6 dicembre 2025

The Life of Chuck

Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Mike Flanagan
Genere: Dramma, esistenziale

★★★ 😇

Dramma esistenziale basato su una storia di Stephen King che attraverso una narrazione invertita racconta l'unico approccio possibile per apprezzare davvero questa piccola vita che abbiamo. Tutto è accompagnato da una voce fuoricampo piuttosto monotona che non mi è piaciuta, il gioco al mistero su chi è Chuck e cosa c'è dietro la porta in soffitta è poco piu di una gimmick per catturare il pubblico e la struttura ribaltata in tre atti rende il film una discesa in tensione drammatica piu che una grande salita ma nonostante questo mi piace come gli elementi presentati ritornano piu avanti e Mike Flanagan con un approccio molto minimalista e senza tanti virtuosismi di regia riesce a suscitare delle dolci e sincere emozioni che sono cosi profonde che ti restano dentro anche dopo la visione. E arrivano veri brividi all discutere della fine dell mondo, si riflette sull universo e sull esistenza, bello il guardare le stelle mentre insieme si cerca un modo per riconciliarsi con il passato, dolcissima è la scena della danza in strada che in un momento magico mostra la voglia dell uomo di fare follie, essere liberi ed andare oltre il razionale matematico ed è caruccio scoprire il passato di Chuck con il rapporto con i nonni e i felici giorni di scuola. Nell insieme forse l'approccio atipico risulta alternativo solo per il gusto di esserlo ma è un film che riesce a mischiare e spiegare bene sia il dramma che la gioia di vivere, il destino è segnato per tutti, la fine è inevitabile e resta nella mente questa costante angoscia che cerchiamo di dimenticare e sopprimere in soffitta, ma oltre al pesante buio del nostro futuro c'è tanta leggerezza e cosi nel ricordo dei balli del passato vediamo momenti di pura e gioia che rappresentano tutta quella serenità che la vita è capace di offrire.

1 marzo 2025

Flow - Un Mondo da Salvare

Recensione Film Animato
Anno: 2024
Regia: Gints Zilbalodis
Genere: Avventura, Spirituale

★★★★ 😮

Gattino parte in viaggio spirituale dove impara il senso della vita e dell esistenza. Film d'animazione 3D senza dialoghi che attraverso questi animali protagonisti costruisce un viaggio on the road fatto tutto di sensazioni ed emozioni, il micetto protagonista è tenerissimo e si soffre quando miagola perché non sa nuotare, evocative le statue di gatto all inizio che simboleggiano un idea di umanità perduta e di arte abbandonata, molto belle le immagini e le vedute dalla distanza con torri e vette da raggiungere, mi è piaciuta la balena divina, l'idea di inondazione magica, il fatto che il gattino parte rubando del pesce e poi impara lui da solo a pescare ed è molto interessante il viaggio sul monte verso la piu pura trascendenza spirituale. Anche la famiglia di animali che si forma su questa barca funziona molto bene in un percorso di amicizia che simboleggia l'unione degli individui per trovare insieme la forza di vincere le diversità e il grande l'Ego del singolo che pensa solo a riflettere se stesso, non a caso il riflesso è la chiave tematica dell intero film e tutto si chiude proprio nel riflesso di gruppo. Peccato che nonostante i tanti pregi il ritmo non è perfetto e i tanti tempi morti fanno venire qualche sbadiglio, la tecnica d'animazione non è di certo la piu ricercata e alcuni movimenti scattosi sono al limite dell amatoriale, mi ha dato fastidio come gli animali fanno alcuni gesti da esseri umani come ad esempio guidare il timone, molte inquadrature sono si stupende ma sembrano anche fin troppo vanitose e vogliono essere ammirate a tutti i costi, il far piangere sempre il gattino è piuttosto manipolatorio, e anche il sonoro non mi ha tanto convinto e troppo spesso la musica è assente ingiustificata e in un film che vive tutto di emozioni è un grave errore non avere una buona colonna sonora memorabile. Ma a parte i suoi limiti tutto risulta in una buona avventura spirituale senza dialoghi spazzatura e piena di tanto cuore e sentimento.

