17 luglio 2025

Prima o Poi me lo Sposo

Recensione Film
Anno: 1998
Regia: Frank Coraci
Genere: Sentimentale, Commedia

★★ 😳

Cantante di matrimoni viene lasciato sull altare e conosce dolce cameriera che si sta per sposare. Commedia sentimentale molto zuccherosa ma che usa i soliti cliché visti mille volte senza offrire niente d'interessante, cosi ci sono le solite incomprensioni che bloccano una relazione palese fin da subito, il solito fidanzato odioso che serve solo per creare conflitto e la solita corsa finale per confessarsi, anche tecnicamente è un film molto piatto con scenografie colorate ma inquadrature molto pigre e televisive, il ritmo crolla nella parte centrale, per essere una commedia ci sono poche cose veramente divertenti, l'ambientazione anni 80 non serve a nulla se non a riempire il film di una marea di canzoni e citazioni nostalgiche del periodo, Adam Sandler fa sempre il solito scemotto ma non riesce a mostrare e trasmettere la sofferenza e il grande dolore di essere stato lasciato in modo cosi brutale e Drew Barrymore è fin troppo ragazza angelica perfettina per essere un personaggio veramente interessante. Qualche cosa carina c'è come il cameo iniziale di un ubriaco steve Buscemi, sono simpatici i rapporti con la nonnina e il vecchio al bar oppure per quanto sa di gia visto è bello come nel finale fa subito amicizia con tutti quelli sull aereo e che lo aiutano a raggiungere il suo obbiettivo. Cosi nell insieme è un film molto mediocre e generico ma nella sua semplicità riesce comunque ad offrire una piccola e calda dose di sano romanticismo.

8 aprile 2025

MK Legends: Cage Match

Recensione Film Animato
Anno: 2023
Regia: Ethan Spaulding
Genere: Azione, Sovrannaturale

★★ 😳

Johnny Cage indaga sulla scomparsa di una collega e finisce in una folle cospirazione satanica. Film animato spin-off che mette al centro il famoso attore di Mortal Kombat ed è piuttosto piacevole l'esuberante atmosfera anni 80 che il film trasmette con tante citazioni alla cultura pop, colori sgargianti e musiche del periodo, la tecnica d'animazione è piuttosto bassa e da prodotto televisivo ma non è malissimo e sono belli i demoni che appaiono, fanno sorridere alcune gag e intrigano le fascinose femme fatale che sottomettono il protagonista. Cage fa come sempre il narcisista sbruffone arrogante ed è certamente il suo punto di forza ma il suo carattere comico funziona meglio nel contesto brutale e serioso di mortal Kombat mentre qua messo al centro di una storia tutta sua diventa presto molto irritante e fastidioso, la trama poi non convince e non sembra mai decollare, cerca di fare una specie di scanzonata indagine Neo-noir che porta l'attore a diventare un vero eroe ma c'è poca azione, troppe battutine e niente di quello che accade riesce ad essere memorabile, i personaggi non sono per nulla approfonditi, appaiono piuttosto aride le tante strizzate d'occhio alla cultura anni 80 come citare karate kid, miami vice e arma letale ma è anche debole il fanservice che mira ai fan di mortal kombat e non convincono le poche citazioni buttate a caso svogliatamente. Alla fine nonostante sia un avventura simpatica tutto risulta in un filmetto molto piatto e scemotto, e dispiace che questo sia cosi scialbo perché i tre precedenti film targati MK: Legends mi erano piaciuti molto di piu per come sono pieni di botte, violenza e azione brutale.

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MK Legends: Snow Blind

24 gennaio 2025

The Apprentice

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Ali Abbasi
Genere: Biopic

★★★ 😌

Negli anni 70/80 un giovane Donald Trump cerca di tirarsi fuori dai guai e fare ancora piu soldi. Biopic che narra gli anni d'oro di Trump e seppur sia un film molto generico nel complesso risulta interessante, mi piace il tono punk rock dei titoli d'apertura, la fotografia e la musica utilizzata fanno respirare molto il periodo storico, Sebastian Stan se la cava nel fare una versione giovane di Trump e anche se copia alcuni tick e movenze non fa la solita parodia e riesce bene a renderlo umano e mostrarlo anche fragile e impacciato, ma quello che piu colpisce è Jeremy Strong che fa un incredibile e viscido avvocato quasi simbolo del demonio stesso che diventa mentore e maestro di Trump e gli insegna come essere un farabutto con le tre regole del attaccare, negare sempre e mai ammettere la sconfitta. Cosi il film parte piuttosto bene nel mostrare la satanica ascesa alla gloria di un riccone che diventa ancora piu ricco fino alla mostruosità ma nella seconda parte il ritmo un po' crolla e non sa piu bene cosa dire, ottenuto il succeso si cerca vagamente di criticare il rapporto abusivo con la prima moglie e poi per confondere emotivamente arriva del pietismo esagerato per il personaggio di Cohn ma chiaramente quello che vuole fare davvero è un parallelo simbolico tra le origini di Trump e la sua futura carriera politica che averrà 40 anni dopo, ma anche in quest'ottica la storia non graffia nel modo giusto e anzi per me perde forza se parte del discorso è fuori dal film e tutto quello che accade deve essere letto solo in prospettiva di quello che farà. Nell insieme è storicamente un interessante biopic sull arrivisimo e sull arroganza capitalista in pieno stile anni 80 ma forse la narrazione umanizza cosi tanto la prospettiva che si riduce involontariamente a normalizzare fin troppo questo tipo di cinismo e avidità malvagia.

