Recensione Videogioco
Anno: 2020
Studio: Capcom
Genere: TPS, Survival Horror
★★★ 😖
Jill Valentine deve scappare da una Raccoon City invasa dagli zombie ma un mostro assassino la insegue. Remake di Resident Evil 3 che è stato fatto con lo stesso motore del secondo remake ma nonostante la presentazione sia molto esplosiva e da blockbuster qualcosa di perde in atmosfera e gameplay. All inizio esplorare la città era carino ma la struttura di gioco diventa sempre piu rigida con setpiece cinematografici molto lineari, poi il gioco ti porta in noiose fogne, di nuovo alla centrale di polizia riciclata, in un ospedale labirintico e alla fine nel solito laboratorio scientifico, c'è poi il fatto che il nemesis al centro di tutto viene sfruttato male, le interessanti scelte dell originale se affrontarlo o meno per avere dei bonus non vengono riprodotte e invece di essere una meccanica di gioco di un antagonista pauroso e imprevedibile che ti bracca alla Terminator (o come mrX nel remake del 2) il nemesis è usato solo per fare spettacolo nei setpiece ed evolve nel solito mostrone animalesco che fa i saltoni stupidi, cosi le ripetute battaglie contro di lui sono davvero estenuanti per come si mangia una marea di proiettili. Nonostante questi difetti restano alti i livelli di produzione, mi piace molto il look di Jill e Carlos, simpatiche le false pubblicità nella metro, fantastico quando lei investe con l'auto il nemesis, quando prende il lanciafiamme o ti lancia addosso i missili e assurdo quando devi evitare una testa gigante che ti rotola addosso! La meccanica dell evasione è carina e quando si controlla carlos diventa un potente contrattacco, poi è sempre una goduria utilizzare il fucile a pompa, molto paurosi sono gli esseri ragno che ti infettano entrandoti in bocca, belli i mostroni nelle fogne, carini gli zombie che hanno la testa infettata dal nemesis e fa piacere rivedere i letali hunters. Poi seppur l'ospedale non è un parte che mi sia piaciuta molto ha comunque le stanze piene zeppe di sangue e corpi maciullati in modo inquietante, ci sono momenti di spavento con gli hunter e vetri che si spaccano al buio, ha una certa tensione la difesa dall orda e mi piace l'aspetto degli spaventosi zombie alieni nel laboratorio. Nel complesso non raggiunge la qualità del secondo remake ma non è malissimo per come è semplice e veloce, sono 4/5 ore davvero divertenti che diventano una vera sfida a difficoltà massima dove bisogna usare bene le risorse e la schivata ma è un peccato che il gioco sia stato fatto in modo cosi frettoloso e bastava poco per ampliare le ambientazioni e rendere la struttura di gioco piu libera e varia.
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2 dicembre 2024
2 settembre 2023
Tomb Raider 2013
Recensione Videogioco
Anno: 2013
Studio: Crystal Dynamics
Genere: TPS, Avventura
★★★ 😏
Giovane ragazza naufraga su un isola sperduta e diventa un esperta guerriera per sopravvivere e salvare i suoi amici. Reboot dello storico franchise che ha ringiovanito la famosa archeologa per creare un interessante storia di origini rinnovando anche il sistema di gioco con forti ispirazioni agli Uncharted di Naughty dogs, cosi tra un salto e l'altro si spara molto, con pistole ma anche con l'arco che diventa nuova arma iconica della protagonista insieme alla picozza da scalatrice, ci sono pure attacchi furtivi, si raccolgono risorse ed esplorano grotte e tombe segrete per sbloccare potenziamenti vari con un briciolo di elementi alla metroidvania per come si acquisiscono nuove abilità durante l'avventura. E l'idea di un'inesperta Lara che deve imparare a cavarsela da sola porta ad un ottimo inizio dove lei percorre un tunnel spaventoso pieno di sangue e cadaveri apppesi, mi piace come viene infilzata al fianco da un ferro per simboleggiare lo sverginamento spirituale, poi bella la scalata verso la torre radio, evocativo quando anche lei viene appesa insieme ai cadaveri sul soffitto, il gioco è pieno di set-piece d'azione e fa sempre piacere fare tante scivolate su fango, scappare da lamiere che cadono o lottare tra le fiamme, iconica l'emersione dal sangue in stile The Descent e colpiscono i vari amici morti lungo il tragitto. Il gameplay è buono ma è stato ampimente migliorato nei due sequel visto che qua il design dei livelli è molto restrittivo e figlio della settima generazione dove tutto è lineare e piuttosto datato, e anche la storia delude e alla fine lo scontro con folli mercenari evolve in una lotta per fermare lo spirito di un antica regina giapponese con tanto di samurai immortali, un finale che appare frettoloso e non soddisfa nel modo migliore anche per come ti sommerge di nemici da uccidere, comunque nel complesso resta un reboot piuttosto riuscito che ha rinnovato l'icona immortale con un nuovo stile molto riconoscibile.
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Rise of the Tomb Raider (2015)
Shadow of The Tomb Raider (2018)
Anno: 2013
Studio: Crystal Dynamics
Genere: TPS, Avventura
★★★ 😏
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Laracroft,
TPS,
Videogiochi
3 novembre 2022
GTA 4
Recensione Videogioco
Anno: 2008
Studio: Rockstar North
Genere: Openworld, TPS
★★★ 😐
Immigrato serbo raggiunge Liberty City per aiutare il cugino e lasciarsi alle spalle il suo passato criminale. Il quarto GTA (sesto se contiamo vice city e san andreas) fu per me un enorme delusione, nonostante un motore grafico migliore e una città piu vasta il tutto sembra un passo indietro rispetto all estrema libertà e divertimento che proponevano i giochi precedenti, il gioco vuole a tutti i costi essere piu serio e narrare i problemi del protagonista Niko Bellic che prova tragicamente a lasciarsi la violenza alle spalle ma il solito gameplay criminale di GTA va contro la sua anima drammatica creando una spaccatura tra quello che vuole il protagonista riluttante e il divertimento ludico che spinge il gioco creando un chiaro caso di Dissonanza Ludonarrativa che va contro gli i sentimenti del giocatore. Il cast di personaggi secondari non mi è piaciuto molto e specie il cugino Roman lo odi sempre di piu e vorresti strangolarlo per quanto è odioso e insopportabile per come si caccia sempre nei guai, c'è poi il fatto che Guidare le auto è faticoso e poco responsivo per come slittano e scivolano, visivamente tutto è marrone e grigio, tovare e sparare i piccioni fa schifo e l'esplorazione non viene mai ricompensata, il cellulare come meccanica è un idea interessante ma sfruttata male e il sistema di appuntamenti diventa irritante velocemente con i compagni che ti disturbano e telefonano sempre per andare in noiose avventure al bowling o al bar. Non è di sicuro un brutto gioco e Tecnicamente per l'epoca non era affatto male, liberty city è una parodia di new york piena di dettagli con teatri, club, internet cafe da visitare, lo sparare è stato molto migliorato rispetto ai precedenti giochi, la fisica ha una gravità realistica dei corpi e dei danni alle macchine, c'è poi la missione della rapina in stile Heat di Micheal Mann che è molto bella ed è chiaramente la missione piu memorabile del intero gioco tanto che il seguito ne ha volute offrire di piu in quello stile, poi mi piacciono alcune scelte morali su chi uccidere e i due DLC arricchiscono il tutto per come si concentrano su altri personaggi offrendo tante altre missioni divertenti. Insomma nel complesso questo quarto GTA non è brutto ma lo ritengo molto sopravvalutato per come è nel insieme molto insipido, vuole esplorare il marcio dell sogno americano ma lo fa in maniera troppo fiacca e noiosa.
