24 ottobre 2026

Venerdi 13 - La Saga

La saga di Friday the 13th (in italia Venerdi 13) è una popolare serie di film horror/slasher con al centro la mitica e spaventosa figura di Jason Voorhees, un'inarrestabile e gigantesco assassino assetato di sangue che indossa una maschera da Hockey, un personaggio diventato velocemente un'icona horror che insieme a Micheal Myers di Halloween e Freddy Krueger di Nightmare hanno sviluppato il genere slasher negli anni 80. Tutto nasce con il primo Friday the 13Th che era un semplice thriller sanguinario intorno ad un lago dove giovani ragazzi venivano uccisi da una misteriosa figura, poi nel secondo capitolo Jason appare per davvero ma con un sacco in testa ed è solo nel terzo film che ottiene l'iconica maschera, poi per rinnovare la formula si è provato dare la maschera ad un altra persona ma questa mossa ha deluso i fan e cosi Jason viene resuscitato e trasformato sempre piu in una demoniaca creatura sovrannaturale fino al decimo capitolo dove con ironia finisce addirittura nello spazio quasi simboleggiando la crisi creativa della saga che aveva esaurito tutte le idee. Per fortuna nel 2003 c'è stato l'attesissimo epico scontro con Freddy che è stata la degna e spettacolare chiusura dell'intero genere e nel 2009 hanno provato a fare un remake che non ha avuto molto successo e cosi per ben 17 anni il franchise era ritenuto morto e sepolto fino a che nel 2026 è spuntata la serie prequel "Camp Crystal" che si concentra sulla madre di Jason e chissà forse in futuro rivedremo un suo vero ritorno.


Jason è una delle piu grandi icone horror

E la formula dei venerdi 13 è una delle piu semplici del mondo, si parte con un veloce riassunto del film precedente, poi si presenta un gruppo di giovani ragazzi che per qualche motivo vanno in campeggio intorno al Lago Crystal, Si mostra qualche tetta o nudo gratuito, Jason resuscita o si libera e torna a lavorare mettendosi a sterminare i giovani nei modi piu brutali possibili fino allo scontro finale dove qualcuno riesce a sopravvivere e a batterlo. Ma il punto della serie non è tanto costruire una normale storia quanto offrire uno leggero spettacolo di ludica violenza  volutamente senza vera profondità, per certi versi è Jason il vero protagonista per cui tifano gli spettatori mentre i giovani sono solo gli ostacoli da abbattere per arrivare al finale, ecco perché in questi film i ragazzi appaiono spesso odiosi, irritanti, superficiali e pensano solo a fare l'amore, se fossero piu approfonditi e tridimensionali il dramma della loro morte si sentirebbe maggiormente e Jason perderebbe molto del suo fascino di Icona e diventerebbe solo un noioso mostro.

LA VIOLENZA DI JASON CREA UN LUDICO SPETTACOLO PER IL PUBBLICO CHE TIFA PER LUI

21 ottobre 2026

Le Colline Hanno gli Occhi 2

Recensione Film
Anno: 1984
Regia: Wes Craven
Genere: Horror, Slasher

★ 😒

Gruppo di ragazzi parte verso il deserto per fare gara di motocross ma vengono attaccati dai pazzi cannibali del primo film. Un Pigro sequel che riesce a rovinare l'idea semplice di un assalto nel deserto offrendo tanta noia boia, e tutto partiva anche bene con uno dei protagonisti del primo film che spiegava ad uno psicologo i suoi dolorosi traumi da superare ma poi lui sparisce e si sta troppo con questi generici ragazzi che scherzano e se la prendono comoda mentre non si sente mai il rischio e la tensione per degli antagonisti molto deboli che non hanno un briciolo di presenza scenica. Il primo nei suoi limiti aveva tanta grinta e voglia di graffiare lo spettatore ma questo è solo un generico compitino slasher senza personalità, sono pessimi gli spezzoni flashback che riciclano le scene del primo film per allungare il brodo, odio come nessuno si preoccupa per la minaccia dei cannibali assassini anzi i giovani scherzano e li affrontano sottovalutando il rischio e rovinando ancora di piu la tensione percepita, trovo stupidissimo in questo contesto far vedere un inseguimento di moto con il cannibale che non si sa come sa guidarla senza problemi, quando cala la notte non si vede una mazza e le varie mattanze sanguinarie sono troppo scure per essere apprezzate, l'ambientazione della miniera poteva essere esplorata meglio ed era interessante che il personaggio di Rachel oramai civilizzata doveva di nuovo affrontare la famiglia di selvaggi da cui era scappata ma non c'è alcuna voglia di sviluppare questa idea drammatica e lo stesso personaggio viene sprecato velocemente. Unica cosa davvero carina è la tensione della cieca quando scopre che tutti i suoi amici sono morti, una bella idea di orrore per una non vedente che funziona abbastanza ma comunque è stata fatta meglio in tanti altri film e quindi nell insieme questo sequel è altamente soporifero, un grosso e inutile spreco di tempo tanto che lo stesso Wes Craven aveva ammesso che è uno dei peggiori della sua carriera.

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Le Colline hanno gli Occhi (1977)

20 ottobre 2026

Le Colline Hanno gli Occhi

Recensione Film
Anno: 1977
Regia: Wes Craven
Genere: Thriller, Horror

★★ 😳

Famiglia si perde nel deserto del Nevada e vengono attaccati da pazzi Cannibali. Sporco e polveroso Thriller di Wes Craven che nella sua semplicità intrattiene con tanta violenza, urla e disperazione ma a parte questa graffiante energia ribelle che ama sadicamente far soffrire i protagonisti il film fatica ad impressionare sul serio per colpa dell evidente basso budget ed un lato tecnico piuttosto amatoriale. Per come è montato risulta davvero brutto il modo in cui il padre fa l'incidente e va fuoristrada con una forzatura innaturale, il ritmo è pieno di una marea di tempi morti dove non accade nulla, non era male l'idea di far scontrare nel deserto una normale famiglia di città con una di pazzi selvaggi ma questi antagonisti sono sempre piu patetici e non incutono vero timore, i loro costumi sono ridicoli, ho odiato che usano pistole, binocoli e radio distruggendo l'idea di selvaggi lontani dalla civiltà, è senza senso rapire il bambino che è una cattiveria gratuita fin troppo esagerata per farteli odiare di piu e si arriva all atto finale che è un vuoto sfogo rabbioso dei ragazzi verso i selvaggi che perdono sempre piu spessore diventando dei cartoni animati che devono solo subire. Certo un po' di tesa atmosfera si sente e il film funziona sopratutto di notte quando minacciano la famiglia nell ombra, attaccano e bruciano il povero padre e assaltano il camper, carino l'uso dei pastori tedeschi, il tipo con il naso tagliato e il pelatozzo a loro modo sono un briciolo memorabili, bella la lotta con il coltello, è spettacolare l'esplosione trappola con il gas e mi piace come la ragazza dei selvaggi mostra di avere ancora un briciolo di umanità da salvare. Nell insieme si sente la tanta energia creativa e la voglia di graffiare con questa storia di violenza e disperazione nel deserto ma tutto risulta debole e non convince per come è un film troppo acerbo e pasticciato con grandi limiti tecnici che non riescono veramente ad elevare le idee di tensione presentate.