12 luglio 2023

Tetris - Il Film

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Jon S. Baird
Genere: Commedia, Spy Story

★★★ 😏

Negli anni 80 un esuberante venditore cerca di avere i diritti di Tetris affrontando grandi truffatori e la corrotta burocrazia sovietica. Film che narra la folle storia intorno ai diritti del famoso videogioco e tutto riesce a convincere con semplicità grazie al buon mix di commedia e thriller spionistico da guerra fredda, infatti si ride quando si mostrano i giochi di offerte, contro offerte e sotterfugi dietro i meccanismi dei contratti ma allo stesso tempo il film costruisce una buona tensione con seri rischi per il protagonista che mette la sua vita e quella della sua famiglia in serio pericolo rischiando tutto. Buono il cast con un Taron Egerton baffuto che è simpatico e piacione al punto giusto, ma anche gli altri personaggi funzionano come l'odioso agente russo, il bravo burocrate, la spia, l'umile e povero creatore originale o memorabili sono i Maxwell padre e figlio che sono uno piu scemo dell altro. Registicamente è piuttosto modesto e niente di eccezionale anzi si sente che è un prodotto fatto in economia, poi per fare stile a tema videogioco gli atti sono divisi in "livelli" e appaiono piccole animazioni e transizioni da pixel art che sono carine prese singolarmente ma piu appaiono e piu mi sono sembrate forzate e fuoriposto e sembrano adatte ad un banale documentario da youtube, ma comunque il film convince nel ritmo sagace e nella forza della sua sceneggiatura che riesce a rendere divertenti e appassionanti delle dinamiche di vendita ed è bello che con leggerezza e senza pretese costruisce una buona fotografia storica della fine degli anni 80.

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31 dicembre 2022

Rumore Bianco

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Noah Baumbach
Genere: Commedia, Esistenziale

★★★ 😏

Negli anni 80 una Famiglia vive una sottile ma profonda crisi esistenziale. Leggera e dolce commedia che parla dell ansia di vivere utilizzando dialoghi taglienti e surreali scene di tensione per descrivere l'angoscia quotidiana e la paura della morte, parte male perdendosi in digressioni accademiche apparentemente inutili ma all arrivo dell incidente del treno si accende l'interesse e si mostra il panico con una caotica angoscia sociale verso l'evento ignoto che mi ha ricordato i tempi del covid, ed è bello vedere il protagonista negare il rischio di salute il piu possibile, mi piace il caos della fuga in mezzo alla gente, l'inquietudine spaventosa della nube nera, la tensione horror alla stazione di benzina e l'avventura in macchina in stile Simpsons. Arriva poi il confronto con la moglie che è la scena piu bella del film e quella che apertamente dichiara il tema centrale sull angoscia e ansia di vivere, un bel momento drammatico sulla crisi di una coppia che porta all ultima parte dove il tono saltella dal teso thriller psicologico alla stupida tragi-commedia, un salto di generi forse non perfetto per come arriva frettoloso e sbrigativo ma il film si salva davanti alle suore con un bel caldo messaggio di amore e speranza nonostante il pessimismo moderno di un mondo commerciale senza piu fede. Nel complesso è un film che continua a cambiare genere e toni che faticano ad amalgamarsi, i tanti figli sono persi nell ultima parte, i dialoghi sono troppo verbosi e funzionano piu i momenti drammatici che quelli comici ma registicamente è piuttosto buono, Adam Driver convince sempre e per essere un film sulla paura di morire il tutto ha un certo delizioso fascino.

15 dicembre 2022

Bones and All

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Luca Guadagnino
Genere: Sentimentale, Horror

★★★ 😌

Ragazza cannibale cerca se stessa girando l'America e incontrando suoi simili. Singolare Horror Sentimentale che mischia rosa e rosso, due toni completamente opposti che creano un approccio romanticamente macabro dove gli omicidi brutali e i crimini contro natura piu sanguinari acquistano un'atmosfera romantica oltre al fatto che un po' come per i vampiri questo cannibalismo punk è metaforona delle diversità sessuali, della tossico dipendenza e in generale dei piu reietti della società. Mi è piaciuto il morso iniziale con quel urlo, bello l'uso del sangue con facce fascinose tutte sporche di rosso e appena appare Mark Rylance spacca lo schermo affossando tutti gli altri con il suo personaggio estremamente ambiguo, arriva poi Chalamet che fa il belloccio complessato che ha il suo fascino ma sinceramente non mi ha convinto molto cosi come la protagonista che è la parte piu debole del film e non riesce proprio a trascinare la storia troppo in balia degli eventi. Il ritmo è piuttosto lento e sussurrato, c'è qualche momento che non mi è piaciuto come il monologo in cassetta del padre da ascoltare o l'esagerato incontro in manicomio dove spunta assurda lettera in attesa da 15 anni (e io ci devo credere?) ma comunque non è male e se si riesce a resistere ai momenti piu zuccherosi da romanzetto rosa il tutto è bilanciato bene da dei crimini davvero brutali e cruenti che pieni di sangue segnano un intenso e intimo amore carnale.