Anno: 2008
Studio: Rockstar North
Genere: Openworld, TPS
★★★ 😐
Immigrato serbo raggiunge Liberty City per aiutare il cugino e lasciarsi alle spalle il suo passato criminale. Il quarto GTA (sesto se contiamo vice city e san andreas) fu per me un enorme delusione, nonostante un motore grafico migliore e una città piu vasta il tutto sembra un passo indietro rispetto all estrema libertà e divertimento che proponevano i giochi precedenti, il gioco vuole a tutti i costi essere piu serio e narrare i problemi del protagonista Niko Bellic che prova tragicamente a lasciarsi la violenza alle spalle ma il solito gameplay criminale di GTA va contro la sua anima drammatica creando una spaccatura tra quello che vuole il protagonista riluttante e il divertimento ludico che spinge il gioco creando un chiaro caso di Dissonanza Ludonarrativa che va contro gli i sentimenti del giocatore. Il cast di personaggi secondari non mi è piaciuto molto e specie il cugino Roman lo odi sempre di piu e vorresti strangolarlo per quanto è odioso e insopportabile per come si caccia sempre nei guai, c'è poi il fatto che Guidare le auto è faticoso e poco responsivo per come slittano e scivolano, visivamente tutto è marrone e grigio, tovare e sparare i piccioni fa schifo e l'esplorazione non viene mai ricompensata, il cellulare come meccanica è un idea interessante ma sfruttata male e il sistema di appuntamenti diventa irritante velocemente con i compagni che ti disturbano e telefonano sempre per andare in noiose avventure al bowling o al bar. Non è di sicuro un brutto gioco e Tecnicamente per l'epoca non era affatto male, liberty city è una parodia di new york piena di dettagli con teatri, club, internet cafe da visitare, lo sparare è stato molto migliorato rispetto ai precedenti giochi, la fisica ha una gravità realistica dei corpi e dei danni alle macchine, c'è poi la missione della rapina in stile Heat di Micheal Mann che è molto bella ed è chiaramente la missione piu memorabile del intero gioco tanto che il seguito ne ha volute offrire di piu in quello stile, poi mi piacciono alcune scelte morali su chi uccidere e i due DLC arricchiscono il tutto per come si concentrano su altri personaggi offrendo tante altre missioni divertenti. Insomma nel complesso questo quarto GTA non è brutto ma lo ritengo molto sopravvalutato per come è nel insieme molto insipido, vuole esplorare il marcio dell sogno americano ma lo fa in maniera troppo fiacca e noiosa.
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Openworld,
TPS,
Videogiochi
1 novembre 2022
Resident Evil 5
Recensione Videogioco
Anno: 2009
Studio: Capcom
Genere: Shooter in terza persona
★★★ 😏
Chris parte in Africa per fermare un altra minaccia biologica terrorista. Il quinto capitolo ufficiale della saga continua le nuove meccaniche presentate dal quarto spingendo cosi tanto sull azione da diventare quasi uno Shooter arcade, non che sia un completo male perché il gioco è un esperienza divertente piena di follie tamarre, creature, mostroni schifosi giganti e poi finalmente dopo anni si affronta in modo definitivo il carismatico antagonista della serie Albert Wesker. Le ambientazioni dei poveri e diroccati villaggi africani hanno una buona atmosfera con un look bruciato in stile black hawk down, Sheva mi piace come compagna, le varie armi utilizzabili sono appaganti da usare, aprire il menu e cambiare armi al volo è meglio di aprire la valigetta, la modalità mercenari è divertente ed è bello riuscire a sbloccare le varie statuette bonus. Peccato che il gioco è pieno di quick time event odiosi e ridicoli come dare pugni a un masso gigante, il tutto è pensato per il gioco in coperativa e giocando da solo l'intelligenza del compagno è irritante, spreca proiettili, aiuta poco e ti fa pure perdere tempo ad aspettare il suo arrivo quando si esce da una zona, Il dividere tutto in capitoli rigiocabili spezza l'immersione e il senso di pericolo, la mancanza di un simpatico negoziante come nel quarto si fa sentire, il level design è poco ispirato e piu si progredisce con il gioco e piu le ambientazioni fanno schifo, la sezione dove si spara con una torretta è pessima e stona con il resto del gioco, alcuni boss giganti non sono molto memorabili e infine l'idea di un bianco che spara agli zombie in Africa perché spaventosi ha un sottotesto che rende il tutto vagamente razzista. Nel complesso questo quinto resident evil non è di sicuro tra i migliori per come tradisce i fan e si allontana dall idea di survival horror che ha reso popolare la serie ma non è neanche cosi malvagio, è una versione piu scema e tamarra del precedente ma resta quell ottimo gameplay che ha reso forte il quarto è per questo nonostante i difetti nel complesso mi piace molto.
Anno: 2009
Studio: Capcom
Genere: Shooter in terza persona
★★★ 😏
Chris parte in Africa per fermare un altra minaccia biologica terrorista. Il quinto capitolo ufficiale della saga continua le nuove meccaniche presentate dal quarto spingendo cosi tanto sull azione da diventare quasi uno Shooter arcade, non che sia un completo male perché il gioco è un esperienza divertente piena di follie tamarre, creature, mostroni schifosi giganti e poi finalmente dopo anni si affronta in modo definitivo il carismatico antagonista della serie Albert Wesker. Le ambientazioni dei poveri e diroccati villaggi africani hanno una buona atmosfera con un look bruciato in stile black hawk down, Sheva mi piace come compagna, le varie armi utilizzabili sono appaganti da usare, aprire il menu e cambiare armi al volo è meglio di aprire la valigetta, la modalità mercenari è divertente ed è bello riuscire a sbloccare le varie statuette bonus. Peccato che il gioco è pieno di quick time event odiosi e ridicoli come dare pugni a un masso gigante, il tutto è pensato per il gioco in coperativa e giocando da solo l'intelligenza del compagno è irritante, spreca proiettili, aiuta poco e ti fa pure perdere tempo ad aspettare il suo arrivo quando si esce da una zona, Il dividere tutto in capitoli rigiocabili spezza l'immersione e il senso di pericolo, la mancanza di un simpatico negoziante come nel quarto si fa sentire, il level design è poco ispirato e piu si progredisce con il gioco e piu le ambientazioni fanno schifo, la sezione dove si spara con una torretta è pessima e stona con il resto del gioco, alcuni boss giganti non sono molto memorabili e infine l'idea di un bianco che spara agli zombie in Africa perché spaventosi ha un sottotesto che rende il tutto vagamente razzista. Nel complesso questo quinto resident evil non è di sicuro tra i migliori per come tradisce i fan e si allontana dall idea di survival horror che ha reso popolare la serie ma non è neanche cosi malvagio, è una versione piu scema e tamarra del precedente ma resta quell ottimo gameplay che ha reso forte il quarto è per questo nonostante i difetti nel complesso mi piace molto.
