9 ottobre 2026

The Grey

Recnsione Film
Anno: 2011
Regia: Joe Carnahan
Genere: Dramma, Survival

★★★ 😐

Uomo depresso si schianta con aereo in Alaska e insieme ai sopravvissuti deve resistere al gelo e ad un branco di Lupi affamati. Dramma di Sopravvivenza che inizia molto bene nel mostrare il triste stato mentale del protagonista ad un passo dal togliersi la vita, mi piacciono gli onirici flash della moglie a letto, la lettera che sta scrivendo e come è dissociato dalla rissa nel Bar e non sente i rumori che ha intorno, l'incidente aereo è realizzato in maniera molto realistica e quando si spengono le luci viene trasmesso un autentico e palpabile terrore, molto belli gli occhi dei lupi che brillano nel buio, si sente bene il gelo e il freddo in questo deserto di ghiaccio, le varie morti sono molto brutali e danno un giusto senso di tragedia che colpisce sul serio, specie brilla come Frank Grillo da aggressivo si ritrova poi stanco e accetta l'inevitabile fine. Ma nonostante un buon inizio il film fatica a mantenere la stessa qualità e diventa troppo pesante non riuscendo a gestire bene la tensione dei lupi con il serio dramma, specie durante il viaggio nell fitto buio della foresta arriva qualche sbadiglio, i lupi appaiono e scompaiono in modo molto conveniente e non si capisce mai quale sia la loro effettiva minaccia, trovo stupidissimo quando il tizio fa bungee jumping e si lancia dal burrone, l'attraversamento sospeso attaccati alla fune non trasmette la giusta tensione perché sa molto di finto e digitale cosi come per quanto il finale emotivo abbia un senso arriva anche piuttosto insoddifacente e lascia un forte amaro in bocca. A parte questo Liam Neeson con il suo faccione guida bene la storia ed è toccante come accompagna un grave ferito alla morte quasi fosse un prete, molto bello come ricorda il padre e narra il suo poema, stupendo quando disperato e furioso urla al cielo contro Dio in cerca di un aiuto, la musica usa note di piano che toccano il cuore e sono profonde le emozioni nell aprire i portafogli dei sopravvissuti e vedere le loro foto cosi l'intero percorso di dolore del protagonista lo spinge a non arrendersi e lottare fino alla fine con tutte le sue forze (e il film acquista piu valore se si conosce la tragedia personale di Neeson che aveva perso la moglie qualche anno prima). Nell insieme la struttura narrativa non mi convince del tutto e funziona piu come gelido dramma che come avventura di sopravvivenza contro i lupi ma le morti dei personaggi sono molto toccanti e il film fa una buona riflessione sulla dolorosa fatica di vivere.