10 gennaio 2022

È Stata la Mano di Dio

Recensione Film

Anno: 2021
Regia: Paolo Sorrentino
Genere: Dramma, biografico

★★★★ 😏

Negli anni 80 a Napoli un giovane ragazzo sogna l'arrivo di Maradona ed è attratto dalla seducente Zia. Storia di formazione autobiografica dove Sorrentino mette tutto se stesso descrivendo le sue esperienze e le ispirazioni partendo da un quadro familiare simpatico e grottesco con le classiche stravaganze e singolari facce felliniane per poi interrompersi brutalmente contro il muro della cruda realtà, un cambio di stile in corsa e a tradimento che apprezzo tantissimo ed eleva il film dalla vuota autocelebrazione compiaciuta in un vero e profondo percorso di crescita e riflessione personale. Un film nettamente diviso a metà quindi, c'è la calda e ridicola famiglia piena di contraddizioni come genitori tanto uniti quanto divisi, vicini tanto odiosi e presi per il culo quanto parte della famiglia, volgarità, scherzi e calde donne in sovrappeso che di colpo spariscono e diventano amara solitudine dove si vaga senza meta in cerca di un posto nel mondo, si parla di un conflitto tra dramma e commedia, il reale e il fantastico, tra la zia che esplode in erotismo e l'amara prima volta tragicomica, il sogno iconico di Maradona simbolo locale e generazionale che si infrange con il diventare adulti e assistere ad una vittoria che fa esultare tutti tranne il protagonista, cosi Sorrentino spiega (e anche giustifica) la sua esagerata cifra stilistica che guarda molto all estetica e al simbolismo piu che al realismo, c'è il sogno onirico e fasullo del cinema contro la realtà da evadere, dentro il film costruisce un rapporto con se stesso, il suo presente, il suo passato, il suo cinema, lo spettatore e i critici che hanno notato i suoi troppi eccessi visivi. Ma sopratutto è un film sorprendente per come ti entra sottopelle e riesce a toccare il cuore con vero dramma, quella scena del "fatemeli vedere" è agghiacciante con un ottimo uso di spazi e dell eco, bello quel citare il rumore Tuf Tuf dei motoscafi che colpisce quando detto ad un amico (e bello che torna anche nei titoli di coda dopo la canzone), Tutto esplode nel colore azzurro simbolo della città e il continuo tuffarsi in mare è elemento ricorrente di trasformazione e cambiamento, cosi come significativo l'incontro con il maestro di vita Capuano che incarna meglio di chiunque altro la critica e gli dice l'emblematico e misterioso consiglio "non ti disunire" che è quasi l'antitesi del "non farti fottere dalla nostalgia" di Cinema paradiso. Insomma un film che funziona alla grande, avevo paura che Sorrentino si masturbasse con vuote belle visuali ripetendo per due ore quanto amasse Maradona e Fellini ma riesce ad andare oltre, a mettersi a nudo e mostrare il cuore che nascondeva dietro tutto il suo stile.

4 gennaio 2022

Censor

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Prano Bailey-Bond
Genere: Horror, Psicologico

★★ 😑

Negli anni 80 una ragazza che censura gli horror finisce in un meta-viaggio che da vita ai suoi tormenti interiori. Un Intimo e molto lento meta-Horror psicologico che omaggia il genere ma sopratutto che critica la censura del passato ma anche quella del presente e del politicamente corretto, cosi il Taglio dell arte filmica diventa Taglio fisico e culturale contro disgustosi registi e uomini malvagi che trattano male la figura della donna ma il percorso si trasforma in atto di violenza folle che imprigiona in un idilliaco e fasullo mondo d'arcobaleno che non rappresenta minimamente la dura realtà. Un Film quindi che fa un atto d'accusa alla censura ma che mette comunque nei panni di chi la compie cercando di spiegare le ragioni e le sensazioni della protagonista, e come messaggio equilibrato non è neanche male, peccato che il film sia una mega palla allucinante, offre troppa vuota "atmosfera" super noiosa che indugia molto in lunghi percorsi dentro tunnel mentali con un conflitto interiore troppo marcato e praticamente c'è zero conflitto esteriore per lo spettatore. Anche come omaggio al genere non funziona perché questo messaggio autoriale è spocchioso e svilisce il semplice e divertente exploitation dei morti ammazzati per fare mega meta-pippone sulla censura che è anche molto paraculo per come riesce a dire con astuzia che è sia buona che cattiva. Sinceramente mi ha stufato molto rivedere questa costante e vanitosa META narrativa di arte e artisti che parlano di se stessi in giochi meta narrativi autoreferenziali, e preferisco storie che parlano di seri conflitti e vero dramma umano.