19 ottobre 2026

Jeepers Creepers 2

Recensione Film
Anno: 2003
Regia: Victor Salva
Genere: Horror, Monster movie

★★★ 😋

Gruppo di giovani vengono bloccati dentro un Autubus per essere mangiati da misteriosa creatura alata. Sequel che espande la mitologia dietro all Creeper con tanta tensione e spettacolo per intrattenere con leggerezza, e mi piace molto l'introduzione dove la creatura si finge uno spaventapasseri e si porta via un ragazzino presentando la voglia di vendetta del padre interpretato da un ottimo Ray Wise, specie amo il grosso primo piano del suo sguardo sconvolto che zoomma sui suoi occhi sofferenti, bella la sua fredda determinazione di costruire un arma e cacciare la bestia per vendetta, l'idea dei giovani bloccati in un autubus è abbastanza memorabile e ci sono buoni brividi mentre gli adulti vengono mangiati per primi, intrigano le visioni della ragazza che servono in modo conveniente per fare spiegoni ma aiutano ad espandere la mitologia e a connettersi con il primo film, a differenza di tanti altri horror qua i ragazzi non sono mai insopportabili ed è bello come il tipo razzista per paura accende discussioni e conflitti molto accesi con una recitazione di tutti piuttosto convincente, assurdo e spettacolare come gli infilzano la faccia, fa ridere ma anche paura come devono passare sotto la sua ala, quel cambio di testa è inquietantissimo e realizzato molto bene sottolineando la natura mostruosa dell essere che ruba parti del corpo, epica l'apertura alare davanti alla luce e per me il finale è perfetto nel presentare l'iconicità della bestia da horror e a descrivere l'immenso dolore e voglia di vendetta di un padre che ha perso un figlio. Di certo queste aggiunte alla mitologia non sono per nulla originali e il nutrirsi della paura dei giovani e il tornare ogni 23 anni è palesemente scopiazzato dai 27 anni di IT/Pennywise, le stelle d'osso richiamano un po' predator, l'idea dell arpione è certamente presa dallo squalo e quando annusa l'autubus e fa i ridicoli ammiccamenti sessuali richiama molto al caro Freddy Krueger, poi a differenza del primo questo vuole essere molto piu spettacolare e da blockbuster e specie nell ultima parte i toni horror si fanno sempre di deboli per far posto all'azione caciarona, ma a parte questo ammiro l'esecuzione che non sbaglia un colpo e ha il giusto ritmo e tensione, per certi versi è il tipo di horror che piace a me con il suo concreto e palpabile rischio di morte e una grande voglia di cacciare la bestia, e capisco le critiche alla vita del regista ma il film riesce davvero ad intrattenere e per questo lo ritengo molto sottovalutato.

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Recensione Film
Anno 2001
Regia: Victor Salva
Genere: Horror, Thriller

★★★ 😁

Mentre sono in viaggio due ragazzi si imbattono in un misterioso ed inquietante uomo che inizia a perseguitarli. Semplice horror che non inventa niente di nuovo con il solito mostro assassino nella campagna americana ma tutto è realizzato piuttosto bene e offre un paio di deliziosi momenti di tensione che sono una vera goduria, mi piacciono i protagonisti ed è ben sviluppato il loro legame tra fratello e sorella con dolci battibecchi all inizio e poi sincere preoccupazioni reciproche, sono fantastiche le tante espressioni di spavento che fa Justin Long, mi piace la tensione su strada ispirata dal Duel di Spielberg, bella l'inquietudine trasmessa nel vedere i corpi buttati nel pozzo, aghiacciante quando ci cade dentro e trova il corpo del tizio e tutti quelli imbambolati nel soffitto, si sente bene il suo trauma e come è sconvolto per quello che ha visto, intriga il rapporto con la sensitiva, è buona la figura del mostro sempre piu demoniaco, amo molto la fotografia che usa silhouette e una luce backlight che rende i contorni degli attori definiti anche al buio qualcosa che al giorno d'oggi i film non sembrano essere piu capaci di fare ossessionati da pigre color correction digitali, stupenda l'inquadratura del mostro che strappa la lingua alla testa mozzata, mi piace come la ragazza mostra di avere le palle quando lo investe con l'auto piu volte ed è pieno di tensione l'assalto finale alla stazione di polizia. Ma per quanto ci siano molte cose carine dispiace che tutto parte da una enorme forzatura e non è per niente credibile che i due ragazzi invece che andarsene di corsa spaventati decidono come dei babbei di andare a guardare dentro il pozzo dell serial killer, loro stessi ammettono l'errore dicendo che è "un cosa che fanno solo negli horror" ma essere consapevoli non risolve i problemi anzi li rende solo piu evidenti e capisco che il finale con quegli occhi vuole punire questa curiosità malata ma non aggiusta un inizio cosi irritante, c'è poi la problematica del regista andato in carcere per abusi su minori che è una controversia esterna al film ma essendo lui il vero mostro è una cosa che inevitabilmente va tenuta conto e aggiunge riflessioni sull eterno dibattito nel distringue le opere dagli artisti. Comunque nell insieme è un horror semplice ma abbastanza divertente, la regia funziona e con pochi mezzi riesce ad offrire una bella tensione e ammiro come riesce a presentare un nuovo mostro originale pieno di fascino.

