25 marzo 2023

Devil May Cry 5

Recensione Videogioco
Anno: 2019
Studio: Capcom
Genere: Azione 3D

★★★★ 😑

Nero e Dante si uniscono ad un misterioso ragazzo per liberare una città da un orda di mostri nati da un gigantesco Albero demoniaco. Dopo il mediocre Remake/reboot del DMC di Ninja Theory torna Capcom con il quinto capitolo ufficiale della saga di devil may cry che ripropone le stesse meccaniche rifinite alla perfezione con tre personaggi controllabili (piu Vergil aggiunto nell edizione special) in un tripudio divertente d'azione sempre piu impegnativo e al cardiopalma, sopratutto alle piu alte difficoltà si sente come sia uno dei migliori giochi d'azione di tutti i tempi per profondità e libertà di approccio. Il design dei mostri è molto fascinoso, fantastico utilizzare le protesi di Nero che lo fanno addirittura surfare su un missile, ma anche le armi assurde di Dante come il nunchaku, la moto (!) o il cappello di micheal jackson, e anche interessante ed originale il controllare dalla distanza i mostri del personaggio di V. Ma per quanto il gameplay degli scontri sia ottimo il gioco appare fin troppo lineare, le ambientazioni sono corridoi molto spogli e generici e si sente poco il senso di avventura, la storia è molto piatta e poco interessante, è un prodotto che parla sopratutto ai Fan ed è necessario conoscere i giochi precedenti per apprezzare davvero gli eventi che accadono, manca di un antagonista forte, Le rivelazioni su chi ha tagliato il braccio a Nero e le motivazioni del misterioso V sono poco incisive e deludono molto, e non ho amato il costante incrociare le linee temporali andando e indietro di continuo, odio questo tipo di narrazione frammentata e non mi piace come quasi tutti i capitoli ti costringono a cambiare personaggio ed era meglio scegliere liberamente chi controllare o fare tre diverse campagne separate piu che una intrecciata male piena di frequenti Analessi e cambi di prospettiva verso lo stesso punto. Nel complesso seppur molto semplice il tutto ha comunque un ottimo gameplay appagante che racchiude tutta l'evoluzione del franchise, Nero mi è piaciuto di piu che nel quarto e il vecchio Dante è sempre una bomba di carisma pazzesca che si ama molto, e anche la linearità delle ambientazioni l'ho apprezzata piu dei precedenti giochi per come tutto scorre veloce ed è facile da rigiocare senza cinematiche che interrompono il ritmo, attraversare i livelli non risulta snervante e cattura quasi lo spirito dei vecchi picchiaduro a scorrimento arcade.