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TPS,
Videogiochi
22 ottobre 2022
Uncharted 2
Recensione Videogioco
Anno: 2009
Studio: Naughty Dog
Genere: TPS, Avventura
★★★★ 😋
Nathan Drake riparte in un altra pericolosa avventura per il mondo alla ricerca della città perduta di Shambala e della sacra pietra Cintamani. Il secondo capitolo di questa saga migliora tutti gli elementi del primo aggiungendo piu azione, ritmo e spettacolo, mi piace l'inizio in mediares dove lui è ferito e appeso ad un treno deragliato nella gelida neve, simpatici gli amichevoli battibecchi con Sully, o le interazioni con due belle ragazze come Chloe e Elena, l'antagonista Lazarevic è il solito generico fascistone militare ma per questo tipo di storia funziona bene, poi sono fantastiche tutte quelle situazioni dove devi scappare da camion, Elicotteri o carroarmati minacciosi, saltare tra i tetti, lottare dentro palazzi che crollano, risolvere enigmi guardando il simpatico diario, esplorare il Tibet in guerra, tombe, templi, montagne sperdute con strani mostri e cadaveri nazisti, c'è poi tutto il livello sul lunghissimo treno che è di una goduria pazzesca cosi come è molto bella la corsa del convoglio saltando di camion in camion. Insomma è un gioco divertentissimo, all epoca l'ho amato molto per come era l'apice dello spettacolo videoludico, con la sua azione e set-piece dinamici dove si scappa o attacca tutto è sempre frenetico e riesce a farti sentire come un eroe d'azione dentro un blockbuster hollywoodiano, Nathan è un simpatico figo sarcastico e il gameplay è molto veloce ed appagante con momenti di scalata e sparatorie rapide e c'è anche un leggero sistema di stealth che ti premiava con munizioni bonus se riuscivi ad uccidere nemici di nascosto, un peccato che il gioco ha qualche sbalzo di difficoltà e diventa spesso snervante con orde di nemici che spuntano da tutte le parti, quelli in armatura che non muoiono mai, quelli con i lanciamissili che sparano da lontano o i piu odiosi sono i nativi tribali nel finale che possono essere uccisi solo con le loro stupide balestre dorate, problemi che a livello normale sono accettabili ma giocando a livelli di difficoltà elevati arrivano un sacco di frustrazioni e parolacce per come si muore molto velocemente e senza motivo. Al giorno d'oggi come shooter in terza persona il gameplay è un po' troppo restrittivo e su binari oltre ad avere na grafica ovviamente datata ma uncharted 2 resta uno dei miei preferiti della saga per come azzecca il tono e lo charme delle avventure pulp alla Indiana jones, con la sua leggerezza e il suo costante ritmo narrativo è un fiume in piena che diverte molto bene.
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Uncharted 1
Anno: 2009
Studio: Naughty Dog
Genere: TPS, Avventura
★★★★ 😋
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Uncharted 1
Tags:
4stelle,
Loved,
Pulp,
TPS,
Videogiochi
13 novembre 2021
Read Dead Redemption 2
Recensione Videogioco
Anno: 2018
Studio: Rockstar Games
Genere: Western, Dramma
Gameplay: Openworld, TPS
★★★★ 😰
Agli inizi del novecento una banda di fuorilegge viaggia in cerca di una Fortuna sempre piu sfuggente. Questo sequel del famoso Openworld Rockstar del 2010 in realtà è un episodio Zero, un prequel che spiega meglio le origini della banda di Dutch, attraverso gli occhi di Arthur Morgan noi giocatori conosciamo sempre piu questi personaggi che sono praticamente una famiglia itinerante, di capitolo in capitolo il gruppo si sposta in varie regioni simbloleggiando il viaggio dei coloni pellegrini americani che partirono per conquistare il West, un viaggio criminale che diventa sempre piu un vagare alla cieca a fare continui furti e rapine dietro un leader troppo preoccupato a sopravvivere che offrire un solido futuro al suo gruppo, Dutch è al centro dell intera storia e simbolo di un epoca senza regole che sta scomparendo, è un personaggio molto carismatico e anche molto Ambiguo, un pessimo padre che si rivela sempre piu egoista e continua a fare false promesse e a lasciare indietro gli altri, cosi il conflitto di lealtà che nasce dentro Arthur diventa molto interessante e piu la disillusione dal sogno di libertà svanisce piu diventa evidente cosa significa davvero essere un vero Cowboy e un vero uomo che pensa alla sua famiglia. La storia principale inizia lenta ma fascinosa nella neve che sembra proprio un film, offre tanti elementi western piacevoli con divertenti rapine ma anche molti momenti piu rilassati e da Slice of Life, si gioca a poker, ci si ubriaca, si piazza la dinamite, si pianifica una rapina in banca, si catturano ricercati, si riscuotono vari debiti, bello festeggiare intorno al fuoco con la gang, mi ha gasato tantissimo un assalto di gruppo ad una villa, ma anche mungere le mucche, spalare il letame, costruire una casa da zero e mi piace sopratutto un evento dove si scopre che un personaggio ha la tubercolosi, è una singola cosa ma cambia davvero tutto l'impianto narrativo e ho iniziato a giocare in modo meno brutale. Tecnicamente il gioco è molto buono, la mappa è vastissima e sopratutto molto varia, montagne innevate, valli, roccie, paludi, boschi, laghi, foreste, deserti, città, ed è pieno di animali, la componente di caccia è stata migliorata e diventa una fetta importante dell esperienza di gioco vista la grandissima varietà di animali da cacciare, ci sono poi una quantità infinita di collezionabili, mi piace che la mappa si completa esplorandola ed è bello sfogliare il diario dove Arthur disegna quello che vede. Oltre le quest secondarie la rockstar ha migliorato tantissimo gli incontri casuali che si fanno lungo la strada e arricchiscono molto l'esperienza openworld, si possono trovare banditi, gente in difficoltà, normali persone che si riposano, è davvero un meccanismo di gioco che mi piace molto e rende ogni viaggio sempre pieno di sorprese e imprevisti, una volta ho trovato per caso dei banditi che stavano rapinando un treno, una donna in difficoltà, un uomo morso da un serpente, un tipo che ha trovato una pepita d'oro, uno ucciso dal suo cavallo, delle persone rapite da salvare, dei ladri che cercavano di aprire una cassaforte con la dinamite, carcerati evasi, sono entrato in una casa e c'era una strana coppia inquietante che mi ha invitato a cena, e tutte queste situazioni randomiche offrono piccoli ma interessanti scelte morali su come approcciarli, puoi reagire e fare il bastardo oppure essere eroico, ed è Interessante anche come è sviluppato il sistema delle cavalcature, con cavalli con cui affezionarsi che possono anche morire spezzandoti il cuore, infatti il primo cavallo nero che ho avuto mi è morto per sbaglio e ci sono rimasto malissimo. Ma nonostante la grande Narrativa e Le grandi meccaniche del gioco ci sono troppi elementi tediosi che mi hanno irritato molto, è un gioco tristemente poco immediato, l'nizio è lentissimo, muovere il personaggio è un agonia, ogni azione è rallentata, aprire i cassetti o raccogliere gli oggetti non è mai stato cosi odioso perché bisogna sempre tenere premuto il tasto e posizionarsi nel modo migliore, il sistema di fame e resistenza è fatto male e finisci sempre senza energie anche se ti abbuffi di cibo, specie odio come i cavalli perdono subito la resistenza e fare un viaggio a cavallo è sempre piu snervante anche usando dieci tonici, odio ogni volta che la storia ti fa guidare un Carretto, i CARRI