13 marzo 2026

Hamnet - Nel Nome del Figlio

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Chloé Zhao
Genere: Dramma, Storico

★★★ 😐

William Shakespeare si innamora e con la moglie vive una grande tragedia. Pacato e poetico dramma storico che ti immerge all inizio nella natura e nel romanticismo che viene strangolato sempre di piu dal buio spaventoso della morte, Jessie Buckley e Paul Mescal guidano benissimo la storia e trasmettono una grande sofferenza sia fisica che emotiva, convince la messa in scena e si respira bene il periodo storico che appare credibile e reale, mi piace la fotografia e come il vestito rosso sangue di Agnes va in contrasto con lo stupendo verde della natura, sono carini i vari elementi mistici e sprituali di lei che è figlia della foresta e ha quasi poteri sensitivi, fantastiche sono le tensioni con il padre e come umilia il giovane Shakespeare, ho amato quando va in crisi sulla scrivania ubriaco, bello il teatrino delle ombre, ottime sono le urla strazianti e i parti pieni di dolore, buona la musica e i cori bianchi, inquietanti quegli sguardi ai buchi neri e l'intera atmosfera ha molto il sapore di un esperienza onirica/mistica in stile Malick. Il problema è che dopo una prima parte davvero riuscita invece di essere solo un film ispirato sulla vita del famoso autore vuole a tutti i costi essere un pseudo-biopic che esalta il grande talento e il potere terapeutico delle sue opere, nell ultima parte si va in teatro e con il solito gioco meta-testuale di gente che non sa esprimersi in modo diretto tutto perde la sincerità di una drammatica esplorazione del lutto di coppia e diventa un banale elogio ad Amleto. Un peccato perché la prima parte piena di vita, dolore e morte mi era piaciuta per come era sentita e umana con dell esistenzialismo del tutto sincero ma la seconda parte si crogiola troppo nella commiserazione e nello spettacolo del dolore fino a diventare una frivola sceneggiata sul potere dell arte che guarisce tutto, e non aiuta minimamente il fatto che il film si chiude con le note cliché strappalacrime di Max Richter che è gia stra-abusato all infinito in tanti film come Shutter island o Arrival. Nell insieme seppur un drammone pesante è tecnicamente fatto bene, ha due ottimi attori e una bella atmosfera ma non ho apprezzato che invece di concentrarsi sulla comune tragedia umana finisce per cedere all'ingombrante figura dello storico artista da venerare perchè molto famoso.

2 novembre 2025

Frankenstein (Del Toro)

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Guillermo del Toro
Genere: Dramma, Fantascienza

★★★ 😐

Arrogante scienziato fa un esperimento e crea un essere mostruoso. Guillermo del Toro dirige l'ennesimo film basato sul libro di Mary Shelley e ci mette tutto il suo stile e romaticismo che empatizza per i mostri, il cast funziona e amo sempre Oscar Isaac, la messa in scena è molto buona e ricercata, mi piace l'uso del rosso di mani insanguinate, dinamo, veli e ombrelli, d'impatto è l'immagine onirica dell angelo di fuoco, intriga l'inizio tra i ghiacci, curioso che Charles Dance fa ancora una volta il duro padre di Victor dopo il film del 2015, bello che le bare dei genitori sono dei sarcofagi con maschere, fascinosa è la dimostrazione di poter rianimare i morti davanti agli altri dottori, interessante il ruolo di Christoph Waltz che finanzia l'esperimento, apprezzo come Del Toro punta sul minimalismo e semplicità per l'aspetto della creatura, molto imponente è la torre laboratorio che richiama quella dello storico film universal, il rapporto con il vecchio cieco è giustamente pieno di calore, restano nella mente le urla che ripetono "Victor, Victor, victor!" perché sono un lamento di odio e rabbia ma sono anche quelle disperate di un figlio che ha bisogno del padre e Mia Goth porta un po' empatia materna nella storia. Tutto piu che un horror è un dramma in costume e mi sembra chiaro che Del Toro tenta di fare quello che non era riuscito a fare Branagh presentando meglio la tragica dinamica abusiva tra padre-Figlio ma nonostante i pregi questo film mi ha fatto rivalutare quello con DeNiro perchè almeno quello nella sua follia aveva grinta e stile mentre questo è troppo scialbo e addomesticato, l'ossessione per l'estetica e il glamour rende tutto troppo bello, non c'è spazio per il brutto della morte e degli esseri umani, la creatura è dipinta con un pietismo stucchevole e il film sembra fregarsene che ha ucciso della gente perchè "poverina è incompresa", la sceneggiatura è fin troppo banale e predica banalità da volemose bene senza un briciolo di sottigliezza, le voci narranti e i dialoghi sono pesanti, i lupi in computer grafica sono piuttosto brutti da vedere, non amo il costante ritorno alla nave del prologo per come spezza di continuo il ritmo che diventa sempre piu lento verso la fine e poi quel perdonarsi mi ha davvero fatto vomitare. Cosi tecnicamente è un buon film ma è fin troppo raffinato ed emotivo per graffiare davvero, si preoccupa molto dei sentimenti e delle emozioni ma poi nel concreto non è davvero in grado di trasmettere vere e potenti emozioni al pubblico che finisce per annoiarsi.

