Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Yorgos Lanthimos
Genere: Dark-Comedy, Surreale
★★★★ 😲
Antologia di tre folli storie che parlano di relazioni tossiche e il disperato bisogno di appartenere ed essere amati. Yorgos Lanthimos torna all suo stile narrativo surreale che scherza con i comportamenti umani mostrando quanto possono diventare assurdi e disumani, nella prima storia un uomo è totalmente schiavo del suo capo che domina la sua vita fino al piu piccolo dettaglio, un rapporto patologico con il lavoro che lo costringe ad una vita miserabile ma quando cerca di ribellarsi e rifiutare i suoi ordini va in totale crisi e non è capace di cambiare vita, sente la competizione degli altri e accetta il compromesso morale pur di tornare a sentirsi accettato, la seconda storia mostra un poliziotto che non riconosce piu la moglie e la trova diversa, si entra nelle sue paranoie e nella tragedia di una relazione abusiva di un uomo egoista che ha un immagine fissa della moglie e non accetta il cambiamento fino a costringere la compagna a dolorosi ricatti emotivi, e nella terza storia una donna cerca il messia e la salvezza in un culto religioso ossessionato dalla purezza fisica ma non si rende conto di essere sfruttata dalla voglia sociale di appartenere che la porta in una strada autodistruttiva. Ma come accade spesso nelle antologie alcuni elementi funzionano meglio di altri e non hanno la stessa qualità, e nonostante Emma Stone, Jesse Plemons e Willem Dafoe siano ottimi le tre storie usano gli stessi attori in ruoli diversi e questo approccio finisce per confondere e sminuire le singole prospettive, cosi come non mi convince l'utilizzo ironico dell misterioso personaggio di RMF che fa da testimone e vittima per collegare le vicende ma è una figura simbolo fin troppo passiva e superflua e secondo me per unire tutto avrebbe funzionato meglio un approccio narrativo intrecciato alla pulp fiction. Detto questo tecnicamente il film è eccellente, ogni inquadratura funziona, mi piace molto l'uso della musica con questi cori solenni e note gelide di pianoforte, si sorride alla disperazione omoerotica per il capo, ha senso l'ossessione per le imprese degli altri e il collezionare cimeli sportivi, bello il gesto autolesionista di spaccarsi il piede per rimorchiare, folle come si mettono a guardare l'orgia tra amici per ricordare la moglie scomparsa, fa sorridere il mondo dominato dai cani simbolo di fedeltà, mi piace l'associazione tra amore e cibo con delle richieste fisiche brutali, perfetta quell'inquadratura finale che mischia la morte individuale sulla sedia ad un abbraccio felice sulla porta, disturba tutto quello che fa il marito bastardo, l'ipocrisia per la purezza sessuale del culto religioso richiama un certo pensiero maschilista verso la verginità femminile cosi come il bere le lacrime dei leader ed essere ossessionati da reputazione e perfezione mi ricorda molto il mondo dei social alla instagram. Nell insieme non è di certo un film facile e l'assurdità può confondere ma piu ci penso e piu il film ha valore, sotto l'ironia surreale si mostrano delle dinamiche nerissime, gli eventi sono stratificati, spingono alla riflessione e sono pieni di profondità nel descrivere la paura della solitudine, l'eterna voglia vanitosa dell Ego di essere amato, quella disperazione tragica di avere un ruolo e contare qualcosa per gli altri.
9 dicembre 2025
15 aprile 2025
La meravigliosa Storia di Henry Sugar e altre tre storie
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia Teatrale
★★★ 😇
Antologia di corti dove Roald Dahl presenta quattro sue storie. Un Wes Anderson ancora piu teatrale del solito dove gli attori si muovono su un meta-palcoscenico e in effettive scenografie teatrali con bellissime e fascinose transizioni e cambi di scena da ammirare, fa sorridere come il cast viene riutilizzato nei vari corti e convincono Benedict Cumberbatch, Ralph Fiennes, Ben Kingsley e Rupert Friend, le storie sono abbastanza strane da risultare interessanti e i fan del regista ritroveranno il suo classico stile ben riconoscibile. Il corto principale di Henry Sugar è quello tecnicamente piu elaborato ma per assurdo secondo me è il piu debole, parla sostanzialmente di un percorso verso l'altruismo di un filantropo con una storia assurda che mostra un percorso di meditazione mistico lungo una vita che permette di vedere bendati, la storia del Cigno è piu cupa e parla di un ragazzo preso di mira dai bulli rischiando piu volte di morire, il cacciatore di ratti è piuttosto stramba con ratti invisibili e in stopmotion e diventa sempre piu horror lasciando il dubbio su cosa diavolo c'era in quel pagliaio e Poison/Veleno è il corto che mi è piaciuto di piu per come parte con l'idea tragicomica di un tizio immobilizzato dalla paura per colpa di un serpente e disperato chiede aiuto senza poter urlare ma alla fine questo serpente si rivela un qualcosa di molto piu profondo, psicologico ed esistenziale. Il problema di questa antologia resta lo stesso degli ultimi prodotti di Anderson che risultano fin troppo degli esercizi di stile, qua poi oltre all approccio iper-teatrale si aggiunge il fatto che i personaggi narrano la storia anche parlando in terza persona di se stessi, qualcosa di folle e confuso che spacca totalmente il linguaggio cinematografico che dovrebbe essere di base un mezzo audiovisivo, è chiaro che l'idea è quella di dare al pubblico il senso di stare leggendo i racconti in tempo reale ma facendo cosi i personaggi parlano in modo troppo veloce e robotico e comunque il narratore dovrebbe essere esterno alla narrazione e non capisco perchè diavolo far narrare le storie ai protagonisti creando un mega pastrocchio narrativo. Alla fine il pacchetto di storie è carino ma è decisamente un Wes Anderson minore che gioca e sperimenta con il suo stile senza eccellere mai veramente e penso che con qualche episodio in piu avrebbe funzionato meglio come una piccola serie televisiva.
