10 gennaio 2026

Io Sono Ancora Qui

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Walter Salles
Genere: Dramma, Storico

★★★ 😢

Negli anni '70 in Brasile una famiglia viene distrutta dalla dittatura militare. Dramma basato su una storia vera che mostra un grande e doloroso strappo che lascia un vuoto e una ferita eterna impossibile da cancellare, all inizio viene ricreata bene la felicità con situazioni di vita semplici e leggere che ti immergono nel periodo storico e nel calore di questa grande famiglia con cinque figli, poi si sente tutta la tensione all arrivo degli agenti in casa, colpisce il duro e traumatico interrogatorio che porta alla deriva galleggiando in un mare di amarezza verso un lungo e difficile viaggio di vita per cercare una qualche giustizia. Non tutto mi ha convinto e all inizio ci mette troppo a partire rimarcando molto quanto erano felici, l'uso del cagnolino è subdolo, ogni tanto diventa noiosetto e ci sono tante scene vuote e allungate che rendono il ritmo altalenante ma certamente Fernanda Torres è strepitosa e trasmette benissimo tutto il dolore e la determinazione di questa donna sia forte che fragile, toccante è la scena della doccia e quel guardare il mare con la figlia, mi piace come le Foto e i filmati sono un'elemento e tematica chiave del film che indicano la memoria e il potere del ricordo, il messaggio contro la dittatura funziona e si sente il grande peso della perdita e del lutto e poi quando tutto sembrava finito arriva un maledetto epilogo a tradimento che mi ha fatto davvero venire un grande nodo alla gola e un forte magone tanto che mi sono messo a piangere come un bambino.

1 ottobre 2024

Late Night With the Devil

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Cameron Cairnes, Colin Cairnes
Genere: Horror

★★★ 😳

Negli anni 70 presentatore di show tv decide di fare special di halloween per recuperare pubblico. Un Semplice horror dall interessante premessa che richiama lo stile e i toni degli anni 70 americani e sarebbe stato perfetto fare un "esorcismo in diretta tv" con la tensione che si alzava sempre di piu ma è un peccato che il film balbetta e l'esecuzione non convince tanto che sembra piuttosto amatoriale e acerbo in piu punti. La recitazione di tutti è fin troppo esagerata e cartoonesca, non mi sono piaciuti gli effetti visivi farlocchi come il vomito nero digitale o i fulmini elettrici ridicoli, la bimba che dovrebbe essere traumatizzata è fin troppo sorniona e saccente, lo scettico mi piaceva all inizio ma poi per dimostrare che ha ragione fa una magia d'illusione impossibile che allora vaffanculo allo scetticismo, le distorsioni video per sottolineare l'arrivo del demonio appaiono fintissime e forzate ma sopratutto non mi è piaciuto come la diretta viene continuamente interrotta da pause pubblicitarie che spezzano la narrazione per far interagire i personaggi in noiose ed inutili scene in bianco e nero che sono piene d'esposizione e rovinano l'idea di "found footage" di un vecchio show tv. Ma nonostante i difetti devo dire che nel complesso offre un atmosfera Retro piuttosto carina, nell esagerazione lo spettatore si ritrova in quel periodo storico e si sorride al santone ciarlatano Christou, alla paura del satanismo dilagante, le associazioni segrete dei potenti e alla corruzione morale del protagonista, cosi alla fine dispiace per quello che poteva essere se fatto in modo piu serio e realistico ma se preso come leggero horror scemotto si lascia guardare.