17 ottobre 2026

Candyman (2021)

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Nia DaCosta
Genere: Horror

★★★ 😫

Ricco artista scopre il mito di Candyman e viene sempre piu corrotto da questo spirito vendicativo. Quarto film del franchise che vuole fare da reboot alla serie per presentarlo ad una nuova generazione di spettatori e funziona l'intro negli anni '70 con un ragazzino che vede la figura uscire da un buco nel muro, è molto bella la fotografia ricercata con tanti campi lunghi e inquadrature artistiche, sono graziose le storie narrate attraverso ombre con marionette di carta, le scene di sangue hanno il giusto senso di spettacolo come la coppia attaccata alla galleria d'arte dall'entità invisibile o la mattanza delle ragazze in bagno vista dal riflesso di uno specchietto, inquieta e disgusta la mano infetta del protagonista che diventa sempre piu marcia e putrida, stupendi e graffianti i quadri dell orrore che dipinge verso la fine che vanno in contrasto alle generiche robe pop che faceva all inizio per arrufianarsi i critici e apprezzo come la storia non presenta la prospettiva dell'ennesima bionda ma mette al centro un artista che soffre e vive sulla sua pelle i problemi della comunità nera. Ma nonostante vuole essere un reboot tutto si lega troppo all originale e alcuni passaggi possono confondere chi non l'ha visto, il ritmo è molto lento e si muove come un elefante, a parte l'uomo della lavanderia interpretato da Colman Domingo tutti i personaggi sono piatti e arrivano tanti sbadigli ogni volta che parlano, le scene animate con le marionette sono fin troppo graziose per questo tipo di serio horror, la storia vuole parlare dei problemi della strada ma tutto va in contrasto con gli scenari presentati e si resta in una marea di ambienti altoborghesi con una fotografia fin troppo bella e ricercata che da un senso di finto e artificioso e per quanto capisco l'attacco alla polizia brutale simbolo del potere odiato dalle comunità nere non mi piace come il film finisce per elogiare la violenza contro le autorità e penso che sia sbagliato e riduttivo trasformare Candyman in una specie di supereroe del popolo da richiamare per risolvere le ingiustizie. Alla fine è un bel po' pretenzioso e si prende molto sul serio ma tecnicamente è piuttosto valido e per come espande la mitologia con l'idea dell alveare funziona bene come sequel.

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Candyman (1992)

16 ottobre 2026

Street Fighter

Recensione Film
Anno: 2026
Regia. Kitao Sakurai
Genere: Arti marziali, Fantastico

★★ 😬

Ryu e Ken partecipano al secondo torneo mondiale per superare le loro incomprensioni e battere il malvagio Bison. Dopo piu di 30 anni dal film con Van Damme questo prova a riportare al cinema gli eroi del famoso picchiaduro ma nonostante gli assurdi costumi e qualche simpatico dettaglio il tutto si rivela un disastro di toni e stile incapace di costruire qualcosa di davvero piacevole da guardare. E fin da subito colpiscono le belle animazioni dei flashback che presentano in stile Anime questo universo in modo perfetto, un qualcosa che all inizio ho apprezzato ma poi viene la voglia che l'intero film sia animato cosi visto che i flashback continuano a tornare in modo intrusivo spezzando sempre di piu l'immersione e creando un netto distacco con le ridicole scene reali che hanno troppo il sapore di Fan-movie amatoriale con mosse speciali fintissime ed esagerati slow-mo enfatici che fanno davvero cagare. Dovrebbe essere un film incentrato sui combattimenti ma fanno quasi tutti schifo, finiscono con un colpone scemo e non durano mai piu di 40 secondi, pessimo lo scontro nella sauna con honda pieno di fumo e manate digitali, la lotta in discoteca è un ammasso di caos senza senso, troppo veloce la battaglia tra ken e Barlog, lo scontro tra amici sotto la pioggia e persino l'epico duello finale si rivela una grande delusione. Di base è una storia semplicissima di un torneo ma nonostante i tanti spiegoni la sceneggiatura fatica a presentarla nel modo migliore e con una marea di inutili citazioni finge di essere dedicato ai fan del franchise ma poi rovina l'essenza di personaggi chiave come Bison che da carismatico e potente dittatore diventa un patetico bamboccione o Ryu che da sempre è il simbolo dell eterno guerriero vagabondo che accetta qualsiasi sfida e invece in questa storia si rifiuta di lottare perché ha paura, poi ritorna anche qua il solito umorismo scemo da blockbuster moderno che aggiunge stupidaggini e musichette che non fanno minimamente ridere, fanno cagare le battutine sessuali, Guile che è attratto da vega, veramente disgustoso il collega pervertito di chun-li, il dito medio a caso, le annusate ai piedi senza senso e non capisco perché ambientare tutto negli anni '90 visto che appaiono sempre fuori posto le musiche che vogliono buttarti in questo periodo a tutti i costi. Devo dire però che è abbastanza sviluppata la bromance tra Ryu e Ken, Chun-li è davvero sexy, Dan come manager comico funziona, il ritorno di Blanka mi è piaciuto per come offre delle frasi piene di cuore e Akuma è uno spirito malvagio cosi tamarro che fa la sua sporca figura ma non bastano queste cose se poi le battaglie digitali fanno tutte cagare e il film non riesce neanche a concludere in modo decente la storia e ha un'irritante finale che delude molto per come rinuncia alla risoluzione e rimanda tutto ad un futuro sequel.

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15 ottobre 2026

Candyman 3 - Il Giorno della Morte

Recensione Film
Anno: 1999
Regia: Turi Meyer
Genere: Horror, Supernatural

★ 😩

Una discendente di Candyman organizza mostra d'arte per onorare la sua memoria ma lui riappare per fare una strage. Terzo capitolo della saga fatto con pigrizia ed estrema economia che è solo un insieme di morti ammazzati senza uno straccio di storia, la recitazione è completamente spazzatura e la fotografia è cosi laccata che sembra esattamente quella dei Porno del periodo, è non è un esagerazione ma è proprio lo stile del film che è in perenne eccitazione e presenta una sbagliata atmosfera sensuale piuttosto che di orrore, i costumi, le luci, le comparse e sopratutto l'attrice protagonista pare uscita da playboy e in ogni situazione non riesce mai ad essere credibile, poi ci sono tante nudità gratuite e addirittura il fantasma della madre appare nuda per sminuire un momento drammatico o è ridicolo quando viene catturata e le mettono una ballgag, tutto questo danneggia molto la tensione con la figura di Candyman che ha sempre avuto un sottotesto erotico ma qua diventa fin troppo di cattivo gusto. Certo Tony Todd resta una garanzia e l'unico vero motivo per vedere qusta terza parte, l'uso di api in alcune scene non è male, mi è piaciuta l'inquadratura simbolica della goccia nell uovo che diventa un ape, per come la ragazza resta chiusa dentro è abbastanza tesa l'uccisione del poliziotto in auto ed è carino come il film usando il giorno dei morti messicano prova ad avvicinare il simbolo di Candyman verso altre minoranze americane. Ma tutto è fatto in modo cosi approssimativo e incompetente che niente riesce a costruire un briciolo di senso tematico, il montaggio è atroce e ho odiato i flash bianchissimi che ripetutti velocemente diventano accecanti, noiose tutte le relazioni con i piatti personaggi, pessimi gli atriti con la polizia, brutto il momento con i punk folli che vengono trucidati velocemente, mi irrita che nei precedenti i graffiti di Candyman creavano una profonda inquietudine nel solo guardarli mentre qua si da grande enfasi per un bruttissimo quadro di lui vestito di rosso che non suscita minimamente le stesse emozioni, anzi sembra fuori carattere vedere Candyman vestito elegante pronto per la caccia alla volpe. Nell insieme è un horror trash senza alcuna qualità, un disastroso terzo capitolo che se visto con ironia può anche divertire ma dispiace molto come viene rovinato tutto il fascino di Candyman costruito con fatica nei primi due film.

