28 giugno 2025

Sinners - I Peccatori

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Ryan Coogler
Genere: Dramma storico, Horror

★★★★ 😅

Nell 1932 dei gemelli criminali organizzano una festa dove il male cerca di entrare. Dramma storico che usa il vampirismo per parlare dell'orgoglio culturale afroamericano e del pericolo dell assimilazione in una grande unica cultura di massa senz'anima dove spariscono le identità, la regia non è male e offre le giuste atmosfere con buona tensione e intensità drammatica, buoni i vari momenti musicali simbolici, le interpretazioni di tutti convincono, ho amato molto l'antagonista di Jack O'Connell e anche Michael B. Jordan sdoppiato in due ruoli riesce a reggere l'intera storia con un forte legame tra fratelli. Peccato che nonostante la qualità tecnica la fotografia troppo scura e dorata non mi è piaciuta, il ritmo non è dei migliori e il film diventa davvero interessante solo all arrivo dei vampiri alla festa, poi l'impegno culturale sfocia ogni tanto in troppa pretenziosità come la citazione anacronistica dei vari stili musicali o il finale che poteva chiudersi in modo netto e preciso ma sbrodola e si dilunga prima in una stupida e gratuita sparatoria ruffiana contro i soliti bianchi razzisti e poi si vanta da solo su quanto importante è stata quella notte per i personaggi in un grande atto masturbatorio dell film stesso. E capisco l'orgoglio e essere contro l'appropiazione culturale ma non sono minimamente d'accordo con il messaggio del film che con il suo rifiuto all assimilazione sembra fare un grande gatekeeping anche piuttosto razzista e grazie a Dio da sempre nella storia umana le culture si sono fuse e mischiate tra di loro contaminandosi a vicenda. Nell insieme è comunque un film fatto bene che ha un suo chiaro stile e messaggio e poi mi sono davvero piaciuti i vari momenti di tensione alla porta con gli inquietanti vampiri che hanno bisogno dell invito per entrare.

23 marzo 2024

Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco

Recensione Film
Anno: 1974
Regia: Mel Brooks
Genere: Western, Parodia

★★★ 😏

Nel vecchio West un cattivone fa diventare Sheriffo un nero per portare caos in una cittadina. Irriverente Parodia western che mette con coraggio le tensioni razziali al centro di tutto giocando con il fatto che era molto raro vedere cowboy neri al cinema, e la narrativa funziona per come non nasconde il razzismo ma anzi lo mostra in modo chiaro e aperto con tanti insulti e reazioni disgustate della gente, un modo di far ridere che può rischiare di sembrare anch'esso razzista (specie nel politicamente corretto di oggi) ma mostrare l'intolleranza per quello che è serve per non ignorare il problema con vuoti moralismi di censura e per far capire davvero le grandi differenze dei punti di vista con la cittadina scema da salvare che simboleggia lo stesso pubblico attaccato dal razzismo dei fondamentalisti che deve essere difeso e deve imparare ad abracciare le minoranze. Essendo poi una commedia di Mel Brooks ci sono anche tante battute assurde piu o meno riuscite, come la sella firmata Gucci, veloci rotture del quarto muro dove si parla direttamente al pubblico, il protagonista che si prende in ostaggio da solo, il boia medievale che impicca uno a cavallo, fantastiche le mucche al saloon, il governatore scemo che si fa la segretaria tettona, mi piace il personaggio di Mongo per quanto è forzuto e cartoonesco tanto che viene battuto con scena che palesemente cita Bugs bunny, bello e carismatico Gene Wilder che è veloce a livelli assurdi citando le famose velocità dei pistoleri nei western o c'è tutto un balletto musicale lunghissimo con Madeline Kahn ma lo si perdona per come lei è super sexy con delle calze da urlo. E il film si chiude in modo perfetto con una grande battaglia che esplode ed esonda oltre le finte pareti del Western, una gigantesca zuffa meta-narrativa che invade la stessa Hollywood e vuole ribadire che l'intolleranza è una questione reale e non può essere limitata ad un particolare genere, cosi nell insieme è un simpaticissimo film che con ironia e coraggio parla delle divisioni in modo onesto e sincero cercando di far riflettere su questo eterno problema.

