Recensione Film
Anno: 1983
Regia: John Carpenter
Genere: Supernatural, Thriller
★★★ 😑
Ragazzo timido compra una macchina maledetta degli anni 50 e viene corrotto dal male. Horror basato sull omonimo romanzo di Stephen King che attraverso il feticcio dell'automobile simbolo culturale della libertà e maturazione americana prova a parlare dei turbamenti e pericoli dell adolescenza dove un amore patologico verso un oggetto rappresenta la caduta nell narcisismo egoista dei giovani che amando troppo se stessi distruggono i veri valori dei rapporti con amici e familiari. Ma nonostante questi elementi potenzialmente interessanti nel concreto l'idea di un auto maledetta resta piuttosto ridicola e John Carpenter fa il possibile per elevare il materiale di partenza e solo grazie alla tecnica e alla messa in scena il film raggiunge la sufficienza, mi piace come è presentata la macchina alla catena di montaggio, la scena dei bulli è abbastanza tesa con il tipo che tira fuori il coltello, molto misterioso il vecchietto che vende l'auto, la trasformazione del ragazzo da nerd bamboccione a tenebroso ribelle è piuttosto affascinante (anche se l'attore esagera in recitazione), molto intenso il litigio con i genitori che quasi sfocia in violenza, carino l'utilizzo delle musiche e della radio, la fotografia è stupenda nell utilizzare i fasci di luce abbaglianti che rendono viva e minacciosa la presenza dell'automobile, bella la vendetta di sangue e la scena dove la macchina prende fuoco è davvero spettacolare. Non mi piace invece che non ci sia nessuna spiegazione sulla natura dell auto e nasce gia malvagia, come mai è magica e senziente? cosa la rende maledetta? in che modo riesce ad influenzare il ragazzo anche quando è fuori dall abitacolo? bastava una qualsiasi spiegazione tipo che è impossessata da un fantasma ma invece non ci hanno nemmeno provato a spiegare la cosa, brutto anche come si sviluppa il rapporto d'amicizia tra i due protagonisti che viene sprecato con un finale piuttosto deludente e dopo aver mostrato che l'auto è totalmente invincibile e capace di rigenerarsi di colpo viene distrutta facilmente e si arrende al suo destino, e capisco che quando il bulldozer sale sopra e spacca la macchina vuole simboleggiare la distruzione dell idea stessa degli anni 50 in un atto di ribellione dei giovani verso la cultura dei loro padri ma tutto meritava un finale piu potente per funzionare. Nell insieme apprezzo lo sforzo tecnico nel rendere fascinosa un'automobile maledetta ma nel concreto il film è piuttosto debole e questa macchina rossa è fin troppo bella e non riesce davvero a far paura.
7 ottobre 2025
30 giugno 2025
F1: Il Film
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Joseph Kosinski
Genere: Sportivo
★★★ 😑
Per fare un favore ad amico e provare di valere ancora qualcosa un pilota anziano va a gareggiare per la F1. Film sportivo che segue uno schema classico ma collaudato, cè il protagonista difficile dalla testa calda, ci sono i conflitti, le incomprensioni, le sconfitte, i vari incidenti che fermano il percorso e le inevitabili vittorie, la regia è carina e funzionano i momenti di tensione o mi piace come vengono mostrati i vari dettagli e punti di vista della macchina con inquadrature dentro, di lato, davanti e dietro l'abitacolo, bello e fascinoso l'uso dei fuochi d'artificio, la F1 è piuttosto noiosa ma il film riesce un minimo a renderla appassionante e simpatiche sono le varie tattiche utilizzate con l'uso furbo degli incidenti e pit stop, e anche se tutto è molto superficiale e cliché cè qualche dettaglio profondo come la carta da gioco simbolica o dei momenti di riflessione in solitudine. Peccato che per quanto decente il film non eccelle davvero in nulla e risulta anche piuttosto mediocre, Brad Pitt è un personaggio vuoto e tutto il suo ruolo è sorretto dal suo solito sorriso piacione, Javier Bardem serve solo a fare espressioni e faccette di reazione agli eventi, la storia è scritta male e dovrebbe essere incentrata sul passaggio generazionale e il rapporto tra il giovane e l'esperto ma è una dinamica che non convince davvero, gli incidenti che accadono sono troppi e sempre piu al limite dell assurdo e dopo Top gun 2 tutto il pippone del vecchio guerriero orgoglioso che non vuole mollare la battaglia perchè incapace di arrendersi ha stancato e anche qua sa di pura vanità di un attore che ha raggiunto i sessanta. Nell insieme è un film sportivo adatto a tutti gli amanti dei motori e della F1 ma tolte alcune riprese c'è davvero poco di memorabile.
Anno: 2025
Regia: Joseph Kosinski
Genere: Sportivo
★★★ 😑
Per fare un favore ad amico e provare di valere ancora qualcosa un pilota anziano va a gareggiare per la F1. Film sportivo che segue uno schema classico ma collaudato, cè il protagonista difficile dalla testa calda, ci sono i conflitti, le incomprensioni, le sconfitte, i vari incidenti che fermano il percorso e le inevitabili vittorie, la regia è carina e funzionano i momenti di tensione o mi piace come vengono mostrati i vari dettagli e punti di vista della macchina con inquadrature dentro, di lato, davanti e dietro l'abitacolo, bello e fascinoso l'uso dei fuochi d'artificio, la F1 è piuttosto noiosa ma il film riesce un minimo a renderla appassionante e simpatiche sono le varie tattiche utilizzate con l'uso furbo degli incidenti e pit stop, e anche se tutto è molto superficiale e cliché cè qualche dettaglio profondo come la carta da gioco simbolica o dei momenti di riflessione in solitudine. Peccato che per quanto decente il film non eccelle davvero in nulla e risulta anche piuttosto mediocre, Brad Pitt è un personaggio vuoto e tutto il suo ruolo è sorretto dal suo solito sorriso piacione, Javier Bardem serve solo a fare espressioni e faccette di reazione agli eventi, la storia è scritta male e dovrebbe essere incentrata sul passaggio generazionale e il rapporto tra il giovane e l'esperto ma è una dinamica che non convince davvero, gli incidenti che accadono sono troppi e sempre piu al limite dell assurdo e dopo Top gun 2 tutto il pippone del vecchio guerriero orgoglioso che non vuole mollare la battaglia perchè incapace di arrendersi ha stancato e anche qua sa di pura vanità di un attore che ha raggiunto i sessanta. Nell insieme è un film sportivo adatto a tutti gli amanti dei motori e della F1 ma tolte alcune riprese c'è davvero poco di memorabile.
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21 agosto 2023
Gran Turismo
Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Neill Blomkamp
Genere: Sportivo
★★★ 😏
Giovane esperto di videogiochi sogna le corse d'auto e ha la possibilità di realizzare i suoi sogni. Basato su una storia vera questo film sportivo è un grande omaggio alla famosa serie di videogiochi playstation e al marchio Sony, tutto è molto generico e segue uno schema visto e rivisto mille volte nei film sportivi con allenamenti, sfide, gelosie, voglia di rivalsa e montaggi vari ma persino l'idea di esperto di videogiochi buttato nel mondo reale è un qualcosa che sa di gia visto in altre storie come Last starfighter. Triste vedere Neill Blomkamp ridotto a fare questi film e qua ci prova riempiendo il film di inquadrature di auto da tutti gli angoli e offre qualche idea carina come visuali di realtà aumentata o una dove la macchina si scompone ma manca di vero stile e a fatica si allontana dal plastico prodotto commerciale tanto che a tratti sembra solo un lungo e arido spot pubblicitario, poi il protagonista manca di carisma e appare anonimo, i montaggi sono troppo frenetici, le interazioni dei personaggi troppo frettolose e arrivano abbracci sentiti che pretendono il momento emotivo anche quando manca una vera costruzione dei rapporti. Ma nel complesso seppur molto cliché il tutto nella sua mediocrità funziona, la storia con il suo salto tra virtuale e dura realtà piena di rischi offre bene il sogno delle competizioni sportive agli amanti dei motori e con il suo insieme di vittorie e sconfitte riesce ad intrattenere bene, sopratutto mi è piaciuto un momento di grave sconfitta drammatica anche piuttosto graffiante che andava secondo me esplorato meglio visto è accaduto per davvero, poi mi è piaciuto il padre del protagonista che ha totalmente ragione e cerca all inizio di ripetergli quanto il suo sogno sia pura follia ed è interessante il personaggio di Orlando Bloom per come è uno strano giullare ambiguo ma la vera cosa che salva il film dalla solita cagatella sportiva è David Harbour che con la sua interpretazione si mangia tutti, lui da solo regge l'intera baracca con il suo ruolo di mentore duro, passionale, spietato, pieno di saggezza, amore paterno e speranza e addirittura accende nello spettatore l'amore per le corse e la voglia di vincere piu del protagonista stesso. Insomma non è niente di eccezionale, ci sono tanti film migliori sulle corse d'auto ma seppur molto generico e modesto riesce ad offrire i giusti sogni di gloria adolescenziali.
