spesso non è altro che una Sit-com Ribaltata e diventa prevedibile come ogni episodio finirà in un tono negativo invece che in uno positivo. Non è una serie perfetta quindi, sono annoiato dagli episodi standard ma amo gli episodi piu assurdi e onirici, geniale ad esempio quello sottacqua, uno sull aborto, l'immersione nei ricordi frammentati della madre, un lungo monologo comico al funerale o le varie fughe di Bojack, sono episodi cosi folli e geniali che entrano di colpo tra i piu belli della storia degli show seriali, cosi è innegabile che questa sia una tra le migliori serie degli ultimi anni, è scritta benissimo e a parte qualche calo di ritmo è solidissima e merita di essere vista e rivista.
Anno: 2014-2020
Autore: Raphael Bob-Waksberg
Genere: Dramedy, dark-comedy, Esistenziale
Episodi: 76
★★★★ 😷
In mondo pieno di Animali antropomorfi Bojack è un attore fallito che ha avuto successo in una vecchia Sit-com anni 90 ma entrato in una profonda crisi esistenziale vive prigioniero nella sua mega villa tra alcool, sesso e droga in cerca di vincere l'odio che ha per se stesso e riempire quel infinito vuoto nella sua vita. La serie è una Dramedy interessante che in superfice sembra fare una parodia delle sit-com zuccherose del passato ma in realtà utilizza Hollywood e lo Showbiz americano come lo sfondo ideale per parlare della post-modernità orfana di Dio dove i valori sono morti e la Disillusione regna quando ci si rende conto che Nulla di quello che facciamo ha veramente un significato. Il protagonista affogando nel Nichilismo e nell odio per se stesso vede la realtà come cruda, spietata e Effimera, la vita non ha un senso e allora facciamo di tutto per non pensarci, per non impazzire troppo e autodistruggerci, cosi Bojack rifiuta doveri, la famiglia, le responsabilità e cade continuamente nel Vizio sprecando la sua vita mentre gli altri cercano di soffocare questo stesso vuoto interiore sommergendosi nel lavoro e nell amore, provano a tenersi occupati e tenere occupata la mente nella speranza di Non pensare Troppo a quanto inutili e insignificanti siamo rispetto alle stelle. Ecco cosi che in ogni episodio Il contrasto tematico tra la Tragica e amara Realtà e Il zuccheroso falso Sogno che offriva la Televisione acquista significato e profondità, quindi una serie animata Matura e profonda che abbraccia le inquietudini di oggi ma che non dimentica di offrire ogni tanto uno spiraglio di Speranza per le nostre vite, la sigla di apertura e chiusura è fantastica con quella caduta in piscina, il protagonista è un amabile Bastardo e almeno ogni stagione arrivano due o tre Episodi bomba pazzeschi, episodi Assurdi, tragici e onirici che sono tra i migliori mai visti in una serie tv, ma devo ammettere Nonostante I tanti ma tanti pregi ci sono troppi episodi noiosi dove i personagi parlano e parlano di stupidate poco interessanti, il dramma dolce amaro funziona ma la commedia per niente, troppe sono le pigre citazioni Pop, all inizio le gag sugli animali erano carine ma dopo poco le battute iniziano a stancare, è Ottimo tutto quello che riguarda Bojack, i suoi errori, i suoi Traumi e la sua famiglia, non si vede l'ora si scoprire cosa gli succederà, ma le trame dei personaggi secondari non mi hanno mai fatto impazzire, sono del rumore di fondo che allunga spesso il brodo, l'odioso cane giallo, Todd e la gatta rosa, sono tutti personaggi che offrono un infinita quantità di sottotrame che si mangiano gli episodi e la mia poca pazienza, (forse solo Diane funziona) senza contare che la serie non fa altro che Crogiolarsi nel Dramma fino a diventare quasi stucchevole, spesso non è altro che una Sit-com Ribaltata e diventa prevedibile come ogni episodio finirà in un tono negativo invece che in uno positivo. Non è una serie perfetta quindi, sono annoiato dagli episodi standard ma amo gli episodi piu assurdi e onirici, geniale ad esempio quello sottacqua, uno sull aborto, l'immersione nei ricordi frammentati della madre, un lungo monologo comico al funerale o le varie fughe di Bojack, sono episodi cosi folli e geniali che entrano di colpo tra i piu belli della storia degli show seriali, cosi è innegabile che questa sia una tra le migliori serie degli ultimi anni, è scritta benissimo e a parte qualche calo di ritmo è solidissima e merita di essere vista e rivista.
