30 agosto 2025

The Aviator

Recensione Film

Anno: 2004
Regia: Martin Scorsese

Genere: Bio-pic

★★★ 😐

Bio-pic che descrive la controversa figura di Howard Hughes, un ricco americano dei primi del 900 che ha prodotto vari film e amato il mondo degli aerei ma ha anche lottato con gravi problemi mentali. E piu che per la storia quello che colpisce davvero è la regia di Scorsese che pieno di ambizione ricostruisce quest'epoca storica e ti fa entrare nella mente malata del protagonista, è bello come viene sottolineato il disagio di attraversare il red carpet con i fastidiosi flash dei fotografi e le lampadine rotte che cadono a terra, cosi come anche buono il caos sensoriale alla cena con lo sguardo perso verso la carne, la sua paura dei germi fa sorridere al tizio con le stampelle che gli chiede un asciugamano, come brucia tutti i suoi vestiti o quando finisce chiuso in bagno perché non riesce ad aprire la porta ma dopo il brutale incidente aereo la sua mente viene totalmente spaccata e arrivano sempre piu tragici atteggiamenti psicotici fino a ripetere le frasi come un disco rotto e mi piace come cade completamente nel suo mondo e si rinchiude in casa tutto nudo a guardare a ripetizione il suo film e c'è una folle ed incredibile inquadratura delle bottiglie di pipi tutte messe in fila che è l'apoteosi della follia ma colpisce anche il doloroso dialogo in rosso attraverso la porta con l'ex fidanzata. Un rapporto con le donne che è interessante per come anche se trattate male sembrano tornare per calmare la follia di Howard come con i ricordi della madre ma anche bello quando decide di condividere con Katharine Hepburn la bottiglia di latte sull aereo o che Ava Gardner spacca i limiti e nastri di casa sua e lo ripulisce e veste bene, fa ridere la scena contro la censura con i grandi poster dei seni mostrati alla commissione dal metereologo e convince poi lo scontro con i rivali della Pan Air dove il far volare l'aereo piu grande del mondo immenso come il suo Ego diventa sempre piu una sfida personale e simbolica per dimostrare il suo valore come uomo, cosi Scorsese parla del potere e del fascino delle grandi ambizioni creative e toccando anche hollywood ovviamente ci mette anche molto del personale con il suo amore per il cinema ma questo elogio alla follia di un riccone americano che buttava via i soldi in progetti vanità non esattamente un messaggio positivo e anzi risulta fin troppo un elogio all lato peggiore del capitalismo pieno di contraddizioni. Poi per quanto sia d'alti livelli è un altro film di Scorsese troppo lungo che si fa fatica ad amare, non giustifica minimamente la sua lunghezza e c'è almeno un ora di troppo che si poteva tagliare, la computer grafica utilizzata per gli aerei è datata ed un po' bruttina da vedere e anche il giovane DiCaprio pieno di grinta ci prova come attore e tutto sommato convince ma gli manca quella maturità e spessore in piu per trasmettere un senso di vero dramma e profondità. Cosi tecnicamente è un buon film pieno di grandi momenti, specie amo la lenta caduta nella follia del protagonista ma nell insieme non riesce a volare abbastanza in alto per essere davvero memorabile.

28 giugno 2025

Sinners - I Peccatori

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Ryan Coogler
Genere: Dramma storico, Horror

★★★★ 😅

Nell 1932 dei gemelli criminali organizzano una festa dove il male cerca di entrare. Dramma storico che usa il vampirismo per parlare dell'orgoglio culturale afroamericano e del pericolo dell assimilazione in una grande unica cultura di massa senz'anima dove spariscono le identità, la regia non è male e offre le giuste atmosfere con buona tensione e intensità drammatica, buoni i vari momenti musicali simbolici, le interpretazioni di tutti convincono, ho amato molto l'antagonista di Jack O'Connell e anche Michael B. Jordan sdoppiato in due ruoli riesce a reggere l'intera storia con un forte legame tra fratelli. Peccato che nonostante la qualità tecnica la fotografia troppo scura e dorata non mi è piaciuta, il ritmo non è dei migliori e il film diventa davvero interessante solo all arrivo dei vampiri alla festa, poi l'impegno culturale sfocia ogni tanto in troppa pretenziosità come la citazione anacronistica dei vari stili musicali o il finale che poteva chiudersi in modo netto e preciso ma sbrodola e si dilunga prima in una stupida e gratuita sparatoria ruffiana contro i soliti bianchi razzisti e poi si vanta da solo su quanto importante è stata quella notte per i personaggi in un grande atto masturbatorio dell film stesso. E capisco l'orgoglio e essere contro l'appropiazione culturale ma non sono minimamente d'accordo con il messaggio del film che con il suo rifiuto all assimilazione sembra fare un grande gatekeeping anche piuttosto razzista e grazie a Dio da sempre nella storia umana le culture si sono fuse e mischiate tra di loro contaminandosi a vicenda. Nell insieme è comunque un film fatto bene che ha un suo chiaro stile e messaggio e poi mi sono davvero piaciuti i vari momenti di tensione alla porta con gli inquietanti vampiri che hanno bisogno dell invito per entrare.

