Recensione Film Animato
Anno: 2024
Regia: Gints Zilbalodis
Genere: Avventura, Spirituale
★★★★ 😮
Gattino parte in viaggio spirituale dove impara il senso della vita e dell esistenza. Film d'animazione 3D senza dialoghi che attraverso questi animali protagonisti costruisce un viaggio on the road fatto tutto di sensazioni ed emozioni, il micetto protagonista è tenerissimo e si soffre quando miagola perché non sa nuotare, evocative le statue di gatto all inizio che simboleggiano un idea di umanità perduta e di arte abbandonata, molto belle le immagini e le vedute dalla distanza con torri e vette da raggiungere, mi è piaciuta la balena divina, l'idea di inondazione magica, il fatto che il gattino parte rubando del pesce e poi impara lui da solo a pescare ed è molto interessante il viaggio sul monte verso la piu pura trascendenza spirituale. Anche la famiglia di animali che si forma su questa barca funziona molto bene in un percorso di amicizia che simboleggia l'unione degli individui per trovare insieme la forza di vincere le diversità e il grande l'Ego del singolo che pensa solo a riflettere se stesso, non a caso il riflesso è la chiave tematica dell intero film e tutto si chiude proprio nel riflesso di gruppo. Peccato che nonostante i tanti pregi il ritmo non è perfetto e i tanti tempi morti fanno venire qualche sbadiglio, la tecnica d'animazione non è di certo la piu ricercata e alcuni movimenti scattosi sono al limite dell amatoriale, mi ha dato fastidio come gli animali fanno alcuni gesti da esseri umani come ad esempio guidare il timone, molte inquadrature sono si stupende ma sembrano anche fin troppo vanitose e vogliono essere ammirate a tutti i costi, il far piangere sempre il gattino è piuttosto manipolatorio, e anche il sonoro non mi ha tanto convinto e troppo spesso la musica è assente ingiustificata e in un film che vive tutto di emozioni è un grave errore non avere una buona colonna sonora memorabile. Ma a parte i suoi limiti tutto risulta in una buona avventura spirituale senza dialoghi spazzatura e piena di tanto cuore e sentimento.
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Away (2019)
1 marzo 2025
10 gennaio 2024
Nessuno Ti Salverà
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Brian Duffield
Genere: Horror
★★★ 😖
Ragazza vive isolata in enorme villa e viene attaccata da misteriosi Alieni. Semplice horror che mischia la struttura da Home invasion con la fantascienza per dare vita ad allegorico mostruoso senso di colpa della protagonista che cade sempre piu nell inferno della sua mente, niente di particolarmente memorabile o interessante ma il tutto si lascia guardare grazie a qualche bella idea visiva e ad una struttura narrativa muta che non usa nessun dialogo, un approccio da cinema puro che aprezzo sempre. Kaitlyn Dever si trova quindi come unica sola protagonista a reggere il film e nonostante offre belle espressioni di paura non sempre riesce a convincere cosi come gli alieni sono una grande occasione sprecata, hanno un bel design sonoro e alcune contorsioni dei corpi funzionano ma il loro coportamento non ha vero senso e il film non sa decidersi se sono animaleschi o intelligenti, poi appaiono pigramente come i soliti stereotipati "Grigi" visti milioni di volte e si fa fatica a prenderli sul serio. Comunque alcuni momenti del film mi sono piaciuti come la tensione al primo arrivo, belli i primissimi piani, quella inquadratura degli strani piedi alieni, c'è una ottima immagine di un grande murales con una donna dai capelli rossi fluenti, mi piace la situazione di panico dell autubus, quello strano alzare le braccia al cielo della gente, il raggio tracciante e lo schifoso parassita in bocca, mentre ho avuto problemi sulla narrativa generale che ti butta cose a caso a ripetizione ed è fin troppo incentrata sull percorso psicologico piu che su quello fisico fino a diventare un messaggio di elaborazione del rimorso fastidiosamente didascalico, e non mi piace proprio che la ferita emotiva della ragazza viene trattata come un mistero da svelare nel finale quando per me avrebbe funzionato meglio spiegare all inizio la causa del rimorso e sviluppare un percorso per vincerlo attraverso la sfida mostruosa. Insomma la profonda esperienza emotiva che vuole costruire non funziona del tutto ma ammiro l'approccio muto, apprezzo la tecnica e la voglia di giocare con le varie situazioni horror usando i pochi mezzi a disposizione.