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14 ottobre 2026

Candyman 2:L'inferno nello Specchio

Recensione Film
Anno: 1995
Regia: Bill Condon
Genere: Horror

★★★ 😑

A New Orleans un'Insegnante scopre il mito di Candyman legato ai segreti della sua famiglia. Sequel che si concentra sulle origini dello spirito vendicativo che continua bene il fascino per questa figura iconica ma ci sono pochi momenti davvero memorabili e i temi sulla riconciliazione verso il passato coloniale sono cosi pieni di retorica scolastica che faticano ad impressionare sul serio. Comunque fa piacere il ritorno di Tony Todd che con il suo carisma regge quasi da solo il film, funziona l'ambientazione di New Orleans con il fascino del carnevale e della cultura locale, mi piace il personaggio del prete che presenta un sentimento cristiano di perdono che va in contrasto alla voglia di sangue di Candyman, è fascinoso il disegno sul muro con i teschi, bello quando la protagonista lo graffia ed escono le api dalla ferita, fa ridere la fine che fa il poliziotto ed è carino lo scontro finale nel fango con tutto il flashback nel passato. Peccato che il film non riesce ad essere interessante come l'originale, scorre lentissimo, ci sono i soliti fastidiosi jumpscare, non si sente la giusta tensione e paura, molti recitano malissimo e alla fine l'effetto visivo di lui che si rompe come uno specchio è davvero brutto da vedere, poi capisco le buone intenzioni degli autori ma la storia per come è impostata è per certi versi problematica e piu che parlare della cultura afroamericana sembra concentrarsi sull vanitoso senso di colpa di una ricca donna bianca e secondo me rendere Candyman solo il simbolo della schiavitù appiattisce il valore sociale di quello che potrebbe rappresentare come mito urbano. Nel complesso risulta un bel po' blando e dimenticabile ma tecnicamente non è cosi male e resta forte la figura di candyman.

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13 ottobre 2026

Psycho 3

Recensione Film
Anno: 1986
Regia: Anthony Perkins
Genere: Slasher, Thriller

★★ 😐

Norman Bates accoglie nel suo motel una suora in fuga e riparte la sua follia omicida. Terzo capitolo diretto dallo stesso Perkins che prova a continuare l'esplorazione dei conflitti e delle follie mentali di Norman intervallati da violenti momenti slasher per fare spettacolo ma tutto manca di stile e risulta in un piatto thriller piuttosto soporifero. Qualche cosa carina c'è come l'inizio che cita palesemente Vertigo, digustoso il suo mangiare mentre impaglia un uccellino, mi piace il viaggio iniziale in macchina e la suora funziona da simbolo di sofferenza e redenzione cristiana mentre il tipo odioso richiama un idea satanica di peccato, fa ridere la tensione quando lo sheriffo succhia ignaro il ghiaccio sporco di sangue, bello come viene sottolineata la fatica di Norman di rupilire i disastri che commette la sua parte malvagia e tutte le scene dove parla con la madre morta hanno sempre un fascino macabro. Ma il film scorre lentissimo e non sviluppa nel modo migliore la relazione sentimentale con la suora depressa, è bello come la trova nella vasca e la salva invece di ucciderla ma poi il loro rapporto d'amore non colpisce come dovrebbe e l'elemento tragico è sviluppato in modo debole, frettoloso e forzato, fa ridere il secondo retcon della zia che aggiunge ancora piu confusione su chi sia la vera madre, poi forse perché distratto dalla regia qua Anthony Perkins recita davvero male e gli omicidi slasher sono crudeli e poco memorabili. Insomma è un terzo capitolo che si lascia guardare visto che continua e chiude il percorso di Norman ma nel concreto risulta totalmente superfluo per come ribadisce fino alla nausea le stesse cose dette nei precedenti.

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Recensione Film
Anno: 1984
Regia: Russell Mulcahy
Genere: Monster Movie, Horror

★★ 😕

Nel deserto australiano un uomo ha la vita rovinata da un gigantesco Cinghiale assassino e vuole vendetta. Monster Movie australiano che ha l'ottima idea di una caccia al cinghiale nel deserto e una stupenda e fascinosa fotografia ma il film ha un pessimo ritmo, la regia non sa mai decidersi se offrire toni seri o comici e i risvolti di trama deludono sempre di piu cosi tutto si rivela piuttosto insoddisfacente. Un peccato perché il surreale inizio è davvero potente e mi piace come il cinghiale rovina la vita del tizio distruggendogli la casa, la recitazione dell attore colpisce emotivamente ed è triste che non viene creduto al processo, poi per quel poco che si vede il cinghialone è realizzato piuttosto bene e fa la sua sporca figura, è ottima la fotografia fatta dallo stesso di Mad Max 2 e mi piace quanto è fatiscente questa periferia australiana, colpisce la terra rossa, il sudicio bar, il fumo, la nebbia, il tramonto, la pozza di fango con i maiali, le luci dei fari al buio, bella la carcassa di auto su un albero, ad un certo punto si vaga perduti nel deserto di sale e arrivano miraggi e visioni fantastiche interessanti con uno scheletro che prende vita. Ma il film continua a sabotarsi da solo e ogni tanto spunta un'umorismo scemo che prende in giro l'idea stessa del cinghiale stemperando la tensione, odio come abbandona la prospettiva del vecchio cacciatore che vuole vendetta e sposta l'attenzione su una giornalista americana e poi sul noioso marito, è frustrante che invece di concentrarsi su quanto è pericoloso il cinghiale perde tempo a mostrare due odiosi bifolichi locali che sono trattati come i veri antagonisti del film ma sono cosi scemi ed esagerati che diventano sempre piu irritanti da guardare. Nell insieme la sudicia atmosfera australiana funziona, ammiro l'esecuzione piena di folle energia creativa ma la storia del film è un disastro e rovina l'idea molto semplice di un cinghiale assassino da fermare, tutto prova a salvarsi con la spettacolare battagliona finale in pieno stile horror ma per quanto sia guardabile resta un senso di insoddisfazione perché doveva essere il vecchio cacciatore a battere la bestia e sono stati molto codardi nell mettere l'americano senza personalità al centro di tutto, un personaggio che trovo distante e che non funziona mai come protagonista, e con il pessimo e forzato bacio finale il film vuole anche presentare una relazione sentimentale mai sviluppata che rovina il rapporto con la moglie e invece di essere catartico offre ancora di piu un deludente senso di vuoto .

