Recensione Film
Anno: 1967
Regia: Terence Fisher
Genere: Horror, Slasher
★★ 😳
Tre odiosi nobili incastrano un ragazzo e il Dr Frankenstein usa le sue abilità per creare un essere vendicativo che porta giustizia. Quarto film Hammer che torna a leggere la saga in modo piu sperimentale visto che questo è palesemente un revenge movie, a fare il dottore c'è ancora Peter Cushing che funziona bene insieme all'assistente dr Hertz che è un tenerone e bilancia la sua fredda logica, le storie di vendetta mi piacciono sempre ed è intrigante vedere questa povera ragazza timida e sfigurata rinascere come una folle femme fatale, è abbastanza drammatica la natura ciclica e tragica dei personaggi come il ragazzo che vede da piccolo il padre giustiziato per poi essere anche lui condannato o la ragazza che si getta nel fiume disperata, i tre nobili diventano sempre piu insopportabili e odiosi, ci sono tanti elementi che lo rendono un proto-slasher e l'idea di due anime in un corpo solo crea un interessante ambiguità di genere oltre a parlare della follia d'amore. Ma il film ci mette troppo a decollare e mi ha annoiato piu volte, non mi piace l'idea del trasferimento di anime perché è qualcosa di troppo spirtuale e preferivo la creazione dei corpi e il meccanico cambio dei cervelli, dopo tutto l'impegno per far detestare agli spettatori i tre nobili il modo in cui vengono puniti è piuttosto frettoloso e insoddisfacente con omicidi quasi off-screen, addirittura nel finale c'è un cortocircuito narrativo e Frankenstein corre per fermarla come se fosse qualcosa di grave ma tutti siamo ormai dalla parte della ragazza e poi va bene che lei è diventata una provocante femme fatale ma per come li odia non ha senso che si mette pure a sedurli lentamente e sbaciucchiarli prima di ucciderli. Alla fine ammiro le idee di tensione presentate, mi piace la voglia di vendetta e quell parlare alla testa mozzata è davvero una forte idea da puro horror ma il film è troppo legnoso e dopo una lunga partenza non riesce davvero a sviluppare tutto nel modo migliore, forse è anche colpa dei limiti degli anni 60 e se fosse uscito negli anni 70 sono sicuro che la vendetta sarebbe stata ancora piu divertente e sanguinaria.
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31 ottobre 2025
26 settembre 2025
007 - Vendetta Privata
Recensione Film
Anno: 1989
Regia: John Glen
Genere: Azione, Thriller
★★★ 😐
Boss criminale uccide la moglie dell amico di James Bond e lui parte per una caccia privata. Secondo e ultimo film di 007 con Timothy Dalton che prova un approccio da poliziesco con tanto di consegna di pistola e distintivo e indagine personale che non centra nulla con l'essere un agente segreto inglese, e grazie a questo approccio piu serio l'antagonista Sanchez funziona per come è un boss che ha regole chiare e una sua morale coerente e non è il solito cattivone stereotipato da fumetto, mi piace anche un giovanissimo Benicio del Toro che fa criminale dalla testa calda, è simpatico vedere Q fuori dal suo laboratorio e aiutare Bond sul campo, l'agente Pam di Carey Lowell non è affatto male e mischia energia e dolcezza molto bene e suscita tenerezza quando diventa gelosa per l'altra bondgirl, è carina la scena iniziale dell aereo attaccato all elicottero, folle quanto fanno esplodere la testa di uno in camera iperbarica, c'è tanta tensione nell'incendio alla fabbrica e nell'inseguimento con i camion molto alla mad max dove tutto esplode in una marea di fiamme. Ma per quanto ci siano cose apprezzabili questo Bond vive in una chiara crisi d'identità e non sa bene cosa vuole essere, tenta un approccio piu serio e grezzo in linea con i polizieschi del periodo ma poi vuole anche essere un degno film bondiano e ricorre comunque agli stupidi gadget e a gli stunt folli, fin troppo esagerato come all inizio come degli idioti vanno a cacciare un boss criminale con il Frac e poi si lanciano con il paracadute al matrimonio, la visita alla "fabbrica segreta di droga" con tanto di clienti asiatici in valigetta è qualcosa di assurdo, il fatto che nella fabbrica tutto prende fuoco per una leggera fiammata non ha senso, ridicolo come evita il missile alzando il camion su due ruote e spuntano pure i ninja in una scena, il film vuole essere un grezzo revenge movie ma non ha veramente il coraggio di uccidere davvero l'amico Felix e tutta questa voglia di vendetta si sente sempre di meno fino al finale dove fa ridere quella strana telefonata dell amico dall ospedale come se in origine doveva morire ma poi ci hanno ripensato, non mi piace come cerca di infiltrarsi invece di ammazzarli tutti male, e ci sono troppe scene portuali sulla baia e nei moli che ti fanno rimpiangere le grandi scenografie del passato, non ho niente contro Dalton ma è chiaro che qua Bond non c'è, manca l'icona, è un eroe senza fascino che è schiavo della trama e non la trascina in nessun modo. Nell insieme la presunta serietà del film è una farsa, scimmiotta i polizieschi e i miami vice del periodo senza raggiungerli in qualità, le esagerazioni e gli stunt dall alto budget intrattengono ma piu che un film Di james Bond è un generico poliziesco Con Bond al suo interno e questa strana alchimia può affascinare ma a me lascia piuttosto freddo.
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Living Daylights (1987)
La Saga di JAMES BOND
Anno: 1989
Regia: John Glen
Genere: Azione, Thriller
★★★ 😐
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6 agosto 2025
La Pelle che Abito
Recensione Film
Anno: 2011
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Thriller, Erotico
★★★★ 😲
Dottore tiene prigioniera in casa sua una donna per misteriosi motivi. Perverso thriller di sesso e sangue che mostra una prigionia che si trasforma in esperimento scientifico folle, crudele vendetta e una rassegnazione che diventa tragica sindrome di Stoccolma ma tutto serve per parlare in realtà di temi Lgbt con la protagonista che viene messa in un vestito e una pelle che non le appartiene, cosi hanno molto senso gli atti di autolesionismo e la voglia di farla finita e in un contrasto tra corpo e mente il dottore rappresenta quella forza interiore divina ed istintiva che spinge verso la diversità e ad una trasformazione brutale e violenta che uccide e cambia l'identità originale. Banderas è bravissimo ad essere un uomo ossessionato pieno di rabbia che cede sempre piu alla lussuria, la musica orchestrale aggiunge molto alla tensione, mi piace come la casa è piena di quadri di nudi e lui che la osserva su un grande maxischermo come la sua opera d'arte personale, bello come inizia con dell'intrigo su questo esperimento da fantascienza, l'utilizzare lo yoga per visualizzare il corpo e la ricerca di serenità, colpiscono le varie rivelazioni del passato ed è molto commovente la scena del racconto davanti al fuoco di cosa è successo alla moglie e tra madri, figli, amanti e abusi tutto che è un grande insalata di psicologia piuttosto interessante. Ma è certamente una storia contorta che ruota sull erotismo di un fetish di sottomissione che potrebbe non piacere a tutti per come ha tinte horror, poi l'arrivo del criminale Zeca vestito in modo ridicolo da tigre per agire come forza animalesca che apre e libera definitivamente il corpo potrebbe essere forse fin troppo barocco e contorto come momento ma l'idea centrale resta sviluppata bene e mi piace come questa trasformazione non è dipinta come qualcosa di bello o piacevole, l'identità di genere qua non è rappresentata come una scelta di libertà ma è un atto violento, una forzatura non voluta, non ha deciso lei di essere cosi ma è un peso da portare sulle spalle e anche il ritorno finale a casa dalla madre è pieno di significato per come simboleggia il momento di comunicare ai genitori la propria diversità.
Anno: 2011
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Thriller, Erotico
★★★★ 😲
Dottore tiene prigioniera in casa sua una donna per misteriosi motivi. Perverso thriller di sesso e sangue che mostra una prigionia che si trasforma in esperimento scientifico folle, crudele vendetta e una rassegnazione che diventa tragica sindrome di Stoccolma ma tutto serve per parlare in realtà di temi Lgbt con la protagonista che viene messa in un vestito e una pelle che non le appartiene, cosi hanno molto senso gli atti di autolesionismo e la voglia di farla finita e in un contrasto tra corpo e mente il dottore rappresenta quella forza interiore divina ed istintiva che spinge verso la diversità e ad una trasformazione brutale e violenta che uccide e cambia l'identità originale. Banderas è bravissimo ad essere un uomo ossessionato pieno di rabbia che cede sempre piu alla lussuria, la musica orchestrale aggiunge molto alla tensione, mi piace come la casa è piena di quadri di nudi e lui che la osserva su un grande maxischermo come la sua opera d'arte personale, bello come inizia con dell'intrigo su questo esperimento da fantascienza, l'utilizzare lo yoga per visualizzare il corpo e la ricerca di serenità, colpiscono le varie rivelazioni del passato ed è molto commovente la scena del racconto davanti al fuoco di cosa è successo alla moglie e tra madri, figli, amanti e abusi tutto che è un grande insalata di psicologia piuttosto interessante. Ma è certamente una storia contorta che ruota sull erotismo di un fetish di sottomissione che potrebbe non piacere a tutti per come ha tinte horror, poi l'arrivo del criminale Zeca vestito in modo ridicolo da tigre per agire come forza animalesca che apre e libera definitivamente il corpo potrebbe essere forse fin troppo barocco e contorto come momento ma l'idea centrale resta sviluppata bene e mi piace come questa trasformazione non è dipinta come qualcosa di bello o piacevole, l'identità di genere qua non è rappresentata come una scelta di libertà ma è un atto violento, una forzatura non voluta, non ha deciso lei di essere cosi ma è un peso da portare sulle spalle e anche il ritorno finale a casa dalla madre è pieno di significato per come simboleggia il momento di comunicare ai genitori la propria diversità.
22 giugno 2025
Ballerina
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Len Wiseman
Genere: Azione
★★★ 😂
Ragazza orfana diventa super assassina e da adulta parte alla ricerca di chi ha ucciso il padre. Spin-off al femminile di John Wick che nel complesso ripropone la stessa formula di omicidi e sparatorie super coreografate che intrattengono piuttosto bene, Ana de Armas è sempre bellissima ma non è proprio un massimo in recitazione e con fatica regge il film, l'azione è fin troppo ludica e da videogioco con antagonisti pupazzi che cadono come birilli senza peso o valore umano e anche la storia è fin troppo generica per appassionare e la classica vendetta arriva molto arida e viene presentata senza un briciolo di originalità o emozione. Buona invece la solita estetica e stile da fumetto della serie e ho apprezzato anche il vario umorismo utilizzato come il recuperare i coltelli dai corpi, lo staccare il braccio, il tipo che si chiama Frank che dice "let me be Frank", l'interruzione a sorpresa della classica scena di vendita di armi, lo scontro al ristorante con quel cercare la pistola sotto i piatti, la lotta con il piede infuocato o super tamarro è lo scontro con i lanciafiamme che hanno dei sound design pazzeschi e si sviluppa in modo cosi scemo che ti stampa di sicuro piu di un sorriso in faccia e vale da solo la visione. Nell insieme è un film frivolo e molto arido sul lato drammatico ma riesce bene ad intrattenere ed offrire due orette di onesto e semplice divertimento d'azione.