19 dicembre 2023

The Holdovers - Lezioni di Vita

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Alexander Payne
Genere: Dramma, Natalizio

★★★★ 😋

Negli anni 70 un severo professore deve occuparsi di alcuni studenti durante le vacanze di Natale. Un caldo e Pacato film natalizio che ti immerge in questo nostalgico mondo del passato e ti coccola con dolci emozioni, la storia è molto classica e anche fin troppo generica con il solito burbero professore che si scioglie come la neve e il solito adolescente complessato che ha bisogno d'aiuto ma l'approccio narrativo e la regia riescono a dare peso ad ogni momento e si sente la cura nei particolari nel descrivere questi personaggi. Buoni cosi i dettagli, il coro della chiesa, le targhette, i quadri, questa enorme scuola per ricchi che diventa vuota, i dialoghi, i rapporti, mi piacciono le transizioni in dissolvenza che segnano i vari passaggi narrativi, Ottimo è il cast specie c'è un grandissimo Paul Giamatti che con i suoi occhi storti e la sua triste umanità di professore di storia pieno di paure e rimpianti ti entra sottopelle e diventa quasi uno di famiglia ma anche la Cuoca della scuola funziona per come cerca di superare un traumatico lutto. Gli anni 70 sono ricreati molto bene sia a livelli di costumi e messa in scena ma anche nel tono con un ottimo uso di musiche ed è bello come fin dai titoli di testa c'è questo approccio retrò che ti immerge nel periodo, poi colpiscono alcuni momenti simbolici come la perdita drammatica del guanto, l'intimo bacio con la ragazza o l'ordine del dessert di ciliegie alla cameriera intransigente, cosi alla fine è un avventura dove si sente tanto calore passando le vacanze di natale con questi personaggi che imparano a conoscersi e ad andare avanti da ciò che li blocca, niente di memorabile certo ma ammiro come tutto è approcciato in maniera molto Classica risultando in un film Delizioso e fatto bene.

18 agosto 2023

Are You There god? its Me Margaret

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Kelly Fremon Craig
Genere: Storia Di Formazione

★★ 😪

Negli anni 70 una giovane ragazzina deve crescere e scegliere quale religione seguire. Storia di formazione molto classica con i soliti imbarazzi, prime cotte, baci, gelosie, il gioco della bottiglia, le amichette sceme e ingenuità tipiche del periodo, la storia ha una struttura da diaro personale con lei che parla direttamente a Dio dei suoi dubbi e problemi ma tutto scorre lento e poco memorabile con un classico stile da slice of life che cerca di dipingere nel complesso la pre-adolescenza. Mi è piaciuta Rachel McAdams che fa una buona madre piena di turbamenti e la bimba attrice non è male, poi strappa di certo un sorriso la voglia delle ragazze di avere un seno piu grosso o il desiderio di avere il ciclo per essere come le altre ma questa voglia di omologazione fisica e di crescere a tutti i costi è presentata in maniera troppo ossessiva e appare forzata e poco sincera senza contare il fatto che puntare sull elemento fisico invece che su quello di crescita personale e spirituale è un messaggio totalmente sbagliato che guarda unicamente al corpo e sottolinea che una donna è formata solo da questi eventi spostando l'attenzione su una vera crescita emotiva della giovane. Altro problema è Il conflitto di religione dei nonni tra cristianesimo ed ebraismo che è un altro elemento per me sviluppato male, lei si trova tra due mondi e deve fare una scelta importante per la sua vita ma il film alla fine diventa codardo e gioca facile dando la colpa agli adulti e decide di non scegliere rendendo l'intero framing narrativo del parlare con Dio totalmente inutile con quella bugia del "tanto io non ci credo". Nel complesso è una storia di formazione che offre toni caldi e nostalgici ma tutto è piuttosto scialbo e poco profondo perché mancano quegli importanti elementi narrativi che costruiscono un forte e significativo percorso di crescita.