Anno: 2023
Regia: Brian Duffield
Genere: Horror
★★★ 😖
Ragazza vive isolata in enorme villa e viene attaccata da misteriosi Alieni. Semplice horror che mischia la struttura da Home invasion con la fantascienza per dare vita ad allegorico mostruoso senso di colpa della protagonista che cade sempre piu nell inferno della sua mente, niente di particolarmente memorabile o interessante ma il tutto si lascia guardare grazie a qualche bella idea visiva e ad una struttura narrativa muta che non usa nessun dialogo, un approccio da cinema puro che aprezzo sempre. Kaitlyn Dever si trova quindi come unica sola protagonista a reggere il film e nonostante offre belle espressioni di paura non sempre riesce a convincere cosi come gli alieni sono una grande occasione sprecata, hanno un bel design sonoro e alcune contorsioni dei corpi funzionano ma il loro coportamento non ha vero senso e il film non sa decidersi se sono animaleschi o intelligenti, poi appaiono pigramente come i soliti stereotipati "Grigi" visti milioni di volte e si fa fatica a prenderli sul serio. Comunque alcuni momenti del film mi sono piaciuti come la tensione al primo arrivo, belli i primissimi piani, quella inquadratura degli strani piedi alieni, c'è una ottima immagine di un grande murales con una donna dai capelli rossi fluenti, mi piace la situazione di panico dell autubus, quello strano alzare le braccia al cielo della gente, il raggio tracciante e lo schifoso parassita in bocca, mentre ho avuto problemi sulla narrativa generale che ti butta cose a caso a ripetizione ed è fin troppo incentrata sull percorso psicologico piu che su quello fisico fino a diventare un messaggio di elaborazione del rimorso fastidiosamente didascalico, e non mi piace proprio che la ferita emotiva della ragazza viene trattata come un mistero da svelare nel finale quando per me avrebbe funzionato meglio spiegare all inizio la causa del rimorso e sviluppare un percorso per vincerlo attraverso la sfida mostruosa. Insomma la profonda esperienza emotiva che vuole costruire non funziona del tutto ma ammiro l'approccio muto, apprezzo la tecnica e la voglia di giocare con le varie situazioni horror usando i pochi mezzi a disposizione.
15 ottobre 2020
PRIMAL
Recensione Serie Animata
Anno: 2019
Showrunner: Genndy Tartakovsky
Genere: Azione, Fantasy
Episodi: 30
★★★★★ 💪😀
Dopo una tragedia un cavernicolo fa amicizia con un dinosauro e insieme attraversano un brutale mondo preistorico pieno di pericoli e folli creature selvagge da sterminare. Primal è un cartone Metallaro, Super Tamarro, bellissimo, Straordinario, unico, incredibile, potente, esplosivo, rivoluzionario ma anche nel profondo molto classico. Ogni singolo episodio è in realtà un film in miniatura dalla regia perfetta, visto che NON CI SONO DIALOGHI viene utilizzato al massimo Il puro Cinema audiovisivo per creare una narrativa intima e potente, qua non c'è esposizione, non c'è il solito stupido umorismo per bambini ma il tutto è pura Azione, tanta azione violenta, brutale, splatter, folle, assurda e molto soddisfacente, è un cartone sanguinario, che soddisfa gli istinti piu animaleschi di noi esseri umani ma l'azione non è mai effimera, anzi si da molto spazio alla potenza delle emozioni, ai ricordi, al dolore del cavernicolo, stupisce infatti come si comprende perfettamente la sua sofferenza, la fatica, il suo stress e la sua frustrazione, in questo modo ogni scontro è si brutale ma anche profondo, intimo ed umano. I due protagonisti affronteranno tante folli creature e ogni nuova assurda sfida contro il nemico di turno è un modo per mostrare la fatica di vivere, la vita è un battaglia e ogni giorno si combattere per sopravvivere, per stare insieme, per andare