18 febbraio 2023

Miles Morales Spiderman

Recensione Videogioco
Anno: 2020
Studio: Insomniac
Genere: Azione, Openworld

★★★ 😏

Il giovane Miles Morales deve proteggere New york mentre Peter parker è In vacanza in europa. Sequel/Spinoff dello Spider-man del 2018 che si concentra sulla crescita eroica del personaggio di Miles, un gioco veloce e piu modesto rispetto all originale con una durata piuttosto limitata di una manciata di ore ma comunque mi è piaciuto, Il Gameplay riutilizza le meccaniche collaudate del precedente ed è una goduria oscillare per i palazzi, gli scontri dinamici sono sempre piacevoli e vengono anche aggiunte novità interessanti come la capacità di caricare pugni elettrici per spaccare le difese o il diventare invisibili per nascondersi in modo tattico, ci sono anche piccoli enigmi dove bisogna attivare generatori e connettere fili elettrici che seppur semplici sono piuttosto carini e aiutano a spezzare la monotonia. E mi piace come le aree di gioco sono enormi, non solo new york ma anche le arene di battaglia sono gigantesche e permettono tantissimi approcci diversi per fermare i nemici, poi visivamente è uno spettacolo impressionante con tanti effetti di fulmini e particelle molto fascinosi, amo i costumi iperdettagliati, le scene d'azione sono ottime e ad altissimo livello come lo spettacolare scontro iniziale con Rhino da fermare, il ponte che crolla o la battaglia finale contro Thinkerer, certo la storia è molto semplice e un po' nel banale per come critica uno stupido riccone capo di una corporazione e come cerca di creare empatia per la leader dei ribelli dagli occhi dolci, ma tutto sommato funziona e ha quei due o tre momenti di eroismo davvero toccanti che soprendono con sincerità. Un peccato che non ho amato le forzate scene a piedi dove miles si toglie la maschera perché spezzano l'azione in modo irritante cercando di costruire male i rapporti tra personaggi e veniva sempre la voglia di tornare subito a fare l'eroe, cosi come Nota negativa è anche la struttura openword da lista della spesa che è oramai piuttosto datata, ogni volta che si sbloccavano nuove cose da fare nella mappa scendeva la voglia di giocare, un buon openworld moderno dovrebbe spingerti all esplorazione in modo libero e offrire situazioni sempre nuove ed uniche non farti ripetere gli stessi obbiettivi copia e incolla piu e piu volte, qua poi hanno cercato di rendere tutto piu semplice aggiungendo un comodo menù per accedere alle missioni disponibili ma questo non fa altro che rendere il gioco lineare distruggendo ancora di piu l'idea di openword da esplorare. Alla fine non è un vero e proprio seguito del primo ma è comunque un buon titolo supereroico, seppur non è all altezza del film animato il percorso narrativo di Miles funziona, il sistema di battaglia è orgasmico e gli eventi della storia offrono molto spesso un grande spettacolo.

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Marvel's Spiderman (2018)

15 novembre 2022

God of War: Ragnarok

Recensione Videogioco
Anno: 2022
Studio: Santa Monica
Genere: Azione, Avventura

★★★★ 😊

Kratos e il figlio Atreus partono in un avventura per fermare Odino. Seconda parte di questo salto del franchise nella mitolgia norrea che continua ed evolve il gameplay e la storia della prima parte creando un solido percorso di cambiamento di Kratos che diventa sempre piu un padre comprensivo, sensibile e giusto rispetto alla cieca, ribelle e vendicativa macchina di morte dei primi giochi. Il god of war del 2018 aveva qualche momento davvero potente come il ritorno a prendere le lame ma era un esperienza spezzettata male in continue digressioni e battaglie ripetitive contro stamaledetti Troll e anche questo sequel non ha di certo un ritmo perfetto per come dura troppo e continua a saltare da una missione all altra in modo frammentato ma ho apprezzato di piu la varietà di situazioni, i tanti boss diversi come lupi, mostri e lucertoloni, i personaggi secondari con cui interagire, la base di partenza per le avventure, il sistema di teletrasporto è migliorato e meno macchinoso, scalare o muoversi è piu fluido ed usare lo slittino è piu divertente che girare solo in barca. Mi piace poi che tutto quanto presentato nel primo viene rafforzato da questo sequel come i dipinti mitologici o le ambientazioni rivisitate in chiave invernale, Molto emozionante la scalata del muro di Asgard e questa volta mi ha convinto molto di piu la tecnica di mostrare tutti i filmati in una lunga fluida pianosequenza senza tagli di montaggio con una regia che ti immerge nell azione e nella tensione. E fa piacere rivedere Mimir che è sempre uno spasso da ascoltare, buono come hanno sviluppato i fratelli Brock e Sindir che diventano piu di semplici spalle comiche, appare un enorme Thor molto figo come personaggio con delle battaglie contro di lui super Epiche con quel fantastico ed iconico fulmine congelato, Heimdall funziona per come è odiosissimo mentre Tyr mi ha deluso con una rivelazione stupida e Odino è un furbacchione che parte bene ma poi impazzisce senza motivo per una maschera e non funziona come antagonista principale diventando troppo generico, ma anche Atreus non mi piace per come viene forzato come protagonista in varie sezioni e per come fa il solito ragazzino buono e giusto alla Disney e lo stesso Kratos per quanto fatto benissimo non mi fa impazzire per come è passivo, silenzioso e fa il padre brontolone distaccato che non ascolta e litiga con il figlio ma è inevitabile che questa evoluzione lo mette in situazioni piu emotive e profonde rispetto al Kratos sempre incazzato, specie colpisce vederlo ancora soffrire la morte della seconda moglie, belli e toccanti i suoi flashback quando dorme, le scelte che fa per andare contro all sentimento di vendetta, il come costruisce il rapporto con Freya, toccante quando chiede scusa al figlio e quando si vengono incontro con una promessa, questo Kratos trasmette bene il peso di un uomo pieno di rimpianti e cicatrici interiori. Nel complesso restano i dubbi che avevo verso il primo con una telecamera troppo ravvicinata, il ritmo di gioco è troppo episodico e il finale è molto frettoloso e insoddisfacente ma questo Ragnarok è comunque un incredibile esperienza narrativa, un ottimo sequel che migliora, sviluppa e completa ogni cosa fatta in precedenza e poi quel monolgo finale che c'è nel DLC Valhalla è la chiusura perfetta di questo percorso di maturazione di Kratos e uno dei migliori momenti in assoluto che abbia mai visto in un videogioco. 