3 luglio 2021

Un Tuffo nel Passato

Recensione Film
Anno: 2010
Regia: Steve Pink
Genere: Commedia, TimeTravel

★★★ 😂

Tre amici e un nipote finiscono nel passato entrando in una magica vasca idromassaggio. Simpatica Commedia che fa il verso a ritorno al futuro per parlare del tempo che passa e dei rimorsi di una vita intera, il tutto è moooolto volgare partendo da cacca, pipi e vomito sparati in faccia fino ad infinite battute e gag Omofobe machiste che sanno ormai gia di vecchio e insensibile ma nel complesso l'atmosfera di festa tra amici ricordando il passato "glorioso" funziona e le tante assurdità che accadono mi hanno strappato piu di una risata, dai cameo del misterioso Chevy Chase, forchettate negli occhi, litigi con il bullo, mega scopate controvoglia, pericolose scommesse, e Tra tutte certamente l'atteso momento del tipo che deve perdere un braccio è la piu memorabile (che tra l'altro è Crispin Glover il padre di mcfly in ritorno al futuro). Poi non lo so neanche perché mi ha fatto cosi ridere, è di base una di quelle commedie sceme sulle vacanze ma ha una energia e una forza irriverente che colpisce, piu che la regia o gli attori quello che ho apprezzato davvero è la scrittura del film che per quanto sia volgare ai limiti dell irritante usa il viaggio nel passato per esplorare i conflitti interni ed esterni dei protagonisti e crea bene una riflessione e dubbio concreto se devono e possono cambiare le loro vite.

11 gennaio 2021

Minari

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Lee Isaac Chung
Genere: Slice of life, Dramma

★★★ 😑

Negli anni 80 una Famiglia Coreana si trasferisce in Arkansas e cerca di restare unita nonosante le difficoltà. Un Semplice Dramma familiare pieno di cuore e natura che è fatto piuttosto bene ma nel complesso non mi ha particolarmente colpito, buoni i legami familiari, specie la tenera nonnina e il piccolo bimbo, amo sempre i conflitti tra coniugi e simpatica è l'ostinazione del padre a coltivare la terra per farci qualche soldo ma poi tutto è fin troppo pacato e "da slice of life" per brillare veramente. Anche la regia e la fotografia non è male ma neanche brilla piu di tanto, Insomma se volevano farmi addormentare ci sono riusciti piu volte, e capisco la voglia di parlare di immigrazione, povertà e difficoltà economiche ma poi qua non si percepiscono quasi per nulla, tutto questo Eden verde è un metaforone sulle opportunità dell America e del suo sogno americano da raggiungere, ma se poi non mi mostri il baratro e vere difficoltà di vita è solo vuota ruffianerina, stessa cosa i conflitti con la moglie, ogni 5 minuti lei sembra voler andarsene ma poi resta, per quale motivo? mai specificato, e il marito perché la perdona dopo aver figurativamente distrutto e bruciato la famiglia? anche questo mai spiegato, cosi per accontentare lo spettatore entrambi finiscono prigionieri nel falso limbo iconografico di una famigila unita e felice

21 dicembre 2020

Wonder Woman 1984

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Patty Jenkins
Genere: Cinefumetto

★★ 😳

Wonder Woman deve fermare crisi mondiale nata da Pietra magica che Esaudisce tutti i desideri. Nono Film dell Universo filmico DC ambientato nei colorati anni 80 che nonostante vari difetti e leggerezze imperdonabili nel complesso mi ha sodisfatto, mi piace l'introduzione in stile giochi olimpici, il romanticismo in aereo e il grande punto focale sull infanzia da proteggere visto che spesso i cinefumetti si dimenticano dei piu piccoli, ma la vera star del film è Pedro Pascal, lui qua è fantastico e mi è piaciuto molto, da tempo non amavo un cattivo cosi, è inquietante, piacione, avido, carismatico, vuole tutto, ama tutto, crea disastri, ma è anche molto umano, un imbonitore che racchiude il potere dei media e della politica vendendo sogni reali che diventano presto incubi, no davvero Pedro e i poteri incredibili del suo personaggio salvano il film dal disastro, lui è un gigante che si mangia ogni scena, sopratutto se messo a confronto con la pessima recitazione spazzatura di Gal Gadot che resta inadatta al ruolo, non ha presenza fisica nelle scene d'azione e non ha presenza emotiva in quelle piu sentite. Un peccato che Il film ha le solite pacchianerie inguardabili da cinefumetto, i costumi fanno cagare e non rendono iconica la supereroina, c'è una Pessima computer grafica senza gravità dei corpi, slowmo enfatici al limite del patetico, Una vergognosa scena d'azione contro un convoglio, Il lazo della verità è si magico ma viene usato in modo troppo assurdo e oltre i limiti accettabile, il tutto dura 30 minuti di troppo, la nascita e presentazione di Cheetah non convince del tutto e tecnicamente il film sembra poco piu di una robetta televisiva. Oltre a questo la musica all inizio mi appariva buona ma poi diventa troppo ossessiva e nella scena del volo spuduratamente scopiazza la famosa Ost del film Sunshine! (ma dai!), c'è poi il facile e abusato messaggio sul "stai attento a cosa desideri" che appare gia vecchio e ritrito fin da subito, ma devo dire che la pesante retorica moralista del finale mi a toccato il cuore, specialmente grazie al carisma di Pedro Pascal e a quell abbraccio sentito tra padre e figilo.