31 luglio 2022

Licorice Pizza

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: Sentimentale, Commedia

★★★★ 😏

Negli anni 70 Ragazzo quindicenne incontra ragazza piu grande e insieme provano a fare soldi. Commedia sentimentale piena di una tenera energia che cattura e affascina sopratutto grazie all ottima regia che fa vivere nel sottotesto delle scene i sentimenti e il non detto dei protagonisti, i due hanno infatti hanno un tormentato rapporto per tutto il film e si vede un continuo conflitto che li separa e li riunisce piu volte, molto bello quando si telefonano e non si dicono niente per sottolineare il gelo e il silenzio che si è creato nella relazione, cosi come toccante l'abbraccio dopo l'arresto, divertente la tensione per la discesa dalle colline al contario con il camion e tutta la scena di corsa finale scalda il cuore e appaga molto bene, sono due personaggi bruttini e per certi versi anche stronzetti e pieni di difetti ma il film riesce comunque a farti empatizzare con loro e vuoi vederli insieme. Ma per quanto tutto funziona molti degli eventi che accadono mi sono sembrati troppo veoci e forzati con una specie di magico surrealismo presentato male, sopratutto ho odiato una pessima scena assurda con Sean Penn su una moto, poi i due protagonisti non sembrano veri esseri umani con questo fasullo tira e molla sul essere solo amici e lui che non si comporta minimamente da quindicenne con una strana voglia di fare un business di successo che non ho nemmeno idea se sia legale per un adolescente cosi come ad un certo punto totalmente a caso la protagonista si mette a lavorare per un cadidato sindaco. Nonostante queste forzature surreali della storia la tormentata relazione convince e la messa in scena è perfetta, i due si piacciono, sono gelosi, si odiano, si detestano, si lasciano, sono confusi, sono giovani che cercano di ottenere un qualcosa dalla vita e quel qualcosa è restare insieme.

27 luglio 2022

X - A Sexy Horror Story

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Ti West
Genere: Horror, Erotico

★★★ 😳

Negli anni 70 un gruppo di ragazzi va a girare un porno in un vecchio e pauroso Ranch. Film retrò (dal pessimo titolo) che si ispira molto a Texas Chainsaw Massacre ma ha uno strano mix di toni che mischia l'Horror all Erotico e passa dal ridicolo fino al disgustoso e non sempre l'alchimia funziona perfettamente, poi ci sono problemi di ritmo, la prima parte è molto lenta e se la prende molto comoda e la seconda diventa la fiera delle stupidate con tutti i soliti cliché degli Horror come i protagonisti sempre piu stupidi che si separano, si fidano di chi non dovrebbero fidarsi, scendono in sotterranei bui, c'è chi si fa passeggiata nella palude di notte, chi se ne va girando in mutande e senza scarpe o chi in una situazione disperata invece di ringraziare l'amica che l'ha salvata si mette a litigare con lei senza nessun motivo. Un peccato perché l'elemento principale della storia che ruota sul conflitto generazionale tra la giovinezza e vecchiaia è messo in scena piuttosto bene con momenti da brivido, e la sessualità aperta dei giovani si contrappone con profondità all invidia e risentimento dei disgustosi anziani che hanno subito il crudele tempo che passa che è nel profondo il vero e tragico orrore che aspetta per tutti. Cosi qua ci sono buone idee per scene forti in mezzo a tanta altra fuffa stupida e cliché che allunga inutilmente il brodo stemperando anche la tensione, alcune cose non hanno poi senso come il regista di porno che diventa stupidamente geloso perché la sua "innocente" fidanzata Microfonista vuole di colpo partecipare all porno e lui si mette a piangere sotto la doccia in modo tragicomico, è un aggiungere elementi comici che non funzionano e danneggiano soltanto la solidità del film stesso, senza contare che è un film tagliato a metà e l'importante flashback di origini dell antagonista è relegato ad un prequel. Alla fine nonostante sia pieno di limiti l'incontro e scontro generazionale funziona e il tutto, comprese le stupidate, è un simpatico omaggio agli stilemi degli anni 70.