Anno: 2024
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia Teatrale
★★★ 😇
Antologia di corti dove Roald Dahl presenta quattro sue storie. Un Wes Anderson ancora piu teatrale del solito dove gli attori si muovono su un meta-palcoscenico e in effettive scenografie teatrali con bellissime e fascinose transizioni e cambi di scena da ammirare, fa sorridere come il cast viene riutilizzato nei vari corti e convincono Benedict Cumberbatch, Ralph Fiennes, Ben Kingsley e Rupert Friend, le storie sono abbastanza strane da risultare interessanti e i fan del regista ritroveranno il suo classico stile ben riconoscibile. Il corto principale di Henry Sugar è quello tecnicamente piu elaborato ma per assurdo secondo me è il piu debole, parla sostanzialmente di un percorso verso l'altruismo di un filantropo con una storia assurda che mostra un percorso di meditazione mistico lungo una vita che permette di vedere bendati, la storia del Cigno è piu cupa e parla di un ragazzo preso di mira dai bulli rischiando piu volte di morire, il cacciatore di ratti è piuttosto stramba con ratti invisibili e in stopmotion e diventa sempre piu horror lasciando il dubbio su cosa diavolo c'era in quel pagliaio e Poison/Veleno è il corto che mi è piaciuto di piu per come parte con l'idea tragicomica di un tizio immobilizzato dalla paura per colpa di un serpente e disperato chiede aiuto senza poter urlare ma alla fine questo serpente si rivela un qualcosa di molto piu profondo, psicologico ed esistenziale. Il problema di questa antologia resta lo stesso degli ultimi prodotti di Anderson che risultano fin troppo degli esercizi di stile, qua poi oltre all approccio iper-teatrale si aggiunge il fatto che i personaggi narrano la storia anche parlando in terza persona di se stessi, qualcosa di folle e confuso che spacca totalmente il linguaggio cinematografico che dovrebbe essere di base un mezzo audiovisivo, è chiaro che l'idea è quella di dare al pubblico il senso di stare leggendo i racconti in tempo reale ma facendo cosi i personaggi parlano in modo troppo veloce e robotico e comunque il narratore dovrebbe essere esterno alla narrazione e non capisco perchè diavolo far narrare le storie ai protagonisti creando un mega pastrocchio narrativo. Alla fine il pacchetto di storie è carino ma è decisamente un Wes Anderson minore che gioca e sperimenta con il suo stile senza eccellere mai veramente e penso che con qualche episodio in piu avrebbe funzionato meglio come una piccola serie televisiva.
20 febbraio 2024
True Detective
Recensione Serie Tv
Anno: 2014-2024
Genere: Investigativo, Dramma
Episodi: 30
★★★ 😳 (solo la prima 😏)
Serie Antologica che mostra ad ogni stagione una coppia di protagonisti indagare su vari crimini. La prima stagione uscita nel 2014 è senza ombra di dubbio la migliore, la piu iconica e la piu memorabile, ideata e scritta da Nic Pizzolato la serie è ambientata nel caldo umido della Louisiana e offre una lunga e sudata indagine in cerca di un serial killer dove due amici detective si trovano praticamente in lotta contro il male del mondo ma anche contro i demoni che hanno dentro, per questo Il Rust Cohle di Matthew McConaughey è un personaggio fantastico ed è una goduria vederlo tormentato dai sensi di colpa e sempre piu ossessionato dalla cupa indagine. Una serie che ha fatto il botto per qualità e resterà per sempre tra le piu belle di quel periodo ma poi è arrivata la seconda stagione nel 2015 che ha provato in modo frettoloso a ricatturare il successo della prima utilizzando un altro cast di attori, specie Colin Farrell ci prova in tutti i modi a farla funzionare ma l'ambientazione urbana non convince, l'indagine e gli intrighi sono poco interessanti e gli stessi personaggi non riescono a colpire risultando in un grande pasticcio. La terza Stagione nel 2017 è piu godibile per come riprende l'idea originale dell indagine emotiva di coppia e funziona molto Mahershala Ali che guida benissimo la storia e mi piace l'idea di ricostruire l'indagine attraverso i ricordi frammentati di un uomo anziano offrendo cosi momenti e scene oniriche molto fascinose. La quarta stagione nel 2024 invece prova ad essere una versione speculare della prima con l'ambientazione buia e glaciale dell Alaska e con protagoniste due poliziotte forti, Jodie Foster brilla molto e qualche elemento è carino e piacevole come delle visioni sovrannaturali di fantasmi o è inquietantissimo il gruppo di cadaveri congelati tutti insieme ma la trama è scritta male e finisce anche in modo banale giustificando piu di un omicidio con il solito falso femminismo ruffiano che vuole usare la scusa della vendetta di genere contro i maschi. Alla fine è stato un errore farne una serie Antologica perché cosi le stagioni successive hanno sempre dovuto confrontarsi sull'immensa qualità della prima, la terza e la quarta possiedono di certo qualche elemento interessante e resta una tematica di fondo comune tra le varie stagioni come il rapporto con la Fede, la ricerca della pace interiore e Il sovrannaturale ma anche se non sono cosi male per me rendono tutto piuttosto mediocre e solo la prima merita davvero di essere vista.