Anno: 2023
Regia: Neill Blomkamp
Genere: Sportivo
★★★ 😏
Giovane esperto di videogiochi sogna le corse d'auto e ha la possibilità di realizzare i suoi sogni. Basato su una storia vera questo film sportivo è un grande omaggio alla famosa serie di videogiochi playstation e al marchio Sony, tutto è molto generico e segue uno schema visto e rivisto mille volte nei film sportivi con allenamenti, sfide, gelosie, voglia di rivalsa e montaggi vari ma persino l'idea di esperto di videogiochi buttato nel mondo reale è un qualcosa che sa di gia visto in altre storie come Last starfighter. Triste vedere Neill Blomkamp ridotto a fare questi film e qua ci prova riempiendo il film di inquadrature di auto da tutti gli angoli e offre qualche idea carina come visuali di realtà aumentata o una dove la macchina si scompone ma manca di vero stile e a fatica si allontana dal plastico prodotto commerciale tanto che a tratti sembra solo un lungo e arido spot pubblicitario, poi il protagonista manca di carisma e appare anonimo, i montaggi sono troppo frenetici, le interazioni dei personaggi troppo frettolose e arrivano abbracci sentiti che pretendono il momento emotivo anche quando manca una vera costruzione dei rapporti. Ma nel complesso seppur molto cliché il tutto nella sua mediocrità funziona, la storia con il suo salto tra virtuale e dura realtà piena di rischi offre bene il sogno delle competizioni sportive agli amanti dei motori e con il suo insieme di vittorie e sconfitte riesce ad intrattenere bene, sopratutto mi è piaciuto un momento di grave sconfitta drammatica anche piuttosto graffiante che andava secondo me esplorato meglio visto è accaduto per davvero, poi mi è piaciuto il padre del protagonista che ha totalmente ragione e cerca all inizio di ripetergli quanto il suo sogno sia pura follia ed è interessante il personaggio di Orlando Bloom per come è uno strano giullare ambiguo ma la vera cosa che salva il film dalla solita cagatella sportiva è David Harbour che con la sua interpretazione si mangia tutti, lui da solo regge l'intera baracca con il suo ruolo di mentore duro, passionale, spietato, pieno di saggezza, amore paterno e speranza e addirittura accende nello spettatore l'amore per le corse e la voglia di vincere piu del protagonista stesso. Insomma non è niente di eccezionale, ci sono tanti film migliori sulle corse d'auto ma seppur molto generico e modesto riesce ad offrire i giusti sogni di gloria adolescenziali.
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8 luglio 2021
Death Proof - A Prova di Morte
Recensione Film
Anno: 2007
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Thriller, Erotico, Meta
★★ 😳
Ragazze libere e piene di vita si imbattono in un stuntman Killer. Quinto film ufficiale di Tarantino che omaggia ancora una volta quel cinema degli anni 70 che piace a lui, sotto un filtro di pellicola rovinata, una marea di canzoni e falsi errori di montaggio il film ricostruisce un atmosfera di festa tra amiche dove tra fumo e alcool si ritrovano a parlare di ragazzi e cinema, mentre l'antagonista con il suo atteggiamento predatorio e perverso rappresenta tutte le ombre del maschio oppressivo da abbattere in una chiave di lettura anche piuttosto femminista senza dimenticare una forte componente erotica con grosse inquadrature di culoni e piedini. Tutto carino e simpatico nella forma ma per quanto lo stile di Tarantino sia riconoscibile e abbia charme questo film non mi piace proprio, il ritmo è completamente sbagliato con troppo tempo dedicato al cazzeggio e dialoghi riempitivi, la struttura speculare poi rende la prima parte solo un gigantesco prologo e per un ora si perde tempo intorno a dei personaggi che non servono piu a niente, capisco che forse si vuole citare una mossa simile in Psycho ma cosi la seconda parte fatica a decollare perché non c'è connessione con la prima, si deve nuovamente ripartire da zero e il dover ricominciare a ripresentare i personaggi nella seconda parte con altri dialoghi e cazzeggi rende tutto lento e macchinoso e tristemente arriva la noia, ma io dico cosa costava lasciarne almeno uno che voleva vendetta nella seconda parte? C'è poi il problema dell antagonista che non fa mai paura, Kurt Russell è bravo e appare fascinoso ma a mio parere è poco utilizzato, a parte quei due sorrisini che fa non viene usato nel modo giusto, non è mai una figura minacciosa, mai davvero inquietante, mai abbraccia l'oscurità da killer, anzi si rivela un patetico clown da circo che Tarantino utilizza come avatar per soddisfare i suoi fetish malati come ricevere una super erotica lap dance o toccare i piedi di una ragazza per poi ribaltare i fetish sull subire da donne forti. Secondo me l'intero film ruota e viene costruito intorno a due scene chiave, il mega incidente e lo stunt finale, scene che hanno di sicuro un certo impatto e sono di sicuro memorabili ma tutto quello che c'è intorno non rafforza questi due momenti, anzi tutta la situazione dell legarsi al cofano mi è apparsa una mossa di stunt troppo forzata e una buona scrittura avrebbe reso quel momento organico e naturale, c'è da dire poi che questo grande elogio al cinema e agli stunts mi è sembrato piu una cosa detta a parole che con i fatti, l'inseguimento finale per me è girato male, è piuttosto brutto e non c'è alcuna tensione costruita, è un vago scimmiottare i grandi inseguimenti degli anni 70 senza capire perché funzionavano davvero. Nel complesso questo Death proof è un simpatico esercizio stilistico di un autore che ama parlare di ciò che piace a lui ma fatica a stare in piedi come solido film.
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Planet Terror (2007)
Anno: 2007
Regia: Quentin Tarantino
Genere: Thriller, Erotico, Meta
★★ 😳
Ragazze libere e piene di vita si imbattono in un stuntman Killer. Quinto film ufficiale di Tarantino che omaggia ancora una volta quel cinema degli anni 70 che piace a lui, sotto un filtro di pellicola rovinata, una marea di canzoni e falsi errori di montaggio il film ricostruisce un atmosfera di festa tra amiche dove tra fumo e alcool si ritrovano a parlare di ragazzi e cinema, mentre l'antagonista con il suo atteggiamento predatorio e perverso rappresenta tutte le ombre del maschio oppressivo da abbattere in una chiave di lettura anche piuttosto femminista senza dimenticare una forte componente erotica con grosse inquadrature di culoni e piedini. Tutto carino e simpatico nella forma ma per quanto lo stile di Tarantino sia riconoscibile e abbia charme questo film non mi piace proprio, il ritmo è completamente sbagliato con troppo tempo dedicato al cazzeggio e dialoghi riempitivi, la struttura speculare poi rende la prima parte solo un gigantesco prologo e per un ora si perde tempo intorno a dei personaggi che non servono piu a niente, capisco che forse si vuole citare una mossa simile in Psycho ma cosi la seconda parte fatica a decollare perché non c'è connessione con la prima, si deve nuovamente ripartire da zero e il dover ricominciare a ripresentare i personaggi nella seconda parte con altri dialoghi e cazzeggi rende tutto lento e macchinoso e tristemente arriva la noia, ma io dico cosa costava lasciarne almeno uno che voleva vendetta nella seconda parte? C'è poi il problema dell antagonista che non fa mai paura, Kurt Russell è bravo e appare fascinoso ma a mio parere è poco utilizzato, a parte quei due sorrisini che fa non viene usato nel modo giusto, non è mai una figura minacciosa, mai davvero inquietante, mai abbraccia l'oscurità da killer, anzi si rivela un patetico clown da circo che Tarantino utilizza come avatar per soddisfare i suoi fetish malati come ricevere una super erotica lap dance o toccare i piedi di una ragazza per poi ribaltare i fetish sull subire da donne forti. Secondo me l'intero film ruota e viene costruito intorno a due scene chiave, il mega incidente e lo stunt finale, scene che hanno di sicuro un certo impatto e sono di sicuro memorabili ma tutto quello che c'è intorno non rafforza questi due momenti, anzi tutta la situazione dell legarsi al cofano mi è apparsa una mossa di stunt troppo forzata e una buona scrittura avrebbe reso quel momento organico e naturale, c'è da dire poi che questo grande elogio al cinema e agli stunts mi è sembrato piu una cosa detta a parole che con i fatti, l'inseguimento finale per me è girato male, è piuttosto brutto e non c'è alcuna tensione costruita, è un vago scimmiottare i grandi inseguimenti degli anni 70 senza capire perché funzionavano davvero. Nel complesso questo Death proof è un simpatico esercizio stilistico di un autore che ama parlare di ciò che piace a lui ma fatica a stare in piedi come solido film.
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Planet Terror (2007)
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retro70
26 aprile 2021
Fast and Furious: Solo parti Originali
Recensione Film
Anno: 2009
Regia: Justin Lin
Genere: Azione, Poliziesco
★★ 😩
Brian e Torretto si riuniscono per vendicarsi della morte di Letty uccisa per conto di un boss criminale. Quarto capitolo della saga (dal titolo super confusionario) che riunisce la coppia d'oro del primo film nella speranza di ricatturare la stessa magia ma il film è di una noia boia pazzesca, con tutta sta cosa degli amici-nemici, della vendetta piu la solita solfa dell poliziotto infiltrato che deve fare le corse per catturare la fiducia di un boss l'intero film è super serioso e indigeribile come un mattone, per me era molto meglio la strada sportiva di Tokyo Drift invece che questa seriosa e soporifera stupidera poliziesca/action che non ha nessun vero mordente. Inizia con un assurdo ed esagerato assalto ad un camion in corsa che non ha senso (ditemi una buona ragione perché non li fermano prima di rapinarli) e poi c'è la solita confusa corsa per la città e una doppia corsa per il deserto di andata e ritorno attraverso rischiosissimi tunnel, tutto girato e montato in modo cosi confuso che non capisci mai chi sta vincendo e chi no, la regia non offre conflitti o vere sfide da vincere ma è solo un ammasso di caos cinetico con macchine che vanno a destra e a sinistra, addirittura tutto è montato cosi male che nella corsa finale Vin Diesel mi è sembrato tamponare e gareggiare contro se stesso! Certo Il film può piacere se si è fan di questi personaggi e si ha un qualche attaccamento al primo film ma nel complesso non mi piace proprio, anzi preso singolarmente penso che sia davvero una merda.
