Recensione Film
Anno: 2018
Regia: Jason Reitman
Genere: Dramma
★★★ 😓
All arrivo del terzo Figlio una Madre di famiglia vive momento difficile
e si trova costretta a chiedere aiuto a strana Tata. Un Dramma
psicologico che ha un approccio molto caldo e realista, all inizio si
sente bene lo stress e la fatica fisica della povera donna, tanti
montaggi che saltano velocemente tra ironia e tragedia per descrivere la
dura situazione di lei ormai ridotta ad uno straccio vivente, questo
infatti è un altro di quei film che ti fa veramente passare la voglia di
avere dei figli, un po' come in babadook c'è un bambino odiosissimo che
si vorrebbe mangiare vivo, si mostra come la famiglia invece che quel
magico luogo di serenità dove rifugiarsi è in realtà molto spesso la piu
grande prigione sociale da cui non si può sfuggire in nessun modo. La
storia mostra questo chiaro conflitto interiore della donna e sopratutto
si attacca piu volte quel "mito della madre forte" che non ha mai
bisogno di nessun aiuto, ma nonostante ho apprezzato il film non sono
sicuro che si sviluppa nel modo migliore, parte lento, non convince
pienamente, tutto va male, poi tutto va bene e infine nel terzo atto
arriva la confusa confusione esistenziale che ti fa dire wtf?? con delle
scelte di narrativa piene di simbolismi e allegorie fatte per
rafforzare l'intero messaggio ma per certi versi finiscono per
indebolirlo, visto il tono intimo e realista avrei preferito che il film
restasse con i piedi per terra. Comunque Jason Reitman è bravo e pieno
di sincera umanità, ha un finale un po' deboluccio ma è un semplice film
che funziona, e proprio nel finale mi è piaciuto che il marito ha
chiaramente il maglione al contrario, è un piccolo ma raro dettaglio per
me molto significativo.
21 luglio 2018
9 ottobre 2017
Maelstrom
Recensione Film
Anno: 2000
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Dramma, Arthouse
★★ 😖
Una giovane donna deve superare Il rimorso dopo aver Abortito. il secondo film di Villeneuve è un titolo molto acerbo e da scuola di cinema ma che possiede comunque qualche punta artistica molto creativa, intimo, tanti e forse troppi primi piani, ritmo spezzato, il tutto è un dramma surreale che prende l'aborto come scusa per mostare il Senso di Colpa, il conflitto e le difficoltà nel riuscire a perdonare e perdonarsi ma come succede a molti film acerbi il Sottotesto si mangia il Testo e le metafore si mangiano la storia. Prima fra tutti è la La metaforona dei PESCI, puzzano, hanno un odore che non va piu via e mi piace che il film si apre con simpatico pesce parlante che viene macellato da uno strano tizio, ma piu si va avanti e piu questo parallelo tra aborto e Pesci diventa pesante e forzato. E cosi il film diventa ridondante fino alla nausea, è un costante ripetere e martellare quanto sia brutto l'aborto e quanto la donna soffra il Rimorso con una serie di elementi surreali che alienano il pubblico piu che farci immedesimare nella protagonista, questo perché lei non possiede una chiara motivazione esterna al suo conflitto interiore, continua a subire e subire per tutto il film e le sue azioni non appaiono decisive. Essendo un piccolo film artistico che nessuno ha Visto la domanda è se merita la visione visti i successi del regista, a mio parere, tolto forse il pesce parlante non vi perdete poi molto.
Anno: 2000
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Dramma, Arthouse
★★ 😖
Una giovane donna deve superare Il rimorso dopo aver Abortito. il secondo film di Villeneuve è un titolo molto acerbo e da scuola di cinema ma che possiede comunque qualche punta artistica molto creativa, intimo, tanti e forse troppi primi piani, ritmo spezzato, il tutto è un dramma surreale che prende l'aborto come scusa per mostare il Senso di Colpa, il conflitto e le difficoltà nel riuscire a perdonare e perdonarsi ma come succede a molti film acerbi il Sottotesto si mangia il Testo e le metafore si mangiano la storia. Prima fra tutti è la La metaforona dei PESCI, puzzano, hanno un odore che non va piu via e mi piace che il film si apre con simpatico pesce parlante che viene macellato da uno strano tizio, ma piu si va avanti e piu questo parallelo tra aborto e Pesci diventa pesante e forzato. E cosi il film diventa ridondante fino alla nausea, è un costante ripetere e martellare quanto sia brutto l'aborto e quanto la donna soffra il Rimorso con una serie di elementi surreali che alienano il pubblico piu che farci immedesimare nella protagonista, questo perché lei non possiede una chiara motivazione esterna al suo conflitto interiore, continua a subire e subire per tutto il film e le sue azioni non appaiono decisive. Essendo un piccolo film artistico che nessuno ha Visto la domanda è se merita la visione visti i successi del regista, a mio parere, tolto forse il pesce parlante non vi perdete poi molto.
