Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Joachim Trier
Genere: Dramma Familiare
★★★ 😳
Padre regista cerca di farsi perdonare dalla figlia attrice offrendole un ruolo nel suo ultimo film. Pacato e intimo dramma che scava nei problemi e traumi in famiglia nati da incomprensioni e difficoltà a comunicare e tutto ha una natura meta-narrativa visto che il padre per riuscire a spiegarsi e a chiedere scusa alle figlie scrive un film dove mette insieme tutte le emozioni e le storie della sua vita, e mi piace molto come inizia narrando la storia della loro casa simbolo delle radici familiari che ha ospitato nelle sue stanze tante gioie e dolori, bellissima poi la scena di panico prima dello spettacolo per come trasmette davvero tanta ansia, ottimo quello spezzone di film della bambina sul treno che piange, guida bene la storia Renate Reinsve che fa una figlia piena di rabbia e Stellan Skarsgård convince nell essere un difficile padre che vive l'eterno dolore di una madre suicida e resta nella mente l'immagine evocativa di quella stanzetta dove la madre si è tolta la vita. Ma per quanto sia un solido dramma nordico tutto scorre in modo fin troppo lento e dopo un grande inizio il film diventa soporifero e si crogiola in vuoti momenti pieni di noia, il ruolo di Elle Fanning è molto superfluo e sembra un lungo cameo, il guardare indietro fino alla guerra sembra un modo ruffiano per allacciarsi a del vero dramma visto che questo non fa altro che parlare di registi e attori e da un senso fin troppo altoborghese e ho sentito la macanza di veri litigi e problemi di tutti i giorni e poi quell'inquadratura dei volti che mutano e diventano una cosa sola è tanto affascinante quanto pretenziosa nell esprimere la connessione dei vari traumi. Nell insieme è un interessante dramma sui problemi in famiglia ma gli manca qualcosa in piu per essere davvero memorabile oltre al fatto che il suo usare il potere del meta-cinema per spiegarsi mi è sembrato indebolire il valore del dramma piu che rafforzarlo e invece che ricreare quel dolore su un palcoscenico tutto avrebbe dovuto finire con un bel sano, onesto ed emotivo dialogo tra padre e figlia visto che non sono mai riusciti a parlarsi davvero.
26 dicembre 2025
1 dicembre 2025
Troll 2
Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Roar Uthaug
Genere: Fanta-thriller
★★ 😐
Nora e i suoi alleati si riuniscono per fermare un altro pericoloso Troll. Sequel del simpatico film kajuu norvegese che intrattiene in modo leggero grazie alla spettacolare minaccia dei mostroni giganti e alcuni drammatici sacrifici per raggiungere la vittoria ma nel complesso tutto appare molto generico e non riesce a convincere fino in fondo. E se nel primo riuscivo a chiudere un occhio alla pesante mediocrità e ai tanti difetti per apprezzare di piu la sincera ambizione di provare a fare un blockbuster nordico qua oramai si sente la mancanza di passione e il film ha il sapore del solito sequel pigro e forzato senza energia, tutto il primo tempo è molto noioso, non mi piace la premessa iniziale e fa ridere come il governo tiene in segreto un troll in un hangar come fosse un robottone giapponese, odio che è colpa dei protagonisti irresponsabili se si libera e finisce per fare danni, fa piacere rivedere il vecchio gruppo riunirsi ma ci sono troppi noiosi dialoghi che cercano male di approfondire i personaggi e c'è poca vera azione, non si capisce bene perché i mezzi dei militari sono cosi limitati, l'idea di far scontrare due troll non è sviluppata bene e le "epiche" battaglie deludono, il dramma è pretestuoso e non c'era davvero bisogno di quel eroico sacrificio che serve solo per strappare forzati lacrimoni, ad un certo punto stranamente diventa un film di indiana jones con la ricerca della tomba dell antico re e si notanto tantissime scene palesemente scopiazzate da altri film. Alla fine non è malissimo e se si è apprezzato il primo anche questo si lascia guardare facilmente ma nel concreto tutto è molto evitabile e non offre niente di davvero originale o memorabile.