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Away (2019)

8 marzo 2024

Perfect Days

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Wim Wenders
Genere: Slice of Life, Filosofico

★★★ 😇

Uomo pulisce i bagni pubblici di Tokyo cercando la pace interiore. Pacato Film contemplativo che parte benissimo senza dialoghi mostrando la giornata tipo del protagonista, lui legge, si sveglia, si lava i denti, annaffia le piantine, fa foto, ascolta una canzone in macchina, ammira gli alberi e gira pulendo i vari bagni tutto con una grande calma e serenità. Un inizio che offre un bellissimo sguardo del Giappone e con Il gesto del pulire indica l'idea di avere cura, di mantenere, cancellare lo sporco fisico ma anche mentale, cosi per quanto si descrive un lavoro umile l'inizio del film riesce a trasmettere bene un grande amore per la vita e per la comunità mostrando un bel modo maturo di godersi la vita con tanta filosofia e spiritualità. Un idea di Slice of life piena di valore ma è un peccato che poi il film perde la strada e non c'è alcuna voglia di mostrare il vero orrore di lavare cessi pubblici tutti sporchi di merda e piscio, odio che gira sempre i soliti tre bagni di lusso e la storia diventa ridondante concentrandosi su piccoli elementi narrativi molto deboli, non mi ha entusiasmato la storia del giovane collega che non ha pazienza e vuole vendere le sue care musicassete cosi come banali gli sguardi sul solito barbone pazzo, il suo fare foto artistiche diventa sempre piu un ossessione ridicola per come riempe tanti scatoloni, odio la solita retorica dell amare la tecnologia del passato ritenuta piu pura di quella moderna, simpatico il giocare a tris con sconosciuto per simboleggiare che il suo lavoro è comunque apprezzato ma non ha forza nella narrazione cosi come la storia della nipote scappata di casa non mi è piaciuta, lei non sembra reale e rovina il personaggio per come indica che lui viene da famiglia ricca e che sta scappando dai suoi di demoni. Tutto si rialza nel finale dove scherzando e giocando con un malato arriva una leggera ma profonda riflessione sulla morte e il primo piano finale è ottimo per come mischia e combatte tra pianto e sorriso esprimendo quanto è difficile la lotta esistenziale per evadere e non pensarci ma per me il film perde purezza nel provare a spiegarsi, oltre al fatto che con tutti questi problemi mentali il protagonista appare troppo complessato e schizofrenico e la voglia di pulire mi sembra una mania ossessivo compulsiva piu che il raggiungimento di una pace spirituale, invece tutto doveva concentarsi solo sull idea di Calma e Semplicità, non c'era bisogno di sapere le sue motivazioni, non serviva vederlo soffrire e per essere esempio e modello di vita bastava la sua vita, la pulizia di tanti bagni e il suo dolce sorriso.

18 dicembre 2021

La Vetta degli Dei

Recensione Film Animato
Anno: 2021
Regia: Patrick Imbert
Genere: Filosofico, Sportivo

★★★ 😮

Giornalista Indaga ed esplora il mondo dell alpinismo. Film animato francese basato sul omonimo manga di Jiro Taniguchi e piu che una storia sportiva il film offre un viaggio spirituale e filosofico che riflette sull senso della vita e sulla forza che ci spinge ad andare avanti, la tecnica di animazione è molto semplice, statica e minimalista ma i disegni sono buoni e gli sfondi sono pazzeschi mostrando questi enormi ghiacciai e queste montagne gelide che rendono piccolissimi i personaggi, le scene piu belle del film sono proprio quando si esplorano queste pericolose montagne dove una mossa sbagliata porta a morte certa in scalate sempre piu in bilico sull abisso, e si percepisce il freddo boia, l'ossigeno rarefatto, la vista annebbiata, le tormente, le corde tese nel vuoto, ci sono alcuni momenti onirici che non ti aspetti, difficoltà memorabili oppure c'è tutto un momento di scalata in solitaria senza dialoghi che è davvero bello. Per questi motivi il film ha tanti picchi di qualità molto profondi e sprituali aiutati da una bella musica emozionante ma non riesce ad avere quel colpo di coda in piu che lo poteva rendere davvero memorabile, mostra il freddo ma è anche un film freddo, si parla di passione e determinazione ma i due protagonisti restano distanti e anche a fine film non li conosci davvero e non ti restano nel cuore, i dialoghi sono molto legnosi e impersonali manco fossero dei robot, questi personaggi si prendono troppo sul serio e non si sente cuore e umanità nei rapporti, dubito fortemente che i veri alpinisti non si mettano ogni tanto a scherzare e mostrare un po' di serenità per alleviare la tensione. Nel complesso è un buon film animato per adulti che riflette sullo scopo dell alpinismo ma sopratutto sul senso di questa gelida nostra vita.