19 luglio 2017
Polytechnique
Recensione Film
Anno: 2009
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Dramma
★★ 😒
Nel 1989 Ragazzo fa strage al politecnico di Montréal. Un dramma tragico piuttosto pretenzioso che non riesce a funzionare nonostante le tante belle inquadrature e momenti che catturano bene l'atmosfera dentro l'università, quello che manca è sincerità, il titolo sa molto di progetto amatoriale da studente di cinema, l'uso pretenzioso del Bianco e nero, i ritmi lenti, le pianosequenze che non portano a nulla, la voce fuoricampo, la narrativa non lineare con odiosi ed inutili flashfoward e flashback che spezzano tutta la tensione, Ie vuote frecciate tematiche all entropia e al femminismo, il non mostrare i cadaveri, per poi mostrarli, per poi non mostrali nuovamente sfuocandoli per "rispetto", insomma tutto sembra gridare al "guarda come siamo rispettosi e bravi a parlare della tragedia" . Ma la regia non riesce a costruire autentico dramma e spessore, ad esempio all inizio si concentra sul killer e spreca completamente la sua prospettiva, non si vive il suo confitto, il suo caos interiore, non si capisce la sua misoginia, la sua solitudine, la sua pericolosità, Non si crea ne una figura tragica ne inquietante, tutto quello che fa la regia è zoommare su primi piani, cosi crea un non-personaggio che vive in servizio del dramma da spettacolo, ed è cosi per gli altri due protagonisti delineati in modo Melò che vivono nelle loro plastiche inquadrature con un melodramma finale mostrato al limite del ridicolo. il Film vive di vanità a discapito della tragedia con un disgustoso e falso rispetto ma sopratutto il difetto piu grande è che non ha niente da dire, veramente nulla oltre la premessa drammatica, e dispiace perché Villeneuve è migliorato negli anni, ormai è diventato una macchina inarrestabile che ti sforna un titolo all anno, ma questo sinceramente mi ha fatto proprio schifo.
Anno: 2009
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Dramma
★★ 😒
Nel 1989 Ragazzo fa strage al politecnico di Montréal. Un dramma tragico piuttosto pretenzioso che non riesce a funzionare nonostante le tante belle inquadrature e momenti che catturano bene l'atmosfera dentro l'università, quello che manca è sincerità, il titolo sa molto di progetto amatoriale da studente di cinema, l'uso pretenzioso del Bianco e nero, i ritmi lenti, le pianosequenze che non portano a nulla, la voce fuoricampo, la narrativa non lineare con odiosi ed inutili flashfoward e flashback che spezzano tutta la tensione, Ie vuote frecciate tematiche all entropia e al femminismo, il non mostrare i cadaveri, per poi mostrarli, per poi non mostrali nuovamente sfuocandoli per "rispetto", insomma tutto sembra gridare al "guarda come siamo rispettosi e bravi a parlare della tragedia" . Ma la regia non riesce a costruire autentico dramma e spessore, ad esempio all inizio si concentra sul killer e spreca completamente la sua prospettiva, non si vive il suo confitto, il suo caos interiore, non si capisce la sua misoginia, la sua solitudine, la sua pericolosità, Non si crea ne una figura tragica ne inquietante, tutto quello che fa la regia è zoommare su primi piani, cosi crea un non-personaggio che vive in servizio del dramma da spettacolo, ed è cosi per gli altri due protagonisti delineati in modo Melò che vivono nelle loro plastiche inquadrature con un melodramma finale mostrato al limite del ridicolo. il Film vive di vanità a discapito della tragedia con un disgustoso e falso rispetto ma sopratutto il difetto piu grande è che non ha niente da dire, veramente nulla oltre la premessa drammatica, e dispiace perché Villeneuve è migliorato negli anni, ormai è diventato una macchina inarrestabile che ti sforna un titolo all anno, ma questo sinceramente mi ha fatto proprio schifo.
2 febbraio 2017
Arrival
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Fantascienza, Dramma
★★★★ 😳
In questo Sci-Drama l'arrivo di misteriosi alieni si interconnette al dramma personale di una donna. Ammetto che sia un buon film dalle giuste atmosfere ma... non mi è piaciuto. Strutturalmente alternativo solo per il gusto di esserlo, una storia che sembra una puntata di lost (e io amo lost) e finisce con un grande e banale Volemose bene new age che non mi ha convinto, si lanciano in aria vari temi come la Comunicazione, il linguaggio, libero arbitrio, fatalismo, accettare la nostra mortalità, fede, critica al determinismo umano, il tempo è piatto, Nietzsche, l'eterno ritorno, l'aborto è sbagliato etc, un po' un grande minestrone dove si fa fatica a vedere sviluppato un discorso, l'unica cosa che veramente rimane del film è l'entrata nell astronave, un retrogusto nolaniano (nel bene e nel male, non solo interstellar ma c'è anche molto memento e tanta fastidiosa esposizione) e la straordinaria musica di Max Richter che viene ripetuta come un trapano fino all ipnosi.
