17 ottobre 2026

Candyman (2021)

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Nia DaCosta
Genere: Horror

★★★ 😫

Ricco artista scopre il mito di Candyman e viene sempre piu corrotto da questo spirito vendicativo. Quarto film del franchise che vuole fare da reboot alla serie per presentarlo ad una nuova generazione di spettatori e funziona l'intro negli anni '70 con un ragazzino che vede la figura uscire da un buco nel muro, è molto bella la fotografia ricercata con tanti campi lunghi e inquadrature artistiche, sono graziose le storie narrate attraverso ombre con marionette di carta, le scene di sangue hanno il giusto senso di spettacolo come la coppia attaccata alla galleria d'arte dall'entità invisibile o la mattanza delle ragazze in bagno vista dal riflesso di uno specchietto, inquieta e disgusta la mano infetta del protagonista che diventa sempre piu marcia e putrida, stupendi e graffianti i quadri dell orrore che dipinge verso la fine che vanno in contrasto alle generiche robe pop che faceva all inizio per arrufianarsi i critici e apprezzo come la storia non presenta la prospettiva dell'ennesima bionda ma mette al centro un artista che soffre e vive sulla sua pelle i problemi della comunità nera. Ma nonostante vuole essere un reboot tutto si lega troppo all originale e alcuni passaggi possono confondere chi non l'ha visto, il ritmo è molto lento e si muove come un elefante, a parte l'uomo della lavanderia interpretato da Colman Domingo tutti i personaggi sono piatti e arrivano tanti sbadigli ogni volta che parlano, le scene animate con le marionette sono fin troppo graziose per questo tipo di serio horror, la storia vuole parlare dei problemi della strada ma tutto va in contrasto con gli scenari presentati e si resta in una marea di ambienti altoborghesi con una fotografia fin troppo bella e ricercata che da un senso di finto e artificioso e per quanto capisco l'attacco alla polizia brutale simbolo del potere odiato dalle comunità nere non mi piace come il film finisce per elogiare la violenza contro le autorità e penso che sia sbagliato e riduttivo trasformare Candyman in una specie di supereroe del popolo da richiamare per risolvere le ingiustizie. Alla fine è un bel po' pretenzioso e si prende molto sul serio ma tecnicamente è piuttosto valido e per come espande la mitologia con l'idea dell alveare funziona bene come sequel.

Post Correlati:
Candyman (1992)

Nessun commento:

Posta un commento