Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Ari Aster
Genere: Satirico, Thriller
★★★★ 😲
Durante la pandemia uno Sceriffo di una piccola comunità diventa sempre piu insofferente per le regole sulle maschere e decide di buttarsi in politica. Thriller Satirico che descrive la degenerazione della discussione politica americana che porta ad una crisi culturale profonda dove non ci sono veri valori per cui lottare ma è tutto uno scontro di stupidi egoismi, e il film è guidato benissimo da uno straordinario Joaquin Phoenix che riesce a farti entrare nella prospettiva malata e vanitosa dello sceriffo e all inizio ero dalla sua parte per come è disgustato dalle restrittive regole del Covid che violano le libertà ma piu si sviluppa lo scontro di poteri e piu vengono a galla tutte le sue contraddizioni e debolezze nate dal suo senso di inferiorità, ottime cosi le tensioni maciste con il sindaco di Pedro Pascal, si butta in una campagna elettorale ridicola fatta di accuse e insinuazioni senza prove, simbolico come tratta la moglie, I colleghi poliziotti e la stessa comunità che dovrebbe proteggere. Ma apprezzo che non è solo lo sceriffo il problema ed è anche ridicolo come i giovani sono attratti dai temi progressisti solo per rimorchiare, la manifestazione contro il razzismo è una farsa patetica di stupidi giovani idealisti che spaccano le vetrine, la crisi dei valori porta alla paranoia, alle teorie del complotto e in braccio a santoni ciarlatani, Il sindaco predica bene ma per me è corrotto anche lui con la strana costruzione del centro dati che resta un mistero sui veri poteri forti che governano nell ombra e la violenza dopo il caso Floyd porta a un cieco terrorismo omicida e verso a pericolosi estremismi. E mi piace come inizia con questo barbone folle e ubriaco che farnetica in mezzo alla strada simboleggiando l'intera nazione caduta nella follia, ottima la scena di scontro per la musica ad alto volume, il film fa un buon uso di internet e i cellulari usati come armi per colpire gli avversari, fa ridere come il ragazzo diventa di sinistra perché è affascianto dalla bionda e poi ha successo come podcaster di destra, lo sfociare nella rabbia e nel thriller diventa sempre piu intenso ed è fantastica la pressione del poliziotto nativo che sembra aver capito cosa è successo e ho amato molto il bellissimo scontro di fuoco in una notte cupa e nera per come è pieno comicità, silenzi e sparatorie. Ovviamente se non si conoscono le tensioni politiche americane dell era Trump-Biden si fa fatica a capire a cosa si riferisce questo tipo di umorismo, quell imbracciare la mitragliatrice mi è sembrata un esagerazione eccessiva e invece di chiudersi nettamente si dilunga troppo nel finale e sadicamente umilia il patetico protagonista in modo gratuito per farlo soffrire il piu possibile ma a parte questo è un grande film che sorprende, appassiona, diverte e prende bene in giro la follia della cultura americana moderna.
3 novembre 2025
4 giugno 2024
The 8 Show
Recensione Serie tv
Anno: 2024
Showrunner: Han Jae-rim
Genere: Satirico, Death game
Episodi: 8
★★★★ 😁/😳
Otto persone con problemi economici partecipano ad un misterioso show di sopravvivenza per fare una montagna di soldi. Serie tv Basata sul webtoon coreano "money game" che piena di graffiante umorismo mette in scena un microcosmo satirico dove i partecipanti pieni di avidità e disperazione fanno di tutto per guadagnare il piu possibile, divisi in un simbolico condominio da otto piani ottengono soldi semplicemente con il passare del tempo ma questo tempo va accumolato in modo sconosciuto e chi è al piano piu alto decide quanto cibo e acqua condividere e ha un potere immenso sugli altri mentre chi è ai piani piu bassi si ritrova ad avere i rifiuti e gli escrementi di tutti cosi c'è chi ottiene il massimo dei privilegi e chi viene solo sfruttato e umiliato. Uno show che palesemente si ispira ai classici death-game asiatici ma la formula è abbastanza diversa e unica da risultare interessante visto che la strana situazione crea una mini società che deve imparare ad organizzarsi per funzionare, la scrittura all inizio mi è piaciuta molto e tutti i personaggi sono caratterizzati molto bene con personalità diverse e riconoscibili, bello come ognuno è presentato, mi piacciono le riflessioni su come spendere nel modo piu saggio i soldi guadagnati, la regia è ottima per come entra bene nella mente dei personaggi e sfrutta alla perfezione il minimalismo delle ambientazioni, è molto significativo come provano un socialismo equo ma l'equilibrio ricrea le stesse inequità sociali come nella realtà fino alla democrazia che degenera in una specie di stato dittatoriale. Ed è una serie leggera ma che sa diventare anche piuttosto oscura, cosi si ride spesso alla follia che accade ma arriva anche qualche brivido e momento inquietante, si tifa facilmente per alcuni personaggi sottomessi e viene vera rabbia contro quelli piu odiosi ed egoisti, e visto che al centro c'è anche il rapporto con il pubblico che deve essere intrattenuto a tutti i costi c'è anche un chiaro elemento Meta-narrativo perché gli spettatori da intrattenere siamo noi che diventiamo complici degli orrori e guardiamo sadicamente le sofferenze degli altri. Insomma è una serie molto divertente e profonda e per me i primi sei episodi sono quasi perfetti ed è stata una goduria vederli litigare ma poi gli ultimi due mi hanno deluso e si sente proprio il salto dello squalo con esagerazioni troppo assurde e irrealistiche, la violenza appare fin troppo estrema e gratuita, i cattivi sono troppo cattivi a livello irrazionale, odio come le ferite che subiscono con gravi botte in testa guariscono troppo in fretta, il messaggione politico diventa fin troppo esplicito e palese, le regole del gioco non sono mai del tutto chiare e molti barano, non mi è piaciuta per niente la tortura da arancia meccanica per come è qualcosa di fin troppo esagerato e il poetico salto sulla fune con tutta quella caduta nelle fiamme è proprio una puttanata e un pessimo modo per chiudere questa serie forzando un emptia per un personaggio che comunque è pieno di difetti come gli altri. Nel complesso non mi sento di bocciarla del tutto e resta una grande folle esperienza politica e sociale che riesce a divertire e far riflettere sulle dinamiche economiche e sociali nel nostro mondo.
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Squid Game (2021)
il Buco (2019)
Anno: 2024
Showrunner: Han Jae-rim
Genere: Satirico, Death game
Episodi: 8
★★★★ 😁/😳
Otto persone con problemi economici partecipano ad un misterioso show di sopravvivenza per fare una montagna di soldi. Serie tv Basata sul webtoon coreano "money game" che piena di graffiante umorismo mette in scena un microcosmo satirico dove i partecipanti pieni di avidità e disperazione fanno di tutto per guadagnare il piu possibile, divisi in un simbolico condominio da otto piani ottengono soldi semplicemente con il passare del tempo ma questo tempo va accumolato in modo sconosciuto e chi è al piano piu alto decide quanto cibo e acqua condividere e ha un potere immenso sugli altri mentre chi è ai piani piu bassi si ritrova ad avere i rifiuti e gli escrementi di tutti cosi c'è chi ottiene il massimo dei privilegi e chi viene solo sfruttato e umiliato. Uno show che palesemente si ispira ai classici death-game asiatici ma la formula è abbastanza diversa e unica da risultare interessante visto che la strana situazione crea una mini società che deve imparare ad organizzarsi per funzionare, la scrittura all inizio mi è piaciuta molto e tutti i personaggi sono caratterizzati molto bene con personalità diverse e riconoscibili, bello come ognuno è presentato, mi piacciono le riflessioni su come spendere nel modo piu saggio i soldi guadagnati, la regia è ottima per come entra bene nella mente dei personaggi e sfrutta alla perfezione il minimalismo delle ambientazioni, è molto significativo come provano un socialismo equo ma l'equilibrio ricrea le stesse inequità sociali come nella realtà fino alla democrazia che degenera in una specie di stato dittatoriale. Ed è una serie leggera ma che sa diventare anche piuttosto oscura, cosi si ride spesso alla follia che accade ma arriva anche qualche brivido e momento inquietante, si tifa facilmente per alcuni personaggi sottomessi e viene vera rabbia contro quelli piu odiosi ed egoisti, e visto che al centro c'è anche il rapporto con il pubblico che deve essere intrattenuto a tutti i costi c'è anche un chiaro elemento Meta-narrativo perché gli spettatori da intrattenere siamo noi che diventiamo complici degli orrori e guardiamo sadicamente le sofferenze degli altri. Insomma è una serie molto divertente e profonda e per me i primi sei episodi sono quasi perfetti ed è stata una goduria vederli litigare ma poi gli ultimi due mi hanno deluso e si sente proprio il salto dello squalo con esagerazioni troppo assurde e irrealistiche, la violenza appare fin troppo estrema e gratuita, i cattivi sono troppo cattivi a livello irrazionale, odio come le ferite che subiscono con gravi botte in testa guariscono troppo in fretta, il messaggione politico diventa fin troppo esplicito e palese, le regole del gioco non sono mai del tutto chiare e molti barano, non mi è piaciuta per niente la tortura da arancia meccanica per come è qualcosa di fin troppo esagerato e il poetico salto sulla fune con tutta quella caduta nelle fiamme è proprio una puttanata e un pessimo modo per chiudere questa serie forzando un emptia per un personaggio che comunque è pieno di difetti come gli altri. Nel complesso non mi sento di bocciarla del tutto e resta una grande folle esperienza politica e sociale che riesce a divertire e far riflettere sulle dinamiche economiche e sociali nel nostro mondo.
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il Buco (2019)
11 dicembre 2023
Dream Scenario
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Kristoffer Borgli
Genere: Satirico
★★★ 😁
Un Professore diventa stranamente famoso e fatica a gestire il suo stato di celebrità. Simpatica commedia satirica che fa chiaramente il verso ad internet, Social network e alla cultura di massa moderna che per assurdo può trasformare chiunque in celebrità e VIP senza un chiaro motivo e quando cambia il vento come nella Cancel Culture tutti sono pronti a fare le vittime, attaccare, edichettare in mostro e distruggere la vita di una persona comportandosi come la vecchia e stupida folla inferocita di piazza. Tutto è approcciato in modo allegorico con un umorismo furbo che mi ha divertito in piu occasioni, Nicolas Cage è bravo senza strafare e anche la regia è asciutta e non calca la mano sull assurdo ma apprezzo come gioca con gli stili e a tratti il tono sembra approcciato quasi come un horror, poi molto interessanti sono i vari sogni mostrati con tanti scenari onirici su desideri e paure personali, mi piace l'imbarazzo iniziale nel gestire la popolarità, come lui rifiuta con orgoglio di monetizzare questa fama perché non valorizza la sua vera passione, ed è bella tutta la scena erotica in stile Vertigo dove si gioca a ricreare e vivere i desideri erotici in un momento tra l'imbarazzante e il grottesco. Il film Insomma azzecca perfettamente molte problematiche sulla celebrità ed era ad un passo dal diventare un classico che simboleggia questo periodo storico ma tristemente calca la mano con il suo messaggio e perde molta sottigliezza fino a diventare quasi didascalico su ciò che voleva dire, qualche dialogo andava tagliato e sul finale ho odiato tantissimo quella tecnologia fantascientifica che rovina gran parte del racconto per fare effimera critica alle pubblicità invasive. Tutto sommato è interessante e caruccio, tecnicamente non è niente di eccezionale ma le sue riflessioni sull'identità pubblica e le battute verso una società di massa connessa da un grande inconscio collettivo strappano di sicuro qualche sorriso.