SONO LENTISSIMI!!! e ci sono troppe sezioni narrative dove si è costretti a controllarli, ma in generale odio le sezioni forzate che ti rallentano, poi Cacciare diventa un incubo il piu delle volte visto che le animazioni per scuoiare gli animali non possono essere saltate e le pelli piu grosse si possono trasportare solo una alla volta sul cavallo. Anche la narrativa per quanto fatta molto bene mi lascia dei dubbi, sembra un ammasso di eventi casuali a tema western, ci sono le rapine, gli assalti e le sparatorie ma manca di coesione, l'ho sentito sopratutto nel capitolo 5 dove per caso vivi un esperienza esotica piena di sparatorie che sembra completamente slegata da tutto il resto, anche Arthur come protagonista non mi ha fatto impazzire e a volte sembra essere solo un tontolone idiota, il finale è certo Grandioso ma non mi è piaciuto che il gioco si rifiuta di finire e si trascina a fatica in due altri Epiloghi lunghissimi ed estenutanti che servono per ricollegarsi agli eventi del primo, è un gioco fin troppo dispersivo con una storia troppo lunga che tristemente allunga il brodo e non sa chiudersi in bellezza. Nel complesso nonostante le macchinosità e legnosità che lo rendono grosso come un pachiderma RDR 2 arricchisce la storia del primo capitolo in piu punti e lo supera decisamente dal punto di vista tecnico, è un esperienza nella natura da vivere che mischia le classiche sparatorie ludiche a un dramma maturo e adulto sulla decadenza del vecchio west.
Anno: 2018
Studio: Rockstar Games
Genere: Western, Dramma
Gameplay: Openworld, TPS
★★★★ 😰
Agli inizi del novecento una banda di fuorilegge viaggia in cerca di una Fortuna sempre piu sfuggente. Questo sequel del famoso Openworld Rockstar del 2010 in realtà è un episodio Zero, un prequel che spiega meglio le origini della banda di Dutch, attraverso gli occhi di Arthur Morgan noi giocatori conosciamo sempre piu questi personaggi che sono praticamente una famiglia itinerante, di capitolo in capitolo il gruppo si sposta in varie regioni simbloleggiando il viaggio dei coloni pellegrini americani che partirono per conquistare il West, un viaggio criminale che diventa sempre piu un vagare alla cieca a fare continui furti e rapine dietro un leader troppo preoccupato a sopravvivere che offrire un solido futuro al suo gruppo, Dutch è al centro dell intera storia e simbolo di un epoca senza regole che sta scomparendo, è un personaggio molto carismatico e anche molto Ambiguo, un pessimo padre che si rivela sempre piu egoista e continua a fare false promesse e a lasciare indietro gli altri, cosi il conflitto di lealtà che nasce dentro Arthur diventa molto interessante e piu la disillusione dal sogno di libertà svanisce piu diventa evidente cosa significa davvero essere un vero Cowboy e un vero uomo che pensa alla sua famiglia. La storia principale inizia lenta ma fascinosa nella neve che sembra proprio un film, offre tanti elementi western piacevoli con divertenti rapine ma anche molti momenti piu rilassati e da Slice of Life, si gioca a poker, ci si ubriaca, si piazza la dinamite, si pianifica una rapina in banca, si catturano ricercati, si riscuotono vari debiti, bello festeggiare intorno al fuoco con la gang, mi ha gasato tantissimo un assalto di gruppo ad una villa, ma anche mungere le mucche, spalare il letame, costruire una casa da zero e mi piace sopratutto un evento dove si scopre che un personaggio ha la tubercolosi, è una singola cosa ma cambia davvero tutto l'impianto narrativo e ho iniziato a giocare in modo meno brutale. Tecnicamente il gioco è molto buono, la mappa è vastissima e sopratutto molto varia, montagne innevate, valli, roccie, paludi, boschi, laghi, foreste, deserti, città, ed è pieno di animali, la componente di caccia è stata migliorata e diventa una fetta importante dell esperienza di gioco vista la grandissima varietà di animali da cacciare, ci sono poi una quantità infinita di collezionabili, mi piace che la mappa si completa esplorandola ed è bello sfogliare il diario dove Arthur disegna quello che vede. Oltre le quest secondarie la rockstar ha migliorato tantissimo gli incontri casuali che si fanno lungo la strada e arricchiscono molto l'esperienza openworld, si possono trovare banditi, gente in difficoltà, normali persone che si riposano, è davvero un meccanismo di gioco che mi piace molto e rende ogni viaggio sempre pieno di sorprese e imprevisti, una volta ho trovato per caso dei banditi che stavano rapinando un treno, una donna in difficoltà, un uomo morso da un serpente, un tipo che ha trovato una pepita d'oro, uno ucciso dal suo cavallo, delle persone rapite da salvare, dei ladri che cercavano di aprire una cassaforte con la dinamite, carcerati evasi, sono entrato in una casa e c'era una strana coppia inquietante che mi ha invitato a cena, e tutte queste situazioni randomiche offrono piccoli ma interessanti scelte morali su come approcciarli, puoi reagire e fare il bastardo oppure essere eroico, ed è Interessante anche come è sviluppato il sistema delle cavalcature, con cavalli con cui affezionarsi che possono anche morire spezzandoti il cuore, infatti il primo cavallo nero che ho avuto mi è morto per sbaglio e ci sono rimasto malissimo. Ma nonostante la grande Narrativa e Le grandi meccaniche del gioco ci sono troppi elementi tediosi che mi hanno irritato molto, è un gioco tristemente poco immediato, l'nizio è lentissimo, muovere il personaggio è un agonia, ogni azione è rallentata, aprire i cassetti o raccogliere gli oggetti non è mai stato cosi odioso perché bisogna sempre tenere premuto il tasto e posizionarsi nel modo migliore, il sistema di fame e resistenza è fatto male e finisci sempre senza energie anche se ti abbuffi di cibo, specie odio come i cavalli perdono subito la resistenza e fare un viaggio a cavallo è sempre piu snervante anche usando dieci tonici, odio ogni volta che la storia ti fa guidare un Carretto, i CARRI SONO LENTISSIMI!!! e ci sono troppe sezioni narrative dove si è costretti a controllarli, ma in generale odio le sezioni forzate che ti rallentano, poi Cacciare diventa un incubo il piu delle volte visto che le animazioni per scuoiare gli animali non possono essere saltate e le pelli piu grosse si possono trasportare solo una alla volta sul cavallo. Anche la narrativa per quanto fatta molto bene mi lascia dei dubbi, sembra un ammasso di eventi casuali a tema western, ci sono le rapine, gli assalti e le sparatorie ma manca di coesione, l'ho sentito sopratutto nel capitolo 5 dove per caso vivi un esperienza esotica piena di sparatorie che sembra completamente slegata da tutto il resto, anche Arthur come protagonista non mi ha fatto impazzire e a volte sembra essere solo un tontolone idiota, il finale è certo Grandioso ma non mi è piaciuto che il gioco si rifiuta di finire e si trascina a fatica in due altri Epiloghi lunghissimi ed estenutanti che servono per ricollegarsi agli eventi del primo, è un gioco fin troppo dispersivo con una storia troppo lunga che tristemente allunga il brodo e non sa chiudersi in bellezza. Nel complesso nonostante le macchinosità e legnosità che lo rendono grosso come un pachiderma RDR 2 arricchisce la storia del primo capitolo in piu punti e lo supera decisamente dal punto di vista tecnico, è un esperienza nella natura da vivere che mischia le classiche sparatorie ludiche a un dramma maturo e adulto sulla decadenza del vecchio west.
