Recensione Film
Anno: 1991
Regia: Russell Mulcahy
Genere: Fantascienza
★ 😠
Nel futuro la Terra è diventata un triste mondo distopico perché MacLeod ha creato una barriera atmosferica per proteggerla dai raggi solari. Disastroso Sequel che rovina l'intero franchise buttandosi nella fantascienza e pasticciando molto con le regole presentate facendo il grosso errore di provare a spiegare le origini degli immortali, e fin dall inizio tutto appare come un insulto al film precedente e non si capisce una mazza di quello che accade, essere capultati in questo nuovo mondo e vedere MacLeod fare vecchio e patetico scienziato confonde e poi per assurdo i cattivi lo ringiovaniscono senza motivo, la storia sembra una generico film di fantascienza e il mondo cyber/punk distopico alla blade runner non centra una mazza con l'idea originale degli immortali, lo scontro con i due pazzoidi è imbarazzante con pessime scene di volo ed è fintissima la decapitazione con il filo, qua gli sbalzi di tono sono estremi e il film salta dal thriller distopico con guerra ad una corporazione cattiva alle stupidate da fumetto per bambini, viene resuscitato forzatamente il Ramirez di Sean Connery per qualche scenetta comica ma non fa praticamente nulla e sparisce in modo molto insoddisfacente fermando in modo assurdo un elica e anche il cattivo di Michael Ironside non ha abbastanza spessore a parte la scena folle dove porta al massimo la metropolitana e ammazza schiacciando tutti i passeggeri. Capisco che una volta eliminati gli immortali continuare la storia era difficile ma potevano fare un prequel o un reboot invece di questo grosso e noioso pasticcio, ed era anche peggio nella versione teatrale dove rivelavano che gli immortali erano stramaledetti Alieni, un qualcosa di cosi odiato dai Fan che il regista ha provato ad aggiustare dicendo che in realtà provengono da un antico passato desertico ma non basta se poi tutto il resto non funziona, il ritmo è pessimo, le scene d'azione fanno pena e la storia prova a balbettare su ambientalismo e inquinamento senza dire nulla di concreto se non un confuso messaggio di speranza per un mondo piu pulito. Ammetto che la fotografia atmosferica è carina e seppur totalmente inutile fa piacere rivedere Sean Connery che fa il simpaticone quando ordina un nuovo vestito o in aereo ma nel complesso è completa spazzatura, ho odiato ogni suo singolo minuto, è uno dei sequel piu brutti che abbiano mai fatto per come distrugge e smerda completamente l'originale.
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Highlander (1986)
22 maggio 2026
7 novembre 2025
The Long Walk
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Francis Lawrence
Genere: Dramma, On the road
★★★ 😊
In una America Distopica dei ragazzi partecipano per denaro ad una lunga marcia della morte dove chiunque si ferma verrà ucciso. Thriller Drammatico basato sul libro di Stephen King che ruota tutto sulla semplice idea di una faticosa e mortale camminata di resistenza e questo porta a buone interazioni con i vari partecipanti e alla nascita di una grande e profonda amicizia, un percorso di dolore e morte che simboleggia una società spietata ma anche il filosofico viaggio degli uomini lungo le dolorose strade della vita e mi piace il grande cuore umanista della storia che spinge ad avere empatia per gli altri anche se sconosciuti, a non cedere al nichilismo e dare valore alla vita. Ovviamente avendo una struttura monotona sulla strada anche il film risulta monotono e alla lunga diventa estenuante, non mi convince la spiegazione sull utilità di questa competizione per contrastare la pigrizia nazionale, tecnicamente è piuttosto generico senza grandi tocchi di regia, Mark Hamill non è bravo a fare un duro militare, il film cede al melodramma e alcune morti sono teatrali per essere piu strappalacrime possibili, i partecipanti sono troppo loquaci e invece di essere spaventati si danno troppa confidenza e per come si comportano non sembrano aver capito le spietate regole della competizione cosi come il finale non mi è piaciuto perché diventa banale, contraddice se stesso e va contro il messaggio di vincere la violenza e io l'avrei fatto piu aperto con i partecipanti che continuavano a camminare insieme all infinito perché solo cosi sarebbe stato un vero gesto di ribellione totale dal sistema. Ma nei suoi limiti il film mi è piaciuto, l'addio alla madre dell'inizio è davvero toccante, il cameratismo tra i partecipanti è molto sincero, funzionano le interazioni dei vari personaggi dal religioso, lo scrittore o quello piu odioso, disgusta e fa ridere quando devono fare la cacca, inquieta vedere la gente ferma ai bordi che osserva immobili questi ragazzi passare, si percepisce bene la lunghezza e la fatica di questo difficile viaggio e noi spettatori soffriamo insieme a loro sulla strada, e per come mostra vero dolore e rabbia per chi viene lasciato indietro è un film pieno di cuore sulla fratellanza che spinge a guardare la luce nel buio, a vedere il mondo con occhi diversi, a provare il piu possibile ad non abbandonare gli altri e aiutarsi a vicenda.