24 ottobre 2023

Killers of The Flower Moon

Recensione Film
Anno: 2023
Regia: Martin Scorsese

Genere: Thriller, Dramma, Sentimentale

★★★★ 😮

Nei primi del 900 accadono misteriosi omicidi in una comunità di nativi americani. Thriller Drammatico che visualizza una lenta agonia di un intera comunità sterminata per avidità e denaro, nei western si usava spesso il matrimonio interraziale come segno di unione tra i due popoli ma questo film un po' come in Get-out distrugge il sogno progressista d'integrazione per amore mostrando quanto si può essere farabutti e viscidi fingendo di essere amici delle minoranze e la conquista e dominio dell uomo bianco non è solo fare la guerra e strappare il territorio ma è anche una conquista sentimentale fatta di rapporti d'interesse pieni di falsità e menzogne. Ed è un film che ruota anche sulle contraddizioni di un amore che nasce nel mezzo di quest'avidità, il protagonista è un idiota sempliciotto che vive il paradosso di essere in due famiglie diverse, prova a integrarsi, a capire le usanze, la cultura e addirittura impara la lingua ma resta nel profondo un estraneo e noi spettatori siamo sconvolti nel vedere quanto sia grave il peccato di seguire solo le radici senza trovare mai il coraggio di unire e abbracciare per davvero le due comunità. DiCaprio convince anche se forza troppo il muso in avanti con la sua espressione imbronciata e Lily Gladstone è il cuore centrale della storia e riesce bene a commuovere con la sua tragica sofferenza ma forse il suo personaggio è fin troppo passivo e non fa altro che subire per costruire l'empatia necessaria, poi la loro relazione è molto forzata e mi ha lasciato molti dubbi visto che hanno caratteri piuttosto contrastanti ma comunque il dramma funziona molto bene, gli omicidi sconvolgono e fanno ribollire il sangue, i momenti onirici del gufo o della vecchia madre sono ottimi, mi piace come è usato il petrolio e Scorsese utilizza un tono classico senza strafare piu di tanto in stile con in sottofondo dei bei giri di basso o tamburi che intrigano. Ma il ritmo è fin troppo indulgente, questo è un altro di quei film da Tre Ore e passa che meritava piu di una sforbiciata e nell ultima parte quando inizia l'indagine si sente proprio che tutto rallenta e tira il freno a mano rovinando anche il finale che si dilunga inutilmente e poi... va bene tutto Martin ma quella cagata di scena radiofonica è totalmente inutile perché svilisce molto il dramma costruito e lo trasforma in una farsa, rovina l'ottima chiusura del dialogo finale dei protagonisti e c'è poi il tuo cavolo di cameo vanitoso che non serviva a nulla!!! maledetto!

29 dicembre 2022

Babylon

Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Damien Chazelle
Genere: Arthouse, Nostalgico

