Recensione Film
Anno: 2004
Regia: Walter Salles
Genere: on the Road, Dramma
★★★★ 😉
Due ragazzi decidono di partire per un lungo viaggio in moto percorrendo tutto il sudamerica. Film On the Road che mostra il viaggio che ha fatto Ernesto "Che" Guevara insieme al suo amico e piu che parlare di quello che farà il noto rivoluzionario il film vuole descrivere dei normali giovani che partono in libertà per divertirsi ma ovviamente essendo la figura di Guevara piuttosto leggendaria c'è il rischio di santificare e miticizzare le origini del personaggio e qua il fatto che non dice mai bugie e vuole sempre aiutare i poveri e malati può sembrare una visione molto romantica dell uomo ma secondo me la storia funziona perché va oltre il solito Biopic celebrativo per narrare un universale percorso umano di crescita che avviene senza pesanti e forzate morali ideologiche. E mi piace lo stile di narrazione con lettere alla madre e pensieri intimi, diverte il contrasto dei due amici con Ernesto chiuso e pensieroso mentre Alberto è estroverso e pensa sempre a scopare, ci si affeziona alla mitica moto "poderosa", fanno sorridere le varie cadute e i problemi economici, sono belli i panorami naturali che attraversano, poi il viaggio da essere goliardico diventa sempre piu profondo e colpisce l'incontro con i minatori sfruttati, in Perù si interessano alla condizione degli indios e la tappa alla colonia di lebbrosi apre sinceramente il cuore dei due ragazzi e colpisce quel rifiuto di mettere i guanti fino al gesto simbolico di Ernesto di nuotare tra le due sponde del fiume che indica la voglia ribelle di spaccare le divisioni sociali del mondo. Ma sul lato tecnico non cè niente di eccezionale e sarebbe semplicemente un film carino se non fosse per il potentissimo finale che ti resta dentro per tutta la vita, dopo quel addio ai malati tra le nebbie arriva il saluto dei due amici e viene detto "io non sono piu Io, qualcosa è cambiato dentro di me" e sotto la straordinaria musica di Gustavo Santaolalla parte un bellissimo montaggio di volti umani che crea un album di ricordi fatto di persone autentiche che commuove e ti lascia un grande senso di nostalgia e umanità vissuta. Cosi attraverso la leggerezza e la voglia divertirsi di normali ragazzi il film racconta bene un grande viaggio di maturazione che accende anche in noi spettatori un profonda coscienza sociale.
14 dicembre 2025
7 novembre 2025
The Long Walk
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Francis Lawrence
Genere: Dramma, On the road
★★★ 😊
In una America Distopica dei ragazzi partecipano per denaro ad una lunga marcia della morte dove chiunque si ferma verrà ucciso. Thriller Drammatico basato sul libro di Stephen King che ruota tutto sulla semplice idea di una faticosa e mortale camminata di resistenza e questo porta a buone interazioni con i vari partecipanti e alla nascita di una grande e profonda amicizia, un percorso di dolore e morte che simboleggia una società spietata ma anche il filosofico viaggio degli uomini lungo le dolorose strade della vita e mi piace il grande cuore umanista della storia che spinge ad avere empatia per gli altri anche se sconosciuti, a non cedere al nichilismo e dare valore alla vita. Ovviamente avendo una struttura monotona sulla strada anche il film risulta monotono e alla lunga diventa estenuante, non mi convince la spiegazione sull utilità di questa competizione per contrastare la pigrizia nazionale, tecnicamente è piuttosto generico senza grandi tocchi di regia, Mark Hamill non è bravo a fare un duro militare, il film cede al melodramma e alcune morti sono teatrali per essere piu strappalacrime possibili, i partecipanti sono troppo loquaci e invece di essere spaventati si danno troppa confidenza e per come si comportano non sembrano aver capito le spietate regole della competizione cosi come il finale non mi è piaciuto perché diventa banale, contraddice se stesso e va contro il messaggio di vincere la violenza e io l'avrei fatto piu aperto con i partecipanti che continuavano a camminare insieme all infinito perché solo cosi sarebbe stato un vero gesto di ribellione totale dal sistema. Ma nei suoi limiti il film mi è piaciuto, l'addio alla madre dell'inizio è davvero toccante, il cameratismo tra i partecipanti è molto sincero, funzionano le interazioni dei vari personaggi dal religioso, lo scrittore o quello piu odioso, disgusta e fa ridere quando devono fare la cacca, inquieta vedere la gente ferma ai bordi che osserva immobili questi ragazzi passare, si percepisce bene la lunghezza e la fatica di questo difficile viaggio e noi spettatori soffriamo insieme a loro sulla strada, e per come mostra vero dolore e rabbia per chi viene lasciato indietro è un film pieno di cuore sulla fratellanza che spinge a guardare la luce nel buio, a vedere il mondo con occhi diversi, a provare il piu possibile ad non abbandonare gli altri e aiutarsi a vicenda.
Anno: 2025
Regia: Francis Lawrence
Genere: Dramma, On the road
★★★ 😊
In una America Distopica dei ragazzi partecipano per denaro ad una lunga marcia della morte dove chiunque si ferma verrà ucciso. Thriller Drammatico basato sul libro di Stephen King che ruota tutto sulla semplice idea di una faticosa e mortale camminata di resistenza e questo porta a buone interazioni con i vari partecipanti e alla nascita di una grande e profonda amicizia, un percorso di dolore e morte che simboleggia una società spietata ma anche il filosofico viaggio degli uomini lungo le dolorose strade della vita e mi piace il grande cuore umanista della storia che spinge ad avere empatia per gli altri anche se sconosciuti, a non cedere al nichilismo e dare valore alla vita. Ovviamente avendo una struttura monotona sulla strada anche il film risulta monotono e alla lunga diventa estenuante, non mi convince la spiegazione sull utilità di questa competizione per contrastare la pigrizia nazionale, tecnicamente è piuttosto generico senza grandi tocchi di regia, Mark Hamill non è bravo a fare un duro militare, il film cede al melodramma e alcune morti sono teatrali per essere piu strappalacrime possibili, i partecipanti sono troppo loquaci e invece di essere spaventati si danno troppa confidenza e per come si comportano non sembrano aver capito le spietate regole della competizione cosi come il finale non mi è piaciuto perché diventa banale, contraddice se stesso e va contro il messaggio di vincere la violenza e io l'avrei fatto piu aperto con i partecipanti che continuavano a camminare insieme all infinito perché solo cosi sarebbe stato un vero gesto di ribellione totale dal sistema. Ma nei suoi limiti il film mi è piaciuto, l'addio alla madre dell'inizio è davvero toccante, il cameratismo tra i partecipanti è molto sincero, funzionano le interazioni dei vari personaggi dal religioso, lo scrittore o quello piu odioso, disgusta e fa ridere quando devono fare la cacca, inquieta vedere la gente ferma ai bordi che osserva immobili questi ragazzi passare, si percepisce bene la lunghezza e la fatica di questo difficile viaggio e noi spettatori soffriamo insieme a loro sulla strada, e per come mostra vero dolore e rabbia per chi viene lasciato indietro è un film pieno di cuore sulla fratellanza che spinge a guardare la luce nel buio, a vedere il mondo con occhi diversi, a provare il piu possibile ad non abbandonare gli altri e aiutarsi a vicenda.
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Stephen King
16 agosto 2025
Il Treno per Darjeeling
Recensione Film
Anno: 2007
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia, On The road
★★★★ 😏
Tre fratelli prendono un treno in India per fare un viaggio spirituale. Commedia On the Road che ha un buon trio di protagonisti e offre bene un sottile percorso di crescita e maturazione senza risultare pesante, tutto ha un'ottima fotografia che mostra un India irreale e "da cartolina anni 70" piena del solito stile di Wes Anderson con una marea dettagli, carrelli e rotazioni di macchina ma non era ancora diventato completamente manieristico e le interazioni degli attori hanno buoni respiri e i movimenti di macchina sono sporchi, umani e non robotici, piacevole è la musica utilizzata con un misto di Beat e canzoni indiane, mi piace come inizia con Bill Murray in taxi che fa una corsa nevrotica per il treno simbolo di un viaggio verso la serenità, belli gli slowmo quando devono salire sul treno, molto passionale la relazione con l'inserviente indiana, fa ridere che comprano un serpente pericoloso e quello scappa, quando a turno vanno al telefono e si chiedono a chi stanno telefonando o il litigio fermato con lo spray al peperoncino. Ma la forza del film è come mischia bene dramma e commedia e la ridicola fasciatura sulla testa del personaggio di Owen Wilson diventa serio dramma quando si toglie le bende e mostra ai fratelli le cicatrici fisiche e mentali che non si sono ancora rimarginate, cosi come si imbottiscono di farmaci per sopportare i dolori, le tante valigie numerate che si trascinano dietro a fatica sono elemento comico ma anche il peso del ricordo del padre che si portano addosso, il viaggio ha come meta il raggiungere una madre in completa fuga da tutto ed è amaro l'incontro con lei che non ha alcuna vera risposta o catarsi emotiva, il potenziale di una storia d'amore finisce interrotto per problemi personali e lo stesso magico viaggio in treno prima si perde nel deserto e poi si interrompe e porta al piu bel momento del film dove i tre fratelli vivono e rivivono il dramma della morte in modo totalmente autentico, di colpo non sono piu in un grazioso treno fasullo ma si è nella realtà, tra il dolore della gente e ottengono quell'senso di umiltà e unione familiare di cui avevano bisogno. C'è chi critica che usare l'india in questo modo per far superare i drammi di ricchi uomini occidentali è per certi versi un approccio razzista e coloniale ma sinceramente io nel film ci vedo solo tanto amore per questo paese e lo stile del regista rendebbe stilizzata qualsiasi parte del mondo, cosi nell insieme è una piacevole commedia, a tratti è un po' imperfetta e piena di sbavature ma mi manca molto questo periodo di Anderson quando faceva dei film che respiravano e non insopportabili esercizi di stile ritmati.