Anno: 2025
Regia: Francis Lawrence
Genere: Dramma, On the road
★★★ 😊
In una America Distopica dei ragazzi partecipano per denaro ad una lunga marcia della morte dove chiunque si ferma verrà ucciso. Thriller Drammatico basato sul libro di Stephen King che ruota tutto sulla semplice idea di una faticosa e mortale camminata di resistenza e questo porta a buone interazioni con i vari partecipanti e alla nascita di una grande e profonda amicizia, un percorso di dolore e morte che simboleggia una società spietata ma anche il filosofico viaggio degli uomini lungo le dolorose strade della vita e mi piace il grande cuore umanista della storia che spinge ad avere empatia per gli altri anche se sconosciuti, a non cedere al nichilismo e dare valore alla vita. Ovviamente avendo una struttura monotona sulla strada anche il film risulta monotono e alla lunga diventa estenuante, non mi convince la spiegazione sull utilità di questa competizione per contrastare la pigrizia nazionale, tecnicamente è piuttosto generico senza grandi tocchi di regia, Mark Hamill non è bravo a fare un duro militare, il film cede al melodramma e alcune morti sono teatrali per essere piu strappalacrime possibili, i partecipanti sono troppo loquaci e invece di essere spaventati si danno troppa confidenza e per come si comportano non sembrano aver capito le spietate regole della competizione cosi come il finale non mi è piaciuto perché diventa banale, contraddice se stesso e va contro il messaggio di vincere la violenza e io l'avrei fatto piu aperto con i partecipanti che continuavano a camminare insieme all infinito perché solo cosi sarebbe stato un vero gesto di ribellione totale dal sistema. Ma nei suoi limiti il film mi è piaciuto, l'addio alla madre dell'inizio è davvero toccante, il cameratismo tra i partecipanti è molto sincero, funzionano le interazioni dei vari personaggi dal religioso, lo scrittore o quello piu odioso, disgusta e fa ridere quando devono fare la cacca, inquieta vedere la gente ferma ai bordi che osserva immobili questi ragazzi passare, si percepisce bene la lunghezza e la fatica di questo difficile viaggio e noi spettatori soffriamo insieme a loro sulla strada, e per come mostra vero dolore e rabbia per chi viene lasciato indietro è un film pieno di cuore sulla fratellanza che spinge a guardare la luce nel buio, a vedere il mondo con occhi diversi, a provare il piu possibile ad non abbandonare gli altri e aiutarsi a vicenda.
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Distopia,
Film,
OnTheRoad,
Stephen King
12 luglio 2025
L'Implacabile: The Running Man
Recensione Film
Anno: 1987
Regia: Paul Michael Glaser
Genere: Distopia, Azione
★★★ 😐
In mondo distopico un uomo viene incastrato e finisce in gioco televisivo dove è costretto a lottare per la sua sopravvivenza. Film d'azione con al centro Arnold Schwarzenegger che ha un interessante premessa distopica con questo show televisvo folle che serve per addomesticare le masse alla dittatura, alterare la verità e annullare il senso critico e lo spirito umanitario mostrando violenza tra gladiatori, un qualcosa che di sicuro nasce dall'avversione verso il potere e gli effetti della Televisione che è un messaggio che si può ritrovare in molti film del periodo e fa riflettere che alterare veri video e notizie era fantascienza all epoca ma ora si può facilmente fare creando fake news. Cosi il film riesce bene a crearti un senso di disgusto verso la volgare corruzione del mezzo televisivo, ti spinge a non credere a tutte le notizie che vengono raccontate e a rendere insopportabili questi presentatori televisivi amati dalle vecchie casalinghe, sopratutto Richard Dawson è perfetto per la parte e riesce ad essere sia carismatico che molto antipatico. Ci sono poi dei momenti carini come la fuga di prigione iniziale con le rischiose bombe sul collo da togliere, Arnold con la barba bionda appare fighissimo, gli scontri con i folli gladiatori intrattengono come quello vestito da hockey, il tipo con la motosega, quello con il lanciafiamme o uno con le lucine che spara fulmini, e nell insieme il film non è malissimo e si lascia guardare ma tecnicamente tutto è sotto la media e fatica a convincere, le tutine gialle spandex sono piuttosto brutte, non mi piace come visivamente appare troppo scuro e fumoso, dovrebbe essere un'arena da show tv ma non si vede una mazza e vagano di notte per generici corridoi e fabbriche abbandonate, la relazione con la donna è piuttosto abbozzata e frettolosa, stranamente sono sorpresi che la gente scommette per i giocatori quando dovrebbe essere la normalità, e si vuole bene ad Arnold ma qua recita piuttosto male e le battutine sagaci sono totalmente fuori personaggio. Insomma nonostante ci sia qualche spunto interessante è un film piuttosto debole e funziona piu l'idea distopica che la sua esecuzione.