8 ottobre 2026

L'Urlo dell Odio

Recensione Film
Anno: 1997
Regia: Lee Tamahori
Genere: Thriller, Survival

★★★ 😊

Riccone si schianta in una valle sperduta in Alaska e deve sopravvivere insieme ad un'invidioso fotografo. Thriller nella natura che ha un epico scontro con Orso sanguinario ma in realtà tutto dura solo una ventina di minuti e il vero scontro è tra i due protagonisti e i loro caratteri opposti, Alec Baldwin è un estroverso artista fotografo pieno d'invidia e risentimento che si arrende di fronte ai problemi e cerca le soluzioni piu facili per poi cadere velocemente nella disperazione mentre Anthony Hopkins fa un riccone calmo e tranquillo che non ha esperienza sul campo ma usa le sue poche conoscenze per trovare soluzioni, non è infallibile e sbaglia ma non si arrende ai problemi e alle avversità della vita riuscendo a plasmare il suo destino. In questo modo il film ribalta i classici e ideologici cliché anticapitalisti che attaccano i ricchi per dimostare le qualità di una persona virtuosa e spiega anche bene il perché sono ricchi, cosa li rende Leader naturali e come riescono a gestire le crisi della vita, è ovvio che ci sono molti piu Bob al mondo che desiderano, rubano e vivono nell odio e nell eterna invidia ma il film mostra bene quanto sia superiore l'atteggiamento di Charles che riflette, ragiona, cerca indizi, legge e si informa sempre aumentando le sue conoscenze, carina l'idea della bussola nella foglia, resta nella mente la frase "chi si perde muore di vergogna" e amo tantissimo il momento quando cerca di motivare il fotografo che possono davvero uccidere l'orso perché dimostra che questo approccio alla vita arricchisce entrambi, insieme nelle avversità i due si legano e creano un forte e autentico rapporto che va oltre lo stato sociale e li aiuta a battere la bestia della natura. Tutto è pieno di bellissimi panorami naturali con fascinosi laghi e montagne, l'orso è realizzato benissimo e vengono veri brividi alla presenza della sua enorme stazza, fa sorridere quando affamati cacciano disperati uno scoiattolino, pieno di tensione l'attraversamento di un tronco sospeso, molto epica la battaglia sul fiume, c'è buona tensione nel momento di tirare le somme sulla moglie e mi piace come Charles è comunque pronto al perdono e tenta di salvare Bob dimostrando di essere davvero superiore come persona. Tra i difetti che si possono notare c'è il personaggio del nero che è inutile alla storia e serve solo per fare la quota di minoranza sacrificabile, in questa valle il clima è strano e piove, c'è il sole, poi nevica nel giro di poche ore, essendo una questione tra maschi che si contendono una donna il ruolo della moglie è inevitabilmente oggettificato, quando si mettono la veste con la pelle dell orso sono troppo ridicoli e la regia non ha nessun vero tocco di stile o momento grandioso ma nell insieme è una storia di sopravvivenza e amicizia tra due uomini che ammiro molto per come è una delle poche che elogia veramente lo spirito capitalista liberale in cui tutti viviamo e strappati del loro stato sociale e messi sullo stesso piano il film fa una buona distinzione su quale sia il giusto approccio alle difficoltà della vita.

13 gennaio 2022

Yellowjackets

Recensione Serie tv
Anno: 2021
Showrunner: Ashley Lyle e Bart Nickerson
Genere: Mistery, Survival, supernatural
Episodi: 10

★★★ 😂

Nel 1996 delle ragazze sono sopravvissute ad un incidente aereo che le ha fatte scomparire nella foresta per diciannove mesi ma 20 anni dopo si accende il mistero su cosa sia davvero successo in quel periodo. Questo yellowjacket è una serie tv folle e strana, è di base un Mistery Show che divide il presente e il passato in modo netto creando due line narrative intrecciate e per questo mi ha ricordato molto LOST, non solo per l'incidente aereo e i flashback incrociati ma anche perché ci sono citazioni ed ispirazioni palesi come gravidanze difficili, simboli strani e presenze misteriose, solo che qui il cast è quasi tutto al femminile e l'approccio narrativo mischia l'energia degli show adolescenziali fatta di pulsioni, amori e gelosie con i conflitti e il dramma dell età adulta con fallimenti e vite a pezzi. E vedere queste belle ragazze piene di vita divenire adulti tristi e disperate è interessante ma la follia dello show è anche come cambia di colpo marcia, mostra i sopravvissuti nella foresta comportarsi in modo strano, si atteggiano tranquilli come se fossero in uno show televisivo e poi all improvviso parte la follia e la paura della natura e del sovranaturale, cosi non sai mai cosa aspettarti perché la scrittura fa un po' quello che vuole, non ha regole e crea una giostra stupidotta piena di colpi di scena e sensazioni esagerando con i toni, mi piace l'uso del sonoro con belle musiche anni 90 e cori atmosferici che alzano la follia dei momenti nella foresta, altra cosa che ho apprezzato è come i personaggi sono memorabili molto velocemente, specie brilla Misty che è questa ragazza psicopatica che ha una mente criminale molto affascinante. Insomma non è una serie imperdibile perché la scrittura gioca facile con misteri e colpi di scena ma resta comunque piena di energia e divertimento folle, per questo la prima stagione mi è piaciuta sempre piu nonostante in questi tipi di show che si basano sul mistero le rivelazioni deludono quasi sempre, è inevitabile, allungheranno il brodo il piu possibile e dubito che la serie riuscirà a chiudersi in bellezza.

