Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Alejandro G. Iñárritu
Genere: Satirico
★★★ 😰
Arrogante e goffo petroliere deve fare i conti con un disastro naturale che ha causato. Stratificato film satirico che in superficie sembra parlare di ambientalismo e fare il verso allo spirito menefregista americano ma poi rivela che è tutta una farsa che vuole spingere il pubblico a riflettere sul vero significato di questo ruffiano attacco alla maschera feticcio che viene facilmente odiata per sollevare tutti dalle nostre responsabilità. Per questo è un film che confonde, all inizio appare strano per come cerca in modo forzato di fare ridere con dialoghi chiari e didascalici ma in realtà tutto è piu complesso, merita una seria riflessione e di essere visto fino alla fine, la premessa sembra una generica parodia sul potere ma invece di arrufianarsi il pubblico di sinistra finisce per attaccarlo con un graffiante finale dove tutti sono esaltati applaudendo alla grande operazione artistica che è totalmente inutile e consolatoria, cosi si spinge a riflettere su quanto sia ormai troppo tardi, che gli artisti sono tutti pupazzi vanitosi egoisti e che l'arte è solo un altro mezzo del potere che finanzia la vuota satira per nascondere il vero dramma che stiamo vivendo. Tecnicamente il film ha un ottima messa in scena con stupende scenografie, bello come i colori desaturati richiamano al cinema di Roy Anderson, mi piace tantissimo il gatto pupazzoso, è di una goduria pazzesca il monologo al parlamento europeo con tutti che urlano e sbraitano e nonostante i dubbi iniziali Tom Cruise con ovvio mascherone in faccia se la cava bene in questo difficile e complesso ruolo e mi piace quanto il suo personaggio appare egoista e se ne frega dei problemi del mondo perché pensa solo alle sorti della figlia, ma di certo non è un film facile da vedere e tutto scorre piuttosto lento, ci sono troppi dialoghi pesanti e momenti urlati, capisco che è volutamente teatrale ma molte scene sono legnose e impostate dentro noiose stanze, e per quanto ammiro il coraggio di Cruise e Iñárritu per offrire qualcosa di piu complesso il film non riesce ad intrattenere sul serio, essendo nel concreto una decostruzione dell genere Satirico tutto fa poco ridere, l'approccio Meta è per certi versi molto paraculo e vive troppo dietro al peso del suo articolato messaggio per essere un film completamente riuscito.
2 ottobre 2026
18 agosto 2026
Camp Miasma
Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Jane Schoenbrun
Genere: Psicologico, Erotico
★★★ 😳
Giovane regista deve fare nuovo capitolo di uno slasher storico ma finisce sempre piu in un onirica riflessione sulla sua sessualità repressa. Uno Psico/Erotico che utilizza la meta-narrativa intorno al genere slasher per ribaltare le convenzioni e gli stilemi oppressivi in qualcosa di piu aperto e libero verso le pulsioni sessuali, infatti il genere da sempre è stato letto in chiave conservatore e bigotta che salvava chi era vergine (o quasi) e puniva con violenza i giovani che pensavano al sesso. E qua funziona Hannah Einbinder che super caruccia appare timidona all inizio ma diventa sempre piu bona e sexy, bella l'iconografia del killer con la maschera cubica, sono assurdi e ridicoli gli omicidi con esagerati fiumi e spruzzi di sangue, mi piacciono gli sfondi eterei e irreali che creano un'atmosfera magica, fa ridere il momento quando chiede il wi-fi, vengono i meta-brividi quando la Anderson parla del suo primo orgasmo, ottimo come lei si inventa le origini del killer in videoconferenza ribaltando ancora di piu la meta-narrazione in un gioco di specchi incrociati dove è il killer affamato il padrone e creatore dell universo quasi il simbolo dell cinema e della pulsione erotica. Ma per quanto ci sono molte cose che ho apprezzato sono stufo di questo tipo di meta-narrazioni che rimandano sempre a qualche altra saga o franchise e rifiutano la sincerità di una semplice nuova storia, ho trovato pessime le citazioni consapevoli a wes craven e agli stilemi degli horror che vengono usati senza vero amore per il genere e solo come pretesto per parlare d'altro, piu di un momento è fatto in modo spocchiosamente concettuale e teorico solo per il gusto di esserlo, Gillian Anderson esagera troppo a fare la femme fatale ammiccante e sa di finto e forzato, l'umorismo scemo stempera la tensione e rende tutto una grande farsa grottesca quando avrei preferito del vero e serio orrore onirico che entrava nei traumi piu repressi della mente e poi non capisco a quale pubblico il film sta cercando di parlare perché gli Slasher sono un genere morto da quasi 30 anni e la libertà sessuale è diventata una ovvietà per qualunque giovane. Nell insieme è un idea meta-erotica che ammiro per come ribalta e fonde l'uccisione filmica degli iconici killer alla libertà di un orgasmo senza inibizioni ma secondo me la trama non funziona perché non ha immediatezza e vive di troppe sovrastrutture cosi come il discorso è inutilmente articolato con uno stile di regia che si compiace troppo in modo vanitoso.
Anno: 2026
Regia: Jane Schoenbrun
Genere: Psicologico, Erotico
★★★ 😳
Giovane regista deve fare nuovo capitolo di uno slasher storico ma finisce sempre piu in un onirica riflessione sulla sua sessualità repressa. Uno Psico/Erotico che utilizza la meta-narrativa intorno al genere slasher per ribaltare le convenzioni e gli stilemi oppressivi in qualcosa di piu aperto e libero verso le pulsioni sessuali, infatti il genere da sempre è stato letto in chiave conservatore e bigotta che salvava chi era vergine (o quasi) e puniva con violenza i giovani che pensavano al sesso. E qua funziona Hannah Einbinder che super caruccia appare timidona all inizio ma diventa sempre piu bona e sexy, bella l'iconografia del killer con la maschera cubica, sono assurdi e ridicoli gli omicidi con esagerati fiumi e spruzzi di sangue, mi piacciono gli sfondi eterei e irreali che creano un'atmosfera magica, fa ridere il momento quando chiede il wi-fi, vengono i meta-brividi quando la Anderson parla del suo primo orgasmo, ottimo come lei si inventa le origini del killer in videoconferenza ribaltando ancora di piu la meta-narrazione in un gioco di specchi incrociati dove è il killer affamato il padrone e creatore dell universo quasi il simbolo dell cinema e della pulsione erotica. Ma per quanto ci sono molte cose che ho apprezzato sono stufo di questo tipo di meta-narrazioni che rimandano sempre a qualche altra saga o franchise e rifiutano la sincerità di una semplice nuova storia, ho trovato pessime le citazioni consapevoli a wes craven e agli stilemi degli horror che vengono usati senza vero amore per il genere e solo come pretesto per parlare d'altro, piu di un momento è fatto in modo spocchiosamente concettuale e teorico solo per il gusto di esserlo, Gillian Anderson esagera troppo a fare la femme fatale ammiccante e sa di finto e forzato, l'umorismo scemo stempera la tensione e rende tutto una grande farsa grottesca quando avrei preferito del vero e serio orrore onirico che entrava nei traumi piu repressi della mente e poi non capisco a quale pubblico il film sta cercando di parlare perché gli Slasher sono un genere morto da quasi 30 anni e la libertà sessuale è diventata una ovvietà per qualunque giovane. Nell insieme è un idea meta-erotica che ammiro per come ribalta e fonde l'uccisione filmica degli iconici killer alla libertà di un orgasmo senza inibizioni ma secondo me la trama non funziona perché non ha immediatezza e vive di troppe sovrastrutture cosi come il discorso è inutilmente articolato con uno stile di regia che si compiace troppo in modo vanitoso.