25 dicembre 2023

Hanno Clonato Tyrone

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Juel Taylor
Genere: Commedia, Fantascienza

★★★ 😏

Uno spacciatore, un pappone e una prostituta scoprono misteriosi segreti nel loro quartiere. Commedia urbana di fantascienza che si ispira molto ai film di Blaxploitation degli anni 70 e con simpatia e umorismo gioca con la cultura criminale dei ghetti e con gli stereotipi degli afroamericani per creare un attacco alle condizioni economico/sociali che formano e continuano a mantenere queste realtà simili tra di loro ma è anche una totale celebrazione alla cultura nera in un quadro satirico piuttosto interessante. John Boyega guida il tutto e convince bene con un interpretazione rabbiosa, sentita e pacata che lo fa brillare molto ma bravissimi anche Teyonah Parris e Jamie Foxx che di contrasto fanno ottime spalle comiche molto estroverse e piene di carisma che vomitano decine di parole in continuazione, la storia non è niente di eccezionale ed esagera fin troppo fino a diventare ridicola e inverosimile con degli antagonisti stra-idioti che fanno errori clamorosi distruggendo gran parte la seconda parte dell film ma comunque i misteri iniziali riescono ad intrigare e andando avanti ci sono tanti colpi di scena che sono abbastanza piacevoli. Visivamente è tutto troppo scuro e le ambientazioni fumose non mi sono piaciute molto ma non è malissimo e la regia mischia bene il tono grezzo e realistico di strada con i set posticci da b-movie anni 70, cosi nell insieme è un film che vive piu per il suo omaggio culturale che di vera tecnica o scrittura ma funziona perché la riflessione non è un pesante attacco rancoroso che elimina ogni colpa individuale ma è invece un leggero discorso sociale pieno di carisma e autoironia.

6 dicembre 2023

American Fiction

Recensione Film
Anno: 2023
Genere: Commedia
Regia: Cord Jefferson

★★★ 😖

Un serio Scrittore si mette a scrivere per disperazione un libro parodia nello stile della cultura nera e finisce per ottenere il successo desiderato. Leggera Commedia sofisticata che attraverso una simpatica satira riflette sul mondo accademico moderno che per quanto si dichiara progressista e inclusivo continua a vivere ed alimentarsi di stereotipi razzisti ghettizzando gli autori neri ad un singolo macro genere culturale, ecco cosi che i neri americani vengono visti e possono esprimersi solo in quanto neri e vengono riconosciuti solo se parlano attraverso il codice fatto di stereotipi come parolacce, schiavi e gangster, e il film esprime la frustrazione e il conflitto tra uomo e cultura con un artista che odia questa follia ma non trova alternative per poter emergere in questo sistema malato. Jeffrey Wright qua è ottimo e pieno di carisma guida bene la storia, funzionano le calde interazioni familiari con una madre malata e un fratello problematico, mi è piaciuta la scena dove visualizza davanti a lui i personaggi dell suo libro che come dei pessimi attori recitano in modo esagerato, poi belle tutte le scenette dove crea fascino e mistero per alimentare la farsa di autore grezzo della strada ed è simpatico il paradosso conflittuale di dover giudicare il suo stesso libro ad un concorso letterario. Insomma tutto è leggero e simpatico e qualche sorriso lo strappa ma è un peccato che funziona piu come idea che come film, il ritmo è lentissimo e se la prende comoda, la storia non ha mordente e rasenta sempre la noia, poi è un film che si divide male tra un poco interessante dramma in famiglia e una fiacca parodia al mondo accademico che appare fin troppo leggera e poco incisiva, il finale sopratutto mi ha deluso per come balbetta due o tre finali diversi in Meta-narrazione filmica e poi c'è una patetica cinica accettazione delle cose. Un peccato che il film prova a fare un discorso serio ma si ferma solo in superfice per fare leggera risata perché oltre a cercare di andare oltre gli stereotipi della cultura nera parla anche dei paradossi di un artista che viene frainteso, che si finge un altro, che ha successo con una provocazione ironica o che deve sacrificare il suo ego per compiacere il pubblico, e sono tutti temi universali molto profondi e complessi che qua meritavano uno sviluppo migliore.

