Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Mel Gibson
Genere: Thriller
★★ 😐
Agente federale deve accompagnare in volo un prigioniero ma il pilota è molto sospetto. Semplice Thriller ad alta quota "tutto su un aereo" che a suo modo diverte nella sua stupidaggine di genere ma è un peccato che Mel Gibson si sia ridotto a fare un cosi film modesto che è praticamente da mercato home video e non riesce ad offrire un briciolo di vera qualità. La recitazione dei tre protagonisti fa davvero schifo, l'agente donna è molto blanda e dimenticabile, Topher Grace è un contabile che fa continue battutine ma non riesce mai ad essere simpatico e Mark Wahlberg è come sempre un cane e recitare e qua esagera fino all assurdo e il suo non essere convincente come pericoloso antagonista rovina praticamente il film, la storia mette i due protagonisti prigionieri nell aereo con lui che dovrebbe essere una bestia disumana e una grande minaccia costante per la vita dei due ma invece appare sempre piu scemo e patetico con odiosi sorrisetti. La scrittura poi è spazzatura con troppe battute sul farsela addosso e una pessima esposizione senza sottigliezze che vomita i pensieri e il passato dei personaggi, nella parte centrale tutto diventa sempre piu noioso e non si sentono i giusti brividi, la tensione del "non sapere pilotare un aereo" sarà stata fatta fino alla nausea in almeno venti film migliori e anche se il film ci prova il rapporto con i personaggi via radio risulta molto arido e non si riesce per nulla ad affezionarsi a loro. Cosi apprezzo l'idea di fare un film in economia tutto su una aereo, grazie a qualche situazione carina un po' intrattiene e ogni tanto mi ha divertito ma nell insieme è un film super mediocre che non merita minimamente di essere ricordato.
2 gennaio 2026
20 febbraio 2023
The Whale
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Darren Aronofsky
Genere: Dramma
★★ 😒
Uomo super obeso cerca di riconnettersi con la figlia prima che sia troppo tardi. Mega Drammone che prova a strapparti i lacrimoni a qualsiasi costo, la regia è pessima e si affida tutta all tenero faccione del protagonista, i dialoghi non hanno alcuna sottigliezza e sono pieni di pietismo e retorica da fare schifo con discorsoni impegnati sulla scrittura creativa, forzati litigi pieni di cattiverie o patetici riflessioni su sessualità, morale e religione, poi pessima la musica con le solite viole e violoncelli per commuovere, non mi piace come tutto è claustrofobico, l'inutile uso del formato 4:3 o la fotografia orribile con questi verdi marroni desaturati. Un peccato perché il tragico tema dell obesità che fonde malessere interiore con quello fisico è molto profondo, alcuni momenti quando sfoga la sua frustrazione nel cibo funzionano e Brendan Fraser è un attore che esprime tanta semplice tenerezza creando una buona empatia ma secondo me qua non recita proprio benissimo, e non funzionano anche i tre personaggi secondari che entrano ed escono dalla casa in modo innaturale e sono inutilmente esagerati da risultare odiosi, invece di aiutare una persona palesemente malata parlano di loro stessi con schifosa vanità, specie la cinica infermiera è la piu criminale di tutti per come addirittura gli da mangiare schifezze. Non è una totale merda e forse si salva nel finale con quella porta aperta di luce ma una decente chiusura teatrale non basta a salvare un pessimo dramma pieno di retorica che fa molta fatica a sembrare sincero tanto che guardare qualche episodio di Vite al limite con il Dr Nowzaradan vale mille volte di piu.