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22 luglio 2022

Black Phone

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Scott Derrickson
Genere: Thriller, Horror

★★ 😳

Negli anni 70 vengono rapiti dei ragazzi da un tizio che guida inquietante furgone nero. Un Thriller/horror che aveva del potenziale all inizio ma che finisce per risultare molto fiacco e poco ispirato, regia piatta e legnosa, storia schematica, blando filtro giallo perché siamo negli anni settanta, l'antagonista rapitore è tutto fumo e poco arrosto, ha la maschera figa e fascinosa con varie versioni che cambiano espressione ma poi è solo quello, una vuota maschera, non inquieta, non fa paura, chi è? cosa vuole? boh, anche l'elemento psico-sessuale dei suoi rapimenti sembra non esserci e lo fa piu per gioco che per vera mania omicida. E proprio per questo approccio edulcorato al rapimento in stile Disney che l'intero film sembra molto orientato per un pubblico di ragazzi con l'idea dell telefono magico che offre gli indizi e la struttura da sfida per scappare che appiattisce il vero dramma della situazione con un orrore piatto che non fa percepire l'esperienza traumatica che si cerca di descrivere, ma il problema è che il film non è presentato con un tono da film per ragazzi e anzi vuole apparire serio e drammatico cosi il tutto sfiora spesso il ridicolo con cose stucchevoli come tutta la sottotrama della sorella con i sogni mistici e lei che viene subito creduta da una banda di investigatori deficenti o un tizio che sniffa cocaina che di colpo scopre la soluzione al caso in modo patetico. Ci sono poi i soliti Jump scare del cavolo che fanno gridare al vaffanculo, tutto il gimmick degli indizi dei fantasmi che diventa molto ripetitivo e il finale è molto insoddisfacente con una sopraffazione del mostro che annulla il trauma vissuto e rovina il difficile rapporto con il padre abusivo di cui l'antagonista ne era metafora. Altro problema è la recitazione dei ragazzi che non è molto convincente, specie il protagonista recita malissimo e non è credibile nella sua condizione, è troppo freddo, non piange, non si dispera, non è rassegnato, non trasmette minimamente il mare di emozioni negative che dovrebbe avere, e senza un forte protagonista il film crolla e si danneggia molto la tensione che si vuole a tutti i costi costruire, poi dispiace dirlo ma anche Ethan Hawke è pessimo dietro alla maschera e fa poco o nulla. Insomma è un film mediocre che non riesce a toccare vero dramma, vera tensione o vero spavento, si sorregge solo sul solito brivido dei fantasmi e sull icona della maschera come fanno tantissimi altri horror

8 luglio 2021

Death Proof - A Prova di Morte

Recensione Film
Anno: 2007
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Thriller, Erotico, Meta

★★ 😳

Ragazze libere e piene di vita si imbattono in un stuntman Killer. Quinto film ufficiale di Tarantino che omaggia ancora una volta quel cinema degli anni 70 che piace a lui, sotto un filtro di pellicola rovinata, una marea di canzoni e falsi errori di montaggio il film ricostruisce un atmosfera di festa tra amiche dove tra fumo e alcool si ritrovano a parlare di ragazzi e cinema, mentre l'antagonista con il suo atteggiamento predatorio e perverso rappresenta tutte le ombre del maschio oppressivo da abbattere in una chiave di lettura anche piuttosto femminista senza dimenticare una forte componente erotica con grosse inquadrature di culoni e piedini. Tutto carino e simpatico nella forma ma per quanto lo stile di Tarantino sia riconoscibile e abbia charme questo film non mi piace proprio, il ritmo è completamente sbagliato con troppo tempo dedicato al cazzeggio e dialoghi riempitivi, la struttura speculare poi rende la prima parte solo un gigantesco prologo e per un ora si perde tempo intorno a dei personaggi che non servono piu a niente, capisco che forse si vuole citare una mossa simile in Psycho ma cosi la seconda parte fatica a decollare perché non c'è connessione con la prima, si deve nuovamente ripartire da zero e il dover ricominciare a ripresentare i personaggi nella seconda parte con altri dialoghi e cazzeggi rende tutto lento e macchinoso e tristemente arriva la noia, ma io dico cosa costava lasciarne almeno uno che voleva vendetta nella seconda parte? C'è poi il problema dell antagonista che non fa mai paura, Kurt Russell è bravo e appare fascinoso ma a mio parere è poco utilizzato, a parte quei due sorrisini che fa non viene usato nel modo giusto, non è mai una figura minacciosa, mai davvero inquietante, mai abbraccia l'oscurità da killer, anzi si rivela un patetico clown da circo che Tarantino utilizza come avatar per soddisfare i suoi fetish malati come ricevere una super erotica lap dance o toccare i piedi di una ragazza per poi ribaltare i fetish sull subire da donne forti. Secondo me l'intero film ruota e viene costruito intorno a due scene chiave, il mega incidente e lo stunt finale, scene che hanno di sicuro un certo impatto e sono di sicuro memorabili ma tutto quello che c'è intorno non rafforza questi due momenti, anzi tutta la situazione dell legarsi al cofano mi è apparsa una mossa di stunt troppo forzata e una buona scrittura avrebbe reso quel momento organico e naturale, c'è da dire poi che questo grande elogio al cinema e agli stunts mi è sembrato piu una cosa detta a parole che con i fatti, l'inseguimento finale per me è girato male, è piuttosto brutto e non c'è alcuna tensione costruita, è un vago scimmiottare i grandi inseguimenti degli anni 70 senza capire perché funzionavano davvero. Nel complesso questo Death proof è un simpatico esercizio stilistico di un autore che ama parlare di ciò che piace a lui ma fatica a stare in piedi come solido film.