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God of war (2018)

8 ottobre 2022

Bayonetta

Recensione Videogioco
Anno: 2009
Studio: Platimum
Director: Hideki Kamiya
genere: Azione 3D

★★★★ 😏

Strega cacciatrice di mostri incontra una bambina mentre lotta contro Angeli. Bayonetta è un gioco d'azione pieno di stile ed energia chiramente figlio del gameplay di Devil May Cry con una protagonista femminile Forte e sicura di sé che utilizza addirittura due pistole sui piedi e evoca mostroni creati con i suoi capelli fino a diventare nuda, ed è un personaggio sessualizzato certo ma rispettoso perché non è volgare e la sua forza e bellezza viene trasmessa sopratutto dal suo atteggiamento. Buona la musica che evita il rock per una melodia piu jazz-pop e fantastica la direzione artistica con bellissimi angeli barocchi e poi ovviamente Il sistema di combattimento è ottimo con tantissime combo frenetiche, varie armi da trovare e provare come la katana, la frusta, gli artigli o i pattini, tante mosse da sboccare, mi piace poi come Bayonetta trova nuove abilità come il doppio salto da farfalla e la possibilità di tramutarsi in pantera per correre e sopratutto è importante la capacità del "witch time" che è uno slowmotion che accade una volta evitato un attacco, cosi il gioco incita all evasione e contrattacco violento. L'intero gioco è un turbine di azione molto divertente, bello il prologo che parte subito al massimo sopra una torre che precipita,  super epiche le battaglie con i boss giganteschi, mi piace come la gravità viene ruotata e alterata e poi folli le sezioni che cambiano gameplay come quella in moto, in acqua o su missile. Ma per quanto il gameplay sia ottimo Tristemente la narrativa non è molto convincente con una storia pasticciata e confusionaria con pessimi filmati ridicoli e a volte neanche animati, il level design non è sempre ispirato, non amo mai il riciclo dei mostri ed è irritante riaffrontare gli stessi boss verso il finale, oltre al fatto che ci sono troppi QTE, tutte le mosse di tortura e dove bisogna premere dei tasti furiosamente sono molto tediose e spezzano il flusso di gioco. Nel complesso il primo bayonetta è pieno di limiti ma anche qualità per questo resta uno dei migliori giochi d'azione in 3D.