Anno: 2014-2024
Genere: Investigativo, Dramma
Episodi: 30
★★★ 😳 (solo la prima 😏)
Serie Antologica che mostra ad ogni stagione una coppia di protagonisti indagare su vari crimini. La prima stagione uscita nel 2014 è senza ombra di dubbio la migliore, la piu iconica e la piu memorabile, ideata e scritta da Nic Pizzolato la serie è ambientata nel caldo umido della Louisiana e offre una lunga e sudata indagine in cerca di un serial killer dove due amici detective si trovano praticamente in lotta contro il male del mondo ma anche contro i demoni che hanno dentro, per questo Il Rust Cohle di Matthew McConaughey è un personaggio fantastico ed è una goduria vederlo tormentato dai sensi di colpa e sempre piu ossessionato dalla cupa indagine. Una serie che ha fatto il botto per qualità e resterà per sempre tra le piu belle di quel periodo ma poi è arrivata la seconda stagione nel 2015 che ha provato in modo frettoloso a ricatturare il successo della prima utilizzando un altro cast di attori, specie Colin Farrell ci prova in tutti i modi a farla funzionare ma l'ambientazione urbana non convince, l'indagine e gli intrighi sono poco interessanti e gli stessi personaggi non riescono a colpire risultando in un grande pasticcio. La terza Stagione nel 2017 è piu godibile per come riprende l'idea originale dell indagine emotiva di coppia e funziona molto Mahershala Ali che guida benissimo la storia e mi piace l'idea di ricostruire l'indagine attraverso i ricordi frammentati di un uomo anziano offrendo cosi momenti e scene oniriche molto fascinose. La quarta stagione nel 2024 invece prova ad essere una versione speculare della prima con l'ambientazione buia e glaciale dell Alaska e con protagoniste due poliziotte forti, Jodie Foster brilla molto e qualche elemento è carino e piacevole come delle visioni sovrannaturali di fantasmi o è inquietantissimo il gruppo di cadaveri congelati tutti insieme ma la trama è scritta male e finisce anche in modo banale giustificando piu di un omicidio con il solito falso femminismo ruffiano che vuole usare la scusa della vendetta di genere contro i maschi. Alla fine è stato un errore farne una serie Antologica perché cosi le stagioni successive hanno sempre dovuto confrontarsi sull'immensa qualità della prima, la terza e la quarta possiedono di certo qualche elemento interessante e resta una tematica di fondo comune tra le varie stagioni come il rapporto con la Fede, la ricerca della pace interiore e Il sovrannaturale ma anche se non sono cosi male per me rendono tutto piuttosto mediocre e solo la prima merita davvero di essere vista.
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Antologia,
HBO,
Investigativo,
Serie Tv,
Thriller
4 novembre 2022
Cabinet of Curiosities
Recensione Serie Tv
Anno: 2022
Showrunner: Guilliermo del Toro
Genere: Horror
Episodi: 8
★★★ 😳
Serie tv antologica dove Gulliermo del Toro presenta varie storie dell orrore dirette da talentuosi registi. Uno show creato dal Famoso Regista messicano che esprime tutta la sua passione e il fascino per l'Horror e per la direzione artistica, non a caso i registi delle storie vengono presentati insieme all opera come a sottolineare la forte libertà e impronta autoriale di questi mini-film con effetti visivi che non si vergognano di mostrare violenza, sangue e mostri schifosi, e il bello dello show è anche nella massiccia figura di Del Toro che all inizio presenta queste storie tirando fuori un particolare oggetto chiave da questa speciale credenza e cosi come facevano Rod Serling di Twilight zone o Alfred Hitchcock la presentazione del tutto ha un sottile valore aggiunto e si sente un fascino di insieme alle tante storie separate. La scrittura è molto classica e da vita ai problemi e ai vizi dei protagonisti che si trovano ad affrontare l'orrore che hanno nella mente, cosi tanto classica che direi quasi banale per come c'è troppo moralismo di fondo e i protagonisti vengono sempre puniti con la morte e lo spavento, La prima storia non è male e mostra un bifolco razzista in cerca di soldi trovare i segreti di un nazista, la seconda mi è piaciuta di piu e mostra un goffo razziatore di tombe finire in antica tomba piena di topi, ma è la terza di David Prior quella che davvero mi ha colpito e mostra un medico malato terminale fare un Autopsia di un misterioso crimine, l'indagine ha atmosfere alla X-files e mostra bene l'approccio coraggioso alla morte. Un Peccato che dopo tanta qualità la quarta storia fa colare a picco l'intero show, è una storia su una timida donna ossessionata da prodotti di bellezza ed è la fiera della stupidera, la recitazione troppo esagerata, l'episodio troppo lungo, il marito un idiota e il messaggio moralista molto forzato, stessa cosa per il quinto episodio che mostra l'ossessione di un pittore per dipinti satanici, la storia prova ad essere lovecraftiana cercando di mischiare le follie della mente con le differenze socio economiche e la censura ma non si sentono le atmosfere giuste e il tutto appare molto pigro e scialbo. La sesta storia si riprende e mostra un uomo ossessionato dalla morte della sorellina e cerca un modo per raggiungerla attraverso la droga, tutto è molto semplice ma almeno i temi dell incapacità di accettare la morte funzionano e la presenza di una spaventosa strega intrattiene, il settimo è invece il solito trip arthouse di Panos Cosmatos che è visivamente interessante ma anche un insieme di supercazzole molto soporifero che cerca male di parlare del pericolo della droga e infine l'ottavo è una lenta e noiosa elaborazione dell lutto di una donna attraverso fantasmi e lo studio degli uccelli che spacca le balle per quanto è noiosa. Nel complesso quindi come ogni antologia ci sono storie migliori di altre e il tutto soffre dei problemi di ritmo con episodi dalla lunghezza eccessiva e pieni di quell insopportabile cliché dei "sogni spaventosi" che non portano a niente, un peccato poi che la qualità dei primi non è paragonabile all qualità degli ultimi e cosi il tutto è un grazioso pacchetto horror con qualche idea visiva interessante ma che fatica ad impressionare sul serio.