5 luglio 2019

Stranger Things

Recensione Serie tv
Anno: 2016-2025
Showrunner: Matt & Ross Duffer
Genere: Sci-Fi, Avventura, Horror
Episodi: 42
★★★★ 😏

Negli anni 80 un gruppo di amici si ritrovano ad indagare su misteriosi eventi sovrannaturali piu grandi di loro. Stranger Things è ormai una serie Culto, un turbine di Nostalgia anni ottanta che mischia magnificamente l'horror, la fantascienza, la commedia e le storie di formazione per ragazzi, la serie è piena zeppa di citazioni dalla cultura Pop dell epoca e chiare sono le ispirazioni da i romanzi di Stephen King, i film di Spielberg  e Carpenter, ma c'è anche Poltergeist, I Goonies, Alien, Nightmare, Akira, e tanti tanti altri. Una serie che sfrutta il potere della maledetta Nostalgia anche a chi gli anni 80 non li ha mai vissuti (un po' come happy days faceva con gli anni 50), ma a differenza di altri prodotti che hanno tentato di sfruttare questo periodo storico Stranger Things è l'unica che ha reso l'operazione vincente perché riesce a toccare il cuore dello spettatore grazie ad una buona struttura narrativa e ad un gruppo unito di carismatici protagonisti. Nella prima stagione l'Ampio Cast viene presentato bene con TRE diversi livelli di Narrativa che si concentrano ognuno su una fascia demografica, gli adulti, gli adolescenti e i bambini, intervallati da Flashback dell esperimento 11 dove scopriamo l'origine di tutti questi misteri, ognuna di queste parti ha un tono completamente diverso dall altro ma le tre parti si incastrano perfettamente e riescono a creare una storia coesa e piu profonda di una semplice storia per ragazzi. La seconda stagione invece perde un po' di freschezza con un ritmo piu lento che fatica a decollare, questa è una serie tv che ha le stagioni pensate per essere guardate tutte d'un fiato e quindi i primi episodi di ogni stagione appaiono sempre troppo macchinosi per come devono riavviare sempre tutto, oltre a questo tristemente si ha la sensazione che dopo la prima stagione la serie abbia perso originalità e tutto sia spesso un "more of the same" con eventi che sembrano ripetersi ma comunque dopo una seconda stagione traballante per fortuna la terza stagione mi è piaciuta molto per come raggiunge livelli altissimi di qualità e tensione intorno ad un centro commerciale e nella quarta c'è qualche problema di ritmo con tutta una parte in russia molto superflua che allunga il brodo ma c'è un antagonista molto fascinoso e momenti drammatici davvero toccanti. Non tutto è Perfetto ovviamente, ogni stagione ha delle storie sempre troppo frammentate e diluite nonostante ci siano pochi episodi, piu volte gli episodi sembrano non andare da nessuna parte impantanandosi in conflitti sterili con i soliti "dialoghi a due" e poi cercando di utilizzare tutti gli elementi degli anni 80 la serie cade in Clichè ed Archetipi ampiamente abusati che sarebbe stato meglio evitare come gli odiosi bulli, i misteri, i russi, i triangoli e le scenette da commedia amorosa,  ma anche questi problemi funzionano ad omaggiare quell epoca storica e grazie ad una buona regia e alle musiche elettroniche si crea un fascino che intriga piacevolmente, la serie poi brilla nelle relazioni tra i personaggi, ognuno si intreccia con l'altro e le storie costruiscono dei soddisfacenti paralleli metaforici tra la battaglia contro i Mostri fisici e le ferite psicologiche da rimarginare. Poi le interpretazioni dei giovanissimi attori funzionano e sopratutto amo lo sceriffo Hopper, insomma è una serie per ragazzi dalle tinte horror piena di tensione e mostri che brilla In charme e carisma creando un irresistibile calda atmosfera nostalgica.