22 novembre 2021

2001: Odissea Nello Spazio

Recensione Film
Anno: 1968
Regia: Stanley Kubrick
Genere: Fantascienza, Arthouse

★★★★★ 😲

Il ritrovamento di uno strano e misterioso monolite nero causa un cambiamento nella storia dell umanità. Leggendario film di fantascienza che pieno di ambizione affascina, sconvolge, disturba, inquieta, intriga fino a confondere totalmente con un ultima folle parte da puro cinema sperimentale, Il monolite è al centro di tutto il discorso sull Evoluzione del uomo ed è magnificamente presentato con un fascino mistico e religioso, è una perfetta Metafora dalle mille interpretazioni che funziona senza tanti spiegoni ma solo attraverso le sensazioni che trasmette la sua inquietante presenza. Toccarlo è raggiungere e superare una barriera, il limite del conosciuto, Kubrick parte con una grande sollennità sinfonica mostrando la grandezza geometrica dei pianeti e poi butta a sorpresa lo spettatore in un deserto in mezzo alle scimmie che sono quello che siamo nel profondo, l'umanità nasce alla scoperta che un semplice osso può diventare un'arma per dominare un mondo selvaggio di caos e brutalità che viene abbandonato nel futuro dove gli uomini sembrano piu calmi e tranquilli grazie alla comodità della tecnologia, viaggiare nello spazio è rilassante, le navette si muovono con calma e grazia, fanno manovre sotto note di valzer ma quando la tecnologia abbandona l'uomo si ritrova nuovamente insignificante, perso e solo nel vuoto dello spazio contro la sua stessa creazione, Hal 9000 con il suo gelido e iconico obbiettivo rosso è l'ostacolo piu grande dell uomo che viene tradito dallo stesso principio di sopravvivenza che lo caratterizza. 2001 è Assolutamente un film unico e visionario, che portava nello spazio gli spettatori prima ancora che l'uomo andasse sulla luna, colpiscono i dettagli realistici e precisi delle manovre di atterraggio, bello che mostra videochiamate, cibo sintetico e palmari anni prima che esistessero per davvero, Il design dei set è incredibile e realistico con queste forme a cilindro che ruotano, gli effetti della gravità o i modellini sono stupendi, ma anche il solo uso del sonoro è un capolavoro, con la musica classica per costruire solennità, i cori mistici intorno al monolito, i rumori ambientali o l'affannoso respiro ASMR che aumenta la tensione fino all utilizzo perfetto di un gelido silenzio horror. Non è certo una visione facile, specie per chi lo vede per la prima volta, il mistero del monolite, i ritmi lenti e la struttura narrativa divisa in atti cosi diversi non cattura subito, e il trip finale di puro astrattismo metafisico non fa altro che respingere, ma ancora oggi resta una visione imperdibile per ogni amante di cinema, e se poi ci pensi nell insieme ogni elmento si rafforza a vicenda e funziona a descrivere artisticamente il filosofico percorso dell uomo attraverso il tempo e lo spazio schiacciato dall immensità infinita dell universo.

25 dicembre 2020

Soul

Recensione Film Animato
Anno: 2020
Studio: Pixar (+)
Regia: Pete Docter
Genere: Filosofico, supernatural