Anno: 2009
Regia: Justin Lin
Genere: Azione, Poliziesco
★★ 😩
Brian e Torretto si riuniscono per vendicarsi della morte di Letty uccisa per conto di un boss criminale. Quarto capitolo della saga (dal titolo super confusionario) che riunisce la coppia d'oro del primo film nella speranza di ricatturare la stessa magia ma il film è di una noia boia pazzesca, con tutta sta cosa degli amici-nemici, della vendetta piu la solita solfa dell poliziotto infiltrato che deve fare le corse per catturare la fiducia di un boss l'intero film è super serioso e indigeribile come un mattone, per me era molto meglio la strada sportiva di Tokyo Drift invece che questa seriosa e soporifera stupidera poliziesca/action che non ha nessun vero mordente. Inizia con un assurdo ed esagerato assalto ad un camion in corsa che non ha senso (ditemi una buona ragione perché non li fermano prima di rapinarli) e poi c'è la solita confusa corsa per la città e una doppia corsa per il deserto di andata e ritorno attraverso rischiosissimi tunnel, tutto girato e montato in modo cosi confuso che non capisci mai chi sta vincendo e chi no, la regia non offre conflitti o vere sfide da vincere ma è solo un ammasso di caos cinetico con macchine che vanno a destra e a sinistra, addirittura tutto è montato cosi male che nella corsa finale Vin Diesel mi è sembrato tamponare e gareggiare contro se stesso! Certo Il film può piacere se si è fan di questi personaggi e si ha un qualche attaccamento al primo film ma nel complesso non mi piace proprio, anzi preso singolarmente penso che sia davvero una merda.
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Azione
25 aprile 2021
Tokyo Drift
Recensione Film
Anno: 2006
Regia: Justin Lin
Genere: Corse, sport
★★★ 😏
Ragazzo difficile finisce a Tokyo dove si immerge nelle corse clandestine locali. Il terzo capitolo della saga di Fast and Furious è decisamente un netto passo in avanti in termini di qualità, si capisce fin da subito che la regia è migliorata ma anche la storia è scritta meglio dei precedenti con un viaggio dell eroe chiaro dove il protagonista si immerge in un nuovo mondo difficile e per vincere le sue difficoltà deve impegnarsi sul serio imparando nuove abilità. Bella la gara iniziale nel quartiere in costruzione, amo quel assurdo sorriso insanguinato e fiero che fa alla stazione di polizia, una volta a Tokyo il senso di spaesamento da straniero è costruito bene, mi piace la pericolosissima gara nel parcheggio e come distrugge la macchina perché non sa fare le derapate, buoni Han e il rivale che funzionano nei loro ruoli cosi come il complicato rapporto del protagonista con il padre è piuttosto profondo. Ma Nonostante questi pregi resta un filmetto molto generico che si dimentica facilmente, l'attore principale è si meglio di Paul Walker ma non si avvicina minimamente ad un adolescente, sembra avere 30 anni! e nei momenti piu frenetici la regia non è all altezza come l'inseguimento per le strade o la gara finale al buio che sono scene montate male dove non si capisce niente, poi è molto retrogado il fatto che le gare sono sempre lotte per vincere la ragazza-trofeo di turno, ragazze oggetto che si mettono addirittura volontariamente al centro della contesa oggettificandosi da sole in modo ridicolo per vedere chi è il maschio piu bravo a pilotare le macchine manco fossimo nel regno animale. Comunque Per certi versi è il migliore dei Fast and Furious perché il piu puro, si concentra tutto sull sogno romantico delle corse clandestine senza cagate e stupidate varie, niente NOS, niente rapine, salti e stunts assurdi da circo verso la luna, nei suoi limiti è un film con i piedi ben piantati nella realtà ed è l'apice artistico del idea originale.
Anno: 2006
Regia: Justin Lin
Genere: Corse, sport
★★★ 😏
Ragazzo difficile finisce a Tokyo dove si immerge nelle corse clandestine locali. Il terzo capitolo della saga di Fast and Furious è decisamente un netto passo in avanti in termini di qualità, si capisce fin da subito che la regia è migliorata ma anche la storia è scritta meglio dei precedenti con un viaggio dell eroe chiaro dove il protagonista si immerge in un nuovo mondo difficile e per vincere le sue difficoltà deve impegnarsi sul serio imparando nuove abilità. Bella la gara iniziale nel quartiere in costruzione, amo quel assurdo sorriso insanguinato e fiero che fa alla stazione di polizia, una volta a Tokyo il senso di spaesamento da straniero è costruito bene, mi piace la pericolosissima gara nel parcheggio e come distrugge la macchina perché non sa fare le derapate, buoni Han e il rivale che funzionano nei loro ruoli cosi come il complicato rapporto del protagonista con il padre è piuttosto profondo. Ma Nonostante questi pregi resta un filmetto molto generico che si dimentica facilmente, l'attore principale è si meglio di Paul Walker ma non si avvicina minimamente ad un adolescente, sembra avere 30 anni! e nei momenti piu frenetici la regia non è all altezza come l'inseguimento per le strade o la gara finale al buio che sono scene montate male dove non si capisce niente, poi è molto retrogado il fatto che le gare sono sempre lotte per vincere la ragazza-trofeo di turno, ragazze oggetto che si mettono addirittura volontariamente al centro della contesa oggettificandosi da sole in modo ridicolo per vedere chi è il maschio piu bravo a pilotare le macchine manco fossimo nel regno animale. Comunque Per certi versi è il migliore dei Fast and Furious perché il piu puro, si concentra tutto sull sogno romantico delle corse clandestine senza cagate e stupidate varie, niente NOS, niente rapine, salti e stunts assurdi da circo verso la luna, nei suoi limiti è un film con i piedi ben piantati nella realtà ed è l'apice artistico del idea originale.
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Sport
24 aprile 2021
2 Fast 2 Furious
Recensione Film
Anno 2003
Regia: John Singleton
Genere: Azione, Buddy Poliziesco
★★ 😪
Brian insieme ad un suo vecchio amico deve tornare a lavorare sotto copertura per arrestare un boss criminale. Un sequel che parte bene con una nuova gara illegale notturna girata anche meglio di quella del primo film con tanti primissimi piani di sguardi e stacchi sui cambi di marcia ma poi la storia principale non riesce mai ad avere mordente e tutto è la solita stupida giostra di azione che manca di pathos o energia. Senza piu il fascino romantico intorno alla vita del Torretto di Vin Diesel il film cerca a fatica di essere una specie di Buddy Movie poliziesco ma fatica a divertire sul serio e ad offrire momenti davvero memorabili, colpa di Paul walker che è un pezzo di legno totalmente incapace di guidare un film, anche Eva Mendes fa poco o nulla ma è sempre una bomba sexy, mentre il Roman di Tyrese Gibson parte come personaggio odiosissimo e insopportabile ma riesce lungo il film a diventare sempre piu simpatico. Il tutto è cosi scemo e infantile che sembra quasi una parodia, i due protagonisti sembrano giocare a fare i poliziotti, la storia non offre nessun investimento emotivo, nessun vero conflitto o dramma, nessun introspezione, l'amicizia tra i due protagonisti è superficiale cosi come la relazione tra Brian e Monica, mentre l'antagonista è il solito cattivone cosi generico che è indistinguiibile da qualunque altro boss criminale, certo la scena iniziale del salto del ponte con tanto di sorpasso in volo è divertente cosi come la tortura del ratto nel secchio è forse il momento piu bello del film ma è anche vero che durante tutto il caotico l'inseguimento finale pieno di macchine ed elicotteri invece dell esaltazione è arrivata solo la noia, tanta noia, quindi nel complesso è forse girato meglio ma è una storia di corse e crimini piu debole e pigra del primo film.
Anno 2003
Regia: John Singleton
Genere: Azione, Buddy Poliziesco
★★ 😪
Brian insieme ad un suo vecchio amico deve tornare a lavorare sotto copertura per arrestare un boss criminale. Un sequel che parte bene con una nuova gara illegale notturna girata anche meglio di quella del primo film con tanti primissimi piani di sguardi e stacchi sui cambi di marcia ma poi la storia principale non riesce mai ad avere mordente e tutto è la solita stupida giostra di azione che manca di pathos o energia. Senza piu il fascino romantico intorno alla vita del Torretto di Vin Diesel il film cerca a fatica di essere una specie di Buddy Movie poliziesco ma fatica a divertire sul serio e ad offrire momenti davvero memorabili, colpa di Paul walker che è un pezzo di legno totalmente incapace di guidare un film, anche Eva Mendes fa poco o nulla ma è sempre una bomba sexy, mentre il Roman di Tyrese Gibson parte come personaggio odiosissimo e insopportabile ma riesce lungo il film a diventare sempre piu simpatico. Il tutto è cosi scemo e infantile che sembra quasi una parodia, i due protagonisti sembrano giocare a fare i poliziotti, la storia non offre nessun investimento emotivo, nessun vero conflitto o dramma, nessun introspezione, l'amicizia tra i due protagonisti è superficiale cosi come la relazione tra Brian e Monica, mentre l'antagonista è il solito cattivone cosi generico che è indistinguiibile da qualunque altro boss criminale, certo la scena iniziale del salto del ponte con tanto di sorpasso in volo è divertente cosi come la tortura del ratto nel secchio è forse il momento piu bello del film ma è anche vero che durante tutto il caotico l'inseguimento finale pieno di macchine ed elicotteri invece dell esaltazione è arrivata solo la noia, tanta noia, quindi nel complesso è forse girato meglio ma è una storia di corse e crimini piu debole e pigra del primo film.