14 dicembre 2018

Bumblebee

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Travis Knight
Genere: Azione, Avventura, Ragazzo e Creatura
★★★ 😑

Nell '87 giovane ragazza Incontra Robottone alieno e nasce grande amicizia. Prequel/Reboot/remake della serie transformers che evita la cacofonia di Micheal Bay per giocare la carta facile del sentimentalismo e dell intrattenimento per famiglie con forti ispirazioni da ET e il gigante di ferro. Dopo cinque film di design spazzatura l'utilizzo di un design piu fedele agli originali cartoni animati fa gridare ad un commosso "Finalmente!" e sul lato tecnico Travis Knight da esperto animatore porta tutta la sua bravura registica con montaggi musicali, gag simpatiche, dinamicità e chiarezza negli scontri. Tutto cosi Funziona e risulta in un decente film per famiglie adatto ai giovanissimi Ma non sono sicuro che questa "normalità" sia per forza qualcosa di migliore rispetto ai film di Bay perché è vero che quelli erano un ammasso informe di cazzate ma almeno avevano un idea autoriale da offrire mentre questo è il piu sicuro e blando film che si possa mai fare, il piatto sentimentalismo con il suo politicamente corretto non è riuscito a colpirmi, le infinite canzoni e citazioni anni 80 sono insopportabili e piu di una volta mi sono annoiato all ennesima scena romantica tra i due. Tolto il lato tecnico se si scava nel profondo questo non è poi tanto diverso dagli altri transformers, ci sono i militari stupidi, i cattivoni anonimi, le tante esplosioni, le scene d'azione confuse, le gag sulla famiglia, inseguimenti, caos di computer grafica, etc, è praticamente una versione edulcorata e di sinistra dei film di Bay, la vera diversità sta nell fatto che è una storia piu modesta e si concentra sul rapporto tra bumblebee e la ragazza, ma a parte questo nel complesso non mi ha convinto poi molto e quasi preferivo i vecchi film, spero comunque negli inevitabili 5 o 6 sequel.

4 novembre 2018

Bohemian Rhapsody

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Bryan Singer
Genere: Bio-pic, Dramma, Musical
★★★ 😥

Bio-Pic che mostra la scalata al successo di Freddie Mercury e dei Queen. Il film Parte male, molto male, il tutto è praticamente un Medley di due ore delle loro canzoni, te le spara tutte in bocca una dopo l'altra e mi è venuta la nausea dopo neanche 10 minuti, ad ogni canzone le palle girano, è troppo frettoloso con un infinita quantità di montaggi musicali e un odiosa arroganza che Miticizza Il cantante e lo dipinge come genio bravo in tutto, esperto in tutto, ma che belli, ma che bravi, le canzoni le inventavano sul momento in due secondi come niente! e va avanti cosi per una bella oretta a mitizzare la band in quest assurdo sguardo reverenziale. Poi nella seconda ora arrivano i Baffi e arriva anche un briciolo di qualità, c'è conflitto, ci sono problemi, Freddy si rivela l'odioso bastardo complessato che vuole sempre fare la prima donna, si scava nei suoi conflitti interiori riguardo la sessualità e anche la malattia è dipinta in maniera raffinata senza strafare con il dramma. Bello Il climax finale che ricrea il grande concerto del Live Aid e Persino Malek migliora ed è riuscito a convincermi offrendo una una grande interpretaizione fisica (mentre la voce resta quella di Mercury). Nel complesso è una grande ma ingessata celebrazione della band stessa, funziona ma ci sono certemente dei documentari molto piu interessanti sull argomento, questo invece è un bio-pic pigro, scorre male e potevano decisamente sforzarsi per renderlo piu memorabile, cosi com'è si salva solo grazie alle canzoni dei queen, ma tolte quelle la noia regna sovrana.

6 giugno 2018

Beyond the Black Rainbow

Recensione Film
Anno: 2010
Regia: Panos Cosmatos
Genere: Arthose, Horror, Fantascienza
★★ 😳

Negli anni 80 una Giovane ragazza viene tenuta prigioniera da una perfida Setta New-Age. Un Horror Arthouse che vive di sensazioni e atmosfere piu che di narrativa, il tutto è una gigantesca esperienza sensoriale fatta di rumori elettronici, colori rossi accesi e dissolvenze per catturare quella sensazione di percezione alterata della realtà che suscitano droge e allucinogeni. E tra alieni, zombi, vampiri, robot e poteri mutanti, in superfice sembra molto buono, si è intrigati, curiosi e affascinati da questo istituto Alieno e spaventoso, buoni due o tre momenti, gli scenari laccati e qualche inquadratura è memorabile, funziona l'antagonista pazzo e il suo assurdo viaggio oltre l'arcobaleno ma se si scava sotto la superficie iniziano a diventare chiari ed evidenti i difetti del film che vive di STERILE ESTETICA da videoclip rétro, prova a toccare il senso di oppressione, la voglia di fuga e rinascita ma non approfondisce nulla di quanto presentato, per come la regia dilata i tempi è chiaro che non aveva materiale per due ore di storia, cosi allunga a dismisura le scene fino a diventare insopportabile, all inizio volevo davvero amare il film ma dopo un po' ti fai letteralmente due palle cosi a guardare l'ennesima vuota scena dove non accade nulla. Come ogni arthouse prova a proteggersi dalle critiche con la scusa dell esperienza sensoriale ma secondo me anche su questo punto si notano grandi difetti, il film si ferma ad emozioni basiche, c'è disgusto, paura, disagio ma nulla che intrighi o faccia riflettere veramente a livello intellettuale, dietro all estetica, al gioco dei colori e dei rumori si percepisce una grossolana amatorialità che lo fa sembare molto un Filmetto artistico da scuola di cinema, che è abbastanza competente da funzionare e suscitare qualche complimento ma anche se l'operazione è riuscita il paziente è chiaramente morto.