Anno: 1987
Regia: Paul Michael Glaser
Genere: Distopia, Azione
★★★ 😐
In mondo distopico un uomo viene incastrato e finisce in gioco televisivo dove è costretto a lottare per la sua sopravvivenza. Film d'azione con al centro Arnold Schwarzenegger che ha un interessante premessa distopica con questo show televisvo folle che serve per addomesticare le masse alla dittatura, alterare la verità e annullare il senso critico e lo spirito umanitario mostrando violenza tra gladiatori, un qualcosa che di sicuro nasce dall'avversione verso il potere e gli effetti della Televisione che è un messaggio che si può ritrovare in molti film del periodo e fa riflettere che alterare veri video e notizie era fantascienza all epoca ma ora si può facilmente fare creando fake news. Cosi il film riesce bene a crearti un senso di disgusto verso la volgare corruzione del mezzo televisivo, ti spinge a non credere a tutte le notizie che vengono raccontate e a rendere insopportabili questi presentatori televisivi amati dalle vecchie casalinghe, sopratutto Richard Dawson è perfetto per la parte e riesce ad essere sia carismatico che molto antipatico. Ci sono poi dei momenti carini come la fuga di prigione iniziale con le rischiose bombe sul collo da togliere, Arnold con la barba bionda appare fighissimo, gli scontri con i folli gladiatori intrattengono come quello vestito da hockey, il tipo con la motosega, quello con il lanciafiamme o uno con le lucine che spara fulmini, e nell insieme il film non è malissimo e si lascia guardare ma tecnicamente tutto è sotto la media e fatica a convincere, le tutine gialle spandex sono piuttosto brutte, non mi piace come visivamente appare troppo scuro e fumoso, dovrebbe essere un'arena da show tv ma non si vede una mazza e vagano di notte per generici corridoi e fabbriche abbandonate, la relazione con la donna è piuttosto abbozzata e frettolosa, stranamente sono sorpresi che la gente scommette per i giocatori quando dovrebbe essere la normalità, e si vuole bene ad Arnold ma qua recita piuttosto male e le battutine sagaci sono totalmente fuori personaggio. Insomma nonostante ci sia qualche spunto interessante è un film piuttosto debole e funziona piu l'idea distopica che la sua esecuzione.
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Azione,
Distopia,
Film,
Stephen King
22 dicembre 2024
Civil War
Recensione Film
Anno: 2024
Regia: Alex Garland
Genere: Dramma, Guerra
★★★ 😖
Giornalisti partono per fotografare il presidente attraversando degli Stati Uniti distrutti da una nuova guerra civile. Dramma distopico che da vita alle ansie degli americani divisi dalle tensioni politiche moderne e trasforma il ricco paese in uno dei tanti rovinati dalla guerra, e il film elogia bene il ruolo dei giornalisti che per quanto folle e pericoloso serve per testimoniare e rendere reali gli eventi per il resto del mondo cosi seppur sono impauriti e scossi dalle violenze la loro presenza neutrale documenta e registra l'orrore che accade. Tutto parte bene e il tema della fotografia è al centro della storia quindi visivamente è molto bello e mi piace come di colpo vengono mostrate le ottime foto che vengono fatte quasi a dividere la cruda realtà con l'artistica rappresentazione, colpiscono i flash delle atrocità che ha visto la protagonista nelle guerre del passato con gente trucidata e bruciata viva, mi piace la violenza con un sangue molto scuro e reale, belle le fosse comuni piene di cadaveri, memorabile la tensione davanti a Jesse Plemons o il magico momento della foresta incendiata piena di particelle e scintille. Un peccato che la storia invece non convince allo stesso modo e la protagonista interpretata da Kirsten Dunst si comporta in modo sempre piu strano ed è fin troppo forzato il percorso di crescita della giovane allieva giornalista che impara a diventare piu cinica, non mi piace come il dramma viene spesso rotto dalla regia e non si sottolinea davvero quanto stanno rischiando i giornalisti ad attraversare questo paese che appare sempre fin troppo desertico e da post apocalisse, troppo facile mostrare i bifolchi cattivi e non c'è alcuna vera voglia di spiegare le divisioni e le motivazioni delle due fazioni, brutte le musichette in sottofondo per fare stile, mi ha fatto schifo la scena dove cambiano posizione nelle auto in corsa come fossero ubriachi con un tipo infantile che fa troppo lo scemo per essere in un paese in guerra, e il finale delude molto per come sa di finto e con tutte quelle sparatorie punta troppo allo spettacolo d'azione bang-bang piu che al triste dramma di una democrazia che sta morendo. Nell insieme funziona l'elogio all importante e storico ruolo dei giornalisti ma è un peccato che mi piacciono piu le immagini che quello che accade, questo è un conflitto fin troppo immaturo per essere davvero credibile, la sceneggiatura gioca sull superficiale brivido del momento e manca di vera profondità da trasmettere.
