Recensione Film
Anno: 1989
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Commedia, Sentimentale
★★★ 😏
Pazzo esce dall istituto e va a rapire una donna di cui è ossessionato. Atipica commedia sentimentale che piena di ribellione provoca lo spettatore e mostra un rapimento violento che si trasforma in sindrome di Stoccolma e amore malato che premia l'uomo tossico che si prende con la forza le libertà di una donna, qualcosa di assolutamente maschilista e problematico ai giorni d'oggi e sarebbe impossibile da rifare un film del genere ma il tono generale è comunque piuttosto comico, ruotando su fetish di corpi nudi e sul Bondage c'è molto erotismo e anche gli elementi piu controversi vengono approcciati con una candida leggerezza. Victoria Abril e Antonio Banderas guidano benissimo la storia con lei piena di dolori e sofferenze interiori e lui minaccioso e determinato ma anche molto ingenuo, poi sono belli entrambi ma nello specifico la bellezza del giovane Banderas aiuta a stemperare anche i toni controversi della storia per rendere le situazioni di tensione dei momenti piccanti da sogno piu che da incubo e mi piace come lui si impegna per trovarle medicine e droga per non farla soffrire e che è solo nell sangue e nella sofferenza fisica di entrambi che nasce il vero amore. Visivamente è un film molto bello e pieno di colori accesi, c'è tutto Almodóvar con i suoi rossi ma funzionano gli incredibili sguardi potenti dei personaggi e pieno di tensione il momento sul letto quando cerca di prendergli le chiavi o quando telefona alla madre e si commuove piangendo, i quadri cattolici fanno da contrasto allo spirito ribelle del film, d'impatto la scena del falso film per come ci sono belle tende rosse in movimento, super erotica è quella nella vasca con il giocattolino del sommozzatore che le va tra le gambe, molto perverse sono le situazioni quando si spoglia la ragazza o va in bagno, il giocare con le corde diventa un rituale di coppia e momento di intimità, catartica è la scena di sesso dove il dolore si mischia con il piacere, buone le scene di canto liberatorio e per fare autoironia è simpatica la sottotrama del vecchio regista pervertito in cerca di un ultima emozione anche se appare distaccata da tutto il resto. Ed è un film Ribelle che mostra l'amore che irrompe violento e diventa come prigionia, un "legame" in tutti i suoi sensi ma è anche un modo per visualizzare un passaggio verso la maturità fatta di regole ed impegni, legarsi e impegnarsi significa sacrificare un pezzo di libertà e in una Spagna appena uscita da una dittatura non sai bene se il film indica un uscita o un entrata nel tunnel e il finale tra le macerie e quel canto in macchina sofferto di resistenza sembra rivolto proprio a questo tema.
12 agosto 2025
11 agosto 2025
Volver
Recensione Film
Anno: 2006
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma
★★★ 😳
Volver è un film su i segreti in famiglia che finiscono per separare ma per assurdo anche legare insieme i personaggi ed è anche un film decisamente sessita tutto al femminile che rifiuta le figure maschili mostrate quel poco solo come il male assoluto da bruciare e sotterrare. La trama è strana per come parte con una rituale pulizia delle tombe di famiglia e una visita alla zia e poi il film si divide in due strade che seguono le sorelle, una che fa di tutto per proteggere la figlia e l'altra che inizia uno strano rapporto giocoso e surreale con quello che sembrerebbe un fantasma fino ad una riconciliazione catartica che è un modo per giustificare e giustificarsi per i vari crimini commessi. Lo stile di Almodóvar è sempre ben riconoscibile e ci deve mettere per forza qualcosa di rosso intenso in ogni inquadratura, il personaggio della Cruz con il seno bene in vista sembra ispirato visivamente ai ruoli delle maggiorate italiane come la Loren/Magnani, fascinose sono le pale eoliche in sottofondo, mi piace il senso di sostegno tra donne e familiarità domestica che viene rappresentato come il cucinare o tagliare i capelli in casa, bello il momento del funerale e come la sorella per un istante finisce nella stanza piena di uomini che la guardano in modo inquietante, carina la scena della canzone e la riconciliazione finale su quella panchina è piuttosto toccante e cattura una dolce magia teatrale. Ma per quanto ci siano cose interessanti il gioco al nascondere "il fantasma" non mi ha convinto molto, non capisco neanche bene perchè tenerlo nascosto e molto spesso questo comportamento infantile appare davvero irritante, cosi come in ogni storia ogni peccato ed errore dei personaggi deve avere un qualche tipo di punizione e senso di responsabilità ma qua non arriva mai davvero e capisco dipingere i maschi come il male assoluto ma la storia spiega anche che c'è andata di mezzo una donna innocente e la figlia malata poverina vorrebbe la verità ma a quanto pare loro non meritano giustizia per qualche sadico motivo... e cosi la "sorellanza tra donne" che il film vuole dipingere finisce per essere totalmente ipocrita.
Anno: 2006
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma
★★★ 😳
Volver è un film su i segreti in famiglia che finiscono per separare ma per assurdo anche legare insieme i personaggi ed è anche un film decisamente sessita tutto al femminile che rifiuta le figure maschili mostrate quel poco solo come il male assoluto da bruciare e sotterrare. La trama è strana per come parte con una rituale pulizia delle tombe di famiglia e una visita alla zia e poi il film si divide in due strade che seguono le sorelle, una che fa di tutto per proteggere la figlia e l'altra che inizia uno strano rapporto giocoso e surreale con quello che sembrerebbe un fantasma fino ad una riconciliazione catartica che è un modo per giustificare e giustificarsi per i vari crimini commessi. Lo stile di Almodóvar è sempre ben riconoscibile e ci deve mettere per forza qualcosa di rosso intenso in ogni inquadratura, il personaggio della Cruz con il seno bene in vista sembra ispirato visivamente ai ruoli delle maggiorate italiane come la Loren/Magnani, fascinose sono le pale eoliche in sottofondo, mi piace il senso di sostegno tra donne e familiarità domestica che viene rappresentato come il cucinare o tagliare i capelli in casa, bello il momento del funerale e come la sorella per un istante finisce nella stanza piena di uomini che la guardano in modo inquietante, carina la scena della canzone e la riconciliazione finale su quella panchina è piuttosto toccante e cattura una dolce magia teatrale. Ma per quanto ci siano cose interessanti il gioco al nascondere "il fantasma" non mi ha convinto molto, non capisco neanche bene perchè tenerlo nascosto e molto spesso questo comportamento infantile appare davvero irritante, cosi come in ogni storia ogni peccato ed errore dei personaggi deve avere un qualche tipo di punizione e senso di responsabilità ma qua non arriva mai davvero e capisco dipingere i maschi come il male assoluto ma la storia spiega anche che c'è andata di mezzo una donna innocente e la figlia malata poverina vorrebbe la verità ma a quanto pare loro non meritano giustizia per qualche sadico motivo... e cosi la "sorellanza tra donne" che il film vuole dipingere finisce per essere totalmente ipocrita.