avanti nonostante tutto, i protagonisti sono all inferno e lottano costantemente per restare a galla. Primal è cosi bello, cosi puro e registicamente perfetto che stupisce sempre, senza esagerare penso che sia probabilmente uno dei piu bei cartoni che abbia mai visto, la prima stagione è un autentico capolavoro, mai visto tanta qualità tecnica, poi la seconda stagione si sposta in un altro luogo e quasi in un altra era storica e parla di schiavismo e vendetta ispirandosi molto a Conan il barbaro, questo cambio di narrativa dove i nemici diventano le civiltà umane da un lato è interessante ma dall altro fa perdere il folle e ludico divertimento tribale di lottare contro le creature preistoriche della prima e il finale lascia molto con l'amaro in bocca, ma quando tutto sembrava concluso poi a sorpresa è arrivata a la terza stagione che continua il percorso del protagonista in modo assurdo e macabro riaccendendo il suo attaccamento alla vita. Cosi tra azione fantastica, caldi sentimenti umani e cinema muto questo è di sicuro uno dei cartoni animati piu interessanti mai realizzati ed è straconsigliato a tutti.
Anno: 2019
Showrunner: Genndy Tartakovsky
Genere: Azione, Fantasy
Episodi: 30
★★★★★ 💪😀
Dopo una tragedia un cavernicolo fa amicizia con un dinosauro e insieme attraversano un brutale mondo preistorico pieno di pericoli e folli creature selvagge da sterminare. Primal è un cartone Metallaro, Super Tamarro, bellissimo, Straordinario, unico, incredibile, potente, esplosivo, rivoluzionario ma anche nel profondo molto classico. Ogni singolo episodio è in realtà un film in miniatura dalla regia perfetta, visto che NON CI SONO DIALOGHI viene utilizzato al massimo Il puro Cinema audiovisivo per creare una narrativa intima e potente, qua non c'è esposizione, non c'è il solito stupido umorismo per bambini ma il tutto è pura Azione, tanta azione violenta, brutale, splatter, folle, assurda e molto soddisfacente, è un cartone sanguinario, che soddisfa gli istinti piu animaleschi di noi esseri umani ma l'azione non è mai effimera, anzi si da molto spazio alla potenza delle emozioni, ai ricordi, al dolore del cavernicolo, stupisce infatti come si comprende perfettamente la sua sofferenza, la fatica, il suo stress e la sua frustrazione, in questo modo ogni scontro è si brutale ma anche profondo, intimo ed umano. I due protagonisti affronteranno tante folli creature e ogni nuova assurda sfida contro il nemico di turno è un modo per mostrare la fatica di vivere, la vita è un battaglia e ogni giorno si combattere per sopravvivere, per stare insieme, per andare avanti nonostante tutto, i protagonisti sono all inferno e lottano costantemente per restare a galla. Primal è cosi bello, cosi puro e registicamente perfetto che stupisce sempre, senza esagerare penso che sia probabilmente uno dei piu bei cartoni che abbia mai visto, la prima stagione è un autentico capolavoro, mai visto tanta qualità tecnica, poi la seconda stagione si sposta in un altro luogo e quasi in un altra era storica e parla di schiavismo e vendetta ispirandosi molto a Conan il barbaro, questo cambio di narrativa dove i nemici diventano le civiltà umane da un lato è interessante ma dall altro fa perdere il folle e ludico divertimento tribale di lottare contro le creature preistoriche della prima e il finale lascia molto con l'amaro in bocca, ma quando tutto sembrava concluso poi a sorpresa è arrivata a la terza stagione che continua il percorso del protagonista in modo assurdo e macabro riaccendendo il suo attaccamento alla vita. Cosi tra azione fantastica, caldi sentimenti umani e cinema muto questo è di sicuro uno dei cartoni animati piu interessanti mai realizzati ed è straconsigliato a tutti.