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John Wick 2
John Wick 3
Anno: 2025
Regia: Len Wiseman
Genere: Azione
★★★ 😂
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25 maggio 2024
Furiosa: A Mad Max Saga
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: George Miller
Genere: Azione, Post-apocalittico
★★★ 😑
Una bambina cresce nello spietato deserto post-apocalittico e lotta per avere la sua vendetta. Prequel di Fury Road che mostra la storia di origini di Furiosa ma per quanto sia bello ritrovare lo stesso mondo e gli stessi personaggi alla fine il tutto delude molto con un ritmo altalenante e poca energia d'azione. Fury Road è un capolavoro nel suo essere un circolare film adrenalinico che eliminava tutto il grasso superfluo per creare una solida esperienza mentre questo film tristemente offre tutta quella ciccia scartata in fase di scrittura ed è una lunga e noiosa storia di origini piena di spiegoni e momenti didascalici, cosi ecco il posto dove è nata Furiosa, ecco la madre, come è stata rapita, guarda ti ricordi di Immortan Joe e il suo regno?? ecco i warboys, il dottore, le mogli, la perdita del braccio, gas town e la bullet farm, tutto il film non fa altro che ripresentare male tutti quegli elementi che in Fury road entravano organicamente nella storia. Non aiuta poi la presenza di un narratore ad appesantire l'esposizione, la divisione in capitoli che rallenta il ritmo, alcuni passaggi arrivano troppo frettolosi e altri troppo lenti, il montaggio è un disastro, la colonna sonora è assente ingiustificata, non si sente bene la voglia di vendetta e sembra che il film non sappia bene su cosa focalizzarsi, non mi piace come Furiosa scappa vivendo tra i warboys e nessuno si è mai accorto di lei, è insulsa la storia sentimentale con un clone tarocco di Max, Chris Hemsworth è pieno di carisma per come ha atteggiamenti teatrali e da circo ma il suo Dementus parla troppo e alla lunga stanca, Anya Taylor Joy ha gli occhioni ma non è certo la Theron e non convince come attrice, pessimo quell'assalto con i paracadute e i deltaplani, appare un nanetto warboy simpatico ma muore subito, alcuni effetti digitali appaiono posticci, la faida tra Joe e Dementus è molto forzata e la battagliona climax avviene pure offscreen. Per fortuna non è un completo disastro e molti momenti sono piacevoli, i costumi sono incredibili e assurdi, mi piace il tenero orsacchiotto, amo i tanti colpi con il fucile da cecchino e Furiosa non ricade neanche qua nella trappola di personaggio femminile odioso e misandrico e per questo resta una delle migliori eroine del cinema ma non basta se poi addirittura non c'è neanche un tema centrale femminista come nel precedente e cosi nel complesso questo prequel mi ha piuttosto deluso, vuole essere un grande prodotto fan-service ma la sua struttura da film "Normale" non è all altezza dell'eccezionalità di Fury Road.
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Mad max: Fury Road (2015)
Anno: 2024
Regia: George Miller
Genere: Azione, Post-apocalittico
★★★ 😑
Una bambina cresce nello spietato deserto post-apocalittico e lotta per avere la sua vendetta. Prequel di Fury Road che mostra la storia di origini di Furiosa ma per quanto sia bello ritrovare lo stesso mondo e gli stessi personaggi alla fine il tutto delude molto con un ritmo altalenante e poca energia d'azione. Fury Road è un capolavoro nel suo essere un circolare film adrenalinico che eliminava tutto il grasso superfluo per creare una solida esperienza mentre questo film tristemente offre tutta quella ciccia scartata in fase di scrittura ed è una lunga e noiosa storia di origini piena di spiegoni e momenti didascalici, cosi ecco il posto dove è nata Furiosa, ecco la madre, come è stata rapita, guarda ti ricordi di Immortan Joe e il suo regno?? ecco i warboys, il dottore, le mogli, la perdita del braccio, gas town e la bullet farm, tutto il film non fa altro che ripresentare male tutti quegli elementi che in Fury road entravano organicamente nella storia. Non aiuta poi la presenza di un narratore ad appesantire l'esposizione, la divisione in capitoli che rallenta il ritmo, alcuni passaggi arrivano troppo frettolosi e altri troppo lenti, il montaggio è un disastro, la colonna sonora è assente ingiustificata, non si sente bene la voglia di vendetta e sembra che il film non sappia bene su cosa focalizzarsi, non mi piace come Furiosa scappa vivendo tra i warboys e nessuno si è mai accorto di lei, è insulsa la storia sentimentale con un clone tarocco di Max, Chris Hemsworth è pieno di carisma per come ha atteggiamenti teatrali e da circo ma il suo Dementus parla troppo e alla lunga stanca, Anya Taylor Joy ha gli occhioni ma non è certo la Theron e non convince come attrice, pessimo quell'assalto con i paracadute e i deltaplani, appare un nanetto warboy simpatico ma muore subito, alcuni effetti digitali appaiono posticci, la faida tra Joe e Dementus è molto forzata e la battagliona climax avviene pure offscreen. Per fortuna non è un completo disastro e molti momenti sono piacevoli, i costumi sono incredibili e assurdi, mi piace il tenero orsacchiotto, amo i tanti colpi con il fucile da cecchino e Furiosa non ricade neanche qua nella trappola di personaggio femminile odioso e misandrico e per questo resta una delle migliori eroine del cinema ma non basta se poi addirittura non c'è neanche un tema centrale femminista come nel precedente e cosi nel complesso questo prequel mi ha piuttosto deluso, vuole essere un grande prodotto fan-service ma la sua struttura da film "Normale" non è all altezza dell'eccezionalità di Fury Road.
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Tags:
Azione,
Blockbuster,
Post-Apocalittico,
Revenge
13 maggio 2024
Monkey Man
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Dev Patel
Genere: Azione, Dramma
★★ 😑
In india un uomo cerca di vendicare la madre uccisa da un capo della polizia corrotto. Grezzo e intimo film d'azione interpretato e diretto dallo stesso Dev Patel che prova a mostrarsi eroe spaccaculi alla John wick in una grande operazione vanità ma comunque per essere opera prima ha delle coreografie interessanti e una fotografia piuttosto ricercata. Mi piace l'uso di dipinti e immaginario mitologico per rafforzare la narrazione, la mano bruciata per simboleggiare la ferita emotiva, bello rivedere il caro Sharlto Copley che gestice l'arena clandestina, carino il goffo scontro nei bagni, fa sorridere come prova a sfondare il vetro ma non si rompe, il dare da mangiare al cane randagio crea empatia, buona la fuga dalla polizia, evocativo quell'aprirsi il petto per entrare nel flashback, intrattiene bene tutta la lotta finale con un buon equilibrio tra azione ed emotività con i ricordi della madre intimi e sentiti. Ma per quanto il film suscita della simpatia nel complesso è fin troppo pasticciato e acerbo per funzionare, la camera è troppo mossa e sporca, la storia è super generica e piatta con la solita madre idealizzata all inverosimile come figura divina e i cattivi che sono i classici opressori del popolo cliché, il ritmo narrativo mi ha annoiato, Dev Patel appare monotono e non recita benissimo, la maschera da scimmia è ridicola e non viene quasi usata e piu che elemento iconico mi sembra solo una furba trovata di marketing per vendere il film, il passaggio da Goffo assassino inesperto a spietato killer a sangue freddo avviene troppo rapidamente, la parte centrale sprofonda in un pessimo allenamento, usare i fuochi d'artificio per sparare è stupidissimo, vanno bene i flashback emotivi ma sono ripetuti troppo spesso fino alla nausea per ribadire in continuazione senza sottigliezza quanto lui soffre la perdita della madre e il tutto non sa mai bene se essere un leggero film d'azione o drammone arthouse e vive in una via di mezzo che non sfrutta mai le potenzialità dei due toni. Alla fine per quanto acerbo riesce ogni tanto a divertire, ma è un film cosi vuoto e generico che il tutto si dimentica molto velocemente.
Anno: 2024
Regia: Dev Patel
Genere: Azione, Dramma
★★ 😑
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12 aprile 2024
Il Giustiziere della Notte 2
Recensione Film
Anno: 1982
Regia: Michael Winner
Genere: Revenge Thriller
★★ 😳
La figlia di Paul Kersey subisce un altra violenza e lui parte per una caccia vendicativa a Los Angeles. Un pigro Sequel che perde tutti gli spunti interessanti del primo per puntare all intrattenimento piu becero, specie l'inizio è molto odioso per come sadicamente ripropone la stessa situazione a casa sua e la povera domestica viene violentata in scene di nudo troppo esplicite e volgari per fare facile shock fino a che la tragedia diventa totalmente una farsa quando anche la povera figlia gia traumatizzata viene nuovamente violentata e a quel punto l'odio si sposta a chi ha scritto e diretto questa cagata. E in teoria visto che questa volta la vendetta è piu focalizzata verso uno specifico gruppo di persone la caccia ha del potenziale per intrattenere, la musica mi è piaciuta per come crea una buona atmosfera, fa piacere la riapparizione del simpatico ispettore di new york (anche se viene totalmente sprecato) ed è bella l'infiltrazione finale nel istituto psichiatrico in stile hitman. Ma Charles Bronson resta un pezzo di ghiaccio impassibile che non trasmette nessuna emozione, viene ferito, perde sangue, soffre, vive tragedie enormi ma si comporta sempre come se nulla fosse successo tanto che va tranquillamente al lavoro con il sorriso, la regia non mi ha convinto, come thriller non funziona mai e non c'è un solo momento di tensione memorabile, nonostante le tante sparatorie il film è piuttosto noioso e non mi è piaciuto tutto il rapporto sentimentale con la giornalista che non aggiunge niente se non rallentare e allungare la storia con noiose bugie e maschere. Alla fine per quanto la caccia di vendetta è divertente da vedere resta un film che non ha veramente niente da dire e va per inerzia sulla traccia del primo, non riesco a perdonare il gratuito shock iniziale e lo sviluppo offre solo la solita dimenticabile mattanza di criminali.