13 luglio 2021

Django Unchained

Recensione Film
Anno: 2012
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Western, Revenge

★★★★ 😎

Un ex schiavo parte per liberare sua moglie grazie all aiuto di un cacciatore di taglie tedesco. Primo western di Tarantino che offre la sua solita energia stilistica ma c'è anche un impegno progressista concreto con una guerra contro il razzismo mostrata apertamente e non usata solo per facile bandiera di virtuosità. Infatti il film non è solo un vuoto e immaturo omaggio agli spaghetti western ma è un revenge fantasy sugli abusi della segregazione razziale che mostra senza vergogna quanto era inconcepibile per quel periodo l'idea di un uomo nero del tutto libero, e ad ogni incontro e ogni conflitto che viene mostrato nasce in noi e nei protagonisti una concreta rabbia umanista per questi tipi di abusi e ingiustizie, una rabbia che ribolle sempre piu nelle vene e deve essere soffocata a fatica creando buoni momenti di tensione thriller fino ad esplodere piu volte in maniera orgasmica. Quindi c'è sicuramente umorismo e tanta voglia di esagerare con super sparatorie splatter ridicole ma il film funziona perché azzecca i momenti piu seri come le drammatiche scene di violenza alla moglie di Django o i continui e piu o meno velati insulti razzisti. Jamie Foxx se la cava, Leonardo DiCaprio è ok, molto buona la patetica servile meschinità del personaggio di Samuel L. Jackson mentre Christoph Waltz è perfetto per il suo charme, eleganza e per la sua spietata morale che possiede. Mi piace l'inizio con le scritte grosse in rosso e quella coperta di oppressione che cade in modo trionfale, il modo ironico con cui Schultz ammazza le sue taglie mettendosi sempre a rischio come se giocasse d'azzardo con la sua vita, l'immagine dell cotone bianco insanguinato, la riunone dei razzisti scemi incappucciati, Walkz che si alza apparendo dal nulla nell inquadratura per complimentarsi in una scena mentre django sparava ad un pupazzo di neve, la sottile veloce rottura del quarto muro dicendo in camera che bisogna sporcarsi le mani per parlare di questi temi, e tutta la tensione da infiltrato funziona bene con quel momento iconico della stretta di mano che è per me il momento piu bello del film. Nel complesso è un divertente western con un forte tema antirazzista, ma è un peccato che c'è qualche sbavatura che indebolisce il tutto, il piano per salvare la moglie è troppo complicato e non ha alcun vero senso, dura troppo e mi da fastidio la macchinosità del'ultima parte, quando sembra essere arrivato al climax finale si interrompre bruscamente e arrivano quei 20 minuti di troppo che rallentano tutto solo per inserire un inutile cameo di Tarantino stesso che voleva fare il botto, in piu non capisco proprio perché la moglie resta prigioniera nel ruolo di "damigella in pericolo" che subisce sempre quando anche lei nel finale poteva avere facilmente una sua vendetta catartica.