Anno: 2007
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia, On The road
★★★★ 😏
Tre fratelli prendono un treno in India per fare un viaggio spirituale. Commedia On the Road che ha un buon trio di protagonisti e offre bene un sottile percorso di crescita e maturazione senza risultare pesante, tutto ha un'ottima fotografia che mostra un India irreale e "da cartolina anni 70" piena del solito stile di Wes Anderson con una marea dettagli, carrelli e rotazioni di macchina ma non era ancora diventato completamente manieristico e le interazioni degli attori hanno buoni respiri e i movimenti di macchina sono sporchi, umani e non robotici, piacevole è la musica utilizzata con un misto di Beat e canzoni indiane, mi piace come inizia con Bill Murray in taxi che fa una corsa nevrotica per il treno simbolo di un viaggio verso la serenità, belli gli slowmo quando devono salire sul treno, molto passionale la relazione con l'inserviente indiana, fa ridere che comprano un serpente pericoloso e quello scappa, quando a turno vanno al telefono e si chiedono a chi stanno telefonando o il litigio fermato con lo spray al peperoncino. Ma la forza del film è come mischia bene dramma e commedia e la ridicola fasciatura sulla testa del personaggio di Owen Wilson diventa serio dramma quando si toglie le bende e mostra ai fratelli le cicatrici fisiche e mentali che non si sono ancora rimarginate, cosi come si imbottiscono di farmaci per sopportare i dolori, le tante valigie numerate che si trascinano dietro a fatica sono elemento comico ma anche il peso del ricordo del padre che si portano addosso, il viaggio ha come meta il raggiungere una madre in completa fuga da tutto ed è amaro l'incontro con lei che non ha alcuna vera risposta o catarsi emotiva, il potenziale di una storia d'amore finisce interrotto per problemi personali e lo stesso magico viaggio in treno prima si perde nel deserto e poi si interrompe e porta al piu bel momento del film dove i tre fratelli vivono e rivivono il dramma della morte in modo totalmente autentico, di colpo non sono piu in un grazioso treno fasullo ma si è nella realtà, tra il dolore della gente e ottengono quell'senso di umiltà e unione familiare di cui avevano bisogno. C'è chi critica che usare l'india in questo modo per far superare i drammi di ricchi uomini occidentali è per certi versi un approccio razzista e coloniale ma sinceramente io nel film ci vedo solo tanto amore per questo paese e lo stile del regista rendebbe stilizzata qualsiasi parte del mondo, cosi nell insieme è una piacevole commedia, a tratti è un po' imperfetta e piena di sbavature ma mi manca molto questo periodo di Anderson quando faceva dei film che respiravano e non insopportabili esercizi di stile ritmati.
10 luglio 2025
Un Biglietto in Due
Recensione Film
Anno: 1987
Regia: John Hughes
Genere: Commedia, On the road
★★★ 😏
Agente di marketing conosce estroverso venditore e insieme trovano difficoltà a tornare a casa per le feste. Leggera commedia On the road di John Hughes che trasforma il difficile ritorno verso casa in una vera e propria Odissea dove i personaggi trovano mille difficoltà e cambiano mezzi piu volte, mi piace come inizia con una gag fatta di silenzi con il boss che è indeciso e lascia tutti nell'attesa, carina la sfida a prendere un taxi con Kevin Bacon, il condividere la stanza insieme offre simpatici imbarazzi omoerotici, molto folle e assurdo lo sfiorato incidente tra i camion dove diventano scheletri e appare il diavolo e poi il caldo finale riesce ad offrire tutto il giusto sentimento verso l'importanza della famiglia e il focolare domestico. Ma le situazioni fanno sorridere piu che ridere, non mi è piaciuto come non si sono accorti del ladro nella loro stanza, il loro separarsi costantamente per poi reincontrarsi è molto forzato e sembra come se l'universo li vuole mettere insieme a tutti i costi e la gag della macchina bruciata che misteriosamente funziona ancora è simpatica ma totalmente fantastica e viene da chiedersi se dopo l'incidente sono morti e diventati degli spiriti. A parte questo Steve Martin e John Candy funzionano bene e la loro relazione d'amicizia convince facilmente con tensioni e disperazioni condivise molto semplici ma piuttosto divertenti, la notizia finale colpisce nel modo giusto perché scalda molto il cuore e rende l'intero folle viaggio un percorso psicologico per ritrovare la strada della vita con la grande cassa che si portano dietro che è simbolicamente il bagaglio e il peso emotivo che unisce e lega i due protagonisti.
Anno: 1987
Regia: John Hughes
Genere: Commedia, On the road
★★★ 😏
Agente di marketing conosce estroverso venditore e insieme trovano difficoltà a tornare a casa per le feste. Leggera commedia On the road di John Hughes che trasforma il difficile ritorno verso casa in una vera e propria Odissea dove i personaggi trovano mille difficoltà e cambiano mezzi piu volte, mi piace come inizia con una gag fatta di silenzi con il boss che è indeciso e lascia tutti nell'attesa, carina la sfida a prendere un taxi con Kevin Bacon, il condividere la stanza insieme offre simpatici imbarazzi omoerotici, molto folle e assurdo lo sfiorato incidente tra i camion dove diventano scheletri e appare il diavolo e poi il caldo finale riesce ad offrire tutto il giusto sentimento verso l'importanza della famiglia e il focolare domestico. Ma le situazioni fanno sorridere piu che ridere, non mi è piaciuto come non si sono accorti del ladro nella loro stanza, il loro separarsi costantamente per poi reincontrarsi è molto forzato e sembra come se l'universo li vuole mettere insieme a tutti i costi e la gag della macchina bruciata che misteriosamente funziona ancora è simpatica ma totalmente fantastica e viene da chiedersi se dopo l'incidente sono morti e diventati degli spiriti. A parte questo Steve Martin e John Candy funzionano bene e la loro relazione d'amicizia convince facilmente con tensioni e disperazioni condivise molto semplici ma piuttosto divertenti, la notizia finale colpisce nel modo giusto perché scalda molto il cuore e rende l'intero folle viaggio un percorso psicologico per ritrovare la strada della vita con la grande cassa che si portano dietro che è simbolicamente il bagaglio e il peso emotivo che unisce e lega i due protagonisti.
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9 luglio 2025
Parto Col Folle
Recensione Film
Anno: 2010
Regia: Todd Phillips
Genere: Commedia, On the road
★★ 😠
Serio architetto incontra eccentrico attore fallito ed è costretto a partire con lui in un viaggio verso Los Angeles. Una buddy comedy On the Road che presenta la classica coppia di caratteri opposti che si scontrano e si uniscono lungo il percorso, Robert Downey Jr fresco dal successo di ironman era ancora in splendida forma e regge bene la parte di burbero e scontroso ma pieno di empatia e Zach Galifianakis è abbastanza odioso nel suo essere molto ingenuo e tardone, mi sono piaciuti i momenti di dramma intorno al padre morto, la scena di sfida attoriale nel bagno è decisamente la piu memorabile e sono belli i sensi di colpa dell architetto verso quelle ceneri cosi importanti. Ma nonostante l'energia comica e drammatica che possiede il film nel concreto non funziona e non si capisce davvero perché l'architetto continua a perdonare questo individuo insopportabile, Peter subisce e subisce ma non riceve mai nulla in cambio, gli sparano due volte, finisce in incidente mortale, viene arrestato, aggredito, umiliato, Ethan insinua il dubbio e la gelosia nel rapporto con la moglie, adirittura gli ride in faccia quando gli parla del dramma di essere stato abbandonato da piccolo! la storia è sbilanciata da una parte e ogni momento non è di unione ma di violenza e scontro, Ethan come personaggio non cresce e non cambia mai e pretende solo di essere aiutato in modo arrogante, per non parlare della disgustosa scena totalmente a caso quando si masturba accanto a lui che è totalmente imperdonabile. Il film si nasconde dietro alla traccia di buddy movie e quindi ritiene che per forza questi due devono diventare amici ma dopo la droga magica quando poi arriva l'unione è totalmente fasulla e irrealistica, non ha alcun senso il loro legame sado-masochista e il loro forzato viaggio insieme è praticamente la metafora di una tragica relazione tossica, c'è poi l'elemento di rabbia repressa dell architetto che non viene mai esplorato come quando colpisce un bambino. Nell insieme è una commedia che gioca ad umiliare e prendere a schiaffi Robert Downey Jr ma non riesce mai a costruire un solido e credibile rapporto tanto che sarebbe stato meglio un finale coraggioso e di rottura tra i due.
