1 agosto 2026

20.000 Leghe sotto i Mari

Recensione Film
Anno: 1954
Regia: Richard Fleischer
Genere: Avventura

★★★ 😖

Tre persone finiscono prigioniere del Nautilus, un sommergibile creduto mostro che da la caccia a navi da guerra. Film basato sull'omonimo libro di Jules Verne che offre abbastanza intrattenimento grazie ad un'avventura sotto i mari e un bell intrigo dietro la misteriosa figura del capitano Nemo, tecnicamente convince e la fotografia fa un buon uso dei gruppi, mi piacciono i modellini utilizzati per il sommergibile e gli assalti esplosivi delle navi, funziona l'aspetto dell Nautilus a forma di pesce ed è bello il design dei suoi interni che non esagera in arredamento ma sembra una credibile nave di metallo. Buona anche la finestra a forma di iride per vedere il fondo marino, mi piace la visita al reattore nucleare che da energia al tutto, l'idea di suonare l'organo che richiama al fantasma dell opera, James Mason convince come capitano Nemo e offre il giusto spessore e profondità al ruolo, l'uso della foca come animale domestico sa molto di mossa corporativa da film Disney ma comunque fa piacere vederla e viene pure da sorridere che si salva nel finale e c'è poi la fascinosa battaglia contro il calamaro gigante che per l'epoca era abbastanza spettacolare e ancora oggi è una delle cose per cui questo film viene ricordato. Nonostante questo il ritmo è un po' legnoso e come avventura fatica a catturare, le lunghe scene di passeggiate sottomarine con gli scafandri mi annoiano, nella parte centrale il sommergibile diventa sempre piu stretto e si soffre dello stesso senso di prigionia che hanno i protagonisti cosi come non ho amato le gag comiche del persoanggio di Kirk Douglas per come creano chiari sbalzi di tono visto che esagera in esuberanza per catturare un tipo di pubblico piu giovane e spensierato. Comunque tutto viene bilanciato bene dai caratteri opposti dell professore accademico e dal capitano Nemo che è un pessimista in guerra contro l'umanità intera, cosi attraverso la prospettiva dei prigionieri vediamo un uomo pieno d'odio e contraddizioni, che si è isolato dal mondo, che è diventato disilluso e digustato dagli esseri umani e ci sono belle interazioni filosofiche sulla speranza e sul destino dell mondo che riflettono anche il pensiero sfiduciato della guerra fredda appena iniziata.

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