22 aprile 2021

Quella Notte a Miami

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Regina King
Genere: Storico, Sociale

★★★ 😏

Nel '64 Cassius Clay dopo essere diventato campione del mondo a soli 22 anni incontra Malcolm X e altri due amici in una stanza di un Motel. Basato su un opera teatrale il film riunisce il meglio del meglio della comunità afroamericana dell epoca per approfondire le tematiche della lotta di integrazione e rispetto dei neri, e il tutto poteva essere il solito polpettone didascalico tritamaroni che elogia le figure storiche come miti incredibili pieni di virtù e saggezza ma invece funziona perché li tratta da normali esseri umani, cosi ha un caldo e sincero approccio scanzonato che mostra dei semplici amici che si incontrono e discutono normalmente quale sia la strada da prendere, tutto mostrato con romanticismo e della buona energia positiva e proprio per questo motivo funziona e mi ha anche commosso nel finale senza facili forzature o pipponi sull orgoglio nero. La discussione tra amici parte semplice e rilassata ma quando arrivano i primi atriti diventa anche molto interessante e profonda per come tutti si mettono in contrasto con la visione di Malcolm x che vuole queste figure di successo come "armi" per una guerra culturale, si spiega che il disimpegno politico è buono per il singolo ma è un atteggiamento anche egoista che non aiuta davvero la comunità, cosi arte, spettacolo e sport dovrebbero unirsi insieme per aiutare la causa. Tecnicamente il film è molto semplice e non brilla certo in regia ma tutti gli attori mi sono sembrati molto bravi e in parte, ma è decisamente la scrittura la cosa piu bella del film, i dialoghi sono davvero scritti bene e scorrono senza problemi, dal razzista che prima elogia e lecca il giocatore di football per poi non farlo entrare in casa, la sentita telefonata di Malcolm alla moglie e figlia, l'essere costretti a mangiare il gelato bianco alla vaniglia, la discussione e gelosia sulla musica di Bob Dylan che è piu impegnata delle canzonette, e poi c'è quella incredibile scena madre del concerto a Boston! è davvero un semplice film che funziona nel suo avere un grande cuore verso l'impegno politico e sociale.

19 aprile 2021

Judas and the Black Messiah

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Shaka King
Genere: Bio-pic, Thriller

★★★ 😐

Negli anni 60 un ragazzo è costretto dall FBI ad infiltrarsi nelle pantere nere. Bio-pic drama che attraverso gli occhi di un infiltrato si esplorano le tensioni tra l'FBI e il gruppo terroristico-rivoluzionario delle pantere nere, pericoloso gruppo estremista che minacciava rivoluzione armata e violenta delle comunità nere usando la facile retorica comunista e le storiche insofferenze e tensioni razziali della segregazione. E il film prova ad essere imparziale all inizio ma è chiaro che il messaggio tende a favore di questi stupidi rivoluzionari, il protagonista è associato allo schiavismo e Fred Hapton sempre visto e inquadrato come un santo, che ama la moglie incinta e letteralmente paragonato a Gesu Cristo, i suoi lunghi monologhi pieni di vuota retorica mostrati come parole piene di valore, "power to the people" sembra chissà quale frase incredibile, no,no, mi spiace, io non ci casco e odio questo ruffiano revisionismo reverenzilale dei neri verso le loro figure storiche che nascondono la realtà oggettiva, non era chiaramente un santo, era un razzista xenofobo che ha acceso ancora di piu i problemi razziali e non li ha spenti, non ha importanza se la tua causa è buona e giusta e dai da mangiare ai poveri, quando crei tensioni sociali e istighi in modo militare la lotta armata contro la democrazia allora quasi te lo meriti un proiettile in testa, puoi chiamarli maiali, mostrarmeli razzisti e ciccioni quanto vuoi quelli dell FBI ma io starò sempre con la polizia se inneggiate all odio sociale ad ogni frase, se vi organizzate militarmente, se imbracciate mitra e inneggiate solo alla morte e distruzione, non è cosi che si fa l'integrazione! Insomma parlare delle ambiguità di una comunità unita è difficile e la regia non è del tutto capace di farlo, a parte questi problemi di faziosità il film mostra bene le classiche tensioni da infiltrato e nel complesso funziona come film storico, un po' niosetto e blando quando parlano troppo ma scorre bene e gli attori sono piuttosto bravi nelle loro parti, e mi piace che nel finale arriva anche quell amarezza, confusione e quell senso di colpa in stile assassinio di Jesse James.