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Decostruzione,
Erotico,
Film,
Meta,
Slasher
28 luglio 2026
The Odyssey
Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Christopher Nolan
Genere: Dramma, Epico
★★★★ 😖
Re Ulisse deve tornare a casa per liberare il suo regno dagli odiosi pretendenti al trono. L'Odissea di Nolan vuole essere un epica moderna che mischia il blockbuster all'introspezione piu intima sulle conseguenze della Guerra ma nonostante i picchi di qualità e spettacolo nell'insieme non riesce a bilanciare nel modo giusto i vari toni e l'esagerata lunghezza lo fa apparire fin troppo pesante e compiaciuto. Ma tutto è pieno di grandi momenti e sono una goduria le scene dell'orrore davanti a Polifemo e Circe, molto bella l'iconografia di Agamennone mostrato con il suo grande ed imponente Elmo, fascinoso l'uso del sonoro e dei battiti per creare epicità, colpisce l'apparizione dei cavalieri giganti, ottimo il canto delle sirene con Ulisse che urla disperato, mi piace tantissimo il cavallo spiaggiato e come è mostrato l'inferno di viverci dentro, poi anche il cast secondario è buono e mi è piaciuto Tom Holland come figlio Telemaco, Anne Hathaway è una buona Penelope sofferente, le visioni di Zendaya sono un po' fastidiose ma poi hanno un loro senso nel finale, Robert Pattinson è viscido e odioso al punto giusto, Himesh Patel è un amabile vicecapitano, si soffre per il povero cane maltrattato e John Leguizamo è un bravo vecchio aiutante cieco. Ma le tante qualità del film sono stemperate da piccoli e grandi difetti che continuano a rovinare quanto mostrato, il montaggio crea scene troppo frettolose o troppo lente, molte scene sono ridondanti e ripetono piu volte le stesse cose, tutto è presentato con troppa pretenziosità e perde la semplicità classica, Matt Damon non convince come attore protagonista e non trasmette bene il peso del suo lungo viaggio, capisco l'idea di rendere tutto un'ambiguo racconto nel racconto dove la verità si perde nella leggenda e che Nolan ha reso un suo marchio stilistico le narrative non Lineari ma secondo me il film avrebbe funzionato meglio in modo lineare e non c'era bisogno di questo intreccio con noiosi racconti di quanto è accaduto in passato, specie non mi sono piaciute tutte le parti di Calypso con Ulisse smemorato che fa spiegoni di quello che gli è accaduto per come spezzano l'idea di avventura, anche gli elementi mitologici sembrano aggiunti quasi per obbligo e vanno in contrasto con il tono realistico presentato, i momenti da thriller del terzo atto fanno ridere e non mi è piaciuta la mattanza finale che invece di essere una chiusura chirurgica prova ad essere una scena tamarra d'action movie e sbrodola troppo risultando molto pasticciata. Comunque nonostante questi problemi funziona bene il senso di colpa di Ulisse e il tema centrale sulla legge universale dell accoglienza che insieme danno il giusto peso narrativo all intera storia che così risulta in una grande, grassa e spettacolare epica piena di tanti alti e bassi.
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Troy (2004)
Anno: 2026
Regia: Christopher Nolan
Genere: Dramma, Epico
★★★★ 😖
Re Ulisse deve tornare a casa per liberare il suo regno dagli odiosi pretendenti al trono. L'Odissea di Nolan vuole essere un epica moderna che mischia il blockbuster all'introspezione piu intima sulle conseguenze della Guerra ma nonostante i picchi di qualità e spettacolo nell'insieme non riesce a bilanciare nel modo giusto i vari toni e l'esagerata lunghezza lo fa apparire fin troppo pesante e compiaciuto. Ma tutto è pieno di grandi momenti e sono una goduria le scene dell'orrore davanti a Polifemo e Circe, molto bella l'iconografia di Agamennone mostrato con il suo grande ed imponente Elmo, fascinoso l'uso del sonoro e dei battiti per creare epicità, colpisce l'apparizione dei cavalieri giganti, ottimo il canto delle sirene con Ulisse che urla disperato, mi piace tantissimo il cavallo spiaggiato e come è mostrato l'inferno di viverci dentro, poi anche il cast secondario è buono e mi è piaciuto Tom Holland come figlio Telemaco, Anne Hathaway è una buona Penelope sofferente, le visioni di Zendaya sono un po' fastidiose ma poi hanno un loro senso nel finale, Robert Pattinson è viscido e odioso al punto giusto, Himesh Patel è un amabile vicecapitano, si soffre per il povero cane maltrattato e John Leguizamo è un bravo vecchio aiutante cieco. Ma le tante qualità del film sono stemperate da piccoli e grandi difetti che continuano a rovinare quanto mostrato, il montaggio crea scene troppo frettolose o troppo lente, molte scene sono ridondanti e ripetono piu volte le stesse cose, tutto è presentato con troppa pretenziosità e perde la semplicità classica, Matt Damon non convince come attore protagonista e non trasmette bene il peso del suo lungo viaggio, capisco l'idea di rendere tutto un'ambiguo racconto nel racconto dove la verità si perde nella leggenda e che Nolan ha reso un suo marchio stilistico le narrative non Lineari ma secondo me il film avrebbe funzionato meglio in modo lineare e non c'era bisogno di questo intreccio con noiosi racconti di quanto è accaduto in passato, specie non mi sono piaciute tutte le parti di Calypso con Ulisse smemorato che fa spiegoni di quello che gli è accaduto per come spezzano l'idea di avventura, anche gli elementi mitologici sembrano aggiunti quasi per obbligo e vanno in contrasto con il tono realistico presentato, i momenti da thriller del terzo atto fanno ridere e non mi è piaciuta la mattanza finale che invece di essere una chiusura chirurgica prova ad essere una scena tamarra d'action movie e sbrodola troppo risultando molto pasticciata. Comunque nonostante questi problemi funziona bene il senso di colpa di Ulisse e il tema centrale sulla legge universale dell accoglienza che insieme danno il giusto peso narrativo all intera storia che così risulta in una grande, grassa e spettacolare epica piena di tanti alti e bassi.