Anno: 2022
Showrunner: Guilliermo del Toro
Genere: Horror
Episodi: 8
★★★ 😳
Serie tv antologica dove Gulliermo del Toro presenta varie storie dell orrore dirette da talentuosi registi. Uno show creato dal Famoso Regista messicano che esprime tutta la sua passione e il fascino per l'Horror e per la direzione artistica, non a caso i registi delle storie vengono presentati insieme all opera come a sottolineare la forte libertà e impronta autoriale di questi mini-film con effetti visivi che non si vergognano di mostrare violenza, sangue e mostri schifosi, e il bello dello show è anche nella massiccia figura di Del Toro che all inizio presenta queste storie tirando fuori un particolare oggetto chiave da questa speciale credenza e cosi come facevano Rod Serling di Twilight zone o Alfred Hitchcock la presentazione del tutto ha un sottile valore aggiunto e si sente un fascino di insieme alle tante storie separate. La scrittura è molto classica e da vita ai problemi e ai vizi dei protagonisti che si trovano ad affrontare l'orrore che hanno nella mente, cosi tanto classica che direi quasi banale per come c'è troppo moralismo di fondo e i protagonisti vengono sempre puniti con la morte e lo spavento, La prima storia non è male e mostra un bifolco razzista in cerca di soldi trovare i segreti di un nazista, la seconda mi è piaciuta di piu e mostra un goffo razziatore di tombe finire in antica tomba piena di topi, ma è la terza di David Prior quella che davvero mi ha colpito e mostra un medico malato terminale fare un Autopsia di un misterioso crimine, l'indagine ha atmosfere alla X-files e mostra bene l'approccio coraggioso alla morte. Un Peccato che dopo tanta qualità la quarta storia fa colare a picco l'intero show, è una storia su una timida donna ossessionata da prodotti di bellezza ed è la fiera della stupidera, la recitazione troppo esagerata, l'episodio troppo lungo, il marito un idiota e il messaggio moralista molto forzato, stessa cosa per il quinto episodio che mostra l'ossessione di un pittore per dipinti satanici, la storia prova ad essere lovecraftiana cercando di mischiare le follie della mente con le differenze socio economiche e la censura ma non si sentono le atmosfere giuste e il tutto appare molto pigro e scialbo. La sesta storia si riprende e mostra un uomo ossessionato dalla morte della sorellina e cerca un modo per raggiungerla attraverso la droga, tutto è molto semplice ma almeno i temi dell incapacità di accettare la morte funzionano e la presenza di una spaventosa strega intrattiene, il settimo è invece il solito trip arthouse di Panos Cosmatos che è visivamente interessante ma anche un insieme di supercazzole molto soporifero che cerca male di parlare del pericolo della droga e infine l'ottavo è una lenta e noiosa elaborazione dell lutto di una donna attraverso fantasmi e lo studio degli uccelli che spacca le balle per quanto è noiosa. Nel complesso quindi come ogni antologia ci sono storie migliori di altre e il tutto soffre dei problemi di ritmo con episodi dalla lunghezza eccessiva e pieni di quell insopportabile cliché dei "sogni spaventosi" che non portano a niente, un peccato poi che la qualità dei primi non è paragonabile all qualità degli ultimi e cosi il tutto è un grazioso pacchetto horror con qualche idea visiva interessante ma che fatica ad impressionare sul serio.
10 novembre 2021
The French Dispatch
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Wes Anderson
Genere: commedia, Nostalgico
★★★ 😳
Tre giornalisti narrano tre storie per l'ultimo numero del loro giornale. Wes Anderson ritorna al suo marcato e unico stile in questo film Antologico che omaggia il cinema francese e delizia con la sua dolce tecnica e i suoi brillanti tecnicismi ma piu prosegue e piu lascia un po' con l'amaro in bocca, è il probema sopratutto delle storie antologiche, te ne piace una e poi finisci per non essere preso da un altra e perdi interesse, qua la prima storia di un prigioniero artista mi aveva proprio catturato, c'è un fantastico e tenero Benicio del Toro che fa tormentato assassino pittore e una Léa Seydoux bellissima che si mostra nuda esplodendo come una bomba atomica e cattura anche in divisa, stavo amando molto la vicenda e poi Puf! spariti, e si passa ad un odioso Timothée Chalamet con un piatto omaggio della new wave francese con effimeri litigi d'amore politici che sanno molto di vuota parodia che sbeffeggia e svilisce il passato dell impegno politico, la terza storia che parla di un rapimento è pure carina e tutto è infiocchettato bene in una quarta storia intorno a questo giornale ma resta la sensazione di insoddisfazione con una serie di "simpatiche vignette" che non si amalgamano bene e non lasciano un forte impatto. Tecnicamente resta impressionante e anzi Anderson non si fossilizza mai dietro al suo collaudato stile teatrale ma prova nuove idee, varia continuamente l'offerta registica durante il film che si butta spesso nel bianco e nero con colori che arrivano a sorpresa per colpire, Splitscreen, rotazioni di un tavolo, pov di bicicletta, sottotitoli speciali da rivista, scene animate, carrelli di freeze frame con attori che fingono di stare fermi, insomma sono tre corti dove c'è tanto da ammirare ma poco da ricordare, Anderson è un chirurgo esperto, l'operazione stilistica è riuscita ma il paziente è morto.
Anno: 2021
Regia: Wes Anderson
Genere: commedia, Nostalgico
★★★ 😳
Tre giornalisti narrano tre storie per l'ultimo numero del loro giornale. Wes Anderson ritorna al suo marcato e unico stile in questo film Antologico che omaggia il cinema francese e delizia con la sua dolce tecnica e i suoi brillanti tecnicismi ma piu prosegue e piu lascia un po' con l'amaro in bocca, è il probema sopratutto delle storie antologiche, te ne piace una e poi finisci per non essere preso da un altra e perdi interesse, qua la prima storia di un prigioniero artista mi aveva proprio catturato, c'è un fantastico e tenero Benicio del Toro che fa tormentato assassino pittore e una Léa Seydoux bellissima che si mostra nuda esplodendo come una bomba atomica e cattura anche in divisa, stavo amando molto la vicenda e poi Puf! spariti, e si passa ad un odioso Timothée Chalamet con un piatto omaggio della new wave francese con effimeri litigi d'amore politici che sanno molto di vuota parodia che sbeffeggia e svilisce il passato dell impegno politico, la terza storia che parla di un rapimento è pure carina e tutto è infiocchettato bene in una quarta storia intorno a questo giornale ma resta la sensazione di insoddisfazione con una serie di "simpatiche vignette" che non si amalgamano bene e non lasciano un forte impatto. Tecnicamente resta impressionante e anzi Anderson non si fossilizza mai dietro al suo collaudato stile teatrale ma prova nuove idee, varia continuamente l'offerta registica durante il film che si butta spesso nel bianco e nero con colori che arrivano a sorpresa per colpire, Splitscreen, rotazioni di un tavolo, pov di bicicletta, sottotitoli speciali da rivista, scene animate, carrelli di freeze frame con attori che fingono di stare fermi, insomma sono tre corti dove c'è tanto da ammirare ma poco da ricordare, Anderson è un chirurgo esperto, l'operazione stilistica è riuscita ma il paziente è morto.