Anno: 2023
Regia: Kristoffer Borgli
Genere: Satirico
★★★ 😁
Un Professore diventa stranamente famoso e fatica a gestire il suo stato di celebrità. Simpatica commedia satirica che fa chiaramente il verso ad internet, Social network e alla cultura di massa moderna che per assurdo può trasformare chiunque in celebrità e VIP senza un chiaro motivo e quando cambia il vento come nella Cancel Culture tutti sono pronti a fare le vittime, attaccare, edichettare in mostro e distruggere la vita di una persona comportandosi come la vecchia e stupida folla inferocita di piazza. Tutto è approcciato in modo allegorico con un umorismo furbo che mi ha divertito in piu occasioni, Nicolas Cage è bravo senza strafare e anche la regia è asciutta e non calca la mano sull assurdo ma apprezzo come gioca con gli stili e a tratti il tono sembra approcciato quasi come un horror, poi molto interessanti sono i vari sogni mostrati con tanti scenari onirici su desideri e paure personali, mi piace l'imbarazzo iniziale nel gestire la popolarità, come lui rifiuta con orgoglio di monetizzare questa fama perché non valorizza la sua vera passione, ed è bella tutta la scena erotica in stile Vertigo dove si gioca a ricreare e vivere i desideri erotici in un momento tra l'imbarazzante e il grottesco. Il film Insomma azzecca perfettamente molte problematiche sulla celebrità ed era ad un passo dal diventare un classico che simboleggia questo periodo storico ma tristemente calca la mano con il suo messaggio e perde molta sottigliezza fino a diventare quasi didascalico su ciò che voleva dire, qualche dialogo andava tagliato e sul finale ho odiato tantissimo quella tecnologia fantascientifica che rovina gran parte del racconto per fare effimera critica alle pubblicità invasive. Tutto sommato è interessante e caruccio, tecnicamente non è niente di eccezionale ma le sue riflessioni sull'identità pubblica e le battute verso una società di massa connessa da un grande inconscio collettivo strappano di sicuro qualche sorriso.
6 dicembre 2023
American Fiction
Recensione Film
Anno: 2023
Genere: Commedia
Regia: Cord Jefferson
★★★ 😖
Un serio Scrittore si mette a scrivere per disperazione un libro parodia nello stile della cultura nera e finisce per ottenere il successo desiderato. Leggera Commedia sofisticata che attraverso una simpatica satira riflette sul mondo accademico moderno che per quanto si dichiara progressista e inclusivo continua a vivere ed alimentarsi di stereotipi razzisti ghettizzando gli autori neri ad un singolo macro genere culturale, ecco cosi che i neri americani vengono visti e possono esprimersi solo in quanto neri e vengono riconosciuti solo se parlano attraverso il codice fatto di stereotipi come parolacce, schiavi e gangster, e il film esprime la frustrazione e il conflitto tra uomo e cultura con un artista che odia questa follia ma non trova alternative per poter emergere in questo sistema malato. Jeffrey Wright qua è ottimo e pieno di carisma guida bene la storia, funzionano le calde interazioni familiari con una madre malata e un fratello problematico, mi è piaciuta la scena dove visualizza davanti a lui i personaggi dell suo libro che come dei pessimi attori recitano in modo esagerato, poi belle tutte le scenette dove crea fascino e mistero per alimentare la farsa di autore grezzo della strada ed è simpatico il paradosso conflittuale di dover giudicare il suo stesso libro ad un concorso letterario. Insomma tutto è leggero e simpatico e qualche sorriso lo strappa ma è un peccato che funziona piu come idea che come film, il ritmo è lentissimo e se la prende comoda, la storia non ha mordente e rasenta sempre la noia, poi è un film che si divide male tra un poco interessante dramma in famiglia e una fiacca parodia al mondo accademico che appare fin troppo leggera e poco incisiva, il finale sopratutto mi ha deluso per come balbetta due o tre finali diversi in Meta-narrazione filmica e poi c'è una patetica cinica accettazione delle cose. Un peccato che il film prova a fare un discorso serio ma si ferma solo in superfice per fare leggera risata perché oltre a cercare di andare oltre gli stereotipi della cultura nera parla anche dei paradossi di un artista che viene frainteso, che si finge un altro, che ha successo con una provocazione ironica o che deve sacrificare il suo ego per compiacere il pubblico, e sono tutti temi universali molto profondi e complessi che qua meritavano uno sviluppo migliore.
Anno: 2023
Genere: Commedia
Regia: Cord Jefferson
★★★ 😖
Un serio Scrittore si mette a scrivere per disperazione un libro parodia nello stile della cultura nera e finisce per ottenere il successo desiderato. Leggera Commedia sofisticata che attraverso una simpatica satira riflette sul mondo accademico moderno che per quanto si dichiara progressista e inclusivo continua a vivere ed alimentarsi di stereotipi razzisti ghettizzando gli autori neri ad un singolo macro genere culturale, ecco cosi che i neri americani vengono visti e possono esprimersi solo in quanto neri e vengono riconosciuti solo se parlano attraverso il codice fatto di stereotipi come parolacce, schiavi e gangster, e il film esprime la frustrazione e il conflitto tra uomo e cultura con un artista che odia questa follia ma non trova alternative per poter emergere in questo sistema malato. Jeffrey Wright qua è ottimo e pieno di carisma guida bene la storia, funzionano le calde interazioni familiari con una madre malata e un fratello problematico, mi è piaciuta la scena dove visualizza davanti a lui i personaggi dell suo libro che come dei pessimi attori recitano in modo esagerato, poi belle tutte le scenette dove crea fascino e mistero per alimentare la farsa di autore grezzo della strada ed è simpatico il paradosso conflittuale di dover giudicare il suo stesso libro ad un concorso letterario. Insomma tutto è leggero e simpatico e qualche sorriso lo strappa ma è un peccato che funziona piu come idea che come film, il ritmo è lentissimo e se la prende comoda, la storia non ha mordente e rasenta sempre la noia, poi è un film che si divide male tra un poco interessante dramma in famiglia e una fiacca parodia al mondo accademico che appare fin troppo leggera e poco incisiva, il finale sopratutto mi ha deluso per come balbetta due o tre finali diversi in Meta-narrazione filmica e poi c'è una patetica cinica accettazione delle cose. Un peccato che il film prova a fare un discorso serio ma si ferma solo in superfice per fare leggera risata perché oltre a cercare di andare oltre gli stereotipi della cultura nera parla anche dei paradossi di un artista che viene frainteso, che si finge un altro, che ha successo con una provocazione ironica o che deve sacrificare il suo ego per compiacere il pubblico, e sono tutti temi universali molto profondi e complessi che qua meritavano uno sviluppo migliore.
17 settembre 2023
El Conde
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Pablo Larraín
Genere: Satirico, Sovrannaturale
★★★ 😮
Pinochet è un vecchio vampiro e riceve la visita dei suoi figli che sperano di avere una parte del suo tesoro. Film satirico che usa l'elemento sovrannaturale per costruire un'originale riflessione sulla controversa figura storica cilena che attraverso dei dialoghi o veri e propri interrogatori spiega quasi in prima persona le sue azioni e la sua prospettiva di spietato generale, tutto mischiato anche con elementi da dramedy familiare con gli avidi figli e parenti che sognano di ricevere i soldi dell'eredità accumolata. Un film di certo sofisticato e non per tutti, i ritmi lenti, il bianco e nero e la sottile ironia storica possono respingere molto cosi come il ruolo della suora che deve ucciderlo, salvarlo o derubalo sembra un grande pasticcio ingarbugliato e anche il finale è stupidissimo con quell altro politico storico che spunta fuori dal nulla ma devo dire che nel complesso la figura satanica di Pinochet è dipinta perfettamente e si comprende la fascinazione che trasmette ancora oggi, un vampiro, un ladro, un assassino, un padre egoista, un mostro assetato di sangue che con la scusa di difendere il paese dai comunisti ha infettato per decenni il Cile e ancora oggi continuano ad esserci nostalgici e suoi difensori. La narrazione della voce fuoricampo è intrusiva ma accompagna bene il film dando un tono quasi da documentario dell assurdo, l'elemento sovrannaturale funziona a rafforzare la critica e il sangue o la violenza mostrata sottolinea bene in modo metaforico i crimini storici commessi, ma anche il comico girotondo dei familiari intorno al suo potere descrive la riflessione sull eredità politica che la dittatura ha creato con spesso azioni e difese mosse piu per avidità e interesse che vero amore per il generale. Nell insieme non è perfetto, specie il lento finale non mi ha convinto ma il suo modo di criticare questo tipo di figura storica è onesto, originale e artistico e non cade troppo nel polpettone moralizzante di sinistra.
Anno: 2023
Regia: Pablo Larraín
Genere: Satirico, Sovrannaturale
★★★ 😮
Pinochet è un vecchio vampiro e riceve la visita dei suoi figli che sperano di avere una parte del suo tesoro. Film satirico che usa l'elemento sovrannaturale per costruire un'originale riflessione sulla controversa figura storica cilena che attraverso dei dialoghi o veri e propri interrogatori spiega quasi in prima persona le sue azioni e la sua prospettiva di spietato generale, tutto mischiato anche con elementi da dramedy familiare con gli avidi figli e parenti che sognano di ricevere i soldi dell'eredità accumolata. Un film di certo sofisticato e non per tutti, i ritmi lenti, il bianco e nero e la sottile ironia storica possono respingere molto cosi come il ruolo della suora che deve ucciderlo, salvarlo o derubalo sembra un grande pasticcio ingarbugliato e anche il finale è stupidissimo con quell altro politico storico che spunta fuori dal nulla ma devo dire che nel complesso la figura satanica di Pinochet è dipinta perfettamente e si comprende la fascinazione che trasmette ancora oggi, un vampiro, un ladro, un assassino, un padre egoista, un mostro assetato di sangue che con la scusa di difendere il paese dai comunisti ha infettato per decenni il Cile e ancora oggi continuano ad esserci nostalgici e suoi difensori. La narrazione della voce fuoricampo è intrusiva ma accompagna bene il film dando un tono quasi da documentario dell assurdo, l'elemento sovrannaturale funziona a rafforzare la critica e il sangue o la violenza mostrata sottolinea bene in modo metaforico i crimini storici commessi, ma anche il comico girotondo dei familiari intorno al suo potere descrive la riflessione sull eredità politica che la dittatura ha creato con spesso azioni e difese mosse piu per avidità e interesse che vero amore per il generale. Nell insieme non è perfetto, specie il lento finale non mi ha convinto ma il suo modo di criticare questo tipo di figura storica è onesto, originale e artistico e non cade troppo nel polpettone moralizzante di sinistra.