Tags:
4stelle,
Openworld,
TPS,
Videogiochi,
Western
25 febbraio 2021
Uncharted 1: A Drake's Fortune
Recensione Videogioco
Anno: 2007
Studio: Naughty Dog
Direzione: Amy Hennig, Neil Druckmann
Gameplay: Shooter in terza persona
★★★ 😎
Ladro avventuriero parte con una giornalista in sudamerica alla caccia del misterioso Eldorado ma vengono braccati da on orda di pirati mercenari. Il primo uncharted fu una piacevole sorpresa, forte di un carismatico protagonista piacione, simpatico e pieno di battutine catturava l'essenza degli action hero e delle avventure PULP del passato di cui Indiana jones è l'esempio piu famoso, il gioco è un Shooter in terza persona molto semplice e lineare tanto che quasi richiama space invaders, si spara e ci si copre con regolarità dietro muri e casse di legno, ma la bellezza del gioco è nell perfetto ritmo che offre una compatta esperienza cinematografica, prima si spara contro un orda di nemici, poi c'è momento rilassante in mezzo alla boscaglia, si esplora sottomarino nazista! si spara con lanciagranate su moto d'acqua, si entra in una cripta, si attraversa ponte pericolante, si evitano i letali cecchini e si abbatono i tosti con il fucile, poi qualche enigma semplice da risolvere o qualche edificio da scalare, tutto condito dalle sagaci e sarcastiche battute di Nathan e tante esplosioni, è una grande formula ispirata ai Film Hollywoodiani anni 80-90 che amo molto e cosi tra azione e spettacolo ed evitando una marea di proiettili il gioco riesce a farti sentire dentro un film. Nel tempo la saga è divenuta una delle piu importanti esclusive Sony ma Il primo titolo è molto acerbo, I livelli molto lineari e vengono ripetuti piu volte, le orde di nemici fastidiose per come spuntano dal nulla, specie nelle difficoltà elevate tutto diventa cosi snervante che ogni volta che si muore viene voglia di dire un sacco di parolacce, (lo scontro finale con i fucili quasi impossibile al massimo della difficoltà), oltre al fatto che è comunque è un esperienza troppo veloce per soddisfare pienamente, in neanche 7-8 ore si finisce, Ma nonostante questi problemi resta un titolo storico per come fu un altro passo dei videogiochi per raggiungere lo spettacolo del cinema, un idea di gioco che molti odiano per come si sacrifica il puro gameplay per inseguire i film ma nel bene e nel male il concentarsi con compatezza su storia e linearità è un qualcosa da ammirare rispetto ai giganteschi ed infiniti open world inutilmente annacquati.
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Uncharted 2
Uncharted 3
Uncharted 4
Lost Legacy
Anno: 2007
Studio: Naughty Dog
Direzione: Amy Hennig, Neil Druckmann
Gameplay: Shooter in terza persona
★★★ 😎
Ladro avventuriero parte con una giornalista in sudamerica alla caccia del misterioso Eldorado ma vengono braccati da on orda di pirati mercenari. Il primo uncharted fu una piacevole sorpresa, forte di un carismatico protagonista piacione, simpatico e pieno di battutine catturava l'essenza degli action hero e delle avventure PULP del passato di cui Indiana jones è l'esempio piu famoso, il gioco è un Shooter in terza persona molto semplice e lineare tanto che quasi richiama space invaders, si spara e ci si copre con regolarità dietro muri e casse di legno, ma la bellezza del gioco è nell perfetto ritmo che offre una compatta esperienza cinematografica, prima si spara contro un orda di nemici, poi c'è momento rilassante in mezzo alla boscaglia, si esplora sottomarino nazista! si spara con lanciagranate su moto d'acqua, si entra in una cripta, si attraversa ponte pericolante, si evitano i letali cecchini e si abbatono i tosti con il fucile, poi qualche enigma semplice da risolvere o qualche edificio da scalare, tutto condito dalle sagaci e sarcastiche battute di Nathan e tante esplosioni, è una grande formula ispirata ai Film Hollywoodiani anni 80-90 che amo molto e cosi tra azione e spettacolo ed evitando una marea di proiettili il gioco riesce a farti sentire dentro un film. Nel tempo la saga è divenuta una delle piu importanti esclusive Sony ma Il primo titolo è molto acerbo, I livelli molto lineari e vengono ripetuti piu volte, le orde di nemici fastidiose per come spuntano dal nulla, specie nelle difficoltà elevate tutto diventa cosi snervante che ogni volta che si muore viene voglia di dire un sacco di parolacce, (lo scontro finale con i fucili quasi impossibile al massimo della difficoltà), oltre al fatto che è comunque è un esperienza troppo veloce per soddisfare pienamente, in neanche 7-8 ore si finisce, Ma nonostante questi problemi resta un titolo storico per come fu un altro passo dei videogiochi per raggiungere lo spettacolo del cinema, un idea di gioco che molti odiano per come si sacrifica il puro gameplay per inseguire i film ma nel bene e nel male il concentarsi con compatezza su storia e linearità è un qualcosa da ammirare rispetto ai giganteschi ed infiniti open world inutilmente annacquati.