21 maggio 2020
Away
Recensione Film Animato
Anno: 2019
Regia: Gints Zilbalodis
Genere: Survival, Arthouse, On the road
★★ 😪
Ragazzo finisce su un isola e braccato da un gigante Oscuro cerca un modo per raggiungere la salvezza. Un Artistico on the road animato senza dialoghi che per stile e toni minimalisti mi ricorda quei tipi di Indie Games lineari tipo Journey o inside, ma questo piu che un pregio è un difetto perché l'esperienza narrativa finisce per essere troppo su binari e piatta nel profondo, il ragazzo non convince mai, è un non-personaggio senza identità o personalità, non si sa chi è, cosa vuole, cosa ha fatto, nulla, e in piu le sue difficoltà non si percepiscono mai, poteva essere un survival emotivamente intenso ma non lo si vede veramente soffrire, arrabbiarsi, ridere, gioire, è praticamente un robot con un vago obbiettivo senza valore e per questo lo spettatore non riesce mai a immedesimarsi o parteggiare per lui. Tutto appare forzato, la mappa con l'obbiettivo, la moto è chiave dell intero film e spunta dal nulla al centro del pecorso, gli archi di pietra sono chiari checkpoint da videogioco,il mostrone nero è entità filosofica che vuol dire tutto e non vuol dire niente, dovrebbe essere un mostro minaccioso ma come antagonista è patetico e svogliato, dopo un po' smette di far paura e diventa un vuoto meccanismo narrativo che serve solo a spingere in avanti la trama. E poi ci sono le visuali che vogliono colpire emotivamente il cuore dello spettatore ma raggiungono tristemente la pretenziosità per come il tutto non ha un vero senso, per non parlare del simbolismo del volo e degli uccelli che è martellato cosi tanto che diventa stucchevole e insopportabile. Ma l'errore piu grande è il ritmo, potevo chiudere un occhio sui difetti se il viaggio nel complesso era godibile ma tutto scorre male e appare monotono, si fa seriamente fatica a restare agrappati ad una storia cosi blanda e senza emozioni, peccato perché alcuni momenti sono belli come il pozzo a spirale dei gatti, le interazioni con le tartarughe o la money shot a specchio sull acqua ma ogni qualità viene rovinata da un perdere tempo inutile che non va da nessuna parte, spesso il ritmo è cosi atroce e pieno di tempi morti che ti fa cadere le palle, per come si allungano le scene piu del dovuto questo film mi sembra il classico corto annacquato e trasformato in un lungometraggio con la falsa pretesa del "viaggio artistico minimalista". Insomma è un film che ci prova in tutti i modi a volare alto ma non ne ha la forza Registica, narrativa e tecnica, è solo una bolla di sapone che non riesce a convincere mai.