10 luglio 2020

Da 5 Bloods

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Spike Lee
Genere: Dramma, Avventura, Politico
★★ 😳

Quattro ex Soldati americani tornano in Vietnam in cerca di un tesoro sepolto durante la guerra. Spike Lee offre un Avventura Politica che con la scusa dell'oro da recuperare parla delle eterne tensioni Razziali americane cercando di riunire la comunità nera e riaccendere il sopito orgoglio nero, argomento che gli sta chiaramente molto a cuore ma che non viene rafforzato nel modo giusto a causa di troppi errori narrativi, sbalzi di tono assurdi che saltano dal pesante dramma umano al super grottesco, un ritmo pesantissimo e senza mordente, una lunghezza eccessiva, fotografia piatta e una retorica razziale francamente stucchevole e ricattatoria, il mostrare di colpo e in modo forzato la foto o il filmato di questo o quel personaggio storico è carina come idea da infotainment per unire Fiction e Realtà storica ma è un idea usata male e spesso sono citazioni a caso completamente decontestualizzate dagli eventi tanto per dire " guarda qua! viva i neri yeah!!!". il cast è ampio ma la maggior parte dei personaggi è sprecata, tra tutti brilla davvero solo il Paul di Delroy Lindo, un uomo aggressivo e complessato che vota Trump, l'intero film è un cercare di attaccare, redimere e riconciliare la filosofia del suo personaggio che rappresenta quella parte di comunità antagonista ma per assurdo tifavo per lui ed è l'unico che porta un po' di brio ad un film pieno di personaggi noiosi e vuoti. Odio come sia un film che si vanta e si masturba su quanto è bravo, giusto e virtuoso solo perché cita Martin Luther king, odio il finale super retorico su chi merita i soldi, con una lettera del morto che non finisce mai, Fa ridere poi che nei flashback si utilizzano gli attori vecchi per "non confondere lo spettatore" che è una mossa patetica da regista amatoriale che non ha il coraggio di sfidare la mente dello spettatore con altri attori giovani, Insomma è un film che ha qualche sincera scena emotiva ma nel complesso finisce per essere troppo lungo, scialbo, ruffiano e arido politicamente.

22 gennaio 2019

Se la Strada Potesse parlare

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Barry Jenkins
Genere: Dramma Sentimentale
★★ 😫

Giovane Ragazza è Innamorata di un uomo accusato di stupro. Un dramma sentimentale che attraverso le difficoltà della coppia separata dipinge i problemi razziali del periodo storico in un atmosfera calda e sincera, che è certamente un approccio nobile e lontano dal cinismo dilangante e da quel profondo risentimento e rabbia sociale visto in tanti altri film ma a mio parere l'idea non è sviluppata bene e la storia d'amore è debole e resta sommersa da troppo retorica e forzati messaggi sociali che avrebbero dovuto vivere solo nel sottotesto. Tutto il film è un ripetere costante di Viva l'amore, amore, amore, serve l'amore, se c'è l'amore, l'amore vince su tutto, si baciano, si abbracciano, si guardano, sei pronta ad innamorarti? Sei pronta per l’amore? sposiamoci, viva la famiglia, oh che bello l’amore, basta! dio che palle! tutto diventa presto una serie di banalità che neanche nella piu becera delle soap opera funzionerebbero, e cosi tra slowmotion e musica classica la noia regna sovrana, poi per quanto il film vuole essere questo caldo abbraccio di due innamorati che lottano contro ogni tipo di odio il film non manca di lanciare ogni tanto frecciate odiose razziste tipo "L'uomo bianco è il diavolo", una scena dei profumi ridicola dove l'uomo nero si annusa da solo mentre il bianco annusa in modo viscido il polso della ragazza, c'è un aggressione verso la protagonista e indovinate un po', la fa un bianco e arriva subito poliziotto viscido che è una super macchietta da cartone animato. Anche la regia Delude, cerca un minimalismo che sembra quasi amatoriale e Jenkins è ossiessionato con questi maledetti primi piani diretti in camera ma piu li usa e piu diventano sterili, ci mette un po' di slowmotion, viole e violoncelli in sottofondo e crede di aver creato un dramma profondo, poi questo cosidetto grande amore non mi è piaciuto, non ho amato infatti la pessima voce fuoricampo della ingenua protagonista e la figura del ragazzo che viene Idealizata fino all inverosimile, si poteva giocare meglio con l'ambiguità della sua condizione con lui che forse era davvero colpevole, ma invece no, si continua a ribadire piu e piu volte che è solo un povero innocente martirizzato per colpa di una società che non funziona. Non voglio essere cattivo ma questo film non mi è piaciuto proprio, è pretestuoso con temi sociali banali, è falsamente romantico e soporifero da far schifo, mi sono davvero rotto i coglioni dall inizio alla fine.

