9 ottobre 2023

Elden Ring

Recensione Videogioco
Anno: 2022
Studio: From software
Genere: Azione, Rpg, openworld

★★★★ 😰

Guerriero si risveglia all ombra di un gigantesco albero e deve recuperare i frammenti di una Runa Divina. Elden Ring è una grande evoluzione dell gameplay di DarkSouls aggiungendo meccaniche Openworld con aree aperte, la cavalcatura, una mappa del mondo, una bussola, la possibilità del salto, il contrattacco, attacchi speciali, le evocazioni di spiriti, il crafting e tante piccole aggiunte e migliorie rispetto al passato che rendono il gameplay innovativo ma familiare e in piu la mitologia di questo mondo fantasy è scritta dall'autore di Game of Thrones George RR Martin che insieme all solito tocco minimalista di Hidetaka Miyazaki creano un mondo fascinoso e incredibile che merita di essere scroperto leggendo tutti i dialoghi e le descrizioni degli oggetti. C'è quindi molto di Dark Souls ma tutto è piu aperto, libero, piu grande e piu grosso con delle ampie vedute Mozzafiato, amo sempre guardare i maestosi alberi dorati, perfetta è la veduta dell l'accademia di Lucania in mezzo al lago di Liurnia, si sentono brividi arrivando alla capitale d'oro e c'è sempre qualche castello in lontananza molto figoso, poi è Bello arrivare alla tavola rotonda, scappare dai vari draghi, vedere le strane due dita, incontrare la misteriosa strega, gli uomini vaso, lo strano prete Tartaruga, il cavaliere lupo, capire da dove viene una strana voce sconosciuta, si sentono brividi nell esplorare per la prima volta il fiume sotterraneo, entrare in un crepaccio creato da una meteora, trovare le creature con i templi sulla schiena o attivare i montacarichi, mi è piaciuto vedere gli inquietanti mostri mano-ragno, orgasmico scoprire i Segreti delle ribellioni contro la Volontà Superiore delle divinità MARIKA e RANNI e tra i tanti boss è bello affrontare Magritt, Godrick l'innestato, Loretta, il grosso Radhan sul suo cavallino o Malenia che è tostissima. L'approccio openworld è fatto piuttosto bene, le mappe hanno varietà e una verticalità incredibile con zone raggiungibili da salti e doppio salti, mi piace partire per andare a recuperare le mappe delle varie aree o trovare i semi divini e si sente il senso di esplorazione in modo libero senza forzature di icone, punti di domanda o liste della spesa alla ubisoft ma spiace che a volte il gioco sembra fin troppo vasto e diluito con tanti elementi ripetuti, ad esempio è deludente ritrovare l'ennesima rovina, cimitero, fortino o torre simile, gli enigmi delle tartarughe da trovare sono snervanti, i premi ottenuti spesso sembrano inutili, i Doungeon principali sono ottimi ma quelli secondari sono sempre caverne e cripte generiche che finiscono tutte allo stesso modo, senza contare che i boss hanno spesso attacchi con combo assurde impossibili da evitare e caricano i colpi in modo ritardato e subdolo e ho odiato i due gargoyle, i sacriderma, il toro o il gigante di fuoco, e dispiace molto che tanti boss sono riciclati perché questo danneggia lo stesso gioco e anche il piu bel boss alla seconda e Terza volta che appare diventa odioso. Poi sono morto piu volte per il danno da caduta che non è mai chiaro, la mitologia principale è buona per come è femminista con le sue donne ribelli che soffrono ma non ha minimamente il fascino esistenziale della fiamma di Dark Souls o dei mostri di Bloodborne, non mi è piaciuta la scena d'introduzione che è solo una serie di immagini narrate, il mondo è troppo vasto e il classico approccio minimalista non funziona come in passato e ci si dimentica spesso molti nomi e dettagli cosi non ho sentito mai alcuna voglia di affrontare i Lord principali, le missioni secondarie sono quasi impossibili da completare senza una guida e la seconda parte del gioco è piuttosto debole e frettolosa non arrivando piu alla qualità delle prime Aree. Nel complesso è un peccato che prende molti difetti della struttura openworld con tanti contenuti mediocri e riciclati ma è un buon passo avanti per il genere, è un grande gioco fantasy difficile e molto ambizioso che ha tutto quello che ha reso i Dark Souls famosi e riesce anche a rinnovare la formula con sfide, boss e contenuti opzionali tutti con una direzione artistica pazzesca.