6 ottobre 2021
Marvel - What if?
Recensione serie Animata
Anno: 2021
Showrunner: A.C. Bradley
Genere: Fantascienza, Supereroico
Episodi: 18
★★★ 😏
Entità divina chiamata "l'Osservatore" presenta allo spettatore diversi mondi alternativi dell MCU leggermente diversi da quelli che conosciamo. Un divertente esperimento animato che propone una serie di varianti delle storie di questo universo Marvel e nella prima stagione vediamo l'Agente Carter che diventa super soldato al posto di Steve rogers, un t'challa che cresce nello spazio e diventa starlord, dr strange che cade nel lato oscuro o un thor piu scemo e festaiolo mentre nella seconda si mostra un avventura cyber-noir con Nebula che entra nei novacorps, degli avengers alternativi che affrontano negli anni 80 un giovane starlord e suo padre o un simpatico episodio natalizio in stile die hard dove happy hogan salva il natale diventando un hulk viola. In questo modo la serie gioca e diverte con varianti degli scenari principali un po' come un bambino giocherebbe con i giocattoli che possiede e piu che per la profondità delle narrative che presenta la serie funziona come simpatico esperimento di gigantesco rimpasto e minestrone adatto ai FAN che amano gia questo mondo. Ma è un peccato che le storie alternative falliscono a costruire veri scenari ipotetici del canone che conosciamo, anzi spesso non sono neanche scenari ipotetici e si spacca la premessa per presentare chiari universi paralleli del multiverso forzando una domanda da "What if?" che nessuno si sarebbe mai fatto come l'episodio dove nativi americani ottengono i super poteri, uno dove lottano orda di zombie o uno dove gli avengers si formano nel 1600, poi non amo come i nuovi personaggi che presenta sono fin troppo bravi e invincibili rispetto ai vecchi, appaiono troppe incongruenze e buchi di trama con le storie narrate nei film da cui si basano e viene usato troppo spesso il trucchetto di far morire gli Avengers principali per facile shock. Comunque il tutto sa divertire, nella prima stagione molto bello l'episodio del Dr strange malvagio, tamarrissimo è lo scontro finale contro un super ultron e poi la seconda stagione è anche superiore in qualità della prima, le animazioni 3D vanno a scatti ma non sono affatto male, e alcune varianti di personaggi mi sono davvero piaciute come la super Agente Carter che è quasi l'icona dello show, certo tutto è decisamente un leggero spin-off satellite adatto solo ai fan piu accaniti ma la struttura antologica crea un variegato pacchetto di eventi a tema Marvel.
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MCU - il marvel cinematic universe
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superserie
5 ottobre 2021
Star Wars - Visions
Recensione Serie Animata
Anno: 2021
Genere: Sci-Fantasy, Antologico
Episodi: 27
★★★ 😏
Star Wars Vision è una Collezione di Corti a tema guerre stellari data in mano a vari studi di animazione per leggere la storica saga attraverso nuovi sguardi mischiando sensibilità d'oriente a quelle d'occidente. Un operazione che ammiro per come aiuta a variare gli stili artistici e gli approcci narrativi in un universo troppo fossilizzato a riproporre la solita minestra e cosi la varietà dell'offerta è piuttosto ricca di contentuti e si mostrano figosi cacciatori di taglie, spade laser, dolci robottini, folle esagerazioni, tanti stili di animazione diversi dal 3D alla tenera stop-motion, e poi ovviamente ci sono i cavalieri jedi e i Sith con l'eterno scontro tra lato chiaro e scuro. Ed è bello come tutto inizia in bianco e nero omaggiando i film di samurai con un figoso cacciatore di sith, divertente è l'esagerata follia dei gemelli dello studio Trigger del terzo episodio, intriga la misteriosa riunione di un gruppo di Jedi, bello l'omaggio a Tezuka del sesto episodio ed interessanti sono le ambiguità morali del nono, nella seconda stagione invece è stupendo l'episodio "sith" d'apertura con uno straordinario gioco di colori, è pieno di emozioni ed è animato da dio quello dove una danzatrice ritrova il figlio perduto o è molto politico quello dove degli schiavi minatori restano bloccati in un grosso buco, e tra i vari episodi della terza quello che piu mi ha colpito è l'ultimo per come è una totale follia sensoriale arthouse che spacca tutti gli schemi e mostra le sensazioni di un soldato imperiale durante l'infernale attacco alla death star. Insomma c'è tanta qualità e talento da ammirare ma non tutti gli episodi meritano di essere visti, restano i problemi delle serie antologiche e nonostante alcuni personaggi ritornano manca una storia generale che le colleghi tutte insieme, cosi come anche i toni variano molto e un episodio può apparire maturo e affascinante mentre un altro è una totale stupidata per bambini piuttosto noiosa, a parte questo nell insieme è una serie che ha un suo valore e offre un paio di momenti davvero incredibili cosi la consiglio a tutti i fan di star wars e in generale agli amanti dell animazione.