11 ottobre 2026

Psycho 2

Recensione Film
Anno: 1983
Regia: Richard Franklin
Genere: Thriller

★★★ 😏

Dopo 22 anni passati in un istituto Norman Bates viene liberato ma lo spettro della madre torna a perseguitarlo. Sequel che continua la storia del classico di Hitchcock sulla scia della popolarità degli slasher dell epoca ma la cosa interessante è come la sceneggiatura costruisce tensione ed empatia per il personaggio giocando sul dubbio e il mistero, non dice fin da subito "guardate Norman è tornato!" ma è piu un continuo punto di domanda e chiede "Norman è tornato?", cosi mi piace come viene costruita ambiguità sulla sua condizione mentale sempre sul punto di tornare ad uccidere, Anthony Perkins è straordinario a mostrarlo impacciato, ansioso, in conflitto e distrutto dalle sua malattia mentale e colpisce sinceramente l'empatia trasmessa tanto che si tifa per lui e dispiace la tragedia nel vedere la follia tornare nella sua vita. E seppur sia un film tecnicamente inferiore all originale è molto bello il riflesso sull pomello della porta e la mano che cade mentre ricorda quando ha avvelenato la madre, c'è una buona tensione di sangue e sesso quando invita la ragazza a casa sua, stupendo quello sguardo al coltello e come lei blocca la porta per paura, è davvero odioso il tipo che gestiva il motel, molto subdoli e farabutti sono i bigliettini, le telefonate e le apparizioni per far impazzire Norman, agghiacciante la vista del cadavere quando aprono la bara della madre, le rivelazioni funzionano e ribaltano la minaccia almeno cinque volte, mi piace lo sheriffo e lo psichiatra e poi diventa sempre piu profonda la figura di Mary che da interesse amoroso diventa amica, complice, vittima e carnefice di Norman simboleggiando il suo tormentato e freudiano rapporto con il genere femminile. Ma per quanto il gioco all ambiguità sia interessante alla fine il film non riesce ad elevarsi dall essere solo un forzato seguito che vive sulle spalle dell originale, non mi piace come riparte reiterando la famosa e iconica scena della doccia, l'ambiente della casa risulta presto monotono, alcune scene sono molto piatte e televisive, gli omicidi sembrano tutti inutili e forzati con addirittura dei ragazzi che a caso entrano in cantina solo per essere uccisi, il piano degli antagonisti è troppo assurdo e complicato e per quanto mi piaccia il personaggio di Mary mi sembra poco credibile come si affeziona cosi facilmente a Norman e quasi si innamora di lui. Nell insieme per quanto semplice il gioco alla continua ambiguità funziona e lo ritengo un piacevole thriller che in modo contorto e malato si diverte a torturare psicologicamente un ex criminale con problemi mentali.

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Candyman - Terrore dietro lo Specchio

Recensione Film
Anno: 1992
Regia: Bernard Rose
Genere: Horror, Fantastico

★★★ 😮

Studentessa indaga sulla leggenda di Candyman ma viene sempre piu travolta da quello che scopre. Horror urbano che costruisce molto bene il fascino per questa misterioso spirito che uccide la gente se richiamato cinque volte davanti allo specchio e che all inizio sembra il classico Boogeyman dei ragazzi ma poi si scopre che incarna anche lo spirito vendicativo delle ingiustizie sociali e del Degrado Urbano. E mi piace la sua tragica storia di pregiudizio razziale perché amava una donna bianca, l'idea delle api e dell uncino delineano bene una figura mitica, ha senso esplorare il degrado dei palazzi nei quartieri popolari e sono fascinosi e inquietanti gli appartamenti abbandonati pieni di macerie e graffiti, vengono i brividi quando lei si infila nel buco nel muro ed esce fuori dalla bocca di un grandioso graffito di Candyman, sono belli i primi piani della protagonista inquadrata con luce eterea come le attrici del passato, è un incubo tutto quello che accade nei cessi pubblici puzzolenti, funziona la musica con cori evocativi e note di pianoforte, la violenza è molto brutale e sanguinaria, e per come la protagonista ha la vita rovinata e finisce in una spirale di disperazione sempre piu grande tutto simboleggia anche il grande problema della tossicodipendenza. Un horror abbastanza lento che si prende i suoi tempi e che offre dei pigri jumpscare a tradimento che non mi sono piaciuti, la relazione con il marito che la tradisce non mi sembra abbastanza sviluppata, non mi piace come finiscono per morire dei poveri innocenti, il finale è un po' strano con la comunità nera che la santifica, Virginia Madsen non è male ma mi sembra troppo assonnata non riuscendo a trasmettere la giusta disperazione e Tony Todd piace e ce la mette tutta per essere iconico come Freddy Krueger ma non fa mai davvero paura e la sua recitazione sa troppo di finto e forzato. Nel complesso il film riesce a creare il giusto fascino per questa misteriosa figura horror e il viaggio da incubo dentro i quartieri popolari possiede al suo interno tante riflessioni su vari problemi sociali.