Anno: 1982
Regia: Michael Winner
Genere: Revenge Thriller
★★ 😳
La figlia di Paul Kersey subisce un altra violenza e lui parte per una caccia vendicativa a Los Angeles. Un pigro Sequel che perde tutti gli spunti interessanti del primo per puntare all intrattenimento piu becero, specie l'inizio è molto odioso per come sadicamente ripropone la stessa situazione a casa sua e la povera domestica viene violentata in scene di nudo troppo esplicite e volgari per fare facile shock fino a che la tragedia diventa totalmente una farsa quando anche la povera figlia gia traumatizzata viene nuovamente violentata e a quel punto l'odio si sposta a chi ha scritto e diretto questa cagata. E in teoria visto che questa volta la vendetta è piu focalizzata verso uno specifico gruppo di persone la caccia ha del potenziale per intrattenere, la musica mi è piaciuta per come crea una buona atmosfera, fa piacere la riapparizione del simpatico ispettore di new york (anche se viene totalmente sprecato) ed è bella l'infiltrazione finale nel istituto psichiatrico in stile hitman. Ma Charles Bronson resta un pezzo di ghiaccio impassibile che non trasmette nessuna emozione, viene ferito, perde sangue, soffre, vive tragedie enormi ma si comporta sempre come se nulla fosse successo tanto che va tranquillamente al lavoro con il sorriso, la regia non mi ha convinto, come thriller non funziona mai e non c'è un solo momento di tensione memorabile, nonostante le tante sparatorie il film è piuttosto noioso e non mi è piaciuto tutto il rapporto sentimentale con la giornalista che non aggiunge niente se non rallentare e allungare la storia con noiose bugie e maschere. Alla fine per quanto la caccia di vendetta è divertente da vedere resta un film che non ha veramente niente da dire e va per inerzia sulla traccia del primo, non riesco a perdonare il gratuito shock iniziale e lo sviluppo offre solo la solita dimenticabile mattanza di criminali.
10 aprile 2024
Il Giustiziere della Notte
Recensione Film
Anno: 1974
Regia: Michael Winner
Genere: Revenge Thriller
★★★ 😖
La moglie e la figlia di un Architetto subiscono una brutale violenza e lui scende sempre piu in una follia omicida contro i criminali. Grezzo film che mette al centro un antieroe vendicativo con un arco di trasformazione da ricco uomo di sinistra a freddo vigilante che trasmette palesemente un messaggio di Destra e tutto il viaggio in Arizona dove riscopre l'amore per le armi della NRA non può essere piu esplicito. Un film quindi reazionario, pieno d'odio e risentimento contro i criminali ma anche contro la sinistra permissiva visto che in quel periodo new york era diventata uno schifo ma il bello dei film degli anni 70 è proprio la loro voglia di osare e nel suo graffiare la storia ti costringe a fare una riflessione sull problema della criminalità e quindi chissene frega se il messaggio è di destra o sinistra, poi nel suo essere volutamente controverso è comunque riuscito a diventare iconico e il simbolo del revenge movie. La violenza iniziale è molto brutale e colpisce il dramma della povera figlia catatonica, l'inquadratura al funerale di lui sotto la neve mi piace molto, è interessante come si ispira all idea del vecchio west per farsi giustizia da solo, come la sua rabbia diventa sempre piu una malattia e quasi come un drogato ricerca il brivido dell omicidio diventando un predatore che si finge preda, fantastico come è spietato e spara due volte per assicurasi di uccidere, bello che i veri autori della violenza alla sua famiglia non li ha trovati sottolineando quanto è cieca la sua follia, amo tantissimo l'ispettore che gli da la caccia e come praticamente gli legano le mani e non può arrestarlo perché diventato una celebrità e poi l'inquadratura finale è un capolavoro, veramente stupenda. Detto questo Charles Bronson non mi piace e a tratti è proprio un cane a recitare, è troppo freddo e non trasmette minimamente il dramma che ha subito, odio i suoi cavolo di baffetti e la sua discesa nella follia non è per nulla convincente, c'è poi il problema della "messa nel frigo" dei personaggi, in ogni storia serve una motivazione per il protagonista e uccidere e far soffrire personaggi femminili per creare voglia di vendetta è la cosa piu facile da fare ma se eseguite male queste violenze traumatiche sono sessiste, oggettificano e sviliscono la tragedia e servono solo a Scatenare i divertimenti dell Uomo, e qua succede proprio questo e sembra che lui non vedesse l'ora di andare ad ammazzare la gente cosi la violenza delle due donne non è piu un qualcosa di negativo e traumatico ma anzi è una totale liberazione positiva ed egoista tanto che per assurdo si ritrova piu felice di prima mentre la moglie sparisce dalla sua mente e la figlia viene buttata via e abbandonata al suo tragico destino.
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Genere: Revenge Thriller
★★★ 😖
La moglie e la figlia di un Architetto subiscono una brutale violenza e lui scende sempre piu in una follia omicida contro i criminali. Grezzo film che mette al centro un antieroe vendicativo con un arco di trasformazione da ricco uomo di sinistra a freddo vigilante che trasmette palesemente un messaggio di Destra e tutto il viaggio in Arizona dove riscopre l'amore per le armi della NRA non può essere piu esplicito. Un film quindi reazionario, pieno d'odio e risentimento contro i criminali ma anche contro la sinistra permissiva visto che in quel periodo new york era diventata uno schifo ma il bello dei film degli anni 70 è proprio la loro voglia di osare e nel suo graffiare la storia ti costringe a fare una riflessione sull problema della criminalità e quindi chissene frega se il messaggio è di destra o sinistra, poi nel suo essere volutamente controverso è comunque riuscito a diventare iconico e il simbolo del revenge movie. La violenza iniziale è molto brutale e colpisce il dramma della povera figlia catatonica, l'inquadratura al funerale di lui sotto la neve mi piace molto, è interessante come si ispira all idea del vecchio west per farsi giustizia da solo, come la sua rabbia diventa sempre piu una malattia e quasi come un drogato ricerca il brivido dell omicidio diventando un predatore che si finge preda, fantastico come è spietato e spara due volte per assicurasi di uccidere, bello che i veri autori della violenza alla sua famiglia non li ha trovati sottolineando quanto è cieca la sua follia, amo tantissimo l'ispettore che gli da la caccia e come praticamente gli legano le mani e non può arrestarlo perché diventato una celebrità e poi l'inquadratura finale è un capolavoro, veramente stupenda. Detto questo Charles Bronson non mi piace e a tratti è proprio un cane a recitare, è troppo freddo e non trasmette minimamente il dramma che ha subito, odio i suoi cavolo di baffetti e la sua discesa nella follia non è per nulla convincente, c'è poi il problema della "messa nel frigo" dei personaggi, in ogni storia serve una motivazione per il protagonista e uccidere e far soffrire personaggi femminili per creare voglia di vendetta è la cosa piu facile da fare ma se eseguite male queste violenze traumatiche sono sessiste, oggettificano e sviliscono la tragedia e servono solo a Scatenare i divertimenti dell Uomo, e qua succede proprio questo e sembra che lui non vedesse l'ora di andare ad ammazzare la gente cosi la violenza delle due donne non è piu un qualcosa di negativo e traumatico ma anzi è una totale liberazione positiva ed egoista tanto che per assurdo si ritrova piu felice di prima mentre la moglie sparisce dalla sua mente e la figlia viene buttata via e abbandonata al suo tragico destino.
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3 aprile 2024
La Maschera di Zorro
Recensione Film
Anno: 1998
Regia: Martin Campbell
Genere: Supereroico, Western
★★★ 😊
Don Diego de la Vega viene arrestato e venti anni dopo un Bandito deve diventare il nuovo Zorro. Film sul popolare eroe che fa una specie di Reboot/Sequel e trasforma la figura di Zorro in un supereroe Legacy che tramanda il suo nome a piu persone, Tutto è guidato benissimo da Antonio Banderas ed Anthony Hopkins che sono due mostri sacri del cinema e aricchiscono ogni scena con la loro bravura e carisma e colpisce sempre l'accecante bellezza stratosferica di Catherine Zeta-Jones. Mi piace l'inizio del film con il titolo in fiamme sotto la zeta, bello come zorro appare un eroe del popolo acclamato dalla folla e dai bambini, carino il fatto che l'evasione di prigione cita palesemente quella del conte di montecristo, è una goduria tutto il goffo allenamento dove il protagonista stupidotto deve migliorare con la spada, simpatico lo scontro con il gigante, fanno sorridere i vari flirt dei protagonisti come il momento al confessionale, quando ballano o duellano insieme, buoni i costumi e le ambientazioni specie colpisce l'arrivo alla brutale miniera piena di poveri schiavi. Il film riesce bene a mischiare una storia di origini dell eroe ai cupi toni western e tutto scorre liscio fino alla fine grazie alla voglia di vendetta dei due protagonisti ma mi da molto fastidio il fatto che Don Diego è stato per ben vent'anni in prigione e poi evade come se fosse facilissimo, allora per cosa diavolo ha aspettato tutto questo tempo? perché solo ora vuole vendetta? con le sue abilità e la sua rabbia non ha senso che ha aspettato cosi a lungo, anche il conflitto di Elena divisa tra due diversi padri non è molto approfondito e alla fine non sembra piu tanto soffire la situazione, poi gli antagonisti seppur odiosi e funzionali alla storia sanno molto di generico e dimenticabile a parte la scena dove il cattivo tira fuori una giara con la testa del fratello del protagonista che è una cosa fin troppo esagerata e assurda fatta proprio per sottolineare quanto lui sia odioso e malvagio. Nell insieme è un film fatto piuttosto bene che non riesce ad eccellere veramente in nulla ma pieno di leggerezza sa divertire elogiando la leggendaria figura di zorro.