★★★ 😔

Triste maestro di musica ama il jazz e sogna la carriera professionista ma l'incontro con una cinica piccola allieva gli farà ripensare all suo approccio alla vita. Film animato Pixar che è un avventura Ispirante e riflessiva sui sogni e il senso della vita con un buon world-building delle anime rafforzato da uno straordinario e fascinoso concept design, i primi minuti sono la parte migliore della storia per come si è in vera estasi all fascino di questo universo segreto fatto di regni cosmici, anime perse e creature lineari 2D, Al centro di tutto cè anche un chiaro rapporto generazionale tra il sognante adulto arrivista e il giovane disilluso moderno che ha perso ogni speranza, due generazioni a confronto che si incontrano e scontrano scambiandosi anche i ruoli in modo molto prevedibile, infatti piu la storia cerca di essere profonda e complessa e piu il tutto diventa una vuota bolla di sapone che finisce in modo molto banale. La scrittura Pixar è oramai collaudata fino ad ogni virgola e sa come manipolare emotivamente lo spettatore, ma siamo anni luce dai grandi successi del passato e al film manca una chiara forza narrativa e iconica che lo distingua dagli altri, persino Cars aveva piu valore con personaggi piu memorabili e un viaggio dell eroe piu forte, questo si aggrappa con pretenziosità alle piu grandi domande del mondo, cos'è la vita?, che senso ha vivere?, come si ottiene la vera felicità? come si riesce a godere di ogni singolo istante? ma sono concetti filosofici sviluppati nel modo piu semplice e banale possibile, riuscire a parlare e descrivere il vero spiritualismo filosofico e la vera modestia di vita è difficilissimo ma tantissimi altri film sono riusciti a farlo senza facili moralismi da quattro soldi su cosa è giusto o sbagliato desiderare. C'è poi come nella principessa e il ranocchio sta cosa che ai neri piace il Jazz che puzza molto di involontario stereotipo razzista, certo alla fine è un film simpatico dalla buona direzione artistica che prova a volare alto ma a me ha annoiato in piu punti, poteva salvarsi nel finale ma non hanno avuto neanche il coraggio di parlare di morte in un film sulla vita.

3 gennaio 2019

L'albero dei Frutti Selvatici

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Nuri Bilge Ceylan
Genere: Dramma, Filosofico
★★ 😬

Giovane appena laureato vuole pubblicare il suo libro e pieno di arroganza e cinismo odia tutti, specialmente suo padre. Polpettone Turco di Tre fottute Ore che mi ha completamente fracassato i coglioni, tempi dilatati all infinito e un infinita quantità di dialoghi logorroici dove la gente filosofeggia in continuazione sulla cultura, economia, l'educazione, politica, I giovani, la religione, la Turchia Etc, Etc, ma è pura aria fritta, questi sono i tipici dialoghi spocchiosi che volutamente alienano il pubblico per sentirsi superiori, ma non è roba profonda, è un semplice chiacchericcio da talk show. Guardare questo film è stata una faticaccia disumana, Mamma che palle! gia dopo la prima ora viene voglia di impiccarsi, dio santo ci sono altre due ore da vedere??? aiuto! si viene sommersi da troppi argomenti, troppe parole, troppe cose buttate nel piatto ma nessuna vera idea viene davvero esplorata, sono discorsi difficili da seguire perché manca un forte punto di vista, un Contesto, manca una chiave di lettura, è un testo senza contesto, invece di mostrare e far vivere un argomento attraverso situazioni, drammi reali e condivisibili, il tutto viene continuamente discusso in queste infinite scene di dialogo da bar, invece di mostare quello che si vuole dire in maniera raffinata te lo spara in faccia in modo pigro, e non dico che non si toccano temi interessanti o di valore, di sicuro si esplorano cose importanti ma questa saturazione di argomenti nel complesso finisce per non dire niente di valore. C'è Poi Il fatto che il protagonista è un insopportabile arrogante che giudica gli altri e con vanità pensa solo a se stesso, non dargli qualità è un errore perché se lo spettatore non si immedesima con lui allora con chi cavolo dovremmo immedesimarci? ho visto storie di serial killer che ti danno piu empatia di questo aspirante scrittore!! e poi non fa praticamente nulla per tutto il film! odio questi protagonisti passivi! Qualche cosa mi è piaciuta, la fotografia è interessante, il vento romantico, i gabbiani nello sfondo, il cavallo di troia, c'è un bel dialogo con uno scrittore e il rapporto con il padre non è affatto male ma il suo cercare di descrivere la crisi della gioventù contemporanea non sembra avere una chiara forma, vuole dire tutto e il contrario di tutto(il doppio finale è esempio lampante), e per me quando un film vuole parlare di tutto finisce sempre per non parlare di niente.