Anno: 2024
Regia: Alex Garland
Genere: Dramma, Guerra
★★★ 😖
Giornalisti partono per fotografare il presidente attraversando degli Stati Uniti distrutti da una nuova guerra civile. Dramma distopico che da vita alle ansie degli americani divisi dalle tensioni politiche moderne e trasforma il ricco paese in uno dei tanti rovinati dalla guerra, e il film elogia bene il ruolo dei giornalisti che per quanto folle e pericoloso serve per testimoniare e rendere reali gli eventi per il resto del mondo cosi seppur sono impauriti e scossi dalle violenze la loro presenza neutrale documenta e registra l'orrore che accade. Tutto parte bene e il tema della fotografia è al centro della storia quindi visivamente è molto bello e mi piace come di colpo vengono mostrate le ottime foto che vengono fatte quasi a dividere la cruda realtà con l'artistica rappresentazione, colpiscono i flash delle atrocità che ha visto la protagonista nelle guerre del passato con gente trucidata e bruciata viva, mi piace la violenza con un sangue molto scuro e reale, belle le fosse comuni piene di cadaveri, memorabile la tensione davanti a Jesse Plemons o il magico momento della foresta incendiata piena di particelle e scintille. Un peccato che la storia invece non convince allo stesso modo e la protagonista interpretata da Kirsten Dunst si comporta in modo sempre piu strano ed è fin troppo forzato il percorso di crescita della giovane allieva giornalista che impara a diventare piu cinica, non mi piace come il dramma viene spesso rotto dalla regia e non si sottolinea davvero quanto stanno rischiando i giornalisti ad attraversare questo paese che appare sempre fin troppo desertico e da post apocalisse, troppo facile mostrare i bifolchi cattivi e non c'è alcuna vera voglia di spiegare le divisioni e le motivazioni delle due fazioni, brutte le musichette in sottofondo per fare stile, mi ha fatto schifo la scena dove cambiano posizione nelle auto in corsa come fossero ubriachi con un tipo infantile che fa troppo lo scemo per essere in un paese in guerra, e il finale delude molto per come sa di finto e con tutte quelle sparatorie punta troppo allo spettacolo d'azione bang-bang piu che al triste dramma di una democrazia che sta morendo. Nell insieme funziona l'elogio all importante e storico ruolo dei giornalisti ma è un peccato che mi piacciono piu le immagini che quello che accade, questo è un conflitto fin troppo immaturo per essere davvero credibile, la sceneggiatura gioca sull superficiale brivido del momento e manca di vera profondità da trasmettere.
7 maggio 2024
Silo
Recensione Serie Tv
Anno: 2023
Showrunner: Graham Yost
Genere: Fantascienza, Mistery
Episodi: 10
★★★ 😊
In futuro apocalittico diecimila persone vivono da secoli in un grande bunker-città e un donna diventa lo sceriffo per scoprire la verità. Serie tv basata sul romanzi di Hugh Howey che ripresenta temi comuni come la caverna di platone e la dittatura distopica alla 1984 ma comunque il dramma è scritto bene, molte scene riescono a far commuovere e far riflettere e i misteri cospirazionisti hanno sempre il giusto fascino. Le cupe ambientazioni di cemento diventano alla lunga ripetitive ma sono furbamente usate per costruire una vissuta città sotterranea divisa in vari piani intorno ad una grande scala a chiocciola, molto Interessante è come si apre con il primo episodio che si concentra sull dramma dell vecchio sheriffo che vede la moglie diventare sempre piu folle e sospettosa delle leggi perché le impediscono di avere figli, interessanti che gli oggetti e le comuni informazioni del passato sono considerate delle Reliquie proibite, bella l'idea di essere liberi di uscire dal bunker ma è considerata una condanna a morte e mi piace come tutti possono vedere in diretta un'immagine dell mondo esterno con i cadaveri a terra di chi ha provato ad uscire. Poi Fantastico il terzo episodio dove devono aggiustare la turbina centrale e si sente vera tensione in questa grande operazione difficile quando la spengono, mi piace l'immagine del funerale dove gettano le mele nella tomba, bello l'inseguimento durante una maratona per le scale o pieno di potenza emotiva il momento dove lei scopre un libro illustrato del mondo esterno che non aveva mai visto. Anche la recitazione non è male e mi è piaciuto molto lo sheriffo dei primi episodi e poi Rebecca Ferguson diventa a tutti gli effetti la protagonista principale e guida benissimo la serie con un indagine intima e personale su vari omicidi da risolvere, lei è davvero brava riuscendo a gestire grande sofferenza interiore e determinazione contro queste cospirazioni e funziona il rapporto fatto di flashback con il ragazzo che amava e con il padre medico, mentre gli antagonisti mi hanno deluso, sono i soliti fascistoni troppo generici e cosi non si sente il peso di un grande potere occulto che manovra nell'ombra. Alla fine della prima stagione restano tanti misteri da risolvere e quindi c'è sempre il rischio che le rivelazioni faranno schifo ma per il momento è un ottima serie che funziona sopratutto per il dramma dei personaggi piu che per i soliti misteri di fantascienza.