Anno: 1998
Regia: Martin Campbell
Genere: Supereroico, Western
★★★ 😊
Don Diego de la Vega viene arrestato e venti anni dopo un Bandito deve diventare il nuovo Zorro. Film sul popolare eroe che fa una specie di Reboot/Sequel e trasforma la figura di Zorro in un supereroe Legacy che tramanda il suo nome a piu persone, Tutto è guidato benissimo da Antonio Banderas ed Anthony Hopkins che sono due mostri sacri del cinema e aricchiscono ogni scena con la loro bravura e carisma e colpisce sempre l'accecante bellezza stratosferica di Catherine Zeta-Jones. Mi piace l'inizio del film con il titolo in fiamme sotto la zeta, bello come zorro appare un eroe del popolo acclamato dalla folla e dai bambini, carino il fatto che l'evasione di prigione cita palesemente quella del conte di montecristo, è una goduria tutto il goffo allenamento dove il protagonista stupidotto deve migliorare con la spada, simpatico lo scontro con il gigante, fanno sorridere i vari flirt dei protagonisti come il momento al confessionale, quando ballano o duellano insieme, buoni i costumi e le ambientazioni specie colpisce l'arrivo alla brutale miniera piena di poveri schiavi. Il film riesce bene a mischiare una storia di origini dell eroe ai cupi toni western e tutto scorre liscio fino alla fine grazie alla voglia di vendetta dei due protagonisti ma mi da molto fastidio il fatto che Don Diego è stato per ben vent'anni in prigione e poi evade come se fosse facilissimo, allora per cosa diavolo ha aspettato tutto questo tempo? perché solo ora vuole vendetta? con le sue abilità e la sua rabbia non ha senso che ha aspettato cosi a lungo, anche il conflitto di Elena divisa tra due diversi padri non è molto approfondito e alla fine non sembra piu tanto soffire la situazione, poi gli antagonisti seppur odiosi e funzionali alla storia sanno molto di generico e dimenticabile a parte la scena dove il cattivo tira fuori una giara con la testa del fratello del protagonista che è una cosa fin troppo esagerata e assurda fatta proprio per sottolineare quanto lui sia odioso e malvagio. Nell insieme è un film fatto piuttosto bene che non riesce ad eccellere veramente in nulla ma pieno di leggerezza sa divertire elogiando la leggendaria figura di zorro.
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Cappa e spada,
Cinefumetto,
Film,
Revenge,
Zorro
27 marzo 2024
Coraggio Fatti Ammazzare
Recensione Film
Anno: 1983
Regia: Clint Eastwood
Genere: Poliziesco, Noir
★★★ 😏
L'ispettore Callahan indaga sugli omicidi di una donna che agisce per vendetta. Quarto capitolo della saga diretto dallo stesso Eastwood che ha una grande atmosfera Noir e mette in parallelo la vita da pistolero di Callahan al dolore e la rabbia di una donna violentata, una sofferenza molto palpabile e sentita specie nella scena dell incontro con la sorella e quando viene visualizzato lo stupro di gruppo che è mostrato bene in un doloroso flashback senza feticisimi o nudità e pieno d'intensità drammatica che si ripete piu avanti in veloci e graffianti immagini di ricordo. Qua la figura di Callahan funziona per come è insofferente al crimine e all ingiustizia, bello come si arrabbia e perde un processo all inizio per mancanza di prove, come provoca un mafioso ad un matrimonio o come sventa una rapina in un bar e l'apparizione finale in silhouette è una bellissima inquadratura per come è un entrata estremamente epica e grandiosa, anche Sondra Locke e il suo tragico personaggio mi piace molto e funziona come mischia una grande determinazione alla rabbia e sofferenza interiore visualizzata nel suo mostruoso dipinto distorto, i suoi primissimi piani degli occhi e come spara decisa dritto alle palle e in testa. Non è solo dramma e c'è spazio per qualche elemento leggero come quando si mostra un inseguimento su un autubus pieno di pensionati o quando Callahan riceve un cane come regalo ma il film diventa sempre piu cupo e nero pieno di ombre e chiaroscuri con una fotografia molto scura, forse fin troppo scura ma che segna bene il cupo dramma della violenza sulle donne e si chiude con una morale distorta che è un ottimo modo per prendere una posizione chiara e concreta sugli abusi. Ma per quanto è forse il film piu maturo e complesso dei Callahan non significa che sia il piu godibile, il ritmo è altalenante e dura troppo, molte scene d'azione e sparatorie arrivano a caso con criminali che spuntano dal nulla e assaltano il protagonista solo per fare vuoto spettacolo bang bang e per come vengono divisi i due protagonisti sembrano di esistere quasi in due film separati, cosi nell insieme la trama è troppo pasticciata ed è un po' pesante da guardare ma devo dire che alla fine nonostante tutto mi è piaciuto.
Post Correlati:
1. Dirty Harry (1971)
2. Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan (1973)
3. Cieli di Piombo (1976)
Anno: 1983
Regia: Clint Eastwood
Genere: Poliziesco, Noir
★★★ 😏
L'ispettore Callahan indaga sugli omicidi di una donna che agisce per vendetta. Quarto capitolo della saga diretto dallo stesso Eastwood che ha una grande atmosfera Noir e mette in parallelo la vita da pistolero di Callahan al dolore e la rabbia di una donna violentata, una sofferenza molto palpabile e sentita specie nella scena dell incontro con la sorella e quando viene visualizzato lo stupro di gruppo che è mostrato bene in un doloroso flashback senza feticisimi o nudità e pieno d'intensità drammatica che si ripete piu avanti in veloci e graffianti immagini di ricordo. Qua la figura di Callahan funziona per come è insofferente al crimine e all ingiustizia, bello come si arrabbia e perde un processo all inizio per mancanza di prove, come provoca un mafioso ad un matrimonio o come sventa una rapina in un bar e l'apparizione finale in silhouette è una bellissima inquadratura per come è un entrata estremamente epica e grandiosa, anche Sondra Locke e il suo tragico personaggio mi piace molto e funziona come mischia una grande determinazione alla rabbia e sofferenza interiore visualizzata nel suo mostruoso dipinto distorto, i suoi primissimi piani degli occhi e come spara decisa dritto alle palle e in testa. Non è solo dramma e c'è spazio per qualche elemento leggero come quando si mostra un inseguimento su un autubus pieno di pensionati o quando Callahan riceve un cane come regalo ma il film diventa sempre piu cupo e nero pieno di ombre e chiaroscuri con una fotografia molto scura, forse fin troppo scura ma che segna bene il cupo dramma della violenza sulle donne e si chiude con una morale distorta che è un ottimo modo per prendere una posizione chiara e concreta sugli abusi. Ma per quanto è forse il film piu maturo e complesso dei Callahan non significa che sia il piu godibile, il ritmo è altalenante e dura troppo, molte scene d'azione e sparatorie arrivano a caso con criminali che spuntano dal nulla e assaltano il protagonista solo per fare vuoto spettacolo bang bang e per come vengono divisi i due protagonisti sembrano di esistere quasi in due film separati, cosi nell insieme la trama è troppo pasticciata ed è un po' pesante da guardare ma devo dire che alla fine nonostante tutto mi è piaciuto.
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2. Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan (1973)
3. Cieli di Piombo (1976)
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Film,
Poliziesco,
Revenge
21 febbraio 2024
The Punisher
Recensione Film
Anno: 2004
Regia: Jonathan Hensleigh
Genere: Azione, Vendetta
★★ 😳
Criminali sterminano la famiglia a poliziotto e lui vuole vendetta. Basato sull omonimo fumetto Marvel questo film è un action/thriller che aveva tanto potenziale ma tutto è eseguito in modo troppo pigro per funzionare, un peccato perché mi piace la fotografia che usa bei raggi di luce, l'assalto alla famiglia iniziale ha la giusta tensione e dramma per i cari in pericolo, Thomas Jane è poco espressivo ma se la cava con il suo corpo e muscoli, ci sono tante esplosioni fighe, lo scontro con il gigante russo è cosi da cartone animato che diverte ed è carino il gruppetto di vicini che diventano sempre piu amici fino ad una scena di tortura davvero straziante dove uno dei cattivi strappa i piercing ad un giovane Ben Foster. Ma il ritmo del film è tutto sbagliato e il protagonista praticamente non fa nulla per due ore, appare solo per fare la statuina in quelle tre inquadrature da mettere nel trailer ma non sembra agire mai per davvero e servivano molte piu scene d'azione, mi piaceva l'arrivo dell assassino chitarrista ma ho odiato come viene battuto con stupido coltellino che spara la lama, il dramma della morte dei familiari non colpisce minimamente e i desideri di suicidio del protagonista non hanno alcuna intensità drammatica, tutto è fin troppo anestetizzato e il mondo criminale non sembra cosi marcio tanto che si sente una chiara avversione per le politiche reazionarie del personaggio e si tenta in tutti i modi per renderlo il classico action hero dal cuore buono fino a quasi snaturarlo. Anche l'antagonista principale non funziona e John Travolta è totalmente sbagliato in questo ruolo perchè fa un gangster generico e poco bastardo fino a diventare totalmente patetico quando cade come un pesce lesso nella palese trappola di gelosia per la moglie fino a distruggere ogni briciolo di autorità che aveva, cosi la storia crolla e lui appare come un ostacolo troppo debole da vincere e non si riesce ad odiare e godere della vendetta tanto desiderata. Nell'insieme l'icona fumettistica c'è e poteva essere davvero un divertente film d'azione ma tutto è smussato e poco incisivo, l'eroe perde troppo tempo in quel cavolo di condominio fatiscente, non ci sono grandi momenti memorabili e il finale è tanto esplosivo quanto insipido e deludente.
Anno: 2004
Regia: Jonathan Hensleigh
Genere: Azione, Vendetta
★★ 😳
Criminali sterminano la famiglia a poliziotto e lui vuole vendetta. Basato sull omonimo fumetto Marvel questo film è un action/thriller che aveva tanto potenziale ma tutto è eseguito in modo troppo pigro per funzionare, un peccato perché mi piace la fotografia che usa bei raggi di luce, l'assalto alla famiglia iniziale ha la giusta tensione e dramma per i cari in pericolo, Thomas Jane è poco espressivo ma se la cava con il suo corpo e muscoli, ci sono tante esplosioni fighe, lo scontro con il gigante russo è cosi da cartone animato che diverte ed è carino il gruppetto di vicini che diventano sempre piu amici fino ad una scena di tortura davvero straziante dove uno dei cattivi strappa i piercing ad un giovane Ben Foster. Ma il ritmo del film è tutto sbagliato e il protagonista praticamente non fa nulla per due ore, appare solo per fare la statuina in quelle tre inquadrature da mettere nel trailer ma non sembra agire mai per davvero e servivano molte piu scene d'azione, mi piaceva l'arrivo dell assassino chitarrista ma ho odiato come viene battuto con stupido coltellino che spara la lama, il dramma della morte dei familiari non colpisce minimamente e i desideri di suicidio del protagonista non hanno alcuna intensità drammatica, tutto è fin troppo anestetizzato e il mondo criminale non sembra cosi marcio tanto che si sente una chiara avversione per le politiche reazionarie del personaggio e si tenta in tutti i modi per renderlo il classico action hero dal cuore buono fino a quasi snaturarlo. Anche l'antagonista principale non funziona e John Travolta è totalmente sbagliato in questo ruolo perchè fa un gangster generico e poco bastardo fino a diventare totalmente patetico quando cade come un pesce lesso nella palese trappola di gelosia per la moglie fino a distruggere ogni briciolo di autorità che aveva, cosi la storia crolla e lui appare come un ostacolo troppo debole da vincere e non si riesce ad odiare e godere della vendetta tanto desiderata. Nell'insieme l'icona fumettistica c'è e poteva essere davvero un divertente film d'azione ma tutto è smussato e poco incisivo, l'eroe perde troppo tempo in quel cavolo di condominio fatiscente, non ci sono grandi momenti memorabili e il finale è tanto esplosivo quanto insipido e deludente.