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1 dicembre 2018
The Ballad of Buster Scruggs
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Joel & Ethan Coen (+)
Genere: Western, Dark Comedy
★★★★ 😇
Antologia di sei storie western che attraverso una comicità nera riflettono sulla natura ciclica della Vita e della Morte. Tornano i Coen in grande stile con un titolo divertente e piuttosto piacevole che omaggia Il genere sia in modo classico che in modo moderno, infatti tante sono le citazioni Meta che associano l'evoluzione dei Western al ciclo della vita, ma nonostante in apparenza regna il cinismo ogni storia offre allo spettatore un valore Morale da preferire rispetto ad un altro, cosi l'arroganza e il crimine paga... o forse no, l'arte è solo un altro modo per poter guadagnare ma anche un tragico mezzo per esprimere la propria condizione umana, la natura è terra fertile da conquisare con il duro lavoro ma l'uomo non deve mai tradire l'equilibrio con essa, si mostra l'importanza della fede nei momenti di crisi e infine si descrive la paurosa prospettiva della morte stessa, con la vita che è un viaggio che non offre nessun chiaro significato. Molto bello l'approccio narrativo "da libro" quasi in stile Classico disney, spuntano ogni tanto due o tre canzoni piacevoli da sentire, La recitazione di tutti è Ottima, sia dei protagonisti che dei personaggi secondari, anche un cameo di pochi secondi ha quella faccia o espressione esilarante che colpisce, i panorami ti mostrano il west a 360 gradi saltando da un film all altro, cosi ecco la bellezza del deserto del new mexico, la monument valley, i panorami rigogliosi pieni di verde o le magiche montagne innevate, tutti paesaggi fantastici da vedere e respirare. Ovviamente essendo un antologia c'è sempre il rischio che qualche episodio sia superiore a qualcun altro, qua io ho visto un crescendo di qualità per la prima ora con la storia del minatore che è la mia preferita, ma poi la seconda ora crolla e tutto diventa troppo prolisso e non all altezza dei primi episodi, anzi l'episodio della ragazza l'ho quasi odiato, un peccato perché fino a quel punto il film era praticamente perfetto, certo c'è qualche montaggio frettoloso e l'angioletto alla looney toons potevano realizzarlo meglio ma per il resto la prima parte l'ho davvero amata e piu che un antologia avrei voluto un intero film intorno alle pazze avventure di Buster scruggs, del minatore Tom waits e del pasticcione James franco, comunque nel complesso è un solido pacchetto, sento che molti avrebbero preferito una serie ma secondo me la struttura filmica resta la piu potente, sopratutto in questo caso dove la somma è superiore al valore delle singole parti.
Anno: 2018
Regia: Joel & Ethan Coen (+)
Genere: Western, Dark Comedy
★★★★ 😇
Antologia di sei storie western che attraverso una comicità nera riflettono sulla natura ciclica della Vita e della Morte. Tornano i Coen in grande stile con un titolo divertente e piuttosto piacevole che omaggia Il genere sia in modo classico che in modo moderno, infatti tante sono le citazioni Meta che associano l'evoluzione dei Western al ciclo della vita, ma nonostante in apparenza regna il cinismo ogni storia offre allo spettatore un valore Morale da preferire rispetto ad un altro, cosi l'arroganza e il crimine paga... o forse no, l'arte è solo un altro modo per poter guadagnare ma anche un tragico mezzo per esprimere la propria condizione umana, la natura è terra fertile da conquisare con il duro lavoro ma l'uomo non deve mai tradire l'equilibrio con essa, si mostra l'importanza della fede nei momenti di crisi e infine si descrive la paurosa prospettiva della morte stessa, con la vita che è un viaggio che non offre nessun chiaro significato. Molto bello l'approccio narrativo "da libro" quasi in stile Classico disney, spuntano ogni tanto due o tre canzoni piacevoli da sentire, La recitazione di tutti è Ottima, sia dei protagonisti che dei personaggi secondari, anche un cameo di pochi secondi ha quella faccia o espressione esilarante che colpisce, i panorami ti mostrano il west a 360 gradi saltando da un film all altro, cosi ecco la bellezza del deserto del new mexico, la monument valley, i panorami rigogliosi pieni di verde o le magiche montagne innevate, tutti paesaggi fantastici da vedere e respirare. Ovviamente essendo un antologia c'è sempre il rischio che qualche episodio sia superiore a qualcun altro, qua io ho visto un crescendo di qualità per la prima ora con la storia del minatore che è la mia preferita, ma poi la seconda ora crolla e tutto diventa troppo prolisso e non all altezza dei primi episodi, anzi l'episodio della ragazza l'ho quasi odiato, un peccato perché fino a quel punto il film era praticamente perfetto, certo c'è qualche montaggio frettoloso e l'angioletto alla looney toons potevano realizzarlo meglio ma per il resto la prima parte l'ho davvero amata e piu che un antologia avrei voluto un intero film intorno alle pazze avventure di Buster scruggs, del minatore Tom waits e del pasticcione James franco, comunque nel complesso è un solido pacchetto, sento che molti avrebbero preferito una serie ma secondo me la struttura filmica resta la piu potente, sopratutto in questo caso dove la somma è superiore al valore delle singole parti.