27 febbraio 2018

The Ornithologist

Recensione Film
Anno: 2016
Regia: João Pedro Rodrigues
Genere: Arthouse, Religioso, Filosofico
★★★ 😒

Uomo osserva tranquillo gli uccelli lungo un fiume ma si perde in viaggio spirituale che lo farà rinascere. Un Arthouse Pretenziosetto dalla bella fotografia e che partiva molto bene nel costruire la serenità iniziale ma poi la voglia di essere profondo finisce per distruggere ogni briciolo di sincerità del testo e si immerge a piedi uniti nell surreale dove offre una ridicola scena simbolica dopo l'altra. A mio parere è PURO TALENTO SPRECATO, perché funzionano gli ampi respiri, i silenzi, la calma, la serenità dell acqua che scorre, le belle ambientazioni naturali, l'uso degli animali, i punti di vista, insomma il film ha molto da offrire, è molto ricco di qualità ma la voglia di essere "artistico, trasgressivo e blasfemo" a qualsiasi costo danneggia piu e piu volte l'intera opera che diventa pretestuosa molto presto, una giostra artistica che gioca in arroganza con i simboli religiosi per nascondere solo una generica avventura da alice nel paese della Crisi Mistica omoerotica. Poi uno si chiede perché diavolo nel finale finiscono a Padova? e si scopre leggendo che era tutta un allegoria della vita di Sant'antonio... una chiave di lettura che non avrei MAI capito, ma neanche fra mille anni, chi caz la conosce la vita di sant'antonio da Padova???? è gia tanto se conosco Gesù e san Francesco!

3 novembre 2017

A Ghost Story

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: David Lowery
Genere: Dramma, Horror, Filosofico
★★★★ 😟

Un fantasma vaga perduto in una casa. All inizio ho trovato la premessa assurda e grottesca, confuso non riuscivo proprio a capire bene quali fossero le intenzioni del film, ma piano piano ho capito la profondità del messaggio tragico che si cela sotto il ridicolo lenzuolo, cosi poco a poco il film è riuscito a colpirmi sinceramente con il suo esistenzialismo, Infatti non c'è piu grande Orrore dell pensiero esistenzialista, la vita ha un destino inevitabile e non c'è scampo o via di fuga, a Circa metà film viene detto in un monologo quello che da tempo penso spesso anche io, che nulla conta veramente, prima ho poi il sole distruggerà la terra e non rimarrà nulla dell umanità, ogni singola cosa è destinata a morire e verrà spazzata via per sempre, vivere, costruire, fare arte è tutto inutile, e se non si può neanche lasciare una traccia del nostro passaggio per quale motivo vivere? che cosa significa esistere se si è gia nulla? piu uno ci pensa e piu il pensiero diventa piu angosciante della morte stessa. Ecco quindi che attraverso questa folle premessa che sembra nata quasi per scherzo vediamo una prospettiva unica ad un dubbio concreto della (non)esistenza umana, le inquadrature lente e statiche irritano ma costringono inevitabilmente ad una profonda riflessione sulla vita e il suo non-senso, la morte diventa presenza tragi-comica con cui lo spettatore in quanto vivo deve fare i conti, per il fantasma che cerca uno scopo alla sua attesa arriva lentamente una completa alienazione che distrugge il suo punto di vista e lo imprigiona nel pensiero nichilista moderno (che appare come un grande palazzo dalle solide fondamenta). Qua la tecnica è minimalista ma usata con precisione, pochi dialoghi, un uso della musica molto buono che crea sempre la giusta atmosfera, un montaggio perfetto con salti temporali che neanche in 2001 e persino lo sguardo del fantasma prende sempre piu un aspetto drammatico e commovente, insomma nonostante ha il sapore di un progetto amatoriale riesce a prendersi molto in giro e riesce a volare cosi in alto da raggiungere la stratosfera.