19 febbraio 2024
Blue Eye Samurai
Recensione Serie Animata
Anno: 2023
Showrunner: Michael Green, Amber Noizumi
Genere: Azione, Samurai
Episodi: 8
★★★★ 😏
Una ragazza samurai dal sangue misto gira il Giappone vestita da uomo e cerca la sua vendetta. Serie animata franco/americana ambientata nel Giappone feudale che riesce a convincere grazie ad una semplice storia di vendetta, tanti duelli, mattanze con la katana e una buona regia evocativa, tutto realizzato con una computer grafica economica con alcuni movimenti dei personaggi legnosi e dei modelli pupazzosi poco dettagliati ma nel complesso lo stile artistico e la composizione fotografica rende tutto piacevole e le animazioni diventano fantastiche nelle scene d'azione che sono anche sanguinarie e violente. E mi piace che la storia riesce ad essere femminista senza risultare pesante e mette al centro una donna forte capace di azioni incredibili da ammirare ma c'è anche il coraggio di mostrarla sofferente, piena di dubbi o che fa azioni moralmente discutibili e sconvolgenti, cosi come funzionano i personaggi secondari come il maestro fabbro cieco che le forgia la spada, il pacioccone senza mani che diventa suo "allievo" o l'arrogante Taigen che parte in cerca di una rivincita ma poi ha un bell arco di crescita. La serie è Piena di fantastiche battaglie e duelli ed ha un grande tono da fumetto, ci sono bei montaggi sonori che richiamano a Kill Bill, mi piace la pioggia di frecce del terzo episodio, amo la tragedia del quarto episodio, interessante la narrazione in stile kabuki del quinto episodio ma sopratutto è una goduria il sesto episodio con la sua incredibile infiltrazione in un castello ed ammiro come la serie riesce ad offrire momenti piuttosto seri e adulti che parlano del mondo brutale dell epoca tanto che c'è a sorpresa molto sesso e nudità esplicite (anche maschili!) Un Peccato che l'antagonista principale è cosi cattivo che appare fin troppo cliché, i costanti flashback sulle origini della protagonista possono stancare e il percorso parallelo di ribellione e indipendenza del personaggio di Akemi rallenta la storia ma nell insieme la regia è ottima, sono otto grandi episodi pieni di qualità, con tanta azione ma anche con la giusta tensione e peso drammatico, cosi è una serie straconsigliata, riesce a stupire e sorprendere, merita assolutamente di essere vista e spero tanto nelle prossime stagioni.
Anno: 2023
Showrunner: Michael Green, Amber Noizumi
Genere: Azione, Samurai
Episodi: 8
★★★★ 😏
Una ragazza samurai dal sangue misto gira il Giappone vestita da uomo e cerca la sua vendetta. Serie animata franco/americana ambientata nel Giappone feudale che riesce a convincere grazie ad una semplice storia di vendetta, tanti duelli, mattanze con la katana e una buona regia evocativa, tutto realizzato con una computer grafica economica con alcuni movimenti dei personaggi legnosi e dei modelli pupazzosi poco dettagliati ma nel complesso lo stile artistico e la composizione fotografica rende tutto piacevole e le animazioni diventano fantastiche nelle scene d'azione che sono anche sanguinarie e violente. E mi piace che la storia riesce ad essere femminista senza risultare pesante e mette al centro una donna forte capace di azioni incredibili da ammirare ma c'è anche il coraggio di mostrarla sofferente, piena di dubbi o che fa azioni moralmente discutibili e sconvolgenti, cosi come funzionano i personaggi secondari come il maestro fabbro cieco che le forgia la spada, il pacioccone senza mani che diventa suo "allievo" o l'arrogante Taigen che parte in cerca di una rivincita ma poi ha un bell arco di crescita. La serie è Piena di fantastiche battaglie e duelli ed ha un grande tono da fumetto, ci sono bei montaggi sonori che richiamano a Kill Bill, mi piace la pioggia di frecce del terzo episodio, amo la tragedia del quarto episodio, interessante la narrazione in stile kabuki del quinto episodio ma sopratutto è una goduria il sesto episodio con la sua incredibile infiltrazione in un castello ed ammiro come la serie riesce ad offrire momenti piuttosto seri e adulti che parlano del mondo brutale dell epoca tanto che c'è a sorpresa molto sesso e nudità esplicite (anche maschili!) Un Peccato che l'antagonista principale è cosi cattivo che appare fin troppo cliché, i costanti flashback sulle origini della protagonista possono stancare e il percorso parallelo di ribellione e indipendenza del personaggio di Akemi rallenta la storia ma nell insieme la regia è ottima, sono otto grandi episodi pieni di qualità, con tanta azione ma anche con la giusta tensione e peso drammatico, cosi è una serie straconsigliata, riesce a stupire e sorprendere, merita assolutamente di essere vista e spero tanto nelle prossime stagioni.
17 dicembre 2023
Silent Night
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: John Woo
Genere: Azione, Thriller, Dramma
★★★ 😐
Padre Furioso parte alla caccia del Gangster che gli ha ucciso il figlio. Il caro John Woo torna con questo Action Thriller di vendetta molto semplice e generico ma che ha l'interessante idea di giocare sull handicap del protagonista muto e cosi tutto diventa un film senza quasi dialoghi con un tono piu grezzo, Intimo e sentito che scava molto nel dramma della situazione. E visto che odio sempre i dialoghi inutili e riempitivi questo approccio da "puro cinema" mi ha fatto amare molto la prima mezz'ora che secondo me è ottima, si sente il dramma, la rabbia, la sofferenza intima, un estemo dolore silenzioso che colpisce bene lo spettatore, poi però il film ricade tristemente nei soliti binari cliché da Punisher/Giustiziere della Notte vecchi di 50 anni e a parte il "voi cattivi io bang bang" non c'è niente di davvero interessante da vedere, anzi il film esagera nel dramma fino a diventare stucchevole e ad unora di film ripete ancora fino allo sfinimento il dolore della perdita invece di andare avanti, l'elemento natalizio è quasi inesistente a parte piccole cose e le scene d'azione per quanto carine non riescono ad intrattenere perché presentate con questo tono Grezzo e Drammatico che elimina molta gioia ludica da film d'azione tanto che la storia si prende anche fin troppo sul serio diventando noiosetta. Anche il finale è un po' pasticciato e deludente con quell immagine del figlio che appare molto ridicola e la chiusura è super frettolosa e anticlimatica con la lettera che ti lascia l'amaro in bocca, insomma nel complesso fa piacere rivedere un Film di Woo e ammiro molto l'approccio senza parole e il dramma sentito e sincero ma è un peccato che tutto sia cosi scialbo e mediocre, come thriller drammatco è banale e come film d'azione manca di vera gioia e divertimento.
Anno: 2023
Regia: John Woo
Genere: Azione, Thriller, Dramma
★★★ 😐
Padre Furioso parte alla caccia del Gangster che gli ha ucciso il figlio. Il caro John Woo torna con questo Action Thriller di vendetta molto semplice e generico ma che ha l'interessante idea di giocare sull handicap del protagonista muto e cosi tutto diventa un film senza quasi dialoghi con un tono piu grezzo, Intimo e sentito che scava molto nel dramma della situazione. E visto che odio sempre i dialoghi inutili e riempitivi questo approccio da "puro cinema" mi ha fatto amare molto la prima mezz'ora che secondo me è ottima, si sente il dramma, la rabbia, la sofferenza intima, un estemo dolore silenzioso che colpisce bene lo spettatore, poi però il film ricade tristemente nei soliti binari cliché da Punisher/Giustiziere della Notte vecchi di 50 anni e a parte il "voi cattivi io bang bang" non c'è niente di davvero interessante da vedere, anzi il film esagera nel dramma fino a diventare stucchevole e ad unora di film ripete ancora fino allo sfinimento il dolore della perdita invece di andare avanti, l'elemento natalizio è quasi inesistente a parte piccole cose e le scene d'azione per quanto carine non riescono ad intrattenere perché presentate con questo tono Grezzo e Drammatico che elimina molta gioia ludica da film d'azione tanto che la storia si prende anche fin troppo sul serio diventando noiosetta. Anche il finale è un po' pasticciato e deludente con quell immagine del figlio che appare molto ridicola e la chiusura è super frettolosa e anticlimatica con la lettera che ti lascia l'amaro in bocca, insomma nel complesso fa piacere rivedere un Film di Woo e ammiro molto l'approccio senza parole e il dramma sentito e sincero ma è un peccato che tutto sia cosi scialbo e mediocre, come thriller drammatco è banale e come film d'azione manca di vera gioia e divertimento.
25 ottobre 2023
Saw X
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Kevin Greutert
Genere: Thriller, Revenge, Splatter
★★★ 😏
John Kramer viene truffato e illuso di una possibile cura alla sua malattia e parte un altro gioco mortale dell Enigmista. Decimo film di questa lunga e pasticciata saga che ha la buona idea di fare un prequel e mettere finalmente Kramer come protagonista assoluto, lui è una grande icona che si ama per la sua distorta e sadica morale ed è chiaro che è stato un errore clamoroso ucciderlo nel terzo capitolo visto che la serie non è mai piu riuscita a riprendersi cercando in tutti i modi di girare intorno a quella stupida decisione. Questo decimo usa la carta del prequel e fa quello che sarebbe dovuto essere la serie e costruisce un moralizzante Revenge Movie che funziona per chi non conosce i vecchi film ma il tutto è anche una chiara lettera d'amore ai Fan e spuntano tutti gli elementi storici del franchise dall pupazzo, la musichetta, i complici, i colpi di scena, il Game Over e le trappole sanguinarie assurde. Il tutto è ovviamente molto sadico e sanguinario, una malata goduria ludica che gode nel far soffrire le sue vittime, qua mi piacciono le bombe attaccate alle braccia da staccare, gli occhi risucchiati, l'intestino usato come corda, il bastonarsi gli arti, tagliarsi una gamba o staccarsi il cervello, buona la donna odiosa per come è fredda e calcolatrice ed è piacevole come tutto si ribalta a sorpresa verso la fine. Certo se preso seriamente è un film molto becero e volgare, non c'è niente di davvero unico o originale anzi è un grosso rimpastone di cose gia viste in passato ma secondo me questa volta è stato fatto un buon lavoro e tutto funziona bene per come inquadra in modo preciso quali sono i peccati commessi da punire con chiari protagonisti e antagonisti e focalizzandosi sull aspetto piu umano di Kramer omaggia degnamente il passato senza incartarsi troppo in assurdi complotti sui suoi eredi.