25 dicembre 2022
Triangle of Sadness
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Uben Östlund
Genere: Satirico
★★★ 😖
Coppia di giovani ricchi fa una crociera di lusso ma spuntano sempre di piu delle surreali tensioni politiche ed economiche. Una commedia Satirica che cerca di descrivere e fare il verso alla società di oggi sempre piu allo sbando dove tutto è una gigantesca transazione economica ma sopratutto di potere, tra classi sociali e anche nelle relazioni sentimentali che sono sorrette e alimentate dal bisogno di controllo, e l'inizio mi è piaciuto per questo con la presentazione dei due giovani modelli che in superficie litigano su un conto da pagare ma in realtà è una lotta vanitosa per avere il controllo sull altro, poi sulla nave le cose si fanno sempre piu surreali e grottesche e mi sono piaciuti i momenti di gelosia, il capitano chiuso ubriaco nella sua stanza, il costante sottomettersi per fare le foto alla compagna, l'inquietante scena dove viene forzata un inserviente ad entrare in vasca, e nonostante il vomito è anche molto bella la cena in alto mare con i forti rumori di onde e di bicchieri che vibrano mentre tutti questi ricchi cercano di mantenere una falsa calma durante un inquietante crisi umana. Ma è un peccato che il film si rivela troppo ossessionato dall suo messaggione politico contro il capitalismo e nell ultima parte la storia calca troppo la mano sull elemento socio-economico con una sottigliezza che si fa sempre piu da parte, il terzo atto è un cambio totale di situazione che vuole descrivere quanto è patetica e assurda una società dominata solo da transazioni economiche e nonostante il simpatico ribaltamento dei ruoli che gioca con le norme di genere tutto si fa ancora piu banale di prima, diventa un film stupido e anche piuttosto irritante con un personaggio che senza motivo si comporta in modo arrogante e odioso. Non lo ritengo un totale disastro perché la fotografia è buona, le scene sono fatte bene e comunque c'è un certo impegno ma decisamente l'ultima parte mi ha fatto schifo per come rovina e sminuisce la piacevole, acida e pessimista satira che c'era sulla nave.
Anno: 2022
Regia: Uben Östlund
Genere: Satirico
★★★ 😖
Coppia di giovani ricchi fa una crociera di lusso ma spuntano sempre di piu delle surreali tensioni politiche ed economiche. Una commedia Satirica che cerca di descrivere e fare il verso alla società di oggi sempre piu allo sbando dove tutto è una gigantesca transazione economica ma sopratutto di potere, tra classi sociali e anche nelle relazioni sentimentali che sono sorrette e alimentate dal bisogno di controllo, e l'inizio mi è piaciuto per questo con la presentazione dei due giovani modelli che in superficie litigano su un conto da pagare ma in realtà è una lotta vanitosa per avere il controllo sull altro, poi sulla nave le cose si fanno sempre piu surreali e grottesche e mi sono piaciuti i momenti di gelosia, il capitano chiuso ubriaco nella sua stanza, il costante sottomettersi per fare le foto alla compagna, l'inquietante scena dove viene forzata un inserviente ad entrare in vasca, e nonostante il vomito è anche molto bella la cena in alto mare con i forti rumori di onde e di bicchieri che vibrano mentre tutti questi ricchi cercano di mantenere una falsa calma durante un inquietante crisi umana. Ma è un peccato che il film si rivela troppo ossessionato dall suo messaggione politico contro il capitalismo e nell ultima parte la storia calca troppo la mano sull elemento socio-economico con una sottigliezza che si fa sempre piu da parte, il terzo atto è un cambio totale di situazione che vuole descrivere quanto è patetica e assurda una società dominata solo da transazioni economiche e nonostante il simpatico ribaltamento dei ruoli che gioca con le norme di genere tutto si fa ancora piu banale di prima, diventa un film stupido e anche piuttosto irritante con un personaggio che senza motivo si comporta in modo arrogante e odioso. Non lo ritengo un totale disastro perché la fotografia è buona, le scene sono fatte bene e comunque c'è un certo impegno ma decisamente l'ultima parte mi ha fatto schifo per come rovina e sminuisce la piacevole, acida e pessimista satira che c'era sulla nave.
25 dicembre 2021
Sesso Sfortunato o Follie Porno
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Radu Jude
Genere: Satirico, Erotico, Docu
★★★ 😅
Professoressa vive momento difficile perché diventa pubblico un suo filmino porno. Una specie di graffiante docu Commedia satirica che fa una riflessione a 360 sulla Romania del presente, parte con sesso esplicito amatoriale super volgare per fare grossa provocazione alla morale e al perbenismo con cazzi e culi in primo piano e poi si inabissa in una lunga e noiosa passeggiata per le strade, un inizio molto scialbo e sopratutto noiosissimo che non mi è proprio piaciuto, non mi sembra un buon modo per introdurre lo spettatore alla storia con questa esplosione di volgarità per poi annoiare con filmati a caso presi dalla strada dove la protagonista cammina e cammina da un semaforo all altro. Stavo quasi perdendo la fiducia nel film ma arriva un buon secondo atto che cambia completamente marcia e arriva un documentario Brainstorm/flusso di coscienza pieno di idee e sensazioni che scava sotto la superficie del paese e fa critiche alla cultura, alla storia della nazione, si descrive attraverso immagini il sessismo della Romania, la volgarità, inciviltà, la religione, l'industria schiavista, l'inquinamento dei fiumi, la povertà e il fascismo ancora dilagante, problemi gravi che messi a confronto con lo scandalo del sesso esplicito diventano problemini di poco conto. E poi arriva il terzo atto che è ottimo, un satirico processo in piazza dei genitori che rappresentano questo popolo volgare, marcio e corrotto che accusa l'insegnante di non meritare il rispetto dei loro figli, una società amorale che punta il dito in modo ipocrita con una discussione che diventa sempre piu divertente per come mischia il trash alla riflessione seria dove il sacro si unisce al profano su dilemmi concreti, perché il sesso deve restare elemento privato e nascosto? qual è il ruolo dell educazione? cosa servono i voti e cosa è il rispetto della storia? bello come spuntano pensieri estremisti, esilaranti sono questi genitori super volgari che lanciano insulti e commentano il video porno, strano che uno in sottofondo fa la risata di Woody Woodpecker per prendere per il culo e il triplo finale esprime bene delle sensazioni di risentimento e amarezza contro il presente. Nel Complesso quindi è un interessante film pieno di energia provocatoria che inizia male ma finisce molto bene, esagera forse troppo con queste nudità in primo piano ma si riesce a capire l'attacco alla vera volgarità che vuole dipingere, mi piace che non nasconde la mascherine per il covid ma le abbraccia come elemento di realismo, e poi tutto il mondo è paese e questa Romania piena di volagarità e pensieri retrogadi non sembra poi tanto lontana dalla nostra Italia.
Anno: 2021
Regia: Radu Jude
Genere: Satirico, Erotico, Docu
★★★ 😅
Professoressa vive momento difficile perché diventa pubblico un suo filmino porno. Una specie di graffiante docu Commedia satirica che fa una riflessione a 360 sulla Romania del presente, parte con sesso esplicito amatoriale super volgare per fare grossa provocazione alla morale e al perbenismo con cazzi e culi in primo piano e poi si inabissa in una lunga e noiosa passeggiata per le strade, un inizio molto scialbo e sopratutto noiosissimo che non mi è proprio piaciuto, non mi sembra un buon modo per introdurre lo spettatore alla storia con questa esplosione di volgarità per poi annoiare con filmati a caso presi dalla strada dove la protagonista cammina e cammina da un semaforo all altro. Stavo quasi perdendo la fiducia nel film ma arriva un buon secondo atto che cambia completamente marcia e arriva un documentario Brainstorm/flusso di coscienza pieno di idee e sensazioni che scava sotto la superficie del paese e fa critiche alla cultura, alla storia della nazione, si descrive attraverso immagini il sessismo della Romania, la volgarità, inciviltà, la religione, l'industria schiavista, l'inquinamento dei fiumi, la povertà e il fascismo ancora dilagante, problemi gravi che messi a confronto con lo scandalo del sesso esplicito diventano problemini di poco conto. E poi arriva il terzo atto che è ottimo, un satirico processo in piazza dei genitori che rappresentano questo popolo volgare, marcio e corrotto che accusa l'insegnante di non meritare il rispetto dei loro figli, una società amorale che punta il dito in modo ipocrita con una discussione che diventa sempre piu divertente per come mischia il trash alla riflessione seria dove il sacro si unisce al profano su dilemmi concreti, perché il sesso deve restare elemento privato e nascosto? qual è il ruolo dell educazione? cosa servono i voti e cosa è il rispetto della storia? bello come spuntano pensieri estremisti, esilaranti sono questi genitori super volgari che lanciano insulti e commentano il video porno, strano che uno in sottofondo fa la risata di Woody Woodpecker per prendere per il culo e il triplo finale esprime bene delle sensazioni di risentimento e amarezza contro il presente. Nel Complesso quindi è un interessante film pieno di energia provocatoria che inizia male ma finisce molto bene, esagera forse troppo con queste nudità in primo piano ma si riesce a capire l'attacco alla vera volgarità che vuole dipingere, mi piace che non nasconde la mascherine per il covid ma le abbraccia come elemento di realismo, e poi tutto il mondo è paese e questa Romania piena di volagarità e pensieri retrogadi non sembra poi tanto lontana dalla nostra Italia.
23 dicembre 2021
The Matrix Resurrections
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Lana Wachowski
Genere: Fantascienza, Satirico, Meta
★★ 😩
Quarto Film del Franchise che prova anche lui l'operazione nostalgia con un revival satirico che segue lo scheletro del primo film per provocare i fan con atmosfere e situazioni familiari. Déjà vu è la parola chiave del film che diventa elemento META di consapevolezza postmoderno per nascondere dietro una pesante e forzata ironia la vergogna per il riciclaggio di elementi come fanno tutti gli altri, cosi il primo atto è una continua strizzata d'occhio allo spettatore con infinite rotture del quarto muro, tutti conoscono e sono Fan di Matrix che è un gioco alla Tron, e "non volevamo farlo un sequel ma la warner bros ci ha costretti" o Neo vive in prima persona lo stress del focus group per capire qual era il vero spirito dei matrix originali per riuscire ad accontentare tutti, insomma carino che in stile otto e mezzo si ammettono i limiti artistici di un film difficile da realizzare per l'impossibilità oggettiva di ricatturare il fenomeno iconico che sono stati gli originali ma non ho apprezzato il modo con cui questa ammissione è stata fatta che finge cinismo contro il mercato della nostalgia ma è solo una maschera di vergogna dietro cui nascondersi, infatti nel secondo e terzo atto diventa evidente che il film cede comunque alla citazione nostalgica del passato e non riesce ad offrire nuove idee, come spesso accade è un altro guscio vuoto che scopiazza la sceneggiatura originale e ripercorre le stesse strade e le stesse ambientazioni come una giostra satirica a tema matrix, e non è solo citazione di situazioni ma veniamo proprio bombardati da clip e spezzoni dei film originali in modo pigro che mi fa rabbia, è un martellamento costante e fastidioso che trascende l'omaggio per diventare vera tortura, un tunnel del ricordo stucchevole e irritante che ti ripete di "Ricordare cio che hai amato" perché di vere nuove idee non ne abbiamo mi spiace. Registicamente fa schifo con troppa esposizione e poi Tutto è declassato al cinismo piu banale contro i Blockbuster, negli originali si parlava di filosofia, politica, massimi sistemi, libero arbitrio, in questo si attacca in modo patetico e ruffiano gli ovvi trend di hollywood e non c'è alcuna vera critica graffiante e reazionaria contro la società, è solo un rassegnato atto di autolesionismo di un film che odia la sua stessa esistenza e vuole farti sentire in colpa perché non è in grado di intrattenere e offrire niente di serio o profondo come facevano gli originali, Poi odio che tutti i personaggi di supporto sembrano fanboy dei film di matrix che sornioni recitano felici una parte, e che è un film d'azione che parte gia stanco e non ha alcuna voglia di divertire, solo negli ultimi 10 minuti offre qualcosa di interessante, certo è carino scoprire cosa è successo dopo il terzo film, il cattivone è simpatico ed è sempre piena di calore la relazione sentimentale tra Trinity e Neo ma potevano anche risparmiarselo e avrei preferito un completo remake, alla fine si torna con piacere in questo mondo ma il costante RICORDA questo e RICORDA quello è molto schifoso con un approccio Meta narrativo troppo cinico e alternativo per il gusto di esserlo palesemente imbarazzato del suo essere in fondo un forzato sequel commerciale come tutti gli altri.