Anno: 2023
Showrunner: Graham Yost
Genere: Fantascienza, Mistery
Episodi: 10
★★★ 😊
In futuro apocalittico diecimila persone vivono da secoli in un grande bunker-città e un donna diventa lo sceriffo per scoprire la verità. Serie tv basata sul romanzi di Hugh Howey che ripresenta temi comuni come la caverna di platone e la dittatura distopica alla 1984 ma comunque il dramma è scritto bene, molte scene riescono a far commuovere e far riflettere e i misteri cospirazionisti hanno sempre il giusto fascino. Le cupe ambientazioni di cemento diventano alla lunga ripetitive ma sono furbamente usate per costruire una vissuta città sotterranea divisa in vari piani intorno ad una grande scala a chiocciola, molto Interessante è come si apre con il primo episodio che si concentra sull dramma dell vecchio sheriffo che vede la moglie diventare sempre piu folle e sospettosa delle leggi perché le impediscono di avere figli, interessanti che gli oggetti e le comuni informazioni del passato sono considerate delle Reliquie proibite, bella l'idea di essere liberi di uscire dal bunker ma è considerata una condanna a morte e mi piace come tutti possono vedere in diretta un'immagine dell mondo esterno con i cadaveri a terra di chi ha provato ad uscire. Poi Fantastico il terzo episodio dove devono aggiustare la turbina centrale e si sente vera tensione in questa grande operazione difficile quando la spengono, mi piace l'immagine del funerale dove gettano le mele nella tomba, bello l'inseguimento durante una maratona per le scale o pieno di potenza emotiva il momento dove lei scopre un libro illustrato del mondo esterno che non aveva mai visto. Anche la recitazione non è male e mi è piaciuto molto lo sheriffo dei primi episodi e poi Rebecca Ferguson diventa a tutti gli effetti la protagonista principale e guida benissimo la serie con un indagine intima e personale su vari omicidi da risolvere, lei è davvero brava riuscendo a gestire grande sofferenza interiore e determinazione contro queste cospirazioni e funziona il rapporto fatto di flashback con il ragazzo che amava e con il padre medico, mentre gli antagonisti mi hanno deluso, sono i soliti fascistoni troppo generici e cosi non si sente il peso di un grande potere occulto che manovra nell'ombra. Alla fine della prima stagione restano tanti misteri da risolvere e quindi c'è sempre il rischio che le rivelazioni faranno schifo ma per il momento è un ottima serie che funziona sopratutto per il dramma dei personaggi piu che per i soliti misteri di fantascienza.
8 agosto 2022
1999: Conquista della Terra
Recensione Film
Anno: 1972
Regia: J. Lee Thompson
Genere: Distopico, Prigione
Titolo Eng: Conquest of the Planet of the Apes
★★★ 😀
La scimmia Caesar pensa alla rivoluzione In un Futuro distopico e fascista dove le scimmie fanno da schiave agli esseri umani. Quarto film del Pianeta delle Scimmie che punta tutto sulla Lotta di Classe, durante la storia viene mostrata tanta ingiustizia, manganellate, violenza, torture, disprezzo, uomini vestiti di nero al comando di una società senza piu umanità con un ritorno all palese schiavismo dove le scimmie sono sfruttate e si occupano dei lavori piu umili. Cosi lo spettatore sta dalla parte delle scimmie e la rivoluzione finale diventa un godimento catartico dove l'ingiustizia viene punita con il sangue anche se a far le spese siamo noi esseri umani, un messaggio estremamente reazionario contro qualsiasi autorità e polizia che forse non è proprio educativo, specie perché molto piu dei precedenti qua le scimmie vengono codificate come le minoranze, cosi le vere rivolte anarchiche e violente contro la polizia nelle manifestazioni o le sommosse nelle periferie delle città vengono implicitamente giustificate dal film forse troppo accecato dagli ideologici moti del 68. Apprezzo poi la voglia di collegare tutto ai film precedenti in un unica continuità narrativa ma cosi tutta questa storia del Loop temporale crea piu dubbi che certezze, se l'umanità sapeva del futuro che li aspettava perché diavolo si sono messi a sfruttare e allevare proprio le scimmie? non ha senso, cosi come non mi è piaciuto che tutto è palesemente ambientato in uno piccolo quartiere moderno rendendo l'intero respiro del film molto ristretto, a parte questo è un film pieno di qualità, specie il finale mi è piaciuto molto con la caotica marea di scimme che si scontrano con gli umani ed è fantastico il fiero monologo finale di Caesar davanti alle fiamme brucianti della rivolta.