Anno: 2022
Regia: Darren Aronofsky
Genere: Dramma
★★ 😒
Uomo super obeso cerca di riconnettersi con la figlia prima che sia troppo tardi. Mega Drammone che prova a strapparti i lacrimoni a qualsiasi costo, la regia è pessima e si affida tutta all tenero faccione del protagonista, i dialoghi non hanno alcuna sottigliezza e sono pieni di pietismo e retorica da fare schifo con discorsoni impegnati sulla scrittura creativa, forzati litigi pieni di cattiverie o patetici riflessioni su sessualità, morale e religione, poi pessima la musica con le solite viole e violoncelli per commuovere, non mi piace come tutto è claustrofobico, l'inutile uso del formato 4:3 o la fotografia orribile con questi verdi marroni desaturati. Un peccato perché il tragico tema dell obesità che fonde malessere interiore con quello fisico è molto profondo, alcuni momenti quando sfoga la sua frustrazione nel cibo funzionano e Brendan Fraser è un attore che esprime tanta semplice tenerezza creando una buona empatia ma secondo me qua non recita proprio benissimo, e non funzionano anche i tre personaggi secondari che entrano ed escono dalla casa in modo innaturale e sono inutilmente esagerati da risultare odiosi, invece di aiutare una persona palesemente malata parlano di loro stessi con schifosa vanità, specie la cinica infermiera è la piu criminale di tutti per come addirittura gli da mangiare schifezze. Non è una totale merda e forse si salva nel finale con quella porta aperta di luce ma una decente chiusura teatrale non basta a salvare un pessimo dramma pieno di retorica che fa molta fatica a sembrare sincero tanto che guardare qualche episodio di Vite al limite con il Dr Nowzaradan vale mille volte di piu.
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3 gennaio 2023
The Outfit
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Graham Moore
Genere: Thriller
★★★ 😳
Un timido Sarto si trova prigioniero nel suo negozio in una lunga notte di tensione. Semplice Thriller in una location guidato da un buon Mark Rylance che con toni pacati cerca di destreggiarsi nel pericoloso mondo dei gangster, inizia bene presentando la vita quotidiana del sarto, poi intriga una cucitura dolorosa e il tutto ha un un certo fascino grazie al gioco di tensione, i vari misteri, una dolce musica jazz in sottofondo e a come vengono descritte le varie procedure per fare i vestiti. Amo i thriller e il film ha uno stile teatrale che intrattiene bene grazie anche a vari conflitti e situazioni pericolose interessanti ma piu va avanti e piu accadono cose che mi lasciano forti dubbi, tutto è troppo verboso ed è un continuo fare spiegoni uno dopo l'altro, c'è un grave ferito sul punto di morire e una scena dopo si rialza come nulla fosse successo (anzi accade due volte sta cosa), arrivano telefonate a caso che salvano la situazione, un personaggio che dovrebbe scappare invece torna senza alcun motivo e poi ci sono troppi colpi di scena che si credono furbi e geniali ma in realtà fanno cagare e rovinano la storia andando anche in contraddizione con quanto presentato. Insomma mi piace l'idea di partenza di un umile sarto che con mosse d'astuzia deve sopravvivere alle minaccie di violenti gangster ma lo sviluppo non mi è piaciuto per niente e le stupide rivelazioni fanno acqua da tutte le parti.
Anno: 2022
Regia: Graham Moore
Genere: Thriller
★★★ 😳
Un timido Sarto si trova prigioniero nel suo negozio in una lunga notte di tensione. Semplice Thriller in una location guidato da un buon Mark Rylance che con toni pacati cerca di destreggiarsi nel pericoloso mondo dei gangster, inizia bene presentando la vita quotidiana del sarto, poi intriga una cucitura dolorosa e il tutto ha un un certo fascino grazie al gioco di tensione, i vari misteri, una dolce musica jazz in sottofondo e a come vengono descritte le varie procedure per fare i vestiti. Amo i thriller e il film ha uno stile teatrale che intrattiene bene grazie anche a vari conflitti e situazioni pericolose interessanti ma piu va avanti e piu accadono cose che mi lasciano forti dubbi, tutto è troppo verboso ed è un continuo fare spiegoni uno dopo l'altro, c'è un grave ferito sul punto di morire e una scena dopo si rialza come nulla fosse successo (anzi accade due volte sta cosa), arrivano telefonate a caso che salvano la situazione, un personaggio che dovrebbe scappare invece torna senza alcun motivo e poi ci sono troppi colpi di scena che si credono furbi e geniali ma in realtà fanno cagare e rovinano la storia andando anche in contraddizione con quanto presentato. Insomma mi piace l'idea di partenza di un umile sarto che con mosse d'astuzia deve sopravvivere alle minaccie di violenti gangster ma lo sviluppo non mi è piaciuto per niente e le stupide rivelazioni fanno acqua da tutte le parti.