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Troll (2022)
Anno: 2025
Regia: Roar Uthaug
Genere: Fanta-thriller
★★ 😐
Nora e i suoi alleati si riuniscono per fermare un altro pericoloso Troll. Sequel del simpatico film kajuu norvegese che intrattiene in modo leggero grazie alla spettacolare minaccia dei mostroni giganti e alcuni drammatici sacrifici per raggiungere la vittoria ma nel complesso tutto appare molto generico e non riesce a convincere fino in fondo. E se nel primo riuscivo a chiudere un occhio alla pesante mediocrità e ai tanti difetti per apprezzare di piu la sincera ambizione di provare a fare un blockbuster nordico qua oramai si sente la mancanza di passione e il film ha il sapore del solito sequel pigro e forzato senza energia, tutto il primo tempo è molto noioso, non mi piace la premessa iniziale e fa ridere come il governo tiene in segreto un troll in un hangar come fosse un robottone giapponese, odio che è colpa dei protagonisti irresponsabili se si libera e finisce per fare danni, fa piacere rivedere il vecchio gruppo riunirsi ma ci sono troppi noiosi dialoghi che cercano male di approfondire i personaggi e c'è poca vera azione, non si capisce bene perché i mezzi dei militari sono cosi limitati, l'idea di far scontrare due troll non è sviluppata bene e le "epiche" battaglie deludono, il dramma è pretestuoso e non c'era davvero bisogno di quel eroico sacrificio che serve solo per strappare forzati lacrimoni, ad un certo punto stranamente diventa un film di indiana jones con la ricerca della tomba dell antico re e si notanto tantissime scene palesemente scopiazzate da altri film. Alla fine non è malissimo e se si è apprezzato il primo anche questo si lascia guardare facilmente ma nel concreto tutto è molto evitabile e non offre niente di davvero originale o memorabile.
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Troll (2022)
Tags:
Blockbuster,
Giant Monster,
Netflix,
Norvegia
8 dicembre 2022
Troll
Recensione Film
Anno: 2022
Regia: Roar Uthaug
Genere: Mostro Gigante
★★★ 😖
Gigantesco Troll spunta in Norvegia e una paleontologa viene contattata per fermarlo. Blockbusterone che all inizio assomiglia molto al Godzilla di Emmerich ma piu in generale è un Tokusatsu in salsa europea con il solito mostrone vagante, il governo e i militari che pensano solo con le armi e il gruppetto di personaggi che cerca di fermarlo usando la testa e il cuore. E seppur è molto generico il tutto diverte e si lascia guardare grazie ad un buon ritmo, degli effetti visivi molto convincenti, un colorato cast di personaggi e una sensibilità norvegese verso il folklore e le tradizioni che è un briciolo piu originale del solito giappone o America. Il Troll è realizzato bene e ha la sua dignità, la musica è molto generica ma è funzionale agli eventi, simpatici sono i due nerd o il padre della protagonista mezzo pazzo mentre lei è un po' anonima e non mi proprio piaciuto come di colpo si preoccupa per la creatura, poi le tante scopiazzature a vari blockbuster sanno molto di gia visto con tante inquadrature che richiamano a King kong, Jurassic park e poi il solito cliché del cattivone che vuole usare l'atomica è fin troppo lo standard per questi film che era meglio mostrarli tutti d'accordo per risolvere la minaccia. Quindi nel complesso è molto mediocre e generico, la solita minestra riscaldata del mostrone gigante ma nella sua modestia è un B-movie fatto piuttosto bene.