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Planet Terror (2007)

28 maggio 2021

Crudelia

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Craig Gillespie
Genere: Commedia, revenge

★★★ 😳

Ragazza ribelle sogna il successo nella moda e vuole vendicarsi di una odiosa baronessa. Rivisitazione Prequel in carne ed ossa della cattiva della carica dei 101 che ripresenta in chiave piu umana e affascinante Cruella de vil in un operazione simile a quella di Maleficent, il tutto prova ad essere una storia d'origini di rivalsa sociale con forti ispirazioni dal Diavolo veste Prada ma la narrazione viene inutilmente complicata e appesantita da un macchinoso e pesante montaggio che utilizza fino allo sfinimento ossessivo delle canzoni pop per accompagnare e dare energia alle scene, è un tipo di approccio che prova a copiare il classico stile di Scorsese ma qua è esagerato all inverosimile, è una pioggia di montaggi sonori tanto da diventare irritante. Tutte queste canzoni di sottofondo invece di creare ritmo continuano a spezzarlo saturando la storia e distruggendo il flusso del film che diventa spesso lento, noioso e distaccato. C'è comunque del carisma e della personalità, Emma Stone è molto brava e brillano tutti i suoi sguardi decisi tanto che spacca lo schermo anche con un paio di baffoni, gli altri personaggi di contorno sono semplici ma abbastanza simpatici e colorano bene il film e poi la direzione artistica, i grandi costumi e la messa in scena sono davvero fatti bene, visivamente è un film ricco di stile che richiama molto alle riviste di moda e al fashion design. Nel complesso ci sono troppi cliché e banalità varie, resta troppo lungo e pesante per colpa di un montaggio sbagliato, la storia di origini alla fine è molto generica ma eleva bene la figura iconica della protagonista e i duelli o i dispetti con il nemico sono piuttosto interessanti, ma è decisamente il forte carisma visivo in pieno stile Fashion-rock che lo elevano dalla solita mediocrità.

Guarda anche: La Carica dei 101 o Maleficent

4 gennaio 2021

Il Processo ai Chicago 7

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: Aaron Sorkin
Genere: Dramma Legale, Politico, storico
TItolo Orig: The Trial of the Chicago 7