8 agosto 2025
Tutto su mia Madre
Recensione Film
Anno: 1999
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma
★★★ 😐
Dopo un incidente una donna torna a Barcellona per trovare il padre di suo figlio. Melodramma di Almodóvar che fa un film molto personale per dedicarlo all suo amore per le attrici, al ruolo di madre e alla Feminilità in ogni sua forma e genere ma quello che ne esce fuori è un lento e noioso polpettone che manca di vera forza narrativa, il titolo è un grande imbroglio e una promessa mancata visto che il percorso all indietro verso le radici della protagonista non funziona e si esplora pochissimo della sua storia e del suo carattere per giocare facile alla situazione simile e speculare, non sono mai stato un fan di Penélope Cruz e qua recita in modo molto piatto con sempre addosso un odioso faccino triste, tutta la discussione iniziale sui trapianti viene abbandonata, il focalizzarsi eccessivamente sul teatro e sull ruolo delle attrici sposta di molto l'attenzione verso l'effimera e vanitosa arte piu che sul dramma urbano di chi si prostituisce e vive per la strada e poi capisco l'idea di circolarità ma non mi piace che lei ottiene il sostituto di qualcosa che aveva perso. E non dico che non ci siano cose da ammirare, la messa in scena è molto bella con questi appartamenti colorati in stile anni 60, c'è tanto ROSSO fuoco nei vestiti e negli sfondi (ma tanto rosso) mi piace la colonna sonora piena di jazz e fisarmonica, offre amarezza e senso di vuoto l'idea di diario incompiuto, buona l'immagine di attraversare un tunnel della memoria durante il viaggio, Cecilia Roth se la cava e la sua recitazione sofferente convince, il misterioso padre farabutto ha una bella aura di mistero e intriga come viene nominato piu volte e appare solo verso la fine, funziona molto il personaggio di Agrado per come offre sempre energia e pensieri positivi ma resta fin troppo secondario e si soffre ogni volta che il film da lui si sposta al forzato dramma tritamaroni della Cruz cosi come la regia ha stile ma vive tutta di messa in scena perchè i dialoghi sono legnosissimi ed impostati. Altro problema della storia è che ruota tutta sull senso di vergogna della protagonista che non è riuscita a spiegare le complicata storia del padre al figlio, ma questa grave colpa e incapacità di vincere il pregiudizio omofobo non viene davvero risolta, anzi tutto il film ci gira in torno piu volte senza davvero affrontare la questione.
Anno: 1999
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma
★★★ 😐
Dopo un incidente una donna torna a Barcellona per trovare il padre di suo figlio. Melodramma di Almodóvar che fa un film molto personale per dedicarlo all suo amore per le attrici, al ruolo di madre e alla Feminilità in ogni sua forma e genere ma quello che ne esce fuori è un lento e noioso polpettone che manca di vera forza narrativa, il titolo è un grande imbroglio e una promessa mancata visto che il percorso all indietro verso le radici della protagonista non funziona e si esplora pochissimo della sua storia e del suo carattere per giocare facile alla situazione simile e speculare, non sono mai stato un fan di Penélope Cruz e qua recita in modo molto piatto con sempre addosso un odioso faccino triste, tutta la discussione iniziale sui trapianti viene abbandonata, il focalizzarsi eccessivamente sul teatro e sull ruolo delle attrici sposta di molto l'attenzione verso l'effimera e vanitosa arte piu che sul dramma urbano di chi si prostituisce e vive per la strada e poi capisco l'idea di circolarità ma non mi piace che lei ottiene il sostituto di qualcosa che aveva perso. E non dico che non ci siano cose da ammirare, la messa in scena è molto bella con questi appartamenti colorati in stile anni 60, c'è tanto ROSSO fuoco nei vestiti e negli sfondi (ma tanto rosso) mi piace la colonna sonora piena di jazz e fisarmonica, offre amarezza e senso di vuoto l'idea di diario incompiuto, buona l'immagine di attraversare un tunnel della memoria durante il viaggio, Cecilia Roth se la cava e la sua recitazione sofferente convince, il misterioso padre farabutto ha una bella aura di mistero e intriga come viene nominato piu volte e appare solo verso la fine, funziona molto il personaggio di Agrado per come offre sempre energia e pensieri positivi ma resta fin troppo secondario e si soffre ogni volta che il film da lui si sposta al forzato dramma tritamaroni della Cruz cosi come la regia ha stile ma vive tutta di messa in scena perchè i dialoghi sono legnosissimi ed impostati. Altro problema della storia è che ruota tutta sull senso di vergogna della protagonista che non è riuscita a spiegare le complicata storia del padre al figlio, ma questa grave colpa e incapacità di vincere il pregiudizio omofobo non viene davvero risolta, anzi tutto il film ci gira in torno piu volte senza davvero affrontare la questione.
6 agosto 2025
La Pelle che Abito
Recensione Film
Anno: 2011
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Thriller, Erotico
★★★★ 😲
Dottore tiene prigioniera in casa sua una donna per misteriosi motivi. Perverso thriller di sesso e sangue che mostra una prigionia che si trasforma in esperimento scientifico folle, crudele vendetta e una rassegnazione che diventa tragica sindrome di Stoccolma ma tutto serve per parlare in realtà di temi Lgbt con la protagonista che viene messa in un vestito e una pelle che non le appartiene, cosi hanno molto senso gli atti di autolesionismo e la voglia di farla finita e in un contrasto tra corpo e mente il dottore rappresenta quella forza interiore divina ed istintiva che spinge verso la diversità e ad una trasformazione brutale e violenta che uccide e cambia l'identità originale. Banderas è bravissimo ad essere un uomo ossessionato pieno di rabbia che cede sempre piu alla lussuria, la musica orchestrale aggiunge molto alla tensione, mi piace come la casa è piena di quadri di nudi e lui che la osserva su un grande maxischermo come la sua opera d'arte personale, bello come inizia con dell'intrigo su questo esperimento da fantascienza, l'utilizzare lo yoga per visualizzare il corpo e la ricerca di serenità, colpiscono le varie rivelazioni del passato ed è molto commovente la scena del racconto davanti al fuoco di cosa è successo alla moglie e tra madri, figli, amanti e abusi tutto che è un grande insalata di psicologia piuttosto interessante. Ma è certamente una storia contorta che ruota sull erotismo di un fetish di sottomissione che potrebbe non piacere a tutti per come ha tinte horror, poi l'arrivo del criminale Zeca vestito in modo ridicolo da tigre per agire come forza animalesca che apre e libera definitivamente il corpo potrebbe essere forse fin troppo barocco e contorto come momento ma l'idea centrale resta sviluppata bene e mi piace come questa trasformazione non è dipinta come qualcosa di bello o piacevole, l'identità di genere qua non è rappresentata come una scelta di libertà ma è un atto violento, una forzatura non voluta, non ha deciso lei di essere cosi ma è un peso da portare sulle spalle e anche il ritorno finale a casa dalla madre è pieno di significato per come simboleggia il momento di comunicare ai genitori la propria diversità.