9 agosto 2021

Top Videogiochi d'azione in 3D



1. Devil May Cry 5
2. Sekiro
3. Bayonetta 2
4. BloodBorne
5. Devil may Cry 3
6. Dark Souls 3
7. Bayonetta 3
8. God of war: Ragnarok
9. Devil May Cry
10. Metal Gear Revengence
11. Bayonetta
12. Kingdom Hearts 2
13. God of War 3
14. Devil may Cry 4
15. Nioh 2
16. Nier Automata
17. Kingdom Hearts 3 reMind
18. Wonderful 101
19. Hi-Fi Rush
20. Ninja Gaiden sigma
21. God of War (4)
22. Ninja Gaiden 2
23. God of War 2
24. Prince of Persia sands of time
25. God of War
26. Kingdom Hearts 1
27. Dragon Dogma
28. Dark Souls 2
29. Nioh 1
30. Nier 1
31. Transformers Devastator
32. Dark Souls
33. The surge 2
34. God Hand
35. DMC
36. Astral Chain
37. Onimusha 2
38. No more heroes 2
39. The Surge
40. Ninja Gaiden 3
41. Onimusha 1
42. No more Heroes 3
43. Castlevania lord of Shadow
44. Onimusha 4
45. No more Heroes
46. Onimusha 3
47. God of War Ascencion
48. madWorld
49. Lollipop Chainsaw
50. Drakengard 2
51. Castlevania lord of Shadow 2
52. Nightmare Before Christmas: Attenti al Baubau!
53. Killer is Dead
54. Legend of Korra
55. Prince of persia 2 warrior within
56. Darksiders 3
57. Ashen
58. Mortal Shells
59. Devil May Cry 2

22 febbraio 2021

Kingdom Hearts 2

Recensione Videogioco
Anno: 2005
Studio: Square Enix
Regia: Tetsuya Nomura
Gameplay: Azione 3D, JRPG

★★★★ 😳

Tornano Sora, Pippo e Paperino e partiranno nuovamente per i mondi Disney in un avventura per fermare la misteriosa organizzazione 13. Questo seguito di Kingdom hearts mi aveva un po' deluso, è un passo avanti in termini di gameplay ma qualcosa si è perso in termini di emozioni, il gioco è sempre piu un Action game con una camera piu distanziata, infinite combo, controattacchi, quick time events alla god of war, trasformazioni, modalità, sfide speciali e boss battle davvero incredibili, specie quelle extra contro i membri dell'organizzazione aggiunte nell edizione final mix, e persino la parte della gummiship è migliorata con impegnative sezioni shooter. Ma il level design è diventato una pigra serie di vuoti corridoi, i mondi sono riciclati e non sembrano piu vivi ma aridi scenari e si è persa molta magia Disney lungo la strada per fare posto all nonsense bamboccione da Anime, se il primo era una nostalgica storia per ragazzi piuttosto facile da seguire adesso la trama diventa sempre piu astrusa e complicata, appaiono personaggi misteriosi che parlano in modo vago e misterioso, il cattivo del precedente gioco si scopre essere stato un impostore, ci sono doppioni malvagi chiamati Nobody, eventi accaduti in altri giochi essenziali per capire la trama di questo e poi si parte con Roxas, un altro personaggio misterioso in una lunghissima e noiosa sezione iniziale che vuole creare sentimenti contrastanti nel cuore del giocatore ma questa ribelle mossa in stile metal gear solid 2 dura piu del dovuto e rovina l'esperienza di gioco. Devo dire che comunque passata la faticosissima e ripetitiva introduzione il gioco lentamente si fa apprezzare grazie alle stupende musiche (amo sanctuary) e fascinose scene spettacolari, specialmente la battaglia finale è un epico tripudio d'azione, e nonostante i difetti di storia il filmato finale è una delle cose piu commoventi che abbia mai visto con quella bellissima riunione sulla spiaggia. Alla fine il gioco non è male e molti lo considerano addirittura il migliore della serie, ci si diverte incontrando Mulan, tron, i pirati dei caraibi, il re leone o addirittura tornando indietro ai film in bianco e nero di Topolino, solo è un peccato che con questo titolo la serie ha deciso di essere un turbine di cose a caso, un insieme pasticciato di alti e bassi, senza alcuna coerenza di qualità.