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21 aprile 2021
The Fast and The Furious
Recensione Film
Anno: 2001
Regia: Rob Cohen
Genere: Azione, Sport, poliziesco
★★★ 😐
Per indagare su dei furti un poliziotto si infiltra in una banda che partecipa a delle corse clandestine. Il primo titolo della storica saga è un semplice film che si ispira molto a Point Break e fonde bene azione e sport esplorando il mondo sommerso delle corse clandestine e del feticismo delle auto truccate, cosi tra Bros e Motori offre un universo della notte egalitario dove il gangster del ghetto e il figlio di papà miliardario possono unirsi in una passione comune verso il dio a quattro ruote, dove lo spirito della giovniezza, la voglia di libertà, andare veloci e giocare alle macchinine come bimbi si amalgama piuttosto bene alla solita storia dell infiltrato che fa da punto di contatto ai due mondi. Tecnicamente il tutto è molto altalenante, non amo l'uso di una camera super mossa per mostrare la velocità, un tremolio isterico e fastidioso, ci sono scelte di regia molto amatoriali come strani slwomotion, ridicole visuali 3D di accensione del motore o fa ridere che nella prima gara le auto saltano quasi dentro un iperspazio, anche le scelte musicali sono completamente atroci, non c'è una sola musica azzeccata, fanno tutte cagare! Poi non ho ben capito perché diavolo assaltono i camion in corsa in stile mad max invece di fermarli in qualche modo. Comunque alla fine è un filmettino carino che senza gli eventuali seguiti poteva benissimo diventare di culto per come elogiava questa cultura dei motori e del truccare le muscle car, sarà anche scemo l'assalto al camion alla mad max ma è comunque la scena piu bella del film per come è piena di tensione e la recitazione non è il massimo ma il protagonista belloccio funziona nel suo essere buono e giusto rischiando addirittura la vita per salvare tipo geloso che lo ha odiato fin dall inizio e il Toretto di Vin Diesel ha il suo fascino di libertà e quando nel finale prende "la super auto figa che non ha mai guidato" è ovvio che arriva un po' di esaltazione.
Anno: 2001
Regia: Rob Cohen
Genere: Azione, Sport, poliziesco
★★★ 😐
Per indagare su dei furti un poliziotto si infiltra in una banda che partecipa a delle corse clandestine. Il primo titolo della storica saga è un semplice film che si ispira molto a Point Break e fonde bene azione e sport esplorando il mondo sommerso delle corse clandestine e del feticismo delle auto truccate, cosi tra Bros e Motori offre un universo della notte egalitario dove il gangster del ghetto e il figlio di papà miliardario possono unirsi in una passione comune verso il dio a quattro ruote, dove lo spirito della giovniezza, la voglia di libertà, andare veloci e giocare alle macchinine come bimbi si amalgama piuttosto bene alla solita storia dell infiltrato che fa da punto di contatto ai due mondi. Tecnicamente il tutto è molto altalenante, non amo l'uso di una camera super mossa per mostrare la velocità, un tremolio isterico e fastidioso, ci sono scelte di regia molto amatoriali come strani slwomotion, ridicole visuali 3D di accensione del motore o fa ridere che nella prima gara le auto saltano quasi dentro un iperspazio, anche le scelte musicali sono completamente atroci, non c'è una sola musica azzeccata, fanno tutte cagare! Poi non ho ben capito perché diavolo assaltono i camion in corsa in stile mad max invece di fermarli in qualche modo. Comunque alla fine è un filmettino carino che senza gli eventuali seguiti poteva benissimo diventare di culto per come elogiava questa cultura dei motori e del truccare le muscle car, sarà anche scemo l'assalto al camion alla mad max ma è comunque la scena piu bella del film per come è piena di tensione e la recitazione non è il massimo ma il protagonista belloccio funziona nel suo essere buono e giusto rischiando addirittura la vita per salvare tipo geloso che lo ha odiato fin dall inizio e il Toretto di Vin Diesel ha il suo fascino di libertà e quando nel finale prende "la super auto figa che non ha mai guidato" è ovvio che arriva un po' di esaltazione.
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Automobili,
Azione,
Film,
infiltrato
20 gennaio 2020
Ford V Ferrari
Recensione Film
Anno: 2019
Regia: James Mangold
Genere: Sportivo, Corse, Bio-pic
Titolo ITA: Le mans 66 La Grande Sfida
★★★★ 😀
Negli anni 60 Matt Damon e Christian Bale si impegnano per vincere la 24 ore di Le Mans con una macchina Ford. Un intenso e divertente film sportivo che ha ritmo, energia e tanta voglia di colpire al cuore, I personaggi sono descritti bene, senti i loro desideri e la loro voglia di successo perché sono onorevoli guerrieri che affrontano una grande ed impossibile sfida, cosi Il feticismo per le auto da corsa racchiude il puro agonismo, l'eterna voglia dell uomo di riscatto rispetto ai suoi limiti umani che porta alla creazione artistica di macchine sempre piu veloci nel tentativo di catturare l'essenza della vita stessa in eterna fuga dal tempo. Matt Damon è un po' deludente e legnoso e rovina le parti piu toccanti del film ma l'interpretazione di Bale è ottima e il suo sguardo scavato eleva i momenti piu intensi, che sia un litigio, una gioia, un offesa, che sia tentare di superare i 7 mila giri, i freni infuocati o che sia una porta che non si chiude le sconfitte e le vittorie sono sempre esaltanti da vedere e percepire grazie anche alla fantastica musica e una bella e studiata fotografia cromata. Poi vedere Ford Jr piangere come un bambino e Ferrari alzare il cappello in segno di rispetto è fantastico, per me questo è davvero un gran bel film che merita di essere ricordato come un classico.
Anno: 2019
Regia: James Mangold
Genere: Sportivo, Corse, Bio-pic
Titolo ITA: Le mans 66 La Grande Sfida
★★★★ 😀
Negli anni 60 Matt Damon e Christian Bale si impegnano per vincere la 24 ore di Le Mans con una macchina Ford. Un intenso e divertente film sportivo che ha ritmo, energia e tanta voglia di colpire al cuore, I personaggi sono descritti bene, senti i loro desideri e la loro voglia di successo perché sono onorevoli guerrieri che affrontano una grande ed impossibile sfida, cosi Il feticismo per le auto da corsa racchiude il puro agonismo, l'eterna voglia dell uomo di riscatto rispetto ai suoi limiti umani che porta alla creazione artistica di macchine sempre piu veloci nel tentativo di catturare l'essenza della vita stessa in eterna fuga dal tempo. Matt Damon è un po' deludente e legnoso e rovina le parti piu toccanti del film ma l'interpretazione di Bale è ottima e il suo sguardo scavato eleva i momenti piu intensi, che sia un litigio, una gioia, un offesa, che sia tentare di superare i 7 mila giri, i freni infuocati o che sia una porta che non si chiude le sconfitte e le vittorie sono sempre esaltanti da vedere e percepire grazie anche alla fantastica musica e una bella e studiata fotografia cromata. Poi vedere Ford Jr piangere come un bambino e Ferrari alzare il cappello in segno di rispetto è fantastico, per me questo è davvero un gran bel film che merita di essere ricordato come un classico.
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Sport
29 aprile 2018
Speed Racer
Recensione Film
Anno: 2008
Regia: Wachowski Bros.
Genere: Car-exploitation, Sport
★★ 😣
Il giovane Speed Racer (si chiama cosi...) gareggia contro ricconi, gangster e corporazioni spinto dall nobile amore per la famiglia e lo sport. I Wachowski prendono un vecchio Anime e lo trasformano in un iperstilizzato turbine di colori e computer grafica cosi pacchiano ed esagerato che lo ha reso per molti una specie di Cult incompreso. Ma a mio parere il film è un odioso e gigantesco disastro, certo si ammira la Folle palette cromatica con questi colori Accesi e innaturali che dovrebbero trasportarci in un magico mondo di infinite possibilità da cartone animato ma finiscono sempre per respingere e far sembare tutto plastico e fintissimo. il Film ha una pessima sceneggiatura senza ritmo, Vive schiavo della computer grafica e di effetti digitali che sono visibilmente datati, anzi forse lo erano gia all epoca, con sfondi in greenscreen posticci e piuttosto brutti da vedere, per non parlare delle stramaledette transizioni a scorrimento che vengono abusate e ripetute fino alla nausea per creare un falso senso di tensione, no davvero le transizioni sono la piu grande puttanata dell intero film, telecronisti che scorrono da destra e sinistra, faccioni seri che si intrecciano e dividono, uno sperimentare con il montaggio da ammirare ma che finisce per diventare ridicolo e molto amatoriale. Infatti il film vuole essere con orgoglio un esagerata commedia per i piu piccoli che elogia quel puro spirito innocente pieno di passione che si aveva da bimbi ma i due registi qua non sono proprio capaci di far ridere o sognare, la commedia di questo film è un abominio, il fratellino con la scimmia meritano di essere investiti da un auto, non ho mai odiato cosi tanto dei personaggi in un film, sono insopportabili e piu volte rovinano quei due o tre momenti veramente interessanti. E infatti qualche composizione e idea carina c'è rovinata però da un esecuzione chiaramente pasticciata, è un film che vuole essere esagerato e adrenalinico ma finisce per essere stramaledettamente noioso, gia a metà non ne puoi piu, il suo voler creare un costante senso di Climax per queste inutili gare lo rende estenuante molto presto, sono due ore ma ne sembrano 5. Insomma è un film che odio, la sua infantile e psichedelica esagerazione da LSD mi provoca un autentico disgusto.