Anno: 1972
Regia: J. Lee Thompson
Genere: Distopico, Prigione
Titolo Eng: Conquest of the Planet of the Apes
★★★ 😀
La scimmia Caesar pensa alla rivoluzione In un Futuro distopico e fascista dove le scimmie fanno da schiave agli esseri umani. Quarto film del Pianeta delle Scimmie che punta tutto sulla Lotta di Classe, durante la storia viene mostrata tanta ingiustizia, manganellate, violenza, torture, disprezzo, uomini vestiti di nero al comando di una società senza piu umanità con un ritorno all palese schiavismo dove le scimmie sono sfruttate e si occupano dei lavori piu umili. Cosi lo spettatore sta dalla parte delle scimmie e la rivoluzione finale diventa un godimento catartico dove l'ingiustizia viene punita con il sangue anche se a far le spese siamo noi esseri umani, un messaggio estremamente reazionario contro qualsiasi autorità e polizia che forse non è proprio educativo, specie perché molto piu dei precedenti qua le scimmie vengono codificate come le minoranze, cosi le vere rivolte anarchiche e violente contro la polizia nelle manifestazioni o le sommosse nelle periferie delle città vengono implicitamente giustificate dal film forse troppo accecato dagli ideologici moti del 68. Apprezzo poi la voglia di collegare tutto ai film precedenti in un unica continuità narrativa ma cosi tutta questa storia del Loop temporale crea piu dubbi che certezze, se l'umanità sapeva del futuro che li aspettava perché diavolo si sono messi a sfruttare e allevare proprio le scimmie? non ha senso, cosi come non mi è piaciuto che tutto è palesemente ambientato in uno piccolo quartiere moderno rendendo l'intero respiro del film molto ristretto, a parte questo è un film pieno di qualità, specie il finale mi è piaciuto molto con la caotica marea di scimme che si scontrano con gli umani ed è fantastico il fiero monologo finale di Caesar davanti alle fiamme brucianti della rivolta.
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Blockbuster,
Distopia,
Film,
Prigione
28 novembre 2018
I Figli degli Uomini
Recensione FilmAnno: 2006
Regia: Alfonso Cuarón
Genere: Dramma, Guerra
Titolo Eng: Children of Men
★★★★★ 👪
In un Futuro Prossimo dove non nascono piu bambini un uomo deve scortare una Rifugiata Verso Il Domani. Dramma Distopico che Mostra Il collasso della civiltà Moderna incapace di andare avanti, tra sovrappopolazione e aridità culturale la Destra si è rinchiusa dietro muri e ha completamente fallito a proteggere la nazione invasa da i rifugiati e la sinistra è composta da vanitosi, ottusi e imbecilli terroristi che pensano solo al loro tornaconto personale, le società mondiali collassano tutte su se stesse e quello che prende forma è la perfetta fusione di 100 anni di storia, dai campi di concentramento nazisti, il terrorismo islamico, l'immigrazione fino alle piu piccole guerre locali, è per certi versi una storia sulla morte della civiltà contemporanea che ha perso una forte identità da tramandare, non è una questione di razza o di integrazione, il vero dramma è la perdita del valore della Vita, ed è per questo che molti sbagliano a liquidarlo come un film "Pro immigrati" quando in realtà mostra le conseguenze di un immigrazione selvaggia e di un cinismo dilagante. Come un quadro allegorico sulla natività si mostra la nascita di una speranza nel deserto, da super cinico faticavo a comprendere la sincerità del finale e il suo parallelo cristiano mi appariva piuttosto stucchevole, ma riguardandolo piu volte ho capito quanto l'idea finale sia potente ed efficace, per un singolo istante il tempo si ferma, la guerra si ferma e si contempla la pura Vita, grazie ad un ottimo arco narrativo il protagonista ritrova la fede nel futuro e nel climax il film mostra l'universale valore che è la vita e lo fa nel modo piu sincero possibile, senza spiegoni o facili morali, viene elogiato il miracolo della vita in tutta la sua potenza. Un film Commovente e tragico grazie anche all bellissimo canto di una donna che arriva per sottolineare il dramma e immerge nell azione Attraverso le sue leggendarie pianosequeze che offrono una visione in terza persona di questo mondo, la camera si distrae sempre e va oltre a quello che vede il protagonista, fa da testimone a questo triste mondo in frantumi, la messa in scena è pazzesca e colpiscono le comparse, i cartelloni sullo sfondo, la pubblicità di chirurgia estetica o quella della medicina per il suicidio, le galline, i cani, Gli uomini in gabbia, gli sgomberi, le tragedie umane, ogni elemento presentato funziona e il viaggio attraverso la realtà della guerra diventa intimo e personale, ma devo dire che Essendo diviso in Setpiece tutto fatica a scorrere nel modo migliore e il ritmo è leggermente macchinoso (ed è intressante notare come il mondo dei videogiochi negli ultimi anni è quello che piu si è ispirato a questo stile). Poi Certamente il Film non è il massimo della sottigliezza, il parallelo cristiano con Giuseppe e Maria è fin troppo chiaro e ad esempio la barca da raggiugnere si chiama "Tomorrow", ma poco importano le forzature tematiche perché è innegabile il quadro complessivo che rende questo film l'unico che è riuscito, riesce e riuscirà a descrivere questa epoca storica che stiamo vivendo.