Anno: 2010
Regia: Todd Phillips
Genere: Commedia, On the road
★★ 😠
Serio architetto incontra eccentrico attore fallito ed è costretto a partire con lui in un viaggio verso Los Angeles. Una buddy comedy On the Road che presenta la classica coppia di caratteri opposti che si scontrano e si uniscono lungo il percorso, Robert Downey Jr fresco dal successo di ironman era ancora in splendida forma e regge bene la parte di burbero e scontroso ma pieno di empatia e Zach Galifianakis è abbastanza odioso nel suo essere molto ingenuo e tardone, mi sono piaciuti i momenti di dramma intorno al padre morto, la scena di sfida attoriale nel bagno è decisamente la piu memorabile e sono belli i sensi di colpa dell architetto verso quelle ceneri cosi importanti. Ma nonostante l'energia comica e drammatica che possiede il film nel concreto non funziona e non si capisce davvero perché l'architetto continua a perdonare questo individuo insopportabile, Peter subisce e subisce ma non riceve mai nulla in cambio, gli sparano due volte, finisce in incidente mortale, viene arrestato, aggredito, umiliato, Ethan insinua il dubbio e la gelosia nel rapporto con la moglie, adirittura gli ride in faccia quando gli parla del dramma di essere stato abbandonato da piccolo! la storia è sbilanciata da una parte e ogni momento non è di unione ma di violenza e scontro, Ethan come personaggio non cresce e non cambia mai e pretende solo di essere aiutato in modo arrogante, per non parlare della disgustosa scena totalmente a caso quando si masturba accanto a lui che è totalmente imperdonabile. Il film si nasconde dietro alla traccia di buddy movie e quindi ritiene che per forza questi due devono diventare amici ma dopo la droga magica quando poi arriva l'unione è totalmente fasulla e irrealistica, non ha alcun senso il loro legame sado-masochista e il loro forzato viaggio insieme è praticamente la metafora di una tragica relazione tossica, c'è poi l'elemento di rabbia repressa dell architetto che non viene mai esplorato come quando colpisce un bambino. Nell insieme è una commedia che gioca ad umiliare e prendere a schiaffi Robert Downey Jr ma non riesce mai a costruire un solido e credibile rapporto tanto che sarebbe stato meglio un finale coraggioso e di rottura tra i due.
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1 marzo 2025
Flow - Un Mondo da Salvare
Recensione Film Animato
Anno: 2024
Regia: Gints Zilbalodis
Genere: Avventura, Spirituale
★★★★ 😮
Gattino parte in viaggio spirituale dove impara il senso della vita e dell esistenza. Film d'animazione 3D senza dialoghi che attraverso questi animali protagonisti costruisce un viaggio on the road fatto tutto di sensazioni ed emozioni, il micetto protagonista è tenerissimo e si soffre quando miagola perché non sa nuotare, evocative le statue di gatto all inizio che simboleggiano un idea di umanità perduta e di arte abbandonata, molto belle le immagini e le vedute dalla distanza con torri e vette da raggiungere, mi è piaciuta la balena divina, l'idea di inondazione magica, il fatto che il gattino parte rubando del pesce e poi impara lui da solo a pescare ed è molto interessante il viaggio sul monte verso la piu pura trascendenza spirituale. Anche la famiglia di animali che si forma su questa barca funziona molto bene in un percorso di amicizia che simboleggia l'unione degli individui per trovare insieme la forza di vincere le diversità e il grande l'Ego del singolo che pensa solo a riflettere se stesso, non a caso il riflesso è la chiave tematica dell intero film e tutto si chiude proprio nel riflesso di gruppo. Peccato che nonostante i tanti pregi il ritmo non è perfetto e i tanti tempi morti fanno venire qualche sbadiglio, la tecnica d'animazione non è di certo la piu ricercata e alcuni movimenti scattosi sono al limite dell amatoriale, mi ha dato fastidio come gli animali fanno alcuni gesti da esseri umani come ad esempio guidare il timone, molte inquadrature sono si stupende ma sembrano anche fin troppo vanitose e vogliono essere ammirate a tutti i costi, il far piangere sempre il gattino è piuttosto manipolatorio, e anche il sonoro non mi ha tanto convinto e troppo spesso la musica è assente ingiustificata e in un film che vive tutto di emozioni è un grave errore non avere una buona colonna sonora memorabile. Ma a parte i suoi limiti tutto risulta in una buona avventura spirituale senza dialoghi spazzatura e piena di tanto cuore e sentimento.
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Away (2019)
Anno: 2024
Regia: Gints Zilbalodis
Genere: Avventura, Spirituale
★★★★ 😮
Gattino parte in viaggio spirituale dove impara il senso della vita e dell esistenza. Film d'animazione 3D senza dialoghi che attraverso questi animali protagonisti costruisce un viaggio on the road fatto tutto di sensazioni ed emozioni, il micetto protagonista è tenerissimo e si soffre quando miagola perché non sa nuotare, evocative le statue di gatto all inizio che simboleggiano un idea di umanità perduta e di arte abbandonata, molto belle le immagini e le vedute dalla distanza con torri e vette da raggiungere, mi è piaciuta la balena divina, l'idea di inondazione magica, il fatto che il gattino parte rubando del pesce e poi impara lui da solo a pescare ed è molto interessante il viaggio sul monte verso la piu pura trascendenza spirituale. Anche la famiglia di animali che si forma su questa barca funziona molto bene in un percorso di amicizia che simboleggia l'unione degli individui per trovare insieme la forza di vincere le diversità e il grande l'Ego del singolo che pensa solo a riflettere se stesso, non a caso il riflesso è la chiave tematica dell intero film e tutto si chiude proprio nel riflesso di gruppo. Peccato che nonostante i tanti pregi il ritmo non è perfetto e i tanti tempi morti fanno venire qualche sbadiglio, la tecnica d'animazione non è di certo la piu ricercata e alcuni movimenti scattosi sono al limite dell amatoriale, mi ha dato fastidio come gli animali fanno alcuni gesti da esseri umani come ad esempio guidare il timone, molte inquadrature sono si stupende ma sembrano anche fin troppo vanitose e vogliono essere ammirate a tutti i costi, il far piangere sempre il gattino è piuttosto manipolatorio, e anche il sonoro non mi ha tanto convinto e troppo spesso la musica è assente ingiustificata e in un film che vive tutto di emozioni è un grave errore non avere una buona colonna sonora memorabile. Ma a parte i suoi limiti tutto risulta in una buona avventura spirituale senza dialoghi spazzatura e piena di tanto cuore e sentimento.
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Away (2019)
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17 gennaio 2025
A Real Pain
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Jesse Eisenberg
Genere: Commedia, Dramma
★★★ 😏
Due cugini vanno in Polonia per onorare la defunta nonna e le loro origini ebraiche. Pacata commedia On the Road che funziona grazie al caldo rapporto due protagonisti dal carattere opposto, uno ansiogeno e timido e l'altro piu estroverso ed esuberante, sono molto dolci le note di pianoforte in sottofondo che accompagnano il film, mi piace la pulita fotografia piena di dettagli urbani, belli i monumenti mostrati e fa sorridere quando tutti fanno gli scemi con le statue e David resta l'unico a fare le foto, mi è piaciuto quando devono tornare indietro con il treno non pagando il biglietto, ci sono brividi alla visita silenziosa del campo di concentramento ed è carino come vengono sgridati per aver messo i sassi davanti ad una porta. Jesse Eisenberg come regista e attore se la cava ma il film è tutto sorretto dall interpretazione di Kieran Culkin che affascina e riesce a dare peso e spessore al suo personaggio di Benji in apparenza estroverso ma che nasconde un grande peso e sofferenza interiore, una depressione mascherata ma che si nota da piccole espressioni e gesti ed è davvero incredibile lo sguardo completamente perso che fa lui nel finale con degli occhi commoventi di pura disperazione. Un filmetto caruccio quindi ma la fotografia per quanto bella è fin troppo pulita e sa di finto, non c'è alcuna vera voglia essere piu umana e di mostrare lo sporco e il marcio mentre tutto è impostato e inquadrato alla perfezione, trovo ridicolo il fatto che c'è un nero nel gruppo di ebrei perché sembra un mossa super forzata per fare quota di minoranza, il pianoforte in sottofondo è si dolce ma alla lunga diventa fin troppo ossessivo e martellante e nel complesso il dramma e i dialoghi per quanto cercano di volare alto planano sempre molto basso e tutto cosi risulta poco memorabile. Ma nell insieme non è affatto male, le interazioni sono simpatiche, funziona questa esperienza di viaggio condiviso con lo spettatore e si sente tanto amore tra i due.
Anno: 2024
Regia: Jesse Eisenberg
Genere: Commedia, Dramma
★★★ 😏
Due cugini vanno in Polonia per onorare la defunta nonna e le loro origini ebraiche. Pacata commedia On the Road che funziona grazie al caldo rapporto due protagonisti dal carattere opposto, uno ansiogeno e timido e l'altro piu estroverso ed esuberante, sono molto dolci le note di pianoforte in sottofondo che accompagnano il film, mi piace la pulita fotografia piena di dettagli urbani, belli i monumenti mostrati e fa sorridere quando tutti fanno gli scemi con le statue e David resta l'unico a fare le foto, mi è piaciuto quando devono tornare indietro con il treno non pagando il biglietto, ci sono brividi alla visita silenziosa del campo di concentramento ed è carino come vengono sgridati per aver messo i sassi davanti ad una porta. Jesse Eisenberg come regista e attore se la cava ma il film è tutto sorretto dall interpretazione di Kieran Culkin che affascina e riesce a dare peso e spessore al suo personaggio di Benji in apparenza estroverso ma che nasconde un grande peso e sofferenza interiore, una depressione mascherata ma che si nota da piccole espressioni e gesti ed è davvero incredibile lo sguardo completamente perso che fa lui nel finale con degli occhi commoventi di pura disperazione. Un filmetto caruccio quindi ma la fotografia per quanto bella è fin troppo pulita e sa di finto, non c'è alcuna vera voglia essere piu umana e di mostrare lo sporco e il marcio mentre tutto è impostato e inquadrato alla perfezione, trovo ridicolo il fatto che c'è un nero nel gruppo di ebrei perché sembra un mossa super forzata per fare quota di minoranza, il pianoforte in sottofondo è si dolce ma alla lunga diventa fin troppo ossessivo e martellante e nel complesso il dramma e i dialoghi per quanto cercano di volare alto planano sempre molto basso e tutto cosi risulta poco memorabile. Ma nell insieme non è affatto male, le interazioni sono simpatiche, funziona questa esperienza di viaggio condiviso con lo spettatore e si sente tanto amore tra i due.