Anno: 2011
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Thriller, Erotico
★★★★ 😲
Dottore tiene prigioniera in casa sua una donna per misteriosi motivi. Perverso thriller di sesso e sangue che mostra una prigionia che si trasforma in esperimento scientifico folle, crudele vendetta e una rassegnazione che diventa tragica sindrome di Stoccolma ma tutto serve per parlare in realtà di temi Lgbt con la protagonista che viene messa in un vestito e una pelle che non le appartiene, cosi hanno molto senso gli atti di autolesionismo e la voglia di farla finita e in un contrasto tra corpo e mente il dottore rappresenta quella forza interiore divina ed istintiva che spinge verso la diversità e ad una trasformazione brutale e violenta che uccide e cambia l'identità originale. Banderas è bravissimo ad essere un uomo ossessionato pieno di rabbia che cede sempre piu alla lussuria, la musica orchestrale aggiunge molto alla tensione, mi piace come la casa è piena di quadri di nudi e lui che la osserva su un grande maxischermo come la sua opera d'arte personale, bello come inizia con dell'intrigo su questo esperimento da fantascienza, l'utilizzare lo yoga per visualizzare il corpo e la ricerca di serenità, colpiscono le varie rivelazioni del passato ed è molto commovente la scena del racconto davanti al fuoco di cosa è successo alla moglie e tra madri, figli, amanti e abusi tutto che è un grande insalata di psicologia piuttosto interessante. Ma è certamente una storia contorta che ruota sull erotismo di un fetish di sottomissione che potrebbe non piacere a tutti per come ha tinte horror, poi l'arrivo del criminale Zeca vestito in modo ridicolo da tigre per agire come forza animalesca che apre e libera definitivamente il corpo potrebbe essere forse fin troppo barocco e contorto come momento ma l'idea centrale resta sviluppata bene e mi piace come questa trasformazione non è dipinta come qualcosa di bello o piacevole, l'identità di genere qua non è rappresentata come una scelta di libertà ma è un atto violento, una forzatura non voluta, non ha deciso lei di essere cosi ma è un peso da portare sulle spalle e anche il ritorno finale a casa dalla madre è pieno di significato per come simboleggia il momento di comunicare ai genitori la propria diversità.
5 agosto 2025
Parla con Lei
Recensione Film
Anno: 2002
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma, Sentimentale
★★★★ 😅
Giornalista fa amicizia con strano infermiere innamorato di una ragazza in coma. Dramma sentimentale che sembra all inizio parlare del fallimento delle relazioni per problemi di incomunicabilità, come il titolo suggerisce il comunicare, il parlare e sopratutto capirsi è qualcosa di cosi in apparenza semplice ma in realtà piuttosto complesso ma poi il film cambia decisamente rotta e provoca lo spettatore, capirsi non è sempre un bene e dopo aver conosciuto meglio il personaggio di Benigno si scopre che vive una profonda ossessione piuttosto disgustosa e piu il film cerca di costruire una strana empatia per lui piu tutto diventa controverso e allo stesso tempo molto ambiguo. Mi piace il personaggio del giornalista per come è pieno di emozioni e si commuove facilmente ma anche come attraverso il suo sguardo curioso il pubblico entra in questa clinica e in questo triste mondo di gente in coma, c'è poi il falso film muto che è decisamente una delle cose piu memorabili per come è un grande omaggio al cinema muto, pura follia visuale erotica, un ritorno alle origini freudiano e simboleggia anche il desiderio proibito di Benigno senza mostrarlo apertamente, poi bello lo strano ballo iniziale dove le danzatrici si sbattono cieche contro i muri, è triste la storia della torera per come appare forte nell arena ma fragile nei sentimenti e il finale diventa una toccante e tragica amicizia molto sentita. Ma il problema principale della storia è come giustifica in modo criminale l'ossessione di uno stalker, quel "tu l'hai salvata" non si può sentire, si mostra certamente una forma di amore ma totalmente egoista e senza alcuna vera comunicabilità e rispetto, "amare a senso unico" si ricollega al tema principale spiegando che un vero rapporto in una coppia si costruisce non parlando da soli e accudendo un vuoto corpo ma con un vero dialogo reciproco peccato che per fare questa metafora si oggettifica e abusa una povera ragazza creando un forte senso di disagio sopratutto pensando alla piaga degli stalker e dei femminicidi. Benigno è un malato disgustoso e perverso che aprofitta della situazione di potere ma sopratutto è pericoloso, è quel tipo di persona che non si fermerebbe mai davanti ad un rifiuto e nonostante la storia lo punisce a mio parere è trattato troppo bene e doveva soffire ancora di piu, e se poi uno pensa male anche il giornalista cade nel lato oscuro, lo strana amicizia potrebbe nascere perchè viene contagiato anche lui da questa ossessione come fosse un virus che si trasmette e non mi piace proprio l'implicazione finale che loro potrebbero essere una futura coppia che è qualcosa di ancora piu disgustoso e malato. Nonostante questi problemi controversi resta certamente un interessante film sui rapporti d'amore che riesce bene a provocare lo spettatore offrendo emozioni diverse e contrastanti tra di loro.