15 aprile 2023

Tails of Iron

Recensione Videogioco
Anno: 2021
Studio: Odd bug Games
Genere: Azione 2D, Metroidvania

★★★ 😏

Principe Topo deve salvare il regno dalla minaccia di pericolose Rane. Un gioco d'azione 2D molto grazioso che punta principalmente su battaglie impegnative dove parare e schivare è molto importante per sopravvivere, i mostri anticipano le loro mosse con cerchi e virgolette rosse prima di un attacco da schivare, virgolette bianche prima di un attacco da parare e virgolette gialle prima di un attacco da contrattaccare, un sistema di gioco chiaramente figlio di Dark Souls, c'è pure fiaschetta da ricaricare e una meccanica di peso per l'equipaggiamento indossato, ma nel complesso il gioco ricorda anche molto la tenerezza cartoonesca di Hollow Knight e mi piace l'atmosfera da fiaba (narrata dalla voce originale di Geralt!) che descrive il fascinoso regno fanta-medievale di questi graziosi topini che parlano attraverso vignette. All inizio le battaglie sono molto difficili perché bisogna imparare bene il sistema di combattimento ma piu si va avanti e piu il gioco diventa appagante per come si mischiano attacchi pesanti, veleno, colpi a distanza e rotolate, Specie i Boss sono tutti una goduria da abbattere, da ranocchi giganti con la mazza, guerrieri arroganti, zombie nelle catacombe, lucertole velenose, insettoni e gladiatori nell arena, e anche se si muore spesso mi è piaciuto imparare come i boss cambiano fasi, attacchi e stili di lotta in base alla vita rimasta. Insomma le battaglie sono decisamente il cuore del gioco e nel insieme funzionano tutte, peccato che per un gioco che punta cosi tanto sulle battaglie i movimenti del personaggio sono piuttosto lenti, macchinosi e poco responsivi, specie non mi piace come funzionano le schivate che hanno una pessima animazione, è molto irritante dover ricaricare la vita e la borraccia dopo ogni battaglia e non capisco perché diavolo per curarsi non basta sedersi sulla sedia di salvataggio, poi anche la struttura aperta da metrodvania non è sviluppata bene e seppur il mondo sia visivamente affascinante la mappa è fin troppo piatta e lineare, specie ho odiato che ad un certo punto per allungare il brodo ti chiedono un certo numero di monete d'oro costringendoti a fare noiose subquest andando avanti e indietro per le fogne e che nonostante la vasta gamma di equipaggiamento recuperabile di vera esplorazione e di rarità da trovare ce ne sia poca. Ma comunque per chi ama i giochi 2D e le sfide impegnative non è affatto male, non raggiunge di certo i grandi titoli da cui si ispira ma è un piccolo grazioso gioiellino che in una decina di ore regala tantissime battaglie appaganti.

12 febbraio 2023

Top Videogiochi Souls-Like

Da Demons souls in poi i giochi FromSofwtare di Miyazaki hanno rivoluzionato il mondo dei videogiochi e il successo dei suoi sequel spirituali ha stabilito un effettivo nuovo genere che ha ispirato tanti altri, sono i cosidetti SOULS-LIKE, action-RPG difficili, snervanti ma anche molto appaganti per come offrono ostacoli da superare che offrono premi e sfide sempre piu impegnative ed emozionanti oltre a creare mondi unici e fascinosi da scoprire attraverso una sottile narrativa non forzata.


1. Dark souls
2. Bloodborne
3. Dark Souls 3
4. Elden Ring
5. Demon Souls
6. Nioh 2
7. Dark souls 2
8. Lies of P
9. Demon Souls (remake)
10. Nioh
11. Wo Long Fallen Dinasty
12. Blasphemous
13. Lords of Fallen (2023)
14. The Surge
15. Blasphemous 2
16. Salt and sanctuary
17. Final Fantasy Origins
18. Salt and Sanctuary 2
19. Ashen
20. The Surge 2
21. DarkMaus
22. Mortal Shell
23. Kings Field 4
24. Dark Devotion
25. Code Vein
26. Thymesia
27. Remenant from The Ashes
28. Hellpoint
29. morbid the seven acolytes
30. Nazarloth fallen World
31. Bleak Faith Forsaken
32. Flintrock 
33. Chronos: Before the Ashes
34. Lord of Fallen
35. Kings Field 2
36. Kings Field 1
37. CLock Tower
38. Kings field 3