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Mary Shelley's Frankenstein (1994)

20 ottobre 2025

Frankenstein di Mary Shelley

Recensione Film
Anno: 1994
Regia: Kenneth Branagh
Genere: Dramma, Fantascienza

★★★ 😥

Ambizioso dottore studia come battere la morte e finisce per creare un mostro che lo perseguita. Film che ripresenta la famosa storia con un forte melodramma da opera teatrale e un approccio originale ripartendo dalle idee del libro, non a caso è prodotto e doveva dirigerlo Coppola dopo aver fatto lo stesso con Dracula ma alla fine viene diretto e interpretato da Kenneth Branagh che fa un discreto lavoro tecnico ma il tono è troppo urlato, pieno di pesanti eccessi stilistici e il suo ego smisurato rende l'intero film un mezzo fallimento. Cosi la musica orchestrale è buona ma è onnipresente ed eccessiva e soffoca la narrazione che diventa pomposa e forzatamente epica, la storia manca di modestia e viene presentata in modo fiero e con un eccessiva aura di grave importanza fino a fare il giro e diventare ridicola e stucchevole, non c'è alcuno spazio per l'intrattenimento di genere e il film piu che un horror è un drammone in costume piuttosto noioso ed odio come Branagh con vanità si mostra a petto nudo piu volte spostando l'attenzione su di lui. Un film che non riesce mai a raggiungere le vette drammatiche che cerca di puntare e ogni cosa risulta sempre piuttosto debole, l'amore con Elizabeth è rovinato perchè lei è la sorella e gonfiato con un pesante romanticismo da romanzo rosa, De Niro ci prova in tutti i modi ma le cicatrici del makeup sono brutte e lui non riesce ad entrare nel ruolo, non mi piace come è veloce il rimorso di Victor e dopo enormi sacrifici e lavorato per una vita intera al progetto proibito decide di colpo di aver fatto un errore e abbandonare tutto, cosi come il mostro passa dall essere incompreso e gentile amico dei bambini all'essere vendicativo e spietato per poi nel finale si riaccende velocemente il suo animo sensibile. Ma nonostante questi difetti mi piace l'introduzione tra i ghiacci con il parallelo tra le ossessioni di Victor con quelle del capitano che vuole raggiungere il polo nord, funziona come dramma la morte della madre, interessante è il personaggio del mentore che ha fatto anche lui esperimenti, tutta la scena della creazione è molto articolata mostrando bene fascinosi macchinari steampunk alimentati con le anguille, è bello come si visualizza il divario sociale con Victor che cresce felice nella ricchezza tra balli sfarzosi in una villa enorme mentre la Creatura è umile, sporca, emerge tra i morti delle strade durante il colera e nonostante sia odiato trova la voglia di lavorare per gli altri, il confronto tra padre e figlio è abbastanza teso e quello che succede ad Elizabeth è forse il momento piu bello e graffiante del film per come lei capisce di essere divenuta un oggetto di contesa per l'egoismo di due criminali e decide disgustata di mandare entrambi affanculo e darsi fuoco. Nell insieme non è un film molto riuscito per colpa della sua costante voglia di esagerare in seriosità teatrale ma ammiro comunque il lato tecnico e qualche momento è davvero fatto bene.