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Troll 2 (2025)
Anno: 2022
Regia: Roar Uthaug
Genere: Mostro Gigante
★★★ 😖
Gigantesco Troll spunta in Norvegia e una paleontologa viene contattata per fermarlo. Blockbusterone che all inizio assomiglia molto al Godzilla di Emmerich ma piu in generale è un Tokusatsu in salsa europea con il solito mostrone vagante, il governo e i militari che pensano solo con le armi e il gruppetto di personaggi che cerca di fermarlo usando la testa e il cuore. E seppur è molto generico il tutto diverte e si lascia guardare grazie ad un buon ritmo, degli effetti visivi molto convincenti, un colorato cast di personaggi e una sensibilità norvegese verso il folklore e le tradizioni che è un briciolo piu originale del solito giappone o America. Il Troll è realizzato bene e ha la sua dignità, la musica è molto generica ma è funzionale agli eventi, simpatici sono i due nerd o il padre della protagonista mezzo pazzo mentre lei è un po' anonima e non mi proprio piaciuto come di colpo si preoccupa per la creatura, poi le tante scopiazzature a vari blockbuster sanno molto di gia visto con tante inquadrature che richiamano a King kong, Jurassic park e poi il solito cliché del cattivone che vuole usare l'atomica è fin troppo lo standard per questi film che era meglio mostrarli tutti d'accordo per risolvere la minaccia. Quindi nel complesso è molto mediocre e generico, la solita minestra riscaldata del mostrone gigante ma nella sua modestia è un B-movie fatto piuttosto bene.
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Troll 2 (2025)
Tags:
Blockbuster,
Giant Monster,
Netflix,
Norvegia
6 gennaio 2022
La Persona Peggiore del Mondo
Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Joachim Trier
Genere: Sentimentale, Di Formazione
★★★ 😖
Giovane ragazza si innamora piu volte mentre cerca cosa vuole davvero dalla vita. Storia di formazione sentimentale che mostra questa ragazza confusa che non riesce mai a decidersi e viene trascinata dalle emozioni e dal vento, un film che descrive il ruolo confuso e nebbioso della donna moderna che nonostante sia piu libera si ritrova sempre con l'oppressione di una possibile maternità, e la protagonista mi è piaciuta anche se cambia idea continuamente e non riesce mai a decidersi perché in fondo questa confusione e insoddisfazione perenne è un comportamento piuttosto umano. La struttura letteraria a capitoli è carina ma superflua cosi come la narrazione fuoricampo è intrusiva e si poteva evitare, la scena che piu ho amato è tutto il flirt al matrimonio dove viene mostrata una romantica sintonia nata per caso tra due sconosciuti che scalda il cuore per come diventano intimi cosi velocemente e accende la voglia di vederli insieme, manifestata piu avanti da un grandissimo momento onirico dove lei congela il tempo, mentre ho odiato tutta la relazione con il fumettista che dio mio è un personaggio super patetico oltre ad essere odioso e manipolatore per come la fa sentire in colpa con le sue parole, davvero un bastardo. C'è poi una scena dove si mangiano dei funghi che mi è apparsa troppo esagerata ma i primi due atti mi sono piaciuti per come non sono la solita storia sentimentale con il solito triangolo ma si articola bene la confusione esistenziale della protagonista, peccato poi arriva il terzo atto che rovina quasi tutto e spunta inutile drammone strappalacrime con tanto di malattia terminale fulminante che neanche nelle soap opera di serie Z, l'atto finale con il suo forzato dramma e ritmo soporifero rovina quasi un film che resta comunque tenero e caruccio.
Anno: 2021
Regia: Joachim Trier
Genere: Sentimentale, Di Formazione
★★★ 😖
Giovane ragazza si innamora piu volte mentre cerca cosa vuole davvero dalla vita. Storia di formazione sentimentale che mostra questa ragazza confusa che non riesce mai a decidersi e viene trascinata dalle emozioni e dal vento, un film che descrive il ruolo confuso e nebbioso della donna moderna che nonostante sia piu libera si ritrova sempre con l'oppressione di una possibile maternità, e la protagonista mi è piaciuta anche se cambia idea continuamente e non riesce mai a decidersi perché in fondo questa confusione e insoddisfazione perenne è un comportamento piuttosto umano. La struttura letteraria a capitoli è carina ma superflua cosi come la narrazione fuoricampo è intrusiva e si poteva evitare, la scena che piu ho amato è tutto il flirt al matrimonio dove viene mostrata una romantica sintonia nata per caso tra due sconosciuti che scalda il cuore per come diventano intimi cosi velocemente e accende la voglia di vederli insieme, manifestata piu avanti da un grandissimo momento onirico dove lei congela il tempo, mentre ho odiato tutta la relazione con il fumettista che dio mio è un personaggio super patetico oltre ad essere odioso e manipolatore per come la fa sentire in colpa con le sue parole, davvero un bastardo. C'è poi una scena dove si mangiano dei funghi che mi è apparsa troppo esagerata ma i primi due atti mi sono piaciuti per come non sono la solita storia sentimentale con il solito triangolo ma si articola bene la confusione esistenziale della protagonista, peccato poi arriva il terzo atto che rovina quasi tutto e spunta inutile drammone strappalacrime con tanto di malattia terminale fulminante che neanche nelle soap opera di serie Z, l'atto finale con il suo forzato dramma e ritmo soporifero rovina quasi un film che resta comunque tenero e caruccio.