★★★★ 😋

Gruppo di attivisti devono difendersi in un processo dall'accusa di aver fomentato una rivolta contro la polizia. Court drama storico che attraverso il variegato gruppo di personaggi incapsula l'intero panorama politico e sociale del epoca di Nixon, un ampio spettro politico che mi è piaciuto molto, c'è il giovane hippie ribelle, l'idealista di sinistra, il membro delle pantere nere, l'autoritario giudice insofferente, il politico che vuole vendetta, il fazioso procuratore, l'agente dell Fbi, normali padri di famiglia, è tutto un intero arco di personaggi che la pensano in modo diverso ma che nell insieme costruiscono un allegorico conflitto parlamentare sul intera sitazione americana. E sinceramente penso che entrambi i gruppi sono in qualche modo colpevoli, senza scomodare Pasolini ammetto di non essere per le rivoluzioni e le sommosse di strada, violenze contro la polizia del tutto inutili e controproducenti, cosi come la guerra in vietnam è stata molto piu di una semplice guerra sbagliata come te la raccontano i film, ma è innegabile che la forza di un ideale progressista travalica l'ingenuità di chi cerca di seguirlo, cosi la retorica antisistema mostrata qua è ambigua e anche sbagliata ma ha al suo interno una sincera energia pacifista e per i diritti civili che merita rispetto, come mostrato piu volte con il personaggio nero quando le ingiustizie di uno stato diventano cosi palesi e insopportabili la rabbia e l'indigniazione umana diventa incontrollabile e travalica quell idea di Rispetto per le Autorità necessario alla normale dialettica democratica. In piu tutto scorre benissimo, Montaggio, musica e ritmo serrato donano al film il sapore di classicone, ci sono bellissimi conflitti, ogni personaggio funziona, Sacha Baron Cohen è un clown carismatico e poi il giudice è cosi bastardo, cosi ingiusto, cosi figlio di..un altra epoca che diventa una vera icona di ingiustizia, lui è decisamente un grande antagonista e una delle cose piu memorabili dell intero film, ed è inutile fare sempre i cinici, la retorica non è un male assoluto e il finale funziona a descrivere l'arco del personaggio di Eddie Redmayne che è il tipico attivista politico pieno di passione che vuole fare le cose seguendo regole e leggi e non vuole radicalizzarsi ma anche nella politica reale ci deve essere un limite di sopportazione, una soglia dove le ingiustizie dell'autorità devono essere messe in discussione.

25 ottobre 2019

Dolemite is my Name

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Craig Bewer
Genere: Commedia, Biopic
★★★ 😉

Per emergere un cantante/comico cerca il successo usando l'arma della trasgressione. Commedia BioPic che mostra l'ascesa di Rudy Ray Moore, celebrità della comunità nera americana che grazie al passaparola ha sfondato in una musica sperimentale protoRap e nel cinema Blaxploitation, e per quanto tecnicamente sia un film piuttosto medio è anche molto divertente, si sente la grande passione e voglia di avventura del personaggio, un uomo che non ama fermarsi e accettare di arrendersi, ha rischiato piu volte indebitandosi in modo folle per seguire il suo sogno di successo, e quindi l'orgoglio del singolo incarna bene il sentimento di un popolo. Cosi mi piace che il suo usare la Volgarità viene presentato non come una mossa disperata ma come un moto di orgoglio di libertà artistica, se c'è un limite un comico deve superarlo, la parolaccia non può limitare un artista e qui diventa il simbolo di un personaggio che gioca consapevolmente con il limite della morale dell epoca, tragredire perché è necessario tragredire, certo poi si potrebbe fare un discorso su come al giorno d'oggi si è sfondato troppo questo limite ma resta l'ammirazione per chi lo ha fatto per primo. Eddie Murphy torna alla grande in un interpretazione convincente, pure Wesley Snipes è a sorpresa in forma smagliante, ma direi tutto il cast costruisce bene una "crew" che si ama, e tra tette, culi e parolaccie è una commedia consigliata a tutti, il suo tono scanzonato ha molto il sapore da "Ed wood" o "The disaster artist" ma questa storia di successo personale all' americana mi ha preso di piu perché ha un grande e profondo senso sociale.