24 settembre 2022

Salt and Sanctuary

Recensione Videogioco
Anno: 2016
Studio: Ska Studios
Genere: Azione 2D, Soulslike

★★★ 😌

Avventuriero naufraga su un isola misteriosa piena di mostri. Salt and Sanctuary è un action RPG indipendente palesemente molto ispirato a Dark souls nelle meccaniche di gioco dove c'è una barra di stamina per le azioni, si rotola per evitare i colpi, progredire è difficilissimo e bisogna accumolare del Sale per livellare che se si muore va recuperato ma ci sono anche classici elementi da i metroidvania nell esplorazione dell mondo di gioco come abilità per saltare sui muri, cosi il tutto diventa un simpatico gioco 2D pieno di sfide, mostri, boss, armi e poteri speciali, l'albero delle abilità è vastissimo e permette vari tipi di classe cosi come le armi che vanno da spadoni pesanti a coltellini veloci. Lo stile artistico non è male con ambientazione cupa e un design dei mostri che mi piace molto ma le facce dei personaggi appaiono fin troppo stupidotte, le ambientazioni sono piuttosto varie e fascinose con caverne, templi e stanze dell orrore ma tristemente sono anche fin troppo generiche e poco memorabili, e non mi piace come sono piene di odiose trappole e sezioni platform snervanti che non funzionano bene con questo stile di gioco, ma forse il piu grande dei difetti credo sia la mancanza di una chiara mappa di gioco, che in apparenza potrebbe essere un problema marginale visto che si può scaricare da internet o disegnare, ma vista la natura labirintica del mondo di gioco la mancanza di un qualsiasi tipo di indicazione e mappa rende l'intera esperienza confusionaria, irritante e tediosa. Comunque per essere stato fatto da neanche due persone non è affato un gioco brutto, anzi mi ha divertito affrontare i vari boss, alcuni davvero ostici e bastardi, ma le ultime parti sono davvero troppo difficili e dispersive e la storia è solo una vaga scopiazzatura di dark souls che non dice niente di unico, cosi il tutto offre un ottima sfida ma non si eleva abbastanza dagli standard del genere.

3 marzo 2021

Dark Souls 3

Recensione Videogioco
Anno: 2016
Regia: Hidetaka Miyazaki
Studio: From Software
Gameplay: Soulslike, Azione
★★★★ 😳

