31 ottobre 2021

Titane

Recensione Film
Anno: 2021
Regia: Julia Ducournau
Genere: Dramma

★★★★ 😅

Ragazza difficile trova nuova figura paterna che l'aiuta a cambiare vita. Un Film Arthouse che da vita ad una viscerale metafora transgender offrendo scene surreali, violente, confusionare, un esagerazione di sottotesto che si mangia ogni tipo di narrazione logica, piu di una volta viene da chiedersi Wtf? perché i personaggi si comportano cosi? perché succede questo? cosa diavolo sta facendo in macchina? come si arriva a questo punto? ma nessuno si accorge di questa cosa? niente a senso nel testo perché tutto vive schiavo del suo simbolismo verso il gigantesco metaforone di trasformazione identitario. La regia è ottima, pochissimi dialoghi e tanta atmosfera, parte con un erotismo femminile esagerato per un chiaro motivo, usa bene i simboli dell automobile-macchina e del fuoco nel rapporto conflittuale con il proprio corpo e ha la forza di osare con nudità, erotismo, violenza e body horror ma ha anche la capacità di rallentare verso rapporti piu umani e sinceri, specie dopo un inizio esplosivo e rabbioso contro tutti il film è molto piu pacato di quello che si poteva pensare con al centro un ottimo rapporto con questo pompiere sofferente che è la colonna centrale dell intera storia, l'uomo è l'antitesi del padre assente e incarna un percorso di Accettazione in ogni sua forma, Psicologica, sociale e collettiva, una mano aperta, una fede e amore cieco verso il diverso che aiuta chi soffre a fare il traumatico passaggio dal mondo Femminile a quello maschile (o viceversa) un viaggio pieno di vergogna, confusione, sofferenza, paura di essere scoperti, autolesionismo e tanto gonfio malessere nero da buttare fuori. Insomma spesso esagera in cerca di facile shock ed è troppo simbolico per i miei gusti ma è un piacere cercare di decodificare il significato delle varie scene e per il suo duro percorso di trasformazione non è affatto male come film Lgbt.

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