Tags:
4stelle,
Antologia,
Dark-Comedy,
Film,
Western
30 ottobre 2018
Creepshow
Recensione Film
Anno: 1982
Regia: George A. Romero
Genere: Horror, Antologia, Commedia
★★★ 😖
Antologia di Sei Corti Horror pieni di un vendicativo cinismo Comico. il Film è un omaggio ai quei fumetti horror censurati negli anni 50 ritenuti spazzatura e utilizza colori accesi, transizioni e animazioni per offrire lo stesso tipo di esperienza che si provava a leggerli, ma per quanto si ammiri quest approccio "fumettoso" il tutto appare un po' troppo amatoriale e invecchiato male. E come ogni antologia c'è sempre un netto calo di qualità tra le storie con alcune che funzionano meglio di altre, ad esempio ho apprezzato quella del marito vendicativo e della cassa sotto le scale ma il nonno zombie, la meteora aliena e la paranoia degli scarafaggi mi sembrano invece piuttosto generiche e poco ispirate, oltre al fatto che sono tutte piuttosto telefonate e prevedibili, ma comunque gli effetti sono buoni e tutto sommato come pacchetto di storie dell orrore il film riesce a funzionare. Piu che paura il film offre del "malato" divertimento quando arriva il mostro di turno, è quasi una fantasia vendicativa verso la cruda realtà, ed è uno spasso vedere gli attori esagerare le espressioni facciali, bocche aperte, occhi spalancati, recitazione over the top, insomma è un orrore giocoso che non si prende sul serio e gioca molto con le ipocrisie e le arroganze dell umanità, proprio per questo quello della cassa è forse il migliore per profondità narrativa ma mi ha molto colpito la profonda e complessa interpretazione di Leslie Nielsen che nel suo ruolo di super bastardo riccone riesce ad essere spettacolare e memorabile, anzi lui è forse l'unica vera cosa memorabile dell intero film.
Anno: 1982
Regia: George A. Romero
Genere: Horror, Antologia, Commedia
★★★ 😖
Antologia di Sei Corti Horror pieni di un vendicativo cinismo Comico. il Film è un omaggio ai quei fumetti horror censurati negli anni 50 ritenuti spazzatura e utilizza colori accesi, transizioni e animazioni per offrire lo stesso tipo di esperienza che si provava a leggerli, ma per quanto si ammiri quest approccio "fumettoso" il tutto appare un po' troppo amatoriale e invecchiato male. E come ogni antologia c'è sempre un netto calo di qualità tra le storie con alcune che funzionano meglio di altre, ad esempio ho apprezzato quella del marito vendicativo e della cassa sotto le scale ma il nonno zombie, la meteora aliena e la paranoia degli scarafaggi mi sembrano invece piuttosto generiche e poco ispirate, oltre al fatto che sono tutte piuttosto telefonate e prevedibili, ma comunque gli effetti sono buoni e tutto sommato come pacchetto di storie dell orrore il film riesce a funzionare. Piu che paura il film offre del "malato" divertimento quando arriva il mostro di turno, è quasi una fantasia vendicativa verso la cruda realtà, ed è uno spasso vedere gli attori esagerare le espressioni facciali, bocche aperte, occhi spalancati, recitazione over the top, insomma è un orrore giocoso che non si prende sul serio e gioca molto con le ipocrisie e le arroganze dell umanità, proprio per questo quello della cassa è forse il migliore per profondità narrativa ma mi ha molto colpito la profonda e complessa interpretazione di Leslie Nielsen che nel suo ruolo di super bastardo riccone riesce ad essere spettacolare e memorabile, anzi lui è forse l'unica vera cosa memorabile dell intero film.
Tags:
Antologia,
Film,
Horror,
Stephen King
10 agosto 2018
Lanterna Verde: I Cavalieri di Smeraldo
Recensione Film Animato
Anno: 2011
Regia: L. Montgomery, Jay Oliva, C. Berkeley
Genere: Cinefumetto
★★★ 😏
Durante una grave crisi che minaccia il loro pianeta Hal Jordan racconta ad una giovane allieva Varie Storie sulle Lanterne. Praticamente un Film Antologico che descrive le Lanterne verdi in modo romantico ed epico come eroi spaziali cavallereschi, cinque storie separate che insieme a quella principale elogiano il valore di questo corpo Leggendario di supereroi, e il film visivamente mi piace, le animazioni sorprendono e l'azione intrattiene, alcune battaglie sono davvero figose e hanno uno stile che mi ha ricordato un po' quello degli ANIME. Insomma mi è piaciuto, di sicuro L'idea di mostrare le lanterne come un gruppo unito e compatto funziona molto bene ma finisce per essere un altro titolo dove la somma è inferiore alle singole parti, Il problema del film è proprio la sua struttura antologica che frammenta e indebolisce la storia principale, in questo modo le storie prese singolarmente sono ottime ma nell insieme non si amalgamano nel modo migliore e viene spesso da chiedersi quale sia il senso di focalizzarsi su questi personaggi, avrei decisamente preferito una storia di gruppo piu che un antologia, oppure un rapporto piu stretto tra questi episodi e la trama principale per dare maggiore valore ed epicità all intera vincenda.
Post Correlati:
Green Lantern: First Flight (2009)
Anno: 2011
Regia: L. Montgomery, Jay Oliva, C. Berkeley
Genere: Cinefumetto
★★★ 😏
Durante una grave crisi che minaccia il loro pianeta Hal Jordan racconta ad una giovane allieva Varie Storie sulle Lanterne. Praticamente un Film Antologico che descrive le Lanterne verdi in modo romantico ed epico come eroi spaziali cavallereschi, cinque storie separate che insieme a quella principale elogiano il valore di questo corpo Leggendario di supereroi, e il film visivamente mi piace, le animazioni sorprendono e l'azione intrattiene, alcune battaglie sono davvero figose e hanno uno stile che mi ha ricordato un po' quello degli ANIME. Insomma mi è piaciuto, di sicuro L'idea di mostrare le lanterne come un gruppo unito e compatto funziona molto bene ma finisce per essere un altro titolo dove la somma è inferiore alle singole parti, Il problema del film è proprio la sua struttura antologica che frammenta e indebolisce la storia principale, in questo modo le storie prese singolarmente sono ottime ma nell insieme non si amalgamano nel modo migliore e viene spesso da chiedersi quale sia il senso di focalizzarsi su questi personaggi, avrei decisamente preferito una storia di gruppo piu che un antologia, oppure un rapporto piu stretto tra questi episodi e la trama principale per dare maggiore valore ed epicità all intera vincenda.