Prescelto si risveglia per abbattere gli altri Lord e tenere accesa la debole fiamma dell universo. Il terzo dark souls è un solidissimo seguito che ripropone le collaudate meccaniche dei precedenti successi e cerca di chiudere tutto il discorso esistenzialista presentato nel franchise con uno scheletro di mondo in decadenza avvolto dalla cenere, un regno avvizzito, spento, fatto di desolazione e polvere che sta sempre piu collassando su se stesso verso l'inevitabile fine dell universo, ma non è semplicemente la fine di una trilogia, è un gioco che trasmette un idea di stanchezza e fatica dagli infiniti cicli di vita (e di gioco) che si ripetono, dopo che le Divinità principali sono morte gli eroi hanno fatto di tutto per mantenere vivo il fuoco della vita in una lotta disperata che cerca tragicamente di mantenere qualcosa inevitabilmente destinato a finire con una battaglia per sopravvivere alla fine eterna che è tanto effimera quanto significativa.  Insomma Dark souls 3 è un bel gioco, a volte ottimo, insieme ai due precedenti crea una serie leggendaria che ha fatto la storia dei videogiochi, ma nel complesso l'esperienza non mi ha convinto del tutto e qualcosa sembra aver perso freschezza, sarà anche voluto ma il mondo di gioco è poco memorabile e Coeso, c'è una progressione di aree estremamente lineare, il level design non mi è piaciuto con ambientazioni piu aperte ma anche piu vuote, specie non amo la marea di lente paludi con stupidi granchi giganti, troppi sono i falò ravvicinati in modo pigro che rovinano il senso di esplorazione, troppe le irritanti citazioni al passato che strizzano l'occhio ai Fan, pochi nuovi personaggi secondari da ricordare, e troppi boss snervanti dove bisogna Rotolare come dei pazzi per evitare i loro furiosi colpi, mai come in questo terzo episodio è diventato un ROLL SOULS, rotola rotola e rotola ancora,  molte battaglie hanno perso fascino drammatico per puntare sullo stramaledetto rotolamento, poi la varietà è molto limitata e le tante armi sono inutili e si finisce tranquillamente il gioco con lo spadino, anche le armature sono inutili e si gioca sempre nudi e non mi piace il filtro cupo e spento che rovina il look del gioco. Nonostante questi piccoli ma tanti difetti resta l'appagante gameplay che ha reso popolare la serie e una direzione artistica ai massimi livelli, due forti DLC che variano le ambientazioni, tanti nuovi misteri e rivelazioni di una ricchissima mitologia e tanti incredibili momenti di gioco, come arrivare alla valle boreale dopo essere usciti dalle catacombe offre un veduta bellissima, capire i crimini di Sulyvahn e Aldrich, scoprire come raggiungere la vetta dei draghi e affrontare il figlio traditore di Gwyn, amo la profondità narrativa delle ambientazioni dove anche i quadri e le statue spiegano il mondo (ad esempio è un capolavoro di narrativa visuale la statua dell'incoronazione a ringed city), bello come tutto è avvolto e torna alle radici degli alberi primordiali, sono stato piacevolmente sorpreso nel rivedere Patches e trovare una pila di cadaveri della fanciulla del fuoco che indicano le tragiche infinite reiterazioni degli eventi, o lo scoprire che sotto il castello c'è un intero altro misterioso mondo parallelo fatto di oscurità come se le realtà fossero accatastate l'una sull altra, o che i Boss finali sono praticamente versioni del giocatore stesso e affrontandoli si riflette il percorso fatto giocando a questa saga, tutto sempre con un velato elemento META, il tocco di Hidetaka Miyazaki è una garanzia e rigiocandolo piu volte si scoprono tanti bei dettagli, ma è un peccato che è un titolo che vive molto di luce riflessa dell capolavoro che è stato il primo Dark souls, e questo terzo capitolo offre tante belle Sfide con fascinosi ed epici boss ma ogni singola cosa che appare non fa che ricordati le qualità del primo leggendario gioco.

13 novembre 2020

Demon's Souls

Recensione Videogioco
Anno: 2009
Regia: Hidetaka Miyazaki
Studio: From Software
Gameplay: Soulslike, Survival, Azione,Rpg

