Recensione Film
Anno: 2026
Regia: Jane Schoenbrun
Genere: Psicologico, Erotico
★★★ 😳
Giovane regista deve fare nuovo capitolo di uno slasher storico ma finisce sempre piu in un onirica riflessione sulla sua sessualità repressa. Uno Psico/Erotico che utilizza la meta-narrativa intorno al genere slasher per ribaltare le convenzioni e gli stilemi oppressivi in qualcosa di piu aperto e libero verso le pulsioni sessuali, infatti il genere da sempre è stato letto in chiave conservatore e bigotta che salvava chi era vergine (o quasi) e puniva con violenza i giovani che pensavano al sesso. E qua funziona Hannah Einbinder che super caruccia appare timidona all inizio ma diventa sempre piu bona e sexy, bella l'iconografia del killer con la maschera cubica, sono assurdi e ridicoli gli omicidi con esagerati fiumi e spruzzi di sangue, mi piacciono gli sfondi eterei e irreali che creano un'atmosfera magica, fa ridere il momento quando chiede il wi-fi, vengono i meta-brividi quando la Anderson parla del suo primo orgasmo, ottimo come lei si inventa le origini del killer in videoconferenza ribaltando ancora di piu la meta-narrazione in un gioco di specchi incrociati dove è il killer affamato il padrone e creatore dell universo quasi il simbolo dell cinema e della pulsione erotica. Ma per quanto ci sono molte cose che ho apprezzato sono stufo di questo tipo di meta-narrazioni che rimandano sempre a qualche altra saga o franchise e rifiutano la sincerità di una semplice nuova storia, ho trovato pessime le citazioni consapevoli a wes craven e agli stilemi degli horror che vengono usati senza vero amore per il genere e solo come pretesto per parlare d'altro, piu di un momento è fatto in modo spocchiosamente concettuale e teorico solo per il gusto di esserlo, Gillian Anderson esagera troppo a fare la femme fatale ammiccante e sa di finto e forzato, l'umorismo scemo stempera la tensione e rende tutto una grande farsa grottesca quando avrei preferito del vero e serio orrore onirico che entrava nei traumi piu repressi della mente e poi non capisco a quale pubblico il film sta cercando di parlare perché gli Slasher sono un genere morto da quasi 30 anni e la libertà sessuale è diventata una ovvietà per qualunque giovane. Nell insieme è un idea meta-erotica che ammiro per come ribalta e fonde l'uccisione filmica degli iconici killer alla libertà di un orgasmo senza inibizioni ma secondo me la trama non funziona perché non ha immediatezza e vive di troppe sovrastrutture cosi come il discorso è inutilmente articolato con uno stile di regia che si compiace troppo in modo vanitoso.

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