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13 marzo 2023
The Last of Us - La Serie
Recensione Serie tv
Anno: 2023
Showrunner: Craig Mazin, Neil Druckmann
Genere: Dramma, Postapocalittico
Episodi: 16
★★★ 😳
Uomo senza piu speranza deve viaggiare con ragazzina speciale in un mondo distrutto da una pandemia. Basato sull omonimo videogioco del 2013 questa serie segue la stessa storia in modo piuttosto fedele e aggiunge anche interessanti flashback e retrospettive all'apocalisse come l'intervista che apre il primo episodio che spiega il fungo o mi è piaciuta molto la scena che apre il secondo episodio per come in modo aghiacciante dice che l'unica soluzione è di bombardare tutto. Essendo uno show televisivo ci sono ovviamente delle differenze e non può essere uguale al videogioco al 100%, Pedro Pascal è bravo ma appare troppo sensibile e non ha per nulla l'aspetto e gli atteggiamenti da rozzo macho texano del Joel originale cosi come capisco che per evitare perversioni del rapporto tra un adulto e una ragazzina per Ellie hanno scelto un'attrice un po' bruttina ma non mi è piaciuto come hanno fallito a descrivere la drammaticità dell apocalisse, ci sono troppe poche scene d'azione e incontri con gli infetti e cosi la mancanza di nemici non fa percepire il pericolo di questo mondo e manca la forza di un legame forgiato in costante battaglie per la sopravvivenza. Non mi è piaciuto anche che tutto appare frettoloso, manca un contesto chiaro su chi siano le Luci (fireflies) e la Fedra, viene saltata la divisione in stagioni che dava un senso di lungo viaggio alle vicende mentre qua sembra che siano insieme da qualche settimana con un costante creare digressioni di altri personaggi che spezza il viaggio on the road e si passa troppo tempo lontano dalla coppia, mi spiace ma ho trovato molto dilungate e ruffiane le storie LGBT del terzo e dell settimo episodio e senti proprio la vanità degli autori che si vantano di quanto sono progressiti nel mostrare queste cose, pessimo è stato il bacio con l'infetto di Tess per non parlare della stupidera del quinto episodio che ti lancia addosso un orda di infetti che esce dal nulla per poi farli sparire completamente, per me la serie ha una chiara crisi d'identità e vuole essere Fedelissima alla storia originale ma allo stesso tempo prova ad essere "piu realistica e matura di un videogioco" e si vergogna della natura ludica di uccidere nemici e infetti e questo aggiungere tanti momenti impegnati finisce per farli apparire forzati e piu pesanti con una scrittura che non convince per come perde sottigliezza ed è piena di SPIEGONI, è un mondo dove non si lotta piu con gli altri ma è un costante walk and talk, parlare e parlare per spiegare ogni cosa, e mi dispiace fare il paragone delle inquadrature con l'originale ma Registicamente il gioco era molto meglio e si avvicinava alla qualità di un film mentre la serie ricorre troppo a dialoghi legnosi fissi in piani medi che fanno perdere molti dei dettagli del linguaggio del corpo che avevano i personaggi, sbaglia il montaggio e delude l'uso della musica che appare meno calda e avvolgente. La seconda stagione invece inizia a trasporre il secondo controverso videogioco e la qualità cade ancora di piu in picchiata con attori non all altezza, morti super frettolose, situazioni da teen drama adolescenziale e una caduta al lato oscuro di Ellie davvero poco credibile, dalla seconda stagione in poi si sente ancora di piu la pretenziosità degli autori che presentano temi importanti con spiegoni banali senza riuscire a trasmettere vera autentica profondità e questo mi ha irritato molto ma nel complesso non è una brutta serie e alcune aggiunte sono carine con qualche momento davvero toccante che crea una storia di speranza, vendetta ed egoismo in mezzo all apocalisse, poi funziona molto bene anche qua l'ambiguo dilemma morale delle azioni di Joel che disperato salva una vita per se stesso al prezzo di maledire il futuro del mondo.
Anno: 2023
Showrunner: Craig Mazin, Neil Druckmann
Genere: Dramma, Postapocalittico
Episodi: 16
★★★ 😳
Uomo senza piu speranza deve viaggiare con ragazzina speciale in un mondo distrutto da una pandemia. Basato sull omonimo videogioco del 2013 questa serie segue la stessa storia in modo piuttosto fedele e aggiunge anche interessanti flashback e retrospettive all'apocalisse come l'intervista che apre il primo episodio che spiega il fungo o mi è piaciuta molto la scena che apre il secondo episodio per come in modo aghiacciante dice che l'unica soluzione è di bombardare tutto. Essendo uno show televisivo ci sono ovviamente delle differenze e non può essere uguale al videogioco al 100%, Pedro Pascal è bravo ma appare troppo sensibile e non ha per nulla l'aspetto e gli atteggiamenti da rozzo macho texano del Joel originale cosi come capisco che per evitare perversioni del rapporto tra un adulto e una ragazzina per Ellie hanno scelto un'attrice un po' bruttina ma non mi è piaciuto come hanno fallito a descrivere la drammaticità dell apocalisse, ci sono troppe poche scene d'azione e incontri con gli infetti e cosi la mancanza di nemici non fa percepire il pericolo di questo mondo e manca la forza di un legame forgiato in costante battaglie per la sopravvivenza. Non mi è piaciuto anche che tutto appare frettoloso, manca un contesto chiaro su chi siano le Luci (fireflies) e la Fedra, viene saltata la divisione in stagioni che dava un senso di lungo viaggio alle vicende mentre qua sembra che siano insieme da qualche settimana con un costante creare digressioni di altri personaggi che spezza il viaggio on the road e si passa troppo tempo lontano dalla coppia, mi spiace ma ho trovato molto dilungate e ruffiane le storie LGBT del terzo e dell settimo episodio e senti proprio la vanità degli autori che si vantano di quanto sono progressiti nel mostrare queste cose, pessimo è stato il bacio con l'infetto di Tess per non parlare della stupidera del quinto episodio che ti lancia addosso un orda di infetti che esce dal nulla per poi farli sparire completamente, per me la serie ha una chiara crisi d'identità e vuole essere Fedelissima alla storia originale ma allo stesso tempo prova ad essere "piu realistica e matura di un videogioco" e si vergogna della natura ludica di uccidere nemici e infetti e questo aggiungere tanti momenti impegnati finisce per farli apparire forzati e piu pesanti con una scrittura che non convince per come perde sottigliezza ed è piena di SPIEGONI, è un mondo dove non si lotta piu con gli altri ma è un costante walk and talk, parlare e parlare per spiegare ogni cosa, e mi dispiace fare il paragone delle inquadrature con l'originale ma Registicamente il gioco era molto meglio e si avvicinava alla qualità di un film mentre la serie ricorre troppo a dialoghi legnosi fissi in piani medi che fanno perdere molti dei dettagli del linguaggio del corpo che avevano i personaggi, sbaglia il montaggio e delude l'uso della musica che appare meno calda e avvolgente. La seconda stagione invece inizia a trasporre il secondo controverso videogioco e la qualità cade ancora di piu in picchiata con attori non all altezza, morti super frettolose, situazioni da teen drama adolescenziale e una caduta al lato oscuro di Ellie davvero poco credibile, dalla seconda stagione in poi si sente ancora di piu la pretenziosità degli autori che presentano temi importanti con spiegoni banali senza riuscire a trasmettere vera autentica profondità e questo mi ha irritato molto ma nel complesso non è una brutta serie e alcune aggiunte sono carine con qualche momento davvero toccante che crea una storia di speranza, vendetta ed egoismo in mezzo all apocalisse, poi funziona molto bene anche qua l'ambiguo dilemma morale delle azioni di Joel che disperato salva una vita per se stesso al prezzo di maledire il futuro del mondo.