Anno: 2023
Regia: Kevin Greutert
Genere: Thriller, Revenge, Splatter
★★★ 😏
John Kramer viene truffato e illuso di una possibile cura alla sua malattia e parte un altro gioco mortale dell Enigmista. Decimo film di questa lunga e pasticciata saga che ha la buona idea di fare un prequel e mettere finalmente Kramer come protagonista assoluto, lui è una grande icona che si ama per la sua distorta e sadica morale ed è chiaro che è stato un errore clamoroso ucciderlo nel terzo capitolo visto che la serie non è mai piu riuscita a riprendersi cercando in tutti i modi di girare intorno a quella stupida decisione. Questo decimo usa la carta del prequel e fa quello che sarebbe dovuto essere la serie e costruisce un moralizzante Revenge Movie che funziona per chi non conosce i vecchi film ma il tutto è anche una chiara lettera d'amore ai Fan e spuntano tutti gli elementi storici del franchise dall pupazzo, la musichetta, i complici, i colpi di scena, il Game Over e le trappole sanguinarie assurde. Il tutto è ovviamente molto sadico e sanguinario, una malata goduria ludica che gode nel far soffrire le sue vittime, qua mi piacciono le bombe attaccate alle braccia da staccare, gli occhi risucchiati, l'intestino usato come corda, il bastonarsi gli arti, tagliarsi una gamba o staccarsi il cervello, buona la donna odiosa per come è fredda e calcolatrice ed è piacevole come tutto si ribalta a sorpresa verso la fine. Certo se preso seriamente è un film molto becero e volgare, non c'è niente di davvero unico o originale anzi è un grosso rimpastone di cose gia viste in passato ma secondo me questa volta è stato fatto un buon lavoro e tutto funziona bene per come inquadra in modo preciso quali sono i peccati commessi da punire con chiari protagonisti e antagonisti e focalizzandosi sull aspetto piu umano di Kramer omaggia degnamente il passato senza incartarsi troppo in assurdi complotti sui suoi eredi.
18 maggio 2022
The Northman
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Robert Eggers
Genere: Dramma, Medieval, Revenge movie
★★★★ 😅
Principe vichingo cerca di vendicarsi dello zio che ha usurpato il trono del padre. Atmosferico dramma Nordico dall impostazione molto teatrale che mette in scena una semplicissima storia di vendetta shakespeariana ma che nel complesso racchiude bene le leggende e lo spirito di quel popolo oltre ad omaggiare Conan il barbaro di Milius, visivamente è molto buono con natura, fumo e fiamme fascinose, convincono le interpretazioni sentite, buona la musica di tamburi e cori, bella la violenza tribale con assurdi rituali, facce e corpi insanguinati con un associazione animalesca e ferale dell essere umano e interessanti sono le visioni del protagonista che richiamano alla mitologia norrea oltre al suo stato emotivo interiore. Un film pieno di testosterone ma fatto quasi interamente di sensazioni apparendo molto Impostato, si prende fin troppo sul serio come se avesse sempre un palo nel culo, l'impostazione teatrale classica unita al realismo naturale sfiora a volte nel ridicolo e seppur si sforza fisicamente con i muscoli e il sangue non riesce a cogliere del vero autentico dramma umano, in piu i ritmi lenti respingono e portano anche un po' di noia ma anche con questi difetti l'opera è da ammirare ed è innegabile che Robert Eggers si riconferma uno dei migliori registi contemporanei.
Anno: 2022
Regia: Robert Eggers
Genere: Dramma, Medieval, Revenge movie
★★★★ 😅
Principe vichingo cerca di vendicarsi dello zio che ha usurpato il trono del padre. Atmosferico dramma Nordico dall impostazione molto teatrale che mette in scena una semplicissima storia di vendetta shakespeariana ma che nel complesso racchiude bene le leggende e lo spirito di quel popolo oltre ad omaggiare Conan il barbaro di Milius, visivamente è molto buono con natura, fumo e fiamme fascinose, convincono le interpretazioni sentite, buona la musica di tamburi e cori, bella la violenza tribale con assurdi rituali, facce e corpi insanguinati con un associazione animalesca e ferale dell essere umano e interessanti sono le visioni del protagonista che richiamano alla mitologia norrea oltre al suo stato emotivo interiore. Un film pieno di testosterone ma fatto quasi interamente di sensazioni apparendo molto Impostato, si prende fin troppo sul serio come se avesse sempre un palo nel culo, l'impostazione teatrale classica unita al realismo naturale sfiora a volte nel ridicolo e seppur si sforza fisicamente con i muscoli e il sangue non riesce a cogliere del vero autentico dramma umano, in piu i ritmi lenti respingono e portano anche un po' di noia ma anche con questi difetti l'opera è da ammirare ed è innegabile che Robert Eggers si riconferma uno dei migliori registi contemporanei.
5 luglio 2021
Riders of Justice
Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Anders Thomas Jensen
Genere: Thriller, Dramedy, Revenge
★★★★ 😊
Soldato si unisce ad una banda di reietti per avere vendetta. Un interessante mix di grezzo Revenge thriller e Dramedy che commuove, diverte e fa riflettere con intelligenza sul Dolore, Mads Mikkelsen è la punta di diamante che fa il burbero rozzo e violento ma il cuore del film è il suo rapporto con tre incredibili spalle comiche che sono dei super nerdoni anziani reietti molto simpatici. Cosi nonostante ci sono la violenza e le uccisioni questa alchimia di toni e di caratteri rende tutto molto piu umano, dove anche una gag per fingersi psichiatra offre momenti e discorsi toccanti, dove si buttano con facilità riflessioni su Dio, sul destino, sulla natura umana e il significato dell esistenza. Il protagonista è pieno di difetti, un tipo chiuso, irrascibile, istintivo e distaccato, incapace di relazionarsi con la figlia e con questo immenso dolore e in pratica questo gruppo di gente complessata che si forma crea una comunità di recupero calda e accogliente che gli farà togliere a fatica questa armatura del solito rozzo macho d'altri tempi. Un Film pacato ma sorprendente, non avrà quelle stupide coreografie moderne ma è decisamente un action thriller migliore delle recenti cagatelle d'azione che fanno gli americani per come è pieno di dramma e umanità, è il tipo di film che quasi applaudivo nel finale per come mi ha lasciato pienamente soddisfatto.
Anno: 2020
Regia: Anders Thomas Jensen
Genere: Thriller, Dramedy, Revenge
★★★★ 😊
Soldato si unisce ad una banda di reietti per avere vendetta. Un interessante mix di grezzo Revenge thriller e Dramedy che commuove, diverte e fa riflettere con intelligenza sul Dolore, Mads Mikkelsen è la punta di diamante che fa il burbero rozzo e violento ma il cuore del film è il suo rapporto con tre incredibili spalle comiche che sono dei super nerdoni anziani reietti molto simpatici. Cosi nonostante ci sono la violenza e le uccisioni questa alchimia di toni e di caratteri rende tutto molto piu umano, dove anche una gag per fingersi psichiatra offre momenti e discorsi toccanti, dove si buttano con facilità riflessioni su Dio, sul destino, sulla natura umana e il significato dell esistenza. Il protagonista è pieno di difetti, un tipo chiuso, irrascibile, istintivo e distaccato, incapace di relazionarsi con la figlia e con questo immenso dolore e in pratica questo gruppo di gente complessata che si forma crea una comunità di recupero calda e accogliente che gli farà togliere a fatica questa armatura del solito rozzo macho d'altri tempi. Un Film pacato ma sorprendente, non avrà quelle stupide coreografie moderne ma è decisamente un action thriller migliore delle recenti cagatelle d'azione che fanno gli americani per come è pieno di dramma e umanità, è il tipo di film che quasi applaudivo nel finale per come mi ha lasciato pienamente soddisfatto.
1 luglio 2021
Kill Bill Vol 2
Recensione Film
Anno: 2004
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Revenge, Azione
★★★★ 😙
Seconda parte di questo carismatico Revenge movie che cambia completamente tono e ritmo tirando di netto il freno a mano dalla violenza per trasformarsi in un difficile percorso di addio ad un amore passato. E proprio per questo cambio di marcia la seconda parte fatico ad amarla come la prima, troppe sono le scene dilungate, da lei che spacca il quarto muro in macchina, l'infinito flashback iniziale in bianco e nero, i tristi momenti umilianti di Budd che lavora come buttafuori, la storia raccontata intorno al fuoco, la visita di un odioso pappone (che meritava di morire male), decisamente è un film piu lento e parlato e non è quasi piu un film d'azione, non che sia un completo male visto che questa lentezza placa la cieca voglia di sangue del primo e la trasforma a sorpresa in un riflessivo viaggio di crescita e trasformazione. Ma per me il film inizia davvero a decollare solo con il Funerale texano, con quei grandosi rumori dei chiodi e terra realizzati con un ottimo sound design, il fantastico Flashback di PaiMei, un divertente allenamento vecchia scuola kung-fu che è brutale, difficile, umiliante come è giusto che sia, e mi piace l'arrivo di Elle Driver e il grande scontro nella Roulotte che mischia bene colpi brutali a momenti comici come il non riuscire a sfoderare la spada. Cose carine e simpatiche certo ma il vero cuore del film è l'attesissimo incontro con Bill, dopo essere partito iperviolento Tarantino sorprende tutti e fa la mossa piu grande, matura e coraggiosa possibile dando nel finale dignità e compassione a questa figura tanto odiata, che resta un vero bastardo ma ha il tempo di spiegare quello che ha provato e cosa lo ha spinto a fare quello che ha fatto, non a caso centra un cuore spaccato. L'intera storia diventa cosi un esagerata e sanguinaria metafora di un amore finito, un rapporto di rabbia, litigi, egoismi e poi di perdono quasi come in un divorzio con tanto di figlio conteso tra i due, l'incontro finale è il momento piu grande del film perché invece di essere un duello scemo con le spade come poteva sembrare mostra con intima profondità tutte le contraddizioni di un addio difficile a una figura cosi importante nella vita della protagonista, Bill è Possessivo, un Padre e Padrone tossico e violento da cui scappare a costo di ferire e ferirsi ma rappresenta anche un grande tormentato amore passato che merita rispetto e cosi quel tocco della mano, quel alzarsi e abbottonarsi la giacca e farlo uscire magnificamente di scena con grande dignità è davvero un momento umano e profondo che possiede tantissime emozioni e significati diversi oltre a chiudere perfettamente questi due grandi film.