29 marzo 2024

Orgoglio e Pregiudizio

Recensione Film
Anno: 2005
Regia: Joe Wright
Genere: Sentimentale

★★★ 😳

Nell ottocento una madre spinge le figlie a sposarsi con gente ricca e una di queste è affascinata da ricco e scontroso nobile. Film Sentimentale basato sull omonimo romanzo di Jane Austen che visivamente è super delizioso, la fotografia è ottima nel mostarare la casa di famiglia delle ragazze, molto dolci sono le note di pianoforte in sottofondo, la regia utilizza pianosequenze fluide che si muovono con grazia in queste case, stupendi sono i balli di gruppo pieni di gente, il cast è eccellente e viene trasmessa bene l'esuberanza delle ragazze, le scenografie hanno tanti dettagli, i costumi convincono e sono ricercati, la composizione delle immagini è perfetta nel mostrare in campi lunghi la bellezza della natura, la solitudine intima della protagonista o l'opulenza barocca dei nobili. Ed il film è pieno di belle scene come quando lui arriva alla festa e tutto si fa silenzioso, il dialogo mentre ballano in gruppo dove per un istante diventano soli, mi piace l'odioso cugino che si dichiara e non accetta un rifiuto, il momento dove il buon padre interpretato da Donald Sutherland si mette contro la moglie e difende la figlia perché sogna l'amore romantico, la scena sentita di dichiarazione sotto la pioggia che si trasforma in un litigio ma resta una tensione erotica e quasi si baciano, l'arrivo notturno minaccioso di Judi Dench ed è ottima la scena madre finale con lui che emerge camminando dalle nebbie del mattino per poi baciarla davanti ad un evocativo sole nascente pieno di luce e calore che li avvolge e li abbraccia in modo divino. Tecnicamente quindi un buon film, anzi ottimo per come è realizzato, ma per me la tecnica non è tutto e al film manca anima e vera passione umana, è troppo preoccupato a mostrare la forma e la bellezza artistica delle immagini che si dimentica molto del sentimento da trasmettere, tutto cosi diventa dannatamente frivolo e superficiale, per come venera gli uomini ricchi di certo non è un film femminista e la madre che spinge le figlie a sposarsi per denaro appare come un mostro insensibile ma è l'unica che si preoccupa davvero per i problemi economici della famiglia, cosi sparisce il conflitto di classe tra i due protagonisti e il pauroso spettro della povertà che non appare minimamente. Anche il tira e molla tra i due mi ha annoiato molto perchè odio i conflitti nati da facili incomprensioni e fa ridere che il vero percorso della protagonista non è quello di crescere o maturare ma è solo quello di accettare ed ammettere di essersi sbagliata su un uomo. Nell insieme resta un film fatto benissimo, la messa in scena è stupenda, pieno di sincerità offre emozioni molto calde e romantiche con momenti davvero perfetti, ma per quanto fatto bene non riesce a convincermi del tutto e penso che sia troppo frivolo e datato, parla poco di vere relazioni sentimentali e troppo di quanto è bello il mondo dei nobili ricchi.