9 ottobre 2026

The Grey

Recnsione Film
Anno: 2011
Regia: Joe Carnahan
Genere: Dramma, Survival

★★★ 😐

Uomo depresso si schianta con aereo in Alaska e insieme ai sopravvissuti deve resistere al gelo e ad un branco di Lupi affamati. Dramma di Sopravvivenza che inizia molto bene nel mostrare il triste stato mentale del protagonista ad un passo dal togliersi la vita, mi piacciono gli onirici flash della moglie a letto, la lettera che sta scrivendo e come è dissociato dalla rissa nel Bar e non sente i rumori che ha intorno, l'incidente aereo è realizzato in maniera molto realistica e quando si spengono le luci viene trasmesso un autentico e palpabile terrore, molto belli gli occhi dei lupi che brillano nel buio, si sente bene il gelo e il freddo in questo deserto di ghiaccio, le varie morti sono molto brutali e danno un giusto senso di tragedia che colpisce sul serio, specie brilla come Frank Grillo da aggressivo si ritrova poi stanco e accetta l'inevitabile fine. Ma nonostante un buon inizio il film fatica a mantenere la stessa qualità e diventa troppo pesante non riuscendo a gestire bene la tensione dei lupi con il serio dramma, specie durante il viaggio nell fitto buio della foresta arriva qualche sbadiglio, i lupi appaiono e scompaiono in modo molto conveniente e non si capisce mai quale sia la loro effettiva minaccia, trovo stupidissimo quando il tizio fa bungee jumping e si lancia dal burrone, l'attraversamento sospeso attaccati alla fune non trasmette la giusta tensione perché sa molto di finto e digitale cosi come per quanto il finale emotivo abbia un senso arriva anche piuttosto insoddifacente e lascia un forte amaro in bocca. A parte questo Liam Neeson con il suo faccione guida bene la storia ed è toccante come accompagna un grave ferito alla morte quasi fosse un prete, molto bello come ricorda il padre e narra il suo poema, stupendo quando disperato e furioso urla al cielo contro Dio in cerca di un aiuto, la musica usa note di piano che toccano il cuore e sono profonde le emozioni nell aprire i portafogli dei sopravvissuti e vedere le loro foto cosi l'intero percorso di dolore del protagonista lo spinge a non arrendersi e lottare fino alla fine con tutte le sue forze (e il film acquista piu valore se si conosce la tragedia personale di Neeson che aveva perso la moglie qualche anno prima). Nell insieme la struttura narrativa non mi convince del tutto e funziona piu come gelido dramma che come avventura di sopravvivenza contro i lupi ma le morti dei personaggi sono molto toccanti e il film fa una buona riflessione sulla dolorosa fatica di vivere.

8 ottobre 2026

L'Urlo dell Odio

Recensione Film
Anno: 1997
Regia: Lee Tamahori
Genere: Thriller, Survival

★★★ 😊

Riccone si schianta in una valle sperduta in Alaska e deve sopravvivere insieme ad un'invidioso fotografo. Thriller nella natura che ha un epico scontro con Orso sanguinario ma in realtà tutto dura solo una ventina di minuti e il vero scontro è tra i due protagonisti e i loro caratteri opposti, Alec Baldwin è un estroverso artista fotografo pieno d'invidia e risentimento che si arrende di fronte ai problemi e cerca le soluzioni piu facili per poi cadere velocemente nella disperazione mentre Anthony Hopkins fa un riccone calmo e tranquillo che non ha esperienza sul campo ma usa le sue poche conoscenze per trovare soluzioni, non è infallibile e sbaglia ma non si arrende ai problemi e alle avversità della vita riuscendo a plasmare il suo destino. In questo modo il film ribalta i classici e ideologici cliché anticapitalisti che attaccano i ricchi per dimostare le qualità di una persona virtuosa e spiega anche bene il perché sono ricchi, cosa li rende Leader naturali e come riescono a gestire le crisi della vita, è ovvio che ci sono molti piu Bob al mondo che desiderano, rubano e vivono nell odio e nell eterna invidia ma il film mostra bene quanto sia superiore l'atteggiamento di Charles che riflette, ragiona, cerca indizi, legge e si informa sempre aumentando le sue conoscenze, carina l'idea della bussola nella foglia, resta nella mente la frase "chi si perde muore di vergogna" e amo tantissimo il momento quando cerca di motivare il fotografo che possono davvero uccidere l'orso perché dimostra che questo approccio alla vita arricchisce entrambi, insieme nelle avversità i due si legano e creano un forte e autentico rapporto che va oltre lo stato sociale e li aiuta a battere la bestia della natura. Tutto è pieno di bellissimi panorami naturali con fascinosi laghi e montagne, l'orso è realizzato benissimo e vengono veri brividi alla presenza della sua enorme stazza, fa sorridere quando affamati cacciano disperati uno scoiattolino, pieno di tensione l'attraversamento di un tronco sospeso, molto epica la battaglia sul fiume, c'è buona tensione nel momento di tirare le somme sulla moglie e mi piace come Charles è comunque pronto al perdono e tenta di salvare Bob dimostrando di essere davvero superiore come persona. Tra i difetti che si possono notare c'è il personaggio del nero che è inutile alla storia e serve solo per fare la quota di minoranza sacrificabile, in questa valle il clima è strano e piove, c'è il sole, poi nevica nel giro di poche ore, essendo una questione tra maschi che si contendono una donna il ruolo della moglie è inevitabilmente oggettificato, quando si mettono la veste con la pelle dell orso sono troppo ridicoli e la regia non ha nessun vero tocco di stile o momento grandioso ma nell insieme è una storia di sopravvivenza e amicizia tra due uomini che ammiro molto per come è una delle poche che elogia veramente lo spirito capitalista liberale in cui tutti viviamo e strappati del loro stato sociale e messi sullo stesso piano il film fa una buona distinzione su quale sia il giusto approccio alle difficoltà della vita.