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Troy (2004)
Tags:
4stelle,
Decostruzione,
Film,
Peplum
27 novembre 2023
Napoleon
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Ridley Scott
Genere: Biopic, Guerra, Sentimentale
★★ 😩
Biopic che narra la vita e le imprese di Napoleone sottomesso all amore e alla voglia di dominare. Un film che inizia bene con la decapitazione di una nobile per segnare il violento periodo della rivoluzione, poi bello l'assalto al forte, mi piacciono alcune interazioni con la prima moglie, lo sparare sui manifestanti, lo strano sguardo alla mummia e c'è sempre una buona messa in scena e uso dei costumi con battaglie brutali e sanguinarie ma tristemente il tutto non funziona e appare freddo ed impersonale, la storia salta frettolosamente gli eventi uno dopo l'altro senza mai dare peso a quello che accade, cerca di incollare queste battaglie storiche con il sentimento della relazione turbolenta di Josephine ma il loro rapporto è troppo conflittuale e opportunistico e gli altri sono tutti rumore di fondo cosi il film manca di buoni personaggi con cui empatizzare e i rapporti d'amore diventano sono una scusa per intervallare e giustificare le battaglie campali, che di sicuro saranno brutali, lunghissime e dettagliate nella edizione estesa ma nella versione teatrale appaiono solo come noiosissime fredde scene da war-porn dove non capisci chi combatte chi, quali sono i personaggi in campo, quali sono le tattiche utilizzate e come si sono conclusi gli scontri. Poi a rovinare il tutto c'è la solita color-correction digitale di Scott che smerda ogni cosa con questi filtri spazzatura che scurissimi distruggono la fotografia e non ti fanno vedere niente con personaggi che nuotano in orribili grigi e blu, Joaquin Phoenix è bravo certo ma qua bisogna ammettere che non si è impegnato tantissimo, biascica, è svogliato, assonnato e non brilla minimamente come leader carismatico mentre Vanessa Kirby se lo mangia in bravura e mi è piaciuta particolarmente sia quando è sensuale ma anche nei momenti piu drammatici come la firma di divorzio. E lo strano umorismo nelle scene sentimentali fa capire che c'è la voglia di criticare la figura di Napoleone per farlo apparire come un patetico adolescente ma in verità la decostruzione dell figura storica è molto confusa e non sa neanche bene cosa dire contraddicendosi piu volte, è come se il film disperato volesse accontentare il pubblico amante della storia e delle battaglione spettacolari ma anche spingere sul piu cinico e moderno messaggio che gli uomini non hanno virtù ma questo approccio fallisce in entrambi i punti senza riuscire a dire niente nel concreto, c'è poi la questione della verità storica che chissene frega se fosse una rilettura artistica o irriverente ma qua tutto ha un approccio realistico con un impostazione seriosa che ha la pretesa di raccontare la verità oggettiva cosi fallisce quando poi sbaglia molti eventi e non mostra le vere luci ed ombre del personaggio, di come era contro le ideologie, per l'ordine, la legge, superstizioso, manipolatore, di come ha creato la pensione per i veterani, il suo codice, i diritti civili, era per la propietà privata, dittatore populista ma difensore delle libertà, questo film invece fa la facile conta dei morti finali per la banale moralizzazione sulle guerre, evolve male i personaggi, trita i maroni con le lettere narrate, fallisce a catturare lo spettatore e gioca con le pagine della storia sfogliandole velocemente per fare un vuoto spettacolino senza senso, il tutto mi ha annoiato parecchio, è un elefante in costume, una gigantesca noia boia.
Anno: 2023
Regia: Ridley Scott
Genere: Biopic, Guerra, Sentimentale
★★ 😩
Biopic che narra la vita e le imprese di Napoleone sottomesso all amore e alla voglia di dominare. Un film che inizia bene con la decapitazione di una nobile per segnare il violento periodo della rivoluzione, poi bello l'assalto al forte, mi piacciono alcune interazioni con la prima moglie, lo sparare sui manifestanti, lo strano sguardo alla mummia e c'è sempre una buona messa in scena e uso dei costumi con battaglie brutali e sanguinarie ma tristemente il tutto non funziona e appare freddo ed impersonale, la storia salta frettolosamente gli eventi uno dopo l'altro senza mai dare peso a quello che accade, cerca di incollare queste battaglie storiche con il sentimento della relazione turbolenta di Josephine ma il loro rapporto è troppo conflittuale e opportunistico e gli altri sono tutti rumore di fondo cosi il film manca di buoni personaggi con cui empatizzare e i rapporti d'amore diventano sono una scusa per intervallare e giustificare le battaglie campali, che di sicuro saranno brutali, lunghissime e dettagliate nella edizione estesa ma nella versione teatrale appaiono solo come noiosissime fredde scene da war-porn dove non capisci chi combatte chi, quali sono i personaggi in campo, quali sono le tattiche utilizzate e come si sono conclusi gli scontri. Poi a rovinare il tutto c'è la solita color-correction digitale di Scott che smerda ogni cosa con questi filtri spazzatura che scurissimi distruggono la fotografia e non ti fanno vedere niente con personaggi che nuotano in orribili grigi e blu, Joaquin Phoenix è bravo certo ma qua bisogna ammettere che non si è impegnato tantissimo, biascica, è svogliato, assonnato e non brilla minimamente come leader carismatico mentre Vanessa Kirby se lo mangia in bravura e mi è piaciuta particolarmente sia quando è sensuale ma anche nei momenti piu drammatici come la firma di divorzio. E lo strano umorismo nelle scene sentimentali fa capire che c'è la voglia di criticare la figura di Napoleone per farlo apparire come un patetico adolescente ma in verità la decostruzione dell figura storica è molto confusa e non sa neanche bene cosa dire contraddicendosi piu volte, è come se il film disperato volesse accontentare il pubblico amante della storia e delle battaglione spettacolari ma anche spingere sul piu cinico e moderno messaggio che gli uomini non hanno virtù ma questo approccio fallisce in entrambi i punti senza riuscire a dire niente nel concreto, c'è poi la questione della verità storica che chissene frega se fosse una rilettura artistica o irriverente ma qua tutto ha un approccio realistico con un impostazione seriosa che ha la pretesa di raccontare la verità oggettiva cosi fallisce quando poi sbaglia molti eventi e non mostra le vere luci ed ombre del personaggio, di come era contro le ideologie, per l'ordine, la legge, superstizioso, manipolatore, di come ha creato la pensione per i veterani, il suo codice, i diritti civili, era per la propietà privata, dittatore populista ma difensore delle libertà, questo film invece fa la facile conta dei morti finali per la banale moralizzazione sulle guerre, evolve male i personaggi, trita i maroni con le lettere narrate, fallisce a catturare lo spettatore e gioca con le pagine della storia sfogliandole velocemente per fare un vuoto spettacolino senza senso, il tutto mi ha annoiato parecchio, è un elefante in costume, una gigantesca noia boia.