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Lost Legacy
Tags:
Pulp,
TPS,
Videogiochi
2 agosto 2020
Shadow of Tomb Raider
Recensione Videogioco
Anno: 2018
Studio: Cristal Dinamics
Gameplay, Azione, stealth, TPS
★★ 😒
Lara va in sud america in cerca di un antico Pugnale ma scatena per sbaglio l'apocalisse! Il terzo Episodio di questo Reboot di Tomb Raider è un gioco che mi ha molto deluso, i due precedenti mi erano piaciuti, le meccaniche "alla uncharted" continuano a funzionare, l'azione, i setpiece, lo stealth è migliorato e ora puoi nasconderti pure nel fango alla Rambo! tutto il gameplay resta grandioso con avventure in templi, sott'acqua, con puzzle e scontri interessanti ma strutturalmente è un gioco decisamente incompleto. L'ambientazione aperta e il level design non mi hanno fatto impazzire, il ritmo è diluito e la storia da troppo spazio ad un rapporto con una comunità di indigeni noiosa e tutto finisce in modo interrotto ed insoddisfacente, anche il sistema di crescita delle abilità mi ha irritato e ti costringe a vestire con dei pessimi e orribili vestiti tribali. Non sopporto poi come siamo al terzo Episodio reboot e questa giovane Lara non riesce proprio a maturare come personaggio, si sente un forte distacco di Ludo-narrativa quando nel gameplay è una super assassina esperta ma nella storia si comporta ancora come una ingenua studentessa in gita turistica, gli sviluppatori dovrebbero avere il coraggio di farla diventare come quella vecchia Lara di una volta, poi non sopporto come la storia fallisce ad attaccare i difetti della sua protagonista per aver scatenato l'apocalisse e distrutto un intera città messicana! un peccato perché era un ottima occasione narrativa per farla crescere e diventare piu responsabile. Insomma da grande fan dei due precedenti questo è stato un passo indietro in termini di qualità, la struttura è simile ai primi due e resta un gioco divertente da giocare ma la storia è peggiore con un finale frettoloso e insoddisfacente.
Anno: 2018
Studio: Cristal Dinamics
Gameplay, Azione, stealth, TPS
★★ 😒
Lara va in sud america in cerca di un antico Pugnale ma scatena per sbaglio l'apocalisse! Il terzo Episodio di questo Reboot di Tomb Raider è un gioco che mi ha molto deluso, i due precedenti mi erano piaciuti, le meccaniche "alla uncharted" continuano a funzionare, l'azione, i setpiece, lo stealth è migliorato e ora puoi nasconderti pure nel fango alla Rambo! tutto il gameplay resta grandioso con avventure in templi, sott'acqua, con puzzle e scontri interessanti ma strutturalmente è un gioco decisamente incompleto. L'ambientazione aperta e il level design non mi hanno fatto impazzire, il ritmo è diluito e la storia da troppo spazio ad un rapporto con una comunità di indigeni noiosa e tutto finisce in modo interrotto ed insoddisfacente, anche il sistema di crescita delle abilità mi ha irritato e ti costringe a vestire con dei pessimi e orribili vestiti tribali. Non sopporto poi come siamo al terzo Episodio reboot e questa giovane Lara non riesce proprio a maturare come personaggio, si sente un forte distacco di Ludo-narrativa quando nel gameplay è una super assassina esperta ma nella storia si comporta ancora come una ingenua studentessa in gita turistica, gli sviluppatori dovrebbero avere il coraggio di farla diventare come quella vecchia Lara di una volta, poi non sopporto come la storia fallisce ad attaccare i difetti della sua protagonista per aver scatenato l'apocalisse e distrutto un intera città messicana! un peccato perché era un ottima occasione narrativa per farla crescere e diventare piu responsabile. Insomma da grande fan dei due precedenti questo è stato un passo indietro in termini di qualità, la struttura è simile ai primi due e resta un gioco divertente da giocare ma la storia è peggiore con un finale frettoloso e insoddisfacente.
Tags:
Laracroft,
Pulp,
TPS,
Videogiochi
25 luglio 2017
Rise of The Tomb Raider
Recensione Videogioco
Anno: 2015
Studio: Crystal Dynamics
Genere: Azione, Avventura, TPS
★★★ 😁
Dopo Il Discreto successo del Reboot uscito nel 2013 La nuova e piu giovane Lara Croft torna in questa avventura dove parte per la Siberia in cerca di un misterioso Profeta e della sua civiltà immortale. Il gioco è praticamente una versione migliorata del precedente e offre tutto il pacchetto completo, Caccia con l'arco, Ricerca materiali, Setpiece Adrenalinici, Scalate, speleologia, Sezioni stealth e da shooter in terza persona con un mondo di gioco diviso male in aree dalle piu lineari alle piu aperte ma ogni tanto si trovano anche fantastiche tombe opzionali che Offrono un discreta sfida con puzzle divertenti. Posso dire che il gioco mi è piaciuto parecchio, Anche piu degli ultimi Uncharted, ma pultroppo la storia risulta troppo insoddisfacente, tolto il finale sequel bait e gli odiosissimi Audiolog d'esposizione (ma basta!), Ci sono una montagna di cliché in una trama che non riesce a motivare con forza questa ricerca di Lara e con degli antagonisti che non riescono ad essere Memorabili e significativi, è il solito generico esercito senza personalità, ed è un peccato perché da regola senza un antagonista che tocca le piu intime debolezze del protagonista ogni storia crolla di intensità e significato. Oltre a questo Lara mi sembra Strana come personaggio, in battaglia è Rambo, forte, non molla mai, è letale e ammazza tutti senza problemi, ma allo stesso tempo continua ad avere una irritante fragilità e inesperienza, qualcosa che nel primo titolo aveva un senso ma ormai non funziona piu in questo secondo, mi mancano gli occhialini, gli shorts, le doppie pistole, mi manca la vecchia Lara esperta, sexy e sicura di sé, questa voglia di renderla "un personggio vero" finisce per sminuire l'icona e relegarla al ruolo di eterna ragazzina figlia di papà che gioca a fare il soldato, e la pessima storia non le da la possibilità di crescere e maturare come persona. Comunque tolti i difetti di trama il gioco è solido, diverte, forse un po' troppo facile ma amo il genere e mi ha veramente appassionato.