Anno: 2021
Regia: Lana Wachowski
Genere: Fantascienza, Satirico, Meta
★★ 😩
Quarto Film del Franchise che prova anche lui l'operazione nostalgia con un revival satirico che segue lo scheletro del primo film per provocare i fan con atmosfere e situazioni familiari. Déjà vu è la parola chiave del film che diventa elemento META di consapevolezza postmoderno per nascondere dietro una pesante e forzata ironia la vergogna per il riciclaggio di elementi come fanno tutti gli altri, cosi il primo atto è una continua strizzata d'occhio allo spettatore con infinite rotture del quarto muro, tutti conoscono e sono Fan di Matrix che è un gioco alla Tron, e "non volevamo farlo un sequel ma la warner bros ci ha costretti" o Neo vive in prima persona lo stress del focus group per capire qual era il vero spirito dei matrix originali per riuscire ad accontentare tutti, insomma carino che in stile otto e mezzo si ammettono i limiti artistici di un film difficile da realizzare per l'impossibilità oggettiva di ricatturare il fenomeno iconico che sono stati gli originali ma non ho apprezzato il modo con cui questa ammissione è stata fatta che finge cinismo contro il mercato della nostalgia ma è solo una maschera di vergogna dietro cui nascondersi, infatti nel secondo e terzo atto diventa evidente che il film cede comunque alla citazione nostalgica del passato e non riesce ad offrire nuove idee, come spesso accade è un altro guscio vuoto che scopiazza la sceneggiatura originale e ripercorre le stesse strade e le stesse ambientazioni come una giostra satirica a tema matrix, e non è solo citazione di situazioni ma veniamo proprio bombardati da clip e spezzoni dei film originali in modo pigro che mi fa rabbia, è un martellamento costante e fastidioso che trascende l'omaggio per diventare vera tortura, un tunnel del ricordo stucchevole e irritante che ti ripete di "Ricordare cio che hai amato" perché di vere nuove idee non ne abbiamo mi spiace. Registicamente fa schifo con troppa esposizione e poi Tutto è declassato al cinismo piu banale contro i Blockbuster, negli originali si parlava di filosofia, politica, massimi sistemi, libero arbitrio, in questo si attacca in modo patetico e ruffiano gli ovvi trend di hollywood e non c'è alcuna vera critica graffiante e reazionaria contro la società, è solo un rassegnato atto di autolesionismo di un film che odia la sua stessa esistenza e vuole farti sentire in colpa perché non è in grado di intrattenere e offrire niente di serio o profondo come facevano gli originali, Poi odio che tutti i personaggi di supporto sembrano fanboy dei film di matrix che sornioni recitano felici una parte, e che è un film d'azione che parte gia stanco e non ha alcuna voglia di divertire, solo negli ultimi 10 minuti offre qualcosa di interessante, certo è carino scoprire cosa è successo dopo il terzo film, il cattivone è simpatico ed è sempre piena di calore la relazione sentimentale tra Trinity e Neo ma potevano anche risparmiarselo e avrei preferito un completo remake, alla fine si torna con piacere in questo mondo ma il costante RICORDA questo e RICORDA quello è molto schifoso con un approccio Meta narrativo troppo cinico e alternativo per il gusto di esserlo palesemente imbarazzato del suo essere in fondo un forzato sequel commerciale come tutti gli altri.
Tags:
Blockbuster,
Decostruzione,
Meta,
Satirico,
Simulacro
13 dicembre 2021
Don't Look Up
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Adam McKay
Genere: Commedia, Satirico, Apocalittico
★★ 😳
Due astronomi scoprono una meteora che distruggerà la Terra ma si scontrano con una società corrotta e scettica. Commedia Satirica che usa la metafora della fine del mondo per criticare i social media moderni che mettono in discussione ogni verità, le egocentriche politiche americane e chi ancora non crede nel cambiamento climatico, e di base sono d'accordo con quello che voleva dire il film, riproporre in questa chiave comica il mito di Cassandra era una buona idea con Jennifer Lawrence e DiCaprio che funzionano come protagonisti nevrotici e inascoltati ma Adam McKay non riesce a rafforzare il messaggio e fa un vuoto e noioso compitino moralizzatore che ripete lo stesso concetto all infinito, non riesce a catturare o a far ridere con un umorismo senza satira che non graffia sul serio, fa solo il verso giocoso ai comportamenti assurdi della società mostrando gli antagonisti idioti in modo sempre piu scemo ed irrazionale eliminando ogni tipo di sottigliezza. Il film prova due o tre colpi di stile ma è molto fiacco e dimenticabile, ci sono troppi primi piani e tecnicamente è piuttosto blando, serviva piu cattiveria, piu umorismo nero e piu momenti drammatici, c'è troppo chiacchericcio urlato e fazioso con il suo gigantesco argomento fantoccio, vuole dire che il mondo è in mano a degli idioti ma tratta gli spettatori come dei bambini eliminando tutte le scale di grigi, cosi finisce per essere come una vuota discussione da tribuna politica del "Noi abbiamo ragione e voi no!" che è il solito modo egocentrico dei politici di tirare l'acqua al loro mulino. Alla fine sono simpatiche le caricature della società che rappresenta ma dice il suo messaggio in maniera cosi noiosa e forzata che non ha carattere e non sviluppa nel modo giusto l'amara e tragica realtà di un mondo immaturo che rifiuta ogni tipo di verità oggettiva.
Anno: 2021
Regia: Adam McKay
Genere: Commedia, Satirico, Apocalittico
★★ 😳
Due astronomi scoprono una meteora che distruggerà la Terra ma si scontrano con una società corrotta e scettica. Commedia Satirica che usa la metafora della fine del mondo per criticare i social media moderni che mettono in discussione ogni verità, le egocentriche politiche americane e chi ancora non crede nel cambiamento climatico, e di base sono d'accordo con quello che voleva dire il film, riproporre in questa chiave comica il mito di Cassandra era una buona idea con Jennifer Lawrence e DiCaprio che funzionano come protagonisti nevrotici e inascoltati ma Adam McKay non riesce a rafforzare il messaggio e fa un vuoto e noioso compitino moralizzatore che ripete lo stesso concetto all infinito, non riesce a catturare o a far ridere con un umorismo senza satira che non graffia sul serio, fa solo il verso giocoso ai comportamenti assurdi della società mostrando gli antagonisti idioti in modo sempre piu scemo ed irrazionale eliminando ogni tipo di sottigliezza. Il film prova due o tre colpi di stile ma è molto fiacco e dimenticabile, ci sono troppi primi piani e tecnicamente è piuttosto blando, serviva piu cattiveria, piu umorismo nero e piu momenti drammatici, c'è troppo chiacchericcio urlato e fazioso con il suo gigantesco argomento fantoccio, vuole dire che il mondo è in mano a degli idioti ma tratta gli spettatori come dei bambini eliminando tutte le scale di grigi, cosi finisce per essere come una vuota discussione da tribuna politica del "Noi abbiamo ragione e voi no!" che è il solito modo egocentrico dei politici di tirare l'acqua al loro mulino. Alla fine sono simpatiche le caricature della società che rappresenta ma dice il suo messaggio in maniera cosi noiosa e forzata che non ha carattere e non sviluppa nel modo giusto l'amara e tragica realtà di un mondo immaturo che rifiuta ogni tipo di verità oggettiva.
21 ottobre 2020
The Boys
Recensione Serie tv
Anno: 2019
Showrunner: Eric Kripke
Genere: Satirico, commedia nera
Episodi: 40
★★★ 😰
In un mondo dove i supereroi sono odiose celebrità che agiscono al di sopra di ogni legge un goffo ragazzo per vendetta si unisce ad una banda di ribelli che cerca di fermare i sette supereroi piu influenti d'America capitanati da Homelander (Patriota) un immatura, vanitosa e malata versione del classico Superman. Tratto dal fumetto di Garth Ennis the Boys è una serie volgare, violenta ed Ironica che ribalta e decostruisce l'idea classica del superoismo facendo un palese verso ad hollywood, alle arroganti politiche imperialiste americane, ai rapporti corporativi tra aziende e politica, all culto delle celebrità, alla ipocrita moda del politicamente corretto e alla cultura degli influencer dei social media, ma in generale parla di Propaganda Moderna e di come la massa viene ancora oggi costantemente nutrita di bugie e falsità per essere manipolata e controllata con l'informazione e l'opinione pubblica che sono sempre i veri tesori contesi dai protagonisti. Una serie che poteva essere brillante e carismatica ma tristemente non riesce mai a raggiungere le sue grandi potenzialità, molte scene appaiono piatte, le cose sono ripetute due o tre volte con la solita esposizione televisiva, la regia non convince, il ritmo è spezzettato e ridondante, i personaggi secondari sono poco interessanti e i temi presentati non sono per niente sottili e sono martellati in testa allo spettatore senza alcuna raffinatezza per un gigantesco minestrone di Politica e cultura Pop che finisce per svilire il pensiero critico ad una vuota e volgare barzelletta satirica. A parte questo la serie riesce comunque a Divertire con tanto Cinismo e umorismo nero, è piena di sesso, sbudellamenti e violenza gratuita molto tamarra, uno spasso l'arrivo di Stormfront e Soldierboy, il Butcher di Carl Urban è pieno di fascino e la serie trova il tempo di presentare storie d'amore romantiche come il francesino e Kimiko o la coppia di protagonisti Hughie/Starlight che rappresentano quella candida purezza classica che ha ancora cuore e onestà nonostante fatica a vivere in questa società di Lupi. E la serie non sarebbe nulla se non ci fosse Homelander, è lui la star dello show e ogni volta che appare funziona, praticamente questo è "l'Homelander Show", amo le facce assurde che fa, l'ossessione materna per il latte, le esplosioni di violenza o la magistrale scena dell aereo lo rendono il migliore superman oscuro che sia mai stato fatto, lui è un essere cosi profondamente bastardo, immaturo e vanitoso che non può che rappresentare la parte piu nera di una nazione, in lui c'è ogni politico, ogni celebrità, ogni attore o cantante che ama essere venerato e gode di avere potere sugli altri, Homelander non è un semplice cattivo, è una bestia umana creata dall ego e dai Media che incarna tutto cio che c'è di sbagliato in chi è famoso ed ha potere. Nel complesso è una serie superoistica piuttosto interessante ma è un peccato che la qualità tecnica sia molto scadante, tutto cede troppo alla volgarità gratuita e i suoi messaggi critici sono presentati in modo cosi ovvio e palese che diventano fin troppo stucchevoli.