18 marzo 2024

Titanic

Recensione Film

Anno: 1997
Regia: James Cameron

Genere: Sentimentale, Disaster Movie

★★★★ 😍

Anziana sopravvissuta al disastro del Titanic racconta la sua storia a dei cercatori di tesori. Epico Disaster movie sentimentale che fu un successo spaventoso diventando uno dei piu grandi incassi della storia del cinema, in modo molto furbo e ruffiano Cameron unisce perfettamente lo spettacolo all sentimento per arrivare a tutti con un film che offre un bell pacchetto di emozioni diverse, amo molto le musiche di James Horner che riescono sempre ad essere nostalgiche e toccanti, mi piace l'intrigo iniziale con il robottino che esplora la nave sottacqua e si vede il pianoforte rotto o quella testa di bambola inquietante, carino il mistero su dove è finito il diamante, la relazione tra i due è molto calda e sentita e funzionano tutte le loro scene insieme dal salvataggio al suicidio, lui che le mostra i suoi disegni pieni di umanità, bello che scappano e si divertono come semplici giovani o lo sputare insieme sotto un caldo tramonto, c'è interessnante parallelo tra una serata in prima e la terza classe, stramaledettamente iconica è la scena di loro due sulla prua con lei che apre le braccia e quel "fidati di me", mi piace l'erotismo mostrato nel ritratto di nudo e serve per creare intimità e unire ancora di piu i due ragazzi che consumano in una gelida macchina con fantastica mano sul vetro. E dopo aver costruito il legame d'amore il film parte con lo spettacolo con livelli di produzione altissimi ed è una goduria lo scontro con l'iceberg dove parte il panico per evitarlo, fantastiche le facce confuse e preoccupate dell progettista e del capitano che capiscono la grave situazione, amo come la tensione aumenta sempre di piu all affondare della nave e diventa un inferno d'acqua, bellissimi sono i corridoi allagati da attraversare e creano sempre piu angoscia per come l'acqua sale sempre di piu, incredibile l'inquadratura dell ascensore che si immerge, mi piace la missione impossibile di Rose per salvare Jack ammanettato, e poi il bimbo che urla, la valanga d'acqua, il tipo che prova ad aprire il cancello ma gli cadono le chiavi, la ciminiera che cade e ammazza la gente, le luci che si spengono, la nave che si spacca in due e tutti scivolano di sotto sfracellandosi, forse sono malato io ma amo le tante urla di disperazione e morti violenti e apprezzo che le dinamiche dell incidente erano state presentate all inizio in modo tecnico e distaccato cosi vivere la tragedia insieme ai protagonisti diventa piu drammatico e viscerale. E con la sua storia d'amore tragica Il film mette al centro le differenze di classe che possono apparire anche banali con la solita ricca depressa forzata a sposarsi per interesse ma è tentata da relazione ribelle con il povero artista bohémien ma questo conflitto diventa piu denso di significato quando la nave simbolo della società si spacca e il caos rompe i legami e i cancelli di classe cosi l'ingiustizia delle mancanza di scialuppe si fa piu grave e concreta, e non è per nulla una superficiale divisione in Poveri=buoni e ricchi=Cattivi come pensano molti perché nel momento della crisi tutti mostrano chi sono davvero, alcuni di terza classe diventano violenti mentre altri ricchi accettano la fine con dignità, l'orchestra decide di suonare fino alla fine, il progettista è paralizzato e sconvolto e sente tutto il peso della tragedia, c'è chi è codardo, chi prova ad aiutare ma fallisce, chi cerca l'ordine e spara agli altri o chi è cinico ed egoista, nella caduta della civiltà si sottolinea cos'è l'umanità a prescindere dalla classe senza contare che il percorso di Rose è molto piu femminista di tante storie moderne. Ovviamente non è perfetto e tre ore sono troppe, il framing narrativo di Bill Paxton cacciatore di tesori che scopre qual'è il vero tesoro umano non funziona totalmente, la narrazione della vecchia andava tagliata per come è didascalica e intrusiva, il Jack Dawson di Leonardo DiCaprio è fin troppo un personaggio idealizzato senza difetti, si nota molto la computer grafica usata per mostrare il titanic in movimento e cè il famoso problema della porta che bastava farla piu piccola. Comunque riguardandolo oggi per me è un mezzo capolavoro, specie la seconda parte non sbaglia un colpo con Rose che ad ogni bivio narrativo sceglie sempre che strada vuole nella vita ed è bellissima la marea di morti ghiacciati finali, all epoca da bimbetto scemo che odiava le storie d'amore mi sembrava molto sopravvalutato ma con il tempo mi sono ricreduto e per come è teso e crudo si merita meglio di tanti altri il suo successo, tecnicamente è stupendo, è pieno di voglia di stupire e toccare il cuore del pubblico, è un vero classico moderno ed è un peccato che dopo questo Cameron si è buttato negli stramaledetti alieni blu che non mi dicono mai nulla.