Tags:
Film,
Norvegia,
Sentimentale
3 settembre 2020
Oslo August 31
Recensione Film
Anno: 2011
Regia: Joachim Trier
Genere: Dramma
★★★ 😪
Ragazzo depresso cerca di trovare un senso alla vita dopo essersi disintossicato. Drammone pacato che scava nel dolore della depressione in modo sottile senza esagerazioni, molti silenzi, tanti dialoghi, inquadrature che marcano la solitudine e ci sono riflessioni sulla vita, i romantici sogni e i pensieri delle altre persone normali che contrastano con la disillusione e rassegnazione di chi non ha piu voglia di vivere. L'attore protagonista regge bene il suo ruolo centrale ed è piuttosto bravo con dei cambi di espressioni semplici ma efficaci, vediamo il giovane che prova a rialzarsi, ad inserirsi nella società, a trovare uno scopo e una ragione per vivere, incontra vari personaggi, forse veri o forse immaginari che rappresentano un idea di vita e speranza dal baratro, tra tutti mi è piaciuto il diagolo con l'amico, forse la parte piu calda e potente dell'intero film, mentre poi nel secondo tempo il film diventa solo una lunga e noiosa discesa, con le solite patetiche telefonate alla Ex e i soliti simbolismi della "bella ragazza sexy che simboleggia la vita" che mi sono apparsi anche troppo cliché. Il film non è comunque male e la sua pacatezza è molto poetica, c'è quasi un messaggio d'addio alla spensierata giovinezza e poi la perdita della voglia di vivere è sempre un qualcosa di difficile da descrivere, da trentenne depresso ci ho visto molto me stesso ma nonostante i tocchi di classe tutto sommato mi sembra il solito drammone europeo lento e serioso che si dimentica velocemente, piacerà forse a noi quattro depressi che viviamo sul baratro dell suicidio ma una persona normale si romperà le balle dopo dieci minuti.
Anno: 2011
Regia: Joachim Trier
Genere: Dramma
★★★ 😪
Ragazzo depresso cerca di trovare un senso alla vita dopo essersi disintossicato. Drammone pacato che scava nel dolore della depressione in modo sottile senza esagerazioni, molti silenzi, tanti dialoghi, inquadrature che marcano la solitudine e ci sono riflessioni sulla vita, i romantici sogni e i pensieri delle altre persone normali che contrastano con la disillusione e rassegnazione di chi non ha piu voglia di vivere. L'attore protagonista regge bene il suo ruolo centrale ed è piuttosto bravo con dei cambi di espressioni semplici ma efficaci, vediamo il giovane che prova a rialzarsi, ad inserirsi nella società, a trovare uno scopo e una ragione per vivere, incontra vari personaggi, forse veri o forse immaginari che rappresentano un idea di vita e speranza dal baratro, tra tutti mi è piaciuto il diagolo con l'amico, forse la parte piu calda e potente dell'intero film, mentre poi nel secondo tempo il film diventa solo una lunga e noiosa discesa, con le solite patetiche telefonate alla Ex e i soliti simbolismi della "bella ragazza sexy che simboleggia la vita" che mi sono apparsi anche troppo cliché. Il film non è comunque male e la sua pacatezza è molto poetica, c'è quasi un messaggio d'addio alla spensierata giovinezza e poi la perdita della voglia di vivere è sempre un qualcosa di difficile da descrivere, da trentenne depresso ci ho visto molto me stesso ma nonostante i tocchi di classe tutto sommato mi sembra il solito drammone europeo lento e serioso che si dimentica velocemente, piacerà forse a noi quattro depressi che viviamo sul baratro dell suicidio ma una persona normale si romperà le balle dopo dieci minuti.