Anno: 2019
Showrunner: Eric Kripke
Genere: Satirico, commedia nera
Episodi: 40
★★★ 😰
In un mondo dove i supereroi sono odiose celebrità che agiscono al di sopra di ogni legge un goffo ragazzo per vendetta si unisce ad una banda di ribelli che cerca di fermare i sette supereroi piu influenti d'America capitanati da Homelander (Patriota) un immatura, vanitosa e malata versione del classico Superman. Tratto dal fumetto di Garth Ennis the Boys è una serie volgare, violenta ed Ironica che ribalta e decostruisce l'idea classica del superoismo facendo un palese verso ad hollywood, alle arroganti politiche imperialiste americane, ai rapporti corporativi tra aziende e politica, all culto delle celebrità, alla ipocrita moda del politicamente corretto e alla cultura degli influencer dei social media, ma in generale parla di Propaganda Moderna e di come la massa viene ancora oggi costantemente nutrita di bugie e falsità per essere manipolata e controllata con l'informazione e l'opinione pubblica che sono sempre i veri tesori contesi dai protagonisti. Una serie che poteva essere brillante e carismatica ma tristemente non riesce mai a raggiungere le sue grandi potenzialità, molte scene appaiono piatte, le cose sono ripetute due o tre volte con la solita esposizione televisiva, la regia non convince, il ritmo è spezzettato e ridondante, i personaggi secondari sono poco interessanti e i temi presentati non sono per niente sottili e sono martellati in testa allo spettatore senza alcuna raffinatezza per un gigantesco minestrone di Politica e cultura Pop che finisce per svilire il pensiero critico ad una vuota e volgare barzelletta satirica. A parte questo la serie riesce comunque a Divertire con tanto Cinismo e umorismo nero, è piena di sesso, sbudellamenti e violenza gratuita molto tamarra, uno spasso l'arrivo di Stormfront e Soldierboy, il Butcher di Carl Urban è pieno di fascino e la serie trova il tempo di presentare storie d'amore romantiche come il francesino e Kimiko o la coppia di protagonisti Hughie/Starlight che rappresentano quella candida purezza classica che ha ancora cuore e onestà nonostante fatica a vivere in questa società di Lupi. E la serie non sarebbe nulla se non ci fosse Homelander, è lui la star dello show e ogni volta che appare funziona, praticamente questo è "l'Homelander Show", amo le facce assurde che fa, l'ossessione materna per il latte, le esplosioni di violenza o la magistrale scena dell aereo lo rendono il migliore superman oscuro che sia mai stato fatto, lui è un essere cosi profondamente bastardo, immaturo e vanitoso che non può che rappresentare la parte piu nera di una nazione, in lui c'è ogni politico, ogni celebrità, ogni attore o cantante che ama essere venerato e gode di avere potere sugli altri, Homelander non è un semplice cattivo, è una bestia umana creata dall ego e dai Media che incarna tutto cio che c'è di sbagliato in chi è famoso ed ha potere. Nel complesso è una serie superoistica piuttosto interessante ma è un peccato che la qualità tecnica sia molto scadante, tutto cede troppo alla volgarità gratuita e i suoi messaggi critici sono presentati in modo cosi ovvio e palese che diventano fin troppo stucchevoli.
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Satirico,
Serie Tv,
superserie
8 agosto 2019
Parasite
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Bong Joon-ho
Genere: Commedia Nera, Satirico, Sociale
★★★★★ 😰
Thriller satirico che mostra le tragiche conseguenze di una spietata lotta di classe. Un film diverente, drammatico, crudo, pieno di tensione, cinico, spietato, grottesco, ma sopratutto profondamente umano, ci sono momenti che in qualsiasi altro film sarebbero arrivati solo come una ridicola farsa mentre qua la regia rinuncia a fare delle effimere gag comiche per scavare sempre di piu nel dramma riempiendo il film di atmosfere cupe e gelide, cosi grazie alla serietà con cui si trattano i temi sociali le risate da commedia nera arrivano sempre piu a denti stretti. E tutto è una giocosa tragica guerra fra poveri, I protagonisti sono maestri della truffa, degli scarafaggi, parassiti e noi spettatori insieme a loro godiamo nel vederli truffare e manipolare la gente, le regole della scala sociale sono spietate e per lavorare e avere soldi vince solo il piu bastardo, il piu furbo, il piu abile a scavalcare gli altri e recitare una parte che non gli appartiene. Davvero un gran bel film studiato in ogni dettaglio, da tempo non sopporto un certo tipo di cinema autorefenziale che guarda alla meta citazione, all inutile e disperato eccesso, al discorso masturbatorio sull arte, un cinema fatto di registi vanitosi che fingono di parlare d'altro ma poi parlano solo di se stessi e si dimenticano il mondo reale, mentre ancora una volta il cinema Coreano dimostra di essere il piu sincero di tutti perché è pieno di voglia di divertire ma non dimentica cosa significa essere umani, la regia è ottima, gli attori pure, e alla fine puoi cambiare abito ma resta per sempre quella puzza che i ricchi ti sentono addosso.
Anno: 2019
Regia: Bong Joon-ho
Genere: Commedia Nera, Satirico, Sociale
★★★★★ 😰
Thriller satirico che mostra le tragiche conseguenze di una spietata lotta di classe. Un film diverente, drammatico, crudo, pieno di tensione, cinico, spietato, grottesco, ma sopratutto profondamente umano, ci sono momenti che in qualsiasi altro film sarebbero arrivati solo come una ridicola farsa mentre qua la regia rinuncia a fare delle effimere gag comiche per scavare sempre di piu nel dramma riempiendo il film di atmosfere cupe e gelide, cosi grazie alla serietà con cui si trattano i temi sociali le risate da commedia nera arrivano sempre piu a denti stretti. E tutto è una giocosa tragica guerra fra poveri, I protagonisti sono maestri della truffa, degli scarafaggi, parassiti e noi spettatori insieme a loro godiamo nel vederli truffare e manipolare la gente, le regole della scala sociale sono spietate e per lavorare e avere soldi vince solo il piu bastardo, il piu furbo, il piu abile a scavalcare gli altri e recitare una parte che non gli appartiene. Davvero un gran bel film studiato in ogni dettaglio, da tempo non sopporto un certo tipo di cinema autorefenziale che guarda alla meta citazione, all inutile e disperato eccesso, al discorso masturbatorio sull arte, un cinema fatto di registi vanitosi che fingono di parlare d'altro ma poi parlano solo di se stessi e si dimenticano il mondo reale, mentre ancora una volta il cinema Coreano dimostra di essere il piu sincero di tutti perché è pieno di voglia di divertire ma non dimentica cosa significa essere umani, la regia è ottima, gli attori pure, e alla fine puoi cambiare abito ma resta per sempre quella puzza che i ricchi ti sentono addosso.
3 febbraio 2019
Velvet Buzzsaw
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Dan Gilroy
Genere: Satirico, Horror
★★ 😠
Esperti di arte trovano Dipinti maledetti che uccidono la gente. Horror satirico che cerca di essere profondo parlando dell mondo dell Arte, ed è tutto un ripetersi di ARTE ARTE ARTE, i critici fanno schifo! soldi! è tutto business! arte contemporanea fa schifo! hai capito che stiamo parlando d'arte??? è chiarooo?? ARTE!!! e cosi finisce per essere soltanto una storia di una banalità disarmante, guardandolo si resta increduli, ma davvero mi stai dicendo questo? ma davvero stai provando a spaventarmi co' sta roba? ma Gilroy sei serio? ma mi stai prendendo per il culo? dimmi che è tutta una gigantesca presa per il culo ti prego perché non ci voglio credere. Devo dire comunque che i quadri maledetti al centro della storia sono piuttosto belli, cosi come molte inquadrature hanno un idea visiva interessante, la fotografia non è poi cosi male ma è tutto inutile perché Il film ha una profonda anima da generica serie Tv, nella mia vita ne ho viste abbastanza e riconosco ad occhi chiusi i tempi, le pause, le intonazioni, i cambi di scena, i litigi, i campi e i controcampi, con troppi personaggi che si scavalcano sempre, manca un forte punto di vista e tutto è immerso in un chiacchericcio infinito molto soporifero che cerca male l'ironia sotto una leggera musichetta da commediuola, altro che "alta e profonda satira" il tutto è una barzelletta senza senso, poi ogni tanto arrivano i piatti momenti di paura, delle scenette cliché da piccoli brividi poco incisive ma per assurdo i momenti horror sono l'unica cosa che mi è piaciuta in un noioso film che si approccia in maniera molto banale ed ingenua al suo tema principale. Alla fine il prodotto finale sconvolge in senso negativo e non capisco cosa si sono fumati tutti, se si voleva fare una satira perché non puntare di piu sull elemento grottesco e da commedia nera? dove sono le idee forti? perché il film non fa ridere e si prende cosi sul serio? perché questo maledetto approccio televisivo? perché tutti sti dialoghi spazzatura? con un ritmo piu serrato e un tono piu acido forse il film poteva davvero funzionare.
