31 dicembre 2025

Die My Love

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Lynne Ramsay
Genere: Dramma, Psicologico

★★★ 😅

Donna si sposa e ha un figlio ma entra in crisi e vive una grande sofferenza interiore che la porta all isolamento. Dramma psicologico sulle difficoltà di una ragazza di diventare una madre e moglie che dal punto di vista della regia colpisce molto per come evita la facile esposizione e mostra le sensazioni e i pensieri della protagonista attraverso le immagini, all inizio mi piace la camera fissa all entrata nella casa, bello il montaggio di allegria e come scopano con passione sul pavimento, funziona la sensualità e uso dei corpi, intriga come lei cammina spesso a quattro zampe in modo animalesco o colpisce quando graffia rabbiosa il muro come un gatto furioso, ottimo il momento artistico del latte dal seno che cade nell inchiostro, tragico l'addio del suocero demente nella foresta, si sente tutta la frustrazione per l'arrivo dell odioso cane che abbaia di continuo in modo irritante e riflette il peso e fastidio dell bambino da accudire, toccante il rapporto con la suocera che capisce e riconosce queste sensazioni che ha di sicuro vissuto anche lei, intrigano le visioni oniriche e tragici sono i momenti di litigio tra la coppia sempre piu distante. E nella prima parte la colpa sembra tutta del marito che è evasivo, si allontana e forse tradisce lasciandola insoddisfatta sia a livello sessuale ma anche ad uno piu emotivo ma apprezzo che poi la storia non vuole attaccare e dare la colpa semplicemente a questi tipi di maschi distanti e mostra che anche la protagonista è piena di difetti nel suo essere furiosa, arrogante, immatura e bipolare, spiegando come in realtà è difficile aiutare una persona cosi sofferente e quanto profondo e complesso è questo malessere psicologico che esisteva anche prima dell arrivo del figlio e non ha una chiara e facile risoluzione. Tutto ha una buona fotografia ma non mi è piaciuto il filtro blu utilizzato per rappresentare la notte che è davvero pessimo, i momenti quando sbatte la testa sul vetro invece di sottolineare il dramma dell autolesionismo sembrano involontariamente comici, ci sono troppe scene oniriche che confondono e appesantiscono la storia, specie le fantasie di tradimento e cornificazione le ho trovate superflue e distraggono dal tema principale, la voglia di fare stile utilizzando varie musichette non mi ha piu di tanto convinto e per quanto vuole essere evocativo il finale di fuoco mi è sembrato debole e poco memorabile. Comunque si vede il grande impegno di Jennifer Lawrence che convince nel mostrare questa donna sofferente sempre piu persa e prigioniera in un ruolo che non ama e cosi tutto risulta in un bel dramma pieno di tragiche e miserabili sensazioni sulla vita matrimoniale.

9 novembre 2018

Outlaw King

Recensione Film
Anno: 2018
Regia: David Mackenzie
Genere: Guerra, Medieval, Azione
Titolo ITA: Il Re Fuorilegge
★★★ 😏

Alla morte di William Wallace lo Scozzese Lord Robert decide di fare il Re e dichiarare Guerra agli Inglesi. Un Film d'onore Medievale con tanta violenza e sangue che riesce a divertire nonostante si prenda molto sul serio, grandi le immagini, buona la messa in scena con un realismo fatto di bei costumi e belle scene d'azione che restano sempre pulite e chiare anche nella loro sanguinaria brutalità. Oltre ad un ritmo lento che non convince il problema del film è nel suo protagonista, Chris Pine si sforza ma non mi ha convinto, sembra sempre perso e stralunato, cosi come non convincono le motivazioni iniziali dietro questo grande tradimento, senza mostrare chiaramente al pubblico il perché questo rischio sia cosi importante gran parte del significato del film si perde in una scaramuccia personale tra gli inglesi cattivi e il Buon Re onorevole che rivuole abbracciare la moglie. Un grave errore infatti è voler rappresentare il protagonista come una specie di santo, lui è Estremamente Giusto e buono, un eroe senza macchia che aspetta pure di fare sesso con la moglie la prima notte di nozze (seee!) cosi non solo è chiaro per chi il film parteggia ma questo annullare i difetti del personaggio che lo hanno portato alla guerra fa appiattire il realismo tanto desiderato e trasforma in patetiche macchiette gli inglesi antagonisti. Lo spettro di Wallace aleggia sulle spalle di Robert e anche su quello del film stesso, Braveheart e persino robin hood sono fantasmi troppo presenti e arriva quasi la nostalgia di vedere questi personaggi leggendari invece che il generico blando eroe numero 30, ma nonostante tutto il film mi è piaciuto, la pianosequenza iniziale è interessante (seppur inutile) le sconfitte continue fanno male e la violenza medievale affascina sempre, insomma consigliato ai feticisti dell Epica medievale e... degli uomini barbuti!

29 aprile 2018

You Were Never Really Here

Recensione Film
Anno: 2017
Regia: Lynne Ramsey
Genere: Thriller, Dramma, Psicologico
Titolo ITA: A Beautiful Day
★★★★ 😅

Opprimente Thriller d'autore che da vita ad una profonda sensazione di soffocamento, con una stupenda economia narrativa invece di puntare sulla semplice trama vista e rivista la regia decide di descrivere il mondo e le sensazioni del tormentato protagonista, ecco quindi velocissimi flashback di un confuso passato che ha lasciato solo cicatrici sul suo corpo, ed ecco uno stupendo sound design fatto di rumori ambientali, Sussurri, conti alla rovescia, lo stridere del treno, musica elettronica, i grilli, il rumore delle scarpe bagnate, una chitarra impazzita, tutto per creare questa folle e incontrollabile sensazione di Caos che non da alcuna via d'uscita. Ho amato molto come viene costruito velocemente il rapporto con l'anziana madre, c'è tanto odio da pugnalate al petto ma anche tanto amore e dipendenza, da lui che le pulisce il bagno e il frigorifero o quando cantano insieme, e Anche il modo con cui è utilizzata la Violenza è da ammirare, mai volgare, mai insensata e ludica, anzi il gioco di tensione e rilascio viene negato piu volte allo spettatore, viene tagliato l'impatto dei colpi lasciando solo le conseguenze, cosi si crea questa potente frustrazione che percepisce da tutta una vita il povero Joe, che ha un cuore puro e come una pentola a pressione accumola e accumola confuse sensazioni negative ma la violenza non basta a scaricare questo tipo di angoscia depressiva, infatti la normale vendetta catartica viene completamente ribaltata per castrarlo ulteriormente. Insomma toccante, potente, Riflessivo, profondo, maturo, quegli occhiali rotti colpiscono, lo stringere la mano al nemico può sembare ridicolo all inizio ma anche quel momento è unico e raro in una narrativa del genere, si parte confusi non sapendo bene quale sia la storia ma ogni cosa funziona come un orologio e riesce a catturare perfettamente il profondo senso di dissociazione dal mondo in una costante e perenne apnea interiore.