27 dicembre 2017

I,Tonya

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Craig Gillespie
Genere: Bio-pic, Dramma
★★★ 😡

Tonya Harding è stata una Pattinatrice Artistica che ha avuto una vita difficile per colpa di una dura madre e un marito abusivo. Un Bio-pic sportivo "alla Scorsese" dove ci vengono narrati dagli stessi protagonisti i pochi successi e i tanti fallimenti della ragazza, e una cosa che non sopporto mai nei Bio-pic sono queste strutture dal falso documentario con gli attori invecchiati (male) che commentano con il senno di poi ogni singolo momento presentato, questa struttura narrativa fa perdere gran parte dell sottotesto e profondità alle scene e avvicina il tutto ad un format di un generico Reality show per le masse, si vomitano addosso riflessioni allo spettatore invece di fare vivere le idee nell dramma, in piu ogni tanto si spacca pure il quarto muro rendendo l'intero approccio narrativo schizofrenico e poco efficace, basta pensare che è un bio pic che finisce con la ridicola frase "e questa è la storia della mia vita" (mamma mia!) Abbiamo poi una trama troppo fitta e complessa che si perde un po' in se stessa nella parte centrale risultando pesante da digerire e una Margot Robbie che ce la mette tutta a offrire una performance all altezza del ruolo drammatico ma lei non sempre riesce a reggere la grande sfida. Penso che Tonya sia un personaggio molto abiguo ma il film prende nettamente posizione e la dipinge come una povera vittima sfortunata e questo credo sia un errore, Comunque mi è piaciuto, le Esibizioni di pattinaggio sono bei climax narrativi e risultano piacevoli e interessanti da vedere, l'uso della musica crea buon ritmo, la madre Fredda e acida funziona, la violenza visiva e i vari abusi colpiscono e impressionano e alcuni momenti nel backstage prima delle competizioni sono fotografati davvero bene, penso che senza quelle stupide interviste da falso documentario e senza la disperata voglia di scimmiottare Scorsese poteva davvero essere un bel film.

22 dicembre 2017

Chiamami con il tuo Nome

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Luca gadagnino
Genere: Sentimentale, Erotico 
★★ 😳

Durante l'estate del 1983 un Ragazzo si invaghisce di adulto ospitato dal padre. Sullo sfondo di una provincia Italiana vediamo un sentimentale di formazione fin troppo classico, l'idea di un tormentato Amore Estivo alto borghese l'ho vista in cosi tante storie che ormai sembra una piatto cliché che non riesce a dirmi nulla di significativo, è a tutti gli effetti un adolescenziale romanzetto rosa da quattro soldi. Non aiuta il fatto che al centro di tutto ruotano due pessimi e odiosi protagonisti, sempre a petto nudo con inguardabili pantaloncini, sono due egocentrici perduti in se stessi e nella loro schifosa vanità, il ragazzo è un teenager in piena tempesta ormonale che lo infilerebbe ovunque e l'adulto è un bambinone rincitrullito, l'apparente differenza d'eta è Disgustosa e la relazione non è mai riuscita a convincermi perché priva di autentico sentimento o Maturità, il desiderio "romantico" sembra nascere solo da un narcisismo patologico di entrambi, sono due avventure erotiche singole piu che su una vera relazione tra due persone che si incontrano. La tecnica non è male, ha inquadrature dai lunghi respiri, musica di pianoforte che scalda in sottofondo e qualche atmosfera poetica in una disperata ricerca di profondità, la desidera, la sfiora ma nonostante le lacrime non la ottiene mai, tra uova da aprire, bagni simbolici, statue sommerse e povere pesche violate il simbolismo sessuale appare sterile e poco efficace, con poi il discorsone finale del padre del ragazzo che mi è sembrato assurdo e inverosimile. Tra citazioni a caso di politica italiana e un odioso mix di lingue che fa rabbia il film è un ora di desiderio erotico, un ora di sesso edonistico e dieci minuti di lacrime da coccodrillo che non suonano autentiche, altro che grande storia romantica il tutto mi ha francamente annoiato a morte.