Anno: 2019
Regia: Dan Gilroy
Genere: Satirico, Horror
★★ 😠
Esperti di arte trovano Dipinti maledetti che uccidono la gente. Horror satirico che cerca di essere profondo parlando dell mondo dell Arte, ed è tutto un ripetersi di ARTE ARTE ARTE, i critici fanno schifo! soldi! è tutto business! arte contemporanea fa schifo! hai capito che stiamo parlando d'arte??? è chiarooo?? ARTE!!! e cosi finisce per essere soltanto una storia di una banalità disarmante, guardandolo si resta increduli, ma davvero mi stai dicendo questo? ma davvero stai provando a spaventarmi co' sta roba? ma Gilroy sei serio? ma mi stai prendendo per il culo? dimmi che è tutta una gigantesca presa per il culo ti prego perché non ci voglio credere. Devo dire comunque che i quadri maledetti al centro della storia sono piuttosto belli, cosi come molte inquadrature hanno un idea visiva interessante, la fotografia non è poi cosi male ma è tutto inutile perché Il film ha una profonda anima da generica serie Tv, nella mia vita ne ho viste abbastanza e riconosco ad occhi chiusi i tempi, le pause, le intonazioni, i cambi di scena, i litigi, i campi e i controcampi, con troppi personaggi che si scavalcano sempre, manca un forte punto di vista e tutto è immerso in un chiacchericcio infinito molto soporifero che cerca male l'ironia sotto una leggera musichetta da commediuola, altro che "alta e profonda satira" il tutto è una barzelletta senza senso, poi ogni tanto arrivano i piatti momenti di paura, delle scenette cliché da piccoli brividi poco incisive ma per assurdo i momenti horror sono l'unica cosa che mi è piaciuta in un noioso film che si approccia in maniera molto banale ed ingenua al suo tema principale. Alla fine il prodotto finale sconvolge in senso negativo e non capisco cosa si sono fumati tutti, se si voleva fare una satira perché non puntare di piu sull elemento grottesco e da commedia nera? dove sono le idee forti? perché il film non fa ridere e si prende cosi sul serio? perché questo maledetto approccio televisivo? perché tutti sti dialoghi spazzatura? con un ritmo piu serrato e un tono piu acido forse il film poteva davvero funzionare.
5 gennaio 2019
Vice - L'uomo Nell Ombra
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Adam McKay
Genere: BioPIc, Satirico, DocuFiction, Politico
★★ 😑
Docu-Fiction satirico che descrive la carriera del politico Dick Cheney e prova ad attaccare la sua folle (e probabilmente corrotta) scelta di iniziare la seconda guerra in Iraq. Un Titolo interessante che funziona come cronaca degli eventi storici post 11 settembre ma devo dire che non mi è piaciuto e secondo me è fatto anche piuttosto male. Il film per qualche assurdo motivo prende tutta la storia alla larga e scava cosi tanto nell umanità di chi sta attaccando che quasi non sembra piu un attacco, vuole essere cosi tanto equilibrato e giusto che finisce per essere una satira addomesticata, non è abbastanza esagerato, non c'è carisma registico, non c'è energia, per certi versi non sembra neanche vera satira ma è quasi un noioso Documentario solo costato di piu perché ci recita male Christian Bale ingrassato. Adam McKay prova a rifare quello che gli era riuscito in The Big Short e l'idea di base mi piace, ammiro questo spirito da "infotaiment" che vuole parlare al grande pubblico in maniera schietta e informale ma qua l'esecuzione non colpisce come dovrebbe perché non è abbastanza affilata, tolti piccoli momenti come quando appare Alfred Molina al ristorante che legge il menu delle varie malvagità da commettere o le scene di focus group per manipolare il consenso il resto è davvero robetta che mi sono gia dimenticato, serviva piu esagerazione, piu cinismo, piu cattiveria, piu follia comica, qualsiasi cosa che servisse a scavare con graffiante ironia tra le piege della malvagità politica. Ma forse quello che manca di piu è la Rabbia, manca sincera rabbia e indignazione, perché altrimenti non capisco come perdi 1 ora e mezza a dirmi quanto umano sia stato Cheney e poi i morti me li fai leggere con la solita scrittina pigra "sono morti tot persone in questa guerra".
Anno: 2018
Regia: Adam McKay
Genere: BioPIc, Satirico, DocuFiction, Politico
★★ 😑
Docu-Fiction satirico che descrive la carriera del politico Dick Cheney e prova ad attaccare la sua folle (e probabilmente corrotta) scelta di iniziare la seconda guerra in Iraq. Un Titolo interessante che funziona come cronaca degli eventi storici post 11 settembre ma devo dire che non mi è piaciuto e secondo me è fatto anche piuttosto male. Il film per qualche assurdo motivo prende tutta la storia alla larga e scava cosi tanto nell umanità di chi sta attaccando che quasi non sembra piu un attacco, vuole essere cosi tanto equilibrato e giusto che finisce per essere una satira addomesticata, non è abbastanza esagerato, non c'è carisma registico, non c'è energia, per certi versi non sembra neanche vera satira ma è quasi un noioso Documentario solo costato di piu perché ci recita male Christian Bale ingrassato. Adam McKay prova a rifare quello che gli era riuscito in The Big Short e l'idea di base mi piace, ammiro questo spirito da "infotaiment" che vuole parlare al grande pubblico in maniera schietta e informale ma qua l'esecuzione non colpisce come dovrebbe perché non è abbastanza affilata, tolti piccoli momenti come quando appare Alfred Molina al ristorante che legge il menu delle varie malvagità da commettere o le scene di focus group per manipolare il consenso il resto è davvero robetta che mi sono gia dimenticato, serviva piu esagerazione, piu cinismo, piu cattiveria, piu follia comica, qualsiasi cosa che servisse a scavare con graffiante ironia tra le piege della malvagità politica. Ma forse quello che manca di piu è la Rabbia, manca sincera rabbia e indignazione, perché altrimenti non capisco come perdi 1 ora e mezza a dirmi quanto umano sia stato Cheney e poi i morti me li fai leggere con la solita scrittina pigra "sono morti tot persone in questa guerra".
Tags:
Bio-Pic,
Docu-Fiction,
Film,
Politico,
Satirico
13 novembre 2018
Starship Troopers
Recensione Film
Anno: 1997
Regia: Paul Verhoeven
Genere: Guerra, Satirico, Fantascienza
★★★★ 👽
Controversa Satira Sci-Fi che Glorifica fino all assurdo il militarismo agressivo, non poi cosi tanto esplicita tanto che molti lo considerano ancora oggi uno stupido film di destra, in realtà si allontana molto dal libro di cui è tratto e i temi mostrati vengono estremizzati a tal punto che mutano in base al proprio credo politico. Ma l'intento è chiaro, costruire un Falso film di PROPAGANDA che mostri un mondo che vive e si nutre solo di guerra, non c'è altro, una spirale di guerra coloniale che DEUMANIZZA non solo il Nemico ma l'umanità intera, "la guerra ci rende tutti fascisti" dice il regista e piu si va avanti nel film piu si capisce che non esiste una differenza tra insetti e Soldati, un mondo dove non esistono diritti se non si è un militare, dove "la democrazia ha fallito" e i bambini vengono idottrinati fin da piccoli all ODIO e alla violenza, tutto mostrato con una leggerezza disarmante e impacchettato in una storia da soap opera che affascina ma serve solo per nascondere l'orrore di questo Futuro, che non è altro che il nostro passato.
Anno: 1997
Regia: Paul Verhoeven
Genere: Guerra, Satirico, Fantascienza
★★★★ 👽
Controversa Satira Sci-Fi che Glorifica fino all assurdo il militarismo agressivo, non poi cosi tanto esplicita tanto che molti lo considerano ancora oggi uno stupido film di destra, in realtà si allontana molto dal libro di cui è tratto e i temi mostrati vengono estremizzati a tal punto che mutano in base al proprio credo politico. Ma l'intento è chiaro, costruire un Falso film di PROPAGANDA che mostri un mondo che vive e si nutre solo di guerra, non c'è altro, una spirale di guerra coloniale che DEUMANIZZA non solo il Nemico ma l'umanità intera, "la guerra ci rende tutti fascisti" dice il regista e piu si va avanti nel film piu si capisce che non esiste una differenza tra insetti e Soldati, un mondo dove non esistono diritti se non si è un militare, dove "la democrazia ha fallito" e i bambini vengono idottrinati fin da piccoli all ODIO e alla violenza, tutto mostrato con una leggerezza disarmante e impacchettato in una storia da soap opera che affascina ma serve solo per nascondere l'orrore di questo Futuro, che non è altro che il nostro passato.
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4stelle,
Blockbuster,
Cult,
Fantascienza,
Guerra,
Satirico
5 ottobre 2018
Sorry To Bother You
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Boots Riley
Genere: Satirico, Politico, Surreale
★★★★ 😰
Giovane ragazzo trova lavoro in un call-center ma deve decidere tra la Carriera e il Cuore. Una Commedia Satirica sull costo e sfruttamento del Lavoro piena di stile e carisma, giocando con le Iperbole e il surrealismo si vedono tante cose bizzarre ma ognuna ha un chiaro senso narrativo e tematico, si parla di schiavismo e razzismo ma mi piace come il film non si fossilizza sui soli problemi razziali e aggiungendo classismo, capitalismo e servilismo si espande il tutto all universale mondo del lavoro dove chiunque può facilmente identificarsi. Alcune idee visive mi piacciono (tipo la televisione che si apre per fare posto a quella nuova e i dialoghi al telefono che lo teletrasportano davanti al suo interlocutore) l'uso dei colori è studiato e la musica è magica, insomma è innegabile che la creatività del film è eccellente ma la prima parte non mi aveva convinto del tutto, sembrava un guscio vuoto, la comicità c'è ma è leggermente forzata con battute e gag che si dilungano e non sempre colpiscono, dici "ok... apprezzo lo sforzo ma...bho, vabbe" e non amo come il protagonista si trova sempre in una situazione di disagio, poi però arriva un certa cosa e a quel punto il film acquista un identità ed è riuscito a conquistarmi, il messaggio prende una chiara forma che rende l'intero film unico e memorabile. Quindi seppure il tutto sia un ideologica, stupida e piuttosto ingenua parabola comunista vecchia di 140 anni che rifiuta l'idea stessa di successo economico, riesce comunque a funzionare come sognante lotta sindacale e a strappare di sicuro un sorriso su questi storici problemi del lavoro.
Anno: 2018
Regia: Boots Riley
Genere: Satirico, Politico, Surreale
★★★★ 😰
Giovane ragazzo trova lavoro in un call-center ma deve decidere tra la Carriera e il Cuore. Una Commedia Satirica sull costo e sfruttamento del Lavoro piena di stile e carisma, giocando con le Iperbole e il surrealismo si vedono tante cose bizzarre ma ognuna ha un chiaro senso narrativo e tematico, si parla di schiavismo e razzismo ma mi piace come il film non si fossilizza sui soli problemi razziali e aggiungendo classismo, capitalismo e servilismo si espande il tutto all universale mondo del lavoro dove chiunque può facilmente identificarsi. Alcune idee visive mi piacciono (tipo la televisione che si apre per fare posto a quella nuova e i dialoghi al telefono che lo teletrasportano davanti al suo interlocutore) l'uso dei colori è studiato e la musica è magica, insomma è innegabile che la creatività del film è eccellente ma la prima parte non mi aveva convinto del tutto, sembrava un guscio vuoto, la comicità c'è ma è leggermente forzata con battute e gag che si dilungano e non sempre colpiscono, dici "ok... apprezzo lo sforzo ma...bho, vabbe" e non amo come il protagonista si trova sempre in una situazione di disagio, poi però arriva un certa cosa e a quel punto il film acquista un identità ed è riuscito a conquistarmi, il messaggio prende una chiara forma che rende l'intero film unico e memorabile. Quindi seppure il tutto sia un ideologica, stupida e piuttosto ingenua parabola comunista vecchia di 140 anni che rifiuta l'idea stessa di successo economico, riesce comunque a funzionare come sognante lotta sindacale e a strappare di sicuro un sorriso su questi storici problemi del lavoro.
