13 marzo 2026

Hamnet - Nel Nome del Figlio

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Chloé Zhao
Genere: Dramma, Storico

★★★ 😐

William Shakespeare si innamora e con la moglie vive una grande tragedia. Pacato e poetico dramma storico che ti immerge all inizio nella natura e nel romanticismo che viene strangolato sempre di piu dal buio spaventoso della morte, Jessie Buckley e Paul Mescal guidano benissimo la storia e trasmettono una grande sofferenza sia fisica che emotiva, convince la messa in scena e si respira bene il periodo storico che appare credibile e reale, mi piace la fotografia e come il vestito rosso sangue di Agnes va in contrasto con lo stupendo verde della natura, sono carini i vari elementi mistici e sprituali di lei che è figlia della foresta e ha quasi poteri sensitivi, fantastiche sono le tensioni con il padre e come umilia il giovane Shakespeare, ho amato quando va in crisi sulla scrivania ubriaco, bello il teatrino delle ombre, ottime sono le urla strazianti e i parti pieni di dolore, buona la musica e i cori bianchi, inquietanti quegli sguardi ai buchi neri e l'intera atmosfera ha molto il sapore di un esperienza onirica/mistica in stile Malick. Il problema è che dopo una prima parte davvero riuscita invece di essere solo un film ispirato sulla vita del famoso autore vuole a tutti i costi essere un pseudo-biopic che esalta il grande talento e il potere terapeutico delle sue opere, nell ultima parte si va in teatro e con il solito gioco meta-testuale di gente che non sa esprimersi in modo diretto tutto perde la sincerità di una drammatica esplorazione del lutto di coppia e diventa un banale elogio ad Amleto. Un peccato perché la prima parte piena di vita, dolore e morte mi era piaciuta per come era sentita e umana con dell esistenzialismo del tutto sincero ma la seconda parte si crogiola troppo nella commiserazione e nello spettacolo del dolore fino a diventare una frivola sceneggiata sul potere dell arte che guarisce tutto, e non aiuta minimamente il fatto che il film si chiude con le note cliché strappalacrime di Max Richter che è gia stra-abusato all infinito in tanti film come Shutter island o Arrival. Nell insieme seppur un drammone pesante è tecnicamente fatto bene, ha due ottimi attori e una bella atmosfera ma non ho apprezzato che invece di concentrarsi sulla comune tragedia umana finisce per cedere all'ingombrante figura dello storico artista da venerare perchè molto famoso.

14 gennaio 2022

The Tragedy of Macbeth

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Joel Coen
Genere: Dramma, Storico, Teatrale

★★★★ 😑

Ennesimo adattamento dell omonimo lavoro di Shakespeare che segue l'ascesa e caduta di Macbeth. Joel Coen senza piu il fratello fa un film classico che si ispira ai classici, in pieno stile retrò minimalista omaggia i vecchi sceneggiati del passato che avevano una forte componente teatrale dove grande spazio viene dato alle interpretazioni degli attori e alle atmosfere, con dialoghi sussurrati, ambienti spogli, bianco e nero pieno di tagli di luce netti e angolari e un formato piu stretto dai bordi arrotondati che stringe ancora di piu gli scenari opprimenti, e dal punto di vista registico il film è ottimo e non gli si può dire niente, con i limiti imposti riesce perfettamente a catturare questo stile del passato eseguendo una evocativa riproduzione su schermo dell opera shakesperiana. Ovviamente tutto è estremamente pesante, molto serioso e impostato, che vive di tanti monologhi che espongono in modo legnoso e innaturale i pensieri dei personaggi e che sono anche difficili da capire per come parlano in modo arcaico, la storia di tradimento e caduta di Macbeth è piuttosto semplice ma è comunque facile perdersi in questo intreccio di pensieri e sensazioni che respingono molto lo spettatore piu occasionale, cosi come la forzata multiculturalità del cast di attori per fare progressismo moderno stona molto e spacca l'idea di classicismo che si voleva costruire. Ma nonostante la pesantezza non si può che ammirare la semplice maestosità del film, in un epoca moderna dove si guarda sempre allo spettacolo esagerato mi è piaciuto molto questo stretto minimalismo di forma che offre atmosfere claustrofobiche e angoscianti, la strega iniziale che si contorce il corpo è pazzesca e davvero un ottimo modo per iniziare il film, molto atmosferico è l'uso della nebbia, amo le gocce di sangue e di acqua che cadono come macigni per sottolineare la gravità del momento con questi tamburi e questo bussare che costruisce solennità del tradimento, si sente la discesa nella follia, belli i volti nell acqua che sale e inonda la stanza, le foglie che svolazzano nella sala del trono, e poi Denzel Washington e Frances McDormand guidano bene il film, tutto insomma è eseguito senza sbavature con una fascinoso approccio teatrale ma che non dimentica i potenti mezzi del cinema. Alla fine è fatto davvero bene ma non è un film facile da vedere, si apprezza piu per l'esecuzione che il contenuto ed è un film piu da studiare che amare ma il suo guardare ai classici lo rende a suo modo un nuovo classico.

6 febbraio 2017

Il Trono di Sangue

Recensione Film
Anno: 1957
Regia: Akira Kurosawa (+)
Genere: Dramma, Jidaigeki,
Titolo Originale: Kumonosu-jō

★★★★ 😱

Kurosawa propone una Versione Jidaigeki del Macbeth di Shakespeare. In Un Mare di atmosferica Nebbia la storia si concentra sul dramma di un protagonista perduto dentro il limbo del suo destino, si muove Prigioniero di se stesso e di una profezia maledetta fatta di sangue e tradimenti. Ottima la messa in scena, le comparse, i costumi, le scenografie, l'uso dei cavalli, l'incontro con lo spirito è memorabile, cosi come l'apparizione del fantasma che rappresenta il suo rimorso o la mitica scena finale delle frecce che è puro oro e sottolinea in modo fantastico la sua eterna prigionia. Un Film cupo, tetro, molto teatrale e dai ritmi piuttosto lenti, forse troppo lento, ogni scena dura il doppio del normale per scavare piu in profondità nella poesia del momento a discapito del ritmo, ci sono poi troppe transizioni a tenda orizzontali che sono un classico del regista ma qua non mi hanno convinto. Rimane un buon film su un uomo ambizioso che lotta contro l'inevitabilità del proprio Destino.