Anno: 2002
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma, Sentimentale
★★★★ 😅
Giornalista fa amicizia con strano infermiere innamorato di una ragazza in coma. Dramma sentimentale che sembra all inizio parlare del fallimento delle relazioni per problemi di incomunicabilità, come il titolo suggerisce il comunicare, il parlare e sopratutto capirsi è qualcosa di cosi in apparenza semplice ma in realtà piuttosto complesso ma poi il film cambia decisamente rotta e provoca lo spettatore, capirsi non è sempre un bene e dopo aver conosciuto meglio il personaggio di Benigno si scopre che vive una profonda ossessione piuttosto disgustosa e piu il film cerca di costruire una strana empatia per lui piu tutto diventa controverso e allo stesso tempo molto ambiguo. Mi piace il personaggio del giornalista per come è pieno di emozioni e si commuove facilmente ma anche come attraverso il suo sguardo curioso il pubblico entra in questa clinica e in questo triste mondo di gente in coma, c'è poi il falso film muto che è decisamente una delle cose piu memorabili per come è un grande omaggio al cinema muto, pura follia visuale erotica, un ritorno alle origini freudiano e simboleggia anche il desiderio proibito di Benigno senza mostrarlo apertamente, poi bello lo strano ballo iniziale dove le danzatrici si sbattono cieche contro i muri, è triste la storia della torera per come appare forte nell arena ma fragile nei sentimenti e il finale diventa una toccante e tragica amicizia molto sentita. Ma il problema principale della storia è come giustifica in modo criminale l'ossessione di uno stalker, quel "tu l'hai salvata" non si può sentire, si mostra certamente una forma di amore ma totalmente egoista e senza alcuna vera comunicabilità e rispetto, "amare a senso unico" si ricollega al tema principale spiegando che un vero rapporto in una coppia si costruisce non parlando da soli e accudendo un vuoto corpo ma con un vero dialogo reciproco peccato che per fare questa metafora si oggettifica e abusa una povera ragazza creando un forte senso di disagio sopratutto pensando alla piaga degli stalker e dei femminicidi. Benigno è un malato disgustoso e perverso che aprofitta della situazione di potere ma sopratutto è pericoloso, è quel tipo di persona che non si fermerebbe mai davanti ad un rifiuto e nonostante la storia lo punisce a mio parere è trattato troppo bene e doveva soffire ancora di piu, e se poi uno pensa male anche il giornalista cade nel lato oscuro, lo strana amicizia potrebbe nascere perchè viene contagiato anche lui da questa ossessione come fosse un virus che si trasmette e non mi piace proprio l'implicazione finale che loro potrebbero essere una futura coppia che è qualcosa di ancora piu disgustoso e malato. Nonostante questi problemi controversi resta certamente un interessante film sui rapporti d'amore che riesce bene a provocare lo spettatore offrendo emozioni diverse e contrastanti tra di loro.
3 aprile 2025
il Fiore del mio Segreto
Recensione Film
Anno: 1995
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma
★★ 😳
Scrittrice di romanzi rosa vive enorme crisi esistenziale. Lento melodramma di Almodóvar che utilizza la crisi di una donna di mezz'età per parlare dei suoi problemi e delle sue crisi come artista con un gioco di amori e identità segrete ma tutto è fin troppo autoriale e distaccato e come storia scorre lenta e pesante, la trama non decolla mai, il film è sfilacciato in varie scenette molto separate tra di loro, brutte le parti di ballo con Joaquín Cortés messe solo perchè era ballerino famoso e la relazione sentimentale con l'editore non mi ha convinto per come non riesce mai ad essere veramente passionale e resta nel profondo solo un intesa reciproca di lavoro. Comunque Marisa Paredes è brava e regge bene la parte, buona la metafora degli stivaletti stretti che non si riescono a togliere, simpatici e autentici sono i litigi tra madre e figlia, si sente il dolore della protagonista negli urli alla tv che diventano tragico canto disperato, curioso che si apre con l'idea di recitare in meta-video su trapianti che è ripresa in Tutto su mia Madre e la trama di uno dei romanzi citati prenderà vita anni dopo in Volver, è poetico quell abbraccio disperato durante la manifestazione ma la cosa piu bella del film è per me l'incontro con il marito che parte molto atteso e disperato con una voglia matta di sesso e in pochissimo tempo lui appare freddissimo e il rapporto si tramuta in un totale disastro ed è forte l'immagine della foto che cade e si rompe in tante biglie simbolo di un cuore spaccato. Nel complesso preso come film singolo è una gigantesca rottura di balle ma lo stile e la qualità registica di Almodóvar c'è tutta e se visto come una parte del suo lungo percorso di artista il film prende molto piu valore.
Anno: 1995
Regia: Pedro Almodóvar
Genere: Dramma
★★ 😳
Scrittrice di romanzi rosa vive enorme crisi esistenziale. Lento melodramma di Almodóvar che utilizza la crisi di una donna di mezz'età per parlare dei suoi problemi e delle sue crisi come artista con un gioco di amori e identità segrete ma tutto è fin troppo autoriale e distaccato e come storia scorre lenta e pesante, la trama non decolla mai, il film è sfilacciato in varie scenette molto separate tra di loro, brutte le parti di ballo con Joaquín Cortés messe solo perchè era ballerino famoso e la relazione sentimentale con l'editore non mi ha convinto per come non riesce mai ad essere veramente passionale e resta nel profondo solo un intesa reciproca di lavoro. Comunque Marisa Paredes è brava e regge bene la parte, buona la metafora degli stivaletti stretti che non si riescono a togliere, simpatici e autentici sono i litigi tra madre e figlia, si sente il dolore della protagonista negli urli alla tv che diventano tragico canto disperato, curioso che si apre con l'idea di recitare in meta-video su trapianti che è ripresa in Tutto su mia Madre e la trama di uno dei romanzi citati prenderà vita anni dopo in Volver, è poetico quell abbraccio disperato durante la manifestazione ma la cosa piu bella del film è per me l'incontro con il marito che parte molto atteso e disperato con una voglia matta di sesso e in pochissimo tempo lui appare freddissimo e il rapporto si tramuta in un totale disastro ed è forte l'immagine della foto che cade e si rompe in tante biglie simbolo di un cuore spaccato. Nel complesso preso come film singolo è una gigantesca rottura di balle ma lo stile e la qualità registica di Almodóvar c'è tutta e se visto come una parte del suo lungo percorso di artista il film prende molto piu valore.
9 novembre 2021
Pedro Almodovar
Pedro Almodóvar è uno dei Piu Famosi Registi spagnoli di tutti i tempi, nei suoi film si è concentrato molto su storie di scandalo, di Passioni e Sentimenti, che riguardano la femminilità, l'omosessualità e la critica alla religione cattolica, è partito con film molto sperimentali e ribelli, per poi concentrasti sulle relazioni sociali e politiche fino a chiudersi in riflessioni intime e personali sull individuo. Un maestro sia di cuore che di eccesso che ha usato per colpire e scuotere le coscienze, con la perversione, il sacrilego, il kitch vuole parlare degli ultimi, dei margini, del mondo alternativo e nascosto alla normale morale mostrando l'abuso di droga, la prostituzione, i conflitti dell intimo, di violenze e tragressioni estreme.
