8 ottobre 2026

L'Urlo dell Odio

Recensione Film
Anno: 1997
Regia: Lee Tamahori
Genere: Thriller, Survival

★★★ 😊

Riccone si schianta in una valle sperduta in Alaska e deve sopravvivere insieme ad un'invidioso fotografo. Thriller nella natura che ha un epico scontro con Orso sanguinario ma in realtà tutto dura solo una ventina di minuti e il vero scontro è tra i due protagonisti e i loro caratteri opposti, Alec Baldwin è un estroverso artista fotografo pieno d'invidia e risentimento che si arrende di fronte ai problemi e cerca le soluzioni piu facili per poi cadere velocemente nella disperazione mentre Anthony Hopkins fa un riccone calmo e tranquillo che non ha esperienza sul campo ma usa le sue poche conoscenze per trovare soluzioni, non è infallibile e sbaglia ma non si arrende ai problemi e alle avversità della vita riuscendo a plasmare il suo destino. In questo modo il film ribalta i classici e ideologici cliché anticapitalisti che attaccano i ricchi per dimostare le qualità di una persona virtuosa e spiega anche bene il perché sono ricchi, cosa li rende Leader naturali e come riescono a gestire le crisi della vita, è ovvio che ci sono molti piu Bob al mondo che desiderano, rubano e vivono nell odio e nell eterna invidia ma il film mostra bene quanto sia superiore l'atteggiamento di Charles che riflette, ragiona, cerca indizi, legge e si informa sempre aumentando le sue conoscenze, carina l'idea della bussola nella foglia, resta nella mente la frase "chi si perde muore di vergogna" e amo tantissimo il momento quando cerca di motivare il fotografo che possono davvero uccidere l'orso perché dimostra che questo approccio alla vita arricchisce entrambi, insieme nelle avversità i due si legano e creano un forte e autentico rapporto che va oltre lo stato sociale e li aiuta a battere la bestia della natura. Tutto è pieno di bellissimi panorami naturali con fascinosi laghi e montagne, l'orso è realizzato benissimo e vengono veri brividi alla presenza della sua enorme stazza, fa sorridere quando affamati cacciano disperati uno scoiattolino, pieno di tensione l'attraversamento di un tronco sospeso, molto epica la battaglia sul fiume, c'è buona tensione nel momento di tirare le somme sulla moglie e mi piace come Charles è comunque pronto al perdono e tenta di salvare Bob dimostrando di essere davvero superiore come persona. Tra i difetti che si possono notare c'è il personaggio del nero che è inutile alla storia e serve solo per fare la quota di minoranza sacrificabile, in questa valle il clima è strano e piove, c'è il sole, poi nevica nel giro di poche ore, essendo una questione tra maschi che si contendono una donna il ruolo della moglie è inevitabilmente oggettificato, quando si mettono la veste con la pelle dell orso sono troppo ridicoli e la regia non ha nessun vero tocco di stile o momento grandioso ma nell insieme è una storia di sopravvivenza e amicizia tra due uomini che ammiro molto per come è una delle poche che elogia veramente lo spirito capitalista liberale in cui tutti viviamo e strappati del loro stato sociale e messi sullo stesso piano il film fa una buona distinzione su quale sia il giusto approccio alle difficoltà della vita.

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