9 settembre 2018
BlacKKKlansman
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Spike Lee
Genere: Poliziesco, Satirico
★★ 😒
Poliziotto Nero e uno Ebreo attraverso delle operazioni sotto copertura cercano di Fermare il gruppo neo-nazista del KKK. Un poliziesco satirico dall alta dose di Temi razziali che si crede brillante e Progressista ma in realtà finisce solo per ribadire e semplificare le differenze ripetendo fino alla nausea Nero nero nero, ebreo ebreo ebreo, nero nero nero, ebreo ebreo ebreo, nero nero nero ...e che palle! il suo messaggio è cosi ovvio, blando, saturo e forzato che finisce per annoiare e non dire nulla di concreto. Certo Funziona come sempre Adam Driver e la Gag centrale del film che mostra come Il Nero Non viene riconosciuto al telefono perché i Razzisti guardano solo l'aspetto esteriore ma l'idea dell doppio infiltrato non regge un intera storia e il tutto finisce per essere una legnosa e impostata lezioncina sui pericoli del razzismo, la storia si fossilizza su una facile stilizzazione dei neonazisti che diventano piatte macchiette da odiare e prendere in giro mentre i gruppi dei neri (per me altrettanto razzisti) sono tutti virtuosi e da ammirare. Il film poi con frasi come "america first" o "make america great again" fa un poco sottile riferimento all era Trump con chiari e odiosi anacronismi che si ricollegano al presente in un finale "impegnato politicamente" pieno di rabbia e disgusto ma la mossa finale è proprio quella che mi ha fatto odiare il film, si uccide l'intera narrativa con il solito ricatto morale, mi è sembrata davvero una ruffianata troppo retorica. Da moderato ritengo che ridurre la complessa discussione razziale alla semplice divisione in "buoni e cattivi" finisce per estremizzare le parti e in questo modo (come la storia insegna) non si fa altro che rafforzare entrambi, si da vita ad una stupida polarizzazione che alimenta ancora di piu il fuoco del conflitto.
Anno: 2018
Regia: Spike Lee
Genere: Poliziesco, Satirico
★★ 😒
Poliziotto Nero e uno Ebreo attraverso delle operazioni sotto copertura cercano di Fermare il gruppo neo-nazista del KKK. Un poliziesco satirico dall alta dose di Temi razziali che si crede brillante e Progressista ma in realtà finisce solo per ribadire e semplificare le differenze ripetendo fino alla nausea Nero nero nero, ebreo ebreo ebreo, nero nero nero, ebreo ebreo ebreo, nero nero nero ...e che palle! il suo messaggio è cosi ovvio, blando, saturo e forzato che finisce per annoiare e non dire nulla di concreto. Certo Funziona come sempre Adam Driver e la Gag centrale del film che mostra come Il Nero Non viene riconosciuto al telefono perché i Razzisti guardano solo l'aspetto esteriore ma l'idea dell doppio infiltrato non regge un intera storia e il tutto finisce per essere una legnosa e impostata lezioncina sui pericoli del razzismo, la storia si fossilizza su una facile stilizzazione dei neonazisti che diventano piatte macchiette da odiare e prendere in giro mentre i gruppi dei neri (per me altrettanto razzisti) sono tutti virtuosi e da ammirare. Il film poi con frasi come "america first" o "make america great again" fa un poco sottile riferimento all era Trump con chiari e odiosi anacronismi che si ricollegano al presente in un finale "impegnato politicamente" pieno di rabbia e disgusto ma la mossa finale è proprio quella che mi ha fatto odiare il film, si uccide l'intera narrativa con il solito ricatto morale, mi è sembrata davvero una ruffianata troppo retorica. Da moderato ritengo che ridurre la complessa discussione razziale alla semplice divisione in "buoni e cattivi" finisce per estremizzare le parti e in questo modo (come la storia insegna) non si fa altro che rafforzare entrambi, si da vita ad una stupida polarizzazione che alimenta ancora di piu il fuoco del conflitto.
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Poliziesco,
Satirico
28 maggio 2018
Loro 1 e 2
Anno: 2018
Regia: Paolo Sorrentino
Genere: Satirico, Politico, Bio-Pic
★★★ 😏
Imprenditore-Pappone sogna di arrivare sull olimpo per incontrare LUI, Silvio Berlusconi il quale cerca disperato di riconquistare il cuore della moglie e dell'intero paese. Nella prima parte si inizia con un esagerata satira sociale arthouse piena zeppa di sesso e droga che sembra un gigantesco videoclip e serve per descrivere LORO, quelli che contano o che si credono tali mentre il secondo atto cambia nettamente marcia con toni da commedia che prende in giro la popolare figura con una caricatura che nonostante le sue contraddizioni riesce ad affascinare lo spettatore con toni romantici, due parti che si alimentano e si desiderano a vicenda rappresentando la critica e la difesa, il sesso e l'amore, il profano e il sacro, l'inferno e il paradiso, il sottosuolo e la superficie di un uomo che vive e crede nelle sue stesse menzogne. E anche se ero partito cinico il tutto funziona bene, certo è dal 94 che Berlusconi rompe il cavolo e come lui hanno rotto tutti 'sti film, critiche e parodie che lo hanno solo reso piu popolare, e qua in termini di messaggio non si va molto lontano dal semplice "VA TUTTO A PUTTANE!" ma è innegabile che il maledetto Sorrentino le capacità le ha e nonostante i personaggi parlano continuamente per maledetti aforismi l'esecuzione è molto buona, la pecora (italiani) che non ne può piu, la stupenda fotografia, il montaggio ritmato, l'uso delle musiche, le televendite, la Candida che apre le gambe e fa i salti mortali, l'incontro con Dio, il ministro morto di fica, le varie allegorie, e il bello(o brutto) è che niente è inventato, tutto viene preso da frasi ed eventi reali, si trasforma l'ultimo periodo della vita di Berlusconi (e quindi dell Italia) in un ridicolo quadro grottesco a 4K creando uno stile che a sorpresa è riuscito a conquistarmi. Nella seconda parte invece Continua la satira a Berlusconi che ormai disperato vende i sogni ad una povera Italia stanca e distrutta. Una Seconda parte che mi è piaciuta meno della prima, la tecnica e lo stile artistico è decisamente inferiore al precedente e cosi il messaggio trasmesso appare piu debole e fiacco, sopratutto non ho amato delle scene senza alcuna sottigliezza e mi aspettavo quasi che Berlusconi si mettesse a fare le scorregge in faccia alla gente. Pessimo il dialogo finale tra Lui e la moglie, prova a riassumere il rapporto Destra-sinistra ma finisce per rovinarlo e ad appiattirlo ad un litigio da soap opera, non era proprio necessario sentire frasi come "sei patetico, sei rimasto un piazzista, un bugiardo, hai barato tutta la vita, dovevi occuparti degli italiani ma non te ne è mai fregato niente, dove li hai trovati quei soldi? etc" con critiche cosi ovvie e palesi si tocca il fondo artistico e ci si avvicina troppo a quegli schifosi prodotti di sinistra radical chic che ho sempre odiato, oltre a questo il tutto scorre male con momenti troppo frettolosi, come il periodo da presidente, il terremoto e il destino del personaggio chiave di Scamarcio che si perde drammaticamente tra le pieghe di un montaggio. Qualche guizzo geniale resta, buona la compravendita dei senatori e ottima quella telefonata casuale che riassume l'intero mestiere della politica, gente disperata di poter essere creduta che vende sogni ed illusioni ad altra gente disperata che ha bisogno di credere in qualcosa, impossibile poi non essere inquietati da un berlusconi orco che appare con un sorriso malefico ad una confusa ragazza. Molti criticano giustamente la divisione in due parti ma io direi a questo punto perché fermarsi qua e non fare un loro 3 e loro 4, è troppo facile prendersela con il passato, è ora di tirare fuori le palle ed iniziare a criticare anche quei patetici pagliacci della Lega e del M5S, i degni eredi di questo becero populismo italiano.
2 maggio 2018
Spring Breakers
Recensione Film
Anno: 2012
Regia: Harmony Korine
Genere: Satira Sociale, Arthouse
★★★ 😒
Quattro ragazze ribelli lasciano la scuola e partono per la classica vacanza di primavera americana ma finiranno per perdere la strada di casa. Una Satira Arthouse che critica la generazione dello Sballo fondendo lo stile suggestivo dei videoclip di MTV a quello poetico di Malick, un mix surreale di sesso e Violenza che Mostra il disgusto e Rancore viscerale del regista verso la gioventù troppo Edonistica e la loro subcultura Degradante. La fotografia al neon è molto buona, le ragazze sono bellissime e affascina il carisma del personaggio Gangsta' di James Franco che incarna questa cultura dello sballo-rap che rovina i giovani e porta verso violenza e dipendenza, una sodoma o Girone infernale simile al paese dei balocchi che rapisce e corrompe anche i piu puri. Aprezzo poi l'assenza di esposizione ma il messaggio diventa molto presto piatto e ripetitivo, gia dopo la prima mezz'ora si inizia a capire che il film fallisce a presentare una forte idea e non riesce ad andare oltre le sue vuote premesse satiriche sul sogno americano, è un infinito ripetersi estenuante degli stessi elementi e gli stessi concetti fino alla nausea, un messaggio martellato addosso allo spettatore, inserito a forza in gola senza nessuna sottigliezza o sfumatura con una fastidiosa arroganza e Saccenza di superiorità Morale. Nonostante tutto questo sforzo artistico resta sempre un aura di falsità molto pretenziosa, è una rappresentazione dei giovani poco sincera che non approfondisce i temi, le origini sociali o le origini della cultura che si sta criticando. Tutto questo rancore mostrato sullo schermo sembra una enorme libidinosa e masturbatoria Predica Pastorale contro i giovani e il peccato, infatti per me è a tutti gli effetti un mascherato film religioso e moralista, sembra di sentire un vecchio che non si è mai divertito lamentarsi dei giovani d'oggi, la regia appare disonesta quando mostra in continuazione ogni centimetro dei corpi delle belle protagoniste, Infinite inquadrature di culi e tette che ricercano la suggestione shock del pubblico con un vuoto eccesso di stile, e con il ripetersi come un mantra della frase "spring break forever" si spinge in tutti i modi a suggerire un empatia per la tragica fatalità della giovinezza sprecata che passa per tutti troppo velocemente, paragonata ad una festa o gli effetti di una droga la gioventù offre solo un euforia momentanea prima della triste malinconica nostalgia che arriva nell età adulta. Insomma Non esattamente una satira molto efficace e addirittura piu si guarda il film e piu scatta dentro un senso di ribellione a questa critica, viene la voglia di sballarsi e divertirsi alla faccia di ogni morale e moralismo, alla faccia del regista e la sua critica sterlie, decisamente Uno dei piu sopravvalutati film degli ultimi anni, film ruffiano che piace a chi sotto sotto ha sempre provato un immotivato rancore e gelosia per chi sa come divertirsi in compagnia.