Oltre ai forti temi delle sue storie un altro Tratto distintivo dei film di Almodovar è il grandissimo uso di Colori Forti, in particolare la fiamma della passione e della ribellione viene mostrata con Potenti Rossi accesi in un carnevale di vita, vestiti rossi, finestre rosse, le tende, la macchina, il telefono, un orologio, la borsetta, le sedie, i pomodori, baci rossi, Il Rosso è elemento onnipresente, costante in moltissime sue inquadrature che si accendono di energia e accendono l'interesse dello spettatore. Infatti Il Rosso usato in questo modo cosi marcato è per certi versi un altro eccesso di stile nei suoi film, un modo forzato per catturare la mente e non annoiare diventando cosi tocco di stile che simboleggia insieme la vita, il desiderio e anche il dolore come il rosso del sangue. il Suo Cinema poi è molto "spagnolo" nell anima, pieno di elementi simbolo Spagnoli come il Flamenco o la Corrida e per questo in patria è stato accusato di rappresentare la Spagna in modo banale e troppo caratteristico per compiacere il pubblico estero.
Lui da bambino è sempre stato circondato da Donne Forti, donne lavoratrici, piene di vita, che parlano tanto e affrontano i problemi a muso duro, per lui l'autorità rappresentava il "maschile" mentre la ribellione l'ha vista sempre come un concetto femminile, e per questo la maternità l'ha sempre piu interessato della paternità e da adulto nel suo cinema Mostra donne che Superano le tragedie e le avversità attraverso la riunione, l'incontro e la comprensione che rafforzano queste nuove famiglie, nei suoi film ci sono figure femminili che cercano la redenzione, il perdono e la forza di andare avanti.
Nonostante Alcuni dei suoi film appaiano frivoli e leggeri lui pensa che tutti i suoi film sono politici, anche il piu frivolo contiene un forte messaggio sociale contro le ingiustizie, ma Almodóvar non si considera un regista impegnato e non vuole far pesare i suoi messaggi, pensa sopratutto a intrattenere il pubblico, a volte anche a shokkarlo per dire con forza che nella vita si può superare ogni Sfida, anche la piu grave e dolorosa, come regista vuole parlare dei piu marginalizzati ma punta ad arrivare a tutti per rendere le persone libere da ogni pensiero, morale o legge, aprire le menti ed evitare che in Spagna accada un altro periodo Dittatoriale come quello di Franco. E infatti il pregio del cinema di Almodovar è stato quello di Reincorporare elementi sconosciuti della cultura LBGT e offrirli con successo al grande pubblico, anche se lui non ama edichettarsi ha portato avanti il cinema LGBT spaccando i vecchi cliché con personaggi gia liberati, che non hanno bisogno di maschere ed uscire fuori allo scoperto perché sono gia padroni della loro sessualità, cosi come è riuscito mostrare che maschi e femmine possono vivere tranquillamente insieme in armonia anche con orientamenti diversi.
STILE E TECNICA
. Uso massiccio del colore Rosso nella Messa in scena
. Eccessi e Perversioni per colpire
. Donne che trovano la Forza Insieme
. Concentrarsi sull umanità dei criminali
. uso di Antonio Banderas o Penelope Cruz
TEMI E MESSAGGI
. Omaggio alla Femminilità Universale
. Critica al perbenismo e alla morale cattolica
. non arrendersi mai, lottare e andare avanti
. Dare Voce a chi non ha voce
TRIVIA
. ha avuto un educazione cattolica
. gli Spagnoli non amano il suo cinema perché mostra una spagna troppo caratteristica
. parte a Scrivere i film dalle scene centrali
. Hollywood lo ha corteggiato piu volte ma lui ha sempre rifiutato
FILM
1978 - Folle... folle... fólleme Tim!
1980 - Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio
1982 - Labirinto di passioni
1983 - L'indiscreto fascino del peccato
1984 - Che ho fatto io per meritare questo?
1986 - Matador
1987 - La legge del desiderio
1988 - Donne sull'orlo di una crisi di nervi
1989 - Légami! (¡Átame!)
1991 - Tacchi a spillo
1993 - Kika - Un corpo in prestito
1995 - Il fiore del mio segreto
1997 - Carne trémula
1999 - Tutto su mia madre
2002 - Parla con lei
2004 - La mala educación
2006 - Volver - Tornare
2009 - Gli abbracci spezzati
2011 - La pelle che abito
2013 - Gli amanti passeggeri
2016 - Julieta
2019 - Dolor y gloria
2021 - Madres paralelas
2024 - The Room Next door
2026 - Bitter Christmas
FEMMINILITÀ, PASSIONE, SCANDALO ED ECCESSO
Oltre ai forti temi delle sue storie un altro Tratto distintivo dei film di Almodovar è il grandissimo uso di Colori Forti, in particolare la fiamma della passione e della ribellione viene mostrata con Potenti Rossi accesi in un carnevale di vita, vestiti rossi, finestre rosse, le tende, la macchina, il telefono, un orologio, la borsetta, le sedie, i pomodori, baci rossi, Il Rosso è elemento onnipresente, costante in moltissime sue inquadrature che si accendono di energia e accendono l'interesse dello spettatore. Infatti Il Rosso usato in questo modo cosi marcato è per certi versi un altro eccesso di stile nei suoi film, un modo forzato per catturare la mente e non annoiare diventando cosi tocco di stile che simboleggia insieme la vita, il desiderio e anche il dolore come il rosso del sangue. il Suo Cinema poi è molto "spagnolo" nell anima, pieno di elementi simbolo Spagnoli come il Flamenco o la Corrida e per questo in patria è stato accusato di rappresentare la Spagna in modo banale e troppo caratteristico per compiacere il pubblico estero.
INQUADRATURE PIENE DI ROSSO VIVO
Lui da bambino è sempre stato circondato da Donne Forti, donne lavoratrici, piene di vita, che parlano tanto e affrontano i problemi a muso duro, per lui l'autorità rappresentava il "maschile" mentre la ribellione l'ha vista sempre come un concetto femminile, e per questo la maternità l'ha sempre piu interessato della paternità e da adulto nel suo cinema Mostra donne che Superano le tragedie e le avversità attraverso la riunione, l'incontro e la comprensione che rafforzano queste nuove famiglie, nei suoi film ci sono figure femminili che cercano la redenzione, il perdono e la forza di andare avanti.
Nonostante Alcuni dei suoi film appaiano frivoli e leggeri lui pensa che tutti i suoi film sono politici, anche il piu frivolo contiene un forte messaggio sociale contro le ingiustizie, ma Almodóvar non si considera un regista impegnato e non vuole far pesare i suoi messaggi, pensa sopratutto a intrattenere il pubblico, a volte anche a shokkarlo per dire con forza che nella vita si può superare ogni Sfida, anche la piu grave e dolorosa, come regista vuole parlare dei piu marginalizzati ma punta ad arrivare a tutti per rendere le persone libere da ogni pensiero, morale o legge, aprire le menti ed evitare che in Spagna accada un altro periodo Dittatoriale come quello di Franco. E infatti il pregio del cinema di Almodovar è stato quello di Reincorporare elementi sconosciuti della cultura LBGT e offrirli con successo al grande pubblico, anche se lui non ama edichettarsi ha portato avanti il cinema LGBT spaccando i vecchi cliché con personaggi gia liberati, che non hanno bisogno di maschere ed uscire fuori allo scoperto perché sono gia padroni della loro sessualità, cosi come è riuscito mostrare che maschi e femmine possono vivere tranquillamente insieme in armonia anche con orientamenti diversi.