1 maggio 2020

Underwater

Recensione Film
Anno: 2020
Regia: William Eubank
Genere: Thriller, Fantascienza, survival
★★★ 😷

Incidente in una stazione subacquea costringe gruppo di sopravvissuti a un viaggio difficile verso la salvezza. Un thriller fantascientifico di sopravvivenza che si ispira palesemente molto al primo Alien ma secondo me il paragone finisce per essere sbagliato perché crea aspettative diverse mentre questo film con il suo difficile percorso sottomarino mi sembra piu imparentato con quei tipi di film di sopravvivenza tipo poseidon o trappola in fondo al tunnel. Il tutto nel complesso mi ha soddisfatto, c'è una buona escalation di tensione con un rischio e pericolo sempre piu grande, Kristen Stewart funziona come protagonista, è bagnata e sexy al punto giusto e mi ha convinto Vincent Cassel che di solito odio ma qua con il suo importante ruolo da capitano trascina tutti nelle fasi iniziali, mentre il restante cast è piu altalenante con ruoli generici dalla spalla comica alla coppietta in crisi. Un peccato che il film non riesce a graffiare come avrei voluto perché è troppo caotico e claustrofobico con un infinita camera mossa e inquadrature buie e sporche dove non si vede niente, e capisco che vista l'ambientazione queste sensazioni sono volute dando allo spettatore solo pochi momenti di vero respiro e tranquillità ma la regia doveva comunque trovare un compromesso piu bilanciato perché cosi non ci capivo mai nulla, è tutto un vagare nel buio o primi piani stretti, sono davvero poche le inquadrature memorabili e piu di una volta mi è venuta la nausea a cercare di capirci qualcosa in tutta quest acqua scura. Ci sono poi ridicoli slow-mo ad alta frequenza insopportabili per fare "stile", un odiosa scena dove le luci Flikerano che fanno venire l'epilessia, personaggi che muoiono esplodendo in modo frettoloso e mi fa rabbia quando si tolgono i preziosi caschi in continuazione ma comunque questo viaggio per salvare il coniglietto mi è piaciuto e penso sia una piacevole avventura che regala qualche epica sorpresa.

26 luglio 2018

Adrift - Resta con Me

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Baltasar Kormákur
Genere: Survival Movie, Dramma, Sentimentale
★★ 😳

Durante una gita in barca due Fidanzati finiscono in una tempesta e La ragazza deve trovare la forza per sopravvivere in mare aperto. Ennesimo film basato su una storia vera che intreccia passato e presente per Giustapporre i momenti piu felici della coppia con il presente difficile, una tecnica non lineare di narrazione che di certo rende la storia piu digeribile ma finisce anche per sottometterla ad un piatto e ripetitivo melodramma, gia al secondo flashback non ne potevo piu, sono flashback ridondanti che offrono lo stesso tipo di noioso contrasto emotivo, dopo Momento difficile ecco passato felice e poi momento difficile ed ecco che torniamo nel passato con l'ennesimo momento dove la coppia si amava tanto! abusare dei flashback in questo modo è pigro e sbagliato oltre a non aggiungere nulla di valore alla storia. Un peccato perché un po' mi è piaciuto, essendo un depresso cronico adoro da sempre i Survival Movie, prima di essere sommersi da una valanga di flashback ci ho visto del potenziale, poteva davvero essere un decente All Is Lost al femminile ma tristemente il film spinge troppo sul facile sentimentalismo e poco su del dramma concreto, e poi il film non offre nessuna sorpresa per chiunque abbia visto un qualsiasi Survival movie, anche un film come Gravity ha dentro le stesse cose e non ti annoia a morte con inutili flashback, alla fine non ne potevo piu ma la regia sadica non vuole fermarsi e straborda in un finale che si dilunga a dismisura sguazzando continuamente nel melodramma sigh. Qua non si raggiunge miniamente La qualità tecnica e Poetica di All is Lost ma neanche Castaway che di certo non manca di melodramma, quel piccolo atto alla deriva con Wilson è cento mila volte piu drammatico di questo intero film.