★★ 😵

Nei primi del 900 due giovani entrano nel folle mondo di hollywood. Un esagerato e caotico film che è un' altra ennesima stramaledetta lettera d'amore al cinema (ma basta!) che con vanità masturbatoria elogia se stesso omaggiando e scimmiottando quest'industria, e nonostante i costanti eccessi l'inizio mi è piaciuto, il gioco con l'elefante disgustoso e la gigantesca festa orgiastica è una surreale e grottesca metafora del caos ribelle degli albori del cinema che mischiava sincera passione con pericolosa incoscienza, per questo mi piace la gag continua della morte di gente sul set, apprezzo la messa in scena e l'incredibile montaggio ritmato che con frenesia musicale crea un enorme Caos sensoriale e colpiscono i momenti improvvisamente piu calmi dove viene usato il potere del Silenzio come l'entrata nel cinema muto o il bacio romantico. Ho odiato invece le stramaledette trombe, è un continuo guarda la TROMBA, visto la tromba?? ti piace la trombaa??? avvicinamo ancora una volta la camera sulla trombaaa! poi arriva la seconda parte e diventa un mediocre e noioso film che cerca di creare una storia d'amore e di parlare del tragico arrivo del sonoro che ha mandato in crisi l'industria, tutto va di fretta ed è molto nevrotico, tre ore sono troppe e la regia fatica a gestire la sua voglia di colpire attraverso gli eccessi a toni invece piu seri e riflessivi, prova a descrivere la parte piu nera di hollywood ma butta addosso allo spettatore una marea di cagate assurde e nulla viene preso sul serio, Brad Pitt non è credibile come stella del cinema in decadenza perché non c'è il coraggio di mostrarlo depresso e patetico, Margot Robbie non ha alcuno charme con una recitazione molto forzata e il protagonista è un noioso corpo assente ingiustificato. Ma come se non bastasse c'è il finale che è uno dei finali piu brutti che abbia mai visto, vuole costruire un nostalgico amore per il cinema con uno sguardo di ricordi in stile "cinema paradiso" ma allo stesso tempo fa un montaggio anacronistico di tutta la storia del cinema creando un ridicolo polpettone di cose che non centrano un cazzo con il film stesso, è un'enorme Meta-rottura del discorso per fare un vuoto e sterile citazionismo nel modo piu banale possibile oltre ad apparire disperato e patetico nell voler appartenere anche lui nella storia insieme ai piu grandi, il montaggio finale è pura merda che per assurdo rovina il film piu di tutte le altre cagate presentate. Insomma alla fine capisco che Chazelle ha provato a fare una specie di Prequel spirituale di LaLa Land per mostrare le luci e ombre di hollywood in modo piu satirico e graffiante ma nonostante gli eccessi il film resta molto mediocre e fallisce a colpire per davvero, apprezzo nudità, piscio e vomito con momenti surreali e arthouse che sono di sicuro le parti piu riuscite per come simboleggiano i rapporti complicati con ricchi attori e produttori ma quando il film prova ad essere serio nulla funziona, il tono è totalmente sbilanciato e non si percepisce per nulla il dramma voluto.

23 febbraio 2018

La Vedova Winchester

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Michael & Peter Spierig
Genere: Horror, Supernatural
★★ 😫

Nei Primi del '900 psichiatra Scettico Indaga su un signora convinta di essere maledetta dai fantasmi. Un Horror Generico e noioso pieno zeppo di Jump scare da far cadere le braccia, ma roba cosi ridicola che piu che spaventare fanno solo arrabbiare, tutto si fa silenzioso e.... aspetta... aspetta.. e poi BANG! Spavento! urla, Rumori come di un treno che passa accanto, addirittura la regia è cosi sadica da presentare dei jump scare multipli uno dopo l'altro e la cosa che fa piu rabbia è che sono spaventi inconsequenziali e vengono dimenticati subito, non portano mai a nessuna svolta narrativa, fa ridere infatti come il protagonista soffre della sindrome di Scully di x-files, tutto trema e si muove, vede fantasmi che fanno cucù in continuazione ma resta convinto che siano solo suggestioni della mente. Jason Clarke è un piatto e generico protagonista, un odioso pesce lesso che non ha alcuna forza scenica per trascinare la trama mentre Helen Mirren ci prova ma fallisce anche lei ed è davvero difficile prenderla sul serio, poi il film sembra parlare di vincere la Paura ma nel sottotesto c'è un fumoso messaggio sul controllo delle armi da fuoco e vi giuro non ho capito se sta cercando di essere a favore o contro. Nonostante questo di base non è neanche cosi male, la messa in scena è buona e crea una bella atmosfera gotica, il tutto non è altro che una fascinosa avventura da luna park nella casa stregata e funziona se si riesce a chiudere un occhio sulla piattezza generale di storia e regia.