STILE E TECNICA
. Uso massiccio del colore Rosso nella Messa in scena
. Eccessi e Perversioni per colpire
. Donne che trovano la Forza Insieme
. Concentrarsi sull umanità dei criminali
. uso di Antonio Banderas o Penelope Cruz
TEMI E MESSAGGI
. Omaggio alla Femminilità Universale
. Critica al perbenismo e alla morale cattolica
. non arrendersi mai, lottare e andare avanti
. Dare Voce a chi non ha voce
TRIVIA
. ha avuto un educazione cattolica
. gli Spagnoli non amano il suo cinema perché mostra una spagna troppo caratteristica
. parte a Scrivere i film dalle scene centrali
. Hollywood lo ha corteggiato piu volte ma lui ha sempre rifiutato
FILM
1978 - Folle... folle... fólleme Tim!
1980 - Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio
1982 - Labirinto di passioni
1983 - L'indiscreto fascino del peccato
1984 - Che ho fatto io per meritare questo?
1986 - Matador
1987 - La legge del desiderio
1988 - Donne sull'orlo di una crisi di nervi
1989 - Légami! (¡Átame!)
1991 - Tacchi a spillo
1993 - Kika - Un corpo in prestito
1995 - Il fiore del mio segreto
1997 - Carne trémula
1999 - Tutto su mia madre
2002 - Parla con lei
2004 - La mala educación
2006 - Volver - Tornare
2009 - Gli abbracci spezzati
2011 - La pelle che abito
2013 - Gli amanti passeggeri
2016 - Julieta
2019 - Dolor y gloria
2021 - Madres paralelas
2024 - The Room Next door
2026 - Bitter Christmas
Tags:
Grandi Artisti,
Lgbt,
Registi,
Spagna
11 maggio 2020
Il Buco
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Galder Gaztelu-Urrutia
Genere: Politico, Horror, Prigione
Titolo originale: El hoyo
★★★ 😛
Per smettere di fumare un uomo si fa incarcerare in speciale prigione dove scarseggia il cibo. Un cupo film di concetto "tutto in una location" che descrive in una fascinosa e assurda iperbola da fantascienza una spietata e sanguinaria scala Sociale horror, cosi ho amato alla follia la prima mezz ora sopratutto grazie al primo compagno di cella che è fantastico, poteva essere il classico personaggio anonimo "d'esposizione" che ti spiega il mondo, le regole e la gelida filosofia del posto ma invece per come è presentato diventa un memorabile personaggio, l'interpretazione dell vecchio attore è cosi perfetta che si mangia ogni scena, ogni momento, ogni respiro, è una goduria sentirlo parlare e agire. Ma è un peccato che il film crolla e perde fiato nella seconda parte, spreca quasi tutta la forza dell idea presentata per evolvere la storia in una masturbatoria crisi mistica socialista contro i presunti egoismi del sistema politico moderno, cosi il sottotesto straborda per colpa di una pessima scrittura che forza troppo il suo messaggio, le motivazioni del protagonista appaiono confuse e lo spettatore perde lentamente connessione emotiva con la storia, mi fa rabbia che il protagonista non sembra avere una comprensibile voglia di scappare, non ha parenti, affetti a cui tornare, non sembra avere regole assolute a cui credere e cosi nel finale non sembra fare veri e autentici sacrifici o scelte importanti in nome "di un bene superiore", tutta la mossa finale per funzionare a livello narrativo doveva essere presentata nel dettaglio come una rabbiosa ed emozionale vendetta sociale contro l'odioso "sistema" ma invece la mossa finale è solo un ideologico e odioso messaggio politico di bandiera. Un peccato perché le dense e crude atmosfere presentate erano molto buone e per questo di sicuro il film merita di essere visto, bastava solo un po' piu di modestia, una migliore scrittura e meno spocchiosità di sinistra per avere tutte le carte in regola per essere un grande film.
Anno: 2019
Regia: Galder Gaztelu-Urrutia
Genere: Politico, Horror, Prigione
Titolo originale: El hoyo
★★★ 😛
Per smettere di fumare un uomo si fa incarcerare in speciale prigione dove scarseggia il cibo. Un cupo film di concetto "tutto in una location" che descrive in una fascinosa e assurda iperbola da fantascienza una spietata e sanguinaria scala Sociale horror, cosi ho amato alla follia la prima mezz ora sopratutto grazie al primo compagno di cella che è fantastico, poteva essere il classico personaggio anonimo "d'esposizione" che ti spiega il mondo, le regole e la gelida filosofia del posto ma invece per come è presentato diventa un memorabile personaggio, l'interpretazione dell vecchio attore è cosi perfetta che si mangia ogni scena, ogni momento, ogni respiro, è una goduria sentirlo parlare e agire. Ma è un peccato che il film crolla e perde fiato nella seconda parte, spreca quasi tutta la forza dell idea presentata per evolvere la storia in una masturbatoria crisi mistica socialista contro i presunti egoismi del sistema politico moderno, cosi il sottotesto straborda per colpa di una pessima scrittura che forza troppo il suo messaggio, le motivazioni del protagonista appaiono confuse e lo spettatore perde lentamente connessione emotiva con la storia, mi fa rabbia che il protagonista non sembra avere una comprensibile voglia di scappare, non ha parenti, affetti a cui tornare, non sembra avere regole assolute a cui credere e cosi nel finale non sembra fare veri e autentici sacrifici o scelte importanti in nome "di un bene superiore", tutta la mossa finale per funzionare a livello narrativo doveva essere presentata nel dettaglio come una rabbiosa ed emozionale vendetta sociale contro l'odioso "sistema" ma invece la mossa finale è solo un ideologico e odioso messaggio politico di bandiera. Un peccato perché le dense e crude atmosfere presentate erano molto buone e per questo di sicuro il film merita di essere visto, bastava solo un po' piu di modestia, una migliore scrittura e meno spocchiosità di sinistra per avere tutte le carte in regola per essere un grande film.