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9 gennaio 2022
Mass
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Fran Kranz
Genere: Dramma
★★★ 😢
Due coppie si riuniscono nel retro di una chiesa per chiarirsi e affrontare il loro dolore. Pacato dramma tutto in una location che mette con semplicità ma efficacia quattro personaggi intorno ad un tavolo e li fa parlare e discutere del loro trauma e del loro dolore in modo sentito e commovente, mi piace come viene presentata la situazione con tanti momenti di imbarazzo e disagio, cosi come si sente negli attori tutto il malessere che hanno dentro che ribolle e fatica a contenersi, ed è bella questa disperata voglia di trovare un contatto, di aprirsi, capire, cercare una ragione a quello che è successo, è un dialogo che nasce da tanta rabbia ma che prova ad andare oltre in un percorso di accettazione spirituale e cristiana molto sincero. La prima mezzora è interessante anche per come la situazione appare misteriosa e viene da chiedersi cosa sia successo esattamente, poi quando viene spiegato il trauma diventa prima un atto di accusa al ruolo di essere genitore e poi un intima esperienza di sofferenza dove anche noi spettatori siamo prigionieri in quella stanza, insieme a questi personaggi siamo bloccati in questo dolore che non sembra avere soluzione, tutto è comunque piuttosto lento e sentire questo dolore solo a parole diventa sempre piu pesante, ad un certo punto i monologhi e gli aneddoti sul passato mi hanno iniziato ad annoiare e vista la situazione i dialoghi che analizzano gli eventi iniziano a sembrare forzati e poco realistici. Resta comunque un film fatto bene, buona la presentazione della chiesa gestita da persone modeste ma dal grande cuore, l'apertura del tavolo, il ruolo dei fiori, il simbolico nastro rosso, come il gruppo si spacca nella discussione allontanandosi dal centro e il climax finale nella sua semplicità è piuttosto toccante e riesce a depurare da queste sensazioni negative costruendo con delicatezza una profonda esperienza terapeutica.
Anno: 2021
Regia: Fran Kranz
Genere: Dramma
★★★ 😢
Due coppie si riuniscono nel retro di una chiesa per chiarirsi e affrontare il loro dolore. Pacato dramma tutto in una location che mette con semplicità ma efficacia quattro personaggi intorno ad un tavolo e li fa parlare e discutere del loro trauma e del loro dolore in modo sentito e commovente, mi piace come viene presentata la situazione con tanti momenti di imbarazzo e disagio, cosi come si sente negli attori tutto il malessere che hanno dentro che ribolle e fatica a contenersi, ed è bella questa disperata voglia di trovare un contatto, di aprirsi, capire, cercare una ragione a quello che è successo, è un dialogo che nasce da tanta rabbia ma che prova ad andare oltre in un percorso di accettazione spirituale e cristiana molto sincero. La prima mezzora è interessante anche per come la situazione appare misteriosa e viene da chiedersi cosa sia successo esattamente, poi quando viene spiegato il trauma diventa prima un atto di accusa al ruolo di essere genitore e poi un intima esperienza di sofferenza dove anche noi spettatori siamo prigionieri in quella stanza, insieme a questi personaggi siamo bloccati in questo dolore che non sembra avere soluzione, tutto è comunque piuttosto lento e sentire questo dolore solo a parole diventa sempre piu pesante, ad un certo punto i monologhi e gli aneddoti sul passato mi hanno iniziato ad annoiare e vista la situazione i dialoghi che analizzano gli eventi iniziano a sembrare forzati e poco realistici. Resta comunque un film fatto bene, buona la presentazione della chiesa gestita da persone modeste ma dal grande cuore, l'apertura del tavolo, il ruolo dei fiori, il simbolico nastro rosso, come il gruppo si spacca nella discussione allontanandosi dal centro e il climax finale nella sua semplicità è piuttosto toccante e riesce a depurare da queste sensazioni negative costruendo con delicatezza una profonda esperienza terapeutica.