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Kingdom Hearts 1

8 febbraio 2021

Kingdom Hearts

Recensione Videogioco
Anno: 2002
Studio: Squaresoft
Game director: Tetsuya Nomura
Genere: Action-Rpg

★★★★ 😍

Semplice Ragazzo ottiene il misterioso "Keyblade" e in cerca dei suoi amici partirà in un avventura tra i mondi Disney per salvare l'universo dall oscurità. Il Primo Kingdom Hearts fu una piacevole sorpresa, arrivò come un fulmine a ciel sereno, l'intera saga è un folle esperimento di Tetsuya Nomura che ha avuto l'idea di fondere le sensibilità Shonen con l'universo Disney in qualcosa di incredibile e per certi versi surreale, viaggiare e rivivere gli storici film Disney acquista un potere onirico e nostalgico, fare amicizia con personaggi famosi come Aladdin, Peter Pan, tarzan, Hercules, winnie the pooh, lottare insieme a Paperino e Pippo contro gli storici cattivi come Malefica, Capitano Uncino, Ade, Jafar, era davvero pazzesco, è un idea che unisce magnificamente le sensibilità occidentali con quelle orientali in un alchima mai vista prima. Oltre alle qualità dell idea fu anche una rivoluzione di gameplay, questo fu uno dei primi esperimenti d'azione 3D della Square, oggi il gameplay è un po' datato con una telecamera irritante e un level design piuttosto confusionario e le sezioni da shooter con la gummiship non sono proprio perfette da giocare, ma ancora oggi il sistema di battaglia resta molto divertente, si inquadra il bersaglio e lo si attacca con una ripetizione di attacchi, si evitano i colpi e si fanno varie magie, è un sistema di azione semplice ma non annoia mai fare capriole, piroette, magie, usare attacchi speciali, si è sempre in movimento, nonostante siano passati 20 anni penso che molto giochi moderni hanno molto da imparare dal sistema di combattimento di Kingdom Hearts per come è ritmato, semplice ed appagante. E l'aggiunta di molti Cameo di personaggi di Final fantasy fu un sogno per i fan della saga, affrontare in battaglie in tempo reale Cloud, Squall, Sephirot! era un qualcosa di incredibile neanche 4 anni dopo che apparvero sulla Playstation 1, Senza contare I tanti segreti da scoprire, Per questo motivo Kingdom hearts è per certi versi un qualcosa di unico e irripetibile, i sequel si sono incasinati offrendo trame sempre piu assurde e non sono piu riusciti a catturare la semplicità dell infanzia, quella magia fatta di emozioni e cuore, solo questo titolo riesce a catturare perfettamente l'innocente magia dell'infanzia, quelle emozioni che ti coccolano come una coperta calda, quello stare in pantofole, sotto natale guardando alla televisione i film Disney, la storia parla semplicemente di cuori, luce e tenebre ma è in questo tipo di semplcità che si raggiunge la profondità emotiva. Il primo Kingdom Hearts l'ho amato alla follia, riconosco i limiti e i difetti ma ho ancora i brividi e le lacrime quando sento le note della leggendaria colonna sonora di Yoko Shimomura.

7 luglio 2020

Marvels Spider-Man

Recensione Videogioco
Anno: 2018
Studio: Insomniac
Gameplay: Openworld, Azione
★★★★ 😉

Peter Parker riesce a far arrestare finalmente Kingpin ma dovrà fare i conti con l'apparizione di un misterioso giapponese mascherato che vuole usare un letale gas sulla città per vendicarsi del sindaco Norman Oscorp. Questo gioco non è il primo ispirato all uomo ragno, ad esempio memorabili erano quello per playstation 1 e il tie-in del film di spiderman 2 ma questo è di sicuro un solido Rimpasto moderno di tanti elementi,  Volteggiare liberamente per la città è uno spasso, picchiare i cattivi è divertente cosi come è bello mischiare varie tecniche e gadget differenti, ma sopratutto è una goduria sbloccare nuovi costumi per poi provarseli e vedere quale sia il migliore visto che si sono davvero impegnati nella realizzazione iperdettagliata dei costumi con una grafica pazzesca. Ma nonostante l'alta qualità tecnica tristemente è un open-world troppo standard e vecchia scuola, ci sono le solite torri da accendere e i soliti luoghi da ripulire seguendo la solita arida lista della spesa, è una formula di gioco vecchia di almeno 15 anni che non mi è proprio piaciuta,  ormai gli openworld si stanno evolvendo e sono diventati piu aperti con quest e subquest da completare, npc interessanti, eventi casuali, mondi dinamici e segreti non segnalati da scoprire mentre questo gioco rimane fossilizzato a vecchie meccaniche esplorative del passato. La varietà delle sub-quest è un altro punto a sfavore del gioco, all inizio fermare una macchina piena di ladri o trovare una persona rapita è elettrizzante ma alla decima volta che si ripete la stessa cosa le palle girano, per distruggere la monotonia dovevano fare un qualcosa simile ai giochi Arkham dove ogni subquest era legata alla lotta contro un Supercattivo diverso, Ci sono poi dei Puzzle inutili che servono per allungare il brodo, sezioni stealth poco interessanti e tediosi sezioni dove si controllano altri personaggi come Mary jane che non mi sono proprio piaciute. Nonostante i limiti restrittivi di design dell Open-world il sistema di combattimento è molto solido e pieno di sfide interessanti anche se la vera perla del gioco è la sua narrativa che offre piu di un momento emotivo, ogni fan di spider-man verrà soddisfatto con l'atteso arrivo dei Sinistri sei, l'introduzione di Miles Morales e la lunga attesa per la nascita del Doc Ock accende l'anticipazione per il finale, tutte cose presentate piuttosto bene in maniera organica. Insomma nonostante i limiti di Gameplay questo spider-man ha livelli di produzione molto alti ed è stata davvero una goduria vivere questa storia.