5 febbraio 2019
La Vendetta di Un Uomo Tranquillo
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Raúl Arévalo
Genere: Revenge Movie, Dramma, Thriller
Titolo Originale: Tarde para la Ira
★★★★ 😰
Potente Revenge movie spagnolo che scava nel dramma e nella rabbia esplosiva di un uomo che ha perso tutto. Un film dal ritmo lento, dialoghi sussurrati, non si cerca il divertimento ludico ma si scava invece nel dramma e nella situazione in maniera realistica, qua si sente davvero il Peso di quello che accade, ci sono ottime interpretazioni e una camera a mano fluida e mai invasiva, all inizio il film è diviso da quattro capitoli d'apertura che costruiscono le basi e le motivazioni del discorso di sangue, c'è il bar, la famiglia, il lavoro e infine l'IRA, poi piu nulla, sparisce questa divisione cosi come sparisce ogni tipo di umanità e non resta altro che percorrere in discesa il violento viaggio di morte. Bello il conflitto centrale con un doppio percorso di vendetta tra i personaggi dove l'uno compie anche la vendetta sognata dall altro, mi piace la sottigliezza narrativa fatta da un esposizione che non ti spara subito in faccia ogni elmento ma piano piano le informazioni arrivano dosate e senza alcuna confusione, c'è un piacevole uso di tamburi in alcuni momenti chiave, fantastico quell pauroso scendere nel ventre della palestra, il lavarsi con la birra! come si indugia sulle lame, cacciaviti e coltelli creando ottimi momenti di tensione e mi piace il finale bomba che è un gigantesco e bellissimo vaffanculo. Ma il film merita sopratutto per l'interpretazione del protagonista che ha uno sguardo pazzesco, parte con occhi spenti, ma poi questi occhi cambiano, si tramutano in occhi da assassino, un interpretazione sottile che non è assolutamente esagerata, non è di colpo un altra persona, non cambia carattere, è sempre lo stesso personaggio ma si percepisce nel solo sguardo che qualcosa si è rotto, qualcosa è cambiato in lui (sul serio come cambiano i suoi occhi mi ha davvero colpito). Insomma un film crudo, asciuttissimo e molto bello, forse un po' pesante, questa storia non è di certo una passeggiata ma i suoi ampi respiri sono l'unico modo per dare il giusto peso a queste situazioni drammatiche.
Anno: 2016
Regia: Raúl Arévalo
Genere: Revenge Movie, Dramma, Thriller
Titolo Originale: Tarde para la Ira
★★★★ 😰
Potente Revenge movie spagnolo che scava nel dramma e nella rabbia esplosiva di un uomo che ha perso tutto. Un film dal ritmo lento, dialoghi sussurrati, non si cerca il divertimento ludico ma si scava invece nel dramma e nella situazione in maniera realistica, qua si sente davvero il Peso di quello che accade, ci sono ottime interpretazioni e una camera a mano fluida e mai invasiva, all inizio il film è diviso da quattro capitoli d'apertura che costruiscono le basi e le motivazioni del discorso di sangue, c'è il bar, la famiglia, il lavoro e infine l'IRA, poi piu nulla, sparisce questa divisione cosi come sparisce ogni tipo di umanità e non resta altro che percorrere in discesa il violento viaggio di morte. Bello il conflitto centrale con un doppio percorso di vendetta tra i personaggi dove l'uno compie anche la vendetta sognata dall altro, mi piace la sottigliezza narrativa fatta da un esposizione che non ti spara subito in faccia ogni elmento ma piano piano le informazioni arrivano dosate e senza alcuna confusione, c'è un piacevole uso di tamburi in alcuni momenti chiave, fantastico quell pauroso scendere nel ventre della palestra, il lavarsi con la birra! come si indugia sulle lame, cacciaviti e coltelli creando ottimi momenti di tensione e mi piace il finale bomba che è un gigantesco e bellissimo vaffanculo. Ma il film merita sopratutto per l'interpretazione del protagonista che ha uno sguardo pazzesco, parte con occhi spenti, ma poi questi occhi cambiano, si tramutano in occhi da assassino, un interpretazione sottile che non è assolutamente esagerata, non è di colpo un altra persona, non cambia carattere, è sempre lo stesso personaggio ma si percepisce nel solo sguardo che qualcosa si è rotto, qualcosa è cambiato in lui (sul serio come cambiano i suoi occhi mi ha davvero colpito). Insomma un film crudo, asciuttissimo e molto bello, forse un po' pesante, questa storia non è di certo una passeggiata ma i suoi ampi respiri sono l'unico modo per dare il giusto peso a queste situazioni drammatiche.
4 dicembre 2018
Psiconautas - the Forgotten Children
Recensione Film Animato
Anno: 2015
Regia: Alberto Vázquez, Pedro Rivero
Genere: Dramma, Horror Psicologico,
Titolo Originale: Psiconautas los niños olvidados
★★★ 😥
Topina Adolescente cerca di Scappare dalla sua isola spazzatura insieme ai suoi amici. Un Film animato Anticonvenzionale che è un ibrido malriuscito di toni infantili e adulti, prova a fondere la Graziosità dei personaggi antropomorfi con Elementi da dramma e da horror psicologioco parlando di traumi e crescita, ma quello che ne viene fuori è un titolo acerbo pieno di qualità inespressa, sopratutto le immagini, il design dei personaggi, le espressioni, l'uso dei colori e alcune scene sono pazzesche da vedere, ed è un peccato che la storia è pasticciata e non ha un buon ritmo. Il problema piu grave è che la fuga dei ragazzi nel mondo criminale è piuttosto noiosa mentre La storia piu interessante è quella di Birdboy che viene tristemente ridotta a poco piu di una sottotrama, scelta sbagliata perché il suo impossibile viaggio solitario per vincere la depressione è il cuore del film, ogni suo momento è evocativo e suggestivo, il suo essere muto aumenta di molto il lato artistico delle sue scene che diventano dei graffianti momenti onirici, sono scene cosi belle che ogni volta che il film si sposta sulla Topina viene dentro una rabbia e un forte senso di irritazione, avrei decisamente voluto una storia ribaltata con Birdboy al centro e la topina sullo sfondo. C'è poi il fatto che il film si approccia al dramma in maniera forzata, ricerca la tragedia con forzature da "Misery porn" che trasformano involontariamente anche la cosa piu tragica in una farsa grottesca, cè una comicità sbagliata che sminuisce la voglia di essere profondi, sembra quasi una commedia nera che prova a sbeffeggiare il suo stesso dramma presentato ma è chiaramente un effetto non voluto. Cosi alla fine penso che i tanti pregi artistici non sono bastati per resistere all irritazione che ho provato guardandolo, è allo stesso tempo una magica perla rara da scoprire ma anche un confuso Teendrama animato.