27 dicembre 2023

The Promised Land - Bastarden

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Nikolaj Arcel
Genere: Dramma, Storico

★★★★ 😮

Nel millesettecento un capitano danese prova a coltivare la brughiera incolta ma viene ostcolato da nobile locale. Duro dramma storico che con la sua divisione sociale tra odiosi nobili e umili contadini costruisce un grande elogio del lavoro e della determinazione umana, tecnicamente è davvero fatto bene con la fotografia pulitissima piena di grandi campi lunghi in stile western e un ottimo uso della luce naturale ma convince anche la sceneggiatura che è scritta benissimo e non ha quasi sbavature, all inizio si presenta in modo chiaro la missione, e poi arrivano le difficoltà, i problemi, gli scontri e le sconfitte che sono sempre piu estreme, e mi sono piaciute molto le scelte difficili e dolorose che il protagonista si trova a fare perché donano ancora piu dramma e profondità alla storia. Qua Mads Mikkelsen è di una bravura assurda e colpisce molto il suo personaggio burbero, silenzioso, super testardo e determinato che non vuole arrendersi mai, lotta, soffre, si dispera, vive la terra e la coltivazione come una missione di vita e sogna il successo e la rivalsa sociale con anima e corpo mettendosi contro un odiosissimo nobile ereditiero che è il suo esatto opposto e pretende di avere le cose senza fare nulla, un antagonista forse troppo esagerato e macchiettistico per come è malvagio ma in questo modo lo spettatore lo odia al punto giusto. E non è solo una storia di conflitto tra maschi perché il film ha molto cuore e il rapporto con i personaggi femminili è al centro dell racconto, specie mi è piaciuto come nell gelido freddo dell inverno quando tutte le speranze sono perdute si accende la forza del focolare domestico che li unisce insieme, cosi alla fine con tutta questa qualità e un Mads davvero ma davvero bravo il film è riuscito a conquistarmi e sono finito per amarlo.

27 novembre 2023

Napoleon

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Ridley Scott

Genere: Biopic, Guerra, Sentimentale

★★ 😩

Biopic che narra la vita e le imprese di Napoleone sottomesso all amore e alla voglia di dominare. Un film che inizia bene con la decapitazione di una nobile per segnare il violento periodo della rivoluzione, poi bello l'assalto al forte, mi piacciono alcune interazioni con la prima moglie, lo sparare sui manifestanti, lo strano sguardo alla mummia e c'è sempre una buona messa in scena e uso dei costumi con battaglie brutali e sanguinarie ma tristemente il tutto non funziona e appare freddo ed impersonale, la storia salta frettolosamente gli eventi uno dopo l'altro senza mai dare peso a quello che accade, cerca di incollare queste battaglie storiche con il sentimento della relazione turbolenta di Josephine ma il loro rapporto è troppo conflittuale e opportunistico e gli altri sono tutti rumore di fondo cosi il film manca di buoni personaggi con cui empatizzare e i rapporti d'amore diventano sono una scusa per intervallare e giustificare le battaglie campali, che di sicuro saranno brutali, lunghissime e dettagliate nella edizione estesa ma nella versione teatrale appaiono solo come noiosissime fredde scene da war-porn dove non capisci chi combatte chi, quali sono i personaggi in campo, quali sono le tattiche utilizzate e come si sono conclusi gli scontri. Poi a rovinare il tutto c'è la solita color-correction digitale di Scott che smerda ogni cosa con questi filtri spazzatura che scurissimi distruggono la fotografia e non ti fanno vedere niente con personaggi che nuotano in orribili grigi e blu, Joaquin Phoenix è bravo certo ma qua bisogna ammettere che non si è impegnato tantissimo, biascica, è svogliato, assonnato e non brilla minimamente come leader carismatico mentre Vanessa Kirby se lo mangia in bravura e mi è piaciuta particolarmente sia quando è sensuale ma anche nei momenti piu drammatici come la firma di divorzio. E lo strano umorismo nelle scene sentimentali fa capire che c'è la voglia di criticare la figura di Napoleone per farlo apparire come un patetico adolescente ma in verità la decostruzione dell figura storica è molto confusa e non sa neanche bene cosa dire contraddicendosi piu volte, è come se il film disperato volesse accontentare il pubblico amante della storia e delle battaglione spettacolari ma anche spingere sul piu cinico e moderno messaggio che gli uomini non hanno virtù ma questo approccio fallisce in entrambi i punti senza riuscire a dire niente nel concreto, c'è poi la questione della verità storica che chissene frega se fosse una rilettura artistica o irriverente ma qua tutto ha un approccio realistico con un impostazione seriosa che ha la pretesa di raccontare la verità oggettiva cosi fallisce quando poi sbaglia molti eventi e non mostra le vere luci ed ombre del personaggio, di come era contro le ideologie, per l'ordine, la legge, superstizioso, manipolatore, di come ha creato la pensione per i veterani, il suo codice, i diritti civili, era per la propietà privata, dittatore populista ma difensore delle libertà, questo film invece fa la facile conta dei morti finali per la banale moralizzazione sulle guerre, evolve male i personaggi, trita i maroni con le lettere narrate, fallisce a catturare lo spettatore e gioca con le pagine della storia sfogliandole velocemente per fare un vuoto spettacolino senza senso, il tutto mi ha annoiato parecchio, è un elefante in costume, una gigantesca noia boia.