11 marzo 2018
Maze Runner 3 - La Rivelazione
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Wes Ball
Genere: Fantascienza, Azione
★★ 😌
Terzo e ultimo capitolo di questa trilogia Young-adult post-apocalittica. Tecnicamente forse il migliore dei tre, Ritroviamo i giovani e ribelli protagonisti che lottano contro i cattivi e si cerca ancora una volta di imparare a conoscerli ma si fa davvero troppa fatica, come nei precedenti non sono riuscito ad immedesimarmi in questi personaggi perché sono sempre schiavi della trama e degli eventi che come un fiume in piena trascina tutti senza permettere loro di vivere e agire liberamente. Essendo questo il finale Tutto si fa per forza piu intenso e drammatico con tanta epicità, tanta azione e momenti di tensione, infatti c'è pathos con morti drammatiche, inseguimenti, esplosioni e varie scene d'azione come quella bella iniziale dell assalto al treno ma resta un altra fiera dei cliché, il tutto evolve tristemente in qualcosa di confuso, troppo scuro e fiacco e ci sono anche in questo poche cose davvero memorabili e degne di nota. Quindi di sicuro è una serie Blanda e francamente evitabile ma non è tutto un disastro, Riflettendoci un po' penso comunque che il film chiude bene la serie e se visti insieme i tre film possono funzionare meglio che se visti separati, addirittura ci si può anche appassionare rispetto a guardarli singolarmente, certo prima bisogna trovare la voglia di vedere tutto d'un fiato sette ore di mediocrità.
Anno: 2017
Regia: Wes Ball
Genere: Fantascienza, Azione
★★ 😌
Terzo e ultimo capitolo di questa trilogia Young-adult post-apocalittica. Tecnicamente forse il migliore dei tre, Ritroviamo i giovani e ribelli protagonisti che lottano contro i cattivi e si cerca ancora una volta di imparare a conoscerli ma si fa davvero troppa fatica, come nei precedenti non sono riuscito ad immedesimarmi in questi personaggi perché sono sempre schiavi della trama e degli eventi che come un fiume in piena trascina tutti senza permettere loro di vivere e agire liberamente. Essendo questo il finale Tutto si fa per forza piu intenso e drammatico con tanta epicità, tanta azione e momenti di tensione, infatti c'è pathos con morti drammatiche, inseguimenti, esplosioni e varie scene d'azione come quella bella iniziale dell assalto al treno ma resta un altra fiera dei cliché, il tutto evolve tristemente in qualcosa di confuso, troppo scuro e fiacco e ci sono anche in questo poche cose davvero memorabili e degne di nota. Quindi di sicuro è una serie Blanda e francamente evitabile ma non è tutto un disastro, Riflettendoci un po' penso comunque che il film chiude bene la serie e se visti insieme i tre film possono funzionare meglio che se visti separati, addirittura ci si può anche appassionare rispetto a guardarli singolarmente, certo prima bisogna trovare la voglia di vedere tutto d'un fiato sette ore di mediocrità.
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Azione,
Blockbuster,
Distopia,
Fantascienza,
Post-Apocalittico,
YoungAdult
18 gennaio 2018
The Handmaid's Tale
Recensione Serie Tv
Anno: 2017-2021
Autore: Bruce Miller
Genere: Dramma, Femminista, Distopico
Episodi: 46 - Stagioni 4
★★★★ 😓
In un retro-Futuro distopico le nascite si abbassano gravemente e l'america si trasforma in una dittatura religiosa che costringe le donne piu fertili a una forma di schiavitù sessuale per far procreare le famiglie piu importanti. La serie basata sul Romanzo di Margaret Atwood mostra la povera protagonista June in una struggente situazione di prigionia, costretta dalla società oppressiva a dover Servire e ubbidire attraverso abusi, violenze e minacce. Il messaggio Femminista della serie è chiaro ma viene sviluppato in modo decisamente potente ed efficace, si delinea in maniera perfetta e allegorica la disperata condizione della donna in una società Patriarcale tossica e liberticida, le Donne declassate ad oggetti, perdono il nome, il lavoro, il diritto di propietà, Ridotte ad essere "macchine" per un fine, quello di fare figli, non hanno piu nessuna libertà, sono uteri a disposizione dello stato. Nonostante l'iperbola pessimista che fonde la fantascienza con i drammi storici ottocenteschi qua ogni situazione presente nella storia Richiama situazioni che sono avvenute in passato o che continuano ad accadere, infatti quante donne ancora oggi sono considerate solo degli oggetti? delle proprietà? dei giocattoli per soddisfare l'uomo? donne costrette a portare il velo, a seguire dogmi religiosi, a matrimoni combinati e di convenienza, che non meritano di avere un opinione, che non meritano lo stesso rispetto dei maschi, che non possono amare, vivere ed essere libere perché costantemente schiacciate e messe in ginocchio dall intera società e cultura. Lo spettatore qua prova in prima persona le sofferenze della protagonista, il