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Depressione,
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Sitcom
8 agosto 2019
Parasite
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Bong Joon-ho
Genere: Commedia Nera, Satirico, Sociale
★★★★★ 😰
Thriller satirico che mostra le tragiche conseguenze di una spietata lotta di classe. Un film diverente, drammatico, crudo, pieno di tensione, cinico, spietato, grottesco, ma sopratutto profondamente umano, ci sono momenti che in qualsiasi altro film sarebbero arrivati solo come una ridicola farsa mentre qua la regia rinuncia a fare delle effimere gag comiche per scavare sempre di piu nel dramma riempiendo il film di atmosfere cupe e gelide, cosi grazie alla serietà con cui si trattano i temi sociali le risate da commedia nera arrivano sempre piu a denti stretti. E tutto è una giocosa tragica guerra fra poveri, I protagonisti sono maestri della truffa, degli scarafaggi, parassiti e noi spettatori insieme a loro godiamo nel vederli truffare e manipolare la gente, le regole della scala sociale sono spietate e per lavorare e avere soldi vince solo il piu bastardo, il piu furbo, il piu abile a scavalcare gli altri e recitare una parte che non gli appartiene. Davvero un gran bel film studiato in ogni dettaglio, da tempo non sopporto un certo tipo di cinema autorefenziale che guarda alla meta citazione, all inutile e disperato eccesso, al discorso masturbatorio sull arte, un cinema fatto di registi vanitosi che fingono di parlare d'altro ma poi parlano solo di se stessi e si dimenticano il mondo reale, mentre ancora una volta il cinema Coreano dimostra di essere il piu sincero di tutti perché è pieno di voglia di divertire ma non dimentica cosa significa essere umani, la regia è ottima, gli attori pure, e alla fine puoi cambiare abito ma resta per sempre quella puzza che i ricchi ti sentono addosso.
Anno: 2019
Regia: Bong Joon-ho
Genere: Commedia Nera, Satirico, Sociale
★★★★★ 😰
Thriller satirico che mostra le tragiche conseguenze di una spietata lotta di classe. Un film diverente, drammatico, crudo, pieno di tensione, cinico, spietato, grottesco, ma sopratutto profondamente umano, ci sono momenti che in qualsiasi altro film sarebbero arrivati solo come una ridicola farsa mentre qua la regia rinuncia a fare delle effimere gag comiche per scavare sempre di piu nel dramma riempiendo il film di atmosfere cupe e gelide, cosi grazie alla serietà con cui si trattano i temi sociali le risate da commedia nera arrivano sempre piu a denti stretti. E tutto è una giocosa tragica guerra fra poveri, I protagonisti sono maestri della truffa, degli scarafaggi, parassiti e noi spettatori insieme a loro godiamo nel vederli truffare e manipolare la gente, le regole della scala sociale sono spietate e per lavorare e avere soldi vince solo il piu bastardo, il piu furbo, il piu abile a scavalcare gli altri e recitare una parte che non gli appartiene. Davvero un gran bel film studiato in ogni dettaglio, da tempo non sopporto un certo tipo di cinema autorefenziale che guarda alla meta citazione, all inutile e disperato eccesso, al discorso masturbatorio sull arte, un cinema fatto di registi vanitosi che fingono di parlare d'altro ma poi parlano solo di se stessi e si dimenticano il mondo reale, mentre ancora una volta il cinema Coreano dimostra di essere il piu sincero di tutti perché è pieno di voglia di divertire ma non dimentica cosa significa essere umani, la regia è ottima, gli attori pure, e alla fine puoi cambiare abito ma resta per sempre quella puzza che i ricchi ti sentono addosso.