27 luglio 2019

Once Upon a Time in Hollywood

Recensione Film
Anno: 2019
Regia: Quentin Tarantino (+)
Genere: Commedia, Thriller, Slice of Life, Meta
★★ 😕

C'era una volta Tarantino, uno che riusciva a creare cult ispirati da cult, uno che con orgoglio (e tanta ludica voglia di osare) scopiazzava da cosi tante fonti diverse che alla fine nascevano mosaici postmoderni unici e memorabili, c'era appunto perché adesso non c'è piu. In questo film vediamo le "pazze" avventure di un attore in declino e del suo amico stuntman, ed il tutto è solo L'ENNESIMA stramaledetta lettera d'amore al cinema e alla tv, lo stile di Tarantino è sempre quello ma è chiaro che con l'età è diventato sempre piu indulgente con se stesso ed ecco che le scene durano una manciata di secondi di troppo, i primi piani, le strizzate d'occhio, Il Gioco all eterna autorefenzialità dei suoi passati film, i dettagli e le infinite citazioni alla cultura pop diventano sempre piu insopportabili, è una marea di gigantesca spazzatura buttata addosso allo spettatore che rischia di annegare nel citazionismo, è come entrare in una soffitta e venire travolti dalle pile di poster, dischi e vecchie riviste impolverate. Un Peccato perché di momenti che fanno sorridere ce ne sono, vedere DiCaprio patetico ha il suo fascino cosi come fa piacere vedere i suoi sforzi come attore in situazioni meta-western, e funziona Il macho brad Pitt che incarna e rappresenta lo charme delle dure ed invincibili star di copertina del passato, poi qualche rara scena è davvero fatta bene come il litigio con Bruce Lee e il gioco di tensione in una strana visita nel deserto, Ma nonostante gli sforzi il film è troppo frammentato e indigeribile, mi sono davvero annoiato, è un grande matassa che non dice nulla di concreto, per tutto il film dici ok, vabbe, insomma e...tutto qui? sti cazzi! speri in qualcosa di graffiante, cinico, surreale, potente, irriverente, vuoi stile e invece c'è l'ennesima pigra citazione che non interessa a nessuno, non c'è Passione, non c'è niente, non ci sono veri personaggi, non c'è una bella storia d'amicizia perché i due protagonisti manco si parlano veramente, non ci sono veri personaggi femminili ma solo bambole da feticizzare e picchiare sessualmente, non c'è nulla, solo tristezza perché arrivano i ricordi dei primi grandi film, e la meta-rilettura storica non funziona come in Inglourious Basterds perché il delitto di Sharon Tate manca di contesto e chi non conosce i fatti non capirà neanche il senso che si cerca di trasmettere, che è cosi solo una caciara all americana stupidissima e grottesca ma è anche molto patetica e disperata di essere "memorabile", e non contento si ribadisce quanto mostrato per vantarsi della grande idea geniale "si esatto...è successo questo! folle verooo?????? Praticamente in questo film si sommano tutti gli errori di Tarantino che ha fatto nei precedenti film, e quello che funzionava in passato stranamente non funziona piu, persino "Death Proof" era un film piu solido di questo compiaciuto discorsone sul potere del (suo) Cinema che gli ha aperto i cancelli di hollywood.

1 novembre 2017

The Love Witch

Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Anna Biller
Genere: Erotico, Sentimentale, Parodia
★★ 😰

Femme Fatale uccide uomini in una disperata ricerca del vero amore. Un Film che cerca di ricreare lo stile anni 70, non si può essere piu anni 70 di cosi, ha erotismo, colori rossi accesi, immagini psichedeliche, riti satanici e nudità hippie, vuole essere una specie di parodia femminista dei film d'exploitation con una critica sia all Maschilismo che alla Misandria vendicativa, si sà, gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere e pare impossibile l'esistenza del Vero Amore o una vera comprensione reciproca. Ma nonostante gli sforzi per ricatturare quella magia anni 70 il tutto sembra un gigantesco Porno rétro senza le scene di sesso, i dialoghi legnosi e recitati male sono chiaramente voluti per costruire un falso "b-movie" ma poco importa perché restano legnosi e recitati male, certo l'uso dei colori è fantastico ma la regia è televisiva, con temi pesanti e forzati, con questo cercare maldestramente di scavare nelle complesse e universali differenze comportamentali tra uomo e donna che finisce solo per rendere evidente i difetti e la piattezza generale dell intero film, dopo la prima mezz'ora gia non ne potevo piu, diventa una vera tortura, anche se ammetto che la protagonista femminile possiede un certo fascino.