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4 luglio 2021
Rope - Nodo alla Gola
Recensione Film
Anno: 1948
Regia: Alfred Hitchcock
Genere: Thriller
★★★★★ 😅
Due amici cercano di nascondere un delitto organizzando una piccola cena al volo. Un Thriller dallo stampo molto teatrale con la sue lunghissime pianosquenze che creano un lungo respiro in tempo reale ma non per questo significa che sia meno cinematografico, anzi il film è una Masterclass di regia, un vero e proprio Esempio di come comporre le inquadrature in modo fluido, passare dal gruppo alla coppia, allontanare i personaggi quando sono lontani mentalmente, profili intrecciati per conflitto, dare importanza e gravità all dettaglio di un oggetto di scena chiave come è la corda, allontanare la camera dal dialogo dei personaggi per focalizzarsi sul bicchiere rotto, cambiare punti di vista per mostrare vulnerabilità e prospettiva, L'ottima tensione di un interrogatorio arricchita da un metronomo, il pericolo di una pistola in una tasca, e poi spaccare tutta l'idea centrale della pianosequenza per fare due o tre tagli netti narrativi importanti come quello sulla prima reazione dell antagonista principale che inizia a sospettare di qualcosa. I Tre attori principali sono tutti bravissimi e arricchiscono il fuoco del conflitto tra uno distrutto dalla paura e l'altro fin troppo altezzoso e arrogante, cosi il Film parla della pesantezza di nascondere segreti e rimorsi nonostante l'ego, la cassa è quel elemento psicologico che ribolle nel subconscio e vuole continuamente aprirsi e uscire fuori, paure incarnate dal personaggio di James Stewart che funge da detective, poliziotto e giudice che per puro caso vede sempre piu attraverso le crepe delle bugie dei protagonisti, ed è bello come anche lui va in conflitto con se stesso dubbioso delle sue paranoie che scoprirà tristemente vere, per poi sfociare in un incredibile e rabbioso monologo finale sotto le luci al neon di un isegna. Il Tutto è un grande Thriller ambizioso che funziona magnificamente, seppur ormai molti lo hanno fatto resta ancora oggi un impresa difficile da realizzare, figuriamoci nel 1948 dove si era proprio costretti a fare dei tagli invisibili per il cambio di pellicola, e sarà pure tutto chiuso in una location, visivamente monotono e non c'è il respiro e la grandiosità di tanti altri film anzi lo sfondo della città appare molto finto ma nonostante questi limiti Hitchcock praticamente sale in cattedra e insegna a tutti i registi del futuro come fare vera regia.
Anno: 1948
Regia: Alfred Hitchcock
Genere: Thriller
★★★★★ 😅
Due amici cercano di nascondere un delitto organizzando una piccola cena al volo. Un Thriller dallo stampo molto teatrale con la sue lunghissime pianosquenze che creano un lungo respiro in tempo reale ma non per questo significa che sia meno cinematografico, anzi il film è una Masterclass di regia, un vero e proprio Esempio di come comporre le inquadrature in modo fluido, passare dal gruppo alla coppia, allontanare i personaggi quando sono lontani mentalmente, profili intrecciati per conflitto, dare importanza e gravità all dettaglio di un oggetto di scena chiave come è la corda, allontanare la camera dal dialogo dei personaggi per focalizzarsi sul bicchiere rotto, cambiare punti di vista per mostrare vulnerabilità e prospettiva, L'ottima tensione di un interrogatorio arricchita da un metronomo, il pericolo di una pistola in una tasca, e poi spaccare tutta l'idea centrale della pianosequenza per fare due o tre tagli netti narrativi importanti come quello sulla prima reazione dell antagonista principale che inizia a sospettare di qualcosa. I Tre attori principali sono tutti bravissimi e arricchiscono il fuoco del conflitto tra uno distrutto dalla paura e l'altro fin troppo altezzoso e arrogante, cosi il Film parla della pesantezza di nascondere segreti e rimorsi nonostante l'ego, la cassa è quel elemento psicologico che ribolle nel subconscio e vuole continuamente aprirsi e uscire fuori, paure incarnate dal personaggio di James Stewart che funge da detective, poliziotto e giudice che per puro caso vede sempre piu attraverso le crepe delle bugie dei protagonisti, ed è bello come anche lui va in conflitto con se stesso dubbioso delle sue paranoie che scoprirà tristemente vere, per poi sfociare in un incredibile e rabbioso monologo finale sotto le luci al neon di un isegna. Il Tutto è un grande Thriller ambizioso che funziona magnificamente, seppur ormai molti lo hanno fatto resta ancora oggi un impresa difficile da realizzare, figuriamoci nel 1948 dove si era proprio costretti a fare dei tagli invisibili per il cambio di pellicola, e sarà pure tutto chiuso in una location, visivamente monotono e non c'è il respiro e la grandiosità di tanti altri film anzi lo sfondo della città appare molto finto ma nonostante questi limiti Hitchcock praticamente sale in cattedra e insegna a tutti i registi del futuro come fare vera regia.