1 dicembre 2018
The Ballad of Buster Scruggs
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Joel & Ethan Coen (+)
Genere: Western, Dark Comedy
★★★★ 😇
Antologia di sei storie western che attraverso una comicità nera riflettono sulla natura ciclica della Vita e della Morte. Tornano i Coen in grande stile con un titolo divertente e piuttosto piacevole che omaggia Il genere sia in modo classico che in modo moderno, infatti tante sono le citazioni Meta che associano l'evoluzione dei Western al ciclo della vita, ma nonostante in apparenza regna il cinismo ogni storia offre allo spettatore un valore Morale da preferire rispetto ad un altro, cosi l'arroganza e il crimine paga... o forse no, l'arte è solo un altro modo per poter guadagnare ma anche un tragico mezzo per esprimere la propria condizione umana, la natura è terra fertile da conquisare con il duro lavoro ma l'uomo non deve mai tradire l'equilibrio con essa, si mostra l'importanza della fede nei momenti di crisi e infine si descrive la paurosa prospettiva della morte stessa, con la vita che è un viaggio che non offre nessun chiaro significato. Molto bello l'approccio narrativo "da libro" quasi in stile Classico disney, spuntano ogni tanto due o tre canzoni piacevoli da sentire, La recitazione di tutti è Ottima, sia dei protagonisti che dei personaggi secondari, anche un cameo di pochi secondi ha quella faccia o espressione esilarante che colpisce, i panorami ti mostrano il west a 360 gradi saltando da un film all altro, cosi ecco la bellezza del deserto del new mexico, la monument valley, i panorami rigogliosi pieni di verde o le magiche montagne innevate, tutti paesaggi fantastici da vedere e respirare. Ovviamente essendo un antologia c'è sempre il rischio che qualche episodio sia superiore a qualcun altro, qua io ho visto un crescendo di qualità per la prima ora con la storia del minatore che è la mia preferita, ma poi la seconda ora crolla e tutto diventa troppo prolisso e non all altezza dei primi episodi, anzi l'episodio della ragazza l'ho quasi odiato, un peccato perché fino a quel punto il film era praticamente perfetto, certo c'è qualche montaggio frettoloso e l'angioletto alla looney toons potevano realizzarlo meglio ma per il resto la prima parte l'ho davvero amata e piu che un antologia avrei voluto un intero film intorno alle pazze avventure di Buster scruggs, del minatore Tom waits e del pasticcione James franco, comunque nel complesso è un solido pacchetto, sento che molti avrebbero preferito una serie ma secondo me la struttura filmica resta la piu potente, sopratutto in questo caso dove la somma è superiore al valore delle singole parti.
Anno: 2018
Regia: Joel & Ethan Coen (+)
Genere: Western, Dark Comedy
★★★★ 😇
Antologia di sei storie western che attraverso una comicità nera riflettono sulla natura ciclica della Vita e della Morte. Tornano i Coen in grande stile con un titolo divertente e piuttosto piacevole che omaggia Il genere sia in modo classico che in modo moderno, infatti tante sono le citazioni Meta che associano l'evoluzione dei Western al ciclo della vita, ma nonostante in apparenza regna il cinismo ogni storia offre allo spettatore un valore Morale da preferire rispetto ad un altro, cosi l'arroganza e il crimine paga... o forse no, l'arte è solo un altro modo per poter guadagnare ma anche un tragico mezzo per esprimere la propria condizione umana, la natura è terra fertile da conquisare con il duro lavoro ma l'uomo non deve mai tradire l'equilibrio con essa, si mostra l'importanza della fede nei momenti