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Cinegioco,
HBO,
OnTheRoad,
Post-Apocalittico,
Serie Tv
5 novembre 2021
Finch
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Miguel Sapochnik
Genere: Postapocalittico, ontheRoad
★★★ 😍
In un mondo post apocalittico Tom Hanks costruisce e alleva un robot. Dramma di fantascienza On the road che ha tantissimo cuore e sentimento tanto che mi ha strappato la lacrima piu volte, una storia di umanità piena di calore che mette in relazione un robot ingenuo appena nato e un uomo che ha vissuto la tragedia e l'isolamento della fine del mondo. Due protagonisti che funzionano bene insieme e che rappresentano anche il mix di toni che il film prova ad offrire mischiando l'avventura per ragazzi un po' frivola fatta di gag scemotte alla grande tragedia e dramma della fine del mondo, una fusione di toni eseguita non proprio in modo perfetto e infatti troppe saranno le frivolezze e goffagini bambinesche che rendono il film troppo leggero ma è comunque bello come si costruisce tra i due un effettivo e sincero rapporto tra padre e figlio fatto di errori, sbagli, lezioni ed insegnamenti su cosa significa essere umani. Il robot ha un buon design ed è molto credibile, Tom Hanks convince ed è sempre in forma nonostante l'età cosi come funziona il tenero cane che si porta dietro, nel complesso è un film leggero e poco ambizioso, si potrebbe anche criticare il fatto che forse è troppo zuccheroso e strappalacrime ma è quel sentimentalismo da hollywood anni 90 che mi è sempre piaciuto, e davanti alle farfalle, ad una cartolina, al sole all orizzonte o ad una storia raccontata intorno ad un fuoco mi è sobbalzato il cuore, insomma molto semplice ma emozionante
Anno: 2021
Regia: Miguel Sapochnik
Genere: Postapocalittico, ontheRoad
★★★ 😍
In un mondo post apocalittico Tom Hanks costruisce e alleva un robot. Dramma di fantascienza On the road che ha tantissimo cuore e sentimento tanto che mi ha strappato la lacrima piu volte, una storia di umanità piena di calore che mette in relazione un robot ingenuo appena nato e un uomo che ha vissuto la tragedia e l'isolamento della fine del mondo. Due protagonisti che funzionano bene insieme e che rappresentano anche il mix di toni che il film prova ad offrire mischiando l'avventura per ragazzi un po' frivola fatta di gag scemotte alla grande tragedia e dramma della fine del mondo, una fusione di toni eseguita non proprio in modo perfetto e infatti troppe saranno le frivolezze e goffagini bambinesche che rendono il film troppo leggero ma è comunque bello come si costruisce tra i due un effettivo e sincero rapporto tra padre e figlio fatto di errori, sbagli, lezioni ed insegnamenti su cosa significa essere umani. Il robot ha un buon design ed è molto credibile, Tom Hanks convince ed è sempre in forma nonostante l'età cosi come funziona il tenero cane che si porta dietro, nel complesso è un film leggero e poco ambizioso, si potrebbe anche criticare il fatto che forse è troppo zuccheroso e strappalacrime ma è quel sentimentalismo da hollywood anni 90 che mi è sempre piaciuto, e davanti alle farfalle, ad una cartolina, al sole all orizzonte o ad una storia raccontata intorno ad un fuoco mi è sobbalzato il cuore, insomma molto semplice ma emozionante
31 dicembre 2020
Nomadland
Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Chloé Zhao
Genere: Dramma, on-the-road
★★★ 😫
Per colpa della crisi economica una donna anziana perde il lavoro e parte in viaggio spirituale per l'america. Un sentito intimo dramma on the road dalla forte impronta socialista, ecco cosi i temi del lavoro e la malattia, la tragicità dell essere vecchi ma costretti a fare lavori part-time, l'aiutarsi nelle comunità, i vari lutti, tutto descrive un limbo emotivo ed economico dove si soffre in silenzio, continuando a muoversi e andare avanti, come trascinati dal fiume della vita in attesa dell inevitabile fine. E per descrivere questo movimento inesorabile la camera segue sempre la brava Frances McDormand che con il suo aspetto mascolino e vissuto riesce a trasmettere il suo interiorizzato dolore e questa infinita solitudine, rinchiusa nel suo piccolo furgone fatto di ricordi viaggia, pensa, si confronta e riflette con chi sta come lei sotto belle note di pianoforte e emozionanti panoramiche naturali, e anche gli altri attori secondari incontrati lungo la strada sono molto bravi e hanno quella tipica faccia da Ex alcolizzati senzatetto, trasmettendo quella brutta grezza realtà di chi ha vissuto ai margini della società. Quindi è un film che è una via di mezzo tra "una storia vera" di Lynch e un film di Malick ma non cattura le vette artistiche di nessuno dei due, anzi lo stile drammatico spesso è fin troppo netto e ruffiano, da il meglio quando mostra le splendide panoramiche naturali e le sensazioni di serenità trasmesse degli intermezzi di pianoforte, per poi bruscamente tornare all solito noioso dramma parlato dove si spiega in primi piani forzati ogni possibile tragedia vissuta, nonostante l'approccio realista al film manca vera sottigliezza e ritmo, questo è il tipico film "da festival" che con il suo drammone costipato sulla crisi vuole a tutti i costi compiacere una certa parte di pubblico di sinistra ma in questo modo si aliena la gente normale e si svilisce il valore dei temi presentati, dopo tutto sto drammone mi sono messo a ridere quando compare la pretenziosa e ruffiana scritta finale "dedicato a chi è dovuto andarsene, ci vediamo sulla strada" con questi ritmi lenti e questa forzatura tematica lo spiritualismo e le virtù sociali da trasmettere non arrivano veramente e oltre che essere un Commovente percorso drammatico che parla dell fine-vita si avvicina anche troppo alla gigantesca rottura di coglioni.
Anno: 2020
Regia: Chloé Zhao
Genere: Dramma, on-the-road
★★★ 😫
Per colpa della crisi economica una donna anziana perde il lavoro e parte in viaggio spirituale per l'america. Un sentito intimo dramma on the road dalla forte impronta socialista, ecco cosi i temi del lavoro e la malattia, la tragicità dell essere vecchi ma costretti a fare lavori part-time, l'aiutarsi nelle comunità, i vari lutti, tutto descrive un limbo emotivo ed economico dove si soffre in silenzio, continuando a muoversi e andare avanti, come trascinati dal fiume della vita in attesa dell inevitabile fine. E per descrivere questo movimento inesorabile la camera segue sempre la brava Frances McDormand che con il suo aspetto mascolino e vissuto riesce a trasmettere il suo interiorizzato dolore e questa infinita solitudine, rinchiusa nel suo piccolo furgone fatto di ricordi viaggia, pensa, si confronta e riflette con chi sta come lei sotto belle note di pianoforte e emozionanti panoramiche naturali, e anche gli altri attori secondari incontrati lungo la strada sono molto bravi e hanno quella tipica faccia da Ex alcolizzati senzatetto, trasmettendo quella brutta grezza realtà di chi ha vissuto ai margini della società. Quindi è un film che è una via di mezzo tra "una storia vera" di Lynch e un film di Malick ma non cattura le vette artistiche di nessuno dei due, anzi lo stile drammatico spesso è fin troppo netto e ruffiano, da il meglio quando mostra le splendide panoramiche naturali e le sensazioni di serenità trasmesse degli intermezzi di pianoforte, per poi bruscamente tornare all solito noioso dramma parlato dove si spiega in primi piani forzati ogni possibile tragedia vissuta, nonostante l'approccio realista al film manca vera sottigliezza e ritmo, questo è il tipico film "da festival" che con il suo drammone costipato sulla crisi vuole a tutti i costi compiacere una certa parte di pubblico di sinistra ma in questo modo si aliena la gente normale e si svilisce il valore dei temi presentati, dopo tutto sto drammone mi sono messo a ridere quando compare la pretenziosa e ruffiana scritta finale "dedicato a chi è dovuto andarsene, ci vediamo sulla strada" con questi ritmi lenti e questa forzatura tematica lo spiritualismo e le virtù sociali da trasmettere non arrivano veramente e oltre che essere un Commovente percorso drammatico che parla dell fine-vita si avvicina anche troppo alla gigantesca rottura di coglioni.
27 settembre 2019
Abominable - Il Piccolo Yeti
Recensione Film Animato
Anno: 2019
Studio: Dreamworks (+)
Regia: Jill Culton
Genere: Avventura, Ragazzo e creatura
★★★ 😛
Ragazza salva uno Yeti pacioccone e insieme a due altri ragazzi partono all'avventura verso l'Everest. Un film d'animazione molto semplice e poco ambizioso, gioca sul sicuro con un altra storia del "mostrone buono da salvare" molto generica e dimenticabile e pure il design artistico sembra molto pigro e appare poco memorabile, ma nonostante questi difetti di partenza l'esperienza nel complesso è davvero piacevole e si resta soddisfatti, il film infatti è una grande avventura per i piu giovani che emoziona in piu punti con fantastiche scene che suscitano un potente senso di meraviglia, e nonostante si usano temi semplici come la famiglia o la natura si sente una forte dose di sincerità che fa sognare come fanno solo i grandi classici. Strutturalmente è ben fatto con archi di crescita interessanti ma gli antagonisti non sono ben sviluppati e raramente offrono una seria sfida, non aiuta anche il fatto che i poteri dello Yeti sono molto inconsistenti e funzionano spesso da Facile Deus ex machina per uscire fuori dalle situazioni piu difficili, secondo me con piu limiti e piu conflitto la storia sarebbe stata molto piu avvincente e meno prevedibile. Insomma mi è piaciuto, è Ottimo per i giovanissimi ma vista la sua semplicità c'è decisamente di meglio.
Anno: 2019
Studio: Dreamworks (+)
Regia: Jill Culton
Genere: Avventura, Ragazzo e creatura
★★★ 😛
Ragazza salva uno Yeti pacioccone e insieme a due altri ragazzi partono all'avventura verso l'Everest. Un film d'animazione molto semplice e poco ambizioso, gioca sul sicuro con un altra storia del "mostrone buono da salvare" molto generica e dimenticabile e pure il design artistico sembra molto pigro e appare poco memorabile, ma nonostante questi difetti di partenza l'esperienza nel complesso è davvero piacevole e si resta soddisfatti, il film infatti è una grande avventura per i piu giovani che emoziona in piu punti con fantastiche scene che suscitano un potente senso di meraviglia, e nonostante si usano temi semplici come la famiglia o la natura si sente una forte dose di sincerità che fa sognare come fanno solo i grandi classici. Strutturalmente è ben fatto con archi di crescita interessanti ma gli antagonisti non sono ben sviluppati e raramente offrono una seria sfida, non aiuta anche il fatto che i poteri dello Yeti sono molto inconsistenti e funzionano spesso da Facile Deus ex machina per uscire fuori dalle situazioni piu difficili, secondo me con piu limiti e piu conflitto la storia sarebbe stata molto piu avvincente e meno prevedibile. Insomma mi è piaciuto, è Ottimo per i giovanissimi ma vista la sua semplicità c'è decisamente di meglio.