Anno: 2012
Regia: Harmony Korine
Genere: Satira Sociale, Arthouse
★★★ 😒
Quattro ragazze ribelli lasciano la scuola e partono per la classica vacanza di primavera americana ma finiranno per perdere la strada di casa. Una Satira Arthouse che critica la generazione dello Sballo fondendo lo stile suggestivo dei videoclip di MTV a quello poetico di Malick, un mix surreale di sesso e Violenza che Mostra il disgusto e Rancore viscerale del regista verso la gioventù troppo Edonistica e la loro subcultura Degradante. La fotografia al neon è molto buona, le ragazze sono bellissime e affascina il carisma del personaggio Gangsta' di James Franco che incarna questa cultura dello sballo-rap che rovina i giovani e porta verso violenza e dipendenza, una sodoma o Girone infernale simile al paese dei balocchi che rapisce e corrompe anche i piu puri. Aprezzo poi l'assenza di esposizione ma il messaggio diventa molto presto piatto e ripetitivo, gia dopo la prima mezz'ora si inizia a capire che il film fallisce a presentare una forte idea e non riesce ad andare oltre le sue vuote premesse satiriche sul sogno americano, è un infinito ripetersi estenuante degli stessi elementi e gli stessi concetti fino alla nausea, un messaggio martellato addosso allo spettatore, inserito a forza in gola senza nessuna sottigliezza o sfumatura con una fastidiosa arroganza e Saccenza di superiorità Morale. Nonostante tutto questo sforzo artistico resta sempre un aura di falsità molto pretenziosa, è una rappresentazione dei giovani poco sincera che non approfondisce i temi, le origini sociali o le origini della cultura che si sta criticando. Tutto questo rancore mostrato sullo schermo sembra una enorme libidinosa e masturbatoria Predica Pastorale contro i giovani e il peccato, infatti per me è a tutti gli effetti un mascherato film religioso e moralista, sembra di sentire un vecchio che non si è mai divertito lamentarsi dei giovani d'oggi, la regia appare disonesta quando mostra in continuazione ogni centimetro dei corpi delle belle protagoniste, Infinite inquadrature di culi e tette che ricercano la suggestione shock del pubblico con un vuoto eccesso di stile, e con il ripetersi come un mantra della frase "spring break forever" si spinge in tutti i modi a suggerire un empatia per la tragica fatalità della giovinezza sprecata che passa per tutti troppo velocemente, paragonata ad una festa o gli effetti di una droga la gioventù offre solo un euforia momentanea prima della triste malinconica nostalgia che arriva nell età adulta. Insomma Non esattamente una satira molto efficace e addirittura piu si guarda il film e piu scatta dentro un senso di ribellione a questa critica, viene la voglia di sballarsi e divertirsi alla faccia di ogni morale e moralismo, alla faccia del regista e la sua critica sterlie, decisamente Uno dei piu sopravvalutati film degli ultimi anni, film ruffiano che piace a chi sotto sotto ha sempre provato un immotivato rancore e gelosia per chi sa come divertirsi in compagnia.
22 aprile 2018
Ingrid Goes West
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Matt Spicer
Genere: Commedia, Satira
★★★ 😌
Maniaca ossessionata da Istagram inizia a stalkerare e imitare una donna sognando la sua vita e la sua popolarità. Una specie di commedia nera sui social network che permettono di costruire Immagini alterate delle vite di ognuno, un rapporto tra influencer e Follower che è una serie di maschere di perfezione che danno vita ad altre maschere in un gioco di Bugie e falsità a cui tutti partecipano piu o meno consapevolmente per soddisfare un Ego moderno sempre piu affamato e solo. Tutto è semplice ma realizzato bene, la bella e brava Aubrey Plaza convince con un interpretazione sentita e toccante ma il film sbaglia completamente il suo messaggio di critica sociale che si trasforma in un tenero ed indulgente Elogio di questo vuoto mondo. La protagonista non impara nulla dalle sue azioni, diventa anzi un eroina tragica che merita la nostra compassione, il simbolo sofferente di ogni disperato follower che come un triste innamorato non riceve in cambio l'amore che offre, la regia non ha il minimo coraggio di trattarla Male ma anzi la compatisce e la premia, Invece di far capire come questo vanitoso desiderio è stupido ed effimero le sue sensazioni vengono presentate come giuste e perfettamente umane, cosi il vero dramma finisce per essere solo il diverso stato sociale delle due donne. Messaggio sbagliato che poi viene Trasmesso nel modo piu blando e ovvio possibile con tanto di Esposizione palese lanciata addosso allo spettatore, la sottigliezza non esiste nel disastroso finale con un bel "se non hai nulla da condividere non vale la pena vivere" sparato in faccia e la patetica frase cliché "sai, noi due non siamo poi cosi tanto diversi" che è roba da finale di taken 2.
Anno: 2017
Regia: Matt Spicer
Genere: Commedia, Satira
★★★ 😌
Maniaca ossessionata da Istagram inizia a stalkerare e imitare una donna sognando la sua vita e la sua popolarità. Una specie di commedia nera sui social network che permettono di costruire Immagini alterate delle vite di ognuno, un rapporto tra influencer e Follower che è una serie di maschere di perfezione che danno vita ad altre maschere in un gioco di Bugie e falsità a cui tutti partecipano piu o meno consapevolmente per soddisfare un Ego moderno sempre piu affamato e solo. Tutto è semplice ma realizzato bene, la bella e brava Aubrey Plaza convince con un interpretazione sentita e toccante ma il film sbaglia completamente il suo messaggio di critica sociale che si trasforma in un tenero ed indulgente Elogio di questo vuoto mondo. La protagonista non impara nulla dalle sue azioni, diventa anzi un eroina tragica che merita la nostra compassione, il simbolo sofferente di ogni disperato follower che come un triste innamorato non riceve in cambio l'amore che offre, la regia non ha il minimo coraggio di trattarla Male ma anzi la compatisce e la premia, Invece di far capire come questo vanitoso desiderio è stupido ed effimero le sue sensazioni vengono presentate come giuste e perfettamente umane, cosi il vero dramma finisce per essere solo il diverso stato sociale delle due donne. Messaggio sbagliato che poi viene Trasmesso nel modo piu blando e ovvio possibile con tanto di Esposizione palese lanciata addosso allo spettatore, la sottigliezza non esiste nel disastroso finale con un bel "se non hai nulla da condividere non vale la pena vivere" sparato in faccia e la patetica frase cliché "sai, noi due non siamo poi cosi tanto diversi" che è roba da finale di taken 2.
21 gennaio 2018
The Square
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Ruben Östlund
Genere: Satirico
★★★ 😅
Curatore di museo tocca i limiti del consentito per raggiungere un pubblico piu ampio. Un film che parla di arte moderna, di pubblicità, di marketing, di critica, pretenziosità e sopratutto del conflitto tra Arte e Pubblico, gli artisti sono disperati e patetici cercando di riuscire a spedire un qualche Messaggio e quindi Osano, rischiano, si compromettono, esagerano e falliscono, ed è giusto cosi, per essere tale l'arte non deve confortare ma deve provare ad essere provocatoria, scuotere e smuovere le coscienze. il film parla anche di come gli artisti sono bastardi egocentrici che amano solo se stessi e sfruttano i problemi sociali e la povertà per tornaconto personale, ovviamente con questi argomenti il film diventa inevitabilmente anche "Meta" con il telefono da recuperare e la scena dell ristorante che è piu o meno la tesi massima del discorso, si mostra visivamente i limiti dell rapporto tra artista e il suo passivo pubblico, che è disposto ad accettare un qualsiasi messaggio a patto che non superi certi Limiti, ma è solo dentro o oltre quei limiti che il pubblico viene veramente toccato, è solo nei limiti che l'Arte diventa Arte. Il film quindi vive di momenti, ha grandi scene, la regia riesce molto bene a Costruire la Tensione e la distensione in situazioni che oscillano tra il comico e il satirico, bello il pathos quando le luci si accendono e spengono alla consegna delle lettere, i gridi d'aiuto casuali o i rumori violenti in sottofondo, con le musiche utilizzate che vanno dalla classica ad un piu violento dunzdunz da rave party. Ma nell insieme Il film non mi ha convinto, è pesante, troppo lungo e forse il problema principale è per ironia proprio nel suo messaggio verso l'Arte che finisce per essere cosi palese che rovina il discorso narrativo, è un messaggio su qualcosa che non si può definire che si arruffiana un certo tipo di pubblico intellettuale ma allo spettatore comune non frega nulla della storia, non ci frega nulla del protagonista, non ci importa nulla dei suoi colleghi, cosi come la relazione con la giornalista e il rapporto difficile con le sue figlie, c'è troppo sottotesto e poco testo, il film vive cosi di intellettualismo spocchioso, infatti tutto il discorso sulla moralità artistica è circoscritto solo a critici e artisti mentre le persone normali se ne sbattono di come un messaggio viene spedito, l'importante è che arrivi.
Anno: 2017
Regia: Ruben Östlund
Genere: Satirico
★★★ 😅
Curatore di museo tocca i limiti del consentito per raggiungere un pubblico piu ampio. Un film che parla di arte moderna, di pubblicità, di marketing, di critica, pretenziosità e sopratutto del conflitto tra Arte e Pubblico, gli artisti sono disperati e patetici cercando di riuscire a spedire un qualche Messaggio e quindi Osano, rischiano, si compromettono, esagerano e falliscono, ed è giusto cosi, per essere tale l'arte non deve confortare ma deve provare ad essere provocatoria, scuotere e smuovere le coscienze. il film parla anche di come gli artisti sono bastardi egocentrici che amano solo se stessi e sfruttano i problemi sociali e la povertà per tornaconto personale, ovviamente con questi argomenti il film diventa inevitabilmente anche "Meta" con il telefono da recuperare e la scena dell ristorante che è piu o meno la tesi massima del discorso, si mostra visivamente i limiti dell rapporto tra artista e il suo passivo pubblico, che è disposto ad accettare un qualsiasi messaggio a patto che non superi certi Limiti, ma è solo dentro o oltre quei limiti che il pubblico viene veramente toccato, è solo nei limiti che l'Arte diventa Arte. Il film quindi vive di momenti, ha grandi scene, la regia riesce molto bene a Costruire la Tensione e la distensione in situazioni che oscillano tra il comico e il satirico, bello il pathos quando le luci si accendono e spengono alla consegna delle lettere, i gridi d'aiuto casuali o i rumori violenti in sottofondo, con le musiche utilizzate che vanno dalla classica ad un piu violento dunzdunz da rave party. Ma nell insieme Il film non mi ha convinto, è pesante, troppo lungo e forse il problema principale è per ironia proprio nel suo messaggio verso l'Arte che finisce per essere cosi palese che rovina il discorso narrativo, è un messaggio su qualcosa che non si può definire che si arruffiana un certo tipo di pubblico intellettuale ma allo spettatore comune non frega nulla della storia, non ci frega nulla del protagonista, non ci importa nulla dei suoi colleghi, cosi come la relazione con la giornalista e il rapporto difficile con le sue figlie, c'è troppo sottotesto e poco testo, il film vive cosi di intellettualismo spocchioso, infatti tutto il discorso sulla moralità artistica è circoscritto solo a critici e artisti mentre le persone normali se ne sbattono di come un messaggio viene spedito, l'importante è che arrivi.
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