di crisi e infine si descrive la paurosa prospettiva della morte stessa, con la vita che è un viaggio che non offre nessun chiaro significato. Molto bello l'approccio narrativo "da libro" quasi in stile Classico disney, spuntano ogni tanto due o tre canzoni piacevoli da sentire, La recitazione di tutti è Ottima, sia dei protagonisti che dei personaggi secondari, anche un cameo di pochi secondi ha quella faccia o espressione esilarante che colpisce, i panorami ti mostrano il west a 360 gradi saltando da un film all altro, cosi ecco la bellezza del deserto del new mexico, la monument valley, i panorami rigogliosi pieni di verde o le magiche montagne innevate, tutti paesaggi fantastici da vedere e respirare. Ovviamente essendo un antologia c'è sempre il rischio che qualche episodio sia superiore a qualcun altro, qua io ho visto un crescendo di qualità per la prima ora con la storia del minatore che è la mia preferita, ma poi la seconda ora crolla e tutto diventa troppo prolisso e non all altezza dei primi episodi, anzi l'episodio della ragazza l'ho quasi odiato, un peccato perché fino a quel punto il film era praticamente perfetto, certo c'è qualche montaggio frettoloso e l'angioletto alla looney toons potevano realizzarlo meglio ma per il resto la prima parte l'ho davvero amata e piu che un antologia avrei voluto un intero film intorno alle pazze avventure di Buster scruggs, del minatore Tom waits e del pasticcione James franco, comunque nel complesso è un solido pacchetto, sento che molti avrebbero preferito una serie ma secondo me la struttura filmica resta la piu potente, sopratutto in questo caso dove la somma è superiore al valore delle singole parti.
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Film,
Western
20 novembre 2018
Pupazzi Senza Gloria
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Brian Henson
Genere: Commedia Nera, Buddy-cop, Noir
★ 😦
Un misterioso killer Uccide dei Pupazzi e un Detective privato indaga. Commedia Buddy Cop-Noir che prova ad essere geniale e dissacrante associando il sesso e la violenza ai pupazzi per bambini ma la troppa arroganza e sicurezza rovina il potenziale dell'idea presentata. Il problema piu grave è che il film non fa minimamente ridere, disperato ci prova sempre ma manca una solida scrittura e Tutto sembra improvvisato sul momento, ecco quindi che invece di memorabili battute, gag visuali o situazioni esilaranti il film offre solo piatta e casuale volgarità fatta di battibecchi irritanti e il ricchissimo contrasto tematico tra Adulto e Infantile appare sempre vuoto di contenuti. Qua c'è una piatta regia visivamente blanda che fa sembrare il tutto uno sketch televisivo di due ore piu che un leggero film d'intrattenimento, si tenta un patetico messaggio razziale con una divisione di specie che viene continuamente marcata fino all esaurimento nervoso e si fa davvero fatica a immergersi in questo universo, basta prendere un film qualsiasi dei muppets per vedere come si possono creare interazioni tra umani e pupazzi piu credibili e funzionali, e poi odio Melissa McCarthy, è un cane e rovina ancora di piu un film gia pessimo di suo. Non mi aspettavo certo la qualità di "Chi ha incastrato roger Rabbit" ma il film è comunque un completo disastro, Qualche stupidata goliardica mi ha fatto sorridere come la lingua lunga o la scena di sesso ma ogni cosa funziona solo singolarmente e non in una struttura da film, e dispiace perché nei titoli di coda appare qualche bella scena di making-of che è decisamente piu interessante del film stesso.