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Animazione,
Avventura,
Creatura,
OnTheRoad
27 dicembre 2018
Green Book
Recensione FilmAnno: 2018
Regia: Peter Farrelly
Genere: on The Road, Dramma
★★★ 😳
Negli anni 60 rozzo Italo-americano deve accompagnare ricco pianista nero in un tour nei pericolosi stati del Sud. Classico Film progressista on the road feelgood "volemose bene" dove I due diversi protagonisti si incontrano, si scontrano e poi fanno grande amicizia, Viggo fa una specie di miscuglio tra Joe Pesci e Tony Soprano ma nonostante sia molto stereotipato è uno spasso e si fa amare, Mahershala Ali invece fa questo Altezzoso Snob che vive nella sua torre d'avorio e all inizio il film te lo fa odiare ma piano piano lo spettatore viene introdotto nel suo mondo e nella sua difficile posizione sociale. Cosi Entrambi imparano l'uno dall altro, l'italiano impara ad apprezzare l'arte, la scrittura e ad essere piu tollerante mentre Il nero scende dalla sua orgogliosa torre costruita per differenziarsi ed emergere dall razzismo dilagante. Ma Il film per quanto piacevole é la solita minestrina riscaldata che non ha alcun coraggio e non riesce minimamente a colpire, a parte la storia dei Bicchieri buttati Viggo fin da subito diventa magicamente AMICONE e oltre a qualche bacchettata morale manca un serio conflitto tra i due, insomma è un film cosi prevedibile e Sterilizzato che diventa molto presto soporifero e noioso, i vari momenti di intolleranza sono un po' troppo forzati e la cena di natale se la potevano risparmiare. Mi irrita poi questo Facile messaggio di integrazione che praticamente dice "se te li fai amici li capisci e non sei piu razzista" mentre una forte storia contro il razzismo dovrebbe insegnare come anche se è solo un lavoro, anche senza un investimento emotivo, anche senza un punto di contatto il razzismo è comunque un qualcosa di universalmente sbagliato, senza contare che diventa fin troppo facile mostare un amicizia con un ricco genio della musica triste e solo, in questo modo si dice praticamente che la ricca Eccezione è quella che merita il nostro rispetto mentre gli altri poveri scemi non sono all altezza di comprensione. Comunque non è male, le interazioni mi sono piaciute, tutto quello che fa Viggo, dal pestare qualcuno o mangiare avidamente un pollo fritto è davvero divertente, ma è un peccato che sia nel profondo un filmetto piuttosto generico e dimenticabile.
1 ottobre 2018
Senza Lasciare Traccia
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Debra Granik
Genere: on the Road, Dramma
★★★ 😮
Padre e Figlia vivono nella foresta evitando il piu possibile il mondo esterno. Un caldo e intimo dramma on the road che parla della ricerca di una propria invidualità e indipendenza dalle influenze dei Genitori e della Società. Brava la ragazza attrice che appare candida e pura come un cerbiatto e bravo Ben Foster a dipingere un asociale padre tormentato dal passato e perennemente in fuga dai suoi fantasmi. L'uomo immergendosi nell magnifico e pericoloso Verde della natura rifiuta la tecnologia e il concetto di civiltà ma anche il valore delle Radici, di una Casa, di una stabilità economica e sopratutto mentale, cosi la storia descrive i problemi e le difficoltà di vivere e seguire le strade di genitori che amano i loro figli ma che sono pieni di paranoia e diffidenza verso il mondo esterno. Ed è un film pieno di verde, cosi tanta natura che quando si torna alla normalità è quasi un trauma sia per loro che per lo spettatore, cosi nasce dentro di noi un profondo amore e attaccamento per la natura e in generale per uno stile di vita meno effimero e piu profondo, insomma Il tutto è una solida e toccante esperienza che nella sua semplicità funziona nel mostrare le differenze dei percorsi dei padri e quelli dei figli.
Anno: 2018
Regia: Debra Granik
Genere: on the Road, Dramma
★★★ 😮
Padre e Figlia vivono nella foresta evitando il piu possibile il mondo esterno. Un caldo e intimo dramma on the road che parla della ricerca di una propria invidualità e indipendenza dalle influenze dei Genitori e della Società. Brava la ragazza attrice che appare candida e pura come un cerbiatto e bravo Ben Foster a dipingere un asociale padre tormentato dal passato e perennemente in fuga dai suoi fantasmi. L'uomo immergendosi nell magnifico e pericoloso Verde della natura rifiuta la tecnologia e il concetto di civiltà ma anche il valore delle Radici, di una Casa, di una stabilità economica e sopratutto mentale, cosi la storia descrive i problemi e le difficoltà di vivere e seguire le strade di genitori che amano i loro figli ma che sono pieni di paranoia e diffidenza verso il mondo esterno. Ed è un film pieno di verde, cosi tanta natura che quando si torna alla normalità è quasi un trauma sia per loro che per lo spettatore, cosi nasce dentro di noi un profondo amore e attaccamento per la natura e in generale per uno stile di vita meno effimero e piu profondo, insomma Il tutto è una solida e toccante esperienza che nella sua semplicità funziona nel mostrare le differenze dei percorsi dei padri e quelli dei figli.
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Dad Movie,
Dramma,
Film,
Forest Movie,
OnTheRoad
17 maggio 2018
In Viaggio con Pippo
Recensione Film Animato
Anno: 1995
Regia: Kevin Lima, Paul Brizzi
Genere: Avventura, On The road, Dad Movie
Titolo Originale: A Goofy Movie
★★★ 😏
Pippo e suo figlio Max partono per un avventura On the road che li aiuterà a superare le loro differenze ed incomprensioni. Basato sulla serie animata Goof Troop questo film è un viaggio con papà che diverte e ha molta energia anni 90, forse anche datata ma che dona al tutto un atmosfera calda e nostalgica. Vediamo cosi tante roccambolesche situazioni spassose e interessanti, particolare è memorabile la visita ad una disneyland di Hillbillies ossessionati dai Ratti in una specie di autosatira, l'incontro con il bigfoot che rappresenta il peso che divide i due protagonisti e l'avventurosa pesca finale che riunisce i due. Buoni quindi i momenti singoli ma nel compelsso la storia è piuttosto prevedibile, sappiamo fin da subito che padre e figlio riusciranno a superare le loro differenze e il conflitto risulta debole ma il vero difetto secondo me sono le parti musicali, a mio parere gli elementi da musical rovinano il film invece che arricchirlo e sembrano aggiunte solo perché "è un film disney".
Anno: 1995
Regia: Kevin Lima, Paul Brizzi
Genere: Avventura, On The road, Dad Movie
Titolo Originale: A Goofy Movie
★★★ 😏
Pippo e suo figlio Max partono per un avventura On the road che li aiuterà a superare le loro differenze ed incomprensioni. Basato sulla serie animata Goof Troop questo film è un viaggio con papà che diverte e ha molta energia anni 90, forse anche datata ma che dona al tutto un atmosfera calda e nostalgica. Vediamo cosi tante roccambolesche situazioni spassose e interessanti, particolare è memorabile la visita ad una disneyland di Hillbillies ossessionati dai Ratti in una specie di autosatira, l'incontro con il bigfoot che rappresenta il peso che divide i due protagonisti e l'avventurosa pesca finale che riunisce i due. Buoni quindi i momenti singoli ma nel compelsso la storia è piuttosto prevedibile, sappiamo fin da subito che padre e figlio riusciranno a superare le loro differenze e il conflitto risulta debole ma il vero difetto secondo me sono le parti musicali, a mio parere gli elementi da musical rovinano il film invece che arricchirlo e sembrano aggiunte solo perché "è un film disney".
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Animazione,
Dad Movie,
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OnTheRoad
28 dicembre 2017
Last Flag Flying
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Richard Linklater
Genere: Dramma, On The Road
★★★ 😢
Larry “Doc” Shepherd chiede ai suoi vecchi compagni del Vietnam di accompagnarlo al funerale del figlio. Un dramma On The Road piuttosto classico, oserei dire mediocre nonostante il buon cast e una regia pulita, il film è fatto molto di dialoghi e silenzi, Linklater è molto bravo a fare film in economia senza poi tanto sforzarsi, questo risulta modesto e non è un male ma il problema è che manca qualcosa di Forte o memorabile che lo faccia emergere dai canoni del genere. La storia vede Il dolore del povero Larry al centro di un triangolo dove gli altri due amici fanno da "angelo" e "demone" che gli sussurrano nelle orecchie pensieri positivi e negativi contro Stato e Religione, e tra i personaggi brilla di sicuro Bryan Cranston che fa un estroverso cinico ateo ubriacone che non la smette di parlare, praticamente trascina l'intero film ed è di sicuro il ruolo migliore che Cranston sia riuscito a fare dopo la fine di Breaking Bad, il suo veleno ovviamente fa da Antitesi al vero messaggio del film che spinge comunque verso una qualche tipo di Fede e Rispetto nella Bandiera nonostante Tutto. Infatti Il film ambientato nel 2003 durante la seconda del golfo Mette a confronto due generazioni di soldati facendo parallelo tra iraq e vietnam, si scava nella crisi del patriottismo di una parte della popolazione che non si riconosceva nell'amministrazione di Bush jr, alla fine comunque la bandiera resta il simbolo dell nazione, un Dio costruito con il sangue a cui bisogna portare rispetto, e tra una risata, un ricordo nostalgico, una bevuta ci si ricorda di cosa significa Considerare i morti degli eroi, dove anche una Menzogna è significativa e importante per le famiglie. Un messaggio che comunque mi è sembrato Datato, anzi tutto il film mi è sembrato vecchio di almeno 15 anni con tutto quello stupirsi del potere di internet o dei cellulari che non sembra avere significato, anche se è vero che ogni generazione ha la sua guerra e un qualche Politico che mette in crisi l'amore per la Patria, forse il problema di fondo è che non si può sfuggire dalla Nazione, che sia amore o odio si è comunque legati alla bandiera e il film per quanto drammatico finisce per essere ipocrita nel farci credere che ci sia una vera scelta.