Anno: 2019
Regia: Gints Zilbalodis
Genere: Survival, Arthouse, On the road
★★ 😪
Ragazzo finisce su un isola e braccato da un gigante Oscuro cerca un modo per raggiungere la salvezza. Un Artistico on the road animato senza dialoghi che per stile e toni minimalisti mi ricorda quei tipi di Indie Games lineari tipo Journey o inside, ma questo piu che un pregio è un difetto perché l'esperienza narrativa finisce per essere troppo su binari e piatta nel profondo, il ragazzo non convince mai, è un non-personaggio senza identità o personalità, non si sa chi è, cosa vuole, cosa ha fatto, nulla, e in piu le sue difficoltà non si percepiscono mai, poteva essere un survival emotivamente intenso ma non lo si vede veramente soffrire, arrabbiarsi, ridere, gioire, è praticamente un robot con un vago obbiettivo senza valore e per questo lo spettatore non riesce mai a immedesimarsi o parteggiare per lui. Tutto appare forzato, la mappa con l'obbiettivo, la moto è chiave dell intero film e spunta dal nulla al centro del pecorso, gli archi di pietra sono chiari checkpoint da videogioco,il mostrone nero è entità filosofica che vuol dire tutto e non vuol dire niente, dovrebbe essere un mostro minaccioso ma come antagonista è patetico e svogliato, dopo un po' smette di far paura e diventa un vuoto meccanismo narrativo che serve solo a spingere in avanti la trama. E poi ci sono le visuali che vogliono colpire emotivamente il cuore dello spettatore ma raggiungono tristemente la pretenziosità per come il tutto non ha un vero senso, per non parlare del simbolismo del volo e degli uccelli che è martellato cosi tanto che diventa stucchevole e insopportabile. Ma l'errore piu grande è il ritmo, potevo chiudere un occhio sui difetti se il viaggio nel complesso era godibile ma tutto scorre male e appare monotono, si fa seriamente fatica a restare agrappati ad una storia cosi blanda e senza emozioni, peccato perché alcuni momenti sono belli come il pozzo a spirale dei gatti, le interazioni con le tartarughe o la money shot a specchio sull acqua ma ogni qualità viene rovinata da un perdere tempo inutile che non va da nessuna parte, spesso il ritmo è cosi atroce e pieno di tempi morti che ti fa cadere le palle, per come si allungano le scene piu del dovuto questo film mi sembra il classico corto annacquato e trasformato in un lungometraggio con la falsa pretesa del "viaggio artistico minimalista". Insomma è un film che ci prova in tutti i modi a volare alto ma non ne ha la forza Registica, narrativa e tecnica, è solo una bolla di sapone che non riesce a convincere mai.
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CG,
Muto
24 maggio 2018
La Passione di Giovanna d'Arco
Recensione Film
Anno: 1928
Regia: Carl Theodor Dreyer
Genere: Bio-Pic, Dramma
★★★★★ 😇
Bio-Pic che ripercorre i tragici eventi del processo a senso unico di Giovanna D'arco. ll tutto si concentra sulla sofferenza della protagonista schiacciata dalle accuse e alle pressioni degli inquisitori che per questioni politiche vogliono piegare la fede e l'anima della povera adolescente francese. L'elemento piu caratteristico del film è il fatto che è quasi interamente composto da Primi e Primissimi Piani, un intimità piena di tanti faccioni sia degli aguzzini che della vittima, un tipo di inquadratura che crea una connessione diretta trasmettendo emozioni potenti ma di norma sarebbe bene non esagerare con i close-up perché è una forzatura registica che piu si usa e piu perde forza desensibilizzando lo spettatore, in questo film però la percezione della realtà è ribaltata e cosi le inquadrature strette sono alla base del film, raramente si respira con inquadrature piu aperte, cosi dentro il quadro si crea una soffocante prigione virtuale per lo spettatore, noi insieme alla protagonista siamo prigionieri nel primo piano e nella situazione tragica, senza via di scampo, non si può sfuggire in nessun modo alla tortura psicologica che sta subendo, come lei siamo costantemente sotto pressione e sotto accusa. Ed è chiaro che l'interpretazione della Falconetti diventa Chiave e centrale, lei è bravissima nel mostrare la sofferenza, Il dolore, la confusione, il dubbio, la disperazione e anche certo la completa follia della fede che sacrifica la Vita per un ideale d'appartenenza. Bello come all inizio si mostra decisa, con occhi spalancati e aperti ma lacrima dopo lacrima e accusa dopo accusa la povera ragazza non riesce a resistere alle brutali torture psicologiche, per Certi Versi lo si potrebbe definire come una specie di Torture Porn d'annata, un opprimente martirio estenuante da vedere, ma il dramma del film è concreto, si soffre con lei all inganno, al taglio dei capelli, alle prese in giro e al ricatto dell abiura, si odiano gli arroganti giudici e si prova sia sollievo che tristezza in quella forzata firma per avere salva la vita, cosi l'intero film diventa l'esempio perfetto di una potente ed efficace narrativa in soggettiva e ovviamene uno dei piu importanti Film muti che siano mai stati realizzati.