Anno: 2018
Regia: Brian Henson
Genere: Commedia Nera, Buddy-cop, Noir
★ 😦
Un misterioso killer Uccide dei Pupazzi e un Detective privato indaga. Commedia Buddy Cop-Noir che prova ad essere geniale e dissacrante associando il sesso e la violenza ai pupazzi per bambini ma la troppa arroganza e sicurezza rovina il potenziale dell'idea presentata. Il problema piu grave è che il film non fa minimamente ridere, disperato ci prova sempre ma manca una solida scrittura e Tutto sembra improvvisato sul momento, ecco quindi che invece di memorabili battute, gag visuali o situazioni esilaranti il film offre solo piatta e casuale volgarità fatta di battibecchi irritanti e il ricchissimo contrasto tematico tra Adulto e Infantile appare sempre vuoto di contenuti. Qua c'è una piatta regia visivamente blanda che fa sembrare il tutto uno sketch televisivo di due ore piu che un leggero film d'intrattenimento, si tenta un patetico messaggio razziale con una divisione di specie che viene continuamente marcata fino all esaurimento nervoso e si fa davvero fatica a immergersi in questo universo, basta prendere un film qualsiasi dei muppets per vedere come si possono creare interazioni tra umani e pupazzi piu credibili e funzionali, e poi odio Melissa McCarthy, è un cane e rovina ancora di piu un film gia pessimo di suo. Non mi aspettavo certo la qualità di "Chi ha incastrato roger Rabbit" ma il film è comunque un completo disastro, Qualche stupidata goliardica mi ha fatto sorridere come la lingua lunga o la scena di sesso ma ogni cosa funziona solo singolarmente e non in una struttura da film, e dispiace perché nei titoli di coda appare qualche bella scena di making-of che è decisamente piu interessante del film stesso.
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Buddy Movie,
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Film,
pupazzi,
unastella
8 giugno 2018
Mom & Dad
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Brian Taylor
Genere: Commedia Nera, Horror
★ 😦
Tutti i Genitori del mondo impazziscono e vogliono uccidere i loro figli. Una specie di commedia horror grottesca che prova a giocare sul conflitto generazionale ma per colpa di un esecuzione patetica finisce per essere un imbarazzante disastro. Il film vuole far ridere a tutti i costi presentando una serie di pessime situazioni horror, ma i dialoghi sono spazzatura, Persino Nicolas Cage appare sottotono, il montaggio sbaglia tutti i tempi narrativi con un ritmo noioso e flashback che arrivano a caso, e viene usata una musichetta da ascensore che stempera inutilmente la tensione quasi che la regia avesse paura di essere presa sul serio. Ed è un peccato perché l'idea di giocare con i sentimenti contraddittori tra genitori e figli mi piace, alcuni momenti come l'attesa davanti alla scuola o al reparto prenatale hanno un briciolo di genialità interessante, avrei tanto voluto vedere una storia che dava vita al rancore e le complesse frustrazioni familiari, ma il tutto qua è piuttosto piatto e non va veramente da nessuna parte oltre al ribadire fino alla nausea e con un esposizione forzata che dei genitori è meglio non fidarsi perché anche se ti amano ogni tanto vogliono ucciderti.
Anno: 2017
Regia: Brian Taylor
Genere: Commedia Nera, Horror
★ 😦
Tutti i Genitori del mondo impazziscono e vogliono uccidere i loro figli. Una specie di commedia horror grottesca che prova a giocare sul conflitto generazionale ma per colpa di un esecuzione patetica finisce per essere un imbarazzante disastro. Il film vuole far ridere a tutti i costi presentando una serie di pessime situazioni horror, ma i dialoghi sono spazzatura, Persino Nicolas Cage appare sottotono, il montaggio sbaglia tutti i tempi narrativi con un ritmo noioso e flashback che arrivano a caso, e viene usata una musichetta da ascensore che stempera inutilmente la tensione quasi che la regia avesse paura di essere presa sul serio. Ed è un peccato perché l'idea di giocare con i sentimenti contraddittori tra genitori e figli mi piace, alcuni momenti come l'attesa davanti alla scuola o al reparto prenatale hanno un briciolo di genialità interessante, avrei tanto voluto vedere una storia che dava vita al rancore e le complesse frustrazioni familiari, ma il tutto qua è piuttosto piatto e non va veramente da nessuna parte oltre al ribadire fino alla nausea e con un esposizione forzata che dei genitori è meglio non fidarsi perché anche se ti amano ogni tanto vogliono ucciderti.