24 ottobre 2017

Mindhunter

Recensione Serie Tv
Anno: 2017-2019
Genere: Thriller, Drama
Episodi: 20
★★★ 😮

Per cercare di capire la follia criminale un Appassionato agente dell FBI insieme ad un burbero collega iniziano sul finire degli anni 70 a studiare e intervistare i piu grandi psicopatici assassini del paese. Prodotta e ogni tanto anche girata da David Fincher questa serie thriller mostra questa ricerca che ha l'obbiettivo di trovare cosa si cela dietro alle tenebre dei folli comportamenti assassini, un processo di analisi che ha formato le basi della criminalogia moderna e portato ad un nuovo modo di approcciarsi alla criminalità piu brutale. Ecco quindi che le Disturbanti interviste a questi assassini sono il fulcro della serie, cosi come nel Silenzio degli Innocenti si utilizza la psicologia comportamentale per fare un viaggio nella pura follia non tanto per pietà verso questi mostri ma nella speranza di poter risolvere e fermare futuri crimini, e il bello della serie è anche come la sceneggiatura riesce a immergerti nel discorso in modo pratico con dei paralleli tra situazioni ordinarie e situazioni staordinarie. Bisogna fare attenzione però perché la serie non è un "procedural", la soddisfazione narrativa non è nel "trovare il colpevole" ma nel processo intellettuale per riuscire a capirlo, quindi punta piu a delineare il lavoro di un Detective-Scienziato che vive per farsi domande. Non sarà certo disturbante o artistica come la serie di Hannibal, anzi appare visivamente anche un po' piatta con degli ultimi episodi che crollano in qualità ma comunque mi ha divertito, si sente vera tensione durante le interviste e i protagonisti hanno interessanti percorsi narrativi. La seconda stagione invece mi ha deluso, continua questo percorso interessante ma rovina gran parte del fascino della prima con blandi e ridicoli drammoni personali.

13 marzo 2017

Kong: Skull Island

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Jordan Vogt-Roberts
Genere: Giant Monster, Aventura
★★★ 😖

In questo film Torniamo a Skull island per fare un saluto a King Kong ma lui si sa è famoso per non amare le ospitate a sorpresa. Stupidissimo, Caciarone, Fracassone, con un pessimo e confusionario montaggio che rovina il ritmo di alcune scene, spesso il tutto si divide in scena di CAOS e scena successiva di loro che dicono "whew ce la siamo vista brutta!" con un trama che butta i personaggi sull isola e poi se li dimentica per tutta la parte centrale, è chiaro che si punta sul Leggero spettacolo ma alcuni momenti non funzionano per colpa di strani sbalzi di tono, (il montaggio del panino se lo potevano risparmiare e odio alcuni casuali POV da videogame) mentre altri riescono a divertire e ad essere davvero efficaci, Si sente lo spirito d'avventura alla partenza, l'arrivo con gli elicotteri, Kong in controluce, i mostri sono interessanti, il mega scontro finale Funziona e farà di sicuro felici gli amanti dei b-movie. Nonostante il buon cast le interpretazioni deludono, sopratutto ho odiato come i personaggi non reagiscono realisticamente alla presenza di questi mostri, ma si salva John C. Reilly che a metà film si appropia del film diventandone quasi il vero protagonista. La decisione di ambientarlo negli anni 70 è stata poi un idea interessante che da carattere ed unicità al titolo, chiari i riferimenti al Vietnam e alla guerra in generale (VIETCONG = KINGKONG! -_-) ed il dividere i due gruppi di protagonisti ha un senso politico ma il messaggio finisce per esser blando, senza contare il fatto che le citazioni ad Apocalypse Now sono piuttosto vuote e diventano l'ennesimo sciacallaggio postmoderista che non aggiunge nulla di nuovo.

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