7 ottobre 2026

Spiriti nelle Tenebre

Recensione Film
Anno: 1996
Regia Stephen Hopkins
Genere: Thriller, Avventura

★★★ 😊

Alla fine dell 1800 un militare viene incaricato di costruire un ponte in Africa ma i lavori vengono bloccati da un feroce leone che si mangia la gente. Thriller esotico che mette al centro la caccia ad un Leone satanico, figura mitologica simbolo di Paure e problemi primordiali da vincere e superare, che nel protagonista sono il non riuscire a costruire il ponte in tempi ristretti, resistere alle condizioni atmosferiche difficili, i problemi con i lavoratori, l'epidemia di malaria e le inquietudini di diventare padre. E funziona la musica che offre la giusta epicità, mi piace quanto bastardo è Tom Wilkinson all inizio nel dare l'incarico, qua si respira bene l'Africa e la natura con delle atmosfere western, graffiano e sono d'impatto tutte le sanguinarie uccisioni, Val Kilmer se la cava ma è mangiato dal grande carisma di Michael Douglas che fa un'esperto cacciatore, mi piace come è presentato il leone e come appare con i suoi gelidi occhi, è grande l'angoscia che suscitano le apparizioni della creatura, da brividi quando scoprono le ossa nella caverna e che la bestia uccide per divertimento, bello e memorabile l'incubo con la moglie e chiude bene la storia lo scontro finale con fascinose fiamme sullo sfondo. Certo è un film a favore della caccia che potrebbe non piacere agli animalisti e che nel sottotesto elogia un po' il colonialismo e le fantasie da Safari degli occidentali, poi la regia offre bene il rischio e il pericolo dei leoni ma tecnicamente vive molto di atmosfera e ci sono pochi momenti davvero fatti bene, anzi l'azione è un po' montata male e ad un occhio esperto i leoni appaiono abbastanza pupazzosi, è assurdo che durante la trappola le guardie nel panico non riescono a sparare neanche un colpo alla bestia che hanno davanti e delude molto come viene sprecato Michael Douglas che ad un tratto sparisce quasi avessero finito il budget per lui. Nell insieme è comunque un film che mi piace ricordare con affetto, la caccia al mostro che minaccia la comunità è un qualcosa di mitologico e tribale che suscita sempre un certo fascino, qua si mostra bene lo scontro eterno tra Uomo e Natura e la fatica di resistere alla morte per sviluppare la civiltà.

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Jaws (1975)

6 ottobre 2026

Halloween - La Saga

La Saga di Halloween è una saga di Film nata nel 1978 dall omonimo film di John Carpenter con al centro la spaventosa figura mascherata di Micheal Myers che ha plasmato quello che viene definito come il Genere "Slasher", un sottogenere dell thriller e dell Horror dove una misteriosa figura assassina uccide con brutalità varie persone per il solo gusto di farlo. Oltre a Micheal al centro della saga c'è anche il personaggio di Laurie Strode (interpretato da Jamie Lee Curtis) che dopo la Sally di Chainsaw Massacre è una delle piu importanti "final girl", cioè una ragazza che è riuscita a sopravvivere al mostro ma molto importante è anche Il Dottor Loomis (interpretato da Donald Pleasence) che è il medico che ha avuto in cura Micheal e conosce bene la sua spaventosa malvagità. Dopo il primo la saga è poi continuata in un diretto sequel, un terzo film completamente scollegato senza Micheal e poi tre reboot che hanno sviluppato quattro linee temporali diverse sulle sorti di Micheal e Laurie.

Micheal è il piu importante killer del cinema

Il primo Halloween del 1978 era un piccolo film ma ebbe una popolarità clamorosa ed è diventato uno dei film indipendenti piu di successo della storia guadagnando quasi 200 volte quanto è costato, il film per come ha plasmato il genere Slasher è a tutti gli effetti uno degli horror piu importanti di sempre ed è anche un grande film di culto guardato per tradizione ogni anno dai fan grazie al fatto che è ambientato durante la festività dell'orrore per eccellenza. Al centro di tutto c'è la mitica e iconica figura di Micheal definito come "La Forma" o "The Shape", un essere impotente alto quasi due metri che indossa una tuta blu da meccanico e una maschera bianca che gli toglie qualsiasi espressione, la forza della sua figura è il suo essere un killer inesorabile, non parla, non dialoga, non corre neanche, è un mietitore fatto di pura malvagità che si muove per il mondo portando morte, un essere che va oltre l'essere umano e inquieta la sua straordinaria forza e resitenza che gli permette di sopravvivere a colpi di pistola, incendi ed addirittura esplosioni.

LA SAGA HA PLASMATO IL GENERE SLASHER

5 ottobre 2026

La Croce di Ferro

Recensione Film
Anno: 1977
Regia: Sam Peckinpah
Genere: Guerra, Dramma

★★★★ 😏

Disilluso sergente Nazista si scontra sempre piu con il suo odioso capitano durante la battaglia contro i Russi. Dramma di Guerra molto sporco e marcio che cinicamente mostra quanto la Guerra sia una caotica follia dove gli uomini sono bambinoni che giocano a morire, creano legami emotivi fasulli, lottano per inutili medaglie d'onore e per una Patria che di certo non merita il loro eroismo, Peckinpah usa anche qua i suoi caratteristici slow-mo discontinui che funzionano bene ad enfatizzare la violenza brutale e a parte dei momenti stealth l'azione è sempre addosso ai personaggi che la subiscono attraverso esplosioni, schiacciati da un caos sensoriale che li circonda come un continuo rumore di fondo. James Coburn con il suo volto vissuto guida bene la storia e fa un pazzo che ama la guerra e subisce il vuoto fascino del cameratismo ma odia le autorità, mi piace come decide di non uccidere un ragazzino russo e prova a salvarlo, si sente molto la claustrofobia chiusi in bunker e trincee, il film brilla nel montaggio per creare sensazioni ed è molto bello il montaggio sensoriale all ospedale dove confuso ha visioni che lo distaccano dalla realtà, mi piace che l'incontro sentimentale con l'infermiera è presentato in modo calmo e romantico perché l'unico momento di vera Vita in mezzo a questa stupida follia e cosi si sente meglio il grave errore del protagonista che rifiuta la pace per tornare a fare la guerra, bello come il capitano aristocratico è odioso e fa cose sempre piu viscide per avere quell inutile medaglia, la situazione con le soldatesse russe ribadisce quanto i maschi lasciati liberi sono solo degli animali, quell "eseguivo solo gli ordini" ha un altro significato visto che sono tutti nazisti e il tradimento finale è molto catartico e viene proprio la voglia di insubordinazione e sparare a tutti i vari gradi di comando. Un film di certo non semplice da vedere perché la storia non ha una narrativa lineare ma vuole piu immergere lo spettatore in questo ambiente militare, ed è peccato che finisce in modo un po' insoddisfacente e non ha una chiusura perfetta, capisco le folli risate e il ritornare alla musichetta infantile della sigla ma il film meritava un qualcosa di piu potente come immagine finale, mentre invece le diapositive e la citazione a Brecht sembrano qualcosa di forzato e sbrigativo forse perché era finito il budget. Nell insieme è comunque un grande film in pieno stile anni 70 che nonostante gli slow-mo, le esplosioni e la violenza riesce a smiticizzare la guerra, non la feticizza e non la rende mai spettacolare anzi senza retorica la mostra per quello che è, una vera merda.