Anno: 1928
Regia: Carl Theodor Dreyer
Genere: Bio-Pic, Dramma
★★★★★ 😇
Bio-Pic che ripercorre i tragici eventi del processo a senso unico di Giovanna D'arco. ll tutto si concentra sulla sofferenza della protagonista schiacciata dalle accuse e alle pressioni degli inquisitori che per questioni politiche vogliono piegare la fede e l'anima della povera adolescente francese. L'elemento piu caratteristico del film è il fatto che è quasi interamente composto da Primi e Primissimi Piani, un intimità piena di tanti faccioni sia degli aguzzini che della vittima, un tipo di inquadratura che crea una connessione diretta trasmettendo emozioni potenti ma di norma sarebbe bene non esagerare con i close-up perché è una forzatura registica che piu si usa e piu perde forza desensibilizzando lo spettatore, in questo film però la percezione della realtà è ribaltata e cosi le inquadrature strette sono alla base del film, raramente si respira con inquadrature piu aperte, cosi dentro il quadro si crea una soffocante prigione virtuale per lo spettatore, noi insieme alla protagonista siamo prigionieri nel primo piano e nella situazione tragica, senza via di scampo, non si può sfuggire in nessun modo alla tortura psicologica che sta subendo, come lei siamo costantemente sotto pressione e sotto accusa. Ed è chiaro che l'interpretazione della Falconetti diventa Chiave e centrale, lei è bravissima nel mostrare la sofferenza, Il dolore, la confusione, il dubbio, la disperazione e anche certo la completa follia della fede che sacrifica la Vita per un ideale d'appartenenza. Bello come all inizio si mostra decisa, con occhi spalancati e aperti ma lacrima dopo lacrima e accusa dopo accusa la povera ragazza non riesce a resistere alle brutali torture psicologiche, per Certi Versi lo si potrebbe definire come una specie di Torture Porn d'annata, un opprimente martirio estenuante da vedere, ma il dramma del film è concreto, si soffre con lei all inganno, al taglio dei capelli, alle prese in giro e al ricatto dell abiura, si odiano gli arroganti giudici e si prova sia sollievo che tristezza in quella forzata firma per avere salva la vita, cosi l'intero film diventa l'esempio perfetto di una potente ed efficace narrativa in soggettiva e ovviamene uno dei piu importanti Film muti che siano mai stati realizzati.
11 febbraio 2017
La Tartaruga Rossa
Recensione Film Animato
Anno: 2016
Regia: Micheal Dudok de Wit
Genere: Filosofico, Arthouse
★★★★★ 😲
Un uomo si ritrova solo su un Isola. Un Film animato senza dialoghi e che richiama lo stile dei fumetti franco-belga, l'approccio narrativo Calmo e Poetico lo rendono impossibile da odiare, La tecnica è ottima e non ci ho trovato veri difetti, la camera rimane sempre distante dal protagonista per sottolineare la sua solitudine, ci sono pochissimi primi piani e tutti hanno un forte impatto narrativo, la maggior parte delle inquadrature sono aperte verso il mare, la spiaggia, giganteschi panorami naturali che schiacciano ancora di piu l'umanità. Le animazioni sono buone con un 3D modesto e non invasivo, non ci sono virtuosismi di regia e le inquadrature sono per la maggior parte fisse. Quando scende la notte i colori si perdono e accadono dei magici sogni che mi sono piaciuti molto cosi come potenti sono silenzi e le riflessioni del momento con una musica che accompagna le scene in modo sottile senza esagerare. Le relazioni sono costruite molto bene e la semplicità della storia rende il tutto piu assoluto, Filosofico ed universale, un dramma Esistenzialista sulla vita Potente e pieno di poesia che merita di essere visto o meglio ancora Vissuto.