17 gennaio 2019

Blindspotting

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Carlos López Estrada
Genere: Dramma urbano, musical
★★★ 😌

Ragazzo nero ha avuto guai con la giustizia e ora che è fuori vive nel terrore della polizia. Una specie di colorato Dramma Hip-hop che cerca di descrivere le tensioni razziali ma devo ammettere tristemente che non mi è piaciuto per colpa di un esagerazione piuttosto fastidiosa, in inglese c'è la parola intraducibile "obnoxious" che si presta bene allo stile utilizzato, split screen, insulti e volgarità urlate, odiosi montaggi frettolosi, cultura gangsta' e cagate varie da videoclip, ho davvero fatto fatica ad entrare in questo mondo perché i dialoghi fanno di tutto per respingere, è un fiume in piena di cazzate, un blaterare casuale che mi ha dato fisicamente la nausea. Certo poi il film visivamente è bello, c'è un buon uso dei colori, le interpretazioni funzionano e il suo modo originale di approcciarsi al dramma è di valore, è praticamente un video musicale annacquato e mescola l'onirico e il surreale in modo molto moderno, mi piace poi il conflitto con l'amico bianco che dovrebbe essere simbolo di integrazione ma finisce invece per rafforzare le diversità e seppur sulla stessa barca il protagonista nero soffre maggiormente il giudizio della società rispetto all amico bianco che riflette e copia la sua stessa cultura. Insomma un amicizia tossica che racchiude una grande profondità ma è un peccato che si sviluppa male e alla fine la colpa di tutto è della solita polizia cattiva mentre l'amico che rappresenta invece la parte violenta di questo mondo viene abbracciato e coccolato perché "poverino siamo amici bla bla bla". Poi io odio il rap, e se ti metti a reppare nel momento piu drammatico dell intera storia allora il proiettile in testa te lo meriti per davvero.

5 ottobre 2018

Sorry To Bother You

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Boots Riley
Genere: Satirico, Politico, Surreale
★★★★ 😰

Giovane ragazzo trova lavoro in un call-center ma deve decidere tra la Carriera e il Cuore. Una Commedia Satirica sull costo e sfruttamento del Lavoro piena di stile e carisma, giocando con le Iperbole e il surrealismo si vedono tante cose bizzarre ma ognuna ha un chiaro senso narrativo e tematico, si parla di schiavismo e razzismo ma mi piace come il film non si fossilizza sui soli problemi razziali e aggiungendo classismo, capitalismo e servilismo si espande il tutto all universale mondo del lavoro dove chiunque può facilmente identificarsi. Alcune idee visive mi piacciono (tipo la televisione che si apre per fare posto a quella nuova e i dialoghi al telefono che lo teletrasportano davanti al suo interlocutore) l'uso dei colori è studiato e la musica è magica, insomma è innegabile che la creatività del film è eccellente ma la prima parte non mi aveva convinto del tutto, sembrava un guscio vuoto, la comicità c'è ma è leggermente forzata con battute e gag che si dilungano e non sempre colpiscono, dici "ok... apprezzo lo sforzo ma...bho, vabbe" e non amo come il protagonista si trova sempre in una situazione di disagio, poi però arriva un certa cosa e a quel punto il film acquista un identità ed è riuscito a conquistarmi, il messaggio prende una chiara forma che rende l'intero film unico e memorabile. Quindi seppure il tutto sia un ideologica, stupida e piuttosto ingenua parabola comunista vecchia di 140 anni che rifiuta l'idea stessa di successo economico, riesce comunque a funzionare come sognante lotta sindacale e a strappare di sicuro un sorriso su questi storici problemi del lavoro.