3 aprile 2017

Una Storia Vera

Recensione Film
Anno: 1999
Regia: David Lynch (+)
Genere: On the road, Drama, Filosofico
Titolo Originale: The Straight Story
★★★★★ 😇

Certe volte non Serve Chissà quale trama complicata, pretenziosa o pseudo-artistica, a volte basta una storia vera, semplice, dritta, Straight. Lynch spacca coraggiosamente il suo virtuoso stile che lo ha reso popolare e Sorprende tutti i suoi fan con un film lineare, un drammatico film On the Road che sa toccare il cuore come solo pochi riescono a fare. Sotto una stupenda colonna sonora e sopra un modesto tagliaerba parte un viaggio, un Esperienza, L'ultima avventura di un uomo semplice attraverso il mondo. Ogni incontro diventa cosi carico di significati profondi ma mai pesanti, sono momenti comuni ma importanti perché visti attraverso occhi maturi, è una prospettiva diversa, si resta affascinati ad ogni dialogo, ad ogni discorso, tutte situazioni normali, ma che hanno uno spessore unico e importante nella loro apparente semplicità, un viaggio a tappe e dipinto a grandi linee, ogni incontro è una parte della vita, ogni momento diventa cosi assoluto e universale, Il protagonista offre spontanemanete una saggezza Infinita nata da una vita di Errori e rimorsi, rimpianti dolorosi da cui non si può far altro che imparare. Il tutto è una paternale predica sulla vita, ma nulla è forzato, In compagnia di questo simpatico vecchietto nascono emozioni sincere ed autentiche, che finiscono naturalmente per commuovere quando si pensa alla fine del nostro viaggio su questa terra.

11 febbraio 2017

La Tartaruga Rossa

Recensione Film Animato
Anno: 2016
Regia: Micheal Dudok de Wit
Genere: Filosofico, Arthouse
★★★★★ 😲

Un uomo si ritrova solo su un Isola. Un Film animato senza dialoghi e che richiama lo stile dei fumetti franco-belga, l'approccio narrativo Calmo e Poetico lo rendono impossibile da odiare, La tecnica è ottima e non ci ho trovato veri difetti, la camera rimane sempre distante dal protagonista per sottolineare la sua solitudine, ci sono pochissimi primi piani e tutti hanno un forte impatto narrativo, la maggior parte delle inquadrature sono aperte verso il mare, la spiaggia, giganteschi panorami naturali che schiacciano ancora di piu l'umanità. Le animazioni sono buone con un 3D modesto e non invasivo, non ci sono virtuosismi di regia e le inquadrature sono per la maggior parte fisse. Quando scende la notte i colori si perdono e accadono dei magici sogni che mi sono piaciuti molto cosi come potenti sono silenzi e le riflessioni del momento con una musica che accompagna le scene in modo sottile senza esagerare. Le relazioni sono costruite molto bene e la semplicità della storia rende il tutto piu assoluto, Filosofico ed universale, un dramma Esistenzialista sulla vita Potente e pieno di poesia che merita di essere visto o meglio ancora Vissuto.

4 febbraio 2017

Rashomon

Recensione Film
Anno: 1950
Regia: Akira Kurosawa (+)
Genere: Thriller, Mistery, Filosofico
★★★★★ 😋

Un uomo viene ritrovato morto in una foresta e parte un indagine su cosa sia accaduto. In una struttura narrativa atipica per l'epoca Vediamo un film frammentato in quattro storie, quattro diverse prospettive che aprono una discussione profonda sulla natura umana, viene dipinto un quadro nero che spaventa perché tutto è Relativo, la verità non può essere ricostruita, siamo fragili, egoisti e mentiamo sempre, senza morale e fiducia reciproca la struttura sociale è solo un'altra menzogna, l'umanità si rivela essere solo un ammasso di caos animalesco e nessuno può davvero capire il prossimo. Un film quasi muto, con pochi dialoghi e grandi scene, Le Inquadrature sono tutte magnifiche, sotto un diroccato cancello difensivo della moralità (il rashomon del titolo) siamo avvolti da un mare di pioggia che sembra quasi il diluvio universale, si entra poi in opposta calda foresta e iconiche sono le inquadrature del sole che spunta attraverso le foglie. Molto buone anche le interpretazioni degli attori, specialmente Quella del Bandito e della donna, Risate Sataniche e inquietanti che rimangono impresse nella mente cosi come i loro sguardi magnetici, volti sudati e ruvidi che scavano la tensione del momento. I duelli presenti sono volutamente senza stile e molto animaleschi, infatti i personaggi si studiano come animali e Gli interrogatori sono inquadrati frontamente per spingere lo spettatore a giudicare e riflettere in prima persona su quale sia la sua verità. Unica critica che si può alzare è l'ovvio forzato finale Ottimista e pieno di speranza ma proprio come sottolinea la storia ognuno può credere quello che vuole e anche il finale che sembra ottimista non è altro che un modo per accettare una possibile realtà.