Anno: 2008
Regia: Wachowski Bros.
Genere: Car-exploitation, Sport
★★ 😣
Il giovane Speed Racer (si chiama cosi...) gareggia contro ricconi, gangster e corporazioni spinto dall nobile amore per la famiglia e lo sport. I Wachowski prendono un vecchio Anime e lo trasformano in un iperstilizzato turbine di colori e computer grafica cosi pacchiano ed esagerato che lo ha reso per molti una specie di Cult incompreso. Ma a mio parere il film è un odioso e gigantesco disastro, certo si ammira la Folle palette cromatica con questi colori Accesi e innaturali che dovrebbero trasportarci in un magico mondo di infinite possibilità da cartone animato ma finiscono sempre per respingere e far sembare tutto plastico e fintissimo. il Film ha una pessima sceneggiatura senza ritmo, Vive schiavo della computer grafica e di effetti digitali che sono visibilmente datati, anzi forse lo erano gia all epoca, con sfondi in greenscreen posticci e piuttosto brutti da vedere, per non parlare delle stramaledette transizioni a scorrimento che vengono abusate e ripetute fino alla nausea per creare un falso senso di tensione, no davvero le transizioni sono la piu grande puttanata dell intero film, telecronisti che scorrono da destra e sinistra, faccioni seri che si intrecciano e dividono, uno sperimentare con il montaggio da ammirare ma che finisce per diventare ridicolo e molto amatoriale. Infatti il film vuole essere con orgoglio un esagerata commedia per i piu piccoli che elogia quel puro spirito innocente pieno di passione che si aveva da bimbi ma i due registi qua non sono proprio capaci di far ridere o sognare, la commedia di questo film è un abominio, il fratellino con la scimmia meritano di essere investiti da un auto, non ho mai odiato cosi tanto dei personaggi in un film, sono insopportabili e piu volte rovinano quei due o tre momenti veramente interessanti. E infatti qualche composizione e idea carina c'è rovinata però da un esecuzione chiaramente pasticciata, è un film che vuole essere esagerato e adrenalinico ma finisce per essere stramaledettamente noioso, gia a metà non ne puoi piu, il suo voler creare un costante senso di Climax per queste inutili gare lo rende estenuante molto presto, sono due ore ma ne sembrano 5. Insomma è un film che odio, la sua infantile e psichedelica esagerazione da LSD mi provoca un autentico disgusto.
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22 ottobre 2017
Mad Max 2 - The Road Warrior
Recensione Film
Anno: 1981
Regia: George Miller
Genere: Azione, Post-Apocalittico
★★★★ 😎
Torna Mad Max e si trova costretto a lottare contro un altra banda di pazzi assassini. Qua entriamo ufficialmente nel post-apocalittico con un mondo del tutto morto, non c'è piu legge, non c'è piu civiltà, tutto è un gigantesco deserto sporco e conta solo il piu forte, una distopia folle entrata ormai nell immaginario popolare, un ottimo worldbuilding costruito con elementi semplici, dall valore essenziale del carburante all essere costretti a mangiare cibo per cani, dove gli oggetti comuni vengono riutilizzati per necessità, i veicoli ricoperti di metallo e i costumi sono fetish-sadomaso. E Gibson insieme al suo simpatico cane diventa un vera e propria icona del cinema, parla poco ma il suo impatto è esplosivo, inquadrato dal basso è sempre padrone della scena, infatti Non solo il mondo è cambiato ma anche lui, Miller poteva continuare la strada dell giustiziere mosso da falsa morale ma invece lo trasforma in una figura mitica e leggendaria, quasi un cowboy/samurai vagabondo in una continua ricerca di se stesso, un eroe della strada da tramandare nelle storie per le future generazioni, nonostante poi lui sia un personaggio neutrale che sembra non interessato ai problemi del mondo, questo perché un vero eroe è solo colui che non aveva alcuna intenzione di esserlo. Tornano poi i Fantastici Stunt su strada che qua sono ancora piu pericolosi ed esagerati del precedente, un esagerazione che porta ad uno strabliante insegumento finale che è un vera e propria difesa da un arrembaggio piratesco su strada, ma Nonostante il film vive d'azione ci sono anche i giusti momenti per respirare e riflettere, come quando Max guarda e presenta al pubblico la situazione dall alto del suo binocolo o il conflitto della comunità sul cosa fare dopo la proposta del Villain. Tra i difetti devo ammettere che non sono un grande fan della musica utilizzata, una marcia solenne che non convince e non alza la tensione nel giusto modo (specie nell inseguimento finale che meritava la completa assenza di musica) c'è un giovane bambino selvaggio con un boomerang che stona in mezzo a stupri e omicidi e Tristemente ogni tanto ci sono delle scene velocizzate inguardabili che donano quel ridicolo "effetto alla Benny hill" che danneggia la qualità generale. Ma comunque resta uno tra i migliori film d'azione di tutti i tempi e merita il titolo di vero Cult.
Anno: 1981
Regia: George Miller
Genere: Azione, Post-Apocalittico
★★★★ 😎
Torna Mad Max e si trova costretto a lottare contro un altra banda di pazzi assassini. Qua entriamo ufficialmente nel post-apocalittico con un mondo del tutto morto, non c'è piu legge, non c'è piu civiltà, tutto è un gigantesco deserto sporco e conta solo il piu forte, una distopia folle entrata ormai nell immaginario popolare, un ottimo worldbuilding costruito con elementi semplici, dall valore essenziale del carburante all essere costretti a mangiare cibo per cani, dove gli oggetti comuni vengono riutilizzati per necessità, i veicoli ricoperti di metallo e i costumi sono fetish-sadomaso. E Gibson insieme al suo simpatico cane diventa un vera e propria icona del cinema, parla poco ma il suo impatto è esplosivo, inquadrato dal basso è sempre padrone della scena, infatti Non solo il mondo è cambiato ma anche lui, Miller poteva continuare la strada dell giustiziere mosso da falsa morale ma invece lo trasforma in una figura mitica e leggendaria, quasi un cowboy/samurai vagabondo in una continua ricerca di se stesso, un eroe della strada da tramandare nelle storie per le future generazioni, nonostante poi lui sia un personaggio neutrale che sembra non interessato ai problemi del mondo, questo perché un vero eroe è solo colui che non aveva alcuna intenzione di esserlo. Tornano poi i Fantastici Stunt su strada che qua sono ancora piu pericolosi ed esagerati del precedente, un esagerazione che porta ad uno strabliante insegumento finale che è un vera e propria difesa da un arrembaggio piratesco su strada, ma Nonostante il film vive d'azione ci sono anche i giusti momenti per respirare e riflettere, come quando Max guarda e presenta al pubblico la situazione dall alto del suo binocolo o il conflitto della comunità sul cosa fare dopo la proposta del Villain. Tra i difetti devo ammettere che non sono un grande fan della musica utilizzata, una marcia solenne che non convince e non alza la tensione nel giusto modo (specie nell inseguimento finale che meritava la completa assenza di musica) c'è un giovane bambino selvaggio con un boomerang che stona in mezzo a stupri e omicidi e Tristemente ogni tanto ci sono delle scene velocizzate inguardabili che donano quel ridicolo "effetto alla Benny hill" che danneggia la qualità generale. Ma comunque resta uno tra i migliori film d'azione di tutti i tempi e merita il titolo di vero Cult.