Anno: 2017
Regia: Richard Linklater
Genere: Dramma, On The Road
★★★ 😢
Larry “Doc” Shepherd chiede ai suoi vecchi compagni del Vietnam di accompagnarlo al funerale del figlio. Un dramma On The Road piuttosto classico, oserei dire mediocre nonostante il buon cast e una regia pulita, il film è fatto molto di dialoghi e silenzi, Linklater è molto bravo a fare film in economia senza poi tanto sforzarsi, questo risulta modesto e non è un male ma il problema è che manca qualcosa di Forte o memorabile che lo faccia emergere dai canoni del genere. La storia vede Il dolore del povero Larry al centro di un triangolo dove gli altri due amici fanno da "angelo" e "demone" che gli sussurrano nelle orecchie pensieri positivi e negativi contro Stato e Religione, e tra i personaggi brilla di sicuro Bryan Cranston che fa un estroverso cinico ateo ubriacone che non la smette di parlare, praticamente trascina l'intero film ed è di sicuro il ruolo migliore che Cranston sia riuscito a fare dopo la fine di Breaking Bad, il suo veleno ovviamente fa da Antitesi al vero messaggio del film che spinge comunque verso una qualche tipo di Fede e Rispetto nella Bandiera nonostante Tutto. Infatti Il film ambientato nel 2003 durante la seconda del golfo Mette a confronto due generazioni di soldati facendo parallelo tra iraq e vietnam, si scava nella crisi del patriottismo di una parte della popolazione che non si riconosceva nell'amministrazione di Bush jr, alla fine comunque la bandiera resta il simbolo dell nazione, un Dio costruito con il sangue a cui bisogna portare rispetto, e tra una risata, un ricordo nostalgico, una bevuta ci si ricorda di cosa significa Considerare i morti degli eroi, dove anche una Menzogna è significativa e importante per le famiglie. Un messaggio che comunque mi è sembrato Datato, anzi tutto il film mi è sembrato vecchio di almeno 15 anni con tutto quello stupirsi del potere di internet o dei cellulari che non sembra avere significato, anche se è vero che ogni generazione ha la sua guerra e un qualche Politico che mette in crisi l'amore per la Patria, forse il problema di fondo è che non si può sfuggire dalla Nazione, che sia amore o odio si è comunque legati alla bandiera e il film per quanto drammatico finisce per essere ipocrita nel farci credere che ci sia una vera scelta.
16 ottobre 2017
Accade una Notte
Recensione Film
Anno: 1934
Regia: Frank Capra
Genere: Sentimentale, On the Road
Titolo Originale: It Happened one Night
★★★ 😊
Ragazza scappa dal padre e conosce giornalista sulla corriera per Newyork. Una commedia sentimentale on the road molto classica, lei la ricca giovane viziata, lui il nobile sbruffone alcolizzato, e Nonostante molti lo considerano un film storico la regia mi è parsa generica e da studio con un montaggio visibilmente datato (alcuni tagli netti appaiono davvero fastidiosi) ma piu che di tecnica il film brilla per i suoi attori, il linguaggio del corpo e le interazioni tra i due sono molto buone grazie anche a dei dialoghi taglienti e sagaci, ci si innamora di loro e con loro perché i due teneramente si punzecchiano e si provocano a vicenda. La scena dell autostop credo sia iconica e cosi è quella coperta che li divide durante le notti che passano in motel, quel "muro di gerico" che li separa fisicamente e allegoricamente oltre ad aggiungere quel pizzico di erotismo cieco al loro acerbo rapporto. Il Tutto ha il sapore di fiaba moderna ma restano degli elementi che non mi convincono, posso capire perché una ragazza viziata si possa invaghire del primo arrogante e autoritario che capita, ma l'improvviso amore di lui non mi convince per niente, a differenza della protagonista lui non supera il Suo ego e i suoi sentimenti appaiono falsi e pretestuosi (lui è molto furbo e sa manipolare la gente, chi l'ha detto che non si sposa per i soldi?) cosi come il finale mi ha deluso, i due alla fine neanche si reincontrano sullo schermo e tutto avviene in un pietoso off-screen quasi fosse pensato all ultimo momento.
Anno: 1934
Regia: Frank Capra
Genere: Sentimentale, On the Road
Titolo Originale: It Happened one Night
★★★ 😊
Ragazza scappa dal padre e conosce giornalista sulla corriera per Newyork. Una commedia sentimentale on the road molto classica, lei la ricca giovane viziata, lui il nobile sbruffone alcolizzato, e Nonostante molti lo considerano un film storico la regia mi è parsa generica e da studio con un montaggio visibilmente datato (alcuni tagli netti appaiono davvero fastidiosi) ma piu che di tecnica il film brilla per i suoi attori, il linguaggio del corpo e le interazioni tra i due sono molto buone grazie anche a dei dialoghi taglienti e sagaci, ci si innamora di loro e con loro perché i due teneramente si punzecchiano e si provocano a vicenda. La scena dell autostop credo sia iconica e cosi è quella coperta che li divide durante le notti che passano in motel, quel "muro di gerico" che li separa fisicamente e allegoricamente oltre ad aggiungere quel pizzico di erotismo cieco al loro acerbo rapporto. Il Tutto ha il sapore di fiaba moderna ma restano degli elementi che non mi convincono, posso capire perché una ragazza viziata si possa invaghire del primo arrogante e autoritario che capita, ma l'improvviso amore di lui non mi convince per niente, a differenza della protagonista lui non supera il Suo ego e i suoi sentimenti appaiono falsi e pretestuosi (lui è molto furbo e sa manipolare la gente, chi l'ha detto che non si sposa per i soldi?) cosi come il finale mi ha deluso, i due alla fine neanche si reincontrano sullo schermo e tutto avviene in un pietoso off-screen quasi fosse pensato all ultimo momento.
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Bianco&Nero,
Film,
OnTheRoad,
Sentimentale
7 ottobre 2017
Y tu mamá también - Anche tua Madre
Recensione Film
Anno: 2001
Regia: Alfonso Cuaron
Genere: Di formazione, Erotico, On the road
★★★ 😉
Due amici partono insieme ad una donna verso una spiagga paradisiaca. Un Viaggio on the road di formazione dove attraverso gli effimeri desideri dei due giovani intravediamo la Luce di una realtà umana molto piu umile e tragica, Infatti lo spettatore diventa quasi il quarto protagonista invisibile che viene invitato a guardare oltre la loro miope ed edonistica prospettiva. Grazie alla camera voyeuristica e sopratutto ad una fredda ed onniscente voce fuoricampo ci viene offerto un quadro piu ampio del mondo che li circonda, politici corrotti, gente umile, ingiustizie, morti per la strada, arresti, matrimoni, funerali, vita e morte che si intrecciano in un unica storia che non calca la mano sui temi sociali ma li lascia vivere liberi sullo sfondo. E il film vive di tecnica, Bravi gli attori, le scene hanno lunghi respiri e anche la fotografia è piacevole, ma Nonostante la qualità non tutto funziona, la Voce fuoricampo è si il cuore del film ma è anche il suo piu grande limite, sembra piu un compromesso della regia che non ha saputo mostrare visivamente tutte queste informazioni extra, avrei preferito piu momenti neo-realisti dove la camera si distrae e meno pause da romanzo dove l'intrusiva voce fuoricampo ferma tutto per una riflessione casuale. Ed è anche un compromesso avere dei protagonisti cosi arroganti (io al decimo minuto gia li odiavo), va bene avere dei temi sociali sullo sfondo ma la loro fissazione edonistica è troppo parte integrante della storia per non avere peso sul messaggio generale, come nelle pubblicità si usa il sesso per accendere l'attenzione del pubblico ma in questo modo il quadro è compromesso e danneggiato, piu che creare empatia verso gli altri il film pende verso una visione piuttosto cinica e nichilista dell mondo, comunque resta una piacevole fusione tra un documentario e una avventura erotica.
Anno: 2001
Regia: Alfonso Cuaron
Genere: Di formazione, Erotico, On the road
★★★ 😉
Due amici partono insieme ad una donna verso una spiagga paradisiaca. Un Viaggio on the road di formazione dove attraverso gli effimeri desideri dei due giovani intravediamo la Luce di una realtà umana molto piu umile e tragica, Infatti lo spettatore diventa quasi il quarto protagonista invisibile che viene invitato a guardare oltre la loro miope ed edonistica prospettiva. Grazie alla camera voyeuristica e sopratutto ad una fredda ed onniscente voce fuoricampo ci viene offerto un quadro piu ampio del mondo che li circonda, politici corrotti, gente umile, ingiustizie, morti per la strada, arresti, matrimoni, funerali, vita e morte che si intrecciano in un unica storia che non calca la mano sui temi sociali ma li lascia vivere liberi sullo sfondo. E il film vive di tecnica, Bravi gli attori, le scene hanno lunghi respiri e anche la fotografia è piacevole, ma Nonostante la qualità non tutto funziona, la Voce fuoricampo è si il cuore del film ma è anche il suo piu grande limite, sembra piu un compromesso della regia che non ha saputo mostrare visivamente tutte queste informazioni extra, avrei preferito piu momenti neo-realisti dove la camera si distrae e meno pause da romanzo dove l'intrusiva voce fuoricampo ferma tutto per una riflessione casuale. Ed è anche un compromesso avere dei protagonisti cosi arroganti (io al decimo minuto gia li odiavo), va bene avere dei temi sociali sullo sfondo ma la loro fissazione edonistica è troppo parte integrante della storia per non avere peso sul messaggio generale, come nelle pubblicità si usa il sesso per accendere l'attenzione del pubblico ma in questo modo il quadro è compromesso e danneggiato, piu che creare empatia verso gli altri il film pende verso una visione piuttosto cinica e nichilista dell mondo, comunque resta una piacevole fusione tra un documentario e una avventura erotica.