13 ottobre 2016

Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera

Recensione Film
Anno: 2003
Regia: Kim Ki-Duk
Genere: Dramma Filosofico
★★★★★ 😇

In un Lago c'è un tempio galleggiante dove vivono un monaco e il suo allievo, li seguiamo stagione per stagione in un viaggio meditativo sulla natura umana. Un film quasi muto, Pochissimi dialoghi e una poetica lenta ma dal forte impatto che colpisce profondamente, si viene ipnotizzati dalla regia e vediamo come nell'innocenza si annida anche la malvagità dell uomo, con un tono religioso e spirituale si sottolinea che solo attraverso un lungo e doloroso lavoro di penitenza si può raggiungere la saggezza che porta l'uomo a pagare il prezzo per la sua natura egoista. Nonosante la struttura ciclica possa far intuire il finale rimane comunque di forte impatto, è un cambio di prospettiva semplice ma allo stesso tempo piuttosto disturbante per lo spettatore che ha partecipato insieme al protagonista a questo difficile percorso di Crescita.

4 ottobre 2016

Samsara

Recensione Documentario
Anno: 2011
Regia: Ron Fricke
Genere: Documentario
★★★★ 😧

Un Documentario dalla stupenda fotografia, Un viaggio mistico senza nessuna voce fuoricampo che ci accompagna in una riflessione sulla vita. Se si riesce a resistere al lento ritmo cadiamo perduti nelle nostre sensazioni, Si parte da un vulcano per poi passare ai resti di antiche civiltà, statue e strutture immobili nel tempo, lunghe panoramiche dall alto e veloci Time lapse mostrano i giorni ripetersi, la luce avvolge scenari, Rocce, mummie, templi, una musica sollenne ci accompagna verso posti dove un tempo c'era la vita ma ormai sono dominati dalla sabbia, viaggiamo insieme al vento e ci si sente quasi Dio, vediamo come gli esseri umani sono strane creature, in una scena surreale e grottesca un attore in un ufficio pantomima la crudelta dell uomo in una continua trasformazione di fango, perde la sua identità, si crea e si disfa diventando sempre piu mostruoso. Vediamo le culture del mondo, dalla Africa alle fabbriche in Cina, un industria dove le cose vengono create e distrutte in un ciclo infinito, mentre la gente è perduta nell'orrore della vanità e si trasformano in vuote bambole. si muore di fame, si cerca qualcosa tra montagne di spazzatura, saltiamo dalla richezza alla povertà del mondo, fino al culto delle armi, un mare di proiettili che porta alla morte, uomini divisi da mura, mentre tutto ciclicamente gira e gira ancora, danza artisticamente, muore e torna sabbia all infinito.

28 settembre 2016

La Donna di Sabbia

Recensione Film
Anno: 1964
Regia: Hiroshi Teshigahara
Genere: Dramma Filosofico
Titolo Originale: Suna no onna

★★★★★ 😋

In questo Film Metafisico un Uomo cade in una trappola di sabbia dove vive una donna. Grazie ad un ottimo uso del sonoro si mischiano Atmosfere horror e Oniriche, una sabbia inquietante ed inesorabile che sommerge la speranza come prigionieri in una clessidra, la camera osa e diventa anche erotica mostrando primissimi piani di pelle sudata e sporca di sabbia. Un Dramma esitenziale che mostra l'alienante ruolo dell uomo nella società, inchiodato alla sua casa, perduto in cerca di un senso alla vita (rappresentato dall'acqua) quella differenza tra il vivere e il sopravvivere che trasforma il lavoro, il cibo, il matrimonio, in un inutile e ripetitivo scavare nel vuoto. "Gli uomini non sono cani da poter tenere al guinzaglio!" ripete spesso il protagonista ma la libertà è solo un illusione e l'inesorabilità della situazione umana non può far altro che piegarlo, lui trova un nuovo senso alla vita e accetta la sua condizione di insignificante insetto difronte alla vastità dell Mare.