26 novembre 2017

Borg vs McEnroe

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Janus Metz Pedersen
Genmere: Dramma, sportivo
★★★ 😌

Negli anni 80 Il campione di tennis Björn Borg deve riuscire a mantenere il titolo di campione affrontando a Wimbledon il rivale McEnroe. Un dramma sportivo che scava nelle differenze caratteriali dei due protagonisti creando un classico specchio riflesso dualistico, il bello e il brutto, il ghiaccio e il fuoco, l'europeo e l'americano, il cy-borg calcolatore metodico contro l'arrogante e ambizioso. Piu che parlare di tennis si cerca quindi di entrare nella psicologia agonistica e nel scavare romanticamente nel grande conflitto interiore dei due personaggi, il tennis è uno sport individuale che richiede una concentrazione enorme e la pressione per dominare la rabbia interiore viene trasmessa bene allo spettatore con anche un interessante sound design fatto di battiti e ticchettii. Fin da subito quindi Non si vede l'ora di vedere il due gladiatori combattere ma il film si prende davvero troppo sul serio, i due protagonisti sono imbronciati per tutto il film e diventa difficile riuscire a costruire un empatia sincera, ho visto film di guerra e Drammi sull lutto molto piu leggeri di questo, l'approccio troppo serio fin da subito finisce per appesantire quella che è una semplice partita di tennis gonfiata dalla stampa dell epoca, poi il montaggio usa dei salti e skip di continuty che sottolineano la tensione dei personaggi ma alla lunga questi salti di montaggio diventano fastidiosi e confusionari, specie nella partita finale che ho trovato girata malissimo, un caos di montaggio fatto di primi piani, telecronaca invadente, campo, controcampo, odiosi slowmo, Risultato in scritte grosse sparato in faccia e il tutto cerca male di elevare la tensione esagerandola con pessima esposizione (1 a 1! 2 a 2! ommioddio! stanno pareggiando!) ma in realtà la poca chiarezza visuale della partita stempera la vera sfida sul campo, è incredibile come un film sul tennis mostra davvero poco tennis effettivo, sono sempre tagli velocissimi quasi si vergognasse di mostrare la pallina volare sul campo. Nel complesso è comunque un film solido, fotografato e recitato bene, anche Shia LaBeouf se la cava, ma questa serietà poco umana e il suo montaggio caotico mi hanno reso difficile aprezzare la sfida sul lato emotivo, un qualcosa che un Rush qualunque o il piu becero dei rocky riuscivano a fare con una naturalezza impressionante.

12 novembre 2017

American Made - Barry Seal

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Doug Liman
Genere: Biopic, Commedia Nera
★★★ 😏

Biopic che mostra la vita di Barry Seal, l'infausto pilota della CIA che ha aiutato il cartello messicano a crescere e svilupparsi. Lo stile è quello dell ormai classica cinica commedia nera sul capitalismo criminale, confessioni, montaggi e musica che sono pieni di energia anche se qua come spesso accade la satira è molto indulgente e piu che una vera critica il film si compiace in modo arrogante e sbruffone dello stile di vita americano. Certo il protagonista paga le sue bravate ma il messaggio di fondo è chiaramente proteso verso un romantico "chi non risica non rosica" piu che una critica su quanto il continente americano sia marcio da nord a sud. Tom cruise se la cava nonostante questo è un altro dei suo progetti vanitosi per alimentare il suo ego malato, il film riesce a trasmettere una buona energia e un buon ritmo e ogni tanto diverte sinceramente, la sfortuna sfacciata di questo figlio di.. è odiosamente divertente e ho aprezzato i vari momenti degli scambi con i messicani come la scena dell aereo troppo pesante, anzi direi tutto il primo tempo funziona, ma nel secondo tempo l'inevitabile e prevedibile caduta "dalle stelle alle stalle" rallenta il ritmo e il tutto si conclude in modo un po' piatto.

3 agosto 2017

Atomica Bionda

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: David Leitch
Genere: Azione, Spy Movie,  Thriller
★★★ 😌

Charlize Theron fa super spia in una Berlino sull orlo della caduta del muro. Le scene d'azione sono fantastiche, meritano di essere viste e riviste, sono asciutte, hanno movimenti fluidi, niente stupidi tagli o shacky cam. Ma tristemente è un altro di quei film che appare troppo interessato solo alla Forma, il film nasce per mostrare una Donna forte che spacca i culi, un John Wick al femminile e riesce ad offrire solo quello, la storia non è avvincente, è un generico e pigro Thriller pieno di doppi e tripli giochi senza spiegare bene le motivazioni di ognuno con un odiosissima struttura ad "intervista" che spezza il flusso della narrativa fermandosi ogni 5 minuti per commentare ed esporre quando appena mostrato (è successo cosa?? ma davvero?dimmi di piu!!!). C'è poi il fatto che La voglia di STILE si mangia la naturalezza del film, la protagonista è "cool" solo per il gusto di esserlo e il film risulta saturo di Forzate citazioni e musiche POP per ricordarti all infinito che siamo negli anni 80. Insomma Un film imperfetto e diciamo mediocre che offre un intrattenimento leggero, Leitch e soci devono andare oltre le spettacolari ma sterili scene d'azione (buone solo per youtube) ed iniziare a costruire intorno narrative piu interessanti, anche piu semplici strutturalmente ma che siano capaci di immergere e investire emotivamente lo spettatore.