Tags:
Di Formazione,
Erotico,
Film,
Messico,
OnTheRoad
26 luglio 2017
Prima di Mezzanotte
Recensione Film
Anno: 1988
Regia: Martin Brest
Genere: OnTheRoad, Thriller, Avventura,
Titolo Originale: Midnight Run
★★★★ 😀
Cacciatore di taglie deve consegnare entro tempo limite Contabile della mafia. Una buddy Comedy On the road che diverte con sincerità, De Niro con la sua giacca di pelle fa il fallito eroe d'azione e gli riesce senza neanche sforzarsi, non sarà di certo la sua migliore interpretazione ma è per me la piu onesta, fa praticamente se stesso, e il suo carattere scorbutico viene messo in netto contrasto con un gentile bastardo dal cuore d'oro che gli fa da grillo parlante e piano piano si instaura una vera e sincera amicizia, un alchimia vincente tra i due che si punzecchiano e psicanalizzano a vicenda, la relazione funziona cosi tanto che quasi si baciano nel toccante finale! Il film ha una comicità energica che non cerca tanto le battutine facili ma gioca sulla giostra delle situazioni, un continuo vincere e perdere del protagonista schiacciato tra FBI, Mafiosi e il Rivale Cacciatore di taglie, una lunga disperata corsa per il paese usando tutti i mezzi possibili per arrivare in tempo a questa giocosa Gara a chi arriva primo, e il tutto non può far altro che intrattenere con gusto, ma non mancano momenti toccanti come la riunione con la ex moglie e la figlia di De Niro, dove il silenzio imbarazzante è davvero efficace oppure un momento di vera tensione nello scambio finale. Certo Se vogliamo proprio cercare il pelo nell uovo La regia è praticamente invisibile e sembra addormentata, il film vive di Sceneggiatura e carisma dei personaggi con una regia che fa il minimo sindacale per funzionare, ma poco importa perché la storia è solidissima, diverte, ha cuore, energia e gioca bene sul concetto di interesse personale contro la morale, i Due protagonisti vivono il loro inferno perché non hanno accettato il Compromesso Morale, hanno rovinato le loro vite perché in un mondo di corrotti loro sono rimasti duri e puri fino alla fine.
Anno: 1988
Regia: Martin Brest
Genere: OnTheRoad, Thriller, Avventura,
Titolo Originale: Midnight Run
★★★★ 😀
Cacciatore di taglie deve consegnare entro tempo limite Contabile della mafia. Una buddy Comedy On the road che diverte con sincerità, De Niro con la sua giacca di pelle fa il fallito eroe d'azione e gli riesce senza neanche sforzarsi, non sarà di certo la sua migliore interpretazione ma è per me la piu onesta, fa praticamente se stesso, e il suo carattere scorbutico viene messo in netto contrasto con un gentile bastardo dal cuore d'oro che gli fa da grillo parlante e piano piano si instaura una vera e sincera amicizia, un alchimia vincente tra i due che si punzecchiano e psicanalizzano a vicenda, la relazione funziona cosi tanto che quasi si baciano nel toccante finale! Il film ha una comicità energica che non cerca tanto le battutine facili ma gioca sulla giostra delle situazioni, un continuo vincere e perdere del protagonista schiacciato tra FBI, Mafiosi e il Rivale Cacciatore di taglie, una lunga disperata corsa per il paese usando tutti i mezzi possibili per arrivare in tempo a questa giocosa Gara a chi arriva primo, e il tutto non può far altro che intrattenere con gusto, ma non mancano momenti toccanti come la riunione con la ex moglie e la figlia di De Niro, dove il silenzio imbarazzante è davvero efficace oppure un momento di vera tensione nello scambio finale. Certo Se vogliamo proprio cercare il pelo nell uovo La regia è praticamente invisibile e sembra addormentata, il film vive di Sceneggiatura e carisma dei personaggi con una regia che fa il minimo sindacale per funzionare, ma poco importa perché la storia è solidissima, diverte, ha cuore, energia e gioca bene sul concetto di interesse personale contro la morale, i Due protagonisti vivono il loro inferno perché non hanno accettato il Compromesso Morale, hanno rovinato le loro vite perché in un mondo di corrotti loro sono rimasti duri e puri fino alla fine.
2 giugno 2017
The Trip To Italy
Recensione Film
Anno: 2014
Regia: Michael Winterbottom
Genere: On the road, Commedia
★★★ 😐
Due attori inglesi girano l'italia da nord a sud parlando di stupidate varie. Una Commedia on-the road dal sapore da documentario tv che strappa qualche sorriso, riesce bene a ricreare quell atmosfera che si prova quando si fa il turista, dove presi dalla noia e dai momenti morti si finisce sempre costretti a parlare di qualunque cosa, i due saltano da ristorante a ristorante e fanno una serie infinita di battute "improvvisate" e citazioni varie, da Alanis Morissette a tanti film, (Memorabile è quando si mettono a criticare il terzo batman di Nolan) Ma Nonostante i tanti argomenti trattati pochi centrano effettivamente con l'Italia o il viaggio che stanno facendo, certo c'è Qualche panoramica da cartolina ma è solo uno sfondo vuoto. I protagonisti non sono neanche poi cosi tanto interessanti o simpatici e il film non sembra andare da nessuna parte, finisce cosi per essere solo una vacanza per pensionati piuttosto patetica
Anno: 2014
Regia: Michael Winterbottom
Genere: On the road, Commedia
★★★ 😐
Due attori inglesi girano l'italia da nord a sud parlando di stupidate varie. Una Commedia on-the road dal sapore da documentario tv che strappa qualche sorriso, riesce bene a ricreare quell atmosfera che si prova quando si fa il turista, dove presi dalla noia e dai momenti morti si finisce sempre costretti a parlare di qualunque cosa, i due saltano da ristorante a ristorante e fanno una serie infinita di battute "improvvisate" e citazioni varie, da Alanis Morissette a tanti film, (Memorabile è quando si mettono a criticare il terzo batman di Nolan) Ma Nonostante i tanti argomenti trattati pochi centrano effettivamente con l'Italia o il viaggio che stanno facendo, certo c'è Qualche panoramica da cartolina ma è solo uno sfondo vuoto. I protagonisti non sono neanche poi cosi tanto interessanti o simpatici e il film non sembra andare da nessuna parte, finisce cosi per essere solo una vacanza per pensionati piuttosto patetica
Tags:
Commedia,
Inghilterra,
OnTheRoad
3 aprile 2017
Una Storia Vera
Recensione Film
Anno: 1999
Regia: David Lynch (+)
Genere: On the road, Drama, Filosofico
Titolo Originale: The Straight Story
★★★★★ 😇
Certe volte non Serve Chissà quale trama complicata, pretenziosa o pseudo-artistica, a volte basta una storia vera, semplice, dritta, Straight. Lynch spacca coraggiosamente il suo virtuoso stile che lo ha reso popolare e Sorprende tutti i suoi fan con un film lineare, un drammatico film On the Road che sa toccare il cuore come solo pochi riescono a fare. Sotto una stupenda colonna sonora e sopra un modesto tagliaerba parte un viaggio, un Esperienza, L'ultima avventura di un uomo semplice attraverso il mondo. Ogni incontro diventa cosi carico di significati profondi ma mai pesanti, sono momenti comuni ma importanti perché visti attraverso occhi maturi, è una prospettiva diversa, si resta affascinati ad ogni dialogo, ad ogni discorso, tutte situazioni normali, ma che hanno uno spessore unico e importante nella loro apparente semplicità, un viaggio a tappe e dipinto a grandi linee, ogni incontro è una parte della vita, ogni momento diventa cosi assoluto e universale, Il protagonista offre spontanemanete una saggezza Infinita nata da una vita di Errori e rimorsi, rimpianti dolorosi da cui non si può far altro che imparare. Il tutto è una paternale predica sulla vita, ma nulla è forzato, In compagnia di questo simpatico vecchietto nascono emozioni sincere ed autentiche, che finiscono naturalmente per commuovere quando si pensa alla fine del nostro viaggio su questa terra.
Anno: 1999
Regia: David Lynch (+)
Genere: On the road, Drama, Filosofico
Titolo Originale: The Straight Story
★★★★★ 😇
Certe volte non Serve Chissà quale trama complicata, pretenziosa o pseudo-artistica, a volte basta una storia vera, semplice, dritta, Straight. Lynch spacca coraggiosamente il suo virtuoso stile che lo ha reso popolare e Sorprende tutti i suoi fan con un film lineare, un drammatico film On the Road che sa toccare il cuore come solo pochi riescono a fare. Sotto una stupenda colonna sonora e sopra un modesto tagliaerba parte un viaggio, un Esperienza, L'ultima avventura di un uomo semplice attraverso il mondo. Ogni incontro diventa cosi carico di significati profondi ma mai pesanti, sono momenti comuni ma importanti perché visti attraverso occhi maturi, è una prospettiva diversa, si resta affascinati ad ogni dialogo, ad ogni discorso, tutte situazioni normali, ma che hanno uno spessore unico e importante nella loro apparente semplicità, un viaggio a tappe e dipinto a grandi linee, ogni incontro è una parte della vita, ogni momento diventa cosi assoluto e universale, Il protagonista offre spontanemanete una saggezza Infinita nata da una vita di Errori e rimorsi, rimpianti dolorosi da cui non si può far altro che imparare. Il tutto è una paternale predica sulla vita, ma nulla è forzato, In compagnia di questo simpatico vecchietto nascono emozioni sincere ed autentiche, che finiscono naturalmente per commuovere quando si pensa alla fine del nostro viaggio su questa terra.
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