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Dark-Comedy,
Trash
2 aprile 2018
Canzoni del Secondo Piano
Recensione Film
Anno: 2000
Regia: Roy Andersson
Genere: Surreale, Commedia Nera, Arthouse
★★★★ 😐
Commedia Nera Surrealista su un intera società in crisi. Film monolitico e molto Sovietico, triste, ambienti spogli, beige con una coposizione fotografica magnifica dove però tutti fanno quasi le belle statuine, le scene sono separate in modo netto l'una dall altra come degli sketch, delle vignette di fumetto dove la battuta finale diventa pura tragedia, si ride o dovrebbe ridere dell dramma sociale ma le scene non si fermano alla battuta e continuano quel tanto che basta da offrire quella profonda sensazione di vuoto, ricordando come ormai l'essere umano è completamente perso, non sa dove andare o cosa fare. Uomini ricchi o poveri che appaiono come zombie, senza parole, prigionieri di un ingorgo infinito, perduti nel lavoro, nel commercio, unico vero valore da venerare, ma perso il Controllo si è perso tutto, la vita non vale la pena di essere vissuta, il figlio poeta è un pazzo depresso, una vergogna per un padre disperato, i giovani promettenti vanno sacrificati in nome di questa visione razionale, persino l'approccio alla religione diventa un'altra razionale transazione economica, un altro business da abbandonare presto se non funziona piu. Ottima la scena dove Il dipendente licenziato viene trascinato nel corridoio, quel bel canto a sorpresa nella metro e poi arriva l'epicità da colossal come l'agghiacciante scena del sacrificio, quella della fuga in aereoporto o quella potentissima scena finale di completa impotenza dell uomo e che si ricollega all idea di uomini disperati come topi e zombie. Un protagonista c'è ma il film è chiaramente un arthouse pesante da vedere, con una storia piuttosto vaga, le scene sono tagliate con l'accetta e si dilungano anche in maniera pretenziosa, i temi presentati oscillano dall essere troppo ovvi al essere troppo sottili, così ti rimane sempre quella sensazione di "humm credo di aver capito ma forse non ho capito niente". Non sarà perfetto ma comunque per me è piuttosto buono, la sola messa in scena vale l'intera visione, alcune inquadrature sono veri e propri quadri con movimenti precisi che hanno sempre un significato e una narrativa al loro interno.
Anno: 2000
Regia: Roy Andersson
Genere: Surreale, Commedia Nera, Arthouse
★★★★ 😐
Commedia Nera Surrealista su un intera società in crisi. Film monolitico e molto Sovietico, triste, ambienti spogli, beige con una coposizione fotografica magnifica dove però tutti fanno quasi le belle statuine, le scene sono separate in modo netto l'una dall altra come degli sketch, delle vignette di fumetto dove la battuta finale diventa pura tragedia, si ride o dovrebbe ridere dell dramma sociale ma le scene non si fermano alla battuta e continuano quel tanto che basta da offrire quella profonda sensazione di vuoto, ricordando come ormai l'essere umano è completamente perso, non sa dove andare o cosa fare. Uomini ricchi o poveri che appaiono come zombie, senza parole, prigionieri di un ingorgo infinito, perduti nel lavoro, nel commercio, unico vero valore da venerare, ma perso il Controllo si è perso tutto, la vita non vale la pena di essere vissuta, il figlio poeta è un pazzo depresso, una vergogna per un padre disperato, i giovani promettenti vanno sacrificati in nome di questa visione razionale, persino l'approccio alla religione diventa un'altra razionale transazione economica, un altro business da abbandonare presto se non funziona piu. Ottima la scena dove Il dipendente licenziato viene trascinato nel corridoio, quel bel canto a sorpresa nella metro e poi arriva l'epicità da colossal come l'agghiacciante scena del sacrificio, quella della fuga in aereoporto o quella potentissima scena finale di completa impotenza dell uomo e che si ricollega all idea di uomini disperati come topi e zombie. Un protagonista c'è ma il film è chiaramente un arthouse pesante da vedere, con una storia piuttosto vaga, le scene sono tagliate con l'accetta e si dilungano anche in maniera pretenziosa, i temi presentati oscillano dall essere troppo ovvi al essere troppo sottili, così ti rimane sempre quella sensazione di "humm credo di aver capito ma forse non ho capito niente". Non sarà perfetto ma comunque per me è piuttosto buono, la sola messa in scena vale l'intera visione, alcune inquadrature sono veri e propri quadri con movimenti precisi che hanno sempre un significato e una narrativa al loro interno.
