11 giugno 2026

Backrooms

Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Kane Parsons
Genere: Horror, Psicologico

★★★★ 😮

Uomo scopre un labirinto misterioso nell grande magazzino dove lavora. Il giovanissimo Kane Parsons porta al cinema il suo lavoro di corti su youtube e crea un Horror Psicologico che utilizza molto bene gli atmosferici spazi vuoti con architetture sempre piu assurde per parlare di isolamento e traumi, un ottimo set design che mostra gialle e spoglie ambientazioni che lasciano un forte senso di disagio, si sente bene la vastità e il vuoto che schiacciano l'individuo e gli elementi architettonici di assurdismo riflettono la confusione di una vita moderna senza piu certezze. Ed è un film semplice e poco costoso ma riesce comunque ad avere una stupenda fotografia che gioca con le luci, gli interni, i campi lunghi e gli spazi chiusi, carino l'approccio con camera anni 90 in stile Blair Witch, d'impatto il montaggio della distruzione della casa d'infanzia, inquietano quegli strani interruttori che appaiono nel quadro della luce, mi piace molto la scoperta del portale, bello che ad un certo punto c'è un chiaro tocco lynchiano, stupendo come è utilizzato il sonoro che costruisce una sottile angoscia, intriga scoprire i misteri di questo labirinto e l'esplorazione fa venire onesti e sinceri brividi che non ricorrono ai soliti trucchetti dei banali horror. Tutto è fatto davvero bene ma forse il finale si dilunga un po' troppo con il mistero degli scienziati messo li solo per allungare il brodo ma sopratutto le scelte dei personaggi mi sono sembrate piuttosto forzate e non mi ha convinto come il protagonista vuole esplorare questo pericoloso labirinto invece di scappare spaventato, non ha senso come riesce a trascinare facilmente anche altre persone, sente che ci sono delle presenze e non si porta minimamente un arma ed è davvero pessimo il momento quando si calano con il filo come degli idioti. Comunque il film convince pienamente per come invece di vivere solo della gimmick delle "stanze inquietanti" riesce a restare sui personaggi e costruisce un bel percorso nelle loro ferite e nei traumi, l'uomo disperato si sente un fallito ma non è in grado di superare i suoi difetti mentre la psicologa è troppo legata al dolore della madre malata e cosi questa introspezione porta dentro inquietanti spazi interni che offrono solo echi deformi di passati gia morti.

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