★★★★ 😰

Eroe vagabondo entra in un regno decaduto avvolto da una misteriosa nebbia. Demon Souls è stato un gioco rivoluzionario che nella sua modestia ha cambiato completamente i videgiochi, con le sue meccaniche sperimentali, spietate e irritanti all inizio è stato ignorato ma piano-piano è diventato un gioco di Culto, negli ambienti dei piu esperti si era sparsa la voce della sua difficoltà e molti per curiosità lo hanno provato, e grazie al passaparola dei Fan è nata sempre piu passione per una nuova ed intrigante formula di gioco che per certi versi ritornava alle origini dei videogiochi 8 bit o Arcade che ti punivano severamente per una morte o disattenzione, è di base un RPG ma il vero livello da aumentare è dentro la tua testa, Demon's Souls è infatti il fondatore di un nuovo genere, i "SOULS LIKE", qua non c'è una modalità facile, non si può mettere in pausa, i salvataggi sono sempre automatici e non si può ricaricare se si sbaglia, è un Esperienza di sopravvivenza horror con nemici che colpiscono duro e si muore in due o tre colpi, ogni azione consuma tantissima Resistenza e bisogna calcolare bene ogni singola mossa, ad ogni partita si ha tensione per la paura di perde tutta l'esperienza accumolata e alla prima morte si continua ad avere tensione nel tentativo di recuperare tutta l'esperienza persa, ad ogni passo sbagliato si cade e si muore, ad ogni trappola si muore, e se si ricomincia bisogna nuovamente rifarsi tutto e uccidere tutti i nemici, quindi per sopravvivere il gioco ti costringe ad usare la memoria, a ricordarsi il posizionamento e la struttura dei livelli, ad esplorare in cerca di armi ed oggetti importanti, ma non solo! se si muore dopo un boss si perdono gli HP Massimi, piu si muore e piu il gioco sadicamente diventa piu difficile con le misteriose e complicate meccaniche delle Tendenze, insomma invece che premiare continuamente il giocatore e trattarlo come un bambino (come fanno sempre i titoli piu popolari e Mainstream) Demon Souls ricorda a tutti che non basta il Premio è importante anche la PUNIZIONE, perché solo quando si superano vere difficoltà che nasce la soddisfazione, senza una vera Sfida i videogiochi appaiono vuoti e dimenticabili. Ma attenzione, Demon's Souls non è Solo una questione di buone meccaniche di gioco, Hidetaka Miyazaki è un Vero Artista che trasmette forti emozioni attraverso una narrativa minimalista, l'uso delicato della musica, i personaggi e le atmosfere, indimenticabili sono i canti della torre di Latria con gli spaventosi Mindflayers, gli spietati Scheletri di metallo o la gelida apparizione dei fantasmi rossi, ho ancora gli incubi per il passaggio del drago che incendia tutto o per la cupa valle della corruzione,  amo la folle idea di un NPC che se liberato addirittura stermina tutti gli altri NPC dell hub di gioco e poi i boss sono incredibili non per la loro difficoltà (perché in realtà sono macchinosi e troppi sono boss evento gimmick) ma funzionano per le sensazioni che riescono ad offrire, come la lotta contro gigantesche Mante Nel cielo, l'arrivo a sorpresa di un secondo boss, uno strano monaco controllato da un altro giocatore, lo scoprire l'aspetto del vero Re Allant o il tragico scontro con fanciulla Astrea dove il giocatore diventa il vero mostro in uno dei piu perfetti momenti di Ludo-narrativa. Insomma Demon's Souls è stato un gioco rivoluzionario che nonostante sia pieno di difetti e tediosità che non me lo hanno fatto amare come Dark Souls per certi versi è il piu puro dal punto di vista artistico perché era un vero e proprio Balzo nel vuoto senza precedenti, i sequel spirituali hanno migliorato il gameplay ma hanno solo ripetuto tutto il lavoro fatto da Demon's souls e sono diventati troppo ossessionati dall idea di "Sfida di rotolate con Boss sempre piu difficili" perdendo la voglia di sperimentare e innovare, persino il remake PS5 del 2020 per quanto sia piu bello dal punto di vista tecnico è vuoto artisicamente e perde molto in termini di atmosfera.

11 luglio 2020

The Surge

Recensione videogioco
Anno: 2017
Studio: Deck 13 Interactive
Genere Storia: Fantascienza, horror
Gameplay: Souls-like, Rpg
★★★ 😊

Paraplegico va a lavorare per una mega corporazione super tecnologica ma dopo l'operazione di impianto dell'esoscheletro si risveglia in un caos di sangue dove tutti i colleghi e i macchinari sono impazziti e tentano di ucciderlo. The Surge è l'ennesimo titolo che si ispira pesantemente a Dark Souls arricchendo ancora di piu il genere dei "souls like" con meccaniche da Action-Rpg brutali e hardcore, qua si muore tanto e si procede sempre con la paura di perdere tutta l'esperienza accumulata. La formula è quindi la solita ma qui ha qualche piccola variante originale come si puo scegliere quale punto dei nemici attaccare per avere piu vantaggi, un sistema di Attacco Finale molto appagante, un drone di supporto, bello poi che ci sono dei livelli di esperienza delle armi e che ci sono delle abilità passive da equipaggiare per personalizzare ancora di piu il proprio personaggio. Ma la poca varietà è il punto debole del gioco, le ambientazioni sono tristemente molto simili tra loro in un generico mix di hangar industriali e anche i nemici iniziano ad assomigliarsi un po' tutti, cosi come i boss sono pochi e alcuni lasciano pure l'amaro in bocca, poi odio come il mondo è diviso in zone troppo separate tra di loro e la lentezza di certi ascensori e il timer per recuperare l'esperienza persa dopo la morte puo spesso irritare. Non sarà quindi perfetto o una rivoluzione del genere ma l'approccio Fantascientifico-horror è comunque una novità, ero partito scettico ma alla fine la sfida mi ha entusiasmato e ne volevo di piu, piu boss, piu sfide, piu aree, i DLC non bastavano per saziare la fame, il level design mi piace e non è scontato, le battaglie sono sempre piu orgasmiche e poi mi sono innamorato del Bastone come arma, insomma non ha gli stessi contenuti e la raffinatezza dei titoli Fromsoftware ma Non è affatto male anzi in alcuni momenti mi è piaciuto anche di piu di Dark souls 3.