dramma è autentico, reale, vivo, si sente la paranoia e la paura di una punizione, l'invasiva violazione delle intimità, l'inquietante RITUALE dove moglie e marito partecipano ad uno macabro e sadico gioco erotico, le punizioni, le impiccagioni, le mura piene di sangue, e cosi via ogni scena è profonda e piena di significato. Ma non è solo il messaggio il punto forte della serie, c'è anche un ottima recitazione, un uso di musiche e sonoro da grande cinema e sopratutto una Fotografia è pazzesca, ma davvero tanto, ogni inquadratura sembra un quadro fiammingo, l'uso che si fa del Rosso e del Verde diventa simbolico per separare i due mondi, con una luce romantica e Angelica che traspare sempre attraverso le finestre a simboleggiare quella luce di religiosa speranza che continua a vivere nella protagonista, non c'è una singola inquadratura fuoriposto, le immagini colpiscono, graffiano, toccano il cuore, e siamo sempre con lei, con le sue amiche, con le persone che lei vuol bene, con chi si ribella, con gli ultimi che soffrono e lottano in silenzio anche solo per vivere un piccolo momento di libertà da questo mondo oppressivo, alla fine si è con lei al 100%, si è visceralmente contro ogni tipo di Abuso, si disprezza questa dittatura malata e mi sono pure vergognato di essere un maschio, si capisce veramente cosa significa per una donna non avere la libertà che desidera ma in generale si soffre per il fatto che non si fa mai abbastanza per evitare ogni tipo ingiustizia sociale.
Anno: 2017-2021
Autore: Bruce Miller
Genere: Dramma, Femminista, Distopico
Episodi: 46 - Stagioni 4
★★★★ 😓
In un retro-Futuro distopico le nascite si abbassano gravemente e l'america si trasforma in una dittatura religiosa che costringe le donne piu fertili a una forma di schiavitù sessuale per far procreare le famiglie piu importanti. La serie basata sul Romanzo di Margaret Atwood mostra la povera protagonista June in una struggente situazione di prigionia, costretta dalla società oppressiva a dover Servire e ubbidire attraverso abusi, violenze e minacce. Il messaggio Femminista della serie è chiaro ma viene sviluppato in modo decisamente potente ed efficace, si delinea in maniera perfetta e allegorica la disperata condizione della donna in una società Patriarcale tossica e liberticida, le Donne declassate ad oggetti, perdono il nome, il lavoro, il diritto di propietà, Ridotte ad essere "macchine" per un fine, quello di fare figli, non hanno piu nessuna libertà, sono uteri a disposizione dello stato. Nonostante l'iperbola pessimista che fonde la fantascienza con i drammi storici ottocenteschi qua ogni situazione presente nella storia Richiama situazioni che sono avvenute in passato o che continuano ad accadere, infatti quante donne ancora oggi sono considerate solo degli oggetti? delle proprietà? dei giocattoli per soddisfare l'uomo? donne costrette a portare il velo, a seguire dogmi religiosi, a matrimoni combinati e di convenienza, che non meritano di avere un opinione, che non meritano lo stesso rispetto dei maschi, che non possono amare, vivere ed essere libere perché costantemente schiacciate e messe in ginocchio dall intera società e cultura. Lo spettatore qua prova in prima persona le sofferenze della protagonista, il dramma è autentico, reale, vivo, si sente la paranoia e la paura di una punizione, l'invasiva violazione delle intimità, l'inquietante RITUALE dove moglie e marito partecipano ad uno macabro e sadico gioco erotico, le punizioni, le impiccagioni, le mura piene di sangue, e cosi via ogni scena è profonda e piena di significato. Ma non è solo il messaggio il punto forte della serie, c'è anche un ottima recitazione, un uso di musiche e sonoro da grande cinema e sopratutto una Fotografia è pazzesca, ma davvero tanto, ogni inquadratura sembra un quadro fiammingo, l'uso che si fa del Rosso e del Verde diventa simbolico per separare i due mondi, con una luce romantica e Angelica che traspare sempre attraverso le finestre a simboleggiare quella luce di religiosa speranza che continua a vivere nella protagonista, non c'è una singola inquadratura fuoriposto, le immagini colpiscono, graffiano, toccano il cuore, e siamo sempre con lei, con le sue amiche, con le persone che lei vuol bene, con chi si ribella, con gli ultimi che soffrono e lottano in silenzio anche solo per vivere un piccolo momento di libertà da questo mondo oppressivo, alla fine si è con lei al 100%, si è visceralmente contro ogni tipo di Abuso, si disprezza questa dittatura malata e mi sono pure vergognato di essere un maschio, si capisce veramente cosa significa per una donna non avere la libertà che desidera ma in generale si soffre per il fatto che non si fa mai abbastanza per evitare ogni tipo ingiustizia sociale.
Tags:
4stelle,
Distopia,
Femminismo,
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