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21 ottobre 2017
Mad Max - Interceptor
Recensione Film
Anno: 1979
Regia: George Miller
Genere: Poliziesco, Car-exploitation
★★★ 😫
In un futuro prossimo dei Fasci-Poliziotti si scontrano con una gang di folli motociclisti. Un duro poliziesco sulle deserte strade austrialiane che ha dato il via al famoso franchise di George Miller, Tra rombi di motori e Ruote che slittano vediamo una violenza quasi da frontiera western e al limite della civiltà, il bello è che non si sa che cosa sia successo esattamente ma si percepisce il crollo di uno Stato impotente e messo in ginocchio dall caos dell crimine, con un chiaro messaggio di destra ma forse figlio involontario delle storie di Vendetta e dei Polizieschi dell epoca (non a caso il Punisher nasce in quegli anni). Qua la strada si respira sopratutto grazie ai pericolosissimi stunts tanto che si sono quasi ammazzati per realizzarli, con degli antagonisti animali che sembrano un vero e proprio branco di folli lupi famelici come ad esempio la scena dello stupro appare brutale perché la violenza sulla coppia non è mostrata ma vediamo solo le conseguenze dell'agressione con una potente immagine della loro auto completamente distrutta e fatta in mille pezzi, lasciata come una carcassa di un animale divorato. C'è poi un interessante scena dove uno dei criminali si sente in conflitto morale e non riesce a bruciare un poliziotto, appare un braccio carbonizzato in stile horror, ridicoli occhi che escono fuori dalle orbite ed è fantastico il finale esplosivo che lascia aperte le sorti di un antagonista ma credo che il migliore momento del film sia quando la moglie viene inseguita dalla gang e in modo drammatico cade sull asfalto la pallina e la scarpetta del figlio. Detto questo diciamolo, nonostante alcuni pregi il film non è nulla di eccezionale, Il montaggio è troppo frettoloso e il ritmo non è dei migliori, sopratutto perché ha un conflitto che non sembra mai decollare, anzi si incarta su se stesso in un secondo Atto lento, piatto e senza mordente, invece che agire Max decide di... andare a farsi una vacanza al mare??? ma perché??? dove la moglie incontra i cattivi quasi per caso! cosi senza un vero conflitto o sfida contro il carismatico villain principale il film finisce per essere una lunga attesa che non ripaga la pazienza dello spettatore, si cerca di costruire una storia di origini perdendo troppo tempo nel rifiuto della chiamata e a mettere nell Frigo amici e parenti sacrificati sull altare dell eroe. Il merito piu grande del film resta quindi l'essere stato il primo grande passo, il gradino iniziale che ha permesso a Miller di crescere come regista per poi essere libero di trasformare la sua creatura in qualcosa di sempre piu folle e assurdo.
Anno: 1979
Regia: George Miller
Genere: Poliziesco, Car-exploitation
★★★ 😫
In un futuro prossimo dei Fasci-Poliziotti si scontrano con una gang di folli motociclisti. Un duro poliziesco sulle deserte strade austrialiane che ha dato il via al famoso franchise di George Miller, Tra rombi di motori e Ruote che slittano vediamo una violenza quasi da frontiera western e al limite della civiltà, il bello è che non si sa che cosa sia successo esattamente ma si percepisce il crollo di uno Stato impotente e messo in ginocchio dall caos dell crimine, con un chiaro messaggio di destra ma forse figlio involontario delle storie di Vendetta e dei Polizieschi dell epoca (non a caso il Punisher nasce in quegli anni). Qua la strada si respira sopratutto grazie ai pericolosissimi stunts tanto che si sono quasi ammazzati per realizzarli, con degli antagonisti animali che sembrano un vero e proprio branco di folli lupi famelici come ad esempio la scena dello stupro appare brutale perché la violenza sulla coppia non è mostrata ma vediamo solo le conseguenze dell'agressione con una potente immagine della loro auto completamente distrutta e fatta in mille pezzi, lasciata come una carcassa di un animale divorato. C'è poi un interessante scena dove uno dei criminali si sente in conflitto morale e non riesce a bruciare un poliziotto, appare un braccio carbonizzato in stile horror, ridicoli occhi che escono fuori dalle orbite ed è fantastico il finale esplosivo che lascia aperte le sorti di un antagonista ma credo che il migliore momento del film sia quando la moglie viene inseguita dalla gang e in modo drammatico cade sull asfalto la pallina e la scarpetta del figlio. Detto questo diciamolo, nonostante alcuni pregi il film non è nulla di eccezionale, Il montaggio è troppo frettoloso e il ritmo non è dei migliori, sopratutto perché ha un conflitto che non sembra mai decollare, anzi si incarta su se stesso in un secondo Atto lento, piatto e senza mordente, invece che agire Max decide di... andare a farsi una vacanza al mare??? ma perché??? dove la moglie incontra i cattivi quasi per caso! cosi senza un vero conflitto o sfida contro il carismatico villain principale il film finisce per essere una lunga attesa che non ripaga la pazienza dello spettatore, si cerca di costruire una storia di origini perdendo troppo tempo nel rifiuto della chiamata e a mettere nell Frigo amici e parenti sacrificati sull altare dell eroe. Il merito piu grande del film resta quindi l'essere stato il primo grande passo, il gradino iniziale che ha permesso a Miller di crescere come regista per poi essere libero di trasformare la sua creatura in qualcosa di sempre piu folle e assurdo.
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Revenge
13 luglio 2017
Baby Driver
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Edgar Wright
Genere: Azione, Thriller, Musical
★★★ 😉
Ragazzo è un Mago alla guida e fa da autista per dei criminali ma le cose si complicano dopo aver incontrato graziosa cameriera. Il film é una Action Thriller Musicale, nel senso che le Azioni vanno a Ritmo e in sincronia con la musica che ascolta il ragazzo, che non è assolutamente una cosa nuova nel cinema ma qui la tecnica viene intrecciata con la trama in maniera diegetica e questo lo rende un approccio unico ad una vecchia formula, anche se ad essere negativi questa cosa la si può vedere come un vuoto Gimmick che si mangia la naturalezza del film, sentire ad esempio gli spari che vanno in sincronia con la musica distrugge l'immersione e trasforma il tutto in un gigantesco videoclip. C'è qualche battuta che diverte, Piacevoli pianosequenze, la camera gira e si muove, Buono kevin Spacey, Foxx e Sopratutto Jon Hamm (dopo mad men non capisco come ancora non sia una star) mentre il protagonista a mio modesto parere non funziona, è odioso dall inizio alla fine, lo si vorrebbe continuamente prendere a schiaffi! capisco che è la premessa del film ma il problema è che continua ad essere odioso anche quando si va avanti nella storia, il film con i suoi flashback e rimandi al passato ci spinge forzatamente ad amarlo perché "poverino soffre ed è buono dentro" ma l'empatia non arriva mai per non parlare del fatto che gli inseguimenti mi hanno deluso e il film diventa interessante solo nel finale. Tutto sommato un film carino, Energico ma per assurdo il meno brillante dei film di Wright, ammiro la tecnica che lo eleva dalla mediocrità generale ma tolta la forma il contenuto risulta piuttosto generico.
Anno: 2017
Regia: Edgar Wright
Genere: Azione, Thriller, Musical
★★★ 😉
Ragazzo è un Mago alla guida e fa da autista per dei criminali ma le cose si complicano dopo aver incontrato graziosa cameriera. Il film é una Action Thriller Musicale, nel senso che le Azioni vanno a Ritmo e in sincronia con la musica che ascolta il ragazzo, che non è assolutamente una cosa nuova nel cinema ma qui la tecnica viene intrecciata con la trama in maniera diegetica e questo lo rende un approccio unico ad una vecchia formula, anche se ad essere negativi questa cosa la si può vedere come un vuoto Gimmick che si mangia la naturalezza del film, sentire ad esempio gli spari che vanno in sincronia con la musica distrugge l'immersione e trasforma il tutto in un gigantesco videoclip. C'è qualche battuta che diverte, Piacevoli pianosequenze, la camera gira e si muove, Buono kevin Spacey, Foxx e Sopratutto Jon Hamm (dopo mad men non capisco come ancora non sia una star) mentre il protagonista a mio modesto parere non funziona, è odioso dall inizio alla fine, lo si vorrebbe continuamente prendere a schiaffi! capisco che è la premessa del film ma il problema è che continua ad essere odioso anche quando si va avanti nella storia, il film con i suoi flashback e rimandi al passato ci spinge forzatamente ad amarlo perché "poverino soffre ed è buono dentro" ma l'empatia non arriva mai per non parlare del fatto che gli inseguimenti mi hanno deluso e il film diventa interessante solo nel finale. Tutto sommato un film carino, Energico ma per assurdo il meno brillante dei film di Wright, ammiro la tecnica che lo eleva dalla mediocrità generale ma tolta la forma il contenuto risulta piuttosto generico.
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26 giugno 2017
Cars 3
Recensione Film Animato
Anno: 2017
Studio: Pixar (+)
Regia: Brian Fee
Genere: Sportivo, Carexplotation
★★ 😖
Torna Saetta Mcqueen in questo capitolo che è molto meglio del infausto secondo. Chiaramente questo è il titolo annuale Pixar che gioca sul sicuro per incassare facile (e forse finanziare altri progetti) ma è un vero peccato che non si sono impegnati piu di tanto perché c'erano le basi per qualcosa di veramente Toccante, Il film mostra il protagonista affrontare la vecchiaia, in un mondo che va veloce, che venera la velocità lui si ritrova sempre piu lento e inadatto e questo tema si ricollega bene a quello del primo film. Parte male, con un primo tempo generico e piuttosto cliché (ruba a mani basse da tutti i Rocky) ma devo dire che nel terzo atto arriva una svolta inaspettata che mi ha quasi toccato, c'è un epifania che aveva il potenziale per commuovere sinceramente, per diventare qualcosa di potente e inaspettato ...ed invece il dramma viene ignorato quasi del tutto, ed è strano visto che si tratta della Pixar, questi costanti toni troppo leggeri rovinano l'importante momento di passaggio per il protagonista, rovinano il tema della storia e inevitabilmente rovinano il film. Alcune scene sono fatte con una qualità fotorealistica da far paura ma resta questa amara sensazione di tripla occasione sprecata, questa trilogia non è mai riuscita a brillare, mai riuscita ad impressionare e nonostante mi ha anche un po' divertito spero sinceramente che sia definitivamente l'ultimo e la Pixar non faccia un inutile quarto capitolo.