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Tomb Raider (2013)
Shadow of Tomb Raider (2018)
Anno: 2015
Studio: Crystal Dynamics
Genere: Azione, Avventura, TPS
★★★ 😁
Dopo Il Discreto successo del Reboot uscito nel 2013 La nuova e piu giovane Lara Croft torna in questa avventura dove parte per la Siberia in cerca di un misterioso Profeta e della sua civiltà immortale. Il gioco è praticamente una versione migliorata del precedente e offre tutto il pacchetto completo, Caccia con l'arco, Ricerca materiali, Setpiece Adrenalinici, Scalate, speleologia, Sezioni stealth e da shooter in terza persona con un mondo di gioco diviso male in aree dalle piu lineari alle piu aperte ma ogni tanto si trovano anche fantastiche tombe opzionali che Offrono un discreta sfida con puzzle divertenti. Posso dire che il gioco mi è piaciuto parecchio, Anche piu degli ultimi Uncharted, ma pultroppo la storia risulta troppo insoddisfacente, tolto il finale sequel bait e gli odiosissimi Audiolog d'esposizione (ma basta!), Ci sono una montagna di cliché in una trama che non riesce a motivare con forza questa ricerca di Lara e con degli antagonisti che non riescono ad essere Memorabili e significativi, è il solito generico esercito senza personalità, ed è un peccato perché da regola senza un antagonista che tocca le piu intime debolezze del protagonista ogni storia crolla di intensità e significato. Oltre a questo Lara mi sembra Strana come personaggio, in battaglia è Rambo, forte, non molla mai, è letale e ammazza tutti senza problemi, ma allo stesso tempo continua ad avere una irritante fragilità e inesperienza, qualcosa che nel primo titolo aveva un senso ma ormai non funziona piu in questo secondo, mi mancano gli occhialini, gli shorts, le doppie pistole, mi manca la vecchia Lara esperta, sexy e sicura di sé, questa voglia di renderla "un personggio vero" finisce per sminuire l'icona e relegarla al ruolo di eterna ragazzina figlia di papà che gioca a fare il soldato, e la pessima storia non le da la possibilità di crescere e maturare come persona. Comunque tolti i difetti di trama il gioco è solido, diverte, forse un po' troppo facile ma amo il genere e mi ha veramente appassionato.
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Tags:
Laracroft,
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Videogiochi
29 aprile 2017
Horizon Zero Dawn
Recensione Videogioco
Anno: 2017
Studio: Guerrilla
Gameplay: Openworld, Action Rpg
Genere: Retro Sci-Fi, Post apocalisse
★★★★ 😏
In un retro futuro post apocalittico dominato da creature e dinosauri robotici la rossa cacciatrice Aloy parte da reietta della sua tribu per poi diventare un eroe che salverà il mondo da un antica minaccia. Una storia Piuttosto generica, una classico viaggio dell eroe in cerca delle proprie radici che sfocia in un banale struttura da prescelto ma ma grazie all interessante ambientazione e al fantastico gameplay il gioco risulta davvero molto bello da giocare. Un gameplay che è praticamente la somma di tutti gli openworld apparsi fino ad ora, c'è far cry, assassin creed, c'è il nuovo tombraider, c'è metal gear5, the witcher3, crysis etc, dove grande importanza è data allo stealth e al divertrisi tatticamente con le varie armi e trappole che ti fanno sentire un vero cacciatore, piano piano si imparano a conoscere le creature robotiche e le loro debolezze che aggiungono tatticismo e divertimento, specialmente le cose diventano interessanti quando le munizioni scarseggiano a livello di difficoltà piu elevato, lottare con le bestie ti da sempre la sensazione di affrontare creature vive e pericolose, non sono semplici spugne piene di HP, cosi anche le battaglie piu comuni diventano epiche e adrenaliniche. Il gioco ha Un mondo bellissimo da vedere, pieno di fantastici panorami, da deserti, foreste e montagne innevate, è un piacere esplorarlo anche se la struttura da RPG non offre al giocatore molta profondità e gratificazioni, verso la fine del gioco poi si inizia a sentire un po' di fatica nel lottare contro le solite creature e le missioni secondarie espandono la storia principale ma non non riescono ad essere memorabili con personaggi che non mi hanno convinto, le cutscene sono legnose e molto blande, con un ripetersi di campo, controcampo, mezzi piani e primi piani, in piu non mi è piaciuto come la storia viene narrata, spesso attraverso una grande quantità d'esposizione ad ogni rivelazione, un continuo narrare e narrare che stanca presto oltre al fatto che si viene sommersi da audio log e noiosi documenti da leggere. La protagonista è un altro punto negativo, sembra studiata per non avere una vera personalità, è abbastanza simpatica per funzionare da avatar del giocatore ma troppo generica per impressionare o risultare veramente memorabile, finisce per essere piuttosto blanda e senza una vera identità, comunque una forte protagonista femminile non fa mai male e quindi si chiude un occhio su questo punto, cosi come l'evidentissimo Melting pot pieno di razze da tutto il mondo, è chiaro che gli autori hanno voluto creare un vero universo multiculturale e la cosa si nota parecchio, forse è la prima volta che vedo cosi tante razze diverse in un videogioco, insomma in fin dei conti un gran bel titolo, battaglie appassionanti e una storia che non sarà perfetta ma funziona egregiamente.
Anno: 2017
Studio: Guerrilla
Gameplay: Openworld, Action Rpg
Genere: Retro Sci-Fi, Post apocalisse
★★★★ 😏
In un retro futuro post apocalittico dominato da creature e dinosauri robotici la rossa cacciatrice Aloy parte da reietta della sua tribu per poi diventare un eroe che salverà il mondo da un antica minaccia. Una storia Piuttosto generica, una classico viaggio dell eroe in cerca delle proprie radici che sfocia in un banale struttura da prescelto ma ma grazie all interessante ambientazione e al fantastico gameplay il gioco risulta davvero molto bello da giocare. Un gameplay che è praticamente la somma di tutti gli openworld apparsi fino ad ora, c'è far cry, assassin creed, c'è il nuovo tombraider, c'è metal gear5, the witcher3, crysis etc, dove grande importanza è data allo stealth e al divertrisi tatticamente con le varie armi e trappole che ti fanno sentire un vero cacciatore, piano piano si imparano a conoscere le creature robotiche e le loro debolezze che aggiungono tatticismo e divertimento, specialmente le cose diventano interessanti quando le munizioni scarseggiano a livello di difficoltà piu elevato, lottare con le bestie ti da sempre la sensazione di affrontare creature vive e pericolose, non sono semplici spugne piene di HP, cosi anche le battaglie piu comuni diventano epiche e adrenaliniche. Il gioco ha Un mondo bellissimo da vedere, pieno di fantastici panorami, da deserti, foreste e montagne innevate, è un piacere esplorarlo anche se la struttura da RPG non offre al giocatore molta profondità e gratificazioni, verso la fine del gioco poi si inizia a sentire un po' di fatica nel lottare contro le solite creature e le missioni secondarie espandono la storia principale ma non non riescono ad essere memorabili con personaggi che non mi hanno convinto, le cutscene sono legnose e molto blande, con un ripetersi di campo, controcampo, mezzi piani e primi piani, in piu non mi è piaciuto come la storia viene narrata, spesso attraverso una grande quantità d'esposizione ad ogni rivelazione, un continuo narrare e narrare che stanca presto oltre al fatto che si viene sommersi da audio log e noiosi documenti da leggere. La protagonista è un altro punto negativo, sembra studiata per non avere una vera personalità, è abbastanza simpatica per funzionare da avatar del giocatore ma troppo generica per impressionare o risultare veramente memorabile, finisce per essere piuttosto blanda e senza una vera identità, comunque una forte protagonista femminile non fa mai male e quindi si chiude un occhio su questo punto, cosi come l'evidentissimo Melting pot pieno di razze da tutto il mondo, è chiaro che gli autori hanno voluto creare un vero universo multiculturale e la cosa si nota parecchio, forse è la prima volta che vedo cosi tante razze diverse in un videogioco, insomma in fin dei conti un gran bel titolo, battaglie appassionanti e una storia che non sarà perfetta ma funziona egregiamente.