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Bio-Pic,
Costume,
Decostruzione,
Film
25 luglio 2023
Barbie
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Greta Gerwig
Genere: Commedia
★★★ 😳
Barbie vive nel suo mondo plastico ma va in crisi esistenziale e parte per capire cosa vuole davvero. Basato sulla popolare bambola il film è un'eccentrica commedia che prova ad essere troppe cose, una sofisticata riflessione femminista sui ruoli di genere, un film di culto, un omaggio nostalgico ad un vecchio giocattolo, un'avventura fiabesca per ragazzine e un prodotto postmoderno consapevole, ma nessuno di questi approcci riesce a funzionare davvero e cosi il tutto resta piuttosto debole e mediocre. Registicamente non mi ha detto molto, certo le coloratissime scenografie sono ottime, mi piace la citazione a 2001 all inizio, toccante un momento quando le scende una lacrima colpita dalla cruda realtà e il classico incontro con il creatore ha un certo fascino mistico ma anche questa volta Margot Robbie come attrice non mi ha proprio convinto, pure Ryan Gosling è pessimo ma per come fa l'idiota tifavo per lui nonostante diventa sempre piu un egocentrico antagonista. Come commedia non mi ha fatto mai davvero ridere, troppo ridicolo e scemo all inizio e poi fin troppo pieno di Allusioni meta testuali molto pigre, le piu giovani si annoieranno presto con troppi dialoghi per adulti, gli elementi musical e surreali sono carini ma anche fiacchi e buttati un po' a caso senza stile e usati per ridicolizzare i maschi piu che le femmine, la riflessione femminista con i soliti ribaltamenti di ruoli vuole essere moderna ma è la fiera delle banalità in ogni sua forma, un modo patetico e forzato di parlare di emancipazione della donna e scontro con il maschi che finisce per non dire nulla di davvero importante e comunque ogni messaggio di valore va in contrasto con il fatto che tutto è nel profondo una pubblicità in favore del Marchio Barbie, il film può fingere di dire quello che vuole ma non attacca mai veramente il brand di cui fa parte, non decostruisce la bambola, non può spaccarla, distruggerla, renderla sovversiva in nessun modo, la storia per come punto su punto attacca ogni critica mossa negli anni alla figura di Barbie e si focalizza su una madre e figlia che riaccendono l'amore per il brand non fa altro che elogiare l'icona in modo corporativo, cosi ogni battuta metatestuale è solo falsamente consapevole e serve per nascondere il vero scopo del film che è quello di superare la crisi identitaria della bambola, farla tornare di nuovo POP e far galleggiare questo vecchio marchio pieno di stereotipi nella modernità ipercritica di oggi. Insomma nel complesso il tutto è una colorata pubblicità pseudo-femminista piena di quell'odiosa ironia auto-consapevole moderna che distrugge ogni tipo di sincerità, cosi finge all inizio di ridicolizzare l'idilliaco mondo plastico commerciale pieno di falsità, inequità e contraddizioni dove niente è reale ma poi ci ripensa, attacca in modo sessista l'egocentrismo maschile ignorando quello femminile e con follia ribadisce quanto pieno di valore sia il vecchio falso universo rosa di Barbie.
Anno: 2023
Regia: Greta Gerwig
Genere: Commedia
★★★ 😳
Barbie vive nel suo mondo plastico ma va in crisi esistenziale e parte per capire cosa vuole davvero. Basato sulla popolare bambola il film è un'eccentrica commedia che prova ad essere troppe cose, una sofisticata riflessione femminista sui ruoli di genere, un film di culto, un omaggio nostalgico ad un vecchio giocattolo, un'avventura fiabesca per ragazzine e un prodotto postmoderno consapevole, ma nessuno di questi approcci riesce a funzionare davvero e cosi il tutto resta piuttosto debole e mediocre. Registicamente non mi ha detto molto, certo le coloratissime scenografie sono ottime, mi piace la citazione a 2001 all inizio, toccante un momento quando le scende una lacrima colpita dalla cruda realtà e il classico incontro con il creatore ha un certo fascino mistico ma anche questa volta Margot Robbie come attrice non mi ha proprio convinto, pure Ryan Gosling è pessimo ma per come fa l'idiota tifavo per lui nonostante diventa sempre piu un egocentrico antagonista. Come commedia non mi ha fatto mai davvero ridere, troppo ridicolo e scemo all inizio e poi fin troppo pieno di Allusioni meta testuali molto pigre, le piu giovani si annoieranno presto con troppi dialoghi per adulti, gli elementi musical e surreali sono carini ma anche fiacchi e buttati un po' a caso senza stile e usati per ridicolizzare i maschi piu che le femmine, la riflessione femminista con i soliti ribaltamenti di ruoli vuole essere moderna ma è la fiera delle banalità in ogni sua forma, un modo patetico e forzato di parlare di emancipazione della donna e scontro con il maschi che finisce per non dire nulla di davvero importante e comunque ogni messaggio di valore va in contrasto con il fatto che tutto è nel profondo una pubblicità in favore del Marchio Barbie, il film può fingere di dire quello che vuole ma non attacca mai veramente il brand di cui fa parte, non decostruisce la bambola, non può spaccarla, distruggerla, renderla sovversiva in nessun modo, la storia per come punto su punto attacca ogni critica mossa negli anni alla figura di Barbie e si focalizza su una madre e figlia che riaccendono l'amore per il brand non fa altro che elogiare l'icona in modo corporativo, cosi ogni battuta metatestuale è solo falsamente consapevole e serve per nascondere il vero scopo del film che è quello di superare la crisi identitaria della bambola, farla tornare di nuovo POP e far galleggiare questo vecchio marchio pieno di stereotipi nella modernità ipercritica di oggi. Insomma nel complesso il tutto è una colorata pubblicità pseudo-femminista piena di quell'odiosa ironia auto-consapevole moderna che distrugge ogni tipo di sincerità, cosi finge all inizio di ridicolizzare l'idilliaco mondo plastico commerciale pieno di falsità, inequità e contraddizioni dove niente è reale ma poi ci ripensa, attacca in modo sessista l'egocentrismo maschile ignorando quello femminile e con follia ribadisce quanto pieno di valore sia il vecchio falso universo rosa di Barbie.