Anno: 2017
Studio: Pixar (+)
Regia: Brian Fee
Genere: Sportivo, Carexplotation
★★ 😖
Torna Saetta Mcqueen in questo capitolo che è molto meglio del infausto secondo. Chiaramente questo è il titolo annuale Pixar che gioca sul sicuro per incassare facile (e forse finanziare altri progetti) ma è un vero peccato che non si sono impegnati piu di tanto perché c'erano le basi per qualcosa di veramente Toccante, Il film mostra il protagonista affrontare la vecchiaia, in un mondo che va veloce, che venera la velocità lui si ritrova sempre piu lento e inadatto e questo tema si ricollega bene a quello del primo film. Parte male, con un primo tempo generico e piuttosto cliché (ruba a mani basse da tutti i Rocky) ma devo dire che nel terzo atto arriva una svolta inaspettata che mi ha quasi toccato, c'è un epifania che aveva il potenziale per commuovere sinceramente, per diventare qualcosa di potente e inaspettato ...ed invece il dramma viene ignorato quasi del tutto, ed è strano visto che si tratta della Pixar, questi costanti toni troppo leggeri rovinano l'importante momento di passaggio per il protagonista, rovinano il tema della storia e inevitabilmente rovinano il film. Alcune scene sono fatte con una qualità fotorealistica da far paura ma resta questa amara sensazione di tripla occasione sprecata, questa trilogia non è mai riuscita a brillare, mai riuscita ad impressionare e nonostante mi ha anche un po' divertito spero sinceramente che sia definitivamente l'ultimo e la Pixar non faccia un inutile quarto capitolo.
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4 giugno 2017
Cars 2
Recensione Film Animato
Anno: 2011
Studio: Pixar (+)
Regia: John Lasseter, Brad Lewis
Genere: Spy story, Commedia
★ 😬
Torna Saetta McQueen ma sopratutto torna il suo amico Cricchetto che diventa per caso un agente segreto. Furbo Sequel di un film gia mediocre e fatto solo per incassare facile, decisamente il punto piu basso mai toccato dallo studio Pixar, confuso, caotico, senza cuore e senza una chiara direzione, voler concentrasi sul tonto Cricchetto ci può anche stare ma molto spesso la storia lo presenta piu come un odioso jar jar che come un amabile sempliciotto, è chiaro che la sceneggiatura è stata scritta in fretta e furia senza tanta voglia o ispirazione, gli elementi da spy story sono introdotti male e stonano profondamente in questo ludico mondo di macchine antropomorfe, Ma sopratutto manca la cosa piu essenziale, il film non fa ridere, ma proprio mai, la comicità è pigra e non colpisce, si tenta di mascherare il tutto alzando il ritmo e girando per varie nazioni ma tutte queste corse, fughe e inseguimenti vari saranno forse ben realizzati ma annoiano, non c'è alcun allaccio emotivo, non c'è vero conflitto o interesse per lo spettatore costretto a vedere una giostra infinita di situazioni senza gravità o consistenza, Pessimo, forse non orribile ma è indubbiamente la pecora nera della Pixar e merita di essere trattato male per evitare che Lasserter e soci Commettano nuovamente lo stesso errore.
Anno: 2011
Studio: Pixar (+)
Regia: John Lasseter, Brad Lewis
Genere: Spy story, Commedia
★ 😬
Torna Saetta McQueen ma sopratutto torna il suo amico Cricchetto che diventa per caso un agente segreto. Furbo Sequel di un film gia mediocre e fatto solo per incassare facile, decisamente il punto piu basso mai toccato dallo studio Pixar, confuso, caotico, senza cuore e senza una chiara direzione, voler concentrasi sul tonto Cricchetto ci può anche stare ma molto spesso la storia lo presenta piu come un odioso jar jar che come un amabile sempliciotto, è chiaro che la sceneggiatura è stata scritta in fretta e furia senza tanta voglia o ispirazione, gli elementi da spy story sono introdotti male e stonano profondamente in questo ludico mondo di macchine antropomorfe, Ma sopratutto manca la cosa piu essenziale, il film non fa ridere, ma proprio mai, la comicità è pigra e non colpisce, si tenta di mascherare il tutto alzando il ritmo e girando per varie nazioni ma tutte queste corse, fughe e inseguimenti vari saranno forse ben realizzati ma annoiano, non c'è alcun allaccio emotivo, non c'è vero conflitto o interesse per lo spettatore costretto a vedere una giostra infinita di situazioni senza gravità o consistenza, Pessimo, forse non orribile ma è indubbiamente la pecora nera della Pixar e merita di essere trattato male per evitare che Lasserter e soci Commettano nuovamente lo stesso errore.
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15 aprile 2017
The Fate of The Furious
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Gary Gray
Genere: Azione, Spymovie, Car-exploitation
★★ 😳
Toretto è costretto a tradire la Famiglia perché ricattato da una donna malvagia senza scrupoli. Ottavo capitolo della saga che è oramai una ridicola giostra dove accadono stupidate sempre piu grosse, questo partiva anche bene a Cuba omaggiando l'originale formula delle corse clandestine con un interessante gara con una vecchia auto ma poi il tutto si sviluppa nuovamente nell'esagerato e cartoonesco spy/action movie alla 007 che offre tanto vuoto Intrattenimento tamarro troppo dimenticabile. La storia è solo una vuota scusa per mostrare pazze scene e stunts ma l'ampio cast offre come sempre interessanti interazioni, specialmente mi piacciono i battibecchi tra The Rock e jason Statham, mentre la Theron invece non mi è piaciuta come antagonista perché non fa altro che dare sterili ordini e minaccie dalla sua sala di comando. Nonostante la voglia di esagerare sempre di piu nel complesso è un film piuttosto piatto e mediocre, Non nego che il film faccia divertire, specie lo spettacolo si sente in alcuni momenti folli come la fuga di prigione, le Auto zombie che cadono dal cielo, l'arpionamento dell auto di Toretto o quella divertente scena d'azione di salvataggio sull aereo ma nell insieme il film mi è sembrato fiacco e sottotono anche per gli standard della saga, ho odiato sopratutto il caos mostrato nel climax finale nel ghiaccio, tutto presentato come se stessero giocando ad un videogioco e con quell atmosfera che raggiunge quasi quella fastidiosa cacofonia alla Micheal Bay, tra missili ed esplosioni il terzo atto è una ludica puttanata pazzesca che annoia perché manca di un senso drammatico o conflitto narrativo.
Anno: 2017
Regia: Gary Gray
Genere: Azione, Spymovie, Car-exploitation
★★ 😳
Toretto è costretto a tradire la Famiglia perché ricattato da una donna malvagia senza scrupoli. Ottavo capitolo della saga che è oramai una ridicola giostra dove accadono stupidate sempre piu grosse, questo partiva anche bene a Cuba omaggiando l'originale formula delle corse clandestine con un interessante gara con una vecchia auto ma poi il tutto si sviluppa nuovamente nell'esagerato e cartoonesco spy/action movie alla 007 che offre tanto vuoto Intrattenimento tamarro troppo dimenticabile. La storia è solo una vuota scusa per mostrare pazze scene e stunts ma l'ampio cast offre come sempre interessanti interazioni, specialmente mi piacciono i battibecchi tra The Rock e jason Statham, mentre la Theron invece non mi è piaciuta come antagonista perché non fa altro che dare sterili ordini e minaccie dalla sua sala di comando. Nonostante la voglia di esagerare sempre di piu nel complesso è un film piuttosto piatto e mediocre, Non nego che il film faccia divertire, specie lo spettacolo si sente in alcuni momenti folli come la fuga di prigione, le Auto zombie che cadono dal cielo, l'arpionamento dell auto di Toretto o quella divertente scena d'azione di salvataggio sull aereo ma nell insieme il film mi è sembrato fiacco e sottotono anche per gli standard della saga, ho odiato sopratutto il caos mostrato nel climax finale nel ghiaccio, tutto presentato come se stessero giocando ad un videogioco e con quell atmosfera che raggiunge quasi quella fastidiosa cacofonia alla Micheal Bay, tra missili ed esplosioni il terzo atto è una ludica puttanata pazzesca che annoia perché manca di un senso drammatico o conflitto narrativo.
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9 ottobre 2016
The Driver
Recensione Film
Anno: 1978
Regia: Walter Hill
Genere: Thriller, Noir, Car-exploitation
Titolo ITA: L'Imprendibile
★★★ 😑
Stylish Thriller-Noir che ruota su un autista criminale e sul poliziotto che cerca di arrestarlo. Palesemente ispirato al Le Samourai di Melville e a sua volta ha influenzato altri titoli del genere, vediamo Auto E Crimine fusi insieme in Duelli tra strade, infatti si apre e si chiude con due grossi e fantastici inseguimenti d'auto che sono tristemente l'unica cosa veramente Interessante di tutto il film. Ma Nulla mi è piaciuto davvero, lo Stile noir Asciutto e minimalista sembra scimmiottare il genere piu che averne uno tutto suo, il Protagonista è Mr. Blando il Dimenticabile, che fa il cool e il figo con la sua unica espressione ma non ha alcuno spessore narrativo, il film spinge cercando di farcelo amare ma fallisce per offrire un vuoto car-exploitation senza significato, mentre L'antagonista poliziotto è cosi palesemente costruito per essere odioso e patetico che quasi tifavo per lui.