11 agosto 2023

I Tre moschettieri - D'artagnan

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Martin Bourboulon
Genere: Cappa e spada, storico

★★★ 😖

Il giovane D'Artagnan si unisce ai tre moschettieri e insieme salvano la regina da complotti di palazzo. Basato sul Famoso romanzo di Alexandre Dumas questo film diviso in due parti vuole essere quasi una risposta francese ai blockbuster americani e infatti grazie all alto budget visivamente non è affatto male con tante inquadrature ricercate, sequenze d'azione fluide e dinamiche fatte di ampi respiri, un approccio da thriller poliziesco, un ottimo uso di scenografie storiche e nell insieme si sente il valore di una grande produzione, buono anche il gruppo di protagonisti con attori tutti azzeccati nei loro ruoli, specie l'Athos di Vincent Cassel mi ha colpito per come è rassegnato all inevitabile, la Milady di Eva Green è femme fatale al punto giusto e lo stesso D'artagnan funziona per come è pieno di esuberanza giovanile ed offre la giusta dose di romanticismo classico. Insomma è un film che si lascia guardare con piacere ma è un peccato che il tutto abbia piu il sapore di una miniserie che di un film, le cose sono frettolose all inizio con l'assurdo incontro dei tre moschettieri uno dopo l'altro ma le scene piene di dialoghi e gente a cavallo scorrono lente e dopo la prima ora si fa fatica a stare svegli con una trama che avanza episodica seguendo troppo la traccia del romanzo, non mi piace che il cardinale Richelieu sia poco presente come antagonista, come la fotografia sia tutta giallo/marrone cacca e che d'artagnan sopravvive con facilità a due pistolettate mortali. Nel complesso grazie all alta produzione il film intrattiene ma il tutto è un po' troppo scialbo, manca di ritmo e si sente poco lo spirito d'avventura.

11 marzo 2021

Emma

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Autumn de Wilde
Genere: Sentimentale, commedia

★★★ 😏

Nell Ottocento ragazza ricca gioca con i sentimenti dell amica fino a venire scottata. Tratto dall omonimo romanzo di Jane Austen questa è una deliziosa commedia sentimentale in costume che visivamente è molto ricca, ottimi i costumi, l'uso dei colori pastello, i dipinti, i palazzi, i corridoio con le statue, le sale barocche, persino le inquadrature nei parchi sono spettacolari, il tutto è davvero un pasticcino che si mangia con gli occhi, e Anya Taylor-Joy qua è tenerissima e dentro questi bei costumi ha sempre un visetto da cerbiatto irresistibile. Il Film è decisamente molto classico, anche fin troppo, ci sono triangoli amorosi, gelosie, con toni leggeri e scherzosi si mostrano i frivoli amori e le gelosie dell'alta borghesia dell epoca senza tanta profondità tematica, ma nel complesso mi è piaciuto il percorso di crescita della protagonista che parte arrogante, vanitosa e manipolatrice ma poi capisce i suoi errori e diventa una persona piu matura, specie è molto potente una situazione dove lei ferisce i sentimenti di una povera donna con delle parole ingiustamente cattive. Nel complesso è una bomboniera sentimentale molto frivola e leggera piena di zuccherose romanticherie varie che potrebbero far venire il diabete a molti ma la direzione è piuttosto competente, le gag comiche sono sottili e funzionano (specie certe facce sono esilaranti),, l'atmosfera è sublime e la grandiosa messa in scena rafforza i semplici ma grandi sentimenti di questa giovane ragazza.