15 febbraio 2019

God of War 4

Recensione videogioco
Anno: 2018
Studio: Santa Monica 
Regia: Cory Barlog
Genere: Azione in 3a persona, Avventura
★★★ 😌

Un Kratos barbuto e piu maturo si è magicamente trasferito nella Mitologia Norrea e insieme a suo figlio partirà per un viaggio spirituale verso la cima di una montagna. Continua la saga di Kratos in questo gioco che Stravolge in larga parte lo spirito adolescenziale e caciarone della serie per un approccio piu sentito ed emotivo ispirato a Last of Us, cambia la telecamera, cambiano le meccaniche, cambia molto ma restano molte costanti, battaglie epiche, mostri da abbattere, miti, leggende, tragedie familiari, Parte benissimo con un grande scena emotiva e poi arriva una fantastica boss battle viscerale, e andando avanti non mancano momenti interessanti e divertenti, specialmente ottime sono le battaglie opzionali contro le valchirie, Mi piace poi questo kratos piu vecchio e affaticato, che ha difficoltà a fare il padre, in perenne conflitto con quello che ha fatto, pieno di dolore, rimorso e voglia di redimersi attraverso il figlio, ogni volta che ritornano le ferite del passato il gioco mostra il meglio di se cosi come funziona il rapporto con la paura che il figlio commetta i suoi stessi errori, poi mi è davvero piaciuto il personaggio di Mimir che fa da spalla comica (o meglio testa comica) e funziona anche l'antagonista Baldur che riflette quasi l'ombra insensibile di Kratos stesso. Nonostante tutte queste novità Il gioco mi ha quasi deluso, Kratos ripete all infinito "boy" o "Ragazzo!", l'ascia è faticosa da usare, all inizio non ho amato il sistema di combattimento viscerale ma anche troppo confusionario con una telecamera troppo ravvicinata che non ti fa vedere bene tutti i nemici, non mi piace come il ritmo continua a fermarsi o rallentare per una scena narrativa forzata, rende il tutto davvero poco rigiocabile, ho odiato come la scalata del monte è un continuo andirivieni in cerca dell Macguffin di turno, odio il backtraking forzato sopratutto in questo tipo di storia con un obbiettivo chiaro, cosi mentre si scala ecco che bisogna fermarsi per andare di qua o di la all infinito a rivisitare le stesse aree, e mi hanno davvero fatto arrabbiare i fabbri che si teletrasportano di continuo anche in luoghi dove non dovrebbero essere! e  muoversi in questo mondo è sempre una fatica, lo scalare le rupi è tedioso, scendere una catena è tedioso, navigare la barca è tedioso, attivare i portali è tedioso, kratos si muove come un elefante e anche aprire una porta è lentissimo nonostante lui sia un Dio, Il gioco aggiunge anche inutili meccaniche RPG irritanti e mai appaganti, per tutto il tempo si continua ad aprire forzieri per allungare il brodo ma queste meccaniche rovinano il bilanciamento e i nemici sono o troppo facili o troppo difficili. Non mi sono piaciute le ambientazioni, ci sono grandi panoramiche molto artistiche ma di base sono tutti templi e caverne generiche e riciclate, manca un forte senso di esplorazione, il gioco è molto lineare, è tutto un gigantesco corridoio spezzettato che finge male di non esserlo, C'è Poi Il fatto che questo è chiaramente la prima parte di una storia che deve essere completa nel sequel. Insomma è un passo avanti in termini di narrativa e uno indietro in termini di gameplay ma nel complesso è comunque un bel gioco e mi piace questo nuovo percorso che evolve e sviluppa il personaggio di Kratos.