12 novembre 2017
American Made - Barry Seal
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Doug Liman
Genere: Biopic, Commedia Nera
★★★ 😏
Biopic che mostra la vita di Barry Seal, l'infausto pilota della CIA che ha aiutato il cartello messicano a crescere e svilupparsi. Lo stile è quello dell ormai classica cinica commedia nera sul capitalismo criminale, confessioni, montaggi e musica che sono pieni di energia anche se qua come spesso accade la satira è molto indulgente e piu che una vera critica il film si compiace in modo arrogante e sbruffone dello stile di vita americano. Certo il protagonista paga le sue bravate ma il messaggio di fondo è chiaramente proteso verso un romantico "chi non risica non rosica" piu che una critica su quanto il continente americano sia marcio da nord a sud. Tom cruise se la cava nonostante questo è un altro dei suo progetti vanitosi per alimentare il suo ego malato, il film riesce a trasmettere una buona energia e un buon ritmo e ogni tanto diverte sinceramente, la sfortuna sfacciata di questo figlio di.. è odiosamente divertente e ho aprezzato i vari momenti degli scambi con i messicani come la scena dell aereo troppo pesante, anzi direi tutto il primo tempo funziona, ma nel secondo tempo l'inevitabile e prevedibile caduta "dalle stelle alle stalle" rallenta il ritmo e il tutto si conclude in modo un po' piatto.
Anno: 2017
Regia: Doug Liman
Genere: Biopic, Commedia Nera
★★★ 😏
Biopic che mostra la vita di Barry Seal, l'infausto pilota della CIA che ha aiutato il cartello messicano a crescere e svilupparsi. Lo stile è quello dell ormai classica cinica commedia nera sul capitalismo criminale, confessioni, montaggi e musica che sono pieni di energia anche se qua come spesso accade la satira è molto indulgente e piu che una vera critica il film si compiace in modo arrogante e sbruffone dello stile di vita americano. Certo il protagonista paga le sue bravate ma il messaggio di fondo è chiaramente proteso verso un romantico "chi non risica non rosica" piu che una critica su quanto il continente americano sia marcio da nord a sud. Tom cruise se la cava nonostante questo è un altro dei suo progetti vanitosi per alimentare il suo ego malato, il film riesce a trasmettere una buona energia e un buon ritmo e ogni tanto diverte sinceramente, la sfortuna sfacciata di questo figlio di.. è odiosamente divertente e ho aprezzato i vari momenti degli scambi con i messicani come la scena dell aereo troppo pesante, anzi direi tutto il primo tempo funziona, ma nel secondo tempo l'inevitabile e prevedibile caduta "dalle stelle alle stalle" rallenta il ritmo e il tutto si conclude in modo un po' piatto.
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Film,
retro80
24 luglio 2017
Free Fire
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Ben Wheatley
Genere: Crime, Grottesco, Thriller
★★★ 😖
Gruppo di criminali si riunisce in un capannone per compravendita di armi automatiche ma le cose degenerano in fretta. Una commedia Grottesca che prova a ricreare palesemente delle atmosfere Tarantiniane ma fa il passo piu lungo della gamba e sfiora soltanto la Vera Brillantezza senza riuscire a funzionare del tutto. Tristemente risulta un film fiacco e snervante, La premessa è perfetta, semplice ma interessante, un tutti contro tutti, un gioco al massacro con tante possibilità comiche, ma la storia si brucia troppo velocemente, perde fiato ed energia fino a strisciare al suolo, invece che avere pazienza e costruire conflitti e tensione l'intero film si concentra sullo stallo dei protagonisti che si urlano addosso relegati dietro ai muretti, diventa cosi una storia prigioniera in se stessa. Un vero peccato perché poteva sinceramente diventare qualcosa di davvero divertente, La caratterizzazione dei personaggi è molto Buona, divertono i dialoghi e i battibecchi e bravi sono gli attori che creano delle personalità riconoscibili e memorabili, ma non c'è tensione o pathos, verso la fine non ne potevo piu, l'infinita e ridondante serie di sparatorie bang bang e i palesi e odiosi Plot armor che proteggono i protagonisti che possono morire solo quando lo richiede la trama rendono il film Carino ma nulla di piu.