23 novembre 2017

Il Gioco di Gerald

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Mike Flanagan
Genere: Survival, Thriller, dramma
Titolo Originale: Gerald's Game
★★★ 😒

Marito e Moglie finiscono prigionieri dentro una stanza in un allegorico matrimonio in crisi. Di base è un survival movie come ce ne sono tanti, ma l'interessante premessa mi aveva intrigato, tutto il primo atto mi è sinceramente piaciuto, ho apprezzato la fotografia pulita, la tensione e la qualità generale era sopra la media, ma tristemente appena la situazione si assesta arriva un secondo atto mediocre fatto di piatti flashback da soap opera e finisce in un terzo atto che diosanto è pura spazzatura, una vera e propria diarrea registica, con dieci minuti di voce fuoricampo che cercano male di chiudere il tutto spaccando l'allegoria e distruggendo ogni briciolo di autentico valore simbolico, no davvero sono rimasto basito per il finale, non ci volevo credere, il film alla fine fa harakiri. Perché è chiaro che si vuole costruire un bel messaggio Femminista sulla liberazione della Donna ma Tolta la forte idea di partenza la sceneggiatura è pessima per come ricorre ad una serie infinita di scene d'esposizione, il piu delle volte sono riflessioni e razionalizzazioni tediose e superflue che non servono ad accendere vero conflitto narrativo, è tutto un "ehi ricordi questo? ricordi quella volta? hai pensato a questo vero? la nostra relazione era cosi? etc" insomma diventa una pessima seduta di psicanalisi per buttare in faccia allo spettatore in modo rozzo il passato dei protagonisti. Poi non mi ha convinto l'attrice principale, Bruce Greenwood è in formissima e se la cava alla grande ma la protagonista femminile non sembra avere la forza per reggere l'importante ruolo drammatico e tralasciamo le polemiche sterili del "io al suo posto avrei fatto diversamente!" che francamente sono inutili (nonostante io al suo posto avrei fatto diversamente). Quindi in conclusione è un film che parte alla grande e finisce di mmerda, è troppo prolisso e i costanti pessimi dialoghi di cacca ti fanno rimpiangere la perfezione di All is lost e il mai dimenticato Wilson.

6 ottobre 2017

Gravity

Recensione Film
Anno: 2013
Regia: Alfonso Cuarón
Genere: Avventura, Survival
★★★★ 😕

A causa di un incidente un'astronauta si trova alla deriva nello spazio. Molti sbagliano a definirlo di Fantascienza (gli astronauti ci sono da 50 e passa anni eh) ma è invece una gigantesca giostra, un avventura Survival che ti butta nello spazio facendoti vivere un esperienza ai confini dell nostro mondo. E io ho un rapporto conflittuale con questo film, da un lato è una di quelle idee semplici realizzate magnificamente e che di sicuro il cinema aveva bisogno, dall altro... Cuarón dio santo! ma proprio Clooney e la Bullock dovevi scegliere? un film del genere è morto se non ci si immedesima, e con questi attori il rischio è davvero troppo alto. In piu tutta la storia ha questo forzato alone mistico/Spirituale che si poteva francamente evitare, come se il mostrare la primordiale minaccia dello spazio infinito non bastava ma serviva l'ovvia storia di una donna distrutta dal dolore che deve rialzarsi dalla depressione per trovare la voglia di vivere. Che poi non è tanto il tema centrale il problema ma il modo rozzo con cui viene approcciato, la regia chiaramente si è concentrata solo sull esperienza da LUNA PARK e se ne è fregata della narrativa, l'uso del sonoro è ottimo per come cresce e poi sparisce, la musica è enfatica, i set-piece sono fantastici cosi com le grandi pianosequenze, con la camera e i personaggi che fluttuano e ruotano, i tanti POV, bello il momento quando la camera entra dentro il casco di lei, grazie al 3D vediamo movimenti rari e mai visti prima, ma dal punto di vista narrativo tutto appare debole e forzato, ad esempio un personaggio muore e, vi giuro ancora non ci credo, 2 secondi dopo gli appare accanto la foto della sua famiglia! cioè la sottigliezza cosi non esiste! c'è poi una scena che odio con tutto me stesso dove la Bullock si rannichia in posizione fetale richiamando il ventre materno ma non è un movimento naturale, è SOLO per lo spettatore, lei si mette in posa forzando l'allusione di nascita e rinascita. Insomma c'è tutto questo e anche di piu come un esagerata esplosione o quella maledetta visita a sorpresa... ma poi riguardandolo ecco che il film intrattiene e scatta comunque la lacrimuccia nei momenti difficili, quel saluta mia figlia mi ha toccato, e diventa cosi un vero peccato che per accontentare tutti si sia ridotto ad un prodotto volgare e poco raffinato.