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God of War: Ragnarock

10 aprile 2018

Nier Automata

Recensione Videogioco
Anno: 2017
Game Director: Yoko Taro
Studio: Platinum games, Square enix
Gameplay: Azione, Rpg, shooter 2D
★★★★ 😀

Nel futuro degli Androidi lottano contro Robot Alieni per riconsegnare la terra agli esseri umani. Un action-Rpg giapponese che punta molto sull aspetto Filosofico della storia, infatti i protagonisti sono androidi in una guerra infinita contro dei robot, due creature che si odiano, ma si rivelano piuttosto simili all umanità, entrambi alla disperata ricerca di un profondo senso della loro vita (non è un caso che la protagonista si chiama 2B, to be, essere). Il gioco mi è abbastanza piaciuto, sopratutto per il suo essere un titolo "d'autore", ha quel sapore di buon vecchio videogioco giapponese pieno di limiti ma che ha un qualche cosa da dire come lo erano ad esempio i primi metalgear o i giochi del Team Ico, qua le musiche sono ottime, il gameplay spara-slasher è piacevole, ha forti contaminazioni dai classici shooter 2D ma non diventa mai troppo snervante, buono anche l'ottimo Design dei protagonisti e dei robot, davvero iconico e memorabile. Ma la verà qualità del gioco è come yoko taro usa non solo la storia ma anche il gameplay per esprimere il suo discorso Filosofico e di empatia con il nemico, dallo scambiare i punti di vista dei personaggi, ai vari tristi scenari dei nemici o alle subquest che ruotano tutte sull tragico esistenzialismo umano, conosciamo cosi robot che cercano la pace, l'amore, la conoscenza, la forza, la velocità, la famiglia, un Dio per poter dare un senso alla loro triste esistenza, esseri distrutti dal senso di colpa e straziati da un dolore che li spinge al suicidio alla perdita del Falso Senso della vita che si sono dati, e mi ha colpito la quest dove bisogna difendere a fatica una parata di robot pacifisti pazzi che si lanciano contro il nemico o bella anche la toccante storia del Regno della foresta e del suo re da proteggere, in piu si gioca anche con la meta-narrativa dando un profondo senso al Salvataggio di gioco e creando cosi piu valore alla memoria come simbolo di identità da non perdere. Ma non tutto è perfetto, dispiace soprattutto  che è un altro di quegli action game che furbamente Ricicliano le ambientazioni, infatti all inizio le ho amate tutte ma dopo averle viste decine di volte ho iniziato quasi ad odiarle, il gioco ti costringe a passare attraverso gli stessi ambienti piu e piu volte fino alla nausea e questo mi ha irritato molto, sopratutto perché si rovina il ritmo della storia e delle varie sub-quest che per quanto scritte bene finiscono cosi per essere estenuanti fetch quest da fattorino dove si deve andare avanti ed indietro piu volte dal punto A al punto B in aree gia visitate, nella seconda e terza parte della storia arriva la monotonia e diventa evidente che il gioco aveva bisogno di piu ambientazioni originali. Detto questo resta buono, piacevole e sorprende per come sembra non voler finire mai anche dopo i titoli di coda, poi ho apprezzato molto come i trofei per il platino si possono benissimo comprare, basta avere il Denaro necessario, infatti trofei e denaro sono solo altri simboli senza senso della vuota esistenza umana.