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Commedia,
Decostruzione,
Femminismo,
Film,
Meta
23 agosto 2022
Scream
Recensione Film
Anno: 1996
Regia: Wes Craven
Genere: Thriller, Slasher
★★★★ 😳
Misterioso killer mascherato uccide dopo aver molestato le sue vittime al telefono. Scream è uno slasher consapevole di esserlo che per sfuggire ai cliché e offrire qualcosa di nuovo al pubblico omaggia e cita i classici horror e ribadisce ad alta voce tutte le regole e convenzioni del genere diventando uno dei esempi piu lampanti di ironia postmoderna al cinema dove il film ride e spinge a ridere del genere di cui lui stesso fa parte prendendosi in giro da solo anche a livelli autolesionisti. E con questo approccio il rischio di diventare solo una becera parodia è sempre dietro l'angolo ma Tutto funziona perché c'è un buon equilibrio con la serietà, cosi sotto lo strato di ironia c'è un solido giallo fatto di drammi personali, omicidi brutali, buoni personaggi e un bel mistero su chi si nasconde dietro la maschera che è ridicola ma incute sempre un certo timore, oltre a questo la regia rafforza i momenti di tensione che vengono approcciati in maniera onesta e sincera, tutta la scena iniziale con Drew Barrymore è ottima ed un crescendo di tensione sempre piu intenso, le telefonate non sono mai ironiche ma anzi inquietano e costruiscono il brivido, il dramma personale della protagonista che ha la madre morta è toccante e palpabile come quando si arrabbia con la giornalista o quanto dicono cattiverie su di lei, molto piacevole la relazione tra il simpatico poliziotto Dewey e la giornalista e mi piace molto il finale dove tutti sono pieni zeppi di sangue ed esagerano in recitazione facendo i matti. Cosi Scream con questo misto tra serietà e ironia piu che prendere in giro lo Slasher ne diventa un solido omaggio tanto che è oggi uno dei titoli piu importanti e memorabili del genere.
Anno: 1996
Regia: Wes Craven
Genere: Thriller, Slasher
★★★★ 😳
Misterioso killer mascherato uccide dopo aver molestato le sue vittime al telefono. Scream è uno slasher consapevole di esserlo che per sfuggire ai cliché e offrire qualcosa di nuovo al pubblico omaggia e cita i classici horror e ribadisce ad alta voce tutte le regole e convenzioni del genere diventando uno dei esempi piu lampanti di ironia postmoderna al cinema dove il film ride e spinge a ridere del genere di cui lui stesso fa parte prendendosi in giro da solo anche a livelli autolesionisti. E con questo approccio il rischio di diventare solo una becera parodia è sempre dietro l'angolo ma Tutto funziona perché c'è un buon equilibrio con la serietà, cosi sotto lo strato di ironia c'è un solido giallo fatto di drammi personali, omicidi brutali, buoni personaggi e un bel mistero su chi si nasconde dietro la maschera che è ridicola ma incute sempre un certo timore, oltre a questo la regia rafforza i momenti di tensione che vengono approcciati in maniera onesta e sincera, tutta la scena iniziale con Drew Barrymore è ottima ed un crescendo di tensione sempre piu intenso, le telefonate non sono mai ironiche ma anzi inquietano e costruiscono il brivido, il dramma personale della protagonista che ha la madre morta è toccante e palpabile come quando si arrabbia con la giornalista o quanto dicono cattiverie su di lei, molto piacevole la relazione tra il simpatico poliziotto Dewey e la giornalista e mi piace molto il finale dove tutti sono pieni zeppi di sangue ed esagerano in recitazione facendo i matti. Cosi Scream con questo misto tra serietà e ironia piu che prendere in giro lo Slasher ne diventa un solido omaggio tanto che è oggi uno dei titoli piu importanti e memorabili del genere.
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4stelle,
Decostruzione,
Meta,
Slasher,
Thriller
23 dicembre 2021
The Matrix Resurrections
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Lana Wachowski
Genere: Fantascienza, Satirico, Meta
★★ 😩
Quarto Film del Franchise che prova anche lui l'operazione nostalgia con un revival satirico che segue lo scheletro del primo film per provocare i fan con atmosfere e situazioni familiari. Déjà vu è la parola chiave del film che diventa elemento META di consapevolezza postmoderno per nascondere dietro una pesante e forzata ironia la vergogna per il riciclaggio di elementi come fanno tutti gli altri, cosi il primo atto è una continua strizzata d'occhio allo spettatore con infinite rotture del quarto muro, tutti conoscono e sono Fan di Matrix che è un gioco alla Tron, e "non volevamo farlo un sequel ma la warner bros ci ha costretti" o Neo vive in prima persona lo stress del focus group per capire qual era il vero spirito dei matrix originali per riuscire ad accontentare tutti, insomma carino che in stile otto e mezzo si ammettono i limiti artistici di un film difficile da realizzare per l'impossibilità oggettiva di ricatturare il fenomeno iconico che sono stati gli originali ma non ho apprezzato il modo con cui questa ammissione è stata fatta che finge cinismo contro il mercato della nostalgia ma è solo una maschera di vergogna dietro cui nascondersi, infatti nel secondo e terzo atto diventa evidente che il film cede comunque alla citazione nostalgica del passato e non riesce ad offrire nuove idee, come spesso accade è un altro guscio vuoto che scopiazza la sceneggiatura originale e ripercorre le stesse strade e le stesse ambientazioni come una giostra satirica a tema matrix, e non è solo citazione di situazioni ma veniamo proprio bombardati da clip e spezzoni dei film originali in modo pigro che mi fa rabbia, è un martellamento costante e fastidioso che trascende l'omaggio per diventare vera tortura, un tunnel del ricordo stucchevole e irritante che ti ripete di "Ricordare cio che hai amato" perché di vere nuove idee non ne abbiamo mi spiace. Registicamente fa schifo con troppa esposizione e poi Tutto è declassato al cinismo piu banale contro i Blockbuster, negli originali si parlava di filosofia, politica, massimi sistemi, libero arbitrio, in questo si attacca in modo patetico e ruffiano gli ovvi trend di hollywood e non c'è alcuna vera critica graffiante e reazionaria contro la società, è solo un rassegnato atto di autolesionismo di un film che odia la sua stessa esistenza e vuole farti sentire in colpa perché non è in grado di intrattenere e offrire niente di serio o profondo come facevano gli originali, Poi odio che tutti i personaggi di supporto sembrano fanboy dei film di matrix che sornioni recitano felici una parte, e che è un film d'azione che parte gia stanco e non ha alcuna voglia di divertire, solo negli ultimi 10 minuti offre qualcosa di interessante, certo è carino scoprire cosa è successo dopo il terzo film, il cattivone è simpatico ed è sempre piena di calore la relazione sentimentale tra Trinity e Neo ma potevano anche risparmiarselo e avrei preferito un completo remake, alla fine si torna con piacere in questo mondo ma il costante RICORDA questo e RICORDA quello è molto schifoso con un approccio Meta narrativo troppo cinico e alternativo per il gusto di esserlo palesemente imbarazzato del suo essere in fondo un forzato sequel commerciale come tutti gli altri.