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22 aprile 2021
Quella Notte a Miami
Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Regina King
Genere: Storico, Sociale
★★★ 😏
Nel '64 Cassius Clay dopo essere diventato campione del mondo a soli 22 anni incontra Malcolm X e altri due amici in una stanza di un Motel. Basato su un opera teatrale il film riunisce il meglio del meglio della comunità afroamericana dell epoca per approfondire le tematiche della lotta di integrazione e rispetto dei neri, e il tutto poteva essere il solito polpettone didascalico tritamaroni che elogia le figure storiche come miti incredibili pieni di virtù e saggezza ma invece funziona perché li tratta da normali esseri umani, cosi ha un caldo e sincero approccio scanzonato che mostra dei semplici amici che si incontrono e discutono normalmente quale sia la strada da prendere, tutto mostrato con romanticismo e della buona energia positiva e proprio per questo motivo funziona e mi ha anche commosso nel finale senza facili forzature o pipponi sull orgoglio nero. La discussione tra amici parte semplice e rilassata ma quando arrivano i primi atriti diventa anche molto interessante e profonda per come tutti si mettono in contrasto con la visione di Malcolm x che vuole queste figure di successo come "armi" per una guerra culturale, si spiega che il disimpegno politico è buono per il singolo ma è un atteggiamento anche egoista che non aiuta davvero la comunità, cosi arte, spettacolo e sport dovrebbero unirsi insieme per aiutare la causa. Tecnicamente il film è molto semplice e non brilla certo in regia ma tutti gli attori mi sono sembrati molto bravi e in parte, ma è decisamente la scrittura la cosa piu bella del film, i dialoghi sono davvero scritti bene e scorrono senza problemi, dal razzista che prima elogia e lecca il giocatore di football per poi non farlo entrare in casa, la sentita telefonata di Malcolm alla moglie e figlia, l'essere costretti a mangiare il gelato bianco alla vaniglia, la discussione e gelosia sulla musica di Bob Dylan che è piu impegnata delle canzonette, e poi c'è quella incredibile scena madre del concerto a Boston! è davvero un semplice film che funziona nel suo avere un grande cuore verso l'impegno politico e sociale.
Anno: 2020
Regia: Regina King
Genere: Storico, Sociale
★★★ 😏
Nel '64 Cassius Clay dopo essere diventato campione del mondo a soli 22 anni incontra Malcolm X e altri due amici in una stanza di un Motel. Basato su un opera teatrale il film riunisce il meglio del meglio della comunità afroamericana dell epoca per approfondire le tematiche della lotta di integrazione e rispetto dei neri, e il tutto poteva essere il solito polpettone didascalico tritamaroni che elogia le figure storiche come miti incredibili pieni di virtù e saggezza ma invece funziona perché li tratta da normali esseri umani, cosi ha un caldo e sincero approccio scanzonato che mostra dei semplici amici che si incontrono e discutono normalmente quale sia la strada da prendere, tutto mostrato con romanticismo e della buona energia positiva e proprio per questo motivo funziona e mi ha anche commosso nel finale senza facili forzature o pipponi sull orgoglio nero. La discussione tra amici parte semplice e rilassata ma quando arrivano i primi atriti diventa anche molto interessante e profonda per come tutti si mettono in contrasto con la visione di Malcolm x che vuole queste figure di successo come "armi" per una guerra culturale, si spiega che il disimpegno politico è buono per il singolo ma è un atteggiamento anche egoista che non aiuta davvero la comunità, cosi arte, spettacolo e sport dovrebbero unirsi insieme per aiutare la causa. Tecnicamente il film è molto semplice e non brilla certo in regia ma tutti gli attori mi sono sembrati molto bravi e in parte, ma è decisamente la scrittura la cosa piu bella del film, i dialoghi sono davvero scritti bene e scorrono senza problemi, dal razzista che prima elogia e lecca il giocatore di football per poi non farlo entrare in casa, la sentita telefonata di Malcolm alla moglie e figlia, l'essere costretti a mangiare il gelato bianco alla vaniglia, la discussione e gelosia sulla musica di Bob Dylan che è piu impegnata delle canzonette, e poi c'è quella incredibile scena madre del concerto a Boston! è davvero un semplice film che funziona nel suo avere un grande cuore verso l'impegno politico e sociale.