20 marzo 2020

Ritratto della giovane in Fiamme

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Céline Sciamma
Genere: Sentimentale, dramma
Titolo Originale: Portrait de la jeune fille en feu
★★★ 😑

Nell '800 una Pittrice riceve l'incarico di Fare un ritratto ad una donna dall'anima tormentata. Dramma sentimentale in costume che metaforicamente cerca di dipingere la condizione della donna nel suo complesso, cosi il dipingere e costruire un ritratto è la sfida umana nel catturare l'essenza e l'anima di un individuo, si parla in astratto del valore della "Rappresentazione" e di quanto un dipinto è un qualcosa di statico che marchia o cattura un individuo, se sbagliato e non in linea con la propria individualità è una sofferenza imposta dall esterno che crea conflitto psicologico, cosi per tutto il film la protagonista in cerca della verità studia il suo soggetto per trasmettere a noi spettatori la completa pura essenza di questa donna tormentata dal suo Ruolo. Il film ha tanti bei sguardi tra le protagoniste che sono sempre piu uno specchio dove loro si riflettono per riconoscersi, proiettare e scoprire la loro identità, tutto è molto calmo, intimo e molto raffinato, è pieno di belle inquadrature sentite, dalle scene a lume di candela, gli inquietanti ritratti, i veli sulla bocca, i romantici momenti davanti alla spiaggia o le varie scene in posa, la regia decisamente convince con il suo tono romantico e sentito. Ma nonostante la buona regia il film nel complesso è fin troppo lento ed impostato con un tono troppo serio, la fredda co-protagonista su cui ruota l'intera storia non mi ha convinto mai, neanche nel bel finale drammatico, non amo la tensione iniziale, la pittrice fin da subito parte frustrata sessualmente per nessun motivo e anche uno sguardo ad un dipinto, un incontro, un gesto la fa sobbalzare e sospirare in modo strano, accennando pure l'aborto si vuole costruire un discorso serio sulla Donna ma tutta questa solennità drammatica danneggia il discorso invece che arricchirlo, ecco cosi che il film diventa anche involontariamente un po' sessista, le Donne sono solo Libri, poesia, Arte, musica, purezza, vestiti sfarzosi e fuoco che brucia dentro, praticamente delle principessine tristi e incontentabili, poi quando si tratta di storie LGBT bisogna stare sempre attenti a non trattarle in modo diverso, e tolto il fascino della scoperta individuale questa storia sentimentale non mi ha particolarmente colpito.

4 febbraio 2020

Piccole Donne

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Greta Gerwig
Genere: Dramma, Storia di formazione
★★★ 😖

La giovane Josephine sogna di fare la scrittrice e ci narra la sua semplice vita insieme alle sue sorelle. Tratto dal famoso romanzo di Louisa May Alcott il film è un dolce e tenero dramma in costume pieno di Estrogeni e conflitti tra Cuore e Femminismo che fanno piacere ma nonostante il tutto sia presentato in modo piuttosto solido non è riuscito a convincermi pienamente, buono il cast ma le protagoniste appaiono fin troppo adulte per il loro ruolo di confuse adolescenti del ottocento, in piu la loro vaga età rovina gravemente la continuity con pasticciati flashback che arrivano in maniera confusionaria e spezzano una narrazione che avrebbe funzionato molto meglio in modo lineare (odio sempre questi errori di intreccio). Qua ci sono i classici Battibecchi, le gelosie e le atmosfere dolceamare tra sorelle che fanno sempre piacere, bello vederle insieme, abracciate, felici di ritrovare il padre e la madre con momenti di profonda sincerità, ricchi di una seplicità magica che scalda il cuore, mentre non sopporto i soliti conflitti amorosi dello "sposami, si ma non posso, vorrei ma non riesco" lui ama lei che ama lui che ama un altra che poi neanche il film stesso sembra crederci davvero offrendo ruffiano finale meta-narrativo che accontenta il pubblico pur ribadendo che è pura finzione artificiale e viva l'emancipazione femminista yeahh! Non penso che sia un brutto film, ma appare fin troppo come il solito generico film tv del pomeriggio da dimenticare velocemente, l'arco di crescita e maturazione delle ragazze dovrebbe essere il cuore centrale del film ma è un qualcosa di tralasciato che non si sente minimamente, un vero peccato che tutto questa calda semplicità che si vuole trasmettere manca di una forte intensità drammatica