4 ottobre 2026

Lanterns

Recensione Serie Tv
Anno: 2026
Showrunner: C.Mundy, D.Lindelof, Tom King
Genere: Thriller, Fantascienza
Episodi: 8

★★ 😳

Hal Jordan e allievo indagano su degli omicidi in Nebraska ma tra i due nascono molti conflitti e incomprensioni. Serie Tv ambientata nell'universo DC di James Gunn che fa da origini alla lanterna verde di John Stewart e invece di mostrare spazio e Alieni tutto vuole essere un thriller realistico di periferia con un indagine ispirata da True Detective. Una serie che brilla sopratutto grazie al carisma e bravura di Kyle Chandler che rende Hal un irresistibile bastardo pieno di fascino, poi è simpatica la pianta carnivora, sono carini i cameo di Guy Gardner, esalta vedere Sinestro e non è male come è presentata la mitologia delle Lanterne ma tristemente quella che poteva essere una classica storia di passaggio del testimone e addestramento tra un duro maestro e un giovane allievo si rivela un pasticcio per colpa della solita voglia progressista di distruggere le autorità maschili, cosi Hal per tutta la serie viene preso a pesci in faccia nonostante sia un eroe con anni di servizio sulle spalle, è piu volte trattato malissimo da un John invidioso e aggressivo che vuole rubargli l'anello non per eroismo ma perché lo ritiene simbolo del potere dei bianchi, la scrittura cerca timidamente di parlare di temi razziali ma le morali sono cosi approssimative che finiscono per essere contraddittorie, i genitori di John sono dei folli mostri abusivi che lo torturano fin dall infanzia con assurdi e violenti addestramenti per non avere paura ma invece di essere criticati sono giustificati e alla fine vengono pure perdonati e abbracciati, si scopre che Il nemico Manhunter è una disgustosa genocida maniaca che seduce e manipola la gente, tratta i suoi seguaci come carne da macello e addirittura spara laser contro la sua stessa città che la supporta ma lei viene descritta come una povera incompresa mentre Hal che ha provato con fatica a fermarla si prende la colpa di tutto e si fa addirittura DIECI ANNI di Carcere!!! Questa è una grandissima puttanata! ed è lo stesso problema che ho visto in Last Jedi, The Acolyte o Falcon e Wintersoldier con gli sceneggiatori che accecati dall'ideologia prima decostruiscono e poi provano male a correggere il discorso risultando in un grosso confuso pasticcio morale, e mi irrita che Hal viene trattato come se fosse caduto al lato oscuro e avesse fatto una strage (come nei fumetti) ma in realtà qua non accade mai quindi di sicuro c'è stata qualche riscrittura, cosi nonostante i continui attacchi Hal resta un eroe che ha Sempre Ragione e John Stewart fatica a stargli dietro con un rapporto mentore/allievo che si sviluppa male attraverso flashback e distaccati ologrammi. Aaron Pierre non è neanche male come attore ma il fatto che John sia mosso da cosi tanta Invidia e risentimento perché si ritiene l'unico a meritare l'anello rovina molto il suo personaggio che non ha un solo briciolo d'umiltà, sarebbe stato fantastico se ad un certo punto avesse chiesto scusa e capito i suoi errori meritandosi con onestà l'anello attraverso atti coraggiosi e altruisti ma invece pensa sempre a se stesso e per ben due volte Strappa forzatamente l'anello dalle mani di Hal per simboleggiare "la minoranza che si prende il potere che merita" e in questo modo è un furto e non lo riceve mai con onestà! ha un desiderio malato di Potere che è sempre stato un sentimento da cattivo piu che da eroe. Poi tutto è realizzato in economia e gli effetti visivi non convincono, è brutta la solita fotografia troppo scura, pessima la Guardiana farabutta che alimenta per anni l'invidia della famiglia di John, sono ridicoli gli alieni kamikaze che ticchettano prima di esplodere, odio che l'anello è sempre scarico, fa vomitare la scena di nudo con il marito della tizia, ho odiato la Sheriffa egoista e bugiarda che è piena di segreti ma viene trattata sempre con una grande e immeritata empatia, viene ritenuto un "bravo ragazzo" chi ha liberato Sinestro e complottava di dominare il mondo, nel finale l'assassino non viene neanche punito ed è brutto come la narrativa non lineare spezza la storia per creare misteri e rivelazioni piuttosto insoddisfacenti. Nell insieme funziona l'approccio da maturo investigativo e divertono gli atriti tra i due protagonisti ma dispiace che tutto poteva essere piu godibile senza questo spietato e ideologico attacco all povero Hal che nonostante il duro carattere ha sempre provato ad aiutare gli altri.

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3 ottobre 2026

Gente Comune

Recensione Film
Anno: 1980
Regia: Robert Redford
Genere: Dramma

★★★ 😐

Ragazzo depresso si rivolge ad un psicoterapeuta dopo aver perso il fratello in un incidente. Primo film di Robert Redford che è un dramma molto asciutto che scava nel lutto in famiglia senza tante esagerazioni, all inizio durante la colazione è buona la tensione e le frasi non dette con il padre, attraverso il montaggio e veloci flash si percepisce bene che il ragazzo ha un forte misterioso trauma, mi piace l'ansia e la paura che ha di andare dallo psicologo e sono buone le tante emozioni e difficoltà nel tirare fuori il nero che lo sta distruggendo dentro. Poi è interessante come l'attenzione si sposta anche sui genitori che reagiscono al dolore a modo loro cercando con fatica di andare avanti, molto bello quando il ragazzo spiega alla ragazza come è stato cadere in questo malessere che lo ha portato a tentare di togliersi la vita e poi colpisce il climax quando disperato di notte corre dal dottore dove finalmente fa i conti con il doloroso senso di colpa per essere sopravvissuto all incidente. Un dramma quindi che funziona a descrivere questi seri problemi ma non c'è niente di davvero imperdibile e anzi è un film difficile da consigliare per come tutto risulta fin troppo modesto, i genitori appaiono molto distanti e vederli fare feste e giocare a golf sembra strano, il giovane attore protagonista se la cava ma non brilla particolarmente e per quanto sia buona la relazione con il dottore ha palesemente ispirato quella di Good Will Hunting che è un film molto piu memorabile, e poi c'è il finale che mi ha fatto piuttosto ridere per come è troppo spietato contro la figura materna, il ragazzo pensa che lei lo ritenga responsabile dell incidente e mi aspettavo un qualche tipo perdono o riconciliazione tra i due ma invece il film strappa il rapporto e indica proprio la madre come il vero problema principale di questa famiglia e quando lei se ne va torna magicamente la serenità e l'amore tra padre e figlio, una chiusura forse fin troppo cattiva verso una madre che comunque sta soffrendo il loro stesso dolore.