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20 aprile 2021
Malcolm and Marie
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Sam Levinson
Genere: Sentimentale
★★★★ 😤
Un regista litiga con la fidanzata per tutta una lunga e turbolenta notte. Film Sentimentale che esplora cinema e relazioni amorose attraverso una magnetica lotta di personalità, i due personaggi si attaccano in argomentazioni con lunghi monologhi sentiti che colpiscono duro come pugnalate al cuore o pugni dritti alle loro fragilità, le due menti si attaccano, duellano, riflettono e si psicanalizzano facendosi del male cercando a fatica un punto di unione e contatto in un incendio sempre piu grande che intreccia amore e odio. L'egocentrismo e la vanità del regista è il monolito razionale da vincere per la ragazza emotiva che vuole un briciolo di gratitudine per averlo aiutato a realizzare la sua opera, il discorso mente e cuore cosi funziona a livello umano ma anche a livello artistico con una battaglia costante su cosa è il buon cinema, c'è un ottimo attacco a quei critici pretenziosi che nella loro superficialità valutano il contenitore piu che il contenuto, si riflette su cosa è davvero la geniunità artistica e il valore della rappresentazione della realtà, il cinema è il prodotto di un singolo o un lavoro collaborativo, cos'è la rappresentazione, l'ispirazione fraudolenta o l'omaggio, l'importanza del messaggio politico o dell'esecuzione tecnica e cosi via. E sinceramente era un bel po' che non vedevo un film moderno scritto e diretto cosi bene, pulito, asciutto, ritmato alla perfezione, non c'è una virgola fuoriposto, il bianco e nero da spessore, la casa è inquadrata in maniera dinamica e precisa, splitscreen, primi piani, framing in framing, tutto ha un senso, i dialoghi sono fiumi in piena viscerali, sentiti, chiaramente intimi e personali, e il film riesce con grazia ed eleganza a sparare i personaggi al massimo dell'euforia e farli scendere di colpo al massimo della disperazione, usa bene l'erotismo per sottolineare il momento di unione per poi sparare un potente dramma nei momenti piu alti di separazione, i due personaggi sono due pagliacci, due maschere di vanità, entrambi pieni di difetti, entrambi piene di verità, e niente per me è semplicemnte ottimo sotto ogni punto di vista.
Anno: 2021
Regia: Sam Levinson
Genere: Sentimentale
★★★★ 😤
Un regista litiga con la fidanzata per tutta una lunga e turbolenta notte. Film Sentimentale che esplora cinema e relazioni amorose attraverso una magnetica lotta di personalità, i due personaggi si attaccano in argomentazioni con lunghi monologhi sentiti che colpiscono duro come pugnalate al cuore o pugni dritti alle loro fragilità, le due menti si attaccano, duellano, riflettono e si psicanalizzano facendosi del male cercando a fatica un punto di unione e contatto in un incendio sempre piu grande che intreccia amore e odio. L'egocentrismo e la vanità del regista è il monolito razionale da vincere per la ragazza emotiva che vuole un briciolo di gratitudine per averlo aiutato a realizzare la sua opera, il discorso mente e cuore cosi funziona a livello umano ma anche a livello artistico con una battaglia costante su cosa è il buon cinema, c'è un ottimo attacco a quei critici pretenziosi che nella loro superficialità valutano il contenitore piu che il contenuto, si riflette su cosa è davvero la geniunità artistica e il valore della rappresentazione della realtà, il cinema è il prodotto di un singolo o un lavoro collaborativo, cos'è la rappresentazione, l'ispirazione fraudolenta o l'omaggio, l'importanza del messaggio politico o dell'esecuzione tecnica e cosi via. E sinceramente era un bel po' che non vedevo un film moderno scritto e diretto cosi bene, pulito, asciutto, ritmato alla perfezione, non c'è una virgola fuoriposto, il bianco e nero da spessore, la casa è inquadrata in maniera dinamica e precisa, splitscreen, primi piani, framing in framing, tutto ha un senso, i dialoghi sono fiumi in piena viscerali, sentiti, chiaramente intimi e personali, e il film riesce con grazia ed eleganza a sparare i personaggi al massimo dell'euforia e farli scendere di colpo al massimo della disperazione, usa bene l'erotismo per sottolineare il momento di unione per poi sparare un potente dramma nei momenti piu alti di separazione, i due personaggi sono due pagliacci, due maschere di vanità, entrambi pieni di difetti, entrambi piene di verità, e niente per me è semplicemnte ottimo sotto ogni punto di vista.