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Kill Bill Vol 1
Anno: 2004
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Revenge, Azione
★★★★ 😙
Seconda parte di questo carismatico Revenge movie che cambia completamente tono e ritmo tirando di netto il freno a mano dalla violenza per trasformarsi in un difficile percorso di addio ad un amore passato. E proprio per questo cambio di marcia la seconda parte fatico ad amarla come la prima, troppe sono le scene dilungate, da lei che spacca il quarto muro in macchina, l'infinito flashback iniziale in bianco e nero, i tristi momenti umilianti di Budd che lavora come buttafuori, la storia raccontata intorno al fuoco, la visita di un odioso pappone (che meritava di morire male), decisamente è un film piu lento e parlato e non è quasi piu un film d'azione, non che sia un completo male visto che questa lentezza placa la cieca voglia di sangue del primo e la trasforma a sorpresa in un riflessivo viaggio di crescita e trasformazione. Ma per me il film inizia davvero a decollare solo con il Funerale texano, con quei grandosi rumori dei chiodi e terra realizzati con un ottimo sound design, il fantastico Flashback di PaiMei, un divertente allenamento vecchia scuola kung-fu che è brutale, difficile, umiliante come è giusto che sia, e mi piace l'arrivo di Elle Driver e il grande scontro nella Roulotte che mischia bene colpi brutali a momenti comici come il non riuscire a sfoderare la spada. Cose carine e simpatiche certo ma il vero cuore del film è l'attesissimo incontro con Bill, dopo essere partito iperviolento Tarantino sorprende tutti e fa la mossa piu grande, matura e coraggiosa possibile dando nel finale dignità e compassione a questa figura tanto odiata, che resta un vero bastardo ma ha il tempo di spiegare quello che ha provato e cosa lo ha spinto a fare quello che ha fatto, non a caso centra un cuore spaccato. L'intera storia diventa cosi un esagerata e sanguinaria metafora di un amore finito, un rapporto di rabbia, litigi, egoismi e poi di perdono quasi come in un divorzio con tanto di figlio conteso tra i due, l'incontro finale è il momento piu grande del film perché invece di essere un duello scemo con le spade come poteva sembrare mostra con intima profondità tutte le contraddizioni di un addio difficile a una figura cosi importante nella vita della protagonista, Bill è Possessivo, un Padre e Padrone tossico e violento da cui scappare a costo di ferire e ferirsi ma rappresenta anche un grande tormentato amore passato che merita rispetto e cosi quel tocco della mano, quel alzarsi e abbottonarsi la giacca e farlo uscire magnificamente di scena con grande dignità è davvero un momento umano e profondo che possiede tantissime emozioni e significati diversi oltre a chiudere perfettamente questi due grandi film.
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Kill Bill Vol 1
30 giugno 2021
Kill Bill Vol 1
Recensione Film
Anno: 2003
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Azione, Revenge Movie
★★★★★ 😋💕
Esperta assassina si risveglia dal coma e piena di rabbia vuole ammazzare il suo ex e tutti i suoi vecchi colleghi. Prima parte di un Esagerato e Stilizzato Revenge Movie che con il suo mix di generi e sottogeneri diventa l'apoteosi massima dell postmoderno tarantiniano, saltando dal estern al western il tutto è un vero e proprio Frankenstein cinematografico che incredibilmente riesce a funzionare e stare in piedi senza il bisogno di conoscere questa o quella citazione perché è un film pieno di vita, la sua mattanza è un esperienza ludica che attraversa la storia del cinema d'azione ma chiunque lo può apprezzare senza problemi. E non è solo stile buttato a caso nel pentolone, tanti film ci hanno provato a buttarla in caciara alla cieca ma solo kill Bill riesce a funzionare perché è sostenuto da una direzione della madonna, il trauma e la voglia di vendetta della sposa è presentato molto bene fin dall inizio con quell incredibile introduzione violenta in bianco e nero, dov'è c'è solo il primo piano di lei insanguinata mentre Bill è una figura dominante fuori dallo schermo, si vedono solo i piedi, le mani, la sua voce e il fazzoletto con impresso ben chiaro il nome da abbattere, cosi come il risveglio all ospedale è un altro momento di una potenza immensa, Tarantino sa che tutta questa violenza e Rabbia va assolutamente motivata e mostra bene il dramma di quando lei si tocca la pancia e si dispera perché non c'è nulla, per non parlare di tutta la disgustosa e ripugnante situazione con Buck che continua a fare schifo ad ogni visione. Diviso in capitoli il film non perde tempo e ti butta subito nell azione con un ottimo scontro in casa, un incredibile e viscerale battaglia che evolve giocando con le aspettative piu volte cosi come parte di colpo un intero flashback in stile Anime che è cosi violento e brutale che è gia di suo un corto capolavoro, tra l'altro anch'esso parla di un altra tragica storia di sangue e vendetta, e tra sbudellamenti, decapitazioni, occhi strappati, spruzzi di sangue la violenza diventa davvero estrema, ma secondo me mai veramente gratuita, Seppur il film esagera crescendo in un gigantesco massacro con litri di sangue l'azione mostrata è comunque netta, quasi chirurgica, e sopratutto raggiunge un livello cosi irreale e stilistico che diverte senza respingere in modo volgare. Ed è un film composto interamente da momenti iconici, che sia l'arrivo in splitscreen di Elle Drive vestita da infermiera fischiettando, la zanzara che fa risvegliare di colpo dal coma, il labbro tirato, lo spaccare la porta in testa a Buck urlandogli "dove è billl?!!" la pussy wagon, il cercare con pazienza di muovere i piedi, quello sparare alle gambe da sotto il letto, le due modelle che guardano con orrore il corpo del politico morto, il ridicolo porta katana in aereo, il suo nome censurato, lo scrivere Bill sul vetro per poi cancellarlo, I dubbi del boss Tanaka, le corse delle moto in nero per tokyo, l'entrata ad effetto della gang sotto le note iconiche di Battle Without Honor Or Humanity, Charlie brown, gli occhi insanguinati di Gogo, gli 88 folli che circondano a cerchio la protagonista, lo scontro in shiluette a sfondo blu, la striscia di sangue nella neve e l'incredibile Cliffhangerone. Ovviamente ci sono milioni di citazioni, la traccia base richiama Lady Snowblood ma cè anche star trek e i film di bruce lee oltre a decine di canzoni prese di qua e di la, ma l'incredibile forza della musica utilizzata nel film è che non serve solo a creare stile e Mood ma crea emozioni all interno della narrativa, in special modo mi piace quando creano tensione, come il Fischiettare Twisted Nerve di Bernard Herrmann in ospedale è per segnalare un incombente minaccia di morte, o l'incredibile apparire dietro la porta a Buck in slowmotion sotto la musica tesa, quello strano effetto sonoro rosso sangue che richiama all ricordo di rabbia e vendetta, il Woo Hoo della banda durante la perlustrazione del ristorante, o nel duello finale quando parte la musica di "Don't Let Me Be Misunderstood", insomma in kill bill c'è uno dei migliori utilizzi delle canzoni che abbia mai sentito. Non è certo un film profondo e impegnato, è poco piu di una missione sfogo per ammazzare 5 boss da videogioco e questo può far storcere il naso, poi durante la parte di Okinawa il ritmo un po' crolla in cerca della spada, ma nonostante questo Kill Bill è stato il primo vero film che ho amato di Tarantino, le iene e Pulp fiction vivono molto di idee forti sulla carta mentre questo è il primo autentico film visionario del regista che nel suo minestrone di omaggi riesce a creare originali e potenti immagini e offre un esplosione di stile e amore per il cinema che viene trasmessa naturalmente, senza alcuna pretenziosità o ruffianeria, si sente solo la voglia di divertire e divertirsi.
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Kill Bill Vol 2
Anno: 2003
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Azione, Revenge Movie
★★★★★ 😋💕
Esperta assassina si risveglia dal coma e piena di rabbia vuole ammazzare il suo ex e tutti i suoi vecchi colleghi. Prima parte di un Esagerato e Stilizzato Revenge Movie che con il suo mix di generi e sottogeneri diventa l'apoteosi massima dell postmoderno tarantiniano, saltando dal estern al western il tutto è un vero e proprio Frankenstein cinematografico che incredibilmente riesce a funzionare e stare in piedi senza il bisogno di conoscere questa o quella citazione perché è un film pieno di vita, la sua mattanza è un esperienza ludica che attraversa la storia del cinema d'azione ma chiunque lo può apprezzare senza problemi. E non è solo stile buttato a caso nel pentolone, tanti film ci hanno provato a buttarla in caciara alla cieca ma solo kill Bill riesce a funzionare perché è sostenuto da una direzione della madonna, il trauma e la voglia di vendetta della sposa è presentato molto bene fin dall inizio con quell incredibile introduzione violenta in bianco e nero, dov'è c'è solo il primo piano di lei insanguinata mentre Bill è una figura dominante fuori dallo schermo, si vedono solo i piedi, le mani, la sua voce e il fazzoletto con impresso ben chiaro il nome da abbattere, cosi come il risveglio all ospedale è un altro momento di una potenza immensa, Tarantino sa che tutta questa violenza e Rabbia va assolutamente motivata e mostra bene il dramma di quando lei si tocca la pancia e si dispera perché non c'è nulla, per non parlare di tutta la disgustosa e ripugnante situazione con Buck che continua a fare schifo ad ogni visione. Diviso in capitoli il film non perde tempo e ti butta subito nell azione con un ottimo scontro in casa, un incredibile e viscerale battaglia che evolve giocando con le aspettative piu volte cosi come parte di colpo un intero flashback in stile Anime che è cosi violento e brutale che è gia di suo un corto capolavoro, tra l'altro anch'esso parla di un altra tragica storia di sangue e vendetta, e tra sbudellamenti, decapitazioni, occhi strappati, spruzzi di sangue la violenza diventa davvero estrema, ma secondo me mai veramente gratuita, Seppur il film esagera crescendo in un gigantesco massacro con litri di sangue l'azione mostrata è comunque netta, quasi chirurgica, e sopratutto raggiunge un livello cosi irreale e stilistico che diverte senza respingere in modo volgare. Ed è un film composto interamente da momenti iconici, che sia l'arrivo in splitscreen di Elle Drive vestita da infermiera fischiettando, la zanzara che fa risvegliare di colpo dal coma, il labbro tirato, lo spaccare la porta in testa a Buck urlandogli "dove è billl?!!" la pussy wagon, il cercare con pazienza di muovere i piedi, quello sparare alle gambe da sotto il letto, le due modelle che guardano con orrore il corpo del politico morto, il ridicolo porta katana in aereo, il suo nome censurato, lo scrivere Bill sul vetro per poi cancellarlo, I dubbi del boss Tanaka, le corse delle moto in nero per tokyo, l'entrata ad effetto della gang sotto le note iconiche di Battle Without Honor Or Humanity, Charlie brown, gli occhi insanguinati di Gogo, gli 88 folli che circondano a cerchio la protagonista, lo scontro in shiluette a sfondo blu, la striscia di sangue nella neve e l'incredibile Cliffhangerone. Ovviamente ci sono milioni di citazioni, la traccia base richiama Lady Snowblood ma cè anche star trek e i film di bruce lee oltre a decine di canzoni prese di qua e di la, ma l'incredibile forza della musica utilizzata nel film è che non serve solo a creare stile e Mood ma crea emozioni all interno della narrativa, in special modo mi piace quando creano tensione, come il Fischiettare Twisted Nerve di Bernard Herrmann in ospedale è per segnalare un incombente minaccia di morte, o l'incredibile apparire dietro la porta a Buck in slowmotion sotto la musica tesa, quello strano effetto sonoro rosso sangue che richiama all ricordo di rabbia e vendetta, il Woo Hoo della banda durante la perlustrazione del ristorante, o nel duello finale quando parte la musica di "Don't Let Me Be Misunderstood", insomma in kill bill c'è uno dei migliori utilizzi delle canzoni che abbia mai sentito. Non è certo un film profondo e impegnato, è poco piu di una missione sfogo per ammazzare 5 boss da videogioco e questo può far storcere il naso, poi durante la parte di Okinawa il ritmo un po' crolla in cerca della spada, ma nonostante questo Kill Bill è stato il primo vero film che ho amato di Tarantino, le iene e Pulp fiction vivono molto di idee forti sulla carta mentre questo è il primo autentico film visionario del regista che nel suo minestrone di omaggi riesce a creare originali e potenti immagini e offre un esplosione di stile e amore per il cinema che viene trasmessa naturalmente, senza alcuna pretenziosità o ruffianeria, si sente solo la voglia di divertire e divertirsi.