Tags:
4stelle,
Openworld,
TPS,
Videogiochi
29 maggio 2016
Uncharted 4 - La Fine di un Ladro
Recensione Videogioco
Anno: 2016
Studio: Naughty Dog
Regia: Bruce Straley & Neil Druckmann
Gameplay: TPS, Stealth
★★★ 😖
Nathan ormai sposato finisce trascinato dal fratello in una nuova avventura alla ricerca di un tesoro pirata, in una storia che riassume il Franchise e cerca di dargli una degna conclusione. Amo la serie di Uncharted, ma Giocando a questo si sente spesso la voglia degli autori di fare qualcosa "di piu" di un semplice gioco d'azione, e forse proprio per questo il ritmo ne ha molto sofferto, specialmente nelle parti iniziali si sente il peso di troppe sequenze narrative che come un macigno rallentano la fluidità del Titolo, momenti di dialogo che cercano di creare profondità e riflessione come nel Grande The last of Us, ma che qua parlando di avventura appaiono fuoriposto, finiscono quasi per rovinare l'esperienza di gioco, sopratutto non mi convince questo nuovo forzato rapporto tra i due fratelli, Sam non è un buon personaggio, poco memorabile e fin troppo generico, funziona solo a rappresentare "l'anima avventurosa di Nathan" che lo spinge come una droga verso l'avventura e il pericolo, un conflitto narrativo che non è stato esplorato nel migliore dei modi, idem per i due Piatti antagonisti, che appaiono distaccati e non creano un vero senso di minaccia o odio. Buono Invece il ritorno dei compagni Storici come Sully e Elena, il rapporto con la moglie è la parte piu interessante del gioco, un rapporto conflittuale che commuove e che si conclude nel migliore dei modi, entrambi decidono di venirsi in contro per non separarsi o finire nella monotonia alienante della vita di tutti i giorni. Funziona anche La storia dietro al tesoro Pirata, riesce perfettamente a catturare lo spirito avventuruoso e il fascino esotico dello scoprire antichità perdute. Parlando del Gameplay, buono il rinnovato elemento Stealth con un meccanismo di taggin e le sezioni piu Aperte danno un tono di aria fresca all avventura lineare, cosi come l'aggiunta del gancio/rampino che ti fa sentire al centro dell avventura. Male invece l'abuso e riutilizzo degli stessi elementi di gioco che dividono gli scenari, un ripertersi meccanico delle stesse situazioni, come aspettare che il compagno ti tiri sopra una sporgenza, spostare un masso o cassa, e ritornano anche qua I maledetti Quick Time Events, quel far schiacciare ossessivamente un tasto che non sopporto piu! C'è Poi l'I.A dei nemici che non è il massimo e le scelte multiple dei dialoghi sono un altro elemento sprecato, sembrano qualcosa di aggiunto in fase finale della produzione. Insomma non mi ha fatto impazzire, ho aprezzato le strizzate di occhio a Monkey island e Crash Bandicoot e di sicuro rimane un titolo imperdibile, la tecnica, le scene d'azione e le animazioni sono eccezionali, il gioco sa Affascinare con il suo spettacolo esplosivo, ma non riesco a torgliermi dalla testa la sensazione che questo quarto capitolo titolo sia una mezza delusione per come parte lento e macchinoso, resta comunque un grande spettacolo finale che omaggia il passato e accoglie il futuro.
Anno: 2016
Studio: Naughty Dog
Regia: Bruce Straley & Neil Druckmann
Gameplay: TPS, Stealth
★★★ 😖
Nathan ormai sposato finisce trascinato dal fratello in una nuova avventura alla ricerca di un tesoro pirata, in una storia che riassume il Franchise e cerca di dargli una degna conclusione. Amo la serie di Uncharted, ma Giocando a questo si sente spesso la voglia degli autori di fare qualcosa "di piu" di un semplice gioco d'azione, e forse proprio per questo il ritmo ne ha molto sofferto, specialmente nelle parti iniziali si sente il peso di troppe sequenze narrative che come un macigno rallentano la fluidità del Titolo, momenti di dialogo che cercano di creare profondità e riflessione come nel Grande The last of Us, ma che qua parlando di avventura appaiono fuoriposto, finiscono quasi per rovinare l'esperienza di gioco, sopratutto non mi convince questo nuovo forzato rapporto tra i due fratelli, Sam non è un buon personaggio, poco memorabile e fin troppo generico, funziona solo a rappresentare "l'anima avventurosa di Nathan" che lo spinge come una droga verso l'avventura e il pericolo, un conflitto narrativo che non è stato esplorato nel migliore dei modi, idem per i due Piatti antagonisti, che appaiono distaccati e non creano un vero senso di minaccia o odio. Buono Invece il ritorno dei compagni Storici come Sully e Elena, il rapporto con la moglie è la parte piu interessante del gioco, un rapporto conflittuale che commuove e che si conclude nel migliore dei modi, entrambi decidono di venirsi in contro per non separarsi o finire nella monotonia alienante della vita di tutti i giorni. Funziona anche La storia dietro al tesoro Pirata, riesce perfettamente a catturare lo spirito avventuruoso e il fascino esotico dello scoprire antichità perdute. Parlando del Gameplay, buono il rinnovato elemento Stealth con un meccanismo di taggin e le sezioni piu Aperte danno un tono di aria fresca all avventura lineare, cosi come l'aggiunta del gancio/rampino che ti fa sentire al centro dell avventura. Male invece l'abuso e riutilizzo degli stessi elementi di gioco che dividono gli scenari, un ripertersi meccanico delle stesse situazioni, come aspettare che il compagno ti tiri sopra una sporgenza, spostare un masso o cassa, e ritornano anche qua I maledetti Quick Time Events, quel far schiacciare ossessivamente un tasto che non sopporto piu! C'è Poi l'I.A dei nemici che non è il massimo e le scelte multiple dei dialoghi sono un altro elemento sprecato, sembrano qualcosa di aggiunto in fase finale della produzione. Insomma non mi ha fatto impazzire, ho aprezzato le strizzate di occhio a Monkey island e Crash Bandicoot e di sicuro rimane un titolo imperdibile, la tecnica, le scene d'azione e le animazioni sono eccezionali, il gioco sa Affascinare con il suo spettacolo esplosivo, ma non riesco a torgliermi dalla testa la sensazione che questo quarto capitolo titolo sia una mezza delusione per come parte lento e macchinoso, resta comunque un grande spettacolo finale che omaggia il passato e accoglie il futuro.
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Pulp,
TPS,
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