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27 ottobre 2018
The Guilty
Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Gustav Möller
Genere: Thriller, Bottle-movie
★★★★ 😰
Al centralino della polizia arriva la chiamata di una donna rapita. Un thriller minimalista tutto in una location che mi è davvero piaciuto, L'idea di "film al telefono" non è nuova ma qua viene sviluppata molto bene, un indagine che appassiona, siamo con il protagonista ad ogni nuova informazione, arriva molto bene la sorpresa, l'angoscia, l'ansia, l'ira, la frustrazione, il dramma e l'introspezione. Io amo quando i film sono tutto d'un fiato e non spezzano il punto di vista della narrativa, cosi restando sempre sul personaggio si vive la sua nottata infernale al 100%, Un one man show con un Bravo attore che sembra letteralmente invecchiare davanti ai nostri occhi (verso la fine mi sono detto "ma non era biondo???") lui è un poliziotto ribelle in cattività, non ama questo ruolo perché lo costringe a mantenere la clama, a riflettere e agire razionalmente, cosi lo vediamo bollire dalla voglia di aiutare a qualsiasi costo e questo funziona molto bene, sopratutto quando questa idea del classico eroismo cavalleresco gli si ritorce contro con un chiaro senso di colpa al centro della storia. Il finale essendo molto introspettivo potrebbe non piacere a tutti ma secondo me è ciò che lo distingue dall generico thriller, poi si potrebbe dire che è un film visivamente monotono visto che siamo per due ore attaccati al faccione del protagonista ma nonostante le inquadrature strette la regia varia molto bene in base al momento con una netta discesa introspettiva in un ufficio sempre piu buio. Questo approccio alla narrativa è molto Letterario o meglio dire Radiofonico, dobbiamo visualizzare persone intere, aree che non vengono mostrate, ambienti, scenari, situazioni orribili che dipingiamo insieme al protagonista grazie alla buona gestione delle informazioni, sono vere e proprie inquadrature virtuali che entrano potenti nella nostra testa.
Anno: 2018
Regia: Gustav Möller
Genere: Thriller, Bottle-movie
★★★★ 😰
Al centralino della polizia arriva la chiamata di una donna rapita. Un thriller minimalista tutto in una location che mi è davvero piaciuto, L'idea di "film al telefono" non è nuova ma qua viene sviluppata molto bene, un indagine che appassiona, siamo con il protagonista ad ogni nuova informazione, arriva molto bene la sorpresa, l'angoscia, l'ansia, l'ira, la frustrazione, il dramma e l'introspezione. Io amo quando i film sono tutto d'un fiato e non spezzano il punto di vista della narrativa, cosi restando sempre sul personaggio si vive la sua nottata infernale al 100%, Un one man show con un Bravo attore che sembra letteralmente invecchiare davanti ai nostri occhi (verso la fine mi sono detto "ma non era biondo???") lui è un poliziotto ribelle in cattività, non ama questo ruolo perché lo costringe a mantenere la clama, a riflettere e agire razionalmente, cosi lo vediamo bollire dalla voglia di aiutare a qualsiasi costo e questo funziona molto bene, sopratutto quando questa idea del classico eroismo cavalleresco gli si ritorce contro con un chiaro senso di colpa al centro della storia. Il finale essendo molto introspettivo potrebbe non piacere a tutti ma secondo me è ciò che lo distingue dall generico thriller, poi si potrebbe dire che è un film visivamente monotono visto che siamo per due ore attaccati al faccione del protagonista ma nonostante le inquadrature strette la regia varia molto bene in base al momento con una netta discesa introspettiva in un ufficio sempre piu buio. Questo approccio alla narrativa è molto Letterario o meglio dire Radiofonico, dobbiamo visualizzare persone intere, aree che non vengono mostrate, ambienti, scenari, situazioni orribili che dipingiamo insieme al protagonista grazie alla buona gestione delle informazioni, sono vere e proprie inquadrature virtuali che entrano potenti nella nostra testa.
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