Anno: 2016
Regia: Micheal Dudok de Wit
Genere: Filosofico, Arthouse
★★★★★ 😲
Un uomo si ritrova solo su un Isola. Un Film animato senza dialoghi e che richiama lo stile dei fumetti franco-belga, l'approccio narrativo Calmo e Poetico lo rendono impossibile da odiare, La tecnica è ottima e non ci ho trovato veri difetti, la camera rimane sempre distante dal protagonista per sottolineare la sua solitudine, ci sono pochissimi primi piani e tutti hanno un forte impatto narrativo, la maggior parte delle inquadrature sono aperte verso il mare, la spiaggia, giganteschi panorami naturali che schiacciano ancora di piu l'umanità. Le animazioni sono buone con un 3D modesto e non invasivo, non ci sono virtuosismi di regia e le inquadrature sono per la maggior parte fisse. Quando scende la notte i colori si perdono e accadono dei magici sogni che mi sono piaciuti molto cosi come potenti sono silenzi e le riflessioni del momento con una musica che accompagna le scene in modo sottile senza esagerare. Le relazioni sono costruite molto bene e la semplicità della storia rende il tutto piu assoluto, Filosofico ed universale, un dramma Esistenzialista sulla vita Potente e pieno di poesia che merita di essere visto o meglio ancora Vissuto.
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10 gennaio 2017
Shaun The Sheep
Recensione Film Animato
Anno: 2014
Regia: Richard Starzak, Christopher Sadler
Genere: Commedia, Avventura, Surreale
Titolo ITA: Shaun, Vita Da pecora
★★★★ 😎
Film animato in stop-motion che utilizza la piu pura delle comicità, quella Visuale. Un Gregge di Pecore Stanco della loro vita ripetitiva decide di fare una breve vacanza che degenererà in una surreale avventura. Ottimo l'antagonista, un malvagio e patetico accalappiacani e ottime sono le varie gag. Certo si sente un po' la natura spezzettata della storia piu adatta a dei corti ma le varie parti si fondono egregiamente, e bisogna stare attenti perché non è poi cosi facile riuscire ad offrire allo spettatore tutte le informazioni necessarie in modo chiaro e semplice senza dialoghi intrusivi, persino il cinema muto era pieno di schede d'esposizione, questo film riesce nell impresa di essere chiaro anche ad un bambino e allo stesso tempo ha la capacità di premiare lo spettatore piu attento, in un epoca dove l'esposizione straborda, tutto è ridotto ai minimi termini, impacchettato in un prodotto di facile consumo per il largo pubblico, questo film ha il coraggio di offrire gag che possono essere del tutto perse se ci si distrae anche per pochi secondi, e il riuscire nell'impresa di bilanciare Tecnica e accessibilità è cio che distingue il generico intrattenimento dalla vera qualità.
Anno: 2014
Regia: Richard Starzak, Christopher Sadler
Genere: Commedia, Avventura, Surreale
Titolo ITA: Shaun, Vita Da pecora
★★★★ 😎
Film animato in stop-motion che utilizza la piu pura delle comicità, quella Visuale. Un Gregge di Pecore Stanco della loro vita ripetitiva decide di fare una breve vacanza che degenererà in una surreale avventura. Ottimo l'antagonista, un malvagio e patetico accalappiacani e ottime sono le varie gag. Certo si sente un po' la natura spezzettata della storia piu adatta a dei corti ma le varie parti si fondono egregiamente, e bisogna stare attenti perché non è poi cosi facile riuscire ad offrire allo spettatore tutte le informazioni necessarie in modo chiaro e semplice senza dialoghi intrusivi, persino il cinema muto era pieno di schede d'esposizione, questo film riesce nell impresa di essere chiaro anche ad un bambino e allo stesso tempo ha la capacità di premiare lo spettatore piu attento, in un epoca dove l'esposizione straborda, tutto è ridotto ai minimi termini, impacchettato in un prodotto di facile consumo per il largo pubblico, questo film ha il coraggio di offrire gag che possono essere del tutto perse se ci si distrae anche per pochi secondi, e il riuscire nell'impresa di bilanciare Tecnica e accessibilità è cio che distingue il generico intrattenimento dalla vera qualità.