Anno: 2021
Regia: Lana Wachowski
Genere: Fantascienza, Satirico, Meta
★★ 😩
Quarto Film del Franchise che prova anche lui l'operazione nostalgia con un revival satirico che segue lo scheletro del primo film per provocare i fan con atmosfere e situazioni familiari. Déjà vu è la parola chiave del film che diventa elemento META di consapevolezza postmoderno per nascondere dietro una pesante e forzata ironia la vergogna per il riciclaggio di elementi come fanno tutti gli altri, cosi il primo atto è una continua strizzata d'occhio allo spettatore con infinite rotture del quarto muro, tutti conoscono e sono Fan di Matrix che è un gioco alla Tron, e "non volevamo farlo un sequel ma la warner bros ci ha costretti" o Neo vive in prima persona lo stress del focus group per capire qual era il vero spirito dei matrix originali per riuscire ad accontentare tutti, insomma carino che in stile otto e mezzo si ammettono i limiti artistici di un film difficile da realizzare per l'impossibilità oggettiva di ricatturare il fenomeno iconico che sono stati gli originali ma non ho apprezzato il modo con cui questa ammissione è stata fatta che finge cinismo contro il mercato della nostalgia ma è solo una maschera di vergogna dietro cui nascondersi, infatti nel secondo e terzo atto diventa evidente che il film cede comunque alla citazione nostalgica del passato e non riesce ad offrire nuove idee, come spesso accade è un altro guscio vuoto che scopiazza la sceneggiatura originale e ripercorre le stesse strade e le stesse ambientazioni come una giostra satirica a tema matrix, e non è solo citazione di situazioni ma veniamo proprio bombardati da clip e spezzoni dei film originali in modo pigro che mi fa rabbia, è un martellamento costante e fastidioso che trascende l'omaggio per diventare vera tortura, un tunnel del ricordo stucchevole e irritante che ti ripete di "Ricordare cio che hai amato" perché di vere nuove idee non ne abbiamo mi spiace. Registicamente fa schifo con troppa esposizione e poi Tutto è declassato al cinismo piu banale contro i Blockbuster, negli originali si parlava di filosofia, politica, massimi sistemi, libero arbitrio, in questo si attacca in modo patetico e ruffiano gli ovvi trend di hollywood e non c'è alcuna vera critica graffiante e reazionaria contro la società, è solo un rassegnato atto di autolesionismo di un film che odia la sua stessa esistenza e vuole farti sentire in colpa perché non è in grado di intrattenere e offrire niente di serio o profondo come facevano gli originali, Poi odio che tutti i personaggi di supporto sembrano fanboy dei film di matrix che sornioni recitano felici una parte, e che è un film d'azione che parte gia stanco e non ha alcuna voglia di divertire, solo negli ultimi 10 minuti offre qualcosa di interessante, certo è carino scoprire cosa è successo dopo il terzo film, il cattivone è simpatico ed è sempre piena di calore la relazione sentimentale tra Trinity e Neo ma potevano anche risparmiarselo e avrei preferito un completo remake, alla fine si torna con piacere in questo mondo ma il costante RICORDA questo e RICORDA quello è molto schifoso con un approccio Meta narrativo troppo cinico e alternativo per il gusto di esserlo palesemente imbarazzato del suo essere in fondo un forzato sequel commerciale come tutti gli altri.
Tags:
Blockbuster,
Decostruzione,
Meta,
Satirico,
Simulacro
17 novembre 2021
Unforgiven - Gli Spietati
Recensione Film
Anno: 1992
Regia: Clint Eastwood
Genere: Western, Dramma
★★★★ 😏
Un Vecchio ex criminale parte in un ultima avventura nel vecchio west per raccimolare un po' di soldi. Clint Eastwood dirige e interpreta quello che si può definire come il discorso di chiusura definitiva sul genere, un western crepuscolare e maturo che dipinge una visione nera sull intero genere abbattendo tutti i miti e fascini di cui è portatore, la stessa presenza di Eastwood crea un discorso di chiusura META con un personaggio che non è piu il mitico cowboy duro e infallibiile di un tempo ma è solo un vecchio contadino depresso, cade da cavallo, sbaglia mira, non beve piu, si ripete piu volte che non c'è alcuna bellezza o fascino nell togliere la vita ad un essere umano con gli echi di fantasmi del passato che risuonano ancora nella mente. Un Film maturo anche per come è ambiguo moralmente, l'ottimo Gene Hackman fa uno sheriffo super bastardo marcio quanto tutti gli altri ma diventa sempre piu chiaro che ha ragione lui e vuole solo proteggere la sua città da violenti fuorilegge, allo stesso modo capisci la voglia di vendetta delle prostitute con l'umiliazione che hanno subito e si percepisce anche tutta la sofferenza interiore del protagonista che si ritrova a tradire gli ideali della moglie morta per tornare allo stile di vita del passato. Insomma è un Western Drammatico cupo e nero, che omaggia il passato ma decostruisce il ludico mito di fantasia dell genere con un forte senso di tragedia umanista.
Anno: 1992
Regia: Clint Eastwood
Genere: Western, Dramma
★★★★ 😏
Un Vecchio ex criminale parte in un ultima avventura nel vecchio west per raccimolare un po' di soldi. Clint Eastwood dirige e interpreta quello che si può definire come il discorso di chiusura definitiva sul genere, un western crepuscolare e maturo che dipinge una visione nera sull intero genere abbattendo tutti i miti e fascini di cui è portatore, la stessa presenza di Eastwood crea un discorso di chiusura META con un personaggio che non è piu il mitico cowboy duro e infallibiile di un tempo ma è solo un vecchio contadino depresso, cade da cavallo, sbaglia mira, non beve piu, si ripete piu volte che non c'è alcuna bellezza o fascino nell togliere la vita ad un essere umano con gli echi di fantasmi del passato che risuonano ancora nella mente. Un Film maturo anche per come è ambiguo moralmente, l'ottimo Gene Hackman fa uno sheriffo super bastardo marcio quanto tutti gli altri ma diventa sempre piu chiaro che ha ragione lui e vuole solo proteggere la sua città da violenti fuorilegge, allo stesso modo capisci la voglia di vendetta delle prostitute con l'umiliazione che hanno subito e si percepisce anche tutta la sofferenza interiore del protagonista che si ritrova a tradire gli ideali della moglie morta per tornare allo stile di vita del passato. Insomma è un Western Drammatico cupo e nero, che omaggia il passato ma decostruisce il ludico mito di fantasia dell genere con un forte senso di tragedia umanista.