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Kill Bill Vol 2
26 maggio 2021
Wrath of Man
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Guy Ritchie
Genere: Thriller, Heist, Revenge
★★★ 😲
Un uomo misterioso diventa agente di sicurezza di furgoni portavalori e cerca di fermare banda di rapinatori. Crime-Heist Thriller con tinte noir che mi è piaciuto parecchio, pensavo fosse la solita cagata d'azione con Jason Statham ma invece sorprende per Tensione e durezza, la prospettiva di un agente di sicurezza è piuttosto interessante e poi il tutto si ribalta a sorpresa e mi è piaciuto come gli atti narrativi sono separati e cambiano i punti di vista della storia esplorando a 360 gradi le varie prospettive dei personaggi per dipingere un quadro piu ampio. La solennità della musica poi mi ha catturato fin dai titoli di testa, quando azzecchi la musica azzecchi praticamente il film e la sua colonna sonora è cosi epica che migliora ogni scena per come crea una bella atmosfera intensa, seria e introspettiva, belli i vari assalti ai portavalori che diventano anche piuttosto originali per come mostrati dalla prospettiva dell aggredito e non dell aggressore, c'è intrigo su chi sia il misterioso protagonista, mi piacciono le battute taglienti iniziali tra colleghi, l'amico preoccupato resta impresso nella mente e tutto il finale è una goduria di tensione. Certo Statham qua non è per niente carismatico, appare sempre freddo e distaccato, cosi tutta la parte intorno alla sua vendetta finisce per essere troppo generica, poco emotiva ed emozionale, danneggiando il valore dell'intero film ma la struttura narrativa originale, la tensione e le varie parti criminali mi sono piaciute cosi tanto che questi difetti non mi hanno dato tanti problemi. Nel complesso è un bel film cupo e grezzo che si prende molto sul serio e per questo piacerà a quelli come me che amano questi tipi di "macho thriller".
Anno: 2021
Regia: Guy Ritchie
Genere: Thriller, Heist, Revenge
★★★ 😲
Un uomo misterioso diventa agente di sicurezza di furgoni portavalori e cerca di fermare banda di rapinatori. Crime-Heist Thriller con tinte noir che mi è piaciuto parecchio, pensavo fosse la solita cagata d'azione con Jason Statham ma invece sorprende per Tensione e durezza, la prospettiva di un agente di sicurezza è piuttosto interessante e poi il tutto si ribalta a sorpresa e mi è piaciuto come gli atti narrativi sono separati e cambiano i punti di vista della storia esplorando a 360 gradi le varie prospettive dei personaggi per dipingere un quadro piu ampio. La solennità della musica poi mi ha catturato fin dai titoli di testa, quando azzecchi la musica azzecchi praticamente il film e la sua colonna sonora è cosi epica che migliora ogni scena per come crea una bella atmosfera intensa, seria e introspettiva, belli i vari assalti ai portavalori che diventano anche piuttosto originali per come mostrati dalla prospettiva dell aggredito e non dell aggressore, c'è intrigo su chi sia il misterioso protagonista, mi piacciono le battute taglienti iniziali tra colleghi, l'amico preoccupato resta impresso nella mente e tutto il finale è una goduria di tensione. Certo Statham qua non è per niente carismatico, appare sempre freddo e distaccato, cosi tutta la parte intorno alla sua vendetta finisce per essere troppo generica, poco emotiva ed emozionale, danneggiando il valore dell'intero film ma la struttura narrativa originale, la tensione e le varie parti criminali mi sono piaciute cosi tanto che questi difetti non mi hanno dato tanti problemi. Nel complesso è un bel film cupo e grezzo che si prende molto sul serio e per questo piacerà a quelli come me che amano questi tipi di "macho thriller".
18 aprile 2021
Una Donna Promettente
Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Emerald Fennell
Genere: Revenge movie
★★★★ 😥
Donna che ha perso la fiducia negli uomini cerca disperata di vendicarsi. Revenge movie femminista che esplora per vie traverse il tragico dramma degli Stupri da Festa dove tra alcool e droghe le ragazze vengono portate forzatamente alla letargia per poi essere abusate senza pietà con la scusa dello "sballo". Un film dai temi tosti che mi è piaciuto per come cambia marcia spesso tentando strade piu profonde e complicate del normale, poteva infatti iniziare subito mostrando l'abuso dell amica per poi giocare facile alla ludica caccia contro i cattivoni da abbattere ma invece inizia con l'ambiguità morale di una predatrice che caccia altri predatori, una tragica mossa disperata di una donna che vuole ancora credere nel umanità ma si ritrova sempre davanti a dei viscidi mostri che normalizzano le violenze e vogliono solo scopare un vuoto corpo piu che una persona, poi cambia ancora marcia e diventa quasi un film romantico e poi thriller, mostrando ancora di piu tutte le ambiguità e difetti di una protagonista complessa, sofferente, fallibile, piena di odio che per certi versi la rende malvagia, cosi il messaggio funziona perché lei non è ne la super femme fatale ammiccante ne questa altezzosa perfetta ragazza moralizzatrice che vuole bacchettare tutti, anzi per ottenere quello che vuole si sporca e si rovina per sbattere in faccia alle sue vittime le atrocità di questo tipo di orribile stupro da sballo normalizzato addirittura tra amici e penso che le sue minaccie e le sue azioni malvagie concretizzano molto bene il suo dolore e la sua sofferenza. Carey Mulligan è ottima, i genitori sono opressivi al punto giusto, mentre gli attori maschili forse un po' troppo patetici, visivamente è grazioso con un uso dell erotismo intelligente e dei riarrangiamenti delle musiche anni 2000 fantastico, in particolare c'è una versione orchestrale ed inquietante di Toxic di Britney Spears che simboleggia molto bene un idea di moderna vendetta generazionale sugli usi e costumi del passato. Insomma è un bel film che graffia con i suoi temi crudi e il suo protagonista ambiguo che non vuole l'amore del pubblico, vuole solo sensibilizzare, far riflettere sulle ambiguità normalizzate degli abusi da sballo dove ogni tipo di violenza viene piu facilmente perdonata con la scusa della festa nonostante le ragazze intossicate perdono sempre piu libertà e capacità di consenso.
Anno: 2020
Regia: Emerald Fennell
Genere: Revenge movie
★★★★ 😥
Donna che ha perso la fiducia negli uomini cerca disperata di vendicarsi. Revenge movie femminista che esplora per vie traverse il tragico dramma degli Stupri da Festa dove tra alcool e droghe le ragazze vengono portate forzatamente alla letargia per poi essere abusate senza pietà con la scusa dello "sballo". Un film dai temi tosti che mi è piaciuto per come cambia marcia spesso tentando strade piu profonde e complicate del normale, poteva infatti iniziare subito mostrando l'abuso dell amica per poi giocare facile alla ludica caccia contro i cattivoni da abbattere ma invece inizia con l'ambiguità morale di una predatrice che caccia altri predatori, una tragica mossa disperata di una donna che vuole ancora credere nel umanità ma si ritrova sempre davanti a dei viscidi mostri che normalizzano le violenze e vogliono solo scopare un vuoto corpo piu che una persona, poi cambia ancora marcia e diventa quasi un film romantico e poi thriller, mostrando ancora di piu tutte le ambiguità e difetti di una protagonista complessa, sofferente, fallibile, piena di odio che per certi versi la rende malvagia, cosi il messaggio funziona perché lei non è ne la super femme fatale ammiccante ne questa altezzosa perfetta ragazza moralizzatrice che vuole bacchettare tutti, anzi per ottenere quello che vuole si sporca e si rovina per sbattere in faccia alle sue vittime le atrocità di questo tipo di orribile stupro da sballo normalizzato addirittura tra amici e penso che le sue minaccie e le sue azioni malvagie concretizzano molto bene il suo dolore e la sua sofferenza. Carey Mulligan è ottima, i genitori sono opressivi al punto giusto, mentre gli attori maschili forse un po' troppo patetici, visivamente è grazioso con un uso dell erotismo intelligente e dei riarrangiamenti delle musiche anni 2000 fantastico, in particolare c'è una versione orchestrale ed inquietante di Toxic di Britney Spears che simboleggia molto bene un idea di moderna vendetta generazionale sugli usi e costumi del passato. Insomma è un bel film che graffia con i suoi temi crudi e il suo protagonista ambiguo che non vuole l'amore del pubblico, vuole solo sensibilizzare, far riflettere sulle ambiguità normalizzate degli abusi da sballo dove ogni tipo di violenza viene piu facilmente perdonata con la scusa della festa nonostante le ragazze intossicate perdono sempre piu libertà e capacità di consenso.
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