Anno: 2016
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Fantascienza, Dramma
★★★★ 😳
In questo Sci-Drama l'arrivo di misteriosi alieni si interconnette al dramma personale di una donna. Ammetto che sia un buon film dalle giuste atmosfere ma... non mi è piaciuto. Strutturalmente alternativo solo per il gusto di esserlo, una storia che sembra una puntata di lost (e io amo lost) e finisce con un grande e banale Volemose bene new age che non mi ha convinto, si lanciano in aria vari temi come la Comunicazione, il linguaggio, libero arbitrio, fatalismo, accettare la nostra mortalità, fede, critica al determinismo umano, il tempo è piatto, Nietzsche, l'eterno ritorno, l'aborto è sbagliato etc, un po' un grande minestrone dove si fa fatica a vedere sviluppato un discorso, l'unica cosa che veramente rimane del film è l'entrata nell astronave, un retrogusto nolaniano (nel bene e nel male, non solo interstellar ma c'è anche molto memento e tanta fastidiosa esposizione) e la straordinaria musica di Max Richter che viene ripetuta come un trapano fino all ipnosi.
29 settembre 2016
Incendies - La Donna che canta
Recensione Film
Anno: 2010
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Dramma, Mistery
★★★★★ 😱
Alla morte della madre due figli vengono incaricati di Consegnare delle lettere, parte cosi un Indagine sul doloroso passato della donna, una vita legata Per sempre alla Guerra. Un Film quasi perfetto, i flashback della donna sono brutali e pieni di Orrore, ho ancora i brividi per la scena dell autubus, si vorrebbe non sapere, si vorrebbe scappare dal dolore, fuggire dalla guerra o anche solo pensarci, ma è impossibile perche la guerra è nelle radici umane e la battaglia è nel riuscire a superare la spirale di odio. Il tutto segue una Struttura Classica Da Tragedia, forse fin troppo classica e per questo c'è il rischio che questi tipi di finali diventino ormai Cliché, ma per fortuna la qualità del film non è solo in cio che accade ma come è costruito, una regia che sa cosa mostrare, cosa non mostrare e quando mostrarlo, un intreccio che non è mai confusionario nonostante i salti temporali, con capitoli in scritte giganti che scandiscono l'equazione matematica che sta per Risolversi.
Anno: 2010
Regia: Denis Villeneuve
Genere: Dramma, Mistery
★★★★★ 😱
Alla morte della madre due figli vengono incaricati di Consegnare delle lettere, parte cosi un Indagine sul doloroso passato della donna, una vita legata Per sempre alla Guerra. Un Film quasi perfetto, i flashback della donna sono brutali e pieni di Orrore, ho ancora i brividi per la scena dell autubus, si vorrebbe non sapere, si vorrebbe scappare dal dolore, fuggire dalla guerra o anche solo pensarci, ma è impossibile perche la guerra è nelle radici umane e la battaglia è nel riuscire a superare la spirale di odio. Il tutto segue una Struttura Classica Da Tragedia, forse fin troppo classica e per questo c'è il rischio che questi tipi di finali diventino ormai Cliché, ma per fortuna la qualità del film non è solo in cio che accade ma come è costruito, una regia che sa cosa mostrare, cosa non mostrare e quando mostrarlo, un intreccio che non è mai confusionario nonostante i salti temporali, con capitoli in scritte giganti che scandiscono l'equazione matematica che sta per Risolversi.
23 settembre 2016
Demolition
Recensione Film
Anno: 2016
Regia: Jean-marc Vallèe
Genere: Dramma
★★★ 😑
Dopo un Doloroso Trauma un Uomo Implode, Sbarella, cade in completa negazione e Sfoga il suo dolore represso distruggendo la sua vita. Un Dramma semplice che possiede uno stile energico con i suoi montaggi veloci e flashback melò, Il caro Vecchio Jake ce la mette tutta a mostrare la follia del dolore ma non riesce a convincere pienamente, Rimane comunque un Titolo di carattere che funziona.
Anno: 2016
Regia: Jean-marc Vallèe
Genere: Dramma
★★★ 😑
Dopo un Doloroso Trauma un Uomo Implode, Sbarella, cade in completa negazione e Sfoga il suo dolore represso distruggendo la sua vita. Un Dramma semplice che possiede uno stile energico con i suoi montaggi veloci e flashback melò, Il caro Vecchio Jake ce la mette tutta a mostrare la follia del dolore ma non riesce a convincere pienamente, Rimane comunque un Titolo di carattere che funziona.
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