Tags:
4stelle,
Decostruzione,
Film,
vecchiaia,
Western
11 agosto 2020
Neon Genesis Evangelion
Recensione Anime
Anno: 1995-1997
Studio: Gainax
Regia: Hideaki Anno, Kazuya Tsurumaki
Genere: Mecha, drama, Thriller, Psicologico
Episodi: 26+Film
★★★★★ 😵 👏
In un futuro Post-apocalittico un giovane ed introverso Adolescente viene costretto dal padre a pilotare un Robottone per difendere Neotokyo3 dall attacco continuo di misteriosi alieni giganti. La serie animata di Evangelion resta uno degli apici massimi dell animazione giapponese, ha uno stile unico che mischia i Mecha e i film piu Arthouse in un grande mix di ritmo, tensione, energia e profondità psicologica che reinventa e decostruisce il genere associando le battaglie contro gli Angeli alle continue difficoltà che si hanno crescendo, dietro ai facili simbolismi biblici si parla di esistenzialismo, incomunicabilità umana, difficoltà nei rapporti umani e cosi il riuscire a pilotare il robot diventa una grande metafora dei giovani che faticano ad entrare nella società degli adulti, con una netto distacco tra corpo e mente. Shinji infatti è un protagonista atipico e pieno di difetti che graffia lo spettatore per come rispecchia la parte piu fragile dell intimo umano, invece di essere il classico eroe vincente ed entusiasta che ispira lo spettatore è un ragazzo depresso, complessato, asociale, rinchiuso in se stesso e nei suoi problemi psicologici, è un protagonista che rifiuta spesso di esserlo e vorrebbe scappare, sente il peso delle responsabilità e ad ogni vittoria, ogni passo verso gli altri ricade sempre e si rinchiude in se stesso, nella solitudine e nell isolamento. Uno show profondo quindi ma è anche molto colorato e non mancano i toni piu leggeri, la serie vuole parlare agli adolescenti e non è per nulla un polpettone, ha lo spazio per siparietti comici, gag, allusioni erotiche, azione, tensione, conflitti, mischia bene il sacro con il profano che racchiudono i Turbamenti dell'adolescenza, Infatti non è solo una serie di concetto ma è molto divertente da vedere con quasi ogni episodio che costruisce un bel climax interessante, l'attacco dei primi episodi esalta ed introduce bene tutti gli elementi chiave, Intrigano i misteri dietro alla SELEE e al personaggio di Rei, mi piace l'arrivo di Asuka ad effetto che aggiunge tensione da sorella/amante o la complessità materna di Misato, poi amo la varietà degli Angeli che offrono diversi tipi di situazioni, vanno dal generico mostrone gigante ad un assurdo cristallo impenetrabile, oppure un virus, un feto, un satellite, un parassita, gli antagonisti non sono mai la stessa cosa e questo da la possibilità per variare in situazioni e momenti di tensione, Tra tutti l'episodio che piu preferisco in assoluto è il 19, dove shinji è costretto a lottare contro un amico e il rapporto con il padre esplode con una shokkante prevaricazione di un adulto egoista rispetto ai sentimenti del figlio, è un episodio da brividi. E Oltre che per la sua qualità la serie è conosciuta anche per i suoi difetti e gli evidenti cali di Budget che la rendono ancora piu atipica del normale, ma i limiti aguzzano l'ingegno e proprio grazie a questi problemi di budget gli autori hanno creato alcune tra le scene registicamente piu belle della storia dell animazione, ad esempio le situazioni oniriche, le riflessioni nella memoria, il rumore delle cicale, Il minuto di incomunicabilità nell ascensore o la stretta finale dell episodio 24 sono indimenticabili, nessun altro Anime è mai riuscito a toccare queste vette artistiche fatte di "tempi morti" che costruiscono situazioni di disagio per lo spettatore stesso, cosi come tanti piccoli trucchi di regia aumentano la qualità generale, il fatto che molto spesso i personaggi nascondono la bocca per evitare l'animazione delle labbra crea comunque un grande distacco emotivo tra personaggi e spettatore che rafforza il tema della storia. Evangelion ha poi quello che si potrebbe definire "un non finale" gli ultimi due episodi canonici della serie sono una gigantesca supercazzola Psicoanalitica sperimentale, un finale odiato da molti per come è assurdo e per come chiude il conflitto interno di Shinji ma non quello esterno abbandonando tutti gli altri personaggi, e anche io pur Apprezzando il coraggio non sono un grande fan di come la serie si era conclusa, il primo finale piu che una liberazione psicologica mi sembra una completa caduta nella follia dove Shinji si congratula da solo come un matto vanitoso (persino il pinguino lo applaude dai!), Fu un finale cosi tanto odiato che Hideaki Anno fece un film "riparatore" che completava la serie a tutti gli effetti, nel 1997 usciva The End of Evangelion, un film folle, assurdo, complesso che è la chiusura Arthouse perfetta della serie, perverso, apatico, rabbioso, nevrotico, spirituale, il film è un incredibile esperienza narrativa e il finale pieno di amore ed odio cita palesemente quello di devilman diventando anchesso uno dei finali piu belli di tutti i tempi. Insomma la serie originale di Evangelion è un qualcosa di complesso ed articolato ma le tante qualità la rendono la miglior serie anime mai fatta, anche il manga non è male mentre i film Remake/rebuild hanno provato a rinarrare gli eventi e "ricostruire la decostruzione" in chiave piu ottimista ma hanno perso completamente la magia puntando troppo sull effimero spettacolo fallendo a ricatturare la stessa potenza narrativa che aveva la serie originale.
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The End of Evangelion (1997)
Eva 1.0 (2007)
Eva 2.0 (2009)
Eva 3.0 (2012)
Eva 3+1 (2021)
Anno: 1995-1997
Studio: Gainax
Regia: Hideaki Anno, Kazuya Tsurumaki
Genere: Mecha, drama, Thriller, Psicologico
Episodi: 26+Film
★★★★★ 😵 👏
In un futuro Post-apocalittico un giovane ed introverso Adolescente viene costretto dal padre a pilotare un Robottone per difendere Neotokyo3 dall attacco continuo di misteriosi alieni giganti. La serie animata di Evangelion resta uno degli apici massimi dell animazione giapponese, ha uno stile unico che mischia i Mecha e i film piu Arthouse in un grande mix di ritmo, tensione, energia e profondità psicologica che reinventa e decostruisce il genere associando le battaglie contro gli Angeli alle continue difficoltà che si hanno crescendo, dietro ai facili simbolismi biblici si parla di esistenzialismo, incomunicabilità umana, difficoltà nei rapporti umani e cosi il riuscire a pilotare il robot diventa una grande metafora dei giovani che faticano ad entrare nella società degli adulti, con una netto distacco tra corpo e mente. Shinji infatti è un protagonista atipico e pieno di difetti che graffia lo spettatore per come rispecchia la parte piu fragile dell intimo umano, invece di essere il classico eroe vincente ed entusiasta che ispira lo spettatore è un ragazzo depresso, complessato, asociale, rinchiuso in se stesso e nei suoi problemi psicologici, è un protagonista che rifiuta spesso di esserlo e vorrebbe scappare, sente il peso delle responsabilità e ad ogni vittoria, ogni passo verso gli altri ricade sempre e si rinchiude in se stesso, nella solitudine e nell isolamento. Uno show profondo quindi ma è anche molto colorato e non mancano i toni piu leggeri, la serie vuole parlare agli adolescenti e non è per nulla un polpettone, ha lo spazio per siparietti comici, gag, allusioni erotiche, azione, tensione, conflitti, mischia bene il sacro con il profano che racchiudono i Turbamenti dell'adolescenza, Infatti non è solo una serie di concetto ma è molto divertente da vedere con quasi ogni episodio che