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Green Lantern: First Flight (2009)
Tags:
Animazione,
Antologia,
Cinefumetto,
DC,
LanternaVerde
3 luglio 2017
FANTOZZI
Recensione Film
Anno: 1975
Regia: Luciano Salce
Genere: Commedia, Satira sociale
★★★★★ 😄
Fantozzi è un impiegato che vive un esistenza tragica, Una commedia episodica strutturata in dieci storie che ci mostrano l'umile vita di un uomo qualunque, in un epoca dove si parlava continuamente solo della classe operaia, Villaggio crea una satira sociale che punta alla classe media ed il loro conflittuale rapporto con la classe dirigente, lui rappresenta tutti gli Impiegati maltattati e sfruttati che nonostante tutto restano Servili per mantenere il posto, anzi sognando una ricompensa, perennemente affascinati dal impenetrabile mondo altoborghese. Il film Ha molte ispirazioni, dal cinema muto ai corti animati come Quelli di PIPPO o i sofisticati film comici francesi, c'è comicita visuale e leggendarie storpiature del linguaggio (batti lei?) ma non è comunque nella tecnica che sta la qualità ma è piu nel sarcasmo, nel taglio puramente sadico e masochista del film, si ride di Lui, si ride con Lui, si ride per Lui, e grazie agli eventi surreali come le visioni mistiche, il distributore inequo o le Nuvole vendicative si crea perfettamente una situazione che sottolinea la pietosa e ingiusta condizione umana. Si apre con lui letteralmente murato vivo nel suo lavoro, Costretto a lavorare in un sottoscala, distrutto ogni giorno da una corsa olimpionica per timbrare il cartellino, un lavoro stressante da cui cerca un evasione ma è un svago sempre patetico e inadatto, lui visita dei mondi che non sono il suo, che non gli appartengono, la leggendaria patetica partita di calcetto è esemplare nel suo essere cosi una tragica iperbola di chi cerca fallendo di divertirsi, cosi come andare in campeggio, sciare, il cenone di fine anno, il tennis si rivelano solo altri disastri per un uomo che fa sempre qualcosa di gruppo che non ama veramente. L'episodio che piu mi colpisce e l'apice del film è senza dubbio quello del biliardo, dove il direttore regala bonus e promozioni solo a chi perde, fantozzi si allena di nascosto, viene umiliato dall arrogante autorità che si sente forte della sua posizione ma all ennesimo insulto, all ennesima umiliazione, allo sguardo della moglie piangente non ce la fa piu e scatta l'orgoglio italiano, umilia il suo datore di lavoro in modo magistrale anche a costo di reiterare la sua codizione di sottomesso. Nel finale Fantozzi cerca il riscatto, si avvicina all comunismo e finisce per avere l'incontro con la divinità, il mega direttore Galattico, che lo convince a buone e liturgiche parole che non c'è alcuna differenza fra i due, e che la vera felicità e continuare ad essere schiavo del sistema. Un finale perfetto e I seguiti renderanno sempre piu piatta la satira sociale per far posto a della pigra commedia ma il primo resta Un puro classico italiano, un CULT, un mito e lo ricorderemo per sempre cosi. Addio ragioniere!
Anno: 1975
Regia: Luciano Salce
Genere: Commedia, Satira sociale
★★★★★ 😄
Fantozzi è un impiegato che vive un esistenza tragica, Una commedia episodica strutturata in dieci storie che ci mostrano l'umile vita di un uomo qualunque, in un epoca dove si parlava continuamente solo della classe operaia, Villaggio crea una satira sociale che punta alla classe media ed il loro conflittuale rapporto con la classe dirigente, lui rappresenta tutti gli Impiegati maltattati e sfruttati che nonostante tutto restano Servili per mantenere il posto, anzi sognando una ricompensa, perennemente affascinati dal impenetrabile mondo altoborghese. Il film Ha molte ispirazioni, dal cinema muto ai corti animati come Quelli di PIPPO o i sofisticati film comici francesi, c'è comicita visuale e leggendarie storpiature del linguaggio (batti lei?) ma non è comunque nella tecnica che sta la qualità ma è piu nel sarcasmo, nel taglio puramente sadico e masochista del film, si ride di Lui, si ride con Lui, si ride per Lui, e grazie agli eventi surreali come le visioni mistiche, il distributore inequo o le Nuvole vendicative si crea perfettamente una situazione che sottolinea la pietosa e ingiusta condizione umana. Si apre con lui letteralmente murato vivo nel suo lavoro, Costretto a lavorare in un sottoscala, distrutto ogni giorno da una corsa olimpionica per timbrare il cartellino, un lavoro stressante da cui cerca un evasione ma è un svago sempre patetico e inadatto, lui visita dei mondi che non sono il suo, che non gli appartengono, la leggendaria patetica partita di calcetto è esemplare nel suo essere cosi una tragica iperbola di chi cerca fallendo di divertirsi, cosi come andare in campeggio, sciare, il cenone di fine anno, il tennis si rivelano solo altri disastri per un uomo che fa sempre qualcosa di gruppo che non ama veramente. L'episodio che piu mi colpisce e l'apice del film è senza dubbio quello del biliardo, dove il direttore regala bonus e promozioni solo a chi perde, fantozzi si allena di nascosto, viene umiliato dall arrogante autorità che si sente forte della sua posizione ma all ennesimo insulto, all ennesima umiliazione, allo sguardo della moglie piangente non ce la fa piu e scatta l'orgoglio italiano, umilia il suo datore di lavoro in modo magistrale anche a costo di reiterare la sua codizione di sottomesso. Nel finale Fantozzi cerca il riscatto, si avvicina all comunismo e finisce per avere l'incontro con la divinità, il mega direttore Galattico, che lo convince a buone e liturgiche parole che non c'è alcuna differenza fra i due, e che la vera felicità e continuare ad essere schiavo del sistema. Un finale perfetto e I seguiti renderanno sempre piu piatta la satira sociale per far posto a della pigra commedia ma il primo resta Un puro classico italiano, un CULT, un mito e lo ricorderemo per sempre cosi. Addio ragioniere!
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