9 settembre 2018

BlacKKKlansman

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Spike Lee
Genere: Poliziesco, Satirico
★★ 😒

Poliziotto Nero e uno Ebreo attraverso delle operazioni sotto copertura cercano di Fermare il gruppo neo-nazista del KKK. Un poliziesco satirico dall alta dose di Temi razziali che si crede brillante e Progressista ma in realtà finisce solo per ribadire e semplificare le differenze ripetendo fino alla nausea Nero nero nero, ebreo ebreo ebreo, nero nero nero, ebreo ebreo ebreo, nero nero nero ...e che palle! il suo messaggio è cosi ovvio, blando, saturo e forzato che finisce per annoiare e non dire nulla di concreto. Certo Funziona come sempre Adam Driver e la Gag centrale del film che mostra come Il Nero Non viene riconosciuto al telefono perché i Razzisti guardano solo l'aspetto esteriore ma l'idea dell doppio infiltrato non regge un intera storia e il tutto finisce per essere una legnosa e impostata lezioncina sui pericoli del razzismo, la storia si fossilizza su una facile stilizzazione dei neonazisti che diventano piatte macchiette da odiare e prendere in giro mentre i gruppi dei neri (per me altrettanto razzisti) sono tutti virtuosi e da ammirare. Il film poi con frasi come "america first" o "make america great again" fa un poco sottile riferimento all era Trump con chiari e odiosi anacronismi che si ricollegano al presente in un finale "impegnato politicamente" pieno di rabbia e disgusto ma la mossa finale è proprio quella che mi ha fatto odiare il film, si uccide l'intera narrativa con il solito ricatto morale, mi è sembrata davvero una ruffianata troppo retorica. Da moderato ritengo che ridurre la complessa discussione razziale alla semplice divisione in "buoni e cattivi" finisce per estremizzare le parti e in questo modo (come la storia insegna) non si fa altro che rafforzare entrambi, si da vita ad una stupida polarizzazione che alimenta ancora di piu il fuoco del conflitto.

3 ottobre 2017

Detroit

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Kathryn Bigelow
Genere: Dramma, Sociale
★★★★ 😟

Nel '67 durante una sommossa in un quartiere nero dei poliziotti fermano dei ragazzi in un Hotel. Dramma storico che parla delle difficili e complicate tensioni razziali con la Polizia che invece di servire e proteggere i diritti di tutti i cittadini finiva per alimentare la paura e sfiducia dell intera comunità nera. Parte bene quasi come un mezzo documentario con uno stile che funziona, riesce a immergerti nel periodo storico e nella tensione dell epoca, tutti sono arrabbiati e furiosi, furti, manganellate, provocazioni che creano altre provocazioni, la tensione crea altra tensione con un razzismo reciproco dove l'odio tramuta velocemente l'ordine in un incendio di caos che diventa difficile da contenere. La tensione cresce sempre di piu e raggiunge i massimi livelli nell intimità dell hotel, ed infatti è la parte migliore del film, momenti potenti e sussurrati che ti inchiodano alla sedia, raggelano e impietriscono, con la sua camera a mano la regia riesce bene a catturare l'orrore del razzismo, della sfiducia reciproca e si resta paralizzati davanti all'odiosa violenza dell'abuso di potere. Bravo Boyega che fa il buono ed è bravo "sopracciglia strane" che fa il cattivo, ma è un peccato che la parte finale del film per me non funziona, tutta la parte del processo è pessima, gli ultimi minuti sono pesanti e troppo diluliti, dimenticano la complessità per giocare la carta del vittimismo e della "Scandalosa ingiustizia!", il dramma cosi perde autenticità e valore al servizio della facile morale, credo che un finale interrotto piu amaro e piu asciutto avrebbe funzionato meglio, a parte questo è comunque un bel film, sappiamo tutti che nonostante i tanti progressi fatti ancora oggi esitono questi problemi, dove il conflitto alimenta solo se stesso, dove fare la cosa giusta sembra sempre la cosa piu difficile.