Anno: 1978
Regia: Walter Hill
Genere: Thriller, Noir, Car-exploitation
Titolo ITA: L'Imprendibile
★★★ 😑
Stylish Thriller-Noir che ruota su un autista criminale e sul poliziotto che cerca di arrestarlo. Palesemente ispirato al Le Samourai di Melville e a sua volta ha influenzato altri titoli del genere, vediamo Auto E Crimine fusi insieme in Duelli tra strade, infatti si apre e si chiude con due grossi e fantastici inseguimenti d'auto che sono tristemente l'unica cosa veramente Interessante di tutto il film. Ma Nulla mi è piaciuto davvero, lo Stile noir Asciutto e minimalista sembra scimmiottare il genere piu che averne uno tutto suo, il Protagonista è Mr. Blando il Dimenticabile, che fa il cool e il figo con la sua unica espressione ma non ha alcuno spessore narrativo, il film spinge cercando di farcelo amare ma fallisce per offrire un vuoto car-exploitation senza significato, mentre L'antagonista poliziotto è cosi palesemente costruito per essere odioso e patetico che quasi tifavo per lui.
Tags:
Automobili,
Film,
Thriller
7 ottobre 2016
Veloce Come Il Vento
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Matteo Rovere
Genere: Sportivo, Car-exploitation
★★★ 😎
Fratello Tossico aiuta sorella Pilota riconciliando il loro rapporto difficile. Una storia Sportiva e di riscatto che sa molto di gia visto ma che riesce comunque a funzionare grazie al buon ritmo e alla interessanti interpretazioni, infatti Nonostante L'accento romagnolo che va e viene Accorsi è piuttosto bravo nella parte del fallito Drogato che cerca di essere maestro di vita, la giovane e bella protagonista stupisce e affascina ma si rimane un po' delusi da come la storia non esplora il suo personaggio e nel finale viene praticamente scavalcata dal fratello che le ruba la scena. Tralasciando la storia formulaica Uno dei piu grandi problemi del film è nel montaggio delle corse che è troppo rapido e confusionario, tagli infiniti che durano meno di un secondo e non danno respiro, non fanno capire le dinamiche delle corse e danneggiano tutto il grande lavoro fatto con gli stunt delle auto.
Anno: 2016
Regia: Matteo Rovere
Genere: Sportivo, Car-exploitation
★★★ 😎
Fratello Tossico aiuta sorella Pilota riconciliando il loro rapporto difficile. Una storia Sportiva e di riscatto che sa molto di gia visto ma che riesce comunque a funzionare grazie al buon ritmo e alla interessanti interpretazioni, infatti Nonostante L'accento romagnolo che va e viene Accorsi è piuttosto bravo nella parte del fallito Drogato che cerca di essere maestro di vita, la giovane e bella protagonista stupisce e affascina ma si rimane un po' delusi da come la storia non esplora il suo personaggio e nel finale viene praticamente scavalcata dal fratello che le ruba la scena. Tralasciando la storia formulaica Uno dei piu grandi problemi del film è nel montaggio delle corse che è troppo rapido e confusionario, tagli infiniti che durano meno di un secondo e non danno respiro, non fanno capire le dinamiche delle corse e danneggiano tutto il grande lavoro fatto con gli stunt delle auto.
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Automobili,
Film,
Italia,
Sport
7 aprile 2015
Fast & Furious 7
Recensione Film
Anno: 2015
Regia: James Wan
Genere: Azione, Spy Movie
★★★ 😂
Lo spietato fratello del Villain del Precedente film vuole vendetta e la Crew di torretto si riunisce per fermarlo. Il Settimo capitolo di questa Saga è ancora piu esagerato del precedente e lo Spettacolo e il divertimento è garantito con auto che volano, esplosioni, missioni da spia e combattimenti finali super epici, si cerca in ogni modo l'attenzione dello spettatore e ci riesce fin dalla prima scena dove viene introdotto l'antagonista, una completa distruzione di un ospedale che mostra ed introduce il tono totalmente ridicolo e Cartoonesco della storia, consapevole di essere ridicola e non se ne vergogna, anzi ne fa un suo punto di forza puntando tutto sull esagerazione e tamarre situazioni Over the Top. Mi è piaciuto molto il primo scontro tra Decard e Hobbs, Con i vetri rotti e come ruota la telecamera negli atterramenti, mi piace quando si buttano dagli aerei o quando saltano da un palazzo all altro, o quando Hobbs si spacca il gesso come se non fosse niente, insomma c'è tutto quello che si desidera da un film d'azione leggero. Certo è pieno di difetti, la trama è una barzelletta con dialoghi imbarazzanti che toccano livelli di melodramma da Soap-Opera, la regia usa inutili e folli Skip temporali di qualche secondo, Flashback Epilettici e Slow-Mo senza senso che abbassano la qualità del titolo, I cliché poi sono troppi e visti e rivisti mille volte, dal "Macguiffin da Rubare" o il "salvato da caduta grazie a tetto di una macchina" il "sono incinta ma non te lo ho ancora detto" fino al triste "oh no il protagonista è morto!ah no scherzavo è vivo!". Ma nonostante tutto poi arriva quel finale malinconico che riesce a toccare anche il piu cinico, come sanno tutti Paul walker è morto nel 2013, e quello che si vede nel film è spesso il fratello con la faccia di Paul ricostruita al computer, quindi nel finale piu che sentire Torretto sembra proprio sentire Vin Diesel che saluta Il suo amico scomparso in un triste Meta-Addio, un compagno di avventure che non rivedrà mai piu, il finale segna un momento di passaggio di vita per tutti, quella fine della giovinezza, quella fine dell'avventura spensierata, del correre senza pensare al futuro, è una scena finale dove i due gareggiano per un ultima volta insieme e poi le loro strade si dividono, i due corrono in direzioni diverse, la vita vera si fonde con la narrativa e parte un clipshow a tradimento che ti spacca il cuore, tutte le stupidate che sono apparse sullo schermo, tutte le assurdità mostrate hanno abbassato le difese dello spettatore che si trova cosi nudo, vulnerabile difronte a tutti questi tristi sentimenti, per quanto è un po' forzato e manipolatorio è un finale che funziona e che commuove. Insomma è certamente Assurdo e Inverosimile ma non è poi male, anzi è tra i miei preferiti della saga, ha il giusto mix di toni, è senza pretese sa far divertire e commuovere chiudendosi in bellezza, un vero peccato perché con un finale del genere la serie poteva finire qua.
Anno: 2015
Regia: James Wan
Genere: Azione, Spy Movie
★★★ 😂
Lo spietato fratello del Villain del Precedente film vuole vendetta e la Crew di torretto si riunisce per fermarlo. Il Settimo capitolo di questa Saga è ancora piu esagerato del precedente e lo Spettacolo e il divertimento è garantito con auto che volano, esplosioni, missioni da spia e combattimenti finali super epici, si cerca in ogni modo l'attenzione dello spettatore e ci riesce fin dalla prima scena dove viene introdotto l'antagonista, una completa distruzione di un ospedale che mostra ed introduce il tono totalmente ridicolo e Cartoonesco della storia, consapevole di essere ridicola e non se ne vergogna, anzi ne fa un suo punto di forza puntando tutto sull esagerazione e tamarre situazioni Over the Top. Mi è piaciuto molto il primo scontro tra Decard e Hobbs, Con i vetri rotti e come ruota la telecamera negli atterramenti, mi piace quando si buttano dagli aerei o quando saltano da un palazzo all altro, o quando Hobbs si spacca il gesso come se non fosse niente, insomma c'è tutto quello che si desidera da un film d'azione leggero. Certo è pieno di difetti, la trama è una barzelletta con dialoghi imbarazzanti che toccano livelli di melodramma da Soap-Opera, la regia usa inutili e folli Skip temporali di qualche secondo, Flashback Epilettici e Slow-Mo senza senso che abbassano la qualità del titolo, I cliché poi sono troppi e visti e rivisti mille volte, dal "Macguiffin da Rubare" o il "salvato da caduta grazie a tetto di una macchina" il "sono incinta ma non te lo ho ancora detto" fino al triste "oh no il protagonista è morto!ah no scherzavo è vivo!". Ma nonostante tutto poi arriva quel finale malinconico che riesce a toccare anche il piu cinico, come sanno tutti Paul walker è morto nel 2013, e quello che si vede nel film è spesso il fratello con la faccia di Paul ricostruita al computer, quindi nel finale piu che sentire Torretto sembra proprio sentire Vin Diesel che saluta Il suo amico scomparso in un triste Meta-Addio, un compagno di avventure che non rivedrà mai piu, il finale segna un momento di passaggio di vita per tutti, quella fine della giovinezza, quella fine dell'avventura spensierata, del correre senza pensare al futuro, è una scena finale dove i due gareggiano per un ultima volta insieme e poi le loro strade si dividono, i due corrono in direzioni diverse, la vita vera si fonde con la narrativa e parte un clipshow a tradimento che ti spacca il cuore, tutte le stupidate che sono apparse sullo schermo, tutte le assurdità mostrate hanno abbassato le difese dello spettatore che si trova cosi nudo, vulnerabile difronte a tutti questi tristi sentimenti, per quanto è un po' forzato e manipolatorio è un finale che funziona e che commuove. Insomma è certamente Assurdo e Inverosimile ma non è poi male, anzi è tra i miei preferiti della saga, ha il giusto mix di toni, è senza pretese sa far divertire e commuovere chiudendosi in bellezza, un vero peccato perché con un finale del genere la serie poteva finire qua.
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Automobili,
Azione,
Blockbuster,
Tamarro
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