Anno: 2016
Regia: Ben Wheatley
Genere: Crime, Grottesco, Thriller
★★★ 😖
Gruppo di criminali si riunisce in un capannone per compravendita di armi automatiche ma le cose degenerano in fretta. Una commedia Grottesca che prova a ricreare palesemente delle atmosfere Tarantiniane ma fa il passo piu lungo della gamba e sfiora soltanto la Vera Brillantezza senza riuscire a funzionare del tutto. Tristemente risulta un film fiacco e snervante, La premessa è perfetta, semplice ma interessante, un tutti contro tutti, un gioco al massacro con tante possibilità comiche, ma la storia si brucia troppo velocemente, perde fiato ed energia fino a strisciare al suolo, invece che avere pazienza e costruire conflitti e tensione l'intero film si concentra sullo stallo dei protagonisti che si urlano addosso relegati dietro ai muretti, diventa cosi una storia prigioniera in se stessa. Un vero peccato perché poteva sinceramente diventare qualcosa di davvero divertente, La caratterizzazione dei personaggi è molto Buona, divertono i dialoghi e i battibecchi e bravi sono gli attori che creano delle personalità riconoscibili e memorabili, ma non c'è tensione o pathos, verso la fine non ne potevo piu, l'infinita e ridondante serie di sparatorie bang bang e i palesi e odiosi Plot armor che proteggono i protagonisti che possono morire solo quando lo richiede la trama rendono il film Carino ma nulla di piu.
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Inghilterra,
Stylish
23 maggio 2017
I don't Feel At Home in this world Anymore
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Macon Blair
Genere: Dark Comedy
★★ 😒
Donna moralista si accorge di odiare il mondo e si mette a dare la caccia ad un ladro insieme al vicino di casa. Film dalla bella luce naturale che cerca la commedia Nera brillante con le sue situazioni e personaggi strambi ma finisce per toccare la mediocrità piu totale, manca una chiara direzione o stile unico di regia, non ha energia, non ha carisma, la protagonista è brava ma a fatica trascina la storia che poi evolve nel finale in un casuale e senza senso turbine di violenza che è ai limiti del patetico per come si cerca in modo disperato di intrattenere. Il Film non sembra avere esattamente in mente cosa vuole dire, parte con il facile pretesto della vendetta sociale e crociata morale ma poi non evolve in nessun autentico messaggio oltre a quello di far ridere facile ruffianandosi il pubblico con facili generalismi da quattro soldi (muh sono tutti cattivi!) ha troppa paura o non è in grado di costruire un vero discorso sulla Moralità e finisce per attaccare un po' tutti alla cieca e cadere nel banale e scontato.
Anno: 2017
Regia: Macon Blair
Genere: Dark Comedy
★★ 😒
Donna moralista si accorge di odiare il mondo e si mette a dare la caccia ad un ladro insieme al vicino di casa. Film dalla bella luce naturale che cerca la commedia Nera brillante con le sue situazioni e personaggi strambi ma finisce per toccare la mediocrità piu totale, manca una chiara direzione o stile unico di regia, non ha energia, non ha carisma, la protagonista è brava ma a fatica trascina la storia che poi evolve nel finale in un casuale e senza senso turbine di violenza che è ai limiti del patetico per come si cerca in modo disperato di intrattenere. Il Film non sembra avere esattamente in mente cosa vuole dire, parte con il facile pretesto della vendetta sociale e crociata morale ma poi non evolve in nessun autentico messaggio oltre a quello di far ridere facile ruffianandosi il pubblico con facili generalismi da quattro soldi (muh sono tutti cattivi!) ha troppa paura o non è in grado di costruire un vero discorso sulla Moralità e finisce per attaccare un po' tutti alla cieca e cadere nel banale e scontato.
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