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Depressione,
dipendenza,
Dramma,
Film,
Norvegia
8 dicembre 2017
Thelma
Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Joachim Trier
Genere: storia di formazione, Drama, Psicologico
★★★ 😙
Ragazza puritana va all università e lontano da casa la troppa libertà la fa sentire strana. Dalla Norvegia arriva l'ennesima storia psico/formativa sulla libertà sessuali e il difficile percorso per trovare se stessi, ha anche gli allegorici poteri Esp alla X-men/Carrie e cosi il tutto ha il sapore del gia visto e sentito mille volte, poi non aiuta l'approccio freddo, super serio e distaccato che congela i temi progressisti rendendoli impenetrabili al grande pubblico. Alcune cose mi sono piaciute come la fotografia dell inizio sul lago ghiacciato, le due graziose attrici principali, il padre che appare sia oppressivo che comprensivo, c'è un bel uso dell sonoro che offre un aura Solenne che spinge alla scoperta del nuovo mondo, si percepisce l'enfasi verso il Peccato ma anche il grande e potente senso di colpa che imprigiona la protagonista, buono il serpente allegorico e interessanti sono i sofisticati momenti erotici, un accarezzarsi, sfiorarsi, baciarsi che funzionano a costruire il desiderio di vedere insieme le due giovani. Tra i vari problemi del film ci sono delle insopportabili scene da strobo che fanno venire l'epilessia e appaiono noiose tutte le parti riguardanti la ricerca scientifica sulla misteriosa malattia della giovane perché si intuisce fin da subito che è un problema di natura psicologica, una psicosi nata dal conflitto interiore tra inconscio e la morale indottrinata dai genitori, poi appare un'altra e sterile critica al fondamentalismo cristiano, ormai queste critiche risultano vigliacche e poco coraggiose, io avrei preferito un forte attacco contro le altre religioni sempre piu oppressive e liberticide.
Anno: 2017
Regia: Joachim Trier
Genere: storia di formazione, Drama, Psicologico
★★★ 😙
Ragazza puritana va all università e lontano da casa la troppa libertà la fa sentire strana. Dalla Norvegia arriva l'ennesima storia psico/formativa sulla libertà sessuali e il difficile percorso per trovare se stessi, ha anche gli allegorici poteri Esp alla X-men/Carrie e cosi il tutto ha il sapore del gia visto e sentito mille volte, poi non aiuta l'approccio freddo, super serio e distaccato che congela i temi progressisti rendendoli impenetrabili al grande pubblico. Alcune cose mi sono piaciute come la fotografia dell inizio sul lago ghiacciato, le due graziose attrici principali, il padre che appare sia oppressivo che comprensivo, c'è un bel uso dell sonoro che offre un aura Solenne che spinge alla scoperta del nuovo mondo, si percepisce l'enfasi verso il Peccato ma anche il grande e potente senso di colpa che imprigiona la protagonista, buono il serpente allegorico e interessanti sono i sofisticati momenti erotici, un accarezzarsi, sfiorarsi, baciarsi che funzionano a costruire il desiderio di vedere insieme le due giovani. Tra i vari problemi del film ci sono delle insopportabili scene da strobo che fanno venire l'epilessia e appaiono noiose tutte le parti riguardanti la ricerca scientifica sulla misteriosa malattia della giovane perché si intuisce fin da subito che è un problema di natura psicologica, una psicosi nata dal conflitto interiore tra inconscio e la morale indottrinata dai genitori, poi appare un'altra e sterile critica al fondamentalismo cristiano, ormai queste critiche risultano vigliacche e poco coraggiose, io avrei preferito un forte attacco contro le altre religioni sempre piu oppressive e liberticide.
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