12 aprile 2020

Bloodborne

Recensione Videogioco
Anno: 2015
Studio: FromSoftware
Regia: Hidetaka Miyazaki
Gameplay: Azione, Rpg, Souls-Like
★★★★★ 👽

Un Cacciatore esplora una Città Invasa dai Licantropi e dovrà affrontare una marea di misteriose creature da Incubo. Quattro anni dopo il grande successo di Dark Souls Miyazaki e soci sfornano per la Ps4 un'altra bomba videoludica che fonde alla perfezione Gameplay e Narrativa, tornano le collaudate meccaniche RPG dei Souls che con una ardua e a volte irritante struttura di progressione che punisce severamente gli errori dei giocatori casuali ma allo stesso modo premia l'attenzione e la cautela dei piu esperti, cosi come tornano tante sfide, trappole, un interconnesso level design, Boss Epici e memorabili, Colonna sonora da urlo e tanti segreti da scoprire. Il nuovo Gameplay invece punta poi molto su quella che si può definire "Aggressività tattica" infatti Rimuovendo la parata,  aggiungendo una meccanica di recupero dei danni e sopratutto con la possibilità di stordire l'avversario e colpirlo criticamente se si spara nel giusto momento si offre un gameplay dove la tensione è sempre alle stelle, si schiva, si attacca, si recupera, ci si cura e se si è esperti si è in costante ricerca di un apertura per stordire l'avversario. Ammetto che qualche passo indietro rispetto ai Dark souls c'è, il tornare alle pozioni da accumolare non mi ha fatto impazzire e si sente molto la mancanza delle piu comode pozioni Estus o dei Bonfires, la personalizzazione del personaggio è troppo limitata, all inizio tre armi iniziali sono davvero poche per poter sperimentare cosi come la mancanza di forti Build dedicati alla magia o Tutto il sistema extra dei dungeons randomizzati è noioso e sviluppato male. Detto questo c'è comunque una fantastica Narrativa minimalista che consiste in pochissime e brevi cinematiche,  una storia che con i suoi silenzi, urli, pianti e lamenti in lontananza offre un esperienza di gioco eccezionale, qua ogni ambientazione sembra viva e piena di significato, ogni livello offre una marea di sensazioni diverse, attraversare ogni nuovo luogo suscita sempre un misto di paura, intrigo e tanta curiosità su cosa sia davvero successo in passato, e grazie all'atmosfera unica e le Tante sensazioni trasmesse Bloodborne è piu di un semplice bel gioco ma è un vero e proprio capolavoro assoluto, la storia di questo mondo la si può INTUIRE ma mai del tutto cogliere al 100%, ogni volta che si percorrono questi incubi infiniti cambia la prospettiva su cosa davvero sia successo, a differenza di Dark souls che con la sua mitolgia classica offriva una riflessione metaforica sugli Eterni Cicli della Vita, questo gioco attraverso elementi come la caccia, Il Sangue, l'epidemia, la cura, la chiesa, il peccato, la ricerca della verità e il potere degli Occhi, parla del tragico esistenzialismo umano, l'uomo nasce ed è destinato a diventare bestia, a lottare eternamente contro la sua natura di animale, prigioniero  e schiavo dei suoi istinti, dei suoi sogni e delle sue paure, tutto non ha un vero senso, l'assurdo e il vuoto ci avvolgono, e la verità non è per nulla una liberazione o un conforto ma anzi può solo rendeci piu Folli e disperati, le scoperte scientifiche uccidono o ci allontanano sempre piu da Dio, nell era moderna guardando il cielo l'uomo si accorge di essere solo un essere piccolissimo e insignificante rispetto alla grandezza dell universo,  La vita non ha senso, la morte è inevitabile e cosi nasce la voglia di trascendere dalle le nostre spoglie mortali in cerca della Grandezza. Bloodborne è questo e tanto altro, insieme al suo DLC è un grande videogioco ma anche molto di piu, è un prodotto artistico a tutti gli effetti.