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3 settembre 2016
The General
Recensione Film
Anno: 1926
Regia: Clyde bruckman & Buster Keaton
Genere: Comico, Avventura, Guerra
Titolo ITA: Come Vinsi La guerra
★★★★ 😉
I due grandi amori di un uomo, Un Treno e la sua fidanzata vengono rapiti e lui parte in Un Gigantesco ed epico inseguimento tra treni con sullo sfondo la guerra civile. Un Colossal in perenne movimento dove Keaton da il meglio di se tra stunt impossibili e Battute visuali che riescono ad intrattenere e a Stupire per l'evidente difficoltà della loro realizzazione. Un prodigio di tecnica e Mezzi con anche un controverso elogio verso la guerra e la parte sudista del conflitto che francamente non riesco a condividere.
Anno: 1926
Regia: Clyde bruckman & Buster Keaton
Genere: Comico, Avventura, Guerra
Titolo ITA: Come Vinsi La guerra
★★★★ 😉
I due grandi amori di un uomo, Un Treno e la sua fidanzata vengono rapiti e lui parte in Un Gigantesco ed epico inseguimento tra treni con sullo sfondo la guerra civile. Un Colossal in perenne movimento dove Keaton da il meglio di se tra stunt impossibili e Battute visuali che riescono ad intrattenere e a Stupire per l'evidente difficoltà della loro realizzazione. Un prodigio di tecnica e Mezzi con anche un controverso elogio verso la guerra e la parte sudista del conflitto che francamente non riesco a condividere.
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Muto
2 settembre 2016
Sherlock jr
Recensione Film
Anno: 1924
Regia: Buster Keaton, Joseph M.Schenck
Genere: Commedia, Azione
Titolo ITA: La Palla numero 13
★★★★ 😏
Buster Keaton è un Povero Proiezionista che studia di fare il detective. Una commedia muta che funziona grazie a grandi e folli stunts e un sapiente uso del montaggio, ma sopratutto perche è un elogio al Grande potere del Cinema. All inizio il protagonista è un perdente e letteralmente sogna di entrare nel Film, diventa cosi un film nel film, mostrando come il cinema sia quello sfogo, quella fabbrica di sogni che consola contro le difficoltà della vita. Memorabili sono i suoi salti Jump Cut da una location all altra, l'interessante ed ironica scena del biliardo piena di tensione e il mega epico inseguimento tra le strade degno di un film d'azione dove keaton rischia seriamente la morte in piu occasioni. Il cinema crea mode e culture, lo si tende ad imitare, E nel finale accade proprio questo, prendendo un po' in giro i classici lietofine romantici.
Anno: 1924
Regia: Buster Keaton, Joseph M.Schenck
Genere: Commedia, Azione
Titolo ITA: La Palla numero 13
★★★★ 😏
Buster Keaton è un Povero Proiezionista che studia di fare il detective. Una commedia muta che funziona grazie a grandi e folli stunts e un sapiente uso del montaggio, ma sopratutto perche è un elogio al Grande potere del Cinema. All inizio il protagonista è un perdente e letteralmente sogna di entrare nel Film, diventa cosi un film nel film, mostrando come il cinema sia quello sfogo, quella fabbrica di sogni che consola contro le difficoltà della vita. Memorabili sono i suoi salti Jump Cut da una location all altra, l'interessante ed ironica scena del biliardo piena di tensione e il mega epico inseguimento tra le strade degno di un film d'azione dove keaton rischia seriamente la morte in piu occasioni. Il cinema crea mode e culture, lo si tende ad imitare, E nel finale accade proprio questo, prendendo un po' in giro i classici lietofine romantici.
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