10 settembre 2017

Il Buio Oltre la Siepe

Recensione Film
Anno: 1962
Regia: Robert Mulligan
Genere: Storia di formazione, Thriller, dramma 
Titolo Originale: To Kill a Mockingbird
★★★★ 😐

i Figli di un avvocato sono spaventati/affascinati da casa misteriosa e osservano il padre difendere un Nero accusato di stupro. Un film dall'anima pedagogica che attraverso il punto di vista dei bambini parla di Moralità e pregiudizio razziale, il padre avvocato è visto e mostrato come una "mitica colonna morale" , un archetipo di civiltà da ammirare e venerare, un sogno, un modello civile di americano che si scontra contro il retrogrado e viscido pensiero del contadino del sud. C'è un fantastico e monolitico Gregory Peck, Buona la musica, Ottimi i titoli di testa, dei monologhi appassionati e tanti momenti che colpiscono sinceramente, la battaglia del nobile eroe perdente contro la maggioranza ha sempre un certo fascino nelle storie. Ma Nonostante sia un classico a mio parere risulta leggermente sopravvalutato, tralasciando il fatto che si fanno violente accuse ad una povera vittima di stupro senza presentare nessuna prova non amo la struttura narrativa che si concentra troppo sulle avventure dei bambini e trasforma il messaggio del film in un autocelebrativo elogio alla virtuosità e Idealismo del padre bianco piu che un attacco al pregiudizio verso i neri, Riflettendoci sembra quasi una storia che aiuta i bianchi a lavarsi la coscienza piu che a tentare di scavare nei problemi della natura umana, citando de Andre il protagonista rappresenta uno stato che si costerna, s'indigna, s'impegna e poi getta la spugna con gran dignità.

3 aprile 2017

Get Out - Scappa

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Jordan Peele
Genere: Horror, Thriller, politico, Satira
★★★★ 😥

Ragazzo Nero visita La famiglia della fidanzata dove c'è una strana ed inquietante atmosfera. Un Horror/thriller con una forte dose di satira sociale e "Umorismo nero" che parla di problemi razziali e a sorpresa funziona egregiamente, critica chiaramente e molto bene il pensiero perbenista e falsamente moderno che è tristemente popolare sopratutto nella sinistra progressista e moralista, sotto l'ipocrita strato di modernità raggiunto si nascondono i classici e mostruosi pregiudizi che non vedono l'ora di sottomettere, sfruttare, feticizzare e schiavizzare il diverso. Le interpretazioni sono molto buone e colpiscono sinceramente, la trama in certi momenti è un po' fiacca ma scorre bene, diverte, spaventa, sorprende, intrattiene senza davvero risultare vendicativa, moralista o "razzista verso i bianchi" perché Quello che si critica non è tanto una razza ma è appunto un Pensiero di forma e apparenza, l'idea che al giorno d'oggi ormai i problemi sono stati superati, che le battaglie sono ormai vinte, che i "razzisti sono gli altri mentre noi siamo quelli superiori", l'idea che si è andati oltre alle discriminazioni e il pregiudizio e siamo tutti per l'integrazione, ma la verità è che sotto questo atteggiamento di superiorità i pregiudizi e le differenze ci sono ancora, vive e vegete, semplicemente si nascondono meglio mascherati e affossati tra sottotesto e subconscio dietro una barriera di formalità fatta di complimenti, belle parole e atteggiamenti politicamente corretti.