30 giugno 2017

Tunnel

Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Kim Seong-hoon
Genere: Survival, Drama, Disaster
★★ 😫

Un Tunnel crolla e Uomo finisce intrappolato per dei giorni in attesa di essere salvato. Una premessa Semplice sul superare i momenti difficili della Vita che viene strizzata e allungata il piu possibile per ottenere facile dramma, infatti nonostante qualche guizzo di Qualità il film non riesce ad offrire niente di interessante, Si dilunga piu del dovuto e non ha alcun mordente o energia. Ogni tanto la trama aggiunge elmenti casuali per accendere l'attenzione e intrattenere forzatamente ma secondo me Una storia del genere, divisa in due chiari spazi ben delineati necessitava di personaggi dal carisma forte che interagivano a distanza e facevano amicizia attraverso dialoghi avvincenti, si doveva piano piano conoscerli per appassionare e investire lo spettatore ma invece ci troviamo con un protagonista generico con generica moglie preoccupata e generico socorritore anche piuttosto incapace per creare solo una generica critica allo Stato. Alla fine non sappiamo nulla di chi sono questi personaggi, non si va in profondità e oltre i loro ruoli, e cosi il film fallisce ad essere sia un dramma che un survival, Non dico che è brutto, ma è decisamente Noioso e molto molto Mediocre.

29 marzo 2017

MINE

Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Fabio Guaglione, Fabio Resinaro
Genere: Survival, Guerra, Dramma,
★★ 😐

Un soldato si trova intrappolato nel deserto e parte crisi mistica sulla sua vita. Piu che un film di guerra questo è un chiaro e generico survival movie, cambia l'ambientazione ma di tema non è piu tanto diverso da un 127 ore o Gravity qualsiasi, nella sua prigionia spuntano problemi personali cosi ovvi e cliché da quasi non riuscire nemmeno a fare effetto, il tutto con un ritmo piuttosto lento e che gioca troppo con delle visioni che non convincono, dal clooney di turno che riappare a tradimento e lo stereotipo del nero saggio che offre sorridente importanti lezioni di vita, le interpretazioni non convincono, la sceneggiatura pure e a peggiorare il tutto c'è anche un pessimo doppiaggio da videogioco. Comunque se la cava, tolti i difetti piu marcati e un inizio debolissimo piano piano, retorica dopo retorica il film si regge in piedi e va avanti come un elefante fino ad un esagerato finale in slowmotion che cerca forzatamente l'enfasi emozionale ma sembra non finire piu. Carino, ma blando e senza alcuna sottigliezza tematica, parla palesemente di una guerra interiore e personale e non riesce a parlare della guerra vera, e sinceramente avrei preferito l'opposto, a differenza di No man's land qua il tutto finisce per essere solo un autocelebrativo elogio dell individualismo e dell eroico sacrificio del soldato di ventura, vai avanti nonostante tutto, vinci le tue battaglie, le tue insicurezze, supera l'ostacolo che ti blocca a qualunque costo per raggiungere cio che vuoi veramente dalla vita, e cosi il film non si rende neanche conto che sta supportando incosapevolmente l'idea di guerra e conflitto tra individui, con quest'approccio non si va oltre il vuoto sentimentalismo hollywoodiano.

9 settembre 2016

Paradise Beach - Dentro L'incubo

Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Jaume Collet-Serra
Genere: Survival, Monster Movie, Thriller
Titolo Originale: The Shallows
★★★ 😏

Ragazza Surfista va in Messico e incontra il caro vecchio super squalo di Spielberg. Trama semplice in un mix da survival e monster movie, Buona la costruzione della protagonista, Ti importa di lei, ha paura, si dispera, sbaglia, fallisce, lotta e non demorde. Molte cose sono trattate superficialmente e fanno scuotere la testa e gridare al "si dai! come no!", Ci sono un paio di scene che non mi convincono, ad esempio come vengono mostrate a tutto schermo le conversazioni con il cellulare o quando parla alla Go pro ma tutto sommato è un film piacevole, una lotta metaforica contro il dolore della perdita e quel povero amico gabbiano e quella mano che stringe la sabbia funzionano e colpiscono.