Anno: 2015
Regia: Alberto Vázquez, Pedro Rivero
Genere: Dramma, Horror Psicologico,
Titolo Originale: Psiconautas los niños olvidados
★★★ 😥
Topina Adolescente cerca di Scappare dalla sua isola spazzatura insieme ai suoi amici. Un Film animato Anticonvenzionale che è un ibrido malriuscito di toni infantili e adulti, prova a fondere la Graziosità dei personaggi antropomorfi con Elementi da dramma e da horror psicologioco parlando di traumi e crescita, ma quello che ne viene fuori è un titolo acerbo pieno di qualità inespressa, sopratutto le immagini, il design dei personaggi, le espressioni, l'uso dei colori e alcune scene sono pazzesche da vedere, ed è un peccato che la storia è pasticciata e non ha un buon ritmo. Il problema piu grave è che la fuga dei ragazzi nel mondo criminale è piuttosto noiosa mentre La storia piu interessante è quella di Birdboy che viene tristemente ridotta a poco piu di una sottotrama, scelta sbagliata perché il suo impossibile viaggio solitario per vincere la depressione è il cuore del film, ogni suo momento è evocativo e suggestivo, il suo essere muto aumenta di molto il lato artistico delle sue scene che diventano dei graffianti momenti onirici, sono scene cosi belle che ogni volta che il film si sposta sulla Topina viene dentro una rabbia e un forte senso di irritazione, avrei decisamente voluto una storia ribaltata con Birdboy al centro e la topina sullo sfondo. C'è poi il fatto che il film si approccia al dramma in maniera forzata, ricerca la tragedia con forzature da "Misery porn" che trasformano involontariamente anche la cosa piu tragica in una farsa grottesca, cè una comicità sbagliata che sminuisce la voglia di essere profondi, sembra quasi una commedia nera che prova a sbeffeggiare il suo stesso dramma presentato ma è chiaramente un effetto non voluto. Cosi alla fine penso che i tanti pregi artistici non sono bastati per resistere all irritazione che ho provato guardandolo, è allo stesso tempo una magica perla rara da scoprire ma anche un confuso Teendrama animato.
Tags:
Animazione,
Spagna
27 luglio 2017
Amar
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Esteban Crespo
Genere: Sentimentale, Erotico
★★ 😕
Coppia di giovani esplorano la loro sessualità ma poi le cose degenerano. Un sentimentale erotico pseudo artistico che cerca di catturare il confuso mondo dei giovani ma finisce per sbagliare tono e prendersi troppo sul serio cadendo in un insopportabile e ridicolo melodramma. Nonostante tutto riesce comunque a sottolineare bene come da Ragazzi si è dei completi idioti, inesperti e mossi solo dalla passione si è incapaci di costruire relazioni serie, ma il film appare arido e distaccato, manca contatto con i personaggi, nonostante si baciano una marea di volte non c'è alchimia tra i due, non c'è cuore, cosi le azioni dei protagonisti finiscono per diventare irritanti per il povero spettatore che si deve sopportare dei dialoghi che fanno letteralmente schifo, dio mio, i personaggi sembrano Robot quando parlano di sesso, "io sono dentro di te, tu sei dentro di me" "sono contenta di portare il tuo seme" ma chi parla cosi???? non sono esseri umani! il sentirli parlare di sesso è completamente esilarante, Ed è un peccato perché la tecnica del film è sopra la media, le inquadrature, l'uso del sonoro, funziona (e quell sesso in ascensore con le maschere a gas devo ancora decidere se è una genialata o una stupidata) ma le trovate artistiche contano poco perché con dialoghi del genere il film non può far altro che far vomitare.
Anno: 2017
Regia: Esteban Crespo
Genere: Sentimentale, Erotico
★★ 😕
Coppia di giovani esplorano la loro sessualità ma poi le cose degenerano. Un sentimentale erotico pseudo artistico che cerca di catturare il confuso mondo dei giovani ma finisce per sbagliare tono e prendersi troppo sul serio cadendo in un insopportabile e ridicolo melodramma. Nonostante tutto riesce comunque a sottolineare bene come da Ragazzi si è dei completi idioti, inesperti e mossi solo dalla passione si è incapaci di costruire relazioni serie, ma il film appare arido e distaccato, manca contatto con i personaggi, nonostante si baciano una marea di volte non c'è alchimia tra i due, non c'è cuore, cosi le azioni dei protagonisti finiscono per diventare irritanti per il povero spettatore che si deve sopportare dei dialoghi che fanno letteralmente schifo, dio mio, i personaggi sembrano Robot quando parlano di sesso, "io sono dentro di te, tu sei dentro di me" "sono contenta di portare il tuo seme" ma chi parla cosi???? non sono esseri umani! il sentirli parlare di sesso è completamente esilarante, Ed è un peccato perché la tecnica del film è sopra la media, le inquadrature, l'uso del sonoro, funziona (e quell sesso in ascensore con le maschere a gas devo ancora decidere se è una genialata o una stupidata) ma le trovate artistiche contano poco perché con dialoghi del genere il film non può far altro che far vomitare.
Tags:
Erotico,
Film,
Sentimentale,
Spagna
16 agosto 2016
Magical Girl
Recensione Film
Anno: 2014
Regia: Carlos Vermut
Genere: Dramma, Thriller
★★★★ 😲
L'unica verità assoluta è che Due piu due Farà sempre Quattro. In questo Bel Film spagnolo vediamo il dolore personale dei protagonisti intrecciarsi in un assurdo rapporto autodistruttivo. Direzione Minimalista ed Asciutta, Camera inchiodata al suolo, inquadrature strette, una trama che si dipana lentamente ma in modo preciso, le informazioni piano piano vengono offerte allo spettatore in modo naturale ed appagante, la caratterizzazione dei personaggi è perfetta, il tono pacato crea la giusta tensione e non manca di certo lo stile. Non bisogna farsi ingannare dal titolo, non è un film per giovani, bensi un adulto Dramma dal sapore Noir che mostra il folle egoismo razionale ed irrazionale della natura umana, ognuno ha un proprio obiettivo da raggiungere, qualcuno da far felice, anche a costo di un Malato Sacrificio morale.
Anno: 2014
Regia: Carlos Vermut
Genere: Dramma, Thriller
★★★★ 😲
L'unica verità assoluta è che Due piu due Farà sempre Quattro. In questo Bel Film spagnolo vediamo il dolore personale dei protagonisti intrecciarsi in un assurdo rapporto autodistruttivo. Direzione Minimalista ed Asciutta, Camera inchiodata al suolo, inquadrature strette, una trama che si dipana lentamente ma in modo preciso, le informazioni piano piano vengono offerte allo spettatore in modo naturale ed appagante, la caratterizzazione dei personaggi è perfetta, il tono pacato crea la giusta tensione e non manca di certo lo stile. Non bisogna farsi ingannare dal titolo, non è un film per giovani, bensi un adulto Dramma dal sapore Noir che mostra il folle egoismo razionale ed irrazionale della natura umana, ognuno ha un proprio obiettivo da raggiungere, qualcuno da far felice, anche a costo di un Malato Sacrificio morale.
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