costruisce un bel climax interessante, l'attacco dei primi episodi esalta ed introduce bene tutti gli elementi chiave, Intrigano i misteri dietro alla SELEE e al personaggio di Rei, mi piace l'arrivo di Asuka ad effetto che aggiunge tensione da sorella/amante o la complessità materna di Misato, poi amo la varietà degli Angeli che offrono diversi tipi di situazioni, vanno dal generico mostrone gigante ad un assurdo cristallo impenetrabile, oppure un virus, un feto, un satellite, un parassita, gli antagonisti non sono mai la stessa cosa e questo da la possibilità per variare in situazioni e momenti di tensione, Tra tutti l'episodio che piu preferisco in assoluto è il 19, dove shinji è costretto a lottare contro un amico e il rapporto con il padre esplode con una shokkante prevaricazione di un adulto egoista rispetto ai sentimenti del figlio, è un episodio da brividi. E Oltre che per la sua qualità la serie è conosciuta anche per i suoi difetti e gli evidenti cali di Budget che la rendono ancora piu atipica del normale, ma i limiti aguzzano l'ingegno e proprio grazie a questi problemi di budget gli autori hanno creato alcune tra le scene registicamente piu belle della storia dell animazione, ad esempio le situazioni oniriche, le riflessioni nella memoria, il rumore delle cicale, Il minuto di incomunicabilità nell ascensore o la stretta finale dell episodio 24 sono indimenticabili, nessun altro Anime è mai riuscito a toccare queste vette artistiche fatte di "tempi morti" che costruiscono situazioni di disagio per lo spettatore stesso, cosi come tanti piccoli trucchi di regia aumentano la qualità generale, il fatto che molto spesso i personaggi nascondono la bocca per evitare l'animazione delle labbra crea comunque un grande distacco emotivo tra personaggi e spettatore che rafforza il tema della storia. Evangelion ha poi quello che si potrebbe definire "un non finale" gli ultimi due episodi canonici della serie sono una gigantesca supercazzola Psicoanalitica sperimentale, un finale odiato da molti per come è assurdo e per come chiude il conflitto interno di Shinji ma non quello esterno abbandonando tutti gli altri personaggi, e anche io pur Apprezzando il coraggio non sono un grande fan di come la serie si era conclusa, il primo finale piu che una liberazione psicologica mi sembra una completa caduta nella follia dove Shinji si congratula da solo come un matto vanitoso (persino il pinguino lo applaude dai!), Fu un finale cosi tanto odiato che Hideaki Anno fece un film "riparatore" che completava la serie a tutti gli effetti, nel 1997 usciva The End of Evangelion, un film folle, assurdo, complesso che è la chiusura Arthouse perfetta della serie, perverso, apatico, rabbioso, nevrotico, spirituale, il film è un incredibile esperienza narrativa e il finale pieno di amore ed odio cita palesemente quello di devilman diventando anchesso uno dei finali piu belli di tutti i tempi. Insomma la serie originale di Evangelion è un qualcosa di complesso ed articolato ma le tante qualità la rendono la miglior serie anime mai fatta, anche il manga non è male mentre i film Remake/rebuild hanno provato a rinarrare gli eventi e "ricostruire la decostruzione" in chiave piu ottimista ma hanno perso completamente la magia puntando troppo sull effimero spettacolo fallendo a ricatturare la stessa potenza narrativa che aveva la serie originale.
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Tags:
5stelle,
Anime,
Decostruzione,
Depressione,
Mecha,
Psicologico,
teendrama
18 maggio 2019
Brightburn - L'Angelo del Male
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: David Yarovesky
Genere: Horror, Slasher, Cinefumetto
★★ 😑
Genitori si disperano perché il loro figlio adottivo si rivela molto problematico. Una palese e ovvia decostruzione delle origini di supermen che ribalta il mito dell eroe traformandolo in tragedia generazionale , ed è chiaramente una storia dell alto potenziale per come mischia Il superoistico con l'horror ma il film non va oltre la sua idea iniziale e il tutto scorre piatto e telefonato. Odio come la storia viene approcciata come un generico Slasher da quattro soldi e non si sente la giusta Tensione, il pathos o forte dramma, un pericoloso adolescente invincibile che può tutto viene trattato come se fosse un serialkiller, io avrei voluto vedere i genitori cagarsi sotto ogni volta che si approcciavano al figlio, l'immensa paura dei genitori per quello che poteva fare doveva essere centrale alla storia, bisognava costruire la tensione tra le mura domestiche, dietro alle dinamiche di potere con loro che sapevano perfettamente le sue spaventose potenzialità e lottavano per tenerlo a bada ma allo stesso tempo cercavano di dargli la giusta educazione, mentre invece qua tutto appare molto piatto, capiscono solo verso la fine che è un mostro, cosi la paura, la preoccupazione e l'intera tragedia familiare viene sprecata per facili momenti slasher visti mille volte in film migliori. Oltre a questo la recitazione di tutti è piuttosto insoddisfacente, sopratutto il bambino è pessimo, avrei tanto voluto vedere piu conflitto interiore per la sua trasformazione mentre lui si comporta in modo confusionario, non c'è psicologia o profondità nel suo personaggio ma neanche quell tipo di incomprensibile paura satanica, è solo un animale pazzo che segue la sua natura violenta. Un peccato perché qualche scena sanguinolenta mi è piaciuta ma mi sono anche annoiato parecchio, non è bruttissimo ma è decisamente mediocre e blando.
Anno: 2019
Regia: David Yarovesky
Genere: Horror, Slasher, Cinefumetto
★★ 😑
Genitori si disperano perché il loro figlio adottivo si rivela molto problematico. Una palese e ovvia decostruzione delle origini di supermen che ribalta il mito dell eroe traformandolo in tragedia generazionale , ed è chiaramente una storia dell alto potenziale per come mischia Il superoistico con l'horror ma il film non va oltre la sua idea iniziale e il tutto scorre piatto e telefonato. Odio come la storia viene approcciata come un generico Slasher da quattro soldi e non si sente la giusta Tensione, il pathos o forte dramma, un pericoloso adolescente invincibile che può tutto viene trattato come se fosse un serialkiller, io avrei voluto vedere i genitori cagarsi sotto ogni volta che si approcciavano al figlio, l'immensa paura dei genitori per quello che poteva fare doveva essere centrale alla storia, bisognava costruire la tensione tra le mura domestiche, dietro alle dinamiche di potere con loro che sapevano perfettamente le sue spaventose potenzialità e lottavano per tenerlo a bada ma allo stesso tempo cercavano di dargli la giusta educazione, mentre invece qua tutto appare molto piatto, capiscono solo verso la fine che è un mostro, cosi la paura, la preoccupazione e l'intera tragedia familiare viene sprecata per facili momenti slasher visti mille volte in film migliori. Oltre a questo la recitazione di tutti è piuttosto insoddisfacente, sopratutto il bambino è pessimo, avrei tanto voluto vedere piu conflitto interiore per la sua trasformazione mentre lui si comporta in modo confusionario, non c'è psicologia o profondità nel suo personaggio ma neanche quell tipo di incomprensibile paura satanica, è solo un animale pazzo che segue la sua natura violenta. Un peccato perché qualche scena sanguinolenta mi è piaciuta ma mi sono anche annoiato parecchio, non è bruttissimo ma è decisamente mediocre e blando.
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Cinefumetto,
Decostruzione,
Film,
Horror
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